Il Valdarno Aprile 2016

 

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Giornale Free Press il Valdarno

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Aprile 2016. Registrazione al Tribunale di Firenze n. 6005 del 25.11.2015 Dir. Resp. Francesco Fondelli. Editore: SEF srl Vicolo Libri 4 Figline, 50063 Figline e Incisa Valdarno. Isc.ROC prat.1046013 - Stampa: Centro Servizi Editoriali S.r.l., Stabilimento di Imola, Via Selice 187/189 40026 Imola (BO) Diffusione Gratuita - notizieredazione@gmail.com LA STORIA DEI TOLOMEI’S BROTHERS RACCONTATA DA TONNONI E ROSSINELLI Dall’incontro di Cavriglia agli spettacoli con Carlo Monni una coppia artistica che ha fatto degli stornelli dissacranti e dell’ironia il suo marchio di fabbrica PROGETTO VITA, DOPO IL VIP PARADE ECCO LA MAPPA DEI DEFIBRILLATORI Con gli ultimi 6500 € raccolti al Teatro Garibaldi sarà possibile completare l’acquisto dei 12 defibrillatori previsti dal progetto Il Valdarno gratis a casa tua a pagina 3 a pagina 18 Sigmund Freud PolItIca il Piemonte e i sindaci valdarnesi di Francesco Fondelli Più medici? No, più rifiuti Vincenzo è il re di Roma Magico tris di Albanese Fallito il tentativo di costruire un distretto sanitario unico che avrebbe messo il “Valdarno unito” a riparo di inevitabili tagli alla sanità (previsti per gli ospedali con meno di 80.000 utenti), alla Gruccia e al Serristori aspettano solo di vedere l’entità della mannaia. A Figline, dove dal 2013 attendono inutilmente i medici promessi dai Patti territoriali, il Comitato per il Serristori si prepara a fronteggiare il colpo di grazia con proteste che dovrebbero andare oltre le solite fiaccolate con migliaia di persone. Ma possibile che nessuno si ricordi del Valdarno? Invece no. Se a Firenze non sanno dove mettere i rifiuti, ecco che il Valdarno torna comodo. La discarica di Podere Rota dovrebbe infatti ospitare parte delle 600.000 tonnellate di rifiuti che nei prossimi sei anni i fiorentini spediranno nell’Ato sud. E dove mai si possono cacciare le terre provenienti dalle escavazioni per la Tav di Firenze? Ma che diamine, c’è pronto il Valdarno e la sua area mineraria. Forse bisognerebbe fare un patto con la Regione: un medico in più in Ospedale, ogni 100 tonnellate scaricate su questa terra. : Non ci sarà il distretto unico sanitario. Ora si temono tagli per gli ospedali della Gruccia e del Serristori FIGLINE la storIa DI ElVIra la DoNNa sENZa EtÀ a pagina 4 Il Valdarno comincia a fare concorrenza al Piemonte. No, non è che la Fiat lascia il Lingotto per insediarsi nella ex Italsider. Magari! La competizione con le terre sabaude è su un altro piano. Finora il record dei sindaci Pd bocciati dal partito dopo un solo mandato amministrativo spettava al Piemonte. Una lunga serie di stop iniziata a Pinerolo con Eugenio Buttiero e poi proseguita con altri primi cittadini, compreso Ugo Dallolio, sindaco di San Mauro Torinese, messo alla porta dal Pd dopo soli cinque anni. In Valdarno sembrava che la caduta alle primarie di Riccardo Nocentini (tra l’altro avvenuta dopo un mandato e mezzo da sindaco) fosse legata a fatti prettamente figlinesi e quindi non omologabili con il resto del Valdarno. Invece è arrivato anche lo stop montevarchino per Francesco Maria Grasso, con tutta la coda di veleni che le primarie si sono portate dietro. Sembra una coazione a ripetere degna di Sigmund Freud. Se fossi Giulia Mugnai comincerei a fare i debiti scongiuri. SAN GIOVANNI MaEstrI VEtraI E soFFIatorI uN’artE IN cErca DI ErEDI a pagina 13 MONTEVARCHI Il colosso GFI FEstEGGIa 25 aNNI DI attIVItÀ a pagina 15 Tre corse vinte in 20 giorni, compreso il “Il Liberazione” considerato come un Campionato del mondo di primavera. A Roma Vincenzo Albanese, cresciuto nella Ciclistica Figlinese, ha battuto il forte kazako Grigoriy Shtein.

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C’è una particolarità che unisce il filosofo Marsilio Ficino al regista Federico Fellini. Stando ai racconti, entrambi sarebbero ricomparsi dopo la loro morte per rispettare un preciso impegno preso in vita con un amico. A dare notizia dell’episodio che riguarda il grande umanista nato a Figline Valdarno nel 1433, fu l’abate domenicano Agustin Calmet (1672-1757) il quale raccontò come Marsilio Ficino, forse ispirandosi al medico e alchimista svizzero Paracelso, avesse fatto uno strano accordo con l’amico e compagno di studi “Michele Mercato Protonotario, uomo di nota bontà e di dottrina”. L’abate francese descrisse così il patto tra i due pensatori fiorentini. “Un giorno che questi due gran filosofi ragionavano insieme dell’immortalità dell’anima, e s’ella esistesse ancora dopo la morte del corpo, terminarono il loro discorso sulla materia con una promessa reciproca che il primo di loro che morisse verrebbe a dare all’altro notizia dello stato dell’altra Il Valdarno 2 Aprile 2016 MIstErI: Testimonianze storiche e anche video su internet raccontano di un patto per ricomparire dopo la loro morte gratis a casa tua Quello strano episodio che unisce Marsilio Ficino a Federico Fellini vita”. August Calmet raccontò nei particolari quello che sarebbe successo il 1 ottobre 1499, giorno in cui Marsilio Ficino moriva a Careggi, mentre l’amico di studi platonici si trovava a Roma. “Michele Mercato medesimo PAGINA Susi: “La morte non esiste” “La morte non esiste è solo la perdita del contatto fisico. I nostri cari ci sono ancora, si trovano in un mondo parallelo che ha dimensioni diverse dalle nostre. Con la morte si passa dall’altra parte, è come aprire una porta”. Una porta dalla quale si può anche sbirciare, almeno stando al racconto di Susi Gallesi che più volte ha parlato della sua esperienza nel programma “La Strada dei Miracoli” in onda su Rete 4. Susi non è una scrittrice, anche se il suo libro “Ali d’angelo sul mio cammino” (http://www. booksprintedizioni.it/) è molto letto. Non è una operatrice dell’occulto, anzi avverte: “Diffidate da chi vi chiede soldi, sono dei ciarlatani”. Non è una mistica “recito solo il Padre Nostro”. Si definisce “una persona normale, che ha sviluppato una sensibilità particolare un tempo comune a tutti gli esseri umani”, ovvero quella di percepire le forme di energie aggregate in modo diverso, rispetto alle sole tre dimensioni che finora conosciamo. Nella foto: Susi Gallesi benissimo desto, studiando di buon mattino fecondo il solito quelle materie filosofiche, sentì all’improvviso uno strepitio come d’uomo a cavallo, che correva verso la porta, e sentì nel medesimo tempo la voce del suo amico Marsilio Ficino che gridava: ‘Michele, Michele, tutto ciò che dicesi dell’altra vita è verissimo’. Aprì la finestra e vide Marsilio correre su un cavallo bianco. Michele gridavagli, che si fermasse, ma egli continuò la carriera e gli si tolse di vista. Marsilio Ficino soggiornava allora a Firenze ed era colà morto. Michele scrisse tosto a Firenze per informarsi della verità del fatto ed ebbe in risposta esser mancato di vita Marsilio in quel momento appunto in cui aveva sentito lo strepitio e la voce di lui alla porta”. Il patto per un appuntamento ‘post mortem’ stipulato tra Marsilio Ficino e Michele Mercato, qualche secolo più tardi sarà ripetuto da altri due personaggi: Lorenzo Ostuni (filosofo, autore di programmi tv di successo su Rai 2 e Rai 3 e produttore di grandi film d’autore premiati a Cannes e Venezia) e il grande regista Federico Fellini. Grazie al canale You Tube è ancora possibile ascoltare le parole di Ostuni, in una registrazione fatta poco prima della sua scomparsa nel dicembre del 2013 (https://www.youtube.com/ watch?v=DFN8sJXQls4). Nel video, facilmente rintracciabile su internet - basta digitare su Google le parole “Giorgio Cerquetti, Lorenzo Ostuni e Federico Fellini”- il filosofo di fama internazionale racconta come si fosse ispirato proprio a Marsilio Ficino per stipulare quel patto che avrebbe permesso poi a Federico Fellini di ricomparire, qualche mese dopo la sua scomparsa, nello studio romano di Lorenzo Ostuni. Riccardo Barlacchi lavora con noi! Call Center - Agenzia - Negozi www.gfi.it 349 2704458 ...hai talento?

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Aprile 2016 3 Il Valdarno gratis a casa tua MusIca: La storia di Tonnoni e Rossinelli. Dalle prime serate cabaret a Cavriglia, fino alla collaborazione con Monni I Tolomei’s Brothers e “Bravo bischero” PAGINA Hanno fatto degli stornelli dissacranti il loro marchio di fabbrica. Loro sono Massimiliano Tonnoni e Marco Rossinelli, meglio conosciuti come “Tolomei’s Brothers”. Un nome che ha un significato e una storia. Quando s’incontrano, a Cavriglia (dove Marco intratteneva dei bambini suonando la pianola in piazza) nasce una complicità artistica che li porta ad esibirsi con “Pia de’ Tolomei”, un canto contadino dell’inizio del secolo scorso. Quelle 56 ottavine finiscono alternate da battute comiche irresistibili, nasce così lo stile musicale dei “Tolomei’s Brothers” che si porta dietro un omaggio ideale ai Blues Brothers, con tanto di abbigliamento (completo di raso, occhiali da sole e cappello) reso celebre da Belushi e Aykroyd negli anni Ottanta. Marco Rossinelli suona strumenti a tastiera mentre Mas- Nelle foto: Qui sopra: Massimiliano Tonnoni e Marco Rossinelli Accanto: I Tolomei’s Brothers con Carlo Monni similiano Tonnoni azzarda con la chitarra, ma per realizzare i loro pezzi collaborano con loro altri artisti, nello specifico: Tomas Mulinacci, Michael Occhialini, Nino Di Nolfo e Alberto Aldinucci. Grazie al loro aiuto sono riusciti a creare due album: il primo dal titolo “L’inno del fagiolo” ripreso da uno dei loro singoli più conosciuti, e il secondo appena finito “Bravo Bischero” con il quale hanno abbandonato gli stornelli adattando i pezzi ad uno stile più “ballabile”. “All’inizio facevamo serate principalmente nel Valdarno, adesso ci siamo spostati verso Firenze - spiega Massimiliano - l’atmosfera è diversa e questa scelta contribuisce a stimolare la nostra creatività. Durante i primi anni del gruppo grazie al nostro successo abbiamo avuto la fortuna di conoscere Carlo Monni e di collaborare con lui in diversi spettacoli e progetti” . Di aneddoti legati all’amato attore toscano i Tolomei’s ne hanno molti, loro stessi ammettono che era difficile gestire la personalità del Monni e i fuoriprogramma comici durante gli spettacoli erano da mettere in conto, ma mentre raccontano la loro esperienza con lui le risate sono incontenibili e il loro omaggio alla sua figura lo troviamo anche all’interno dell’ultimo album grazie ad una poesia scritta da Enzo Brogi. “Abbiamo tantissimi fan che oltre ad assistere ai nostri spettacoli ci seguono su Facebook e sul nostro canale YouTube, ed è stupendo perché ci permette di mantenere un buon rapporto con chi apprezza la nostra musica e vuole condividere il divertimento con noi” racconta Marco, e ridendo aggiunge “il nostro pubblico è composto sia da ragazzi che da bambini, i quali nella loro spensieratezza canticchiano i nostri stornelli e anzi, mi propongono addirittura le loro versioni”. Il gruppo ha in mente un altro album, magari con un ritorno al loro stile tradizionale, nel frattempo l’album dei “Tolomei’s Brothers” possono essere acquistati a San Giovanni da Musicomania, a Firenze da Yelow Record e su iTunes, Amazon e Reverbnation. Diletta Paoli TINTOMETRO CREA IL TUO COLORE DA servizio immediato FIGLINE - VIA BRODOLINI - ZONA INDUSTRIALE Tel. 055.952891 / 055.959771 www.tognaccini.it Per una scelta illimitata di colori RIVENDITORE AUTORIZZATO

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Il Valdarno gratis a casa tua 4 PAGINA Aprile 2016 Il tempo sembra scivolarle addosso. Elvira Giusti è una donna senza età. Scambiare due chiacchiere con lei vuol dire ripercorrere una storia che parte da lontano, nel secolo scorso. “Porto lo stesso nome di una zia di mio padre che sposò il maestro di musica Ugo Bottacchiari, allievo di Pietro Mascagni. Esordì ancora giovanissimo alla fine del 1800, con l’opera L’Ombra. Elvira lo conobbe al Teatro Garibaldi di Figline, dove il maestro veniva per mettere in scena le sue rappresentazioni”. “Dalla zia di mio padre – racconta Elvira – non ho preso solo il nome, ma anche il carattere. Anch’io come lei ho uno spirito libero. Mi piace viaggiare, girare il mondo specialmente insieme a mia figlia che avendo studiato lingue è un’ottima compagna di viaggio”. Anche il fisico snello è un’eredità della zia Elvira? “No, però la figlia di Elvira, Emma Bottacchiari, era tale e quale a me: stesso fisico minuto, con le rotondità al posto giusto, gli stessi gu- Elvira, donna senza età Due chiacchiere con... sti, le stesse ambizioni, le stesse passioni. C’è sempre stato un grande feeling fra noi due, anche se vivevamo lontane. Emma abitava a Como dove aveva sposato un nobile industriale della zona. Andavo spesso a tro- varla e lei veniva spesso a trovare me. Io rappresentavo la figlia che non aveva potuto avere e lei, per me rappresentava il modello di donna che avrei voluto essere”. Quindi il segreto del fisico perfetto risale a Emma? “In realtà, entrambe tenevamo molto al nostro aspetto fisico, ma non abbiamo mai fatto niente di speciale per conservare la nostra silou- ette, io non sono cambiata neanche dopo le gravidanze dei miei due figli. Non ho mai seguito diete particolari, anzi, ho sempre mangiato con gusto, sono sempre stata ghiotta di tutto, specialmente di dolci. Credo di dover ringraziare la natura che ha messo tutto al posto giusto senza impormi sacrifici per mantenere ciò che mi ha concesso gratuitamente”. Quindi nessun segreto, niente dieta o ginnastica particolare? “Ho usato molto la bicicletta questo sì, ma non sono mai stata una fanatica della palestra, ho cominciato ad andarci per motivi di salute, poi mi è piaciuta ed ho continuato a frequentarla, ma solo per svago, non per mantenere la mia forma fisica. L’aspetto fisico non è mai stato al primo posto nella scala dei valori della mia vita, le più grandi soddisfazioni le ho ricevute dai miei figli che ho visto crescere sani e belli e che ho visto laureare con il massimo dei voti, come ogni genitore si augurerebbe. A volte ho ricevuto proposte di lavoro per fare la fotomodella e l’indossatrice, ma ho sempre rifiutato, senza indugi e senza rincrescimenti. Ho lavorato come maestra all’asilo nido comunale anche se la mia aspirazione sarebbe stata quella di fare l’archeologa, ma nonostante la mia forza di carattere non sono riuscita a scavalcare le regole ferree che mio padre imponeva. Un sogno rimasto nel cassetto, è vero, ma anche se non sono quello che sognavo di diventare, ho visitato lo stesso quei luoghi antichi che avrei voluto scoprire se fossi stata un’archeologa”. Adriana Bottacci

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Il Valdarno gratis a casa tua 6 PAGINA Aprile 2016 storIa: I ragazzi della scuola di Matassino riscoprono una pagina tragica del 1944 Colorpiù Il legno è da sempre una delle principali risorse naturali più utilizzata dall’uomo fin dall’antichità, come ci spiega l’esperto di Colorpiù Pierpaolo Pappalardo: «Si tratta di un materiale adoprato fin dalla preistoria e che ancora oggi, nonostante la presenza di tecnologie avanzatissime, viene privilegiato per le sue valenze estetiche ed ecologiche in diversi settori, in modo particolare nelle costruzioni e nel complemento d’arredo. Il legno infatti è un materiale che permette di ottenere manufatti di grande pregio sia per uso interno (mobilia, oggettistica, design) che da esterno (infissi, arredi da giardino, strutture, nautica). In qualità di materiale vivo è, tuttavia, molto condizionato da fattori climatici e ambientali, come ad esempio i raggi solari, l’umidità e lo smog, che ne possono compromettere l’integrità. Bisogna quindi prendersi cura dei manufatti in legno con prodotti adatti, ad acqua o a solvente, per le specifiche necessità di oggetti da interno o da esterno nelle tantissime varietà di legno esistenti: abete, pino, larice, noce, castagno, iroko e molti altri ancora». Chi può aiutarvi nella cura dei vostri manufatti? Naturalmente Colorpiù! Da Colorpiù troverete i migliori prodotti idonei per il trattamento, decoro, protezione e restauro del legno. Il personale specializzato del colorificio saprà darvi i consigli più adatti per aiutarvi in ogni evenienza. Colorpiù: soluzioni, prodotti e colori. Barbiere, bersagliere, venditore ambulante, pittore per passione. Sono tanti sono gli appellativi che possiamo attribuire a Mario Pampaloni, che a Figline tutti conoscono come “Cuccagna”. A lui abbiamo chiesto di raccontarci la sua storia e soprattutto la triste vicenda di sua sorella Bianca, uccisa nel 1944. Mario Pampaloni è stato davvero molto disponibile. Ci ha accolti in casa sua, e prima di mostrarci il suo laboratorio di pittura, con grande disponibilità ha iniziato a narrarci alcuni fatti della la sua vita, cominciando da quando era da soldato durante la seconda guerra mondiale. Per noi giovani studenti ascoltare il suo racconto è stato un vero piacere: la storia vissuta ha tutto un altro fascino rispetto a quella studiata sui banchi di scuola. Mario era un bersagliere. Fu mandato ad Asciano, nei pressi di Siena. Da lì poi fu trasferito a Montaione dove faceva lunghe marce, a piedi, fino a San Gi- Il sacrificio di Bianca Pampaloni nel racconto del fratello Mario Nelle foto: I ragazzi della scuola media di Matassino con Pampaloni mignano: distanze impensabili per noi. Condivideva questa esperienza militare insieme all’amico di sempre, Ezio Pieralli, detto il “Bulla”, finché non si separarono perché quest’ultimo scelse di fare il telegrafista e pochi giorni dopo fu mandato in Russia, dove restò per due lunghi anni. Mario invece rimase nell’esercito con un compito che lo avvicinava agli alti gradi: siccome prima della guerra aveva imparato il mestiere di barbiere, appena i generali dell’esercito chiesero se qualcuno sapeva fare la barba, lui si fece avanti e così svolse questo compito per tutta la durata della guerra. Dopo l’8 settembre, l’esercito era allo sbando, senza più guide, né ordini. Mario Pampaloni, come tanti altri, scappò. Quando la guerra finì tornò a Figline passando in mezzo ai campi, dove vi erano anche le mine antiuomo. Fu fortunato e nonostante questi pericoli riuscì a tornare in Valdarno “stanco, ma illeso”. Fu solo a quel punto che seppe di ciò che era successo a sua sorella. Prima della guerra la famiglia di Mario viveva a Figline in un appartamento in via Locchi, che però fu bombardato. Perciò la famiglia aveva trovato riparo in un casolare in campagna, presso l’erta delle Chiuse, tra Matassino e Faella. Nell’estate del 1944 anche il Valdarno stava per essere liberato dall’occupazione tedesca. Gli Americani erano già arrivati a San Giovanni Valdarno, era il 24 luglio del 1944. Durante la ritirata nazista un soldato tedesco fece irruzione nel casolare e prese due giovani: Bianca Pampaloni e Brunetto Bernardoni, entrambi di 33 anni. Il giovane fu chiuso nel porcile, lei fu portata in una stanza al piano di sopra. Il tedesco cercò di abusare di lei. La ragazza lottò “per la difesa della sua purezza”, come si legge sulla sua tomba, fino a farsi trucidare. Invece Brunetto fu ucciso con sette colpi alla testa, forse perché testimone di ciò che era accaduto alla ragazza. Oggi un viale di Figline e alcune lapidi ricordano il sacrificio di Bianca Pampaloni. Una pagina triste della nostra storia che abbiamo imparato a conoscere grazie alle parole di chi ha vissuto quei fatti lontani ma ancora dolorosi. Rocco Maria Baggio e Aldo Pilati Classe 3F Scuola Secondaria di primo grado Matassino Via E. Mattei, 11 - Matassino • 50063 Figline V.no (FI) tel. +39 055 915 35 87 • fax +39 055 527 00 43 info@colorpiu.com • www.colorpiu.com La Festa di Primavera rappresenta una delle iniziative che vengono allestite allo scopo di mantenere viva la memoria della civiltà contadina che ha caratterizzato tutta la nostra storia attraverso la valorizzazione della “Casa della Civiltà Contadina”: una bellissima raccolta di mezzi, macchine, attrezzature e memorie ospitata nei locali attigui alla Pieve millenaria di Gaville. Quest’anno la Festa di Primavera avrà una particolare attenzione verso i bambini con la possibilità Gaville 7 e 8 Maggio, Ventottesima Festa di Primavera di provare “antichi mestieri”, di partecipare a laboratori didattici preparati apposta per loro sui temi della natura e della campagna. Inoltre sarà possibile vedere una piccola fattoria degli animali e anche rivivere scene della vita contadina attraverso una mostra fotografica. I più grandi, oltre a visitare la Casa della Civiltà Contadina, potranno assistere alla proiezione di un filmato di argomento storico/agricolo. Sarà allestito anche un mercato di prodotti agricoli locali e di piccolo artigianato.

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Aprile 2016 7 Il Valdarno gratis a casa tua PENDolarI: I condizionatori non funzionanti provocano “saune” in carrozza “Ragazzi, si comincia ad accendere un pò di fresco?” Questo messaggio-appello di una pendolare del Valdarno, rivolto a Trenitalia e postato sulla pagina Facebook del comitato pendolari il 6 aprile, è stato uno dei primi segni di insofferenza alla carenza o assenza di aria condizionata a bordo dei treni. Altri messaggi si sono susseguiti nei giorni successivi e altri continueranno, perchè il problema dei “treni bollenti” è molto sentito dai pendolari del Valdarno. Tutti si ricordano il luglio scorso, quando per molti giorni ci furono alte temperature e ondate di calore, per cui divenne un vero e proprio calvario il viaggio in treno. Il comitato pendolari si era preventivamente appellato alla Regione, perchè fossero attivati con urgenza i controlli degli ispettori regionali sul funzionamento dei con- Il rischio dei treni “bollenti” dizionatori d’aria, così da indurre Trenitalia ad accendere per tempo i climatizzatori, pena sanzioni. Tanto fu il patimento in quel luglio, anche su altri treni della Toscana, che in seguito la Regione accolse la richiesta, partita proprio dal comitato pendolari del Valdarno, di un bonus-rimborso, quale parziale risarcimento dei disagi subiti sui “treni bollen- ti”. In realtà quello della Regione fu un bonus criticato da molti pendolari (e dallo stesso comitato del Valdarno), che, ricordando bene le saune patite in treno, considerarono l’entità del rimborso modesto e insufficiente. La Regione ha poi annunciato che nel prossimo contratto di servizio con Trenitalia il bonus straordinario dello scorso luglio diventerà un rimborso istituzionalizzato, nel caso si ripetessero forti disagi a causa di malfunzionamento dell’aria condizionata durante la prossima estate. Quindi i pendolari del Valdarno possono stare tranquilli (sic!), perchè i motivi dei “treni bollenti” del luglio scorso non sono stati rimossi: le soste per gli inchini alle Frecce per l’ingresso in Direttissima, sotto il sole di pomeriggio, a Firenze Rovezzano, e i treni per Roma e per Foligno (quelli usati per il tratto sulla Direttissima), vecchi di decine di anni, con i condizionatori difettosi. Perciò è probabile che nella prossima estate i pendolari del Valdarno faranno nuovamente delle belle saune sui treni, ma avranno la magra soddisfazione di essere rimborsati. Maurizio Da Re, portavoce del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima Nasce in Valdarno il comitato “Democrazia Costituzionale” Un gruppo di cittadini del Valdarno Fiorentino ha costituito il Comitato Democrazia Costituzionale per la difesa e l’attuazione della Costituzione Repubblicana che, operando in collegamento con il Comitato Provinciale Fiorentino, fa riferimento al Comitato Nazionale cui aderiscono l’ANPI e l’ARCI. Il Comitato è affiancato da “Area Socialista - Valdarno”, che ha costituito a livello nazionale il Comitato Socialista per il NO. Possono aderire al Comitato del Valdarno Fiorentino, Enti, Associazioni, privati cittadini che condividono i principi di democrazia e libertà sanciti dalla nostra Costituziote Costituzione e operare in modo che prevalga il NO nel referendum costituzionale che si terrà nel prossimo mese di ottobre. Sergio Staderini–Tito Astrit Meta (referenti del Comitato) David Biondi, Piero Caramello, Giuseppe Cencetti, Pieraldo Ciucchi, Benito Contri, Ilaria Gamberucci, Mauro Lapi, Simone Lombardi, Stefano Loparco, Paolo Mugnai, Mauro Ottaviano, Simona Ottaviano, Valerio Pelini, Roberto Romolini, Francesca Sdruccioli, Riccardo Semplici, Elisa Tozzi, Marco Zatini. Hanno aderito: ANPI di Figline Incisa Valdarno; Barbara Orlandi CGIL Valdarno Fiorentino. ne. E’ compito dei Comitati: - organizzare la raccolta delle firme finalizzate all’indizione del referendum per abrogare la legge elettorale “Italicum”, peggiorativa della precedente legge detta “Porcellum”, le cui norme sono già state dichiarate incostituzionali dalla Consulta; - illustrare la gravità delle modifiche che si intendono apportare alla vigen- Un Un Pacchetto di...di... Pacchetto Soluzioni immediate! Soluzioni immediate! PAGINA

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Aprile 2016 9 Il Valdarno gratis a casa tua cucINa: Le ostriche hanno fama di cibo afrodisiaco. Si narra che Casanova fosse solito mangiare fino a 50 ostriche ogni mattina e anche prima degli incontri amorosi. Ma, anche per chi non aspira a performance erotiche le ostriche rappresentano un piatto raffinato e delizioso, specialmente in questo periodo. Occorre però conoscere bene cosa si mette nel piatto. Le ostriche appartengono alla famiglia dei molluschi “Lamellibranchi”. Esistono circa un centinaio di tipi di ostriche commestibili classificabili in 4 tipi: La “Ostrea Edulis” è piatta, a forma di ventaglio e tondeggiante. La “Gtypboea” è concava di origine portoghese. La “Crassotrea gigas” è di origine giapponese. La “Ostrea virginiana”, detta anche Ostrica americana, è simile alla concava, però è più piatta e più corta. Le ostriche concave sono valutabili rispet- Segreti e consigli per un piatto con le ostriche to ad un indice di qualità (I.Q.) che determina il loro stato di ingrasso. Le ostriche concave si dividono in Fines, Speciales e Pousse. Le Fines hanno un affinamento piuttosto breve e per questo sono più sapide e meno ricche in carnosità. Consigli per l’acquisto - Al momento dell’acquisto devono essere piene di acqua, quindi pesanti. Fate questa prova: battendo due ostriche tra di loro non si deve sentire il rumore sordo di un oggetto vuoto. Di fatto, più pesante è la conchiglia più fresca è l’ostrica. Attenzione. Le ostriche aperte, anche se toccandole si richiudono, sono da evitare. Aprendo un’ostrica deve uscire copiosamente l’acqua. Le ostriche si conservano ad una temperatura da 2 a 4° gradi. E’ importante ricordarsi che le ostriche si consumano entro un’ora al massimo dalla loro apertura. Come si servono in tavola Le ostriche si servono sopra il ghiaccio tritato. Occorre mettere sempre tra il ghiaccio e le ostriche delle alghe o foglie di lattuga per evitare che la conchiglia si riempia di acqua di ghiaccio sciolto. Le ostriche si accompagnano con pane di segale, burro, scalogno e porro o cipolle in agrodolce. Ecco a cosa serviva un tempo il limone - L’usanza di servire il limone insieme alle ostriche proviene dai tempi lontani, quando i trasporti erano lenti e non a temperature controllate, quindi si metteva il limone sopra l’ostrica per testare la freschezza (l’ostrica viva si contrae con il succo di limone). Il metodo di degustazione - Per percepire in modo ottimale il gusto di mare l’ostrica non va inghiottita intera. In generale sono preferibili le ostriche di piccola taglia. Chef Claudio Chef Claudio insegna i trucchi per un acquisto consapevole. Quali tipi scegliere. E poi spiega perché il limone non serve più Le cene tematiche di Torre Guelfa... da non perdere Stoccafisso e Baccalà…dal crudo al mantecato Giovedì 26 Maggio, ore 20,00 dalle Tartare, ai Carpacci, alle Tagliate Un prelibato viaggio nel gusto del mar Mediterraneo accompagnato da prestigiosi Vini Liguri Comunicazione pubblicitaria Mercoledì 11 Maggio, ore 20,00 Una panoramica degustazione unita a vini rossi e rosati di Montecarlo di Lucca Il Tonno e lo Spada Ricetta per 4 persone Ingredienti Nr. 16 Ostriche Nr. 2 Spicchi d’aglio Nr. 3 Cucchiai d’olio extravergine di oliva Nr. 1 Bicchierino di Brandy o Cognac 350 gr. Taglierini all’uovo preferibilmente di pasta fresca Preparazione Aprire le ostriche con una lama o con un utensile idoneo. L’acqua che viene rilasciata dalle ostriche aperte va messa in una padella insieme all’olio, all’aglio ed al cognac allo scopo di formare la base della pietanza. Cuocere i taglierini mantenendoli al dente (se di pasta fresca il tempo di cottura si aggira intorno ai 3 minuti). Appena cotti i taglierini vanno messi in padella con la base precedentemente preparata. Quindi porre tutto sul fuoco e mantecare. Aggiungere le ostriche e pepe nero macinato. Servire in piatti caldi Taglierini alle ostriche I corsi di cucina curati da Chef Claudio Piantini Domenica 8 Maggio, ore 9,30 con Pranzo Degustazione incluso Antipasti, Zuppe estive, Verdure ripiene e non solo …la “stagion bona” in tavola ! Domenica 15 Maggio, ore 9,30 con Pranzo Degustazione incluso Antipasti, Primi piatti e Secondi tecnica di preparazione e cotture Domenica 22 Maggio, ore 9,30 con Pranzo Degustazione incluso Il Granchio e il Pesce a tranci Preparazione di un menu completo dall’ Antipasto ai Secondi piatti Finalmente... ecco i Funghi Porcini crudi, cotti, fritti, grigliati e stufati Prenotazione ed informazioni al n. 055/951112 di profumi terziari che avranno occasione di svilupparsi con gli anni. Il corpo è sontuoso, con tannini fini e vellutati, che armonizzano insieme alla freschezza, la potente nota alcolica. Un vino veramente importante, sicuramente destinato ad entrare nel mondo enologico di altissimo livello. La piccola produzione di sole 1000 bottiglie all’anno, ne fa un prodotto di nicchia destinato ad impreziosire la cantina degli appassionati. Se riuscite a procurarvene una bottiglia tenetela in cantina per molti anni, le qualità di questo vino sono destinate a migliorare ancora per lungo tempo. Eccellente poi, anche l’olio Extravergine di Oliva, prodotto a monocultivar di Leccino e Frantoio che ha recentemente ricevuto premi e riconoscimenti. Paolo Zaini - Sandro Benassai La prima cosa che colpisce, pensando alla Fattoria Casagrande è la splendida villa costruita da Ser Ristoro, fondatore della dinastia dei Serristori, nel XV secolo a ridosso delle mura di cinta di Figline Valdarno, con il suo giardino all’italiana e gli appartamenti storici con arredi d’epoca. La villa, di proprietà della famiglia Luccioli dal 1983, oggi è un Resort SPA e ristorante con annesso museo della civiltà contadina e la spettacolare cantina del 1902 con le botti dalla mole impressionante. Forse non tutti ricordano però che produce e vende vino e olio fin dalle origini. Le vigne attuali si trovano sulle colline di Rignano Sull’Arno, 12 ettari colti- Ecco “Oblium”, un vino specchio della nostra terra sionati è il nuovo Oblium, un vati a Sangiovese, Trebbiano, IGT da uve 100% Petit VerMalvasia del Chianti e S. Codot di cui è appena uscita la lombano, poi Cabernet Sauprima annata 2011. Un vino vignon, Merlot e Petit Verdot. decisamente importante, che Dai vitigni autoctoni si ricamanifesta la grande cura usavano il Chianti DOCG Donna Claudia in versione annata ta in vigna e in cantina. Vino e Riserva e il Vin Santo del Nella foto: che già oggi, praticamente Paolo Zaini e Sandro Benassai appena nato, esalta tutto il suo Chianti DOC Casagrande che rimane 3 anni nei tradizionali caratelli di ca- valore. Imponente all’olfatto con sentori di stagno, mentre un blend sangiovese-cabernet frutta nera e piccoli frutti di bosco, nobilitato dà vita al Ser Ristoro IGT. Ma il vino su cui da un’elegante nota boisé, derivata dall’affivogliamo attirare l’attenzione degli appas- namento in tonneaux per 18 mesi. Accenni “L’Enoteca” BALDI FEDERIGO Vasta scelta di Vini provenienti da ogni a prezzi vantaggiosi... parte d’Italia Via Rocco Scotellaro, 4 - Loc. La Massa - Figline V.no (FI) Tel. +39 055 8335794 • info@baldifederigo.com • www.baldifederigo.com PAGINA

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Il Valdarno gratis a casa tua 10 PAGINA Aprile 2016 Nella foto: Ivo Gonfiantini “FALSO D’AUTORE”, così ha intitolato il progetto la maestra Francesca della quinta elementare della scuola primaria di San Biagio, quando, a gennaio scorso, aveva notato che i suoi alunni mostravano interesse nei confronti dei falsi d’autore che un pittore faellese aveva esposto nella Galleria d’Arte della Casa di Riposo Ludovico Martelli. I ragazzi avevano intuito che gli autori originali dovevano essere tutti dei grandi artisti e ammiravano le opere con attenzione, interessati ad ogni stile e ad ogni tecnica pittorica, tanto che quando la maestra e il direttore della Martelli li sfidarono a realizzare anche loro dei falsi d’autore, accettarono con entusiasmo. Le opere che avrebbero eseguito, sarebbero state esposte, come quelle del pittore di Faella, nella Galleria d’Arte G. Torricelli. Ma, com’era possibile dipingere a scuola, senza avere davanti il quadro? Grazie alla Lavagna Interattiva Multimediale in dotazione del plesso scolastico, i ragazzi hanno potuto concretizzare il progetto, osservando da vicino Imparare con i quadri falsi scuola: Geniale intuizione di una maestra di San Biagio a Figline Valdarno tutti i particolari delle opere e studiare le tecniche di ognuna. Per la scelta dei soggetti, hanno deciso di rappresentare temi ricorrenti, come le stagioni e le feste, quella del papà, della mamma, il Carnevale; si sono messi all’opera con grande lena e in tre pomeriggi hanno copiato dipinti di Giotto, Pablo Picasso, Joan Mirò, Claude Monet, Van Gogh, Marc Chagall, Giorgio De Chirico, Henri Matisse, Amedeo Modigliani, Fernando Botero, Maria Anto- nietta Scarlatella. Lo scopo del progetto era quello di insegnare ai bambini a lavorare in gruppo ed a scambiare il proprio talento con quello dei compagni, ma principalmente di far scoprire ed amare la bellezza dell’arte, lasciando loro la piena libertà espressiva, senza interferenze da parte dell’insegnante, in modo che fossero solo le emozioni suscitate dalle opere a guidare i piccoli artisti nel loro lavoro. Ce l’hanno messa tutta, hanno raggiunto lo scopo in tempi record e, il 18 Marzo scorso, la vigilia della festa del papà, con la collaborazione del direttore e del personale della Casa di Riposo Ludovico Martelli di Figline, è stata allestita la galleria d’arte di tutti i falsi d’autore realizzati dagli alunni della classe quinta elementare della scuola primaria di San Biagio e, dopo una cerimonia inaugurale e il taglio del nastro, la mostra è stata resa accessibile agli intervenuti, con grande soddisfazione degli autori, dei genitori, della maestra Francesca, della dirigente scolastica, del direttore della struttura e dei suoi collaboratori. Le opere, eseguite con tanto impegno, emanavano sensazioni, erano una porta aperta che lasciava vedere e vivere ai visitatori, le emozioni provate dai piccoli artisti mentre le realizzavano. Viene spontaneo fare il confronto fra gli insegnanti moderni e quelli del passato. Oggi, il loro ruolo non è solo quello di impartire nozioni, ma anche di organizzare le occasioni per fare apprendere con gioia e stimolare la creatività. Adriana Bottacci Buon viaggio Ivo Mi aspettavo da un momento all’altro di vederti arrivare. A passi lunghi e svelti, un po’ trafelato. Ti saresti aggiustato gli occhiali posati sulla fronte, prima di pronunciare una delle tue battute. Irriverenti. Caro Ivo, se tu fossi venuto al tuo funerale avresti visto tanta gente. Anche le istituzioni, con la fascia tricolore. La maggior parte di quelle persone non la pensavano come te. Non avevano le tue idee. Eppure erano lì. Io lo so perché. Perché anch’io, come loro, non sono mai riuscito a questionare seriamente con te. Eppure di discussioni ne abbiamo fatte. Come l’ultima volta, seduti alle panchine del Garibaldi. Ma come si fa a litigare con uno che alla fine ti abbraccia e ti chiede “Quando si torna a sciare insieme?”. Ecco, questa sarebbe stata l’occasione per fissare un’ultima sciata, un’ultima bevuta. Ma perché non sei venuto? Ah già, dimenticavo. A te i funerali non sono mai piaciuti. Francesco Fondelli

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Aprile 2016 11 Il Valdarno gratis a casa tua PAGINA Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Via degli Innocenti 6/6c 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 e-mail: autoricambiasso@iol.it Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Via degli Innocenti 6/6c 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 e-mail: autoricambiasso@iol.it Quelli che...“Il Burraco” Il gioco che va di moda “Pinelle”, “matte”, “pozzetti”…sono tutti termini che vengono solitamente utilizzati nel gioco del burraco. Gioco di carte della famiglia della canasta, trova le sue origini in Uruguay tra la metà e la fine degli anni ’40. Il nome sembra però di origine portoghese, dove “buraco” significa “setaccio o passino”, e indica appunto il trattenere solo le carte utili per creare combinazioni. Si gioca con due mazzi di carte francesi da 52 e inizialmente era praticato solo da poche decine di persone, soprattutto dalle signore nei loro salotti pomeridiani, le quali si tramandavano le regole oralmente e di volta in volta. In Italia la sua diffusione si è avuta all’incirca negli anni Ottanta in Puglia per poi salire verso le altre regioni dove il fenomeno divenper la raccolta fondi per il Calcit del Valdarno fiorentino. I soci sono tutti iscritti alla FITAB (Federazione Italiana Associate Burraco) e partecipano anche a tornei regionali e nazionali. Il burraco non è noioso, il fatto che si giochi a coppia lo rende sicuramente piu divertente e vario: l’alleanza con il partner, la sintonia, la storia del “pozzetto” raggiungibile solo a ben precise condizioni, ha fatto sì che diventasse un vero e proprio fenomeno di massa. Dai salotti, ai circoli, a veri e propri club associativi è diventato un appuntamento per tanti imperdibile e quasi irrinunciabile, assumendo sempre di più la connotazione di un gioco aggregativo, nato dal piacere di condividere un interesse comune divertendosi. Valentina Trambusti tENDENZE: E’ nato un gruppo di oltre 60 persone. In programma partite e tornei Il linguaggio sportivo nella tesi di laurea di Roberto Bertoncini Quante volte abbiamo sentito in Tv o letto sui giornali frasi trite e ritrite, come ad esempio: “mi metto a disposizione del mister”, “rispetto per tutti, paura di nessuno”, “balla la panchina di…” oppure, sempre rivolta al mister di turno “non mangia il panettone”. Questo linguaggio usato e abusato da giocatori, allenatori e anche dai giornalisti, è stato analizzato attentamente in una tesi di laurea discussa all’Università di Firenze dal nostro collaboratore Roberto Bertoncini. La tesi, dal titolo “L’uso del luogo comune nella comunicazione sportiva” ha avuto come relatrice la dottoressa Francesca Murano. Grazie anche a questo interessante lavoro, il giovane giornalista de “Il Valdarno” si è potuto laureare in Scienze umanistiche per la comunicazione con il voto di 106/110. Al termine del proclamazione, avvenuta nella sede di Via Laura a Firenze, Roberto Bertoncini ha ricevuto i complimenti del direttore e di tutti i giornalisti della nostra redazione che hanno festeggiato insieme a lui. Nella foto: Il gruppo burraco del circolo Fanin di Figline Valdarno al completo tò di massa, includendo entrambi i sessi e anche giovanissimi. Non avendo regole chiare però, inizialmente si trovavano norme diverse da città a città. Con la nascita della Federazione Italiana del Burraco, vennero ufficializzate le regole e indetti i primi tornei. Anche nel nostro piccolo comune di Figline Incisa Valdarno esiste un club del burraco che conta a oggi oltre 60 soci. Nato su iniziativa personale di appassionati, conta associati che vanno dai 20 ai 90 anni. Il martedì e il venerdì si ritrova- no presso il Circolo Fanin per i loro tornei o semplicemnete per passare un’ora insieme. Vengono anche organizzati dei tornei da giugno a settembre al chiaro di luna nelle più belle piazze e contesti italiani e anche a fin di bene, come quello organizzato

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Il Valdarno gratis a casa tua 12 PAGINA Aprile 2016 lutto: Dolore per la scomparsa di Gianfranco Bianchi. Una vita a fianco degli atleti. Dal ciclismo al podismo fino ai successi del volley Addio al “Baffo” dello sport valdarnese oggi ci racconta il suo ricordo di Gianfranco: “Bianchi è stato il primo direttore sportivo della società maschile di pallavolo più importante di quegli anni, il G.S Figline. Gianfranco, secondo me, aveva una vera dote nel tenere i rapporti con la gente: rapporti buoni col Comune, le altre società e i giocatori, la federazione e le realtà sportive di Firenze ed Arezzo, una persona molto attenta al dialogo. Un dirigente molto bravo sotto questo aspetto che, rispetto ai mezzi di allora, riuscì a proiettare in chiave moderna la struttura di una società sportiva: la creatura di Peri, tra l’altro anche allenatore, trova il suo miglior organizzatore in Bianchi. Se c’è un merito da riconoscergli è sicuramente quello di essere sempre stato un bravo organizzatore, un esempio per i dirigenti della pallavolo di ora che sono stati giocatori proprio sotto la sua guida e quella di Peri”. Roberto Bertoncini Il tempo del dolore, una volta passato, lascia poi spazio a quello dei ricordi, i ricordi delle persone che ci hanno accompagnato durante la nostra vita. Se n’è andato Gianfranco Bianchi, “baffo” per gli amici, un uomo di sport che ha incrociato la propria strada con tanti sportivi e dirigenti del nostro paese. Il suo nome si lega al ciclismo, al podismo e alla pallavolo figlinese, che ha reso grande operando a fianco di Paolo Peri. Ed è proprio attraverso le parole amiche e il ricordo di Paolo che ripercorriamo il percorso di Bianchi agli albori del volley figlinese: “C’era rapporto di massima amicizia tra me e Franco, con la mia famiglia eravamo spesso ospiti a casa sua, addirittura andavamo insieme alla messa di Natale, per poi ritrovarci per lo scambio dei regali. Eravamo molto legati, un rapporto buono che si è riallacciato benissimo anche dopo la mia esperienza di allenatore a Foiano nel 1977 e anche dopo che ho abban- Nelle foto: Sopra la prima squadra G.S Figline 1975 (Bianchi in piedi a dx, Peri in piedi a sx). Nella foto in bianco e nero Bianchi assistente ad una prova di ciclismo. Nel riquadro Luigi Merciai. donato la pallavolo, la nostra amicizia è proseguita al di fuori dello sport”. Peri e Bianchi si incontrarono per la prima volta alla vigilia della stagione ’74 - ’75, cioè al secondo anno dalla fondazione della pallavolo a Figline Valdarno: “Nel 1973 ero ancora allenatore a Incisa – racconta Peri – ma, lavorando insieme con l’allora assessore allo sport del comune Mauro Lapi, più volte nelle nostre visite in reparto alla Pirelli aveva cercato di convincermi a portare la pallavolo a Figline. Io ci pensai e alla fine accettai la sua proposta così da diventare nel settembre del ’73 allenatore a tutti gli effetti della pallavolo di Figline. Come punto di riferimento avevo Lapi, che però dalla stagione successiva non fu più in grado di darmi tutta l’attenzione e il sostegno che mi aveva dato al primo anno, così mi avvertì che ci sarebbe stata una nuova persona ad aiutarmi: Gianfranco Bianchi. Da quel momento le nostre strade andarono avanti spedite in parallelo, io come allenatore e lui come direttore sportivo, creando negli anni un settore giovanile che in poco tempo ottenne dei grandissimi risultati che ci fecero arrivare per due anni di seguito alle finali nazionali”. Giocatore di quel vivaio così promettente e vincente fu Luigi Merciai, che Il 24 marzo l’atleta italomarocchino Mustapha Haida ha firmato a Figline, davanti all’assessore Mattia Chiosi, i documenti che gli riconoscono la cittadinanza italiana. “Sono contentissimo - ha commentato il campione mondiale Iska di Thaiboxe Per me rappresenta tanto. Anche perché la cittadinanza italiana mi apre tantissime porte che prima non potevo sfruttare: adesso viaggiare all’estero e visitare gli altri paesi d’Europa sarà molto più semplice a livello burocratico”. Mustapha è italiano

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Aprile 2016 13 Il Valdarno gratis a casa tua RISTORANTE - PIZZERIA BIRRERIA - PISCINA Tel. 055 9122072 PAGINA RISTORANTE - PIZZERIA BIRRERIA - PISCINA Tel. 055 9122072 laVoro: Filippo Righi, direttore di produzione dell’IVV fa il punto su un mestiere che ancora resta “magico” La nostra vallata è ricca di artigiani che hanno contribuito a rendere il made in Tuscany un’eccellenza nel mondo. Sono artisti inconsapevoli del proprio talento che ancora oggi portano avanti la bellezza del nostro patrimonio storico-culturale. Nonostante l’artigianato si confermi asse portante del sistema produttivo locale anche secondo l’ultimo report di CNA Valdarno, nell’era del progresso tecnologico, gli antichi mestieri ricchi di manualità e tradizione, vivono una crisi di ricambio generazionale. Dal territorio nascono stimoli e valori ma i giovani di oggi non mostrano uno spiccato interesse per le capacità manuali dei falegnami, dei corniciai, degli impagliatori e di altre figure fautrici di abilità che non si imparano sui banchi di scuola come quella del soffiatore di vetro, un mestiere la cui eredità di saperi veniva tramandata di padre Soffiatori e maestri vetrai Un’arte in cerca di eredi in figlio ma che oggi non affascina più le giovani generazioni. “Per diventare un soffiatore di vetro ci vuole tempo, si parla di almeno cinque anni per acquisire la giusta manualità. Il vetro ha memoria, non si dimentica se viene trattato con poca competenza. I nostri quindici soffiatori, di cui cinque maestri vetrai, hanno impiegato anni per affinare la loro arte. Purtroppo oggi i ragazzi non hanno pazien- za di imparare e non sono interessati agli antichi mestieri” racconta Filippo Righi Direttore di produzione dell’IVV. Arte e tradizione si fondono in un mestiere quasi fiabesco che non ha subito notevoli cambiamenti pratici nel tempo. “Quello che è cambiato negli anni è il costo delle materie prime e l’eliminazione di sostanze dannose anche per la salute che sono state sostituite con altre che rispettano la nostra attenta politica dell’ambiente, ma per i soffiatori manualità e soffiatura lenta e costante sono ancora oggi fondamentali per la perfetta riuscita di un oggetto” spiega Filippo. Un contesto dove passato e futuro si incontrano tra il calore dei forni, moderni design e la melodia di un’antica tradizione che ancora oggi contraddistingue prodotti apprezzati in tutto il mondo. Con il tocco leggero e preciso come quello di un pianista, il soffiatore sembra avvalersi della magia per realizzare uno dopo l’altro i manici di una brocca e si risveglia il fanciullino che c’è in noi mentre lo osserviamo dare vita con delicatezza ad oggetti che fanno parte della nostra quotidianità “In realtà ad occhio nudo quei manici sembrano tutti uguali ma se li misuriamo uno ad uno può risultare una differenza millimetrica tra l’uno e l’altro, ed è proprio questo il bello dell’artigianalità; l’unicità di ogni pezzo non è un difetto ma una valida garanzia del fatto a mano” sottolinea Filippo. Massima attenzione alle materie prime e all’ambiente, passione, cura dei dettagli e un’accurata scelta degli oggetti migliori prima del confezionamento, rappresentano i punti di forza di un’azienda che crede ancora nell’eterna eleganza e nel fascino vincente del fatto a mano. Sara Bracchini Calcit, torna il “Mercatino” Domenica 8 maggio si svolgerà in piazza Cavour a San Giovanni la ventiseiesima edizione del “Mercatino dei ragazzi”. La tradizionale iniziativa che richiama ogni anno tantissime persone nel centro storico di San Giovanni, è organizzata dal Calcit Valdarno Onlus ed ha lo scopo di raccogliere fondi per l’acquisto di macchinari per la prevenzione e la cura delle neoplasie. Il Mercatino dei ragazzi porterà in piazza numerosi banchini organizzati dalle rappresentanze di numerose scuole del territorio comunale. Tanti bambini e ragazzi che venderanno i propri lavori realizzati grazie anche alla convinta e sincera partecipazione dei genitori che si impegnano per favorire l’attività del Comitato Autonomo per la lotta contro i tumori.

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Il Valdarno gratis a casa tua 14 PAGINA Aprile 2016 Con il teatro si può anche cambiare I corsi dell’associazione Masaccio Il teatro ti cambia, lasciati cambiare dal teatro. E’ questo il motto con cui l’associazione culturale Masaccio di San Giovanni porta avanti le proprie attività. Nata nel 2011, è ormai diventata un’importante realtà di riferimento nel campo teatrale e in quello delle direzioni artistiche. I corsi dell’associazione seguono le tecniche dei metodi Stanislavskij, Costa e Meisner e sono tenuti da Caterina Meniconi, Henrj Bartolini e Annalisa Cuccoli, professionisti del settore che in pochi mesi sono in grado di realizzare insieme ai loro corsisti spettacoli in grado di divertire ed emozionare grandi e piccini. L’Associazione Masaccio collabora con diverse scuole del territorio e svolge attività anche in collaborazione con l’assosulle nostre emozioni, per saperle riconoscere e imparare a gestirle. Prendersi cura di se stessi è fondamentale, a partire dalla premura per la nostra voce che troppo spesso trattiamo come un inutile dettaglio, fino alla capacità di gestione della nostra emotività ”. Gli spettacoli proposti dall’associazione affrontano svariate tematiche di interesse storico e sociale come la Shoa, il difficile rapporto tra genitori e figli e quello tra moglie e marito, fino alla recente commedia in due atti dal titolo “Otto pericolose simpatiche donnette” in programma alle stanze Ulivieri di Montevarchi il prossimo 7 maggio, scritta da Salvino Lorefice che promette sano umorismo e inaspettati colpi di scena. Sara Bracchini cultura: Una realtà nata nel 2011 si sta imponendo per la particolarità del suo impegno I flash d’Africa grazie a Moreno Moreno Torricelli è rientrato dal suo viaggio solitario nel cuore dell’Africa. L’esploratore valdarnese ha attraversato una pista lungo l’oceano atlantico in Mauritania, le coste e il fiume del Senegal, le spiagge solitarie della Sierra Leone e le immense foreste della Liberia, habitat di una numerosissima varietà di animali e piante secolari. Viste mozzafiato di cui Moreno Torricelli ci ha gentilmente concesso alcune foto scelte tra quelle fatte durante i due mesi di permanenza in Africa e che potete ammirare visitando la pagina Facebook del nostro giornale: https://www.facebook.com/ permalink.php?story_fbi d=1315017685181999& id=1109200562430380 ciazione Atracto (Ass. traumi cranici toscani) fondata nel 1997 da Ivana Cannoni e con l’ass. di Promozione Sociale Arkadia Onlus presente nel nostro territorio dal 2009. “Siamo convinti che fare rete tra le associazioni del territorio sia una risorsa molto importante -afferma Barbara Massini Presidente dell’Associazione Masac- cio- mettere insieme i saperi e le competenze di tutti è una garanzia sia per i risultati raggiunti sia per le persone che partecipano alle varie attività proposte”. Quest’anno è prevista anche l’attivazione di un corso di danza classica tenuto da un professionista del settore e nei mesi scorsi l’associazione ha superato il record dei cento iscritti, tra cui risultano bambini, adolescenti e adulti. Il teatro viene visto e approcciato come uno strumento di arte e formazione umana, comunicazione e inclusione sociale. Per questo l’associazione svolge anche attività dedicate alla dizione, respirazione e postura. “Il teatro fa bene a tutti – afferma Silvano Alpini autore e Direttore artistico dell’ Associazione Masaccio e delle Stanze Ulivieri di Montevarchi- è utile per lavorare

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Aprile 2016 15 Il Valdarno gratis a casa tua EcoNoMIa: E’ nata nel 1991 la società di informatica e comunicazioni che ora conta oltre 600 persone tra dipendenti e collaboratori La passione per la musica gli è rimasta addosso da quando, giovanissimo, gestiva locali alla moda come la Casa del Bersagliere o il Boomerang di Montevarchi. Chi lo ha visto suonare con i Pooh, o con Piero Pelù, oppure con i Litfiba, difficilmente ha immaginato che Roberto Vasarri fosse un self made man, protagonista di una storia imprenditoriale degna del miglior sogno americano: non a caso l’Università Pro Deo di New York gli ha assegnato una laurea honoris causa. Proprio un viaggio negli Stati Uniti, compiuto alla fine degli anni settanta, fece scoprire al giovane Vasarri le potenzialità dei computer. Così, tornato “Mister Gfi” festeggia 25 anni di successi in Italia, il ragazzo di Montevarchi rispolverò sia gli studi di ingegneria che il master al Politecnico di Milano per realizzare - insieme ad alcuni amici - un software utilizzato dai più importanti studi commerciali della Toscana. Fu l’inizio del successo. Prima con la sua società Computer Service, e poi la svolta con GFI, la società di informatica che nacque nel 1991 e che, un paio di anni dopo, entrò nel mondo delle comunicazioni. Oggi le società del gruppo GFI contano oltre 600 fra dipendenti e collaboratori; sono leader nella vendita di prodotti e servizi di information technology, di energia e di telefonia mobile e fissa. Il Gruppo GFI è uno dei partner oltre 30 tecnipiù importanti ci qualificati di Vodafone e certificati. E in Italia ed poi 16 negoha partnerzi Vodafone ship con Coop Store in ToItalia, Enel, Fascana, Lazio stweb ed Hp. e Marche; 10 Nel mese di “Centro servimaggio 2016 zi” ubicati nelil gruppo GFI le più grandi Ipercoop del festeggia i Piemonte; 30 suoi primi 25 consulenti buanni di vita, siness operanti mostrando nu- Nella foto: Roberto Vassarri meri impressionanti: contat- in Toscana e Umbria. Insomti con migliaia di aziende e ma: ne è passata di acqua sotcentinaia di migliaia di clienti to i ponti da quando Vasarri serviti. Cinque “Call Center” suonava nei complessini muin funzione a Montevarchi, sicali del Valdarno! “In realtà Perugia, Messina e a Tirana. – risponde Mister GFI – non Una struttura informatica con rinnego quel periodo. Anzi. Dall’età di 16 anni ho portato avanti per 10 anni l’esperienza di musicista che mi ha fatto conoscere molti artisti italiani e di fama internazionale. Ho avuto anche l’opportunità di partecipare come musicistacantante alla trasmissione Uno Mattina su Rai 1 e come ospite fisso alla “Talpa” su Italia 1. Per tre anni ho partecipato al Festival mondiale della pace ad Assisi, anche se nel cuore mi sono rimaste soprattutto le esperienze fatte con Lucio Battisti, Gianni Morandi e Renato Zero”. Grandi nome della musica, alcuni dei quali - secondo voci che circolano a Montevarchi - potrebbero partecipare ad una sorta di happening in PAGINA allestimento a settembre proprio per festeggiare i 25 anni di GFI. Vasarri non conferma, ma nemmeno smentisce. “Vedremo. In questo momento sto dedicando il mio tempo extralavorativo ad altre belle iniziative. Oltre a seguire il Lions Club Valdarno Masaccio, di cui sono stato anche presidente, ho l’onore di guidare la delegazione valdanese dell’Accademia Italiana della Cucina, una istituzione culturale riconosciuta dalla Repubblica Italiana che opera a livello internazionale per la tutela delle nostre tradizioni gastronomiche”. Come dire: anche il successo ha bisogno di essere condito da sapori genuini.

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