elmer l'elefantino variopinto

 

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Description

Scuola dell'infanzia Caniga

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Elmer l’elefantino variopinto • Scuola dell’Infanzia Caniga • Sezione B bambini di 4 anni • Maestra Marilisa • Maestra Graziella

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Diversi è bello Questa proposta didattica ha come filo conduttore “Elmer l’elefantino variopinto”: personaggio fantastico che si accorge di essere l’unico multicolore in un mondo di elefanti grigi. Questo percorso ha permesso ai bambini di prendere coscienza del valore della diversità aiutandoli a cogliere la bellezza delle differenze di ciascuno di noi.

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Fasi del percorso: Racconto della storia e rappresentazione grafica individuale

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Rielaborazione e animazione della storia con i personaggi riprodotti su sagome (marionette con bastoncini)

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Rielaborazione creativa della storia. Laboratori per la creazione dei personaggi della storia e realizzazione del libro attraverso la rappresentazione graficopittorica individuale e collettiva con tecniche e materiali diversi.

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Si è lavorato a piccoli gruppi: ogni bambino aveva il suo compito (chi strappava la carta, chi preparava lo sfondo, chi colorava la sagoma di Elmer, chi ritagliava, chi incollava i disegni).

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Realizzazione del libro

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Storia collettiva Abbiamo chiesto ai bambini di inventare insieme una storia appartenente a tutto il gruppo. Ecco le loro parole. L.: C’era una volta un elefante di nome Riccardo, era tutto grigio, un giorno Riccardo incontra una farfalla e decidono insie me di fare una passeggiata. R.: Riccardo con la farfalla incontrano una tigre : «Buongiorno, dove state andando? Posso venire con voi?» «si» rispondono. A.: Cammina cammina, incontrano una zebra, tutta a strisce bianche e nere. «Ciao zebra» «ciao elefante come ti chiami?» «mi chiamo Riccardo». A.: «Zebra vuoi giocare con me a nascondino?» ma ad un certo punto incontrano un leone.. E.: Riccardo ha paura e scappa via, il leone lo insegue perché lo vuole mangiare. M.: Aiuto! Aiuto! Il leone mi sta inseguendo.. incontra una giraffa, «aiuto giraffa, dammi un passaggio sulla tua schiena» «ma sei troppo pesante, mi fai cadere e non riesco più ad alzarmi». Bambini vari.. Arriva Elmer «ciao elefantino, come ti chiami, perché stai correndo?» «mi chiamo Riccardo e il leone mi sta inseguendo!» Ma Elmer sorride e non ha paura, «dai possiamo fare amicizia» dice al leone, il leone lo guarda.. «come sei colorato elefantino, mi piacerebbe fare con te il gioco dell’ arcobaleno» . (colore colore blu e si tocca il colore chiamato) Così fanno amicizia

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Dal racconto di «Elmer» alla conversazione e alla raccolta delle osservazioni dei bambini. ELMER E’ TRISTE PERCHE’… L. Elmer era triste perché non aveva più voglia di farsi ridere dai suoi compagni G. Elmer era triste perché i suoi compagni ridevano IO SONO TRISTE QUANDO… L. G. D. sono sola, penso a nonno e sono triste, perché voglio stare vicino a lui e lo voglio vedere perché ho perso a mamma in giro.. mamma esce da casa per andare a lavorare e mi lascia a casa quando mia sorella non c’è perché è a scuola e io rimango con babbo R. Aurora bisticcia con me. Me ne vado nella casetta e sto sola e zitta G. F. mi dicono che sono brutta Giada non mi vuole D. babbo va a lavorare M. nessuno mi aiuta ad attaccare le figurine, perché non conosco i numeri S. a casa viene Rachele e se ne va. Ero triste anche quando ero a Sarule e lei non poteva venire perché vive a Sassari e piangevo perché mi mancava Rachele. E. mamma parte e babbo e mia sorella e noi rimaniamo a casa. COSA FA ELMER PER VINCERE LA TRISTEZZA R. Si è pitturato di grigio come gli altri elefanti, ma gli altri elefanti lo hanno chiamato perché erano tristi perché lui non c’era più. Però non lo hanno trovato perché era uguale.

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PERCHE’ GLI ELEFANTI PRENDEVANO IN GIRO ELMER? COSA VUOL DIRE ESSERE DIVERSO? S. Perché non è uguale agli altri. Però quando si è diversi non è bello, anzi è brutto prendere in giro agli altri R. Tipo quando sei diverso non è brutto, è bello perché alcuni hanno le lentiggini, ci sono delle persone che hanno la faccia lunga o rotonda, alcuni hanno gli occhiali, le femmine hanno gli orecchini, i maschi no. Alcuni sono alti, altri no. L. No, alcuni ragazzi hanno l’orecchino. Le persone sono diverse per i vestiti e alcuni sono più belli e altri più brutti. A. Alcuni hanno la faccia un pochino gialla M. Ci sono bambini monelli e bravi F. Le persone hanno i capelli diversi e anche le scarpe. R. Le femmine hanno la gonna e i maschi no. Alcuni sono vecchi, giovani, ciccioni e magri. Le femmine hanno la patatina e i maschi il pisellino. E. Le femmine hanno i fermaciuffi e i maschi no. G. Alcuni hanno la faccia e le mani rosa e altri nera. R. Alcuni parlano come sono cresciuti nel loro paese. G. Si alcuni parlano inglese S. Parlano diversi perché tutti hanno la voce diversa ma quando dico no ho la voce della mia cuginetta Alice.

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Anche noi come Elmer siamo tutti diversi Nell’aspetto fisico: Ogni bambino ha realizzato il proprio autoritratto sullo specchio.

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Dall’osservazione degli autoritratti i bambini hanno trovato le differenze di ognuno di loro.

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Nel carattere: G. è piagnucoloso e anche M. S., F., R. e A. sono bravi R. ha il carattere brutto perché lui parla sempre e dice le bugie e quando aveva tre anni aveva un carattere che morsicava D. Alcune volte è simpatico, alcune no L: no D. è sempre simpatico E. è simpatica e bella L. è buona ma alcune volte si arrabbia G. è brava ed educata G. è un po’ arrabbiosa e alcune volte dice parolacce D. è piagnucoloso, lamentoso e lagnoso M. è un corrone perché corre sempre

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Nell’esprimere le emozioni: Utilizzando delle frasi che ricordano le emozioni, i bambini le hanno rappresentate con il corpo: - è il mio compleanno - il mio migliore amico ha rotto la mia macchinina preferita - domenica andiamo a trovare i nonni - sono ammalato e devo stare a letto - oggi andiamo al McDonald’s - domani andiamo in gita - c’è il temporale ecc…

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Le stesse situazioni possono suscitare emozioni diverse in ciascuno di noi Abbiamo messo a disposizione dei bambini dei cerchi e una scheda con diverse espressioni stilizzate che hanno assemblato ricomponendo delle faccine rappresentanti le emozioni.

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