"L'ho fatto per te" Concorso di scrittura e di illustrazione

 

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Vincitori e finalisti - IC Como Lago

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VINCITORI E FINALISTI

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago 1° CLASSIFICATO scuola primaria di Torno Classe quinta Angelica Galdini, Anita Tognacca, Giorgia Fattorini, Martina Lando, Matilde Strippoli, Tecla Saltarelli “Mio nonno è una bestia” - autore Fabrizio Silei - edizioni Il Castoro Capitolo 10, pagina 47, riga 18, dopo “nonno affranto” Poi si è rivestito in fretta e furia, sbattendo la porta ed è corso, come un fulmine, a cercare Daria che stava percorrendo la strada verso casa. Quando l’ha raggiunta, l'ha afferrata per un braccio, mettendosi in ginocchio ha cominciato a cantare a squarciagola: “Daria, dolce Daria senza te mi manca l'aria... Io vorrei con te viaggiare presto su, mi vuoi sposare?” Daria urlando gli ha risposto: “ Ma sei pazzo, neanche per sogno un vecchio babbione come te!”. E lui, scattando in piedi come una molla: “Come un vecchio babbione? Sono ancora giovane e così forte, guarda i miei muscoli!” Daria ha aggiunto, con tono isterico:”Non ci penso nemmeno!!!”, poi gli ha voltato le spalle e, sbuffando, ha continuato la sua strada. Allora il nonno, mogio mogio, è tornato a casa. 2

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago 2° CLASSIFICATO scuola primaria di Como Classe quinta Tommaso Del Vecchio, Mattia Sala, Fatima Yescas, Asia Villa, Felicity Macaranas, Niccolò Ranieri “Il castello della paura/La notte della vendetta” - autore Fabrizio Silei - edizioni Il Battello A VaporePiemme Capitolo 7, pagina 70, riga 6, dopo “castello” La pallida luce della luna rischiarava il fantasma del caporale Hug. Il caporale aveva vestiti antichi e pieni di sangue, gli stivali logori, il cappello liso e il suo mantello aleggiava sinistro nella nebbia. L’odio aveva scavato il volto fino all’osso, il bruciante desiderio di vendetta aveva corrotto la sua anima. La paura mi avvolse come una nebbia malefica ed era in un crescendo di terrore perché la collina era diventata sommità lattiginosa nella quale si intravedevano occhi iniettati di sangue del fantasma. Terrorizzato sentii un freddo che mi faceva tremare da capo a piedi. 3

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago 3° CLASSIFICATO scuola primaria di Blevio Classi quarta e quinta “Il castello della paura/La notte della vendetta” - autore Fabrizio Silei - edizioni Il Battello A VaporePiemme Capitolo 8, pagina 77, riga 5, dopo “sulla testa di nostro padre” -...Tuo padre...Tuo padre...Tradimento!...Tradimento!...Quel maledetto giorno ho combattuto come un leone...volevo vincere ...volevo la tua mano...invece lui, ha voluto la mia morte!…Udite quelle parole mia sorella, con voce dolce e supplicante, allargò le braccia e si inginocchiò-...No Hug!...Ti prego non farlo!...Tu sei il mio eroe ...In convento ho pregato per la nostra anima...per noi due...Il vero vincitore per me, per il popolo sei tu, sei tu il cavaliere più nobile, bello e coraggioso che io abbia mai visto, conosciuto e amato….Ti prego non vendicarti su un povero vecchio che ha reso infelice per sempre sua figlia negandole l'amore...Il vero amore...Non macchiarti del sangue di un uomo che ha tradito il nome della sua famiglia...Non sarà la vendetta a renderti giustizia...Gli eroi sono immortali per coloro che li amano e tu per me lo sarai per sempre... 4

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago 1° CLASSIFICATO scuola secondaria di Como Classe terza B Giosuè Pirolo “Bernardo e l’angelo nero” - autore Fabrizio Silei - edizioni Fabbri Editori Capitolo 2, pagina 32, riga 21, dopo la parola “sorridere” Ricordo come fosse ieri il giorno in cui mio padre mi insegnò a fare il vino. Partimmo molto presto di casa la mattina, dopo una colazione sostanziosa ma veloce, burro e miele con latte fresco. Preparammo il pranzo al sacco e lasciammo casa, il cielo tinto di rosa, quando il sole non era ancora visibile dietro le colline. Dopo un lungo cammino, lungo il quale organizzammo il lavoro da fare, arrivammo al vigneto, che non era molto grande, ma rigoglioso, con l’uva matura che brillava alla luce dell’alba, ancora carica di gocce di brina. Prendemmo delle ceste accatastate nella piccola cantina del podere e iniziammo ad adagiarvi l’uva. Dovevamo raccoglierne il più possibile entro mezzogiorno e depositarla all’ombra, nel magazzino, dove avremmo cominciato a preparare il mosto. Io riuscii a riempire tre ceste, con gioia e fatica. Poi mio padre prese un grande catino di rame in cui mise i grappoli già lavati, mi fece togliere scarpe e calzini, e insieme iniziammo a calpestare l’uva finché non riempimmo il catino. A questo punto travasammo nelle botti il mosto, che successivamente sarebbe diventato vino. Poi tornammo a casa, dove ci aspettava un'ottima cena a base di pollo. Quella fu una delle poche giornate, indimenticabili, in cui vidi mio padre veramente felice. 5

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago 2° CLASSIFICATO scuola secondaria di Como Classe terza D Giorgia Milasi “Bernardo e l’angelo nero” - autore Fabrizio Silei - edizioni Fabbri Editori Capitolo 14, pagina 160, riga 21, dopo la parola “distrutta” Le mani le tremavano, gli occhi erano lucidi. Non l’avevo mai vista così la mia mamma, la persona più forte che io conoscessi. Era tutto per me, l’unica certezza in un mondo di incertezze. La mia ancora. La mia salvezza. Vederla così mi faceva stare male, pensare che lei potesse soffrire… non reggevo tutto questo. Udendo un singhiozzo, mi risvegliai dai miei pensieri. Piangeva guardando una foto: quella del mio ottavo compleanno. Ci trovavamo alla campagna, in un giorno d’estate. Mi soffermai a guardare il mio volto da bambino: il biondo dei miei capelli faceva risaltare i miei occhi scuri e la carnagione era leggermente abbronzata, il naso spruzzato di lentiggini. Ero carino. Mi ricordo che, dopo la torta, aprimmo i regali e rimasi molto sorpreso quando ricevetti da mio padre il Fez, il cappello fascista. Ero raggiante come una pasqua, mi sentivo grande, forte e indistruttibile. Potevo considerarmi parte di qualcosa, potevo rendere orgoglioso mio papà, il Podestà del paese. Non avrei mai potuto immaginare che il fascismo si trasformasse in una bestia feroce, capace di “divorare” persone, esaltate in nome della Patria e bramose di vittoria. Non so se sono ancora fascista, non ne ho idea. So solo che quando sei di fronte ad un uomo, non importa di che colore sia la sua pelle o la sua divisa. Tutto viene cancellato perché lui, nemico o amico che sia, resta solo un uomo. 6

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago 3° CLASSIFICATO scuola secondaria di Torno Classe terza B Aurora Ponisio “Bernardo e l’angelo nero” - autore Fabrizio Silei - edizioni Fabbri Editori Capitolo Prologo, pagina 19, riga ultima, dopo la parola “fascista” La maestra ci preparava tutto l’anno per i giochi fascisti. Ogni giorno dedicavamo un’ora ad esercitarci. Io ero sempre l’ultimo della classe e alla fine di ogni corsa mi sedevo a terra stremato, madido di sudore. Ovviamente Germano e gli altri non perdevano tempo per prendermi in giro. Dicevano che non ero un vero Balilla, che non lo sarei mai stato e che il podestà si era ritrovato un figlio inutile, perché nato da una comunista anglosassone. Ogni sabato dovevamo subito recarci nella nostra aula per l’incontro con il direttore. I vestiti che la mamma mi preparava sempre la mattina con cura erano raffazzonati e bagnati dal sudore. Gli occhiali si appannavano ancora ad ogni mio respiro. Mi sentivo tremare mentre eseguivo l’ordine di sedermi con le mani in seconda. Germano e i suoi due amici continuavano a indicarmi e a ridacchiare, del tutto ignorati dalla maestra. Appena il direttore entrava in classe dovevamo alzarci, mettendoci in posizione di saluto. In seguito la maestra ci ordinava di mettere la mani prima in seconda posizione e poi in prima, scandendo bene le parole con voce stentorea. Poi chiamava uno dei bambini più diligenti seduti in prima fila per leggere una pagina del libro fornito dallo Stato. Quasi sempre si trattava di discorsi del Duce o di racconti di alcune delle sue imprese eroiche. Molto spesso facevo finta di essere interessato, con uno sguardo serio stampato sul viso e gli occhi puntati sul direttore. Poi, quando il direttore si alzava in piedi, ci alzavamo in piedi anche noi, ritti a fianco del banco e lo salutavamo sull’attenti. Quando se ne andava dovevamo rivolgere il saluto fascista verso la foto del Duce appesa alla parete. Mio padre era così preso dagli ordini inviatigli dal Duce, che non riusciva mai a vedermi il sabato fascista. Questo per me era un bene perché così non si sarebbe dovuto sorbire l’umiliazione rivoltagli dagli altri genitori. Vanni, invece, era sempre in prima fila e guardava Germano con lo sguardo severo e giudicante di un genitore che vuole che il figlio sia la perfezione. Durante il Sabato fascista dovevamo indossare il completo ginnico per affrontare i giochi che le maestre avevano preparato. Prima di iniziare dovevamo schierarci in riga sul perimetro del campo per eseguire il saluto in onore del Duce. Subito dopo dovevamo disporci nel centro del campo. Impugnavamo il moschetto e lo imbracciavamo. Poi appoggiavamo il calcio alla spalla e la guancia al calcio. Correvamo divisi in due gruppi verso due diverse direzioni. Tutte le volte che mi schieravo Germano e Ivano mi 7

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago circondavano. Odiavo quella situazione perché ogni volta che venivo circondato da Germano e i suoi amici, loro non facevano altro che spingermi cercando di farmi cadere. Cosa avrei dato per essere più alto e robusto di loro! Tutte le volte mi chiedevo perché io fossi così diverso da mio padre. Dopo aver eseguito la sequenza delle posizioni dettate dalla maestra, i ragazzi più robusti, compreso Danilo, spingevano al centro del campo tre grossi anelli. Invece i ragazzi più agili, come Germano e Ivano, si preparavano sulla linea bianca per saltarci dentro. Ad un segno della maestra un ragazzo posizionato sulla linea d’intersezione del campo sparava in aria con il suo moschetto, dando il via ai corridori. Germano saltava sempre nell’anello più alto per dare dimostrazione della sua forza al padre, che continuava a guardarlo e ad applaudire. Alla fine dovevamo correre lungo il campo per dieci minuti. Chi faceva più giri aveva vinto e io arrivavo sempre ultimo con un totale di massimo quattro giri. Il mio vero problema era dovere raccontare a mio padre di essere arrivato ultimo un altro anno consecutivo, prima che glielo dicesse Vanni. Mi era già capitato una volta e mi era bastata, perché vedere mio padre umiliato in quel modo da Vanni a causa mia mi faceva sentire veramente male. Tutte le volte che tornavo a casa mi chiudevo in camera mia e, per tentare di non piangere, mi ripetevo: << Un vero balilla non piange mai>>. 8

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago PREMIO SPECIALE scuola secondaria di Torno Classe terza A Daniele Pozzi Maggi “Bernardo e l’angelo nero” - autore Fabrizio Silei - edizioni Fabbri Editori Pagina 20, “Si era chinato su di me colpendomi con un pugno sul naso e strattonando le cinghie dello zaino con impeto, deciso a sopraffarmi“ 9

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago FINALISTI scuola primaria di Faggeto Lario Classi quarta e quinta Elena Varisco “Mio nonno è una bestia” - autore Fabrizio Silei - edizioni Il Castoro Capitolo 22, pagina 121, riga 10, dopo la parola “direzione” Io ho urlato con tutto il fiato che avevo: “Visto cosa avete combinato! Non dovevate trattare nonno in quel modo! Andiamo a cercarlo!”. Pa' e mamma si sono guardati e mi hanno fatto segno di no e pa’ ha detto: “Non se ne parla neanche! Andare a cercare quel combina guai …” A quel punto, io sono corsa in camera mia, mi sono buttata sul letto e sono scoppiata a piangere. Al piano di sotto ho sentito mamma dire a pa’: “Ecco l' hai fatta piangere!”. E' corsa su dalle scale e si è seduta sul letto di fianco a me e mi ha detto: ” Nonno tornerà, sai che lui torna sempre”, ma aveva l' aria poco convinta. Io ho rincominciato a piangere. A quel punto Principessa mi è salita sulle gambe, Marco è entrato dalla porta e si è messo a strillare dicendo che se non andavamo subito a cercare nonno, lui sarebbe scappato di casa. Mamma ha detto:”Beh...., in fondo, Costant non è così male. Va bene, mi avete convinto, ma adesso dobbiamo convincere vostro padre!”. Siamo scesi tutti e tre al piano di sotto e senza che noi aprissimo bocca pa’ ha detto: ”Andiamo a cercare Costant ! E non mi interessa se è un combina guai, è sempre mio padre” , poi è uscito in giardino mentre noi siamo rimasti impalati sulla soglia. 10

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago FINALISTI scuola primaria di Faggeto Lario Classi quarta e quinta Diana Ceresa, Luna Papis “Mio nonno è una bestia” - autore Fabrizio Silei - edizioni Il Castoro Capitolo 5, pagina 24, riga 7, dopo la parola “topo” Principessa è una topina bianca, molto affezionata a nonno. Appena nonno Costant me l’ha data in mano, l’ho portata nella mia stanza e subito ho iniziato a vestirla con alcuni vecchi abiti che usavo per giocare con le mie bambole. Principessa cominciò a squittire, come per brontolare, ma alla fine riuscii comunque a vestirla. Quando fu pronta la portai di sotto dove c'erano mamma, pa’ e nonno. Principessa continuò a squittire cercando di andare da nonno Costant. Nonno mi chiamò, io andai da lui e lui incominciò: “L'ho presa a una fiera di Pasqua due anni fa, quando il venditore l'aveva scambiata per un criceto con la coda”. Io rimasi a bocca aperta. Nonno si mise comodo e subito iniziò a raccontare una delle avventure di Principessa: “Era una giornata soleggiata, io non trovavo più Principessa e iniziai a cercarla per tutta la casa. Fuori dal mio cassetto delle mutande vidi una piccola codina rosa. Io la presi con due dita cercando di farla uscire, tirai troppo e mi finì il cassetto su un piede facendo volare le mutande dappertutto. Una delle mutande si impigliò al lampadario, non vedendo niente la presi e la tirai,il lampadario finì per cadere sul pavimento sfiorando Principessa. Il mio vicino Amleto, richiamato dai rumori, entrò nella mia casa e mi vide con tutte le mutande addosso e il lampadario sul pavimento. Io diventai rosso e lui uscì di casa. Quando arrivò davanti alla sua porta era talmente frastornato che andò a sbattere il naso. Dopo quest’ultimo disastro, ho deciso di venire a stare da voi”. Noi rimanemmo stupiti. 11

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago FINALISTI scuola primaria di Faggeto Lario Classi quarta e quinta Angelica Mauri, Gianluca Molinari “Mio nonno è una bestia” - autore Fabrizio Silei - edizioni Il Castoro Capitolo 510, pagina 45, riga 23, dopo la parola “silenzio” Intanto nonno e Daria continuavano a giocare. Nonno tolse la gonna a Daria e, senza accorgersi che pa’ e mamma erano in piedi in salotto, andò in cucina a prendere una bottiglia di spumante. Marco, sulle scale aveva cominciato ad imitare nonno ed era senza maglietta e pantaloni. Io mi sono avvicinata a lui e gli ho chiesto cosa stesse succedendo. Mi ha risposto che si era svegliato con delle risate, era sgattaiolato di sotto e aveva visto Daria e nonno che ridevano a crepapelle. “Ho pensato che fosse un gioco divertente e ho provato anch’io ! Visto sono mezzo nudo ! Fico ! Ma … , voi , perché siete arrivati così presto? Proprio ora che me la stavo spassando così tanto! 12

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago FINALISTI scuola primaria di Faggeto Lario Classi quarta e quinta Tommaso Schiavio “Mio nonno è una bestia” - autore Fabrizio Silei - edizioni Il Castoro Capitolo 21, pagina 116, riga 16, dopo la parola “successo?” Volevo subito scendere per vedere da vicino cosa era tutto quel trambusto. Mi sono diretta verso la porta: non si apriva ed ero bloccata in camera. Cosa potevo fare? Trovai una graffetta sotto il mio letto, la misi nella serratura per tentare di liberarmi, ma l’uscio non si aprì. Avevo fatto almeno dieci tentativi, ero preoccupata: non volevo rischiare di restare bloccata per sempre nella mia cameretta. Guardai sotto il letto e trovai una scatola con delle foto, le guardai tutte, chiusi la scatola e la rimisi al suo posto. Sotto al letto c’era un’atra scatola: infilai dentro la mano e si sentì solo un fruscio, la tirai fuori, ma dentro non c’era niente, così la rimisi al suo posto. Presi di nuovo la graffetta e tentai nuovamente di aprire la porta: “ Urrà! Ce l’ho fatta !! Finalmente libera! “ 13

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago FINALISTI scuola primaria di Faggeto Lario Classi quarta e quinta Alan Moretti “Mio nonno è una bestia” - autore Fabrizio Silei - edizioni Il Castoro Capitolo 16, pagina 86, riga 12, dopo la parola “vicino” Nel frattempo nonno usci di casa e salì sul suo sidecar indossando un casco della polizia (trovato nel cassonetto dei rifiuti) e degli occhiali da sole. Accese la moto e partì per andare a fare un giro. Nella strada a fianco vide un uomo mascherato che scappava, pensando fosse un ladro, prese la sua cerbottana e gli lanciò un pallino. Lo colpì al petto facendolo cadere. Il ladro si rialzò e riprese a scappare. Nonno lo inseguì fino al fiume e gli gridava: “Fermati! Fermati! “ La polizia e nonno gli stavano alle calcagna, il ladro si buttò nel fiume, ma in un lampo, nonno scese dal suo sidecar e si tuffò. Dopo qualche minuto, lo afferrò per i piedi e lo trascinò fino alla riva. La polizia lo ammanettò e, mentre lo portavano via, urlava con aria infuriata contro il nonno: “ Se non era per te, a quest’ora ero già scappato! “ Nonno tornò a casa e vide che alla televisione stavano trasmettendo quello che era appena capitato. Dopo qualche minuto tutti eravamo dentro casa, mamma diventò rossa come il fuoco, ma tutti era orgogliosi di quanto aveva fatto il nonno. Finiti i festeggiamenti nonno andò in camera sua, si tolse le scarpe e, come sempre, dopo quattro minuti dormiva già e cominciò a russare …. 14

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Concorso di scrittura e illustrazione “L’ho fatto per te” Vincitori e finalisti - IC Como Lago FINALISTI scuola primaria di Brunate Classi quarta e quinta Leonardo Abbiati, Fabrizio Artale, Andrea Colello “Un pitone nel pallone” - autore Fabrizio Silei - edizioni Salani Capitolo 6, pagina 33, riga 5, dopo la parola “vita” 15

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