Il Girasole on line - Aprile 2016

 

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Il Girasole on line - Aprile 2016

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Bollettino Informativo e Culturale on-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N° 07 – Aprile 2016 Montale Inovadora e criativa 34 anos Ainda nesta edição: Escola e Integração ISSN 2448-1254

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Sumário Editorial...................................................................................... 2 Palavra da Escola – Non sono pericoloso.................................. 4 Acontece – Ano Internacional do Entendimento Global........... 7 Da sala de aula – Três mundos num só..................................... 8 Palavra da Escola – Montale Inovadora e Criativa.................... 10 Palavra da Escola – Parabéns Girasole On-Line!....................... 12 Parêntesis – Addio a un grande maestro!................................ 14 Nossa gente – Fabiana Infante................................................... 16 Parêntesis – A arte de escrever e publicar livros....................... 18 Da sala de aula – Tudo em um clima de aventura .................... 20 Da sala de aula – Um dia especial............................................. 22 Da sala de aula – COPED 2015.................................................. 24 Da sala de aula – Projeto Moitará............................................. 28 Pedagogicamente Falando – Inclusão....................................... 30 Pedagogicamente Falando – Integração.................................. 32 Você sabia que – Integração e Música...................................... 34 Você sabia que – Integração e Arte........................................... 35 Você sabia que – Integração e Esporte..................................... 36 Você sabia que – Integração e Gastronomia............................. 38 De onde viemos – Benvenuti a Spoleto!................................... 40 De onde viemos – Dall’Africa fino in Brasile!............................. 42 Meninos de Ouro – L’abbraccio di una buona scuola................ 44 Meninos de Ouro – Saber usar a dúvida para a evolução......... 46 Meninos de Ouro – Quella marcia in più.................................. 48 Mural dos pais – A arte de ensinar a gostar de estudar............ 50 Mural dos pais – Aprender a manter as amizades.................... 52 Mural dos pais – Montale: Inovadora e Criativa....................... 54 Cursos – Corsi di Lingua e Cultura Italiana................................. 55 Curiosidades......................………….……….…….....…..……………..…. 56 A última palavra – Integrità e Silenzio..................……………..….. 58 Editorial Il vero significato dell’integrazione scolastica Cari Lettori, È con grande gioia che ci rincontriamo in questo primo numero della nostra rivista On-Line del 2016. Sono tanti gli articoli che leggerete in quest’edizione e perciò vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro che generosamente ci hanno offerto un po’ del loro tempo e delle proprie competenze. Grazie di cuore a tutti i nostri scrittori! Il tema pedagogico fondamentale di quest’edizione è quello dell’Integrazione. A riguardo leggeremo articoli variati e molto interessanti, nei quali sono proposte riflessioni diverse in ambiti diversi, come: lo sport, la musica, la gastronomia, la scuola, ecc. In particolare abbiamo l’onore di accogliere in queste pagine un breve testo di Rodrigo Hübner Mendes, idealizzatore e fondatore dell’Istituto Rodrigo Mendes (IRM), che è oggi la più grande istituzione nazionale che si occupa dell’inclusione scolastica degli alunni con qualche disabilità. Dalle parole di Rodrigo possiamo sognare una Bollettino informativo e culturale On-line della Scuola Italiana “Eugenio Montale” N. 07 – Aprile 2016 ISSN 2448-1254 Direzione: Victor Vallerini Revisione dell’italiano: Victor Vallerini Revisione del portoghese: Fabiana Infante Composizione grafica: Fabiana Infante Contatti: victor@montale.com.br / fabiana.infante@montale.com.br Website: www.montale.com.br 2 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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scuola in grado di integrare tutti e ciascuno, un modello di scuola in cui tutti gli insegnanti e i vari operatori siano coinvolti nella costruzione di una comunità scolastica integrante. L’integrazione non riguarda solo l’alunno disabile: ciascuno di noi ha bisogno di aiuto e di sostegno, fosse anche solo in certi momenti e in certe occasioni. E questo perché l’uomo, a differenza degli animali che dopo la nascita sono subito in grado di cavarsela da soli, non nasce autonomo. Lo diventa. Prima attraverso un lungo “allevamento” e poi mediante l’educazione e l’istruzione, che caratterizzano ogni momento dell’esistenza umana. Dalla culla alla bara si impara sempre. Compito della scuola, dunque, è quello di aiutare ogni alunno a sentirsi parte integrante di un gruppo, ciascuno con il proprio ruolo e con le proprie mansioni: come un’orchestra in cui ognuno, pur suonando uno strumento diverso, contribuisce alla buona riuscita dell’esecuzione del brano musicale. Il senso di appartenenza a una comunità può rompere, e di fatto rompe, ogni barriera. Buona lettura! Integrazione è fare nuovi amici!!! di Victor Vallerini Integrazione e Creatività Integrazione Genitori e Figli 3 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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Copa do mundo Palavra da Escola Non sono pericolos All’inizio di un nuovo Anno Scolastico mi è gradito porgere il benvenuto a tutti gli studenti della Scuola Italiana Eugenio Montale e porgere, altresí, un saluto riconoscente ai loro genitori che hanno deciso di affidare alla nostra Scuola la formazione dei propri figli. Siamo consapevoli che il supporto delle famiglie è indispensabile perché la scuola diventi il luogo educativo che tutti noi sogniamo. Il presidente d’Anna con i bambini della Scuola dell’Infanzia Un augurio di buon lavoro a tutto il personale. Crediamo che una scuola può funzionare se tutte le sue componenti funzionano: ognuno ha il suo ruolo, i suoi compiti, le sue funzioni; insieme costituiamo una comunità integrata di servizio, che è soprattutto una comunità educante. Un saluto caloroso a tutti gli studenti. Impegnatevi nello studio, nel comportamento, nel rispetto delle regole della buona convivenza civile, e diventerete bravi cittadini, lavoratori consapevoli, persone su cui si potrà contare, sempre e ovunque vi troverete. A voi, docenti, giunga tutto il mio sostegno affinché continuiate con passione, competenza e professionalità a svolgere l’importantissimo e delicato ruolo nella formazione delle nuove generazioni e ad impegnarvi nella vostra fondamentale funzione educatrice, anche in questi tempi difficili. Lavoreremo tutti insieme, per promuovere iniziative, creare entusiasmo, proporre azioni di miglioramento, in un clima di dialogo, di rispetto reciproco, di condivisione, di serenità e sincerità, facendo leva sul senso di responsabilità di ciascuno. Vorrei, a questo punto, fare una breve riflessione sul tema interdisciplinare proposto dai professori della Montale che è quello dell’Integrazione, poiché tocca problematiche attuali di grande spessore come quelle legate al fenomeno dell’Immigrazione dei popoli. L’immigrazione sembra rappresentare una grande sfida non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa. Spesso si tende a parlare degli immigrati come un “problema” e questo avviene perché l’opinione pubblica, 4 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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so, sono in pericolo molto spesso, corre il rischio di avere una visione distorta o limitata del fenomeno dell’immigrazione. In questi ultimi mesi, negli Stati europei si parla frequentemente di una politica di integrazione, cioè una politica dell’alloggio, dell’assistenza sociale e dell’istruzione, ma anche, purtroppo, di una politica di chiusura di frontiere. E questo, a mio avviso, è un paradosso se si pensa che giorno dopo giorno ci si incammina verso un “allargamento”dell’Europa. Ed è appunto come “Europa” che si dovrebbe affrontare il problema. Forse l’integrazione non è solo un problema politico, ma soprattutto una sfida che ha come premio la crescita dell’intera Comunità Europea. Mettiamoci brevemente nei panni di un immigrato, costretto a vivere in un nuovo Stato, emigrare verso un’altra terra, confrontarsi con una cultura estranea, di Giuseppe d’Anna “ Ricordate, ricordate sempre, che tutti noi, che tu ed io in particolare, discendiamo da immigrati.” Franklin D. Roosevelt imparare una lingua sconosciuta e sentendo tanta, tanta voglia di tornare a quelle radici da cui forzatamente e necessariamente è stato allontanato!! Forse questi o tanti altri pensieri affollano la mente di un immigrato. Difficile, per noi, ricostruire quelle emozioni che mai si sono provate, difficile immaginare di essere un “esule”. L’immigrazione è necessità di integrazione, poiché il problema del singolo è un problema della collettività. 5 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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Mai come oggi la “paura dello straniero”, la sfiducia nelle sue capacità, quell’assurdo considerarlo come “diverso”, solo perché appartenente a modelli etici e culturali differenti, diviene un concetto del tutto fuori luogo in Europa, come altrove. Non si cresce chiudendo le porte al mondo! Essendo cittadino italiano che abita da molti anni in Brasile, non posso dimenticare di citare l’immigrazione degli italiani in questo Paese. Forse non tutti sanno che secondo una stima dell'IBGE (Istituto Brasiliano Geografico Statistico) fra il 1884 ed il 1939 sono entrati in Brasile oltre 4 milioni di persone e gli italiani rappresentavano il più importante gruppo di immigrati, superando persino i portoghesi. La prima ondata di emigranti, prevalentemente di origine veneta, si insediò nelle regioni del Sud, a Santa Catarina. Gli italiani che arrivarono successivamente, per lo più contadini, per lavorare come braccianti seguirono lo sviluppo delle piantagioni di caffè insediandosi nella regione di San Paolo. Gli italiani che arrivarono a San Paolo all'inizio del XX secolo provenivano nella maggior parte dal Meridione d'Italia ed erano quasi tutti di estrazione contadina. Nella rapida crescita di città come San Paolo gli italiani furono i protagonisti. Quelli di loro più intraprendenti abbandonarono le campagne ed il sogno di diventare piccoli proprietari terrieri e si avventurano nel settore dei servizi e nel commercio, contribuendo notevolmente al rapido sviluppo del Brasile. Quartieri di San Paolo come Brás, Bexiga, Barra Funda, Bon Retiro, sono solo alcuni tra quelli completamente italiani, luoghi dove gli emigrati maturavano le relazioni fra paesani, conservando la loro cultura, come testimoniano le numerose feste dei Santi Patroni delle loro regioni d'origine. In Brasile, gli italiani hanno incontrato un’altra Patria, da essa sono stati accolti e con essa si sono Integrati! Vorrei concludere questa mia breve riflessione sul tema dell’Integrazione citando il famoso scrittore brasiliano, Paulo Coelho che affermava: “Quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, poniamo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui finisce la notte e comincia il giorno.” Buon anno scolastico a tutti! Il presidente d’Anna durante l’inaugurazione dell’anno scolastico 2016 6 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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Copa do mundo Acontece ANO INTERNACIONAL DO ENTENDIMENTO GLOBAL – 2016 A Missão da UNESCO consiste em contribuir para a consolidação da paz, a erradicação da pobreza, o desenvolvimento sustentável e o diálogo intercultural através da educação, das ciências, da cultura, da comunicação e da informação. Educar para a Cidadania Global pressupõe: - alcançar a educação de qualidade para todos e a aprendizagem permanente ao longo de toda a vida; mobilizar o conhecimento científico e as políticas relativas à Ciência com vistas ao desenvolvimento sustentável; enfrentar e resolver os novos problemas éticos e sociais; construir sociedades do conhecimento inclusivas e integradoras com o apoio da informação e da comunicação. O Ano Internacional do Entendimento Global tem a finalidade de proporcionar uma compreensão profunda da maneira com que os povos devem conviver para garantir a sustentabilidade. de Helenice Schiavon 7 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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Da sala aula Copa dode mundo Três mundos num só temos hoje advém, muitas vezes, dos canais de televisão que nos consideram apenas como clientes a quem oferecem produtos, das etiquetas que colamos no nosso corpo, dos produtos que compramos por compulsão, dos livros que deixamos de ler... Se admitíssemos viver “os três mundos num só” entenderíamos com clareza que o mosquito que voa para bem longe, afugentado pelo inseticida quase eficaz, pela eficiência de alguns dos médicos que nos assistem nos planos de saúde e pelo repelente a que, afortunadamente, podemos ainda pagar, é o mesmo que perfura - e há muito vem perfurando - o ventre das severinas vidas ao norte do país, a alguns passos de nossas casas ou a milhas e milhas daqui. Se tivéssemos a humildade de reconhecer que não somos tão protagonistas assim nessa história, e que não há como vivermos apenas uma fábula em especial – mas todas, “os três mundos num só” – então estremeceríamos ao ler que o mar de lama que se formou em Mariana afetou 663 quilômetros de rio, cuja enorme doçura não impediu que maculasse o Oceano; não o nosso oceano, mas o oceano de todos. Entenderíamos também que, a despeito de todos os nossos esforços, para cada criança poupada dos horrores da guerra, da perversidade das tão adultas fronteiras que estabelecemos ao redor do mundo e para cada criança que saiu ilesa na guerra contra um inseto ou um homem-inseto; para cada uma delas há outra, esfomeada, afogada ou doente; que em breve se tornará invisível, antes mesmo de conseguir se fazer notar. Josué de Castro (2) bem analisou a geografia da humanidade: (ela) “se divide em dois grupos - o grupo dos que não comem e o grupo dos que não dormem com receio da revolta dos que não comem." Aqui também nos parece que os enredos de tão diferentes fábulas se cruzam. Sírios, afegãos, eritreus e nigerianos fogem da morte e cruzam os mares; e neles morrem para pisar em solos que, de novo, teimam em lhes virar a face, duvidar do sangue que lhes corre nas veias, da assustadora humanidade que exalam nos corpos curtidos. A verossimilhança com que estas vidas secas se colocam nestas histórias chega a dar calafrios, pois, por certo, fazem-nos lembrar das vidas - tão vizinhas - que se amontoam nos viadutos, bueiros e faróis de nossa cidade. Esse reconhecimento da identidade de personagens tão comuns e recorrentes não é mera casualidade, por certo: lá, como aqui, a geopolítica da própria Pátria não lhes foi generosa; ao contrário, empurrou-lhes como mendigos ou piratas à nova Babel, onde devem tornar e tornar a pedir, sempre nestas e em outras portas — embora nos seja conveniente que batam sempre às mesmas — que os irão igualmente espremê-los, porque nunca há de se ter lugar para elas em nossas cidades, estados, países; o que se dizer em nossos corações. E é dessa forma que vamos vivendo nossa fábula individual, excluindo as outras – não sem antes temê-las, ignorá-las e até É de um dos mais importantes geógrafos que o Brasil conheceu, Milton Santos(1), a seguinte afirmação: “vivemos três mundos num só: o mundo tal qual nos fazem vê-lo, o mundo tal como ele é, e o mundo como ele pode ser”. Muitos de nós, entretanto, acreditamos que viver não é uma tarefa que nos renda juntar todas as partezinhas deste nosso complexo mundo. Para muitos, viver é escolher qual personagem incorporar e em qual fábula (ou mundo) se inserir. Assim, segundo tal ideia, nós, seres deste planeta, escolhemos ser um personagem neste ou naquele mundo ou história; esta preferencialmente escrita em versos alexandrinos, muito embora sempre tenhamos a sensação de vivê-la duramente em prosa. É assim que, invariavelmente, vamos todos vivendo nossa fábula individual, como que num consenso mudo, na ilusão de um mundo de dignidade, protegidos do mundo da perversidade que, por sorte, ainda não nos atingiu; na esperança de encontrar um mundo como ele pode ser. Não nos damos conta assim tão facilmente — decerto porque teimamos em viver em mundos e atuar como personagens independentes — de que a geografia do nosso mundo é paradoxalmente complexa e mais singela do que imaginamos: se ousássemos viver “os três mundos num só”, de longe perceberíamos que a doença que hoje nos invade o corpo é resultado daquilo que comemos (ou não), das escolhas globalizadas que fazemos nos supermercados, das marcas que optamos por consumir em nome da modernidade; que as crenças que de Helenice Schiavon 8 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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destruí-las por precaução. A composição de tantos enredos e tramas protagoniza muitas classes de personagens de acordo com suas esferas de ação. Mas todos — do vilão ao falso herói, no Oriente ou no Ocidente, nos países de cima ou nos países de baixo — fazem repetir a mesma fábula; individual e desprovida de compaixão. Melhor mesmo seria se, ainda que por breves instantes, pudéssemos todos sonhar viver um o Ano inteirinho de Entendimento Global no Mundo. Dá para imaginar isso? Seria como se novas manchetes ocupassem os jornais do mundo: Serra Leoa: gestão inovadora garante que, em 2016, nenhum ser humano será privado de água potável. Alívio: países afetados por conflitos como Síria e Iraque já não sofrem com a insegurança alimentar. Público ou privado, o atendimento em saúde no Brasil vira um modelo para pacientes no mundo todo. Sudão garante o melhor registro no ranking mundial de Desigualdades de gênero. Em encontro realizado em Paris, todos os países do mundo se mobilizam na força-tarefa para o acolhimento aos imigrantes. Programas serão implantados em todos os continentes nos próximos meses. Apenas 11 países ainda estão em guerra no mundo. Esforços da ONU se intensificam. Seria como se todo o mundo se unisse em torno de metas comuns, compartilhasse “objetivos para o desenvolvimento sustentável”(3) e estabelecesse “soluções para os desafios globais, como as mudanças climáticas, a segurança alimentar ou as migrações”... (4) Seria como se compreendêssemos “verdadeiramente as consequências das nossas escolhas pessoais no planeta – por exemplo, quando comemos, bebemos e produzimos” e decidíssemos, finalmente, fazer mudanças adequadas e efetivas; “construindo pontes entre os pensamentos globais e as ações locais”...(4) De fato, talvez seja chegada a hora de nos rendermos à escrita de uma nova história global. Isto significa lutar localmente, esforçando-nos sempre para ser unânimes; reconhecendo o amplo alcance de nossas ações, assumindo posturas globais e coerentes enquanto nação ética e, quem sabe, mais amorosa. Somente dessa forma será possível nos dedicar a escrever uma narrativa inequívoca e inevitável – a de viver os “três mundos num só”; recriar essa história enquanto é clímax, mudar o foco da narrativa enquanto é tempo, reavaliar o herói e a vítima, dar outras vozes e consciências aos personagens em suas esferas e, quem sabe, conferir consensuais e mais humanos desfechos. Nota: O Conselho Internacional de Ciências (ICSU), o Conselho Internacional das Ciências Sociais (ISSC) e o Conselho Internacional de Filosofia e Ciências Humanas (CIPSH), anunciaram 2016 será o “Ano Internacional do Entendimento Global” (IYGU)(4). Serra Leoa: gestão inovadora garante que, em 2016, nenhum ser humano será privado de água potável. Alívio: países afetados por conflitos como Síria e Iraque já não sofrem com a insegurança alimentar. Programas serão implantados em todos os continentes nos próximos meses. Público ou privado, o atendimento em saúde no Brasil vira um modelo para pacientes Sudão garante o no mundo todo. melhor registro Apenas 11 países no ranking ainda estão em mundial de guerra no mundo. Desigualdades de Esforços da ONU se gênero. intensificam. Em encontro realizado em Paris, todos os países do mundo se mobilizam na força - tarefa para o acolhimento aos imigrantes. Para saber mais, acesse: (1) https://www.youtube.com/watch?v=9jOmsQ-2sg8 (2) http://www.projetomemoria.art.br/JosuedeCastro/ (3) http://www.unric.org/pt/images/stories/2015/PDF/Sustainable_Development_Goals_POSTER_PT.jpeg (4) http://www.global-understanding.info/pt 9 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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Copa do mundo Palavra da Escola Montale - Reconhecidame Um lugar onde o brincar não é visto como perda de tempo, ao contrário, fonte rica de aprendizagem e a convivência é promovida e estimulada como fonte de cidadania e diversidade. Uma escola que entende o processo de construção da autonomia e os conflitos como meios de superação do individualismo e um mecanismo que deve ser trabalhado de dentro para fora e não vice versa. Uma escola que busca ouvir os jovens e permite que atuem com protagonismo ao longo do percurso escolar. Que se permite conservar eixos de conhecimentos clássicos caminhando lado a lado com as demandas do século XXI. Que prioriza a qualidade frente à quantidade, investe no tempo como fonte de sedimentação do saber diante de um mundo consumido pela velocidade e informações superficiais. Que se preocupa com o meio ambiente, a sustentabilidade e faz destas preocupações objeto de debate, de projetos de pesquisa e até princípio norteador na administração dos próprios recursos materiais. Uma escola onde os pais elegem seus representantes e estes participam ativamente da gestão. Imagine uma escola onde as crianças podem explorar o mundo e suas curiosidades de forma autônoma. Um escola onde pode trazer brinquedo todo dia e até os alunos de 2 anos de idade participam das decisões dos projetos de trabalho. Imagine uma escola onde se passeia por três e, às vezes, até 4 línguas apostando nestas como importante instrumento de emancipação e conhecimento. Uma escola onde se discute currículo com frequência superando os modelos estáticos e buscando sempre uma melhor adequação para cada grupo ou aluno. ...inovadora... Montale ... 10 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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ente Inovadora e Criativa ...e criativa! de Paola Capraro e Silvia Adrião Um lugar onde o professor é respeitado e o diálogo é a principal ferramenta de trabalho. Que tem história e faz história. Uma associação sem fins lucrativos que vê no pedagógico sua maior riqueza. Uma escola sonhada e construída por visionários, sócios beneméritos da Associação, e que ainda hoje atuam para preservar este espírito. Esta é a Montale! Esta é a nossa escola. Longe de ser um lugar perfeito, é uma escola viva que se faz e refaz a cada dia e a cada novo desafio. E foi por estas características que o Ministério da Educação do Brasil, após uma chamada pública realizada ao longo do ano de 2015 reconheceu a nossa escola como modelo de Inovação e Criatividade. legitimou nosso modelo de ensino, que desde sua origem é único. Uma escola híbrida, composta de culturas e línguas diferentes, aberta para o mundo. A iniciativa do Ministério da Educação, pioneira em nossa história, procurou localizar modelos de ensino diferenciados e com resultados positivos. Das quase mil instituições inscritas apenas 178 foram selecionadas, mapeadas e divulgadas para todo o Brasil. A ideia é que nossa escola, assim como as outras instituições e iniciativas que receberam este reconhecimento, sirva de modelo para a elaboração de políticas públicas voltadas para uma educação mais participativa e conectada com as reais necessidades do milênio, ou seja, um mundo mais igualitário, sustentável e humano. Este reconhecimento é também uma enorme responsabilidade, sendo nossa escola modelo, devemos manter firmes os princípios que nos trouxeram até aqui. Como diz a poesia de Eduardo Galeano: “A utopia está lá no horizonte. Me aproximo dois passos, ela se afasta dois passos. Caminho dez passos e o horizonte corre dez passos. Por mais que eu caminhe, jamais alcançarei. Para que serve a utopia? Serve para isso: para que eu não deixe de caminhar.” Acesse o link abaixo que explica a pesquisa e os critérios de avaliação das escolas escolhidas: http://criatividade.mec.gov.br/ No link abaixo podemos consultar as instituições escolhidas, inclusive a Montale! http:// simec.mec.gov.br/educriativa/ mapa_questionario.php Este reconhecimento nos trouxe bastante satisfação e 11 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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Copa do mundo Palavra da Escola Parabéns Gira Este reconhecimento faz da Girasole On-Line um espaço ainda mais aberto ao diálogo e ao confronto de ideias e opiniões, notícias e reflexões sobre as atividades formativas, culturais e didáticas da Montale. O código ISSN trará à nossa revista mais professores universitários brasileiros e italianos continuando sendo um elemento importante de encontro e debate entre as culturas italiana e brasileira. O material publicado é o resultado de uma intensa produção cultural, artística e científica que envolve os quatro níveis de ensino da Montale: Scuola dell' Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di I Grado e Scuola Secondaria di II Grado. Destinado não apenas à comunidade montaliana, mas também à toda comunidade ítalo-brasileira, a Girasole OnLine é uma publicação quadrimestral que coloca a nossa Escola como protagonista ativo, responsável e criativo na divulgação da cultura ítalobrasileira. Para publicar e ler o Girasole On-Line foi criado um site próprio: ww.girasoleonline.com.br, no qual poderão ser recolhidos todos os números da revista, desde a sua primeira edição digital. A partir deste número, a revista se enriquece com mais uma coluna: De onde viemos. Esta coluna vai receber testemunhos de nossos alunos sobre suas cidades de proveniência. O novo formato da nossa revista completa em 2016 dois anos de publicações! Mas, além deste motivo de comemoração é com grande satisfação e alegria que comunicamos que a nossa revista obteve, pelo Centro Brasileiro de ISSN, o código ISSN 2448-1254. Isto a torna ainda mais um meio profissional de comunicação com o reconhecimento dos órgãos nacionais competentes. de Lorenzo Gemma 12 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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asole On-Line! Comunicamos também, com grande satisfação e para alegria dos nossos alunos, que foram inaugurados recentemente: - o novo tanque de areia para as crianças da Infância; - a nova quadra poliesportiva coberta; - os novos toldos do pátio. Tudo isso faz parte do nosso esforço permanente para melhorar a nossa infraestrutura. O presidente d’Anna durante a inauguração do novo tanque de areia para as crianças da Infância. A nova quadra poliesportiva coberta. Os novos toldos do pátio. 13 IL GIRASOLE ON-LINE APRILE 2016

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Copa do mundo Parênteses Addio a un grande maestro! Consegue la maturità al liceo classico locale e inizia a frequentare l’Università di Torino, dove affronta i suoi primi studi letterari. Pur avendo come punto di riferimento e oggetto di studio il teologo medioevale Tommaso d’Aquino, Eco, ironicamente, abbandona la fede e la chiesa cattolica, che fino a quel momento frequentava con assai fervorosità. Nel 1954 si laurea con una tesi sull’estetica di Tommaso d’Aquino e comincia a interessarsi di filosofia e cultura medioevale, campo d’indagine mai più abbandonato. Da questo punto in poi, Eco ebbe una brillante e riconosciuta carriera. Umberto Eco è stato responsabile dell’innovazione dell’ambiente culturale della televisione, per la centralizzazione della RAI nel sistema culturale italiano e per ampi studi sugli effetti dei massmedia e della cultura di massa nella società attuale. Ha insegnato nelle rinomate Università di Yale, Harvard, Columbia, Toronto, ed è stato professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna. Inoltre ha ricevuto premi di grande importanza, tra cui il Premio Strega per “Il Nome della Rosa”, nel 1981. Seguendo i suoi propri ideali, Eco “ha vissuto più di 5000 anni”, poiché aveva una delle più grandi biblioteche private in Italia e della quale lesse tutti i libri che la compongono. Purtroppo questi 5000 anni, che a noi sono sembrati solo 85, si sono spenti. "Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge invece avrà vissuto 5.000 anni“. Questa è una delle molte frasi famose dello scrittore Umberto Eco, che ci ha lasciato nel mese di febbraio. L’Italia ha perso uno dei più grandi scrittori e filosofi della sua storia. Umberto Eco, responsabile della creazione di opere di somma rilevanza e importanza nella scena della letteratura italiana moderna, come “Apocalittici e integrati” (1964), “Lector in Fabula” (1979) e il best seller “Il nome della Rosa” (1980), tra tantissimi altri. La storia del piemontese Umberto Eco inizia il 5 gennaio 1932, nella città di Alessandria. Proprio ad Alessandria Eco cresce ed esegue i suoi primi studi. “ Umberto Eco, dettaglio della sua grandiosa biblioteca La prima qualità di un onest'uomo è il disprezzo della religione, che ci vuole timorosi della cosa più naturale del mondo, che è la morte, odiatori dell'unica cosa bella che il destino ci ha dato, che è la vita, e aspiranti a un cielo dove di eterna beatitudine vivono solo i pianeti, che non godono né di premi né di condanne, ma del loro moto eterno, nelle braccia del vuoto. Siate forti come i saggi dell'antica Grecia e guardate alla morte con occhio fermo e senza paura.” 14 IL GIRASOLE NOVEMBRE IL GIRASOLEON-LINE ON-LINE APRILE 2016 2014

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SULLA LETTURA Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… Perché la lettura è un’immortalità all’indietro. (La bustina di Minerva, L'Espresso) SUL BISOGNO DI INNAMORARSI Bisogno di innamorarsi. Certe cose le senti venire, non è che ti innamori perché ti innamori, ti innamori perché in quel periodo avevi un disperato bisogno di innamorarti. Nei periodi in cui senti la voglia di innamorarti devi stare attento a dove metti piede: come aver bevuto un filtro, di quelli che ti innamorerai del primo essere che incontri. Potrebbe essere un ornitorinco. (Il pendolo di Foucault) SULL'UTILITÀ DELLE COSE POCO SERIE Una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è di gettare un'ombra di diffidenza sulle cose troppo serie. (Diario minimo) SULLA MODA Imponendo un contegno esteriore, gli abiti sono artifici semiotici ovvero macchine per comunicare. (Sette anni di desiderio) SULL'INSULTO COLTO Che tipo di parolacce può usare oggi un giovane, per sentirsi appunto in polemica coi suoi genitori, quando i suoi genitori e i suoi nonni non gli lasciano più alcuno spazio per una inventiva scurrilità? Consiglio ai giovani parole desuete ma efficaci come pistola dell’ostrega, papaciugo, imbolsito, crapapelata, piffero, marocchino, morlacco, badalucco, pischimpirola, tarabuso, balengu, piciu, cacasotto, malmostoso, lavativo, magnasapone, tonto, allocco, magnavongole, zanzibar, bidone, ciocco, bartolomeo, mona, tapiro, belinone, tamarro, burino, lucco, lingera, bernardo, lasagnone, vincenzo, babbiasso, saletabacchi, fregnone, lenza, scricchianespuli, cagone, giocondo, asinone, impiastro, ciarlatano, cecè, salame, testadirapa, farfallone, tanghero, cazzone, magnafregna, pulcinella, zozzone, scassapalle, mangiapaneatradimento, gonzo, bestione, buzzicone, cacacammisa, sfrappolato, puzzone, coatto, gandùla, brighella, pituano, pisquano, carampana, farlocco, flanellone, flippato, fricchettone, gabolista, gaglioffo, bietolone, e tanti altri termini bellissimi che lo spazio mi obbliga a tagliare. Speriamo bene, per la riscoperta dell’idioma gentile. (La bustina di Minerva, L'Espresso) SULLA BELLEZZA È bello qualcosa che, se fosse nostro, ci rallegrerebbe, ma che rimane tale anche se appartiene a qualcun altro. (Storia della bellezza) SUGLI IDOLI La saggezza non sta nel distruggere gli idoli, sta nel non crearne mai. (Sette anni di desiderio) SULL'OROSCOPO Si nasce sempre sotto il segno sbagliato e stare al mondo in modo dignitoso vuol dire correggere giorno per giorno il proprio oroscopo. (Il pendolo di Foucault) SU INTERNET Questo è il bello dell’anarchia di Internet. Chiunque ha diritto di manifestare la propria irrilevanza. (La bustina di Minerva, L'Espresso) SULL'AMORE Cos’è l’amore? Non v’è nulla al mondo né uomo né diavolo, né alcuna cosa, che io non consideri così sospetto come l’amore, ché questo penetra l’anima più di qualunque altra cosa. Non esiste nulla che tanto occupi e leghi il cuore come l’amore. Perciò, a meno di non avere quelle armi che la governano, l’anima precipita per l’amore in una immensa rovina. (Il nome della rosa) Noi siamo la nostra memoria. Quando morirò ricorderò tutto. (intervista nella videoinstallazione "Sulla memoria" di Davide Ferrario) Grazie Maestro!!! di F. Laudisio e F. Inserra Umberto Eco 15 IL GIRASOLE GIRASOLE ON-LINE ON-LINEAPRILE NOVEMBRE 2014 IL 2016

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