Gazzetta della Puglia 1-4 2016

 

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La Gazzetta MENSILE D’INFORMAZIONE Anno XXIX– GENNAIO-APRILE 2016 – N. 01/04 della della Puglia Puglia Copia gratuita per i sostenitori Fondato da Domenico Tedeschi Unione Editoriale – Amministrazione e Redazione: 20148 – MILANO, via S. Altamura, 11 – Telefono e Fax 02/36.52.10.48 – Redazione: 70121 – BARI, via P. Petroni, 5 - Telefono e Fax 080/52.44.392. Registrazione n. 438 - 27/6/88 del Trib. di Milano. Sped. in abb. postale: art. 2 - comma 20/lett. C - legge 662/96 - Taxe perçue/Tassa riscossa Cpc Roserio Milano Il nuovo ruolo del rottamatore per antonomasia Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei Ministri Di Giuseppe Selvaggi Il trivellatore «Masterplan» per il Sud! ● DI PIETRO FILOMENO MILANO E IL MARE DENTRO Sopravvivere alla metropoli I ● l referendum sulle trivelle è andato come è andato. C’è poco da discutere. È patetico dire di aver comunque vinto quando i numeri dicono il contrario. Non si può affermare di aver perso numericamente ma vinto politicamente. Un discorso senza logica. Tutti sappiamo che, in una competizione, si può vincere o perdere indipendentemente se si ha ragione o torto. Spesso conta molto di più la furbizia e l’uso spregiudicato del mezzo elettorale. La democrazia, così com’è, non piace? Sarà pure vero, ma rappresenta – rispetto agli altri sistemi politici – il male minore: almeno offre la possibilità di essere migliorata. ■ (...) A PAG. 8 Asfaltare, rottamare, trivellare. Il vocabolario della politica si arricchisce di metafore forti. Oseremmo dire: truculente. Segno di un imbarbarimento galoppante. Lo si è visto chiaramente durante e dopo il referendum sulle trivelle del 17 aprile scorso. Sono volati gli stracci tra il premier, Matteo Renzi, e il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano. Facce incarognite e linguaggio duro. Meno male che litigavano a distanza, altrimenti sarebbero passati alle vie di fatto. Alle vie di fatto, e che fatto!, sono passati però nelle tavole dei vignettisti. Di sicuro in quella di Francesca Filomena, in cui i due protagonisti sono ritratti in posizione e ruoli inequi■ (...) A PAG. 11 vocabili. Chi conosce Giuseppe Selvaggi e ne apprezza la conversazione e la battuta sempre pronta, in questo lavoro ne ammira la capacità di coinvolgere il lettore nell’esposizione degli episodi quotidiani che originano, in modo originale, i suoi pensieri. Nei ragionamenti emerge quella saggezza popolare ricca di proverbi, ammaestramenti, detti dialettali che rappresentano il legame con un mondo caratterizzato da semplicità e da valori forti e sentiti, oggi purtroppo fuori moda. AGOSTINO PICICCO ■ (...) A PAG. 15 La ricercatrice che la Nasa ha scelto fra 20.000 concorrenti Per una vita da cronista Zaganellate di Zaganella Farfuglia Maschera della Puglia Auguri Ilaria Greco D ALLA P UGLIA – La ricercatrice che dovrà occuparsi della piattaforma d’informatica che gestisce i lanci aerospaziali è di Francavilla Fontana (Br). Stiamo parlando di Ilaria Greco, la giovane dottoressa che la Nasa ha fortemente voluto nel gruppo di gestione dei nuovissimi applicativi MG-0x31, per gestire appunto la piattaforma di lancio dei satelliti nello spazio. Per la Nasa, la scelta di Ilaria non è stata casuale. Dopo una lunga fase concorsuale, a cui hanno preso parte in 20.000 provenienti da tutto il mondo, l’azienda americana ha scelto chi ha superato il difficilissimo iter selettivo riportando il massimo punteggio di 999 su 1000 in totale. Appassionata di astronomia Ilaria da sempre è impegnata nello sviluppo scientifico, riuscendo così giovanissima a realizzare il suo sogno: entrare a far parte della Nasa. Adesso si trasferirà negli Usa con, tra l’altro, un emolumento iniziale di 85.000 dollari. Auguri e buon lavoro in Nevada da cui decolleranno i satelliti. Il «Vergani» 2016 a Franco Presicci Ne vedremo delle belle Si torna a parlare di pensionati Sempre e solo con i suoi è garantista non s’è fatto niente per gli esodati e con chi gli è contro è giustizialista. e i giovani saranno i più fregati. Verso la giustizia è menefreghista. È oramai una tassa il canone Rai. Adesso rifà la Costituzione, Se non lo paghi, ti metti nei guai: quasi fosse un novello Napoleone. fino a quattro anni di carcere fai! Ma vedremo se avrà torto o ragione. I governanti ci credono allocchi, Con il referendum sulle trivelle pensano di farcela sotto gli occhi. ha vinto Renzi e le Sette Sorelle: ma ancora ne vedremo delle belle. Si sbagliano: sono loro i farlocchi. ● Il giornalista Franco Presicci ■ A PAGINA 2 Calcio: serie A e B i calendari del campionato 2014/2015 ■ A PAG. 12 ■ BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICAT BASILICATA Sede legale: MATERA MATERA - via Timmari, 25 Tel. 0835.332649 - Fax 0835.331334 Dir. Gen.: ALT ALTAMURA (BA) - via O. Serena, 13 Tel. 080.8710111 - Fax 080.8710714 Sedi operative: ALT ALTAMURA (BA) - via O. Serena,13 GRAVINA GRAVINA IN PUGLIA (BA) - piazza Cavour, 20 Tel. 080.3221511 - Fax 080.3256382 TARANTO (TA) - via Di Palma, 46/50 Tel. 099.4541111 - Fax 099.4541339 Ufficio Rappresentanza Presidenza Dir. Gen. BARI (BA) - via Venezia, 13 - Tel. 080.5254911 NELLE PAGINE INTERNE ■ INFORMAZIONI DALLA LOMBARDIA E DALL’ITALIA pagg. 2 – 3 – 4 INFORMAZIONI SU TUTTO IL CALCIO PUGLIESE pag. 6 INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Bari/Foggia e provincia pag. 7 INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Bari e provincia pagg. 8 – 9 ■ INFORMAZIONI DALLA PUGLIA dalle provincie del Salento pagg. 10 – 11 GAZZETTINO SPORTIVO pag. 12 LEX SEMPER LOQUITUR GAZZETTINO MEDICO pagg. 13 – 14 MISCELLANEA Attualità e Recensioni pagg. 5 –15 ■ ■ ■ ■ F ILIALE VIA DI M ILANO ■ ■ S ANTA ANTA M ARGHERITA ARGHERITA , 4 Tel. 02.86453958

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P AGINA 2– GENNAIO / APRILE ’16 D ALLA L OMBARDIA Il pittore meneghino che dipingeva nell’atelier di vicolo dei Lavandai La Gazzetta della Puglia ve da un’altana subito dopo l’ingresso dominano i busti di Leonardo da Vinci e di Benedetto Croce. I temi preferiti da Guido sono appunto i navigli, i tetti, il vicolo, i pretini con la veste rossa, i cortili, le ringhiere fiorite, il “pont de preja”... Più volte lo colsi all’opera, ma non lo distraevo. Mi accomodavo sulla sua sedia da regista e lo osservavo. E lui, creando figure e paesaggi,, mi parlava dei personaggi del vicolo: della signora Elvira Radice che aveva 92 anni e una chioma bianca come la neve. A suo tempo aveva fornito la lisciva alle lavandaie che lavoravano cantando e d’inverno vincevano il freddo con un sorso. Me la presentò anche, la signora Radice; e mi presentò una vecchina che aveva ancora nelle orecchie i tuoni dei bombardamenti dell’agosto del ’43. Parlavo molto con Guido. Mi disse che il suo studio aveva ospitato una locanda frequentata dal feldmaresciallo Radestky. Gli era stato riferito dalla signora che gli aveva trasmesso i locali, che a sua volta l’aveva appreso da altri. Mi fece anche l’elenco delle persone che avevano abitato nel vicolo, ricordando due spazzacamini spariti senza lasciare traccia; e dei pittori, tra cui Sarik (Riccardo Saladin), bravo come pittore e come persona, che scoprì la ceramica e si trasferì in uno dei tanti locali della fornace “Curti”. Guido Bertuzzi non c’è più da tempo e quando passo dal vicolo dei Lavandai mi fermo davanti al suo atelier, che ha la porta chiusa. E ripenso al lungo servizio che gli dedicai su Telemontepenice; e alla cartella di acqueforti su Milano, che volle farmi presentare. F. PRE. MILANO – Il direttore de Il Milanese, settimanale fondato da Arnoldo Mondadori, poi chiuso e risorto a distanza di anni per iniziativa di un imprenditore, mi confessò il suo amore per vicolo dei Lavandai e per i pittori che vi avevano l’ atelier . «È la nostra Montmartre: fammi un favore: corri a visitarla e scrivimi un pezzo per il prossimo numero. Portati il fotografo». Fu per me un invito a nozze. Ero passato davanti a quel vicolo, percorrendo l’alzaia Naviglio Grande per andare a parlare con un tale che sosteneva di aver combattuto su molti ring americani all’epoca in cui gli incontri erano organizzati da Frankie Garbo. Mi era rimasta in mente la tettoia, monumento nazionale; e mi chiedevo come mai a faticare inginocchiate sul “brellin” per lavare i panni erano le donne e la targa rendeva onore agli uomini. Me lo spiegò la prima persona in cui mi imbattei da quelle parti, nel ‘76: il pittore Guido Bertuzzi, che di Milano conosceva vita e miracoli. Non è che i maschietti non facessero niente: loro andavano con il carretto a prendere i panni da immergere nel “rizulin”, il rivolo d’acqua che attraversa quel chiasso su un lato, inoltrandosi, scomparendo, sotto il muro che impone la svolta a destra. Oltre che un ottimo artista, Bertuzzi era uomo buono e generoso, ospitale, affabile, e aveva una risposta per ogni domanda. Dipingeva il canale e parlava della sua lunga storia; accennava alle chiatte, allora ancora in servizio; ai barcaioli, alla loro fatica e alla “rozza” del naviglio, cavalli vecchi, stanchi, ossuti, che dalla sponda tiravano le chiatte in navigazione controcorrente. Quelle imbarcazioni avevano portato La Montmartre milanese di Guido Bertuzzi tante merci a Milano, compresi i marmi di Candoglia per la Fabbrica del Duomo. Le prime lezioni sulla città del Porta le ho apprese dunque da Bertuzzi. Fu lui a parlarmi del vicino corso San Gottardo, l’antico borgo dei formaggiai, dove. ai primi del ‘900, «nei depositi allestiti nei locali che si susseguono nei cortili, c’erano almeno 200mila ruote di parmigiano». E quando uno del borgo andava in piazza Duomo, se ne capiva la provenienza per l’odore di cacio che si portava addosso. Guido mi parlava delle case di ringhiera, e della vita che vi si svolgeva; e dei meridionali che negli anni Cinquanta abitavano lungo il Ticinello (altro nome del Naviglio Grande). Con i “terroni”, così detti per affetto e simpatia, rumorosi ma civili, si familiarizzava. Lui aveva amici pugliesi, calabresi, napoletani, siciliani, che abitavano in via Magolfa, in via Pavia, in via Ascanio Sforza. Gli davano manate sulle spalle e lo invitavano nelle loro case. Un pranzetto o una cenetta facevapresentò e lui mi regalò un sorriso aperto e comunicativo. Grazie a Guido conobbi anche Giovanni Lodetti, centrocampista campione europeo con la nazionale italiana nel ● Nella foto: Guido Bertuzzi sotto la tettoia ’68. Quando no presto a improvvisarli. Finì organizzai la presentazione di con il conoscere e adorare la Pu- un libro sulla squadra di calcio glia dai loro racconti e dalla loro di Bari alla galleria Prospettive cortesia. d’arte in via Carlo Torre, non Un giorno andai da lui con il lontano da lì, accettò volentieri questore Vito Plantone, che era anche di essere tra i relatori. Era in pensione da qualche mese. molto amico di Bertuzzi, che da Guido sapeva chi era, perché Vigiovane aveva giocato nel Milanto aveva trascorso quasi tutta la ragazzi e qualche volta con gli sua carriera a Milano, dove, olundici adulti. Figlio di un artista tre ad essere stato capo della dell’Eiar, vecchio nome della Mobile, aveva diretto, fra gli alRai, Guido era tra gli artisti più tri, il commissariato Ticinese in noti del vicolo dei Lavandai. via Tabacchi, un salto dal vicolo. Guido Bertuzzi dipingeva sulle Sapeva anche che era pugliese tele, ma anche sulle padelle, suldi Noci. Quindi lo accolse a brac- le spianatoie, sulle tegole, sui cia aperte. E ne approfittò per acotti dell’antica fornace “Curti”, vere tante informazioni sulla Pu- le cui origini risalgono al 1400 di glia, sul suo paese, dove ormai fronte alle Colonne di San LoVito trascorreva lunghi periodi renzo, luogo abbandonato secoli estivi. Un giorno nello studio di dopo per trasferirsi prima sul Guido vidi Bearzot seduto di Naviglio Pavese, quindi in una fronte al camino. Il pittore me lo cascina in via Walter Tobagi, do- Serata musicale di raccolta fondi per il centro Mangiagalli di Milano Un “Concerto per la vita” MILANO – L'auditorium di largo Mahler a Milano ha ospitato (l’11 aprile) un importante appuntamento: “Concerto per la Vita”, serata musicale di raccolta fondi per il centro di aiuto alla vita Mangiagalli. Il Cav Mangiagalli opera dal 1984 all’interno dell’omonima clinica a Milano, a sostegno di maternità e genitorialità difficili. Grazie alla sua operatività, in 32 anni sono state ascoltate 24.566 donne, sono nati 18.828 bambini, sono stati realizzati tanti progetti di aiuto. Il “Concerto per la Vita”, con la regia di Valerio Alfonzetti, direttore editoriale di Pse Editore, è stato illuminato dalla partecipazione straordinaria di una schiera di musicisti dal cuore grande fra i più prestigiosi a livello nazionale e internazionale: Klaus Savoldi Bellavitis, Raffaele Trevisani e Paola Girardi, Vince Tempera, Sante Palumbo, Paolo Tomelleri, Ronnie Jones, Adalberto Ferrari e Nadio Marenco, Dagmar Segbers e Michele Fazio, Milica Ilic e Maria Pavan, Vik and the Doctors of Jive, Tommy Bradascio, Daniele Caputo, Roberto Scarano, Emilio Foglio, Luca Garlaschelli, Tiziana Varisco. È stata una festa della musica (jazz, classica, lirica, leggera, pop ...) ma non solo. Presentata da Tiziana Fait, la serata benefica si è svolta all’insegna di: una poesia sulla vita di Paola Bonzi, fondatore e presidente del Cav Mangiagalli; una preghiera per la vita di don Tonino Bello affidata a Francesco Lenoci, docente dell’università cattolica “Sacro Cuore” di Milano; l’esecuzione in prima assoluta dell’inno alla vita composto dal maestro Klaus Savoldi Bellavitis. La meravigliosa struttura dell'auditorium è stata concessa per l’occasione a titolo gratuito dalla fondazione “Cariplo”, proprietaria e cogestore del teatro insieme all’orchestra “La Verdi”. L’ingresso al concerto è stato a donazione libera effettuata direttamente in teatro, oppure via paypal o bonifico bancario. Arrivederci alla prossima. Premio “Guido Vergani” a Franco Presicci MILANO – A Franco Presicci, nostro collaboratore e per anni al Giorno, e a Claudio Schirinzi, editorialista delle pagine milanesi de Il Corriere della Sera, il 2 aprile è stato consegnato il prestigioso premio “Guido Vergani” “Vita da cronista”. Per il primo la motivazione recita: «Giornalista e scrittore, ha lavorato per l'intera carriera al quotidiano di piazza Cavour, è un’istituzione tra i cronisti di ‘nera’ milanesi; ha attraversato tutte le stagioni della criminalità, dai tempi dei sequestri e delle bische, fino al terrorismo e alla mafia». Alla cerimonia, svoltasi nell’ampio salone di rappresentanza dell’Istituto dei Ciechi, in via Vivaio, in pieno centro storico, erano presenti il prefetto Alessandro Marangoni, il generale della Guardia di Finanza, Paolo Kalenda, il colonnello dell’Arma dei carabinieri Canio Giuseppe La Cala, il professor Francesco Lenoci, l’assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli, altre autorità e un pubblico foltissimo. La mattinata ha fornito l’occasione a Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere e presidente della giuria, a Cesare Giuzzi, cronista dello stesso Corriere e presidente del Gruppo cronisti lombardi, a Paolo Perucchini, presidente Alg, a Gabriele Dossena (Odg), di affrontare e discutere dei problemi che oggi affliggono il mondo dell’informazione. È stata anche ricordata la figura del grande giornalista e scrittore Guido Vergani, che fu al quotidiano di via Solferino, quindi a Repubblica come caporedattore e ancora al Corriere. Hanno ricevuto un premio, organizzato dal Gruppo cronisti con il sostegno di Inpgi (Istituto nazionale previdenza giornalisti), Coop Lombardia, Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Skp Group, Associazione lombarda giornalisti, Unione nazionale cronisti italiani, Camera di commercio di Monza e Brianza, anche Daniela Uva, de Il Giornale, Jari Pilati, della Rai, Andrea Tornago, del Fatto Quotidiano, per importanti servizi da loro realizzati. Per la sezione fotografica è stato premiato Luca Matarazzo, dell’Agenzia Fotogramma; per la sezione solidarietà, premio speciale, sostenuto dall’Istituto dei Ciechi di Milano, al fotografo Vince Paolo Gerace. Due menzioni speciali alla cronista del Corriere Paola D’Amico e a Matteo Pucciarelli di Repubblica. A Franco Presicci la targa del premio è stata consegnata da Cesare Giuzzi e dal vicequestore Alessandra Simone, dirigente del commissariato di via Poma (nella foto). ■ ■

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La Gazzetta della Puglia D ALLA L OMBARDIA GENNAIO / APRILE ’16 – P AGINA 3 Torna in Lombardia la compagnia pugliese «Idea Teatro 89» di Canosa di Puglia (Bt) Un personaggio onore e vanto della Puglia Alla ribalta la commedia «Pass joscij e ven crèe» • Ferdinando: Ferdinando Forino; • S a b i n a , sua figlia: Rosanna Pastore: • S a v i n u c c i o , suo figlio: Giuseppe Manodritta; • C o s i m i n o , suo fratello: Cosimino Bonavita; • S a p i u c c i a, amica di famiglia: Lina Mosca; • C e n z i n o , suo marito: Tommaso Luisi; • Avvocato La Volpe: Giuseppe Minerva; • I m m a c o l a t a, ex suora: Nunzia Barbarossa. La scenografia è stata opera di Rita Candio mentre foto e video sono stati curati da Nicola Pastore. È la terza volta che Forino sbarca a Nord con la sua compagnia. E anche questa volta - a onor del vero ha meritato i ripetuti e scroscianti applausi di tutta la platea, tra l’altro completa in ogni ordine di posto. Partecipazione questa che con l’acquisto dei biglietti d’ingresso ha permesso la realizzazione della bella serata: (10,00 euro per la galleria,15,00 euro per le poltrone e 20,00 euro per le poltronissime). Arivederci a domenica 22 maggio a Torino! Il saluto del gen. Preziosa «Mi congedo da voi con l’orgoglio di aver servito voi, l’Aeronautica Militare e il Paese», ha detto il generale. A novembre u. s. aveva ricevuto a Milano dalle mani del suo collega gen. E.I. (r) de Milato, il prestigioso premio «Ambasciatore di Terre di Puglia», conferito dall’Arp (associazione regionale pugliesi) alle eccellenze pugliesi che si sono distinte nelle attività professionali, sociali, artistiche. In quella sede il generale aveva illustrato l’opera svolta quotidianamente dai suoi uomini per la difesa dei confini, per la prevenzione di attentati ma anche per portare soccorso a cittadini che devono essere trasportati celermente in vista di interventi sanitari urgenti. A lui il grazie per il servizio reso come servitore dello Stato e l’augurio di continuare a servire il Paese in altre vesti facendo tesoro dell’esperienza e della professionalità acquisita in 45 anni di attività. MILANO – Ancora un’altra rappresentazione teatrale in vernacolo pugliese (di Canosa di Puglia) si è tenuta in quel di Rozzano alle porte di Milano (domenica 13 aprile. Il teatro ospitante, come per le altre rappresentazioni, è stato quello intitolato allo scomparso regista Federico Fellini di viale Lombardia, 53. Il merito dell’iniziativa va di nuovo soprattutto al direttivo dell’associazione «San Sabino di Canosa APS» che opera a Rozzano e alla collaborazione della compagnia teatrale «Idea Teatro 89» di Canosa. L’evento è stato patrocinato dalle amministrazioni comunali di Rozzano e di Canosa con la Proloco e la Fondazione archeoligica di quest’ultima. Di questi enti, soprattutto dalla Puglia, solo la Fondazione archeologica è stata egregiamente rappresentata dal suo presidente, che tra l’altro ha presentato un breve cortometraggio su Canosa (come annunciato dalla associazione promotrice). La commedia in vernacolo canosino di Ferdinando Forino «Pass joscij e ven crèe» (passa oggi e arriva domani), come accennato in apertura, è andata in scena per la regia dello stesso autore. Una egregia «interpretazione di perso- naggi (di seguito riportati, n.d.r.) fortemente connotati da istinto e naturalezza, in situazioni che diventano particolarmente esilaranti». Il titolo della commedia pass joscij e ven crèe altro non è che un detto canosino: «...una frase che molto spesso gli anziani pronunciano per mettere in guardia i più giovani. È un monito che ci invita a vivere bene il presente, con onestà e rispetto, perché il tempo passa così velocemente che non abbiamo “tempo” neanche per chiedere perdono». Ma adesso passiamo ai personaggi e interpreti in ordine di apparizione: ■ MILANO – Il Capo di stato maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Pasquale Preziosa, di origine biscegliese, il 21 marzo scorso ha lasciato il comando attivo dopo 45 anni di servizio che lo hanno portato ai vertici della carriera militare. In diversi incontri il generale Preziosa ha voluto manifestare personalmente la sua gratitudine a tutto il personale, che ha operato nel corso del suo mandato sempre con costante professionalità e dedizione secondo i tre elementi cardine di etica, passione e competenza. AGOSTINO PICICCO il gen. de Milato con Preziosa ● Nella foto, a sx: MILANO – Un pomeriggio di studio, confronto e riflessione a Milano presso il teatro delle Colonne di San Lorenzo accanto all’omonima basilica nel cuore della metropoli romana (che data l’importanza del suo tema, lo pubblichiamo anche se si è svolto qualche mese ). A dispetto dei festeggiamenti di Halloween, dei rientri nei vari luoghi di origine per onorare i defunti, della chiusura ufficiale di Expo, un numeroso pubblico (proveniente anche da fuori Milano) ha seguito i lavori del convegno “A Sud l’orizzonte si è schiarito. Don Tonino Bello precursore di papa Francesco”, che ha visto il magistero e la figura di don Tonino esaminata in relazione al messaggio forte di papa Francesco. Autorevoli e noti gli enti organizzatori del convegno: la rivista Famiglia Cristiana, la Fondazione don Tonino Bello, l’Arp (associazione regionale pugliesi), la parrocchia-basilica di San Lorenzo maggiore. Dopo i saluti del parroco di San Lorenzo don Luca Camisana e del dott. Giuseppe Selvaggi per l’Arp, sono intervenuti il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca (diocesi di origine di don Tonino) mons. Vito Angiuli, il presidente della Fondazione “don Tonino Bello” dott. Giancarlo Piccinni, il direttore di Famiglia Cristina don Antonio Sciortino e il sottoscritto come autore di pub- Se n’è parlato in un convegno meneghino Don Tonino precursore di papa Francesco spetto della comunicazione e dell’impatto della testimonianza di azione di don Tonino, superiore a quella delle parole. Ha citato poi San Francesco che, ai frati che andavano in missione, raccomandava di evangelizzare «anche con la parola se necessario», a dimostrare la priorità dell’esempio concreto. Così don Tonino ha portato il suo messaggio di speranza e di fede avvalendosi della sua vita trasparentissima e dell’amore preferenziale per i deboli. Mons. Angiuli ha ricordato il legame di don Tonino con il territorio, gli anni ugentini, la vita in seminario come educatore. A me il compito di illustrare il rapporto di don Tonino con Milano che di fatto si traduceva nel rapporto di amicizia e stima con il card. Carlo Maria Martini il quale, facendo una strappo alla tradizione ambrosiana, l’aveva invitato in occasione della festa di Sant’Ambrogio del 1989 a parlare durante “il discorso alla città”, insieme con mons. Riboldi vescovo di Acerra, sul tema di una Europa accogliente e solidale. Grande attenzione da parte del pubblico che poi ha sollecitato i relatori con richieste di aneddoti e chiarimenti sul magistero di don Tonino. È significativo che la figura e l’opera di don Tonino Bello siano state ricordate a Milano, al termine di un evento internazionale come la chiusura di Expo, quale messaggio di speranza per un mondo migliore più umano e solidale in un ponte ideale che in questo vespro milanese ha unito la città ambrosiana con Alessano lembo del “profondissimo Sud”. blicazioni su don Tonino, moderati dal giornalista di Famiglia Cristiana Antonio Sanfrancesco. A partire dagli scritti e dai discorsi sono state sottolineate diverse similitudini tra don Tonino e papa Francesco. Il dott. Piccinni ha evidenziato il tema della povertà vissuta da don Tonino, vissuta non solo quale sobrietà di vita ma 91,950 FM come elemento equotidiano radiofonico vangelizzatore alwww.radiomeneghina.it della indipendente l’interno chiesa e nel mondi informazione cultura economia do, nonché quale e varietà fattore di conversione anche per i fondato e diretto da non credenti. e-mail: segreteria@radiomeneghina.it Tullio Barbato. Don Sciortino ha via fax e telefonica: 02-48518913 evidenziato l’a- LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 RADIO MENEGHINA FM 91,950 RADIO MENEGHNA A. PICICCO quotidiano radiofonico indipendente di informazione cultura economia e varietà fondato e diretto da e-mail: segreteria@radiomeneghina.it Tullio Barbato. via fax e telefonica: 02-48518913 www.radiomeneghina.it

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P AGINA 4– GENNAIO / APRILE ’16 D ALL’I TALIA La Gazzetta della Puglia Dalla Federazione “Casa Puglia Piemonte” L’associazionismo pugliese all’ombra della Mole TORINO – A conferma del grande successo della rassegna “I Libri nella Valigia” tenutasi in occasione della partecipazione istituzionale della Regione Puglia, Ufficio Pugliesi nel Mondo, al Salone Internazionale del Libro di Torino, pubblichiamo la nota di riflessioni e ringraziamento ricevuta dalla Federazione Casa Puglia Piemonte. Cogliamo l’occasione per ribadire pubblicamente la stima e la riconoscenza nei confronti della comunità pugliese in Piemonte che, attraverso una grande Federazione unitaria, promuove la nostra Puglia con abnegazione e professionalità. Riportiamo, quindi, integralmente la comunicazione di Pasquale Valente, presidente della Federazione Casa Puglia Piemonte: «Noi riteniamo che la manifestazione “I Libri nella valigia”, rassegna di pubblicazioni sulla storia e l’emigrazione pugliese, organizzata dal Servizio Internazionalizzazione - Ufficio Pugliesi nel Mondo - della Regione Puglia in collaborazione con Federazione Casa Puglia Piemonte di Torino, nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino 2015, sia stato un evento molto ben riuscito sia dal punto di vista della qualità delle pubblicazioni presentate sia dal punto di vista gradimento del pubblico che, infatti, ha partecipato in gran numero e in modo molto interessato. Riconosciamo il grande impegno in termini di risorse finanziarie e umane profuso dalla Regione Puglia, e in particolare dal Servizio Internazionalizzazione - Ufficio Pugliesi nel Mondo, ed evidenziamo anche che la collaborazione tra gli Uffici Centrali e le Associazioni delle Comunità locali di Pugliesi non può che portare buoni frutti essendo tali Enti animati dagli stessi intenti che sono quelli della valorizzazione della cultura, della storia, della economia della Puglia e delle persone che degnamente la rappresentano nel Mondo. Pertanto, nel mentre ringraziamo il Servizio Internazionalizzazione - Uffici Pugliesi nel Mondo, la D.ssa Giovanna Genchi, la D.ssa Lucia Berardino e tutti i loro collaboratori presenti al Salone, auspichiamo che la collaborazione con Casa Puglia Piemonte possa continuare proficuamente anche in altri ambiti. Cordiali saluti». Questa breve nota pubblicata a suo tempo è una delle testimonianze del proficuo lavoro svolto prima dal presidente Gianni Dimopoli e dopo dal suo successore Pasquale Valente. Entrambi impegnati a tutto tondo nell’associazionismo: il primo è anche presidente de “La Cicogna” sodalizio di Cerignolani di Torino e il secondo è anche presidente de “Il Ponte” associazione di Canosini di Torino. Ciò premesso ora riportiamo un’altra realtà associazionistica che opera anch’essa all’ombra della Mole ed è la sezione di Torino dell’associazione internazionale “Pugliesi nel Mondo“ presieduta da Enzo Paganelli. Come si può leggere nella locandina a lato pubblicata il 28 aprile a Torino la comunità dei pugliesi si è ritrovata al Teatro Nuovo. Un incontro con Mudù all’insegna dell’allegria e solidarietà dei pugliesi nel mondo. Finalità dell’evento: soprattutto festeggiare alla grande il compleanno della nascita del sodalizio. La Sezione torinese appunto compie cinque anni di ininterrotta attività. Quindi, lo spettacolo come promesso, grazie all’impegno di tutto il direttivo coordinato dal suo presidente con l’ausilio anche degli amici della Rear non ha disatteso le aspettative. Lo spettacolo è iniziato alle 20,00 circa ed è stato un grande spettacolo di Mudù con il divertente gruppo di comici pugliesi guidati dal loro leader Uccio De Santis, i cui sketch, ormai noti a quasi tutta Italia, hanno fatto non solo sorridere ma divertire più che mai. Alla prossima! ■ Riflessioni sul mancato incontro con gli ex Br alla scuola dei magistrati Riportiamo la testimonianza di una delle vittime degli anni di piombo La deriva della Giustizia MILANO – Bene ha fatto Alessandra Galli, figlia del giudice Galli, (nella foto) ucciso all’Università Statale da un gruppo terroristico di “Prima Linea” a criticare ed opporsi all’idea di un incontro con gli ex terroristi alla scuola dei magistrati. Se alcuni famigliari di vittime hanno accettato il dialogo e il confronto con gli ex terroristi non meritano di essere condannati, perché sono state scelte consapevoli per liberarsi dalle loro turbe psichiche e dalla voglia di vendetta, rispondendo col dialogo e il perdono con un percorso di testimonianza comune. Forse meno desiderabili sono le manipolazioni, le distorsioni e le censure di quello che è stato realmente, il percorso del cosiddetto “Gruppo”. L’idea di giustizia riparativa, che ha ispirato questo percorso negli ultimi quattro anni, smentisce l’originario percorso ai quali ho partecipato come fondatore semplicemente sul piano umanitario e cristiano, non manipolato. Quando il discorso si è incamminato sul piano politico per riscrivere o cambiare la storia degli anni di piombo, mi sono tirato fuori dal gruppo per un dovere di solidarietà nei riguardi della stragrande maggioranza dei famigliari delle vittime, che rifiutano il confronto e il dialogo con gli ex terroristi. La cronaca sulla storia del percorso del gruppo è ben descritta, nero su bianco, in molti passi de “il Libro dell’Incontro”, obbligata a proiettare altrove le responsabilità della propria violenza, attiva e passiva, sullo Stato, sulla giustizia, sul carcere, sulle vittime, sulla repressione carceraria nei confronti dei detenuti. Forse tutto questo appare troppo imparentato alla cultura del radicalismo e di Lotta Continua, cooptando allo scopo persone ora più od ora meno consapevoli e consenzienti. Il problema, quindi, non è tanto che tizio o caio parli di percorsi riparativi alle nuove generazione di magistrati, nel A 36 anni dall’attentato Br MILANO – Riportiamo doverosamente la testimonianza di questo nostro corregionale. «Non avrei mai pensato di sopravvivere 36 anni dopo il grave attentato terroristico da me subito, ad opera delle brigate rosse, nel lontano 1° aprile 1980! A tanti anni di distanza ritengo doveroso, a futura memoria, esprimere questa mia sofferta testimonianza storica sulla mia esperienza umana e sul contesto storico da me vissuto, da un osservatorio privilegiato come la Fondazione Carlo Perini che, da 54, anni vive ed opera in un’area di nuova “Frontiera della cultura” nella periferia nord dell’area metropolitana milanese. Non chiedo di condividere la mia riflessione su gli “anni di piombo”, ma di fare un semplice sforzo di comprensione sulla tragedia della lotta armata che, dal 1969 al 1983, ha insanguinato l’Italia. Non si tratta di assolvere gli autori di scelte di morte, che hanno praticato lo stragismo e il terrorismo. Si tratta di non distorcere la storia del terrorismo in Italia e della radicalizzazione della violenza ideologica e fondamentalista, che imperversa nell’attuale contesto storico. Non dimentichiamo che, in Italia, il terrorismo e lo stragismo sono stati una tragedia nazionale, che hanno causato centinaia di vittime innocenti e migliaia di feriti. Non distorciamo la storia legittimando, per faziosità ideologica e buonismo religioso, o meglio per una persistente cultura “cattocomunista”, che assolve unilateralmente solo “i compagni che hanno sbagliato”, riconoscendo le nobili ragioni della lotta armata praticata dai terroristi assassini, che si giustificano dicendo che uccidevano in buona fede e a fin di bene (qualche ex terrorista ha vergognosamente dichiarato che egli uccideva“per amore”, perché si sentiva un “partigiano della Nuova Resistenza”) pur di scardinare l’ordinamento costituzionale del nostro Stato Democratico. Educhiamo i giovani alla legalità, alla non violenza, al rispetto della vita umana senza l’ostentazione pubblicitaria del perdonismo che offende la verità. Grazie dell’attenzione, della comprensione, solidarietà ed amicizia e sono disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Cordiali saluti». contesto di una scuola o di una conferenza pubblica. Il problema è piuttosto che da un lato affermi di non volere riscrivere la storia o legittimare il terrorismo degli anni di piombo o intentare nuovi processi, dall’altra si ha la pretesa di cambiare la storia con l’incontro tra vittime e carnefici, che si atteggiano a modelli educativi delle nuove generazioni. Tolta di mezzo la retorica di miracoli e miracolati, il difficile e tortuoso percorso di incontro umano e cristiano ha la sua forza nella sua serena umiltà interiore, mentre è stato snaturato, anzi tradito, proprio dall’ambizione di trasformarlo in un progetto di lotta politica – culturale generale, esemplare, universale con la teorizzazione di saggi specializzati sulla “riparazione giudiziaria”, che diventa strumento per combattere il sistema carcerario e chiederne l’abolizione. Viene tradita così anche l’idea della riparazione, trasformata in una irreale panacea, capace di risolvere tutti i mali e i temi della criminalità comune e organizzata. Il che non è assolutamente vero, purtroppo! ANTONIO IOSA Direzione e Redazioni 20148 - Milano, via Saverio Altamura n. 11 telefono e fax 02/36.51.30.48 70121 - Bari, via Prospero Petroni n. 5 telefono e fax 080/52.44.392 Direttore responsabile Domenico Tedeschi Responsabile redazione Puglia Milly Chiusolo Stampa Tip. Mil. srl, via Monferrato n. 9/11 - 20094 Corsico-MI Tutti i diritti sono riservati. Manoscritti, foto, diapositive, disegni e altro materiale anche se non pubblicati non saranno restituiti. Le redazioni non sono responsabili delle opinioni espresse dagli autori degli articoli pubblicati. Attivita editoriale non commerciale ai sensi dell’art. 4 dpr 26 ottobre 1972 n. 633 e successive modifiche. Gli avvisi pubblicitari sono omaggio della direzione a ditte ed enti che offrono un contributo per il sodalizio: ordinario 30 euro sostenitore 50 euro e benemerito 300 euro. ANTONIO IOSA (ferito dalle Brigate rosse il 1° aprile 1980) C/c Banca Popolare di Puglia e Basilicata filiale di Milano n.150-532/6 - Abi 5385-0 * Cab 01600 * Bic BPDMIT3B intestato all’Unione Editoriale.

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La Gazzetta della Puglia ROMA – È stata, come sempre, la Capitale ad ospitare la cerimonia di assegnazione del premio “Donato Menichella”. La manifestazione, promossa dalla fondazione “Nuove Proposte Culturali” si è svolta in questa quindicesima edizione presso la sede che con maggior frequenza ha ospitato il premio: la meravigliosa sala cosiddetta della clemenza di palazzo Altieri. Ha aperto i lavori l’avvocato Antonio Patuelli, presidente Abi, che ha delineato l’opera di Donato Menichella (nostro corregionale nato a Biccari - Fg) facendo interessanti collegamenti con l’attuale momento di messa in sicurezza del sistema bancario italiano. A seguire, il saluto dell’avvocato Elio Michele Greco, presidente della Fondazione promotrice. Dopo è intervenuto il professor Francesco Lenoci, segretario generale del premio “Donato Menichella” e docente dell’università cattolica “Sacro Cuore” di Milano, che ha parlato delle finalità del premio. «Tutte le edizioni hanno avuto una caratteristica in comune: non sono mai stati momenti meramente celebrativi, ma sempre incontri fortemente propositivi – ha detto il professore che ha poi precisato – questo taglio al premio Donato Menichella è stato dato perché Donato Menichella apparteneva alla catego- M ISCELLANEA GENNAIO / APRILE ’16 – P AGINA 5 La cerimonia della 15ª edizione anche quest’anno si è tenuta a palazzo Altieri di Roma Assegnati i premi “ Donato Menichella” 2016 ne di numerosi saggi, nonché la partecipazione a importanti iniziative e lo svolgimento di preziosi incarichi». ******* Medaglia d’Oro di “Nuove Proposte” a MASSIMO SEGRE Motivazione: «Per l’impegno a sostegno della cultura e, in particolare, della musica sinfonica e camerale proposta dai Concerti del Lingotto e da Lingotto Giovani». ******* Medaglia d’Oro di “Nuove Proposte” a CARLO PONTECORVO Motivazione: «Per l’attenzione all’impatto ambientale dell’attività produttiva e all’impatto sociale dell’attività finanziaria. Per l’impegno a sostegno di cultura, arti e ricerca scientifica». ria degli uomini di azione economica. Un uomo di azione economica che ha sempre saputo e sempre ha fatto sapere che risparmio e sviluppo economico significano anche crescita civile, vale a dire partecipazione di tutti ai frutti positivi del progresso, a livello locale, nazionale e internazionale». Il premiato di questa quindicesima edizione per la sezione “studi socio-economici” è stato il professor Alberto Lucarelli, che ha tenuto la lectio magistralis su “La crisi della demania- lità, il ruolo socio-economico dei beni pubblici”. Lectio, questa, che resterà a lungo nella memoria dei presenti e costituirà un prezioso strumento di lavoro per coloro che avranno modo di leggerla, una volta pubblicata. La laudatio del premiato è stata svolta, in maniera brillante per quanto concerne la forma e in maniera appassionata con riguardo ai contenuti, dal professor Andrea Pisani Massamormile docente dell’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Le medaglie d’oro di “Nuove Proposte”, legate sempre al premio Menichella, sono state conferite, dopo l’intervento del dottor Giancarlo Airò della Bcc di San Marzano, al dottor Massimo Segre e al cavalier Carlo Pontecorvo. Mentre il premio testimonianza per la sezione “mecenatismo imprenditoriale” è andato al ragionier Pietro Dileo. ******* Per la sezione «studi socio-economici» ad ALBERTO LUCARELLI Motivazione: «Per il suo ruolo di brillante docente di Diritto Pubblico e Costituzionale presso le università: Federico II di Napoli, Paris 1 (PantheonSorbonne) e Reims. Per il prezioso contributo fornito alla soluzione di vari problemi di Diritto Pubblico, dei Servizi Pubblici Locali e dei Beni Comuni mediante la pubblicazio- ******* Testimonianza di “Nuove Proposte” a PIETRO DILEO Motivazione: «Per il suo mecenatismo imprenditoriale a favore, in particolare, di iniziative orientate alla Sostenibilità, al Consumo Consapevole e a Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019». ■ ! Riconoscimenti di questa 15esima edizione ● Nella foto: un momento della cerimonia L’associazione ”Il PONTE dei Canosini di Torino” in ricorrenza dei 10 anni di attività A Fontana il “Canosino dell’anno” TORINO – Un importante riconoscimento quest’anno è stato conferito di recente (il 28 febbraio) ad uno degli illustri cittadini di Canosa di Puglia (BT) e noto imprenditore: Sergio Fontana. Il premiato è un personaggio che senza ombre Fac, Vincenzo Princigalli, la presidente del premio Diomede, Angela Valentino. ■ di smentite rappresenta una delle eccellenze della nostra regione di PUGLIA, ARRIVA LA BANDA LARGA ROMA – Banda ultralarga in tutti e 258 comuni della Puglia, dagli attuali collegamenti Adsl ai 30 Megabit garantiti in tutti i comuni, per raggiungere anche i 100 Megabit nel breve periodo. L’impegno vale 120 milioni di euro, dei quali 80 del Fesr 20142020 e 40 del Pon imprese e competitività. È questo l’esito dell’incontro – riportato in una conferenza stampa – che si è svolto a Roma, il 6 aprile, al ministero dello Sviluppo economico con l’assessore allo Sviluppo economico della regione Puglia, Loredana Capone e Raffaele Tiscar, vicesegretario della presidenza del Consiglio, Alessio Beltrame, capo segreteria del sottosegretario di Stato Giacomelli e Antonio Lirosi direttore generale della direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali. «Si è trattato di una riunione importante – ha detto l’assessore – per proseguire il nostro impegno per la banda ultralarga in tutti i comuni della Puglia. Ai 170 già finanziati, dunque, si aggiungono tutti gli altri comuni, in modo che l’intero sistema territoriale ed economico della Puglia sia più competitivo». ■ cui la Puglia soprattutto può vantarsi di avere tanto da meritarsi questo ambito riconoscimento. Premio assegnato dai canosini all’ombra della Mole che quest’anno festeggiano, nel contempo, il decimo anniversario del loro sodalizio: “Il Ponte dei Canosini di Torino” egregiamente presieduto da Pasquale Valente. I festeggiamenti si sono svolti secondo il programma (di cui alla locandina a sx del titolo). La cerimonia di consegna del premio è avvenuta dopo la celebrazione della santa messa, officiata da monsignor Felice Bacco nella chiesa dei santi Bernardo e Brigida a Torino. Questi gli ospiti intervenuti da Canosa, salutati dal sindaco di Torino, Sergio Fassino: il presidente del consiglio comunale Pasquale De Fazio, il sindaco Ernesto La Salvia, il consigliere regionale pugliese Francesco Ventola, il consigliere comunale Saverio Di Nunno, il vicepresidente della un momento della consegna del “CANOSINO DELL’ANNO” 2016 ● Nella foto: 1° BANDO PER L’AGRICOLTURA BIOLOGICA DALLA PUGLIA – Al via gli investimenti per un’agricoltura in Puglia che rispetti le risorse ambientali, preservi la biodiversità, senza l’utilità di sostanze chimiche inquinati. È stato pubblicato (con determina della autorità di gestione programma di sviluppo rurale 2014-2020 n. 50 del 1° aprile 2016 -allegato C-), il primo bando, appunto, del programma di sviluppo rurale 2014-2020: si tratta della misura “Agricoltura Biologica”–Sottoscrive 11.1, “Conversione in metodi e pratiche di agricoltura biologica”, e 11.2, “Mantenimento di metodi e pratiche di agricoltura biologica”. Per la campagna 2016 è prevista una dotazione finanziaria di 41 milioni di euro, su un totale complessivo, per l’intera programmazione, di 208 milioni di euro circa. Obiettivo: ...«incoraggiare gli agricoltori a convertire e mantenere le produzioni coltivate con il metodo convenzionale in quello biologico». Le domande iniziali devono essere presentate entro e non oltre il 16 maggio 2016, quelle di modifica entro il 31 maggio 2016. Possono accedere al bando di sostegno gli agricoltori singoli attivi o associati (associazioni, cooperative, consorzi, reti d’im■ prese).

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P AGINA 6– GENNAIO / APRILE ’16 D ALL’I TALIA /E UROPA La Gazzetta della Puglia Riportiamo l’andamento sportivo delle società (6 capoluoghi di provincia) che partecipano ai campionati cadetti e dilettanti Il calcio pugliese dal Gargano al Salento ● DI RICCARDO FILOMENO L’ANDAMENTO DEL FOGGIA CALCIO S.R.L. Il Foggia ha giocato un buon campionato, anche se si trova al terzo posto della classifica della Lega Pro. Era al secondo posto, ma è scesa dopo la sconfitta ai rigori con il Cosenza. Secco, chiaro e sintetico il comunicato stampa della società: «Il Cosenza segna il rigore, il Foggia lo sbaglia. Si può riassumere anche così la sfida al San Vito-Marulla dove i rossoneri interrompono la serie di vittorie consecutive e abbandonano definitivamente il sogno di agganciare il Benevento. In realtà in campo si è visto solo il Foggia». Altrettanto icastico il mister Roberto De Zerbi: «Forse siamo un po’ stanchi e i due rigori, quello loro segnato e quello nostro sbagliato, sono il riassunto della gara». Adesso i rossoneri devono concentrarsi sui play off della Lega Pro. E per raggiungere l’obbiettivo ci vuole calma e sangue freddo. Non si sa se il portiere Antonio Narciso, a riposo per infortunio da un paio di settimane, riuscirà a rientrare prima che finisca il campionato. Il professor Castagna, responsabile dell’Unità operativa di ortopedia della spalla e del gomito della clinica Humanitas di Rozzano (MI), dopo attenta visita, gli «ha consigliato un periodo di riposo funzionale e successivo trattamento riabilitativo». Una previsione di circa quaranta giorni prima della ripresa agonistica. Il campionato del numero uno rossonero è da ritenersi quasi concluso, visto che l’ultima giornata è in programma fra meno di un mese, esattamente il 7 maggio, quando il Foggia chiuderà la regular season a Castellammare di Stabia. La speranza, per la società, è che riesca a rientrare almeno per i playoff. Chiudiamo questa nota sportiva con un memento: ... era il 1920 quando dalla fusione della squadra locale Maciste con l’unione sportiva Pro Foggia e l’unione sportiva Atleta, nacque lo Sporting Club Foggia. Solo nel 1922 la neonata Sporting Club Foggia aderì alla Figc partecipando finalmente alle competizioni nazionali. L’ANDAMENTO DEL FOOTBALL CLUB BARI 1908 L’ANDAMENTO DELL’UNIONE SPORTIV A LECCE SPORTIVA Al momento il Lecce occupa il secondo posto nella classifica della Lega Pro con 60 punti (la capolista, Benevento: 66). All’inizio del campionato ha avuto una falsa partenza e in seguito ha dovuto darsi da fare per recuperare, sprecando molte energie. È riuscita a mettere insieme ben 19 risultati utili consecutivi. Poi, lo stress l’ha bloccata: un solo punto in due partite in casa. Ciò ha messo in forse la possibilità di guadagnare il primo posto in classifica. Ora si spera in un cambio di passo e che, tra mille speranze, si possa riprendere il cammino che dovrà portare i giallorossi ad affrontare, salvo sorprese attualmente inimmaginabili, i play-off. L’allenatore Piero Braglia intanto prepara la squadra che dovrà affrontare il Benevento nella 33esima giornata. Il mister intende condividere con l’intero gruppo la fase più delicata del campionato. Tutti devono sentirsi partecipi e tutti devono suddividersi oneri ed onori in modo da dare ad ognuno dei calciatori una parte di responsabilità e, nel caso, una parte di gloria. Ma c’è ancora un allarme per Giuseppe Abruzzese in vista – ripetiamo – della delicatissima trasferta di sabato 30 p.v. contro la capolista Benevento. Durante il solo allenamento che il Lecce sostiene a porte rigorosamente chiuse presso la Cittadella dello Sport di Martignano, mister Braglia ha fatto svolgere alla squadra esercitazioni di tattica e quindi una partita a ranghi misti a campo ridotto. Non ha preso parte il difensore andriese uscito malconcio dalla vittoriosa sfida di domenica scorsa contro la Paganese. Marco Bleve, l’estremo difensore giallorosso, ha dichiarato sul sito della società: « In classifica i giochi non sono chiusi, noi pensiamo solo a noi stessi e a ottenere il massimo in queste ultime due partite. Il Benevento ha due risultati su tre per ottenere la promozione diretta? Sappiamo tutti che a volte il calcio è strano, noi, certamente, andremo lì per dare filo da torcere al nostro avversario». ■ Il Bari non c’è la farà neanche quest’anno a salire in A. anzi, dopo l’ultima partita disputata contro il Modena (finita con un pareggio), scende dal terzo al quinto posto in classifica. Che vuol dire un passo indietro verso i playoff. Certo: mancava il ventiquattrenne centrocampista Dezi (assente per sintomi influenzali), che è sempre stato determinante con le sue azioni dinamiche e spesso risolutive. L’allenatore Camplione ha riconosciuto che il Modena lo ha sorpreso, mentre i suoi sono stati lenti e prevedibili. Ora è del parere che bisogna recuperare tutte le energie e pensare alla sfida con il Perugia. Con onestà, bisogna dire che il Bari è venuto fuori alla distanza, di pari passo con la qualità dei suoi giocatori migliori. L’anno scorso la squadra ha centrato i playoff. Siamo sicuri che ripeterà la performance. Il presidente Gianluca Paparesta cede il 50% delle azioni (deteneva il 95 del pacchetto) ad un imprenditore malese. Ahmad Noordin Datò sarà il nuovo azionista di maggioranza della società dopo l’accordo preliminare con l’ex arbitro, che manterrà la presidenza del club. Nell’operazione sono stati coinvolti l’advisor del socio di maggioranza, Banca Popolare di Bari, e del nuovo acquirente, Grazia Iannarelli. La speranza dei tifosi biancorossi è che non si tratti dell’ennesimo personaggio in cerca d’autore. ■ ■ L’ANDAMENTO DEL TARANTO FOOTBALL CLUB 1927 L’ANDAMENTO DELLE TRE SQUADRE DELLA PROVINCIA BAT BAT Il Barletta calcio occupa il quarto posto nella classifica Eccellenza con 65 punti. Ha condotto un campionato di alti e bassi. Ha dimostrato di essere una squadra capace di tenere duro per 70 minuti in inferiorità numerica, ma anche di essere una formazione ancora fragile, che non riesce sempre a gestire la partita e che molte volte perde punti in partite abbordabili. Ma l’obiettivo è stato raggiunto: play-off assicurati. In attesa dell’incontro valido per l’accesso alla finale di Play-Off, si sta pensando di dedicare una tribuna d’onore dello stadio comunale a Franco Di Cosola,“Presidente della serie B”, scomparso due anni fa proprio in questo mese. Un uomo che, con impegno e determinazione, riuscì a realizzare, quasi trent’anni fa, il sogno di portare il Barletta nella serie cadetta. Sito www.ssbarletta.com. L’ANDAMENTO DELLA SOCIETÀ CALCIO CITTÀ DI BRINDISI Non c’è niente da fare: la “regina” della serie D è la Virtus Francavilla e non il Taranto, squadra dal glorioso passato. È dall’inizio del campionato che la Città dei Due Mari insegue la Città degli Imperiali, che ha sempre dominato la vetta della stagione calcistica. Ora, a due gare dalla fine, le speranze sono scemate. Soprattutto dopo la delusione con il Marcianise di domenica 25 aprile: era in vantaggio per 3-1 sui padroni di casa sino al quarto d'ora della ripresa subendo poi la rimonta per il definitivo 3 a 3. Ennesima occasione sprecata, considerando anche la sconfitta casalinga della domenica precedente: 2 a 3 col Serpentara. Una squadra, quella del Taranto, tra le prime in classifica (dopo la Virtus Francavilla e Nardò), ma che ha avuto sempre un continuo saliscendi che non l’ha mai portata a conquistare la vetta della classifica. Naturalmente, illusioni e delusioni dei tifosi. C’è stato anche chi ha definito la dirigenza calcistica un’Armata Brancaleone. Dura, durissima la presa di posizione del Coordinamento dei tifosi tarantini fuorisede. In un comunicato del 26 aprile hanno invitato Montervino, il direttore sportivo, ad andar via e la dirigenza a lavorare per il ripescaggio. Intanto lo stadio Jacovone è stato squalificato per il lancio di oggetti a fine gara con il Serpentara e il petardo esploso vicino al giocatore De Lucia domenica scorsa. Squalifica peraltro prevedibile. ****** La Fidelis Andria occupa il settimo posto nella classifica della Lega Pro con 44 punti. Si è dovuta arrendere alla Casertana, interrompendo a 7 la serie di risultati utili consecutivi. Ha dichiarato a fine gara Luca D’Angelo, tecnico degli azzurri: «Siamo rammaricati. Come minimo avremmo meritato il pareggio. La squadra si è espressa al massimo. Anche in dieci i ragazzi hanno offerto una buona prestazione, senza esitare». Dopo La sconfitta contro l’Akragas (1-2 in casa), la Fidelis non si era più fermata, riuscendo a raggiungere la salvezza matematica nella gara contro il Catanzaro e avvicinando la qualificazione alla Tim Cup. I biancoazzurri ora devono tener testa al Cosenza e poi al Catania, alla ricerca di punti importanti in chiave Tim Cup, obiettivo primario in questo finale di stagione e che può regalare prestigio a questa antica compagine. ****** Il Trani, che milita nell’Eccellenza, ha concluso il proprio percorso stagionale sfatando il tabù Vieste (mai sconfitto nei precedenti incontri disputati al Comunale). Un match dalle tante emozioni che ingigantisce il rammarico per il mancato accesso ai playoff. I ragazzi di Zinfollino, in particolare nel girone di ritorno e nonostante la contestazione di alcune frange del tifo, hanno dimostrato di poter competere con le compagini maggiormente accreditate per le prime posizioni. Ma è arrivato lo stesso il colpo si scena. Con un intervento telefonico alla trasmissione “Eccellenza di Puglia”, in onda su Telesveva, Vito Ippedico (Main Sponsor della Vigor Trani Calcio) e il mister Gino Zinfollino hanno pubblicamente rassegnato le dimissioni. Il motivo: all’ennesimo atto di umiliazione pubblica proveniente da un noto gruppo ultras locale. Ippedico, inoltre, ha ribadito di essere enormemente dispiaciuto per il trattamento riservatogli da alcuni tifosi, nonostante il suo impegno abbia permesso alla città di Trani di continuare ad avere una squadra di calcio. E a pensare che il Trani annovera, nella sua storia calcistica, due stagioni nel campionato di serie B. Il Brindisi calcio non ha ancora risolto i suoi problemi. Doveva essere nella categoria eccellenza, dove era stato retrocesso, ma non ha ancora una dirigenza e una rosa che la rappresenti. Grande la delusione dei brindisini e dei tifosi in particolare. È triste vedere ora il campo Fanuzzi vuoto, senza l’ingorgo domenicale delle auto in coda, senza le doppie file di gente davanti ai botteghini, senza bandiere sventolanti, senza bancarelle che vendono sciarpe e magliette del Brindisi. Quella del calcio brindisino è una storia travagliata che parte da lontano: sempre a un passo dalla gloria e sempre condannato a rinunciarvi. Un destino beffardo. Ma non è proprio così. Il perché ce lo spiega Antonio Benarrivo, brindisino puro sangue, ex calciatore e vicecampione del mondo con l’Italia al campionato del mondo 1994: «... il problema è la mentalità che manca e la poca lungimiranza, da parte di chi amministra, nel non l’essersi circondati di gente qualificata. Non basta mettere insieme la solita cordata di imprenditori e spendere milioni per comprare giocatori, troppe volte a fine carriera, per credere di fare miracoli. Lo dimostrano il Chievo e il Sassuolo: c’è bisogno di creare prima le basi, progettare a lungo termine e, soprattutto, dare vita a un serbatoio di giovani del posto che vadano a rimpolpare le fila del futuro» (http://www.leccenews24.it/leccesport/benarrivo-e-barca-ricordi-e-speranzeper-il-futuro-del-brindisi-calcio.htm). ■ ■ ■

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La Gazzetta della Puglia D A B ARI /F OGGIA GENNAIO / APRILE ’16 – P AGINA 7 Il riordino interessa 13mila posti letto distribuiti tra 74 nosocomi pubblici e privati PER LA NASA Ospedali in Puglia Si attende la riconversione DALLA PUGLIA – A fine gennaio di quest’anno il governo centrale ha bocciato il piano di riordino ospedaliero della Puglia, perché non rispettava un rigoroso contenimento dei costi del lavoro e delle norme sulla legge di stabilità. Dopo un mese, il 29 febbraio, il presidente Emiliano ne ha approntato un altro, in cui ha tenuto conto dei vincoli governativi. A detta del “governatore”, il provvedimento che verrà inviato a Roma per la successiva valutazione prevede 13mila posti letto, distribuiti tra 74 stabilimenti pubblici e privati accreditati. In più: non taglia i posti letto, ridistribuendoli tra ospedali di secondo livello (hub), ospedali di primo livello e ospedali di base. Detta così sembra niente, invece è una vera e propria cura da cavallo. Le contestazioni al nuovo provvedimento provengono da tutte le comunità pugliesi penalizzate. E sono tante, dal Gargano al Salento. Non potendo, per ovvi motivi di spazio, dare conto di tutte, si riportano solo due posizioni critiche, che sembrano cogliere bene tutti gli aspetti del malessere generalizzato. La prima solleva questioni di carattere generale, la seconda lamenta la penalizzazione degli ospedali di Canosa e Trani. Il molfettese Gugliemo Minervini, capogruppo in consiglio regionale di "Noi a Sinistra per la Puglia", muove ben quattro rilievi: «Il primo è di carattere generale: dov’è l’analisi epidemiologica, presupposto necessario per un piano che non sia una declinazione stretta di quanto imposto dalle norme e dai decreti? Il secondo riguarda la sanità privata: se nel sistema integrato si deve tenere conto anche del suo ruolo, per verificarne anzitutto l’adeguatezza ai parametri per disciplina, perché non ve n’è traccia nel piano? Il terzo invece è sui posti letto. D’accordo, il saldo è invariato. Ma come verranno ricollocati i 600-700 posti di letto se negli ospedali di primo livello mancano gli spazi? Perché se questi posti restano solo sulla carta, la conseguenza diretta sarà quella di aumentare il ruolo e le prestazioni dei LilianaCatalano curerà i lanci spaziali DALLA CAPITANATA – È di Melfi la ricercatrice che dovrà occuparsi della piattaforma informatica che gestisce i lanci aerospaziali. Stiamo parlando della dottoressa Liliana Catalano, ricercatrice che la Nasa ha insistentemente voluto a capo del gruppo di gestione dei nuovissimi applicativi MG-0x31, assumendola per gestire le piattaforme di lancio dei satelliti nello spazio. Per la Nasa, la scelta di Liliana non è casuale. Dopo una lunga fase concorsuale, che ha visto 20.000 partecipanti da tutto il mondo, l’azienda americana ha scelto colei che ha superato tutto l’iter delle selezioni riportando il massimo punteggio di 999 su 1000 totali. Così un’altra eccellente promessa pugliese entra a far parte della Nasa. Imminente il suo trasferimento negli Usa dove la dottoressa Catalano avrà una grande responsabilità: far decollare i satelliti dalle piattaforme aerospaziali situate in Nevada. Auguri dottoressa Ilaria e buon lavoro con un semper ad maiora! privati. Il quarto è sulle strutture da riconvertire: esistono dei progetti per ciascuno degli 8 presidi che smetteranno d’essere ospedali? Ci sono le risorse? Quali sono i tempi? È stato previsto un principio di contestualità, per cui la chiusura è subordinata all’immediata riapertura nella nuova forma? »(http://www.statoquotidiano.it/29/02/2016/ ok-giunta-ecco-il-pianodi-riordino-ospedalieropugliese/443295/). Il consigliere regionale di minoranza Francesco Ventola, ex presidente della Provincia di Barlet- ta-Andria-Trani, critica con durezza il piano di riordino. «Certo è – dice – che al di fuori delle belle parole di circostanza e delle sigle “innovative” il risultato è quello che è: la ASL BAT risulta ulteriormente penalizzata. Dopo le chiacchiere, la realtà è che ci sono stati sottratti ulteriori 79 posti letto rispetto al 2012. Cosicché, il dato già basso di circa 1,8 posi letto per 1.000 abitanti, si è ridotto a circa 1,6 rispetto ai 3,7 posti letto per 1.000 abitanti comprensivi dello 0,7 per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie pre- visto dal più recente decreto ministeriale n. 70 del 2015 recante la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell’assistenza ospedaliera» (http://bat.ilquotidianoitaliano.com/politica/2016/03/news/6953469534.html/). Emiliano ( nella foto accanto al titolo) e le forze di maggioranza non possono ignorare il grave disagio che questo nuovo riordino della sanità, già disastrata, crea ulteriormente nella popolazione pugliese. L’AUTORE ■ L’inaugurazione nel capoluogo pugliese è avvenuta il 3 marzo PER LE PROSSIME FERIE Nasce la prima velostazione D ALLA P U GLIA – Sono attivi dal 3 marzo parcheggio custodito, noleggio, manutenzione e consigli sulla mobilità per chi ama spostarsi in sella alle due ruote in corso Italia. È il sogno di ogni ciclista: non farsi rubare la bici. E chi la ama e la usa come mezzo per scorrazzare per le strade della città, dopo averla parcheggiata fa gli scongiuri e pensa: «Spero di ritrovarla». Dal 3 marzo quindi a Bari l’angoscioso dilemma potrà essere archiviato. Perché in corso Italia, a una manciata di passi dalla stazione ferroviaria e a ridosso delle Ferrovie Appulo – Lucane, sarà inaugurata la prima velostazione della città. «A voler essere precisi è la prima del Sud Italia: neppure Roma ne ha una», specifica Adriano Bottalico, componente della società che gestirà il servizio. Nella sua voce si coglie un pizzico di orgoglio: «La velostazione diventerà una sorta di luogo sacro, il tempio della bicicletta in cui essere certi non solo di parcheggiarla e ritrovarla ma anche di poter ricevere informazioni utili sul mondo delle due ruote, di avere a disposizione un meccanico e quindi un servizio manutenzione, di poter acquistare gadget o pezzi di ricambio». «Un’altra novità è poter noleggiare la bici e usarla per fare un tour della città: strade, palazzi e piazze hanno un fascino diverse se attraversati in sella, pedalando accarezzati dal vento», annuncia Bottalico amante della bici. Le postazioni di parcheggio – in gergo si chiamano stalli – sono 116 e sono tutti «monitorati da un sistema capillare di videosorveglianza: c’è da stare sereni», puntualizza. Chiunque a partire dal 3 marzo, può arrivare a Bari in treno – o in bus se si vive in periferia – portandosi dietro la propria bici e parcheggiarla in corso Italia. «Naturalmente si può fare anche il percorso inverso: un barese che lavora a Monopoli, per esempio, può raggiungere la stazione in bici, lasciarla da noi e riprenderla a fine giornata», spiega Bottalico e continua: «Definirlo un parcheggio è un po’ riduttivo: come recita lo slogan, “La bici ha trovato casa a Bari”, la velo stazione è la dimora delle due ruote e il luogo della serenità per chi le possiede». E il costo del servizio? «Per i primi tre mesi la tariffa giornaliera sarà pari a zero, gratuita ma come gli abbonamenti mensili, trimestrali e annuali i prezzi saranno definiti in base alle esigenze dei singoli ciclisti: venite a trovarci», invita Bottalico. La velostazione è stata realizzata grazie soprattutto ai fondi dei progetti Italia – Grecia 2007 – 2013, Gift 2.0 e Ipa Adriatic 2007 – 2013 Cbc Intermodal. La classifica dei venti borghi più apprezzati DALLA PUGLIA – Un risultato importante, dunque, a livello nazionale, per Otranto e per il Salento intero. Basti pensare che Otranto è l’unica città salentina presente nella lista dei 20 borghi. In questa speciale classifica per regione, vince per distacco la Liguria, che vanta ben 5 borghi nei primi 20 posti. Detto dei primi tre classificati, che in ordine sono: Otranto, Superlonga e Cefalù, vanno menzionati anche gli altri borghi che hanno ottenuto questo riconoscimento. Al quarto posto, la città campana Castellabbate, al quinto posto la ligure Lerici, seguita dalla Toscana Monte Argentario. Al settimo posto, un’altra campana: Vietri sul mare, seguita dalla famosa Vipiteno, in Trentino Alto Adige. Norcia, in Umbria e Laigueglia, in Liguria, piazzate rispettivamente al nono ed al decimo posto di questa speciale classifica, chiudono la “top ten”. All’undicesimo posto, un’altra città ligure: Noli. Poi, un riconoscimento anche per le Marche, con il borgo di Grottammare, seguito da Castelsardo in Sardegna. Al quattordicesimo ed al quindicesimo posto, due borghi liguri: Vernazza e Moneglia. Al sedicesimo posto, Scanno, in Abruzzo. Chiudono questa speciale classifica Bosa in Sardegna, Scilla in Calabria, Spello in Umbria, Orta San Giulio in Piemonte. Insomma, la Puglia continua ad essere apprezzata per le sue bellezze paesaggistiche ed architettoniche, sia dalla gente comune che dai vip. Anche questo è un bel riconoscimento per la zona salentina. • Spiagge bandiera verde: le migliori appunto sono in Puglia nel Salento. Cerignola ricorda il suo Pinuccio CERIGNOLA – Ad oltre tre lustri, precisamente diciassette anni, trascorsi dalla scomparsa (l’8 febbraio 1999) avvenuta alle “Molinette” di Torino, la città di Cerignola rende onore al suo illustre concittadino Giuseppe Tatarella, padre nobile di AN, con un convegno, “Il Pinuccio di Cerignola”. Un incontro dibattito voluto soprattutto per ricordare l’opera instancabile di un grande mediatore della politica nonché figlio della nostra amata terra. Hanno preso parte all’incontro il primo cittadino Franco Metta, l’ex eurodeputato Salvatore Tatarella (fratello del compianto), Angela Filipponio Tatarella, moglie di Pinuccio, e Rosario Mastroserio. L’onere di moderatore del dibattito è andato al giornalista Natale Labia. ■ ! ■ ● Nella foto il prospetto della velostazione Bari Centrale ■

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P AGINA 8– GENNAIO / APRILE ’16 D ALLA P UGLIA /B ARI La Gazzetta della Puglia Il 15 giugno si vota in 59 comuni della Puglia per rinnovare le amministrazioni locali Dopo il referendum di nuovo alle urne ● DELL’AUTORE liste civiche. Al momento in cui scriviamo, in tutti i comuni in cui si vota i partiti politici, gli schieramenti e i movimenti civici hanno ormai individuato i candidati sindaci e composto le relative liste. In molti di essi il Pd è alla testa di grandi coalizioni, sul modello vincente del “governatore” della Puglia, Michele Emiliano. Da segnalare due casi degni di nota, registrati a Brindisi e a Fasano. Nel capoluogo brindisino l'Unione degli studenti di Brindisi ha presentato una lista con un proprio candidato sindaco. Il presidente dell’Uds, Gianmarco Palumbo, liceale del classico 'Marzolla' della città, in una nota ha fatto sapere che il loro scopo non è prettamente politico. Mira soltanto a dare rappresentanza, in consiglio comunale, ai ragazzi delle scuole di Brindisi. Quello che è successo a Fasano, città di Nicola Latorre, è invece sceglie il Pd ha accettato tra i tesserati il sindaco e 22 tra assessori e consiglieri tutti eletti nel centrodestra. È vero che le amministrative riservano sempre colpi di scena. Intanto Fi, in Puglia, ha già schierato l’esercito dei “Difensori del voto”. Di che si tratta? Di militan-ti del partito che avranno due compiti: “evitare brogli durante lo spoglio” delle schede elettorali e, nello stesso tempo, “fare proselitismo sezione per sezione”. Berlusconi li ha definiti, con enfasi, i «difensori della libertà e della democrazia». Il 23 aprile, a Bari, vi è stato un incontro dei difensori del voto, presente il responsabile nazionale, Fulvio Martusciello e il coordinatore di Fi in Puglia, Luigi Vitali. «Martusciello ha precisato che si parte dalla Puglia con un “esercito di 12mila difensori” già attivi dalle amministrative di giugno, “ma immaginiamo di completare questa struttura di 200mila difensori del DALLA PUGLIa – In Puglia si vota, alle amministrative del 15 giugno, in 59 comuni su 258 (22,9 per cento). Il turno di ballottaggio è previsto per il 19 giugno. Si voterà in diciassette comuni con popolazione legale superiore alla soglia dei 15mila abitanti (28,8), per i quali viene applicato il sistema elettorale maggioritario a doppio turno. I comuni con popolazione uguale o al di sotto di 15mila abitanti sono 42 (71,2). Brindisi è l’unico capoluogo di provincia in cui si vota, e per motivi diversi dalla scadenza naturale del mandato. Il sindaco uscente, Mimmo Gonzales, eletto nel Pd, è stato arrestato per corruzione. Ha dovuto lasciare la carica insieme a tutti i consiglieri comunali. Oltre a Brindisi, gli altri comuni pugliesi più grossi interessati alla competizione: Adelfia, Fasano, Gallipoli, Ginosa, Gioia del Colle, Grottaglie, Laterza, Massafra, Nardò, Noicattaro, Palo del Colle, Ruvo di Puglia, San Giorgio Ionico, San Giovanni Rotondo, Torremaggiore, Triggiano. Sul totale dei comuni pugliesi che vanno al voto, sono otto quelli in situazione di “amministrazione straordinaria”. Gli altri rinnovano gli organi per scadenza naturale. Nei comuni inferiore ai 15mila abitanti pullulano le voto entro la fine dell’anno” perché “ci prepariamo alle elezioni politiche del 2017”, anno in cui "prevediamo la possibilità di andare al voto» (Ansa). Nel frattempo non si sono ancora spente le tensioni tra il premier, Matteo Renzo, e il “governatore” della Puglia, Michele Emiliano. Per quest’ultimo, l’esito del referendum è un successo. Non si tratta di una questione di quorum raggiunto o no. La Puglia è stata la seconda regione, dopo la Basilicata, per partecipazione. Il governo deve tener conto dei milioni di italiani che hanno una idea delle politiche energetiche completamente diversa dalla sua. Emiliano, più volte indicato come capofila nella lotta alle trivelle, ha perso la sfida contro Renzi ma fatica ad ammetterlo. Ancora non si vedono segnali di distensione. La lotta per la leadership nel partito, che il “governatore” nega ci sia, continua. Chi la vincerà? genuinamente politico. Si tratta di questo: Loredana Legrottaglie (componente della segreteria regionale del Pd e responsabile del settore Comunicazione) ha as sunto il ruolo di coordinatrice delle liste civiche che sfideranno i democratici alle amministrative. Il Pd ha rifiutato le primarie perché all’interno delle liste che sostengono uno dei candidati figurano persone che provengono dal centrodestra. La cosa appare alquanto strana, visto che a Bi- ■ ● Nelle foto: a sx del titolo il logo del comune di Brindisi a dx del titolo il logo del comune di Fasano a centro pagina una delle operazioni preliminari: la obliterazione delle schede elettorali IN RISPOSTA RISPOSTA AD A POLLONIO La nuova promessa di Matteo Renzi (nella foto) da presidente del Consiglio dei Ministri Emiliano sui fenomeni mafiosi BARI – Il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano di recente (il 29 marzo), ha risposto, all’appello dello scrittore Andrea Apollonio, autore del libro sulla “Storia della Sacra Corona Unita”. Testualmente: «Caro Andrea – ha detto Emiliano – aspettavo da anni che uno studioso dei fenomeni mafiosi decidesse di lanciare una campagna di studi attinenti le mafie pugliesi. Adopero questo termine al plurale proprio perché i fenomeni di criminalità organizzata della nostra regione non possono essere facilmente omologati sotto un’unica denominazione, come ebbi modo di precisare in un mio studio del 1996, pubblicato sui Quaderni del CSM, con il titolo di Rassegna di documenti processuali sulle mafie pugliesi. Ho visto con piacere questo mio lavoro nella bibliografia del suo libro e dunque, adesso che abbiamo l’occasione di realizzare il nostro comune intendimento, non abbiamo che da cominciare il lavoro. In questo senso potremmo dar vita all’interno delle attività della sezione Sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni ed antimafia sociale della Regione, ad un ufficio studi che cominci a raccogliere e ordinare la grande quantità di materiale e documentazione attualmente disponibile al fine di renderla fruibile per gli studiosi. Da ciò potrebbero nascere altre iniziative con l’aiuto della comunità scientifica, delle tante associazioni antimafia esistenti nel nostro territorio. La ringrazio della sua idea e mi consideri a sua completa disposizione». ■ Arriva «Masterplan» per il Sud ● DI P. FILOMENO DALLA PRIMA PAGINA ■ (...) Chiuso il capitolo del referendum, ritorniamo invece a guardare la nuda e cruda realtà che ci sta intorno. Secondo l’ultimo sondaggio dell’Istituto Eumetra Monterosa, solo un italiano su dieci è ottimista sul futuro. Una lamentela generale. Insomma, si stava meglio quando si stava peggio. Tradotto: era centomila volte meglio Berlusconi di Renzi, sotto tutti i punti di vista. Il primo, è vero, vendeva sogni faraonici, ma il secondo vende addirittura pentole. A lamentarsi non è soltanto l’elettorato di centro-destra, cosa del resto ovvia, ma anche – se non soprattutto – quello di centro-sinistra. Balzana, inoltre, è l’idea di fondare il Partito della nazione: una delle ultime fumisterie del politichese di sempre. Si tratterebbe di far rinascere la vecchia Democrazia cristiana sotto mentite spoglie. Senza però l’ancoraggio etico-culturale della Dc di De Gasperi. Una sorta di partito più di affari che di governo. Non a caso Renzi guarda più a Berlu- sconi che a Prodi. Fenomeno che è stato definito “destrinismo”. Il vero guaio è che gli altri leader politici non sono in grado di mettere in piedi un’alternativa a Renzi. Non ne hanno la statura e il consenso sufficiente. Non lo è Salvini, non lo è Forza Italia e non lo sono neanche i pentastellati (in particolare ora, che sono rimasti senza la testa pensante: Gianroberto Casaleggio). Intanto nel Sud del Paese le cose vanno di male in peggio. Secondo l’ultimo report dell’Istat (“Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”), il Pil pro capite del Sud è doppiato da quello del Nord. La solita Italia che viaggia a due velocità. Spaccata in due. Il rapporto tiene conto di indicatori statistici che vanno dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, alle condizioni economiche delle famiglie, alla finanza pubblica, all’ambiente, all’istruzione e formazione. Riguardo a quest’ultima voce, per esempio, i dati sono più che allarmanti: la quota di adulti meridionali poco istruiti sfiora il 50 per cento. La Puglia è al 53,1: quartultima in graduatoria. Sulla grave situazione, così ha commentato il senatore salentino Dario Stefàno: «Sono stati rarissimi gli interventi concreti e strutturali che i vari governi centrali hanno attuato per risolvere un evidente squilibrio tra le due aree del Paese» (“Nuovo Quotidiano di Puglia”, 8 aprile 2016, p. 5). Molti invece le promesse e i proclami. Anzi, il parolaio fiorentino che guida lo Stivale si è beato di una nuova formula linguistica: Masterplan per il Sud. Fumo, chiacchiere, prese in giro. Non solo in italiano, ora anche in inglese. Ma – di là dei numeri – il Sud è solo buio, disperazione, rassegnazione? Naturalmente, no. Ci sono anche isole felici, realtà di eccellenza. Come c’è anche chi le narra e le porta come esempio. Uno di questi è l’economista Federico Pirro con i suoi interventi, puntuali e precisi, sui mass-media. Senza dimenticare Lino Patruno, saggista e già direttore de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, che così ha intitolato il suo ultimo libro: “Il meglio Sud. Attraversare il deserto e superare il divario” (Rubbettino editore). In cui evidenzia almeno cento iniziative meridionali positive nel campo economico, sociale e culturale. Come si vede, una speranza c’è. Bisogna ripar■ tire da qui.

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La Gazzetta della Puglia D ALLA P UGLIA /B ARI GENNAIO / APRILE ’16 – P AGINA 9 Secondo gli ultimi dai del Ministero dei Beni Culturali e Turismo Turismo al Sud, la Puglia è in continua crescita ● DI CONCETTA QUARANTA DALLA Puglia – Il turismo è definito come sistema in quanto costituito da un insieme di attività, di servizi e di beni che interessano non solo il viaggio dal luogo di origine alla località di destinazione, ma anche il soggiorno, ossia il periodo di permanenza e di villeggiatura. L’attività turistica risulta, pertanto, profondamente interconnessa con il sistema territoriale di riferimento ed è legata sinergicamente con gli altri comparti economici. La creazione di un’offerta turistica di qualità è un impegno al quale gli operatori pubblici e privati del settore non possono sottrarsi. Solo così si può vincere la competitività degli altri Paesi. Continua a crescere il turismo in Puglia, in tutti i suoi segmenti. Dal turismo religioso al turismo culturale, dal turismo rurale a quello enogastronomico, dal turismo balneare a quello degli eventi organizzati in diverse zone del territorio pugliese. Nel 2015, secondo l’Unioncamere, il settore turistico-culturale ha fatto la parte del leone. Un incremento significativo confermato dai dati diffusi dal ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, secondo cui Castel del Monte (il maniero - nella foto - rappresenta uno dei massimi esempi esistenti di architettura militare. Fatto edificare nel Duecento da Federico II di Svevia, è ancora ottimamente conservato), risulta il sito più scelto con un numero di visitatori che complessivamente è cresciuto del 5% rispetto al 2014. Seguono Arrivano in Puglia le reliquie di Santa Rita da Cascia nella classifica: • Castello Svevo di Bari; • Museo Archeologico Nazionale di Taranto; • Zona Archeologica di Egnazia nel comune di Fasano (Brindisi). Complessivamente nei luoghi della cultura pugliese si è registrato, nel 2015, un aumento di visitatori di 23.367 unità su un totale di 579.797 ingressi con un incremento di introiti pari al 44% in più rispetto all’anno precedente, la cui somma in positivo risulta di euro 362.590, su un totale di euro 1.184.119. Numeri importanti che si sono registrati anche negli altri segmenti turistici e, al contempo, sottolineano l’importanza dell’attività organizzativa della regione Puglia, che è cresciuta, indubbiamente, grazie allo sforzo e l’impegno profuso dalla pubblica amministrazione, regionale e locale, dai buoni servizi resi ai turisti e ai visitatori individuali o di gruppo, ma in modo particolare alla diligente attività degli operatori turistici pugliesi. Parecchio si è fatto, ma molto resta da fare per sfruttare al meglio il binomio cultura-turismo. Ai giorni nostri il turismo è indubbiamente un’attività fonte di affari nella quale l’investimento di capitali finalizzato ad un ritorno economico positivo, ha lo scopo di creare tutte quelle strutture e quei servizi che formano oggetto della domanda turistica. In tale contesto non bisogna però dimenticare che turismo vuol soprattutto dire trasporti, attrezzature ricettive e servizi complementari efficienti (non improvvisati). Turismo vuol dire anche imprese di intermediazione turistica (agenzia di viaggio e tour operator). Al giorno d’oggi risulta strategico ragionare in un’ottica di sistema, superando gli individualismi di una economia poco efficiente e di certo produttiva in un mondo globalizzato. GIOVINAZZO – Le reliquie di Santa Rita da Cascia arriveranno alle 18 di lunedì 2 maggio e rimarranno nella concattedrale sino al 10 maggio, giorno in cui il vescovo Domenico Cornacchia concluderà l’evento con una celebrazione solenne. L’arrivo delle reliquie cade in un periodo molto denso di significato e di preghiera per i fedeli. A questo proposito va ricordato che il 22 maggio è il giorno dell’anniversario della morte della monaca agostiniana divenuta santa il 22 maggio del 1900, ben 443 anni dopo la sua dipartita. In molti comuni del barese questa ricorrenza è sentita e nel contempo anche celebrata. Precisamente: a Bari, Barletta, Molfetta, Noicattaro, Locorotondo e Conversano, ogni 22 maggio si rinnova il rito della benedizione delle rose seguita da celebrazione liturgica, processione e, in diverse città, addirittura con fuochi pirotecnici. La comunità di Conversano, soprattutto, è legata a doppio filo con la santa: la diocesi, retta all’epoca da mons. Casimiro Gennari, ebbe il merito di aprire l’inchiesta che poi ha portato al riconoscimento del miracolo per la famosa guarigione del sarto Cosimo Pellegrini, avvenuta appunto a Conversano nel 1877. ■ ■ ED INSIEME- DI FRANCESCO NERI La diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi ha un nuovo pastore «LE STIGMATE E LA MISERICORDIA» Nell’anno del Giubileo della Misericordia voluto da papa Francesco, nel 23° anniversario della scomparsa del vescovo don Tonino Bello, terziario francescano, risulta contestualizzato e utile alla scoperta della sua componente francescana questo libro di padre Francesco Neri, cappuccino. Nel primo capitolo sono ricostruiti i rapporti fra don Tonino e il mondo francescano. Nel secondo viene messa in evidenza la presenza di san Francesco nella spiritualità di mons. Bello. Il terzo capitolo illumina il mistero della Pasqua come luogo nel quale si rivela il mistero dell’Amore trinitario, con una particolare attenzione per la personale esperienza di sofferenza vissuta e testimoniata da don Tonino. Il quarto capitolo declina la spiritualità francescana interpretata da don Tonino: l’arte di costruire relazioni fraterne nella Chiesa e nel mondo attraverso l’impegno della cittadinanza e il dialogo, la tutela del creato, l’amore intenso a Maria Santissima. L’epilogo sottolinea alcune singolari convergenze tra lo stile del vescovo di Molfetta e quello dell’attuale vescovo di Roma, Papa Francesco, il quale sembra riproporre e universalizzare in modo sorprendente la lezione profetica di Antonio Bello. Completano il volume alcuni interventi di don Tonino, per lo più inediti, rivolti al mondo francescano, accompagnati da due preziosi autografi. Auguri monsignor Domenico Cornacchia ● DI AGOSTINO PICICCO MOLFETTA – La diocesi di Molfetta-Ruvo-GiovinazzoTerlizzi non è più orfana di padre – ha detto l’amministratore diocesano mons. Ignazio de Gioia – nel comunicare al clero riunito presso il seminario vescovile il nome del vescovo di Molfetta, alle ore 12 del 15 gennaio scorso, ora in cui è venuto meno il segreto pontificio. Il nuovo pastore della chiesa locale è mons. Domenico Cornacchia vescovo della diocesi di Lucera-Troia. Nato ad Altamura il 13 febbraio 1950, il nuovo vescovo, che sta per compiere 66 anni, ben conosce la diocesi di Molfetta, essendo stato studente, docente e padre spirituale presso il seminario regionale per lunghi anni, prima di essere nominato da papa Benedetto XVI vescovo di Lucera nel 2007. Interrompendo una consuetudine consolidata, il nuovo vescovo non è “di prima nomina”, come suol dirsi, ma, vescovo per otto anni della chiesa di LuceraTroia, porta con sé un’esperienza pastorale che sarà utile nel guidare la nostra chiesa locale colpita nei la luce del Vangelo. Maestro della fede e padre, soprattutto padre. Non gestore di beni, funzionario, uomo di potere, direttore di risorse umane ma padre buono, generoso, umile. Promotore di bene, provocatore di nuovi entusiasmi nelle parrocchie, attento alla vita civile, rispettoso verso le istituzioni, padre per i sacerdoti, animatore del laicato, sollecito verso le situazioni di povertà materiale e spirituale, vicino ai giovani, ai disoccupati, ai malati, a coloro che per studio o lavoro vivono fuori dalla diocesi, agli emarginati, a coloro che purtroppo non attendono più nulla dalla vita e ne hanno smarrito il senso. È questo l’augurio che dalle pagine de La Gazzetta della Puglia rivolgiamo a mons. Cornacchia. Anche la stampa sarà attenta a cogliere bagliori di novità, fremiti di entusiasmo, nuove tappe di cammino, e a dare il suo supporto per compiere insieme un tratto di strada in spirito di collaborazione e di amicizia. A. P. mesi scorsi dalla improvvisa scomparsa di mons. Luigi Martella e del suo vicario mons. Domenico Amato. L’attenzione del pastore, il suo affetto, la sua benevolenza sono attese dai credenti delle nostre città, dalle istituzioni, dai cosiddetti “lontani” che continuano a considerare la chiesa una certezza dal punto di vista del pensiero sul mondo contemporaneo oltre che dispensatrice di bontà, di comprensione, di misericordia. In una diocesi piccola la presenza del vescovo è sentita dalla comunità ed è desiderata e accolta anche nella sua fisicità, nella presenza tangibile, nel contatto diretto, nel rapporto personale col pastore. La collaborazione che gli verrà offerta da sacerdoti e laici impegnati, motivati e disinteressati, permetterà al vescovo di comprendere i problemi delle città, di cercare soluzioni migliori per tutti, di amare le persone, facendo sperimentare disponibilità e cordialità al popolo di Dio a lui affidato. Così la gente sarà felice di accoglierlo, di considerarlo guida e pastore, consolatore di tristezze ma anche indicatore di mete e di orizzonti, interprete della realtà. E ciò soprattutto al- ■

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CRAC DEL COMUNE P AGINA 10 – GENNAIO / APRILE ’16 D ALLA P UGLIA / S ALENTO Il 25 giugno si terrà la quinta kermesse giusta legge regionale del 2008 La Gazzetta della Puglia DALLA PUGLIA – L’enogastronomia pugliese si snoda in un esemplare equilibrio tra il mare e la campagna, esattamente come il territorio in un’armonia di profumi e di sapori che poche altre regioni sanno coniugare. Dopo il successo delle prime quattro edizioni, torna, “Masserie sotto le Stelle”, l’evento in cui è protagonista la Puglia rurale. La legge regionale n. 2 del 26 febbraio 2008, ha istituito e riconosciuto le Masserie Didattiche, raggruppate in una rete che oggi conta 172 strutture, numero destinato ad aumentare. Il 25 giugno, dalle ore 18.00 in poi, le “Masserie Didattiche di Puglia” riapriranno le loro porte e offriranno la possibilità di trascorrere una serata all’insegna dell’ospitalità tipica, nella migliore tradizione rurale regionale. Per una notte, l’attività contadina prenderà vita al chiarore delle stelle. Si potranno riscoprire i valori e le tradizioni del mondo rurale attraverso laboratori e percorsi didattici. Dal tramonto in poi, in contemporanea, le “Masserie Didattiche” che aderiranno all’iniziativa saranno dunque animate da attività ed eventi, per una serata tutta da vivere all’insegna del fascino dei luoghi, delle tradizioni, e della bontà dei sapori pugliesi. Le “Masserie Didattiche” sono aziende agricole o agrituristiche, spesso ubicate nelle costruzioni tipiche dell’architettura rurale pugliese, alcune delle quali risalenti al 1700, altre ancora ville di campagna sorte a cavallo tra XIX e XX secolo, o aziende agricole con annessi vigneti o uliveti. Tutte accomunate dalla presenza dell’imprenditore agricolo, figura chiave della storia economica e sociale della Puglia, custode di un patrimonio di conoscenze e tradizioni agroalimentari. Così questi custodi si trasformano per l’occasione in una sorta di tutor didattico e svelano ai visitatori tutti i passaggi della filiera produttiva: dal seme al pane, dall’ape al miele, dall’uovo alla gallina, “Masserie sotto le stelle” tradizione rurale pugliese Il simbolo dell’università di Crispiano DALLA PUGLIA – L’Università del Tempo libero e del Sapere e il settimanale on-line, sono opere realizzati a Crispiano da Michele Annese. Personaggio a cui si devono tantissime altre iniziative che hanno avuto risonanza anche al di fuori della città delle cento masserie: i libri diffusi nei condominii, gli incontri con gli autori (Alberto Bevilacqua...), le presentazioni di libri (“Puglia, il tuo cuore” di Giuseppe Giacovazzo...); le manifestazioni nelle strutture rurali (Monti del Duca, Pizzica, Pilano...) per farne conoscere l’attività e ammirare l’aspetto architettotico. Oltre al grande impulso dato da lui alla biblioteca “Carlo Natale”, con sede in via Roma 7, vicino alla chiesa della Madonna della Neve e al municipio. Annese è instancabile e lavora con molta competenza, avvalendosi di un gruppo di collaboratori di notevole valore e volontà. Tutto per il forte legame che con il suo territorio. dal maiale ai suoi derivati. Alla tradizionale attività produttiva le “Masserie Didattiche” affiancano attività di accoglienza didattico-formative. In tale contesto gli ospiti assistono alla mungitura e alla preparazione del formaggio, ad esempio, assaggiano la bontà della ricotta appena preparata, possono cimentarsi adulti e bambini con acqua e farina per impastare il pane e le focacce pugliesi, vanno a cavallo, preparano marmellate e sottoli, ed imparano a riconoscere le straordinarie erbe aromatiche e le piante officinali della macchia mediterranea. Tutti momenti che trasmettono gesti e rituali di grande tradizione. La kermesse pugliese si trasforma così in un tempio dell’educazione alimentare della biodiversità e del recupero della cultura rurale. Il valore del ruolo pedagogico dell’agricoltura si può trasforma- re in propulsore di quel turismo lento, destagionalizzato ed ecosostenibile a cui dovrebbe tendere, là dove è possibile, le regioni meridionali. Le aziende agricole pugliesi hanno saputo cogliere e sapientemente valorizzare le peculiarità della cultura rurale, ampliando con profitto la loro offerta. Le splendide dimore che caratterizzano l’architettura del territorio sono divenute vere e proprie residenze per gli amanti della natura, facendo così gustare da vicino prodotti che rendono speciale la “tavola” regionale. Per non parlare dei famosi trulli che sapientemente sono stati quasi tutti ristrutturati divenendo soprattutto per chi vive nelle metropoli come Milano il “toccasana” per le ferie. Realtà questa che ha contribuito anch’essa non poco all’incremento dell’economia locale. Così la Puglia, in questi anni, ha fatto passi da gigante, ma per fare un nuovo salto di qualità tutta la regione avrebbe bisogno di un periodo di apertura delle strutture alberghiere più ampio, creando così un centro propulsivo per lanciare la scommessa ad altre e più gettonate destinazioni nazionali ed internazionali. In buona sostanza, le strutture alberghiere devono incentivarsi per coprire i mesi cosiddetti morti (quegli invernali). Ciò servirebbe in modo particolare a creare nuovi posti di lavoro di maggiore durata e a dare maggiore impulso sempre all’economia locale. E infine, per saperne di più circa l’annunciata quinta edizione della kermesse rurale è possibile consultare il sito internet cliccando: www.masseriesottolestelle.com GAETANO CARPENTIERI ■ DA FEDERLEGNO Dal sodalizio internazionale con sede in Gioia del Colle Settore legno-arredo in ripresa D ALLA P UGLIA – Buone nuove dal settore mobile e legno-arredo. Segna una crescita soprattutto nelle esportazioni di un più 10 per cento. Infatti, l’export del settore del mobile in Puglia riprende a crescere dopo una lunghissima crisi. Con un valore delle esportazioni 2015 in aumento del 10,1 per cento rispetto al 2014, supera il dato nazionale (la cui crescita si ferma a 6,5 per cento) e quello delle principali regioni italiane dove si concentrano i più importanti poli produttivi, come le Marche (+9,4 per cento), la Lombardia (+8,5 per cento) e il Veneto (+5,6 per cento). In termini assoluti si tratta di oltre 391 milioni di euro, in pratica il 4,2 per cento dell’intera esportazione del settore nazionale. È quanto è emerso il 31 marzo nel corso della giornata di presentazione della mappatura del settore legno-arredo in Puglia voluta dalla Regione Puglia e realizzata in collaborazione con FederlegnoArredo, la principale associazione di categoria. Offerte di lavoro per i pugliesi nel Mondo (di cui meglio indicata appresso). Intanto, prosegue la 7ª edizione del premio internazionale “Pugliesi nel Mondo” - Città di Castellana Grotte. Iniziativa voluta e promossa sempre dal sodalizio prima citato. Confermata la data della cerimonia ufficiale: sabato 25 giugno e sarà ospitata nel teatro “Socrate” della città promotrice barese. La manifestazione sarà condotta dai conosciuti e amati giornalisti pugliesi nonché soci onorari – lo ripetiamo – dell’associazione internazionale “Pugliesi nel Mondo”: l’affascinante Monica Setta, nativa della città di Brindisi e Attilio Romita, caporedattore Rai Puglia, nativo del capoluogo pugliese. Ben 14 illustri corregionali, scelti per categorie, da una competente commissione istituzionale, hanno già accettato e assicurato la loro partecipazione alla cerimonia di premiazione; alcuni di essi arriveranno anche da Paesi lontani, con una maggiore presenza dal Nord e Sud America. La Puglia con le sue istituzioni, certamente non si farà sfuggire questo importante evento contraddistinto appunto dalla partecipazione di prestigiosi corregionali del mondo imprenditoriale, artistico e culturale, istituzionale e scientifico. E che grazie a questa iniziativa e al costante impegno saranno ospiti nella bella Puglia. Ma la direzione del Premio – ci ha tenuto a precisare – che simili opportunità servono anche a tutte quelle aziende e imprese di ogni genere, interessate a farsi conoscere soprattutto fuori dalla regione Puglia. Ovviamente disponibili nel contribuire alla buona riuscita dell’evento quali partner della manifestazione. Stesso invito viene rivolto anche ad artisti (cantanti e comici pugliesi) interessati a farsi conoscere, ed essere così di supporto accanto all’organizzazione. Un’ultima informazione: il vincitore del bando indetto per la creazione del simbolo intitolato al Premio è risultato il molfettese Pasquale De Nichilo. Una scelta difficile fra i tanti partecipanti addirittura del Messico e dell’Argentina che si sono tutti prodigati con la creazione di opere veramente degne di attenzione. Cioè: bellissime come quella prescelta. A cui – la commissione esaminatrice – ha voluto dire: «... grazie, non dimenticheremo il vostro impegno». Arrivederci quindi a sabato 25 giugno in quel di Castellana Grotte. Per ulteriori contatti: associazione internazionale “Pugliesi nel Mondo” via Carlo Sforza, 2/D 70023 Gioia del Colle (BA) Sede legale: via Paolo Cassano, 332 70023 Gioia del Colle (BA) Tel/Fax: +39 080 3433383 Cell: +39 349 8836622 Email: info@puglianelmondo.com ■ DALLA PUGLIA – Come ben sanno chi segue gli eventi del sodalizio che rappresenta i pugliesi in forma internazionale nel febbraio scorso è stato ufficializzata la nascita di un servizio gratuito a favore di tutti i corregionali nati o aventi origini pugliesi, che vivono sia in Puglia che in altre regioni e Paesi del mondo. Un servizio ad hoc per le aziende e imprese di ogni genere, esercizi commerciali, cooperative e consorzi pugliesi e no, interessati ad assumere corregionali di ambo i sessi, sia in Italia che all’estero. In merito – informa la direzione – sono già pervenute le prime richieste e grazie alla costituenda banca dati alcuni corregionali sono stati messi in contatto con gli inserzionisti per una eventuale assunzione. Attualmente si ricerca personale per le seguenti mansioni: a) Azienda pugliese, sita nella provincia della Bat “ricerca personale qualificato per la produzione di pane e pasticceria, prevista assunzione immediata per due operatori ambosessi”; b) Azienda italiana leader nel suo settore, “cerca addetto commerciale alle vendite ns. produzione forni da pizzeria professionali introdotto settore CHR in Francia, preferibilmente residente zona Lione”. Gli interessati con le caratteristiche professionali tichieste possono contattare il seguente indirizzo email: info@puglianelmondo.com, per maggiori e più dettagliate informazioni. Naturalmente, è un servizio in esclusiva per i soci ordinari dell’associazione ● Nella foto: il teatro “Socrate” di Castellana Grotte che ospiterà la 7ª edizione del premio int.le “Pugliesi nel Mondo”

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La Gazzetta della Puglia D ALLA P UGLIA /S ALENTO GENNAIO / APRILE ’16 – P AGINA 11 Uno degli alberi a cui era stato notificato il provvedimento di abbattimento si è rigenerato PER LA NASA La cura Scortichini salva gli ulivi dalla xylella BRINDISI – C’è grande entusiasmo – e non poteva essere altrimenti – dopo l’ufficializzazione dei risultati della cura Scortichini su 110 alberi risultati positivi alla xylella. Il simbolo di questa notizia che possiamo definire come una vittoria, è un albero condannato a morte, in quanto positivo al batterio. Invero, ora l’albero sta bene, germoglia e addirittura produce frutto. La data dell’esecuzione – come si suol dire – era stata fissata per il 14 aprile 2015, con provvedimento di estirpazione e distruzione dell’albero stesso. Ma la mobilitazione del “popolo degli ulivi” è riuscito a fermare le motoseghe e a salvare quell’ulivo, insieme ad altri esemplari che condividevano con lui la stessa sentenza di morte. L’albero sfuggito al boia si trova a Veglie e per lui si è tentata la cura guidata dal batteriologo Marco Scortichini, del Crea (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) di Caserta, istituto pubblico che opera sotto la vigilanza del ministero per le Politiche agricole. Un anno addietro non veniva dato molto credito a questa cura sperimentale, chiamata endoterapia. Tant’è che nell’ambito del vertice tenutosi in prefettura a Lecce il 20 luglio dell’anno scorso, a cui erano presenti anche il ministro Maurizio Martina ed il commissario europeo Andriukaitis, a Scortichini non venne nemmeno data la possibilità di parlare e spiegare la sua cura. Le sperimentazioni del Crea, parallelamente ad altre (come quelle dell’università statali di Foggia e della Basilicata), sono comunque andate avanti. Gli unici a non credere alla possibilità di salvare gli ulivi sono stati il governo e i ricercatori del Cnr Bari, Iam e Ufficio fitosanitario regionale. I risultati dell’endoterapia si sono visti già dopo alcune settimane, ma occorreva prudenza prima di poter affermare che ci fosse una vera cura. Il ricercatore parlò già verso la fine dello scorso anno di risultati incoraggianti. L’endoterapia consiste in una leggera e mirata potatura unita alla somministrazione di un prodotto brevettato in Israele a base di zinco, rame e acido citrico, utilizzabile anche in agricoltura biologica. Questo prodotto è stato somministrato a ben 110 alberi Ilaria Greco curerà i lanci spaziali DALLA PUGLIA – La ricercatrice che dovrà occuparsi della piattaforma d’informatica che gestisce i lanci aerospaziali è di Francavilla Fontana (BR). Stiamo parlando di Ilaria Greco, la giovane dottoressa che la Nasa ha fortemente voluto nel gruppo di gestione dei nuovissimi applicativi MG-0x31, per gestire appunto la piattaforma di lancio dei satelliti nello spazio. Per la Nasa, la scelta di Ilaria non è stata casuale. Dopo una lunga fase concorsuale, a cui hanno preso parte in 20.000 provenienti da tutto il mondo, l’azienda americana ha scelto chi ha superato il difficilissimo iter selettivo riportando il massimo punteggio di 999 su 1000 in totale. Appassionata di astronomia Ilaria Greco da sempre è impegnata nello sviluppo scientifico, riuscendo così giovanissima a realizzare il suo sogno quasi irrangiugibile: entrare a far parte della Nasa. Adesso si trasferirà negli Usa con, tra l’altro, un interessante emolumento iniziale di 85.000 dollari. Auguri dottoressa Ilaria e buon lavoro nello stato del Nevada da cui coordinerà la piattaforma per il decollo dei satelliti aerospaziali. d’ulivo compresi nei territori dei comuni di Veglie, Galatina e Galatone, tutti colpiti da CoDiRO. L’11 aprile il Nuovo Quotidiano di Puglia ha reso noto il progresso della terapia e gli ottimi risultati conseguiti. Però prima di affermare con certezza di avere la cura contro il CoDiRO occorrerà aspettare almeno un altro anno. Intanto tutti gli alberi sottoposti a trattamento hanno dimostrato chiari segni di miglioramento, di riduzione degli effetti del disseccamento e di ripresa vegetativa e produttiva. Nessun albero è peggiorato. Il Nuovo Quotidiano di Puglia ha pubblicato co- me esempio proprio l’albero salvato in extremis dall’abbattimento, con due foto affiancate: una scattata all’inizio del trattamento (maggio 2015), l’altra ripresa 10 mesi dopo (marzo 2016). E le differenze sono evidenti. C’è più di una speranza concreata per salvare gli ulivi del Salento dal disseccamento e dagli abbattimenti. Mentre la sostituzione degli attuali uliveti con le cultivar che si presumono essere più resistenti alla xylella o al CoDiRO sembrano più funzionali al passaggio ad un’olivicoltura intensiva e superintensiva, che non ad un rimedio contro il batterio o contro il CoDiRO. Ma la scelta di un modello di sviluppo purtroppo è una scelta politica. Ora si pone il problema dei costi necessari per effettuare il trattamento endoterapico sugli alberi. Ma se i fondi per gli abbattimenti, per l’Arif, per i consorzi di bonifica sono saltati fuori, magari il governo potrebbe riuscire a sostenere gli olivicoltori che decideranno di applicare la cura Scortichini. Scelte politiche! ■ ● Nelle foto (al centro): il bell’esemplare del Gigante di Felline accanto al titolo: l’esperto della xjlella dott. Antonio Bruno ■ L’incremento previsto è per gli aeroporti soprattutto del Salento In arrivo nuove tratte aeree DALLA PUGLIA – Il Salento cresce e continua ad essere apprezzato sia dalla gente comune che dai vip, che cominciano a visitare la penisola salentina in questo caldo periodo primaverile. Le prenotazionipresso gli agriturismi durante i week end sono in continua crescita e nel week end pasquale si sono raggiunti picchi di presenze molto alti. Una terra che cresce non può non creare dei servizi adeguati e al proposito, è arrivata una buona notizia per tutti i salentini. Una notizia che rende contenti sia chi è impegnato nel campo del turismo, sia chi è semplicemente amante dei viaggi. Si tratta di un aumento dei collegamenti negli aeroporti. Intanto, l’aumento dei passeggeri fatto registrare sia nell’aeroporto di Bari-Palese che in quello del Salento di Brindisi ( nella foto ) è già un segnale molto positivo. A Bari per esempio si è registrato un +8,1 per cento di passeggeri rispetto al primo trimestre del 2015, mentre nell’aeroporto del Salento si è registrato un +3,5 per cento di passeggeri. Le mete più ambite sono state quelle estere: Charleroi, Berlino, Bucarest, Zurigo, Dusseldorf, Basilea, Timisoara. In grande crescita anche il IL CORSIVETTO DELLA VIGNETTA Il trivellatore ■ DALLA PRIMA (...) Come la migliore letteratura disegnata, con le sue linee essenziali e sintetiche, sa fare. Alla pari, se non meglio, di un editoriale o articolo di fondo. Un Renzi trivellatore, che domina la scena sorridendo, e un Emiliano, con la faccia dolorante, bucherellato dal martello pneumatico. I zampilli di petrolio, oltre all’effetto metaforico, attenuano la ferocia del gesto. Da rottamatore a trivellatore: un progresso o un regresso? Una guerra, quella tra Renzi ed Emiliano, proclamata da tempo. La posta in gioco è alta: la leadership nazionale del Partito democratico. La prima battaglia, per ora, è stata vinta da Renzi. Nel frattempo le truppe contrapposte si stanno schierando in vista della seconda: quella delle elezioni comunali, che si terranno all’inizio di giugno. E, dopo, se ne profila una terza: il referendum costituzionale, previsto nel prossimo autunno. Le trivelle continueranno quindi a lavorare con rumore assordante. Alla fine, sarà sempre Renzi il trivellatore? Staremo a vedere. Renzi, sì, è più giovane di Emiliano. Ma Emiliano, che non è poi un Matusalemme, è più forte: gode del consenso popolare, che il primo non ha. O, almeno, non ha mai dimostrato di avere, visto che fa il premier per volontà dell’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, e non perché eletto dagli italiani. La sua biografia (scritta da lui stesso o da lui dettata), sul sito del governo (http://www.governo.it/governo/renzi-matteo/presidente-delconsiglio/matteo-renzi), è tutta una cavalcata veloce di egolatria: primo nel gruppo degli scout, studente brillante, manager nell’azienda di famiglia, eccellente sindaco di Firenze e altrettanto eccellente Presidente della Provincia di Firenze, condottiero senza macchia e senza paura nelle primarie del centro-sinistra e grande “rottamatore” della vecchia classe politica. Infine, «Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, il più giovane dall’Unità d’Italia». Boom! Un auto-monumento. Renzi, però, stia attento. Emiliano, come è successo anche ad altri, è stato più volte illuso e deluso da lui. Alla lunga l’arma del tradimento non paga. Rammenti che, chi tradisce, prima o poi sarà tradito. O, comunque, finirà male. È l’inesorabile destino dei Giuda. Per ora, come dicono a Roma, “je va l’acqua pe’ l’orto”: cioè tutte le situazioni gli sono favorevoli. Ma arriverà il momento brutto anche per lui. La storia non ammette variabili: pure Renzi sarà cornuto e mazziato. Cadrà nella polvere. Lo è stato per i grandi, figurarsi per i piccoli. Rimarrà forse lì, in un angolo della storia, dimenticato da tutti. Senza che nessuno lo pianga e rimpianga! mercato elvetico. Ma la sorpresa arriva per quanto riguarda i nuovi collegamenti degli aeroporti pugliesi. Su Bari, nel corso della stagione estiva, si segnala l’avvio del volo della compagnia Aegean su Atene, Austrian Airlines su Vienna, Volotea su Olbia e Zante, Wizzair su Varsavia. Insomma, nuove tratte previste sia in Italia che all’estero, per soddisfare sempre di più i clienti. Per quanto riguarda l’aeroporto del Salento, è già partito il volo per Manchester che rappresenta una grande novità, mentre Volotea ha annunciato che da fine maggio partirà il nuovo collegamento su Genova e sarà riaperto il collegamento su Venezia. Ad agosto, AirDolomiti collegherà l’aeroporto brindisino a Monaco, con quattro voli settimanali. Già ri- preso il volo su Verona. Insomma, nuovi collegamenti e nuove possibilità di raggiungere il Salento per milioni di passeggeri e turisti che vorranno godersi non solo l’estate, ma anche le calde temperature primaverili nel Sud della nostra bella Italia eletta regione più bella del modo da National Geo Best “value travel destinations in the world for 2014”. Riconoscimento arrivato anche dalla National Geographic e Lonely Planet. E ancora, «La Puglia è una terra dove è possibile vivere un’esperienza unica – riporta La Stampa – non solo per il suo mare, i suoi borghi, la sua realtà rurale e moderna, i suoi castelli e le cattedrali, ma soprattutto per la sua autenticità e la sua enogastronomia». P. FIL. ■

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P AGINA 12 – GENNAIO / APRILE ’16 G AZZETTINO SPOR TIVO La Gazzetta della Puglia Campionati di calcio leghe professionisti: serie A e B che si disputeranno nei nostri stadi con riferimento alla Puglia (a pag. 6) Calendario 2015/2016 di tutti gli incontri LE PARTITE DI SERIE A 2015-2016 Inizio del campionato 23 agosto e termina il 15 maggio. LE PARTITE DI SERIE B

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La Gazzetta della Puglia ROMA – L'ambito oggettivo del monitoraggio fiscale consiste nella detenzione, a titolo di proprietà o di altro diritto reale, di investimenti all’estero e di attività estere di natura finanziaria, attraverso cui possono essere conseguiti redditi imponibili in Italia. Gli investimenti da indicare nel quadro RW constano in tutti i beni di natura non finanziaria (ad esempio, immobili o diritti reali immobiliari, opere d'arte e oggetti preziosi, beni mobili detenuti o iscritti in pubblici registri esteri ) situati all’estero e suscettibili di produrre redditi di fonte estera in Italia. Come precisato nelle circolari 43/2009 e 45/2010 dell’Agenzia delle Entrate, a decorrere dal periodo d’imposta 2009, l'obbligo di monitoraggio fiscale sussiste per tutti gli investimenti all’estero detenuti da soggetti fiscalmente residenti in Italia, senza limiti di consistenza e indipendentemente dall’effettiva percezione dei redditi. Inoltre, per effetto delle modifiche introdotte dall’articolo 9 della legge 97/2013, a decorrere dal periodo d’imposta 2013 devono essere dichiarati ai fini del monitoraggio fiscale anche gli investimenti detenuti per il tramite di società localizzate in Paesi non collaborativi o per il tramite di trust o fondazioni, istituite in Italia o all’estero, di cui il contribuen- L EX SEMPER LOQUITUR GENNAIO / APRILE ’16 – P AGINA 13 Si indicano i soggetti la cui residenza fiscale in Italia è fissata da dispsizioni di legge ARRIVA MAXI SCONTO ROMA – Una gradita novità sul bollo auto, almeno per chi abita in Lombardia. La giunta regionale, con il disegno di legge sulla semplificazione, ha stabilito la possibilità di domiciliazione bancaria del bollo auto, prevedendo uno sconto del 10 per cento per gli utenti. In buona sostanza, con il bollo si potrà fare ciò che già avviene per le bollette di luce, gas e telefono: chi lo paga in banca avrà un cospicuo sconto. L’obiettivo della Regione è quello di ridurre l’evasione della tassa, molto alta anche in Lombardia: con lo sconto si mira ad abbassare il numero di chi dribbla la gabella. L’assessore regionale al bilancio, Massimo Garavaglia, ha spiegato: «Non essendo una tassa con una scadenza fissa, che dipende dalla data di acquisto del mezzo, in tantissimi casi di mancato pagamento abbiamo visto che si tratta di banali dimenticanze». Dunque, ha concluso, «con questo provvedimento vogliamo andare incontro agli utenti». Nella legge di semplificazione, per inciso, è stata inserita anche la proroga della sanatoria sui mancati pagamenti del bollo auto procrastinata sino a tutto settembre. ■ Investimenti finanziari all’estero te italiano risulti essere titolare effettivo. Aderente allo Spazio economico europeo, il valore è costituito: dal valore catastale ovvero, in caso di assenza, dal valore determinato dall’applicazione al reddito medio ordinario dei moltiplicatori previsti dalla legislazione del Paese dove è situato l’immobile ovvero, in caso di assenza di moltiplicatori locali, dal valore determinato applicando al predetto reddito medio ordinario i coefficienti stabiliti ai fini dell’Imu ovvero, in caso di assenza di valori catastali, dal costo risultante dall’atto di acquisto ovvero, in assenza del costo di acquisto, dal valore di mercato rilevabile nella zona del Paese dove è situato l’immobile. Nel caso di immobile localizzato in un Paese extraUe, il valore da indicare nel quadro RW è costituito dal costo di acquisto o dal valore di mercato. Qualora, invece, oggetto del monitoraggio fiscale fosse un investimento diverso dagli immobili, il valore fiscalmente rilevante è costituito dal costo di acquisto o dal valore di mercato. Proseguendo la trattazione dell’ambito oggettivo della norma, le attività estere di natura finanziaria sono costituite dalle attività da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera (ad esempio, partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti, finanziamenti, polizze di assicurazione sulla vita stipulate con compagnie di assicurazione estere, metalli preziosi allo stato grezzo o monetato detenuti all'estero, attività finanziarie italiane detenute all’estero, attività di natura finanziaria italiane detenute in Italia per il tramite di fiduciarie estere o di soggetti esteri interposti). In via generale, il valore delle attività finanziarie estere da indicare nel quadro RW è pari al valore di mercato rilevato al termine del singolo periodo d’imposta ovvero, nel caso di attività finanziarie non quotate in mercati regolamentati (o di attività che, seppur quotate, sono state escluse dalla negoziazione), il valore nominale o il valore di rimborso o, in mancanza, il costo di acquisto. Nell’ambito delle modifiche introdotte dall’articolo 9 della legge europea 2013, a partire dal periodo d’imposta 2013, è stato soppresso l’obbligo di indicare i tr’sferimenti da e verso l’estero effettuati senza l’intervento di intermediari ed è stata eliminata la sezione I dal quadro RW. Nel contempo, è stato soppresso l’obbligo di indicare i trasferimenti da, verso e sull'estero che hanno interessato gli investimenti e le attività estere detenute all’estero, con la conseguente soppressione della sezione III del quadro RW. I casi di esonero Il legislatore fiscale ha previsto una serie di esoneri soggettivi e oggettivi dagli obblighi di monitoraggio fiscale. Con riferimento ai primi, l’articolo 38, comma 13, del Dl 78/2010, prevede che sono esonerati dalla disciplina in esame i soggetti la cui residenza fiscale in Italia è determinata da disposizioni di legge o in base ad accordi internazionali e che prestano in via continuativa lavoro all’estero, per tutti gli nvestimenti e le attività ovunque detenuti. È il caso, ad esempio, dei soggetti residenti che prestano lavoro all’estero per lo Stato italiano, per una sua suddivisione politica e amministrativa o che lavorano all'estero presso organizzazioni internazionali a cui l’Italia aderisce. L’esonero dagli obblighi si estende anche al coniuge (a meno che questi presti una propria autonoma attività professionale), ai figli e ai minori a carico. In altre parole, tali soggetti, sebbene residenti in Italia, non hanno obbligo di presentare il quadro RW per tutti gli asset detenuti all'estero, ovunque detenuti, sempreché l’attività sia svolta fuori dal territorio nazionale in via continuativa e per la maggior parte del periodo d’imposta. Un’altra fattispecie di esonero contenuta nell’articolo 38 del Dl 78/2010 è quella che riguarda i soggetti fiscalmente residenti in Italia che prestano in via continuativa la propria attività in zone estere di frontiera e che detengono beni oggetto di monitoraggio fiscale nel paese in cui prestano detta attività. L’esonero cessa quando il lavoratore termina la propria attività fuori dall’Italia e continui a mantenere gli asset all’estero. Infine, i residenti a Campione d’Italia sono esonerati dall’obbligo di monitoraggio fiscale per tutti i beni detenuti in Svizzera, paese in cui svolgono la propria attività lavorativa. ■ (Fonte: Fisco Oggi pubblicato il 19 aprile 2016) Tutti i finanziamenti statali per l’autoimpiego di mutui, tasse, e..... Agevolazioni per il franchising ‘ROMA – Le iniziative a favore dell'autoimpiego hanno l’obiettivo di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione, attraverso la creazione di imprese di piccola dimensione. Per beneficiare delle agevolazioni per il franchising è necessario avere particolari requisiti (il titolare nel caso di ditte individuali, almeno la metà numerica dei soci, che detenga almeno la metà delle quote di partecipazione, nel caso di società): • maggiore età alla data di presentazione della domanda, • non occupazione alla data di presentazione della domanda, • residenza alla data del 1° gennaio 2000 nei territori di applicazione della normativa, oppure da almeno sei mesi alla data di presentazione della domanda (negli stessi territori devono essere ubicate sia la sede legale, sia quella operativa dell’iniziativa). L’articolo 17 del d.lgs.. 185/00 definisce i soggetti che vanno considerati occupati e quindi non possono avvalersi di questa agevolazione. Le società devono essere già costituite al momento della presentazione della domanda mentre le ditte individuali devono essere costituite dopo la presentazione della domanda. È possibile ottenere agevolazioni per gli investimenti (contributo a fondo perduto e un mutuo a tasso agevolato) oppure agevolazioni per la gestione (contributo a fondo perduto). Le agevolazioni finanziarie non possono superare complessivamente il limite del “de minimi” pari a 100.000 euro. Sono ammissibili ai fini del calcolo delle agevolazioni finanziarie le spese per l’investimento destinate a attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti, beni immateriali a utilità pluriennale, ristrutturazione di immobili, entro il limite massimo del 10% del valore degli investimenti, e spese per la gestione destinate a materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi inerenti al processo produttivo, utenze e canoni di locazione per immobili, oneri finanziari, prestazioni di garanzie assicurative sui beni finanziati, prestazione di servizi. Intanto, sempre in tema di agevolazioni riportiamo la notizia che è nuovamente possibile richiedere l’incentivo all’Inps per le donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea. Il bonus ha lo scopo di reinserire nel mondo del lavoro le donne che vivono in aree svantaggiate della penisola. A rendere noto il ripristino dell’incentivo è stato Giuliano Poletti, ministro del lavoro e delle politiche sociali, il quale ha affermato che fino a quando non verrà approvata la nuova Carta, è possibile continuare a considerare utili ai fini della applicazione dell’incentivo le aree indicate nella Carta, adottata con Decisione C (2007) 5618 dfe del 28 novembre 2007 e recepita nella legislazione nazionale con decreto del ministro dello sviluppo economico del 27 marzo 2008. RISPONDE LO STUDIO TEDESCHI COMMERCIALISTI IN MILANO La configurazione dei reati tributari depenalizzati La sezione penale della Corte di cassazione sta pronunciando le prime sentenze con le quali esclude la configurazione dei reati per condotte integranti i reati come delineati dalla vecchia normativa. Queste le decisioni della Corte di cassazione Con la revisione del sistema penale per i reati tributari, tra l’altro, sono state innalzate le soglie di rilevanza penale per i reati di dichiarazione infedele (art. 4 dlgs 74/2000) e di omesso versamento dell’Iva (art. 10-ter dlgs 74/2000). Prima dell’entrata in vigore del dlgs 158/2015 le fattispecie delittuose, come ricorda Italia Oggi, si configuravano qualora, oltre ad altri specifici elementi richiesti da ciascuna norma, il contribuente rispettivamente evadesse imposte per un importo superiore a euro 50mila o omettesse di versare l’Iva per euro 50mila. Dal 22 ottobre 2015, invece, tali reati si configurano qualora il contribuente evada imposte per il maggior importo di euro 150mila e ometta il versamento dell’Iva per euro 250mila. In virtù dell’operare del principio del favor rei la Corte di cassazione ha escluso che le condotte dei contribuenti, seppure integranti le fattispecie di reato in ragione delle norme in vigore al momento della commissione del fatto, abbiano oggi rilevanza penale alla luce delle nuove disposizioni, ciò in quanto le condotte tenute non superano le soglie attualmente rilevanti ai fini dell’integrazione del reato (Cass. 891/2016 e 3098/2016). Anche con riferimento al reato di dichiarazione infedele conseguente a comportamenti ritenuti abusivi/elusivi, ascritti al contribuente per condotte tenute prima dell’entrata in vigore del nuovo art. 10-bis dello Statuto del contribuente, la Corte di cassazione ha affermato che questo non può essere oggi contestato all’imputato in quanto per espressa previsione normativa è esclusa la rilevanza penale delle fattispecie di abuso/elusione (Cass. 3876/2016 e 40272/2015). “Bonus bebè” previsto anche per il 2016 È possibile richiedere anche per quest'anno il “bonus bebè”, così come confermato dall’ultima legge di Stabilità. Il cosiddetto assegno di natalità è previsto per ogni figlio nato o adottato tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, fino ai tre anni di vita del bambino oppure fino ai tre anni dall’ingresso del figlio adottivo nel nucleo familiare a seguito dell'adozione. Ne hanno diritto i figli di cittadini italiani o comunitari oppure i figli di cittadini di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo residenti in Italia. L’importo dell’assegno è di 960 euro da corrispondersi in rate mensili, e sarà però concesso a condizione che il nucleo familiare non abbia un Isee superiore ai 25.000 euro annui. Mentre per le famiglie con un Isee non superiore a 7.000 euro annui, l’importo annuale dell’assegno è raddoppiato. La domanda va presentata dal genitore convivente con il bambino. L’assegno è corrisposto direttamente dall’Inps. La domanda può essere presentata oltre che dal genitore convivente con il bambino, anche dall’affidatario, e inviata esclusivamente in via telematica attraverso il sito web dell’istituto previdenziale (www.inps.it). Se non si è in possesso di un Pin dispositivo e di credenziali d’accesso al portale, sarà possibile affidarsi al patronato di zona oppure contattare il Contact center integrato tramite il numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o il numero 06.164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante). Il bonus non dovrà essere indicato in sede di dichiarazione dei redditi. Laddove si sia in possesso dei requisiti necessari, la domanda per il bonus – che non è soggetto a tassazione e quindi non dovrà essere indicato in sede di dichiarazione dei redditi – potrà essere presentata dal giorno successivo alla nascita del figlio o al suo ingresso nel nucleo familiare in caso di adozione, e comunque entro 90 giorni da taA CURA DI GIULIA TEDESCHI le data. ■ AVVISO AI NOSTRI LETT ORI Lo studio TEDESCHI & Partners - Commercialisti in Milano cura la pagina (Lex Semper Loquitur). I lettori pertanto sono pregati di rivolgere le loro domande in materia fiscale direttamente a: Tedeschi & Partners, via Correggio n. 19 - 20144 Milano o telefonando allo 02.45485155.

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P AGINA 14 – GENNAIO / APRILE ’16 G AZZETTINO MEDICO La Gazzetta della Puglia Da un interessante lavoro pubblicato sul n.11/2016 di «Farecoltura Magazine» Una chirurgia sempre più mini invasiva H I P P O C AT R E S ● A CURA DEL MAGGIORE GENERALE (r.) E. I. DOTT. SAMUELE VALENTINO La chirurgia attuale si propone non solo di curare, estirpando il male e sanando cruentemente l’organismo laddove la farmacologia non arriva, ma di realizzare tali scopi in maniera il più possibile atraumatica, previo il fatto efficacia e sicurezza rappresentano le priorità assolute. In questo contesto la tecnica laparoscopica, che consiste nel raggiungere la regione anatomica malata tramite piccoli accessi multipli di 0,5-2 cm, è oramai diventata routinaria, avendo ampiamente dimostrato l’assoluta superiorità in termini di riduzione delle complicanze postoperatorie e più veloce recupero e ritorno al funzionamento quotidiano del paziente. Nei suddetti pertugi si pone lo strumentario: un trocar, generalmente ombelicale, dove viene inserita la telecamera e vari utensili chirurgici, a seconda dell’operazione necessaria. Ne consegue che pure gli accessi possono variare molto. La sua storia clinica nasce nel 1910, quando lo svedese Hans Christian Jacobaeus la sperimentò su di un paziente, a seguito di lunghi e dettagliati studi sulle cavie ad opera del medico di Dresda Georg Kelling. Da quel momento, dopo il momento di astioso smarrimento della comunità scientifica che classicamente accade alla presentazione di svolte epocali, dovuto all’amara consapevolezza dei gelosi cattedratici o talvolta da genuina diffidenza nell’inevitabile innovazione, ha conosciuto una diffusione esponenziale. Si usano accessi laparoscopici quel qualsiasi intervento di chirurgia addominale, come esplicitato dall’etimo greco, e si può oramai asserire che il vero limite è la capacità tecnica del chirurgo. Ad esempio esistono chirurghi in grado di svolgere una duodenocefalopancreasectomia, intervento tra i più difficili che viene necessario nel caso di patologie duodeno-cefalopancreatiche appunto, mediante questa tecnica. Pochi. Al giorno d’oggi, cosa che non sempre accade, gli interventi al colon dovrebbero essere solo raramente svolti in chirurgia open, aperta, ma si dovrebbe appunto preferire la laparoscopia. E così via si sono sviluppate tecniche ginecologiche, urologiche, vascolari… Parimenti la chirurgia toracica sta conoscendo un rapido viraggio verso le metodiche mininvasive: dalla toracoscopia, che consente di resecare un lobo polmonare o semplicemente di prelevarne un campione per le indagini istologiche, alle varie tecniche endovascolari. È la chirurgia tradizionalmente aperta destinata a sopperire? La risposta è certamente sì. Lo stress a cui è sottoposto il paziente aperto è proporzionale all’incisione, e ciò causa una perturbazione immunitaria molto maggiore. Inoltre la magnificazione ottica, l’ingrandimento, consente al chirurgo di essere molto più preciso, riconoscendo le strutture anatomiche lesionabili con facilità. Una ulteriore evoluzione è rappresentata dalla chirurgia robotica, anch’essa oramai largamente usata. Molto più ergonomica della laparoscopia, trasferisce a mo’ di videogioco i movimenti delle mani del chirurgo, che sta in una postazione lontana 2-3 metri dal paziente, ai millimetrici strumenti che similmente alla laparoscopia richiedono per l’introduzione toracica o addominale piccole incisioni. Addirittura il professor Marescaux di Strasburgo riuscì a svolgere una colecistectomia, intervento ritenuto basilare, attraverso l’oceano, seduto cioè in una postazione in Francia mentre il paziente si trovava negli Stati Uniti. Vi era al cospetto del paziente un chirurgo pronto a convertire l’intervento in open in caso di complicanze. È questa una soluzione quando l’eventuale complicanza non è gestibile, cosa che capita raramente e sempre meno. Il robot, romanticamente chiamato Da Vinci, oltre a schiacciare la curva di apprendimento, altrimenti piuttosto ripida, permette una visione 3D. Ma sinora ha mostrato risultati compatibili con la laparoscopia, che tuttavia costa molto meno, ad eccezione del dominio urologico, dove la fa da padrona indiscussa. Infine, il dominio della neurochirurgia invece si avvicina alla fantascienza. Il neuronavigatore consente all’operatore di tracciare i fasci neuronali riducendo il rischio di lesioni gravi ed involontarie. FABIO VILLA Alzheimer, i progressi della ricerca Da una recente ricerca sull’Alzheimer tv e social favoriscono la malattia. E ancora: venticinque anni di vita sedentaria e appunto con tv accesa sono sufficienti a procurare un deficit cognitivo già alla mezza età (55 anni). Nel frattempo, un nuovo farmaco per diagnosticare l’Alzheimer è stato utilizzato di recente, per la prima volta in Italia, nell’ospedale Sant’Anna di Cona (Ferrara) dall’Unità operativa di medicina nucleare. Il medicinale, che contiene una minima quota di radioattività, è stato usato in un esame Pet del cervello. Fissandosi alle cellule cerebrali, consente di valutare la presenza di particolari formazioni, dette placche neuritiche di beta-amiloidè – presenti sia nelle persone sane sia in quelle malate di Alzheimer – ma la cui assenza, diagnosticata con la Pet, consente di escludere con buona certezza di essere affetti dalla malattia. L’esame è semplice per il paziente (dura in tutto 10 minuti) ma è di una certa complessità per l’equipe. Infatti è stato necessario per i medici nucleari seguire un corso di addestramento. Intanto, sempre sulle cause dell’Alzheimer, è stato illustrato uno studio di Tina Hoang, docente alla Northern California Institute of Research and Education (Ncire), San Francisco ed esperta delle malattie cognitive. Non ci sono ancora, per ovvie ragioni, dati scientifici sugli effetti della prolungata consultazione degli schermi dei computer o dei cellulari su cui scorrono le immagini dei social network, ma gli scienziati prevedono che la sedentarietà provocherà analoghi problemi alle giovani generazioni di oggi nel corso dell’invecchiamento. Comunque: «Sarà interessante vedere che cosa succederà nel corso degli anni, se i partecipanti che all’inizio dell’invecchiamento avevano già uno stile di vita sedentario e punteggi più bassi nella velocità di elaborazione e memoria svilupperanno demenza o Alzheimer. E questo sempre per ribadire che possiamo fare qualcosa per salvare il cervello: ci sono comportamenti modificabili». ■ Presentata a Londra una nuova tecnologia “made in Italy” per interventi alla prostata Brevi Brevi per la salute Infarto, trovata la proteina che rigenera il cuore La dottoressa statunitense Pilar Ruiz-Lozano ha individuato la Follistatina-like1. proteina che ripara il cuore, rigenerando appunto i tessuti dopo un infarto. La scoperta è stata riportata (di recente) dalla rivista scientifica Nature che spiega come su topi e maiali sia stato possibile stimolare la formazione di nuove cellule del muscolo cardiaco. Inoltre – spiega – che il cuore dei mammiferi infatti, non è capace di auto-ripararsi completamente dopo aver subito una grave perdita di cellule dovuta a un infarto, precisando che finora poco o nulla si sapeva sui fattori che limitano questa rigenerazione. I ricercatori americani hanno così scoperto che nei cuori sani questa proteina si trova sull’epicardio: la membrana che circonda la parete del cuore, che scompare dopo un infarto. Mettendo una sorta di cerotto bio-ingegnerizzato, che imita il tessuto dell’epicardio e funziona come una fonte di proteina negli animali infartuati, i ricercatori hanno anche dimostrato che la proteina induce la crescita delle cellule del muscolo del cuore e migliora le funzioni cardiache. In buona sostanza, gli studiosi sono arrivati in conclusione che ripristinare la presenza della proteina può essere un modo efficace per rigenerare il cuore dopo un infarto, aprendo soprattutto nuove possibilità di terapia. Dopo la pillola arriva il laser per prolungare la vita sessuale Che l’Italia sia un paese che tenda a invecchiare ormai è risaputo. Per questo motivo molte aziende hanno incentivato la ricerca medica al fine soprattutto di migliorare la qualità della vita degli anziani. E ciò principalmente dal punto di vista della vita sessuale. Oltre un italiano su due soffre di iperplasia prostatica benigna, comunemente conosciuta come ingrossamento della prostata e per questo è spesso costretto a subire un intervento chirurgico invasivo che può avere anche ripercussioni sotto le lenzuola. In questi giorni, però, nel corso del Congresso mondiale di endourologia di Londra, è stata presentata una nuova tecnologia denominata ThuLEP sviluppata interamente in Italia da una industria che lavora da anni sull’ottimizzazione della tecnologia laser. In pratica con la nuova tecnica del laser si esegue l’intervento in tempi ridotti e con un livello di precisione mai raggiunto prima. Le fasi di sperimentazione su 110 pazienti hanno mostrato esiti post-intervento ottimi, con una notevole riduzione dei problemi appunto post-operatori ma soprattutto ha fatto segnare un aumento dei casi di pazienti che preservavano le funzioni sessuali. Oltre il 50% in più rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali. Il prof. Luca Carmignani, primario di urologia al Irccs del policlinico San Donato MIlanese e professore associato presso l’università degli studi di Milano, si è detto molto soddisfatto della nuova tecnica affermando che proprio «Grazie ad essa è possibile regalare benessere ad una ampia fascia della popolazione maschile, che ora potrà vivere una rassicurante continuità della propria attività sessuale. L’utilizzo del laser rappresenta una innovazione di grande impatto sotto il profilo medico e anche sociale». ■ Uno studio di ricercatori greci, sulla base dei dati di altri studi preceden- Fitofarmaci e ti, ha trovato una correlazione tra l’esposizione a fitofarmaci e il diabete. La lista dei principi attivi sotto esame è lunga: clordano, ossiclordano, trans-nonacloro, Ddt, Dde, dieldrina, eptacloro, Hcb, Pcb È molto difficile stabilire un rapporto causa-effetto tra l’esposizione a determinate sostanze e l’insorgenza di una patologia. Quelli raccolti da ricercatori greci, sulla base di dati di studi scientifici precedenti, sono però indizi molto solidi. Nel corso del 51° congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), tenutosi a Stoccolma, sono stati presentati due studi che mettono sotto esame molti principi attivi: clordano, ossiclordano, trans-nonacloro, Ddt, Dde, dieldrina, eptacloro, Hcb, Pcb. Il primo lavoro è una revisione di 21 ricerche per un totale di quasi 67mila persone, condotta da Giorgios Ntritsos dell’università di Ioannina in Grecia, e Ioanna Tzoulaki ed E- rischio diabete vangelos Evangelou dell’Imperial College di Londra. Il secondo, ancora a firma greca, ed è stato illustrato da Leda Chatzi dell’università di Creta a Heraklion e ha coinvolto circa 640 donne arruolate mentre aspettavano un bambino. Fra gli studi esaminati nella metanalisi, 12 riguardavano il diabete2 mentre gli altri non specificavano il tipo considerato; quasi in tutti l’esposizione ai pesticidi è stata valutata con l’esame di sangue o urine. Questo fattore di rischio ambientale è risultato correlato a un +61% delle chance di ammalarsi di una forma diabete, e a un +64% delle probabilità di diabete tipo 2. «Questa revisione sistematica - commentano gli scienziati sostiene l’ipotesi che l’esposizione a vari pesticidi aumenti il rischio di diabete», e ciò vale indipendentemente dall’entità dell'esposizione o dal tipo di studio esaminato. «Alcuni pesticidi sono risultati più pericolosi di altri, in particolare clordano, ossiclordano, trans-nonacloro, Ddt, Dde, dieldri■ na, eptacloro e Hcb». Prevenire il cancro, è possibile! Non solo è in grado di prevenire infarto e ictus ma l’aspirina – due pastiglie a settimana – può proteggere contro il cancro ed evitare potenzialmente 10mila decessi l’anno dovuti appunto ai tumori. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Jama Oncology, che ha esaminato per un arco temporale di 32 anni i dati di 136mila persone. I risultati sono sorprendenti: chi ha preso regolarmente l’aspirina ha avuto un rischio del 3% più basso di sviluppare qualsiasi forma di cancro (tranne per: seno, prostata o al polmone). L’effetto, spiegano al Telegraph i medici del Massachusetts general hospital, è stato più evidente per le neoplasie allo stomaco e all’intestino, dove il rischio è sceso rispettivamente del 15 e del 19 %. ■

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La Gazzetta della Puglia R ECENSIONI GENNAIO / APRILE ’16 – P AGINA 15 Edizione dell’Autore – di Martino Solito ED. INSIEME - di Giuseppe Selvaggi Letteratura in vernacolo di..... Martino Solito, di cui in varie occasioni abbiamo elogiato la profondità della poesia in dialetto, ci regala un’opera di grande interesse: “Letteratura in vernacolo di Martina”, una silloge della produzione dal XVIII al XX secolo. Solito, che così si conferma studioso attento e scrupoloso del vernacolo, in questo volume, ricco e pregevole, presenta, commetando, personalità come Giovanbattista Lanucara e Alessandro Fighera, Eugenio Selvaggi, poeta, fondatore della rivista “Apulia”… Di questi e altri autori ripropone e traduce le opere, dà una notevole quantità di informazioni sulla loro vita, sulle loro passioni politiche e civili, ambientandoli nel tempo in cui hanno agito. Parla di don Giuseppe Grassi, autore de “Il dialetto di Martina Franca” e di un “Dizionario martinese-italiano”; e del canonico Giuseppe Prete, che dette alla luce “Schemi di lezioni modello” per le scuole elementari, e “Tra i dialetti pugliesi: dialetto di Martina Franca”, manifestando una profonda conoscenza della materia. Non trascura Michelangelo Semeraro, che tra l’altro nel ’47 creò “Il villaggio del fanciullo”; Anna Grassi, con la sua poesia “Chiov”; Donato Marinosci e Franco Basile. Ed ecco don Antonio Corrente, in cui Solito intravede una linea di demarcazione tra vecchi e nuovi rappresentanti del nostro dialetto. Martino Solito, valorizza, celebra il dialetto, ne segue l’evoluzione, tra l’altro indugiando sapientemente su vari momenti storici. Nelle prime pagine afferma che prima di ogni cosa è necessario “conoscere i grafemi e che timbri hanno”, dando una serie di esempi e di spiegazioni. Insomma una fatica ardua, ma con risultati apprezzabili. Insomma, il libro di Martino Solito – che la professoressa Annalisa Rubano, docente di dialettologia all’Università di Bari, ha definito “preziosa storia civile e culturale di un’epoca” - è, come ha scritto l’avvocato Vito Santoro, il frutto di una ponderata ricerca scientifica e ha anche una funzione divulgativa. “Letteratura in vernacolo di Martina”, che vanta anche bellissime illustrazioni di Mariella Spinosa, è stato presentato, con ampia partecipazione di pubblico, il 16 gennaio nella sala consiliare di Palazzo Ducale della città dei trulli e del Festival della Valle d’Itria nella Giornata mondiale dei dialetti e delle lingue locali, organizzata dal sindaco di Martina Franco Ancona e dall’assessore alla Cultura Antonio Scialpi. Di Solito, che oltre ad essere poeta delicato è anche drammaturgo, ricordiamo alcuni volumi precedenti: “Jere ‘na vote,,,Martine”, ’Jère ‘na vote…’a fantasigghie de Martine”, Mèste Teunne”, “Quaderne a Martenese”. MILANO E IL MARE DENTRO Non per particolari meriti nel campo della critica letteraria ho accettato di introdurre queste riflessioni di Giuseppe Selvaggi, e neppure per ricambiare la cortesia di un analogo scritto da parte sua per una mia pubblicazione, ma semplicemente a titolo di amicizia. Un’amicizia nata e coltivata nell’alveo dell’Associazione Regionale Pugliesi di Milano – di cui Giuseppe è infaticabile animatore – ravvivata quotidianamente da telefonate e incontri, il cui spunto è dato dall’organizzazione di eventi per la promozione culturale della Puglia a Milano, ma che poi di fatto proseguono come scambio di idee, di confidenze, di confronto, quando non – talvolta – di conforto. Tanti dei temi da lui trattati in questo libro mi sono stati anticipati in occasione delle passeggiate del sabato sera sotto i portici del centro di Milano. Le sue considerazioni sono semplici, garbate, argute, ironiche. Si avvalgono dell’immediatezza delle immagini ed evidenziano in filigrana la maturità dell’esperienza e la meditazione profonda sugli eventi. Il fatto che si tratti di articoli e note pubblicate negli anni dà atto della sedimentazione di emozioni, sentimenti, anche palpitazioni, talvolta rassegnazioni apparenti che non sfociano mai nel pessimismo. Chi conosce Giuseppe Selvaggi e ne apprezza la conversazione e la battuta sempre pronta, qui ne ammira la capacità di coinvolgere il lettore nell’esposizione degli episodi quotidiani che originano, in modo originale, i suoi pensieri. Nei ragionamenti emerge quella saggezza popolare ricca di proverbi, ammaestramenti, detti dialettali che rappresentano il legame con un mondo caratterizzato da semplicità e da valori forti e sentiti, oggi purtroppo fuori moda. In tale contesto sono proposti ricordi, episodi, persone (primi fra tutti i suoi genitori) che popolano la memoria della sua vita. Memoria non solo nel senso di ricordi personali, ma anche in quello dell’espressione di valori, sentimenti, nostalgie, talvolta malinconie, che hanno lasciato una traccia nell’esistenza di Giuseppe. Nel richiamarsi alle tradizioni non fa un’operazione nostalgica perché riscostruisce la memoria collettiva attraverso il confronto con la storia presente. Per questo è un libro sul futuro e non sul passato. Tali ricordi, cesellati con brillante stile narrativo, si snodano nella metafora del viaggio, da quello più lungo in treno da Milano a Bisceglie a quello più breve in metropolitana tra casa e ufficio. Un viaggio che è metafora di vita, un viaggio che prelude a quello più inevitabile nell’oltre. Sì, il tema della morte compare spesso nelle riflessioni di Selvaggi, morte non tanto intesa come meta finale di un cammino quanto come pensiero che aiuta a vivere ora, che cioè detta la direttiva di marcia dell’esistenza. Sono questi gli elementi che rendono Giuseppe “custode del fuoco” – le parole sono sue – cioè custode di una memoria viva che – nell’oggi - diventa percorso di vita, suscita riflessioni, orienta il cammino e gli dà un senso. Un fuoco che ne ha temprato pure la personalità, apparentemente burbera, ma che lo porta ad operare fattivamente a favore degli altri non sempre grati o meritevoli. Penso che quel “mare dentro” del titolo del libro – quello della natia Bisceglie, che accarezza le pietre bianche del porto nel tumulto dell’onda, che brilla alla luce del sole mattutino ed è rischiarato da tramonti suggestivi, quello nel quale Giuseppe rivede il volto della mamma, e che è stato testimone della sua giovinezza scanzonata – quel mare, dicevo, è stato il “fuoco dentro” che gli ha consentito di sopravvivere alla metropoli – sempre secondo la sua espressione – anzi, secondo me, gliela fa amare ancora di più sia negli aspetti più folcloristici che in quelli più umani e relazionali che si traducono negli impegni professionali, sociali, culturali, organizzativi che riempiono la sua giornata e danno la cifra della sua saggezza e AGOSTINO PICICCO umanità. FRANCO PRESICCI PIEMME EDITORE - di Lorenzo Del Boca IPSOA – di Francesco Lenoci ed Enzo Rocca IL SANGUE DEI TERRONI «Lavarono con il loro sangue le pietraie del Carso e i dirupi dell’Altopiano. Nel corso del conflitto più vasto e spaventoso della storia, diedero la vita per una patria che non avevano mai conosciuto se non con la maschera di un potere centrale lontano, arrogante e rapace». Lo racconta e lo spiega a chiare lettere nel suo ultimo libro “Il sangue dei terroni” (Piemme Editore, 216 pagine, 17,50 euro), appena uscito in libreria e in edicola, lo storico e giornalista Lorenzo Del Boca. Da buon piemontese, il presidente emerito dell’Ordine nazionale dei giornalisti ha, ancora una volta, la sagacia e l’onestà di guardare alla storia con occhi limpidi e mostrarci quello che spesso i libri di scuola – e molti altri, più tardi – non dicono. Ogni anno si celebrano con enfasi insensata le ricorrenze della prima guerra mondiale, ma da nessuna parte si sente dire che l’assoluta maggioranza delle vittime era gente del Sud. Un’intera generazione spazzata via. Figli del Meridione, contadini poveri, braccianti, piccoli artigiani, quasi per metà analfabeti, giovani di vent’anni che furono strappati alle loro famiglie e alla loro terra e mandati a morire in lande remote, tra montagne da incubo e pianure riarse. Si sacrificarono per gli interessi di quelle élite economiche – è ben spiegato ne “Il sangue dei terroni”, la cui prefazione è affidata ad un altro giornalista esperto sudista, Pino Aprile – che sfruttavano la loro terra, succhiandone le energie e rapinandone le risorse, e per il tornaconto di una nuova classe politica che li trattava con ferocia o disprezzo. Finirono a decine di migliaia nelle trincee, stretti nella morsa del fango e del gelo, sotto una pioggia perenne di bombe. «Diventarono carne da cannone, – questo scrive Del Boca nel suo ultimo libro – numeri da inserire nelle statistiche dello Stato Maggiore, bandierine che i generali spostavano sulle mappe con noncuranza. Vennero massacrati sull’Isonzo e a Caporetto, combatterono con disperazione e con valore sul Piave, lanciati da ufficiali balordi o criminali contro un nemico che non conoscevano e che non avevano motivo di odiare. Conobbero la paura, la morte, l’eroismo. Erano i nostri nonni, i nonni del nostro Sud. L’esercito dei terroni». ■ RENDICONTO FINANZIARIO La stagione dei bilanci ha ormai avuto inizio e, in concomitanza con questa fondamentale scadenza per le imprese, si è tenuto a Milano il “VII Forum sul Bilancio” presso il grattacielo della Regione Lombardia. E ciò in seguito all’approvazione in via definitiva, (il 6 agosto 2015)del D.L. n. 139/2015 di attuazione della direttiva 2013/34/UE, con la quale il rendiconto finanziario è diventato obbligatorio a partire dai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2016. Tra le novità editoriali, che hanno reso oltremodo interessante il citato Forum, si segnala il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca “Rendiconto Finanziario”, Wolters Kluwer, 2016. Un’opera idealmente divisa in 4 parti: • la prima parte (capitoli da 1 a 8) illustra la disciplina e le tecniche di redazione del rendiconto finanziario vigenti a livello internazionale (US GAAP e IAS/IFRS) adottate dalle imprese del nostro Paese (non quotate in Borsa e quotate) sulla base di principi contabili nazionali elaborati da Assonime, Consigli nazionali dei dottori commercialisti e dei ragionieri, Organismo italiano di, al fine di conoscere: come si è finanziata l’impresa; se le risorse finanziarie sono investite ed utilizzate in modo ottimale; qual é il fabbisogno finanziario in relazione all’attività presente e futura dell’impresa; quali sono le fonti di finanziamento più convenienti; • la quarta parte (capitolo 12) mostra, con riguardo a 5 casi reali, come le informazioni finanziarie vengono utilizzate dalle banche ai fini della valutazione del merito creditizio. Arricchiscono quest’ultimo lavoro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca: tanti esempi di analisi per flussi e per indici, selezionati tra la prassi più recente e proposti quali model solution; 5 casi, formulati in maniera tale da risultare dei validi practice aid, sia per chi deve redigere, sia per chi deve interpretare il rendiconto finanziario. E infine completa il libro in parola l’allegato Cd che, con riferimento all’Oic 10 consente di predisporre lo stato patrimoniale riclassificato; predisporre il conto economico riclassificato; inserire e raccordare le rettifiche patrimoniali, reddituali e finanziarie; ottenere il rendiconto finanziario. ■ di contabilità (Oic 12), nonché delle autorità di vigilanza; • la seconda parte (capitoli 9 e 10), fornisce una metodologia ragionata per la predisposizione del rendiconto finanziario individuale e consolidato ai sensi dell’Oic 10; • la terza parte (capitolo 11), concerne l’utilizzo del rendiconto finanziario a fini gestionali. Il rendiconto finanziario è uno strumento assolutamente necessario per il controllo finanziario e, quin-

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