IL PIANO DI GESTIONE DELLE DIVERSITA’

 
no ad

Embed or link this publication

Description

A partire dall’a.s. 2011-2012, in ottemperanza alle “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione delle lingue straniere” (MIUR 2006), alla DGRT 530 del 11.07.2008 “Per una scuola antirazzista e dell’inclusione”, delle Linee guida emanate dall’USR

Popular Pages


p. 1

IL PIANO DI GESTIONE DELLE DIVERSITA’

[close]

p. 2

INDICE Sezione 1 - La scuola e la gestione delle diversità 1. 2. 3. 4. 5. Premessa: la genesi del piano Una scuola aperta ai venti ed ai forestieri, fatta di gente di tutti i paesi Il contesto scuola Le scelte educative Il percorso istituzionale: descrizione del percorso annuale di approvazione e l’organizzazione interna per la sua attuazione Sezione 2 - Accogliere le differenze: verso una scuola inclusiva 1. Diversità come opportunità 2. I processi: - accoglienza - accompagnamento verso l’empowerment individuale 3. I processi legati agli stakeholders e ai target - cittadinanza non italiana - diversabilità - DSA - disagio relazionale/comportamentale e disagio socio-economico Sezione 3 - Allegati 1. Glossario 2. Piano Annuale per l’Inclusione 2

[close]

p. 3

SEZIONE 1 La scuola e la gestione delle diversità 3

[close]

p. 4

1.1 Premessa: la genesi del piano A partire dall’a.s. 2011-2012, in ottemperanza alle “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione delle lingue straniere” (MIUR 2006), alla DGRT 530 del 11.07.2008 “Per una scuola antirazzista e dell’inclusione”, delle Linee guida emanate dall’USR il 20 aprile 2011, il Polo Commerciale, Artistico, Grafico e Musicale “L. Bianciardi” ha elaborato un primo Piano per la Gestione delle Diversità volto a “definire le modalità, le azioni e i dispositivi da porre in essere per una gestione consapevole e intenzionale della ricchezza interculturale” dell’Istituto. Dal punto di vista operativo, tale documento sperimentale ha preso in esame unicamente la differenza linguistica e socioculturale (connessa al fenomeno immigratorio) e analizzato gli interventi che l’Istituzione Scolastica ha messo in atto dall’accoglienza fino alla valutazione finale dell’alunno straniero. Nell’ambito del progetto INTE.N.DI. - Inte(g)razione nelle Diversità: percorsi formativi e consulenziali per una scuola promotrice dei processi di inclusione, finanziato dalla Regione Toscana grazie alle risorse messe a disposizione del Fondo Sociale Europeo, è stata avviata un’azione di consulenza tesa ad accompagnare il Polo “L. Bianciardi” nell’aggiornamento del proprio Piano di Gestione delle Diversità alla luce della recente normativa sui BES (Bisogni Educativi Speciali) che pone l’accento sul concetto di inclusività legato a situazioni di disagio anche temporanee; i BES infatti accolgono diversità sia conclamate e certificate come la disabilità e i disturbi dell’apprendimento, sia temporanee o transitorie come quelle riconducibili alle difficoltà di natura socio-economica e culturale. A questo proposito, è stato costituito un apposito gruppo di lavoro (di cui fanno parte, oltre al dirigente scolastico, le professoresse Ramacciotti, Piemontese e Teti) che si è riunito per la prima volta nel febbraio 2013 alla presenza del consulente. 1.2. Una scuola aperta ai venti ed ai forestieri, fatta di gente di tutti i paesi Il Polo Commerciale, Artistico, Grafico e Musicale “L. Bianciardi” è un’istituzione scolastica costituitasi il 1 settembre 2011 per effetto del dimensionamento della rete scolastica provinciale determinato dalla DGRT n. 40 del 31.01.2011. Tale dimensionamento ha determinato nell’Istituto cambiamenti di rilievo. In particolare, il Polo “L. Bianciardi” ha sostituito l’Istituto Professionale per i Servizi Informatici, Aziendali, Turistici, Alberghieri, Grafici e Sociali “L. Einaudi”, ridefinendo tutta l’offerta formativa in termini di ordinamenti scolastici e indirizzi di studio. La nuova autonomia comprende: • • • un ordinamento liceale, con il Liceo musicale-coreutico, di nuova istituzione, e il Liceo artistico, scorporato dal Polo liceale “P. Aldi” di Grosseto, con quattro indirizzi: Arti figurative, Architettura e ambiente, Audiovisivo e Multimediale, Grafico; un ordinamento tecnico, con l’Istituto tecnico della grafica e comunicazione, di nuova istituzione; un ordinamento professionale, con l’indirizzo dei Servizi commerciali (Aziendale-Grafico) , scorporato dall’ex Istituto professionale “L. Einaudi”. La nascita di questo nuovo polo è stata determinata dalla necessità di istituire un’autonomia scolastica che offrisse una formazione vocata alla comunicazione in generale, con particolare riferimento alla comunicazione artistica e commerciale. L’Istituto attinge a un bacino di utenza piuttosto ampio. Gli studenti, infatti, provengono, oltre che dalla Provincia di Grosseto, comprese le zone più marginali quali il Monte Amiata, Pitigliano, Saturnia, Manciano, le Colline Metallifere (Montieri, Boccheggiano, Tatti), anche da quella di Livorno (Isola d’Elba, Riotorto, Venturina, Piombino, Campiglia) e quella di Viterbo (Pescia Romana). Nel corso dei prossimi anni, su questo piano, considerando l’unicità della scuola, che raccoglie in un unico istituto tutti e tre gli ordinamenti scolastici (un percorso professionale, uno 4

[close]

p. 5

tecnico, uno liceale) e costituisce un polo educativo e formativo che aggrega percorsi di studio legati agli ambiti dell’arte, della grafica, della musica, con l’indirizzo dei Servizi commerciali che fornisce competenze trasversali, il raggio di utenza potrebbe avere un ulteriore ampliamento, anche in considerazione del fatto che il Liceo Artistico di Grosseto è l’unica realtà formativa di questo genere esistente nella Provincia di Grosseto. 1.3. Contesto scuola Il Polo “L. Bianciardi” rappresenta un unicum nel panorama scolastico provinciale per contemporanea presenza di ordinamenti professionale, tecnico e liceale; convergenza di percorsi di studio legati all’arte, alla grafica, alla musica, ai quali si aggiunge l’indirizzo finalizzato alla gestione aziendale. All’inizio dell’anno scolastico 2013-2014 gli studenti iscritti erano 1129 (di cui 383 adulti) distribuiti in 45 classi come riportato di seguito:. Educazione Adulti 10 7 Diploma Online 3 Artistico Professionale 18 10 Grafico e multimedia 8 Gestione aziendale Tecnico 4 4 Grafico e comunicazione Liceo 13 11 Artistico 3 Musicale L’Istituto ha tre sedi (o plessi) e può contare sulle seguenti risorse strutturali (aule, laboratori, uffici, ecc.): PIAZZA DE MARIA (professionale gestione aziendale, tecnico grafica e comunicazione, liceo musicale) VIA BRIGATE PARTIGIANE (professionale grafico e multimedia) VIA PIAN D’ALMA (liceo artistico) 6 laboratori informatica 1 laboratorio hardware 1 archivio 2 palestre 1 aula magna 1 laboratorio-conferenze 3 laboratori musicali 2 ausili didattici 1 sala insegnanti 1 centro sociale 16 aule 3 laboratori informatici 1 laboratorio di cinema 1 laboratorio comunicazione 2 aule speciali 1 sala insegnanti 1 biblioteca 14 aule 11 laboratori artistici 1 sala insegnanti 1 archivio 1 magazzino 1 gipsoteca 2 palestre 1 laboratorio di fisica 1 aula multimediale 1 aula speciale 5

[close]

p. 6

Esso è inoltre organizzato su tre livelli di responsabilità e operatività: STAFF DEL DIRIGENTE 2 Collaboratori del dirigente 3 Coordinatori di plesso ORGANI COLLEGIALI RAPPRESETATIVI Consiglio di Istituto ORGANI COLLEGIALI TECNICI Collegio dei Docenti Consiglio di Classe Oltre a docenti curricolari (113 unità nell’a.s. 2013-2014), docenti di sostegno (7 unità nell’a.s. 2013-2014) e ATA (35 unità nell’a.s. 2013-2014), la scuola si avvale di numerosi esperti esterni, degli enti pubblici, del mondo del lavoro e delle professioni. 1.4 Le scelte educative Le scelte educative assunte dall’Istituto sono il risultato di un processo partecipato e condiviso con i principali interlocutori (o stakeholders), ovvero le famiglie, gli alunni, gli Enti locali, le associazioni, le agenzie culturali ed educative a partire dall’analisi dei bisogni effettuata. Esse possono essere così sintetizzate: l’alternanza scuola/lavoro e lo stage come strumenti privilegiati per l’allineamento delle competenze formate dalla scuola a quelle richieste dal mondo del lavoro; la didattica laboratoriale come metodologia capace di coinvolgere le discipline per favorire la maturazione di un sapere attraverso il fare (didattica per competenze); l’educazione al rispetto delle regole: legalità, cittadinanza e costituzione come diffusione della cultura dei valori civili; tutoring e mentoring come azioni di supporto finalizzate a favorire il successo formativo degli studenti, valorizzando le potenzialità di ognuno e di conseguenza riducendo l’abbandono scolastico; lo studio delle lingue straniere e dell’ICT rispettivamente come opportunità di scambio culturale e di partecipazione ad un modo globalizzato e multimediale. Come sfondo alle suddette scelte educative viene individuata l’educazione all’alterità (o se si vuole alla diversità) intesa come percorso alla scoperta di sé e alla costruzione della propria identità attraverso l’incontro con l’altro (persona, cultura, altra categoria sociologica o antropologica che sia). Tal approccio è trasversale al curricolo e alla discipline e si manifesta, oltre all’adozione di una didattica il più interculturale possibile, mediante la partecipazione a progetti in orario scolastico ed extrascolastico. Di seguito vengono riportati alcuni esempi: progetto P.E.Z. (finanziato dall’amministrazione comunale) riguarda attività di musicoterapia, danzaterapia , teatro dell’espressività per favorire l’interazione tra pari e coinvolge alunni normodotati e diversamente abili (orario scolastico); itinerari didattici a cura dei singoli docenti che trattano tematiche rivolte alla promozione del rispetto per l’altro. Si segnalano in particolare la partecipazione alla Festa della Toscana con un Meeting in Aula Magna sui Diritti dei Migranti; la commemorazione del Giorno della Memoria al Mandela Forum di Firenze,; la partecipazione ad uno spettacolo 6

[close]

p. 7

del Teatro Studio nell’ambito dell’iniziativa denominata “Festa della Toscana”; l’organizzazione dello spettacolo “Abissi Clandestini” promosso da Arts and Crafts (orario scolastico); itinerari didattici a cura dei singoli docenti per favorire la conoscenza, l’accettazione e il rispetto delle diverse culture (orario scolastico); progetto “Io e l’altro” rivolto agli alunni che seguono la materia alternativa alla religione (orario scolastico); adesione ad iniziative di sensibilizzazione promosse da enti esterni come ad esempio partecipazione alla giornata contro il femminicidio organizzata dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto e dal Centro Antiviolenza – Associazione Olimpya De Gouges (orario scolastico ed extrascolastico); progetto “Tuttiateatro” realizzato da associazioni esterne nei locali dell’Istituto (orario extrascolastico); progetto “Voglio essere tuo amico” promosso dall’Associazione “OLTRE” per promuovere attività di tempo libero con alunni diversamente abili (orario extrascolastico); progetto “Solidarietà sociale” a cura delle associazioni di volontariato di Grosseto (orario extrascolastico); percorsi educativi gestiti dal Centro Communitas per favorire l’interazione all’interno della classe in cui emergono problematiche legate all’accettazione dell’altro. 1.5 Il percorso istituzionale: descrizione del percorso annuale di approvazione e l’organizzazione interna per la sua attuazione Data Marzo 2012 Settembre 2012 Febbraio 2013 Aprile 2013 Luglio 2013 Settembre 2013 Novembre 2013 Gennaio 2014 Marzo 2014 Aprile 2014 Giugno 2014 Giugno 2016 Azione Adesione alla rete Approvazione Collegio dei costituzione gruppo di lavoro Docenti per Output Progetto INTENDI Elenco partecipanti al gruppo di lavoro Bozza indice Scelta ambiti e descrizione di identità e valori Prima bozza schede Seconda bozza schede Terza bozza schede Prima bozza piano Bozza definitiva Gruppo di lavoro: identificazione contenuti e definizione del perimetro delle diversità Analisi POF, analisi precedente piano e raccolta dati e informazioni Presentazione prima bozza schede Revisione stesura schede Revisione stesura schede Revisione prima bozza piano Ulteriore revisione Attuazione Monitoraggio e presentazione Collegio dei Docenti Aggiornamento ed eventuali cadenza BIENNALE) risultati modifiche nel (a Inserimento nuovi allegati/progetti/attività 7

[close]

p. 8

SEZIONE 2 Accogliere le differenze: verso una scuola inclusiva 8

[close]

p. 9

2.1 Diversità come opportunità L’istituto pone da sempre (considerata la lunga tradizione legata alla realizzazione di percorsi e progetti di inclusione sociale e di educazione alla diversità messi in campo dall’ex Istituto Professionale per i Servizi Informatici, Aziendali, Turistici, Alberghieri, Grafici e Sociali “L. Einaudi”) grande attenzione all’integrazione degli alunni che necessitano di interventi mirati per motivi diversi, dalle differenze linguistico-culturali alle situazioni di svantaggio di varia tipologia e di diversa natura. Nello specifico, l’Istituto rileva quattro aree o ambiti di diversità su cui articolare il Piano per la Gestione delle Diversità: • • • • cittadinanza non italiana; diversabilità; disturbi specifici di apprendimento; disagio relazionale/comportamentale e disagio socio-economico. La presenza degli alunni stranieri costituisce una realtà generalizzata e consolidata in ogni ordine e grado del sistema scolastico italiano. Anche a Grosseto, si ha la consapevolezza del carattere strutturale che tale fenomeno ha assunto. Gli interventi attivati dall’Istituto non si rivolgono esclusivamente agli studenti stranieri (neo immigrati o di recente immigrazione), ma si allargano anche alle loro famiglie, in una logica di coinvolgimento di queste nel processo educativo dei propri figli. La presenza di studenti diversamente abili impone una didattica specializzata che ha come sfondo integratore l’obiettivo generale dello “star bene” a scuola e mira a tener conto dell’allievo e del gruppo di lavoro che opera intorno a lui come arricchimento per tutto il gruppo classe. Per favorire il potenziamento di abilità inerenti al percorso di studi prescelto sono organizzate anche attività integrative alla didattica tradizionale, strutturate per classi aperte. Negli ultimi anni, risultano essere in costante aumento gli studenti che presentano difficoltà afferenti alla sfera dei disturbi specifici di apprendimento (DSA), così come coloro che evidenziano bisogni educativi speciali (BES) in particolar modo correlati alla dimensione relazionale-comportamentale e a quella socio-economica. Relativamente a quest’ultima categoria, l’Istituto sta procedendo ad una individuazione dei casi per la presa in carico dello studente sulla base di segnalazioni certificate e su condizioni di gravità familiare in accordo con la normativa di riferimento. Comune denominatore alla filosofia di fondo che ispira l’approccio alle diversità è che ognuno di loro costituisce un valore aggiunto per tutta la comunità scolastica (come affermato in precedenza); la scuola infatti non si pone l’obiettivo di formulare un piano per i “diversi”, quanto piuttosto un piano per tutti (prendendo come riferimento teorico l’assunto che ognuno di noi è diverso dall’altro, in quanto unico), promuovendo iniziative di promozione alla formazione di cittadini responsabili e consapevoli del proprio ruolo. La presenza di alunni con bisogni specifici consente inoltre in maniera fattiva la sperimentazione di strategie didattiche estendibili anche a tutta la classe e promuove la ricerca di nuove metodologie di apprendimento/insegnamento. 9

[close]

p. 10

2.2 I processi Il piano è incardinato su singoli processi collegati a ciascuna diversità e prende in esame quelle che sono le procedure, gli strumenti e le risorse di cui l’Istituto si è dotato per rispondere con efficienza alla gestione e alla valorizzazione delle diversità in essa presenti. Ogni singolo processo viene osservato sia dal punto di vista degli alunni, sia da quello della comunità scolastica (insegnanti, personale non docente, famiglie) e locale (enti pubblici, associazioni di volontariato, professionalità individuali) e viene suddiviso in due fasi principali: • • accoglienza; accompagnamento verso l’empowerment individuale. Parlare di accoglienza a scuola, in aula e più in generale nella comunità scolastica significa quindi riferirsi al momento dell’inserimento e dell’accoglienza nel nuovo contesto scolastico da parte degli alunni sia italiani che stranieri appena arrivati, delle loro famiglie e del personale docente e non docente in ingresso. Il costrutto dell’empowerment rimanda al concetto di potenziamento, di diventare più capaci e competenti; per questo motivo viene fatto riferimento a quelle pratiche didattiche, quegli strumenti, risorse e progetti che l’Istituto mette in atto per valorizzare lo sviluppo, per quanto riguarda tutti gli alunni, delle competenze di base e trasversali in un’ottica di cittadinanza attiva e responsabile e finalizzata alla riuscita scolastica e formativa di ciascun alunno. Rispetto al personale docente e non ci si riferisce invece a quelle opportunità di formazione ed aggiornamento professionale che l’Istituto propone per tutto il personale affinché la gestione delle classi eterogenee e multiculturali diventi una risorsa e non un ostacolo alla propria pratica professionale. Sullo sfondo infine vi è la comunità su cui l’Istituto può fare affidamento per integrare e sviluppare i progetti e le attività didattiche nell’ottica di valorizzazione delle diversità e differenze degli alunni e delle diverse competenze del personale scolastico. La logica è quella di sviluppare sempre più una dimensione di rete territoriale tra le istituzioni scolastiche, locali ed il privato sociale per ottimizzare risorse, competenze ed opportunità. 10

[close]

p. 11

2.3 I processi legati agli stakeholders e ai target 2.3.1 Cittadinanza non italiana “Il fenomeno dell’immigrazione è considerato un elemento costitutivo delle nostre società nelle quali sono sempre più numerosi gli individui appartenenti a diverse culture. L’integrazione piena degli immigrati nella società di accoglienza è un obiettivo fondamentale e, in questo processo, il ruolo della scuola è primario. Tale integrazione è oggi comunemente intesa come un processo bidirezionale, che prevede diritti e doveri tanto per gli immigrati quanto per la società che li accoglie” (Linee Guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri, pag. 1) 1 Principali riferimenti normativi La costruzione del sistema dell’educazione interculturale in Italia è in corso da qualche decennio e si è avvalsa dell’operato di commissioni di studio e gruppi di lavoro del MIUR, di studiosi, del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. Fra i vari provvedimenti che si sono susseguiti si ricordano: • la Circolare Ministeriale n. 205 del 1990, che considera l’educazione interculturale come fondamentale mediazione fra diverse culture, confronto produttivo che avvalora il significato di democrazia, nella quotidiana ricerca di dialogo, di comprensione e di collaborazione, in una prospettiva di reciproco arricchimento. la Pronuncia del C.N.P.I. del 24/3/1993, in cui si riconosce alla scuola un ruolo di primo piano nel contrastare il fenomeno del razzismo e dell’antisemitismo; la Circolare n. 73 del 1994 che ribadisce l’importanza del dialogo interculturale e della convivenza democratica; la Legge sull’immigrazione n. 40 del 6 marzo 1998, art. 36 che afferma il diritto del minore straniero all’istruzione, ribadendo anzi l’obbligo scolastico per tutti i minori presenti sul territorio italiano, indipendentemente dal possesso del permesso di soggiorno; il DPR n.394/31.8.99, che garantisce il diritto all'istruzione del minore, anche in caso di "irregolarità": quindi i minori non accompagnati o appartenenti a famiglie non in regola con il permesso di soggiorno, godono, in ogni caso, del diritto all'istruzione. Disciplina inoltre l'inserimento scolastico nelle classi in riferimento all'età anagrafica, affidando ai docenti la responsabilità di spostamento in una classe immediatamente superiore o inferiore. le C.M. n 311/21.12.99 e C.M. n.87/23.3.2000, che prevedono la possibilità di iscrizione degli alunni stranieri in qualsiasi momento dell’anno scolastico, in attuazione dell’art.45, comma 1 del DPR 394/99 il documento “L’educazione interculturale nella scuola dell’autonomia” elaborato nel 2000 dalla Commissione Intercultura del Ministero, in cui l’educazione interculturale viene individuata come sfondo integratore del Piano dell’Offerta Formativa delle scuole, le quali, anche in assenza di alunni stranieri, possono trovare proprio nell’approccio interculturale i modelli teorici e le modalità operative per affrontare le sfide della società contemporanea; la Pronuncia di propria iniziativa su problematiche interculturali del CNPI del 19.12.2005 attraverso la quale si vuole “sollecitare una nuova riflessione di fronte ai problemi di più ampia portata che attraversano il nostro tempo e in cui la scuola appare sempre più il luogo naturalmente preposto ad educare al rispetto reciproco e alla convivenza democratica”; le “Linee Guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri" del 1.3.2006 delineate dall’Ufficio per l’integrazione degli alunni stranieri, che “al di là delle buone 11 • • • • • • • •

[close]

p. 12

• • • • pratiche e delle singole iniziative di accoglienza e integrazione” vuole proporre “un impegno organico e un’azione strutturale capaci di sostenere l’intero sistema formativo nazionale”; “la via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri”, del 23.10.2007, documento dell’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’educazione interculturale, attivo presso il MPI, che prevede azioni per l’integrazione rivolte ad alunni e famiglie straniere per garantire il diritto allo studio e azioni per l’interazione interculturale rivolte a tutti ed inerenti la gestione pedagogica e didattica dei cambiamenti sociali in atto; il DPR n. 122 del 22 giugno 2009 “Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia”. la Circolare Ministeriale n.2 del 8 gennaio 2010 “Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana”; la Circolare Ministeriale del 27 gennaio 2012 “Studenti con cittadinanza non italiana iscritti a classi di istituti di istruzione secondaria di secondo grado. Esami di Stato”. 2 I numeri 2.1 Gli alunni TOTALE LICEO PROFESSIONALE TECNICO Iscritti complessivi a.s. 2012-2013 Iscritti maschi a.s. 2012-2013 Iscritti femmine a.s. 2012-2013 Iscritti ripententi a.s. 2012-2013 Iscritti a.s. 2013-2014 Iscritti a.s. 2014-15 Iscritti a.s. 2015-16 100 46 54 74 106 16 5 11 9 17 80 40 40 61 84 4 1 3 4 5 Alunni per macro aree di provenienza TOTALE LICEO PROFESSIONALE TECNICO Paesi UE Europa dell’Est Nord Africa Estremo oriente Africa Subsahariana Subcontinente indiano America Latina Medio Oriente Altri paesi europei Australia Nord America 34 40 13 0 2 0 7 9 0 1 0 7 5 2 0 1 0 1 0 0 1 0 23 35 11 0 1 0 5 9 0 0 0 4 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 Successo formativo TOTALE LICEO PROFESSIONALE TECNICO Alunni ritirati a.s. 2012-2013 Alunni respinti a.s. 2012-2013 Alunni promossi a.s. 2012-2013 Alunni diplomati a.s. 2012-2013 Alunni diplomati a.s. 2013-14 Alunni diplomati a.s. 2014-15 Alunni ritirati ultimo biennio 0 14 74 12 0 2 12 2 0 11 59 10 0 1 3 0 8 0 8 0 12

[close]

p. 13

3 Dall’accoglienza all’empowerment individuale 3.1 Fase dell’accoglienza Procedure L’alunno straniero che intende iscriversi all’Istituto viene accolto da un membro della Commissione Intercultura, preferibilmente un docente, preparato a fornire ad alunni e famiglie, informazioni relative all’organizzazione della scuola e agli indirizzi di studio così da renderli consapevoli della scelta e del percorso formativo da affrontare; il docente, se necessario, supporta inoltre l’alunno nella compilazione dei moduli di iscrizione e della scheda informativa specifica. In questa fase vengono raccolti tutti i documenti comprovanti il percorso scolastico compiuto nel paese di provenienza, che saranno messi a disposizione del coordinatore di classe, insieme alla scheda informativa, all’inizio dell’anno scolastico. Per gli alunni che provengono direttamente dall’estero, nell’assegnazione alla classe viene tenuto conto dell’età anagrafica e, come espressamente previsto dall’art. 45 del DPR 394/1999, di criteri quali l’ordinamento scolastico del paese di provenienza, l’accertamento delle competenze possedute, il corso di studi seguito, l’eventuale titolo di studio posseduto. Se esistono classi parallele, per l’inserimento degli alunni vengono prese in considerazione la composizione e le caratteristiche delle classi, con particolare riguardo alle dinamiche esistenti, alle nazionalità presenti e alla creazione di gruppi eterogenei per competenze pregresse (come da C.M. n. 2, dell’8/01/2010, art.3). Nel caso di alunni iscritti nel corso dell’anno, l’Ufficio Alunni informa immediatamente la Commissione Intercultura e quindi il coordinatore della classe di inserimento individuata. Contestualmente vengono consegnati al coordinatore i documenti compilati e raccolti in fase di accoglienza. Accoglienza Consiglio di Classe Compilazione scheda informativa Raccolta documenti scolastici Inserimento in classe Corsi di pronto intervento linguistico Osservazione CdC Progetti, strumenti e risorse Risorse: in fase di iscrizione l’alunno straniero trova un ambiente aperto ed accogliente che facilita il suo inserimento in classe grazie alla collaborazione fra Ufficio Alunni e Docenti e alla sensibilità di tutto il personale scolastico che è consapevole delle difficoltà che può incontrare un ragazzo che proviene da altri paesi. A questo riguardo risulta particolarmente importante il ruolo svolto dall’insegnante referente e dal coordinatore di classe che supportano l’alunno nelle prime settimane di scuola. Strumenti: scheda di accoglienza (foglio notizie) Soggetti coinvolti Commissione Intercultura (formata dal Dirigente Scolastico o un suo Delegato, dal Referente per l’Intercultura, da un Docente per ogni indirizzo dell’Istituto e da un Assistente dell’Ufficio Alunni ); Coordinatori di classe e Consigli di Classe Responsabile Referente Intercultura e l’intero CdC 13

[close]

p. 14

Criticità emerse 1. Mancata costituzione formale della Commissione Intercultura 2. Difficoltà nell’offrire una continua presenza di un insegnante della Commissione Intercultura in fase di iscrizione 3. Difficoltà nella consegna dei documenti scolastici del paese di provenienza dei neo iscritti e di averne la traduzione Obiettivi di miglioramento 1. Formalizzare della Commissione Intercultura 2. Avere un referente per i primi colloqui di orientamento e raccolta dati con gli studenti di origine straniera 3. Disporre di una procedura efficace in grado di garantire la raccolta dei documenti scolastici del paese di provenienza dei neo iscritti e la successiva traduzione Azioni da intraprendere Avvio del percorso per la formalizzazione della Commissione Intercultura Individuazione di un membro della Commissione Intercultura disponibile per i primi colloqui di orientamento e raccolta dati Definizione di una procedura efficace individuazione del personale coinvolto ed Indicatori/Prodotti N. incontri necessari per l’istituzione Commissione Intercultura Nominativo individuato Scheda descrittiva di ruolo e compiti della Scheda descrittiva della nuova procedura 3.2 Fase dell’accompagnamento verso l’empowerment individuale Procedure Programmazione degli interventi Il coordinatore di classe riferisce ai colleghi, anche in modo informale, quanto emerso dalla scheda informativa relativa all’alunno straniero e dai documenti scolastici da lui prodotti. I docenti del CdC effettuano quindi, nelle prime settimane di lezione, un’attività di osservazione volta a valutare le conoscenze linguistiche e disciplinari dell' alunno che potrebbero rendere eventualmente necessaria la redazione di un Piano Educativo Personalizzato (si veda allegato n. 2). Nel Consiglio di classe di ottobre si decide se, per l'alunno straniero, è necessario predisporre un PEP. In questo caso, il coordinatore consegna il modulo in cui ogni docente dovrà indicare quali sono gli obiettivi minimi, la metodologia applicata e i criteri di valutazione per la propria disciplina. Ovviamente, nella definizione di tale documento si potrà fare riferimento agli obiettivi minimi elaborati dagli ambiti disciplinari (si veda allegato n. 3). A seconda delle competenze rilevate, il Consiglio può prevedere inoltre se gli obiettivi previsti dovranno essere raggiunti alla fine del primo o del secondo anno di frequenza dell’Istituto. Nel caso di alunni con scarse conoscenze della lingua italiana vengono organizzati, su richiesta del CdC di ottobre, corsi di Italiano L2. I corsi, divisi per fasce di livello (base, principiante, avanzato), hanno la durata di 10 ore e possono essere ripetuti per 3 periodi all’anno (novembre, febbraio, aprile). Per ottimizzare il servizio, i corsi sono tenuti, da docenti interni alla scuola, anche a fronte di un numero esiguo di partecipanti. Nel Consiglio di classe di novembre, si stende l’eventuale PEP, riunendo le schede compilate da tutti i docenti e redigendo collegialmente la parte comune. 14

[close]

p. 15

Il Coordinatore raccoglierà inoltre dai colleghi informazioni sulle difficoltà degli alunni nello studio delle discipline dovute a scarsa conoscenza del linguaggio specifico e richiederà, tramite apposito modulo, l’attivazione di corsi di supporto allo studio. Nei limiti del fattibile, questi corsi saranno coordinati da un docente e tenuti da alunni della scuola con buone conoscenze disciplinari che fungeranno da peer educator e seguiranno le indicazioni e i materiali forniti loro dai docenti di classe o dai docenti di L2. Gli incontri si svolgeranno in orario pomeridiano o, in via eccezionale, in orario curriculare. Tale metodologia sarà particolarmente utile nel caso in cui si debbano seguire alunni che necessitano di aiuto in materie diverse. Nel Consiglio di classe di marzo si potranno poi richiedere, se necessario, per gli alunni stranieri delle classi quinte, corsi di supporto linguistico per la preparazione alla produzione scritta degli Esami di Stato. CdC Ottobre Prime valutazioni su livello e prospettive apprendimento Eventuale redazione di un PEP Richiesta corsi italiano L2 CdC Novembre Redazione collegiale PEP: raccolta schede disciplinari e definizione obiettivi trasversali Richiesta corsi supporto studio CdC Marzo Richiesta corsi italiano livello avanzato per preparazione Esame di Stato Per gli alunni di recente immigrazione è prevista l’attivazione di corsi di pronto intervento linguistico, subito dopo l’inserimento in classe, in ogni momento dell’anno Valutazione In fase di valutazione occorre tenere sempre presente che gli studenti stranieri possono continuare ad avere competenze linguistiche e socioculturali inferiori rispetto ai loro coetanei italiani, anche se sono in Italia da più anni e/o in classi terminali. Di conseguenza sarebbe auspicabile una particolare attenzione rispetto alla comprensione delle nostre categorie socio-culturali e alle imperfezioni nell’uso della terminologia specifica delle discipline di tutti gli alunni stranieri e si dovrebbero apprezzare i progressi conseguiti rispetto alla situazione di partenza. Concorrono alla valutazione, che può essere anche biennale: • • • • i progressi registrati rispetto alla situazione di partenza; la motivazione, la partecipazione e l’impegno mostrato; le potenzialità d’apprendimento dimostrate e, soprattutto, la previsione di sviluppo; i risultati ottenuti negli eventuali corsi di Italiano L2 frequentati. Il lavoro svolto dagli alunni stranieri durante i corsi di Italiano L2 e/o di supporto allo studio delle discipline può diventare, a discrezione dei singoli CdC, parte integrante della valutazione di Italiano (intesa come materia curriculare) o delle altre discipline, nel caso che durante tali attività sia possibile l’apprendimento di contenuti. L’attività di alfabetizzazione in Italiano L2, come anche il lavoro sui contenuti disciplinari, deve essere oggetto, nei corsi e/o in classe, di verifiche predisposte dai docenti di L2 e, preferibilmente, concordate con l’insegnante curriculare. Nel caso di alunni per cui è stato redatto un PEP vengono presi in considerazione gli obiettivi disciplinari previsti dal Piano Educativo stesso. Progetti, strumenti e risorse • Realizzazione di un Piano Educativo Personalizzato per gli alunni che necessitano di una didattica che tenga conto delle loro difficoltà linguistiche 15

[close]

Comments

no comments yet