GIORNALE FUORICLASSE 2015-2016

 

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GIORNALE FUORICLASSE 2015-2016

Popular Pages


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Direttore responsabile: Marcella Rizzo Coordinamento editoriale: Carla Testa Coordinamento grafico: Pasquale Alberto Mauro Redazione: Alabaik Elettra, Cazzella Stefano, De Lorenzo Sara, De Natale Federico, Dell’Angelo Custode Sarah, De Paolis Martina, Doko Orest, Forzale Silvia, Lezzi Marzia, Invitto Aminta, Monticelli Cuggiò Claudia, Nobile Giada, Pedone Beatrice, Petrelli Giulio, Rizzo Lorenzo, Rossi Claudia, Scarfone Micaela, Spagnolo Linda. Ringraziamenti speciali a: Roberto Guido, Cinzia Dilauro e Dario Quarta, giornalisti di QUISALENTO; Mauro Ciardo, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Per l’azione di START UP finalizzata alla stampa del giornalino, si ringraziano: Daniele Manni, docente dell’Istituto di Scuola Secondaria “Galilei-Costa” per il coordinamento dell’iniziativa; Sicoli per la stampa dei segnalibri. Le docenti Maria Antonietta Balzani, Loredana Brillante, Laura Lezzi, Roberta Martina, Teresa Maselli, Manuela Soldi, Daniela Stefanelli, Simona Tortorella, Donatella Zecca per la preziosa collaborazione nell’organizzazione dei mercatini tematici. Tutte le classi che hanno partecipato con la creazione di originali oggetti. Un grande GRAZIE a tutti i colleghi che hanno sostenuto l’iniziativa materialmente e moralmente!

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SOMMARIO e h c i r b ru pag 2 Lettere in redazione pag 4 Cittadino del mondo pag 6 Scuola live pag 8 Sport e benesser e pag 12 Citta’ amica pag 14 Viaggi e tour pag 16 cinelibri pag 18 Music & show Di verso in verso Artistica-mente News in breve Backstage fuoric lasse Editoriale pag 20 pag 22 pag 24 pag 26 pag 28

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icato. on ha un signif n ta vi la , to on uno scopo. “Senza un racc rendere non ha pp l’a o at ic if gn Senza un si dei media-1981 man- Ecologia N. Post cazione del con la pubbli to en m ta n u pp queli all’a na esperienza, U Eccoci puntual e. n a io iz ed zione to già alla 7 iclasse” arriva e della progetta or in u d u “F et o su in n al co nostro Giorn ta del a ormai nella percezione esat tico, che rientr la as al ol d sc o ce in as al n rapla del giorn scuola e che uno strumento so a della nostra er iv av at tr rm at fo ti e en didattica ori dalle e degli stud altri, anche fu o di comunicar n li g ag so o bi er el si d n e pe desiderio il proprio re divena far conoscere affinché il sape ss ia po g e te ch ra st vo e ti m presenta tto si offre co ico e consan pensiero crit u ma che soprattu i e, d o ch ti iv at as ol rm sc mura ruzione di traguardo fo onaca, la ricost aper vivere” e il cr “s e la ” , re to se on es cc er ra ti “sap i propri simiprossimato. Il scolastica con ssivamente ap à re it n og u pr m a co si la le nel la ipevo rienze vissute ta il senso del pe ia es ed m ed ti im en ra ie im eventi, accad cono in man e traaggio restituis ella comunità n vi i ta d i vi n la g el pa d m ciute li e con i co enza , il senso arrebbero sconos so di apparten n m se ri il te e, en al m on sa dentità pers nze che diver valori e conosce i d o d on m n u smettono ni altrui. te da spiegazio en m va ssibile si u cl es particolare, è po se attinte in e n io iz ed li di questa tto, in ini e gli artico azzi hanno fa g ag ra m i e im ze le e, az g in Tra le pag rmaiste che le ra ione e della info le nuove conqu e az i ic n ov u u n m i co ss la pa el cogliere i te mondo d iativa e di , nell’importan capaci di iniz co i ti rl as ce ol os n sc o co n ri quest’an , di aulico che possa ca ed espressiva ti rsi ad un pubb is ta u g en n es li pr a z r pe zione, , di padronan civico e rispetto so n se i d , tà creativi anizzativa. o e capacità org er si n diversifipe i d ia tonom urali diversi e lt cu ti en m ru mondo e lità di dare st spiegazione del nde responsabi la ra e g e la on si ha en a ol pr La scu uto imporascuno la com dato un contrib consentire a ci ha i o d n o d an ra t’ g es u in cati e” , anche q ta e del Prof. he e “Fuoriclass f.ssa Carla Tes ic ro P am ti in en d er e ef su R ti erdelle iornalista Rob lavoro dei docen g il on n bu co el o, d n o er it ioni con l’est iortante, per mer tta del Mezzog delle collaboraz e ze az ro G au la M el d to o er Mauro Ciard GaliPasquale Alb Qui Salento e aria Superiore e d n on io ec az S ed e R on la zi to Guido del ituto d’ Istru hanno Manni, dell’Ist Sono loro che . le P ie U an T D R f. A ro T P S no e con il scenaniziativa di ialità, aprendo or inamento dell’i it d d or en co pr il r im pe to leo-Costa za dell’au ulti. tissima esperien an ss re te n anche per gli ad l’i a to m zi az g consenti ra i solo per plimenti. teressanti, non oddisfatti” com “s ù pi i ie ri inediti ed in m i faccio nostro domani, Ai ragazzi, il loro alunni. re il “faro” dei se es ad e ar u n gurio di conti Ai docenti l’au lastica Dirigente Sco a L uona lettura! Ai lettori …. B Marcella Rizzo 2 EDITORIALE EDITORIALE

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Di Carla Testa e Pasquale Albe rto Mauro Quest’anno il giornalino FUOR ICLASSE si è ri diventato una fatto il trucco rivista. Una ri . E’ vista giovane, diverse, nate fresca, con ru dal vissuto de briche lla nostra scuo ro, da novembre la. Un anno di a maggio, con lavoritmi sostenut assortiti. Il i e appuntamen lavoro della re ti ben dazione è stat partiti da un’a o capovolto. Si ttivit{-input: amo l’incontro con giornalistica una vera redazi di una rivista one salentina (Qui idee messe a ta Salento) e con volino durante mille la prima lezion stica si è ag e. Al fervore giunta, durant della vita scol e il mese di Start up per au adicembre, un’a tofinanziare la zione di avvio stampa del gior fine dell’ann alla nalino e poterl o. Mercatini o sfogliare al tematici sono l’incipit dell la stati creati a cosiddetta per sperimenta autoimprendori singoli ragazz re alit{ giovanil i hanno realiz e. Alcune clas zato prodotti che sono stati si o originali, con acquistati all’ semplici materi interno della Piccole inizia ali, scuola durante tive che hanno la ricreazione. fatto emergere ghi, con entusi grandi competen asmo e grande ze. Molti coll disponibilità, questi momenti ehanno contribu di vita scolasti ito ad organizz ca. are La redazione ha avuto poi un gr an da fare a ra che ha moviment ccogliere la pi ato la vita de oggia di notizi l nostro istitu che hanno mess e to. Un pullular o in moto l’id ea di Buona Sc e di iniziative sta e al contem uola dove ogni po spettatore ragazzo è prot della sua vita cate ai diritt agoniscolastica. Da i umani al Prog lle giornate de etto intercultu sto la presenza dira le Italia-Franc di ben quaranta ia che ha prev sei ragazzi fr alunni. Dalla iancesi seduti School Band al accanto ai nost le lezioni dell smato i ragazzi ri ’artista Roy Pa con un ciclo di ci che ha entu incontri sul va siasto mondo dell a musica. Il Veliero Parlante ha salpato anche quest’anno nella nostra scuola con le sue frizzanti iniziative. Abbiamo percorso Cento passi in avanti verso la legalità ed ogni step è stato accuratamente pensato e costruito dai ragazzi delle classi terze. Le nostre studentesse hanno scritto versi ispirati a Calliope, Salvatore Cosentino è stato interlocutore su una pagina di Facebook per rispondere a quesiti giuridici. Con il programma Kahoot abbiamo celebrato l’Italian Internet Day seguendo la diretta streaming con Alessandro Badoglio per capire il ruolo del coding. Generazioni connesse per scoprire la corretta modalità di gestione dei rapporti online. Il filo rosso della “trama” scolastica è stata la legalit{, spiegata ai ragazzi nelle sue diverse sfumature, resa concreta con esempi tratti dalla nostra quotidianità, dai rapporti con i compagni, dal loro mondo dei social. Grazie a Ismaele La Verdera i nostri ragazzi hanno vissuto “Una lezione di sana cultura della legalità di base- ha affermato il giudice Alberto Maritati- in una scuola in cui gli studenti hanno offerto un saggio di maturit{ a dir poco eccezionale. E’ poi è nato persino il partito delle cellule sane!”. Piccoli giornalisti con la penna in mano o meglio, con un’immagine più attuale, con le mani sulla tastiera. La redazione è stato un fervido laboratorio, una fucina di idee in cui, senza permalosit{, ognuno è stato accanto all’altro, come deve essere in una vera squadra. Il giornalino scolastico, con le sue imperfezioni e il suo stile “acerbo”, è il frutto del lavoro dei ragazzi. Ogni articolo è stato rivisto, ma non contaminato nella sua essenza. Il loro lavoro deve essere autentico e dietro ogni parola si deve poter riconoscere lo stile meravigliosamente spontaneo dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo Galateo-Frigole! 3

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elo Sarah dell’Ang Spett.le Redazione, Custode i e r e t t Le Sono giunte in redazione tantissime lettere, non potendole pubblicare tutte, per motivi di spazio, abbiamo scelto quelle più significative. Volutamente non abbiamo pubblicato una risposta perché vogliamo che ogni lettera diventi un momento di riflessione per i lettori. a conoscendesidero soltanto metterla del tutto za di qualche mia riflessione ent ilm e non personale e molto probab condivisa da molti. so che un E‟ da tempo ormai che pen ragazzi noi per problema fondamentale sia tra o log dia il e, sia la comunicazion o mi altr che Più lti. adu di noi che con gli e com mo pia sap non che rendo conto vità atti tra comunicare, visto che la nos puter o com al i ant dav re sta è preferita usare il cellulare. gruppi su Siamo formidabili a creare o fino in iam osc con Whatsapp, ma non parola. sta que di o fondo il significat sa, scambio Gruppo è condivisione, inte oni. E con il di pensieri e anche di emozi re tutto quetelefonino non si può ave sto. li occhi per C‟è bisogno di guardarsi neg e per esi tarl ascoltare gli altri, per aiu sere aiutati. zie ai comE‟ bello anche imparare gra to in un col no han i gar pagni, che ma non ho satesto delle sfumature che io quindi che la puto comprendere. Vorrei i, mi facesmia scuola, i miei insegnant , non mi ppo sero sentire parte di un gru mondo un in i permettessero di isolarm più o e cin fac di e fatto di messaggini nelo ser ttes me mi ma meno sorridenti, i altri, di far la condizione di aprirmi agl miei limiti, il conoscere le mie paure, i neanche mio sentirmi né grande ma piccola. come la mia Vorrei che la scuola fosse re ulteriori ave seconda famiglia, per adulta reun‟ are opportunità di divent gli altri. con rta ape e sponsabile, libera sto senque in te san res Un‟iniziativa inte oriclasse”, so è il giornalino “Fu i, alunni e un‟attività che affascina tutt perché si insegnanti. E‟ interessante alunni con ppo tratta di un lavoro di gru ere ess ad e oltr , di altre classi e perché e ità ativ cre la ola molto educativo, stim di re atte car del lati uni fa venir fuori alc oriamo. ognuno di noi che magari ign Francesca Suraci Cara Redazione, con questa lettera vogli amo ringraziare chi lav ora per la buona riuscita del giornalino perché ci offre un’occasione im portante per discutere delle difficoltà, dei du bbi che caratterizzano la nostra età, dei proble mi relativi ai rapporti interpersonali tra coeta nei, delle relazioni a volte difficoltose che si verificano tra noi e il mondo degli adulti e della nostra realtà sco lastica. Ci auguriamo, quindi, che il giornale “Fuoriclasse” diventi str umento utile per il confr onto su svariati temi e anche su eventuali pro blemi inerenti la nostra realtà scolastica. Credia mo, infatti, che quest a sia un’ottima opportu nità per riflettere e cercare insieme soluzion i per tutti quei problemi che si presentano nella nostra quotidianit à di adolescenti e di alu nni. Con i nostri docenti trattiamo e discu tia mo di argomenti leg ati al modo di essere “ragazzi oggi” e il risult ato delle nostre riflessio ni è che siamo sempre più inclini all’indif ferenza e all’egoismo, dimenticando la cooperazione e la solidarietà. Questo accade perché sia mo sempre più interessati e legati a cose sup erficiali o futili e i mille impegni non ci lasciano tempo per rifletter e sui veri valori dell’esis tenza. Dimentichiamo per esempio la sol itudine in cui versano tanti ragazzi che sono privati dell’affetto di un a famiglia; adolescenti vittime di emarginazione o di svantaggio. Al lora ci chiediamo: “Cosa si può fare?”. Ritenia mo che ognuno debb a innanzitutto acconten tarsi di quello che ha e poi deve cominciare, an che con piccoli gesti, a diffondere la cultura della solidarietà e dell’a ltruismo. Si deve partir e dal proprio nucleo familiare, dalla propria classe, dalla propria scu ola e, via via che si diventa adulti, occorre intervenire nella società attraverso le Organizzazioni preposte agli int erventi umanitari che co n il loro costante lavoro cercano di soppe rire al disagio e tentan o di ricostruire nuovi equilibri sociali. Sicuri della vostra atten zione, porgiamo distinti saluti. Gli alunni della 2a I 4

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e n o i z a d e in r galateoredazionefuoriclasse@gmail.com Cara REDAZIO N mi chiedo real E, mente come si a possibile ch della minima e tante person infrazione e si e non si accorg prosegue la vi gente non impo ono dei propri ta senz rta se tu stai m errori. Non ci ale o sei allegr a alcuna preoccupazione e tutti piace pens si accorge mantenendo la o, non gliene are di più a se frega niente se co st palco della pr sei malato o co scienza pulita. Alla emiazione dell' essi che agli altri, ma con l'e mpletamente sa goismo non si Oscar. Fa mal realizzato a ca e accorgersi ch arriva né in ci no. A usa dei proble m e m a tu i ad tto quello che cela tutta per cercare di cond economici, politici e sociali sognavi da picc un monte, né sul del tuo paese. urre una vita m olo, non può serie di energi La vera delusi essere igliore, ma il e negative e qu one in certi ca tuo percorso è estioni che so meritino ques si è metterstato sfortunata lo Dio può ca to. Credo che mente ostacola pire. ognuno di noi una casa in cu to da una abbia diritto ad Io personalmente credo che i ab gli esseri uman avere una vita bambini che ne itare e del cibo caldo ogni i non si re gi go or hanno bisogno. lare, senza en no ormi problem un'educazione Dovrebbe esse . Ci dovrebbe essere meno i, con degna di ques gr rc ana per i polit i cultura, biso to sarebbe bello ici e più cibo gnerebbe gara svegliarsi la m nome e un insegnamento pe per i nt ir e ad ogni abita atti r affrontare i teplici notizie nte del mondo numerosi prob sui bombardam na e accorgersi che oramai lemi della vita nulla è perdut enti dell'ISIS, bini e sull'abus . Quanto o. Sarebbe be sulla guerra in o delle donne. llo non sentire Libia, sulle im Ogni persona solo sul denaro pi ù m le molig dovr razioni, sul mal guadagnato, as tratta mento de solutamente no ebbe vivere degnamente e tutti i sacrifici i bamga , ma sulla pace dei nostri ante rantirsi la felic nati, non si è ri ità, che non si uscita ad ottene che ci dovrebbe essere tra basa di noi, che an re del tutto. cora, dopo Heloise Calab Cara Redazione, uno dei miei desideri è che la scuola riesca ad avere sia i mezzi, sia le risorse per poter offrire una preparazione più ricca e varia agli studenti. La scuola pubblica dovrebbe dare l’opportunità di educare gli studenti al massimo delle proprie possibilità, occorrerebbero quindi aule, attrezzature, corsi e laboratori per riuscire a mettere in pratica gli argomenti teorici. In questi ultimi anni ho preso conoscenza dei mezzi di comunicazione e ho provato su me stessa quanto la scuola pubblica sia stata poco considerata, quasi maltrattata. La scuola ha bisogno di tante cure, economiche, culturali e sociali perché ha la grande responsabilità di formare gli studenti, farli crescere e farli diventare uomini e donne consapevoli e preparati al lavoro e alla vita.Spero che voi della redazione possiate tener conto di queste mie considerazioni. Alma Paci Cara Redazione, scrivo per raccontarvi l'esperienza che sto vivendo! E’ il sogno di 13 anni di vita che è arrivato all'improvviso. È una di quelle occasioni che non credo capiti una sola volta nella vita, perché a soli 13 anni non ti capiterà mai una cosa del genere, e ciò mi rende ancora più entusiasta. L'opportunità a cui faccio riferimento è legata anche a voi, e alla redazione che noi formavano, la più bella e pazza redazione che esista: sono diventato un giornalista, ma non certo improvvisato, di quelli che praticano quest'attività per gioco, il mio in realtà è un vero e proprio lavoro, di fatto sono stato assunto da una testata giornalistica locale on-line, come giornalista sportivo. Il tutto, come già accennato in precedenza, è avvenuto all'improvviso: un amico di mio padre, proprietario di una non indifferente testata giornalistica nonché TV online, telefona a quest'ultimo, chiedendogli qualcosa di particolare; non avevo la minima idea dell'argomento della telefonata, sentivo solo accenni sul calcio e sullo stadio, inizialmente credevo che si stesse parlando del fatto che anche lui pensava di prendere un abbonamento, ma ero fuoristrada. In realtà questa persona ricordava le mie passioni di vecchia data: il calcio e il giornalismo. E così una volta terminata la telefonata mio padre mi disse che il suo amico voleva che io andassi allo stadio, per conto della sua testata, a seguire le partite casalinghe del Lecce per scriverne articoli per il suo sito. Sono rimasto per cinque lunghi secondi letteralmente a bocca aperta, non potevo credere che in una telefonata così breve si fosse realizzato il sogno di una vita. In particolare i ringraziamenti per questo grande traguardo alla mia giovane età va a Fuoriclasse, la mia fondamentale gavetta che mi ha portato fino questo punto, ma soprattutto alla scuola, che mi ha fornito questa grandissima opportunità che oggi mi risulta di fondamentale importanza. Auguro a tutti voi di realizzare i vostri sogni, perché credetemi, i sogni non hanno età, colore o sesso, i sogni sono lo stimolo che ti porta a dare il meglio di te per raggiungere un obiettivo, quello che ti cambia la vita. Un saluto a tutti e un abbraccio. Pier Andrea De Carlo retto 5

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o d n o M l e d o n i Cittad GLI La FRANCIA BERSA di Federico De Natale E’ l'11 settembre di Parigi, l' ISIS attacca la città alle 21:30. Uno degli attacchi avviene presso lo stase durante la partita Francia-Germania. Il terrorista si fa esplodere ed è l'inizio di un incubo. La partisospesa e il Presidente francese allontanato subito. Appena si capisce la gravità della situazione, gli vengono fatti scendere sul campo mentre i giocatori iniziano a seguire le dirette. Anche il giocatore avrà un dispiacere: la cugina, in quel momento, si trova in un locale li vicino e viene sparata da un Un altro attentato si svolge nel Bataclan, un teatro in cui si svolgono concerti. Durante il concerto Of Dearth Metal, alcuni terroristi molto giovani entrano armati. Quando iniziano a sparare, le sano che siano fuochi d'artificio, ma poi si rendono conto di trovarsi faccia a faccia con i terroMoriranno molte persone ma alcune riusciranno a salvarsi; un ragazzo che passa dal Batadi quello che sta succedendo, viene sparato mentre parla al telefono, il proiettile, colpisce il rimbalza e lui si salva. In solo una notte sono morte 129 persone innocenti tra cui una rana. Ci sono 352 feriti tra cui 99 gravi. Cinque terroristi vengono arrestati in Belgio e uno Ora gli occhi sono puntati anche sul nostro Paese perché l'Isis ha dichiarato apertamenma è tra i prossimi obiettivi. La sicurezza deve alzare i livelli di guardia perché non è tabile subire una simile violazione alla vita umana. le Federico De nata O DELL’ISIS Giulio Petrelli dio franceta viene spettatori Bleu Diarra e stre mis ta . degli Eglas persone penristi. clan ,ignaro telefono, gazza italiaa Parigi. te che Ropiù accet- Intervista a maram a cura di Beatrice Pedone Da quanto tempo tu e la tua famiglia siete in Italia e perché avete deciso di trasferirvi? Io e la mia famiglia siamo in Italia da cinque anni. Ci siamo trasferiti per il lavoro di mio padre ma anche perché in Tunisia era scoppiata la guerra e c’erano disordini sociali. Nonostante tutte le avversità che affrontavamo nel mio paese, per me è stato difficile lasciarlo. Cosa ricordi di quel periodo? Ricordo un’assoluta mancanza di sicurezza, che accompagnava tante rivolte contro lo Stato. Quando c’erano i controlli erano spaventosi, come quando in macchina, la polizia fermava le persone per controllarle e interrogarle: mi ricordo l’aggressività, ricordo un episodio in particolare, una volta ero andata a comprare il pane con mia nonna quando arrivò un uomo alto ed armato con la sciabola, con fare prepotente impose alle persone presenti in fila, di farlo passare. Le persone si rifiutarono e lui le aggredì. Mia nonna mi portò a casa e con coraggio tornò a prendere il pane. Tuo padre è l’Imam di Lecce, spiega qual è il suo ruolo Si può diventare Imam attraverso studi sulla religione per averne una approfondita conoscenza. L’Imam ha il ruolo di guida religiosa e spirituale per la sua comunità di fedeli. Svolge il suo ruolo in Moschea (luogo di culto religioso islamico). E deve rappresentare la sua comunità. Celebra anche diversi riti della vita dei credenti musulmani, come matrimoni, funerali o preghiere congregazionali: il venerdì e i giorni di festa. Ti senti integrata in Italia e nella tua scuola? Provi disagio a frequentare una scuola a maggioranza cattolica? Assolutamente no, per me è un piacere convivere con persone di diversa religione per conoscere le diverse culture e dialogare sulle nostre differenze religiose e culturali. Cosa pensi dell’attentato di Parigi e dell’ondata di violenza che sta inondando il mondo “in nome di Allah”? Secondo me l’attentato di Parigi è stato un crimine orrendo e un grande peccato. L’Isis usa ingiustamente la religione. La gente è terrorizzata e l’Isis vuole imporre le sue idee con violenza, ma sta sbagliando, perché le cose si ottengono pacificamente e con il dialogo. La religione non c’entra affatto, anzi il vero Islam ha condannato questi atti di terrorismo. 6

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Dobbiamo avere paura dell’Islam ? di Gioele Benvenuto In questi giorni abbiamo visto e ascoltato in tv tante (forse troppe) "storie" sulle stragi al Bataclan, allo Stade de France nella città di Parigi, a S. Bernardino in California, in Siria, in Iraq. Sono atti che toccano la mia e la nostra sensibilità ma che, allo stesso tempo, incutono paura, terrore e inquietudine. Qualche giorno fa la mia professoressa d'Italiano mi ha proposto di leggere un libro dal titolo “L’Islamismo spiegato ai nostri figli”, scritto da Tahar Ben Jelloun, uno dei maggiori scrittori arabi di lingua francese. Ricordiamo che l'11 settembre 2001 il mondo Occidentale viene attaccato: due aerei colpiscono le “Tween Towers” a Manhattan, l'America è sconvolta, la paura di altri attacchi terroristici si diffonde, ogni arabo diventa sospetto. È a partire da questo scenario che si sviluppa una conversazione tra Tahar Ben Jelloun e sua figlia – di soli 10 anni - a disagio con se stessa, con le proprie origini musulmane, di fronte ad una televisione che continua a dire "che i musulmani sono tutti cattivi". Ben Jelloun le spiega, con un linguaggio semplice e diretto, ma rifuggendo da ogni semplificazione, cos'è l'Islam, qual è la differenza tra arabo e musulmano, cosa sono fanatismo e terrorismo, quale spazio ha la tolleranza nel mondo arabo e quali lezioni ha dato all'Occidente. Il capitolo che mi ha colpito maggiormente è quello che si intitola "Papà, non voglio più essere musulmana", un racconto che ci fa tornare indietro con il terrore al famoso 11 Settembre del 2001: la strage alle Torri Gemelle. Una bambina araba, spaventata e piena di vergogna per quello che accade intorno a lei, arriva al punto di dire al padre di non voler più essere musulmana come gli uomini “cattivi” che hanno compiuto quella strage, decisione rafforzata da un’altra più perentoria, la volontà di non rifiutare più a mensa la carne di maiale. Il padre "saggiamente", in un primo momento, comprende le sue ragioni e accoglie la sua richiesta ma, subito dopo, le ricorda che le persone che sono morte "non andranno da nessuna parte", perché Allah, oltre a non volere la guerra, vieta di uccidersi e di uccidere e che l'Islam e i veri islamici non centrano con quelle stragi, che sono cose estranee al vero spirito religioso e all’insegnamento islamico. Parole che fanno immediatamente cambiare idea alla piccola, perché capisce che Islam significa “sottomettersi alla pace” e non “uccidere degli innocenti”. Contemporaneamente esse ci fanno riflettere su come la religione ma, soprattutto, il vero credente, mantenga fede a quello in cui crede e ci forniscono una intelligente chiave di lettura dell’islamismo che scardina molti preconcetti. Davvero i muri Fermano gli immigrati? di Lucrezia De Luca In questi giorni non si fa che discutere sulla situazione tragica dei migranti nel cuore dell’Unione Europea. Politici e governanti si chiedono quale sia la migliore soluzione del problema: la costruzione di ponti come simbolo del’unione tra popoli e civiltà diverse o l’innalzamento di muri per difendere il proprio territorio dalle “invasioni”, ma anche per preservare la propria identità? La storia ci insegna che, in passato, le generazioni che ci hanno preceduto, hanno dovuto lottare tanto per abbattere i muri che l’ignoranza e il pregiudizio avevano eretto contro lo straniero e, addirittura, contro i propri stessi connazionali. Sono, infatti, passati più di 26 anni da quando il 9 novembre del 1989 fu abbattuto il muro di Berlino, che divideva in due una stessa nazione e uno stesso popolo. Pareva che, finalmente, l’umanità avesse aperto gli occhi della mente contro le discriminazioni e i separatismi. Ma così non è stato, perché, alle volte, l’evoluzione della specie può racchiudere in se stessa anche delle involuzioni e, purtroppo, queste riguardano proprio il genere umano, che dovrebbe invece distinguersi da tutti gli altri esseri viventi, perché dotato di intelligenza. Oramai è storia di questi ultimi tempi, quella di veri e propri muri (siamo arrivati a contarne 45 a livello mondiale) che sono stati eretti per impedire alle popolazioni in fuga dalle proprie terre, devastate dalle guerre, dal terrorismo e dal separatismo, di entrare nei paesi Occidentali, in quelli stessi che, a torto, si ritengono evoluti e che temono una mescolanza di razze, di stili di vita, di religioni, di usanze che possano snaturare quelli propri. Ma chi è in fuga, se ha lasciato la propria terra, la propria famiglia, il proprio lavoro, i propri beni materiali, forse, non lo ha fatto per conquistare nuove terre, ma perché la paura ha preso talmente il sopravvento dentro di sé, da spingerlo a cercare di sottrarre se stesso e la famiglia alla povertà e all’oppressione e a chiedere aiuto ad altri esseri umani più fortunati di lui. Papa Francesco ha detto: “Noi cristiani abbiamo il compito di costruire i ponti delle relazioni e soprattutto di non trascurare la cura delle frontiere. Quei muri fisici ancora sparsi in alcuni angoli della terra, sono il segno tangibile dei muri di diffidenza, di rabbia, di odio eretti dall’uomo contro suo fratello.” Riflettiamo su queste parole. 7

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Dalla scuola primaria Martedì 22 Dicembre 2015, in occasione delle festività natalizie, noi alunni della Scuola Primaria e dell’Infanzia abbiamo augurato un buon Natale a tutta la comunità attraverso “Voci in festa”, esecuzione corale dei più emozionanti canti della tradizione e non, nella suggestiva cornice della Chiesa “S. Maria Goretti” in Frigole. Il nostro Carnevale….. Un carosello di fiabe in rima: da Arlecchino a Pinocchio, da “I Tre Porcellini alle fiabe classiche. Ogni classe ha espresso la propria fantasia, realizzando costumi e rappresentando canti, d lsanito i Marzia Fa con mimi, e 8 per mercato drammatizzarietà, un su IALE a C lid o S E esa lla P sp e d S la o ri re o O fa p o m N L‟E sson zioni il UN DO ognose po uropea, ma famiglie bis E à le it n ve u o m d o i alla C l’allegria del imension rniti, al con romossa d di medie d iniziativa p li alimenti fo ‟ g n u o n lÈ e . co d te is i n u lunn imin Carnevale. gratuitame . Così, gli a on basta. D più bisogno o spesso n rt re o p p p m a se o o su e hann famiglie ch trario delle stra scuoo ssi della n a cl e ri va le alimenti di rtato degli o p o n n a h la fornire ssità da ce e n a m pri nsentito che ha co , o ri o p m E all‟ di usuin difficoltà lie ig m fa alle prodotti. mente dei a it tu ra g e fruir ro, olio, ato zucche rt o p o m ia Abb ro, tondi pomodo ta a ss che ci ha a p , latte la,legumi a iniziativa to im a ss sc lli e b in a e e. Un re e comno e carn di conosce cotti e brioch is e b h c , n la a to a a sc ro quotiltà, m secchi o in lie vivrebbe i è in diffico ig h c m fa re e ta st iu e a qu di permesso disagio che rietà. tuazione di si della Solida la o ri re o e p d m l‟E pren e ss se non ci fo dianamente ra c c on t i

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IL RICICLO CREATIVO di Pier Andrea De Carlo E‟ da tempo che in tv si sente parlare di inquinamento ambientale e alterazioni del clima, come l' incontrollabile e progressivo aumento della temperatura. Ma chi dice che solo i potenti e i loro interventi possano essere in grado di porvi rimedio? In realtà anche tutti noi, adulti e bambini, possiamo, nel nostro piccolo, dare un contributo per invertire questa tendenza. A dimostrarlo è stata la classe III A del nostro Istituto, con l'inedito progetto del "Laboratorio di riciclo creativo", che ha preso avvio a fine Novembre ed è nato da un‟idea delle professoresse Roberta Martina e Daniela Stefanelli, in collaborazione con la prof.ssa Maria Antonietta Balzani, docente di Arte e Immagine e la prof. Maria Congedo, docente di tecnologia. L‟attività didattico-creativa che ne è scaturita è servita a stimolare e a valorizzare la nostra fantasia, a rivalutare la manualità e il valore intrinseco dei materiali (ad es. trasformando vecchie guide telefoniche in alberi di Natale o fondi di bottiglie di plastica, tappi e corde in addobbi natalizi). In un periodo dove l‟usa e getta risulta essere una consuetudine consolidata, a noi ragazzi è stato insegnato il valore degli oggetti e l‟importanza del riutilizzo dei materiali. Con questo laboratorio si è voluto rispondere al bisogno di problematiche, quali lo smaltimento e il riciclo dei materiali di scarto tra le mura domestiche, un'abitudine mentale che va coltivata fin da piccoli. Comprenderlo già da ora, in modo stimolante e divertente, è un primo passo per consolidare uno stile di vita. Elementi indispensabili per la riuscita di questa iniziativa sono stati l‟integrazione, l‟entusiasmo e il lavoro di squadra. Un video montato dagli alunni della III A (e caricato sul sito del nostro Istituto) riassume in breve le tappe che hanno portato alla realizzazione di tali lavori. Si spera che tale laboratorio possa aprire la strada ad una vera e propria tradizione dell‟Istituto Galateo, attraverso la quale si potrà dare un contributo decisivo alla salvaguardia dell‟ambiente in cui viviamo. Il case di un vecchio computer è diventata una grotta, con pupi ricavati da tappi di sughero e vecchi stracci, alberelli ottenuti da pagine di giornale e stelle nate da vassoi dorati per dolci. 9

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Silvia forzale Lorenzo rizzo a cura di Aminta Invitto Un’iniziativa nata per stimolare la fantasia e l’amore per la scrittura, ma anche a favore della beneficenza, nata per far interagire i ragazzi della scuola, al di fuori delle singole classi. QUANDO E COME è NATA LA ZIA GALATEA? E’ nata ben quindici anni fa, quando alcune professoresse decisero che nella scuola c’era bisogno di un progetto che coinvolgesse tutti i ragazzi. Le professoresse pensarono subito a due cose: il cibo e le storie. Nacque così la Zia Galatea, che si svolge durante la prima ricreazione della prima e della terza settimana del mese. IN COSA CONSISTE QUESTA INIZIATIVA E COME SI È MODIFICATA NEGLI ANNI? In realtà la zia Galatea non si è modificata molto negli anni, il tema è sempre lo stesso. Ogni giovedì c’è un corso che partecipa proponendo alcuni racconti che vengono letti e votati in ogni classe. Il vincitore viene premiato il giorno seguente e il suo racconto viene riletto davanti a tutti i ragazzi in aula magna. QUAL È L’OBIETTIVO DELLA ZIA GALATEA? L’obiettivo finale è di pubblicare un libro. Per ora esiste un librone scritto a mano con i racconti scritti negli anni precedenti. La Zia Galatea è la metafora della scuola che ci tiene ai suoi ragazzi come una zia e che vuole che crescano forti fisicamente e intelligenti. SEZIONE CORSO A CORSO B CORSO C CORSO D CORSO E CORSO F TESTO PREMIATO La luna e lei Il nonno che avrei voluto avere Ciao nonno! Piccola me Sono il Vento Il mare Il nonno ed io ALUNNO/A Pierandea De Carlo (3A) Simone Pisanò (1B) Siria Malorgio (3C) Giorgia Pataleo (2D) Eva Beccaria (2E) Beatrice Pedone (3F) Federicia Chirone (2F) DATA 17 dicembre 2015 21 gennaio 2016 4 febbraio 2016 18 febbraio 2016 3 marzo 2016 17 marzo 2016 CORSO G Il pianto Mio nonno Sara Gargiulo (2G) Michela Grassi (3G) Caterina Gaetani (2H) Marina Tempesta (1H) 7 aprile 2016 CORSO H Ricordi d’estate Un viaggio nei ricordi 5 maggio 2016 CORSO I Oggi voglio parlare della zia Galatea Un albero per amico Maria Chiara Fasano (3 I) 19 maggio 2016 Isabella Lazzari (2 I) 10

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Vive la France ! di Aminta Invitto e Cristina Morciano All’inizio del mese di aprile il nostro Istituto si è preparato ad ospitare quarantasei studenti francesi, provenienti da Lione. In tutti i corridoi della scuola e nelle aule si è diffusa una vera e propria trepidazione all’idea di conoscere ragazzi stranieri. E’ stata un’esperienza che ha lasciato qualcosa a tutti: a chi un’amicizia, a chi un po’ di lingua francese, a chi la voglia di andare in Francia! Abbiamo scoperto di avere gli stessi interessi, abbiamo condiviso le stesse passioni: videogames, shopping, musica. C’è da dire che qualcuno è stato invogliato a parlare francese spinto dalla voglia di comunicare. Spettacolare è stato il benvenuto in Aula Magna dove abbiamo esibito le nostre tradizioni musicali con un eccezionale ballo a ritmo di pizzica , coordinato dalle nostre docenti Daniela Stefanelli e Manuela Soldi. Cultura salentina a scuola, ma anche in giro per il Salento. E’ stata organizzata per loro una gita ad Otranto, una ad Alberobello, una visita al centro storico della città di Lecce. Delle volte il professore De Giorgi Tommaso ha dovuto risolvere qualche imprevisto last minute, ma ne è valsa la pena perché ha regalato a noi tutti dei giorni all’insegna della cultura ma anche del divertimento. E’ stata un’esperienza significativa che, oltre ad aver dato la possibilità di imparare meglio il francese a noi e l’italiano a loro, ci ha aperto una piccola “finestra” sull’Europa. 11

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Stefano cazzel la POESIE PR EMIATE “SPORTIVA AL CONCORSO -MENTE” PROMOSS O DALL’IST ITUTO CIA RDO Il valore dello sport Nuove amicizie che nascono, rabbia che si sfoga, nuove sensazioni e forti emozioni, una crescita continua. Disciplina prima di tutto: in un gioco di squadra ruoli e regole sono fondamentali, l’unione del gruppo è alla base di tutto. Tutti per uno, uno per tutti! Onestà e lealtà, fratellanza e volontà, desiderio di vittoria e accettazione della sconfitta. Lo sport ti fa sognare I bambini grandi e piccolini sport possono fare e qualcosa imparare. Lo sport non deve solo insegnare, ma anche far giocare, è un momento di armonia e va vissuto in compagnia. Se vuoi diventare un campione, ti devi allenare con tanta passione. Non preoccuparti per la fatica, vedrai che lo sport sarà la tua vita. Che aspetti? In casa non restare, lo sport adatto a te vai a cercare, ti aiuterà a farti sfogare e ti sembrerà di sognare. ”, E’ questa la magia del “fair play o, man di tta stre e one congratulazi che nte colla un a, unione ed esultanz unisce sportivi di tutti i colori. , Tolleranza, rispetto, accoglienza , liori mig un percorso che rende te perché lo sport illumina la men e rende bella la vita. Sofia De Giorgi Roberto Notarangelo 12

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SCACCH NE! O I S S A P E H IC erano stati divisi in quattro squadre: Galateo 1, Galateo2, Galateo 3 e Galateo femminile. Il torneo non era solo per le scuole di Martina De Paolis Quest‟anno nella nostra scuola è arrivata la novità degli scacchi. Questo sport ha potuto diffondersi grazie all‟ impegno delle professoresse Pede e Alfonso e del docente (esperto esterno) Pierpaolo Provenzano. I ragazzi dopo una prima selezione avvenuta a scuola hanno partecipato al torneo provinciale. Per alcuni di loro il torneo non era una novità, avendo fatto corsi di scacchi alle scuole elementari, ma per molti di loro quella del torneo era un‟ esperienza tutta da scoprire. Tutti i ragazzi erano molto emoziona- ti ma, in particolare, i ragazzi che non avevano mai partecipato a una competizione provinciale, che erano anche un po‟ spaventati per la nuova atmosfera in cui avrebbero dovuto giocare. Il torneo si è svolto a Carmiano nel palazzetto dello Sport Giovanni Paolo II, sabato 19 Marzo. La competizione è cominciata alle ore 10.00. I ragazzi medie della provincia ma anche per quelle elementari e superiori. In particolare il Galateo ha dovuto scontrarsi con le scuole medie di Carmiano e di San Cesario. Ogni partita poteva durare circa 30 minuti ma i nostri giocatori hanno concluso le partite , vinte, perse o pareggiate in 7-8 minuti. Le sconfitte sono state pesanti per le squadre anche se erano consapevoli che in fondo non sempre si può vincere. Durante le vittorie, però le squadre sono state soddisfatte delle loro partite. Nonostante tutto le profes- soresse Pede e Alfonso hanno sempre tifato per le squadre del Galateo. Uno dei nostri ragazzi ha trovato ingiusta una sua sconfitta: “ Alla terza mossa irregolare del mio avversario ho chiamato l‟ arbitro di gara ma, quando è arrivato mi ha detto che avrei dovuto chiamarlo prima. Quindi ha dato la partita vinta al mio avversario.” Dopo sei partite cariche di tensione, la premiazione ha portato i suoi frutti: Galateo femminile si è classificato secondo sulle squadre femminili, Galateo 2 si è classificato sesto, Galateo 3, terzo e Galateo 1, primo, ottenendo così il posto per le regionali insieme a Galateo femminile e a Galateo 3. E‟ stata molta la felicità alla premiazione di Galateo 1 che ha fatto concludere nel migliore dei modi, dal nostro punto di vista, questo torneo. Vince la citazione di Michail Botvinnik: “Gli scacchi sono l‟arte che esprime la bellezza della logica”. 13

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