Il Valdarno Dicembre 2015

 

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Pubblicazione di Dicembre 2015 de "Il Valdarno"

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Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Via degli Innocenti 6/6c 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 e-mail: autoricambiasso@iol.it Dicembre 2015. Registrazione al Tribunale di Firenze n. 6005 del 25.11.2015 Dir. Resp. Francesco Fondelli . Editore: SEF srl Vicolo Libri 4 Figline, 50063 Figline e Incisa Valdarno. Stampa: Centro Servizi Editoriali S.r.l., Stabilimento di Imola, Via Selice 187/189 40026 Imola (BO) Diffusione Gratuita Il Valdarno gratis a casa tua Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Via degli Innocenti 6/6c 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 e-mail: autoricambiasso@iol.it 19 MARZO TEATRO GARIBALDI, FIGLINE LE NOTIZIE CHE SPESSO SFUGGONO di Francesco Fondelli Ci sono frasi che si dicono anche se non ci convincono. “A Natale siamo tutti più buoni” è una di queste. Si dice anche che le nuove generazioni siano migliori delle precedenti. Basta avere qualche capello bianco per non crederci. Ma sfogliando questo giornale un piccolo dubbio può anche sorgere. Ci sono giovani che in parrocchia vendono abiti alla moda per solidarietà. Ci sono ragazze che posano per un calendario come sfida alla malattia. Le due associazioni Calcit del Valdarno aretino e fiorentino sono vere macchine da guerra nella raccolta fondi. A Figline tante persone, anche importanti, aderiscono per beneficenza al “Vip Parade”. La dottoressa Pasquini, giovane responsabile del Progetto Vita, ha avvisato i tanti parenti e amici che per il suo trentesimo compleanno non vuole regali, bensì donazioni al Calcit per comprare defibrillatori. Che il mondo stia davvero cambiando in meglio? Vip sul palco a fin di bene Sono volti noti, nel Valdarno e non solo. Alcuni sono parlamentari che appaiono spesso in tv, altri sono chirurghi, medici, avvocati, attori, farmacisti, consiglieri comunali, imprenditori, insegnanti. Tra di loro c’è anche un frate. Persone importanti per la comunità locale, “Very Important Person”, ovvero Vip che per una sera hanno deciso di mettersi in gioco per beneficenza. Per alcuni minuti svestiranno gli austeri panni della loro professione e saliranno sul palco del Garibaldi per esibirsi in balli, musiche, canzoni o recitazioni. Per questo motivo la serata va sotto il titolo di “Vip Parade” e andrà in scena la sera del 19 marzo al Teatro Garibaldi di Figline, con il patrocinio del Comune di Figline Incisa e l’organizzazione del Calcit Valdarno Fiorentino. La serata rientra nel quadro delle iniziative benefiche avviate per il completamento del Progetto Vita, che ha lo scopo di installare 12 defibrillatori ad uso pubblico nel territorio comunale di Figline e Incisa. La gente già ne parla. Disponibili solo 450 posti. C’è il rischio del tutto esaurito. solidarietÀ: Parlamentari, seri professionisti e anche insegnanti si metteranno in gioco il 19 marzo inVenZione del tutor la cassaZione dÀ ragione a donnini a pagina 3 FIGLINE SAN GIOVANNI in mostra colleZione di PresePi da tutto il mondo a pagina 17 Un calendario particolare quello dell’associazione Totta x Tutti che ha scelto come modelle 14 donne impegnate a lottare contro la malattia. “Perché si sa…il dolore condiviso si dimezza, la gioia condivisa si moltiplica e può rendere invincibili” eX cinema noVitÀ Per l’imPero Politeama e guido guerra a pagina 22 MONTEVARCHI

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Il Valdarno gratis a casa tua 2 PAGINA Dicembre 2015 Nelle foto: I volti dei professori del Vasari che hanno partecipato al corso BLS-D nel mese di novembre Sono 30 i professori dell’Istituto Isis Vasari di Figline Valdarno che hanno sostenuto il corso di formazione BLS-D per imparare le prime manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’uso del defibrillatore semiautomatico. Le due lezioni sono propedeutiche all’installazione dello strumento salva vita (DAE) che avverrà nel corso di una cerimonia pubblica sabato 19 dicembre alla presenza dello sponsor, Vanity Hair di Incisa Valdarno che ha contribuito insieme al Calcit Valdarno Fiorentino all’acquisto del defibrillatore. salute: Sono 30 gli insegnanti abilitati all’uso del DAE. Il 19 dicembre arriva il defibrillatore La teca riscaldata contenente lo strumento sarà posta all’esterno dell’istituto in modo tale da poter essere utilizzato 24 ore su 24 in tutta la zona della stazione ferroviaria e della palestra adiacente. Dopo il defibrillatore installato dal Proget- Anche il Vasari cardioprotetto grazie al Progetto Vita - Calcit to Vita al palazzo comunale di Figline grazie alla donazione del Rotary Club Figline Incisa, l’apparecchio collocato al Vasari sarà il secondo dei 12 previsti dal Progetto Vita Valdarno all’interno del Comune di Figline Incisa. Prende così forma la rete di strumenti che era stata immaginata dalla responsabile Dr.ssa Benedetta Pasquini all’inizio del progetto: “Siamo partiti soltanto sei mesi fa e al momento sono già stati raccolti 8500 euro dei circa 20mila euro necessari per il completamento della rete - spiega Pasquini - Nei prossimi mesi provvederemo a installare gli apparecchi in collaborazione con il Comune in modo tale che sia garantita la sorveglianza e l’alimentazione elettrica delle teche. Il 2016 inizierà con il posizionamento di un defibrillatore nella zona compresa tra la stazione dei Carabinieri di Figline e il centro sociale ‘Il Giardino’. Operazione che sarà possibile grazie alla preziosa donazione della multinazionale belga Bekaert (Ex Pirelli)”. Chi volesse contribuire al Progetto Vita lo può fare attraverso un bonifico a Cassa di Risparmio di Firenze, Agenzia di Figline V.No, IBAN IT27 L061 6005 4630 0000 0019 243 Intestato a CALCIT VALDARNO FIORENTINO ONLUS Causale: Progetto Vita defibrillatori.

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Dicembre 2015 È conosciuto in tutto il mondo, ma è nato a Ponte agli Stolli ed è stato sperimentato sia nel comune di Greve che sulla strada di Matassino. Stiamo parlando del “Tutor”, ovvero il sistema per il controllo delle velocità media che troviamo in funzione in gran parte delle autostrade. Un sistema che dalla sua installazione nel dicembre 2005 ha permesso, oltre a milioni di sanzioni effettuate per eccesso di velocità, di far tornare dalle proprie famiglie circa 300 persone all’anno, oltre a risparmiare migliaia di feriti e incidenti. Con una clamorosa sentenza della Corte di Cassazione dei primi di novembre 2015 è stato riconosciuto che il Tutor non è un brevetto di Autostrade per l’Italia, come questa ha sostenuto per anni, bensì è nato da un’idea geniale di Romolo Donnini, 69 anni, residente a Ponte agli Stolli (frazione collinare del comune di Figline e Incisa) e titolare della Craft srl, piccola azienda specializzata in apparecchi e strumenti ottici, che ha sede a Lucolena. “Un giorno viaggiavo in au- inVenZioni: Romolo Donnini ha dovuto attendere 15 anni per aver ragione 3 Il Valdarno gratis a casa tua PAGINA tostrada con il mio socio Andrea, quando una macchina ci sorpassò ad una velocità pazzesca per poi inchiodare poco prima di un autovelox - racconta Donnini - Così mi venne l’idea di misurare la velocità non solo in un punto come fa l’autovelox, ma lungo un tratto di strada”. Un’intuizione fulminante la sua, che però ha dovuto attendere più di 15 anni, e superare diverse sentenze dei tribunali, prima di essere legittimamente attribuita al suo inventore. E’ infatti il 1999 quando la Craft di Lucolena deposita un brevetto per il “controllo della velocità media dei veicoli attraverso almeno due punti rilevamento d’ingresso e di uscita degli stessi in un dato tratto di strada”. Nel 2000 Donnini presenta il suo sistema brevettato alla società Au- Sentenza della Cassazione Il Tutor è nato in Valdarno Nella foto: Romolo Donnini tostrade per l’Italia, che però mostra scarso interesse per il brevetto del geniale inventore figlinese. Intanto Donnini sperimenta la sua apparecchiatura nel comune di Greve in Chianti e successivamente sulla strada di Pian di Rona, che da Matassino porta al casello di Incisa. Nel 2004 con grande enfasi Autostrade lancia la notizia sui media di aver inventato e brevettato un sistema di controllo della ve- locità media dei veicoli. Per Romolo Donnini il sistema proposto da Autostrade è sostanzialmente quello che lui aveva brevettato cinque anni prima. L’unica differenza riguarda il tipo di sensori utilizzati: il sistema valdarnese usa per il rilevamento del passaggio dei veicoli uno dei vari sensori presenti sul mercato, le spire virtuali o elaborazione di immagine, mentre il tutor di Autostrade utilizza un altro tipo di sensore, le spire induttive, sempre presente sul mercato, “Ma è chiaro che la sostituzione di un componente secondario è ininfluente, altrimenti non servirebbe più brevettare – spiega Donnini – Di fatto l’idea inventiva e lo schema complessivo del progetto sono gli stessi”. Ma tanto basta per innescare una lunga guerra giudiziaria che oppone la piccola Craft di Lucolena al gigante Autostrade per l’Italia. Una guerra che non manca di colpi di scena: Nel corso del processo si scopre che in realtà anche Autostrade nel 2009 chiede ed ottiene dal Ministero competente la sostituzione delle spire induttive con un altro tipo di sensore. Un fatto che per molto tempo resta all’oscuro di giudici. “Non solo - racconta Donnini - nel luglio 2006, pochi mesi dopo l’inizio della causa, Autostrade ritira a sorpresa la propria richiesta di brevetto che era stata depositata nel 2003, continuando nel contempo a dichiarare sia nei propri verbali di assemblea e in audizioni parlamentari, oltre che nei propri siti, di aver inventato e brevettato il tutor e questo fino al 2012 circa”. Sta di fatto che dopo circa 10 anni di giudizi in primo e secondo grado, sia arriva alla sentenza della Corte di Cassazione, la quale stabilisce definitivamente che il brevetto Craft è perfettamente valido e che la sentenza di appello che escludeva la contraffazione da parte di Autostrade è “palesemente contraddittoria”. Una sentenza che di fatto apre la strada ad un maxi risarcimento. Francesco Fondelli

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Il Valdarno gratis a casa tua 4 PAGINA Dicembre 2015 Nelle foto: A sinistra la signora Franca con il monumento alle fiascaie a Pontassieve e mentre lavora ad Autumnia a Figline scuola e anticHi mestieri: Era il lavoro delle donne Fernanda Franca Bartolini, conosciuta però da tutti come Franca, è nata e cresciuta nella sua Pontassieve, dove, sin da piccola, a seguito della morte del padre, per dare una mano in famiglia, ha imparato a rivestire i fiaschi. A Pontassieve, distrutta quasi completamente dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la Vetreria Alfredo Del Vivo dava lavoro a 800 donne del paese, tra cui anche Franca. Ogni giorno queste donne si recavano alla vetreria per prendere il carretto, chiamato “gita”, che conteneva 60 fiaschi da vestire e il materiale: la sala o il salino, entrambi derivati da una pianta erbacea che Fiaschi rivestiti a mano L’antica arte di Franca veniva raccolta nel Padule di Fucecchio. “Esistevano due diversi tipi di lavoro di rivestimento - racconta Franca il lavoro verde, utilizzato per rivestire i fiaschi che rimanevano nel mercato interno italiano, e il lavoro bianco, che veniva utilizzato per l’esportazione, anche questa lavorazione usava sempre lo stesso materiale ma sbiancato con vapori di zolfo e intrecciato con altra sala colorata di rosso e di verde, in modo da creare la bandiera italiana; la base era molto più complessa dell’altra ed era chiamata zembola. Nonne, madri, zie, figlie e vicine si raccoglievano tutte insieme per lavorare, chiacchierando tra loro o cantando”. Franca ha sempre lavorato così, rinunciando a continuare gli studi come, del resto, ha fatto un po’ tutta la sua generazione, ma grazie a questa occupazione è riuscita ad assicurarsi un futuro con una pensione tutta sua, anche se i momenti difficili non sono mancati neanche dopo, con l’arrivo della bottiglia. “Sono lieta insieme con alcune amiche di presenziare alle manifestazioni, come Autumnia a Figline alla quale ho partecipato proprio quest’anno, e ad andare nelle scuole per mostrare a bambini e ragazzi uno dei mestieri più importanti del passato; una volta ho perfino tenuto un vero e proprio corso, nel quale ho insegnato tutti i vari passaggi per l’impagliatura dei fiaschi”. Proprio a Pontassieve, in piazza Libero Grassi, in onore di queste donne che hanno saputo rialzarsi dopo la guerra grazie al loro lavoro, è stato costruito, vicino a dove venivano consegnati ogni giorno i fiaschi, un monumento inaugurato lo scorso sabato 3 ottobre. All’inaugurazione, il M° Franceso Nesi ha raccontato di aver rappresentato la “sua” fiascaia a testa alta perché tutte le donne, anche eseguendo il più umile dei lavori, lo affrontano sempre a testa alta, come la vita. Ester Vittore Istituto Marsilio Ficino

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Dicembre 2015 Completamente assorbito dal paesaggio circostante, il Santuario di Loppiano dedicato a Maria Theotokos, Madre di Dio, è davvero un luogo di pace. Si respira ovunque anche nel silenzio della campagna circostante. Formato da due corpi distinti, la Chiesa e la torre campanaria, quest’ultima coperta da una falda triangolare dorata, la cui forma richiama la Trinità. I due corpi sono uniti da una parete di vetro che allo stesso tempo distanzia le due strutture. Simbologia di Cristo Crocifisso e abbandonato. È il punto che di notte è il più luminoso: è il messaggio di redenzione che guida i fedeli dal buio alla luce divina. In questo spazio si colloca il tabernacolo, inserito in una scultura discoidale in bron- Quel tetto che rimanda a Piero della Francesca I messaggi nascosti del Santuario di Loppiano zo dorato (modellato da Ave Cerquetti e da Fiamma Han) separato dalla zona presbiteriale, da una vetrata unita a collage, opera della pittrice Dina Figueiredo. Simboleggia Maria, che come un grande cielo azzurro contiene il sole, Suo Figlio. Sempre della stessa artista sono le vetrate laterali. A sinistra è rappresentata la Passione di Gesù, dall’orto degli Olivi alla Resurrezione; colori intensi: viola, rossi, rosa, azzurri, marroni fino ai vari gialli che salgono verso l’alto come la figura di Cristo Risorto. A destra invece le storie della vita di Maria, dall’Annunciazione, alla realtà della sua dal verde all’azzurro. Una grande copertura che come in un abbraccio materno ti accoglie e ti protegge. Guardandolo ritorna in mente il manto della Madonna della Misericordia di Piero della Francesca, che in un semplice gesto accoglie tra le sue braccia i fedeli. Un tetto che tocca quasi terra e che vuole essere il tramite tra il cielo e i fedeli. Sale infatti in maniera costante e come si legge in una frase di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari, “porta il Divino in terra come un celeste piano inclinato che dall’altezza vertiginosa dei cieli scende all’infinita piccolezza delle arcHitettura: 5 Il Valdarno gratis a casa tua La Chiesa dei Focolarini è dedicata a Maria Theothokos, Madre di Dio PAGINA vita, culminante nell’Assunzione. L’altare, realizzato in un unico blocco scultoreo di pietra di Trani, su bozzetto di Erika Ivacson. È semplice nelle forme e simboli stilizzati di uva e spighe di grano che richiamano l’Eucarestia. Qui sono conservate le reliquie di tre Santi: Santa Chiara d’As- sisi, San Romolo e San Giovanni Gualberto. L’ambone, luogo della Parola, contiene i simboli dell’Alfa e dell’Omega, l’inizio e la fine. La caratteristica architettonica del Santuario che più evidenzia al primo colpo d’occhio è il il tetto ricoperto in rame ossidato con sfumature che vanno creature”. È un santuario che parla ai fedeli, quasi li prende per mano, spiegando il senso della grandezza della Madre Celeste. I materiali sono semplici: pietra del luogo (alberese), legno, rame. La porta centrale è in bronzo e rappresenta Maria Porta del Cielo, realizzata dalla scultrice Maria Cristina Criscola. La Chiesa è nata sotto impulso di Chiara Lubich, su bozzetto della scultrice Ave Cerquetti, che con gli architetti Elena di Taranto, Vita Zanolini, Iole Parisi e Patrizia Taranto hanno dato vita al progetto. Tutte le sculture, le vetrate e i bassorilievi sono state create e realizzate da artiste del Centro Ave Arte: donne che hanno reso omaggio alla Donna più grande, Maria. Valentina Trambusti vieni a trovarci nel nostro showroom potrai trovare anche scale inferriate, ringhiere e cancelli, tende e coperture per esterni inFissi e serramenti Via Brodolini, 13 Figline Valdarno tel 055 9158002 info@bettieborchi.it www.bettieborchi.it

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Il Valdarno gratis a casa tua Forse ci volevano proprio due ristoratrici giovanissime alla loro prima esperienza per riscoprire la cena della vigilia nera, o il gusto antico del pranzo di Natale: quello con i tortellini in brodo fatti in casa, il bollito e i crostini dorati. Così, per conoscere i menù che fanno tendenza per delle Feste 2015, abbiamo chiesto qualche anticipazione a Francesca e Federica, le nuove protagoniste della ristorazione valdarnese con il loro “Aqua by De Profundis” di Figline (via Del Puglia – 055.951017. “Proprio nei giovani si sente più forte la necessità di riscoprire le tradizioni – spiega Francesca – ad esempio noi abbiamo voluto recuperare anche nella preparazione del menù la memoria della vigilia di Natale che nella tradizione religiosa era considerata vigilia nera come quella del venerdì santo, come ricorda l’antico proverbio toscano: ‘Chi guasta la vigilia di Natale, corpo di lupo e anima di cane’. Ecco perché, Dal “Pranzo della nonna”alla cena “Vigilia nera” proprio per la cena della vigilia che cade nella notte di ingresso nel venerdì di Natale, abbiamo ideato un menù a base di pesce che ha come piatti forti: il millefoglie di sfoglia scomposto di vaporata di mare, con carciofi morellini scottati; e poi anche gli spaghetti alla chitarra con frutti di mare”. Invece per il classico pranzo del 25 dicembre, qual è la tendenza che voi privilegiate all’Acqua by De Profundis? “E’ proprio nel pranzo di Natale che noi abbiamo voluto riproporre la cucina con i sapori di una volta - dice Federica - Non a caso abbiamo chiamato questo menù ‘il pranzo della nonna”, perché pesca a piene mani nelle usanze valdarnesi: i crostini dorati con marsala all’uovo con i fegatini, e poi i tortellini in brodo, fatti in casa con il ripieno di carne seguendo le antiche modalità di preparazione manuale. I tortellini vanno fatti seguire, come da tradizione, da un piatto di bollito con salse e gourmet: 6 PAGINA Dicembre 2015 Francesca e Federica di “Aqua by De Profundis” svelano i menù che fanno tendenza nelle Feste 2015 Nelle foto: Francesca e Federica e alcuni dei loro piatti consigliati per le feste di fine anno dall’arrosto misto con patate in forno”. E se i nostri lettori volessero ispirarsi ai menù che avete preparato al ristorante Aqua per il cenone di Capodanno, quali sono i piatti che vanno messi in tavola quest’anno per finire bene il 2015? “Per il Cenone la scelta è molto varia. Noi presentiamo molta varietà sia nel menù di terra che in quello di mare – chiariscono Francesca e Federica – Però, qualcuna delle nostre proposte per il Cenone le possiamo anticipare: ad esempio per chi ama il menù di terra prepareremo, tartara di manzo su mele cirany smith e crema di taleggio; prosciutto nostrale tagliato a mano con frizione agli agrumi e pepe rosa; risotto ai funghi porcini e tarese; paccheri freschi al ragù di cinghiale; ovviamente non può mancare il beneaugurante cotechino con lenticchie”. Invece le vostre scelte per il Cenone a base di mare? “Abbiamo messo nel menù di fine 2015: cruditè di mare con frutta fresca; vaporata di mare su lenticchie; risotto ai crostacei mantecato allo champagne; paccheri freschi al salmone marinato agli agrumi e erbe aromatiche, e anche frittura di calamari”. Chissà se questi piatti destinati agli ospiti di Aqua, tenteranno anche quelle persone che hanno scelto di passare il Capodanno a casa con gli amici? “Noi speriamo di aver dato qualche suggerimento utile anche per chi preparerà il cenone tra quattro mura. Magari dopo mezzanotte possono venire a raccontarci come è andata. Il nostro open bar e il dj resteranno in funzione fino alle 4, proprio per accontentare quanti vorranno raggiungerci dopo mezzanotte all’Aqua by De Profundis per trascorrere insieme le prime ore del 2016”.

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Dicembre 2015 7 Il Valdarno gratis a casa tua Periodo natalizio in Valdarno Appuntamenti da non perdere Mostre, mercatini, sagre, concerti. Il Valdarno durante il periodo natalizio è sempre ricco di appuntamenti che vedono coinvolti grandi e piccini. Nel Comune di Figline Incisa, il 5 dicembre si accenderanno le luminarie delle due piazze Marsilio Ficino e Santa Lucia, con i canti di natale della Scuola Schumann e il flash mob del coro del Teatro Garibaldi. Domenica 6, rievocazione storica del mercato medievale con le quattro contrade figlinesi. Sabato 12 nei corsi principali di Figline, musica con la Sciacchetrà Street Band mentre domenica 13 si terrà il mercato natalizio. Per i più piccoli a Incisa nella piazza Santa Lucia, lo spettacolo dei burattini e nei giorni di sabato 19 e domenica 20 potranno fare un “selfie” con Babbo Natale in piazza Marsilio Ficino. Dal 3 dicembre al 10 gennaio i mercatini di natale saranno allestiti presso l’Arena del Teatro Garibaldi. Di prezioso interesse la mostra che il Calcit fa ogni anno di presepi provenienti da tutta Italia che potrete visitare in corso Mazzini dall’8 dicembre al 10 gennaio. A San Giovanni Valdarno, sabato 5 nella Basilica di SS. Maria delle Grazie: Inaugurazione della XII edizione di “Natale nel Mondo”. Appuntameno con i mercatini di Natale in Corso Italia domenica 6 con l’apertura della Casa di Babbo Natale e 13 dicembre con il concerto Gospel for Christmas VIII nella Pieve, nella quale il 12 ci sarà il concerto di natale dell’Orchestra Masaccio. Il 19 nel Loggiato di Palazzo d’Arnolfo: “Dov’è finito Babbo Natale?” spettacolo interattivo per i bambini. Domenica 20 mercatino dell’antiquairato per tutto il giorno e nel pomeriggio “Magico Natale in Piazza” per i più piccoli. A Montevarchi dal 6 all’8 di dicembre ci saranno i mercatini natalizi mentre il 12 e il 13 ci sarà una grande manifestazione di Slow Food Italia in collaborazione con Terra Madre e il Mercatale, con oltre 80 stand da tutta Italia. Il 16 ore 21,15 presso la Chiesa di S. Andrea Corsini, si esibisce il gruppo SERENITY SINGERS un concerto Gospel. Non mancano le iniziative per le famiglie presso l’Auditorium: il 13 dicembre ore 17,00 “Incantastorie” rassegna di teatro per bambini, mentre il 3 dicembre alle 17,00, lo Storico Antonio Natali sarà al Centro culturale della Ginestra per la presentazione del suo libro “Michelangelo agli Uffizi, dentro e fuori”. Sempre alla Ginestra il 5 dicembre alle ore 15,00 Speciale Natale: “Come neve” letture animate, alle 17,00 Gene Gnocchi sarà ospite agli incontri “Squarci di Felicità”. V.T. Feste di casa nostra: Mercatini e concerti aspettando Babbo Natale PAGINA

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Il Valdarno gratis a casa tua 8 PAGINA Dicembre 2015 Dolomiti nella Badia a Soffena con l’arte di Celeste De Luca Pittura: Successo della mostra organizzata dalla pittrice figlinese Un silenzio fragoroso attraversa le montagne di Celeste Di Luca, artista figlinese, recente artefice di “Dolomiti, il Silenzio e il Cammino” (catalogo Florence Art Edizioni, con fotografie di Benedetta Pasquini), un progetto culturale incentrato su una mostra di pittura e patrocinato dal Comune di Castelfranco-Piandiscò e dalla Diocesi di Fiesole, che si è aperto il 17 ottobre nello splendido scenario della Badia di S. Salvatore a Soffena di Castelfranco di Sopra. All’inaugurazione della mostra sono intervenuti anche il sindaco Enzo Cacioli, l’assessore alla Cultura Filippo Sot- tani e la presidente AC Fiesole Paola Fratini. Nel corso della cerimonia ha preso la parola, fra gli altri, Padre Giancarlo Bruni, monaco della Comunità di Bose e docente ecumenico della Facoltà Teologica “Marianum” di Roma, autore dell’introduzione del catalogo. «La montagna - ha ricordato Padre Gianacarlo - è un luogo fascinoso e al contempo sacro la cui forza e altezza sono paragonabili a quella dell’uomo per un cammino morale alto”. “Che un’artista nata nei pressi delle ‘Piccole Dolomiti Lucane’ potesse sentire un giorno il bisogno di ritrarre le ‘Grandi Dolomiti Trentine’ è cosa immaginabile e probabile, per ovvia ispirazione di uno scenario che evoca l’altro - ha scritto Daniela Monreale, poetessa e critico letterario nella sua recensione - ma che questa artista riuscisse a interpretare i ‘monti pallidi’ con una cifra pittorica potentemente viscerale e anticonvenzionale, tale da produrre un originale tessuto di significato, non è così scontato”. Celeste Di Luca è un’artista intensa e solitaria, che riporta, con le sue opere pittoriche e con la sua poesia, ad una dimensione umana e naturale. «Celeste crea un’arte che coinvolge lo spettatore, lo fa riflettere, lo fa soffrire e lo fa abbandonare perché lo pone di fronte alla vita», ha spiegato Paolo Butti nella prefazione del catalogo, “Canto di Terra e di Cielo”. La mostra “Dolomiti, il Silenzio e il Cammino” è rimasta aperta fino al 14 novembre, riscuotendo un grande successo di visitatori e si è conclusa in bellezza con un pomeriggio dedicato al canto e alla poesia. Il reading poetico, a cui ha partecipato una decina di autori di tutta la Toscana, si è svolto all’interno della chiesa di S. Salvatore, in un suggestivo tramonto e in un’atmosfera magica. B. P.

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Dicembre 2015 9 Il Valdarno gratis a casa tua curiositÀ: Singolare iniziativa alla profumeria Atlantide di Incisa per il pomeriggio del 13 dicembre Basta con i regali di Natale accompagnati da banali biglietti di auguri. Per le feste del 2015 arriva la novità del biglietto d’autore realizzato in esclusiva, da un vero artista. Impossibile, direte voi? In effetti si tratta di un piccolo miracolo che accadrà solo nel pomeriggio del 13 dicembre, a Incisa. Grazie all’ennesima e felice intuizione di Renza Tozzi, alla Profumeria Atlantide sarà possibile accompagnare il proprio regalo con un biglietto dipinto dal noto pittore Simone Soni. Un evento multisensoriale che mette insieme arte, stile, gusto e profumi. L’iniziativa del 13 dicembre si chiama “Eccomi, ti scrivo”. “Da un po’ di tempo - spiega Renza - si è persa l’abitudine di accompagnare il regalo con un bel biglietto, un po’ per pigrizia, un po’ perché con l’avvento delle nuove Natale 2015, il biglietto d’auguri lo dipinge un pittore, solo per te tecnologie ci siamo fossilizzati a scrivere tutto per email o tramite sms. Tutto sembra più facile ma l’impatto dei nuovi media sulle relazioni pubbliche ci porta ad abbandonare l’arte di scrivere a mano. A me, invece, piace ancora scrivere i miei pensieri, credo che le parole scritte a penna abbiano un significato importante. Io penso che il detto verba volant, scripta manent, valga anche per gli auguri. Così è nata l’iniziativa ‘Eccomi, ti scrivo’. Non è la prima volta che Renza Tozzi trasforma la sua profumeria Atlantide in un luogo di ritrovo collettivo. “Circa dieci anni fa quando ho introdotto nel mio negozio il marchio Sensai Kanebo, una famosa azienda giapponese di cosmetici, ho iniziato a pensare a un modo nuovo per stimolare la fantasia di amici e clienti. Teatro a negozio, scuole trucco, feste a tema, reportage fotografici, ogni volta ho cercato di omaggiare e messo a disposizione il mio luogo di lavoro per creare un connubio tra diverse arti”. Le feste da Renza sono ormai diventate un appuntamento fisso, un’atmosfera vivace, un modo per conoscersi, stare bene e passare due ore insolite. Feste molto partecipate, che si svolgono di solito nei giorni che precedono il Natale o per il solstizio d’estate. Questa volta ci mette del suo anche il pittore Soni. “La mia amicizia con Simone dura da ormai 30 anni - racconta renza Tozzi - La nostra collaborazione professionale è iniziata con una sua personale mostra di ritratti nel mio negozio e poi con una festa in cui furono esposte scatole dipinte, pezzi unici, che avevo pensato utili PAGINA Nelle foto: Renza Tozzi e il pittore Simone Soni all’interno della profumeria Atlantide di Incisa e un’immagine di un’opera dell’artista per raccogliere cose preziose. Questa volta l’aiuto di Simone sarà duplice: realizzerà in situ biglietti preziosi e senza tempo per personalizzare i regali del nostro Natale 2015 e farà installazioni d’arte per le vetrine che saranno in vendita”. I colori e il tocco romantico di Soni il 13 dicembre saranno abbinati anche a diversi tipi di cioccolatini artigianali, preparati dalla Chef Alessandra, e da alcune particolari essenze. Abbinamenti studiati per deliziare gusto, olfatto e vista. In linea con lo stile personalissimo ed elaborato Renza Tozzi che da anni si è specializzata nella ricerca di profumi artistici, fragranze eleganti ed esclusive come Perris, Laboratorio Olfattivo e Robert Piguet. Veri capolavori nel mondo dell’arte profumiera. Benedetta Pasquini

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Il Valdarno gratis a casa tua 10 PAGINA Dicembre 2015 la storia: Così Benito Dini, detto “I’ Frosone”, divenne uno chef molto rinomato “Lavavo le pentole a Figline poi ho cucinato per il Papa” Augura Buone Feste Nelle foto: Alcune vecchie foto di Benito Dini e un’immagine dello chef oggi “Sono nato a Figline nel 1936 in via Maestra di sotto, la mia casa era vicino alla bottega di Madiella. Mi chiamavano “i’ Frosone”. Da ragazzo facevo la gita del pane per Burniaga. Chissà se qualcuno si ricorda di me, manco da tanti anni ed ho perso tutti i contatti”. Benito Dini è partito da “via maestra di sotto” ma ne ha fatta di strada. Nella sua carriera di chef ha lavorato nei migliori ristoranti italiani, svizzeri e olandesi. Ha cucinato per attrici famose e anche per il Papa. Ora che è pensionato s’impegna nella preparazione di pasti caldi per i senzatetto, ed insieme a sua moglie li serve ogni mercoledì alla stazione di Campo di Marte a Firenze. “Da ragazzo - ricorda Dini - avevo un sogno: volevo diventare cuoco, ma non avevo i soldi per frequentare l’unica scuola di cucina che conoscessi, a Bellagio, un ambiente di lusso per figli di papà. Un mio parente lavorava all’Hotel Majestic a Firenze e, tramite lui, feci il mio primo ingresso nella cucina di un grande albergo, con la qualifica di casseruolaio, cioè addetto al lavaggio dei tegami. Mentre lavavo, con la coda dell’occhio guardavo gli chef; così imparai a cucinare, rubando con gli occhi. Dopo il Majestic, fui assunto come “aiuto-cuoco” al Grand Hotel Minerva. I turisti americani adoravano le mie crêpes alla fiorentina ed alla fine di ogni pasto, nonostante la mia ritrosia, mi volevano in sala per applaudirmi. Provavo una soddisfazione immensa, malgrado il mio di- sagio. All’Hotel Excelsior, ero finalmente “cuoco”, in una cucina enorme, con tanti chef. Il mio sogno si era realizzato”. “Non voglio citare tutti i ristoranti nei quali ho lavorato, ma è doveroso menzionarne uno, sicuramente caro a tutti i figlinesi: il Ristorante Torricelli, del Sor Ivo, in piazza Marsilio Ficino. Poi ho oltrepassato i confini due volte - racconta Benito - in Svizzera, all’Hotel President sul Lago di Ginevra e in Olanda, all’Hotel Victoria di Amsterdam. Tutti hotel a 4 e 5 stelle, ma la nostalgia mi riportò a Firenze, dipendente del Motel Agip. Nel 1965 mi sposai e tornai di casa a Campi Bisenzio. La maggiore gratificazione l’ho avuta in ristoranti fiorentini di prestigio, come il Ristorante Oliviero e il Ristorante Osteria, frequentato dall’attrice Monica Vitti. Ricordo che un giorno mi chiese consiglio su come preparare il soufflé e mi offrì perfino di andare con lei a Roma. Nel 1986, il Seminario di piazza del Cestello, ospitò il Papa dopo ben 120 anni, ed il rettore, Don Bassetti, attualmente cardinale a Roma, scrisse al proprietario del Ristorante Osteria per avere due cuochi professionisti che preparassero la cena per Giovanni Paolo II ed il suo seguito. Il Papa volle un pasto leggero e noi cucinammo una torta salata, la stracciatella alla romana, le scaloppine ai funghi porcini e, per finire, il gelato. Papa Wojtyla, ci ringraziò personalmente con una stretta di mano”. Adriana Bottacci

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Dicembre 2015 11 Il Valdarno gratis a casa tua Nelle foto: Valentino Troncellito all’opera all’interno del negozio Arte e Capelli a Incisa Completa o col pizzetto, baffoni arricciati all’insù o appena accennata di tre giorni. La barba negli ultimi anni è diventata una vera e propria moda, l’accessorio più importante ed evidente dell’uomo del 2015. Ma per essere al passo con i tempi basta solo avere la pazienza di lasciarsi crescere un po’ di peluria sul volto? No, no. Avere la barba è molto di più, bisogna averne cura ed essere attenti ai dettagli come ci racconta Valentino Troncellito, barbiere del salone Arte Capelli di Incisa: “La barba ha incominciato a spopolare circa quattro anni fa, ma è qualcosa di diverso da una semplice moda. La barba è tornata di moda e fare il barbiere è un’arte La barba nasce dalla crisi come il look trasandato, è specchio del momento storico che stiamo vivendo”. Un trend che ha fatto riscoprire e rinnovare la figura del barbiere, artista moderno che lavora all’interno del barber shop, un tipo di salone esclusivamente dedicato a barbe e baffi di ogni genere: “Il barbiere di oggi si ispira in parte agli storici barbieri dei nostri nonni, però si tratta di una figura completamente nuova. Non si limita solo ‘a fare’ la barba, ma a consigliare, individuare lo stile che meglio si adatta al viso di ogni cliente. La barba oggi deve essere personalizzata, deve rappresentarti ed il barbiere sa come farlo”. Una consulenza non solo per il look, ma farsi fare la barba da chi se ne intende è anche un’esperienza rilassante: “La barba ti dona un aspetto molto mascolino, ma per ottenere l’effetto giusto bisogna saper prendersi cura del viso del cliente per evitare danni alla pelle. Farsi la barba dal barbiere è diventato un momento di relax: qui da Arte Capelli utilizziamo il panno caldo per rilassare il volto e ammorbidire la barba, oltre che prodotti specifici che permettono una rasatura più delicata e funzionale, l’ideale per chi ha la pelle molto sensibile e tende ad avere irritazioni particolarmente noiose”. Il barbiere tendenZe: Dal panno caldo ai prodotti specifici. I consigli di Valentino di oggi è un vero professionista di stile e benessere, con una formazione a 360 gradi che richiede studio e tempo. Anche per viaggiare, come ha fatto Valentino visitando i più importanti barber shop delle maggiori città europee: “Sono stato a Londra, Parigi, Stoccolma, Berlino dove ho visto modi diversi di curare ed acconciare la barba. Si tratta di una vera e propria cultura, per questo è importante il barbiere: sa come valorizzarti ed ha le conoscenze e gli strumenti giusti per farlo; molto meglio che rasarsi da soli a casa, e anche un po’ a caso, rischiando di rovinarsi look e viso”. Roberto Bertoncini PAGINA

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Il Valdarno gratis a casa tua 12 PAGINA Dicembre 2015 storia locale: Alla fine dell’Ottocento funzionava una ferrovia a scartamento ridotto C’era una volta un trenino che univa Gaville a Figline C’era una volta la ferrovia che collegava Gaville a Figline. La storia di questo trenino è strettamente collegata all’epopea della corsa alla lignite, che inizia nel 1860 con i primi scavi nel giacimento di Cavriglia (considerato il più grande d’Italia). Nel territorio figlinese, invece, emerge la miniera di “Sassola” e “Piombino”, più piccola e di minor produzione rispetto a quella di Cavriglia, ma presto divenuta importante grazie a Luigi Bossini, che nel 1894 vi inizia gli scavi. Il mercato della lignite sul piano nazionale cresce di giorno in giorno. Infatti la miniera porta frutto e offre posti di lavoro. Fondamentale è il trasporto: in quel periodo i barrocci sono il mezzo primario, tuttavia spesso creano ritardi a causa della loro lentezza. Il percorso della lignite comprende l’appoggio alla stazione ferroviaria di Figline, dove il combustibile viene scaricato alla vetreria e poi caricato su vagoni. Non a caso Bossini, immaginando ad un mezzo di trasporto e collegamento tra Gaville e Figline, pensa ad un progetto per la costruzione di una ferrovia a cavalli e a scartamento ridotto, simile a quella in uso fra Castelnuovo e San Giovanni. Un progetto che costringe l’azienda di Bossini a richiedere al Comune una cifra pari a L. 15.000 di contributi pubblici che sarebbero stati spesi, da lì fino a dieci anni dopo, per la manutenzione della strada e per lo sgombero dei barrocci dalla strada stessa. Il fatto è che Bossini riesce soltanto a pensare al progetto, poiché viene a mancare nell’agosto del 1896 lasciando la società nelle mani del Sig. Giani, suo suocero. Nel 1899 il progetto dell’ormai defunto Bossini viene presentato in Comune. La vendita della lignite cresce, Figline e Gaville ne traggono benefici; nel 1900 la Società Bossini diviene la maggiore ditta del comune di Figline, così come nel 1902 e nel 1907, rispettivamente secondo le statistiche del comune e della camera di commercio di Firenze. Nel maggio 1902, dopo varie complicazioni burocratiche, il sindaco Lodovico Martelli promuove il progetto della ferrovia a cavalli che avrebbe percorso per la maggior parte lo stesso tracciato dei barrocci, fino ad arrivare nei pressi della Borghetta. La funzione della ferrovia inizia nel 1904 accrescendo ulteriormente il prestigio della Società Bossini. Nel 1908 la trazione animale del treno Gaville-Figline viene sostituita da quella a vapore. Tuttavia con i progressi della chimica la lignite comincia a perdere valore. E con lo sviluppo di nuovi combustibili inizia anche la fine della ferrovia Figline-Gaville. Riccardo Barlacchi

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Dicembre 2015 15 Il Valdarno gratis a casa tua Idee chiare e determinazione. Piero Secciani ha il piglio deciso che lo fa sembrare il manager di una multinazionale, in realtà dal 9 luglio è alla guida di un vero ‘colosso’ della solidarietà: il Calcit Valdarno. Una realtà associativa fatta di oltre 500 soci volontari che, in 25 anni di storia, è riuscita a raccogliere oltre 6 milioni di euro. Soldi che sono stati destinati alla lotta ai tumori e ad altre attività mirate alla salute dei cittadini. Oltre 2 milioni, ad esempio, sono serviti per la costituzione della radioterapia che è in funzione all’Ospedale della Gruccia. Piero Secciani, Dipendente del Comune di Cavriglia con funzioni di Responsabile dell’Area Urbanistica, è il quarto Presidente che sale al vertice della prestigiosa Onlus valdarnese. Il primo Presidente del Cda, nel lontano 1991, fu l’avvocato Massimo Merlini; seguito dall’avvocato Leo Failli e poi da Roberta Soldani, la qua- Calcit Valdarno, fenomeno di solidarietà le ha guidato il Calcit Valdarno fino al giugno scorso. Il Comitato autonomo per la lotta ai tumori è presente in quasi tutti i Comuni del Valdarno Aretino (mentre nei comuni fiorentini operano “i cugini” del Calcit Valdarno Fiorentino). Al momento nel Valdarno Aretino sono attive 8 Sezioni. L’ultima nata è quella di Bucine che ha come Responsabile di Sezione l’ex Sindaco Sauro Testi. Il Calcit Valdarno raccoglie mediamente ogni anno più di 250 mila euro. Un centinaio euro arrivano direttamente nelle casse del Calcit grazie alle tante iniziative allestite dalla Onlus (mercatini, feste, lotterie, cene etc). Altrettanto arriva al Calcit dalle memorie per i defunti. Poi i contributi del 5 per mille. Infine le donazioni (oltre 20.000 euro) e le quote sociali (10.000 euro ogni anno). “Benché la crisi economica abbia colpito tutti, i contributi che arrivano al Calcit Valdarno non sono diminuiti neCONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Presidente: Secciani Piero Vicepresidenti Vicari: Bernacchioni Rossana, Donato Gianfranco Referente Coordinatore Sanitario: Ermini Marco Responsabile Amministrativo-Tesoriere: Failli Alessandro Consiglieri a Complemento del Consiglio di Presidenza: Ferrarese Federica (Resp. Sez. Montevarchi), Schincaglia Meri (Resp. Sez. Terranuova Bracciolini) CONSIGLIERI: Antonielli Antonio Brandi Stefano (Resp. Sez. Castelfranco di Sopra) Calzeroni Carlo Camici Lucia Cantini Laura (Resp. Sez. San Giovanni Valdarno) Donati Alessandro Gualdani Franca (Resp. Sez. Loro Ciuffenna) Mantovani Paolo Mignone Lucio Monsecchi Roberto ( Resp. Periodico Insieme) Nocentini Claudia Rutilensi Alda (Resp. Sito Internet) Salusti Renato (Resp. Sez. Cavriglia) Sani Cinzia Signorini Alessandra Terrosi Lucio (Resp. Sez. Piandiscò) Valoriani Loriana Verdi Sandra gli ultimi anni” dice, soddisfatto, il presidente Secciani. Segno che le persone hanno piena fiducia in questa Associazione. “Del resto - precisa il Presidente - il Calcit Valdarno ha dimostrato sempre il massimo controllo e la massima trasparenza sui fondi raccolti. La gente lo ha capito e ci sostiene con convinzione”. Ma quali sono gli obiettivi che si pone il Calcit Valdarno sotto la presidenza Secciani? “Il primo obiettivo - spiega il Presidente - è quello di mantenere pienamente efficiente il centro Oncologico guidato dalla dottoressa Alessandra Signorini e il centro di Radioterapia guidato dalla dottoressa Luciana Lastrucci, nonché il ‘Progetto Scudo Valdarno’ per malati oncologici e non, in funzione 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. Questo servizio di cure domiciliari, attivato dai Medici di Famiglia e guidato dal dottor Giulio Corsi, negli ultimi cinque anni ha assistito a associaZioni: Sei milioni di euro raccolti. Il presidente Piero Secciani racconta le tante cose fatte e le grosse novità per i prossimi anni PAGINA domicilio oltre 700 pazienti. Vogliamo mantenere questo standard di qualità, anche se ci costa oltre 120 mila euro l’anno”. “Ma il Calcit Valdarno da ora in avanti non limiterà la sua azione soltanto alle cure delle malattie tumorali. Giocheremo d’anticipo - rivela a sorpresa il presidente Secciani - Vogliamo puntare molto sulla prevenzione. Già siamo intervenuti negli anni scorsi, in più riprese, nelle scuole con progetti coadiuvati con la Asl, sui corretti stile di vita legati alla alimentazione e allo sport. Ma non basta. Ora vogliamo capire di più e meglio come fare prevenzione. Per questo occorreranno dati epidemiologici sempre più mirati, puntuali e aggiornati” per consentire al Calcit, sentite le istituzioni pubbliche (Asl e Comuni) di intervenire, per attivare azioni di prevenzione mirate sulle crescenti patologie tumorali censite. F. F.

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