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IlValdarno gratis a casa tua Luglio 2016. Registrazione al Tribunale di Firenze n. 6005 del 25.11.2015 Dir. Resp. Francesco Fondelli. Editore: SEF srl Vicolo Libri 4 Figline, 50063 Figline e Incisa Valdarno Isc.ROC prat.1046013 - Stampa: Centro Servizi Editoriali S.r.l., Stabilimento di Imola, Via Selice 187/189 40026 Imola (BO) Diffusione Gratuita - notizieredazione@gmail.com Ex assessore di Figline indicato come il vero “Boss” di Francesco Fondelli In certi ambienti sottoposti ad intercettazioni, un ex assessore Pd di Figline veniva indicato come il vero boss. Da quando la notizia è stata resa nota dal giornale “La Repubblica”, è iniziato il toto-boss. Chi è? Ma soprattutto perché veniva definito boss dagli intercettati? In attesa che gli atti giudiziari svelino il nome e il cognome dell’ex assessore, non resta che meditare sull’appellativo di “boss”. Che significa? E’ improbabile che nelle intercettazioni si facesse riferimento alla marca di un noto profumo. Stando a Wikipedia il termine “Boss” è espressione tipicamente americana per indicare “il capo” di un’organizzazione o di un’azienda, ma Boss, nell’ambito della mafia, significa anche esponente di grande potere, capo di una famiglia. Boss è anche il personaggio della cosiddetta saga di Mazinga. In campo artistico The Boss è il soprannome di Bruce Springsteen. Ma a Figline potrebbe essere tutta un’altra musica. treni, ora il biglietto vale solo per il giorno indicato all’acquisto La novità in arrivo per chi viaggia in treno può trasformarsi nell’ennesima beffa. Spariscono i biglietti “aperti” che potevano essere utilizzati nell’arco di due mesi. Da agosto alla biglietteria si dovrà dichiarare non solo la destinazione ma anche il giorno dell’utilizzo. E il biglietto sarà valido solo per quel giorno. a pagina 13 figline ricorda il dottor luccioli pioniere della chirurgia estetica Aveva trasformato l’antica Casagrande di Figline in un moderno centro di chirurgia estetica, frequentato anche da personaggi famosi del mondo dello spettacolo. Ora che il dottor Cesare Luccioli è scomparso, resta il ritratto di un personaggio di grande spessore, e non solo nel campo della medicina. a pagina 9 :politica Per la prima volta Montevarchi sarà guidato dalla Destra. E a Figline Giulia Mugnai si arrabbia Cambiamenti e solite cose La nuova sindaca di Montevarchi Per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale il comune di Mon- Silvia debutta tra grinta e sorrisi tevarchi è guidato da un’amministrazione di Destra. E’ solo un suicidio del Pd locale, oppure sono in crisi quei poteri tradizionali che pilotano il Valdarno da oltre mezzo secolo? La manovra interna al centrosinistra che doveva servire per far fuori l’ex sindaco Grasso si è rivelata un boomerang, ma in altri tempi il colpo di mano sarebbero comunque riuscito. Quindi cosa c’è di diverso? Anche se i pesci più grossi della politica locale sono rimasti gli stessi, nel frattempo è cambia- ta l’acqua in cui nuota il banco. La crisi economica fa male e ha cancellato le adesioni fideistiche ai partiti. Poi va cal- colato che alcune vicende, come quella di Banca Etruria, hanno azzerato alcuni tradizionali poli aggreganti del consen- so. Il caro bollette e i continui tagli alla sanità sono altre mazzate che innescano nei cittadini il desiderio di vendetta nel- le urne. Eppure l’andazzo della Regione non accenna a mutare, nonostante ab- Foto Roberto Ceccherini biano già cambiato segno i Comuni più Sanità, sicurezza. Questi i principali temi programmatici esposti da Silvia Chiassai nel suo primo discorso da sindaca. Montevarchi per importanti della Toscana meridionale. Ora anche a Figline la sindaca del Pd si è la prima volta dal dopoguerra ha un’Amministrazione di Destra. stufata di mettere la sua faccia a difesa di Claudio Rossi (Prima Montevarchi) è stato eletto Presidente del un’Azienda sanitaria che continua fare il Consiglio Comunale. Il suo vice è Francesco Renzi, di Forza Italia. contrario di ciò che promette. .. redazione@ilvaldarno.info

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 2 Luglio 2016 Padre Costanzo Paracchini, colonna portante della co- Due chiacchiere con... possono pregare cristiani, musulmani e protestanti. munità francescana figlinese, è molto conosciuto per l’insegnamento all’Istituto Marsilio Ficino, ma pochi Padre Costanzo, il frate La scuola non è dentro un edificio, ma sotto un albero gigante; con un telo per tetto. Non vi sono quaderni, conoscono il suo impegno in Nigeria. Nel 1995, insieme a Suor Maria Stucchi, il francescano s’impegnò che soccorre i lebbrosi né matite. Lì sono i bambini più grandi che insegnano a parlare ai più piccoli, semplicemente raccontando. A per costruire un Monastero Ijibibo anche con poco si delle Clarisse: un edificio può fare tanto: se i bambi- di 2000 mq, su 4 ettari di ni ricevono per due volte la terreno. Grazie ad alcuni fi- settimana un po’ di carne o nanziamenti, nel 1999 i due pesce, già non si ammalano religiosi riuscirono a porta- più.  La loro speranza di vita re a termine l’impresa. Nel è di 40/45 anni, un vita che si frattempo Padre Costanzo consuma tra la loro capanna aveva saputo dell’esistenza e la ricerca dell’acqua. Ep- di un lebbrosario nel vicino pure sono felici.  “Al nostro villaggio di Ijibibo. Lì si tro- arrivo ci vengono incontro vavano un centinaio di per- e ci salutano a rispettosa sone che erano state allon- distanza con inchini e pro- tanate dal villaggio perché strazioni, come è costume malate, quindi costrette a tra gli Yorubà - ricorda Pa- rifugiarsi nella foresta. Nel dre Costanzo - Pian piano la 1997 si cominciò a costruire folla aumenta ed è uno spet- il lebbrosario. Vi fu portata tacolo indescrivibile, tanto la luce elettrica comprando salto di due metri e venni che mi sembra irrispettoso un generatore a gasolio, poi ricoperto dai rami tagliati da guardare quelle mani muti- furono costruiti dei pozzi. un colpo di mitraglia…”. late, l’occhio spento… Sono Una volta ampliato divenne persone arrivano al villag- essere allontanati – racconta potando un limone, grande Anno dopo anno grazie io a trovarmi a disagio, a un ospedale vero e proprio, gio già in condizioni molto Padre Costanzo - Quasi ogni come una querce, il giardi- all’aiuto di donazioni, il vil- vergognarmi della loro esi- con camere, cucina e una gravi, poiché cercano di na- giorno si assiste a sparato- niere cominciò a gridare. laggio ha preso forma: è sta- stenza”.  sala di lettura. “Spesso le scondere la malattia per non rie: una volta mentre stavo Così mi buttai di sotto, un ta costruita una chiesa dove Valentina Trambusti

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Luglio 2016 PAGINA 3 IlValdarnogratisacasatua Il pregiudizio vuole che il golf sia considerato come un passatempo da ricchi, in realtà, si tratta di uno sport che si basa su valori molto più profondi della semplice affermazione del proprio status sociale: partecipazione, rispetto dell’avversario e rispetto della natura. Principi fondamentali che il Golf Club Le Miniere promuove a pieno, come ci racconta il presidente Paolo Dasciani: “Il golf è una disciplina bellissima che conta ben 25 milioni di praticanti negli Stati Uniti e importanti numeri anche nei paesi del nord Europa. Noi del Golf Club Le Miniere, fin dalla sua fondazione nel 2010, abbiamo dimostrato, e continueremo a farlo, che si tratta di uno sport accessibile a tutti, al costo di un normale abbonamento in palestra”. La struttura del Golf Club Le Miniere si colloca nel territorio del comune di Cavriglia, in un’area che al momento è costituita da una club house, tre buche e un campo prova dove, seguiti da un maestro federale, ci si può avvicinare al gioco del golf: “Si tratta di uno sport educativo – sottolinea Dasciani – dove an- :tendenze Il presidente Paolo Dasciani spiega la filosofia del Club valdarnese Grazie a ‘Le Miniere’ il Golf diventa uno sport per tutti Nelle foto: Da sinistra il presidente Paolo Dasciani con la mazza da golf; Paolo Dasciani e il sindaco di Cavriglia Leonardo Degl’Innocenti o Sanni; il gruppo del Golf Club Le Miniere in piazza Cavour a San Giovanni durante la festa dello sport cora esiste una certa etichetta, tro i più esperti, giocandotela i giovani, oltre che collabora- sua prima comparsa ai Giochi devi dimostrarti corretto nel alla pari. Il nostro obiettivo è zioni con scuole del territorio Olimpici di Rio e, nel 2022, rispetto delle regole e del tuo favorire la partecipazione e e alcuni tra i più importanti l’organizzazione per la prima avversario, che può essere di l’aggregazione, dai sette fino golf club della Toscana e din- volta in Italia della manche qualsiasi livello. Attraverso ai novant’anni. Non a caso torni come Punta Ala, Mon- europea della Ryder Cup. l’handicap infatti, cioè un il nostro motto è “Il golf per telupo, Valdichiana, Perugia, Una visibilità che valorizzerà vantaggio di colpi che ti viene tutti”. Il club, con i suoi 110 Vinci e il Casentino. Numeri anche un territorio difficile riconosciuto prima della gara, iscritti, si adopera in attività di destinati a crescere per uno come quello di Cavriglia, sepuoi competere anche con- promozione e centri estivi per sport che vedrà quest’anno la gnato da più di cent’anni di estrazione della lignite, come ci spiega il sindaco Leonardo Degl’Innocenti o Sanni: “I terreni dei comune di Cavriglia non sono adatti ad uno sfruttamento “tradizionale” per edificazioni e costruzioni, bensì alla creazione e sviluppo di impianti fotovoltaici e strutture di carattere ludico sportivo. Tra queste rientra il campo da golf delle Miniere che, in sinergia tra pubblico e privato, vedrà un ampliamento a step progressivi per il raggiungimento delle canoniche diciotto buche. L’obiettivo, con magari la realizzazione di nuovi campi, è quello di rendere il Valdarno un territorio dal forte appeal per i golfisti di tutta Europa, favorendo così anche le attività turistiche della zona. Per questo motivo l’amministrazione comunale ha deciso che il campo da golf avrà una club house e non la classica struttura ricettiva a villa, per due motivi: primo, non intasare il territorio con nuove costruzioni; secondo, promuovere le strutture turistiche già presenti, incrementando l’occupazione giovanile”. Roberto Bertoncini

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 4 Luglio 2016 :salute Colloquio con il dottor Montagnani del Day Hospital Oncologico Serristori, contro il cancro la nuova arma dei vaccini Progetto Vita-Calcit Valdarno Fiorentino Un defibrillatore donato dalla Banca del Valdarno Nelle foto: Il dottor Francesco Montagnani e una zona del Day Hospital Oncologico del Serristori in cui lavora il medico Anche se il nome “terapie immuno-oncologiche” è complicato, il Dr. Francesco Montagnani prova lo stesso a spiegare, con parole semplici, il meccanismo che sta alla base del vaccino contro il cancro: “In pratica serve a svegliare il sistema immunitario in modo tale che riconosca il tumore come qualcosa di pericoloso che va attaccato”. L’argomento è di quelli che appassiona particolarmente il medico che da poco lavora presso il Day Hospital Oncologico di Figline Valdarno, afferente la SOC Oncologia Medica diretta dalla Dr.ssa Luisa Fioretto. Il Dr. Montagnani, nominato referente per l’attività oncologica del Serristori dal 1 aprile di quest’anno, nonostante la giovane età ha già maturato preziose esperienze nel cam- po delle vaccinazioni terapeutiche contro il cancro, anche nel periodo trascorso negli Stati Uniti. “Di sicuro questa sarà una strada importante per la lotta al tumore anche se non l’unica, perché sarà affiancata ad altre, in un processo di terapie mirate per ogni paziente. Le cure in ambito oncologico si innovano rapidamente; per alcuni tumori c’è stato un cambiamento totale, già rispetto agli anni in cui mi sono specializzato. Attualmente precisa il Dottor Montagnani - stiamo osservando un miglioramento progressivo dei trattamenti di cura, sempre più efficaci. Per alcuni casi di tumore il miglioramento è notevole. Ma l’uso dei vaccini per combattere il tumore, ad oggi, è qualcosa di futuri- stico e lontano dalla pratica quotidiana della sanità valdarnese? “In realtà - risponde il medico del Day Hospital oncologico del Serristori - in questa oncologia si può fare tutto ciò che è necessario da indicazioni scientifiche. Il paziente che accede al Serristori viene preso in carico e può usufruire di tutti i protocolli terapeutici relativi alla propria diagnosi, alcuni direttamente attuabili al Serristori e altri disponibili nelle altre sedi del Dipartimento Oncologico AUSL o maggiori centri italiani”. La struttura di cui lei è il referente conta sul prezioso contributo del Calcit Fiorentino Onlus che, di volta in volta, interviene a sostegno di alcune figure mediche necessarie al fun- zionamento della struttura figlinese, oppure per l’acquisto di macchinari. Tutto ciò le crea degli imbarazzi? “Al contrario, credo che il sostegno delle associazioni di volontariato sia importante, ed è proprio per questo che, da diversi anni, è stato istituito il “Tavolo Operativo di Lavoro” (TOL) con tutte le Associazioni di Volontariato Onlus dell’ area fiorentina che collaborano con il Dipartimento Oncologico, il quale si riunisce periodicamente presso la stessa Direzione del Dipartimento; il progetto del Calcit Valdarno mira ad avere, qui al Serristori, un secondo medico oncologo; e di questo, sia la comunità valdarnese che io, non possiamo che esserne grati”. Francesco Fondelli Tanta gente, gente tanto contenta.  In poche parole è quello che è successo giovedì 30 giugno alla cena estiva di solidarietà organizzata dal Calcit Fiorentino Onlus a Perlamora. Una serata fresca, non solo per il clima gradevole, ma fresca soprattutto di idee e di buona volontà. Più di 160 persone hanno deciso di passare un paio di ore in compagnia, allo scopo di contribuire all’attività di sostegno del DH oncologico del Serristori, portato avanti da tanti anni dal Calcit. Da semplice gesto di solidarietà la cena si è trasformata in una serata piacevolissima: dal Coro Campori al Capo Chef di Perlamora, ognuno ha dato il meglio di sé. Insomma, lo scenario giusto in cui è risaltato ancor più nella sua importanza, il gesto compiuto della Banca del Valdarno, che tramite il suo presidente Gianfranco Donato, ha deciso di contribuire al Progetto Vita (anch’esso sostenuto dal Calcit con il nostro periodico)  regalando un defibrillatore pubblico, completo di teca esterna, che servirà a cardioproteggere tutta la zona circostante la scuola media Leonardo Da Vinci di Figline Valdarno. Alla cena hanno partecipato Lucia Maddii, dirigente scolastica della scuola e molti insegnanti che hanno manifestato il loro interesse a seguire i corsi che abilitano all’uso dello strumento salvavita. Grazie a tutti per questa meravigliosa occasione, per questo progetto che è un sogno divenuto realtà, per stare bene insieme e con noi stessi. Prossimo appuntamento durante le feste del perdono, organizzeremo insieme a Mirko Bonatti, uno spettacolo di arte varia. Lunedì 5 settembre, “Stelle in piazza”. Benedetta Pasquini

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 6 Luglio 2016 :costume Tra ironia e curiosità il racconto della bella edicolante di Figline Francesca a Miss Over Europe “Ecco perché ho partecipato” Nelle foto: Francesca Bandocci, finalista del concorso Miss Over Europe. Accanto, la bella edicolante sulla porta del suo esercizio commerciale a Figline La fascia che avrebbe voluto vincere lei, Miss Ironia, non c’era tra quelle messe in palio, ma, in fondo, alla edicolante figlinese Francesca Bandocci non serviva un premio per attestare la sua travolgente simpatia e genuinità. Si ride e si scherza con Francesca, che parla divertita ed entusiasta della sua bella esperienza alle finali nazionali di un importante concorso di bellezza, Miss Over Europe. Contattata su Facebook da una signora romana, Francesca risultava già tra le 60 finaliste della kermesse, un evento che, se avesse deciso di partecipare, l’avrebbe tenuta lontana da casa per quattro giorni ad inizio giugno. Al mare. In Salento. Difficile dire di no ad un’occasione del gene- re: “Dopo sette anni che non faccio ferie, e questo scrivilo! – scherza Francesca – ho pensato, perché no? Dopo il messaggio di questa signora ho chiamato e mi hanno spiegato che, oltre alle selezioni, avevano pure un motore di ricerca sui social e che io rientravo in quelli che per loro erano i canoni della ragazza della porta accanto. A questo punto, tornata a casa, ho subito detto: vai, si va quattro giorni in Puglia!”. Vacanza si, ma non troppo. Alla fine c’era pur sempre un concorso a cui partecipare: “Abbiamo avuto delle giornate piene tra corsi di portamento e prove su prove – sottolinea Francesca – più due ore di pausa, che dovevano essere quattro, da poter passare in piscina o al mare. Ho accettato semplicemente per fare un po’ di ferie e non pensare, quattro giorni per ridere e fare una cosa diversa”. Durante questo lungo weekend le candidate si sono preparate in vista della serata finale, che prevedeva una sfilata in abito lungo e una prova di abilità. Paura del palcoscenico? Non è il nostro caso, con Francesca che si è esibita in una cover brillante de ‘La bambola’ di Patty Pravo: “La canzone è venuta bellina, nonostante la febbre a 39 e la tonsillite. L’idea è nata una notte che non riuscivo a dormire e ho pensato ad un costume da bambola con la chiave per la carica attaccata dietro che avevo per carnevale. Ho provato un paio di volte dal babbo di una mia amica, il maestro Giancarlo Lorenzi, e ho deciso di buttarla sul ridere, agganciando la canzone in maniera ironica”. Un vero e proprio carattere istrionico, un lato comico e divertente che Francesca dice di aver preso da entrambi i genitori, senza alcuna velleità artistica. Alla fine, tra nuove amicizie ed esibizioni, è mancata solo la vittoria di una fascia: “E’ andata così, sai io sono molto fatalista, credo nel destino e si vede era scritto che tutto doveva andare così. Comunque una l’ho vinta lo stesso! Il lunedì mattina quando sono tornata i miei amici di tutto Corso Mazzini me ne hanno preparata una: Miss simpatia e non solo. La più ambita, e ce l’ho solo io”. Roberto Bertoncini L’esperienza del dottor Mario Berardi E a Reggello c’è un medico che cura con l’agopuntura Nel suo ambulatorio di Reggello, il dr. Mario Berardi pratica l’agopuntura. Una tecnica di cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto il valore terapeutico nel 1991. Medico di base, laureato in medicina e chirurgia nel 1980, Berardi si avvicinò alla studio della medicina cinese ed in particolare alla tecnica dell’agopuntura nel 1981 e, come lui stesso dice, gli si aprì un mondo nuovo che non ha nessun legame con la nostra medicina tradizionale. “La medicina occidentale è una scienza neonata che progredisce con la ricerca e la sperimentazione, la medicina cinese, invece, si basa su principi antichissimi e risale ai tempi in cui l’uomo era più vicino a Dio, millenni fa. Nasce dalle pratiche meditative dei monaci cinesi, dall’osservazione della natura della quale fa parte anche l’uomo che passa da fasi di attività a fasi di riposo, come la natura passa dal giorno alla notte, dal caldo al freddo. E’ nei principi che risiede la differenza fra le due medicine. Quella occidentale cura i sintomi, quella orientale ricerca le cause. Occorre partire dal concetto del Qi (ci), l’energia vitale, fisica e psichica assorbita dall’aria con la respirazione che si combina con quella che assorbiamo dal cibo e che, associata al codice genetico localizzato nel punto appartenente al rene, scorre nell’uomo attraverso innumerevoli canali interni che in occidente chiamiamo meridiani, connessi agli organi. Ci sono punti del corpo nei quali i meridiani affiorano in superficie. Lì si trovano i punti d’agopuntura agendo sui quali, si può influenzare il flusso del Qi e ristabilire l’equilibrio fra Yin e Yang.”.Mentre parla, il dr. Berardi ha lo sguardo rivolto verso due grandi poster appesi nel suo ambulatorio. “In quei disegni - spiega il medico - vi è rappresentata la circolazione energetica sulla quale si può intervenire con l’ago, con la pressione manuale e con il calore. Simbolicamente è la raffigurazione della creazione divina e, ad ogni sua parte corrisponde un simbolo. Quello appartenente al rene è chiamato “la porta del destino”, la zona più potente per rafforzare lo Yang. Lì è scritto il nostro destino, lì è il progetto in cui ognuno di noi costruirà la propria storia”. Adriana Bottacci

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Luglio 2016 PAGINA 7 IlValdarnogratisacasatua Comunicazione pubblicitaria :cucina I Presidi Slow Food della Toscana come fonte di ispirazione per i piatti elaborati da Chef Claudio Estate, tempo di Bottarga e Palamita Il periodo botarikh, che significa uova le uova erano infatti venduti ma anche nelle lagune tirre- estivo è il più di pesce salate) si produce da freschi in Sardegna. Il cefalo niche. adatto per av- sempre. Ma fino a poco tem- (Mugil cephalus) infatti è un Palamita del mare vicinarsi ai po fa si trattava di una produ- pesce che abbonda negli sta- di Toscana piatti che rien- zione familiare: i cefali con gni salmastri della Sardegna Pesce “di passo” la Palamita Ravioli ripieni di Palamitatrano a pieno titolo al Presi- appartiene alla famiglia degli sgombri e dei tonni, ai qua- dio Slow Food della Toscana. Tra questi spiccano la Bottar- in salsa di porcini freschi li assomiglia e dei quali, in particolare di questi ultimi, è ga di Orbetello e la Palamita Ingredienti per 4 persone a torto considerata un paren- del mare di Toscana Per la pasta fresca: te povero. Le sue carni, dal La Bottarga di Orbetello 2 uova medie, 200 g di farina sapore forte con una leggera La bottarga di Orbetello si Per il ripieno: punta di acidità, possono es- prepara estraendo con delica- 50 g filetto di Palamita, 8 pomodori datterini, 1 spicchio d’a- sere cucinate in diverse ma- tezza le sacche ovariche dal glio, Origano fresco, Olio e sale q.b. niere. Ma quella che più la cefalo femmina, lasciandole Per il condimento: valorizza è la preparazione sotto sale per qualche ora, 2 Porcini medi, 1 Spicchio d’aglio sott’olio: si lessano i pesci pressandole e quindi facen- Esecuzione più grandi dopo averli tagliati dole essiccare. Le uova salate Tagliare la Palamita a cubetti piccoli. Rosolare l’aglio in a filetti e si ricoprono di olio si presentano come un blocco olio, aggiungere la Palamita, i pomodori datterini tagliati in con l’aggiunta di foglie di al- irregolare, consistente ma non 4 pezzi ciascuno e l’origano fresco, salare e cuocere per 10 loro, pepe e un tocco di zen- asciutto, di colore ambrato. minuti. zero. Un tempo la Palamita La pesca del cefalo può es- Togliere dal fuoco, raffreddare e battere il tutto a coltello. era pescata con grandi reti a sere effettuata tutto l’anno, Stendere la pasta e riempire i ravioli con l’impasto soprain- maglia larga, dette calamita- ma culmina tra agosto e set- dicato. re, che stazionavano in mare tembre. A Orbetello l’arte di Rosolare l’aglio in olio, appena rosolato togliere l’aglio e anche per lunghi periodi. At- conservare il pesce è stata in- aggiungere i porcini lavati e lamellati fini. Salare e cuocere tualmente ne è rimasta solo trodotta probabilmente dagli per 5 minuti. una a capo Enfola, sull’isola spagnoli, già nel Cinquecen- Lessare i ravioli i acqua salata, saltarli nella salsa di funghi, d’Elba. to. Qui la bottarga (dall’arabo servire con pepe fresco macinato. Chef Claudio Ristorante - TORRE GUELFA - Relais tutti i Venerdì di Luglio e Agosto propone La Grande Frittura di Mare del Tirreno con ben 10/12 qualità di Pesce Il Venerdì scegli la Grande Frittura di Pesce contornata da croccanti verdurine fritte, da gustarsi cenando nel fresco Giardino-bordo piscina Lunedì 15 Agosto – Cena di Ferragosto Gran Grigliata in Piscina Festa con barbecue, musica, intrattenimento. Una serata speciale anche nel prezzo. TORRE GUELFA Figline V.no, Loc. San Martino Altoreggi Informazioni e Prenotazioni: 055.951112 Gianluca Baldi, titolare dell’omonima azienda agricola opera in località La Traiana da più di un secolo con la classica successione di mezzadria, affitto, proprietà. Oggi l’attività aziendale è concentrata esclusivamente nella produzione di uva dagli 8 ht piantati quasi completamente a Sangiovese con una piccola parte di Merlot. La buona esposizione e il terreno “argilloso-limoso” con grandi zone di “limonite” assicurano drenaggio e maturazioni sicure delle uve. Il grande cavallo di battaglia di questa azienda è sicuramente il Chianti. Abbiamo assaggiato l’annata 2014 (difficile ovunque) e invece era sempre il grande vino Toscano da pasto “Nero su Bianco” e “Settembre” Due vini da non perdere che conosciamo da anni. Affina per il 40% in legno, ha tutti i profumi e la freschezza richiesta ai nostri sangiovese, se pensiamo che lo troviamo sugli scaffali a 5/6 € è sicuramente uno dei vini valdarnesi con il miglior rapporto qualità-prezzo. Ma Gianluca Baldi, conoscendo le sue viti una ad una chiede loro sempre qualcosa in più e, da innovatore qual è, riesce a stupirci con piccole e particolari produzioni. Anni fa con il “Re della Mancia IGT” un Sangiovese 100% affinato lungamente in tonneaux ha dato la sua personale interpretazione del Supertuscan con ottimo riscontro. Oggi è la volta di due prodotti che suggeriamo agli appassionati: “Nero su Bianco” è un Sangiovese vinificato in bianco ottenuto da uve vendemmiate precocemente. La fermentazione a 10-15° da un vino che sorprende. Il colore intriga con tonalità biondo cenere molto particolari, al naso si ritrovano profumi di vinosità e frutta rossa fragrante. La grande freschezza, unita ad una leggerissima percezione tannica lo rendono ottimo per abbinamenti anche con piatti che potrebbero richiedere più che un bianco. Bevuto ben fresco per l’estate può essere il vino che stupisce e fa discutere...sicuramente da provare. L’altro vino è il “Settembre” della Nella foto: Paolo Zaini e Sandro Benassai nuova DOC Valdarno di Sopra, da uve Merlot 100%. Vino importante con i suoi 13,5° affinato in barrique per 12 mesi. Morbido, persistente con i profumi di ciliegia matura e frutti neri, sentori di sottobosco e cuoio in evidenza. Al palato esprime pienezza e buona persistenza. Attualmente in commercio l’annata 2011 per una produzione di 600bt. Complimenti Gianluca. Sandro Benassai e Paolo Zaini “L’Enoteca” Vasta scelta di Vini BALDI FEDERIGO provenienti da ogni parte d’Italia a prezzi vantaggiosi... Via Rocco Scotellaro, 4 - Loc. La Massa - Figline V.no (FI) Tel. +39 055 8335794 • info@baldifederigo.com • www.baldifederigo.com

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Luglio 2016 PAGINA 9 IlValdarnogratisacasatua Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Via degli Innocenti 6/6c 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 e-mail: autoricambiasso@iol.it Via degli Innocenti 6/6c 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 e-mail: autoricambiasso@iol.it :il personaggio La bella storia del medico che fece della bellezza una filosofia di vita Era una sera di agosto del 1983 quando Cesare Luccioli, già affermato chirurgo estetico, capitò a Figline per una cena al ristorante della Fattoria Casagrande. In quell’occasione ricevette la confidenza del fattore Mazzi: la famiglia Serristori Bossi Pucci aveva intenzione di cedere non solo la Villa Casagrande, ma anche la fattoria con tutti i poderi annessi. Per il famoso medico fu un amore a prima vista. Quelle antiche pietre e quei campi solcati dai vigneti gli ricordavano la terra dell’Umbria dove era nato il 13 marzo del 1931, figlio del chirurgo e ginecologo Alessandro Luccioli.  Così il giorno dopo, una volta terminate le visite nello studio fiorentino di via de’ Serragli, il dottor Cesare inforcò la sua moto e si precipitò a Figline per avviare la trattativa. Ma al conte Averardo quell’uomo avvolto in un giubbotto di pelle non suscitò una grande impressione. Insomma, quel motociclista sconosciuto non gli parve il tipo adatto per intavolare una trattativa di quel livello, così tagliò corto e negò ogni intenzione di cedere la Villa. Ma il dottor Luccioli non era un uomo che si arrendeva alle prime difficoltà. Infatti qualche giorno dopo tirò fuori dal Luccioli portò nella Casagrande il meglio della chirurgia estetica Nelle foto: Alcune immagini della prestigiosa carriera del dr. Cesare Luccioli e della sua numerosa famiglia garage la Cadillac, ricordo Cesare Luccioli. Storie dav- per mantenere la tradizionale proseguito con successo la degli anni passati nelle cli- vero incredibili, compreso il compattezza familiare delle carriera di chirurgo plastico niche americane, e tornò dal curioso episodio della trat- campagne umbre, che il dot- tracciata dal padre. Marcello conte Serristori. Che ovvia- tativa con il conte Serristori tor Luccioli nel 1974 lasciò fa il dentista, mentre Marimente non lo riconobbe. Ini- che portò poi a trasferire gran gli Stati Uniti, dove si era na è un affermato architetto. zio così una delle storie più parte dell’attività di Luccioli recato all’età di 24 anni per Claudia sovrintende con pasbelle che si sono sviluppate a da Firenze a Figline. Quella scoprire i segreti della chirur- sione e dedizione Villa CasaFigline fino a pochi giorni fa, Casagrande nelle intenzioni gia estetica che in America grande. Invece Simone, il fiquando è scomparso il medi- del dottor Cesare doveva es- muoveva allora i primi passi. glio minore, oltre a insegnare co considerato a pieno titolo sere non solo un ambulato- Quell’esperienza maturata lettere cura anche l’azienda il pioniere della chirurgia rio chirurgico o una beauty negli Usa, poi riportata e svi- agrituristica Borgo di Casaestetica in Italia. Oggi sono farm, ma anche uno spazio luppata con successo in Ita- grande, nei pressi di Rignano, la moglie Libera e i suoi sei fisico adatto per riunire tutta lia, per fortuna oggi non è an- e la Fattoria Casagrande che figli a ricordare con affetto la sua grande famiglia, che data dispersa. Cinzia (la figlia produce vini molto apprezzala grande avventura umana lui circondava di un affetto primogenita) e Paolo (il mag- ti. Sfogliare insieme ai figli e professionale del dottor quasi patriarcale. Fu proprio giore tra i figli maschi) hanno l’album dei ricordi, vuol dire riscoprire pagine quasi inverosimili della vita di Cesare Luccioli. Come quel titolo di campione italiano universitario di lancio con il martello, conquistato caparbiamente allenandosi giorno dopo giorno per superare i limiti impostigli dai postumi di una grave malattia sopraggiunta in giovane età. E poi gli inizi della professione, con le tante persone curate insieme al padre Alessandro nelle zone più impervie dell’Umbria. E dopo i successi professionali: quei personaggi famosi che gli avevano affidato la cura del loro volto, ma anche tante persone normali che avevano trovato nel dottor Luccioli la risposta ai loro problemi, non solo estetici. Infine la storia dello scalpello a doppio binario, brevettato proprio dal dottor Luccioli per correggere perfettamente la linea del naso. “Mio padre amava profondamente la sua professione - ricorda il figlio Simone - ma soprattutto papà amava tutto ciò che esprimeva il concetto di bellezza, sia che essa fosse in un’opera d’arte o in un volto da valorizzare. Proprio per inseguire il suo ideale di bellezza scelse di vivere a Firenze e nel Valdarno. E ancora oggi lo sentiamo qui accanto a noi”. Francesco Fondelli

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 10 Luglio 2016 :cultura I pensieri di un giovane figlinese che attraversa i continenti Tutti i viaggi fatti da Andrea nel libro “Trucioli di mondo” Viaggiare per il bisogno di scoprire una parte di sé altrimenti sconosciuta, questo è ciò che spinge Andrea Cardinali ad intraprendere ogni sua avventura. Andrea è figlinese e nonostante la sua giovane età, appena 27 anni, ha scritto un libro basato sui suoi viaggi tra i vari continenti intitolato “Trucioli di mondo”, dove condivide i pensieri che lo accompagnano in ogni nuovo luogo da scoprire. Di cosa parla il libro, e cosa ti ha spinto a “inchiostrare” le tue esperienze di viaggio? “Trucioli di mondo nasce allo scopo di raccogliere i piccoli dettagli, infatti proprio come i trucioli di legno alcuni particolari a volte vengono persi durante un Nelle foto: Alcune immagini di Andrea Cardinali durante i suoi viaggi viaggio, mentre io ho cer- a questa tua presa di co- cato di raccoglierli in que- scienza? sta sorta di diario narrante. “Sicuramente il viaggio in Quando viaggio la mia cul- Brasile del 2013, è stato tura viene messa a confron- dopo quei due mesi e mezzo to con quella del luogo, ed in Sudamerica che ho de- è in quel momento, quando ciso di aprire il mio blog e conosco e parlo con le per- di condividere la mia espe- sone, che riscopro la mia rienza e tutto ciò che ne è identità trasformata, e mi derivato. Questo particolare sono reso conto che tutte viaggio mi segnò profonda- queste sensazioni dovevano mente poiché visitando suc- essere condivise con altri e cessivamente l’Argentina ho non rimanere rinchiuse den- potuto viaggiare con uno dei tro di me” miei due fratelli, ma ogni Qual è il viaggio che associ luogo che ho visitato e vis- suto ha lasciato una traccia nella mia identità; Spagna, Australia, Stati Uniti, ogni esperienza è stata unica e mi ha fatto scoprire una parte diversa di me stesso.” C’è un episodio che ricordi piacevolmente legato alla tua carriera di scrittore? “Come ho voluto riportare in un capitolo del libro, c’è stato un dialogo con mio padre qualche anno fa, molto prima che nascesse in me il bisogno di condividere i miei pensieri, nel quale mi chiese “Perché non scrivi qualcosa durante il viaggio?”. Ripenso a quell’episodio con affetto, mio padre quel giorno mi spronò a intraprendere il mio percorso di scrittore, anche se all’epoca non me ne resi conto.” Diletta Paoli La rubrica dei pendolari Con l’orario estivo continua la sperimentazione sulla Linea Lenta La brutta novità per i pendolari del Valdarno col nuovo orario estivo, in vigore dal 12 giugno, è la proroga della sperimentazione sulla Linea Lenta per la coppia dei treni, avviata dal 27 dicembre scorso da Trenitalia e autorizzata dalla Regione, con il parere contrario del comitato pendolari. Lo spostamento dei due treni interregionali, 2308 e 2317, dalla linea Direttissima Firenze-Roma alla più lunga linea storica passante per Pontassieve doveva essere per pochi mesi, poi è durata fino a giugno e adesso la brutta sorpresa che continuerà col nuovo orario valido fino a dicembre. Il problema è che non è stato detto nulla di questa proroga e non si sa se durerà fino a dicembre o se sarà interrotta a breve, come spera il comitato pendolari. Con questa sperimentazione si penalizzano centinaia di pendolari del Valdarno, che utilizzano quei due treni ad alta frequentazione e si obbligano a tempi più lunghi di viaggio. Il n.2317 parte alle 19.13 da S.M.Novella e sulla Lenta allunga ufficialmente di 5 minuti l’arrivo alla stazione di Figline, da orario alle 19.43, se è puntuale, mentre gli altri treni suoi simili, con la Direttissima, arrivano al minuto 38, includendo un ritardo implicito di altri 5 minuti, perchè sulla DD i tempi reali di percorrenza sono inferiori a quelli ufficiali. Quindi in tutto la sperimentazione del treno 2317 costa ogni giorno al pendolare valdarnese almeno 10 minuti in più di viaggio. L’altro treno n. 2308 attraversa il Valdarno a fine mattinata, parte da Figline alle 12.18 e arriva a S.M.Novella alle 12.50, con solo 2 minuti in più rispetto ai treni consimili, perchè riesce a recuperare 2 minuti fra Campo di Marte e S.M.Novella, a testimoniare che gli orari ufficiali prevedono tempi allungati per favorire la puntualità dei treni. Maurizio Da Re, portavoce del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima

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11Luglio 2016 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua :tecnologia Parlano gli studenti dell’Istituto tecnico G. Ferraris. Per loro viaggio premio in Portogallo Una stampante 3D autoprodotta. E’ questo il progetto che ha fatto vincere agli stu- “Così abbiamo costruito per una trasmissione a premi dall’emittente locale Valdarno channel. La stampante denti dell’Istituto tecnico industriale “Galileo Ferraris” di San Giovanni Valdarno il primo premio della 24esima una stampante in 3D” resta in dotazione all’istituto che grazie a questo progetto ha vinto una borsa di studio del valore di 600 euro che edizione del concorso scuola lavoro promosso dalla Ca- progetto lo scorso novemmera di Commercio Arezzo. bre –racconta Alessio BigiGli ideatori sono gli alunni ni, alunno della IV Aif- e ci della III e IV elettronici e siamo occupati di tutte le fasi III e IV informatici che han- del prodotto, dalla progettano trionfato nella categoria zione cad alla realizzazione dell’innovazione tecnologica vera e propria del software e e gestionale tra 11 istituti se- dell’hardware”. Per la parte condari superiori della pro- meccanica gli studenti hanno vincia aretina, per un totale ricevuto un aiuto dall’aziendi 29 classi, 300 studenti e da committente del progetto, 34 insegnanti. “Abbiamo co- la N.B.N. Automazione della minciato a lavorare a questo Penna. La stampante è stata utilizzerà per vari proget- realizzata con un filamento ti didattici. Tre studenti del pla, materiale biodegradabile gruppo dei vincitori sono resistente e amico dell’am- stati selezionati per una borsa biente, derivato da piante di studio che rientra nel pro- come il mais, il grano o la gramma Erasmus+ “Non ve- barbabietola e prodotto da diamo l’ora di partire - con- risorse naturali rinnovabili fessa Alessio - a fine luglio annualmente. Quest’anno il andremo un mese a Braga gruppo di alunni dell’Isis ha in Portogallo. Non sappiamo partecipato al concorso con ancora dove lavoreremo ma quattro progetti, tra i quali sicuramente sarà una bella due app per smartphone e un esperienza di formazione”. tabellone luminoso utilizzato Sara Bracchini Una app per fare la mappa dei cattivi odori Nasce ClaimApp, un’applicazione per smartphone che permette di segnalare la presenza di cattivi odori direttamente dal proprio telefonino. Il sistema di segnalazione è stato progettato da CSAi su mandato dell’Amministrazione Comunale di Terranuova Bracciolini in collaborazione con ARPAT e l’amministrazione Comunale di San Giovanni Valdarno. L’obiettivo è quello di creare un canale diretto con il quale i cittadini possano segnalare in tempo reale alle autorità competenti la presenza di cattivi odori riconducibili alla discarica di Podere Rota o ad emissioni di impianti industriali nel comune di Terranuova e in quelli limitrofi. “La tecnologia è lo strumento più adeguato sia per la segnalazione che per la raccolta dei dati e questo strumento ci permette di intervenire in maniera mirata” afferma Maurizio Viligiardi, Sindaco di San Giovanni Valdarno. Per impedire segnalazioni non pertinenti è stato fissato un raggio d’azione di 5 km di copertura del servizio, che avrà il suo fulcro presso il polo impiantistico di Podere Rota. Infatti, l’utente sarà georeferenziato per permettere di individuare l’ora, il luogo, la tipologia di odore segnalato e la sua intensità, limitando il proble- ma riscontrato con le precedenti modalità di segnalazione inerente alla gestione di comunicazioni non sufficientemente complete e/o imprecise. Sulla home page di Claimapp è possibile consultare le segnalazioni inviate prima che vengano archiviate in uno specifico database. Il disagio olfattivo segnalato deve essere presente da almeno cinque minuti con un’intensità tale da arrecare disturbo e non deve riguardare gli impianti di depurazione dei reflui urbani, di fognature e indu- striali. Claimapp integra, ma non sostituisce, la precedente prassi che prevede la compilazione di un modulo scritto da consegnare alla CSAi con allegata copia di un documento di riconoscimento in corso di validità.“ l’utilizzo che verrà fatto di questi dati non è molto chiaro. E’ un piccolo passo avanti ma non risolve certo il nostro problema” afferma il sig. Bagnolesi Romolo membro del comitato “Le vittime di Podere Rota”. Alcuni membri del comitato hanno richiesto un incontro, che si terrà a breve, con il responsabile di ARPAT Arezzo per avere delucidazioni in merito all’elaborazione statistica dei dati di segnalazione. Sara Bracchini NeAwgeCENTRO BENESSERE spubroitvoa FIGLINE - PIAZZA S. D’ACQUISTO, 25 - FIGLINE VALDARNO TEL. 055 95 36 79 - ORARIO CONTINUATO

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 12 Luglio 2016 :musica La storia di Anna Butteri: da insegnante a cantante. Con un simpatico soprannome Da Pupo al Teatro di Fiesole, la carriera della “Zia” Anna Nelle foto: Anna Butteri, la popolare cantante valdarnese nota tra i suoi tanti fan con il soprannome “La Zia” “Una cosa che ricorderò per tutta la vita è la frase che disse mio padre non appena gli comunicai di essere stata presa come corista per accompagnare Pupo nel suo tour internazionale ; ‘Se t’eri brava ti pigliava Baglioni!’”. L’ironia non manca ad Anna Butteri, la cantante valdarnese da tutti conosciuta come “la Zia”. E’ lei stessa a spiegare come è nato questo particolare nome d’arte. “Facendo ripetizioni di francese a tantissimi ragazzi, capitava spesso di ritrovarli in fila per entrare nei locali nei quali mi esibivo, quindi per toglierli dall’imbarazzo nell’incontrarmi lì mi avvicinavo e dicevo ‘bello della zia!’, da quel momento sono diventata un po’ la zia di tutti!”. Anna Butteri, ha fatto della sua passione per la musica una prolifica carriera, nata un po’ per caso come da lei stessa ammesso, che l’ha portata a cantare sui palcoscenici internazionali, dal Canada all’Australia. Insegnante di francese, inglese e latino ha iniziato la sua esperienza di cantante cimentandosi nei “karaoke”, che all’inizio degli anni 90 ancora non erano così popolari, per poi essere scoperta e incoraggiata da due suoi amici musicisti a candidarsi come corista per il cantante Pupo.  Ammette quindi di aver cominciato la propria carriera al contrario, prima esibendosi davanti a cinquemila persone e poi collaborando con piano baristi della zona dove il suo talento ormai è consolidato e apprezzato da tutti. Non solo in Valdarno, la sua professionalità l’ha portata a collaborare nel capoluogo toscano in due diverse occasioni che ancora oggi ricorda con estremo piacere. Grazie alla compagnia “Venti Lucenti” di Firenze si è esibita nello spettacolo “Moulin Rouge” al Teatro Romano di Fiesole, nel quale ha cantato “La vie en rose”, e nel 2012 sempre grazie a Manu Lalli (regista della compagnia fiorentina) ha organizzato gli eventi in Piazza della Repubblica durante la Notte Bianca a Firenze. “Quell’esperienza è stata meravigliosa, io ho cantato poco perché mi era stata delegata la responsabilità della Piazza, ma avere la possibilità di raccogliere gli amici e colleghi di una vita in un unico spettacolo durante una manifestazione così importate per la città è stata la soddisfazione professionale più grande”. Nei suoi progetti futuri, oltre all’auspicio di arrivare serenamente alla pensione, c’è il progetto di un “teatro musicale” incentrato sul mondo dei cantautori italiani dal titolo “Da Lugano a Samarcanda” che spera di riuscire a definire presto, per far scoprire la bellezza delle parole ai suoi fan. Diletta Paoli

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13Luglio 2016 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua :trasporti Novità in arrivo. Il tagliando si potrà usare solo nel giorno indicato al momento dell’acquisto La pubblicità che settimane fa campeggiava sibillina sui principali quotidiani faceva sperare in una bella novità. Invece, dopo qualche giorno, è bastato collegarsi al sito di Trenitalia per capire subito che i nuovi biglietti regionali in vigore dal primo agosto, annunciati come un evento, rischiano di diventare l’ennesima beffa per i viaggiatori. Il cambiamento è radicale: dopo la recente abolizione dei comodissimi ticket a fascia chilometrica ora spariscono anche i biglietti “aperti”, quelli che valevano due mesi dal giorno dell’acquisto e la cui data di utilizzo veniva stampigliata sopra al momento dell’obliterazione. Da agosto in poi bisognerà dire all’operatore della biglietteria, oltre alla destinazione, anche in che giorno si vuole prendere il treno. E il tagliando varrà solo per quella giornata. Stessa cosa anche se si compra il titolo di viaggio alle macchinette o nelle tabaccherie abilitate. Insomma il biglietto si potrà usare in un solo giorno, quello di cui riporta la data. E nell’arco di 4 ore - e non più sei come adesso - dalla vidimazione. La notizia non si è ancora diffusa, ma chi Treni, ora anche il biglietto scade come la mozzarella Nelle foto: Qui sopra un biglietto regionale ancora in vigore che vale due mesi. Presto non sarà più così. A destra la stazione di Montevarchi ne è già al corrente è arrabbiato. “Ecco, tolgono l’unica cosa che funzionava” dice la sangiovannese Valentina “Vado all’università di Arezzo, non ho l’abbonamento perché non vado tutti i giorni. Compro più biglietti alla volta così li uso quando mi pare. Averne uno con la data fissa per me è una fregatura; se poi non parto, lo perdo”. In realtà il biglietto si può recuperare cambiandolo, ma bisogna farlo il giorno prima della sua data di utilizzo. Anche Stefano, figlinese che va saltuariamente a Firenze, è stupito. “Lavoro come cameriere in un ristorante, mi chiamano quando c’è bisogno e all’ultimo minuto; prendo al volo il treno proprio perché ho sempre un biglietto in tasca. Adesso come farò? Per essere sicuro di usarlo dovrò farlo il giorno della partenza, ammesso di trovare la bi- glietteria aperta o le macchinette funzionanti”. Perplessi gli stessi ferrovieri; un operatore valdarnese commenta: “Non riusciamo a capire il senso di questa scelta; i disagi sono aumentati anche per noi con la soppressione dei biglietti chilometrici e ora ne avremo altri. Si perde più tempo e bisogna stampare i ticket”. Sull’iniziativa di Trenitalia ha le idee chiare Maurizio Da Re, portavo- ce del Comitato Pendolari. “Per fortuna la novità non riguarda la stragrande maggioranza dei pendolari che sono abbonati, ma chissà se un domani una iniziativa simile non venga mirata anche sul rilascio degli abbonamenti. Avevo criticato la cancellazione del biglietto e dell’abbonamento a fascia chilometrica, che permetteva al pendolare e al viaggiatore occasionale di averne una facile disponibilità e anche una riserva, specie in vista di possibili aumenti di tariffe. Questi nuovi biglietti invece potranno creare disagi e difficoltà ai viaggiatori occasionali, ma soprattutto creerà vantaggi a Trenitalia, almeno per tre motivi. Innanzitutto - evidenzia Da Re - Trenitalia potrà incassare anche quei biglietti che l’utente non dovesse utilizzare e neppure trovasse il tempo o i modi per farsi rimborsare o variare la data di viaggio. Poi Trenitalia allarga di molto i punti di vendita, tabaccai in primis, favorendo così la diffusione del proprio prodotto commerciale al di fuori delle classiche biglietterie delle stazioni. Terzo vantaggio, le biglietterie saranno meno impegnate col pubblico e di conseguenza Trenitalia potrà risparmiare sul personale, cosa che sta già facendo, ad esempio, alla stazione di Figline, dove i dipendenti in pensione, in malattia o in ferie, non vengono sostituiti e il servizio viene chiuso per mezze giornate o nelle festività. In conclusione si può dire che il nuovo biglietto sarà uno svantaggio per gli utenti e un beneficio per le casse di Trenitalia”. A.M.

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 14 Luglio 2016 :solidarietà Il caso della parrocchia di Santa Maria al Giglio di Montevarchi Un po’ di pane e di affetto nella casa di Don Mauro “Ognuno è alla ricerca di un di giovani della parrocchia po’ di pane, un po’ di affetto ha creato su ebay un negozio e di sentirsi a casa da qualche online chiamato “Francesco parte...”. La povertà c’è, ma The Online S-Hope”, dove c’è anche chi sa farla diventa- vengono venduti abiti di se- re un valore, chi sa convertirla conda mano, o anche mai in amicizia, amore e affetto. utilizzati. Il ricavato viene in- Questa è la casa di Don Mauro teramente devoluto alla Casa. alla parrocchia di Santa Maria “Se una persona in difficoltà al Giglio di Montevarchi, dove do agli ospiti di far parte di è aumentato fino ad arrivare alla fine della giornata trova non mancano mai per nessuno una comunità, dando loro i agli odierni 40. Riscoprendo un tetto, qualcosa da mangiare un letto rifatto e un posto a ta- mezzi sufficienti per rimet- le origini della nostra chiesa metà dei suoi problemi sono vola. 18 anni di attività dediti tersi in piedi, farsi coraggio e ci siamo resi conto di non aver già risolti e il nostro obiettivo all’accoglienza, senza fare dif- trovare una nuova strada. La inventato nulla di speciale, sta proprio in questo aspetto: ferenze di alcun tipo. La casa casa organizza attività di vario ma di aver portato avanti una aiutare a risolvere i problemi ospita 40 persone. “Abbiamo genere, tra cui volontariato e missione che i cristiani, qui a del prossimo. Uomini e don- un criterio: ospitare gratuita- cultura”. Un luogo perfetto, Montevarchi, hanno sempre ne, italiani e stranieri, cristiani mente chiunque abbia biso- insomma, dove recuperare il sostenuto da più di 200 anni. e non cristiani, ci sosteniamo gno, senza chiedere contribu- sorriso e la dignità. “In realtà Poi, nel 2005, è stato approva- a vicenda e ripartiamo con ti a nessuno. Se riusciamo a questa struttura possiede alle to il progetto di ampliamento l’aiuto di Dio. Tutto ciò è fa- dare ad un bisognoso un po’ spalle una lunga storia. Nel della Casa Famiglia, presenta- cilitato dagli abitanti del paese di casa, la provvidenza fa la 1786 la chiesa del Giglio fu to dalla Caritas di Fiesole e di e di quelli dei paesi confinan- sua parte. Il nostro compito - resa parrocchia prendendo Montevarchi. Ciò ha permes- ti, infatti i rapporti umani nel sostiene Don Mauro - è quello in carico l’Ospedaletto di S. so la ristrutturazione di alcune Valdarno sono molto buoni e di ospitare persone in modo Antonio e i suoi 8 posti letto. parti dell’edificio”. Le inizia- sinceri”. semplice e sobrio, dimostran- Da lì in poi il numero dei posti tive non mancano: un gruppo Riccardo Barlacchi Angela, un salto che vale l’oro Successo di Angela Sammicheli ai campionati toscani di equitazione, salto a ostacoli che si sono svolti il mese scorso ad Arezzo. La bella amazzone valdarnese ha conquistato la medaglia d’oro insieme al suo istruttore Riccardo Badiani del centro ippico “Le Stradacce”di Incisa Valdarno.

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