Num.106 - 2016

 

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Il Giornale Italiano Num. 106 - 2016

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106/2016 | GIORNALE ITALIANO DE ESPAÑA - GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET | D.L.: MA-884-2008

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SIVIGLIA CELEBRA IL NOSTRO GIOACHINO ROSS Il Comune di Siviglia e fra 25 istituzioni, associazioni, circoli culturali, hanno celebrato con una serie di attività il bicentenario de “Il Barbiere di Siviglia”-“El Barbero de Sevilla”. Rappresentazione di opere, recite, conferenze, disegni urbani, pubblicazioni ed anche offerte da parte di ristoranti di piatti legati alla gastronomia di Rossini sono alcuni degli eventi. Il “Barbiere di Siviglia” ha compiuto 200 anni dalla sua prima rappresentazione nella città Andalusa di Siviglia, il 20 febbraio. Il Teatro Maestranza è stato presente con una serie di eventi che hanno rievocato la figura del “Barbiere di Siviglia”. Il “Barbiere sin.: Javier Torres, del Consorcio de Turismo; Andrés Pérez, de ApieExperiencias Turísticas Guiadas; Isabel Ojeda, directora general de Cultura; Paco Oliva, responsable de Sevilla de Ópera y Cristina Moragrega, responsable de Apie- Experiencias Turísticas Guiadas. di Siviglia” è una delle rare opere che si fondono con la vita della città dove si svolge l’azione, infatti, Siviglia nel 1816, data della rappresentazione dell’opera, era una città legata al commercio con l’India e, dove facilmente, la sua atmosfera poteva creare miti come Carmen e Don Juan. Per due secoli l’opera del “Barbiere di Siviglia” ha portato e diffuso l’immagine della città da uno all’altro palcoscenico lirico di tutto il mondo. Lo ha dichiarato la Direttora de Cultura de l’Ayuntamiento di Siviglia, Isabel Ojeda. Il giorno 20, data della prima rappresentazione, si è tenuto un concerto nella Plaza Nueva del Coro de la Asociacion de Amigos del Teatro de la Maestranza. Questa iniziativa ha permesso di portare la cultura sulle strade in modo che tutti ne possano godere. Da questa data partono “Las nuevas rutas de Sevilla ciudad de Opera”, sono quattro le rotte, due tematiche dedicate a Carmen e a Figaro, e due generali nelle quali si parla delle diverse opere relazionate con Siviglia. Per tutto l’anno ci saranno eventi e tours lirici. Nelle rappresentazioni teatrali sono presenti interpreti italiani fra i quali il baritono Renato Girolomi, il tenore Michele Angelini, la mezzo soprano Marina Comparato, il baritono Davide Luciano ed il Direttore Musicale Giuseppe Finzi. Pag. 2 106/2016

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SINI E I 200 ANNI DE “EL BARBERO DE SEVILLA” Il Barbiere di Siviglia è un’opera di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais. La prima rappresentazione purtroppo non riuscì, ma subito dopo si riscattò grazie al successo delle repliche, tanto che l’opera di Rossini divenne la più celebre del compositore pesarese. L’ouverture che precede l’opera, come tutte quelle scritte da Rossini, divenne subito celebre all’epoca e ancor oggi maggiormente eseguita. Il Barbiere di Siviglia no), CORO di soldati Introduzione È un’opera in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini tratto dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais. La prima rappresentazione fu al “Teatro Argentina” di Roma il 20 Febbraio 1816. Atto I Il Conte d’Almaviva è innamorato della bella Rosina, che abita nella casa del suo anziano tutore, Don Bartolo, a sua volta segretamente intenzionato a sposarla. Il Conte chiede a Figaro, barbiere nonché “factotum della città”, di aiutarlo a conquistare il cuore della ragazza, alla quale si è presentato sotto il falso nome di Lindoro. Figaro consiglia al Conte di cambiare personalità e fingersi un giovane soldato ubriaco, cui Rosina si dimostra pre- Personaggi IL CONTE D’ALMAVIVA (tenore), FIGARO (baritono), ROSINA (contralto), DON BARTOLO (Baritono) dottore in medicina e tutore di Rosina, DON BASILIO (basso) maestro di musica di Rosina, BERTA (soprano) vecchia governante, FIORELLO (baritono) servitore del Conte d’Almaviva, AMBROGIO(mimo) servitore di Don Bartolo, UN UFFICIALE (barito- sto interessata grazie anche ad una bella serenata cantata sotto le finestre della casa del tutore; il barbiere procura inoltre a Lindoro un foglio che ne attesta la temporanea residenza in casa di Don Bartolo e tenta di allacciare i rapporti con Rosina. Don Basilio, il maestro di musica della ragazza, sa della presenza del Conte di Almaviva in Siviglia e suggerisce a Don Bartolo di calunniarlo per sminuirne la figura, giunge in casa sorprendendo Figaro e Rosina. La ragazza aveva già scritto un biglietto per Lindoro, ma Don Bartolo si accorge che manca un foglio dal taccuino e striglia Rosina. Secondo i piani, il Conte di Almaviva irrompe nella casa di Don Bartolo fingendosi un soldato ubriaco, ma crea una tale confusione che arrivano i gendarmi. Quando però il Conte si fa riconoscere di nascosto dall’ufficiale, i soldati si mettono sull’attenti, lasciando Don Bartolo esterrefatto. 106/2016 Pag. 3

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il biglietto consegnatogli da Don Alonso, che Lindoro e Figaro si vogliano prendere gioco di lei, e quest’ultima amareggiata acconsente alle nozze con il suo tutore, che prontamente fa chiamare il notaio. In quel momento arriva anche Don Basilio, mentre con una scala Figaro e il Conte entrano in casa dalla finestra e raggiungono Rosina. Finalmente il Conte rivela la propria identità, per chiarire la situazione e convincere la fanciulla della sincerità del suo amore. Don Bartolo ha però fatto togliere la scala e i tre complici si trovano senza via di fuga. In quel momento sopraggiunge il notaio chiamato a stendere il contratto delle nozze tra Don Bartolo e Rosina. Approfittando dell’assenza temporanea del tutore, il Conte convince lui e Don Basilio, a inserire nel contratto il nome suo in luogo di quello di Don Bartolo. Giunto troppo tardi, a quest’ultimo resta la magra consolazione di aver risparmiato la dote per Rosina, che il Conte di Almaviva rifiuta. Gli amanti coronano dunque il loro sogno. Atto II Don Bartolo comincia a sospettare per quanto riguarda la vera identità del giovane soldato Lindoro. Giunge il sedicente maestro di musica don Alonso, che afferma di essere stato inviato da Don Basilio, rimasto a casa febbricitante, a sostituirlo nella lezione di canto per Rosina. Per guadagnare la fiducia del tutore, il finto Don Alonso gli mostra il biglietto che Rosina gli aveva mandato. Nel frattempo giunge Figaro con il compito di fare la barba al padrone di casa. Nonostante Figaro faccia il possibile per coprire la conversazione dei due giovani, Don Bartolo capta le loro parole e caccia tutti. Con lui resta solo Berta, la serva, a commiserare il vecchio padrone. Don Bartolo fa credere a Rosina, mostrandole Pag. 4 106/2016

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Gioachino Rossini Gioachino Rossini, nato a Pesaro il 29 febbraio 1792 e morto a Passy il 13 novembre 1868, è stato un compositore italiano. La sua attività si è distinta per vari generi musicali, ma è ricordato principalmente come uno dei più grandi operisti della storia della musica, autore di lavori famosissimi e celebrati quali: Il Barbiere di Siviglia, L’italiana in Algeri, La Gazza Ladra, La Cenerentola e Guglielmo Tell. Egli compose la prima opera all’età di quattordici anni, impresse al melodramma uno stile importante, realizzando molte opere liriche, dalle farse alle commedie, dalle tragedie alle opere serie e semiserie. La sua famiglia era di semplici origini: il padre Giuseppe, sostenitore della Rivoluzione francese, era originario di Lugo (Ravenna) e suonava per professione nella banda cittadina e nelle orchestre locali; la madre, Anna Guidarini, era nata ad Urbino ed era una cantante. A causa delle ideologie politiche, la famiglia Rossini fu costretta a frequenti trasferimenti da una città all’altra tra Emilia e Romagna. Per questo il piccolo Rossini trascorre gli anni della giovinezza o presso la nonna o in viaggio fra Ravenna, Ferrara e Bologna dove il padre era riparato nel tentativo di sfuggire alla cattura dopo il restauro del governo pontificio. Dal 1802 la famiglia vive per qualche anno a Lugo; qui Gioachino muove i primi passi di teoria musicale nella scuola dei fratelli Malerbi. Successivamente la famiglia si trasferisce a Bologna. E proprio qui che Rossini inizia lo studio del canto del pianoforte e della spinetta presso il maestro Giuseppe Prinet106/2016 ti. Nel 1806, a quattordici anni, si iscrive al Liceo musicale bolognese, studia intensamente composizione appassionandosi alle pagine di Haydn e di Mozart mostrando grande ammirazione per le opere di Cimarosa e scrive la sua prima opera “Demetrio e Polibio”. In seguito conosce Isabella Colbran, cantante lirica, che sposerà a Castenaso il 16 marzo 1822 e da cui si separerà intorno al 1830. L’affinità che unisce Rossini e Wolfgang Amadeus Mozart nell’essere stati entrambi geni precoci della composizione musicale è stata sottolineata dal “Rossini Opera Festival” di Pesaro, il Festival Rossiniano che si tiene annualmente nella città marchigiana. Gioachino Rossini è stato molto amato anche all’estero. A poco meno di vent’anni tre sue opere sono già state rappresentate e il numero, un anno dopo, salirà a dieci. L’esordio ufficiale sulle scene era avvenuto nel 1810 al Teatro San Moisè di Venezia con “La cambiale di matrimonio”. Nei vent’anni successivi, Rossini compose una quarantina di opere, non tutte apprezzate, a volte al centro di controversie ed insuccessi, come “Il Barbiere di Siviglia”, in occasione della cui “prima” al Teatro Argentina di Roma, nel 1816, vi furono addirittura dei tafferugli, causati con ogni probabilità dai diffamatori del Maestro pesarese; l’opera ebbe infatti un grande successo pochi giorni più tardi. L’ultima opera di Rossini per l’Italia fu “Semiramide”. Dopo la sua rappresentazione il compositore si trasferì a Parigi, dove le sue opere furono accolte quasi sempre in modo trionfale. Il 30 luglio 1824 Rossini diventò “Directeur de la Musique et de la Scène al Théâtre-Italien”. La prima opera composta nella capitale francese fu “Il viaggio a Reims”, eseguita in onore del re Carlo X il 19 giugno 1825. Abbandonato il teatro d’opera, Rossini entrò in una fase di crisi personale e creativa. Al 1832 risalgono sei pezzi di uno “Stabat Mater” che egli completerà solo nel 1839, anno della morte del padre. Il successo di quest’opera mantiene il confronto con quelli ottenuti nel campo dell’opera lirica; ma è la poca produzione nel periodo che va dal 1832 alla sua morte, a rendere la biografia di Rossini simile alla narrazione di due vite diverse: la vita del trionfo veloce ed immediato, e la lunga vita appartata e oziosa. Negli ultimi anni egli compose infatti solo pochissimi lavori, tra cui la memorabile “Petite Messe Solennelle”. Di questa versione, tuttavia, finché visse, non consentì mai l’esecuzione neppure in privato, mentre la versione originale fu rappresentata nel 1864 presso la villa di una nobildonna parigina, alla presenza di un limitatissimo numero di amici e conoscenti, tra cui i più grandi musicisti operanti all’epoca nella capitale francese. Rossini, è stato descritto dai numerosi biografi come Pag. 5

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SOCIETÀ ITALIANA DI BENEFICENZA 1891-2014. Chissà quanti casi in 123 anni di esistenza sono passati dalle mani (e dai cuori generosi) di tutti i volontari della SIB. Tanti, tantissimi. Impossibile conoscerne il numero esatto. Tutti diversi tra loro, anche perché l’evoluzione del profilo dei nostri assistiti è cambiato in tanti anni. Le necessità dell’italiano emigrante del 1800 erano diverse da quelle dell’italiano che cercava opportunità in piena era post-industriale, che a sua volta erano complessivamente diverse da quelle dell’italiano contemporaneo, colpito in pieno dalle difficoltà generate da una delle peggiori crisi vissute dalla società moderna. Situazioni diverse, esigenze diverse, ma tutte accomunate dal bisogno di un intervento d’aiuto che permetta di rimettersi in carreggiata e di ripartire. Adesso il momento è propizio. La crisi sembra allentare la morsa e si riaprono opportunità. Così anche la nostra tipologia di intervento, come Società di assistenza, deve evolvere. Un processo nel quale siamo già immersi. Nella SIB abbiamo sempre creduto che l’assistenza duratura nel tempo non aiuta. In qualche modo, il proverbio cinese del “Se un uomo ha fame non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare” è uno dei principi che ispirano la nostra metodologia di aiuto. Vi assicuro che di pesci siamo stati costretti a darne, e tanti. Ma non abbiamo mai creato una forma di dipendenza dalla donazione della SIB. Siamo sempre molto attenti a creare i presupposti perché la persona non si accomodi nell’aiuto che viene dal cielo, ma lo sfrutti per eliminare un problema e concentrarsi nella ricerca di una soluzione che duri nel tempo. Adesso come non mai è il momento di creare questi presupposti. Abbiamo un progetto che vogliamo condividere con voi, nella speranza che possiate comprenderne l’utilità. Vogliamo garantire ai nostri assistiti nuove professionalità o aggiornamento delle professionalità acquisite, affinché i nostri assistiti possano essere pronti a cogliere le opportunità di lavoro che nel futuro ormai immediato si presenteranno. Per far questo vogliamo creare un fondo necessario a pagare corsi di formazione e di specializzazione. Abbiamo un obiettivo di raccolta di 15.000 € da qui a fine anno. Vi sembrano tanti soldi? Non direi. Servono a pagare circa 30-35 corsi . O meglio servono a permettere a 30 - 35 persone un futuro migliore. Giovani in cerca di un primo lavoro, disoccupati di mezz’età con necessità di riciclarsi, donne alla ricerca della propria emancipazione (sì, alcune nostre assistite sono ancora in questa situazione...). Per questo facciamo appello ai lettori de Il Giornale Italiano perché ci aiutino a raggiungere l’obiettivo: se siete privati cittadini, a donare qualunque cifra, per piccola che possa sembrare, per diventare soci simpatizzanti o soci ordinari (pagando la quota annuale di 60 €); e se siete responsabili di aziende, di contribuire come già altre aziende fanno, con importi in base alle proprie disponibilità, in nome di quella responsabilità sociale, tanto di moda attualmente. Su come farlo, rimando alla nostra pagina web www.beneficenzaitaliana.es, all’articolo “Obiettivo 15.000”. Sono momenti difficili per tutti, ma insieme possiamo fare tanto. Il filosofo francese Felicité- Robert De lamennais una volta disse che Il grido del povero sale fino a Dio, ma non arriva alle orecchie dell’uomo. Io sono con Alessandro Manzoni quando dice: Si dovrebbe pensare più a far bene che a stare bene; e così si finerebbe anche a star meglio. Non sarei il presidente della SIB se non continuassi a credere nella sensibilità e nella generosità dei miei concittadini. Il Presidente Francesco Perniciaro c/Agustín de Betancourt, 3 - www.beneficenzaitaliana.es (0034) 91 5333106 - (0034) 91 5348423 - (0034) 690 065577 OBIETTIVO 15.000 Società Italiana di Beneficenza

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un umorale e collerico, spesso in preda a profonde crisi depressive, ma allo stesso tempo gioviale, pigro, amante della buona tavola (sembra che avesse fatto il chierichetto essenzialmente per poter bere qualche ultima goccia del vino contenuto nelle ampolline della Messa) e delle belle donne. Il 15 marzo 1847 Rossini ottenne dalla Repubblica di San Marino il titolo di nobile e venne altresì proposto, il 10 dicembre 1857, per l’ascrizione al patriziato della città di Lugo. Rossini smise di comporre per il teatro lirico all’età di trentasette anni, dopo il Guglielmo Tell, ritirandosi dalla mondanità a vita privata. Nonostante ciò continuò fino all’ultimo a comporre musica, per sé, per Olympe Pélissier (sua seconda moglie) e per gli amici. Nella produzione dell’ultimo Rossini ci sarà inoltre spazio anche per quelli che egli stesso definì “semplici senili debolezze”. L’autore si spense dopo aver lungamente combattuto contro il cancro nella sua villa di Passy, presso Parigi, il 13 novembre 1868, proprio quando i francesi, si stavano preparando a festeggiare il suo settantasettesimo compleanno. Le sue spoglie furono tumulate nel cimitero parigino del Père Lachaise, per essere poi 106/2016 traslate in Italia nel 1887, nove anni dopo la morte della Pélissier, su iniziativa del governo italiano. Riposano definitivamente nel “tempio dell’Itale glorie”, la Basilica di Santa Croce, a Firenze. Il suo monumento funebre, realizzato da Giuseppe Cassioli, fu inaugurato nel 1900. A parte alcune cose lasciate in favore della moglie e di alcuni parenti, Rossini nominò erede universale delle sue ingenti fortune il Comune di Pesaro. L’eredità fu utilizzata per l’istituzione di un Liceo Musicale cittadino. Quando, nel 1940, il liceo fu statalizzato, diventando il Conservatorio Statale di Musica Gioachino Rossini, l’Ente Morale a cui erano state conferite proprietà e gestione dell’asse ereditario rossiniano fu trasformato nella Fondazione Rossini. Finalità della Fondazione, che è tuttora in piena attività, sono: il sostegno dell’attività del Conservatorio, lo studio e la diffusione nel mondo della figura, della memoria e delle opere del pesarese. Casa Rossini è il museo dedicato al grande compositore Gioachino Rossini. È situato a Pesaro, nella palazzina ove l'artista nacque nel 1792, in via Rossini n. 34. All'interno del museo si può apprezzare una discreta quantità di materiale, frutto di varie donazioni. Con R.D. n. 95 del 25 febbraio 1904 è stato dichiarato monumento nazionale. L'esterno dell'edificio non possiede particolari qualità artistiche, soprattutto se paragonato alle limitrofe residenze patrizie della città. Tuttavia la sua particolare struttura risalta lungo la via ed è apprezzata dai pesaresi. La casa rossiniana fu realizzata tra il XV e il XVIII secolo, con successivi interventi. L'edificio ha quattro piani e un sotterraneo. All'interno, visitabile seguendo un particolare itinerario biografico-creativo, è presente diverso materiale documentario, tra cui stampe e cimeli legati alla vita e all'opera del compositore. Il nucleo centrale della raccolta è costituito dalla donazione del grande collezionista parigino Alphonse Hubert Martel. Pag. 7

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La Fondazione ha collaborato, fin dagli inizi, con il Rossini Opera Festival e ha concorso a predisporre gli strumenti culturali, che sono stati alla base della Rossini-Renaissance dell’ultimo trentennio del novecento. Una prima fase della Rossini-Renaissance prese l’avvio dagli anni quaranta-cinquanta ad opera di Vittorio Gui, che ripropose esecuzioni di opere del pesarese poco eseguite o dimenticate. A partire dagli anni settanta, poi, è andata prendendo campo, nel quadro di un’ulteriore rivalutazione delle opere del compositore pesarese, una generale riscoperta della produzione operistica rossiniana, basata sulle edizioni critiche delle partiture per mano di Alberto Zedda, Philip Gossett e tanti altri in repertorio e vengono rappresentati dai maggiori teatri lirici del mondo. A Pesaro viene organizzato annualmente il Rossini Opera Festival: appassionati da tutto il mondo giungono appositamente per ascoltare opere del maestro che sono eseguite utilizzando le edizioni critiche delle partiture. Frasi celebri di Rossini Tra le frasi che gli vengono attribuite e che sono tipiche del suo linguaggio, ricordiamo: l’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore; non conosco un lavoro migliore del mangiare; per mangiare un tacchino dobbiamo essere almeno in due: io e il tacchino; mangiare, amare, cantare e digerire sono i quattro atti di quell’opera comica che è la vita. Lo stile Lo stile di Rossini è caratterizzato dall’estrema ritmicità. La meccanicità di alcuni procedimenti, tra cui il famoso “crescendo rossiniano”, donano alla sua musica un tratto surreale, che si combina con il teatro comico, ma offre anche tonalità interessanti, e originali, a contatto con soggetti tragici. Oltre a tale frenesia ritmica, si aggiunge l’invenzione melodica, la cura per l’orchestrazione e l’attenzione per i particolari armonici, con una strumentazione luminosa nelle opere buffe, melanconica e inquietante nelle opere serie. Le opere di Rossini sono solitamente divise in 2 atti: il primo è più lungo, ampio e complesso, e comprende un finale che occupa quasi un terzo dell’atto stesso: nel finale primo quindi si raggiunge il punto di massima complicazione dell’intreccio e di massima elaborazione formale; il secondo atto invece è più breve e ha carattere liberatorio. Rossini Opera Festival Il Rossini Opera Festival è un festival musicale lirico che dal 1980 si tiene annualmente ad agosto a Pesaro, città natale di Gioachino Rossini. È anche il nome della Fondazione costituita nel 1994 per appoggiare la Fondazione Rossini nell’attività di recupero teatrale, musicologico ed editoriale della produzione rossiniana. Il Rossini Opera Fe- Pag. 8 106/2016

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stival (membro dell’Associazione europea dei festival) era gestito in principio direttamente dal comune di Pesaro; si è trasformato nel 1985 in ente autonomo. È promosso dal Comune di Pesaro, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, dalla Banca Popolare dell’Adriatico e dalla Fondazione Scavolini. Il 13 agosto 1993 il parlamento italiano ha approvato all’unanimità la legge speciale n. 319 che regola il supporto da parte del Ministero dei Beni Culturali al Rossini Opera Festival, riconoscendo allo stesso la qualifica di ente preposto al recupero e alla rivitalizzazione delle opere di Gioachino Rossini, parte integrante del patrimonio culturale italiano. Il Rossini Opera Festival ha contribuito, nel corso della sua attività, ad una sostanziale rilettura filologica di molte delle opere di Rossini, alcune delle quali poco rappresentate in tempi moderni e che ora sono tornate a far parte in piante stabile – nel quadro della cosiddetta Rossini Renaissance – del repertorio delle maggiori opere liriche italiane. L’orchestra istituzionale del ROF è l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, anche se spesso sono ospitati complessi provenienti anche dall’estero, mentre le parti corali sono affidate abitualmente al Coro da Camera di Praga del maestro Lubomír venne inaugurata al Teatro Rossini il 28 agosto con La gazza ladra diretta da Gianandrea Gavazzeni nell’edizione critica della Fondazione Rossini, in collaborazione con Casa Ricordi, a cura di Alberto Zedda che il 3 settembre diresse all’Auditorium Pedrotti L’inganno felice con Sesto Bruscantini ed Enzo Dara. Rossini e la cucina Il compositore era spesso alla ricerca di prodotti di ottima qualità che faceva giungere da diversi luoghi: da Gorgonzola l’omonimo formaggio, da Milano il panettone, ecc. Era anche grande amico di Antonin Carême, uno dei più famosi chef dell’epoca, il quale gli dedicò parecchie delle sue ricette; al che Rossini contraccambiò dedicando proprie composizioni musicali al grande cuoco. Una delle ricette che Rossini amava di più è l’insalata che aveva personalmente ideato, composta da mostarda, limone, pepe, sale, olio d’oliva e tartufo. Durante la visita di Richard Wagner nella sua villa di Passy, è stato narrato che Rossini si alzasse dalla sedia durante la conversazione quattro o cinque volte per poi tornare a sedersi dopo pochi minuti, affermando che andava a controllare una lombata di capriolo che aveva sul fuoco. Della passione culinaria di Rossini restano varie ricette, nelle quali compare sempre il tartufo d’Alba, o meglio, di Acqualagna, viste le origini del Maestro, e, tra queste, i Maccheroni alla Rossini, ripassati in padella col tartufo, ed i Tournedos alla Rossini, cuori di filetto di manzo cucinati al sangue, poi coperti con foie gras e guarniti col tartufo, rinomati in tutto il mondo. Onorificenze • Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite (classe di pace) Caricatura di Rossini (H. Mailly - «Le Hanneton», 4 luglio 1867) Màtl. Dall’edizione 2006 le rappresentazioni del Festival sono tenute, oltre che nella tradizionale sede del Teatro Rossini (Pesaro), nei due teatri allestiti all’Adriatic Arena presso il BPA Palas, intitolata a Olympe Pélissier, seconda moglie del compositore. Spesso ci si riferisce al festival come alla “Piccola Bayreuth sull’Adriatico”, ricollegando la manifestazione al celebre festival wagneriano di Bayreuth, per essere entrambi focalizzati su un singolo autore, per il carattere internazionale e luoghi di propulsione dello studio e approfondimento del compositore. La prima stagione del 1980 Gioachino Rossini amò particolarmente il tartufo, che volle in molte preparazioni, ed il francese foie gras. Molte ricette gli sono ancor oggi attribuite e molte ne ispirò nel corso della sua carriera. • Grand’Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia) Pag. 9 106/2016

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MADRID di Paola Lungarini consegna dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia all’avvocato Marco Bolognini e fortemente legata al nostro paese, ha pubblicato in veste di editrice diversi autori italiani come Claudio Magris, Antonio Tabucchi o Roberto Calasso e ha tradotto in spagnolo opere di Sciascia, Bufalino, Bertolucci. Affermata oratrice, dirige importanti cicli di conferenze su temi quali gli autori contemporanei e il ruolo della donna nel mondo della cultura. Per il prezioso lavoro svolto a favore della diffusione della letteratura italiana contemporanea nel mondo, la si ritiene meritevole del grado di Cavaliere. onorificenza di Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia a Daniel Entrecanales. Con cerimonia all’Ambasciata d’Italia, l’Ambasciatore Pietro Sebastiani ha conferito il 18 febbraio 2016 le insegne di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia all’Avvocato Marco Bolognini. Marco Bolognini, avvocato specializzato in Diritto mercantile e bancario, dal 2008 è anche un collaboratore abituale di Expansión, il principale giornale economico e politico spagnolo di proprietà di Unidad Editorial (Gruppo RCS), sul quale pubblica articoli di opinione sulla realtà economica, sociale e politica della Spagna. Bolognini è inoltre socio fondatore dello Studio Maio Legal, abitualmente annoverato dalla prestigiosa pubblicazione Chambers tra gli studi di riferimento in Spagna. Vicino a questa Ambasciata, ha recentemente tenuto dei corsi di italiano giuridico di livello avanzato rivolti a studenti stranieri, in collaborazione con la locale Camera di Commercio italiana. Titolare di un blog ospitato dallo stesso Expansión, Bolognini è un brillante scrittore e un acuto analista della realtà spagnola, di cui è profondo conoscitore. Forte anche della sua solida preparazione giuridica e molto attento alle dinamiche più complesse della realtà internazionale, Bolognini ha contribuito e contribuisce tuttora a diffondere un’immagine precisa, informata e positiva dell’Italia in Spagna, anche negli anni più difficili. Per questi motivi lo si ritiene meritevole del grado di Cavaliere. Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia alla dottoressa Mercedes Monmany Con cerimonia all’Ambasciata d’Italia, l’Ambasciatore Pietro Sebastiani ha conferito, martedì 16 febbraio 2016, le insegne di Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia a Daniel Entrecanales. Daniel Entrecanales Domecq appartiene a una delle più antiche e note famiglie di imprenditori spagnole. È responsabile di varie iniziative imprenditoriali di successo, tra cui il “Grupo Cinnabar S.A.” e l’agenzia di pubblicità e comunicazione “Revolution”, di cui è cofondatore. Dal 2012 Daniel Entrecanales è anche membro del consiglio direttivo di ADE (Agencias de España), un gruppo di imprese a capitale spagnolo nato per promuovere lo sviluppo della cultura impresariale spagnola. Perfettamente italofono, ha vissuto per diversi anni a Milano lavorando come “Project Manager” nel centro internazionale di innovazione della compagnia “Unilever”. Da sempre vicinissimo al nostro paese e a questa Ambasciata, ha da ultimo organizzato proprio in collaborazione con noi la “Madrid Horse Week”, il maggior evento ippico che si celebra in Spagna, proponendo l’Italia come ospite d’onore. Per tutti questi motivi lo si ritiene meritevole del grado di Commendatore. onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia a Davide Livermore Con cerimonia all’Ambasciata d’Italia, l’Ambasciatore Pietro Sebastiani ha conferito il 17 febbraio 2016 le insegne di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia alla Dr.ssa Mercedes Monmany. Mercedes Monmany è una nota giornalista, scrittrice ed editrice. Laureata in giornalismo alla Complutense di Madrid, ha studiato in seguito letteratura italiana presso la Dante Alighieri di Firenze. Giornalista del servizio stampa del Ministero della Cultura dal 1980 al 1983, ha proseguito la sua brillante carriera come giornalista ufficiale del “Consejo General del Poder Judicial” (organo costituzionale spagnolo) fino al 1996. Specialista in letteratura contemporanea, collabora dal 1975 come critica letteraria con prestigiosi quotidiani nazionali (El País, La Vanguardia e ABC) e internazionali. Italofona Con cerimonia all’Ambasciata d’Italia, l’Ambasciatore Pietro Sebastiani ha conferito, venerdì 12 febbraio 2016, le insegne di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia al Maestro Davide Livermore. Davide Livermore, direttore artistico del Teatro “Palau de les Arts” di Valencia, è stato anche direttore di scena, cantante e attore. Nei Pag. 10 106/2016

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MADRID di Paola Lungarini suoi 22 anni di carriera ha cantato nei principali teatri del mondo con artisti come Pavarotti, Domingo, Carreras e molti altri maestri di fama internazionale. Come direttore di scena ha lavorato per i principali teatri italiani (Torino, Napoli, Venezia) ed è stato apprezzatissimo anche all’estero. La critica ha elevato Livermore a uno dei nuovi maggiori talenti in ambito operistico. La sua produzione dei “Vespri Siciliani” è stata ritenuta tra i 10 migliori spettacoli del 2011 a livello mondiale. In Spagna ha lavorato anche al Teatro della Zarzuela, ma è come direttore del Palau di Valencia che sta lasciando la sua impronta piú significativa, avendo ottenuto, ad esempio con la rappresentazione de “La Forza del Destino”, il 1° premio del “Teatro Lírico Campoamor”, considerato il Goya della lirica. Il suo lavoro contribuisce costantemente a dar lustro all’immagine del nostro Paese ed a rafforzare e tenere sempre attuali i particolari legami culturali tra Italia e Spagna. Per questi motivi lo si ritiene meritevole del grado di Ufficiale. onorificenza di Stella d’Italia Cavaliere dell’Ordine al dottor Roberto della Franci Con cerimonia all’Ambasciata d’Italia, l’Ambasciatore Pietro Sebastiani ha conferito, giovedì 11 febbraio 2016, le insegne di Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia al Professor José María Lassalle Ruiz. José María Lassalle Ruiz dal 2011 è Sottosegretario di Stato per la Cultura al Ministero per l’educazione, la cultura e lo sport. Laureato in Giurisprudenza, dal 1996 al 2011 ha esercitato l’attività di Professore di filosofia del diritto in tre prestigiose università madrilene. Da sempre attivo anche in campo politico, Lassalle è stato anche deputato per la Cantabria dal 2004 al 2012. Nelle sue vesti di studioso e accademico ha ricoperto anche la carica di Vicedirettore del “Colegio Mayor Isabel de España”, di coordinatore scientifico del Centro di Studi Iberoamericani della “Fondazione Carolina” e di Direttore della stessa Fondazione, patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri spagnolo. Lassalle è un profondo conoscitore ed estimatore della cultura e della civiltà italiana e col nostro Paese intrattiene da molti anni intensi e fecondi rapporti. Anche nei suoi anni di attività politica, sia come parlamentare sia come membro dell’attuale governo, egli ha sempre riservato un’attenzione particolare ai temi culturali e politici di interesse per l’Italia e per le relazioni italo-spagnole. Per questi motivi lo si ritiene meritevole del grado di Commendatore. onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia a Carlo Ancelotti Con cerimonia all’Ambasciata d’Italia, l’Ambasciatore Pietro Sebastiani ha conferito, giovedì 11 febbraio 2016, le insegne di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia al Dottor Roberto Franci. Roberto Franci, attualmente Socio e Ceo di ARF , società di consulenza internazionale, ha ricoperto posti direttivi di spicco nel mondo bancario, sia in Italia che all’estero. Laureatosi alla “Cesare Alfieri” di Firenze, ha sviluppato una brillante traiettoria professionale lavorando a Milano per la “Banca Toscana”, e successivamente a Londra e a New York per il “Monte dei Paschi di Siena”, per approdare infine a Madrid nel 1998 come responsabile della “Banca Toscana” in Spagna e Portogallo. Nel 1999 Roberto Franci diventa direttore internazionale di “Bancaja” e successivamente di “Caixa Galicia”, “Novacaixagalicia”, “Novagalicia”, “Banco Espirito Santo” e “Novo Banco”, confermando le sue spiccate doti manageriali. Attualmente molto attivo in ambito finanziario nei rapporti tra Spagna e America Latina, sempre in stretta triangolazione con l’Italia, Franci ha contribuito negli ultimi quindici anni all’aumento delle relazioni economiche e finanziarie tra la Spagna e il nostro Paese. Per tutti questi motivi lo si ritiene meritevole del grado di Cavaliere. onorificenza di Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia al professor José Marìa Lassalle Con cerimonia all’Ambasciata d’Italia, l’Ambasciatore Pietro Sebastiani ha conferito, martedì 9 febbraio 2016, le insegne di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia a Carlo Ancelotti. Carlo Ancelotti è una delle principali icone del calcio internazionale ed un simbolo dello sport italiano nel mondo. Nel corso della sua carriera ha battuto innumerevoli record. Ha vinto la Coppa dei Campioni tre volte da allenatore e due da calciatore. È stato al fianco di Arrigo Sacchi nei Mondiali Usa 1994. Nel 2009, dopo 420 partite da allenatore del Milan, ha iniziato la sua carriera estera al Chelsea, dove ha vinto la Premier League, primo allenatore italiano a conquistare il massimo campionato inglese e secondo straniero a vincerlo alla prima stagione. A fine 2011 si è trasferito al Paris Saint-Germain con cui ha vinto il campionato francese, terzo titolo per la squadra parigina, 19 anni dopo il precedente. Nel solco di un’esperienza internazionale davvero unica, è stato alla guida del Real Madrid, una delle migliori squadre di tutti i tempi, vincendo tra l’altro la decima Coppa dei Campioni del club. Alla luce di quanto sopra non vi è dubbio che Carlo Ancelotti sia uno dei più grandi ambasciatori dello sport italiano. Con la certezza che saprà portare alto anche in un altro Paese il nome dello sport e del calcio italiano, lo si insignisce del titolo di Ufficiale. Pag. 11 106/2016

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MADRID di Paola Lungarini Presentazione Programma culturale gli allievi dello IED, ed esposte ad aprile nel Palacio de Abrantes. • alla creazione di profumi, con la conferenza del “naso” Laura Tonatto, nell’ambito della collaborazione con il Festival “Ellas Crean”, l’11 marzo; • alle Residenze artistiche “L’arte che verrà” che iniziano proprio in occasione di ARCO con lo scultore torinese Paolo Peroni, il 18 febbraio. • alla collaborazione col festival “Una mirada diferente”, del Centro Drámatico Nacional, che il 22 maggio accoglie Alessandra Sarchi e Barbara Garlaschelli con lo spettacolo “Sex and disabled people”. • al ciclo Suono Italiano Madrid con il patrocinio di Unión Fenosa Gas, e l’appoggio del Comitato Nazionale Italiano Musica - CIDIM. “ITALIA: IMMAGINI E VISIONI”, questa è la sintesi del programma culturale dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid per il 2016. Un programma, pensato insieme all’Ambasciata d’Italia in Spagna, che s’incentra sulla creatività contemporanea - le industrie culturali e le imprese creative - e racconta come il Paese della “Grande Bellezza” sia anche il Paese del Bello quotidiano, di quella continuità tra arte, artigianato e vita, tra cultura, territorio e paesaggio, che il mondo ci riconosce da sempre. Un programma che prende forma nel dialogo costante tra le maggiori realtà culturali spagnole e italiane, pubbliche e private, all’insegna della collaborazione e del creare insieme. IMMAGINI, quindi: • nell’innovativa esposizione Illustrazione per Ragazzi: Eccellenze italiane, creata insieme alla Fiera di Bologna, il maggiore appuntamento internazionale del settore, e alla Regione Emilia-Romagna. • nella grande mostra “Gabriele Basilico. Fotografia dalle Collezioni del MAXXI” di Roma, curata da Giovanna Calvenzi e Francesca Fabiani, dal 26 maggio per PhotoEspaña; • nel Festival de Cine Italiano de Madrid, con il patrocinio di ENEL Endesa, che a novembre (23-11/1-12) giungerà alla 9 edizione forte di 9000 presenze. IMMAGINI, intese anche come parole degli scrittori italiani contemporanei. Letteratura, scrittura e editoria sono settori su cui l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid scommette con forza: • portando in Spagna le principali manifestazioni letterarie italiane - dal Festival Libri Come in aprile, a Pordenonelegge 106/2016 che dialogherà col Festival di Poesia di Granada in maggio, al Salone del Libro di Torino, protagonista della Settimana della Lingua Italiana in ottobre. • partecipando agli appuntamenti sul libro e la lettura, dalla Feria del Libro di Málaga, dove l’Italia è il primo Paese ospite d’onore, alla Noche de Los Libros, al Festival Gutun Zuria a Bilbao. • lanciando il ciclo “E3+ - Encuentros + escritores + editores”, che mette in dialogo autori ed editori italiani e spagnoli con un’attenzione particolare agli editori indipendenti, espressione della piccola e media impresa. • celebrando i grandi anniversari letterari come i 100 anni dalla nascita dello scrittore ferrarese Giorgio Bassani (1916- 2016). E così dalle IMMAGINI si passa alle VISIONI, come legame, tra arte, artigianato e scienza, tra mente, esperienza e corpo, di quel “saper fare” che nel mondo costituisce uno dei tratti caratterizzanti del Made in Italy e che vuole sempre più, oggi, contribuire a disegnare un modello europeo di crescita inclusiva. Un programma, quindi, che non guarda solo alla Spagna ma all’Europa, in vista del 2017, in cui l’Istituto Italiano di Cultura assumerà la presidenza dell’EUNIC, la rete degli istituti culturali europei a Madrid. VISIONI, quindi: • dal design, tema forte del 2016 che vedrà l’IIC Madrid collaborare con l’Istituto Europeo di Design sull’ultimo “progetto segreto” del critico d’arte Gillo Dorfles, con una serie di serigrafie realizzate da- Un programma, inoltre, che si amplia a tutta la Spagna: • dalla Comunidad de Madrid, con il Corral de Comedias de Alcalá de Henares che accoglie il 28 aprile Antonio Tagliarini, • a Castilla y León con la mostra «Mirada Interior” di Valerio Bispuri a Palacio Quintanar di Segovia, (18-3/1-5); • a Castilla - La Mancha e la Semana de Música Religiosa de Cuenca con Federico Maria Sardelli e l’Orchestra Modo Antiquo, il 19 marzo; • fino alle Canarie con il sostegno al Centro Coreográfico de La Gomera. Pag. 13

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centro infanzia bilingue www.piccola-italia.es calle Espronceda 28, 28003 Madrid Piccola Italia

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MADRID di Paola Lungarini Spagna: il settore della ristorazione aumenta le vendite dell’ 1,4% nel 2015 AL VIA IL PROGETTO TOURISM FOR VET 40 studenti e neodiplomati spagnoli con formazione in turismo e gestione alberghiera sono stati selezionati per realizzare uno stage all'estero presso un'azienda europea del settore. Gli stage avranno una durata di tre mesi ed avranno inizio tra i mesi di marzo e aprile. Si tratta delle prime esperienze di mobilità nell'ambito del progetto Europeo TOURISM FOR VET, che vede la CCIS impegnata come capofila nella gestione dei flussi dalla Spagna verso i 4 paesi europei coinvolti: Italia, Grecia, Portogallo e Bulgaria. Oltre alle imprese di accoglienza, tutte operanti nel settore turistico, il progetto coinvolge sette istituti spagnoli di formazione turistica ed alberghiera, che hanno proceduto nella prima fase alla selezione dei primi 40 studenti su un totale di 80 previsti nell'ambito del progetto. L'obiettivo è quello di favorire l'acquisizione di competenze professionali da parte dei partecipanti e di migliorare l'offerta formativa degli istituti coinvolti per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro, in un settore, quello turistico, di importanza strategica per i paesi implicati. I vincitori delle borse di studio sono studenti o diplomati di grado medio nel settore del turismo che hanno superato tutti i moduli teorici del ciclo formativo di turismo ma senza avere effettuato lo stage obblicatorio previsto nel percorso formativo (FCT). I l se t t o re d e l l a ri stora z i one h a re gis t ra t o n e l 2 0 15 un a um e nto d i 4 80 mili on i d i e u ro i n te rm i n e d i vend ite , l ’ 1 , 4 % i n p i ù ri sp e tto a l l ’ann o s c or s o , p e r u n vol um e tota l e di 3 4 . 4 6 7 mi l i on i d i e uro, se c ond o il dossier p u bb l i c a to d a l l ’a ge nzia NP D e d a l l ’ a ssoc i a z i on e Ma rc a s de R es t a u r a c i ó n . In te rm i n i d i p osti di lav oro , n e l 2 01 5 l e c a te n e d i ri st o raz i o n e h a n n o ne ha n n o c re a ti c irca 1 0 . 0 0 0 i n p i ù e si p re ve d e c he n ell ’ a n n o i n corso se n e ge ne ri no alt ri 1 4 . 5 0 0 . Lo stu d i o ri l e va a n c he u n l e gge ro i n c re m e n to d i u n a v is ita a l l ’ a n n o ne l l a ri stora z i one nel co n s u mo p ro-c a p i te , c on 1 5 5 vi sit e p er o gn i s p a g nol o d ura nte i l 20 15, ess e n d o i l p r i m o e se rc i z i o n e l q uale s i fre n a l a p e rd i ta d i a ff l ue n za, d o p o s e t t e ann i d i d i m i nu z i one di q u e s t o v a l o re. Qu e sto i n c re m e nt o h a r i gu a rd a t o sop ra ttu tto i l c a nale p iù o r i e n t a t o a l se rvi z i o ra p i d o (f ast f o o d , c o n s e gn a a d om i c i l i o, b a r di t apa s , c a ffe t t e ri e e ge l a te ri e ), c he, in si e me a i s ervi z i a l l e c ol l e tti vi t à, h a c on c e n t r ato l ’8 0 % d e l l e nu o ve v isi t e n e i l o c a l i d i ri stora z i one . Alla f in e d e l 2 0 1 5 l e c a te ne orga ni z z at e h an n o re gi s t r a to i l 2 3 % d e l l e vi sit e d a p a r t e d e i c on su m a tori , a ttrat t i d a l l e n u ov e a p e rtu re e d a l l a cap ac i t à d e l s e t tore d i a ttra rre n u o vo p u b b l i c o . Il d ossi e r se gn a l a a nc he 106/2016 che il co st o medio per co nsumat o re si é mant enut o st abile nel 2015, al di so t t o dei 5€, il che dimo st r a che la cadut a del mercat o dur ant e la cr isi ha avut o co me pr incipale causa l’eliminazio ne dei co nsumi, più che la r iduzio ne del co st o . In media, g li spag no li hanno co nsumat o in o g nuna delle lo ro visit e 4,8€, il che suppo ne un increment o dell’1% in t er mini annuali. Per ciò che r ig uarda i mo ment i in cui i co nsumat o r i visit ano i lo cali di r ist o r azio ne, il r appo r t o indica che l’o r ar io delle co lazio ni e quello delle merende so no st at e le fasce più dinamiche. D i fat t o , dalla met à del 2014, fare merenda fuo r i di casa si é co nver t it o in un feno meno che ha avut o r ipercussio ni neg at ive per i pr anzi. Ino lt re, il 50% dell’aument o delle visit e si é co ncent r at o nella fascia o r ar ia dedicat a alla co lazio ne. Neg li ult imi due anni si o sser va anche un increment o nell’acquist o di pro do t t i elabo r at i nei r ist o r ant i, bar e caffet t er ie, per il co nsumo in casa. Co sì, la co nseg na a do micilio co ncent r a pr at icament e la t o t alit à dell’increment o del co mmercio dei r ist o r ant i fuo r i dai suo i lo cali, super ando chiar ament e alt r i t ipi di ser vizi, co me il t ake away o la macchina dr ive t hr uo g h. FCA, Positivo ANCHE l’inizio del 2016 Continua l’andamento positivo per il mercato spagnolo delle autovetture. A gennaio 2016 le immatricolazioni sono aumentate del 12,1%, rispetto allo stesso mese del 2015, per un totale di 76.395 unità, la migliore cifra di gennaio dall’anno 2008. In questo contesto, i marchi del Gruppo FCA continuano ad essere fra quelli che registrano una crescita maggiore, dopo aver chiuso un 2015 da record sia a livello nazionale che internazionale. Nel primo mese del 2016 Fiat ha registrato un totale di 2.605 unità immatricolate, con un aumento del 10,6% rispetto al primo mese del 2015. Un valore che sottolinea il nuovo ruolo della Fiat Tipo, che é stata appena introdotta nel mercato spagnolo, superando dell’80% le previsioni di vendita della marca. La Fiat 500 è sempre leader nella sua categoria, con più di 1.000 unità immatricolate nei primi 30 giorni dell’anno. Alfa Romeo ha registrato una crescita del 23,1%, con la Giulietta protagonista delle nuove immatricolazioni (+27,6%), per un totale di 157 unità. Infine, Jeep continua ad essere uno dei marchi con maggiore crescita in termini di immatricolazioni. In continuità con la performance del 2015, il primo mese del 2016 si conclude con un aumento del 124,1%. Pag. 15

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