Num.110 - 2016

 

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Il Giornale Italiano de Espana num. 110 / 2016

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1946 2016 LE DONNE VANNO PER LA PRIMA VOLTA AL VOTO 70 ANNI FA NASCE LA REPUBBLICA 110/2016 | GIORNALE ITALIANO DE ESPAÑA - GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET | D.L.: MA-884-2008

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2 GIUGNO 2016, SETTANT’ANNI Il 25 giugno 1946 viene istituita la Repubblica Italiana. La sua Costituzione è la legge fondamentale della Repubblica. 22 dicembre 1947 è promulgata dal capo provvisorio dello stato Enrico De Nicola. Uno dei tre originali della Carta Costituzionale è presso l’archivio storico della Presidenza della Repubblica. Le donne possono votare per la prima volta. Si presentano alle urne Anna Magnani, la sarta Biki, la leggendaria Dama Bianca, compagna di Fausto Coppi, Camilla Ravera, Teresa Noce e Lina Merlin. Gli uomini contrari al voto alle donne volti noti come Vittorio De Sica e Vittorio Gassman. nascita della Repubblica Italiana venne eletta un’Assemblea Costituente che, a sua volta, elegge il capo provvisorio dello stato e instaura la Costituzione della Repubblica Italiana nella sua forma originaria. Le sedute si svolgono fra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948. Con la Repubblica venne riassettata l’unità del Paese, che poté intraprendere la ricostruzione del Paese dopo le barbarie del fascismo e della guerra. La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale della Repubblica italiana, ossia il vertice nella gerarchia delle fonti di diritto dello stato italiano. Approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello stato Enrico De Nicola il 27 dicembre seguente, fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio dell’anno successivo. Della Carta Costituzionale vi sono tre originali, uno dei quali è conservato presso l’archivio storico della Presidenza della Repubblica. Costituzione della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana dal 3 febbraio 2015 Nel 2016 ricorre il 70° anniversario della nascita della Repubblica Italiana. Era il 2 giugno 1946, infatti, quando il popolo italiano in seguito al referendum istituzionale, poneva fine alla monarchia, scegliendo una forma di governo repubblicano. Il referendum indetto per stabilire la forma dello Stato vide la vittoria dei repubblicani con il 54,3% dei voti contro il 47,7% dei monarchici. Per la prima volta in Italia votano anche le donne. Alle urne volti noti come Anna Magnani, la famosa sarta Biki e la leggendaria Dama Bianca, compagna di Fausto Coppi assieme a Camilla Ravera, Teresa Noce, Lina Merlin, donne della Resistenza che fin dai tempi del fascismo si erano battute per la democrazia. Le donne ottennero il diritto al voto nonostante il parere contrario di tantissime celebrità, come Vittorio De Sica e Vittorio Gassman. Con la fine della monarchia, che aveva guidato l’Italia dal 1861, conducendo la nazione al disastro con il fascismo e la seconda guerra mondiale, si proclama anche l’esilio dei Savoia, il re Umberto accetta l’esilio e vive così il resto della vita a Cascais (Portogallo) e poi a Ginevra. Parallelamente alla Pag. 2 Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani 110/2016 Storia della Repubblica

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I DELLA REPUBBLICA ITALIANA che attribuisce a Vittorio Emanuele II, “re di Sardegna” e ai suoi successori, il titolo di “re d’Italia”. È la nascita giuridica di uno Stato italiano. Lo Statuto Albertino rimase quindi in vigore quasi 100 anni quando entrò in vigore la costituzione repubblicana. Lo Statuto albertino fu simile alle altre costituzioni rivoluzionarie vigenti nel 1848 e rese l’Italia una monarchia costituzionale, con concessioni di poteri al popolo su base rappresentativa. Era una tipica costituzione concessa dal sovrano, e da un punto di vista giuridico si caratterizzava per la sua natura flessibile, ossia derogabile ed integrabile in forza di un atto legislativo ordinario. Poco tempo dopo la sua entrata in vigore, proprio a causa della sua flessibilità, fu possibile portare l’Italia da una forma di monarchia costituzionale a quella di monarchia parlamentare. Il primo Parlamento dello Stato unitario, in principio del 1861, si compose con un suffragio elettorale ristretto al 3% della popolazione; nel 1882 il diritto di voto fu portato al 7% della popolazione, con riforme nel 1912 e 1918 il diritto fu esteso fino a una forma di suffragio universale maschile. Benché l’articolo 1 proclamasse il cattolicesimo religione di Stato, le relazioni fra la Santa Sede e lo Stato furono praticamente interrotte tra il 1870 e il 1929, per via della questione romana. Dopo i conflitti del ventennio fascista, fu indetto il referendum appunto per la scelta fra repubblica e monarchia (2 giugno 1946) che sancì la nascita della Repubblica Italiana. A questo punto i partiti che dominano la Repubblica sono tre: la Democrazia Cristiana, che ottenne il 35,2% dei voti e 207 seggi; il Partito socialista, 20,7% dei voti e 115 seggi; il Partito comunista, 18,9% e 104 seggi. Cittadini di Roma si recano alle urne. Col referendum istituzionale del 1946 per la prima volta in Italia anche alle donne fu riconosciuto il diritto di voto politico. Il primo esempio in Italia di statuto costituzionale si ebbe a Palermo, quando il 19 luglio 1812, il Parlamento del Regno di Sicilia, promulgò la costituzione siciliana del 1812. La Costituzione prevedeva un parlamento bicamerale formato da una Camera dei Comuni, composta da rappresentanti del popolo con carica elettiva, e una Camera dei Pari, costituita da ecclesiastici, millitari ed aristocratici con carica vitalizia. Le due camere, convocate dal sovrano almeno una volta l’anno, detenevano il potere legislativo, ma il re deteneva potere di veto sulle leggi del parlamento. Fu soppressa di fatto nel dicembre 1816 con la nascita del Regno delle Due Sicilie. Nel 1848 con le rivoluzioni scoppiate durante la primavera dei popoli furono concessi dai sovrani di alcuni stati italiani alcuni statuti: quello napoletano, quelli del ducato di Parma e dello Stato della Chiesa, quello siciliano e, in Piemonte, quello albertino. La continuità tra il Regno di Sardegna e quello d’Italia avvenne con l’estensione dello Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto di Savoia nel 1848. Lo stato italiano nacque, da un punto di vista istituzionale, con la legge 17 marzo 1861 n. 4671, Storia della Costituzione I lavori dovevano terminare il 25 febbraio 1947 ma la Costituente venne sciolta il 31 gennaio 1948, dopo aver adottato la Costituzione il 22 dicem bre con 458 voti favorevoli contro 62 contrari. La Costituzione fu promulgata il 27 dicembre di quell’anno ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Il Capo dello Stato, Enrico De Nicola, firma la Costituzione italiana, siamo il 27 dicembre 1947 Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di 110/2016 Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani Pag. 3

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La Costituzione è la principale fonte del diritto repubblicana, cioè quella dalla quale gerarchicamente dipendono tutte le altre. La Costituzione italiana è una costituzione scritta, rigida, lunga, votata, compromissoria, laica, democratica e programmatica. Rigida: le disposizioni aventi forza di legge in contrasto con la Costituzione, che è fonte di gerarchia del diritto, vengono rimosse con un procedimento innanzi alla Corte costituzionale, è necessario un procedimento parlamentare aggravato per la riforma/revisione dei suoi contenuti. Lunga: contiene disposizioni in molti settori del vivere civile, non limitandosi a indicare le norme sulle fonti del diritto. Votata: perché rappresenta un patto tra i componenti del popolo italiano. Compromissoria: perché frutto di una particolare collaborazione tra tutte le forze politiche uscenti dal secondo conflitto mondiale. Democratica: perché è dato particolare rilievo alla sovranità popolare, ai sindacati e ai partiti politici. Programmatica: perché rappresenta un programma. Caratteristiche della Costituzione Italiana La Costituzione è composta da 139 articoli e relativi commi (5 articoli sono stati abrogati: 115; 124; 128; 129; 130), più 18 disposizioni transitorie e finali, suddivisi in quattro sezioni: Principi fondamentali (articoli 1-12); Parte prima: “Diritti e Doveri dei cittadini” (articoli 13-54); Parte seconda: “Ordinamento della Repubblica” (articoli 55-139); Disposizioni transitorie e finali (disposizioni I-XVIII). Il testo completo si apre con un brevissimo preambolo (seguito subito dai Principi fondamentali): “Il Capo provvisorio dello Stato - Vista la deliberazione dell’Assemblea Costituente, che nella seduta del 22 dicembre 1947 ha approvato la Costituzione della Repubblica Italiana; - Vista la XVIII disposizione finale della Costituzione; - Promulga - la Costituzione della Repubblica Italiana nel seguente testo”. La Struttura comma 6), dei sindacati (articolo 39) e dei partiti politici (articolo 49). Principio lavorista: il lavoro non è solo un rapporto economico, ma anche un valore sociale che nobilita l’uomo. Principio democratico: preponderanza di organi elettivi e rappresentativi; il principio di maggioranza ma con tutela delle minoranze (anche politiche); processi decisionali (politici e giudiziari) trasparenti e aperti a tutti; ma soprattutto il principio di sovranità popolare. Principio di uguaglianza: tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni sociali e personali, sono uguali davanti alla legge (uguaglianza formale, comma 1). È compito dello Stato rimuovere gli ostacoli che di fatto limitano l’eguaglianza. Principio solidarista: vuol dire che lo Stato ha il compito di aiutare le associazioni e le famiglie, attraverso la solidarietà politica, economica e sociale. Principio dell’unità e indivisibilità della Repubblica: l’articolo 5 vieta ogni forma di secessione o di cessione territoriale ed è garantito dal sacro dovere di difendere la patria. Principio autonomista: sempre l’articolo 5 che assicura alle collettività territoriali (Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni) una forte autonomia dallo Stato, grazie alla quale i cittadini sono in grado di partecipare più da vicino e con maggiore incisività alla vita politica del Paese. Principio internazionalista: l’ordinamento italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. Principio pacifista: “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (ovvero consente l’uso di forze militari per la difesa del territorio in caso di attacco militare da parte di altri paesi, ma non con intenti espansionisti) e accetta una limitazione alla propria sovranità nell’intento di promuovere gli organismi internazionali per assicurare il mantenimento della pace e della giustizia fra le Nazioni”. I primi dodici articoli della costituzione pongono i cosiddetti “Principi fondamentali” (detti anche Principi supremi). Principio personalista: esso ancisce che “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”. Principio di laicità: in base ad esso l’ordinamento italiano attribuisce valore e tutela alla religiosità umana come comportamento apprezzato nella sua generalità ed astrattezza, senza alcuna preferenza per qualsivoglia fede religiosa. Principio pluralista: è tipico degli stati democratici. Nella Repubblica è riconosciuto e tutelato il pluralismo delle formazioni sociali (articolo 2), degli enti politici territoriali (articolo 5), delle minoranze linguistiche (articolo 6), delle confessioni religiose (articolo 8), delle associazioni (articolo 18), di idee ed espressioni (articolo 21), della cultura (articolo 33, comma 1), delle scuole (articolo 33, comma 3), delle istituzioni universitarie e di alta cultura (articolo 33, Pag. 4 I Principi fondamentali La parte prima è composta da 42 articoli, e si occupa dei “Diritti e dei Doveri dei cittadini”. Parte prima: diritti e doveri dei cittadini Le libertà individuali: gli articoli dal 13 al 16 affermano che la libertà è un valore sacro e quindi inviolabile (articolo 13), che il domicilio è inviolabile (articolo 14), che la corrispondenza è libera e segreta (articolo 15), che ogni cittadino può soggiornare e circolare liberamente nel Paese (articolo 16). Le libertà collettive: gli articoli dal 17 al 21 affermano che i cittadini italiani hanno il diritto di riunirsi in luoghi pubblici (con obbligo di preavviso all’autorità di pubblica sicurezza), privati e aperti al pubblico (liberamente) (articolo 17), e di associarsi liberamente, che le associazioni che hanno uno scopo comune non devono andare contro il principio democratico e del codice penale (articolo 18), che ogni persona ha il diritto di profes- Diritti civili Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani 110/2016

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sare liberamente il proprio credo (articolo 19), che ogni individuo è libero di professare il proprio pensiero, con la parola, con lo scritto e con ogni altro mezzo di comunicazione (articolo 21). Il diritto penale: gli articoli dal 22 al 28 affermano i principi e i limiti dell’uso legittimo della forza (articolo 23), il diritto attivo e passivo alla difesa in tribunale (articolo 24), il principio di legalità della pena (articolo 25), le limitazioni all’estradizione dei cittadini (articolo 26), il principio di personalità nella responsabilità penale (articolo 27, comma 1), il principio della presunzione di non colpevolezza (articolo 27, comma 2), il principio di umanità e rieducatività della pena (articolo 27, comma 3) e l’esclusione della pena di morte (articolo 27, comma 4); infine la previsione della responsabilità individuale del dipendente e funzionari pubblici e organicamente estesa all’intero apparato, per violazione di leggi da parte di atto della pubblica amministrazione, a tutela della funzione sociale e dei consociati dagli illeciti, in materia civile (articolo 28, comma 2), nonché, amministrativa e penale (articolo 28, comma 1). sazione che il risparmio non investito rischiosamente possa generare interessi superiori all’inflazione. Le elezioni: l’articolo 48 afferma che sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età; afferma anche che il diritto di voto è personale ed eguale, libero e segreto, e che il suo esercizio è dovere civico. I partiti: l’articolo 49 afferma il principio della libertà di associarsi in partiti e del pluripartitismo politico. Le tasse: l’articolo 53 afferma il dovere di tutti i cittadini di concorrere alle spese pubbliche pagando tasse e imposte (comma 1) ed il principio di progressività della tassazione (comma 2). La fedeltà alla Repubblica: l’articolo 54 afferma il dovere di essere fedeli alla Repubblica, alla Costituzione ed alle leggi, ed il dovere per chi esercita funzioni pubbliche, di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi previsti dalla legge. Diritti politici La famiglia: gli articoli dal 29 al 31 affermano che la Repubblica italiana riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, e afferma anche che è di dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli. La salute: l’articolo 32 afferma che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività. Afferma inoltre che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge” e che la legge “non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. L’arte e la cultura: l’articolo 33 afferma che l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La scuola: l’articolo 34 afferma che la scuola è aperta a tutti; quella statale è gratuita; libera e senza oneri per lo Stato quella privata. Diritti etico-sociali L’art. 52 afferma il dovere del cittadino nel concorrere alla difesa dello Stato, prevedendo l’obbligatorietà del servizio militare di leva in Italia, ma solo nelle modalità e nelle limitazioni imposte dalla legge. L’ultimo comma afferma poi genericamente il dovere di organizzare l’ordinamento delle forze armate italiane in base allo spirito repubblicano. Servizio militare L’organizzazione del lavoro: gli articoli dal 35 al 47 affermano che la Repubblica tutela il lavoro e la liber tà di emigrazione (articolo 35), il diritto al giusto sa lario (articolo 36, comma 1), la durata massima della giornata lavorativa (articolo 36, comma 2), il diritto/ dovere al riposo settimanale (articolo 36, comma 3), il lavoro femminile e minorile (articolo 37), i lavora tori invalidi, malati, anziani o disoccupati (articolo 38), la libertà di organizzazione sindacale (articolo 39), il diritto di sciopero (articolo 40), la libertà di iniziativa economica e i suoi limiti (articolo 41), la proprietà pubblica e privata, e la sua funzione sociale (articolo 42), la possibilità ed i limiti all’espropria zione (art 43), la proprietà terriera (articolo 44), le cooperative e l’artigianato (articolo 45), la collabora zione tra i lavoratori (articolo 46) ed il risparmio (ar ticolo 47). Se lo stato favorisce l’accumulazione del risparmio privato, impedisce con un’opportuna tas - Diritti economici Il Parlamento della Repubblica Italiana si compone di due Camere: la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica (articolo 55, comma 1); il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due camere solo nei casi stabiliti dalla Costituzione (articolo 55, comma 2). La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto. Il numero dei deputati è 630, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i 25 anni di età (articolo 56). Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero. Il numero dei senatori elettivi è di 315, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due la Valle d’Aosta uno (articolo 57). Inoltre, la ripartizione dei seggi tra regioni, si effettua in proporzione alla popolazione delle regioni (articolo 57). I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età. Inoltre, nel Senato siedono anche i senatori a vita, cittadini che, pur non essendo eletti, appartengono alla Camera alta perché ex Presidenti della Repubblica (senatori di diritto) o per altissimi meriti in ambito sociale, scientifico, artistico o letterario. Tali cittadini che non risiedono de jure sono nominati senatori dal Presidente della Repubblica in carica, e non possono essere più di cinPag. 5 Parte seconda: Ordinamento della Repubblica Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di 110/2016 Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani

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25 giugno 1946, prima seduta dell’Assemblea Costituente que, sebbene esista l’interpretazione dell’articolo 59 per cui il numero di cinque valga per ogni Presidente della Repubblica, interpretazione data da Pertini. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per una durata di 5 anni. La durata del manda to di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra (articolo 60). Il periodo in cui le Camere restano in carica è chiamato legislatura, e può anche durare meno dei cinque anni previsti, su decisione del Presidente della Repubblica. Al termine della legislatura, lo stesso Capo dello Stato indice le elezioni, che hanno luogo entro settanta giorni, e fissa la data della prima riunione delle Camere; nel periodo tra la scadenza della legislatura e la formazione delle nuove Camere, la prorogatio, sono prorogati i poteri delle Camere pre cedenti. La prorogatio scatta implicitamente ed auto maticamente il giorno dopo lo scioglimento delle Ca mere, mentre la proroga deve essere esplicitamente deliberata dalle Camere stesse. Le Camere, che si ri uniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e ottobre possono riunirsi in via straordinaria. dei più discussi, negli ultimi anni. Esso prevede l’insindacabilità e l’immunità parlamentare: in primo luogo, essi non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni, proprio per quel principio di rappresentanza della volontà popolare ad essi rimessa. I successivi due commi sanciscono poi che se l’Autorità giudiziaria, nelle modalità previste dalla legge di procedura penale, intende procedere ad atti coercitivi nei confronti dei membri del Parlamento, tale richiesta debba essere approvata dalla Camera cui il parlamentare appartiene. Questo perché in passato era capitato in altri Paesi e in altre epoche che membri del Parlamento fossero arrestati solo perché non amati dai giudici. L’ultimo articolo della sezione, il 69, prevede l’indennità parlamentare, che non è un semplice “stipendio”, come l’ufficio di parlamentare non è un semplice “mestiere”: l’indennità è concessa per mettere in atto il diritto di tutti i cittadini a svolgere il mandato parlamentare, perché se l’indennità non esistesse solo chi gode già di un reddito sufficiente potrebbe svolgerlo, mentre chi ha invece bisogno di lavorare per avere uno stipendio non può, se non anche per motivi fisici, svolgere il mandato parlamentare. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. In sede abrogativa il popolo sovrano ha a disposizione lo strumento del referendum. La formazione delle leggi L’articolo 64 della Carta descrive invece l’ordinario svolgimento dei lavori parlamentari, prevedendo un particolare atto, un “Regolamento parlamentare”, uno per ciascuna Camera, e che è adottato a maggioranza assoluta. Esso, infatti, è adottato a maggioranza semplice. Le sedute sono pubbliche, e possono essere seguite dai cittadini recandosi direttamente nelle sedi parlamentari in Roma (Montecitorio per la Camera, Palazzo Madama per il Senato), dalla web tv messa on line direttamente dalle Camere, tramite altri mezzi messi a disposizione da privati, o leggendo i resoconti parlamentari pubblicati dalle Camere. Il secondo comma dell’articolo 64 prevede che le Camere o il Parlamento in seduta comune possano deliberare di riunirsi in riunione segreta. L’articolo 65 delega una legge a determinare i casi di ineleggibilità ed incompatibilità con l’ufficio di membro del Parlamento, ma specifica direttamente in Costituzione che nessuno può essere contemporaneamente deputato o senatore. L’articolo 68 della Costituzione è invece uno Pag. 6 Articoli più importanti Secondo la procedura prevista dall’articolo 138 del la Costituzione per l’adozione delle leggi di revisio ne o riforma della Costituzione e per le altre leggi costituzionali sono necessarie due deliberazioni di entrambe le camere ad un intervallo non minore di tre mesi ed a maggioranza qualificata dei componenti di ciascuna di queste nella seconda votazione. Le modifiche al testo della costituzione non devono co munque compromettere lo spirito repubblicano e gli ideali sui quali essa si fonda. La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale (articolo 139). La dottrina prevalente ritiene che i principi fondamentali (articolo dall’1 al 12) e quelli ad essi collegati siano una base irrinunciabile per lo spirito repubblicano su cui la Costituzione si fonda. Per questo motivo non possono essere modificati. Nel caso in cui la legge costituzionale sia stata approvata con una maggioranza inferiore dei due terzi dei componenti in una o in entrambe le camere, se entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cin quecentomila elettori o cinque Consigli regionali, la legge è sottoposta a referendum e non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti vali di. La maggioranza delle revisioni significative ha ri guardato la seconda parte della carta costituzionale. Revisione della costituzione e leggi costituzionali Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani 110/2016

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Il primo Presidente della Repubblica Italiana. Nel 1948 l’onorevole Enrico De Nicola, nell’ambito dell’Assemblea Costituente, viene eletto Capo provvisorio dello Stato. Enrico De Nicola. Nato il 9 novembre 1877 a Napoli. Il suo primo impegno è stato nel settore giornalistico. Laureato in giurisprudenza divenne uno dei maggiori avvocati penalisti italiani. E' deceduto il 1° ottobre 1959. Passato... ... i Presidenti della nostra Repubblica Luigi Einaudi. Nato a Carrù (Cuneo) il 24 marzo 1874. Coniugato con Ida Pellegrini dalla quale ha avuto tre figli. Laureato in Giurisprudenza a 21 anni. È stato Presidente della Repubblica Italiana dal 1948 al 1955. È deceduto il 30 ottobre 1961. Alessandro Pertini. Nato a Stella (Savona) il 25 settembre 1896. Laureato in Giurisprudenza e in scienze politiche e sociali. Coniugato con Carla Voltolina. È stato Presidente della Repubblica dal 1978 al 1985. È deceduto il 24 febbraio 1990. Giovanni Gronchi. Nato a Pontedera (Pisa) il 10 settembre 1887. Coniugato con Carla Bissatini, dalla quale ha avuto due figli. Tra il 1911 e il 1915 ha insegnato lettere e filosofia. È stato Presidente della Repubblica Italiana dal 1955 al 1962. È deceduto il 17 ottobre 1978. Antonio Segni. Nato a Sassari il 2 febbraio 1891. Coniugato con Laura Carta Caprino, dalla quale ha avuto quattro figli. Laureato in Giurisprudenza nel 1913. È stato Presidente della Repubblica Italiana dal 1962 al 1964. È deceduto il 1° dicembre 1972. Giuseppe Saragat. Nato a Torino il 19 settembre 1898. Sposato con Giuseppina Bollani dalla quale ha avuto due figli. Laureato in Scienze Economiche e Commerciali. È stato Presidente della Repubblica Italiana dal 1964 al 1971. È deceduto l'11 giugno 1988. Giovanni Leone. Nato a Napoli il 3 novembre 1908. Coniugato con Vittoria Michitto, è padre di tre figli. Laureato in Giurisprudenza nel 1929 e in scienze politiche sociali nel 1930. È stato Presidente della Repubblica dal 1971 al 1978. È deceduto il 9 novembre 2001 Francesco Cossiga. Nato il 26 luglio 1928 a Sassari. Laureato in Giurisprudenza. Presidente della Repubblica dal 24 giugno 1985 dopo le dimissioni di Sandro Pertini. Rassegna le dimissioni il 28 aprile 1992. È deceduto il 17 agosto 2010 Oscar Luigi Scalfaro. Nato a Novara il 9 settembre 1918. Sposato di Maria Inzitari dalla quale ha avuto una figlia, Marianna. Laureato in Giurisprudenza nel 1941. È stato Presidente della Repubblica Italiana dal 1992 al 1999. È deceduto il 29 gennaio 2012. Carlo Azeglio Ciampi. Nato a Livorno il 9 dicembre 1920. Laurea in Lettere e Diploma della Scuola Normale di Pisa nel 1941. Laurea in Giurisprudenza nel 1946. Il 13 maggio del 1999 è stato eletto decimo Presidente della Repubblica Italiana. E lo è rimasto fino al 2006. Giorgio Napolitano. Nato il 29 giugno 1925 a Napoli. Nel 1945 aderisce al Partito Comunista Italiano. Laureato in Giurisprudenza. Presidente della Camera dei Deputati dal ‘92 al ‘94, nel 2005 è stato nominato senatore a vita. Dal 15 maggio 2006 è Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella, 12° Presidente della Repubblica Italiana, è nato il 23 luglio 1941 a Palermo. Politico e giurista. Dal 1983 al 2008 deputato, per la Democrazia Cristiana (di cui fu vicesegretario) per il Partito Popolare Italiano, La Margherita e il Partito Democratico. Ministro per i rapporti con il Parlamento (1987-1989), Ministro della pubblica istruzione (19891990), Vicepresidente del Consiglio (1998-1999), Ministro della difesa (1999-2001) e Giudice Costituzionale (20112015). Il 31 gennaio 2015 è stato eletto Presidente della Repubblica con 665 voti. È il primo siciliano a ricoprire la carica di Presidente della Repubblica. ... presente ... Dal 5 maggio 1948 l’Italia repubblicana ha il suo emblema, al termine di un percorso creativo durato ventiquattro mesi, due pubblici concorsi e un totale di 800 bozzetti, presentati da circa 500 cittadini, fra artisti e dilettanti. La vicenda ha inizio nell’ottobre del 1946, quando il Governo di De Gasperi istituì una apposita Commissione, presieduta da Ivanoe Bonomi, che decise di bandire un concorso nazionale aperto a tutti, basato su alcune caratteristiche da rispettare: esclusione rigorosa dei simboli di partito, inserimento della stella d’Italia, “ispirazione dal senso della terra e dei comuni”. Ai primi cinque classificati sarebbe andato un premio di 10.000 lire (circa mezzo milione di oggi). Il concorso fu vinto da Paolo Paschetto. L’emblema della Repubblica Italiana è caratterizzato da tre elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia. Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale. Il ramo di quercia che chiude a destra l’emblema, incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi, poi, sono espressione delle specie più tipiche del nostro patrimonio arboreo. La ruota dentata d’acciaio, simbolo dell’attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. La stella è uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell’Italia; la stella caratterizzò la prima onorificenza repubblicana della ricostruzione, la Stella della Solidarietà Italiana e ancora oggi indica l’appartenenza alle Forze Armate del nostro Paese. I SIMBOLI DELLA REPUBBLICA ITALIANA: L’EMBLEMA Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di 110/2016 Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani Pag. 7

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SOCIETÀ ITALIANA DI BENEFICENZA L'Assemblea Generale del 4/07/16 ratificherà il cambio alla Presidenza della SIB (Società Italiana di Beneficenza) di Madrid, votato durante il Consiglio del 6/06 u.s: Francesco Perniciaro, dopo anni di intenso lavoro lascia la Presidenza ad Almerino Furlan. Questa centenaria Istituzione, stampella della Cancelleria Consolare di Madrid, continua con il suo programma di espansione per poter soddiIl Presidente Almerino Furlan sfare l'aumento costante della richiesta di aiuto da parte dei cittadini italiani e spagnoli. Questo primo documento vuol essere una lettera di presentazione è una descrizione dei possibili obbiettivi della nuovo Consiglio. Come possiamo fissarli? Negli ultimi 10 anni i residenti italiani sono passati da 50.000 a più di 200.000, arrivati dall'Italia e dal Sudamerica alla ricerca di un posto di lavoro o di godersi la pensione al sole del sud o nelle isole spagnole e che si sono concentrati maggiormente in Madrid, nella Catalogna (Barcellona e Gerona), in Andalusia (Malaga e Siviglia), in Alicante e alle Isole Canarie. La crisi degli ultimi anni ha creato delle sacche di povertà alle quali la SIB, con scarse risorse, dovrà dare una risposta creativa. Questa realtà deve essere affrontata dalla nostra Istituzione con un allargamento delle nostre frontiere madrilene e creare, se così lo vuole il Consiglio della SIB, nuove filiali laddove altri italiani di buona volontà, vorranno associarsi ai nostri obbiettivi e con nuove attività generare nuove risorse da destinare ai più bisognosi. Sono obbiettivi ambiziosi?, può darsi, però se la domanda è in aumento la nostra risposta si dovrà allineare: la generosità saprà essere all'altezza della necessità solo se noi saremo all'altezza della situazione. In ogni caso non vorrei dimenticare l'Obbiettivo 15.000 del Presidente Perniciaro sottolineandola con la citazione del Manzoni “Si dovrebbe pensare più a far bene che a star bene; e così si finirebbe anche a star meglio”. Concludo ringraziando al gran lavoro svolto dal Presidente Perniciaro ed il suo Consiglio e auguri alla nuova squadra perché sappia raggiungere gli obbiettivi dei propositi e delle richieste dimostrando organizzazione negli intenti e trasparenza nei risultati. Grazie in anticipo a tutti coloro che ci vorranno aiutare. Società Italiana di Beneficenza c/Agustín de Betancourt, 3 - www.beneficenzaitaliana.es (0034) 91 5333106 - (0034) 91 5348423 - (0034) 690 065577

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VOTANO LE DONNE E VENGONO ELETTE Il 2 giugno 1946 il suffragio universale e l’esercizio dell’elettorato passivo portarono per la prima volta in Parlamento anche le donne. Si votò per il referendum istituzionale tra Monarchia o Repubblica e per eleggere l’Assemblea costituente che si riunì in prima seduta il 25 giugno 1946 nel palazzo Montecitorio. Su un totale di 556 deputati furono elette 21 donne: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista, 2 del Partito socialista e 1 dell’Uomo qualunque. Alcune di loro divennero grandi personaggi, altre rimasero a lungo nelle aule parlamentari, altre ancora, in seguito, tornarono alle loro occupazioni. Tutte, però, con il loro impegno e le loro capacità, segnarono l’ingresso delle donne nel più alto livello delle istituzioni rappresentative. Donne fiere di poter partecipare alle scelte politiche del Paese nel momento della fondazione di una nuova società democratica. Per la maggior parte di loro fu determinante la partecipazione alla Resistenza Con gradi diversi di impegno e tenendo presenti le posizioni dei rispettivi partiti, spesso fecero causa comune sui temi dell’emancipazione femminile, ai quali fu dedicata, in prevalenza, la loro attenzione. La loro intensa passione politica le porterà a superare i tanti ostacoli che all’epoca resero difficile la partecipazione delle donne alla vita politica. “Le 21 donne alla Costituente” Teresa Mattei Angelina Livia Merlin Angiola Minella Rita Montagnana Togliatti Maria Nicotra Fiorini Teresa Noce Longo Ottavia Penna Buscemi Elettra Pollastrini M. Maddalena Rossi Vittoria Titomanlio Adele Bei Bianca Bianchi Laura Bianchini Elisabetta Conci Maria De Unterrichter Jervolino Filomena Delli Castelli Maria Federici Nadia Gallico Spano Angela Gotelli Angela M. Guidi Cingolani Leonilde Iotti La mattina del 10 marzo 1946 le donne italiane indossano il vestito delle feste perché dovranno recarsi ai seggi e non al mercato o alla scuola dei figli come di consueto. Per la prima volta, le donne si mettono in fila accanto agli uomini, appongono una X sulla scheda che chiama gli italiani, senza più distinzione di sesso, partecipando alla “cosa di tutti” ed esprimendo la propria opinione con un voto. Le italiane dopo venti anni di battaglie, dunque votano, per la prima volta nella storia del Paese. Operaie e contadine, borghesi e proletarie, suore e impiegate, vivono con emozione e orgoglio, ma allo stesso tempo con paura, un momento che rappresentava una conquista si ma anche una nuova autonomia. Pertanto, il 10 marzo 2016, si è festeggiato un anniversario importante, 70 anni dalla prima volta che le donne nel nostro Paese hanno potuto esprimere il proprio voto e allo stesso tempo hanno acquisito il diritto ad essere elette, diritto sancito dal decreto n. 74 pubblicato nel giorno delle elezioni amministrative, le prime dopo la caduta del fascismo, organizzate in 436 comuni. Per le politiche si è dovuto aspettare fino al 2 giugno 1946, data in cui italiani e italiane sono stati chiamati a un referendum nazionale per scegliere tra monarchia e repubblica. Sembra che il diritto al voto sia arrivato non tanto per il suffragismo ma per volontà di due statisti uomini, Togliatti e De Gasperi. Anche i giornali come Grazia e Gioia invitavano le donne a far sentire la propria voce. Appena costituitosi il Governo di Liberazione Nazionale, si attivarono tramite la Commissione per il voto alle donne dell’UDI per ottenere oltre al diritto di voto anche il diritto all’eleggibilità e fu un successo in quanto si stabilì definitivamente il suffragio universale e la Consulta, il primo organismo politico dopo la guerra, al quale i partiti invitarono anche le donne e ne entrarono 13. E’ da qui che viene promulgato il principio dell’uguaglianza tra i sessi almeno per i diritti politici. Le deputate per la proposta di Costituzione: tra le ventuno elette, cinque, tra le quali Angela Gotelli (Dc), Maria Federici (Pci), Nilde Iotti (Pci), Angelina Merlin (Psi) e Teresa Noce (Pci), entrarono a far parte della “Commissione dei 75”, incaricata dall’Assemblea costituente di formulare la proposta di Costituzione. In questa assemblea, le donne riuscirono ad avere una rappresentanza maggiore rispetto agli uomini. Gli argomenti maggiormente cari alle donne: le neo deputate seppure con ideologie differenti, riuscivano sempre a trovare soluzioni favorevoli ed in comune accordo per temi a loro molto cari come la famiglia, la maternità e l’infanzia. Le donne erano sempre mosse da un grande senso di giustizia, uguaglianza e solidarietà, rispetto agli uomini e sapevano affrontare certi argomenti. Le cinque donne della “Commissione dei 75” si dibatterono tanto anche per ottenere l’uguaglianza tra uomo e donna nell’ambito familiare, senza nessuna gerarchia da parte del padre di famiglia. La parità dei diritti al lavoro: un altro dibattito molto acceso era il lavoro, sul quale le neo costituite sostenevano si dovesse intervenire per salvaguardare i diritti delle donne ad ottenere tutela in caso di maternità, uguali salari e possibilità di accedere a tutte le professioni. Ricorsero le neo deputate anche nella possibilità di accesso ai vari gradi della Magistratura, ma qui, ritenute forse troppo emotive per rappresentare la figura del giudice, non ottennero il diritto femminile di accesso a tutti i gradi della Magistratura, ma furono comunque soddisfatte di ottenere il riconoscimento di quel decreto che sopprimeva la parte limitante dell’articolo oggetto del dibattito. Gli interventi non solo femminili: infine, le elette, soprattutto la Bianchi e la Bianchini presero parte alle discussioni sulla scuola; la Iotti e la Titomanlio a quelle sulle Regioni, mentre la Guidi si occupò anche dell’organizzazione internazionale del lavoro e dei problemi economici legati all’immigrazione in Italia. Il risultato del loro immane lavoro e del loro impegno è testimoniato dalla Costituzione che entrò in vigore il 1° gennaio 1948, un documento innovativo soprattutto per quanto riguarda la condizione femminile. Pag. 9 Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di 110/2016 Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani

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MADRID di Paola Lungarini FEST A NAZIONALE 2016 Presso l’ambasciata italiana il nuovo Ambasciatore, Stefano Sannino, ha celebrato i 70 anni della Repubblica Italiana. Il 2 giugno infatti è la Festa Nazionale Italiana. L’evento ha visto la presenza del Presidente Romano Prodi, il Presidente Ascom Bologna Enrico Postacchini, il Direttore del Centro Nacional de Inteligencia Félix Sanz Roldán, il direttore artístico del Palau de las Arts di Valencia Maestro Davide Livermore, il Direttore Guardia Civil Arsenio Fernàndez de Mesa, Santiago Mondragòn, il Ministro della Sanità Alfonso Alonso. La serata riuscitissima è anche un momento di rincontro fra gli italiani e gli spagnoli che festeggiano la loro Patria nel Paese che li ha accolti e dove lavorano e vivono. AMBASCIATORE STEFANO SANNINO Buona sera a tutti e benvenuti alla Festa Nazionale Italiana. Una festa che ricorda una data importante perché quest’anno celebriamo i 70 anni della Repubblica Italiana, nata dopo la tragica esperienza della dittatura e della seconda guerra mondiale. Al mismo tiempo, esta es la primera Fiesta Nacional que, junto con Santiago, celebramos aquí en Madrid. Primero, quiero dar las gracias a todos aquellos que han hecho posible esta celebración, empezando por Confcommercio Ascom – Bologna que nos ha traído los productos alimentarios que degustaréis en unos minutos. Gracias también a: - Ferrero - Assicurazioni Generali - Pasta Garofalo - Technogym - Maserati - Came Safety and confort - Mediaset Nuestros sponsors habituales, empresas que representan fantásticamente a nuestro País en España Y gracias a todos los otros patrocinadores así como a mi equipo que han contribuido de manera substancial a la organización de esta noche. Un recuerdo afectuoso para mí predecesor, Pietro Sebastiani, quien inició los preparativos para esta celebración. Gracias al Presidente Romano Prodi y a su esposa Flavia por acompañarnos esta noche. Y, si me permiten una nota muy personal, gracias a España y a Madrid por la acogida tan cariñosa y afectuosa que me han reservado. Sólo han pasado dos meses desde mi llegada y ya me siento como en casa. Creo que a nadie se le ha escapado el pequeño avión en la entrada. Es un ultraligero Astor, de la empresa TECNAM, una empresa que opera en el Sur de Italia, cerca de Nápoles, a una cincuentena de kilómetros de casa de mis padres. Pero no lo hemos escogido por eso, sino porque este avión es una joya tecnológica y de diseño y representa un símbolo de lo que Italia es hoy. Un País que viene de lejos, con un gran pasado y un gran patrimonio cultural, como testimonia el mayor número de lugares protegidos por la UNESCO. Pero también un País que se regenera, que cambia. Un País en movimiento. Un País que mira al futuro y que no tiene miedo de abrirse, de reformarse, de romper barreras, para permitir a todas las componentes de su sociedad desarrollarse, expresarse, crecer, y  recuperar la confianza y la voluntad necesarias para realizar sus sueños. Italia es hoy en día un País líder en la exportación de maquinaria industrial, en el sector farmacéutico y biomédico, un País líder tanto en tecnología aeroespacial como en la producción de grandes yates. El País con el quinto superávit comercial mayor en el mundo. Por supuesto los tiempos en los que vivimos son muy difíciles. Italia, como España, ha pasado a través de una crisis económica y financiera profunda, de la que empieza a salir ahora y que ha dejado muchas cicatrices y un nivel de paro inaceptable. Una crisis a la que ha seguido otra crisis, la de migración, que no tiene precedente en los tiempos recientes, sin hablar de las amenazas terroristas que acechan nuestras sociedades. Creo que la manera de enfrentarse a estos retos y superarlos – y no sólo para Italia - es “hacer piña” y estar más unidos dentro de la Unión Europea. No hay respuestas nacionales. Las respuestas nacionales son sólo una ilusión efímera. Separados somos más débiles y frágiles.  Sé que no es fácil, y también lo saben tantas personas que están aquí, esta noche, y que trabajan día a día en temas europeos. La lucha que todos tenemos que librar es por una Unión Europea más solidaria y con instituciones fuertes, una Unión Europea que sea de todos, abierta y respetuosa de la diversidad, porque la diversidad – sea cual sea – es riqueza. Antes de terminar solo os quiero transmitir un último concepto. He hablado de Italia, he hablado de Europa. Pero quiero terminar hablando de Italia y España. Ayer participé en una presentación de Marca España, un proyecto magnifico para promocionar la imagen del País España. Se subrayaron muchos aspectos: el patrimonio cultural, la gastronomía, la innovación tecnológica. Se habló de percepción, interna y externa, de orgullo. Lo digo con mucho cariño y respeto: si se substituyera la palabra España con Italia, no creo que la presentación hubiese sido muy diferente. Lo que quiero decirles es que entre Italia y España hay una cercanía, una afinidad tan grande que no se necesita buscar más allá. Y, como Embajador de Italia en España, y como “hijo adoptivo” de este País, me encantaría que esta cercanía, esta afinidad tan natural se transformara en algo más, en un proyecto común en los campos económico, cultural, y también político. Juntos, Italia y España pueden marcar la diferencia! Felice Festa della Repubblica a tutti. Pag. 10 Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani 110/2016

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MADRID di Paola Lungarini L’Ambasciatore Italiano, Stefano Sannino, durante il saluto di benvenuto Il Presidente Romano Prodi durante il suo saluto agli invitati in Ambasciata Italiana per la festa del 2 giugno L’intervento del Presidente di Confcommercio Ascom Bologna, Enrico Postacchini Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di 110/2016 Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani Pag. 11

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MADRID di Paola Lungarini Enrico Postacchini (Ascom Bologna), Ambasciatore Sannino, Presidente Prodi L’Ambasciatore Sannino con il Direttore del Centro Nacional de Inteligencia, Félix Sanz Roldán Con il Maestro Davide Livermore, direttore artístico del Palau de las Arts di Valencia Ambasciatore Sannino e Direttore della Guardia Civil Arsenio Fernàndez de Mesa Santiago Mondragòn, Ministro della Sanità Alfonso Alonso, Ambasciatore Sannino L’Ambasciatore Sannino con la giornalista e scrittrice Irene Lozano Pag. 12 Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani 110/2016

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MADRID di Paola Lungarini Gli chef di Bologna alla conferenza stampa di Confcommercio Ascom Bologna Associazione Sfogline Bologna Pasta Garofalo Technogym La nuova Maserati quattroporte Ultraleggero Astom dell’azienda Tecnam - di Capua (Caserta) Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di 110/2016 Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani Pag. 13

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MADRID di Paola Lungarini L’AMBASCIATA D’ITALIA PREMIATA DA CASTILLA Y LEÒN ECONÒMICA NEL II FORO GUADARRAMA Il Presidente della Iveco Espana, Jame Revilla, consegna il premio come riconoscimento per le relazioni commerciali della Regione. Stefano Sannino Ambasciatore d’Italia in Spagna ha ricevuto il Premio Internacional Castilla y Leòn Econòmica che consegna la rivista Castilla y Leòn Econòmica. All’evento organizzato all’Hotel Villamagna assistettero più di 300 imprenditori e dirigenti. Assieme al nostro Ambasciatore furono premiati anche quello dell’Argentina, di Israele e Giappone. Pilar Del Olmo e Engracia Hidalgo, Assessori all’Econòmia de Castilla Y Leòn y Madrid dichiararono di voler stringere sempre di più le relazioni commerciali fra le due regioni. Inoltre, Del Olmo ha detto che al Gobierno Regional piacerebbe che Madrid vedesse Castilla y Leòn come una “comunidad autònoma extensa”, con importanti infrastrutture, con personale formato, con aziende serie e competitive, che offra molteplici opportunità di investimenti, che conta su di un’amministrazione autonoma che vuole facilitare il lavoro agli impresari, che siano coscienti che sono loro i principali responsabili dell’attività economica, della creazione di posti di lavoro e che è un territorio amico aperto alla collaborazione e cooperazione come base del futuro progresso. Inoltre, l’Assessore di Economìa y Hacenda y la Junta de Castilla y Leòn, dichiarò che si lavora per impulsare l’innovazione, potenziare la diversificazione, affinchè le imprese mantengano una visione globale ed un’attenzione all’internazionalità e in definitiva “che siamo capaci di seguire incidendo sui principali fattori per migliorare la competitività dell’economia”. Portò come esempio il programma della Lanzadera Financera de Castilla y Leòn che ha finanziato 788 richieste su un totale di 925 presentate per un valore di 117,5milioni di euro. Nel suo discorso presentò circa 45 prodotti finanziari, fra i quali figura quello della ADE Gestiòn Sodical dichiarando che “è uno strumento di –capital riesgo– che sempre più ha un’importante ruolo nella strategia di crescita imprenditoriale e della reindustrializzazione di Castilla y Leòn. Per questo sono disponibili 25milioni di euro che vengono investiti in progetti chiave e che si pensa di poter incrementare con la finanzializzazione del Banco Europeo de Inversiones. Inoltre, dichiarò che l’offerta del terreno o affitto a prezzi e tariffe competitive, che si sono adottate, per impulsare lo stabilirsi delle aziende della nostra regione, è stato fatto con importanti benefici che migliorano sia le industrie già presenti sia quelle in zone da rivitalizzare attraverso dei diritti di superficie o di riduzione del canone per progetti industriali prioritari, includendo anche pagamenti rateizzati”. Hidalgo dichiarò Pag. 14 che il 30% dei progetti di investimento in Castilla y Leòn provengono dalla Comunidad di Madrid “considerando che siamo il principale punto di vendita e i suoi principali fornitori. Pertanto, è un mercato importantissimo”. Precisò inoltre, che la Comunidad di Madrid “offre stabilità e sicurezza giuridica, meno problemi burocratici, maggiore liberalizzazione degli orari commerciali ed una parte fiscale adeguata.” E’ necessaria una maggiore coordinazione e dialogo fra le due amministrazioni autonome facilitando l’espansione e l’aumento delle relazioni economiche e commerciali tra le imprese di ambo le regioni. Inoltre, sono necessarie le aperture per il turismo e l’agroalimentazione. Nel caso di Castilla y Leòn e la Comunidad de Madrid, l’inesistenza di barriere che derivano da una comune lingua, il castigliano, una visione che coincide sull’economia di mercato così come l’unità della Spagna, devono rappresentare un maggiore vantaggio competitivo nelle relazioni economiche reciproche. Durante l’inaugurazione dell’evento, Ignacio Goirigolzarri, Presidente di Bankia, annunciò che nei cinque primi mesi dell’anno la banca ha finanziato più di 7.200 progetti alle pymes delle due comunità autonome, per un valore di 2.700milioni di euro, dichiarando che contano su una fiducia di 130mila imprese fra le due regioni e che “ci riempe di soddisfazione e di orgoglio anche se sentiamo la responsabilità e per questo mettiamo a disposizione una rete specializzata nella gestione e consulenza”. Il Presidente disse anche che è necessario che la società veda un sistema finanziario solido, affinchè si possa avere una buona crescita dell’economia spagnola e garantire un migliore livello di vita ai cittadini e una lotta contro la disoccupazione. Senza un sistema solido l’economia non si può finanziare. Ha confermato che si sono realizzate tutte le strategie dichiarando che Bankia “è l’unica banca europea che ha raggiunto gli obiettivi per un piano di ristrutturazione anticipato di due anni”. Il “II Foro Guadarrama” con il patrocinio di Bankia ADE Gestiòn Sodical, la collaborazione di Iberaval, Expert One, Iveco y Grupo Europac, ha organizzato la tavola rotonda “Empresarios de Castilla y Leòn y Madrid”, moderata da Luisa Alcalde socia fondatrice di Castilla y Leòn Economica. Hanno partecipato Pablo Alvarez Consellero Delegado de Bodegas Vega Sicilia; Rafael Miranda, Presidente di Acerinox y de la Associaciòn para el Progreso y la Direcciòn; Daniel Carreno, Presidente e Consellero Delegado de General Electric Espana y Portugal e Alberto Zoilo Alvarez, Presidente del Grupo Antonio Alvarez (interfunerarias). Il Presidente di Vega Sicilia dichiarò che non ci sono grandi differenze di regole con le due regioni in confronto con le altre comunità autonome come il Pais Vasco che ha ancora parecchia strada da fare. Miranda ha affermato che le due regioni hanno società con una base educativa molto potente e sono ben industrializzate, quindi, sono due concetti di una stessa realtà “è evidente che Madrid, ha proseguito, è il centro nevralgico economico della Spagna e questo dimostra come si sono fatte le cose in questo territorio”. Secondo il Presidente della General Electric Espana y Portugal ha tre fra le migliori scuole di “negocio del mondo” ed è il centro della finanza spagnola. Nel suo intervento ha sottolineato che “la primera prioridad es la creaciòn de empleo, fundamentalmente industrial”. Per ultimo, il Presidente del Grupo Antonio Alvarez, ha continuato affermando che il vantaggio della competitività che può avere una città come Avila, oltre che essere vicina a Madrid, è il valore dei suoi cittadini relazionati con l’onestà e la volontà. In tutta la regione si ha una grande forza lavorativa e di fiducia. Riferendosi a Madrid, disse che ha un grande dinamismo Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani 110/2016

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MADRID di Paola Lungarini oltre che l’attrazione della grande capitale. Nell’incontro in collaborazione con la Asociaciòn de Empresa Familiar de Castilla y Leòn, la Asociaciòn per il Desarrollo de la Empresa Familiar de Madrid, Cecale, la Confederaciòn Empresarial de Madrid, il Consejo General de Economistas de Espana, Alberto Cagigas, Direttore de Castilla y Leòn Econòmica, ricordò che il Foro Guadarrama fu istituito l’anno scorso dalla nostra rivista con l’obiettivo di stringere le relazioni commerciali e imprenditoriali fra Castilla y Leòn y Madrid, aumentare le sinergie fra le imprese delle due comunità autonome e consolidare e facilitare il networking tanto nell’ambito delle imprese come in quello politico delle due regioni. Inoltre, dichiarò che nel 2016 si è creato il “Consejo Asesor” del Foro Guadarrama che è importante ottimizzare la prossimità geografica delle due regioni e che la singolarità dei due territori è proprio quella che non ha alcuna singolarità, che hanno la stessa stabilità politica e di governo dello stesso partito, favorendo così gli accordi; e che esiste una fiducia fra Castilla y Leòn y Madrid che è la base di qualsiasi affare che consolida le relazioni. Per ultimo, animò agli assistenti ed internauti ad inviare proposte per aumentare le relazioni commerciali e il rapporto con le imprese. Hsatsag#foroguadarrama16 foroguadarrama@castillayleoneconomica.es De izquierda a derecha: Alberto Zoilo Álvarez, Presidente del Grupo Antonio Álvarez (Interfunerarias); José Miguel Isidro, Presidente de EFCL y Europac; Ignacio Goirigolzarri, Presidente de Bankia; Pilar del Olmo, Consejera de Economía y Hacienda de la Junta de Castilla y León; Pablo Álvarez, Consejero Delegado de Bodegas Vega Sicilia; Alberto Cagigas, Director de Castilla y León Económica; Engracia Hidalgo, Consejera de Economía, Empleo y Hacienda de la Comunidad de Madrid; Tomás Burgos, Secretario de Estado de la Seguridad Social; Federico Ramón Puerta, Embajador de Argentina en España; Stefano Sannino, Embajador de Italia en España; Luisa Alcalde, socia fundadora de Castilla y León Económica; y José Rolando Álvarez, Presidente de Iberaval y de Grupo Norte. LA DIPLOMAZIA PREVENTIVA NEL MEDITERRANEO Si è svolta ad Alicante, lunedì 30 e martedì 31 maggio, la prima “Conferenza Internazionale sulla Diplomazia Preventiva nel Mediterraneo”, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione spagnolo. All’incontro, intitolato “Prevención de conflictos y agenda de Naciones Unidas” e svoltosi presso la sede de la Casa del Mediterráneo, hanno partecipato rappresentanti dei paesi del Mediterraneo, dell’ONU, dell’ Unione Europea e di altre organizzazioni regionali, nonché esperti e membri di think tank, dei media e della società civile. A rappresentare l’Italia era presente la Consigliere dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, Gaia Danese. "MUJERES LÍDERES EN LA EMPRESA Y EN LA POLÍTICA" ME (Association of Organisations of Mediterranean Businesswomen), Jean François Renucci, Consigliere dell’Ambasciata di Francia a Madrid, e Andrés Dulanto, Direttore della sezione dedicata alle imprese della Agenzia di stampa spagnola ‘Efe’. Nel panel intitolato "Análisis comparativo con los países del Sur de Europa" in rappresentanza dell'Italia è intervenuta la Consigliere per la Stampa e la Cultura dell'Ambasciata d'Italia, Gaia Lucilla Danese, che ha esposto gli aspetti principali dell’impegno italiano in materia di diritti di genere, sia a livello nazionale sia internazionale, sottolineando l’importanza dell’empowerment femminile per il raggiungimento delle pari opportunità. Intervento di Gaia Danese, Consigliera di Stampa e Cultura dell’Ambasciata d’Italia Si è svolto a Madrid mercoledì 1º giugno l'incontro Euro-Mediterraneo ‘Mujeres Lideres en la Impresa y en la Politica’ organizzato da EMLIEPO, arrivato alla settima edizione, incentrato quest'anno sulla presenza delle donne nella vita economica e politica dei Paesi dell’Europa Meridionale. Alla tavola rotonda hanno partecipato Beatriz Fernández-Tubau, Segretario Generale di AFAEM- Relatori panel Países del Sur de Europa Il Giornale Italiano de España è anche on-line. Viene distribuito in Ambasciata; nei Consolati Italiani, Camere di Commercio e Istituti Italiani di Cultura di 110/2016 Madrid e Barcellona; ICE; Scuole Italiane di Madrid e Barcellona; Casa degli Italiani di Barcellona; Associazioni di Italiani e nei 24 Vice Consolati Italiani Pag. 15

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