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ASPETTANDO IL CONGRESSO NAZIONALE UNAGRACO DI BARI (7-8 APRILE 2016) ANNO II - numero 6 - Marzo 2016 Antiriciclaggio, la nuova organizzazione degli studi

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I problemi che attanagliano la figura professionale e i possibili rimedi Commercialisti, la crescita di una professione di Giuseppe Diretto* La crescita di qualsiasi professione parte dai giovani. Sono i giovani i primi ad affacciarsi nel mondo del lavoro per intraprendere un nuovo mestiere sui passi già tracciati da noi. I giovani i primi a scontrarsi con i problemi che ancora attanagliano l’intera Categoria. La fiducia è qualcosa che si deve alimentare, intessere e costruire sin dal principio, nei nostri studi, tra i colleghi. Fiducia in una effettiva crescita che possa finalmente contare su un futuro solido, su norme chiare e sulla certezza del diritto. La professione continua ad accusare una progressiva perdita di appeal riducendo la platea degli iscritti: ciò rende sempre più necessarie operazioni che permettano di colmare questo “vuoto d’affezione”. La nostra professione, quella del commercialista e dell’esperto contabile, è importante per il Paese e noi ne siamo profondamente innamorati e amiamo difenderla. Nonostante i vari attacchi che continuamente riceviamo. Nonostante la “mancata semplificazione”. Nonostante tutte le problematiche ataviche che continuamente combattiamo come associazioni sindacali. Siamo innamorati di questa professione che ci permette di dare un forte contributo al Paese, alla crescita, allo sviluppo economico: siamo il perno, la congiunzione tra le aziende e lo Stato. Restano però da risolvere numerosi problemi che ancora attanagliano la categoria e che potrebbero, se sciolti, ridare ossigeno alla vita professionale, migliorando anche il rapporto tra Fisco e Contribuente, sempre più appesantito da adempimenti nuovi, spesso del tutto inutili, con l’unico risultato di aggravare ingiustificatamente il lavoro dei professionisti intermediari e di complicare la vita dei contribuenti. In questo quadro risulta ancor più indispensabile e non più procrastinabile, oltre ad una decisa riduzione dell’imposizione fiscale, l’agognata semplificazione, l’unica che potrebbe portare benefici tangibili per i contribuenti. Pensiamo all’eliminazione di adempimenti e dichiarazioni ormai inutili e ripetitive, al 730 precompilato e alla nuova introduzione Giuseppe Diretto UNAGRACO.INFO Editore Giuseppe Diretto Direttore Responsabile Alessia De Pascale Redazione: Via Guido Dorso,75 - Bari ANNO II - N.6 - Marzo 2016 Registrazione N.REG.Stampa 29 3963/2014 16/10/2014 Tribunale di Bari Distribuzione gratuita del modello Unico precompilato non scevro tuttavia da ambiguità e farraginose procedure (il contribuente dovrà verificare ogni singolo elemento ed apportare le necessarie modifiche). Tra le azioni necessarie, serve anche un’azione capillare di sensibilizzazione per accrescere stima, fiducia e sviluppo: l’UNAGRACO ha già da tempo iniziato un percorso simile, grazie ad accordi con le scuole e attraverso la partecipazione da diversi anni a progetti di “alternanza scuola-lavoro” con molte regioni. Ciò ha favorito l’ingresso degli studenti negli studi professionali grazie ad una rinnovata consapevolezza e una maggiore conoscenza della figura del commercialista, facilitando enormemente l’avvio della professione del commercialista e dell’esperto contabile. In tal modo aumenta l’interesse per una figura spesso messa a dura prova, nonché la sua prospettiva di crescita professionale futura. Per questo motivo sono in programma azioni di sensibilizzazione all’interno delle scuole nonché numerosi altri progetti per potenziare percorsi formativi, coinvolgendo professionisti nella vita scolastica e dando la possibilità ai ragazzi stessi di affacciarsi negli studi e fare uno stage, avvicinandoli così alla professione. Una vicinanza di intenti e obiettivi rafforzata dalla presenza all’interno dell’Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili di numerosi iscritti che fanno già parte di comitati scientifici nelle scuole e che credono fortemente nel futuro di questa bellissima professione. * Presidente Nazionale UNAGRACO 2 UNAGRACO.INFO

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Esperti contabili: benvenuti nella Cassa Ragionieri Estesa la copertura previdenziale con la Legge di Stabilità 2016 e dopo il protocollo d’intesa tra le due Casse di Luigi Pagliuca* Si dice che le case felici siano costruite con mattoni di pazienza. Il processo che ha portato gli esperti contabili nell’alveo della Cassa dei ragionieri è stato in effetti lungo, faticoso, indubbiamente impegnativo. E di pazienza ce n’è voluta. Il percorso era iniziato con l’approvazione della legge che aveva sancito la nascita dell’Albo unico tra dottori commercialisti e ragionieri. La norma, però, non aveva previsto nulla rispetto alla copertura previdenziale degli esperti contabili. Dopo anni di limbo, nel febbraio 2014, i due enti previdenziali di categoria, la Cassa Ragionieri e la Cassa Dottori, avevano siglato un protocollo di intesa che stabiliva che gli esperti contabili dovessero iscriversi alla Cnpr. Si trattava di un primo passo importante, ma il documento rappresentava ancora una misura provvisoria. La categoria meritava una risposta definitiva e un intervento legislativo che mettesse la parola fine a questa situazione paradossale. Questo intervento è arrivato, e la Legge di stabilità 2016 ha assegnato ufficialmente alla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri la categoria degli esperti contabili. Si tratta di un risultato che riveste una grande importanza per il nostro Istituto previdenziale e per il mondo delle professioni in generale, per diversi motivi. Il primo riguarda la professione dell’esperto contabile, che ha trovato finalmente una casa previdenziale. Ora sarà possibile mettersi al lavoro con maggiore serenità per far crescere una professione nuova, che non ha ancora espresso pienamente le sue potenzialità. Probabilmente sono ancora pochi i giovani che sono a conoscenza della figura dell’esperto contabile. Sta a noi informarli dell’esistenza di quest’opportunità, che consentirebbe ai ragazzi di entrare nel mondo del lavoro a pieno titolo qualche anno prima rispetto al dottore commercialista. Il secondo motivo riguarda la Cassa di previdenza dei ragionieri, per cui questo provvedimento rappresenta un momento di crescita che permette di guardare al futuro con serenità. Ad oggi, gli iscritti alla sezione B dell’Albo sono circa 180 l’anno, in costante aumento. Ma anche con soli 150 soggetti l’anno la Cassa sarà in grado di garantire la sostenibilità a 50 anni, con un avanzo di gestione di circa 3 miliardi di euro. La nostra famiglia si è ampliata e il futuro ha tinte decisamente più rosee. Come detto, il risultato è importante anche per tutta la categoria e il mondo delle professioni, perché frutto di un lungo lavoro di squadra. L’azione del Consiglio Nazionale, che non ha mai smesso di farci sentire il proprio sostegno, è stata indispensabile, così come la sinergia che si è venuta a sviluppare con la Cassa di previdenza dei dottori: siamo stati in grado di mettere gli interessi degli iscritti davanti a tutto, e quest’azione può rappresentare un esempio per sinergie future all’interno della nostra professione o, per esteso, della galassia delle Casse professionali. Infine, un ulteriore motivo di soddisfazione è rappresentato dall’attenzione che il mondo politico ha finalmente rivolto alle esigenze dei professionisti e degli Istituti previdenziali: nell’ultimo anno abbiamo avuto la fortuna di incontrare esponenti politici che hanno recepito il nostro appello e si sono attivati per risolvere l’anomalia. Un atteggiamento che può rappresentare un primo significativo Luigi Pagliuca punto di partenza per affrontare battaglie comuni. Il pensiero va ovviamente in primis alla doppia tassazione a cui sono sottoposte le Casse pensionistiche private, unico caso in Europa. Ma sono molte le iniziative che possono partire dagli enti che fanno parte dell’Adepp, che potrebbero così, finalmente, ottenere dalla politica quel ruolo di interlocutori propositivi e affidabili. *Presidente Cassa di previdenza dei Ragionieri UNAGRACO.INFO 3

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Aiutare i giovani: obiettivo intercettare le nuove “traiettorie” professionali di Renzo Guffanti* Il dibattito è aperto da tempo, la sostanza è che stiamo toccando oggi con mano tutti gli aspetti cruciali di quella che sarà la professione del futuro. Il futuro è uno stimolo per chi dovrà avere a che fare con nuove richieste, essere in grado di usare i nuovi strumenti che la tecnologia impone e sapersi districare tra rivoli normativi, che di volta in volta generano nuovi ostacoli da superare; ma è anche un’incognita che va calcolata, che richiede programmazione e, ove possibile, interventi esogeni capaci di fornire la spinta che occorre alle nuove generazioni per partire. Sostegno, organizzazione e pianificazione sono le parole chiave per aiutare le nuove leve a costruire una professione solida in grado di reggere l’urto di una crisi economica che ha radici profonde e genera nuovi “mostri” che, in un mercato sempre più flessibile, vestono i panni di agguerriti competitors. Da qui l’importanza, oggi più di ieri, di uscire fuori dal guscio della conoscenza monodimensionale per aprirsi sempre più alla specializzazione in un’ottica di posizionamento strategico tra l’impresa e il mercato, riconoscendo la sfida della modernità. Sotto questo aspetto vengono in soccorso di chi cerca un ruolo primario nella professione le Scuole di Alta Formazione (SAF), che rappresentano uno strumento di aggiornamento adeguato, attraverso la capacità di fornire nuovi paradigmi di riferimento per poter competere sul mercato.Le SAF rimangono solo il primo livello della pianificazione professionale, perché per andare oltre c’è bisogno di allargare i propri orizzonti, fare rete e condividere un insieme di valori capace di aiutare chi ha meno forza a strutturarsi in una cornice policroma, sfruttando diverse competenze e specializzazioni. La disponibilità a mettere insieme differenti competenze specialistiche trova lo sbocco naturale, prima di tutto, nell’evoluzione delle strutture professionali, che possono individuare nella Società tra Professionisti (STP) un valido strumento per competere su mercati internazionali con i quali, inevitabilmente, i professionisti dovranno confrontarsi. Strumento che, purtroppo, oggi ancora risente – i numeri risicati per certi versi lo certificano – delle incertezze legate all’inquadramento fiscale e previdenziale dell’attività esercitata. Si può tuttavia sostenere che il modello societario è in grado di fare da volano a quella che sarà la professione del futuro, poiché le società professionali specializzate consentono di ampliare il ventaglio di servizi professionali anche in termini di innovazione e approccio alla clientela, nonché di dare la possibilità a giovani professionisti di contare sui flussi finanziari garantiti dai soci di capitale. Esiste anche una strada per cosi dire più soft per “fare rete” e condividere le singole specializzazioni, ed è quella di operare la professione in co-working, sul modello americano, ritrovandosi così a lavorare in uno spazio condiviso con altri professionisti. Uno strumento molto economico, se si tiene conto dei tanti servizi che la condivisione permette, e che altrimenti sarebbero fuori portata per chi si avvia alla professione, tenuto conto che oggi l’importanza della logistica impone l’utilizzo di strumenti tecnologici sempre più elemento fondamentale della professione. Abbiamo lasciato per ultimo la questione del sostegno, perché capiamo bene l’importanza per un giovane nella fase di start up di riuscire ad accedere a fondi o a finanziamenti agevolati. In ambito pubblico il richiamo non può che partire dalle nuove norme di accesso ai fondi strutturali a livello nazionale e regionale previste nel maxiemendamento alla scorsa legge di stabilità, che potrebbero rappresentare un valido sostegno ai liberi profes- Renzo Guffanti sionisti consentendogli di accedere a finanziamenti su: ricerca e innovazione, acquisto beni, accesso al credito, formazione e molto altro.E siccome il piano d’azione adottato dalla Commissione europea va nella direzione di allargare i benefici di cui godono le PMI anche ai liberi professionisti, è utile che i giovani credano nella possibilità di sviluppare la professione all’interno del mercato europeo dei servizi, per evitare una diaspora di fondi che ad oggi sono stati stanziati fino al 2020. In ambito privato le Casse di previdenza possono fornire appoggi diretti e indiretti ed agevolare la crescita professionale dei giovani individuando diverse aree tematiche di intervento, attraverso: convenzioni, investimenti e, se possibile, quote inutilizzate dei fondi per l’assistenza. Nel primo caso parliamo di risorse direttamente disponibili, ad esempio attraverso l’accesso a mutui, prestiti agevolati o polizze professionali, su cui fare affidamento per uscire da un periodo di maggiore fragilità acquisendo consapevolezza dei propri mezzi. Negli altri due casi rimaniamo nell’ordine di idee del fare, della progettualità continua, che potrebbe prevedere, ad esempio: • la partecipazione per quote in un mercato immobiliare di qualità sotto forma di edilizia convenzionata; • oppure lo stanziamento di fondi inutilizzati per rendere maggiormente modulabile la funzione assistenziale e l’allargamento del secondo welfare di categoria. Per avvicinare i giovani alla professione, e aiutarli a costruire solide aspettative per il futuro, la copartecipazione di osservatori istituzionali privilegiati è vincolante. I mutamenti avvengono ormai troppo rapidamente, creano incertezza e spengono con troppa facilità sogni a lungo cullati. * Presidente Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti 4 UNAGRACO.INFO

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L’Antiriciclaggio e la una nuova organizzazione degli studi professionali di Giovanni Simone* Dopo un lungo periodo in cui di “antiriciclaggio” si è parlato poco, tra la fine del 2015 e gli inizi del 2016, l’argomento è tornato a rivestire un ruolo di grande interesse e coinvolgimento per i Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili. Diversi sono gli interventi legislativi che ultimamente hanno apportato significative variazioni all’impianto normativo. Altri sono in dirittura di arrivo. Basti pensare al Decreto Legislativo di recepimento della IV direttiva (UE 2015/849). Usare il termine “impianto normativo”, quando si parla di antiriciclaggio, sembrà un po’ una forzatura. Infatti l’impalcatura su cui si regge la disciplina dell’antiriciclaggio in Italia non è fatta di sola normativa ma anche dei tanti chiarimenti dell’UIC prima, del MEF dopo, della Banca D’Italia, avuti nel tempo, alcuni dei quali non sono mai stati “materialmente” recepiti dalla normativa. Basti pensare all’elencazione delle prestazioni escluse dall’adeguata verifica della clientela. In diversi casi l’esclusione è desunta solo da chiarimenti dell’U.I.C. Alcuni chiarimenti sono apparsi solo sulla stampa specializzata e mai “ufficializzati”. Non può sfuggire alla comune intelligenza che ci si trovi di fronte ad uno scenario dove la confusione la fa da padrona. In tale contesto il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, nello scorso dicembre 2015, ha emanato un importante documento redatto a cura della Commissione Nazionale Antiriciclaggio dal titolo “Antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) – Manuale delle procedure per gli studi professionali”. Il rispetto della disciplina “antiriciclaggio” richiede un’organizzazione dello studio professionale ormai non più trascurabile. Così come non è più trascurabile la formazione del personale e dei collaboratori di studio. Solo “personale e collaboratori adeguatamente formati ed informati” potranno contribuire al rispetto della disciplina antiriciclaggio. Formazione ed informazione che deve interessare tutti i senza esclusioni. Infatti, a chiunque collabori in uno studio professionale di un iscritto all’ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, può capitare, nella normale routine quotidiana, di captare documenti, informazioni, comportamenti della clientela che obblighino il professionista, titolare dello studio, ad effettuare denunce, segnalazioni, a rivisitare la valutazione del rischio, procedere a nuove identificazioni e registrazioni. La collaboratrice addetta alla ricezione documenti Alcuni esempi: la collaboratrice addetta alla ricezione dei documenti da registrare in contabilità è la prima persona che normalmente visiona i documenti. Potrebbe capitare che il cliente consegni una fattura del valore complessivo di euro 3.500 con su scritto, dal soggetto emittente, “pagata in contanti” con data e firma dell’emittente la fattura. Un’adeguata formazione della collaboratrice contribuirà a rendere tempestiva, qualora dovuta, la denuncia per la violazione alla norma che disciplina la circolazione del contante e dei titoli al Giovanni Simone portatore. La stessa collaboratrice potrà notare comportamenti della clientela riconducibili agli indicatori di anomalia (cliente spesso assente, cliente scarsamente collaborativo, ecc.) e quindi informare il professionista affinchè quest’ultimo possa valutare se vi siano i presupposti per procedere con la segnalazione di operazioni sospette (SOS). Il collaboratore di studio per la contabilità Al collaboratore che elabora in studio le contabilità potrà capitare di dover contabilizzare operazioni in contanti sovra soglia. Il collaboratore che si occupa delle variazioni delle cariche sociali delle società clienti dovrà immediatamente comunicare al responsabile antiriciclaggio di studio che probabilmente sta nascendo un nuovo obbligo di identificazione e registrazione. Il collaboratore di studio che si occupa delle comunicazioni di apertura di nuove unità locali o delle variazioni di sedi delle attività della clientela, qualora l’apertura di una unità locale, ovvero il trasferimento della sede legale od operativa avvenga in località caratterizzata da una più elevata rischiosità antiriciclaggio, dovrà informare il professionista titolare dello studio affinchè questi provveda ad eseguire una nuova valutazione del profilo di rischio antiriciclaggio del cliente. In materia di formazione, estremamente positiva è stata l’esperienza fatta con la commissione antiriciclaggio dell’ODCEC di Bari, che mi pregio di presiedere, che ha organizzato corsi di formazione, in materia di antiriciclaggio cui hanno potuto partecipare non solo i professionisti ma anche i collaboratori di studio. 6 UNAGRACO.INFO

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Il Responsabile Antiriciclaggio ti coloro che si occupano di consulenza del lavoro: A tutti, collaboratori compresi, è stato rilasciato un attestato di partecipazione. I colleghi partecipanti sono quindi in grado di “Per quanto riguarda i consulenti del lavoro, il settore non ha ripoter documentare di aver fatto formazione ai propri dipendenti cevuto ad oggi alcuna ispezione per la verifica dell’applicazione e/o collaboratori. Allo stato attuale delle cose, è necessario che della normativa antiriciclaggio e, sebbene il rischio specifico leogni professionista ridefinisca l’organigramma del proprio studio gato ad esso sia ritenuto trascurabile, è opportuno prevedere un professionale individuando il “Responsabile Antiriciclaggio”. Un sistema di controllo da parte dell’autorità di vigilanza”. ruolo centrale su cui convergeranno tutti gli altri collaboratori di studio fornendo informazioni, documenti e notizie necessari per il rispetto della disciplina. Sarà suo il compito di pianificare Infatti anche chi si occupa di sola consulenza del lavoro deve le attività formative ed informative all’interno dello studio, coor- darsi un minimo di organizzazione. Sebbene non soggetti all’obdinare, ai fini antiriciclaggio, le varie procedure, calendarizzare bligo di adeguata verifica non devono dimenticare di essere coperiodiche rivisitazioni con eventuali aggiornamenti dei conte- munque soggetti agli obblighi di denuncia e segnalazione. Al nuti dei fascicoli antiriciclaggio, definire le procedure da seguire paragrafo 3.1 della relazione del C.S.F. titolato “Presidi di Prein caso di acquisizione di nuova clientela, ecc. venzione” si legge: “rispetto al complesso del sistema preventiIl responsabile antiriciclaggio, soprattutto negli studi di maggiori vo antiriciclaggio l’analisi di concentra su tre pilastri: l’adeguata dimensioni, riveste un ruolo essenziale e contribuisce a mettere verifica della clientela;la registrazione dei rapporti e delle operasu un presidio di prevenzione efficace. Per comprendere quanto, zioni rilevanti…;la segnalazione delle operazioni sospette (SOS)”. nello scenario della lotta al riciclaggio, sia importante, dal punto Che l’adeguata verifica della clientela assuma un ruolo sempre di vista delle Autorità, il ruolo della nostra categoria, ritengo utile più importante lo si desume anche dalla lettura della premessa che ci si soffermi su alcuni passaggi della relazione del Comitato al Manuale delle procedure per gli studi professionali (CNDCEC di Sicurezza Finanziaria dal titolo “Analisi nazio– dicembre 2015) dove il Presidente delnale dei rischi di riciclaggio e finanziamento del la Commissione Nazionale “Antiriciclaggio” “Il responsabile terrorismo 2014”. Eccone alcuni stralci: Lucia Starola evidenzia: “L’adeguata verifiantiriciclaggio riveste ca con approccio basato sul rischio, attual“Professionisti: La percezione delle autorità è mente richiamata dall’articolo 20 del D.Lgs. un ruolo essenziale 231/2007, con il recepimento della direttiva che i professionisti non abbiano un’adeguata consapevolezza del loro ruolo in qualità di sogUE 2015/849, diventerà uno dei punti cardie contribuisce getti tenuti a svolgere un ruolo attivo nella lotta ne della normativa.” È tempo di organizzarsi, a mettere su al riciclaggio e al finanziamento al terrorismo. Il dando la giusta importanza alla formazione dialogo con i professionisti è dunque necessario. e alla informazione dei dipendenti e collaboun presidio L’adeguata verifica svolta dai professionisti è un ratori perché, in molte fasi della quotidiana di prevenzione elemento strategico su cui insistere. Il dialogo routine degli studi professionali, loro operano costante con tali categorie professionali deve con anticipo rispetto ai professionisti titolari e efficace” essere volto a: approfondire meglio gli ambiti solo con la loro fattiva collaborazione possiadi operatività per poter meglio orientare gli inmo rendere efficace il presidio di prevenzione terventi;elaborare linee guida per l’adeguata vema anche evitare l’applicazione delle pesanti rifica della clientela;incrementare la qualità e la quantità delle sanzioni che la normativa prevede. SOS;individuare meccanismi ad hoc per garantire la riservatezza dei segnalanti;aumentare, in generale, la consapevolezza di ruolo degli Ordini professionali di riferimento. È inoltre opportuno intensificare l’attività ispettiva.” * Consigliere UNAGRACO Bari con delega all’antiriciclaggio Un giudizio tutt’altro che positivo la cui analisi pone, sui due piatti della bilancia, da una parte le Autorità che si aspettano dalla nostra categoria una “collaborazione attiva”, dall’altra la nostra categoria professionale che deve contemperare obblighi precisi di legge (il cui rispetto integra anche il dovere di tutela dell’interesse pubblico richiamato dal codice deontologico) in contrapposizione ad esigenze di maggiore organizzazione, sostenimento di maggiori costi che derivano dall’impianto di un presidio efficace e quindi esigenza di maggiori fatturati, e perché no, esigenze di tutela, non solo per la riservatezza dei segnalanti, ma anche personale. Sembrerà strano evidenziare le “esigenze di tutela personale” ma ritengo che, anche in presenza della riservatezza delle segnalazioni, il soggetto segnalato o denunciato ci metta poco ad individuare i potenziali denuncianti o segnalanti. Altro passaggio interessante riguarda i consulenti del lavoro e più in generale tut- UNAGRACO.INFO 7

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Le commissioni nazionali di studio: ecco le protagoniste della formazione I numeri: dodici Commissioni in cui operano oltre centocinquanta commercialisti su tutto il territorio nazionale di Elvira Catuogno* L’Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili da sempre, sin dalla sua costituzione, ha tra le finalità: oltre quella di tutela della figura professionale, c’è anche proporre e potenziare le attività di formazione attraverso lo studio delle tematiche tecnico giuridiche di nostro interesse. Oggi vanta al suo attivo ben dodici Commissioni Nazionali di Studio in cui operano oltre centocinquanta commercialisti presenti su tutto il territorio nazionale, che con un lavoro costante e attraverso l’esperienza acquisita negli anni, offrono ai nostri iscritti ed ai colleghi tutti, un programma formativo fortemente competitivo e variegato, volto all’approfondimento specialistico delle materie di maggior interesse della categoria, fornendo un costante confronto con le Istituzioni ed il mondo Universitario. A ciascun Consigliere Nazionale UNAGRACO, è stata affidata la delega per un preciso argomento di studio, con il compito di coordinare l’attività della Commissione, e periodicamente rendicontare al Consiglio Direttivo l’attività svolta dal Presidente ed i suoi componenti, circa gli obiettivi raggiunti, indicando eventuali feed back di ulteriore analisi. Il coordinamento, la programmazione e le attività di studio svolte dalle Commissioni UANGRACO sono disciplinate da un “regolamento della formazione” , che detta le linee guida, per un percorso unitario ed omogeneo ed un corretto svolgimento dei lavori. I Presidenti di Commissione sono selezionati e scelti fra coloro che hanno dimostrato maggiore esperienza e conoscenza della specifica materia, professionisti che nell’esercizio della propria attività hanno dato prova di possedere le caratteristiche proprie del leader; è a loro, che viene affidato il compito di gestire ed organizzare al meglio la programmazione e lo sviluppo delle attività;, il compito di far accrescere all’interno del proprio gruppo lo spirito di squadra: in altre parole è del Presidente di Commissione la maggiore responsabilità del successo o del fallimento dell’intero team di lavoro. Le Commissioni sono individuate per materia ed oggetto di studio e suddivise per area di competenza (la cui composizione ed attività è visionabile sul nostro sito: www.unagraco. org al link: “ Commissioni di Studio”). Tra le Commissioni, quelle che maggiormente si sono distinte per l’attività di ricerca ed approfondimento delle tematiche di competenza, attraverso l’organizzazione e la promozione sul territorio nazionale di eventi, seminari, corsi, master, pubblicazioni ed ogni altra forma editoriale sono: la Commissione Crisi d’impresa (Presidente Viola – Consigliere Delegato Diretto); la Commissione Studio Professionale (Presidente Fanizzi – Consigliere Delegato Cinaglia); la Commissione Enti Locali (Presidente Iulianella – Consigliere Delegato Viola); la Commissione Contenzioso Tributario (Presidente Ficarella – Consigliere Delegato Avolos); la Commissione Informatica e sito Istituzionale ( Presidente Palmiotto – Consigliere Delegato Avolos ).Ed ancora la Commissione Governance d’Impresa (Presidente Marcetti -Consigliere Delegato Elvira Catuogno Cinaglia); la Commissione Problematiche previdenziali (Presidente Tartaglia - Consigliere Delegato Romano); Commissione Finanza Agevolata ( Presidente Gadaleta - Consigliere Delegato Catuogno); Commissione Lavoro (Presidente A. Salemi - Consigliere Delegato F. Salemi); Commissione Enti No Profit (Presidente A.Salemi - Consigliere Delegato F.Salemi); Commissione Impresa Cooperativa (Presidente Boischio - Consigliere Delegato Magno); Commissione Ordinamento deontologia e formazione (Presidente De Giorgi - Consigliere Delegato Romano); Commissione Collegio Sindacale (Presidente Boischio - Consigliere Delegato Magno). Vi è infine il Comitato Pari Opportunità Nazionale la cui Presidenza è stata conferita alla collega Amelia Scotti (Consigliere Delegato Catuogno) professionista di comprovata esperienza, conoscitrice delle tematiche di genere, a cui è affidato il compito di verificarne l’impatto della normazione ordinamentale, fiscale e previdenziale. Grazie al costante impegno dei colleghi componenti delle singole Commissioni, oggi possiamo affermare che l’UNAGRACO, riveste un ruolo strategico nel colmare i gap di conoscenza e competenza della categoria, rendendosi protagonista della formazione e punto di riferimento nella crescita professionale del commercialista. *Avvocato Tributarista in Lecce 8 UNAGRACO.INFO

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La Photogallery Napoli Nord-25/02/2016 Napoli Nord-25/02/2016 10 UNAGRACO.INFO

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I lavori della Commissione Informatica UNAGRACO di Giuseppe Palmiotto* Nel 2015 la Commissione Informatica UNAGRACO ha proseguito il programma di lavori con particolare attenzione rivolta sia alla ricerca di nuove tematiche e idee in ambito informatico utili per lo svolgimento dell’attività dei colleghi, sia per la costruzione di percorsi di formazione professionale continua. Il lavoro della Commissione è stato espletato con l’utilizzo degli strumenti telematici a disposizione e con la fattiva collaborazione e partecipazione di tutti i componenti: ha monitorato le funzionalità del sito web UNAGRACO (www.unagraco.org), aggiornandole ed implementandole anche sotto il profilo della sicurezza; intrapreso anche lo studio per la realizzazione del nuovo sito web in una versione Full Responsive. La commissione ha, inoltre, valutato soluzioni in campo informatico per implementare servizi per gli iscritti, approntando, in particolare, innovazioni tecnologiche circa l’organizzazione dello Studio. Gli obiettivi del 2016 si arricchiscono di nuovi traguardi come promuovere la diffusione delle informazioni dell’ UNAGRACO sulla rete, realizzare e mantenere sempre aggiornato il sito web dell’associazione per fornire ai colleghi e ai terzi il maggior numero di informazione relativi alla professione; studiare la possibilità di interazione dei colleghi utilizzando piattaforme informatiche nonché l’utilizzo di social network; monitorare e fornire assistenza ai colleghi sull’evoluzione delle tecnologie elettroniche applicate alla professione e ai rapporti con l’Amministrazione finanziaria; sviluppare un’offerta ai colleghi in ambito formativo volta alla diffusione e alla conoscenza delle ultime novità in materia di piattaforme informatiche utili per lo svolgimento dell’attività professionale; monitorare e sviluppare gli strumenti informatici a disposizione dell’Ordine al fine di migliorare l’efficienza dei servizi messi a disposizione dei colleghi; studiare nuove prospettive del panorama informatico fruibili per i colleghi. Progetti formativi 2016 In via di definizione le attività formative anche in e-learning con particolare attenzione per le seguenti aree di interesse: Tecnologie informatiche all’interno dello studio professionale; La sicurezza informatica: Privacy alla luce delle imminenti integrazioni europee alla 196/2013; La fatturazione elettronica B2B; Identità digitale: Spid. Tecnologie informatiche all’interno dello studio professionale La commissione Informatica UNAGRACO è quotidianamente impegnata nel migliorare la conoscenza di tutti quei processi che migliorano la produttività degli Studi nostri associati, chiamati ad integrarsi attivamente con le nuove tecnologie giacché risulta sempre più difficile gestire tempestivamente gli adempimenti che la quotidianità ci impone. La conoscenza delle problematiche organizzative e ldegli strumenti che la telematica ci mette a disposizione rappresenta oggi non solo un percorso obbligatorio ma anche una grande opportunità. La sicurezza informatica La sicurezza informatica non è un prodotto ma un processo e come tale andrebbe gestita all’interno dei nostri Studi. Spesso però percepiamo la sua importanza solo quando è troppo tardi e l’attacco, il furto o la distruzione dei dati ha superato il livello Giuseppe Palmiotto di non ritorno. La sicurezza non è solo un fatto tecnico, ma una mentalità. Le norme di sicurezza suddette non sono collegate a mostruosi algoritmi matematici o “paroloni” inglesi, ma al buon senso e all’esperienza: nel mondo dell’informatica, mancano sia l’uno che l’altro, per scarsa diffusione del mezzo e relativa giovinezza della disciplina, per non parlare della costante e veloce crescita tecnologica. Privacy alla luce delle imminenti integrazioni europee alla 196/2013 Entro i primi mesi del 2016 gli Stati membri dovranno introdurre norme per rendere uniforme la privacy a livello europeo. Le nuove regole appaiono più semplici e gli oneri per le imprese, meno gravosi e più tipizzati e vestiti a misura, questo nelle intenzioni, all’effettivo rischio e dimensione delle singole aziende. Emerge inoltre un aspetto interessante e che ad avviso delle nostra commissione non mancherà di portare grattacapi agli addetti della materia. Il concetto di “misura minima” verrà sostituito da quello di “misura Adeguata”. La fatturazione elettronica B2B La Fattura Elettronica B2B fa seguito all’esperienza maturata con la fatturazione elettronica verso la PA. Un passaggio che il governo ha voluto fortemente e che porterà vantaggi e benefici per le aziende che coraggiosamente da veri e propri pionieri vorranno adottarla. La Fatturazione elettronica nel B2B non sarà formalmente obbligatorio come lo è stato per la fatturazione verso la Pubblica Amministrazione, ma rappresenterà il presupposto per l’ottenimento di una serie di semplificazioni degli adempimenti dei titolari di partita IVA. Identità digitale: Spid (sistema d’identità digitale) Dal 15 marzo i cittadini potranno richiedere un pin unico che rimpiazzerà i diversi codici esistenti. Si potrà usufruire via web di una molteplicità di servizi pubblici e privati. *Presidente Commissione Nazionale di studio informatica UNAGRACO 12 UNAGRACO.INFO

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LA RIFLESSIONE “Commercialisti UNAGRACO: deontologia, legalità” Viviamo in un Mondo informe. Informità in cui, forse, si cela il segreto della sua bellezza. Ma oggi siamo costretti ad affrontarlo più che a viverlo, intrisi come siamo di pensieri, preoccupazioni ed irritati per non poter esser più protagonisti dei nostri reali interessi lavorativi e privati. Il nostro credo economico-sociale soggiace ad esigenze fiscali che non fanno progredire, perché sono armi di consenso affascinanti, sinuose, e sono nelle mani di chi, fino ad oggi, ha dimostrato di essere presuntuosamente a conoscenza di soluzioni. Impraticabili. Costringendoci a rimaner reclusi negli Studi, negli Uffici per raggiungere obiettivi di guadagno sempre maggiori, ci stanno facendo dimenticare il valore dello scambio culturale del singolo con il singolo. Ci stanno costringendo ad essere pericolosamente furbi, sempre più furbi talvolta anche per riavere il nostro tempo, a discapito della conoscenza, della condivisione e dello scambio, anime dell’economia. Mi piace pensare che così come “gli scrittori sono l’antidoto per un’esperienza incompiuta (cit.), noi possiamo essere coloro che troveranno l’antidoto per questa economia dissestata, frastornata, maltrattata e strumentalizzata; per una vera economia, per una vera società, perché in queste spesso per esserci bisogna adeguarsi ad un’etica discutibile ed alla “legge” del più scaltro, del più furbo, senza meriti ed a discapito della legalità. Vent’anni a fianco dell’UNAGRACO, perché?Per il suo senso deontologico, sempre a fianco di Colleghi e della legalità. Ho vissuto così ed interpretato così il percorso tracciato dai Presidenti nazionali susseguitisi, fino ad esserne tutt’oggi in prima persona, un convinto sostenitore. L’UNAGRACO ha sempre sostenuto di dover dar voce a grandi esigenze (di tutti i Colleghi), ma anche alle minime speranze (di tutti i Colleghi), per la tutela di Professionisti che hanno scelto con passione di svolgere un’attività che fosse la strada per una società progredita e consapevole. Sono convinto che il mio tempo dedicato all’UNAGRACO e passato a cercare il possibile ed il fattibile, sia importante nella misura in cui ci sia sempre un risultato valido e condiviso. L’animo della ricerca che ritengo debba essere alimentato dalla curiosità (in me innata) e da una buona dose di fantasia, deve essere nella giusta misura soddisfatto ed appagato, anche dal riconoscimento da parte degli altri. Ci sarà sempre qualcuno che troverà nuove ed anche migliori soluzioni, ed il suo tempo sarà stato appagante per se stesso e con grande probabilità anche per gli altri. In una certa misura penso che la mia soddisfazione potrà essere ancor più grande, solo all’idea che forse la mia curiosità ed i miei risultati, avranno alimentato la curiosità e la fantasia di un altro: questo per me è il progresso. Questo è anche il motivo per cui io credo: negli altri! Siamo membri e responsabili di un’Organizzazione che deve ridare al domani il senso del fare e del creare. Un’Organizzazione che prescinda dall’utopia di un facile traguardo e che aiuti a delineare nuovamente i confini del mercato finanziario, che ha oramai esaurito ogni speranza di “meraviglie”, da quello economico-sociale che invece è fonte di inesauribile ricchezza e ...bellezza! Francesco Avolos Consigliere Segretario Nazionale UNAGRACO UNAGRACO.INFO 15

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