School Time Marzo 2016

 

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giornalino della scuola media "Andreoli" di Correggio

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GIORNALINO DELLA SCUOLA MEDIA DON G. ANDREOLI NUMERO 2 a.s. 2015/2016

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In questo numero: • • • • • • • • • • • • • • Premiazione Concorso “Il Miglior Presepe” Inaugurazione Parco Diritto Alla Pace Luoghi di Prevenzione Giornata della Memoria: il film “Monsieur Batignole” Bacheca dei Commenti La Rosa Bianca Festa di Carnevale Incontro con gli Autori Fabio Geda e Marco Magnone La Redazione intervista le Ragazze del GCIB Incontro con l’Autore Guido Sgardoli Spettacolo WONDER Un Invito Speciale... Rubrica “Attenti allo Scienziato!” Rubrica “Uomini e Donne da Nobel… La forza delle idee”

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ome vuole l’annuale tradizione, in occasione della FESTA DI ATALE, i ragazzi delle classi prime hanno ideato e allestito dei presepi utilizzando materiali di recupero: argilla, cotone, colla, stuzzicadenti, castagne, noci, corteccia, muschi, e molta, molta fantasia e inventiva. Le natività e altri paesaggi alpini sono stati esposti nel nostro atrio. Le opere sono state giudicate e classificate da una giuria composta dagli studenti di seconda e terza estratti a sorte dalla professoressa Georgeta Fudulache. Successivamente, alla festa di Natale, sono stati premiati i primi tre presepi, più un quarto paesaggio invernale. Intervistando sia i ragazzi di prima che quelli di seconda e terza, abbiamo constatato che questa laboriosa ma divertente attività piace a tutti senza esclusione. C La giuria in azione! Alcuni Presepi in esposizione... Giacomo Gualdi - 3 A

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Il giorno 17 Dicembre 2015 la classe 1B si é recata alla cerimonia di inaugurazione del nuovo Parco a Correggio dedicato al Diritto alla Pace. Oltre a noi hanno partecipato studenti di scuole superiori e di altri istituti. La mattinata, sebbene fosse grigia e fredda, è stata allietata dalla banda della Città di Correggio. Hanno partecipato anche il Sindaco Ilenia Malavasi, la Polizia Municipale, i rappresentanti della religione cattolica e islamica. Dopo una riflessione introduttiva sulla Pace, a turno i ragazzi hanno letto poesie e storie riguardanti episodi di guerra. Tra tutti i contributi due nostri compagni di origine pakistana hanno ricevuto particolare attenzione cantando in lingua Urdu. Sim, Rebecca, Emily - 1B

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“ Mi chiamo Abdullah e frequento la classe 1B. Il giorno 17 Dicembre 2015 mi sono recato al parco della Pace per partecipare alla cerimonia di inaugurazione. In questa occasione, insieme ad una mia compagna di nome Alina, ho cantato una canzone in lingua Urdu. La canzone si intitola BARA DUSHMAN BANA PHIRTA HAIN JO BACHON SE LARTA HAIN. Questa frase si traduce così: UN GRANDE TALEBANO CREDE DI ESSERE FORTE UCCIDENDO BAMBINI. Il canto parla, infatti, di tutti i bambini che sono stati uccisi dai Talebani mentre si trovavano a scuola per imparare. Il canto è dedicato a loro e a tutte le persone del mondo che odiano la guerra e desiderano la Pace. Io vorrei avere una “gomma magica” che possa cancellare la povertà, la guerra, la sofferenza e la cattiveria di alcuni uomini. Io ed Alina crediamo nell’uguaglianza e nel rispetto di tutte le persone ed è per questo motivo che abbiamo scelto di cantare in pubblico per l’inaugurazione di un parco dedicato proprio alla PACE.” Abdullah e Alina - 1B

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Tutte le classi seconde hanno partecipato al progetto”LUOGHI DI PREVE ZIO E” contro le dipendenze da sostanze. Leggiamo il racconto di questa esperienza scritto per noi da un alunno di 2A. La classe 2A, insieme alla 2B, ha partecipato all’iniziativa per la prevenzione del fumo organizzata presso “Luoghi di prevenzione” a Reggio Emilia. Il 12 gennaio 2016 siamo partiti alle 8:20 in pullman. Durante il viaggio ci siamo divertiti molto. Arrivati, gli esperti ci hanno diviso per classi e ci hanno accompagnati al primo piano. Lì abbiamo iniziato le attività con un "brain storming" (tempesta di idee): su un grande foglio di carta abbiamo scritto cosa ci veniva in mente pensando alla parola “fumo”, sono emerse parole come cancro, nicotina, sigarette. Successivamente ci siamo trasferiti in una stanza dove erano state disposte delle brandine sulle quali ci hanno chiesto di sdraiarci. La prof.ssa che era con noi ci ha fatto chiudere gli occhi e ci ha chiesto di immaginare un viaggio dentro al corpo di un uomo o una donna non fumatore: dentro aveva profumo di rose, i polmoni erano leggeri e il cuore rosa. Poi ci ha chiesto di immaginare di trovarci nel corpo di un fumatore accanito (colui che fuma circa 20- 30 sigarette al giorno): c’era odore di sporco, i polmoni sembravano duri e neri, il cuore era di un rosso acceso. Questa è stata la mia attività preferita perché ho sperimentato una mezz'ora di puro relax e riflessione. La seconda attività propostaci riguardava un laboratorio scientifico, grazie al quale abbiamo imparato molte cose, come, ad esempio, che in una sigaretta ci sono moltissime sostanze nocive, tra cui catrame e nicotina. Nella sigaretta la parte arancione si chiama “filtro” e dovrebbe, appunto, filtrare il catrame, sebbene in realtà circa il 90% di questo entri ugualmente in bocca provocando l’ingiallimento dei denti. Dopo aver fatto una pausa, abbiamo iniziato la terza attività: questa consisteva nell’ascoltare un testo letto che poi avremmo dovuto "recitare". Questo è il riassunto della storia che abbiamo ascoltato: una ragazza, Carla, appena tornata a casa, viene sgridata dai suoi genitori poiché hanno scoperto che aveva iniziato a fumare. Per questo Carla viene punita e non potrà più di uscire con le amiche. Nel pomeriggio, Carla viene invitata da Alessia, una sua amica, a fare un giro. Conoscendo il divieto di uscire, Carla prova a chiedere il permesso ai suoi genitori. La mamma di Carla non si muove dalla decisione presa mentre il padre cede dietro la promessa che non avrebbe mai più fumato. Quando si incontrano, le due amiche si abbracciano e per festeggiare Alessia offre una sigaretta; Carla rifiuta, ma cambia decisione do-

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SLOGAN IDEATO DA ALIHAIDER ZAFAR - 2 B po che un ragazzo (che le piace) la convince a cedere alla tentazione. I genitori cercano di contattare al telefono Carla, ma non sentendo nessuna risposta, vanno a cercarla e capiscono subito che aveva di nuovo fumato. La delusione e il dispiacere sono grandissimi. Ma, esiste una seconda versione di questa storia in cui cambia il finale: Carla si fa forte, resiste alla tentazione della sigaretta e la rifiuta. I genitori sono molto orgogliosi di lei. L'ultima attività che ci ha visto coinvolti è stata una esperienza di “scrittura creativa”, cioè la stesura da parte nostra di quattro testi che poi abbiamo letto ai nostri compagni. La considerazione generale è che per me è stata una esperienza molto utile ed interessante, durante la quale ho riflettuto e mi sono divertito. Singh Ranvir- classe 2A SLOGAN IDEATO DA ALEX CARUCCIO - 2 B

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Giornata della Memoria 27 Gennaio 2016 Mercoledì 27 gennaio tutti gli studenti della scuola Andreoli si sono recati al Cinepiù di Correggio per vedere il film “Monsieur Batignole”. E’ stata un’occasione di riflessione e un modo per ricordare le vittime dell'olocausto. MONSIEUR BATIGNOLE TRAMA DEL FILM Il film è ambientato a Parigi nel 1942. Il protagonista è Edmond Batignole, un macellaio che, durante l'occupazione tedesca della Francia, cerca di curarsi soltanto dei suoi affari. Un giorno degli abitanti del quartiere - la famiglia ebrea Bernstein - vengono arrestati e deportati. La moglie di Batignole fa chiedere alle autorità tedesche di ottenere il prestigioso appartamento che è rimasto vuoto dopo l'arresto della famiglia ebrea. La cosa mette a disagio Edmond, che però non ha voglia di opporsi alle insistenze della moglie. Proprio nel giorno in cui la famiglia Batignole si trasferisce nell'appartamento, alla porta suona Simon, uno dei bambini della famiglia Bernstein, che è riuscito a fuggire prima di essere deportato in Germania. Edmond dapprima lo vuole mandar via, ma poi si decide a voler salvare il ragazzino, al quale si aggiungono poi altre due bimbe, Sara e Guila. Sfidando con coraggio le SS (squadre di protezione dell’esercito tedesco) riesce a trovare i soldi per organizzare la fuga dei tre bimbi verso la Svizzera. Edmond commette un omicidio pur di aiutare i tre fuggitivi, così si unisce a loro nel tentativo di raggiungere la frontiera svizzera. Riuscendo fortunosamente a eludere i controlli, i quattro arrivano in una fattoria vicino al confine, dove vengono ospitati da Irène, il cui marito è prigioniero di guerra. Qui rischiano di essere arrestati per la sbadataggine del piccolo Simon e di Martin, il figlio di Irène geloso delle attenzione della madre per Edmond. Ma anche in questo caso riescono a sfuggire sia ai tedeschi sia alla Gendarmerie. Alla fine il Parroco del villaggio riesce a condurre i fuggiaschi alla frontiera svizzera. Al momento di salutare i tre bambini, anche Edmond decide di restare con loro, scegliendo così una vita più libera. Simon, Sara e Guila si salveranno, ma non rivedranno mai più le loro famiglie, scomparse nell'Olocausto.

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“Il film per me è molto bello, la parte che mi è piaciuta di più è quando Batignole aiuta il piccolo Simon a scappare e si trova a dover commettere un omicidio. Mi ha insegnato a collaborare con i miei amici nelle situazioni più difficili della vita.” Rasiti Renat—3 C ”Il film pur essendo molto istruttivo non mi è piaciuto perché cerca di sdrammatizzare la storia e quindi sembra dare meno importanza ai fatti.” Maline Incerti—3 B “Il film mi è piaciuto, mi sono ritrovato coinvolto nella vicenda e nell'epoca storica. All'inizio pensavo fosse un film vecchio e da quattro soldi, ma alla fine sono rimasto soddisfatto. Ho capito il dolore dei bambini e le loro famiglie deportate in Germania. A me è piaciuta molto la parte dove si sono nascosti nella fattoriadi Irène.” Bellopede Riccardo—3 B :”Il film in un certo senso è poco realistico perché non mostra la vera situazione degli ebrei e della Francia durante la Seconda guerra mondiale.” Lal Rakhi - 3 B “Il film è stato interessante ed è molto dolce il legame tra Batignole e i bambini, ma nel complesso non è tra i più significativi; paragonato a molti altri girati sullo stesso tema questo non rimane molto impresso e quindi risulta poco adatto alla giornata della memoria.” Santi Elena Sofia - 3 B “Il film era troppo leggero per la nostra età ed io penso che noi ragazzi di 3° siamo pronti per dei film che trattano argomenti più pesanti.” Montanari Mattia- 3 A “Per me il film rappresentava un luogo troppo distante dalla vera guerra combattuta e lontano anche dai veri avvenimenti. Ha preso un ruolo un po’ insensato per un film della giornata della memoria: prendere come esempio la vita di un rosticciere/macellaio è un po’ troppo banale per noi di 3°, avrebbero dovuto dividere in due la mattinata, cioè 1° e 2° insieme e terze da sole.” D’Amore Karim - 3 A “Il film è adatto ad un pubblico di prima e seconda media, e fa capire cosa comportavano le persecuzioni da parte dei nazisti, ma credo che dei ragazzi di terza siano pronti ad affrontare questo argomento con film che illustrino meglio la situazione dei perseguitati.” Jacopo Suozzi - 3 A “Per me il film è stato carino, non eccessivamente pesante soprattutto per chi è molto sensibile come me. Mi è piaciuto molto.” Righi Aleksandra-3A “A me il film infondo è piaciuto, mi è piaciuto soprattutto perché il macellaio ha protetto il ragazzino dai nazisti e lo ha accudito con cura dandogli un tetto e del cibo.” Covezzi Andrea-3A” “Per me il film è stato abbastanza utile, quando l’abbiamo guardato ci siamo divertiti, ma abbiamo anche riflettuto sulla storia avvenuta”. Jessica Molino-2 A

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Incontro con il gruppo “LA ROSA BIA CA” el mese di febbraio la mia classe, 2B, ha incontrato, durante l’ora di Religione/Alternativa, due ragazzi e un’esperta che fanno parte del gruppo “La Rosa Bianca”. La Rosa Bianca è un’associazione di Guastalla formata da ragazzi che per la maggior parte frequentano le scuole superiori (alcuni sono universitari e poi ci sono, anche se pochi, ragazzi delle medie). Questi ragazzi non sono tutti cristiani: tra di loro infatti ci sono anche alcuni atei, oltre che cattolici e ortodossi (per esempio la ragazza che abbiamo incontrato era ortodossa). Questo gruppo è nato per andare nelle scuole e raccontare a dei ragazzi della stessa età qual è stata la storia del primo gruppo della Rosa Bianca. I ragazzi e le ragazze del gruppo La Rosa Bianca di Guastalla Infatti, durante l’incontro, i due ragazzi in particolare e la loro accompagnatrice ci hanno raccontato del gruppo della Rosa Bianca, che è vissuto durante il tempo di Hitler (2^ Guerra Mondiale). Il nome del gruppo della Rosa Bianca in tedesco si diceva: Die Weisse Rose.

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Il primo gruppo era formato da studenti dell’Università di Monaco che si erano rifiutati in modo non violento di obbedire alle regole dei nazisti. Il gruppo era composto da cinque studenti: i fratelli Hans e Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell e Willi Graf, tutti poco più che ventenni. Ad essi si unì un professore, Kurt Huber, che stese gli ultimi due opuscoli. Siccome questi giovani studenti non erano d’accordo con quanto diceva Hitler, decisero di far sapere a tutti le cose sbagliate che lui stava facendo. Però volevano trovare un modo per combattere i nazisti che non fosse violento, cioè non volevano usare le armi. Allora cominciarono a pubblicare dei volantini, che mandavano e spargevano silenziosamente senza farsi notare, dove raccontavano tutte le cose terribili fatte dai nazisti e invitavano le persone a non appoggiarli. Scrissero ben 6 volantini e i nazisti trovarono la bozza del 7° volantino nelle tasche del professor Huber quando fu catturato. Il 6° volantino, come gli altri, lo "fotocopiarono" e la coraggiosa Sophie Scholl lo lanciò dalla cima delle scale dell’Università di Monaco, mentre i suoi compagni facevano lezione. Sophie pensava di riuscire a scappare dopo aver lanciato il volantino, ma non aveva pensato al bidello che non si faceva scrupoli a denunciare i traditori del regime; il bidello prese Sophie e suo fratello e li portò dal Preside che li consegnò al generale nazista che in pochissimi giorni scoprì tutti i ragazzi che erano nel gruppo. Sophie Scholl era la fondatrice della Rosa Bianca ed era una ragazza molto coraggiosa. Foto d’epoca di Sophie Scholl Dopo che fu catturata, le fu fatto un processo molto veloce dove le chiesero se voleva ritirare quello che aveva detto e sostenere Hitler. Sophie invece prese la responsabilità dei volantini e disse che lei credeva che il nazismo fosse ingiusto perché faceva del male. Era una ragazza normale ma aveva un grande coraggio, e infatti aveva un detto che si portò fino alla morte:

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"U O SPIRITO FORTE, U CUORE TE ERO". Per questo motivo, Sophie fu condannata a morte. In qualche modo uno o più volantini passarono l'Oceano e arrivarono in America; gli americani li fotocopiarono in tantissime copie che un giorno vennero lanciate da un aereo alleato sulla città di Monaco. Ora nella piazza di Monaco c'è un monumento che rappresenta le lettere della Rosa Bianca. Un monumento che ricorda i volantini della Rosa Bianca Questo incontro per noi è stato molto utile per capire che è importante far sentire la nostra voce quando non siamo d’accordo con cose brutte che succedono vicino a noi. Infatti abbiamo provato a pensare a tutte quelle cose che nel mondo di oggi non ci piacciono e che vorremmo cambiare (come ad esempio il bullismo) e abbiamo provato anche noi a fare dei volantini. Ora vi farò leggere una parte (piccola) del terzo volantino della Rosa Bianca: TERZO VOLANTINO on vogliamo qui formulare giudizi sulle possibili diverse forme di Stato (la democrazia, la monarchia costituzionale, la monarchia assoluta e così via). Solo una cosa vuole essere rilevata in modo chiaro e univoco: ogni uomo ha diritto a uno stato giusto e utile che garantisca la libertà del singolo come il bene della comunità. Infatti l'uomo deve cercare di raggiungere il suo fine naturale e la sua felicità terrena, libero e indipendente nella comunità, di vita e di lavoro, nello stato. Valerio Liguori, classe 2B

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l Carnevale della scuola Andreoli si é svolto martedì 9 febbraio nella palestra dello stesso Istituto. ragazzi di tutte le classi, dalle prime alle terze, dopo le due ore iniziali e regolari di lezione, si sono cambiati, truccati e hanno consumato il buffet portato da casa. Al suono della campanella, alla terza ora, i professori di ogni classe hanno accompagnato i propri ragazzi in palestra dove l'animatore del Carnevale li ha fatti divertire attraverso giochi di ogni tipo e sfilare per mostrare gli sgargianti travestimenti. I I e classi erano state precedentemente suddivise in tre gruppi: il gruppo delle prime, quello delle seconde e quello delle terze. Ad ognuno dei gruppi era stato dato un tema: le prime avevano il tema del “circo”, le seconde quello dei “film” e le terze quello delle “vacanze”. L Q uesto Carnevale, é stato sicuramente per tutti un momento di stacco dal- A L le materie scolastiche ma anche un momento divertente, competitivo e creativo per tutti coloro che vi hanno partecipato. differenza degli altri anni inoltre in questo Carnevale hanno potuto partecipare attivamente anche i professori dimostrandosi abili, scattanti e veloci sia fisicamente che mentalmente. a festa si è conclusa con le premiazioni dei vincitori della fase “giochi” e della fase “sfilate e maschere”. Aleksandra e Sher - classe 3 A

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Le “IRO WOME !”

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