Idea Week End 2016

 

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Description

Grande Albergo Potenza

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POTENZA Grande Albergo Potenza (centro città) Corso 18 Agosto, 46 - 85100 Potenza Tel 0971410220 - Fax 097134879 www.grandealbergopotenza.it - info@grandealbergopotenza.it

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Il Grande Albergo è ubicato nel centro storico della città, ristrutturato nel 2014, offre servizi alberghieri e ristorativi di categoria 4 stelle. Al suo interno Il ristorante Bacco pone particolare attenzione alla qualità e alla varie- tà di scelta nel servizio di ristorazione. La cucina del Grande Albergo si avvale dei prodotti tipici Lucani rivisitati ed elaborati con nuove tecniche di cottura e presentazione. Spasmodica ricerca dei prodotti locali di provenienza biologica e selezione dei conta- dini e delle aziende agricole fornitrici del Grande Albergo. Il Grande Albergo dispone di nr 62 camere con un totale di posti letto 106. La prima colazione è di tipo continentale con: succhi di frutta misti, caffè, the, cappuccino, biscotti, fette biscottate, burro,crostate dello chef, marmellata vari gusti, cornetti vari gusti, corn flakes, latticini freschi tipici del territorio( burratine, nodini, treccione ricottina ai mieli biologici Lucani), salumi Lucani, prosciutto cotto, yogurt, pane vari tipi. Parcheggio auto: Garage a circa 80 mt dall’albergo a pagamento Internet & business point attrezzato con pc con ingressi periferiche USB, stampante e connessione gratuita Wi.Fi internet rete Grande Albergo. Sale convegni da 10 a 180 posti – dotate di tutte le più sofisticate tecnologie per conferenze.

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Sede di riferimento per eventi

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Teatro Stabile SUGGERIMENTI SUI LUOGHI D’ INTERESSE TURISTICO Itinerario nella Provincia di Potenza La città di Potenza capoluogo della Regione Basilicata 819 m. sul livello del mare, ha il primato di altitudine tra i capoluoghi di regioni italiane. Il centro storico è percorso dalla stretta e accogliente Via Pretoria, che un tempo conduceva al castello del XVI sec. Di cui oggi rimane solo una torre. Ai lati della strada principale si dispiegano vico- li e stradine che conducono in caratteristici angoli in cui si possono ancora assaporare il gusto, le forme, i colori dell’antichità. Via Pretoria, che taglia a metà il centro, è co- steggiata da palazzi che, stretti gli uni agli altri, fanno da cornice al percorso conferen- dogli una nota di eleganza. Raffinati e sobri palazzi arricchiscono il centro: in P.zza Mario Pagano, cuore della cit- tà, il Palazzo del Governo e il Teatro Stabile, più avanti si incontrano Palazzo Giulia- ni, Palazzo Galasso, Palazzo Loffredo. Parallela a Via Pretoria ma più stretta e tortuo- sa, è la cosiddetta “Via sacra delle chiese”: tra vicoli e cunicoli si presentano all’occhio attento dell’osservatore piccole perle tra cui figurano la romanica Chiesa di S. Miche- le, la duecentesca Chiesa di S. Francesco e l’imponente Duomo di S. Gerardo. Nei pressi della Chiesa di S. Michele, il Borgo S. Lucia con i suoi vicoli e le sue piccole case in pietra, rappresenta uno dei tanti suggestivi scorci che impreziosiscono il centro della città. Nelle vie del centro, nelle immediate vicinanze dell’albergo, il 29 di Maggio a Poten- za (festa di San Gerardo, patrono della città) si svolge la rievocazione storica ambienta- ta nel XII secolo con un corteo denominato “Sfilata dei Turchi ” . Secondo la leggen- da, San Gerardo salvò la popolazione di Potenza da un'invasione notturna dei Sarace- ni. Alla rievocazione partecipano una serie di figuranti di cui un gruppo di trombettie- ri e di alfieri annunciano la vittoria mentre degli schiavi Saraceni trascinano una nave che trasporta la statua del Santo benedicente.

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Potenza e dintorni Il Castello di Lagopesole - Melfi – Venosa Il Castell di Lagopesole è il più bello, magico e misterioso ove aleggia ancora lo spirito del grande Federico II. È l’ultimo dei castelli edificati dall’Imperatore svevo, fra il 1242 e il 1250, quando morì. Andando da Potenza verso il Vulture appare e scompare alla vista alto e solitario su di una radura, splendido se illuminato dal sole. La sua pianta rettangolare lo allontana però dall’esagono, figura classica adottata nel periodo di Federico II. È diviso in due parti, una raccolta intorno al cortile d’onore di rappresentanza; l’altra più legata ai fatti d’arme, il mastio al centro. Per la sua posizione, sulla strada per la Puglia, costituiva una sosta e un incremento alla caccia, grande passione del re. Probabilmente, esisteva già prima di Federico II, visto che qui si riconciliarono Papa Innocen- zo II con l’abate Rinaldo di Montecassino, alla presenza dell’Imperatore Lo- tario II di Sassonia, al tempo della guerra contro Ruggero il Normanno.Nel 1268 e nel 1294 vi soggiornò (e vi fece restauri) Carlo I d’Angiò. Nel 1416 passò alla famiglia Caracciolo, insieme a Melfi. Nel 1531 Carlo V lo donò ai Doria. È stato museo provvisorio dei reperti salvati dal terremoto e per più di un anno la sua mole rossiccia in bugnato calcareo ha ospitato nelle varie stan- ze quadri e sculture, arte popolare e aulica, che lo hanno reso una testimonianza fondamentale dell’anima e della storia lucane.

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CASTELLO DI MELFI Ha senz’altro il castello più noto della regione. Eretto dai Normanni, venne ampliato dagli Svevi e dagli Angioini. Qui nel 1231 Federico di Svevia promulgò le Constitutiones Augustales del Regno di Sicilia. L’intervento angioino è caratterizzato dalla cortina esterna con torri quadrate e poligonali, opera di Riccardo da Foggia. Oggi si nota l’assenza di torri cilindriche; la forma della pianta (un quadrilatero irregolare) è stata condizionata dalla morfologia del terreno. Nel secolo XVI passò ai Doria che lo trasformarono soprattutto nel corpo centrale. La parte scuderie, stallaggio e mortorio, angioina, immette alla Sala del Trono e al sottostante Salone degli Armigeri. Oggi vi ha sede il Museo nazionale del Melfese.

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CASTELLO DI VENOSA Concepito sul modello del Maschio Angioino di Napoli, il castello di Venosa fu fatto erigere nel 1470 da Pirro del Balzo. La struttura e’ quadrangolare, a cortile centrale, e presenta delle robuste torri cilindriche angolari; tutt’intorno alla costruzione, dotata di numerosi trabocchetti, corre un grande fossato, largo una quindicina di metri e profondo fra i sei e gli otto metri. La merlatura della torre di ponente reca lo stemma di un so- le raggiante, che e’ il simbolo di Pirro del Balzo Orsini. Attualmente ospita la Biblioteca comunale, il Museo archeologico nazionale e un lapidarium con iscrizioni latine ed e- braiche. Venosa nella Storia: • 291 a.C., Venosa diventa colonia romana e, più avanti (89 a.C.), municipium, con di- ritto di voto e cittadinanza per i suoi abitanti. La fortuna della città sta nell’essere una delle principali stazioni della Via Appia. • 65 a.C., vi nasce il poeta latino Orazio. • 70 d.C., vi s’insedia una colonia ebraica, forse la più antica d’Italia. • 985, è saccheggiata dai Saraceni. • 1470, durante il periodo aragonese, Pirro del Balzo, nuovo signore di Venosa, inizia la costruzione del castello. Il duca lo fa erigere sul luogo della vecchia cattedrale di S. Felice, che viene demolita: al suo posto, poco distante, ne viene edificata una nuova de- dicata a S. Andrea. • 1581, il celebre madrigalista Carlo Gesualdo viene insignito del titolo di Principe. Per tutto il XVI secolo la città vive un’intensa attività culturale. • 1861, Venosa è presa d’assedio dal brigante Crocco che con i suoi 600 uomini riceve dai cittadini ospitalità e protezione

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Il Vulture ed il vino aglianico La vite è stata introdotta in Basilicata intorno al VI secolo avanti Cristo dagli antichi gre- ci. Ancora oggi il vitigno più coltivato deriva da quelli importati dai greci: l’aglianico, il cui nome non è altro che una storpiatura della parola “ellenico”. Da questo vitigno all’epoca dei romani si otteneva il mitico vino falernum. Oggi si ottiene l’unica D.O.C. della Basilicata: l’aglianico del vulture. Si produce sui terreni vulcanici della zona del Vulture, ha colore rosso rubino o granato vivace a seconda dell’invecchiamento, profumo vinoso che migliora col tempo e sapore asciutto tendente al vellutato. Nel Vulture sono presenti prestigiose cantine delle quali è possibile visitarle. Rionero non solo vino rosso aglianico I laghi di Monticchio Una ricca e florida vegetazione caratterizzata da fitti boschi di faggi, pini, abeti, castagni crea un’incantevole cornice ai laghi di Monticchio. Sorti sul cratere del vulcano spento, il Lago Piccolo e il Lago Grande sono divisi da un ruscello e appaiono come due gemme che di giorno riflettono i bagliori della natura ver- deggiante plasmandosi e confondendosi con essa, di notte danno vita a paesaggi di gran- de suggestione. Gli amanti della natura troveranno in questo splendido scenario l’habitat adatto alle loro esplorazioni e potranno gustare l’acqua leggermente frizzante che sgorga naturalmente dai ruscelli.

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Tariffe Promozione Idea Week End: > > > > Mezza pensione in camera doppia Euro 60,00 per persona Pensione completa in camera doppia Euro 80,00 per persona Camera matrimoniale e prima colazione Euro 40,00 per persona Supplemento camera singola Euro 15,00 Pasti della pensione comprendono: primo piatto – secondo piatto – contorno – frutta o dessert – vino della casa – minerale – caffè (euro 8,00 supplemento Antipasto) Condizioni dell’offerta: Gruppi: gratuità : 1/25 paganti Le tariffe s’intendono per persona al giorno— sono incluse tasse e servizio internet wifi – parcheggio autobus circa 1 km dall’albergo (sarà nostra premura ac-compagnare l’autista) GARAGE euro 12,00 per auto/notte. Le tariffe elencate non prevedono commissioni di intermediazione. modalità di pagamento: 30% alla conferma – Saldo 10 gg prima dell’arrivo Servizi e/o richieste non elencati sono da considerarsi come costi aggiuntivi. Per ulteriori informazioni tel. 0971410220 – fax 097134879 info@grandealbergopotenza.it Riferimento: Vincenzo Di Lorenzo COORDINATE GPS Grande Albergo 40° 38’ 20’’ N - 15°48’ 26’’ E

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