Atti del Convegno “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani”

 

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L'occasione delle bella mostra delle miniature realizzate da Pietro da Eboli ci ha consentito di ripercorre la storia del nostro territorio, legata al termalismo

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De Balneis Puteolanis Atti del convegno “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” A cura di Anna Abbate, Antonio Isabettini e Massimo Schiano 12 dicembre 2015 Palazzo Migliaresi - Rione Terra - Pozzuoli (Na)

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12 dicembre 2015 Palazzo Migliaresi - Rione Terra - Pozzuoli (Na) De Balneis Puteolanis Atti del convegno “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” A cura di Anna abbate, Antonio Isabettini e Massimo Schiano 12 dicembre 2015 Palazzo Migliaresi - Rione Terra - Pozzuoli (Na)

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Impaginazione e grafica: Anna Abbate Con la collaborazione di: Imma Illiano Stampa in proprio 25 maggio 2016

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” Introduzione Anna Abbate Il convegno di studi sul tema “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani”, di cui qui pubblichiamo gli atti, si è svolto il 12 dicembre 2015 nel bellissimo scenario offerto dal Palazzo Migliaresi a Rione Terra, Pozzuoli (Na). Il convegno ha aperto la Mostra delle Miniature del “De Ba lneis Puteolanis” di Pietro da Eboli esposta sempre nel Palazzo Migliaresi dal 12 al 27 dicembre 2015 inserita tra le iniziative sostenute dal Comune di Pozzuoli nell’ambito dell’evento “Suoni, luci e solidarietà” per le festività del Natale 2015. Organizzatori della mostra e del convegno la scrivente, Antonio Isabettini e Massimo Schiano collaboriamo già da qualche anno e insieme abbiamo ideato e messo in atto varie iniziative per la valorizzazione del territorio flegreo, in particolare “Le scale di Pozzuoli”, gemellata con la manifestazione partenopea “Le scale di Napoli”. Già il Natale 2014 ci ha visti insieme per aver organizzato l’evento “Tu scendi dalle scale del Pendio San Giuseppe” dove abbiamo coinvolto pittori, musicisti, artisti di strada, artigiani e imprenditori locali.

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” La manifestazione oltre ad aver vitalizzato il territorio per quattro giorni ha portato alla realizzazione di quattro murales, dipinti dagli artisti Stefania Colizzi, Aida Guardai, Bianca Gerundo, Antonio Isabettini sulle pareti del Pendio, dedicati ai quattro elementi “fuoco, terra, acqua e aria” che sono ancora oggi in parte visibili. Quando mi vengono proposte iniziative culturali e nuove sfide accetto sempre con piacere ed entusiasmo, perciò, quando Antonio Isabettini mi ha parlato della mostra ho partecipato con grande piacere. La mostra ha incontrato grande successo di pubblico; circa 4000 visitatori e il convegno ha prodotto un dialogo di grande respiro tra specialisti e studiosi di settori differenti intervenuti. L’indice degli atti rispetta l’ordine cronologico e tematico in cui si sono sviluppati gli interventi. Del termalismo parleranno ampiamente i contributi degli amici che hanno animato il convegno, ma non me ne vogliate se anche io parlerò brevemente del fenomeno. Il termalismo ha origini che si perdono nel tempo e molti reperti archeologici, testimonianze letterarie e scientifiche ci raccontano la sua storia e come l’idroterapia fosse praticata dalle p opolazioni del Mediterraneo. Nell’antichità l’immersione nell’acqua per purificare il corpo ha avuto una funzione sia sacrale che sociale. 2

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” Già Omero ci racconta che i guerrieri achei feriti, al ritorno dalla guerra di Troia, si immergevano nelle sorgenti termali presso Smirne, i c.d. bagni di Agamennone. Ippocrate (460 a.C. – 377 a. C.), nel suo trattato di medicina analizza gli aspetti chimici, organolettici, i problemi igienici e gli effetti delle acque calde e fredde sull’organismo umano, i nfatti vi sono notizie storiche dell’uso di sorgenti termali da pa rte dalle popolazioni locali per l’attenuazione dei dolori musc olari e curare patologie della pelle. Ma è la civitas romana che trasforma le terme in bagno esaltando questo strumento di cura e di relax costruendo le Terme pubbliche. E furono i medici di Roma a riconoscere le qualità terapeutica di molte acque. Celso (II sec. d.C.) ci descrisse per la prima volta la stazione termale di Baia teorizzando sull’uso delle acque come cura a ttraverso una regolazione della temperatura in base alle esigenze personali di ogni individuo. Intorno alla metà del 1900, con il progredire delle scienze chimiche, fisiche e biologiche, l’uso delle cure termali assume c aratteristica di farmaco complesso e irriproducibile artificialmente. Moltissimi studi sul termalismo diventano un supporto scientifico alle terapie ampliandone i campi di intervento e le metodologie di applicazione consentendo l’ampliamento dei reparti di 3

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” cura degli stabilimenti termali trasformandoli da luoghi di puro svago in luoghi di salute e centri culturali. A partire dagli anni ’80 del 1900 fiorirono nuove tendenze per la valorizzazione del proprio benessere psicofisico, gli stabilimenti balneari divennero dei complessi centri per la cura della persona. Concludendo, oggi le acque termali sono vissute non solo come un metodo di cura ma vengono associate all’idea del benessere a tutto tondo e i Campi Flegrei hanno un potenziale altissimo per la qualità delle acque, per la mitezza del clima e per gli ambienti naturali che si trovano in molti stabilimenti termali. Solo in questo territorio è possibile avere cura della propria salute, rilassarsi, immergendosi in acque calde a due passi da un sito archeologico. L’associazione: Gruppo Archeologico Kyme Due parole sul Gruppo Archeologico Kyme, associazione della quale sono socia fondatrice e rappresentante legale. L’associazione è costituita da archeologi che già da qualche anno sono impegnati nella conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale della propria regione e in particolare della Provincia di Napoli. Ringrazio tutti i soci che mi hanno sostenuto ed accompagnato in questa avventura. 4

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” In particolare ringrazio Gianluca D’Avino e Marianna Della Vecchia che hanno collaborato attivamente alla realizzazione del Convegno. Ringrazio anche l’amica Imma Illiano, che ha fornito una co llaborazione impeccabile. 5

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” Maria Teresa Moccia di Fraia Se il toponimo Dicearchia, suggestivo quanto antico, che sa di orgogliosa aspirazione a libertà e giusto governo, come nato dalla fantasia di un poeta dell’epos, viene smemorato dalla piccola colonia marittima che Roma organizza sul promontorio del Rione Terra nel 194 a.C., un motivo di certo ci sarà. Soprattutto perché cambiano i dominatori, le popolazioni, la cultura, ma i nomi delle città difficilmente. Ma anche perché il toponimo latino che verrà scelto è di gran lunga meno fascinoso e potente del primo. Tuttavia quel motivo non è ancora noto, benché, a dirla tutta, Dicearchia non costituisce solo un problema per la toponomastica, dal momento che resta un caso letterario tuttora irrisolto da parte dell’archeologia e un vacuum perfino per la sua ubicazione, al punto da metterne in dubbio l’esistenza stessa. Si attesta pertanto con autorevolezza il nome di Puteoli. Ci piace pensare che l’etimo non si riferisca all’inconfondibile odore di Solfatara, ma alla straordinaria presenza di piccole sorgenti minerali del territorio. Una ricchezza che i Romani mettono a frutto con sistematica praticità, legando il nome della fiorente città flegrea anche al termalismo. Terme pubbliche e private punteggiavano difatti l’area pute olana, concentrandosi senza soluzione di continuo nell’ amenus 6

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” sinus baianus, luogo di incommensurabili delizie, piaceri non del tutto casti, ritrovo delle classi aristocratiche, dei maggiorenti politici, di imperatori e donne di potere. A Puteoli, lungo la terrazza mesurbana deputata allo svago e al divertimento dove sorgevano gli anfiteatri, le fontane, le tabernae, si aprivano in età imperiale le Grandi Terme, note come tempio di Nettuno, complesso monumentale secondo forse solo agli impianti di Roma, che, stando ai resti del frigidarium, era sicuramente di enormi dimensioni, con un apparato decorativo imponente, dagli ampi ambienti con volte a botte e statue. Il calidarium, oggi obliterato da edifici moderni, per captare al meglio il calore, era disposto a mezzogiorno, in un gioco di più livelli digradanti verso il mare, da cui i naviganti in entrata del porto riuscivano a intravederne la fisionomia, insieme al Tempio sul Rione Terra, segni identitari della città imperiale in pieno II d.C. Ma numerosi erano gli altri edifici termali. Ne sono testimonianza i resti del c.d. Bagno Ortodonico del tardo I secolo d.C., forse connessi ad una sorgente naturale, e le preesistenze di via Ragnisco, interpretabili, per le ridotte dimensioni, con una struttura di tipo privato. E ancora, sulle sponde dell’Averno, la Terma del c.d. tempio di Apollo, di cui sopravvive una grande aula la cui volta a cupola è crollata, ma che era di poco inferiore a quella del Panhteon. I bagni di questa terma sfruttavano un’ennesima fonte idromine- 7

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” rale, ed erano stati realizzati nel I secolo d.C., per poi essere ristrutturati nel successivo. Sul lago Lucrino altri ambienti, probabilmente annessi ad una di quelle grandi ville che affollavano la costa. La tradizione ha voluto ribattezzarli Lavacro della Sibilla, ulteriore omaggio alla sacerdotessa resa famosa da Virgilio, dotati di vasche, mosaici, gradinate e cisterne, la cui attività perdura fino al XIV secolo. Una tradizione, quella termale, che trascorre nel Medioevo, quando i Campi Flegrei cedono per importanza strategica, ma non per salubrità dei luoghi e frequentazione delle acque, tanto da attirare Federico II, come racconta Riccardo da San Germano, forse più desideroso di temporeggiare la partenza alla promessa crociata del 1227 che ritemprare l’indomito fisico. Terme che a Pozzuoli, un po’ come le crisi bradisismiche, c onoscono alti e bassi, con un nuovo momento fortunato tra Ottocento (i Borbone, tra l’altro, dotano l’area del Macellum di una struttura efficiente, con numerose sale per bagni e docce) e i primi Novecento, per poi ricadere nel degrado e nell’oblio. Riannodare alla storia e alla memoria cittadina questo passato significa restituirgli la necessaria dimensione. Pertanto la mostra delle miniature De balneis Puteolanis, oltre a documentare la straordinaria opera del suo autore, Pietro da Eboli, diventa un’occasione per riflettere sul futuro e sullo sviluppo di Po zzuoli. 8

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” E’ significativo che questo poeta della corte sveva, che aveva adulato con la sua rima il Barbarossa ed Enrico VI suo figlio, realizzi un’opera dedicata esclusivamente alle terme di Po zzuoli, incredibilmente uniche nel panorama meridionale e non solo, augurandosi che gli impianti costruiti dai Romani potessero ritrovare l’antico splendore. Già Pietro da Eboli, dunque, ne sottolineava l’abbandono, per quanto il godimento delle acque naturali dovesse appassionare molti, oltre che l’imperatore ed i suoi cortigiani. Il De balneis, pubblicazione che ebbe larga fortuna, tradotta in italiano e in francese, diventa, in breve, un caposaldo, il testo guida a cui si farà riferimento ogni volta che si vorrà trattare del termalismo flegreo. Del resto l’accuratezza delle miniature dell’Angelica, ne fanno un piccolo gioiello. dell’esemplare Idroterapia, cura del corpo, benessere: sono voci che intercettano una tradizione antica, che rimonta al periodo classico, ma che corrispondono ad una reale risorsa del presente, su cui potrebbe plasmarsi una diversificata proposta di servizi. Non bisogna più sprecare occasioni, ma rendere efficiente la complessità di un’area che ha un potenziale enorme tra beni paesaggistici, archeologia e vulcanesimo. Non bisogna temporeggiare, ma scommettere su cultura e bellezza, consapevoli che quello puteolano è di per sé un sistema integrato, dove la pluralità degli elementi da mettere a regime costituisce un serbatoio di ricchezza incredibile. 9

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” Vincenzo Figliolia Porto il mio pieno sostegno a questa manifestazione, nella convinzione che anche tale iniziativa si inserisce in un opportuno gioco di squadra. La realizzazione di tali iniziative, che hanno la capacità e non soltanto l'ambizione di riaccendere quelle che sono le nostre tradizioni, non solo culturali, ma anzitutto produttive, ci consentono di analizzare le prospettive che le terme possono dare al territorio. Ciò implica che, dalla astratta condivisione di tale iniziativa, derivi come logica conseguenza il fermo e costante impegno a rendere concrete le idee e le progettualità che essa ha prodotto. È innegabile che il futuro della città sia strettamente legato alla capacità di sfruttare ciò che la natura le ha regalato, valorizzando le risorse così generosamente presenti e preservandone intatta la bellezza. Le terme sono certamente una di queste risorse, da utilizzare in maniera strettamente sinergica tra loro. Eppure le terme, che per più di un secolo hanno rappresentato qualcosa di importante per questa città, per questo territorio, dal bradisismo del 1983 in poi, hanno vissuto una lunga ed inspiegabile crisi, una sorta di contraddizione, forse legata anche a una classe dirigente che non ha saputo comprenderne l'importanza. 10

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” Tuttavia oggi, la città flegrea resta un unicum territoriale, misto di storia e con una potente vocazione imprenditoriale : una città di circa 200 mila abitanti, che hanno la fortuna di vivere in un luogo in cui vi sono risorse che pochi territori hanno. Bisogna, però, anche tener presente che l'inestimabile patrimonio storico e naturalistico appartiene all'intero territorio flegreo. Siamo un'unica terra con diversi comuni, diverse iniziative hanno un unico comune denominatore : ricchezza e produttività. È, dunque, necessario che tutti facciano un passo indietro per far decollare questa terra, affinché queste iniziative convergano, anziché marciare separatamente ed in parallelo, giovandosi anche della preziosa ed appassionata collaborazione di volontari. Ringrazio chi me l’ha già fornita e chi lo farà. Intervengo a questo convegno con il cuore, convinto che non serva più che si facciano distinguo e polemiche e domani vorrò poter dire che anche io ho dato qualcosa a questa città. Ù 11

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12 dicembre 2015 “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani” Roberto Gerundo Scorrendo i temi e le questioni poste a tema del Convegno, ci si rende subito conto di essere davanti ad un'occasione qualitativamente alta da un punto di vista culturale, scientifico e anche politico-amministrativo, per le prospettive strategiche che si possono operare nei Campi Flegrei. Ciò senza trascurare l'importante testimonianza storicoculturale della mostra di miniature che illustrano il “De Balneis Puteolanis”. Si prospettano, dunque, una serie di ricadute positive, che si auspica restino ad accrescere il nostro patrimonio culturale. In un momento difficile e problematico che attraversa l’Europa, il Mezzogiorno e, in particolare, la Regione Campania, è necessario confermare e sostenere una diversa modalità di interpretare la politica in termini di fattibilità, volontà, concretezza e ascoltare tutte le sollecitazioni che provengono dalla società tutta. Ci sono questioni che, per molto tempo, sono rimaste inattuate; si fa riferimento ad una legge del 2008 che riguarda il piano di utilizzazione demaniale che non è stato portato avanti, tutte questioni di riferimento politico-strategico che sono rimaste bloccate per molto tempo e, oggi, è necessario prendere decisioni progressive in tal senso e in tempi molto rapidi, con le 12

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