Fanzin - Numero Quattro

 

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Fanzin - Numero Quattro

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1 2 3 Poi lasciò la presa e si voltò verso l'ingresso. «Messère, venga avanti, questo è un bugiardo ma ha palle da soldi ». Dopo qualche secondo entrò Pasturino e carezzò la criniera di Pietro «Ben fatto. Ora vediamo chi è veramente il ladro». Si avvicinò a Bollori che tremava come una foglia. «Lo sai che i testicoli umani sono una merce preziosa? Producono ormoni androgeni dai quali si ricavano sostanze stupefacenti. I miei clienti pagano caro ma vogliono prodotti di prima qualità. Pietro è un cane speciale. Ho inserito il genoma umano in una specie canina. Ora è un cane da palle. Specializzato in testicoli. Secondo te perché parla?» e scoppiò in una fragorosa risata. «Pietro mi ha aperto le porte del paradiso». Prese in mano i coglioni di Bollori e tirò con forza verso il basso come se dovesse suonare la campana più pesante del mondo. Anch'io avevo un cane. Non parlava, però annusava spesso le palle alle persone. Se fosse stato come Pietro mi avrebbe fatto risparmiare un sacco di tempo indicandomi i veri coglioni. Se prendete sul serio quello che faccio siete più stupidi di me. (Prince Rogers Nelson) - Devo tornare a casa! - Perché? - chiese Listo. - E’ tutto il giorno che sono fuori e ne sento il bisogno - rispose Mad. Madison era un’amica e abitava a Loyall, una piccola cittadina a 10 chilometri da Baxter ai piedi delle colline. Come un impasto che lievita, quel paesaggio ti suggeriva che col passare del tempo, proseguendo in quella direzione, avresti incontrato montagne rigogliose, pascoli di bovini, cinghiali, caprioli, cervi, ghiri, lupi e (dopo l’uomo) la bestia più pericolosa della zona: il tasso striato. Pur essendo di città, conoscevo bene quei boschi; la mia famiglia proveniva da lì e molte volte mio Padre e mia Madre mi avevano portato con loro a pesca e a caccia, insegnandomi il modo di uccidere e di usare ciò che la natura offriva. La gente di montagna ne aveva maggior rispetto mentre quelli di città consumavano continuamente e con avidità qualunque prodotto senza nemmeno conoscerne il ciclo naturale. - E vai, infatti - le rispose Callisto - Io per quanto mi riguarda non vedo l’ora di fare una doccia e indossare una vecchia e comoda tuta da casa. Ci trovavamo nella cucina di casa mia; il mio buon amico Callisto e Mad stavano bevendo Cola dietetica a zero calorie, mentre io sorseggiavo un vino a buon mercato. - Ma dai rimani ancora un po’ – le disse Listo – E’ tanto che non ci vediamo! Notai il linguaggio non verbale di Mad: era agitata, il piede sinistro a ciondoloni sulla gamba destra era in continuo movimento, la maglietta che indossava mostrava nella zona sotto le spalle un alone di sudore che, come per tutte le Supplemento a “Il Resto del Volontariato“ Registrato presso il Tribunale di Forlì n. 29/07 del 29/10/2007 Direttore Responsabile: Gianluca Umiliacchi femmine, emanava un buon odore e le mani erano impegnate a rigirare un fazzoletto di carta in modo nervoso e peculiare. Aveva sempre con sé un fazzoletto nella tasca dei jeans e, quando era nervosa, lo tirava fuori e ne strappava una striscia lunga, sottile e regolare. Poi, con cura, riponeva il fazzoletto mutilato in tasca tenendosi in mano la striscia appena strappata che rigirava senza rompere tra le dita. - Vedi - dissi io - ai BIFOLCHI di campagna non piace venire giù in città. Gli ricorda ancora il tempo in cui a fine raccolto, per pochi spiccioli, dovevano trasportare i frutti della terra sin giù a Baxter, l’unica cittadina nei paraggi ad ospitare il mercato agricolo. Gli occhi di Madison, ora fissi su di me, s’infuocarono in un attimo e serrò la bocca che divenne una sottile linea orizzontale. - Al giorno d’oggi 10 chilometri sembrano pochi anche in bicicletta, ma allora senza muli o cavalli, che possedevano solo i PADRONI, trainare carretti a piedi o camminare con dei sacchi sulle spalle equivaleva alle migliaia di chilometri che gli elefanti percorrono ogni anno in Africa, durante il periodo di siccità alla ricerca di acqua; era essenziale per vivere. E continuai – Va avanti così da secoli, generazione dopo generazione. - L’esser schiavi non è una cosa che si dimentica facilmente, ormai ce l’hanno nel sangue, non ne sono completamente coscienti ma e’ come un disagio: passare troppo tempo in città provoca questo ai campagnoli; sentono il bisogno di rientrare ai piedi delle colline. - Come il richiamo della foresta - disse Listo. Osservai Mad; il piede e le mani erano ora immobili, la bocca sempre serrata. Sapevo riconoscere quando un animale si preparava ad attaccare. - Fottesega delle vostre teorie da tipi di città - attaccò Madison - Solo perché siete andati a scuola credete di avere sempre ragione, quando invece non sapete nemmeno come mungere una mucca. - Io so come mungere le Vacche! – dissi. Callisto scoppiò a ridere senza emettere alcun suono. Era come un’espressione di risata ma muta. - Ok, io devo andare - e si alzò dalla sedia. - Vedi? - dissi io - è più forte di lei. Non me lo aspettavo ma, prima di uscire, in un secondo mi sparò un calcio dritto nella tibia. Devo dirvi la verità, mi prese bene con i suoi scarponi da bifolca ed ancora oggi, quando cambia il tempo, la cicatrizzazione ossea presente sulla mia tibia mi duole. Ma non fa solo quello: è come un promemoria che tramite l’atmosfera si trasferisce al mio osso, il quale invia l’impulso elettrico doloroso al cervello. Il messaggio è forte e chiaro: COI BIFOLCHI NON SI SCHERZA. Primavera duemilasedici - euri 0,00 – numero quattro FANZìN LETTURE DA CESSO Quella passata è stata una stagione anomala, fatta d’improvvise giornate di sole, temperature primaverili e montagne senza neve. Mio nonno lo diceva che quando era così caldo, d’inverno, avrebbe tirato il terremoto. E così, come questi segnali lasciavano presagire, una serie di scossoni ha agitato la scena musicale. Vere e proprie icone del rock’n roll hanno abbandonato la scena terrena lasciando una pesante eredità da divulgare. Nel nostro piccolo, anche noi vogliamo rendere un omaggio in bianco e nero all’immortalità di chi ha scavato solchi nelle strade della musica. Mentre la gestazione pachidermica di questo numero progrediva, sempre un po’ intorpiditi e a passo lento, abbiamo deciso di lanciarci nell’infinito e luccicante mondo del web. All’indirizzo www.fanzin.it troverete tutto ciò che è stato ma anche ciò che sarà. E se avete storie da raccontare fatevi avanti. Fanzin.it e sei protagonista, fanzin.it e sai cosa bevi! La morte è il modo col quale Dio ti fa capire che è il momento di darti una calmata. (Lemmy) Scrivete le vostre storie a info@fanzin.it La strisciata – Questione di palle Lemmy rules – Io devo andare (be-folk) Redazione: Jack, Viro, Yugs, Berri, Senor Bob Copyright © Fanzìn 2016 Tipografia artigiana snc www.tipoart.com

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1 2 ONDA CUBICA (anagramma 4;6) Ci fu un periodo che il XXXX XXXXXX aveva paura di farsi succhiare l’uccello o scopare. Era convinto che queste groupies fossero delle streghe e che volessero rubargli il seme. La finalità delle ragazze era, secondo il XXXX XXXXXX, quella di concepire un figlio da sacrificare al Diavolo. Artista fantastico anche nelle sue paranoie. Sei piccolo e mentre cresci ti dicono "fai questo; fai quello; tu diventerai; tu farai; guarda Coso che ora è direttore; guarda coso che ha i soldi e la moglie bona; guarda coso che c'ha i figli che studiano in Inghilterra e lui c'ha pure l'amante ch'è bona.."; nessuno però ti dice guarda quel rocker devastato che beve come un ossesso, usa l'uccello come fosse un aratro, fa gargarismi con la voce e tira madonne al cielo. Nessuno mi ha mai detto segui l'esempio del rocker. No, ti portano a modello il banchiere Coso che pure mi sta sul cazzo, coi suoi modi di fare del signor "io so io e voi non siete un cazzo". Allora io penso che se il mio rocker incontra il banchiere Coso lo devasta di calci e lo sotterra col suo uccello aratro solo perchè Coso si crede meglio di lui. Il mio rocker se ne sbatte del perbenismo, lui vive d'istinti e fa ciò che gli va. Al mio rocker va di fottere e fare rock. E lo fa. E bravo lui. Se da piccolo ti dicessero fa ciò che ti piace, segui i tuoi istinti, non sarebbe meglio che portarti ad esempio il banchiere Coso? Il banchiere parlava con la testa. La testa era piena di preconcetti merdosi. Il mio rocker parlava con lo stomaco. Lo stomaco era pieno di whisky. Preferite la merda o il whisky? A voi la scelta. Lemmy sull’alimentazione: "Le abitudini alimentari di Howard, tra l'altro, lasciano molto a desiderare; mangia tutte quelle cose vegetariane, frutta e noccioline. Quella merda non è salutare. Gli esseri umani sono carnivori, guarda i nostri denti, cazzo! Il nostro apparato digerente non è fatto per cibo vegetariano. Quella merda ti fa scoreggiare continuamente e ti riempie di flora batterica. Il vegetarianesimo è surreale, secondo te perchè le vacche hanno quattro stomaci e noi solo uno? Pensaci. E non dimenticare: Hitler era vegetariano." Lemmy sulla religione: "L'unica cosa interessante della religione è il numero delle persone che ha ammazzato." "Da qualsiasi parte la si voglia prendere, la religione è una cosa stupida. Voglio dire: una vergine messa incinta da uno spirito. Non vorresti mai arrivare in un tribunale per una causa di divorzio con una roba del genere" "Se c'è un Dio non ci sta mettendo molta attenzione. Dovrebbe ritirarsi e cedere lo scettro ad uno più giovane, perchè sta facendo un casino bestiale con tutto." "Quando ero in acido ho visto Dio. E’ parecchio alto". fosse attaccato ad una stella. Sin da giovane Pasturino era stato un traffichino e dopo la morte violenta del padre, aveva vagato per il mondo costruendosi una fitta rete di relazioni, soprattutto con il medio oriente. Malelingue sostenevano che profanasse tombe di ricchi sceicchi, altri erano certi avesse stretto legami coi poteri oscuri della massoneria e la vera Il vecchio Bollori aveva sempre uno stuzzicadenti in bocca che teneva da un lato come se fosse Clint Eastwood. mercanzia fosse nascosta dentro gli oggetti che comprava. Ogni sera davanti al negozio arrivava un carro pieno di sacchi e Invece era Bollori, era vecchio e non aveva una pistola. Abitava bauli e Pasturino elargiva denaro ai ragazzi del quartiere per in una piccola casa annerita dalla muffa e dalla polvere nel paesotto isolato di Cassinaio. Tutti conoscevano Bollori perché scaricare la mercanzia. Un giorno però la manovalanza era venuta a mancare. Un ragazzino era morto nel magazzino. I si faceva odiare ben volentieri e soprattutto a Cassinaio genitori del quartiere avevano interdetto ai figli di continuare vivevano quattro anime in croce. Si diceva che gli antenati di Cassinaio avessero fornicato talmente tanto tra di loro da aver a lavorare per il mercante. Il giudice disse che il ragazzo era stato schiacciato dalla caduta di un pesante baule in ferro che messo in seria difficoltà Madre natura. Non che l’uomo gli aveva frantumato la scatola toracica. Non fu menzionato il d’oggidì non stia mandando a puttane la Terra in cui vive, ma contro i Cassinai Madre Natura aveva abbandonato presto il fatto che il ragazzo era stato trovato completamente nudo. Il caso venne archiviato come disgrazia del divino e Pasturino tavolo da gioco e neanche ci aveva provato a competere. lavò il sangue con una lauta offerta alla famiglia. Il giudice che Avevano una tale voglia di infilarsi l’un con l’altro che non esisteva razionalità ed etica. Si viveva di istinti primitivi e si era occupato del caso si comprò una delle più belle magioni sulle rive del fiume. Le coincidenze furono notate anche dagli bisogni elementari. Se andavi in città e dicevi che eri di orbi ma la paura non fa rima con “giustizia”. Tuttavia i soldi Cassinaio la gente iniziava a schifarti quasi quanto un africano che ruba il lavoro. Il problema era che molte volte la gente se non poterono comprare il ritorno di giovani corpi eburnei dentro al suo magazzino e Pasturino dovette ripiegare ne accorgeva dal solo modo di vestire, camminare o parlare. sull’aiuto del vecchio mugnaio caduto in disgrazia e di Balletti, Il dna dei Cassinai aveva delle eliche sbilenche con palle anomale. Ormai le palle si erano deformate, quindi se un l’alcolizzato della taverna. Il problema era che Balletti molto spesso camminava a quattro zampe come una capra stordita e Cassinaio figliava con un normale, le strane palle genetiche il mugnaio non era più forte come un tempo quindi Pasturino venivano trasmesse al nascituro. Bollori, però, non poteva più trasmetterle . doveva triplicare la mancia al conducente per venirne fuori. Si sa che l’avidità è direttamente proporzionale alla ricchezza Da giovane le palle di Bollori avevano “A fine giornata, tra lo funzionato a menadito ma siccome in per cui il giovane garzone era convinto che se Bollori si fosse presentato davanti paese aveva già profanato tutto quello che scetticismo del vecchio al negozio avrebbe avuto buone poteva aveva deciso di scendere in città. cuoco e dell’oste, decise di possibilità d’ingaggio vista la necessità di Un tempo le persone della città erano manodopera. Anche se aveva una mano meno scaltre e più aperte alle esperienze e levarsi da una situazione monca era comunque più di performante per Bollori era stato facile mascherare le sue origini. Era giunto in città da forestiero di un alcolizzato. scomoda. La sera stessa si presentò davanti al raccontando a tutti di esser milanese. il carro seguito da un Nell’osteria in cui chiese ospitalità disse di Prese uno di quei grossi negozio. Arrivò esser un cuoco e di aver abbandonato opulento signore che doveva essere il mugnaio. Quando Pasturino aprì la porta Milano dopo la chiusura del ristorante coltelli da carne e si del magazzino sul retro, Bollori si fece paterno. Una nuova esperienza in una nuova città era quello che ci voleva per sotto e gli offrì le braccia. Raccontò presentò in sala con un brevemente le sue origini milanesi, riattivare gli stimoli sopiti. tralasciò l’episodio della taverna, e disse L’oste si era convinto che la novità del milanese in cucina avrebbe attirato pezzo di pollice in mano, o di aver avuto l’informazione al mercato del pesce. Pasturino corrucciato studiò il maggior clientela, per cui lo prese sotto la meglio quel che restava forestiero: l’aria che aveva era alquanto sua egida e lo mise alla prova. Il primo giorno fu duro per il giovane Bollori. bizzarra, e pure la palandrana che vestiva della sua mano.” destava stupore; aveva, inoltre, la mano Fingere di essere una persona normale e sinistra violacea e gonfia ma non vedendo soprattutto un cuoco non è cosa che si inventa di sana pianta. A fine giornata, tra lo scetticismo del Balletti fu costretto ad assentire. Ad una condizione: a fine lavoro sarebbe stato perquisito per evitare ruberie o furti dal vecchio cuoco e dell’oste, decise di levarsi da una situazione magazzino. Bollori non aveva nessun problema a sentire le scomoda. Prese uno di quei grossi coltelli da carne e si presentò in sala mani di un altro sul suo corpo. Entrò in magazzino con due pesanti sacchi sulle spalle e si accorse che l’aria era pregna di con un pezzo di pollice in mano, o meglio quel che restava un denso odore dolciastro, simile alla cannella ma più della sua mano. Poi andò in cucina, scaldò il coltello sulla fiamma e cauterizzò la ferita. pungente. Non fece in tempo a guardarsi attorno che una mano gli premette sul viso uno straccio bagnato. Etere. L’oste, inorridito dalla freddezza con cui questo forestiero Quando rinvenne si trovò legato ad una sedia con del fil maneggiava il suo arto amputato, concesse a Bollori di restare a dormire dopodichè poteva portare la sua cucina milanese e il ferro. Aveva ancora quell’odore sgradevole fin dentro le narici e la testa ondeggiava come un ballerino di samba. Non capiva suo moncherino lontano da lì. Poco importava a Bollori, anzi, si esattamente dove si trovava perché l’ambiente era buio e la era assicurato un letto per la notte. La mattina seguente con la mano gonfia come l’impasto di un samba non aiutava a mettere a fuoco. Dopo un tempo indefinito si aprì una porta. Entrò un uomo ubriaco che gli fece pizzaiolo, uscì dall’osteria e si diresse al mercato del pesce. Era sentire l’alito da vicino. Lo toccò, si tirò fuori l’uccello e gli appena finita l’asta e la folla scemava. Alcuni inservienti portavano via il sangue sul pavimento con grosse scope di pisciò in faccia. Poi andò a chiamare qualcuno. Alla samba si era aggiunta della strana piña colada puzzolente. Si accesero le saggina. L’odore era forte e stantio e un nugolo di mosche luci. Entrò un cane di nome Pietro. Seppe il suo nome perché appestava l’ambiente. Si avvicinò ad un garzone e chiese a chi poteva domandare un lavoro. Il garzone annoiato rispose che il il cane stesso si presentò come Pietro. Disse che aveva capito sin dal principio che Bollori era un mendace e che un uomo padrone del mercato se n’era già andato col malloppo a con nove dita e mezzo non è mai un buon presagio. Bollori si godersi un bel pasto e scolarsi una bottiglia di rosso. Se proprio voleva lavorare però, poteva attendere la sera davanti guardò attorno e vide che si trovava ancora nel magazzino di Pasturino ed era completamente nudo. Il cane iniziò a casa del Sig.Pasturino. mordicchiargli le palle. Bollori s'irrigidì. «Mi piacciono le tue Pasturino era uno dei mercanti più ricchi della città e nel suo negozio trovavi abiti lussuosi, stoffe pregiate, pietre rare e palle» disse il cane. «Sanno di selvaggina. Queste sono palle di un uomo rozzo, miscele di caffè magiche. Si diceva che il caffè di Pasturino abituato a dormire in terra e a litigare coi topi». provocasse dipendenza e ti facesse tirare l’uccello come se continua…

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