Didattica Operativa 3/6

 

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Didattica Operativa 3/6

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Numero 1 / 2016 - 2017 | B 14,00 OPER ATIVA Didattica Operativa 3/6 - Numero 1 / 2016 - 2017 - Edizioni del Borgo S.r.l. - Direttore responsabile Stefano Cassanelli - Registrazione Trib. di Bologna n. 6639 3/6 La p rim a rivi st a a di so nzi a la prati f n i c a educ ati v a p er l a s cuol a dell’ Prog etto Colori e arte Settembre e l’accoglien za Ottobre e l'autunno ta La fes dei nonni en e w o l Ha l

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e r b m a e z t t n Se e l'accoglie Le tematiche principali O L’accoglienza. O Le regole. O Il vissuto estivo. O L’arte. O Il Progetto lettura. “Il bambino ce la farà se ce la faranno i suoi genitori.” (B.T. Brazelton) 6

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Il diritto a un buon inizio C on la riapertura della scuola tante persone modificano le abitudini: i genitori, i nonni, gli insegnanti e il personale tutto, e... prima di tutti i bambini. Tutti hanno diritto a un buon inizio e ogni buon inizio non si improvvisa, ma si predispone con cura. Nelle scuole, già da tempo, ferscambio, della condivisione. di Monica Pratelli vono attività di preparazione Ecco che è importante supedegli ambienti, di organizzazione degli spazi, di rare i pregiudizi e imparare a gestire i conflitti, se programmazione didattica; nelle famiglie si at- ce ne saranno, considerandoli come espressione tende questo momento con diversi stati d’animo, di emozioni costruttive e come opportunità di a seconda dell’età dei figli e delle esperienze pre- crescita per tutti. gresse. Per i bambini che non hanno frequentato il Nido questo è il primo vero distacco dalla famiglia, per i più grandi invece è l’incontro con il già conosciuto, che fa vivere l’attesa con il desiderio di rivedere le vecchie cose e il timore e la curiosità di trovarne di nuove. Come ci predisponiamo a un buon inizio? Per prima cosa sono utili gli incontri tra insegnanti, non solo per elaborare una programmazione scritta, ma per condividere pensieri e intenti. Lavorare in team non è semplice, perché entrano in gioco differenze e stili relazionali spesso molto diversi tra loro ma, in qualità di insegnanti, non possiamo fare a meno di stabilire le buone regole della cooperazione, dello Curiosità I genitori sono spesso più spaesati dei loro figli, specialmente se partecipano per la prima volta all’inserimento dei piccoli di tre anni. Teniamo in considerazione questa particolare ma sempre più frequente eventualità in cui sarà opportuno mobilitare le nostre risorse per rassicurare prima loro che i nostri piccoli alunni! 7

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Settembre Accogliere con arte! L’ accoglienza è una vera e propria arte che può essere favorita appunto dai linguaggi in genere: arte pittorica, musica, teatro... il loro impatto sarà sicuramente efficace e piacevole per tutti, adulti e bambini. Educare i bambini all’arte e atdi Paola traverso l’arte significa sostanzialmente coltivare in essi l’aspirazione al bello. In ogni contesto scolastico ho avuto modo di osservare rielaborazioni di tecniche e opere di grandi pittori. Un’attività che trovo sempre molto formativa è quella di partire dall’osservazione di libri d’arte. Sfogliamo insieme le pagine e commentiamole, semplicemente. Invitiamo poi i bambini a rielaborare liberamente quanto assorbito mediante l’osservazione e gradualmente guidiamoli nella direzione della “copia” del disegno che, a mio avviso, deve essere l’ultimo stadio dell’atti- Fontana vità pittorica. All’inizio lasciamo che si esprimano di getto mediante l’uso dei colori, se abbiamo “studiato” un pittore in particolare, la sua “immagine” riemergerà poiché farà già parte del bagaglio conoscitivo e formativo appreso precedentemente dai piccoli alunni. Durante l’accoglienza lasciamo i bambini liberi di dare forme alle proprie espressioni interiori, così come ha invitato a fare nel proprio contesto scolastico l’insegnante Caterina Faccin, dove personalmente ho potuto visivamente e d’impatto riscontrare lo stile chiaro e vivace di Vasilij Kandinskij. “Pennelli, colori, pennarelli, fantasia e libertà espressiva hanno guidato le nostre prime giornate di settembre a scuola. Consiglio pertanto al rientro di concedere del tempo svincolato da Scheda attività a pag. 20 L’interfaccia genitori-scuola, famiglia-ambiente scolastico non deve mai trasformarsi in una sgradevole forma di controllo bensì di cooperazione. 12

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L'accoglienza Scheda attività a pag. 21 Filas trocc a altri progetti per poter riprendere i contatti con l’arte. Cerchi, linee, quadrati, visi stilizzati, tecniche di vario genere riaffioreranno magicamente nei bambini di cinque anni, come mostra il nostro lavoro alle pagine 24 e 25”. L'atmosfera Stabilire un clima sereno di rispetto e fiducia è fondamentale perché tutto vada come deve andare, a cominciare dall’accoglienza. Poiché, come dice il proverbio: "Chi ben comincia è a metà dell’opera!". L’ambiente è importantissimo per operare in modo efficace e piacevole ma l’atmosfera è ben altro, qualcosa che va oltre lo spazio in cui si agisce, è lo stato emotivo che aleggia e che ci fa stare, bene o male, insieme. Pertanto creare l’atmosfera giusta a scuola è importante per tutti a partire dall’impatto iniziale. La felicità del bambino è il segnale che nell’ambiente scolastico si trova a proprio agio. Filastrocca dei co lori, vado a scuola, n on resto fuor i! Rosso, giallo e bl u non ne servono di più! La maestra, che pazienza, nel momento de ll’accoglienza! Un sorr iso per tu tti ha, che atmosfera d i serenità! I genitor i sono co ntenti, noi bambini osse rviamo attenti: scritte, cartelli e cartelloni, quanti colori e qu ante emozioni! Il mondo di un bimbo è colorato , da fate e maghi spesso abitato. Che fanno propri o una grande mag ia: di farli vivere in ar monia! Paola Fontana Colori ed emoz ioni! 13

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Settembre Un mare pieno di nomi di Vitalba Santoro e Annalisa Alesi Attività Barchette Materiale o cartoncini colorati o cartoncino bianco o tempera blu e bianca o forchette e spumelle o colla L’ accoglienza rappresenta un momento delicato per l’ingresso alla scuola dell’infanzia in quanto costituisce, sia per i bambini sia per i loro genitori, l’inizio di un nuovo cammino che vede il bambino alla sua prima esperienza nel sociale in un ambiente nuovo. Poiché è di fondamentale importanza accogliere i bambini in un ambiente educativo strutturato in maniera piacevole e rassicurante, trasmettendo loro il piacere di vivere esperienze positive con i compagni e gli adulti, è importante coinvolgerli direttamente in giochi, attività manipolative, racconti, filastrocche. Questa attività li ha coinvolti in quanto ha permesso a ciascun bambino di conoscere il nome di ogni compagno e di sentirsi inserito all’interno del nuovo gruppo. Al valore educativo dell’esperienza va aggiunto anche l’aspetto socializzante. È stato scelto il mare perché ricorda le vacanze, i momenti felici e spensierati trascorsi con i genitori. 1 Per fare il mare, stendiamo su un cartoncino il colore blu in maniera uniforme. Poi, utilizzando le spumelle, disegniamo le onde del mare con un colore blu più scuro. Per fare la schiuma delle onde, invece, stendiamo del colore bianco con una forchetta: in questo modo diamo proprio l’idea del movimento delle onde. 1 14

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L'accoglienza Attività a ro di Angela Mass L'albero dei nomi Proponiamo adesso un’altra attività per far ricordare i nomi ai bambini, usando stavolta come tema l’albero. 2 3 2 Materiale o 1 barattolo di vetro o rametti o fogli colorati o forbici o matita o nastrini o perforatore carta o 1 pennarello o colla a caldo o spago o cordoncino Pieghiamo dei cartoncini colorati a forma di barchetta. Portiamo in aula diversi colori cosicché ogni bambino possa scegliere il suo preferito. Scriviamo il nome di ogni bambino su ciascuna barchetta e incolliamole sul mare. 3 o Disegniamo il contorno delle mani e scriviamo il nome di ogni bambino all’interno. o Ritagliamo la forma delle mani e poi, con la colla a caldo, incolliamole sui rametti come fossero foglie. Possiamo anche prendere alcune mani, bucarle con il perforatore e unirle a coppie con dello spago, oppure del cordoncino o del nastrino, e quindi attaccarle sui rametti. o Sempre con la colla a caldo, attacchiamo i rametti al barattolo: l'albero dei nomi è pronto! 15 l e n o st r e b a r c h e tte Ecco are! g i v a n ea t n pro

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Il sé Gioco di Paola Fontana e l’altro Io mi presento con la musica La propedeutica della musica, proposta ai bambini nell’ambito della scuola dell’infanzia, aiuta sia i cosiddetti piccoli sia i medi che i grandi ad affrontare diverse attività complementari come, in questo caso, quella di presentarsi. o La scelta della musica sarà funzionale al momento. Non esistono musiche adatte o non adatte ai bambini, esistono piuttosto musiche adatte o non adatte al momento e per le attività di creatività, di routine o di concentrazione. o Una situazione del genere si può favorire all’inizio della scuola come anche alla fine, magari durante lo spettacolo finale aperto ai genitori. o L’insegnante sceglie una musica piuttosto ritmata, ad esempio un brano latino-americano, e su questo chiama, in ordine alfabetico, ciascun bambino, il quale deve percorrere un tratto, presentarsi al centro della scena, contrassegnata da una stella segnata con la carta gommata sul pavimento, guardare dinanzi a sé e fare un inchino o dire il proprio nome di battesimo, infine andare a formare con i compagni un semicerchio finale. Materiale o stereo o musica ritmata o carta gommata o un microfono o eventualmente un impianto audio amplificante o Il gioco musicale della presentazione si può ripetere ogni volta che abbiamo tempo per coordinare i movimenti, per favorire la gestione dello spazio, la musicalità e per rafforzare l’identità. Per giochi e percorsi musicali, vedi anche: Paola Fontana, Musica maestra! 1 e 2, Paoline audiovisivi. "Dove c’è musica non può esserci nulla di cattivo." (Miguel de Cervantes) 26

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Settembre ont I l ra c c o s onoro L'accoglienza Un ombrello innamorato L e foglie del platano erano rosse, forse per la timidezza o forse perché l’autunno aveva steso sopra di esse il colore caldo di fine esta- Scheda attività a pag. 29 te. Si erano staccate dal grande albero a ridosso della strada e come ballerine danzavano con il vento un dolce valzer lento. Un due tre, un due tre, un due tre... Il tempo era preciso. Le battute rispettate. Quel ritmo faceva venir voglia di ballare la natura e così, gira che ti rigira venne anche a piovere. Tic tac, tic tac, tic tac... Le gocce fredde e pesantine cadevano sull’ombrello di Chicco che, accompagnato da nonno Pietro, andava a scuola, alla scuola dell’infanzia. Che emozione! Per Chicco? Ma no, per il suo ombrello blu che non vedeva l’ora di essere aperto e di colpo: frrrrrrr! Nonno Pietro lo aprì per riparare il suo nipotino. Le gocce caddero sopra la stoffa impermeabile che: plop, plop, plop... le faceva rimbalzare per terra ad una ad una; l’ombrello le avrebbe volute raccogliere tutte e tenerle con sé, era già innamorato della pioggia d’autunno! Pietro era invece felicissimo di entrare in quel mondo di colore che è la scuola dell’infanzia. Quella scuola speciale che si trovava proprio in mezzo al bosco. Dove ogni giorno si ascoltavano affascinanti suoni e rumori di animali che solo nel bosco si possono udire: il gufo, il lupo, la volpe, il cinghiale... di Paola Fontana entre i m e g g le nante o dalla L’inseg dove indicat ono uc ni, bambi o, prod n i l o i v di el chiave ndosi d cale. e l a v v suoni a trumento vo l ei os propri per far e c o v ggia la lla pio e Usano d o il ritm vento, piacere. a e altro 27

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Scheda da fotocopiare Nome, cognome, età e data....................................................................................................................................... Come un pittore Vasilij Kandinskij, Studio di colori: quadrati con cerchi concentrici, 1913, tecnica mista su carta, Städtische Galerie im Lenbachhaus, Monaco, Germania Osserva il modello dell’opera d’arte e completa il disegno usando le tempere. 28

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Scheda da fotocopiare Nome, cognome, età e data....................................................................................................................................... Un ombrello innamorato Colora l’ombrello e disegna le gocce di pioggia con la digitopittura. 29

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I discorsi Progetto lettura di Agnese Di Crescenzo e le parole Traguardi per lo sviluppo delle competenze • Ascolta e comprende narrazioni, racconta e inventa storie, chiede e offre spiegazioni, usa le parole per esprimere il proprio vissuto. • Usa il linguaggio per progettare attività e definirne le regole, pronuncia in modo corretto le parole. • Si misura con la creatività e la fantasia. S e ogni genitore si rendesse conto degli enormi vantaggi educativi e della grande felicità che la lettura ad alta voce procura ai propri figli, e se ogni genitore – e ogni adulto che si prende cura di un bambino – leggesse ad alta voce almeno tre storie al giorno ai suoi bambini, probabilmente potremmo sradicare l’analfabetismo nell’arco di una generazione. Che cosa aspettiamo? Proviamoci! Andiamo a cambiare il mondo, una pagina per volta” (Mem Fox). Progettare modalità interessanti e ripetibili nel tempo per coinvolgere i genitori a scuola non è cosa semplice. Troppe sono le resistenze: da una parte e dall’altra della barricata. Parlo di barricata perché spesso la scuola diventa, per gli uni e per gli altri, la landa sulla quale guerreggiare (e quasi sempre per ottime ragioni). Se li si coinvolge troppo (riunioni, stage, colloqui...), i genitori si lamentano di non avere tempo e non partecipano in massa come ci si aspetterebbe. Se li si coinvolge troppo poco si lamentano che la scuola li ignora e che vengono convocati solo per il fondo cassa. Credo fermamente che, a scuola come in qualsiasi ambito lavorativo, per poter creare dei rapporti interpersonali positivi occorra empatia in dosi massicce. Aggiungo anche due ingredienti di rogersiana provenienza: ascolto attivo e accettazione incondizionata e, me lo si conceda, anche un pochino di maternage. Maternage con i genitori? Ebbene sì. A volte occorre “far da genitori” ai genitori stessi. Gli studi sociologici ci rimandano l’immagine di una generazione di genitori (con le dovute eccezioni) che non sono ancora pronti a fare i genitori perché stanno ancora facendo i figli. Genitori che non hanno voglia di rinunciare a parte del loro tempo libero per dedicarlo ai figli e, se lo fanno, lo gestiscono a gusto loro, senza chiedere al piccolo cosa Obiettivi di apprendimento • Conosce le storie che leggono o raccontano gli adulti. • Associa fatti e personaggi delle storie più note. • Conosce i personaggi principali delle storie. • Usa la fantasia per inventare personaggi e situazioni nuove. 34

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Settembre davvero voglia fare. Genitori single o separati (quando va bene in buoni rapporti con l’ex coniuge, quando va male con battaglie feroci per vedere il figlio a scuola all’insaputa dell’altro) o con relazioni conflittuali in corso. Genitori che nutrono grandissime aspettative sul pargolo, per i quali qualsiasi insegnante, fosse anche Maria Montessori, sarebbe inadeguata. Genitori con un bimbo diversamente abile che vivono la scuola con un’attenzione ancora maggiore degli altri, perché consci del fatto che devono vegliare sui diritti dei loro bimbi… In questo clima variegato, tocca alle insegnanti, per vocazione e per dovere, fare in modo che i genitori partecipino alla vita scolastica del loro bimbo, non solo perché fa bene al piccolo ma perché fa tanto bene anche a loro. Perché? Perché genitori che hanno un buon rapporto con le insegnanti sono collaborativi, comprensivi e, soprattutto, infondono ai figli fiducia nella scuola. Se poi si riesce a coinvolgerli anche in qualche iniziativa... ancora meglio. So di scuole dove esistono comitati di genitori che, tra le altre cose, mettono a disposizione tempo, abilità, talenti, lavoro. So di mamme che sono state capaci di organizzare grandiose vendite di torte, cupcake e marmellate (handmade, manco a dirlo!) e di dare il ricavato alle insegnanti affinché acquistino giochi. So di padri che hanno lavorato il sabato e la domenica per aiutare le insegnanti a preparare lo spettacolo di fine anno: hanno dipinto e realizzato scenografie da Oscar. E di esempi del genere ne potrei citare a decine. L'accoglienza I diritti del lettore Il diritto di saltare le pagine. Il diritto di non finire un libro. Il diritto di rileggere. Il diritto di leggere qualsiasi cosa. Il diritto di leggere ovunque. Il diritto di spizzicare. Daniel Pennac Con i genitori N ella scuola dell'infanzia di Notaresco (TE), abbiamo cercato di coinvolgere i genitori nell’avventura più bella che ci sia: quella della lettura! All’inizio dell’anno scolastico 2015/16, la mia dirigente, la dott.ssa Antonietta Battelli, in sede di Collegio Docenti, aveva lanciato una proposta illuminante: valorizzare il patrimonio linguistico-culturale posseduto dal bambino e potenziarne la capacità di ascolto. È nato così il progetto di Istituto “Le parole mi aiutano a crescere”, con lo scopo di stimolare la conoscenza e l’uso del linguaggio nei diversi campi di esperienza e di favorirne tutte le funzioni: espressivo-comunicativa, interpersonale, referenziale, narrativa, argomentativa, metalinguistica. Nel corso dell’incontro di presentazione del progetto di plesso dal titolo “Il mondo dentro un libro”, con le famiglie della mia sezione, più di un genitore ha chiesto dei consigli sui libri da 35

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Immagini, suoni, colori Costruiamo insieme di Agnese Milioto Materiale o tappi colorati o carte colorate o forbici o colla T 1 Natura e pesciolini ornati dalle vacanze abbiamo introdotto il riciclo. Educare al riciclo è ormai diventata una priorità, in special modo, dopo le vacanze durante le quali sicuramente i bambini avranno assistito a scene di abbandono di rifiuti sparsi qui e là nei luoghi di villeggiatura e sulle spiagge. Usando i tappi e gli anelli di plastica delle bottiglie abbiamo creato quanto segue mostrato dalle immagini. 2 è Q u anto difficile? 1 2 Per realizzare questi fiori colorati abbiamo usato uno stecco di legno per i gambi, mentre per i petali abbiamo usato gli anelli dei tappi delle bottiglie e per pistillo un tappo. Con dei tappi di bottiglia di diverso colore abbiamo realizzato un paesaggio con nuvole, sole, alberi e il prato fiorito. 3 I tappi azzurri e rossi sono diventati dei pesciolini, le pinne invece sono state ritagliate dalla carta di diversi colori. 3 44

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Settembre Costruiamo insieme L'accoglienza di Agnese Milioto Timbra timbra! C Materiale o peperoni, patate, carote, mele, melanzane, pomodori o cartoncini colorati o tempere o acrilici o pennelli on ortaggi tagliati in sezione e cespi di insalata possiamo creare simpatiche forme come quelle proposte in queste immagini. Peperoni, patate, pomodori, carote, mele, da intingere nel colore e poi imprimere su fogli di cartoncino colorato, saranno i protagonisti della nostra attività di rientro dalle vacanze. è Q u anto difficile? 1 3 1 2 2 Prendiamo un peperone, tagliamolo a metà. Abbiamo ottenuto uno stampo per realizzare dei trifogli e dei quadrifogli. Prendiamo una patata, tagliamola a metà e ritagliamo la polpa per ottenere una delle figure qui sotto: saranno gli stampi per disegnare questi gufetti. 3 4 Tagliamo a metà una mela e coloriamola di rosso: ecco ottenuto uno stampo per disegnare altre mele! Tagliamo per il lungo delle carote, delle melanzane e dei pomodori: in questo modo avremo degli stampi per ottenere l’immagine sottostante. 4 45

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