Il Martino cartaceo n.4 anno 2

 

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quindicinale di approfondimento

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07 Marzo 2016 - n. 04 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste 1€ LA VECO: TUTTA LA VICENDA di Maria Giulia Mecozzi Come sarebbe possibile pensare la storia di Martinsicuro senza far riferimento ad una delle aziende più prolifiche.... » continua, Pag. 10 ALBERTO CICCHINI SBANCA ANCHE ORVIETO Ancora premi per il fotografo che vinse il nostro concorso fotografico FESTA DI SAN GABRIELE DAVIDE ALESSANDRONI di Giorgio Basile A San Nicolò è successo tutto nel giro di poche settimane. Ad inizio luglio mi chiamò la società per dirmi che ero riconfermato per la nuova stagione, che credevano in me e tante altre belle cose. » continua, Pag. 14

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2   DA VEDERE IN TV Rai 1 – Lunedì 7 Marzo ore 21:10 Il commissario Montalbano – La piramide di fango 1°Tv E’ uno degli appuntamenti più attesi del piccolo schermo: Luca Zingaretti torna in prima serata con due nuovi film tratti dai celebri romanzi di Andrea Camilleri che vedranno Salvo Montalbano alle prese con nuovi e intricati casi da risolvere. Sullo sfondo della cittadina di Vigata, ritroveremo il commissario insieme al suo gruppo di fidati collaboratori e amici, intento come sempre in difficili indagini tra fitti misteri e depistaggi. Accanto a Luca Zingaretti come sempre Cesare Bocci nel ruolo di Mimì Augello, Peppino Mazzotta nel ruolo di Fazio, Angelo Russo nel ruolo di Catarella e una new entry: Sonia Bergamasco nel ruolo di Livia. Canale 5 – Martedì 8 marzo ore 21:10 Venuto al mondo 1°Tv Il film di Sergio Castellitto, tratto dal romanzo di Margaret Mazzantini e con Penélope Cruz arriva su Canale 5. Racconta la storia di Gemma che dopo molti anni di assenza torna a Sarajevo, portando con sé il figlio Pietro. L’occasione è l’invito che le ha fatto Gojko, poeta estroverso e un tempo sua guida in Bosnia, per una mostra fotografica sulla guerra. Gemma proprio in Bosnia, prima dell’inizio del conflitto, aveva conosciuto Diego per il quale aveva mandato all’aria il proprio matrimonio. Da Diego però Gemma, per un suo difetto fisico, non aveva potuto avere figli. Ma il desiderio era così forte da spingerla ad accettare che il marito procreasse con un’altra donna disposta poi a cedere il neonato. Canale 5 – Mercoledì 9 Marzo ore 21:10 L’isola dei Famosi (1° puntata) Dopo il successo della scorsa edizione torna su Canale 5 L’Isola dei Famosi. Il reality sarà condotto ancora una volta da Alessia Marcuzzi e in studio ritroveremo Mara Venier e Alfonso Signorini. Ecco quello che dovrebbe essere il cast completo dei concorrenti: tra gli uomini Enzo Salvi, Aristide Malnati, Stefano Nones, Jonas Berami e Marco Carta mentre tra le donne troviamo invece Simona Ventura, Fiordaliso, Mercedesz Henger, Alessia Reato e Claudia Galanti. Ulteriore distinzione tra i naufraghi, quella tra i concorrenti sulla Playa Desnuda (Gracia De Torres, Patricia Contreras, Giacobbe Fragomeni, Paola Caruso, Andrea Preti, Matteo Cambi) e quelli sulla zattera (Christian Gallella e Gianluca Mech). Rai 1 – Venerdì 11 marzo ore 21:10 I Pooh – Amici per sempre Roby Facchinetti, Red Canzian, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli saranno protagonisti di uno Special Tv condotto da Carlo Conti in cui ripercorreranno i loro cinquant’anni di carriera attraverso aneddoti, racconti, canzoni ed emozioni che ci faranno scoprire quanto sia stato importante per loro essere “Amici per sempre” da poter rimanere uniti per tutti questi anni, continuando a raccogliere un successo dietro l’altro. Durante lo spettacolo è prevista anche la presenza di ospiti, amici e colleghi che li aiuteranno a ricostruire al meglio la loro storia. Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Marco Capriotti, Angelo Pisani, Luigi Tommolini, Emanuela di Teodoro, Simona Borghese, Andrea Cosenza, Gino Bucci, Matteo Bianchini SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 Email info@ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. VAGNONI TRISTANO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL FOTOGRAFO ALBERTO CICCHINI PLURIPREMIATO 3 AD ORVIETO. STRAVINCE NELLA CATEGORIA SPORT   di Redazione Ancora un importante riconoscimento per il fotografo sambenedettese Alberto Cecchini. Dal 26 al 28 febbraio si è tenuta ad Orvieto, nel Palazzo dei Sette, il Fiof 2016. Nella notte degli Awards il concorso fotografico italiano più atteso dell’anno il Fiipa del Fiop, tenutosi nell’ottocentesco teatro Mancinelli,Cicchini è stato premiato come vincitore assoluto nella categoria sport. Un primo posto categoria sport con la foto del football americano che ritrae i Doplhins di Ancona contro i Giants Bolzano nei play off; un secondo posto categoria sport con una foto scattata al “Riviera delle palme” nel fine gara Samb-San Nicolò in cui l’arbitro Giovanni Nicolini viene scortato dall’antisommossa; un secondo posto categoria “fine art” con l’immagine apocalittica de “Il raggio” nel mare Adriatico; 5 menzioni d’onore nelle categorie people, fine art, sport, ritratto, più un buono da 500 euro offerto da Fotocine industria digitale, e un riconoscimento con pubblicazione per il progetto Imago.it del Fiof, insieme ad altri 45 fotografi italiani di fama internazionale. Le foto di Imago esposte in Cina in occasione del festival fotografico di Lishui 2015 potranno essere ammirate a ad orvieto presso il Palazzo dei Sette dalle 10 alle 16 (dal 29 febbraio al 29 marzo) e presso Palazzo Coelli dalle 10 alle 13 (dal 29 febbraio al 29 marzo).

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4   FESTA DI SAN GABRIELE: di Matteo Bianchini

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SUCCESSO PER LA TERZA EDIZIONE   5 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6   27 FEBBRAIO: BUON COMPLEANNO A MARIA TERESA NAPOLEONI, ROSA ROSSA NEL BLU DEL CIELO INFINITO... di Luigi Tommolini alcuni amici e il colpo d’occhio all’interno del “Ballarin”, lo stadio della Samb in quell’occasione stracolmo, è meraviglioso; uno spettacolo mai visto, una festa da vivere! Entrano le squadre in campo e i palloncini rossoblu’ con la lettera “B” gigante volano in cielo insieme al fumo dei bengala accesi; si avverte uno strano caldo, troppo caldo; subito non ci si accorge del fuoco che comincia a bruciare quintali di carta; l’attenzione è rivolta alla festa, ai tamburi, alla coreografia, al tifo assordante che tutto nasconde! Ma il fuoco, sotto, arde e al primo grido “c’è il fuoco, c’è il fuoco!!!” il panico e l’istinto portano ognuno a fuggire, ad uscire, a seguire gli altri, ad andare verso il proprio destino! Il destino della povera Maria Teresa quella domenica è quello di scendere verso l’uscita, ma di scivolare ed essere travolta dalla tremenda calca e di finire sopra al rogo; verso di lei avanzano fiamme altissime e pezzi di carta infuocati che piovono sostenuti da un vento malefico che in un attimo bruciano i suoi vestiti sintetici e i suoi splendidi capelli lunghi; trova la forza di alzarsi, ma solo per pochi istanti poiché ricade rovinosamente su un altro focolaio assassino. “Maria Teresa, perché non ti rialzi!”. Destino crudele! Si rialza troppo tardi e scende le scale dell’uscita del “sottopassaggio Est” e istintivamente, in maniera disperata, cerca un bagno e quindi l’acqua per spegnere i suoi splendidi capelli, i suoi vestiti sintetici, la sua camicia bianca e il suo corpo che sta sciogliendosi! Urla disperate: quel sottopassaggio è peggio dell’Inferno. La corsa all’ospedale con un’auto privata e poi, il giorno dopo, il volo con l’elicottero della speranza, verso la capitale. Saranno giorni atroci e drammatici. Durante il suo calvario Maria Teresa, affranta e agonizzante, osserva più volte disperatamente quello che è rimasto delle sue splendide mani: “come farò a lavorare adesso; come farò a fare le mie creazioni all’uncinetto; come farò ad accarezzare quelli ai quali ho voluto bene per tutta la vita...”. Maria Teresa Napoleoni chiude per sempre i suoi occhi all’alba del 13 giugno 1981 (*), giorno di Sant’Antonio di Padova. Era felice, era gioiosa, era un fiore; l’ultima sua gioia l’ha manifestata gridando “Forza Samb” tra mille bandiere rossoblu’; eppure non vedrà mai giocare la squadra sambenedettese. Fuori dallo stadio “Ballarin” rimarrà a lungo, silenziosa e immobile, la sua vespa 50 rossa e mai più nessuno osò toccare la sua cameretta da quella drammatica domenica di Pentecoste quando, a casa Napoleoni, non entrò più il sole. Una prece. 13 giugno 2011. (*) stesso istante in cui, ad una decina di chilometri più ad Est in linea d’aria, finisce il suo calvario Alfredino Rampi, 6 anni, rimasto intrappolato in un pozzo nelle campagne di Frascati. 13 giugno 1981: trent’anni fa moriva Maria Teresa Napoleoni Sono già passati trent’anni; Maria Teresa è una ragazza di 23 anni, compiuti a febbraio, con la voglia di vivere, la gioia nei suoi occhi, la vita che le sorride come il sorriso del suo bel viso; lavora come segretaria nell’azienda di calzature “Silvano Shoes”; abita nei pressi delle suore battistine. La domenica del 7 giugno 1981 è il giorno di Pentecoste e si sveglia presto la mattina per andare a messa alle otto proprio dalle suore; poi al mare a Cupra Marittima, paese d’origine di sua madre; non si può rinunciare ai “bagni di sole” in una giornata così calda, anche se spira una leggera brezza di mare. E’ figlia unica, Maria Teresa, di due genitori non proprio giovanissimi, Sara ed Enzo; quando resta a casa, dopo le ore di lavoro, le sue mani lavorano all’uncinetto; e addobba cuscini, crea copritavola, copripoltrone e copridivani; è la gioia di casa, la figlia voluta e arrivata. Appena tornata dal mare, quella domenica di giugno di Pentecoste, prepara da mangiare e subito dopo eccola in sella alla sua fiammante vespa 50 di colore rosso, regalatale dal suo papà il giorno dell’ultimo compleanno! E’ felice Maria Teresa. Prima di uscire, come sempre, porge un saluto affettuoso ai suoi genitori dicendo che appena tornata a casa sarebbe andata con loro ad una festa e, tutt’insieme, avrebbero gustato le tradizionali “nocelle”. La città è in festa; è interamente coperta di bandiere rossoblu’ il colore della squadra calcistica locale, la Sambenedettese che molto probabilmente quella domenica tornerà in serie B. Maria Teresa non è mai stata allo stadio a vedere una partita di calcio ma quel giorno si convince nell’andare, visto che il trionfo e la gioia sono assicurati! Parcheggia la sua Vespa rossa poco distante dallo Stadio ed entra nel settore in cui i tamburi del tifo rullano, come sempre, in maniera assordante e, la carta, quella troppa carta, ricopre tutti fino alle ginocchia. Maria Teresa si ritrova insieme ad © RIPRODUZIONE RISERVATA

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“2 MANI X LA VITA” NEL PROGETTO “BIMBI SICURI” La cronaca nera ha evidenziato frequentemente episodi di incidenti provocati dall’inalazione di corpi estranei. Bisogna, però, considerare il positivo miglioramento dei dati Istat in merito alle morti accidentali per soffocamento, se in Italia nel 2007 i bambini che muoiono a causa dell’ostruzione delle vie aeree sono circa 50 ogni anno, di cui 30 al di sotto dei 4 anni di vita, nel 2011 si arriva a 15 bambini l’anno, fino ai dati del 2016 che presuppongono un ulteriore diminuzione, se non un dimezzamento, rispetto a cinque anni fa. Questo miglioramento, derivato da un importante lavoro di divulgazione, fa pensare ad una maggiore informazione nelle famiglie e nelle strutture scolastiche all’interno delle quali nel 2007, non si avevano ancora le adeguate competenze per poter svolgere delle semplici manovre di disostruzione. Nonostante questo, ad oggi, la formazione e l’abilitazione alle manovre di Heimlich e di rianimazione non sono ancora obbligatorie nelle scuole, ma rimangono a discrezione del dirigente scolastico che può scegliere liberamente se far seguire o meno agli insegnanti delle lezioni adeguate. L’associazione “2 Mani Per La Vita”, fondata da Sabatino Traini, Gianni Puliti, Simona Toselli e dal dott. Piergiorgio Casaccia, si occupa dal febbraio 2013 della divulgazione delle manovre salvavita pediatriche offrendo dei corsi per varie abilitazioni. Questa Onlus ha come obiettivo principale quello di formare un numero sempre crescente di persone che si trovano ogni giorno a contatto con i bambini affinché in caso di necessità ci possa essere un intervento immediato e corretto. Gli istruttori che fanno parte dell’associazione rientrano tutti nel progetto del “Salvamento Academy” figure, quindi, che hanno come interesse primario quello di diffondere la cultura del primo soccorso all’interno della comunità. Attualmente l’associazione sta organizzando nuovi incontri per il mese di marzo all’interno del progetto “Bimbi sicuri”, le lezioni non si limiteranno all’insegnamento delle manovre di disostruzione delle vie aeree, ma riguarderanno vari aspetti della vita dei bambini in età pediatrica per cercare di prevenire quanti più incidenti mortali possibili. Attraverso queste lezioni si potranno, così, avere insegnamenti utili per la sicurezza del bambino e per evitare episodi di soffocamento, annegamento, traumi e SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante). Questi corsi sono del tutto gratuiti e tutti gli aggiornamenti in merito sono presenti sul sito internet www.2manixlavita.it.   7 di Emanuela DI Teodoro © RIPRODUZIONE RISERVATA

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8   L’OROSCOPO...IN DIALETTO di Noris Cretone Tutti pronti allattenti! Caro amic de lu leone ma chi caspit ti crid d’esser? Tutt li prsò che te stà vicin dev fà quelle che dcid tu! E dova stà scritt? Allor se vulet pijà nu sacc de mazzat continueta cuscì, altrimenti detv na calmata! Lu lavor, la salut e pure l’amor va bone ma sete nu cò tropp prsentus… vabbè che se lu re della furesta ma lu leone po’ pure finì sopra la furnacella! Vergine Belle signorine della Vergine marz v’ porta tanta fortuna, fusse la vodda bona! La persone che v’ stà vicin v’ vò bè ma n’ stete sempre a ripete li stesse cuse. Voi sete affettuose e delicate ma a vodde esagerate! Calme e rilassatevi che lu lavor e la salute va bone ma sull’amor dnet imparà a essere meno assillant…detem retta, sennò facet nu macell! Vale pure p’li masch! invece vuje sete proprije ndà li pecur! E detev na mossa facetemlo p’ favor! Tent do bell corna allora facetli funzionà, dete qualche bella capocciata a chi v’ fa nervusì. Anche p’ lu lavor denet esser più aggressiv, p’ chè tenet tante belle opportunità che se non v’ facet valè altre persò v’ passan davant e v’ frecano…svjetv pure vuje! Ariete V’ sete proprie scapcullat lu mese d’ febbraje…mo stetv ferm, facet nu co’ d’ meditazione e rpartet! Non v’ mbauret se qualche cosa va stort, facetve aiutà dalle persò ch’ v’ vo bè ma siate sincer perché se la moje o lu marit s’ ncazza so dulur! Lu lavor e la Bilancia salut va bone. Prima cosa da fare a marz cerchet de fa pace cò lì persò che va fatte qualche tort! Vuje sembret equilibrat ma micà tant Toro In amore sete fatte nu cò de casin…v’ lu sete? Nu stete sembr a rbbatt sopra li sete truvate la cummara e mo non stesse cus. Lì persò stupd ce stà sempr e sapet come rmedià. Dnete fa li bun!!! pien lu monn ma vuje facet li brav e dete Pnzet a lu lavor pchè tutt stì gir v’ fa stà l’esempio. La salute rsent de li sbalz de nervus e la salut ne risent. Magneta temperatura vuje sete delecat de gola… nu cò de più sennò v’ sciupet oppure prenutete l’umbrellò a lu mar che v’ fa bè! facetv na curetta, pchè tra la moje e la cummara v’ serve! Scorpione Allora mò avasta davver…lu mese de marz è partit cù lu pè sbajat! Duvet essere umili Gemelli Mamma mia fije, facet proprije callà e generosi, sete stat nu cò presentus! Sete li vracc fin jonterra…stù periodo sete proprije testard però dop v’ lamentet che la psant come nu macign! Detev na gent non v’ ascolta. Che caspt jete cechenn regulat, mica putem dvntà matt tutt allor? La calm è la virtù dei fort…lu lavor va quand p’ vuje? Se non v’ va d’ fatijà bone e pure la salut ma raggiunete quand facetv na vacanza, almen v’ levet da parlet c’ lì persò pchè sennoò v’ mannen a turn. Se denet fatijà o dnet badà a li lu paese! fije, pietve nu bell bicchierin de Vov e camminet…forza sveglia!!!! Saggittario Cancro Sete nu cò confuse forse è l’arrivo della In questo periodo vulet sol tant primavera…stete più sturdit de lu solit! “coccole”, sete teneroni e dolc…ma Jete girenn d’ qua e d’ là manco vuje non tutt le prsò che v’ stà vicin v’ vò sapet dove caspit dneta je e che dent fà! fa li coccole, dop nu cò facet callà li Cerchert d’ essere più ordinati e soprattutto vraccia jonterra pure vuje. Allora non organizzati! Sete ditte na freca d’ cus ma facet tropp li pccius. Jet a fatijà che non si quaglia nient ch’ vuje! Pnzete d’ lu lavor va bone e pure la salut. Però più alla salut che stete trascurrenne nu cò avasta co li coccole sennò la sposa v tropp e l’amor che ogni tant v’ gira la luna e non sapet che vulet! manna a lu paese! Capricorno Ci stà li sign che è tropp presuntuos e Acquario In quest periodo tant prsò v’ vò bè però non prendete decisioni sempre e solo d’ coccia vostra. Cercat d’ esser più calm…se su lu lavor lu collega v’ dice di fà li cuse senza corre, ascultetlo! Se la sposa v’ dice: “Amor stasera mi porti a mangiare gli arrosticini?” N’ stete sempr a zuffià! Dite: “Sì cara certo…”. Con la gentilezza si fà tutto…e soprattuto ascoltando chi v’ vò bè ptet ottenè tante cose senza cidv! Pesci Probabilment a marz vi troveret a fare i conti con prsò che vi metten lì uastù fra li rote! Dovete uardà bone chi v’ s’ avvicin pchè non tutti saranno dispettosi. P’ capì se v’ truvet d’ fronte a nu mbcill, dneta stà calm e tranquill. Lu lavor v’ porta tanta soddisfazione però dneta guardà n’ cò d’ più la salut, pchè la primavera v’ fa venì nu cò de gastrite, attenzione a quell che magnet! Leone © RIPRODUZIONE RISERVATA

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“MARTINSICURESI” “Siamo vinti!”, e “Siamo la coppia più bella del mondo”, questa settimana le mie fonti mi hanno raccontato del significato che queste due frasi hanno per i Martinsicuresi, o meglio, dei personaggi che vengono immediatamente evocati al solo sentirle pronunciare. Per i martinsicuresi appartenenti alla fascia d’età 0-25 anni, queste frasi sicuramente suoneranno del tutto nuove; quelli tra i 25 e i 40 forse le avranno sentite pronunciare da qualche buontempone dentro uno dei tanti bar del nostro paese; infine, gli over 40 senza dubbio le avranno ascoltate più di una volta dal vivo. “Siamo vinti!” era il saluto che un nostro concittadino rivolgeva a chiunque incontrasse per strada nei giorni succesivi le elezioni (quindi molto spesso, visto che in Italia fino a qualche anno fa si ricorreva molto spesso alle urne), che fossero locali o nazionali e soprattutto qualunque fosse stato il risultato delle urne. Se Nanni Moretti in Caro Diario era convinto che “anche in una società più decente di questa si sarebbe ritrovato sempre con una minoranza di persone”, Bracalè –questo il nome del nostro personaggio- con la sua frase esprimeva proprio l’esatto contrario: lui apparteneva sempre alla maggioranza, stava sempre con il vincitore. Quelli che hanno superato i 40 ricorderanno sicuramente questo simpatico signore che girava continuamente per le strade di Martinsicuro con il suo furgoncino scassato, alla perenne ricerca di ferro vecchio e rottami vari da rivendere. Il grido “siamo vinti” era il suo modo di dare voce alla sua arte principale, l’arte nella quale, almeno fino a qualche anno fa, l’italiano medio era maestro indiscusso nel mondo intero, quella di arrangiarsi. E il buon Bracalè aveva proprio un gran bisogno di arrangiarsi visto che in famiglia c’erano tante bocche da sfamare. Si sentiva spesso durante le sue rare passeggiate in centro, dire che avrebbe fatto figli fino a completare una squadra di calcio. Purtroppo non c’è riuscito, ma visto che oggi va molto di moda il calcetto, o calcio a cinque, a questo gioco la squadra dei Bracalè avrebbe potuto sicuramente partecipare. “Siamo la coppia più bella del mondo”, alla quasi totalità degli italiani questa frase ricorderà senza dubbio la canzone portata al Cantagiro nel 1968 con enorme successo da Adriano Celentano e dalla moglie Claudia Mori, ai nostri concittadini invece, riporterà immediatamente alla memoria Amato Coccia –o meglio, Amat’ d’Stppò . Amato era un brav’uomo, onesto e lavoratore (come usavano dire i nostri nonni). Anche lui, come Bracalè, maestro nell’arte di arrangiarsi. Ha fatto molti lavori e, pur con i pochi mezzi a disposizione è riuscito a tirar su una bella famiglia. Per tanti anni ha lavorato come marinaio ma molti di voi lo ricorderanno per essere stato a lungo il bagnino/factotum della spiaggia del bar Vallese. Sempre gentile e disponibile con tutti, non si tirava mai indietro quando c’era del lavoro pesante da fare. Sembrava che il sorriso fosse stampato sulla sua faccia; era proprio il classico animatore di ogni compagnia, quello che con la battuta arguta e intelligente riusciva a tirare su il morale di chiunque.   9 di Federica Bucci Gran tifoso della Martinsicurese, molti lo ricorderanno per le sue “colorite” grida d’incoraggiamento alla squadra e di “sfottò” ai tifosi della squadra avversaria. A questo punto vi chiederete per quale motivo la figura di Amato viene evocata dal titolo di quella bella canzone di Celentano del 1968. Era un vero e proprio spasso, secondo il racconto delle mie gentili informatrici, vedere Amato e la moglie girare per il paese a bordo della loro Ape Piaggio e cantare a squarciagola “siamo la coppia più bella del mondo”. Quella Ape Piaggio sfoggiata quasi fosse una spider fuoriserie e le parole di quella canzone resteranno per sempre a ricordare un’Italia e un periodo che non ci sono più.

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10   MARTINSICURO: LA QUIETE SULLA VECO DOPO LA TEMPESTA di M.Giulia Mecozzi Come sarebbe possibile pensare la storia di Martinsicuro senza far riferimento ad una delle aziende più prolifiche che ne ha contribuito alla sua crescita? Come sarebbe possibile pensare una Martinsicuro senza VECO? Uno scenario fantascientifico che tuttavia, nell’anno 2015 e parte dell’inizio del 2016, ha rischiato di diventare realtà, se non fosse stato per la dura lotta che i suoi operai assieme ai Sindacati, in sinergia con l’Amministrazione Comunale, Provincia di Teramo e Regione Abruzzo, hanno intrapreso. Dopo la Bontempi infatti, anche la storica fonderia Martinsicurese VECO, ha rischiato più volte di chiudere e non per la crisi economica. La prima a causa di un’ordinanza che l’attuale Amministrazione Comunale si vide costretta ad emettere dopo le ripetute denunce da parte dei residenti dell’area limitrofa, che obbligò la chiusura degli impianti nelle ore notturne a causa dell’elevato rumore percepito. Di qui, agli onori della cronaca, fu risollevato il problema dell’inquinamento acustico. Ricordiamo che l’inquinamento acustico è un problema per cui ogni Comune, secondo la legge 447 del 1995 prevista dal Parlamento italiano, deve adeguarsi e dotarsi di un piano acustico che, avendo l’obbiettivo di ridurre il livello di rumorosità nei comuni, suddivide il territorio in zone a seconda del livello di rumorosità ammesso. Nel caso di Martinsicuro sono state individuate quattro zone: dalla 2 alla 5. Tutto ebbe inizio il 23 gennaio del 2007 quando, nell’ultimo Consiglio Comunale della giunta Maloni, venne approvata la delibera n.5 proposta da Mauro Paci, allora esponente di opposizione del gruppo di ‘Sinistra Indipendente’ e attuale militante del PD Martinsicuro. “In quella delibera del 2007 – dice Paci – era chiaro che si dovesse prevedere anche una fascia con classificazione 4, oltre che ad inserire la VECO nel piano acustico al pari di tutte le altre aziende presenti nella zona industriale di Martinsicuro, che si trovano in zona 5. In più c’era bisogno di una fascia omogenea subito adiacente in classe 4, detta anche ‘zona cuscinetto o fascia di rispetto’”. E continua: “Dopo l’approvazione di questa delibera però, la giunta Maloni cadde e, presi dalle nuove elezioni, che il 27 maggio 2007 elessero Di Salvatore, del piano acustico non si è più parlato. Solo alla fine della consiliatura ci fu una riunione nella sala del Sindaco alla presenza della proprietà, della RSU, dei tecnici e dei funzionari della Provincia di Teramo, nella quale si parlò del problema della cosiddetta fascia di rispetto”. Il problema è stato poi risollevato dal Comitato Difesa Ambiente di Martinsicuro, che proprio poco tempo fa presentò la 33^ lettera di denuncia alla Procura della Repubblica di Teramo nei confronti della storica fonderia. Inoltre, tramite un comunicato datato 20 settembre 2015, il Comitato affermava che l’azienda non avrebbe rispettato “le condizioni poste dalla Regione per l’esercizio dell’attività provvisoria nei tre mesi, sin dalla ripresa della stessa e nonostante le immediate segnalazioni del Comitato agli Enti preposti al controllo, nulla risulta essere stato fatto nei confronti della VECO per indurla a rispettare le norme e le condizioni assegnate”. Un comunicato dai toni forti, che attaccava anche l’Amministrazione e la sanità quando dichiarava che: “non sembra che il Sindaco di Martinsicuro, Autorità Sanitaria e Amministratore del Territorio, informati ogni volta, abbiano assunto iniziative in appoggio alle finalità del Comitato di difesa ambientale della Città e dei suoi Abitanti e svolto un ruolo risolutivo”. Poi finalmente la svolta. Il 14 Ottobre 2015 durante il consiglio comunale fu approvato all’unanimità la variante al nuovo piano acustico. Il compito di ridisegnare la zonizzazione fu affidato all’Ingegnere Antonio Iannotti di Ascoli Piceno e che apportò le dovute modifiche alla delibera n.5 del 2007, proposta dall’allora giunta Maloni, seguendo le linee guida della Legge del 2011 emanata dalla Regione Abruzzo in merito all’inquinamento acustico. Con questa variante la VECO è stata posizionata in zona 5 ed attorno è stata costruita quella zona 4, definita come ‘cuscinetto’, in maniera tale da preservare le aree residenziali che invece fanno parte della zona 3. Inoltre si è provveduto anche all’inserimento di fasce intermedie in modo tale da isolare l’area protetta del biotopo, che è rimasta in zona 2. A questo punto, si pensava che i problemi per la storica fonderia fossero finiti e che i suoi 76 operai potessero ricominciare a lavorare in tranquillità. Ma così non è stato. A distanza di pochi giorni ecco che un’ennesima tempesta si stava abbattendo sull’azienda. Tempesta ancor più grave e che questa volta riguardava il problema ambientale risalente al 2013/2014. Infatti, tramite gli organi di stampa, si apprese l’intenzione, da parte dei vertici dell’azienda, di abbandonare l’attività per le vicende attinenti al rinnovo dell’AIA presso l’Ufficio regionale per l’ambiente. La Veco aveva ricevuto, nel momento in cui stava rinnovando l’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale), una diffida, in quanto l’azienda non avrebbe comunicato quali sarebbero gli ingredienti che utilizza nella produzio- ne di ghisa. Sempre secondo gli organi di stampa, la fonderia di seconda fusione, utilizzava una materia prima che veniva già raffinata e poi, a seconda delle caratteristiche che i clienti chiedevano, adottava dei correttivi ovvero degli additivi quali manganese, pet coke, utilizzati da tutte le fonderie. Un attacco inaspettato da parte dell’ARTA che, secondo quanto dichiarato dalle segreterie delle principali sigle sindacali (FIOM CGIL e FIM CISL) “avrebbe dovuto fare il sopralluogo e i rilevamenti durante la provvisoria ripresa dell’attività per 90 giorni (dal 17 giugno al 17 settembre 2015)”. Tali controlli, invece, furono effettuati solo per le emissioni acustiche, mentre per il rilevamento delle emissioni in atmosfera (diossina) si apprese che l’ARTA di Teramo non disponeva della strumentazione e che sarebbe stato necessario chiedere l’intervento del CNR. Inoltre, sempre da parte dei Sindacati, venne proposto all’azienda l’elaborazione di un piano di interventi finalizzato alle prescrizioni ambientali, con la modifica del piano industriale triennale sottoscritto il 10 luglio 2014 e che prevedeva investimenti per circa 2,5 milioni di euro per l’ammodernamento degli impianti, in aggiunta all’investimento già realizzato per l’installazione dei forni a metano. Ad aggravare un clima già teso, in dicembre si aggiunse la notizia dell’inchiesta condotta dal Pubblico Ministero Greta Aloisi e che vedeva iscritti nel registro degli indagati i tre titolari dell’azienda: Anna Vecchioti (responsabile legale), Carlo Azzoina (direttore dello stabilimento) e Maria Pia De Ascentis (madre della Vecchiotti e componente del Cda dell’azienda). I tre graverebbe l’accusa di non aver contenuto le emissioni di polveri in atmosfera e di non aver saputo smaltire adeguatamente i rifiuti. Inoltre gli si contestereb -

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RICOSTRUIAMO LA VICENDA VECO be, secondo l’art. 659 del codice penale, anche il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone. L’inchiesta, ormai chiusa, sarebbe stata avviata dopo i vari esposti che il comitato cittadino aveva presentato per fatti risalenti al 2013. Ma i 76 operai della fonderia non hanno mai mollato ed in seguito a scioperi, picchetti in Regione, manifestazioni e tavoli tecnici, la situazione si è sbloccata. Dopo mesi e mesi di lotta finalmente, la tanto attesa autorizzazione ambientale che avrebbe rimesso in moto la storica fonderia martinsicurese, è arrivata. Con una determina dirigenziale del 28 gennaio 2016, infatti, l’ufficio ambiente della Regione Abruzzo ha concesso all’azienda l’AIA (Autorizzazione Ambientale Integrata). E’ così che i 76 operai e le loro famiglie, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo e tornare a lavoro anche nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente. Di recente, e precisamente l’8 febbraio 2016, presso la sala consiliare di Martinsicuro, si è tenuto un importante incontro sulle problematiche emerse nel corso della vertenza VECO e sulle prospettive del polo produttivo di Martinsicuro. Presenti, assieme al primo cittadino Paolo Camaioni ed al consigliere provinciale e leader di Progetto Comune, Massimo Vagnoni, il Vice Presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli e il Presidente della Provincia di Teramo Domenico Di Sabatino. Un tavolo organizzato per ripercorrere le tappe salienti della vertenza che ha interessato la storica fonderia martinsicurese. In tal proposito, al termine dell’incontro, il Sindaco Paolo Camaioni ha dichiarato: “Un incontro davvero proficuo. A proposito della vertenza VECO, si sono offerte garanzie sul buon epilogo della vicenda, sia in termini di politica ambientale che di salvaguardia dei posti di lavoro”. E ancora: “Ottima anche la panoramica sul tessuto industriale del nostro territorio con discrete prospettive per il riconoscimento della Val Vibrata come area di crisi complessa. Apprezzabile il lavoro di sinergia portato avanti dalla Provincia che non tarderà a produrre risultati nel sistema locale di Martinsicuro”.   11

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12   LA FAMIGLIA È LA PATRIA DEL CUORE di Giusy Valori di un tempo. Si è trasformata, ma ha mantenuto le stesse imperfezioni e fragilità di quella di allora. Crederci non rappresenta un obbligo ma è ancora una scelta. Certo, a volte in alcune di esse si ergono dei muri invisibili che non si riescono ad abbattere. Muri fatti di mattoni di intolleranza e di violenza dove la comunicazione diventa difficile e alla fine si logora e si spezza. Ma fin quando con essa si riuscirà, seppur tra mille difficoltà, a comunicare attraverso l’amore donato e quello ricevuto, allora il perdono ha un senso concreto che mette a tacere l’accusa di finto buonismo. La società malata continua a dare un’idea distorta della famiglia. Ne ha fatto un’ideologia da usare come arma contro la comprensione e il perdono che sono solo maschere usate per mantenere in vita un modello da rifiutare, ormai in via di estinzione. Chi decide di rimanere fedele a questa istituzione , per la società, non è altro che un povero sempliciotto che si sta attaccando a falsi valori quando invece , un tempo quegli stessi valori erano le basi della comunicazione più autentica. La famiglia è tutto ed è la risposta ad ogni problema; non è il problema che tutti vogliono che diventi. Pensiamo alla famiglia Addams e a quella dei Simpson che oltre ad essere un fenomeno televisivo, rispecchiano le caratteristiche della maggior parte delle famiglie. La prima , ad esempio, è la famiglia dell’orrore dove tutti i personaggi pur essendo strani incarnano però modelli di salda moralità. La seconda, invece, è la classica famiglia composta da un padre che , nonostante i dialoghi con il proprio cervello è sempre nei guai e una madre ansiosa che, oltre a fare la casalinga , si arrangia in altre iniziative per far quadrare il bilancio familiare. Spesso è afflitta da problemi psicologici riconducibili alla carenza di affetti paterni ma che sempre risolve con forza e determinazione. Poi ci sono i figli: Burt, lo scapestrato, Lisa, l’intellettuale , Maggie la più piccola ma la più intelligente. Entrambe le famiglie sono diverse, strane , strampalate , ognuna con le proprie realtà da difendere dagli attacchi di chi crede ancora alla realtà di una convivenza perfetta. C’è un film conosciutissimo di Ettore Scola intitolato “ appunto : “La famiglia”che è un vero affresco corale sul nucleo familiare, sulla sua ciclicità ed unicità. Quella che ci presenta il regista è una famiglia qualsiasi che attraversa la storia italiana e che vive i suoi drammi e le sue passioni mantenendo sempre inalterato un elemento fondamentale, quello delle radici. È un film poesia, tra i migliori, dove il regista firma un ritratto malinconico e struggente di una famiglia borghese romana nella cui casa avvengono tutte le storie, gli intrecci e i tradimenti nel corso degli anni. Essa come la casa è un punto fermo dove i personaggi con le loro imperfezioni ritornano sempre. Oggi , la società , ci sta obbligando a dimenticare il valore inestimabile che si dava alla casa e alla famiglia. Entrambe fanno parte di una istituzione solida, immutabile, dove si consumano lutti, dispiaceri, amori e che ci offre sempre un caro e solido rifugio. Essa è una costante che dona sicurezza e che indica quella continuità familiare che va oltre le vicende esistenziali abbattendo il muro dell’incomprensione. Senza di essa, senza questo spirito puro di convivenza, io non avrei imparato a convivere con gli altri, ad accettare le loro differenze e a rispettarle. Ecco perchè è necessario averne cura. La famiglia è l’ unica forza rimasta che può sanare la vera crisi di valori che stiamo vivendo. “La Famiglia è la Patria del cuore” scriveva Giuseppe Mazzini nel suo testo I doveri dell’Uomo. «La Famiglia ha in sé un elemento di bene raro a trovarsi altrove, la durata. Gli affetti, in essa, vi si stendono intorno lenti, inavvertiti, ma tenaci e durevoli come l’edera intorno alla pianta: vi seguono d’ora in ora, s’immedesimano taciti colla vostra vita. Voi spesso non li discernete, poiché fanno parte di voi; ma quando li perdete, sentite come se un non so che d’intimo, di necessario al vivere vi mancasse. Voi errate irrequieti e a disagio: potete ancora procacciarvi brevi gioie o conforti; non il conforto supremo, la calma, la calma dell’onda del lago, la calma del sonno della fiducia, del sonno che il bambino dorme sul seno materno». Un tempo la famiglia tradizionale era composta dal padre lavoratore, dalla madre casalinga, da più di tre figli e da altre figure come i nonni che vivevano nella stessa casa. Oggi le famiglie si sono ristrette in vista dei sempre più frequenti casi di separazione e di divorzi. Si sta allargando per far posto a quella mista dove , se prevale il buon senso, la convivenza diventa un’alternativa alla classica famiglia di un tempo. Un altro tipo di famiglia è quella omosessuale , già riconosciuta in altri paesi e che in Italia sta facendo discutere non poco l’opinione pubblica , attirando l’attenzione dei media, della politica e dei social. Nella scelta di questi modelli c’è alla base un’unica volontà: quella di realizzare un progetto di vita in comune fondato sull’amore e non scomodando questo nobile sentimento. La famiglia è una scelta non una costrizione morale. E non è perfetta. Non esistono genitori perfetti , figli perfetti. Esiste però l’amore, sentimento perfetto e come tale va rispettato. Essa è il perno, il pilastro della società e per salvaguardarla sono necessari comprensione, coraggio e sacrificio. Si parla tanto di crisi di famiglia nel suo ruolo storico, di caduta dei valori,sui quali si appoggiava. Ma non è così. Anche se la durata dei matrimoni tende ad accorciarsi, le separazioni sono raddoppiate e i divorzi sono aumentati, essa rimane l’unico vero rifugio per tutti. Come dice Papa Francesco : “ La famiglia non è un problema, ma un’opportunità “. È in casa che s’impara il perdono troppo spesso ridicolizzato; anzi chi lo pratica laddove è possibile, diventa vittima di una società malata in balia di falsi pregiudizi di massa. In famiglia tra incomprensioni ed errori impariamo a trasformarci e ad accogliere opinioni diverse.In famiglia ci amiamo, ci odiamo, sbagliamo e ci perdoniamo a vicenda. Quando non lo facciamo è perchè pensiamo di trovare altrove, in quella società malata di protagonismo dove l’ “ io” è sempre sul podio, la felicità che ci sfugge sempre. La famiglia di oggi è come quella

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13 I NOSTRI TALENTI ALESSANDRA BUCCI   E la famiglia torna Fatica, impegno, presenza mai scontata, quotidiana lotta con la routine che impazza. Non c’è tempo per parlare, ma sì, t’ho già capito! E corri, corri, corri, ho mille cose da fare ma la tua mano non la lascio, ti stringo ancora un po’. E poi un bacio dolce in fretta sulla porta che c’accompagni ancora. E quando la sera giunge l’intimo rifugio c’attende col suo caldo abbraccio di coccole e caffè. E allora basta uno sguardo, una parola buona per dimenticare la quotidiana nota che puntualmente stona, il colore troppo acido d’uno sgambetto subito, il tradimento di chi credevamo un amico. E la famiglia torna a consolarti ancora e nonostante le nuvole il cielo si tinge di rosa.

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14   Martinsicuro Calcio giovanili? Beh, ho avuto una carriera giovanile un po’ travagliata. Ho iniziato a Pescara, dove stetti due anni. Poi sfortunatamente mi venne la mononucleosi, rimasi tre mesi fermo e non mi riconfermarono. L’anno successivo andai a Giulianova, dove feci un anno fantastico in cui giocai molto bene, soltanto che la società fallì e quindi andai ad Ascoli. Con i bianconeri ho giocato solo due mesi perché prima mi ruppi la caviglia e poi, rientrato ad aprile dall’infortunio, l’Ascoli fallì. L’anno successivo andai a Lanciano, e qui è legato il mio ricordo più bello: durante il campionato Primavera venne il Milan a giocare in un campo vicino al centro di Lanciano e mi ricordo che era tutto pieno… ci saranno state almeno 2mila persone, mai vista una cosa del genere. Filippo Inzaghi, che era l’allenatore del Milan Primavera, entrava ed usciva dagli spogliatoi scortato da alcune guardie del corpo perché era un macello a Lanciano. Pareggiammo 1 a 1, ma fu una partita meravigliosa che non dimenticherò mai… ricordo ogni singola azione, dalla prima all’ultima. Lo scorso dicembre hai realizzato il primo goal ufficiale della tua carriera da “adulto”. Nonostante la rete non vi abbia regalato la vittoria contro il Cupello, immagino sia stata una grandissima soddisfazione. Assolutamente sì. È stato anche una grandissima liberazione perché erano tante partite in cui andavo vicino al goal, ma due volte la traversa e più volte dei grandi interventi dei portieri avversari, mi avevano negato questa gioia. Per un difensore centrale è sempre una grandissima soddisfazione segnare. Dopo un inizio di stagione fantastico, il Martinsicuro sta vivendo un momento molto difficile. Basti pensare che nelle prime tredici partite di campionato avete conquistato ben 28 punti punti, mentre nelle ultime quattordici i punti sono solo 14. Cosa è cambiato a metà Ciao Davide, grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista e complimenti per l’ottima stagione che stai disputando. All’inizio della scorsa estate avevi prolungato il contratto con il San Nicolò, ma dopo poche settimane hai scelto di vestire la maglia biancazzurra del Martinsicuro. Cosa è cambiato nello spazio di poco tempo? DAVIDE ALESSANDRONI: L’INTERVISTA di Giorgio Basile campionato? Guarda, a livello mentale, di concentrazione e di approccio alla partita non è cambiato nulla, anzi, forse c’è ancora più rabbia, più solidità e compattezza di squadra rispetto a prima. È cambiato che in molte partite siamo stati sfortunati, abbiamo avuto molti giocatori squalificati ed infortunati. Quando non riesci a giocare con la stessa formazione per più di due/tre partite diventa difficile trovare l’equilibrio giusto. A sette giornate dal termine, la zona play-off dista 5 punti. Pensi che ce la possiate ancora fare oppure i punti da recuperare sono troppi? Certo, i play-off sono un nostro obiettivo, ma abbiamo deciso con il mister Di Fabio di guardare partita per partita, senza concentrarci troppo sulla classifica. Comunque vada, non abbiamo nulla da recriminare. Il mister e il presidente ci hanno detto di essere orgogliosi di noi… ogni volta che siamo scesi in campo abbiamo sempre dato il 100%, quindi non abbiamo alcun rammarico. Certamente, dopo aver fatto un campionato del genere, centrare i play-off sarebbe la ciliegina sulla torta. Cambiando un po’ argomento, c’è una canzone o un cantante in particolare che ascolti sempre prima di scendere in campo? Sinceramente, sono amante del rock. Musica italiana ne ascolto veramente poco, anche se da piccolo mi piaceva moltissimo Ligabue. Prima delle partite, ascolto sempre le canzoni dei “System of a Down”, il loro rock mi carica moltissimo. Qual è stato il momento, in campo o negli spogliatoi, che ti ha fatto ridere maggiormente quest’anno? Devo premettere che a San Nicolò lo scorso anno ho trovato un gruppo fantastico e la mia paura era quello di non ritrovarne uno del genere. Per fortuna a Martinsicuro ho trovato dei ragazzi meravigliosi, simpatici e molto umili. Le scene più divertenti avvengono sempre durante le cene di squadra… i più “anziani”, cioè Cucco, Carboni e Coccia, raccontano delle storie che più ci penso e più mi fanno ridere. seriamente. Davide grazie mille per la disponibilità e la simpatia. In bocca al lupo per la fine della stagione. Grazie mille a voi e un saluto ai lettori de “Il Martino”. Crepi il lupo! Grazie a voi per i complimenti. A San Nicolò è successo tutto nel giro di poche settimane. Ad inizio luglio mi chiamò la società per dirmi che ero riconfermato per la nuova stagione, che credevano in me e tante altre belle cose. Avevo altre offerte da squadre di Serie D, ma a San Nicolò mi ero trovato bene, conoscevo l’ambiente e il gruppo e allora accettai il rinnovo. Non mi promisero che avrei giocato, ma che comunque mi sarei potuto giocare il posto. Due settimane dopo, verso metà luglio, mi chiamò il Direttore Generale e mi disse che le condizioni erano cambiate: avevano comprato tre difensori centrali di grande esperienza e in quel momento capii che le mie possibilità di fare qualche presenza erano pressoché nulle. Sarei dovuto rimanere per fare il quarto difensore centrale e, delusissimo, ho rifiutato. Mi sono sentito preso in giro e per questo motivo ho rescisso il contratto con il San Nicolò. Per fortuna ho trovato una grande società come il Martinsicuro che mi ha voluto fortemente. Rifarei questa scelta altre mille volte: preferisco fare un campionato di Eccellenza da protagonista che giocare qualche minuto in Serie D… non è la categoria che fa il giocatore. Sei cresciuto nelle giovanili del Pescara e del Giulianova e hai giocato un campionato Primavera con la Virtus Lanciano nel quale hai affrontato squadre del calibro di Milan e Inter. Qual è il ricordo più bello legato alla tua esperienza nei settori

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  I O II REPUBBLICA CHI HA IMPOVERITO L’ITALIA? CIRINO POMICINO RISPONDE CON UN LIBRO 15 di Alessansro Faralla “E’ possibile fare qualcosa nel presente per contrastare il lento impoverimento delle classi medie e il declino economico del Paese? Certamente si’ ma “senza soldi non si cantano le messe!”, è l’ironico e sprezzante commento dell’Onorevole Cirino Pomicino ex ministro del bilancio della Camera durante la famigerata e disastrosa prima Repubblica. La seconda Repubblica e gli eventi che ne segnarono il lento passaggio, hanno portato l’onorevole a mettere tutto nero su bianco dando vita al suo nuovo libro “ La Repubblica delle giovani marmotte” presentato giovedì, scorso 25 febbraio a Giulianova presso il Museo d’Arte dello Splendore. L’evento promosso dall’Associazione Culturale “Il Glicine” si è tenuto giovedì 25 febbraio scorso alla presenza di una nutrita platea e ad illustri ospiti come Raffaele Bonanni docente di diritto del lavoro, Paolo Di Mizio giornalista del tg5, Tito Forcellese docente di Istituzioni Politiche e Amministrative comparate, Pierangelo Guidobaldi presidente dell’Associazione culturale “Il Glicine” e ovviamente l’autore del libro Paolo Cirino Pomicino. La presentazione del libro ha avuto luogo nella suggestiva cornice del Museo d’Arte dello Splendore e fin dalle prime battute ha assunto un ritmo incalzante e pieno di coloriti riferimenti a quella che è stata la vita politica e non solo dell’onorevole Pomicino. Definito immediatamente dal moderatore Guidobaldi “Geronimo”, pseudonimo con il quale l’ex ministro è da sempre conosciuto per il suo essere sfrontato e schietto nell’esprimere i suoi punti di vista e spiazzare l’interlocutore con “frecciatine” tipiche delle sue origini partenopee. Il dott. Guidobaldi ha voluto probabilmente emulare l’ex ministro nel suo essere sprezzante non risparmiando, con qualche pungente battuta, critiche all’attuale amministrazione comunale della cittadina di Giulianova che ha ospitato l’evento, per non essere intervenuta con nessun rappresentante delle istituzioni ad eccezione del Comandante della compagnia dei carabinieri di Giulianova il capitano Domenico Calore. Superati alcuni momenti di imbarazzo la presentazione del libro è subito entrata nel vivo, richiamando l’attenzione del pubblico al grande assente della serata, Giuliano Ferrara che ne ha curato la prefazione. A detta dello stesso Pomicino, il giornalista è stato molto severo e critico nei confronti della sua opera, ma proprio per questo sceglie che ad introdurre il lettore fosse la severa penna di Ferrara perché il cammino di chi legge non sia già una strada spianata ma piena di “pungenti verità!”. Senza negare errori e senza rinunciare alla doverosa autocritica, Pomicino deplora lo scadimento e il dilettantismo dei governi, a cominciare dai tecnici dell’economia che presidiano ininterrottamente il potente e unificato ministero dell’Economia e delle Finanze. Il debito pubblico, in genere descritto come una eredità del passato, è in realtà triplicato dal 1991 e ha battuto ogni record nel giugno 2015 raggiungendo i 2200 miliardi di euro. Contemporaneamente è cresciuto il mostruoso capitalismo finanziario, un inarrestabile contagio internazionale che divora l’economia reale e prepara il disastro economico e sociale su scala planetaria, con impoverimento di massa, bassa crescita, ricchezza concentrata e disuguaglianze crescenti. L’avvento di un antico democristiano come Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica e di un post democristiano come lo scout Matteo Renzi al governo avrebbero potuto essere di ottimo auspicio per rilanciare il primato della politica del nostro paese. Ma le speranze sono sfumate: L’Italia in cui viviamo si sta rivelando una Repubblica delle Giovani Marmotte! L’analisi sui comportamenti e le scelte di Renzi e dei post-democristiani è severa, la loro inadeguatezza sul piano istituzionale e internazionale è palese: ne è un triste esempio quello che sta avvenendo in Libia e il ruolo dell’Italia e del nostro governo che dovrebbe essere decisivo. Invece, la partecipazione dell’Italia non ha alcuna rilevanza per i nostri partner europei ed extra europei come Stati Uniti, Germania, Inghilterra e Francia che hanno preferito riunirsi al tavolo delle trattative senza interpellare il nostro Presidente del Consiglio, come amaramente conferma e sottolinea anche Di Mizio giornalista ed esperto di politica estera di lungo corso. Il peccato più grande attualmente del nostro paese è il non avere una ferma e strutturata identità politica! Pomicino non è indulgente neanche con i suoi colleghi della prima Repubblica che sicuramente aprirono un profondo solco per la dissoluzione del nostro paese. Dice Pomicino “Prima vi erano i partiti e chi riusciva ad emergere da essi per cultura, formazione, spirito di appartenenza diventava un rappresentante della Repubblica ed era famoso. Ora non esistono più i partiti e solo se sei famoso diventi un politico e un rappresentante dello Stato”. Ferrara conclude nella sua prefazione così: “ Lo vedi Paolo che sto con la testa, posto che l’abbia sul collo, tutto da un’altra parte? Ma è per questo che ti ho letto, apprezzato, è per questo che mi sono divertito e edificato del tuo faceto e del tuo serio…”. Penso che se anche si ha la testa da tutt’altra parte, risulta essere ancora più interessante sfogliare il libro di Pomicino perché è proprio tra il serio e il faceto che la nostra Repubblica ha da sempre guardato al futuro. Per quanto la prima repubblica sembri così lontana dai pachidermici problemi che abbiamo oggi, in fin dei conti la seconda repubblica non è altro che una figlia snaturata della prima… impomatata da nuovi merletti ma intossicata ancora dai vecchi veleni! Più che una identità politica dovremmo ritrovare una identità popolare, per oltrepassare il guado della crisi e avviarci verso una terza repubblica di vera e disintossicata crescita.

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