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CIAM. L A C I T TÀ - M U S E O D E L L’ A R C H I T E T T U R A M O D E R N A Il CIAM, Carbonia Itinerari dell’Architettura Moderna, è un museo urbano a cielo aperto che ha come obiettivo la divulgazione e la promozione del patrimonio architettonico di Carbonia attraverso l’organizzazione di una capillare rete informativa disseminata nella strade e nelle piazze della città. La missione del museo è quella di promuovere la storia e il significato della città di fondazione con un progetto culturale partecipato che cerca di raccogliere la memoria, trasmetterla ai nuovi abitanti e sensibilizzarli al valore patrimoniale in cui vivono. Gli abitanti sono al centro di questo progetto. La struttura museale è costituita da un sistema di percorsi e luoghi che collegano le emergenze architettoniche e i quartieri della città, intercalati da unità espositive che descrivono temi ed argomenti sulla storia e la vicenda fondativa. Le unità espositive principali sono: I. LA GRANDE MINIERA Nella miniera di Serbariu si racconta l’avventura del Carbone con un itinerario nei luoghi della produzione estrattiva. Questa unità espositiva coincide con il museo del CICC (Centro Italiano della Cultura del Carbone) e con altri spazi espositivi e culturali che si trovano nei manufatti storici della miniera recentemente restaurati. Qui il visitatore troverà tutte le informazioni (guida, depliants, ecc.) e potrà usufruire di un servizio di visite guidate alla città. II. LA CITTÀ DI FONDAZIONE In Piazza Roma si espone la vicenda urbanistica e la costruzione della città, con approfondimenti sui principali spazi ed edifici pubblici. III. LA RESIDENZA Tra Via Gramsci e Piazza Repubblica si trova l’unità espositiva che rende esplicita l’importanza del tema dell’abitazione, illustrando la storia ed indicando l’ubicazione delle case collettive, dei tipi edilizi estensivi della città giardino e dei servizi collettivi presenti nei quartieri. IV. GLI ARCHITETTI Tra Piazza Iglesias e Via Sanzio l’unità espositiva presenta la vicenda dei progettisti di Carbonia, evidenziando l’importante contributo che Carbonia ha portato alla cultura architettonica italiana della prima metà del novecento. V. ORIGINE DEL SISTEMA DEL CARBONE A Bacu Abis, in Piazza Santa Barbara, è collocata l’unità espositiva che spiega le ragioni del grande progetto autarchico del bacino carbonifero del Sulcis. VI. PROGETTI PER LA CITTÀ RAZIONALE A Cortoghiana, in Piazza Venezia, l’unità espositiva racconta il progetto di questo nucleo disegnato da Saverio Muratori e l’ultima fase di elaborazioni progettuali rimaste solo sulla carta per l’inasprirsi del conflitto bellico. C A R B O N I A I T I N E R A R I D E L L’ A R C H I T E T T U R A M O D E R N A w w w. c o m u n e . c a r b o n i a . c i . i t w w w. c o m u n e . c a r b o n i a . c i . i t / v i r t u a l t o u r Comune di Carbonia Giampaolo Porcedda, coordinamento generale Dipartimento di Architettura, Università di Cagliari Antonello Sanna e Giorgio Peghin, coordinamento scientifico e progettuale Stefano Asili, progetto grafico collaboratori: Antonella Sanna, Giaime Meloni, Carlo Pisano C A R B O N I A I T I N E R A R I D E L L’ A R C H I T E T T U R A M O D E R N A La presente pubblicazione è realizzata nell’ambito del progetto ARCHEOMEDSITES “Tutela, valorizzazione e qualità della gestione. Applicazione dei modelli di gestione nei siti archeologici e nei contesti urbani” ENPI CBC MED -IIB/4. 3/1022. Referenti Comune di Carbonia per il progetto ARCHEOMEDSITES Giuseppe Casti (Sindaco), Loriana Pitzalis (Assessore alla Cultura), Mauro Esu (Assessore all’Urbanistica), Giorgio Desogus (Dirigente I Servizio), Giampaolo Porcedda (Dirigente II Servizio), Elio Mei (Responsabile Settore Cultura), Enrico Potenza (Responsabile Settore Urbanistica), Anna Deriu (Istruttore Amministrativo Settore Cultura)

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V VI La “Grande Miniera” di Serbariu, sorta nel 1936 in prossimità del villaggio di Serbariu, è stato uno dei più vasti giacimenti carboniferi italiani. Le strutture realizzate, tra cui la lampisteria o i monumentali pozzi di estrazione che penetrano sino ad una profondità di 310 metri dal livello del mare, costituiscono un patrimonio di archeologia industriale unico in Europa. Il progetto di Carbonia è un’autentica opera collettiva, sintesi coerente delle culture progettuali del Movimento Moderno, dall’architettura massiva e tradizionalista del triestino Pulitzer-Finali, alle opere monumentali dei romani Guidi e Valle, alle sintesi razionalistiche di Montuori, sino alle sperimentazioni urbanistiche di Muratori e Pagano. III II I Carbonia è la più importante città di fondazione italiana voluta dal regime fascista. Progettata nel 1937 e inaugurata nel dicembre del 1938, rappresenta un modello di città giardino funzionale e innovativa nel campo dell’urbanistica moderna e costituisce un accumulo prezioso di architetture del primo Novecento. La città di Carbonia ha origine nella costruzione del villaggio minerario di Bacu Abis, realizzato tra il 1914 e il 1916 e ampliato dal 1935 con la nascita dell’ACaI, l’Azienda Carboni Italiana. La struttura urbanistica ricalca il modello dell’insediamento “a bocca di miniera” ed è integrata da un ampliamento residenziale e pubblico incardinato nella monumentale nuova piazza Santa Barbara. IV LA MEMORIA L’ I D E N T I TÀ del luogo, della sua storia, del suo lavoro, delle sue lotte di una comunità che costruisce una prospettiva per il futuro IL PROGETTO di una città sostenibile e impegnata nella tutela del suo patrimonio storico, architettonico e umano L’esteso patrimonio residenziale della città di Carbonia è senza dubbio un “monumento” che si sviluppa a partire dal centro in perfetto ordine gerarchico: dalla villa del direttore e le case per dirigenti e impiegati, agli estesi quartieri operai costituiti prevalentemente da case quadrifamiliari con giardino, la residenza offre un articolato catalogo di tipologie e tecniche costruttive sviluppate in Italia negli anni dell’autarchia. La costruzione del nuovo villaggio di Cortoghiana è l’ultima opera compiuta nell’ambito del progetto di Carbonia. Disegnata dall’architetto romano Saverio Muratori, rappresenta uno degli esempi più interessanti dell’urbanistica moderna italiana, un’architettura in forma di città che integra in un unico complesso lo spazio collettivo, l’edilizia pubblica e la residenza.

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