Department Book Febbraio 2016

 

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Registrazione del Tribunale di Catania n. 004 del 26-01-2016 D B Direttore: Prof. Filippo Drago Biometec Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche Università degli Studi di Catania D epartment B ook Febbraio 2016 Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche Le ultime dal Dipartimento Reminiscenze... I Maestri XV Conferenza Nazionale sulla Farmaceutica Il 18 febbraio si è svolta a Catania la XV Conferenza Nazionale sulla Farmaceutica, organizzata dal prof. Filippo Drago, coordinatore del Master in Discipline Regolatorie della Università di Catania, in collaborazione con Farmindustria e con il patrocinio della Società Italiana di Farmacologia (SIF). Il punto focale sui meccanismi regolatori per l’accesso ai farmaci innovativi è stato identificato nel rapporto tra il valore dell’innovatività e il suo costo in una prospettiva di elevato rischio di default del sistema. E’ stata sottolineata l’importanza di acquisire una chiara definizione di innovatività per l’individuazione dei farmaci che possono meritare benefici nel processo di negoziazione. In particolare, un certo grado d’incertezza è insito nel nuovo meccanismo dell’adaptive licensing, che mira a rendere più rapido l’accesso dei nuovi farmaci al mercato, concedendo l’autorizzazione all’immissione in commercio sulla base di prove di efficacia limitate rispetto a quelle necessarie per le autorizzazioni tradizionali. Questo approccio deve prevedere una periodica rivalutazione del profilo beneficio-rischio nella fase post-marketing, con una possibile rivalutazione degli accordi di prezzo e rimborso definiti in fase iniziale di approvazione. Si è giunti alla conclusione che è necessaria una nuova governance del sistema, con proposte per accelerare e semplificare i processi decisionali e garantire la sostenibilità della spesa farmaceutica. Tra i presenti, il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, il presidente della SIF Giorgio Cantelli Forti, rappresentanti delle commissioni dell’AIFA tra cui Patrizia Popoli, Armando Genazzani, Amelia Filippelli e Giovanna Scroccaro, farmaco-economisti come Americo Cicchetti, Claudio Jommi e Nello Martini, l’epidemiologo Paolo Bruzzi, i farmacologi Renato Bernardini e Achille Caputi. Il 17 febbraio ha avuto luogo, presso il MA di Catania, il concerto di beneficenza “Rock in Love” organizzato dal Prof. Filippo Drago. La performance della JC Band capitanata da Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria, ha permesso la raccolta di donazioni che sono state devolute a favore di due strutture che si adoperano per l’assistenza di bambini disagiati. Estratto da “Una stanza in Ateneo”di F. Drago Bollettino d’Ateneo, 22 dicembre 1998 Una famiglia di accademici lunga centoventi anni: un altro libro per conoscere meglio alcuni dei grandi maestri che hanno fatto la storia del nostro Ateneo. È certamente emozionante potersi riconoscere in qualche modo eredi di quell’epoca in cui i nostri accademici erano maestri di scienza e di vita per l’Italia intera. Ma bisognerebbe anche guardare a quei modelli per riscoprire tutti i valori della cultura universitaria che si sono persi nei meandri di normative farraginose, di programmi inattuati, di velleità didattiche, e di troppi compromessi demagogici. Concerto di beneficenza “Rock in love ”

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Fisio-farmacologia dei rapporti sociali di Adriana Carol Eleonora Graziano L’impatto che le relazioni sociali producono sul benessere psicofisico e sulla salute degli esseri umani rappresentano un argomento di estremo interesse, ampiamente studiato in ambito psicologico, medico e nelle neuroscienze. Retaggio culturale della connessione tra rapporti sociali e benessere sono i proverbi come “chi trova un amico, trova un tesoro” o “chi è ricco di amici è povero di guai”. Questi ultimi, tramandati di generazione in generazione, fanno emergere che la socialità rappresenta un cardine per l’esistenza dell’uomo. A tal proposito Daniel Goleman, psicologo, scrittore e giornalista statunitense noto per l’opera “Intelligenza emotiva” (Emotional Intelligence), sostiene che tutti noi, in quanto uomini, “siamo programmati per connetterci” e che “gli individui capaci di prestazioni superiori cercano attivamente il feedback: vogliono sapere come sono percepiti dagli altri e si rendono conto che si tratta di informazioni preziose”. Tali connessioni ed il modo con cui si affrontano determinano un profondo impatto sui processi cerebrali e biologici, determinando l’attivazione e il modellamento di tutti i circuiti fisiologici connessi alle sollecitazioni da parte dell’ambiente esterno e delle altre persone. Da un punto di vista medico, nel 1988, House, Landis e Umberson dimostrarono sulla rivista “Science” l’associazione causale tra la mancanza di relazioni sociali ed il rischio di mortalità, confermata da studi di meta-analisi. In una pubblicazione recente, Yang e colleghi hanno cercato di dare una risposta alla seguente domanda: quali parametri fisiologici sono dipendenti dalla mancanza di relazioni sociali tanto da influire sulla longevità della persona? Combinando i dati provenienti da quattro studi condotti su soggetti residenti negli Stati Uniti seguiti dall’adolescenza alla terza età, Yang e colleghi hanno delineato i parametri biologici, indicativi dello stato di salute dei soggetti e i parametri sociali utili per determinare in che modo le esperienze sociali possano alterare i meccanismi fisiologici. Nello specifico, sono stati presi in considerazione quattro biomarcatori: la pressione sanguigna, l’indice di massa corporea (un parametro che consente di valutare lo stato di sovrappeso), la circonferenza della vita (indicativa della presenza di grasso viscerale) e i livelli della proteina C-reattiva (indice dello stato di infiammazione sistemica dell’organismo, legato a sua volta a diversi disturbi e patologie come il diabete). L’analisi statistica ha mostrato una correlazione positiva di dose-risposta tra relazioni sociali e marcatori biologici: i soggetti con i massimi punteggi nella valutazione dell’integrazione sociale mostravano i valori più bassi negli indici d’infiammazione, al contrario dei soggetti più isolati. Inoltre, gli autori hanno sottolineato che la correlazione tra relazioni sociali e salute risulta massima nell’adolescenza e nella terza età, suggerendo che l’interruzione dei deficit nelle relazioni sociali potrebbe arrestare direttamente la progressione precoce verso le malattie croniche, ritardarne l’insorgenza o ridurne il carico. Un ulteriore aspetto che riguarda le relazioni sociali consiste nella valutazione dei meccanismi che si attivano per intensificare tali rapporti. In questo contesto è riconosciuta l’esistenza di sostanze esogene ed endogene che agiscono con profondi effetti sul comportamento umano. Tra le sostanze esogene i principi attivi della marijuana sono noti per il miglioramento della comunicazione interpersonale e la diminuzione della percezione di ostilità nei piccoli gruppi. Sebbene i substrati neurali responsabili di questi effetti siano in gran parte sconosciuti, alcuni studi suggeriscono che sia coinvolta l’attivazione del recettore per i cannabinoidi CB1, il principale bersaglio molecolare della marijuana nel cervello umano e bersaglio naturale dell’endocannabinoide endogeno anandamide. A sostegno di questa ipotesi vi è il fatto che i recettori CB1 sono espressi ad alti livelli nelle regioni corticali associative del lobo frontale e delle strutture subcorticali che sovraintendono alle capacità socio-emotive nell’uomo. Tra le molecole endogene coinvolte nel comportamento sociale è annoverata l’ossitocina: questo ormone controlla la plasticità delle sinapsi all’interno del nucleus accumbens, struttura cerebrale che regola il comportamento motivato. La plasticità è indispensabile affinché le interazioni sociali tra i membri di un gruppo abbiano per il cervello il significato di una ricompensa. Recentemente, grazie a una sperimentazione condotta sui topi, Piomelli e colleghi hanno scoperto il collegamento tra anandamide e ossitocina. È stato dimostrato che l’ormone ossitocina può aumentare il piacere causato dalle interazioni sociali, stimolando nel cervello la produzione dell’anandamide, un neurotrasmettitore simile ai cannabinoidi contenuti nella marijuana. Nello specifico, è emerso che, i livelli di anandamide aumentano nel nucleus accumbens quando l’animale vive in comunità, mentre diminuiscono quando isolato, stabilendo un collegamento tra la sostanza e il comportamento sociale. Gli esperimenti hanno dimostrato che i livelli di anandamide e la conseguente attivazione dei recettori CB1 sono necessari affinché le interazioni sociali abbiano una valenza di ricompensa. Inoltre, è emerso che l’ossitocina controlla i livelli di anandamide nel nucleus accumbens, poiché il blocco farmacologico dei recettori per l’ormone inibisce il rilascio del neurotrasmettitore, mentre l’attivazione selettiva dei neuroni con l’ossitocina nel nucleo paraventricolare dell’ipotalamo lo stimolano. Coerentemente, l’inibizione della degradazione dell’anandamide compensa gli effetti del blocco dei recettori per l’ossitocina, dimostrando così che la segnalazione ai recettori CB1 mediata dall’anandamide, tramite l’azione dell’ossitocina, controlla la ricompensa sociale. Questo tipo di analisi si rivela particolarmente utile nel caso di problemi di interazione sociale come quelli tipici dei disturbi dello spettro autistico. European Frontiers in Biomedical and Biotechnological Sciences Lo scorso 8 febbraio, si è tenuto un seminario della serie “European Frontiers in Biomedical and Biotechnological Sciences”. Il Prof. Andreas Meyer-Lindenberg (Mannheim, Germany) ha esposto una lettura magistrale dal titolo: Social interactions and schizophrenia a neuroscience perspective. Corso di Perfezionamento in Biologia Forense e Scienze Criminalistiche Sono ancora aperte le iscrizioni al Corso di perfezionamento in Biologia Forense e Scienze Criminalistiche, presso l’Università degli studi di Catania, promosso dal Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche (BIOMETEC). La scadenza per l’iscrizione è il 15 Marzo. Le lezioni verranno tenute nel giorno di Sabato per venire incontro alle necessità di chi ha impegni di lavoro. Informazioni e bando su http://www. unict.it/content/biologia-forense-escienze-criminalistiche

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I fatti del mese Nomine Il Prof. Michele Purrello, responsabile della sezione di Biologia e Genetica, con Decreto Rettorale n. 811 del 8 marzo 2016 è stato nominato componente del Presidio di Qualità dell’Università di Catania. Il Prof. Filippo Drago è stato designato quale Responsabile (vice Responsabile è il Prof. Giovanni Puglisi) delle procedure d’emergenza per l’edificio 2 della Cittadella Universitaria di Via S. Sofia. Il delegato BIOMETEC a tale funzione, già da tempo nominato dal Direttore, è il Prof. Rosario Giuffrida. Le ultime dal Mondo Estratto da “Il Corriere del 6 marzo 2016” I ricercatori contro la nuova legge: «Non si può rinunciare ai test sugli animali» Gli scienziati di Research4Life contestano le norme che a fine anno potrebbero vietare la sperimentazione su animali da esperimento nel campo delle tossicodipendenze: «I metodi alternativi non sono sufficienti. Senza la sperimentazione animale la ricerca sulle sostanze di abuso non potrebbe continuare. E lo stop rischierebbe di vanificare il lavoro di tanti ricercatori italiani che, in questo campo, sono all’avanguardia nel mondo». Non ha dubbi Giuliano Grignaschi, segretario generale di Research4Life, consorzio che raccoglie enti e istituzioni operativi nel campo della ricerca, che con una nota lancia l’allarme sulle possibili conseguenze dell’attuazione del decreto legislativo 26/2014 che dal 2017 dovrebbe introdurre il divieto di utilizzo di animali negli studi sulle tossicodipendenze. Condizionale d’obbligo, essendo l’entrata in vigore delle nuove norme legata al parere che dovrà essere espresso dall’Istituto zooprofilattico dell’Emilia Romagna e della Lombardia (nominato centro di referenza nazionale sui metodi alternativi) a cui toccherà stabilire se esistono oppure no metodi di studio che permettano di non utilizzare animali. La Lega Antivivisezione ha avviato proprio in questo weekend una campagna nelle piazze italiane per sostenere le ragioni del sì e per chiedere che le norme entrino in vigore senza ulteriori dilazioni. Di qui la presa di posizione di Research4Life. La ricerca italiana in questo campo potrebbe essere bloccata sottolinea Grignaschi - se per effetto del decreto non si potranno più usare modelli animali, che in questo campo gli esperti considerano irrinunciabili, per studiare gli effetti delle sostanze di abuso e cercare il modo di vincere la dipendenza. Il rischio concreto è che almeno la metà dei neurofarmacologi italiani sarà costretta ad abbandonare questo settore o trasferirsi all’estero. Solo in Italia infatti è stata introdotta questa ulteriore restrizione alla già severa direttiva europea sull’uso di animali in laboratorio». Il timore, come evidenzia Gaetano Di Chiara, neurofarmacologo all’Università di Cagliari, è che possa venire meno la partecipazione di scienziati italiani ai bandi internazionali in tutti i campi che richiedono l’uso degli animali da laboratorio e che ci si ritrovi con una minore assegnazione di fondi per la ricerca: «È ovvio che saranno elargiti con più esitazioni a chi, indipendentemente dal merito scientifico, si sa già a priori che troverà ostacoli pratici e burocratici allo svolgimento del proprio lavoro». Research4Life sostiene che non sia possibile rinunciare alla sperimentazione animale neppure nel campo delle tossicodipendenze. «Qualunque metodo alternativo, che sia in vitro o in silico, cioè usi colture di cellule o tessuti oppure sfrutti modelli informatici, serve solo per verificare in un caso specifico qualcosa che in generale è già noto – spiega Di Chiara -: è evidente che se invece andiamo a cercare qualcosa che ancora non conosciamo nell’organismo o nella cellula, non lo possiamo riprodurre artificialmente a priori. Il cervello, poi, è ancora un territorio largamente inesplorato. Per questo è inevitabile la fase di lavoro sugli animali». L’eliminazione di quest’ultima nello studio delle tossicodipendenze, nella ratio delle nuove norme e nella logica della campagna della Lav, parte invece dal presupposto che l’abuso di sostanze dipenda soprattutto da fattori di natura psicologica, culturale e sociale estranei al cervello di un animale e che pertanto debba essere superato nella ricerca il paradigma puramente biologico. Inoltre, sostiene la Lav, il gran numero di persone che abusano di droghe, fumo e alcol e che vengono prese in cura dal sistema sanitario è così elevato da portare all’attenzione della ricerca una ampia casistica già riguardante l’essere umano. Elezioni Consiglio Nazionale Studenti Universitari Nei giorni 18 e 19 maggio si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (ventotto studenti dei CdL per l’anno accademico 2015-2016, uno studente per le Scuole di Specializzazione, uno studente per i Dottorati di Ricerca). Partecipazione Congresso Internazionale In occasione del 60th Meeting della Biophysical Society, tenutasi a Los Angeles il 28 Febbraio 2016, il prof. De Pinto ha presentato una relazione dal titolo “Unexpected Modifications of Cysteines in VDAC3: Indication that VDAC3 may Signal the Mitochondrial Intermembrane Redox State” nella Platform su “Bioenergetics and Mitochondrial Signaling”. Le ultime dall’Ateneo Al dott. Domenico Garozzo la Medaglia Berti della Società Italiana di Chimica Il ricercatore del CNR di Catania premiato “per il suo importante contributo alla determinazione strutturale mediante spettrometria di Massa di glicoconiugati microbici ed eucariotici” Estratto da “Bollettino d’Ateneo” del 7 marzo 2016 Domenico Garozzo, ricercatore del CNR di Catania, ha vinto la medaglia Berti assegnata dalla Società Italiana di Chimica (SCI). Si tratta di un riconoscimento assegnato ogni due anni, su iniziativa della famiglia del prof. Giancarlo Berti, del Gruppo interdivisionale della Chimica dei Carboidrati (GICC) e della Divisione di Chimica organica della SCI, agli scienziati che abbiano contribuito in maniera sostanziale ed eccellente allo sviluppo della Chimica dei Carboidrati, sia livello italiano che a livello internazionale. Il dott. Garozzo è stato premiato “per il suo importante contributo alla determinazione strutturale mediante spettrometria di Massa di glicoconiugati microbici ed eucariotici”. La cerimonia di premiazione si terrà domenica 19 giugno nell’ambito del XV edizione della Scuola sulla Chimica dei Carboidrati (CSCC16). Siracusa a Milano con due proposte per “Expo dopo Expo” Al Politecnico seminario e mostra dei progetti dal 9 al 22 marzo 2016 Estratto da “Bollettino d’Ateneo” del 8 marzo 2016 I professori Bruno Messina ed Emanuele Fidone, docenti nella Struttura didattica speciale di Architettura di Siracusa, sono stati invitati dal Politecnico di Milano a presentare alcune proposte per il riutilizzo dell’area dell’EXPO, nell’ambito di un Workshop che ha coinvolto le più importanti scuole di Architettura italiane. La mostra “Expo dopo Expo” aprirà i battenti mercoledì 9 marzo alla presenza del prorettore del Politecnico, dei rappresentanti del Comune di Milano responsabili di EXPO e del direttore della rivista DOMUS. Ai due progetti presentati da Messina e Fidone hanno collaborato come consulenti anche i professori Vittorio Fiore e Vito Martelliano, per quanto concerne gli aspetti della sostenibilità e urbanistici. Hanno fatto inoltre parte dei due team del progetto i dottorandi Fabio Guarrera e Ezio Siciliano, che hanno coordinato i gruppi di lavoro formati da studenti della stessa struttura universitaria siracusana.

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Di Chiara ricorda che ogni settimana arrivano sul mercato nuove droghe, ognuna con le proprie caratteristiche: «Per capire qual è il potenziale di abuso di queste sostanze, la sperimentazione sugli animali è indispensabile - dice il neurofarmacologo -. Possiamo farci una prima idea delle loro caratteristiche nelle colture di cellule e tessuti, cercando di capire a quali recettori si legano, a quale dose lo fanno, con quale affinità ed effetto, ma esistono composti potentissimi in vitro che nell’animale non producono nessun comportamento particolare, per esempio perché non passano la cosiddetta barriera ematoencefalica, che ostacola il passaggio delle sostanze al cervello». Il dibattito, insomma, resta aperto. cervello riesce a compensare queste differenze: utilizzatori e nonutilizzatori raggiungono infatti performance indistinguibili quando viene chiesto loro di descrivere esplicitamente l’emozione di un volto. Infine, gli psicologi della Colorado State hanno registrato che a un livello più profondo di elaborazione emotiva, cioè quando si è passati a misurare il coinvolgimento empatico, gli utilizzatori di cannabis hanno dimostrato una capacità ridotta di risposta rispetto ai non-utilizzatori. La cannabis influenza la nostra capacità di ‘capire’ le emozioni altrui Lo studio durato due anni è stato condotto su 70 utilizzatori da un’equipe di ricercatori dell’università del Colorado ed è stato pubblicato su Plos One Estratto da “La Repubblica del 7 marzo 2016” La Cannabis agisce sulla capacità di processare le emozioni che osserviamo sul volto degli altri, come la tristezza, la felicità, la rabbia. E influenza la capacità che abbiamo di entrare in rapporto empatico con quelle emozioni. Ma il cervello fa la sua parte e compensa le differenze tra chi ne fa uso e chi no. È il risultato, in sintesi e semplificando, di uno studio condotto da ricercatori del dipartimento di Psicologia della Colorado State University, Usa, pubblicato a fine febbraio su Plos One. Gli autori hanno arruolato 70 volontari di età diverse: sia utilizzatori di cannabis (cronici o moderati, a scopo medico o ricreativo) sia non-utilizzatori. Nel corso degli esperimenti, durati complessivamente un paio d’anni, a tutti i partecipanti è stato chiesto di osservare immagini di volti umani, maschili e femminili, raffiguranti quattro espressioni distinte: neutra, felice, impaurita, arrabbiata, e di rispondere in tempi stabiliti a domande sulle fotografie che venivano loro mostrate, il tutto mentre erano sottoposti a elettroencefalogramma (in particolare i ricercatori misuravano il potenziale P3, cioè l’attività elettrica stimolata dall’attenzione visiva e correlata alla elaborazione emotiva). Maggiore reazione di fronte alla rabbia. Ebbene, la risposta dei consumatori di cannabis è stata maggiore di quella registrata nei non-consumatori di fronte a espressioni negative, in particolare alla rabbia. Al contrario, è stata minore di quella ottenuta nei controlli, di fronte a espressioni positive, cioè alle facce felici. Ai partecipanti allo studio è stato chiesto poi di focalizzarsi sulle emozioni e di identificarle. A questo test le risposte degli utilizzatori di cannabis e degli altri erano del tutto indistinguibili: il cervello cioè compensava le differenze registrate nel corso del test precedente. I volti. Quando tuttavia ai 70 volontari è stato richiesto di concertarsi sul sesso dei volti e in seguito di identificarne le emozioni, gli utilizzatori di cannabis hanno raggiunto performance ridotte rispetto ai non-utilizzatori. Stessa cosa accadeva nei test che hanno misurato la capacita di empatia con lo stimolo osservato: con la rabbia, la felicità, eccetera. Anche in questo caso gli utilizzatori di cannabis, facevano meno punti, per così dire, rispetto agli altri, dimostrando una minore capacità di entrare in relazione empatica con le emozioni lette sui volti che venivano loro mostrati. Differenze. Dai dati raccolti, gli autori dello studio - che in contemporanea con la pubblicazione del lavoro hanno tenuto a dichiarare “Non stiamo prendendo una posizione, del tipo favorevoli o contrari alla cannabis, vogliamo solo sapere che cosa fa” – hanno dedotto prima di tutto che l’uso di cannabis sembra influenzare la risposta alle emozioni: che infatti è stata diversa di fronte alla rabbia e alla felicità tra consumatori e non-consumatori. Il cervello compensa. In secondo luogo però che il Pubblicazioni (da Pubmed, Febbraio 2016) Leggio GM, Catania MV, Puzzo D, Spatuzza M, Pellitteri R, Gulisano W, Torrisi SA, Giurdanella G, Piazza C, Impellizzeri AR, Gozzo L, Navarria A, Bucolo C, Nicoletti F, Palmeri A, Salomone S, Copani A, Caraci F, Drago F. The antineoplastic drug flavopiridol reverses memory impairment induced by Amyloid-ß1-42 oligomers in mice. Pharmacol Res. 2016 Feb 10;106:10-20. doi: 10.1016/j. phrs.2016.02.007 Reina S, Checchetto V, Saletti R, Gupta A, Chaturvedi D, Guardiani C, Guarino F, Scorciapino MA, Magrì A, Foti S, Ceccarelli M, Messina AA, Mahalakshmi R, Szabo` I, De Pinto V. Unexpected Modifications of Cysteines in VDAC3: Indication that VDAC3 may Signal the Mitochondrial Intermembrane Redox State. Biophysical Journal 110 (3) 19A; doi: 10.1016/j. bpj.2015.11.162 Checchetto V, Paggio A, Reina S, De Stefani D, De Pinto V, Rizzuto R, Szabo` I. Electrophysiological Characterization of two Novel Ion Channels of Mitochondria. Biophysical Journal 110 (3) 609A; doi: 10.1016/j. bpj.2015.11.3252 Amorini AM, Lazzarino G, Di Pietro V, Signoretti S, Lazzarino G, Belli A, Tavazzi B. Metabolic, enzymatic and gene involvement in cerebral glucose dysmetabolism after traumatic brain injury. Biochim Biophys. Acta. 2016 Feb 1. pii: S0925-4439(16)30026-6. doi: 10.1016/j.bbadis.2016.01.023. Tibullo D, Barbagallo I, Giallongo C, Vanella L, Conticello C, Romano A, Saccone S, Godos J, Di Raimondo F, Li Volti G. Heme oxygenase-1 nuclear translocation regulates bortezomibinduced cytotoxicity and mediates genomic instability in myeloma cells. Oncotarget. 2016 Feb 22. doi: 10.18632/oncotarget.7563. Vanella L, Tibullo D, Godos J, Pluchinotta FR, Di Giacomo C, Sorrenti V, Acquaviva R, Russo A, Li Volti G, Barbagallo I. Caffeic Acid Phenethyl Ester Regulates PPAR’s Levels in Stem Cells-Derived Adipocytes. PPAR Res. 2016;2016:7359521. doi: 10.1155/2016/7359521 A cura di Gian Marco Leggio, Gianluca Romano, Domenico Sicari

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