N.12, Giornalino Nostra Signora di Giampilieri, 21 Aprile 2016

 

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Giornale Cristiano Cattolico del Centro di Spiritualità L'Emanuele

Popular Pages


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21 Aprile 2016 N. 12 1

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N Sommario: Editoriale “ IL TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA ” 6. “ COSA SONO I COMANDAMENTI DI DIO ? ” 8. “ QUANDO SI COMMETTE IL PECCATO MORTALE E VENIALE ? ” 12. “ LA RISURREZIONE a cura di Don Gaspare SUTERA “ 14. “ LA LUCE DELLA PASQUA “ 16. “ INDISSOLUBILITA’ DEL MATRIMONIO ” 18. “ SANTA FAUSTINA KOWALSKA “ 20. “ UN PELLAGRINO RACCONTA “ 22. “ LA RIFLESSIONE “ 26. “ LETTERINA ALL’ANGELO CUSTODE “ 28. “ CRISTO AMA, CRISTO INSEGNA, CRISTO SALVA “ 30. “GRATI ALLA MADONNA “ 32. “ PELLEGRINI A GIAMPILIERI “ 42. “ INFORMAZIONI UTILI “ www.nostrasignoradigiampilieri.it +393425868437 2

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La Madonna 3

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C E d i t o r i a l e arissimi lettori in questo particolare numero voglio parlare di un argomento molto importante, che si pone come elemento principale in tutte le apparizioni mariane nel mondo, “Il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria”, non a caso qui a Giampilieri Marina, la Mamma di Gesù ha sempre dedicato moltissimo spazio a quest’argomento che lega inevitabilmente la storia dell’umanità al vangelo di san Giovanni apostolo “L’Apocalisse”. Nel corso di questi anni, a Giampilieri, ci sono stati tantissimi messaggi della Madonna, che parlano del “Cuore Immacolato di Maria”, ne ho scelto due tra questi, in quanto gli stessi evidenziando molteplici aspetti da approfondire e meditare. Il primo messaggio scelto, dato dalla Vergine Maria a Pina, è del 8/12/2012. Voglio prendere alcune parti, molto interessanti che analizzeremo insieme: “Figli miei, questi sono i tempi del mio trionfo. Satana ha ingannato tutta questa povera umanità portandola così lontana da Dio e costruendo per essa gli idoli della sua perversione: il piacere, il denaro, l’orgoglio, l’egoismo, il divertimento e l’impurità. Figli miei, per questo l’umanità è oggi tanto minacciata dalla violenza, dall’odio, dalla ribellione. Figli miei, per questo Io raccolgo da ogni parte del mondo i miei piccoli e li racchiudo nel rifugio sicuro del mio Cuore Immacolato perché siano da Me difesi e salvati nel momento della grande prova che è ormai giunta per tutti”. In queste righe è facile cogliere l’imminenza di questi tempi oscuri, che in ogni caso saranno illuminati ed allontanati proprio dal “Trionfo del Cuore Immacolato di Maria”. Purtroppo oggi l’umanità non crede più in Cristo Gesù, oggi gli idoli del mondo hanno sostituito la nostra fede, minando addirittura la nostra chiesa, anch’essa schiava del peccato. Ma grazie a Dio, la Madonna si è scelta dei validi alleati per combattere la grande battaglia, chiamandoli “i miei piccoli”. Chi sono i piccoli ? Sono coloro che vivono nella semplicità della Fede, lontano dall’orgoglio e dal piacere terreno, i piccoli amano essere umili, i piccoli hanno il coraggio di testimoniare la vera fede, vivendo a pieno il vangelo. Questi saranno salvati nel momento della grande prova. “Figli miei, satana è entrato anche all’interno della chiesa ed è riuscito ad oscurare il suo splendore. Figli miei, con la tenebra del peccato ha oscurato lo splendore della sua santità, con la piaga della divisione ha attentato alla forza della sua unità, con la diffusione degli errori ha colpito nell’annuncio della verità. Figli miei, allora Io chiamo da ogni parte i miei piccoli figli a consacrarsi al mio Cuore Immacolato, ad affidarsi a Me come bambini. È così nel giardino del mio Cuore Immacolato ogni giorno mi formo la nuova Chiesa a cura di Gaetano LICATA 4

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E d i t o r i a l e Santa, unita, fedele annunciatrice del Vangelo che dà la sua perfetta testimonianza a Gesù”. Anche questa seconda parte del messaggio, non lascia dubbi, anzi certezze! Si evidenzia il grande pericolo annidato nella chiesa, gli errori che da essa si diffondono offuscano la verità del vangelo. La Vergine Maria ci invita a consacrarci al suo Cuore Immacolato così saremo come dei bambini. I bambini non conoscono l’odio, i bambini amano sorridere ed annunciano sempre la verità. La seconda parte del messaggio racchiude un elemento profetico di notevole spessore, la continuità della vera chiesa di Cristo! Infatti la chiesa non potrà mai essere distrutta, la Madonna tramite il Suo Cuore Immacolato, forma una nuova chiesa, unita e fedele al vangelo. Da ciò capiamo che in questi tempi avremo due chiese parallele: una fedele a Cristo, l’altra fedele a satana ed alla menzogna! Il secondo messaggio scelto, dato dalla Vergine Maria a Pina, è del 12/06/2010: “Voi siete chiamati ad essere gli apostoli di questi ultimi tempi, a voi tocca il compito di proclamare in ogni parte della terra l’amore e la gloria della vostra Mamma Celeste. Il mio Cuore Immacolato è da voi glorificato quando vi lasciate condurre con docilità sulla strada della purezza, dell’amore e della santità. Il mio Cuore Immacolato è da voi glorificato quando donate a tutti una quotidiana testimonianza di eroica fedeltà a Cristo ed al suo Vangelo divenendo oggi coraggiosi testimoni di fede. Il mio Cuore Immacolato è da voi glorificato quando vi ponete a totale disposizione delle necessità spirituali delle anime, Specialmente con l’assiduo esercizio del vostro compito ancora più spirituale. il mio Cuore Immacolato è da voi glorificato quando diventate fiamme ardenti di amore e di zelo verso Gesù presente nella Eucaristia. Portate a Lui tutte le anime che vi sono affidate, moltiplicate le ore solenni di adorazione e riparazione. Il mio Cuore Immacolato è il vostro rifugio in cui Io vi raccolgo come in un cenacolo spirituale per ottenere il dono dello Spirito Santo che vi trasformi in apostoli della seconda evangelizzazione”. Anche questa parte di messaggio racchiude i cardini fondamentali della nostra fede in Cristo Gesù. La Madonna ci invita ad essere apostoli di questi ultimi tempi, dobbiamo avere tanto coraggio. Testimoniare la verità ci espone ovviamente alla persecuzione, ma se siamo con Maria cosa dobbiamo temere ? Lei ci protegge e ci conduce per mano a Gesù. Ancora una volta ci indica la strada da percorrere, quella della purezza, dell’amore e della santità. Ci invita ad essere completamente disponibili verso le anime bisognose, in cerca di Dio. Noi abbiamo il compito, di istruirle nella fede, nella dottrina, nell’umiltà. Bisogna far conoscere la potenza della Santa Eucaristia, oggi purtroppo derisa dagli stessi sacerdoti. La Mamma del cielo ci invita a dedicare molte ore all’adorazione ed alla riparazione. Quante distrazioni in questo mondo. Quante volte passiamo davanti la casa di Dio e per diversi futili motivi non entriamo a salutare il padrone di casa ? Abbiamo sempre l’orologio davanti agli occhi, siamo del tutto schiavi del tempo. Non ci si accorge che il tempo è un dono di Dio. Cari amici, dobbiamo imporci in questa società atea con fermezza e coraggio. Dobbiamo testimoniare sempre la verità. Sappiamo che al nostro fianco abbiamo la protezione della Madonna, la nostra culla è proprio il Suo Cuore Immacolato, solo così un giorno riusciremo a vedere il Trionfo di Maria e di Suo Figlio Gesù! Avremo cieli nuovi e terra nuova, anche la chiesa rifiorirà ed il male sarà spazzato via nell’inferno. Tutto il mondo vivrà un lungo periodo di pace e tutti sapranno che la verità è nell’unico Dio Trinitario così misericordioso quanto giusto. 5

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CHE COSA SONO I COMANDAMEN I Comandamenti di Dio o Decalogo, sono le legg a Mosè sul monte Sinai e Gesù A cura di Maria CANNOLICCHIO Tratto da “spiegazione del C QUINTO COMANDAMENTO U NON UCCIDERE Il quinto comandamento : Non uccidere, ci proibisce....l'omicidio. Dio è padrone della vita. Non è quindi lecito uccidere, eccetto in tre casi : La guerra, per legittima difesa, dall'autorità competenti. Il quinto comandamento: Non uccidere, ci proibisce di recar danno alla vita sia naturale che spirituale del prossimo e nostra; perciò ci proibisce l'omicidio, il suicidio, il duello, i ferimenti, le percosse, le ingiurie, le imprecazioni e lo scandalo. 6 10 In guerra:- Quando la guerra è giusta ( difensiva o anche offensiva ) il soldato può uccidere il nemico senza peccato. Praticamente chi viene mobilitato non e tenuto a far ricerche per sapere se la guerra è giusta o ingiusta. E' invece obbligato chi di Fabiana D’Urso

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NTI DI DIO ? gi morali che Dio nel Vecchio Testamento diede ù Cristo perfezionò nel Nuovo Catechismo di San Pio X” si arruola volontario. Per legittima difesa:- Quando non vi sia altro mezzo per difendere e salvare la nostra vita o quella dei nostri cari, o anche uccidere. Dall'autorità competente.L'autorità pubblica può infliggere la pena di morte ai malfattori che sono di grave danno e pericolo alla società, sia per eliminare il pericolo, sia per punire il reo e ammonire gli altri ad evitare simili delitti. Fuori di questi tre casi chi uccide si rende colpevole del gravissimo peccato di omicidio, anche se la vittima ha appena cominciato a vivere da pochi istanti nel seno materno, o è un vecchio invalido, o un infermo in agonia non è lecito, per nessun motivo, abbreviare la vita, neppure di un minuto secondo... I ferimenti, le percosse, le ingiurie, le imprecazioni. I ferimenti e le percosse sono come un inizio di omicidio; le ingiurie e le imprecazioni sono atti d'ira che ci può eccitare sempre più per condurre alle percosse, ai ferimenti e all'omicidio. Gesù Cristo che venne a perfezionare la legge, oltre che proibire l'omicidio, vietò anche l'ira, come causa di tutti i mali ricordati. L'omicidio volontario è sempre peccato tanto grave che grida vendetta la cospetto di Dio. I ferimenti e le percosse sono peccati più o meno gravi secondo il danno arrecato o tentato. per difendere beni di grandissimo valore, virtù, beni necessari alla vita, è permesso uccidere l'aggressore, purché si faccia solo allo scopo di difendersi, e non per vendetta o per altro motivo. Se basta fuggire, chiamare aiuto per salvarsi, o immobilizzare, ferire l'assalitore, non è permesso Anche le ingiurie e le imprecazioni possono raggiungere la gravità della colpa mortale, quando augurano mali gravi e sono mossi dall'odio. 7 11

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A cura di Giovan consenso della volontà. Per questo Giovanni Paolo II in Reconciliatio et Paenitentia dice: “Si ha peccato mortale quando l’uomo, sapendo e volendo (sciens et volens) per qualsiasi ragione sceglie qualcosa di gravemente disordinato” (RP 17). 2. La distinzione tra peccato veniale e mortale si basa ancora su questi tre elementi. Si compie un peccato veniale quando non c’è materia grave; oppure, se c’è, non c’è la piena avvertenza della mente o il deliberato consenso della volontà. 3. Tralascio questi ultimi due elementi per circoscrivere la risposta al dato oggettivo, e cioè alla materia. I teologi distinguono tra materia sempre grave e materia generalmente grave. Nella materia sempre grave, dal punto di vista oggettivo, c’è sempre un peccato mortale, senza eccezioni (i teologi dicono: qui non si dà mai parvità di materia). Nella materia generalmente grave vi può essere anche materia lieve, e pertanto anche oggettivamente si tratta di peccato veniale (si dà parvità di materia. 4. Vi è sempre materia grave, e cioè oggettivamente si compie sempre peccato mortale, quando le azioni si portano direttamente contro Dio, contro le perfezioni divine, oppure si oppongono direttamente alle virtù teologali come l’apostasia, l’eresia, la disperazione della salvezza, con la presunzione di salvarsi senza merito, l’odio di Dio; o anche contro la virtù di religione, che ha per oggetto il culto di Dio. 8 Domanda di un fedele Quando si commette il peccato mortale e il peccato veniale ? Si possono fare alcuni esempi in modo semplice per evitarli entrambi ? Ed essere in grazia di Dio cosa significa ? Risposta: 1. per compire un peccato mortale si richiede la presenza simultanea di tre elementi: materia grave, piena consapevolezza della mente e deliberato

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nna SCUTELLA’ Qui azioni intrinsecamente cattive sono l’idolatria, il patto esplicito col demonio, la bestemmia, la violazione del sigillo sacramentale, alcuni gravi precetti della Chiesa… Vi è sempre materia grave anche quando si ledono valori così alti (materia indivisibile) per cui si compie una grave ingiuria verso il Creatore (peccati contro il quinto comandamento) o si è del tutto al di fuori del progetto di santificazione voluto da Dio (peccati contro il sesto comandamento, di lussuria volontaria). 5. Sono peccati gravi nel loro genere, e pertanto ammettono parvità di materia, quelli nei quali il male che si compie non corrompe il bene nella sua interezza. Qui si ha a che dare con materia divisibile. C’è materia grave quando si lede in maniera sostanziale il bene del prossimo. C’è materia lieve quando lo si corrompe solo in maniera leggera. Tali sono ad esempio alcuni battibecchi all’interno delle compagnie o in famiglia, alcune bugie per difendere se stessi, alcuni pettegolezzi, piccoli furti che non danneggiano gravemente il proprietario e non creano squilibrio nella società. S. Alfonso dei Liguori parlando dei peccati veniali deliberati scrive: “Tali sono, per esempio, le bugie volontarie, le piccole mormorazioni, le imprecazioni, i risentimenti di parole, le derisioni del prossimo, le parole pungenti, i discorsi di stima propria, i rancori d’animo nutriti nel cuore” 6. Ancora vi è peccato veniale quando ci si porta su azioni lecite, ma in maniera non corretta secondo l’ordine morale. Si pensi ad esempio al mangiare o al bere più del necessario, a una certa vanità nel vestire, alla ricerca eccessiva dell’onore e della gloria da parte della gente, al parla9 re troppo, al darsi in maniera disordinata al divertimento, nel rattristarsi o deprimersi esageratamente, come se Dio non avesse cura di noi... 7. In conclusione: c’è peccato veniale: - quando ci si porta su azioni di suo cattive, ma che hanno parvità di materia; - quando ci si porta su azioni lecite, ma in maniera non corretta secondo l’ordine morale; - quando si ci porta su azioni che hanno materia grave, ma che sono compiute con insufficiente avvertenza della mente o mancanza di pieno consenso della volontà. Questi peccati sono veniali non da parte della materia, ma per l’imperfezione dell’azione compiuta dal soggetto. 8. Si è in grazia di Dio quando vi è piena amicizia col Signore e si compie la sua volontà. Questa amicizia viene spezzata quando si infrange volontariamente qualcuno dei suoi comandamenti in materia grave.

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Figli miei, offrite al Signore, come riparazione, la preghiera, i sacrifici, le pene giornaliere. Figli miei, la devozione penitenziale, in riferimento alla cancellazione dei peccati, vale in quanto è seguita da una sincera e integrale confessione sacramentale. Per la remissione dei peccati veniali e delle imperfezioni quotidiane, la confessione ascetica o devozionale secondo la chiesa cattolica è l’esempio dei santi e dei modelli di spiritualità cattolica sempre numerosi in ogni tempo. Mentre la confessione sacramentale è assolutamente necessaria quando esistono peccati gravi secondo l’insegnamento della chiesa. Figli miei, il sacramento della confessione non è e non può essere un peso o uno scomodo dovere perché costituisce un incontro di grazia e una meravigliosa esperienza di misericordia di Dio Padre, che è amore e perdona. Figli miei, una confessione compiuta in fede autentica, in umiltà sincera e in fiducia filiale, rappresenta non soltanto un mezzo insostituibile per liberare il battezzato dalla peggiore schiavitù che possa esistere, quella del male di satana, ma anche per sperimentare pienamente il dono del gaudio, della gioia, permesso da Mio figlio Gesù ai suoi apostoli e a tutti i suoi seguaci che vivono nella Sua grazia. Figli miei, la servitù determinata dai peccati veniali non è per sé molto pericolosa, ma se questi sono contrassegnati da consapevolezza avvertita e da cronica tiepidezza, possono formare una catena che il demonio moltiplica astutamente fino a renderla non più spezzabile. È chiaro che per i peccati gravi ogni catena è più difficile da spezzarsi poiché l’una sovrapposta all’altra può far precipitare l’uomo in un mare di disperazione, specialmente davanti alla morte. Ora vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La Madonna 10

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isurrezione… primavera dello Spirito. O Signore, fa che ogni mattino sia per me come il mattino di Pasqua Risurrezione, mi porti e che la ogni risveglio portandomi la gioia della anche conversione del cuore. La fede nella speranza introdotta da Gesù nella storia trova dimora nel vuoto di un sepolcro: la quiete dopo la tempesta. Alle urla, gli insulti, i lamenti e i pianti che hanno segnato le tragiche ore dell’arresto e della Passione, si sostituisce l’eco del silenzioso frastuono provocato dalla sparizione del corpo che tanto rumore aveva destato in vita. E’ nel buio della calma di un mattino che si diffonde la notizia che ancora oggi si scontra con la reticenza di chi non crede, di chi fatica a trovare nel buio della fine della vita la luce che accende la speranza. Quante risurrezioni stiamo aspettando! Forse quella del Signore in questa Pasqua di una crisi dura a morire, passa in secondo piano rispetto ai temi che assillano la quotidianità. Vorremmo spostare il masso davanti al sepolcro in cui è rinchiuso da tempo l’ottimismo per 12 vedere se è ancora lì o se è risorto a nuova vita. Aspettiamo la risoluzione di un problema economico, di un rapporto affettivo, di una malattia, ma vediamo solo un vuoto davanti al quale restiamo spiazzati. Sono le ferite della nostra esistenza che non riusciamo a liberare dal sepolcro: vorremmo risorgere, ma facciamo fatica. E’ davanti al vuoto di un sepolcro che però si è riaccesa la speranza: il vuoto lasciato da Gesù ha riempito di certezze tutto ciò che aveva detto in anticipo, ma che non era stato ancora capito. Anche noi fatichiamo a capire il “senso della vita” pervasi come siamo dalle nostre “certezze”, e, forse, è proprio quando queste ci abbandonano che cominciamo a capire ma capire fa paura, soprattutto quando impone una profonda riflessione, un esame di coscienza sulle effimere sicurezze sulle quali basiamo le fondamenta dell’esistenza: allora per molti è più semplice e comodo rotolare nuovamente la pietra davanti al sepolcro per non impegnarsi in argomenti troppo complicati. Un po’ come il giovane che sorretto dalla freschezza dell’età corre veloce verso la

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A cura di Don Gaspare SUTERA meta, senza però avere il coraggio di penetrarla: il tempo sembra “non avere tempo” quando si è giovani, i traguardi vengono spostati sempre un po’ più in la. E allora il “vecchio” Pietro, sopperisce alla velocità con la lungimiranza di chi ha capito che correre troppo anticipa solo il traguardo finale; meglio per tutti e due entrare nel mistero del sepolcro con la certezza che sarà un vuoto a riempire le speranze di chi aveva creduto in Gesù. La Pasqua è il passaggio dalla morte alla vita; è la capacità di rialzarsi anche quando siamo schiacciati dal dubbio e dalle sconfitte. Gesù ce lo ha insegnato e lo ricorda in ogni Pasqua; ogni giorno. Rivolgiamoci a Maria Madre di Dio, che ci aiuti a questo grande mistero comprendere pasquale nella di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno me la brina dal presto prosciugate cosole della primavera; strappaci dal volto il sudario della disperazione e arrotola per sempre, in un angolo, le bende del nostro peccato, donaci un po' di pace e regalaci la speranza che, quando verrà il momento della sfida decisiva, anche per noi come per Gesù, tu possa essere l'arbitra che, il terzo giorno, suggerirà finalmente la nostra vittoria. Vi benedico. nostra vita quotidiana. Santa Maria, donna della nuova risurrezione, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli, e che, finalmente, le lacrime Don Gaspare Sutera 13

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La luce della Pasqua A cura di Diacono Pippo Giannetto Crocifisso Risorto, egli si fa definitivamente vicino ai poveri, ai peccatori, ai sofferenti, alle persone sole e dimenticate. La risurrezione di Gesù si riflette nella storia con dei segni: il sepolcro vuoto, le apparizioni del Risorto, la conversione e testimonianza coraggiosa dei Discepoli, i miracoli. Con la risurrezione Gesù non è tornato alla vita mortale di prima, ma è entrato in una dimensione superiore, non è tornato indietro, ma è andato avanti e adesso non muore più e nello stesso tempo lo unisce più intimamente agli uomini e lo costituisce “Capo e Salvatore” (At.5,31). Il Crocifisso Risorto comunica lo Spirito del Padre agli uomini come potenza di comunione, di guarigione e di risurrezione. “Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Gesù dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Rom.8,11). Comunicandoci lo Spirito, Gesù ci rende capaci di credere, di amare, di riunirci a Lui e ricondurci al Padre. Il Risorto continua con la potenza dello Spirito ad operare nella storia, 14 Nella notte del Sabato Santo abbiamo atteso l’inizio della Santa liturgia al buio... e nel silenzio abbiamo poi visto la fiamma del grande Cero Pasquale, simbolo di Cristo Risorto. Da quella fiamma si sono accese le nostre candele e poi le luci e quindi in mezzo all’assemblea si è levato il canto gioioso della Risurrezione. La fede cristiana è luce accesa e alimentata dalla pasqua di Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto e risuscitato il 3° giorno(1Cor.15,3-4), questo è il Vangelo che la Chiesa riceve, trasmette e mantiene fedelmente. Dio non finisce di stupire per il suo amore: restituisce agli uomini come Salvatore il proprio Figlio, che essi hanno rifiutato e ucciso. Mediante il

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“Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Gesù dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi “ associando a sé la comunità dei credenti, suo “corpo”visibile. Infatti la Chiesa si riunisce nel suo nome, lo invoca, lo celebra, lo annuncia, gli dà testimonianza. È pur vero che la storia resta una drammatica lotta tra il bene e il male; ma Cristo vive nella storia, per orientarla nel senso del compimento ultimo attraverso le molteplici attuazioni del valori di verità, libertà, comunione, pace, bellezza. Cristo risorto è particolarmente presente in coloro che soffrono e San Leone Magno nei suo discorsi dice infatti che : “la passione di Cristo si prolunga sino alla fine dei secoli”. Gesù risorto è più vicino a Dio e perciò più vicino agli uomini, siede 15 alla destra del Padre e rimane con noi “tutti i giorni fino alla fine del mondo”(Mt.28,20). Allora fratelli e sorelle in Cristo facciamo nostre le parole della Sequenza della domenica di Pasqua: alla Vittima Pasquale si innalzi la lode. L’Agnello ha redento il suo gregge, l’innocente ha riconciliato noi peccatori al Padre....il Signore della vita era morto, ma ora, vivo trionfa… si, ne siamo certi Cristo è davvero risorto. Tu Re vittorioso, portaci la salvezza. Diacono Pippo Giannetto

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