Ho toccato il cielo, di Marika Persichilli

 
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EDU Edizioni DrawUp www.edizionidrawup.it Collana Emozioni

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Collana Emozioni HO TOCCATO IL CIELO di Marika Persichilli Proprietà letteraria riservata ©2016 Edizioni DrawUp Latina (LT) - Viale Le Corbusier, 421 Email: redazione@edizionidrawup.it Sito: www.edizionidrawup.it Progetto editoriale: Edizioni DrawUp Direttore editoriale: Alessandro Vizzino Grafica di copertina: AGV per Edizioni DrawUp I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata, riprodotta o diffusa, con qualsiasi mezzo, senza alcuna autorizzazione scritta. I nomi delle persone e le vicende narrate non hanno alcun riferimento con la realtà. ISBN 978-88-98980-93-2

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Marika Persichilli Ho toccato il cielo

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A chi ha creduto sempre in me. A quelli che non l’hanno fatto. A coloro che ci sperano, sempre, nonostante tutto. E a te che da lontano mi sei sempre vicino.

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PROLOGO Chi di voi non ha mai sognato una storia d’amore come quella delle favole? Una di quelle in cui l’amore è più forte di tutto. Lei timida e sognatrice. Lui determinato e lunatico. I loro sguardi un giorno s’incontrarono per dar vita a un tornado di emozioni senza fine, contrastanti, uniche. Ognuno portava con sé la propria vita, ma il destino ha voluto metterli alla prova. Ha voluto mescolare il cuore di lei e il sorriso di lui. Gli occhi di lei e l’amore di lui. Due vite così diverse ma che s’incastravano perfettamente. Due pezzi di uno stesso oggetto finalmente ricongiunti. I due si appartenevano. Era bastato uno sguardo per capirlo. Quel giorno nessuno dei due poteva immaginare che la loro vita sarebbe cambiata. Nessuno poteva aspettarsi un miracolo simile. Tanto meno che le loro vite si fondessero. Le aspettative di lei con la continua speranza di lui. Se si trattava d’amore, quello vero, avrebbero trovato il modo per viverlo. 7

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HO TOCCATO IL CIELO __________________________________________________________________ 1 Jennifer Era una giornata come tante. La fine delle vacanze era alle porte e avevo trascorso una delle estati più belle. La più bella che una ragazza potesse vivere. La mia prima vacanza da sola, senza genitori. Solo io, le mie amiche e il divertimento più totale. Passò in fretta quella settimana, forse troppo. Avete presente quando vi sentite in cima al mondo e state bene? Vi sentite leggeri e senza troppi pensieri per la testa. Ecco, io mi sentivo così durante quella vacanza. Sentivo che non avevo bisogno d’altro per essere felice, perché la mia vita mi piaceva così com’era. Semplice, senza complicazioni. Solo io. Perché avevo capito quanto importante fosse amare se stessi. Soltanto questo aveva ormai importanza. Senza neanche rendercene conto, eravamo di nuovo su un volo che ci avrebbe riportate nella nostra città di sempre, con le persone e gli impegni di sempre. Quelli a venire sarebbero stati i miei ultimi giorni di vacanza, poi avrei ripreso a lavorare. Mi piaceva il mio lavoro, ma chi non vorrebbe qualche giorno di libertà in più? Quel giorno, però, sentivo qualcosa di strano, qualche strana sensazione si era impadronita di me. Come se stessi aspettando che accadesse qualcosa. Qualcosa che mi avrebbe cambiato la vita, che avrebbe fatto sì che io non fossi più la stessa. Qualcosa di meraviglioso che sarebbe entrato a far parte della mia vita, sconvolgendola. 8

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Marika Persichilli __________________________________________________________________ Dovevo solo saper aspettare. Anche se io e la pazienza non andavamo d’accordo. Ero sempre stata una ragazza curiosa e impaziente, testarda e fiduciosa, timida e sognatrice. A volte passavo così tanto tempo a sognare che mi dimenticavo della realtà. Curioso per una che vive con i piedi per terra. Non mi aspettavo niente dalla vita, avevo imparato a non farlo. Avevo imparato che se qualcosa doveva accadere, sarebbe accaduta. Magari ci sarebbe voluto del tempo, ma quello che aspetti prima o poi arriva. Lo trovi. E proprio quando meno te lo aspetti. Trovi lui, che ti stravolge la vita, trovi lui che ti sorride, trovi lui. La persona che attendi da sempre, quella per cui sai che ne vale la pena. Trovi l’amore, quello che ti fa sorridere senza motivo, quello che ti fa sentire le farfalle nello stomaco, quell’amore che ti consuma e per il quale vivi. Quell’amore che pensavi non esistesse o che non ti avrebbe mai trovata. Pensavi che mai avresti trovato una persona che ti potesse far battere così forte il cuore. Perché pensavi di bastarti. Pensavi di non essere in grado d’amare così, e invece proprio lui, con quel cuore grande, ti ha ridato la vita. Dovevo saper aspettare. Quanto? E per cosa? Ne sarebbe valsa la pena? Erano queste le domande che spesso mi ponevo quando pensavo all’amore. In realtà mi domandavo sempre se valeva davvero la pena aspettare qualcuno o qualcosa, perché sapevo che, mentre aspettavo, mi perdevo tante belle cose. Ma lo facevo comunque, aspettavo. Sapevo che alla fine sarebbe arrivato e ho sempre saputo che non sarebbe stato facile. Nella mia vita niente lo è stato, soprattutto se c’è stato di mezzo il cuore. Niente è mai semplice, se si parla d’amore. Sapevo che mi sarei trovata di fronte a problemi che andavano affrontati. Problemi che andavano affrontati insieme. 9

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HO TOCCATO IL CIELO __________________________________________________________________ Sarebbe successo qualcosa di incredibilmente sorprendente, ma non credevo sarebbe accaduto così in fretta. Ero in attesa delle mie valigie quando arrivò quel messaggio che cambiò tutto. Quel messaggio che mai mi sarei aspettata arrivasse. La vita è veramente imprevedibile e bisogna essere davvero bravi a non farci sfuggire nulla, perché poi ti resta solo il rimpianto. La batteria del cellulare si era quasi esaurita, ma ce n’era ancora abbastanza per farmi restare senza parole. Mi sembrava un sogno. Sì, probabilmente lo era. Era sicuramente un sogno, solo di questo poteva trattarsi. Ero talmente presa dalla situazione che non mi accorsi delle valigie appena arrivate insieme alle mie amiche, che mi osservavano con aria alquanto strana. Mi guardavano e continuavano a chiedermi cosa mi fosse successo. Ero ancora lì, con loro davanti e il mio cellulare tra le mani. Continuavo a fissare quel messaggio e solo dopo avermi strappato letteralmente il telefono dalle mani le altre capirono la mia reazione. Grazie a loro capii quanto reale fosse la situazione. «Il tuo sogno sta per realizzarsi. Tutto quello che speravi da tempo sta per accadere. Sono così felice per te, amica mia» disse Marta porgendomi il telefono e la valigia. Marta era una delle amiche con cui avevo trascorso quelle vacanze. Non la conoscevo da molto, ma tanto quanto bastava per volerle bene. Una persona altruista, solare e piena di vita. Erano state le vacanze più belle soprattutto grazie a lei. Lei sosteneva sempre le mie idee, m’incoraggiava a crederci e a non farmi abbattere dalle difficoltà. Mi diceva sempre che un giorno avrei realizzato i miei sogni. E aveva ragione, uno di quelli si stava per realizzare. Il messaggio era suo. Era la mia amica. La mia migliore amica. Sofia. Lei sarebbe andata a vivere a Londra e nessuno poteva immaginare quanto mi sarebbe mancata. Mi sarebbe mancata da morire. Era solo un’idea passeggera, ma la conoscevo e sapevo che l’avrebbe fatto. 10

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Marika Persichilli __________________________________________________________________ Ci saremmo allontanate, era inevitabile. La distanza, la odiavo. È sempre così che i rapporti cambiano. Alcuni finiscono, altri maturano e crescono sempre più. Io non volevo perderla. Lei c’era sempre stata. Il sogno che si stava per realizzare, quel sogno ci legava, era fatto di noi. Nacque un po’ per caso la nostra amicizia, mai sarei riuscita a immaginarmi senza di lei. Fu proprio suo quel messaggio. Ero intenta a uscire dall’aeroporto per raggiungere finalmente casa mia quando il cellulare prese a squillare. Era lei, in preda a una crisi isterica. «Spiegami tutto con molta calma» le dissi, cercando io stessa di mantenerla. «Stanno arrivando, il nostro sogno si sta per realizzare» disse lei tra una lacrima e l’altra. Ormai era impossibile mantenere la calma. Una notizia come quella era una vita che l’aspettavo, finalmente la mia occasione. Sapevo che alla fine sarebbe toccato anche a me, ma non avrei mai immaginato così presto e in questo modo. Immersa nei miei pensieri mi ricordai di essere ancora in chiamata con Sofia. La sentii urlare, tra lacrime e aria incredula, parole senza senso. Era davvero sconvolta. La nostra occasione era lì, finalmente. «Sì, sono ancora qui, ma calmati e dimmi che dobbiamo fare» le dissi, anche se sapevo già quello che avremmo fatto. Lo avevamo sempre immaginato. Immaginato e pensato nei minimi dettagli, ma ora che era realmente arrivato il momento non sapevamo che fare. Era tutto così surreale. «Ho saputo dove saranno, potremmo provarci sul serio stavolta, ci stai? La affrontiamo insieme quest’avventura?» mi disse lei tutto d’un fiato. Era incredibile, non si stancava mai di sorridere e crederci. 11

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HO TOCCATO IL CIELO __________________________________________________________________ Appoggiavo sempre ogni sua idea. Erano grandi idee. Folli ma geniali. «Certo che ci sto! Non sono mai stata più sicura in vita mia» le risposi, non sapendo in cosa ci saremmo imbattute. Avevo la testa sulle nuvole. Parlavo al telefono con Sofia quando andai a sbattere contro qualcosa, o meglio, contro qualcuno. 12

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Marika Persichilli __________________________________________________________________ 1 Will Era arrivato il giorno della partenza. C’ero abituato ormai, passavo più tempo in giro per il mondo che a casa. Era la mia vita, ci avevo fatto l’abitudine. I ragazzi erano la mia famiglia, non c’erano segreti tra noi. Eravamo come fratelli, non esisteva niente capace di separarci. A volte litigavamo, ma capita a tutti. Quel giorno saremmo atterrati in una nuova città, nuova per tutti. Ero emozionato al solo pensiero. Ero abituato a viaggiare ma ogni volta era come la prima, euforico come quando a Natale un bambino riceve quel giocattolo che ha desiderato tutto l’anno. Non stavo più nella pelle. Volevo conoscere nuove abitudini, una nuova lingua, nuove persone, e vivere forti emozioni. Volevo accadesse qualcosa di speciale in quella città, ne avevo sentito tanto parlare. Si diceva fosse una città magica e io volevo essere travolto da tale magia. Volevo che accadesse qualcosa che mi cambiasse la vita, che me la stravolgesse, che mi facesse provare nuovi sapori. Con quelle parole nella mente avevo finito di preparare la valigia. Andai all’aeroporto. Gli altri ragazzi erano già tutti lì, e mi aspettavano. Ero il più lento del gruppo nel fare le cose, avevo bisogno dei miei tempi, ormai non ci faceva più caso nessuno. Ero immerso nei miei pensieri durante il volo. Mi perdevo spesso. Mi staccavo dal mondo quasi ne sentissi un forte bisogno. 13

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