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Duccio Manzi Bella collettiva dal titolo "Donna oggi" con otto grandi pittori in Sala di cultura a San Gimignano (Siena) in via San Giovanni 36/38 da Sabato 5 marzo a Venerdì 11 marzo 2016, aperta tutti i giorni, mattina e pomeriggio con ingresso libero. Opere di Alessandro Andreuccetti, Sergio Manzi, Roberto Viani, Giovanni Maranghi, Fabio Calvetti, Alain Bonnefoit, Aleardo Paolucci, Renato Guerrini. Organizzazione Sindacato Pensionati Italiani con la collaborazione de "Le strade del vino Vernaccia" e il patrocinio del Comune di San Gimignano. Interventi di Giacomo Bassi, Sindaco di San Gimignano, Gianna Coppini del Coordinamento donne dello SPI di Siena, Patrizia Agnorelli, storico dell'arte. Musica dal vivo di Antonella Natangelo. Elaborazione foto Duccio Manzi.

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Gianna Coppini Il Coordinamento Donne dello SPI-CGIL di Siena, tra le varie iniziative proposte per la ricorrenza della giornata internazionale della Donna, nel calendario di 8 MARZO E DINTORNI 2016, ha proposto per la sede di San Gimignano, con il patrocinio del Comune, una bella mostra di pittura intitolata DONNA OGGI. Gli 8 pittori coinvolti hanno esposto le loro opere, tutte di alta qualità, nella Sala di Cultura di via San Giovanni che rimarrà aperta fino all'11 marzo. Le donne da loro ritratte, con tecniche diverse ma con lo stesso amore, riflettono situazioni varie ma evidenziano una soggettività che le rende comunque protagoniste. Ed è questo l'importante punto di vista che vogliamo sottolineare e che ci vuol far riflettere sul ruolo della donna oggi, a 70 anni di distanza dalla più importante conquista che si evidenziò finalmente nel 1946, con l'acquisito diritto di voto delle nostre mamme e delle nostre nonne. Ma questo nuovo ruolo che abbiamo conquistato con tanta fatica non ci deve far dimenticare che c'è ancora molto da fare, per noi e per tutte quelle donne che, in Italia e nel mondo, vivono situazioni di violenza, a partire dalla più tragica, che è rappresentata dalla guerra che colpisce oggi paesi così vicini a noi. Migliaia di uomini anziani, donne e bambini cercano di scappare da quell'inferno e troppo spesso si trovano di fronte a steccati insuperabili. Noi donne dello SPI-CGIL, che 26 anni fa abbiamo lottato e ci siamo impegnate per far cadere il MURO DI BERLINO, simbolo di una guerra fredda non ancora superata, non accettiamo che attualmente in Europa, come in altre parti del mondo, si costruiscano nuovi muri e nuove barriere che impediscono a tutti, ma soprattutto alle donne, di dimenticare la paura, il dolore, la fame, la malattia e la morte, e di recuperare una vita normale raggiungendo un paese nel quale tutti i loro diritti possano essere esercitati, a tutela di loro stesse, dei loro figli e delle loro famiglie. Gianna Coppini Coordinatrice delle Donne SPI-CGIL della Provincia di Siena

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Patrizia Agnorelli Donna oggi inaugurazione 5 marzo, Palazzo Pratellesi, San Gimignano In occasione di una mostra dedicata all'8 marzo e quindi alle donne, potrebbe suonare strana la decisione di una collettiva di artisti tutti uomini che nelle loro opere rappresentano donne. Se è ancora attuale la frase di Carla Lonzi, dal Manifesto di Rivolta femminile del 1970, ovvero “La donna non va definita in rapporto all’uomo", è probabilmente vero anche il suo contrario, cioè che non si deve incorrere nell'errore contrario e considerare maschilista qualunque forma di omaggio che nasce dall'uomo nei confronti della donna. Un articolo della rivista illuminista milanese, Il Caffè del 1765, sottolineava come “I vizi sono degli individui e non del sesso”. Forti poi di un'altra citazione, ancora dalla femminista Lonzi: “La donna come soggetto non rifiuta l'uomo come soggetto”, ci avviciniamo alla mostra che si inaugura oggi cercando di capire come possano gli otto artisti aver dialogato con i soggetti femminili che hanno fermato sulle loro opere. Immediatamente risulta chiaro che l'esposizione non oppone lo sguardo maschile alla donna come oggetto, ma fa anzi della donna il soggetto guardato e ammirato, e non solo visto, nei suoi movimenti, nelle sue linee, indagando volti e sensazioni. Ogni sguardo di artista si è soffermato su uno dei molteplici aspetti dell'universo femminile, mai semplice, sempre complicato nelle sue molteplici sfaccettature. È così che in mostra appaiono le donne di Sergio Manzi (San Gimignano 1920-2004), inserite in ambienti dai fondi dorati memori dell'Art Nouveau, come in Profilo, dove la figura sembra colta in un momento di pausa, la mano rimasta a mezz'aria a seguire i propri pensieri. La linea di contorno che caratterizza la pittura di Manzi è quella decorativa sia nei disegni sia nelle opere cromatiche come Donne in blu, dove appare la figura materna con il figlio per mano, in un gioco di elementi che virano dai freddi blu del cielo rafforzati dal giallo oro delle forme. La linea di contorno di Manzi diventa campiture di colore nelle donne di Aleardo Paolucci (Pienza1927-2013), la cui misura classica e la salda compostezza realistica individuano le donne in sequenze di vita quotidiana. La donna moderna con la borsa da lavoro, con la rivista rimasta aperta che mantiene un senso di stabilità mentre i caseggiati e ciò che le è intorno sembra essere in frenetico movimento, nella pur rigida costruttività dei palazzi.

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Patrizia Agnorelli Paolucci restituisce l'immagine di una donna accompagnata dal movimento della vita che le è intorno e nella quale riesce a trovare il proprio spazio, mentre Alain Bonnefoit (Parigi 1937) descrive una donna più intima nella sua nudità. Le opere di Bonnefoit, pur nelle diverse sperimentazioni tecniche che vanno dal sumi-e monocromatico ai dipinti a olio, conservano una linea di contorno che non si interrompe ma segue la sinuosità dei corpi, riuscendo a dare ai nudi una sostanza fisica e una tornitura alle figure come in Alma, il cui corpo scuro si caratterizza ancor più per il fondo chiaro di un'ambientazione inconsistente. In contrasto con il neutro fondo delle donne di Bonnefoit è l'ambiente colorato dove fanno mostra di loro le figure di Renato Guerrini (Abbadia San Salvatore 1938). Donne che poco si rivolgono allo spettatore, che poco guardano chi sta loro di fronte, come immerse nei loro pensieri e soprattutto nella loro eleganza. Apparentemente assenti emergono da una stesura di colori in abiti poco definiti, ma che ne accentuano un senso di evanescenza e di morbidezza, un'esplosione di luminosità sembra attraversarle e filtrarle in una dimensione quasi irreale. Le donne colorate di Guerrini appaiono completamente agli occhi dello spettatore, mentre quelle di Roberto Viani (San Gimignano 1954) sono sempre parzialmente nascoste nella loro interezza, calate completamente in un intenso fondo scuro. L'ombra avvolge la figura femminile che sembra, con prepotenza, trovare nel bagliore di luce improvvisa la volontà di mostrare il proprio corpo nudo. Donne caparbie che mettono a nudo il proprio corpo con estrema sensualità. I corpi di Viani non evidenziano troppo il volto della donna che è invece il soggetto degli acquerelli di Alessandro Andreuccetti (San Gimignano 1955). Si tratta di volti sorridenti o attraversati dall'immagine di un Pesce innamorato, altri dove una lacrima, una sola, scende all'improvviso. La pittura di Andreuccetti cattura sempre l'attimo fuggevole, ma che assume sempre una carica di sostanza, riuscendo a far convivere la leggerezza e l'apparente evanescenza della tecnica dell'acquerello con il momento topico da rappresentare. Il momento, la sospensione e l'attesa sembrano essere il pensiero delle donne di Fabio Calvetti (Certaldo 1956), le cui opere uniscono diversi segni, da quelli cromatici a quelli semplicemente grafici con lettere d'amore che donne malinconiche hanno scritto o ricevuto. Attorno a loro, in stanze vuote, riecheggiano parole che aspettano di esser ancora pronunciate, in una dimensione di tempo sospeso, perfettamente reale e allo stesso tempo onirico, dove solo un colpo di vento muove le tende di un

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Patrizia Agnorelli rosso intenso come nell'opera Il profumo delle stelle, dove piccoli colpi di pennello bianco illuminano una notte estremamente scura. Avviandosi verso la fine della mostra le opere di Giovanni Maranghi (Lastra a Signa 1955), contrastano per i vivaci colori con quelle di Calvetti. Le donne di Maranghi hanno forme giunoniche, pose disinvolte, atte a mostrare la propria sicurezza. La linea di contorno ben marcata appare dai fondi colorati, decorati e sovrapposti, con un effetto che crea una sorta di straniamento, amplificato dal supporto, il crystal, che riflette e che porta lo spettatore ad assimilarsi, come in uno specchio, alla donna raffigurata. Gli otto artisti riuniti nella mostra “Donna oggi” hanno raffigurato, con varie tecniche e personale sensibilità numerosi soggetti femminili, ma l'articolo de Il Caffè, citato in apertura, metteva in evidenza l'aspetto più esteriore delle donne e il pericolo nel quale possono incorrere gli uomini: “Gli uomini, incantati dalla beltà sembra che non possano trovare nelle donne altra cosa di quella più pregevole. La beltà veramente è il più grazioso spettacolo che si presenti la natura; ma questo spettacolo non è compiuto se manca qualche cosa all’anima”. L'omaggio fatto da Manzi, Paolucci, Bonnefoit, Guerrini, Viani, Andreuccetti, Calvetti e Maranghi non si è limitato a mostrare solo la bellezza delle donne, ma anche le loro emozioni, la parte più interiore, una parte della loro anima. Patrizia Agnorelli

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Sergio Manzi

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Aleardo Paolucci

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Aleardo Paolucci

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Aleardo Paolucci

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