Il Martino cartaceo n.5 anno 2

 

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quindicinale di informazione e approfondimenti

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21 Marzo 2016 - n. 05 anno 2Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste LA PRIMAVERA E’ DONNA 1€ COM’ERA BELLA LA NOSTRA PIAZZA di Federica Bucci A pochi metri dalla latteria eccoci davanti all’agenzia di assicurazioni di “Urient”, La piazza pullula di gente, è giorno di mercato. » continua, Pag. 10 LE FOTO DELL’EVENTO MARCO TRONELLI di Giorgio Basile Ho incominciato a giocare a calcio fin da piccolo e il ruolo di portiere mi è sempre piaciuto. Ho iniziato nelle giovanili del FC Unterbiberg, una società di Monaco di Baviera, e poi mi sono allenato con Rainer » continua, Pag. 14

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2   DA VEDERE IN TV Rai 1 – Domenica 20 Marzo ore 21:10 Come fai sbagli 1°tv (1° puntata) La nuova serie tv di Rai 1 con Caterina Guzzanti e Loretta Goggi, nei panni di un’insegnante di matematica in pensione, sarà composta da sei puntate e sarà incentrata sulle vite di due famiglie, i Piccardo e gli Spinelli, vicine di casa, entrambe alle prese con problemi nell’educazione dei rispettivi figli e totalmente diverse nel modo di affrontare la vita. Per vari motivi i nostri finiranno per collaborare. Nella fiction ci saranno anche Enrico Ianniello, Daniele Pecci, Francesca Inaudi, Giorgia Cordaci, Massimo Ciavarro e Tullio Solenghi. Canale 5 - Martedì 22 e Mercoledì 23 Marzo ore 21.10 Non è stato mio figlio 1°tv (3° e 4° puntata) La nuova fiction di Canale 5, con Gabriel Garko e Stefania Sandrelli tra i protagonisti, vede al centro della narrazione le vicende della famiglia Geraldi, proprietaria di un pastificio in una piccola cittadina di provincia, sconvolta da un misterioso omicidio. Andrea Gerardi (Gabriel Garko) è un imprenditore che si occupa dell’azienda di famiglia che ha ereditato dal padre scomparso molti anni prima. La serenità quotidiana di tutta la sua famiglia è messa a dura prova quando viene accusato dell’omicidio della giovane Barbara. Improvvisamente Andrea si trova a lottare per dimostrare la propria innocenza. A dargli sostegno e supporto la sua famiglia: la madre Anna (Stefania Sandrelli), la sorella Magda (Aurora Erguy), il fratello Roberto (Massimiliano Morra), e la cognata Alina (Roberta Giarrusso). Figura ambigua della famiglia Gerardi è lo zio Giovanni (Eric Roberts, fratello della famosa Julia). Nella fiction, tuttavia, non mancherà il lato romantico e passionale: Andrea, infatti, proprio nel pieno della sua battaglia legale conosce Nunzia (Adua Del Vesco), un’attrice per cui perde totalmente la testa. Rai 1 – Mercoledì 23 Marzo ore 21.10 Velvet 1°tv (2° puntata) La terza stagione di “Velvet” torna in prima serata su Rai 1: la tormentata storia d’amore ambientata in una lussuosa casa di moda di Madrid tra Anna, una sarta di umili origini che aspira a diventare stilista, e il ricco Alberto, figlio del proprietario ed erede designato, torna ad incuriosire i telespettatori. I due protagonisti, sempre più innamorati, tornano a Madrid dopo un viaggio, ma la coppia dovrà temere la reazione della perfida Cristina che intende vendicarsi. La galleria Velvet inoltre avrà una serie di problemi a causa di qualcuno che approfitterà dei sentimenti di Donna Bianca per portare a termini i propri piani. Canale 5 – Giovedì 24 Marzo ore 21.10 The Best of Me 1°tv Arriva su Canale 5 il film tratto dal romanzo di Nicholas Sparks “Il meglio di me”, nel quale avrebbe dovuto recitare il compianto Paul Walker. Amanda (Michelle Monaghan) e Dawson (James Marsden) sono anime gemelle che si sono incontrate al liceo, quando erano degli adolescenti ma le circostanze li aveva separati. Dopo vent’anni si ritrovano insieme grazie ad un amico in comune. Amanda è sposata ma nutre ancora dei sentimenti per Dawson. Il destino delle anime gemelle ha però sempre inevitabili sorprese... Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Marco Capriotti, Angelo Pisani, Luigi Tommolini, Emanuela di Teodoro, Simona Borghese, Andrea Cosenza, Pio Di Leonardo, Matteo Bianchini SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 Email info@ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. VAGNONI TRISTANO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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HEMINGWAY E L’ABRUZZO: NOSTALGIA DI COSE MAI VISTE «Ci sono gli orsi sul Gran Sasso d’Italia ma è lontano. L’Aquila è molto bella. Le notti sono fresche d’estate, e non c’è primavera più splendida in Italia. Ma ancor più meraviglioso è d’autunno andare a caccia nei boschi di castagni…» “Addio alle armi” (A Farewell to Arms, 1929) è uno dei romanzi più celebri di Ernest Hemingway; con la consueta prosa severa ed asciutta l’americano descrive mirabilmente la sua personale esperienza durante la prima guerra mondiale: un amore tormentato, le barbarie degli uomini, l’Italia, Caporetto ed un finale straziante. Ma accanto alla Storia, ci sono sempre delle storie, e delle storie di uomini: un cappellano militare che «era giovane e arrossiva facilmente», che si lanciava nella battaglia senza timore («Basta, basta!»), non senza aver prima pregato per le sorti sue e dell’amico Frederic; che all’esperienza totalizzante d’una guerra sapeva opporre – accanto alla fede – un desiderio: tornare, prima o poi, negli Abruzzi: «A Capracotta, mi aveva detto, c’erano le trote nel torrente sotto la città; era proibito suonare il flauto la notte, quando i giovanotti facevano le serenate. Soltanto il flauto era proibito. Perché? Avevo chiesto. Perché alle ragazze non faceva bene udire il flauto di notte. I contadini chiamano tutti Don e quando incontrano qualcuno si tolgono il cappello. Suo padre andava a caccia ogni giorno e si fermava a mangiare nelle case dei contadini. Per loro era sempre un onore. Uno straniero, per cacciare, deve presentare un certificato che non è mai stato arrestato. […] Gli uccelli erano tutti buoni perché si nutrivano d’uva e non c’era mai bisogno di preparare una colazione perché i contadini erano sempre onorati, si mangiava in casa loro». Il religioso inviterà Frederic al suo paese («Le piacerà la gente, e il clima benché freddo è sereno e asciutto… Mio padre è un gran cacciatore») ma il tenente, troppo invischiato in quello   3 di Gino Bucci «sporco delitto che è la guerra», non troverà mai il tempo – e il modo – di soddisfare l’amico. Eppure avrebbe voluto: «Laggiù dove le strade sono gelate e dure come il ferro e il freddo è limpido e secco, la neve asciutta come polvere, e tracce di lepre solcano la neve e i contadini levandosi il cappello vi chiamano Signoria, e la caccia è eccellente». Finita la guerra, i due si incontrano nuovamente: il cappellano – segnato dal conflitto – è deluso dalla mancata visita: lo aveva addirittura annunciato ai genitori. Ma la tempesta è alle spalle, e la speranza – forse – ora li accomuna: con una pacca sulla spalla, l’abruzzese si dilegua. «- Lei cosa farà dopo la guerra? – Se mi sarà possibile tornerò negli Abruzzi. Vidi il suo viso irraggiare improvvisamente di piacere. – Vuol molto bene ai suoi Abruzzi? – Sì, molto bene. – Il suo posto allora è là.»

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4   LA PRIMAVERA E’ DONNA: di Matteo Bianchini

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LE FOTO DELL’EVENTO   5 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6   AMARCORD ROSSOBLU - MICHELE COLASANTO di Luigi Tommolini Ad un certo punto della gara lo marcano addirittura in tre!!! In campionato realizza due reti: il 16 ottobre 1983 a Trieste pareggia su rigore il gol della Triestina, 1-1 e il 20 novembre dello stesso anno ribatte in rete il suo calcio di rigore parato dal portiere del Monza proprio a tempo scaduto nella preziosa vittoria contro i lombardi, 1-0. Dopo quattro anni (tre in serie B) dal suo arrivo, termina la bellissima esperienza a San Benedetto. Scende ad Ancona in C1 e negli anni successivi gioca in C1 e in C2 con Foggia, Benevento, Riccione, Campobasso, Andria, Altamura e Trani dove nel 1992 chiude ufficialmente la carriera di calciatore. Oggi vive nella sua Bari ed è impegnato attivamente nella crescita calcistica dei giovanissimi. E’ direttore tecnico di una scuola calcio del capoluogo pugliese, la “Levante Azzurro”. A San Benedetto lo ricordiamo come il “nostro gioiellino”!!! Animo grande e sensibile. IN ROSSOBLU: TORNEI: 4 (3 in B, dal 1981/82 al 1983/84, 1 in C1, 1980/81). ESORDIO: 28 settembre 1980, Serie C1, Samb-Rende 1-0 (3’st Perrotta; Michele Colasanto entra al 31’st al posto di Fabiano Speggiorin). PRIMA RETE: 12 settembre 1982, serie B, Milan-Samb 2-2 (29’pt Serena, 31’pt Verza, 33’pt COLASANTO; 12’st Rossinelli). TOTALE GARE: 83 (70 in B, 13 in C1). TOTALE RETI: 7 (tutte in serie B). Arriva a San Benedetto del Tronto nell’estate 1980 poco più che diciottenne, nel campionato dell’ultima promozione in Serie B; Nedo Sonetti lo fa esordire ad un quarto d’ora dal termine della gara contro il Rende (prima giornata, 1-0, 3’st Perrotta), al posto dell’infortunato Fabiano Speggiorin. In C1 gioca tredici gare, compresa quella del 7 giugno 1981 contro il Matera, 0-0, che sancisce l’immediato ritorno in B dei rossoblù ma che rappresenta la domenica più brutta della nostra Samb, quella del Rogo Ballarin a seguito del quale muoiono due giovani ragazze rossoblù, Maria Teresa Napoleoni e Carla Bisirri, e in cui rimangono seriamente coinvolti un centinaio di nostri tifosi. Michele è stato tra i più attivi, quel tragico giorno, nel portare aiuto a chi era rimasto intrappolato nella Gradinata Sud del “Ballarin”, preda del fuoco e del panico. Lo scorso anno, in occasione del trentennale di quella tragedia, si è unito a tutti noi nel ricordo, nella commozione e nel rispetto delle povere vittime. Fa il suo esordio in B il 13 settembre 1981 nella gara contro la Lazio al “Ballarin”, 0-0, e quell’anno gioca 12 gare. L’anno successivo, 1982/83, sempre in B con Sonetti, segna il suo primo e prestigioso gol con la casacca rossoblù: è la prima giornata e alla “Scala del calcio” (il Meazza di San Siro a Milano) si gioca Milan-Samb. Con i rossoblù sotto di due gol dopo appena 31 minuti di gioco, Michele accorcia le distanze subito dopo il raddoppio rossonero e, dopo dodici minuti del secondo tempo, una rete di Rossinelli fissa il risultato sul 2-2 finale!!! Quell’anno Michele segna altre quattro reti: nella sua Bari (28 novembre 1982, 2-1 finale; realizza l’1-0), al “Ballarin” contro il Catania (8 maggio 1983, 1-3; l’1-2) e contro il Campobasso (22 maggio 1983, 2-1; l’1-0), a Varese la domenica successiva il gol del pareggio, 1-1. L’anno seguente, 1983/84, in serie B con Roberto Clagluna in panchina, ha la soddisfazione di giocare la memorabile sfida di coppa Italia (28 agosto 1983) contro l’Inter, vinta dai rossoblù 2-0 (4’st e 38’st Faccini): il nostro “gioiellino” è incontenibile!!! © RIPRODUZIONE RISERVATA

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TRADIZIONI E USANZE PASQUALI NEL TERRITORIO ABRUZZESE   7 di Emanuela DI Teodoro L’Abruzzo è un territorio di usanze e tradizioni, che certamente non possono mancare durante le festività. Nel territorio martinsicurese e nei dintorni ci sono diverse iniziative culturali e religiose che ogni anno si ripetono nel periodo pasquale. La nostra regione, infatti, è rimasta fortemente legata al clima agro-pastorale originario che si manifesta attraverso celebrazioni di riti religiosi e manifestazioni caratteristiche. Nei vari paesini e nelle città abruzzesi la processione del Venerdì Santo è una delle celebrazioni più caratteristiche. A Chieti la manifestazione ha origini medievali e viene organizzata dall’Arciconfraternita del Sacro Monte, i cittadini sono vestiti a lutto e la musica è realizzata attraverso uno strumento in legno, la “troccola”. Nel corso della processione per le vie del centro cittadino, la Madonna apprende la resurrezione del Figlio. Al termine della Sacra Rappresentazione le statue vengono collocate nella Cattedrale, dove restano fino a mezzogiorno di martedì, quando vengono portate dai Confratelli delle Congreghe alle rispettive parrocchie, in cui rimangono fino all’anno successivo. Un altro rito caratteristico avviene ogni anno a Villa Badessa, una frazione del comune di Rosciano, dove si trova sin dalla prima metà del XVIII secolo una piccola colonia italo - albanese. Ancora oggi questo gruppo conserva il proprio idioma e continua a seguire la liturgia della cultura greco - bizantina. Le cerimonie iniziano con gli “enkomia”, il pianto delle donne durante la veglia sull’ icona della deposizione di Cristo. Nelle ore notturne che precedono la domenica di Pasqua, viene esposta l’icona della resurA Sulmona si tiene una delle rappresentazioni più antiche e rezione durante la processione fuori dalla chiesa. All’alba la funzione suggestive, “La Madonna che scappa in piazza”: durante la termina con un canto del primo verso del Vangelo secondo Giovanni. mattinata di Pasqua viene portata la statua della Madonna in Piazza Maggiore, la scena va a rappresentare l’incredulità Oltre ai vari riti, non bisogna di certo dimenticare la grande tradiziodella Vergine alla notizia della resurrezione del figlio che cor- ne culinaria e gastronomica di cui l’Abruzzo fa sfoggio nel periodo re sempre più veloce fuori dalla chiesa, perde il manto nero pasquale. Durante la mattina di Pasqua nella zona dell’aquilano gli e mostra la preziosa veste verde ricamata in oro. Le celebra- abruzzesi sono soliti fare un’ abbondante colazione con uova sode, zioni sacre a Lanciano si svolgono in diversi tempi. affettati e formaggio. Il timballo tipicamente abruzzese, fatto con le La sera del giovedì inizia una processione notturna che sosta nelle chiese dove sono allestiti i Sepolcri , il venerdì nella processione compaiono i “Misteri” , i canti corali, il “Miserere” e la figura del cireneo, impersonato da un membro della Confraternita che, scalzo ed incappucciato, porta la Croce. Infine il giorno di Pasqua a mezzogiorno, si ripete l’antica cerimonia de “L’incontro dei Santi”, ossia tra le statue della Madonna, del Cristo e di San Giovanni, accompagnate dai fedeli. “scrippelle” e le polpettine al sugo, non può di certo mancare al pranzo pasquale di un abruzzese DOC, così come le “scrippelle mbusse”, piatto tipico della zona del teramano. A seguire dolci di ogni tipo dal parrozzo alle ferratelle, dai fiadoni alla pupa e cavallo. Perciò tra tradizioni e buon cibo noi della redazione auguriamo una buona Pasqua a tutti i lettori del Martino, abruzzesi e non. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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8   L’OROSCOPO...IN DIALETTO Stet fiss a litgà cò la sposa…se li discussion lì facet con la voja d’ rsolv li probblem allora stet calm e non azzet sol la voce che vuje sete nu cò presuntus. L’arrivo della primavera v’ fa girà nu cò la coccia e v’ sntet nu cò spossat e fiaccat ma non v’ preoccupet durerà poco ad aprile turnet a ruggì! Grrrrrrrr!!! di Noris Cretone Lu vostr segn è “invernale” in tutt li sens. Dnet appruftà della primavera p’ ‘mparà a ess più ottimist. Dnet stà nu cò più attent a lu fegt. L’amor va bone ma dvet esser più disponibl altrimenti la sposa v’ lascia. Stet attend pure vuje a la salut, soprattutt a li allergie! Tnet bisogn d’ magna d’ meno…è inutil che facet la dieta e v’ mttet a corr se dop v’ magnet pur li stipit de le port! A marz l’amor va bone ma dnet capì che non ptet tenè 100 spose una avasta e avanza sennò dop v’mettet a sbatt la coccia contr lu mur! Fije belle io non sacc’ più com v’ lu sogna dic’, sete psant in un modo tremend. Rilassetv, tireta fuori la vostr inventiva e fantasia, anche in amor… soprattut in amor! La primaver v’ fa stà aggitat ma se v’ fa “sangue” qualche bel giovanotto, detv da fa…ogni lasciata è persa! Ijet sempr arret a la casa, li frchì, la socera, lu lavor e non pnset mai a vuje. La vita d’ tutt li ijurn v’ crea tant pnsier ma vuje sete fort e rsulut. Ogni tant però v’ stufet e mannet tutt a lu paese. Stet attend a lu stommc e a lu fegt…la primavera porta cagnament e se vulet dà na svolta all vostra vita, non facetv abbutà lu fegt, mannet for la socera e v’ passa tutt! Pur voi dnet sta attend a lu magnà, lveta lu fum e lu bev, pure lu zuccher…stet nu cò aggitat lu cagn de staggion v’ mett nu cò d’ansia. L’amor v’ fa dsprà però n’stet a vedè sempr lu bicchir mezz vuot, v’ purtet “scarongna” da sul! O v’ lu sete bvut lu bcchir? Vuje sete tropp serje e psant mettetv a pazzià nu cò, jete a lu luna park sopra li muntagne russe, almen v’ facet na risata. Sete nu cò “frastire” pur cò lu spos e l’amor pechè tenet paura de suffrì…stet tranquill che se sete dugge e calm v’ vò bè tutt! Ijet sempr arret a la casa, li frchì, la sLa primavera v’ porta tant surprese, una è che na prsò che v’ piace tant potrebb rturnà nella vostra vita da lu passat. Nù vecch amor chi lo sà o na prsona che v’ piaceva ma che non sete tnut mai lu curagg d’ parlacc. Vuje però sete “quadrat” sempr precis e pignoli…infatti stà prsò se putreb stufà subbt. Allora sentet a me: ijetv a fa li capill e “mbrufumetv” pchè com so dit a la Vergine, ogni lasciata è persa! Mamma mia che “casinist” che sete! Ste a fa nu macell… detv na calmata pché se stet attent putet arsolve bè li problim. Sete intelligent, anche se a vedev non sembra. Se vulet li regal da lu spos, fatjelo capì con calma e amor senza “ncazzav” pchè senno s’ ncazza! La primavera porta tant cagnament… alcune situazion però v’ fa stà nu cò aggitat. Sete fort e capac’ d’ superà tant difficoltà, allora calm e traquill che tutt saggiusta. L’amor, soprattutt se sete spusat, vo nu cò di attenzioni in più ma se stet sul apprufttet p’ truvà la sposa perché va bone! Come dicev lu grande Fabrizio De Andrè: “Primavera non bussa lei entra sicura, come il fumo lei penetra in ogni fessura, ha le labbra di carne i capelli di grano, che paura che voglia che ti porti lontano!”. Vuolet “scappa”, vulet j luntan e lascià tutt, facet bone che li persò che v’ sta vcin non è brav! Partet e facet nuove avventur! Sete come Peter Pan ma non esaggeret altrimenti lì prsò se scoccia d’ stav’ arret pchè sete pegg d’ lì frichì! Sete passionali e imprevedibil…è bel stà cu vuje pchè facet stà bone chi v’ vo bè, però come v’ appccet subt altrettanto v’ “stufet”! Quind con la primavera dnet cercà d’ truvà nu co’ di equilibrio altrimenti fnet p’ fa Peter Pan da sul!

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LE UNIONI CIVILI E LA SCELTA DI ESSERE CONTRO Nel groviglio di opinioni espresse sulle unioni civili si è spesso mancato il punto, trasformando il dibattito in un logorante ammasso di comizi paralleli. I vari discorsi pro o contro si basano su binari individuali, per nulla influenzati dal contraddittorio né da una (anche basilare) conoscenza dei fatti. Si è a favore o contro a prescindere, senza aver compreso a fondo ciò che la norma comporta. Inizialmente il ddl si basava sull’equiparazione giuridica tra coppie di fatto (etero e omosessuali) e matrimonio. Sul modello tedesco, unioni civili e coppie di fatto avrebbero avuto diritti e doveri simili in tema di eredità, legame di fedeltà e assistenza economica in caso di divorzio. Inoltre, solo per le coppie omosessuali, sarebbe entrata in vigore la “Stepchild adoption”, che consente ad un figlio di essere adottato dal partner dell’altro genitore. Su quest’ultimo punto si è consumata la spaccatura con Alfano (NCD) e Grillo (M5S), che ha costretto il Partito Democratico a fare un passo indietro (mantenendo solo il disciplinamento delle unioni civili). Una scelta che non ha accontentato nessuno, sia a livello politico che “morale”. Molti degli esponenti a favore del ddl sono rimasti delusi dal passo indietro, dovuto – probabilmente – alle pressioni messe in atto in occasione del Family Day. D’altra parte, i sostenitori della famiglia tradizionale continuano ad avversare il decreto, rifiutando qualsiasi tipo di equiparazione tra coppie omosessuali e matrimonio. Le critiche contro le   9 diAngelo A. Pisani unioni civili sono rapidamente diventate critiche contro le unioni omosessuali. Gli argomenti attraversano vari livelli di analisi, in una sinestesia complessa e profondamente pretestuosa. Si passa dalle motivazioni religiose a quelle antropologiche, con divagazioni sul rapporto filiale, il concetto di famiglia, e le possibili (assurde) distopie. “Nella religione cristiana la famiglia è quella composta da un uomo e una donna”; “due omosessuali non possono generare”; “il figlio di una coppia omosessuale rischia disfunzioni psicologiche”; “se l’amore è l’unica base di un matrimonio, presto saranno permessi anche matrimoni con animali”. Se fossimo ne “La Grande Scommessa”, Margot Robbie esporrebbe la cosa in questi termini: “L’argomento a favore delle unioni omosessuali è che ogni essere umano – a prescindere dal proprio orientamento sessuale – deve avere gli stessi diritti; l’argomento contro le unioni omosessuali è che l’omosessualità è contro la religione, e – vista l’impossibilità di generare – contro natura”. Ignorando le ipocrisie religiose più semplici (impossibilità di divorzio, matrimonio obbligatorio tra vittima e stupratore), ed eventuali reductio ad absurdum (se l’unica unione è tra chi può generare, che fine fanno le coppie sterili?), resta un fatto unico, semplice, inattaccabile: lo stato italiano è uno stato laico, e – in quanto tale – deve garantire gli stessi diritti. Gli uguali più uguali degli altri è bene che restino nella fattoria di Orwell (anche perché sono maiali). IL GIOCO DEL MARTINO S M P E L A T N O M C 1. 2. 3. 4. 5. 6. I A A K I C I M A O I L R R W C S D O P S L E A T A Y T N P E R L N T I H R R A I R E E Z O C Y O I B A O V T 7. 8. 9. 10. 11. 12. I N E D T U K Z L I S O A L A S Z C Z O N A C L L L E Z O A D U C A I E N A E R O L E D 13. 14. 15. 16. 17. 18. A E S O R D I E N T E Trova la soluzione cerchiando le lettere rimanenti che comporranno la parola identificativa dell’immagine qui sotto Piazza DeLorean New York Maratona Particelle Universo Silenzio Montale Endometriosi Dolore Castelli Favole Lady Hawke Coppa Italia Esordiente Amici Maria de Filippi Rock 19. 20. Band Story

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10   INTERVISTA A LEONARDO CENCI di M.Giulia Mecozzi Come nella scienza, anche nello sport e più specificatamente nel running o corsa, parafrasando un pensiero del famoso fisico italiano Enrico Fermi, esistono tre categorie di runners. I professionisti, sempre con il contachilometri al polso e pronti a sfidare il tempo e lo spazio per superare i propri limiti. Gli amatori, che corrono per il puro piacere senza avere troppe pretese in quanto a risultati: basta che si corra. Poi c’è la categoria del footing e di chi corre come pratica quotidiana, senza alcun tipo di ispirazione se non quella del ‘tenersi in forma’. Al di fuori di queste tre categorie, poi, c’è Lui: Leonardo Cenci. Leonardo è un maratoneta 43enne di Perugia, diventato “Patrimonio della Regione Umbria”. Il 9 Agosto 2012 gli è stato diagnosticato un cancro e precisamente una forma rara di edenocarcinoma polmonare. La nostra chiacchierata con il maratoneta comincia dal suo incontro con il mondo del running. “Mi sono avvicinato ufficialmente al running nel 1998 – dice Leonardo. Ho sempre praticato sport di squadra, dal mini basket al calcio. Proprio quest’ultimo però, mi cominciò a stare stretto quando vidi il poco impegno e la poca serietà che alcuni miei compagni di squadra dimostravano. Stili di vita che poco hanno a che fare con il mondo dello sport, furono la causa di molte sconfitte subite e di cui non mi sentivo responsabile. Per cui decisi di smettere. Di qui la decisione di avvicinarmi a sport individuali come il tennis e la corsa, pensando che se i risultati fossero stati deludenti, la colpa sarebbe stata imputabile esclusivamente a me”. L’entrata nel mondo del running lo ha portato a correre ben 7 maratone. Purtroppo però, “nell’agosto 2012 è sopraggiunta questa terribile malattia che si chiama cancro. La diagnosi che i medici diedero ai miei genitori era la peggiore. Dissero infatti che per la tipologia di neoplasia (edenocarcinoma al quarto stadio) non mi sarebbero rimasti più di 6 mesi da vivere” ed invece Leonardo continua a correre. Sbalorditi da queste sue parole, chiediamo come sia possibile, dopo una diagnosi del genere, essere investiti da una tale forza e voglia di vivere. E’ con un sospiro che risponde: “Tutto deriva dalla mia determinazione e dalla voglia che ho di spingermi sempre oltre. Ma soprattutto, è la mia preparazione alle maratone che mi ha dato una resilienza al di fuori del normale, aiutandomi a contrastare questo deficit organico che mi da sia il cancro sia le 13 metastasi celebrali. Pensate che avevo perso completamente anche la sensibilità agli arti inferiori, ritrovandomi da un giorno all’altro con il corpo di un quarant’enne ma la testa di un bambino di 18 mesi che deve imparare a camminare. Quando non hai il senso di battuta su terra diventa tutto più difficile”. La corsa è uno sport sempre fonte di molte soddisfazioni. E’ quanto ci conferma anche Leonardo che, ricordando il periodo di pre-malattia dice: “Questo sport mi ha regalato uno straordinario benessere psicofisico. In quell’ora di allenamento c’è un mondo che ogni volta va scoperto ed esplorato. Nella corsa ti senti libero e per me questa è stata la mia principale fonte di vita che mi faceva star bene a livello sia fisico che mentale”. Inoltre, “non sono stato mai troppo competitivo. Correvo e corro per far star bene Leonardo. L’ho sempre praticata con equilibrio e consapevolezza, mai in maniera ossessiva e mirata al raggiungimento di un record”. Con il cancro in atto Leonardo è riuscito a correre due mezze maratone: il 27 di Settembre 2015 a Foligno e il 7 febbraio 2016 a Ponte San Giovanni. La prossima sarà quella del Giubileo che si terrà in Aprile a Roma “anche se non la correrò tutta - afferma. Gareggerò in quanto sono stato contattato personalmente dal Presidente del CONI, Giovanni Malagò, per fare da testimonial di come lo sport, anche nella malattia, possa essere importante”. Ma l’appuntamento più atteso rimane quello con la Maratona di New York che Leonardo ha deciso di correre per intero nei suoi 42 Km e 195 metri. “Sarò il primo italiano – afferma con soddisfazione l’atleta - a correre una maratona con un cancro in atto”. E continua: “Ad Aprile inizierò la preparazione specifica e proprio per questa occasione mi è stato messo a disposizione dal Presidente Malagò, il preparatore atletico della nazionale italiana maratoneti, Umberto Lisi”. Sarà proprio quest’ultimo, infatti, a gestire la tabella di allenamento di Leonardo affinché possa sopportare un tale sforzo. “Un malato di cancro terminale come me – dice - non può sottoporsi a gare. Per questo devo fare tutto con estrema tranquillità e sicurezza, per non andare a produrre radicali liberi che sono uno dei cibi preferiti dal cancro”. Per ora, continua ad allenarsi tre o quattro volte alla settimana correndo per un’ora circa. Rimaniamo impressionati da come quest’uomo abbia appreso e maturato la notizia di avere un cancro. Di solito la maggior parte delle persone si lascia andare, invece nel caso di Leonardo, è stato tutto il contrario. Chiediamo dunque, da dove venga tutta questa forza e determinazione nonostante la sua condizione? “Da ex maratone- ta e atleta ho preso la notizia del cancro come una sfida. Ho cercato dunque, di conoscerlo a fondo studiandolo approfonditamente su dei volumi di medicina che mi sono fatto prestare da medici-oncologi. Solo in un secondo momento ho potuto cominciare a sfidarlo ad armi pari. A distanza di tempo, tutto ciò che ho fatto, mi sta regalando buoni frutti e di questo sono veramente soddisfatto. Pensate che sono riuscito a riacquistare, pian piano, la sensibilità agli arti inferiori e detossificarmi dalle 12 chemioterapie a cui mi sono sottoposto”. Leonardo, inoltre, è fondatore e Presidente dell’Associazione Onlus “Avanti Tutta”. A tal proposito ci dice: “Da quando ho vissuto e calpestato il reparto di oncologia medica ho potuto constatare la paura ed il terrore che abita negli occhi di tutti, dai pazienti ai loro cari. Proprio per questo – continua - mi sono ripromesso, una volta che le mie condizioni fossero migliorate, di voler infondere a queste persone, la consapevolezza che la parola cancro non deve mai esser associata alla parola morte ma alla parola vita. Perché con con un cancro si può comunque riuscire a vivere una vita degna”. E ancora: “Sono riuscito, dunque, a mettere su quest’Associazione che, in meno di due anni, è riuscita a donare più di 150.000 euro al reparto di oncologia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, tra macchinari, attrezzature e borse di studio per finanziare la ricerca, senza la quale non ci sarebbe cura”. Tornando all’appuntamento newyorkese che lo attende, chiediamo quale risultato conta di raggiungere e quale obbiettivo si è dato. “Al mondo – ci dice - c’è solo un’altra persona che ha corso una maratona con un cancro in atto. Il suo nome è Fred Lebow, che corse la maratona di New York in 5h 32’ 34”.

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IL PRIMO ITALIANO A CORRERE LA MARATONA DI NEW YORK CON IL CANCRO Dunque Leonardo vorrebbe concluderla, “almeno un secondo prima di Lebow. Questa è l’asticella che mi sono fissato”. Da quando è costretto a combattere con questo cancro al polmone e le 13 metastasi celebrali i risultati riportati nello sport sono cambiati. Infatti, prima il suo record era di 3h e 04 secondi. Un risultato davvero importante per un maratoneta perché “è quel record che ti distingue dall’essere amatore per far di te un professionista”. Cambiano i tempi di gara ma anche le emozioni. Infatti, se alla fine di una maratona pre-cancro le emozioni che Leonardo provava erano “un mix di gratitudine e soddisfazione per avercela fatta ed essere arrivato al traguardo”; quando ha cominciato a correre le mezze maratone con il cancro ed “ho tagliato il traguardo, oltre all’emozione di vedere i miei genitori accogliermi con le lacrime agli occhi, ho sentito anche il bisogno di ringraziare Dio per esser ancora vivo”. Se davvero correre regala tutta questa voglia di vivere, vogliamo chiedere a questo atleta qualche consiglio utile per chiunque vorrebbe avvicinarsi a questo sport. “Ecco dei semplici consigli: scarpe tecniche e tanta voglia di sudare, appassionarsi ed imparare a correre guardando la natura. Da ogni allenamento e da ogni corsa, bisogna uscirne arricchiti”. Inoltre è molto importante condurre uno stile di vita sano. A tal proposito ci dice: “Specialmente nella mia condizione, cerco di condurre una vita molto in equilibrio e sulla difensiva per riuscire a far avanzare, nella maniera più lenta possibile, questo mio ‘ospite’. Un occhio di riguardo particolare va all’alimentazione che, per uno sportivo, deve essere ricca, abbondante ma soprattutto sana. Per questo consiglio sempre di proiettarsi su prodotti di qualità e non cercare di risparmiare sul cibo”. E ancora: “Noi fondamentalmente siamo due cose: ciò che mangiamo e ciò che pensiamo. Per questo, pensiamo meno alle futilità ed investiamo di più sul nostro fisico, perché la salute è la cosa più importante che abbiamo”. Il messaggio finale Leonardo vuole lanciarlo a tutti quelli che in questo momento si trovano a combattere con questa terribile malattia. “Si deve imparare a guardare la vita sempre da una prospettiva diversa – dice - ed essere sempre alla continua ricerca di una soluzione. E’ importante in questa ma credo in tutte le situazioni, vivere la vita sempre con il sorriso, perché la vita è troppo bella per non viverla serenamente. Io sono attaccato alla vita, mi ci sono incollato ed a questo male non voglio dargliela vinta”.   11

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12   QUELLO CHE SEI MI DISTRARE DA QUELLO CHE DICI di Giusy Valori I veri innamorati sono come quelli di una poesia di Sara Teasdale. Sono come Isotta ed Eloisa nei giardini del cielo profumati. Sono come Ginevra e Francesca . Preferiscono tacere e non parlare di nulla. La poesia continua con una confessione dell’autrice, la quale scrive che lei stessa ha conosciuto una donna che amò d’amore sconfinato e muto un solo uomo , lottando La comunicazione profonda tra due persone è una senza posa, senza parlarne, indomita e orgogliosa. Ma se udiva il suo nome rarità di valore inestimabile, la sola cosa che ci , anche per caso, una luce le illuminava il viso. permette di sottrarci alla solitudine. Ma nella nostra vita è possibile incontrare qualcuno in grado di Il silenzio, va oltre la poesia. Esso la completa seminando versi ovunque. Il arrivare fino ai nostri meandri più profondi e oscuri silenzio trattienne ciò che si vuole dire e fa in modo che l’amore non sembri portandovi luce. Sono incontri rari e preziosi che una parola volgare che si prostituisce allo stesso modo sulla bocca di tutti. meritano attenzione, cura e sacrificio perché oltre Spesso le più belle parole che tentiamo di strappare al silenzio sono come “ quel meraviglioso e sottilissimo filo c’è un silenzio l’acqua. Si vorrebbe afferrarle con la mano per conservarle intere nel pugno senza confini”. chiuso. Ma l’acqua scivola, si sottrae alla stretta e così pure le parole. La mano si arrende lasciando scorrere tra le sue dita le ultime gocce che a Questa forma di comunicazione somiglia ad un’of- stento tentava di trattenere. Poi generosa le lascia andare al loro destino ferta prolungata di baci e di promesse e rifiuta tutte restituendole al gran silenzio dal quale sono nate. le parole stucchevoli che banalizzano qualsiasi forma di sentimento. Il silenzio vale più delle parole La parola silenziosa scende di nuovo sulla vita e si curva su di essa. Protegge l’amore . Non argomenta. Non prova a spiegare o a dimostrare ed è la più alta forma di comunicazione. Le parole non si riconoscono mai completamente; nulla. Essa è bellezza e verità nella carne di chi si offre per amore. E solo si confondono, si baciano senza lingua. I silenzi no. per quello. La relazione che si instaura è muta e ancor prima della parola Attraversano le curve compiaciute delle labbra in poetica essa entra in profondità spingendosi oltre la superficie della carne , laddove neanche la poesia, per pudore, riuscirebbe a farsi spazio. assenze mute. Ed è proprio allora che il mio e il tuo silenzio diventano verità nella carne di Ci sono emozioni forti che tentiamo di tradurre ma ogni parola taciuta. nessuna parola sembra essere adatta o sembra Una volta scrissi questi versi con l’intento di restituire a me stessa tutte le esistere . Emozioni che, se anche potessero attra- parole che negli anni avevo sottratto al silenzio. versare la più bella delle voci , perderebbero d’inRannicchiata fra le braccia delle tue parole , tensità e di bellezza. Sembrerebbero quasi stupide abbasso lo sguardo e ti vedo e prive di senso. All’inizio per raccoglierle tutte si Lì m’invento una vita che non m’appartiene. cerca l’espediente della pagina bianca ma anche lì, Che questo momento passi ancora forse, rischierebbero di perdere la loro autenticità. e sia per il mio pensiero Rischierebbero di non essere capite e di rimanere un ricordo che mai potrò avere. intrappolate dentro quel foglio ormai sporco d’inIn quell’attimo che si ripete chiostro in attesa di qualcuno che le trovi e le faccia noi saremo soli e andremo allegri con occhi brillanti vivere. Qualcuno che forse capirà. O forse no. sulla strada che il silenzio ci addita. Così, pur di non perderle, si preferisce continuare Tutti ci vedranno oppure tutti ci ignoreranno. a custodirle in quel silenzio umile e generoso che Solo uno guarderà la nostra gioia parlerà per loro a chi è ancora capace di ascoltare. così intrappolata in questo sguardo: Dio! Pascal, in una lettera alla sorella, scrisse che nella Che triangolo perfetto e senza peso! fede come nell’amore , i silenzi sono molto più eloquenti delle parole. Quando due innamorati veri hanno esaurito il bagaglio delle parole e si guarda- Col tempo ho imparato che le parole, come scrisse Montale, dopo un’eterna no negli occhi , hanno raggiunto il massimo della attesa , rinunziano alla speranza di essere pronunciate una volta per tutte e poi morire con chi le ha possedute. comunicazione. Olmi in un’intervista disse che nessun verso di Dante , per quanto bello possa essere, vale il silenzio di due innamorati. C’è una bellissima poesia di Pessoa che spiega meravigliosamente bene questo tipo d’intesa silenziosa. Ed è questa: “ No: non dire nulla. Supporre “ Quello che sei mi distrae da quello che dici “. Inizia così una poesia di Pedro Salinas , il cantore dell’amore più vero. Continua: “ E quando desideri qualcosa, non penso a quello che vuoi, né lo invidio: è il meno. Ciò che ami oggi , lo desideri, domani lo dimenticherai per un nuovo amore. No. Ti aspetto oltre qualsiasi fine o termine in ciò che non deve succedere. Io resto nel puro atto del tuo desiderio, amandoti. E non voglio altro che vederti amare “. ciò che dirà la tua bocca silenziosa è come udirlo già. Udirlo è meglio di come lo diresti. Ciò che non affiora dalle frasi e dai giorni .Sei migliore di quello che sei. Non dire nulla: so!”

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13 I NOSTRI TALENTI ALESSANDRA BUCCI   Se la ragione vince Il NOI, come rifugio caldo e accogliente nel quale appoggiare il pesante fardello che il passato e il presente hanno accumulato sulle nostre nude spalle, avrebbe potuto salvarci. E amando chi ha bisogno della nostra mano attenta avremmo potuto schiarire le macchie dell’anima impotente. Nessuna scusa inutile, nessuno sconto di pena, l’amore non ammette rigidi confini, alti muri, porte sprangate e spesse. E se la ragione vince costruiamo gabbie in cui lentamente andiamo inconsapevoli a morire.

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14   Martinsicuro Calcio MARCO TRONELLI: L’INTERVISTA di Giorgio Basile Ciao Marco, grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista e complimenti per l’ottima stagione che stai disputando. Nella prima parte di stagione non hai giocato molto, ma nelle ultime giornate sei sempre stato schierato titolare. Cosa è cambiato secondo te? Ciao e grazie mille a voi per l’intervista e per i complimenti. Purtroppo ad inizio campionato mi sono infortunato e sono dovuto stare molto tempo fermo, ma da quando sono tornato il mister Di Fabio mi ha dato moltissima fiducia e io sto cercando di ripagare l’opportunità che mi ha dato. ha deciso che dovevo far parte del Cambiando completamente argomento, c’è una loro settore giovanile. canzone o un cantante in particolare che ascolti sempre prima di scendere in campo? Prima delle partite ascolto sempre gli AC/DC, mi Dopo un inizio di stagione caricano moltissimo. fantastico, il Martinsicuro ha vissuto un momento molto difficile. Nelle ultime due partite, Il tuo soprannome su Facebook è “Prince”. Come però, sono arrivate due vittorie mai? importantissime con Sambuceto e Celano che vi hanno riportato Da piccolo ero un grande tifoso del Milan, e “Prince” è nella zona play-off. Mancano in onore di uno dei miei giocatori preferiti, Kevin Prince solo cinque giornate al termine Boateng. del campionato e vi trovate al quinto posto a pari punti con il San Salvo. Qual è secondo te il Fino a questo momento, abbiamo intervistato nove segreto per mantenere la quinta dei tuoi compagni. Quando abbiamo chiesto chi posizione e accedere così ai fosse il più simpatico nello spogliatoio abbiamo play-off? avuto risposte differenti. Tra i “nominati” ci sono Può sembrare banale, ma per capitan Carboni, Roberto Cucco, Daniele Coccia, accedere ai play-off bisogna Roberto Piunti e… proprio Marco Tronelli, scelto continuare ad da Picciola. Il tuo preferito è tra questi quattro Sei nato e cresciuto in Germania. semplicemente Com’è nata la tua passione per il impegnarsi con il gruppo durante gli oppure ci offri un nome nuovo? calcio e per il ruolo di portiere? allenamenti e a dare il massimo in Niente da togliere agli altri nominati, però per me il più simpatico è capitan Carboni! Ho incominciato a giocare a calcio campo la domenica. fin da piccolo e il ruolo di portiere mi è sempre piaciuto. Ho iniziato nelle giovanili del FC Unterbiberg, Qual è il tuo obiettivo per questo Marco grazie mille per la disponibilità e la simpatia. una società di Monaco di Baviera, finale di stagione? In bocca al lupo per la fine della stagione. e poi mi sono allenato con Rainer Il mio obiettivo è quello di Grazie mille a voi e un saluto ai lettori de “Il Martino”. Berg, ex portiere della Bundesliga, impegnarmi al massimo per aiutare Crepi il lupo! giocando nel JFG Union München. la squadra a raggiungere un buon risultato finale. Due anni fa sei venuto qui in Italia. Come mai hai preso questa decisione? Ho preso questa decisione con il mio allenatore dei portieri Rainer Berg. Insieme abbiamo valutato che la cosa migliore per la mia crescita calcistica fosse quella di venire qui in Italia. L’anno prossimo tornerai alla Sambenedettese oppure hai intenzione di prolungare il prestito con il Martinsicuro? Ora penso a concentrami sul finale di stagione con il Martinsicuro, poi vedremo con calma. Appena arrivato in Italia, sei entrato a far parte del settore giovanile della Sambenedettese. Come è avvenuto il primo contatto con la società marchigiana? In Italia ho subito conosciuto Ernesto Vagnoni, il preparatore dei portieri delle giovanili della Sambenedettese. Mi sono allenato molto con lui e alla fine la Samb Qual è stato il momento più bello di questa stagione? Il momento più bello è stato senza dubbio la vittoria nel derby contro l’Alba Adriatica.

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  FISICO ITALIANO SCOPRE CHE IL NUMERO DI MODI PER ORGANIZZARE 128 SFERE SUPERA IL NUMERO DI PARTICELLE NELL’UNIVERSO NOTO 15 di Maria Giulia Mecozzi qualsiasi funzione, tramite questo metodo di calcolo, ora siamo in grado di stimare il numero dei minimi, ovvero i punti stabili, di questa funzione”. Per capire meglio questo concetto, il Dott. Martiniani ci propone un esempio. “Immaginiamo di avere dinanzi ai nostri occhi un panorama geografico. Esso ci presenta uno scenario con delle montagne e delle valli. Ebbene, ogni valle ha un punto minimo in altitudine. Ogni minimo rappresenta una posizione stabile”. E ancora: “Abbiamo dimostrato come un tipo di calcolo che pensavamo fosse troppo costoso, sia in realtà possibile. Siamo impazienti di affrontare nuovi problemi per dimostrare le potenzialità di questo approccio in altre aree”. Attualmente, si sta lavorando all’applicazione del metodo in altri campi della fisica e della matematica. Lo stesso Martiniani sta conducendo una ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale. In tal proposito dichiara: “Ora sto cercando di applicare il metodo allo studio delle reti neurali, uno dei sistemi utilizzati con più successo nel campo dell’intelligenza artificiale. Ma non finisce qui: “Il metodo – afferma Martiniani – potrebbe essere anche utilizzato per facilitare la scoperta di nuovi materiali, nella teoria delle stringhe e in cosmologia, nella fisica granulare, della cosmologia e in altre branche della matematica”. In quanti modi potrebbero essere posizionate 128 palle da tennis? E’ questo uno dei puzzle o esempio di rompicapi più antichi del mondo matematico e che fino ad oggi, pareva destinato a rimanere irrisolto. A sorpresa, invece, un team di ricerca dell’Università di Cambridge ha affrontato il problema con lo sviluppo di un programma per computer, riuscendo, contro ogni auspicio, a dare una risposta alla questione in un articolo su Physical Review E. Essa è risultata essere circa 10250 (1 seguito da 250 zeri). Ben oltre un googol di googol, un numero talmente grande da superare quello delle stesse particelle fondamentali presenti nel nostro universo. Ma, al di là della risposta, ciò che di questo studio risulterebbe davvero importante, starebbe nel fatto che il metodo sarebbe in grado di calcolare l’“entropia configurazionale”, ossia la quantità di disordine in un sistema nell’ambito della fisica granulare. Quest’ultima è quel particolare ambito che si occupa di studiare il comportamento di neve, terra o sabbia. Il che significa che potremmo essere in grado di prevedere fenomeni come valanghe o il movimento delle dune e la loro evoluzione nel tempo. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge, ma il ‘leading author’, cioè colui che ha contribuito in maniera più considerevole al lavoro è un italiano: il Dott. Stefano Martiniani. Studente PhD presso il College di St. John, all’Università di Cambridge, e recipiente della prestigiosa borsa Gates, Martiniani ha spiegato che: “Sicuramente, siamo ancora molto lontani da una possibile applicazione del metodo a problemi come la previsione di valanghe o l’evoluzione delle dune di un deserto”. “Tuttavia – continua lo scienziato – esso rappresenta una svolta importante nel campo della matematica applicata; in quanto data una

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