Dai comitati di base al sindacato della base

 

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sindacato italiano appartenenti polizia 6° congresso nazionale s.i.a.a.p 1986 s.i.a.p 2006 dai comitati di base al sindacato della base genova 29 30 31 marzo 2006

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1.1 premessa autorità graditi ospiti colleghe e colleghi della polizia di stato dell arma dei carabinieri della guardia di finanza delle delegazioni dei cocer comparto difesa delle delegazioni dei sindacati di polizia comparto sicurezza vi porgo il benvenuto ed il caloroso saluto del siap rivolgo il mio pensiero anzitutto a tutti coloro i quali nel recente passato hanno lottato per consentire oggi a tutti noi di essere qui e discutere liberamente e pubblicamente dei nostri problemi e dei problemi che il paese vive delle nostre prospettive di lavoro e di vita a loro va il nostro riconoscimento ed un sentito grazie sento di ricordare in questo consesso tutti i colleghi operatori di polizia che sono caduti sia nell adempimento del loro dovere che per mano delle mafie e del terrorismo assassino tutto ciò ci fa sentire male male sempre ciò nonostante i poliziotti sono stati e continueranno ad essere baluardo e formidabile avversario di coloro i quali attentano alle nostre libertà ed alla nostra democrazia abbiamo lottato per avere un sindacato dei poliziotti libero forte indipendente e confederale esso è anche baluardo contro tutti coloro che attenteranno alla libertà dei cittadini e dello stato è non solo uno strumento di tutela dei lavoratori di polizia ma sentinella delle nostre libertà per una società di persone libere che vivono in pace 2

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quando è nato il siaap è stato detto nasce il siaap la parola ai muti era il 22 0ttobre 1987 in questa mia relazione dopo vent anni dalla nascita spontanea dei comitati degli agenti ed assistenti siamo nel 1986 cercherò di percorrere le tappe fondamentali di questi anni affinché tutti sappiano da dove veniamo e verso dove stiamo andando lo ritengo indispensabile non per autocelebrarci ma per definire in maniera condivisa quale sarà l agire politico del nostro sindacato nei prossimi anni per continuare a tutelare tutti quei colleghi che in noi hanno creduto e credono la riflessione storica di ciò che si è anche se articolata in chiave passionale diventa necessaria prodromica per discutere il ruolo del sindacato ed in particolare del sindacato dei poliziotti della base il s.i.a.p considerato che del moderno e complesso sistema democratico che regola le dinamiche politiche sociali e sindacali noi siamo parte integrante lo siamo ancor di più dopo la svolta del congresso di bari in cui abbiamo scelto il modello confederale quale riferimento organizzativo e politico sentiamo di essere vicini alla uil perché ne condividiamo i valori democratici pluralisti e riformisti la uil è la confederazione che ci ha accolto riconoscendo il nostro ruolo nel mondo del lavoro e sindacale in particolare per quel che attiene alla rappresentanza dei poliziotti in seno al comparto sicurezza/difesa permangono comunque delle tematiche organizzative ancora irrisolte anche se siamo coscienti che la nostra storia non nasce all insegna del sindacalismo confederale e questa è la ragione che ci induce ad essere pazienti anche se in realtà dal sindacato confederale il siap non è mai stato distante io a via lucullo sento di essere a casa non mi sento un ospite e questo permette di superare le difficoltà 3

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1.2 sintesi storica occorre ricordare che nel luglio del 1986 i frequentanti il 2° corso di ufficiali di polizia giudiziaria presso la scuola di polizia di nettuno si riunirono per discutere della situazione in cui si sarebbero trovati alla fine del corso infatti per gli effetti della legge giacometti si sarebbero trovati nell anomala condizione di poter operare con gli stessi poteri dei sovrintendenti e degli ispettori quali ufficiali di polizia giudiziaria ma con la qualifica di assistente capo dunque restavano collocati nel ruolo degli agenti ed assistenti nello stesso tempo l assistente capo giuseppe pastore al reparto mobile di palermo raccoglieva e si faceva portatore delle istanze del grave disagio che in quegli anni la c.d base viveva era ancora priva dei diritti e delle tutele erano gli anni in cui gli altri due sindacati esprimevano al loro vertice come guida i dirigenti della polizia che in quegli anni non erano ancora stati permeati dalla cultura democratica e riformista del sindacato allora erano considerati la naturale controparte degli altri lavoratori che in loro non si riconoscevano essi apparivano agli occhi di quei colleghi come coloro i quali privavano e negavano dei naturali diritti i poliziotti/lavoratori i quali rivestivano una qualifica che li subordinava nonostante la sindacalizzazione fosse già in atto da qualche anno sono i primi embrionali elementi da cui emergeva il disagio dei poliziotti della base da cui sarebbe scaturita poi la nascita dei primi comitati spontanei della base della polizia che sarebbero spuntati in molti posti di lavoro in tutta italia ove era possibile comunicare con i colleghi si ricorda tra i primi e tra i più attivi la nascita nel dicembre del 1986 del comitato di 4

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bauladu in sardegna e poi in abruzzo in puglia in sicilia tutti subito dopo la loro costituzione cercano il contatto con giuseppe pastore questi ben presto diventa il leader elemento trainante e qualificante per la breve ed intensa storia del siaap nei primi mesi del 1987 febbraio nasce il comitato nazionale di difesa degli agenti e degli assistenti della polizia di stato e da esso viene eletto responsabile l assistente capo francesco falchi dopo un appuntamento davanti al box della polfer della stazione termini arrivarono una cinquantina di poliziotti da diverse parti d italia tra di loro molti non si conoscevano ma li accomunava un idea quella di dar voce a quanti quotidianamente vivevano e vivono il difficile e bellissimo lavoro del poliziotto senza chiedere nulla in cambio per i sacrifici ed i pericoli che si corrono li accomunava e ci accomuna ancora oggi l idea di vivere questo lavoro con dignità e professionalità questo è il nostro album di famiglia il dna del siap la nostra origine la nostra idea di essere sindacato e ancora oggi dopo tanti anni noi ne siamo fieri sempre nel 1987 viene stipulato e sottoscritto l atto costitutivo del siaap sindacato italiano agenti ed assistenti di polizia è il 22 ottobre nel successivo mese di novembre l amministrazione con una circolare informa della nascita del nuovo sindacato sarebbero dovuti passare ancora degli anni e tante battaglie tra cui quelle giudiziarie per ottenere il riconoscimento della maggiore rappresentatività la sede del nuovo sindacato è domiciliata presso l abitazione privata di giuseppe pastore a palermo sino ai primi mesi del 1988 in cui il siaap pone la sua sede ufficiale a roma in via grazioli lante pastore mostra di essere un uomo caparbio e grazie a questa sua dote vengono portate avanti le idee del sindacato della base l informazione tra le strutture che nascevano viaggia per il tramite dei ponti radio delle questure e delle prefetture dove lavorano i primi aderenti al siaap spetta a pastore il merito di aver dato forza alle rivendicazioni della base in quegli anni dimenticata da tutti il siaap aprirà battaglie su 5

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più fronti prioritaria quella per il riconoscimento della maggiore rappresentatività senza la quale non può espletarsi una reale azione sindacale il primo riconoscimento ufficiale del sindacato arriva grazie ad una sentenza del tar lazio nel 1989 a seguito di un ricorso che l amministrazione impugnerà dinanzi al consiglio di stato si cerca sostanzialmente di impedire al siaap di partecipare ai lavori per il rinnovo del terzo contratto di lavoro ma la tenacia di pastore la spunta ed in quel contratto riesce ad ottenere la sottoscrizione di un protocollo d intesa che porterà l allora capo della polizia parisi a riconoscere la spinta ed il disagio che veniva dalla base tanto da indurlo ad istituire una commissione di studio per esaminare la questione del riordino delle carriere fino ad un decreto ministeriale che ne fisserà la composizione nel frattempo all interno del sindacato nascono i primi dissidi interni il confronto dialettico si fa acceso c è chi grida al tradimento dopo la firma con riserva di pastore al terzo contratto una firma che ci ha consentito di entrare in gioco ed usufruire delle prerogative dei sindacati maggiormente rappresentativi scelta lungimirante di cui ancora oggi se ne godono i benefici alcune segreterie contestano il contratto e la legittimità di chi lo ha sottoscritto il sindacato si spacca le due anime del siaap si contano e si contestano a vicenda l amministrazione viene coinvolta ma intelligentemente si pone in maniera super partes è uno dei momenti più bui della nostra storia l epilogo si consuma nelle aule dei tribunali e ancora ne oggi paghiamo le conseguenze il primo congresso nazionale si terrà a terracina dal 18 al 20 maggio del 1990 dove si consumerà lo strappo anche se dopo due giorni di serrato ed intenso dibattito si riesce a votare una segreteria ed il segretario generale viene eletto infatti alla guida del siaap mario bruno piras la nuova segreteria si mette al lavoro nel tentativo di continuare l opera di pastore sul riordino ma una parte del consiglio nazionale convocato per il 22 ottobre si autoconsegna 6

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al ministero il sindacato viene portato verso una deriva radicale ed estrema due segretari nazionali non condividono e denunciano le scelte e la gestione del nuovo segretario generale e l ennesimo strappo nel secondo congresso nazionale tenutosi a capo d orlando nel febbraio del 1992 avviene l apertura ai sovrintendenti che di fatto porterà alla modifica della sigla da siaap a siap senza tuttavia mutare le radici e l idea che noi abbiamo del sindacato idea sinteticamente racchiusa nel nostro nuovo motto la base per la base anche a capo d orlando i problemi non mancano ma non ritengo dovermi soffermare sugli spiacevoli fatti di quei giorni a capo d orlando piras viene riconfermato alla guida del siap mi corre l obbligo solo di rammentare che da quel congresso in poi il siap subirà una battuta d arresto rispetto alle prospettive ed alla evoluzione che poteva avere in termini di consensi e credibilità il terzo consiglio nazionale celebratosi a portonovo di ancona approva l apertura agli ispettori in una sorta di naturale dinamica della evoluzione professionale effetto della nostra rivendicazione storica in materia di riordino delle carriera aperta dalla base tale lento processo si conclude naturalmente a bari nel 2001 in un momento di confronto congressuale sereno e costruttivo ove viene sancita l apertura a tutti i lavoratori dei diversi ruoli della polizia di stato compresi i funzionari nel 5° congresso di bari abbiamo lasciato alle nostre spalle una politica sindacale settaria e radicale a tratti inconcludente nonostante la validità delle nostre idee specie quelle in materia di riordino nostro è il diritto di primogenitura della proposta di apertura di carriera dalla base proposta che risale alle nostre origini cioè ai comitati spontanei del siaap ed a pastore a nessun altro ciò è avvenuto nonostante i momenti difficili compreso il congresso di paestum nell ottobre del 1996 e poi quello straordinario del ciocco in toscana ottobre 1997 passando per il teso consiglio nazionale di genova giugno 1997 ove si consumò l inizio della fine di un modo di intendere e vivere il 7

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sindacato il siap di oggi dopo il congresso di bari e la scelta definitiva ed irrinunciabile del modello confederale ci ha fatto lasciare dietro le spalle i momenti bui noi comunque non abbiamo disperso nulla del lavoro svolto in passato anzi abbiamo capitalizzato quanto avevano fatto coloro i quali ci hanno preceduto i brevi cenni della nostra storia vogliono essere un messaggio di trasparenza di maturità anche attraverso l autocritica non abbiamo intrighi da nascondere viviamo all insegna della trasparenza il nostro mandato sindacale questa breve premessa sulla nostra storia e su alcune delle scelte del siap è doverosa per far comprendere a tutti ai vecchi come ai nuovi delegati perchè oggi siamo qua nonostante tutto nonostante le tante difficoltà affrontate soprattutto negli ultimi anni oggi siamo più forti di prima con i nostri 11.500 iscritti siamo un organizzazione diffusa su tutto il territorio nazionale rappresentativa di tutte le qualifiche della polizia di stato dagli agenti ai questori senza aver rinunciato all idea del sindacato della base questo per noi deve essere motivo di orgoglio ed in questo congresso dobbiamo aprire una riflessione ed un dibattito su cosa vuol dire base oggi 8

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1.3 quale sindacato oggi il nostro vuole essere un sindacato aperto che non si chiude su se stesso ciò non avrebbe senso sarebbe antistorico non renderebbe il servizio che deve ai colleghi che credono in noi ed ai cittadini che di noi hanno fiducia il sindacato costituisce l essenza stessa della democrazia partecipativa modalità che si sta disperdendo attraverso l istituto del delegare gli altri tanto c è il sindacato il livello di partecipazione sta venendo meno in tutto il mondo sindacale e questa non è una buona cosa noi dobbiamo alimentare e cercare la partecipazione dei colleghi attraverso le riunioni sui posti di lavoro non solo la loro tessera infatti sia sotto il profilo meramente concettuale che sindacale l attività che noi svolgiamo è preordinata alla tutela non solo degli interessi diffusi ma soprattutto a quelli connessi ai rapporti che hanno una rilevanza giuridica e politica rapporti in cui si riflettono le prestazioni lavorative e gli interessi della categoria che noi abbiamo il dovere di sostenere e salvaguardare dobbiamo interrogarci rispetto a quanto influisca la capacità d incidenza 9

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degli organismi sindacali sulle scelte dell organizzazione del nostro lavoro e delle tutele di chi lo produce in questa fase storica molte sigle sindacali vivono una fase particolarmente difficile considerato che devono bilanciare la loro azione rispetto agli interessi dei lavoratori ma con uno sguardo volto agli equilibri finanziari del paese specie se a governare ci sono gli amici o quelli che essi considerano più vicini questa secondo me è una delle ragioni che ci ha fatto entrare in una fase delle relazioni sindacali che gli osservatori a giusta ragione definiscono neo-corporativa quest assioma è particolarmente valido per i sindacati di polizia autonomi ma non solo per loro infatti purtroppo in questa logica vanno comprese le rappresentanze militari del nostro comparto in generale 2.1 il contratto il suo ruolo il fondamentale strumento di rappresentanza degli interessi dei lavoratori per un sindacato moderno al passo con i tempi considerate le contraddizioni della politica in una società complessa di cui dobbiamo essere sempre più parte integrata è costituito dalla contrattazione collettiva tale affermazione è veritiera per i sindacati che come il nostro hanno affermato il loro ruolo sin dalle origini col riconoscimento di essere parte contrattuale soprattutto attraverso le battaglie di questi ultimi anni per affermare il ruolo principe della contrattazione nel sistema delle relazioni sindacali certamente il sindacato in generale ma in particolare quello dei lavoratori di polizia il siap non è solo questo anche se tutte le attività susseguenti di cui il siap è protagonista si originano sempre dal contratto collettivo e comunque ad esso sono finalizzate proprio nel rafforzare il ruolo della contrattazione si rafforza il ruolo del sindacato e di conseguenza la tutela degli interessi 10 dei lavoratori/poliziotti che

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rappresentiamo e tuteliamo il contratto di lavoro non è solo lo strumento attraverso il quale si attuano le rivendicazioni salariali e normative per migliorare le condizioni del lavoro del poliziotto ma è anche lo strumento attraverso cui si disciplinano i rapporti sindacali ed il conseguente processo dinamico dei rapporti che ne scaturiscono tra lavoratori governo e amministrazioni per cui da questa angolazione la contrattazione certamente non si esaurisce con la firma del contratto ma va ben oltre la fase della sua stipula non possiamo non considerare che la fase post contrattuale è sempre e comunque momento di confronto per l applicazione e la corretta gestione degli istituti contrattuali sia per la parte economica che per quella normativa il sindacato deve rappresentare i lavoratori/poliziotti in questo processo ed oggi il siap dopo anni di battaglie si è conquistato lo spazio e la credibilità per farlo abbiamo tutte le legittime prerogative e questo ci viene riconosciuto dalla stesse controparti che ci considerano affidabili e qualificati attori del tavolo contrattuale nel momento in cui il rapporto dialettico si incrina in una delle due componenti sia per quel che attiene alla rappresentanza che per quello del riconoscimento del ruolo o nei casi più estremi in entrambi gli ambiti allora il sindacato entra nella fase buia e difficile della instabilità e della difficoltà con riverberi in negativo anche sul piano della democrazia interna si va allora verso il cambiamento o si soccombe tradendo nella non scelta il mandato di rappresentanza che al sindacato hanno affidato i colleghi con le loro istanze il siap ha vissuto questa fase tra il 1995 ed il 1999 come molti di voi ricorderanno questa è la ragione per cui non si esaurisce la spinta rivendicativa dei nostri rappresentati alla stesura definitiva del contratto ma va ricompreso tutto l insieme dei rapporti negoziali che spesso sono più o meno formali che comunque devono intercorrere tra il sindacato e le parti pubbliche con il fine ultimo per noi poliziotti/lavoratori di far funzionare in maniera simmetrica i doveri 11

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istituzionali a cui non possiamo e non vogliamo sottrarci disciplina della normativa legislativa sul piano esterno di contro è altrettanto importante la regolamentazione equa democratica e legittima dei rapporti di lavoro e dei diritti che dal contratto scaturiscono sul piano interno disciplina normativa di natura pattizia per il lavoratore/poliziotto appare chiaro che sia sul piano politico che su quello storico legislativo a seconda della struttura dei contratti economico/normativo si articolano e si costruiscono i rapporti del sistema della relazioni sindacali allora bisogna essere sempre più attenti a comprendere la struttura e l intima natura degli istituti contrattuali per coglierne gli obiettivi che si sono prefissati attraverso il negoziato e le trasformazioni in atto che da esso sono alimentate attraverso il negoziato contrattuale possiamo comprendere anche le trasformazioni organizzative in corso non solo delle amministrazioni ma anche delle altre oo.ss almeno le più grandi mi riferisco in particolare all agire politico di quelle organizzazioni che hanno utilizzato l ultimo contratto come strumento di lotta politica la forza dei numeri non sempre indica la strada migliore da seguire infatti a volte quella forza democratica diventa pura e cieca arroganza priva di qualsiasi effetto costruttivo e il nostro attuale governo ne è una prova evidente contro altri sindacati concorrenti svilendo ed indebolendo così la naturale funzione della contrattazione collettiva quest ultima è strumento di rivendicazione costruttiva dei lavoratori non contro i lavoratori è momento di sintesi tra più attori con interessi diversi da tutelare anche per via della variegata complessità del comparto sicurezza/difesa i diversi interessi per noi non sono antitetici per il sol fatto che non possiamo dimenticare i nostri doveri di poliziotti nei sistemi dei paesi avanzati il contratto diventa la cartina di tornasole del funzionamento del sistema delle relazioni sindacali che nel nostro comparto qualcuno ha cercato di non far funzionare nel becero tentativo di 12

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portare il confronto su altri piani nel tentativo di distrarre le nostre attenzioni rispetto ad una politica del mondo del lavoro e della sicurezza per noi fallimentare il disastro è sotto gli occhi di tutti riordino bloccato rinnovo contrattuale non finanziato riforme dei regolamenti non attuate tra cui la disciplina e non mi dilungo nell elencare le promesse mancate di questo governo che ha concentrato le sue attenzioni verso altri obiettivi violando gli accordi e gli impegni presi anche in maniera formale 2.2 la sicurezza il contratto ed il nostro ruolo ritengo propedeutica la scelta di relazionare sul nostro modo di essere sindacato prima di poter parlare della sicurezza e di quanto essa incida sullo sviluppo e sull economia dello sviluppo e le attività produttive del paese investire sulla sicurezza è diventato oggi più che mai uno dei fattori strategici della crescita del paese l obiettivo da perseguire quindi è quello di attuare delle politiche in questo comparto in grado di ristabilire condizioni fisiologiche di sicurezza per tutto il paese e non solo per alcune aree la domanda di sicurezza da parte della collettività è una costante 13

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degli ultimi anni non solo sul piano interno ma anche sul piano internazionale considerato che gli attentati terroristici degli ultimi anni ed i conflitti in alcune aree depresse del pianeta hanno acuito lo scontro e l instabilità cresce il senso di insicurezza dei cittadini i quali sempre più richiedono sicurezza se le cose stanno così noi non possiamo esimerci dal segnalare che il semplice ed ordinario finanziamento non riesce più ad incidere né a creare le condizioni per una maggiore sicurezza figurarsi se può produrre benefici per operatori di polizia che la producono sottolineo il ruolo che il contratto collettivo del comparto sicurezza gioca nelle dinamiche della sicurezza compreso quello di secondo livello o di amministrazione meglio conosciuto come produttività lì si gioca un ruolo di primo piano rispetto all impiego ed alle modalità con cui si disciplinano gli istituti che regolamentano sul piano dei diritti e della remunerazione l impiego della forza lavoro degli operatori di polizia che di fatto producono la sicurezza e la ragione che ci fa sostenere l idea di una sicurezza partecipata costruita assieme ai cittadini e per i cittadini questa deve essere frutto di un confronto al centro di questo confronto non può che esserci lo stato con le istituzioni e le forze dell ordine infatti la sicurezza non può essere affrontata come problema di mera legislazione ma come scelta di un modello di sicurezza che il paese richiede questo però non può farci cadere nella trappola della sovrapposizione dei ruoli o peggio ancora della loro confusione il siap rifiuta l idea che una sicurezza partecipata possa passare attraverso le decisioni dei sindaci sceriffo o peggio delle associazioni padane che organizzano le ronde per non parlare delle polizie regionali di cui si parla nella riforma costituzionale su questo argomento il governo ed il ministro dell interno uscente hanno grandi responsabilità 14

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3.1 la sicurezza ed il coordinamento noi sosteniamo l efficacia del dettato normativo di una delle più coraggiose ed innovative riforme del secolo scorso cioè la 121/81 la quale com è noto attribuisce i poteri di autorità nazionale di pubblica sicurezza al ministro dell interno ed al capo della polizia direttore generale della pubblica sicurezza al prefetto ed al questore sul territorio questo modello va 15

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