AGRICOLTURA 2/2016 - 3/2016

 

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PIù FORTI SUI MERCATI

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ANNO 43 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/1172004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE a pag. 6 PSR 2014-2020 Obiettivo competitività si parte con 83,5 milioni MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Più forti sui mercati a pag. 27 TENDENZE Vola il biologico nelle catene della Gdo N. 2/3 - FEBBRAIO/MARZO 2016 a pag. 36 FOCUS VINO A Piacenza vitigni di grande tradizione

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itoriale MAURIZIO TORREGGIANI Presidente Unioncamere Emilia-Romagna Un servizio per le imprese che vanno all’estero maggiori opportunità oggi Unioncamere può offrire nuovi strumenti. Stiamo parlando di Intelligent Export Report, un servizio su misura, ritagliato sulle caratteristiche dell’impresa, in grado di fornire alle Pmi un orientamento strategico personalizzato per strutturare percorsi di internazionalizzazione. IER analizza i dati relativi alle esportazioni delle singole imprese incrociandoli con i flussi commerciali mondiali e i dati di bilancio di milioni di aziende del mondo, suddivise per settore merceologico. In questo modo è possibile misurare il grado di “esportabilità” dei prodotti di un’impresa ed elaborare un’analisi comparata dell’export delle concorrenti o di un gruppo omogeneo per classe dimensionale e fatturato. Incrociando i dati dell’export regionale con quello mondiale e le previsioni economiche, IER può indicare i mercati driver, ossia rilevanti e in crescita, costituiti dai Paesi che importano quote importanti di beni alimentari, come Usa, Canada, Cina, Brasile, Spagna, Croazia, Tunisia, Sud Africa, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Vietnam; i mercati pit stop importanti, seppur in flessione, da monitorare poiché potrebbero incidere negativamente sull’andamento dell’export se la loro ripartenza dovesse ritardare come Giappone e Russia; infine i mercati in rimonta, di media rilevanza ma in forte sviluppo, come Angola, Mozambico, India, Malesia, Qatar, Iraq, Colombia, Cile. Il supporto del sistema camerale emiliano-romagnolo a queste concrete iniziative è una risposta tangibile all’esigenza di attrezzare sempre meglio il nostro sistema agroalimentare per affrontare la competizione mondiale, puntando sull’innovazione, assistendo le Pmi con nuovi servizi, rafforzando la collaborazione tra tutti gli attori. 3 L’ Emilia-Romagna è la seconda regione in Italia per valore dell’export agroalimentare e la prima in Europa per importanza del settore, diffusione delle imprese e capacità di creare ricchezza e occupazione. La peculiarità del comparto, ossia il valore distintivo in grado di accrescere la qualità dell’offerta dei territori, è un rilevante punto di forza, un patrimonio di conoscenze e professionalità che consente di sviluppare programmi congiunti di promozione a supporto delle imprese. Nell’attuale contesto economico è fondamentale un sempre più stretto coordinamento delle attività da svolgere a livello istituzionale, per poter intercettare una domanda mondiale che cresce. Ciò significa rafforzare le reti esistenti. In particolare, il modello di collaborazione avviato da oltre 15 anni tra il sistema Unioncamere-Camere di commercio dell’Emilia-Romagna e la Regione. Una collaborazione che può produrre azioni sinergiche per la competitività delle imprese, come prefigurano il nuovo accordo quadro e il protocollo d’intesa con l’assessorato regionale all’Agricoltura per integrare la promozione delle produzioni regionali di qualità all’offerta turistica. È prioritario, quindi, consolidare partnership per ampliare il numero delle imprese esportatrici e supportarne la presenza in quei mercati dove cresce la richiesta di prodotti di qualità. Soprattutto considerando che il 44% delle imprese agroalimentari regionali esporta in un solo Paese e il 18% in oltre 10 Paesi; le cooperative realizzano oltre il 7% dell’export complessivo dell’EmiliaRomagna, mentre le imprese artigiane rappresentano il 9% del totale di quelle che esportano. Alle imprese che si chiedono come esportare di più o come individuare i mercati che offrono FEBBRAIO/MARZO 2016

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MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA SOMMARIO 03 EDITORIALE Un servizio per le imprese che vanno all’estero Maurizio Torreggiani ANNO 43 - N. febbraio/marzo 2016 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Franchini COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Antonio Apruzzese, Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpae-Simc), Piero Pastore Trossello, Paolo Pirani, Cinzia Pisano, Francesca Ponti, Luciano Rinaldi (Crpa), Mario Savorelli (Crpv), Cinzia Zambelli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Monica Cervellati Cattani RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Regione Emilia-Romagna Direzione Agricoltura Viale della Fiera, 8 - Terza Torre 40127 Bologna Fax 051.5274577 Tel. 051.5274701 - 051.5274289 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE NUOVA CANTELLI srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 - Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n. 001023801994 c/c bancario IBAN IT51R0760102400001023801994 Intestato a CANTELLI ROTOWEB SRL CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PER LA PUBBLICITÀ Agroenergie 22 IL FUTURO DELLE RINNOVABILI Biogas di “piccola taglia” e rese economiche Alessandra Castellini, Alessandro Ragazzoni Fatti 06 PSR 2014-2020 Obiettivo competitività si parte con 83,5 milioni a cura della Redazione Economia 25 NUOVI SCENARI «Una regia unica per l’export» Giancarlo Martelli 08 DOPO EXPO/1 Più gioco di squadra per vincere sui mercati Paola Fedriga 27 TENDENZE Vola il biologico nella Grande distribuzione Rosa Maria Bertino 10 DOPO EXPO/2 Prodotti Dop e Igp: Emilia-Romagna al top a cura della Redazione 29 VINO/1 La via Emilia, bandiera di una terra da degustare a cura della Redazione 11 INNOVAZIONE L’agroalimentare accelera sulla ricerca Olga Cavina 31 VINO/2 Dai diritti alle autorizzazioni: istruzioni per l’uso a cura della Redazione 14 QUI REGIONE Montagna: 705 milioni per uno sviluppo di qualità a cura della Redazione 18 QUI EUROPA Bruxelles investe nell’economia “circolare” a cura di Carla Cavallini 33 STUDI & RICERCHE Con il marchio Dop il prosciutto vale di più Kees De Roest, Giovanni Belletti, Filippo Arfini, Davide Menozzi Irrigazione 20 STAGIONE AGRARIA Canale emiliano romagnolo, il beneficio irriguo nel 2015 Domenico Solimando O.P.S.A.I. Srl Via Monte Rosa, 19 - 20149 Milano Tel. 02/4694949 - 48018114 e-mail: milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing Claudio Pietraforte I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 40.000 COPIE CHIUSO IN REDAZIONE IL 29/03/2016 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA Foto di copertina: Fotolia e Diateca Agricoltura

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FEBBRAIO/MARZO 2016 FOCUS SPECIALE DENTRO LA CANTINA 36 Piacenza, vitigni di grande tradizione Matteo Marenghi BOVINE DA LATTE 45 Una dieta su misura per lattifere in salute Aldo Dal Prà, Maria Teresa Pacchioli, Antonio Gallo, Alberto Palmonari Rubriche 59 NOVITÀ DALLA RICERCA a cura di Maria Teresa Salomoni e Nicola Di Virgilio 60 IN BREVE a cura della Redazione 38 Viva, ecoprogetto per la viticoltura sostenibile Matteo Marenghi 62 AGENDA VERDE a cura della Redazione 47 La stalla del futuro sarà sempre più hi-tech Paolo Rossi, Isabel Macchiorlatti Vignat 64 NEL GIARDINO a cura di Maria Teresa Salomoni e Massimo Drago 41 Trent’anni di Consorzio per le Doc Colli Piacentini Antonio Apruzzese 50 Foraggi essiccati, linee guida Aife per l’Haccp Francesco Bonicelli Fisco e previdenza 42 Tassazione agroenergie: stabilizzato il regime misto a cura di Corrado Fusai 66 AGROMETEO a cura di William Pratizzoli 51 I sistemi di ventilazione per il comfort delle vacche Paolo Rossi 67 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI Meccanizzazione 54 RASSEGNE Emilia-Romagna: il meglio in vetrina a Fieragricola Ottavio Repetti Indice a cura di Enrico Cinotti 68 TUTTA “AGRICOLTURA” 2015 a cura di Monica Cervellati Cattani AI LETTORI Ci scusiamo per i ritardi nella consegna di “Agricoltura” e informiamo che a fronte della pubblicazione di alcuni numeri bimestrali della rivista la scadenza degli abbonamenti sarà prorogata di conseguenza. La Redazione Avversità 57 FRUTTICOLTURA Le strategie di difesa contro la cimice asiatica Mauro Boselli, Massimo Bariselli, Roberta Nannini, Pier Paolo Bortolotti

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Fatti PSR 2014-2020 Obiettivo competitività si parte con 83,5 milioni Al via i primi due bandi per gli investimenti delle imprese agricole e agroindustriali: le risorse a disposizione ammontano rispettivamente a 23,5 e 60 milioni di euro A cura della REDAZIONE I mprese più moderne ed efficienti e proprio per questo anche più forti sui mercati. Con i primi due bandi del Psr 2014-2020 destinati a sostenere gli investimenti aziendali in campo agricolo e agroalimentare la Regione mette a disposizione 23,5 milioni di euro per le aziende agricole e 60 milioni per le imprese di trasformazione e commercializzazione. Un nutrito pacchetto di risorse, dunque, in totale 83,5 milioni di euro che, considerando anche il cofinanziamento privato, movimenterà oltre 200 milioni di euro. «Ci aspettiamo molto da questi e dai bandi che seguiranno – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli –. Vogliamo dare una spinta al settore per accelerare l’uscita dalla crisi, ma anche un preciso segnale di quanto crediamo nella possibilità di un’ulteriore crescita della nostra filiera produttiva». Da qui la scelta di concentrare una quantità significativa di finanziamenti proprio in questa prima fase della nuova programmazione comunitaria. Entro la fine dell’anno le risorse per sostenere la capacità di competere sui mercati delle imprese emiliano-romagnole arriveranno a 220 milioni. Tra le priorità: giovani, montagna, bio, Dop e Igp Il primo provvedimento punta a promuovere l’innovazione nelle aziende agricole, migliorare i processi produttivi e la qualità dei prodotti, ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni. Potranno essere finanziati la costruzione o ristrutturazione di immobili produttivi; gli interventi di miglioramento fondiario; l’acquisto di macchinari, attrezzature, impianti di lavorazione e trasformazione dei prodotti; gli investimenti per la vendita diretta, così come l’acquisizione di programmi informatici, brevetti, licenze. Il bando è rivolto a tutte le aziende agricole con sede in Emilia-Romagna, sia in forma singola che associata, ad esempio le cooperative. I contributi saranno in conto capitale e pari al 50% della spesa ammissibile in caso di giovaFEBBRAIO/MARZO 2016 6 Meridiana immagini

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ni agricoltori, aziende di montagna o operanti comunque in zone con particolari vincoli ambientali; del 40% in tutti gli altri casi. Tra i criteri di priorità individuati, anche gli interventi dedicati all’agricoltura biologica, integrata, ai prodotti Dop e Igp oppure destinati a migliorare la sicurezza sul lavoro e ad aumentare l’occupazione. Punteggi aggiuntivi, infine, ai progetti con valenza ambientale (dalla bioedilizia, all’efficientamento energetico), compresi quelli che portano a una riduzione del consumo di suolo agricolo. La spesa ammissibile è calcolata in base alla dimensione aziendale e va da un minimo di 20mila euro a un massimo di 3,5 milioni di euro. Nel caso di aziende che operano in aree con vincoli naturali o altri vincoli specifici la spesa minima ammissibile scende a 10mila euro. Come si vede un’ampia gamma di possibilità, pensata per soddisfare le esigenze di tutte le aziende, dalle piccole (o piccolissime) alle più grandi. Ogni impresa potrà presentare un piano di investimento e gli interventi dovranno essere realizzati di norma entro 12 mesi. La scadenza per la presentazione delle domande – la cui raccolta è partita il 15 aprile scorso – è fissata al 15 luglio prossimo. FINANZIAMENTI PER OLTRE 515 MILIONI Il 43,4% del totale dei finanziamenti del Psr 2014-2020, pari a 515,7 milioni di euro, è destinato a sostenere la competitività e la redditività delle imprese agricole. Risorse pubbliche che consentiranno interventi per una spesa totale pubblico-privato di oltre 972 milioni di euro. Le azioni si concentreranno prevalentemente sull’ammodernamento dei processi produttivi, il sostegno alle produzioni di qualità, la diversificazione dell’attività agricola. Verranno sostenute le reti “dalla terra alla tavola” e le diverse forme di agricoltura organizzata, per ridurre i costi e fare sistema. Complessivamente si prevede di finanziare 5mila progetti di investimento. Rafforzare tutta la filiera L’agroalimentare è la seconda voce dell’export emiliano-romagnolo, con una crescita nel 2015 del 6,2%. Il secondo bando finanzia gli interventi di ammodernamento delle aziende di trasformazione e commercializzazione (ma possono partecipare anche quelle che affiancano tale attività a quella agricola di base): dalla realizza- I DUE PROVVEDIMENTI IN SINTESI INVESTIMENTI NELLE AZIENDE AGRICOLE (Operazione 4.1.01): t %FTUJOBUBSJ B[JFOEF BHSJDPMF JO BQQSPDDJP JOEJWJ duale e di sistema t 3JTPSTF NJMJPOJEJFVSP t %PNBOEFGJOPBMMVHMJP INVESTIMENTI NELLE IMPRESE AGROINDUSTRIALI (Operazione 4.2.01): t %FTUJOBUBSJJNQSFTFBHSPJOEVTUSJBMJPB[JFOEFBHSJ DPMF DIF TWPMHPOP BODIF BUUJWJUË EJ USBTGPSNB zione e commercializzazione t 3JTPSTFNJMJPOJEJFVSP t %PNBOEFGJOPBMHJVHOP zione di impianti e attrezzature di lavorazione, all’introduzione di tecnologie innovative per rispondere a nuove opportunità di mercato o migliorare la qualità dei prodotti, agli investimenti con ricadute sulla sicurezza alimentare, l’efficienza energetica, l’impatto ambientale e la sicurezza sui luoghi di lavoro. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la capacità di competere del comparto, ma in una logica di integrazione con quello agricolo, dunque con uno sguardo a tutta la filiera, per massimizzare le ricadute positive sul territorio. Per questo motivo il bando richiede alle aziende partecipanti contratti di acquisto della materia prima agricola che quantifichino le ricadute sui produttori agricoli e che coprano almeno il 51% del prodotto lavorato nel caso di aziende di trasformazione e commercializzazione e almeno il 34% per le imprese agricole di base. Non solo: tra le priorità previste per la valutazione delle domande vi è anche l’esistenza di particolari forme contrattuali (accordi di filiera, contratti con Organizzazioni di produttori, adesioni a Organizzazioni interprofessionali, ecc.) che massimizzino le ricadute positive sulla parte agricola. Altre priorità, nella valutazione delle domande, sono previste – anche per questo bando – per le aziende di montagna, per i progetti che riguardino produzioni a marchio Dop, Igp e biologiche e per quelli con particolari ricadute ambientali od occupazionali. I 60 milioni di euro a disposizione potranno finanziare progetti che vanno da un minimo di 250mila a un massimo di 5 milioni di euro. I contributi saranno erogati nella misura del 40%. Per presentare le domande c’è tempo fino al 30 giugno. Info: agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr2014-2020 7 FEBBRAIO/MARZO 2016

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Fatti DOPO EXPO/1 Più gioco di squadra per vincere sui mercati Obiettivo: innovazione Le parole d’ordine sono: «Qualità, innovazione e internazionalizzazione», a partire dall’agroalimentare, che è la seconda voce dell’export emiliano-romagnolo. A indicare la direzione di marcia è stato il presidente della Regione Stefano Bonaccini che ha aperto i lavori del convegno bolognese “L’eredità di Expo per l’agricoltura emiliano-romagnola”. «Una strada che va perseguita velocemente insieme al Governo e al sistema delle imprese», ha sottolineato, grazie anche alla spinta che potrà venire dalle risorse della programmazione europea, con bandi per circa 1 miliardo di euro in arrivo entro al fine del 2016, sui 2,5 totali previsti al 2020. Un invito a fare squadra quello del presidente della Regione, condiviso anche dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, nel suo saluto video («Credo che la collaborazione tra Emilia-Romagna e Governo sia cruciale», ha detto) e che è stato al centro dell’intervento dell’assessore all’Agricoltura Simona Caselli: «Al mondo produttivo chiediamo di condividere una strategia comune, perché se ci muoviamo come sistema, all’interno di una prospettiva nazionale, saremo più forti» . Che il potenziale del made in Emilia-Romagna sia alto non ci sono dubbi. Grandi prodotti, grandi marchi, un agroalimentare che vale circa il 20% di quello nazionale, un export che tocca quota 5,5 miliardi, il record di prodotti Dop e Igp in Europa con 43 specialità. Tuttavia, come ha ricordato la stessa Caselli, «sono ancora tante le aziende che non vanno all’estero». Ed è qui che deve concentrarsi l’azione della Regione. Sia intensificando l’attività di “diplomazia agroalimentare” per rafforzare identità e reputazione del territorio, sia sostenendo l’innovazione, settore chiave per il quale il Psr 2014-2020 mette a disposizione 50 milioni di euro. Sul fronte export, oltre alle risorse dello SvilupFEBBRAIO/MARZO 2016 Ripartire dall’Esposizione di Milano per spingere sulle esportazioni. La Regione ha chiamato a raccolta il mondo delle imprese per confrontarsi su strategie e progetti PAOLA FEDRIGA L a grande scommessa dell’agroalimentare italiano si chiama internazionalizzazione. A fronte di una domanda interna che più di tanto non potrà crescere, le prospettive di sviluppo si giocano, ormai sempre di più, fuori dai confini nazionali, sulla capacità di andare sui mercati esteri e di farlo non in ordine sparso, ma puntando su aggregazioni e gioco di squadra. Va detto che il 2015 è stato un anno record per le esportazioni italiane del settore, che hanno toccato quota 36,8 miliardi, con un aumento del 7,4%. È però altrettanto vero che l’Italia, pur con il suo paniere di eccellenze famose nel mondo, è staccata di diverse misure dalla Germania, che con 80 miliardi di euro guida la classifica europea. Di tutto questo si è parlato a Bologna nel corso di un convegno promosso dalla Regione per fare il punto sulle prospettive del dopo Expo. Grande successo per l’evento organizzato nei punti vendita della catena Loblaws in Canada da Mulino alimentare e Consorzio del Parmigiano: il taglio delle forme in diretta televisiva 8 Consorzio Parmigiano Reggiano

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po rurale per la promozione sui mercati esteri e le nuove strategie di commercializzazione, anche con approccio di filiera, il 2016 prevede 17 milioni di euro per l’internazionalizzazione di cui potranno usufruire anche le aziende agroalimentari. Risorse che secondo Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive, finanzieranno bandi sui mercati europei ed extraeuropei, rivolti anche a piccole e medie imprese non esportatrici, consorzi export, partecipazioni fieristiche. “DELIZIANDO” TORNA NEL 2016 Tra le attività di sostegno all’export della Regione, anche la fornitura di servizi alle imprese. Primi tra tutti quelli di Ervet (analisi Paese, ricerca finanziamenti, progettazione interventi) e quelli del Servizio fitosanitario regionale per il superamento delle barriere non economiche. Rappresenta poi una realtà consolidata Deliziando, l’iniziativa di promozione rivolta alle piccole e medie imprese dell’agroalimentare promossa da Regione e Unioncamere che nel 2015 ha coinvolto 128 aziende, 46 buyer esteri e si è tradotta in 534 incontri d’affari. Come ha spiegato il presidente delle Camere di commercio emiliano-romagnole, Maurizio Torreggiani (una sua analisi a pag. 3), saranno Usa, Canada, Cina, Hong Kong, oltre all’Europa, le aree verso cui si concentrerà nel 2016 l’attività di incoming, formazione e promozione. Tra i temi caldi per l’export tricolore vi è certamente il Ttip, il trattato di libero scambio tra Europa e Stati Uniti, che deve occuparsi anche della tutela delle indicazioni geografiche. Una questione che, secondo l’europarlamentare Paolo De Castro, in Europa interessa moltissimo proprio l’Italia. Da qui l’invito a «insistere come sistema Paese per difendere i nostri interessi agroalimentari». A concludere i lavori del convegno bolognese il segretario generale di Padiglione Italia a Expo, Fabrizio Grillo: «Expo è stata una sfida vinta, ora occorre puntare su ricerca, tecnologia, valorizzazione delle tradizioni alimentari italiane» La qualità non basta Produrre eccellenze alimentari è fondamentale, ma non basta. Servono aggregazioni, servizi, logistica, soluzioni innovative. È questa la ricetta emersa dalla tavola rotonda che ha chiuso i lavori del convegno organizzato dalla Regione a Bologna. Mulino alimentare di Baganzola (Pr) commercializza Parmigiano Reggiano, con il 70% del fatturato realizzato all’estero. L’azienda – come ha raccontato il presidente Claudio Guidetti – è oggi leader in Canada, anche grazie a una forte attività di comunicazione, culminata nel 2014 con il taglio, seguito in diretta televisiva dai principali canali tematici, di ben 1.008 forme del “re dei formaggi”. Un evento che ha coinvolto 350 punti vendita di Loblaws, la più grande catena di distribuzione al dettaglio del Nord America e che ha permesso all’azienda parmigiana di battere il Guinness mondiale di primati. Su servizi e logistica ha puntato Inalca, azienda del gruppo Cremonini, che continua a mantenere la produzione in Italia, ma che, come ha spiegato l’amministratore delegato Luigi Scordamaglia (presidente anche di Federalimentare), si è dotata di un’importante rete di piattaforme distributive all’estero, Africa compresa. Hanno invece deciso di fare rete i marchi del food romagnolo Cevico, Coind, Deco industrie, Fruttagel, Molino Spadoni, Borgo Buono/Terremerse. La loro scelta, raccontata da Stanislao Fabbrino, è stata di riunirsi sotto il comune ombrello di Romagna Coop Food, per andare all’estero con un’offerta più articolata, oltre che di elevata qualità. Non potevano mancare le esperienze sui mercati esteri di grandi gruppi cooperativi, quali Granarolo (12 stabilimenti in Italia, due in Francia, 50 i Paesi verso cui esporta), con il presidente Gianpiero Calzolari, e Conserve Italia, la più grande cooperativa in Europa nel settore della trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, raccontata dal presidente Maurizio Gardini (una sua intervista, in occasione dei 40 anni del FEBBRAIO/MARZO 2016 Gruppo, a pag. 25). A portare la loro esperienza anche una realtà leader del bio come Alce Nero, marchio che riunisce produttori in tutto il mondo, la cui filosofia è stata raccontata dal presidente Lucio Cavazzoni e, nel settore del no profit, il Cefa. Che punta a replicare la straordinaria esperienza di Afrika Milk Project in Tanzania, con il progetto Mozambico (ancora in collaborazione con Granarolo), raccontato da Giovanni Beccari. Info: agricoltura.regione.emilia-romagna.it/approfondimenti/2016/dopo-expo-piu-innovazione-e-internazionalizzazione-per-lagroalimentare-dellemilia-romagna L’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli durante i lavori del convegno bolognese. A destra, il presidente di Unioncamere Maurizio Torreggiani, l’assessore Palma Costi e il presidente Stefano Bonaccini Dell’Aquila 9

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Fatti DOPO EXPO/2 Prodotti Dop e Igp: Emilia-Romagna al top Nella classifica nazionale per impatto economico sul territorio ai primi posti Parma, Modena, Reggio Emilia e Bologna A cura della REDAZIONE L’ Emilia-Romagna sul gradino più alto del podio in Italia ed Europa per numero di specialità agroalimentari a denominazione d’origine, 43 tra Dop e Igp. Con Parma che guadagna il primo posto nella classifica dell’impatto economico sul territorio dei prodotti certificati: valgono 960 milioni di euro, vini compresi. Lo evidenzia il 13° Rapporto Qualivita-Ismea, presentato nel febbraio scorso in occasione della Giornata nazionale sulla qualità agroalimentare. L’indagine, aggiornata al 2014 per i dati economici, certifica che l’Italia è la regina europea – e mondiale – dei prodotti di qualità: ne vanta ben 805 tra Dop, Igp e Stg (282 specialità gastro- A SCUOLA DI EXPORT: UN CICLO DI INCONTRI E UN BANDO PER LE IMPRESE Esportare di più. Anche in campo agricolo e alimentare, settori in cui c’è un significativo potenziale inespresso. Per aiutare le piccole e medie imprese ad approdare sui mercati esteri l’assessorato regionale all’Agricoltura organizza cinque seminari nei quali saranno affrontate con l’aiuto di esperti le principali tematiche relative all’internazionalizzazione. Si parte il 21 aprile con un incontro sulle barriere fitosanitarie, uno degli ostacoli che l’agroalimentare deve affrontare per vendere i proprio prodotti e acquistare materie prime nei paesi extra Ue. Il 4 maggio si parlerà di barriere tariffarie e accordi internazionali, mentre il 18 di e-commerce e borsa telematica. Due gli incontri di giugno. Il 6 su innovazione, start up e partnership con istituzioni scientifiche e il 20 su identità e promozione dell’enogastronomia. Appuntamento a Bologna presso l’Aula magna della Regione (viale Aldo Moro 30), dalle 9 alle 14. I seminari saranno aperti dall’assessore regionale all’Agricoltura, caccia e pesca Simona Caselli. E proprio alle piccole e medie imprese non esportatrici si rivolge un bando del Por-Fesr 2014-2020 che stanzia 10,3 milioni di euro e chiuderà il 30 settembre. Tra le realtà destinatarie dell’intervento anche quelle dell’agroalimentare, della meccanica agricola e dell’impiantistica (singole o in rete). Il bando rientra nella strategia Go Global 2016-2020, il programma di internazionalizzazione del sistema produttivo dell’Emilia-Romagna sui mercati extra-Ue, che per il 2016 mette a disposizione 17,5 milioni di euro. Info: agricoltura.regione.emilia-romagna.it; infoporfesr@regione.emilia-romagna.it nomiche e 523 vini), per un valore complessivo della produzione di 13,4 miliardi di euro, pari a circa il 10% del giro d’affari dell’intera industria alimentare. In Europa dietro di noi seguono Francia (658 prodotti tra food e wine), Spagna (318), Grecia (250) e Portogallo (173). Un patrimonio, quello delle indicazioni d’origine, che garantisce qualità e sicurezza grazie anche all’opera di vigilanza di 219 Consorzi di tutela e che contribuisce con circa 7,1 miliardi all’export agroalimentare del Belpaese. Tornando all’Emilia-Romagna, il Rapporto ne mette in evidenza l’elevato “peso specifico” nello scenario nazionale ed europeo. E se Parma risulta in assoluto il distretto agrolimentare con il maggior ritorno in termini economici, di certo non sfigurano altre province della regione. Basti pensare che al terzo posto assoluto della graduatoria c’è Modena (408,5 milioni), che viene subito dopo Bolzano, seconda con 458,2 milioni di euro. Sesta è Reggio Emilia (372,7 milioni), Bologna decima (313,1 milioni). Ancora: tre delle quattro specialità alimentari italiane più esportate sono made in Emilia-Romagna: Parmigiano Reggiano, Aceto balsamico di Modena e Prosciutto di Parma. Il primato va al Grana padano, che si produce comunque anche in provincia di Piacenza. FEBBRAIO/MARZO 2016 10 Dell’Aquila

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Fatti INNOVAZIONE L’agroalimentare accelera sulla ricerca rimentazioni di filiere e distretti. Sfogliando la graduatoria, si trovano i settori più tradizionali come il Parmigiano con prodotti per nuove fasce di consumatori e la filiera del suino, per una produzione sostenibile di carne e salumi. Il primo ha come capofila Crpa, il secondo è OLGA CAVINA In Emilia-Romagna via libera a fondi europei per 13 progetti della Rete Alta Tecnologia: 11 milioni di euro e circa 150 nuovi ricercatori L’ agroalimentare si sposa sempre più con lo sviluppo hi-tech e dei 40 progetti di ricerca industriale approvati dalla Regione con un finanziamento di 35 milioni di euro, ben 13 riguardano la filiera agricola a cui sono destinati 11 milioni, con contributi che vanno da oltre 500mila euro a 1 milione. Circa 150 tra ricercatori e contrattisti lavoreranno nei Centri della Rete Alta Tecnologia e nelle 45 imprese che mettono a disposizione i loro laboratori. Un’ottima performance, se si considera che il bando sui progetti finanziati con le risorse europee del Por Fesr 2014-2020 in Emilia-Romagna darà un posto di lavoro a 490 scienziati suddivisi in 13 progetti “agricoli”, 10 che riguardano salute e benessere, 9 meccatronica e motoristica e 4 rispettivamente edilizia e cultura. La Rete è un network di Centri universitari e pubblici che nelle province hanno sede in gran parte nei tecnopoli. Al termine delle sperimentazioni, i risultati potranno essere brevettati, utilizzati dalle imprese partecipanti o dar vita a start-up. Con questo bando la Regione ha introdotto alcune novità. Prima di tutto, a ciascun progetto partecipano almeno due imprese, non direttamente destinatarie di finanziamenti, ma nei cui laboratori la sperimentazione si fa concreta, con ricadute sul campo, trasversali e su tutta la filiera produttiva. In secondo luogo, poiché si tratta di ricerca industriale e non accademica, i progetti, come indicato dalla Commissione europea, devono sviluppare tecnologie la cui fattibilità sia già stata dimostrata; riguardare la validazione in laboratorio e la realizzazione in ambiente industriale. L’obiettivo è favorire lo sbocco in impresa dei ricercatori, con una ricaduta concreta delle speFEBBRAIO/MARZO 2016 Dell’Aquila Laboratori al lavoro per due anni START UP, DALLA REGIONE OLTRE 6 MILIONI: DOMANDE FINO AL 30 SETTEMBRE 2016 Anche le start-up agroalimentari beneficeranno di contributi. Dal 21 marzo al 30 settembre 2016 micro e piccole imprese emiliano-romagnole possono partecipare al bando promosso dalla Regione e finanziato con sei milioni di euro nell’ambito del Programma operativo Fesr 2014-20. Interessa società di capitali, incluse Srl uninominali, consorzi, società consortili, cooperative. Per i progetti di avvio attività possono presentare domanda le imprese costituite successivamente al 1 gennaio 2013; per le espansioni di start up già avviate, quelle costituite dopo il 1 marzo 2011. Domande esclusivamente online sul sito Por Fesr 2014-2020 regione.emilia-romagna.it/fesr 11

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Fatti INNOVAZIONE guidato dalla Stazione sperimentale per l’industria delle conserve alimentari (Ssica) di Parma. Il progetto guidato da Ciri-Agro dell’Università di Bologna, invece, studia come ottenere nuovi alimenti da sottoprodotti della lavorazione del pomodoro e del grano, in collaborazione con importanti aziende del settore. Agricoltura di precisione, vitivinicolo, packaging, risparmio idrico L’agricoltura di precisione è al centro del progetto guidato da Crpv, mentre gli scarti della lavorazione del vino possono diventare prodotti salutistici con Terra&Acqua Tech dell’Università di Ferrara. Punta a trasformare l’Emilia-Romagna in un riferimento internazionale dell’innovazione sostenibile della filiera vitivinicola il lavoro coordinato da Biogest-Siteia Modena e Reggio Emilia: dal telerilevamento della maturazione dei grappoli a strategie di risparmio energetico, alle novità in cantina come l’introduzione di chitosani o resine a scambio al posto dei solfiti. La nutrizione minerale di precisione del vigneto è al centro dello studio guidato dal Centro di telerilevamento Crast di Piacenza. Avranno invece fondi per studiare prodotti alimentari in grado di prevenire le intolleranze, a partire da frumenti a basso impatto verso la predisposizione genetica alla celiachia, i ricercatori di Siteia Parma. Lo sviluppo di un’irrigazione “intelligente” che consenta risparmi idrici nelle coltivazioni intensive della pianura è l’obiettivo del lavoro che vede capofila Cidea Parma. Una macchina prototipo per imballaggi ecosostenibili biodegradabili e compostabili, da testare con le aziende partner, sarà messa a punto dal gruppo guidato da Ciri-Agro Bologna con l’obiettivo di individuare sistemi che aumentino la shelf life e la stabilità dei prodotti senza ricorrere a conservanti e antiossidanti. Di tecnologie di costruzione e nuovi materiali per l’industria alimentare si occuperanno i ricercatori di Siteia Parma mentre l’Università di Bologna è capofila del progetto che interviene sui processi termochimici e l’uso delle biomasse di scarto. Future Food Institute Al centro il territorio I 13 progetti coinvolgono, oltre agli enti capofila, un’ampia rete di laboratori, in qualità di partner, quali Crpa lab, i Centri per la ricerca agroalimentare delle Università di Bologna e Parma, Biogest-Siteia dell’Università di Modena e Reggio-Emilia, il Centro per la meccanica avanzata dell’Ateneo bolognese, quello di oncologia molecolare di Parma, Enea, Intermech ed Ecor Campus dell’Ateneo di Modena e Reggio, Reggio-Emilia Innovazione, Ciri-Ea (Unibo), Energia-Ambiente di Piacenza, il Consorzio di bonifica del Canale emiliano-romagnolo. Coinvolti anche Confindustria Emilia-Romagna ricerca, Cipack (Università di Parma), Biopharmanet-Tec Parma, l’azienda sperimentale Tadini di Piacenza, Cidea Bologna e il Centro sui materiali ceramici del Cnr. Info: regione.emilia-romagna.it/fesr NEL RAVENNATE NASCE L’AZIENDA AGRICOLA DEL FUTURO Si trova nelle campagne di Lugo (Ra), la Future Food Farm, una fattoria, dove da quest’anno si producono grani antichi e poco utilizzati, come il sorgo nero, il Senatore Cappelli, il grano taranico, il monococco verna, tutti macinati integralmente con un mulino a pietra e successivamente commercializzati. Al termine della lavorazione, le paglie di scarto non vengono buttate, ma trasformate in substrato per far crescere funghi edibili e bioplastiche chitinose utili come sostituti della plastica per il packaging. È una delle idee del Future Food Institute degli imprenditori Sara Roversi e Andrea Magelli, nato a Bologna nel 2014 con l’obiettivo di formare nuove generazioni di innovatori e imprenditori nella filiera agroalimentare. La nuova fattoria è stata presentata da Sara Roversi al convegno bolognese “L’eredità di Expo per l’agricoltura emilianoromagnola” (vedi articolo alle pagg. 8-9). Il progetto vede due nuovi partner: Alessandro Roversi, già socio di You Can Group e Pierluigi Santoro, agronomo e fondatore di The Algae Factory. 12 FEBBRAIO/MARZO 2016

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Le tendenze del mercato agroalimentare, i risultati della ricerca e della sperimentazione, le novità legislative, le opportunità per chi lavora in campagna. Agricoltura è il mensile professionale della Regione Emilia-Romagna con la maggiore diffusione in Italia. Articoli, servizi, rubriche, inserti speciali, dossier per capire come sta cambiando il mondo agricolo. Per chi si abbona nel 2016, oltre alla rivista, 3 supplementi su argomenti di forte interesse per gli operatori.

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Qui Regione Montagna: 705 milioni per uno sviluppo di qualità Caselli Nirmal Contrastare lo spopolamento e aumentare la dotazione di servizi. Il 40% delle risorse del Psr 2014-2020 avranno una ricaduta sui territori appenninici A cura della REDAZIONE U n nuovo Appennino: digitale, sostenibile, innovativo. Un Appennino che, da area a rischio marginalità,  in cui è difficile vivere, possa diventare protagonista di una nuova stagione di sviluppo.  Sono gli obiettivi del Programma regionale per la montagna, presentato nelle scorse settimane  a Castelnuovo Monti (Re) dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, e che può contare su risorse dedicate (europee, statali e regionali) per PESCA: 39,5 MILIONI DI EURO FINO AL 2020 Al via il riparto tra le Regioni del Feamp, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca 2014-2020. All’Emilia-Romagna vanno 39,5 milioni di euro per una pesca più sostenibile e che sia strumento per uno sviluppo equilibrato del territorio, fonte di occupazione e miglioramento dell’ambiente costiero. Un risultato superiore alle migliori aspettative che premia le regioni in cui questo settore ha effettivamente un impatto maggiore. All’Emilia-Romagna si offre l’opportunità di una nuova stagione di sviluppo insieme agli enti locali del territorio, le Marinerie, le associazioni della pesca. Considerando anche il cofinanziamento dei privati si può calcolare che le risorse movimentate arriveranno a circa 65-70 milioni di euro. Le risorse Ue assegnate all’Emilia-Romagna ammontano a quasi 19,8 milioni di euro. Con il cofinanziamento statale (35%) e quello della stessa Regione (15%) il settore potrà dunque contare da qui al 2020 su 39,5 milioni di euro, circa 24,5 milioni in più rispetto al periodo 2007-2013. La ripartizione dei finanziamenti Ue tra le Regioni italiane è stata concordata all’unanimità nell’ultima seduta della Conferenza Stato-Regioni agli inizi di marzo. L’agenda dei lavori prevede ora il varo del decreto ministeriale e, a seguire, l’avvio del confronto con i diversi portatori di interesse – a partire dalle associazioni dei pescatori – per arrivare alla predisposizione e apertura dei bandi. 14 FEBBRAIO/MARZO 2016 Banzi

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IGP AI CAPPELLACCI DI ZUCCA FERRARESI SI RAFFORZA IL PRIMATO REGIONALE L’Europa “incorona” i Cappellacci di zucca ferraresi con il marchio Igp. Salgono così a 43 le specialità agroalimentari made in Emilia-Romagna Dop e Igp, su un totale europeo di 1.267 prodotti tutelati e italiano di 280. L’ennesimo riconoscimento che va a rafforzare un primato che per la regione si traduce in un valore alla produzione di oltre 2,5 miliardi di euro, pari al 40% del dato nazionale e al 15% di quello continentale. «Un risultato che nasce da una grande agricoltura e dal saper fare dei nostri produttori – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli – e che rafforza la reputazione dell’agroalimentare emiliano-romagnolo nel mondo». I Cappellacci di zucca sono una pasta ripiena fresca. La ricetta tradizionale prevede la preparazione della sfoglia con farina di grano tenero, duro e uova e un ripieno costituito da polpa di zucca gialla “violina”, con l’aggiunta di formaggio grattugiato, noce moscata e zucchero. Non sono ammessi né coloranti, né conservanti. La zona di produzione abbraccia l’intera provincia di Ferrara. La registrazione della nuova Igp, avvenuta con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficale Ue del Regolamento n. 164 del 28 gennaio scorso, segue a breve distanza di tempo la conquista da parte della provincia estense di altri due prestigiosi marchi Igp: il Pampepato (o Pampapato), tipico dolce natalizio, e la Salama da sugo. 705 milioni di euro fino al 2020. Tra gli obiettivi: aumentare la dotazione di servizi (a partire dalla banda larga e ultralarga), sostenere la nuova imprenditoria giovanile,  promuovere il turismo, difendere e valorizzare  ambiente e territorio. In primo piano l’agricoltura, un’attività che in montagna è certamente più difficile e comporta costi aggiuntivi, ma che allo stesso tempo svolge un servizio importante per tutta la collettività,  a partire dal contrasto al dissesto idrogeologico. Per questo tra le risorse dedicate alle aree appenniniche sono particolarmente rilevanti quelle in arrivo grazie al Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. Qualche esempio? Gli aiuti per il primo insediamento giovanile che proprio nelle aree svantaggiate o soggette a vincoli naturali salgono da 30 a 50mila euro o i finanziamenti per contrastare il divario digitale che penalizza, in particolare, proprio le aree rurali appenniniche e che ammontano a 51 milioni di euro. Ma anche gli interventi sul fronte dei servizi, a partire dalla realizzazione di strutture polifunzionali socio-assistenziali. Più in generale la montagna è una delle priorità trasversali del nuovo Psr e si può stimare che quasi il 40% delle risorse totali (circa 1,2 miliardi euro) avranno una ricaduta diretta proprio in queste aree.   La ripartizione per obiettivi generali del Programma regionale per l’Appennino (che può contare anche sulle risorse del Fondo regionale, che è stato raddoppiato da 3 a 6 milioni di euro all’anno) prevede 303 milioni per la difesa attiva del territorio, la sua accessibilità e la valorizzazione delle risorse naturali; 150 milioni circa per rendere più attrattiva la montagna, per rafforzarne l’identità e la coesione sociale; 252 miFEBBRAIO/MARZO 2016 lioni per favorire lo sviluppo delle imprese e il lavoro. Quattro le “azioni” previste per intervenire su tutti gli elementi che concorrono a rendere attrattivo vivere e lavorare in montagna: Appennino digitale, per portare la banda ultra larga in tutte le aree; Appennino sostenibile, per valorizzare le fonti di energia rinnovabile e la cura del territorio; Appennino innovativo, per l’innovazione e il trasferimento tecnologico alle imprese; infine, Laboratorio Appennino, per sostenere la formazione e coprogettazione pubblico-privata. L’EMILIA-ROMAGNA INDENNE DA XYLELLA L’Emilia-Romagna è ufficialmente indenne da Xylella, il batterio all’origine della strage di uliveti in Puglia. Lo stabilisce il decreto del ministero delle Politiche agricole che ha istituito su tutto il territorio nazionale l’area non contaminata, a eccezione della zona delimitata e di sorveglianza nella regione meridionale direttamente colpita. I produttori emiliano-romagnoli, in particolare quelli del settore vivaistico, potranno così tornare a operare sui mercati internazionali senza subire pesanti e immotivate penalizzazioni. Un risultato raggiunto grazie all’importante lavoro del Servizio regionale fitosanitario, che per tutto il 2015 ha svolto una capillare attività di monitoraggio con oltre 1.500 ispezioni visive e più di 150 analisi di campioni, senza riscontrare alcun caso positivo sul territorio emiliano-romagnolo. Un’attività che proseguirà anche nel 2016, secondo quanto prevede lo stesso decreto ministeriale, come forma di garanzia nei confronti dei Paesi destinatari delle produzioni dell’Emilia-Romagna. Fotolia 15

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