Times Riva School n°22

 
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La libertà : Siamo troppo abituati a correre pesantemente la vita su dei binari che ci danno sicurezza, ma che ci tolgono il gusto di darci una direzione , forse ogni tanto è meglio scendere responsabilmente da quel treno in corsa e scegliere noi la str

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pag 3 Roma - la creatività fa scuola Pag 6 Allargare la gabbia Pag 7 Libertà di pensare Pag 8 La libertà è un paese Pag 9 Fuga per la libertà Pag 10 La musica è libertà Pag 11 Pensieri in libertà Pag 16 Credere o non credere Pag 36 Lettera a una sorella Pag 37 L’immigrazione in Italia Pag 38 La libertà un bene da proteggere Pag 40 Il circo delle illusioni Pag 44 Osare la speranza 2.0 Pag 47 Quando la cultura diventa coltura Pag 48 10 sfumature di territorio Pag 49 Il ponte di Christo Pag 18 Il futuro è nelle nostre mani Pag 19 Cosa è la libertà Pag 20 L’importanza della libertà Pag 21 Lezione di vita Pag 22 Concorso Trismoka Pag 50 La costiera Amalfitana Pag 52 Finlandia Pag 54 Il Muse di Trento Pag 55 Il Sermig Pag 56 Dialogo al buio Pag 25 In memoriam Pag 26 Mattia Pag 30 4 passi con te - vivi nel cuore Pag 32 Mio fratello supereroe Pag 34 Pensieri sulla camminata Pag 58 Il dono Pag 60 Marsiglia Pag 63 Marco Gavio Apicio: la ricetta Pag 63 FAI - concorso scuola Pag 67 Sport Pag 35 L’amicizia Pag 68 Congratulazioni

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BOMBA O NON BOMBA , ARRIVEREMO A ROMA Liberi , liberi , siamo liberi . Siamo noi. Mi stupisco , ogni talvolta mi trovo a viaggiare con i miei studenti della redazione del giornalino, per accompagnarli a ricevere dei premi per il lavoro annuale di redattori. Mi stupisco perché la stessa realtà che ogni giorno vivo, a volte con stanchezza, diventa subito così diversa e leggera. Posso guardare i miei allievi come figli e posso trattare i miei colleghi come fratelli mentre quello che mi circonda è lo sfondo di un bel quadro che si delinea con pennellate preordinate, ma anche improvvise e impensate. Guardo la realtà dall’esterno, come un osservatore privilegiato che non ne fa parte, ma che da questa collocazione particolare può vedere come solitamente ci si trascini stancamente nel vortice del “fare”, quasi come moderni schiavi del dovere. Invece io , il prof. Cini Marco e i miei studenti Betti Silvia, Bianchi Arianna, Foresti Elena, Massir Leila, Ndoye Salimata e Uccello Roberta stiamo compiendo un viaggio che ci porta lontano da fatiche e paure consuete e almeno per un giorno ci sentiamo LIBERI e una famiglia. Questa è la sensazione e il privilegio che abbiamo. Solo per questo giorno possiamo permetterci un cambio di programma e di routine per andare insieme a Roma , presso il liceo “Giulio Cesare” dove saremo premiati per il concorso creativo “Giornalisti in erba”. Anche con una levataccia inusuale il clima è disteso e la lingua è molto sciolta, tanto che fin dalle cinque del mattino Arianna ci pone i suoi -3quesiti sulla vita e subito ne nasce una discussione, dove tutti possono liberamente dire la loro, senza dover alzare la mano. Con attenzione ognuno esprime quel sé che non svela mai, se non è sicuro che quanto dice rimarrà come una confidenza tra amici o un confronto con adulti disposti all’ascolto, ma mai alla critica fine a se stessa. Da Bergamo a Milano, per il famoso “Freccia Rossa” che ci aspetta puntuale sul binario in attesa di mettere nel suo ventre il carico di passeggeri prenotati , ognuno per un motivo diverso, ma tutti verso una stessa direzione : Roma. Tra noi c’è una certa eccitazione soprattutto per Leila e Salimata che per la prima volta vedranno , anche se per poco, la capitale eterna. Il viaggio passa veloce, soprattutto non ci si accorge della velocità di 300 Km orari se non ci fosse un display a ricordarcelo. Silvia ci ricorda che siamo a scuola e diligentemente scrive un saggio breve e studia .

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In sole tre ore arriviamo alla stazione Termini e siamo pronti per una buona colazione. Fino ad ora abbiamo solo cambiato velocità ma erano i binari a guidarci, adesso ci dobbiamo orientare e capire dove andare. Così chiediamo informazioni e tra militari, carabinieri e forze armate, in una città blindata per paura di un attacco terroristico dell’Isis nell’imminente apertura del Giubileo della Misericordia, ci avviamo verso il trionfo. Prendiamo un tram ed eccoci a destinazione in una struttura scolastica che ci è familiare, perché ci accorgiamo che per noi entrare in una scuola è come essere a casa. Questa è enorme, è il liceo dove ha studiato Antonello Venditti che è stato la colonna sonora del nostro viaggio con la sua canzone “Bomba e non bomba, arriveremo a Roma”, così improvvisamente nel cortile , davanti alla statua di Giulio Cesare si improvvisa questo ritornello con la faccia sgomenta e sorridente di chi non sa che noi abbiamo la libertà di farlo. - 4- Entriamo nel salone dove molti altri studenti e insegnanti come noi hanno preso posto e si da inizio alla cerimonia. Sentire chiamare il nostro istituto “Serafino Riva” a Roma ci fa sentire una volta tanto importanti e orgogliosi. Si sente il merito sulla pelle e anche se il premio è un semplice diploma correlato a un libro , per noi è il più bel premio mai ricevuto. La cerimonia è accompagnata da alcune testimonianze di attori e registi emergenti. Quando tutto finisce ci incamminiamo, ma subito all’uscita una sorpresa. Arianna e il prof. Cini sono messi sotto assedio da un’intervistatrice di “Presa diretta” , sparano risposte senza pensarci troppo , così al momento e un po’ presi alla sprovvista si chiedono e forse sperano che davvero non li mettano in onda. Con più calma e col senno del poi avrebbero risposto diversamente. Non ci pensiamo e cammin facendo finiamo per mangiare a Porta Pia, in un locale, gestito da alcuni Napoletani D.O.C. che di cibo se ne intendono. Siamo nella storia, quella vera e non quella studiata sui libri. Così dopo pranzo ci immergiamo nella Roma antica del Foro Romano e del Colosseo. Qui non mancano i famosi selfie. Come siamo belli tutti insieme , incastonati in una storia millenaria . Un tutt’uno che ci riempie di gioia. Quasi con un po’ di rammarico è il momento del ritorno. Ci avviamo così alla stazione dei treni dove i miei allievi, di rito, cenano al Mc Donald mentre io e il prof. Cini come uomini di altri tempi recuperiamo i nostri panini dal fondo dello zaino e come due vecchi amici ci raccontiamo la vita.

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Entriamo in un ristoro per gli ultimi acquisti e mi viene sete, alle porte e nel locale ci sono sguardi attenti di uomini della sicurezza. Prendo la bottiglia dal mio zaino e sento un improvviso grido della cassiera. “ Ehi tu, vieni subito a pagare la bottiglia che hai preso!”. Io perplesso e anche un po’ spaventato, ribatto subito : “ E’ mia non l’ho presa qui. Non sapevo che a Roma, anche solo per bere la propria acqua si dovesse pagare!” .Lei si scusa adducendo il fatto che troppi fanno i furbi, intanto il prof. Cini Marco passa da uno sguardo perplesso e spaventato del tipo “C’è un attentato” a uno sguardo più compiaciuto e sorridente del tipo “ Che figure di …..”.Si riparte con un po’ di ritardo , ma con una soddisfazione fuori dal comune e una riflessione: Siamo troppo abituati a correre pesantemente la vita su dei binari che ci danno sicurezza, ma che ci tolgono il gusto di darci una direzione , forse ogni tanto è meglio scendere responsabilmente da quel treno in corsa e scegliere noi la strada da percorrere. E’ questa la libertà?. Prof. Zamblera Anselmo INTERVISTA AD ELENA FORESTI PREMIATA A “GIORNALISTI IN ERBA -5- 1) Elena ,siamo andati a Roma a ritirare un premio . Sei anche tu tra i premiati ,come ti senti al riguardo? Mi sento realizzata, perché per la prima volta nella vita ho costatato che posso farcela in qualsiasi campo. Se solo avessi un po’ di fiducia in più in me stessa, uscirei a fare grandi cose. Ringrazio per questo magnifico viaggio i miei compagni che hanno realizzato degli scritti fantastici e il prof. Zamblera Anselmo che ha creduto in me fin dal primo momento. Spero ci siano altre occasioni, che questa passione continui e che dal profondo del mio essere io continui a coltivarla . 2) Come è nata la passione per la scrittura ? Prima di tutto per me la scrittura è stata una salvezza, poiché ho notato presto che scrivere era un modo per sfogare il dolore. Iniziai nel novembre scorso a scrivere dei pezzi notando che uscivano abbastanza bene. Me ne innamorai, così che la scrittura divenne la mia arte e continuai a scrivere. Ben presto queste pagine si trasformarono in libri . La passione in me è diventata la necessità di trovare un appiglio nella vita e di trovare uno scopo. 3) Cosa ti porti a casa ? A casa mi porto per sempre il ricordo di questa esperienza fantastica e uno stimolo in più per coltivare e continuare questa carriera nella speranza che possa costruire , in un futuro , sulle macerie del mio passato, un impero .

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LIBERTÀ SIGNIFICA SOLO “ALLARGARE LA GABBIA”? Normalmente la libertà è intesa come quella possibilità che tutti noi abbiamo per fare ciò che ci piace. Prima di spiegare che cosa è la libertà comincerai a dire che cosa non è. Innanzitutto essa non vuol dire essere "schiavi", né vuol dire essere ricchi. Sono convinto che una persona povera, che abbia almeno da mangiare, può essere più libera di un ricco. Ma ora proviamo a dire che cos'è la libertà. La libertà è quella condizione secondo la quale una persona è in grado di esprimere le proprie opinioni, che possono essere sociali, religiose o politiche, senza alcun vincolo; la libertà è vincolata da leggi, come ad esempio le regole morali, senza le quali la società non starebbe in piedi, comunque l'uomo ha la propria libertà per quanto riguarda la vita sociale, senza naturalmente andare contro le leggi. L'uomo moderno è libero da un certo punto di vista poiché è libero di scegliere e professare la propria religione, esporre le proprie idee e poter scegliere ciò che è meglio per sé stesso. Tuttavia l'uomo moderno sotto altri punti di vista é “schiavo” : schiavo della moda, della tecnologia ed anche delle più classiche comodità come il nostro telefonino o addirittura della corrente elettrica. -6- Se è vero ciò che dice Montesquieu, che "la libertà è quel bene che ti fa godere di ogni altro bene" si dovrebbe essere disposti a tutto, ed invece noi finiamo col concepire la libertà semplicemente come "un allargamento della gabbia" dentro la quale siamo, ovvero la società moderna. Secondo me la scuola è una delle poche cose in un prossimo futuro che ci darà la possibilità di essere liberi davvero. Il motore della libertà e della crescita personale e sociale è l'istruzione, perché è con l'istruzione che siamo in grado di capire meglio ciò che ci circonda. La libertà infine è per me la possibilità di comprendere che nessuno è autonomo del tutto, quindi essere liberi vuol dire anche essere uniti ed aiutarci a vicenda. Berisha Resul

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“LIBERTÀ DI PENSARE” Libertà, “freedom”, per gli inglesi. A mio parere, la libertà, non è anarchia, come può essere per molti, ma bensì, è una possibilità. Essere liberi ci aiuta a capire chi siamo e se siamo in grado di compiere delle scelte “libere” valutando i rischi e preservando noi stessi, la nostra etica e la nostra morale insieme a tutti i principi assimilati negli anni. Naturalmente trovo che la libertà sia un concetto soggettivo, ogni persona ha alle sue spalle una sua storia e una sua esperienza che hanno plasmato in essa il proprio concetto di libertà, come possono essere, per esempio, la cultura, la famiglia, l’età, l’ambiente di lavoro, etc… Zigmunt Baumann, sociologo contemporaneo, ha descritto la modernità con il termine “liquida”, senza forma. Secondo questa concezione, non esiste più nulla di concreto, di sicuro, certo o stabile, tutto è in continuo movimento e in continuo cambiamento. A mio parere la libertà completa è utopica, nel vero senso del termine (“non esiste luogo”) poiché vi sarà sempre qualcosa che vincolerà le nostre scelte, basta banalmente pensare alle leggi fisiche. - 7- “Freedom”, cantava Jimi Hendrix nei lontani anni 60/70, cantava e suonava libertà per tutti, libertà al popolo nero, che nell’America dell’epoca non se la poteva permettere. “Uprising”, cantava Mathew Bellamy con i suoi Muse, nel non così lontano 2009, ed in fine, alla COP21 di Parigi, Thom Yorke cantando il suo ultimo inedito (“Silent Spring”) dice “People have the power”. Questo verso ha commosso la folla, dimostrando che ora più che mai necessitiamo di questo “bene” che Montesquieu dice sia il bene di accesso a tutti beni, ma non sappiamo usare il potere che abbiamo per aggiudicarcelo. Concludo con una citazione di Zigmunt Baumann: “[…]Una libertà ideale e perfetta, una <> è un ossimoro[…] un obiettivo irraggiungibile per la vita sociale: se non altro perché la spinta della libertà crea divisione e qualsiasi sua applicazione concreta non può che essere contestata. Come tanti altri valori, la libertà è sempre allo stato nascente, non è mai raggiunta, ma è un’aspirazione e un obiettivo di lotta perenne, e dunque una gigantesca forza propulsiva di quella sperimentazione che si chiama storia. ” Andrea Polini

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LA LIBERTA’ E’ UN PAESE I I resti della classe guardano un film in aula. Sta per finire l’ora, sta per finire anche la storia. Con una canzone, che una ragazzina canta ai genitori e al mondo intero: ‘io non fuggo, io volo’. Alcuni allievi mandano in quella scena occhi rapiti; altri, invece, se li lasciano rapire soltanto dalla fredda luce del cellulare che li tradisce illuminando dal basso i loro volti trincerati dietro gli zaini. Voglia di volare via, ma come si fa, siamo molto più pesanti degli aeroplanini precipitati nel cestino della carta, somigliamo un po’ all’albatros nella poesia di Baudelaire: nato per l’eleganza nei cieli, esiliato sulla tolda della nave per fare un po’ di compagnia al viaggio degli uomini, tra lo scherno dei marinai goffamente si trascina le ali da gigante che gli impediscono di camminare - lui, l’incompreso, attende la misericordia dei venti che lo sollevino dal legno straniero al regno della sua libertà. II Si sa, la domanda più culturale che circola nelle scuole di ogni ordine e grado è la seguente: ‘E’ suonata la campanella?’. Suonata dunque anche questa, i ragazzi si avviano a sgranchirsi le gambe e a disincantarsi le pupille godendosi la piccola libertà di corridoio nel trasferimento da un’aula all’altra. Forse Franz Kafka ha scritto anche per loro: ‘Si prega di venir trasferiti dalla vecchia cella, che odiamo, in una nuova, che dobbiamo ancora imparare ad odiare. C’entra anche un briciolo di fede che, durante il trasferimento, il Signore passi per caso nel corridoio, guardi in faccia il prigioniero e dica: Costui non rinchiudetelo più. Ora viene con me’. Ma oggi non incrociamo nessun tipo straordinario, e poi dovrebbero mettergli al petto il tesserino di ‘visitatore’, per un Maestro non sta bene. La classe procede lentamente lungo l’ala nord. Si dice ala, ma non si vola neanche lì. Così il glorioso stormo migra terra terra e svanisce dietro la porta di una nuova aula. III E’ l’ora di geografia. L’insegnante annuncia l’argomento della lezione: la libertà. ‘Scusi’ osserva quasi ridendo il più intraprendente della classe ‘ma cosa c’entra la libertà con la geografia?’. Intanto a tutto schermo viene proiettata la foto di un’indicazione affissa alla parete di una casa: Frazione Sogno, altitudine metri 758. ‘Dimmi tu’, risponde l’insegnante ‘io in questo paese ci sono entrato’. ‘La libertà è solo un sogno…’ accenna lo studente. ‘No,no, esiste, il profe c’è stato, è un paese’ interviene un secondo. E un terzo: ‘non troppo in basso, non troppo in alto, settecento metri è un buon equilibrio’. Una pausa di silenzio si sparge alla media quota della loro riflessione, finchè un ultimo di loro, bravo soltanto a giocare con le parole, conclude: ‘la libertà è un sogno in cui possiamo abitare davvero, basta alleggerirsi di una ‘e’ – liberarsi è librarsi, volare così, a mezz’aria, niente follìa, niente casino, ma equilibrio e via!’. E solleva le braccia, modula le dita, sorride alla vita. Ezio Marini -8-

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FUGA PER LA LIBERTÀ : INTERVISTA AI RIFUGIATI Martedì 22 dicembre siamo andate ad Adrara “all’area 21” , un’associazione onlus che ha accolto i 9 profughi pachistani che abbiamo intervistato. Come avete vissuto il viaggio? Male perchè ci era stato comunicato che era una bella nave,ma quando siamo arrivati lì abbiamo scoperto che era una barca che conteneva al massimo 50 persone ma ne sono salite 200 ed eravamo obbligati a salirci dato che degli uomini armati ci minacciavano. Siamo stati in viaggio 3 giorni e le condizioni erano pessime; l’ultimo giorno abbiamo incontrato delle barche americane che ci hanno aiutati a sbarcare in Sicilia. Perchè siete andati via dal Pakistan? Per motivi di lavoro. Siamo andati in Libia a lavorare dato che ci sono organizzazioni che assumono giovani e li mandano, appunto, a lavorare in Libia. Visto che non venivamo retribuiti e che c’era la guerra, dovevamo andar via. La vostra meta era l’Italia? Quali aspettative avevate dell’Italia? Sì. Avevamo sentito che potevamo essere salvati chiedendo l’asilo politico. Siamo contenti, soddisfatti e riconoscenti. Vi sentite piu’ liberi qui o quando eravate in Pakistan? Qui perchè in Pakistan,ad esempio, quando uscivamo per un viaggio lungo, non eravamo sicuri di ritornare a casa mentre in Italia ci sentiamo molto protetti e tutelati dalla legge. Cos’è per voi la libertà? -9- E’ sentirsi protetti dalla legge ed esprimere le proprie idee senza aver paura di essere perseguitati. Come vi trovate ad Adrara? Bene, le persone sono state accoglienti. Ad esempio la Signora Maria, quando ha tempo, ci aiuta a fare i compiti di italiano e ci aiuta con le faccende domestiche. Poi noi quando abbiamo tempo facciamo volontariato nell’associazione “Adrara attiva”. Dove abitate? Abbiamo 3 appartamenti che sono delle case popolari e ci gestiamo in modo autonomo. Abbiamo voluto verificare di persona una realtà che molte volte viene travisata dai mass– media , speriamo che sia servito anche a voi ascoltare le ragioni di chi non ha più la libertà dove vive e si vede costretto a fuggire per non morire.

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LA MUSICA È LIBERTÀ “Per me la musica è il colore. Non il dipinto. La mia musica mi permette di dipingere me stesso” Così diceva David Bowie e così credo che debba essere per ogni artista. Spesso si tende a confondere la figura del cantante con quella dell’uomo di successo o di spettacolo, ma non è sempre così. Il cantante, a mio parere, con le proprie storie intrattiene la gente. Tuttavia, ai giorni nostri sono ormai pochi quegli artisti che raccontano se stessi, che cercano di trasmettere quello che provano al pubblico, piccolo o grande che sia. Non vi conosco tutti ma so che, probabilmente, voi mi conoscerete come la “ragazza di Amici”. Ho vissuto, anche se per poco tempo, questa esperienza, che come ogni cosa, ha i suoi lati positivi e negativi. È molto utile, per una ragazza giovane come me, affrontare una simile esperienza perché, oltre a dare visibilità, è anche una scuola a tutti gli effetti: ti prepara e ti aiuta nel tuo percorso artistico e personale. -10- Non è necessario citare le famose raccomandazioni che caratterizzano il settore, ho capito che fa parte del gioco; quello della musica è davvero un mondo complicato e non tutti riescono ad arrivare a grandi livelli, per fortuna. Dico per fortuna, perché c’è bisogno di gente come noi, ragazzi che nei lunghi pomeriggi prendono la propria chitarra o si siedono di fronte al pianoforte e suonano senza preoccuparsi dei lunghi capitoli di storia da studiare o degli esercizi di matematica da fare. Non sono qui per dirvi frasi fatte o per darvi consigli sulla vostra vita, l’unica cosa che vi posso dire è di inseguire sempre i vostri sogni, che sia diventare astronauta o principessa non importa, non sempre tutto andrà nel verso giusto e molte volte vi troverete in difficoltà ma ce la farete, ne sono sicura; correte ogni rischio pur di essere felici. Ho conosciuto gente nuova, affrontato diverse situazioni e lavorato in ambienti che fino a poco tempo fa erano solo dei sogni, ho fatto tutto questo con le mie forze e ora sono ancora qui, tra i banchi di scuola. Ho ancora davvero tanto da imparare, ma credo di essere sulla strada giusta per poter gridare, finalmente, “ce l’ho fatta”. Federica Mussinelli

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L’INTERVISTA A FEDERICA MUSSINELLI A quanti anni ti sei accostata alla musica? C’è stato qualcuno che ti ha accompagnato in questo percorso? Ho iniziato a cantare così per scherzo, quando, all’età di otto anni ho partecipato ad una manifestazione di paese, da lì è cominciato tutto. Fin da piccola ho suonato la tromba, oggi suono chitarra e pianoforte. Molte persone hanno fatto, e stanno facendo, parte di questo mio percorso, ma fra tutte la mamma è stata la persona che mi ha supportata e aiutata di più. La musica può essere considerata una compagna o compagnia nel viaggio della vita? Io direi che per me è più una “compagna”, mi segue, mi sta accanto e mi aiuta, soprattutto nei momenti più bui. Musica, emozioni, stati d’animo…in che rapporto stanno? La musica è fatta di emozioni e stati d’animo, grazie a lei riesco, infatti, ad esprimere quello che a parole non riesco a dire. Per cosa rinunceresti alla musica? Ognuno di noi ha delle cose o delle persone per le quali rinuncerebbe a tutto, ma a questa domanda rispondo dicendo che, forse, la cosa bella della musica è che non ti obbliga a rinunciare proprio a niente; ti lascia libera! -11Come è stato il prima, il durante e il dopo di “Amici”? Mi sono iscritta ai provini di “Amici” così per scherzo, non mi sarei mai aspettata di arrivare fino a dove sono arrivata, sono sempre stata una ragazza insicura; certo non sono entrata nel programma, ma vi assicuro che arrivare anche solo a un passo dal mio sogno mi ha fatto capire che, forse, sono capace di fare qualcosa anche io. Amici è stata un’esperienza molto bella, mi sono divertita, ho lavorato con professionisti in ambienti importanti, ma soprattutto ho fatto quello che più mi piace fare; ho conosciuto delle persone bellissime e mi sono messa alla prova! Per quanto riguarda il “dopo” Amici, non è stato molto facile, ho dovuto recuperare tutto il lavoro perso a scuola e più di una volta mi sono chiesta cosa mai avessi sbagliato... andando avanti ho capito però che la colpa non è stata mia. La libertà per te cosa è e cosa significa? Per me la parola “libertà”, oltre ad essere un vero e proprio diritto di ciascuno, significa poter essere sé stessi ed esprimersi pienamente. Qual è il tuo sogno nel cassetto? Il mio sogno è fare musica, non importa dove e non importa come! Se avrò l’opportunità di cantare su palchi importanti, la coglierò sicuramente, ma dopo l’esperienza vissuta, affronterò tutto con più serenità e soprattutto con il sorriso! Libro di scuola o pianoforte! Non è una scelta facile, ho già detto prima che la musica non ti obbliga a rinunciare a niente, …pianoforte! Sei giunta alla fine di un percorso scolastico, quali sono le tue aspettative per il tuo futuro e quali ricordi porterai della scuola? La scuola è stato un vero e proprio campo di battaglia! Ho imparato molto, non senza difficoltà, ho avuto soddisfazioni e insoddisfazioni, giorni bui e giorni chiari! Mi sono avvicinata e interessata a molte cose, ho conosciuto delle persone, alcune hanno preso strade diverse dalle mie, mentre altre sono ancora accanto a me. Per quanto riguarda il mio futuro, dopo l’esame di maturità, affronterò l’università e continuerò a fare musica! In bocca al lupo dalla redazione

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PAROLE IN LIBERTA’ … Io mi sento una persona libera, ma non troppo. Mi spiego meglio: i miei genitori sono persone abbastanza all’antica. Benché non abbia nè regole nè castighi a casa, a volte non mi sento per niente libera. Ad esempio non posso tornare dopo le 23,30 il sabato, non posso vestirmi come voglio , non posso fare quello che voglio. Se io iniziassi a fumare , sono sicura che i miei non approverebbero , non solo per la salute , ma anche perché, secondo loro, una persona perbene, che ha tutto, non ha bisogno del fumo. Alcune piccole libertà me le lasciano ,ad esempio uscire una sera al mese, anche se mi raccomandano di tornare in orario. Sono esempi banali ma ne potrei fare tanti altri e, per questo, con l’andare del tempo non parlo più con i miei genitori , perché ogni singola cosa detta viene contestata non rientrando nei loro parametri. A casa mia ,guai se si salta una messa, guai se si indossano i leggins perché, per i miei genitori, una persona deve essere anche esteriormente pulita e perbene. Ecco questa è la mia libertà per 300 giorni all’anno ; i rimanenti mi sento libera perché con le cuffiette nelle orecchie e una matita in mano io disegno. In quei disegni che raffigurano persone con piercing , tatuaggi, sigarette accese, ritrovo quella libertà che in troppe occasioni mi viene negata. -12- Secondo me essere libero non è fare tutto ciò che si vuole e quando si vuole. Questi sono comportamenti di disinteresse verso gli altri, verso coloro che ti vogliono bene , verso coloro che rispettano le regole. Il viaggio verso la libertà è lungo, ma una libertà assoluta non esiste perché ci sono sempre dei limiti da non oltrepassare. Nella mia famiglia,tutto sommato, c’è abbastanza libertà anche se quando esagero i miei genitori mi riprendono . Molte volte, quando mi lasciano andare in discoteca, mi dicono di non combinare guai. Loro te lo dicono , ma poi sei tu che decidi come comportarti e se esageri quella libertà la perdi e ti viene tolta. Nel gruppo di amici molto spesso ci sono quelli un po’ meno “ganzi”, che stanno zitti per non andare contro quelli che più prepotenti. Nel mio gruppo di amici siamo tutti alla pari: ognuno ascolta l’altro. Magari c’è una discussione un po’ più vivace ogni tanto, così da evitare monotonia e noia. Io sto vivendo la mia libertà nel modo giusto per la mia età. In famiglia mi impongo delle regole da rispettare , ma mi sento libera comunque perché riesco a fare quasi sempre tutto. A volte non vengo capita perché i miei genitori credono di sapere tutto quello che penso, ma non è sempre così. A scuola se devo chiedere qualcosa lo chiedo liberamente, anche se non sempre posso esprimere quello che penso perchè gli insegnanti hanno sempre ragione e non gli si può mai dire nulla, anche se in modo rispettoso. Secondo me, i professori non sempre fanno le cose giuste, ma il mio parere lo tengo per me. In amicizia, invece, sono del tutto libera, non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno e ciò che penso lo dico senza alcun problema. Se non mi va una cosa, io non la faccio e, se gli altri mi escludono per questo, loro vanno per la loro strada e io vado per la mia: non erano ottimi amici... Vivere la libertà è dire sempre ciò che si pensa, ma anche rispettare le regole. Bisogna sempre agire con la testa, con il rispetto e l’educazione adeguata.

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Io mi considero una ragazza con molta libertà di parola sia in famiglia che a scuola e con gli amici. Ritengo di essere molto fortunata per questo. I miei genitori mi mettono vincoli, è vero, ma sono anche permissivi i alcune circostanze. Questo è una condizione importante per andare d’accordo e il fatto che nella mia famiglia è così mi rende orgogliosa. Anche la scuola che frequento permette a noi studenti di esprimere le nostre idee e dà la possibilità di risolvere alcuni dubbi. A volte, però, essendo molto timida, tendo a privarmi della mia libertà di pensiero, soprattutto quando sono con i miei amici perché ho paura di dire qualcosa di sbagliato e suscitare la risata di tutti. Di questo non ne vado molto fiera. Il percorso verso la libertà è ancora lungo e impegnativo. Io, sinceramente, non mi sento una persona completamente libera, anche se accetto i limiti imposti. In famiglia, ad esempio , il motivo per cui non mi sento libera è che i miei genitori mi vogliono tanto bene e quindi, come è giusto, mi proibiscono di fare o di comprare troppe cose . Questa è una questione che riguarda un po’ tutti e io la capisco . Invece si verifica una situazione completamente diversa in ambienti come la scuola o con gli amici . Infatti, in questi casi, io -13mi sento ancora più in gabbia e imprigionata in una vita che quasi non sembra la mia. Non sempre posso esprimere le mie idee, i miei pensieri e comunque non riesco a manifestare il mio vero carattere. Spesso coloro che chiamo “amici” mi costringono a diventare più cattiva e insensibile e io certamente non lo voglio, però è inevitabile. Tutto questo mi sta cambiando e facendo diventare sempre più forte perché, alla fine, non puoi vivere in un mondo dove tutti sono uguali e tu invece diverso e incompreso: sarebbe una follia. Certo , molti dicono che bisogna essere diversi e disinteressarsi dei giudizi degli altri, però non è facile come a dirsi. Per essere davvero libera cercherò di impegnarmi ed essere davvero me stessa, anche se non sarà facile. Sicuramente non ho ancora capito il concetto di “libertà” e credo che ci voglia ancora molto tempo per apprenderlo appieno. Per me , ora, la “libertà” è fare quello che voglio, quando voglio, come voglio, senza dare una spiegazione logica. Alcune cose che faccio, vengono interpretate dalle persone che mi stanno intorno come “voglia di fare la ribelle” o cose simili. Invece io, agisco per ribadire il mio concetto di libertà. Solitamente mi chiedono perché faccio cose assurde, e io cambio argomento o non rispondo perché la risposta non la conosco. Lo faccio e basta. Secondo me, sono soprattutto i miei genitori a tenermi con i piedi per terra. Mi impongono le loro regole senza cercare di capire quali sono i miei ideali. A scuola la situazione non è molto diversa quindi cerco di non pensarci e combinare guai sempre per i fatti miei. I miei amici di sicuro non apprezzano le cose che faccio, però penso e credo che capiscano il perché delle mie scelte.

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Rare volte ho la sensazione di libertà che provo quando sono da sola in montagna. Nessun rumore, nessuno che mi dica qualche cosa: solo io e la pace assoluta. Quando il mio attimo di libertà finisce, non posso fare altro che sottostare a ciò che non voglio. Sono consapevole che, alla mia età, non si è abbastanza coscienti di ciò che potrebbe essere la libertà, perché non ho un bagaglio culturale abbastanza arricchito per poter giudicare.Nel mio piccolo,la libertà piena, non esisterà mai. Ci sono modi per avere più o meno libertà, sta a noi a scegliere le strade giuste o sbagliate. Quando sto con il mio gruppo di amici mi sento libera, posso dire quello che penso e che provo. Per fare ciò, però, credo sia necessario anche fidarsi delle persone che hai attorno. Per esempio le cose più intime, se si possono chiamare così, non mi sento pronta a dirle ai miei amici. A scuola la situazione cambia: per dire ciò che pensi, devi alzare la voce, nel vero senso della parola. Alcuni miei compagni si lamentano che qualcuno non parla mai, ma i motivi di ciò penso siano questi: 1) parlano sempre loro 2) alcune persone semplicemente si sentono a disagio o non vogliono esprimere le proprie idee. Costoro dovrebbero essere aiutati ad aprirsi. 3) quando parli vieni deriso, preso in giro e umiliato. Così succede a me con qualcuno dei miei compagni: quando voglio dire ciò che penso, devo farmi sentire alzando il tono di voce e già questo è un disagio. Dopo che ho parlato, qualcuno inizia a criticarti alle spalle. A casa, invece, mi sento libera con mia mamma, mentre con mio padre alcuni argomenti non si possono toccare. Mio padre urla perché fraintende sempre ciò che dico e pretende di avere ragione . In questo caso è meglio chiudere la bocca, così mi sento un po’ umiliata e incompresa . Penso che io possa definirmi libera perché, la maggior parte delle volte, dico ciò che penso ed esprimo i miei sentimenti cercando di non ferire le persone a cui voglio bene. Per me, la libertà è esprimersi senza pregiudizi , essere liberi di fare quello che si vuole ma con la testa. La libertà è divertirsi,stando attenti a quello che succede e che si fa. Io mi sento una ragazza abbastanza libera, però alcune volte non lo sono per niente. Non posso dire di non essere libera, ma ci sono dei giorni in cui è meglio stare zitti, non parlare perché hai paura di quello che dicono gli altri. In famiglia posso parlare di tutto perché ho fiducia nei miei genitori, anche se a volte non riesco a sopportarli e a volte mi proibiscano delle cose , ma credo e sono sicura che lo facciano per il mio bene, anche se io gli rispondo male. Con i compagni e con gli amici non ho paura di parlare . Se mi accettano per quello che sono bene, altrimenti va bene ugualmente: significa che non erano veri amici. Con gli insegnanti ovviamente nessuno si sente libero , a volte mi sembrano dei guardiani che ti controllano per non farti scappare dal carcere. Nessun adolescente al giorno d’oggi è libero , ma è giusto così perché i limiti servono per crescere e maturare.

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Sinceramente non mi sento completamente libera perché in ogni ambito c’è qualcuno che impone restrizioni. Tra gli amici bisognerebbe stare con la consapevolezza di poter esprimere la propria opinione qualunque essa sia, invece a volte mi trovo a fingere perché alcune persone tenderebbero ad allontanarmi o a criticare i miei punti di vista. La scuola è un altro luogo nel quale nessuno si può sentire senza limiti , perché professori e compagni tendono a esprimere le proprie idee senza accettare obiezioni , cosa che non dovrebbe assolutamente succedere. Anche a casa e in famiglia , esistono situazioni di questo tipo. Ad esempio un genitore potrebbe essere convinto che quello che il figlio vuole veramente ( scuola , compagnia di amici …) non sia ciò che è più adatto a lui, basandosi magari su fatti futili e privi di significato. Continuando di questo passo, sono sicura che non si arriverà mai alla conquista della libertà perché nessuno si sta impegnando veramente. Dobbiamo imparare, io per prima, a non lasciarci condizionare dal giudizio degli altri , o almeno non così tanto da imporci dei limiti da soli. Ovviamente dobbiamo cercare di evitare le critiche non costruttive dettate dalla convinzione di essere superiori a qualcuno, perché, in questo mondo , che ci piaccia o no, siamo tutti uguali e nessuno dovrebbe permettersi di limitare la libertà di un altro, nemmeno involontariamente. -15- Io , anche se in piccola parte, mi sento un ragazzo libero perchè in famiglia ho dei genitori che mi lasciano sperimentare, chiaramente nei limiti del possibile, anche cose nuove . A scuola mi sento libero,perchè , anche se bisogna seguire alcune regole, mi diverto con gli amici e imparo cose nuove ogni giorno. Invece nel gruppo di amici non mi sento libero: è da tantissimo tempo che non esco con loro e quei pochi amici che avevo si stanno allontanando. Sto passando un brutto momento per colpa di una malattia che mi provoca dolori alle gambe. Per questo motivo, ho dovuto abbandonare le cose che mi piacevano molto , ad esempio il basket che era la mia passione. Poi in questo periodo non riesco a muovermi e ad andare in giro , persino a scuola sono mancato per un mese. Per questo motivo, la mia libertà è stata molto limitata. Secondo me, la libertà non si raggiungerà mai . Dico questo partendo dal fatto che ci sono persone molto intelligenti, ma anche persone molto ignoranti, aggressive e violenti. In questo mondo ci sono egoismo e possessività che offuscano la piccola parte di altruismo.Il posto dove non mi sento libera è la scuola, non perchè mi devo alzare presto o devo studiare, ma per perchè non puoi esprimere le tue idee per paura, che se non coincidono con quelle dei professori, questo vada a influire sui voti. Tra gli amici, invece, mi sento libera di esprimere la mia opinione ; non mi importa il pensiero della gente , più che altro mi importa il giudizio dei miei amici più cari. Anche in famiglia mi sento libera di esprimere la mia opinione e i miei pensieri.

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