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7 COVER Pacchetto Imprese 2016, la parola agli operatori DALLE ASSOCIAZIONI Daniel Kraus APPUNTAMENTI Il Convegno TTIP DOSSIER Finanza di progetto PERIODICO ISCRITTO AL n. 58 del 01-04-2014 DEL REGISTRO DELLA STAMPA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA EDITORE ASSOSISTEMA - VIALE PASTEUR, 8 - 00144 ROMA In caso di mancato recapito inviare al CSL STAMPE ROMA per la restituzione al mittente previo pagamento resi. Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale D.L.353/03 70% Roma Aut C/RM/35/2014.

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EDITORIALE di PATRIZIA FERRI La legge di Stabilità per il 2016 introduce alcune disposizioni volte ad incentivare i titolari di reddito di lavoro dipendente. In particolare, oltre alla detassazione per i premi di produttività che nel 2015 era stata soppressa per carenza di fondi, è attribuita al lavoratore la possibilità di scegliere fra utilizzo di beni e servizi in sostituzione della retribuzione di produttività. In sostanza, viene definitivamente affermato il principio della sostituibilità tra retribuzione e beni e servizi, agevolando fiscalmente le opere e i servizi che sono messi a disposizione dei lavoratori per finalità di carattere sociale. La nuova formulazione del disposto normativo introduce, infatti, l’esenzione per l’utilizzo di opere e/o servizi che il datore di lavoro offre volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto collettivo alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti, e ai familiari, per le finalità specifiche di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale, sanitaria o culto. Una ulteriore leva per lanciare la produttività del sistema economico italiano che continua a registrare i minimi rispetto agli altri paesi più industrializzati di Europa. La detassazione dei premi di produttività è stata introdotta in Italia a partire dal 2008, con una interruzione nel 2015, proprio con l’obiettivo di incentivare il più possibile l’aumento della produttività aziendale e quindi, in termini aggregati, di quella nazionale. L’Italia, ciò nonostante, continua a porsi in controtendenza rispetto al trend degli altri paesi europei. Da un’analisi condotta da EUROSTAT, sulla produttività del lavoro per occupato, nel decennio tra il 2004 e il 2014 emerge un aumento della produttività (a prezzi correnti) che va dal 16,9% per le attività di distribuzione, trasporti, servizi di alloggio e di ristorazione al 30,9% per le attività manifatturiere. Soltanto i servizi di informazione e comunicazione (3,0%) e i servizi alle imprese (8,4%) restano al di sotto di tale fascia. La produttività del lavoro per occupato è aumentata, in termini reali, tra il 2004 e il 2014 in quasi tutti gli Stati membri dell’UE, ad eccezione di Grecia, Italia e Lussemburgo (2004-2012) dove è diminuita. Anche la Croazia ha registrato una flessione, che tuttavia, almeno in parte, può essere correlata a una discontinuità nelle serie. Nel corso dello stesso periodo (2004-2014), la produttività del lavoro per ora lavorata è aumentata in tutti gli Stati membri dell'UE, ad eccezione di Grecia e Italia. Non è facile valutare quanto gli sgravi fiscali siano in grado di aumentare il numero di aziende che fanno contrattazione integrativa soprattutto perché l’introduzione degli sgravi ha coinciso con la congiuntura di crisi economica, periodo in cui le aziende sono state più impegnate a gestire gli esuberi che a premiare la produttività. Anche per i motivi di cui sopra, la legge di stabilità di quest’anno non si limita a proporre il ripristino dello sgravio fiscale, ma aggiunge le due importanti novità sul welfare aziendale e sulla partecipazione dei lavoratori. Come per i premi di produttività, anche in questo secondo caso è prevista l’estensione degli incentivi ai premi erogati in forma di partecipazione agli utili. È una forma di premio finora mai usata in Italia sia per la scarsa cultura alla contrattazione di secondo livello sia perché implicava il doppio pagamento di tasse, uno in capo all’azienda e uno in capo al lavoratore. Il nostro Paese ha bisogno di cambiamenti strutturali profondi se intende ritornare a crescere. Una crescita che dovrà basare le proprie fondamenta su modelli nuovi, dinamici e socialmente compatibili. Occorre uno sforzo culturale importante e di ferma volontà per modificare nel profondo modelli comportamentali che, seppure più rassicuranti perché conosciuti, sono ormai obsoleti e improduttivi. (3)

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OLTRE PERIODICO ISCRITTO AL N. 58 DEL 01-04-2014 DEL REGISTRO DELLA STAMPA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA EDITORE ASSOSISTEMA Viale Pasteur, 8 - 00144 Roma Tel. 06.5903430 - Fax. 06.5918648 assosistema@assosistema.it DIRETTORE RESPONSABILE PATRIZIA FERRI REDAZIONE LAURA LEPRI PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE DANIELA BOCCADORO STAMPA DM SERVICES S.R.L. PUBBLICITÀ ASSOSISTEMA SERVIZI SRL Viale Pasteur, 8 - 00144 Roma Tel. 06.5903430 - Fax. 06.5918648 assosistemaservizi@pec.buffetti.it PAGINA 34 PAGINA 30 PAGINA 14 PAGINA 38 PAGINA 12 SOMMARIO EDITORIALE 3 COLLABORATORI 6 IN QUESTO NUMERO 7 COVER 8 Intervista a Maurizio Genesini, Marco Gastaldi e Clement Silvaggio DALLE ASSOCIAZIONI 12 Daniel Kraus, Direttore Politiche Industriali, Europa e Internazionalizzazione di Confindustria SANITA' 16 Intervista a Silvano Mei, nuovo Presidente della Sezione FDMSR DALLE AZIENDE 20 Gastaldi Industria Tessile TURISMO 22 Proposta di Assosistema all’Agenzia delle Entrate per la gestione della biancheria DOSSIER 24 Finanza di progetto A COLLOQUIO CON IL SINDACATO Intervista a Sergio Spiller, Femca Cisl IMPRESE Umana, il rapporto di lavoro somministrato IL PARERE DI Avv. Enzo Morrico SICUREZZA SUL LAVORO Dpi e sicurezza sul lavoro, Assosistema prosegue il progetto formativo Valvole per bombole degli apparecchi di protezione per le vie respiratorie: adeguamento obbligatorio da settembre 2015 RUBRICHE APPUNTAMENTI NUMERI NORMATIVA EURONEWS 30 32 34 36 38 40 42 44 46 7

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C OLLABOR ATOR I COVER > Da pag. 8 a 11 Sono molte le novità per le imprese contenute nella Legge di Stabilità entrata in vigore il primo gennaio 2016. La misura fondamentale è rappresentata dal superammortamento al 140% sull’acquisto di nuovi macchinari: la deduzione è applicabile agli acquisti in beni strumentali effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. Sull’argomento e sulle opportunità che può rappresentare per il settore della sanificazione e sterilizzazione del tessile, abbiamo chiesto il parere di Maurizio Genesini, Presidente di Assosistema, di Marco Gastaldi, Amministratore Delegato di Industria Tessile Gastaldi e di Clement Silvaggio, Director Business Region I di Jensen Group. MARIA RAFFAELLA CAPRIOGLIO Maria Raffaella Caprioglio, sposata, due figli, si laurea presso l'Università degli Studi di Padova e ad appena 23 anni entra nell’allora Associazione Industriali della provincia di Venezia, prima donna funzionario. Nel 1998 lascia Confindustria per entrare a far parte di Umana che aveva appena ricevuto l’autorizzazione del Ministero del Lavoro per erogare servizi di fornitura di lavoro temporaneo. Nel 2001 entra nel Consiglio di Amministrazione e nel 2007 ne diventa Vicepresidente e Presidente nel 2012. Tra le altre cariche all’interno del Sistema, Maria Raffaella Caprioglio è membro di Giunta di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza. ENZO MORRICO MAURIZIO GENESINI Nato a Ferrara dove tutt'oggi vive, Maurizio Genesini, è stato eletto Presidente di Assosistema il 21 luglio 2014. La sua attività nel settore è ultra ventennale: Genesini ha già guidato l’Associazione negli anni 2005/2009 con dedizione e con forte spirito innovativo. Presidente dell'Altamira dal 1988 al 1992, dal 1992 al 1996 Amministratore Delegato del Gruppo Fleur, Genesini prosegue poi con Servizi Italia Spa, assumendo l'incarico di Amministratore Delegato che mantiene fino al 2002, quando diventa Direttore Commerciale della ZBM Spa fino al 2012. Attualmente, Genesini è Consigliere di Amministrazione di LISAR Spa e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Demi Spa, fra le aziende leader nel settore della sanificazione e sterilizzazione del tessile. Enzo Morrico esercita la professione di Avvocato dal 1976 dedicandosi sin dall’inizio al diritto del lavoro, sindacale e della previdenza sociale ed è Socio Fondatore della Associazione Professionale Maresca, Morrico, Boccia & Associati, che conta oltre 41 professionisti. Dal 1994 è iscritto all’Albo degli Avvocati abilitati al patrocinio davanti alla Corte di Cassazione ed alle Giurisdizioni Superiori. E’ docente di Diritto del Lavoro presso la Scuola di Alta Formazione in Diritto del Lavoro. E’ membro sin dal 1978 dell’Associazione Italiana di Diritto del Lavoro e della Sicurezza Sociale, A.I.D.L.A.SS e del Consiglio Esecutivo Nazionale di AGI, di cui è Presidente Regionale per il Lazio dal 2012, è altresì componente del Comitato scientifico di AGI Nazionale. DALLE ASSOCIAZIONI > Da pag. 12 a 13 La legge di Stabilità per il 2016 ha stanziato 351 milioni di euro per promuovere il Made in Italy e favorire i finanziamenti per l’internazionalizzazione delle imprese che, oltre ad essere una risposta concreta alle difficoltà ancora persistenti nel mercato interno, può rappresentare altresì la strategia vincente per valorizzare ulteriormente non solo prodotti e servizi, ma anche le già apprezzate professionalità e competenze degli imprenditori italiani. Ne abbiamo parlato con Daniel Kraus, Direttore Politiche Industriali, Europa e Internazionalizzazione e Vice Direttore Generale di Confindustria. SANITÀ > Da pag. 16 a 19 L’Assemblea di Assosistema del 19 novembre 2015 ha rinnovato a Roma gli organi delle sezioni merceologiche dell’Associazione per il biennio 2015-2017. Per la sezione Fabbricazione Dispositivi Medici Sterili Riutilizzabili di Assosistema è stato eletto nuovo Presidente Silvano Mei che succede a Giorgio Di Pietro. Mei è Direttore del Coordinamento Commerciale di Servizi Italia, azienda operante nell’erogazione di servizi di noleggio, lavaggio e sterilizzazione di articoli tessili e strumentario chirurgico per conto di enti ospedalieri e strutture socio-assistenziali. TURISMO > Da pag. 22 a 23 La Sezione Turismo di Assosistema ha chiesto all’Agenzia delle Entrate la definizione di una percentuale fisiologica di ammanchi di biancheria non rintracciabili, non documentabili e riconducibili alla consueta gestione dell’attività. Un problema ricorrente per le aziende operanti nel turismo, infatti, è quello della corretta gestione contabile e fiscale del cespite biancheria in relazione agli ammanchi, mai perfettamente identificabili e tracciabili nel processo produttivo. PATRIZIA FERRI Sociologa, specializzata in Relazioni Industriali ed esperta in materia di associazionismo, Patrizia Ferri è Segretario Generale di Assosistema, Presidente di Fasiil, Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa e Tesoriere dell’Ente Bilaterale del settore. Giornalista, è Direttore Responsabile di Oltre, l’organo di stampa ufficiale delle imprese che operano nel settore della sicurezza sui luoghi di lavoro e dei dispositivi tessili e medici riutilizzabili. Nel gennaio 2007 è entrata in organico in Auil (Confindustria) dove ha operato in staff con il Presidente e il Segretario Generale per l’attuazione delle politiche di riposizionamento e sviluppo dell’Associazione. Ha trascorso in Fise-Federazione Imprese di Servizi (Confindustria) gli anni immediatamente precedenti e svolto attività di consulenza presso l’Anci, nell’ambito dell’attività di innovazione istituzionale amministrativa, organizzazione e gestionale delle Pubbliche Amministrazioni Locali, e il Formez Centro Studi di Formazione del Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio per la realizzazione del Cesdal Centro Studi e Documentazione delle Autonomie Locali. CLEMENT SILVAGGIO Sposato con due figli, Clement Silvaggio si è laureato nel 1977 in Economia e Commercio Internazionale. Poco dopo, Silvaggio intraprende la sua carriera nell’ambito commerciale di importanti aziende multinazionali. Dal 1979 al 1982 entra nel ramo vendite di Burlington Klopman International, azienda operante nel settore antinfortunistico e degli abiti da lavoro; dal 1982 al 1986 è Direttore Commerciale di Kannegiesser France, azienda che offre servizi tecnici e macchinari alle lavanderie industriali e dal 1986 al 2000 è Direttore Generale di Polymark France, specializzata nei sistemi di applicazione e automazione per le lavanderie industriali. Infine, dal 2000 Silvaggio è Business Region Manager Sud Europa per Jensen Group, leader di mercato nel campo dell’automazione sostenibile per lavanderie industriali. DOSSIER > Da pag. 24 a 29 Il Dossier di questo numero approfondisce il tema della Finanza di progetto (o project finance), istituto contrattuale attraverso cui il legislatore ha inteso disciplinare la realizzazione di opere pubbliche, ricorrendo al finanziamento da parte di soggetti diversi dalla Pubblica Amministrazione. Il project finance è disciplinato dall’art. 153 del Codice degli Appalti (D.Lgs. 163/2006) che sarà sostituito a breve dal decreto di recepimento della nuova disciplina europea in materia di appalti pubblici e concessioni (2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE). QUESTO NUMERO DANIEL KRAUS Nato a Buenos Aires, Daniel Kraus si è laureato in Economia Politica presso la John Carrol University di Cleveland e conseguito il master in Economia Regionale e Teoria microeconomica e il Ph.D. in Economia Industriale ed Organizzazione Industriale. Dopo alcuni incarichi universitari negli Usa, Kraus è stato Direttore Centrale per gli Affari Economici dell’Associazione Industriale Bresciana; Vice Direttore per i Rapporti Economici di Confindustria; Direttore Generale dell’Assider; Direttore Generale di Assolombarda; Vice Presidente operativo dell’IpA; Direttore Generale dell’Anie. Dall’ottobre del 2001, Kraus è Direttore per gli Affari Europei di Confindustria; dal Giugno 2008 è Direttore Politiche Industriali, Europa ed Internazionalizzazione e dal Febbraio 2009 è Vice Direttore Generale di Confindustria. A COLLOQUIO CON IL SINDACATO > Da pag. 30 a 31 Intervista a Sergio Spiller (Femca Cisl) sul contributo del sindacato allo sviluppo e alla competitività delle imprese e alla crescita occupazionale. Spiller ha fatto anche il punto sull’evoluzione dell’organizzazione sindacale e sul settore della contrattazione. ipn illole IMPRESE> Da pag. 32 a 33 L’impianto del Jobs Act sottolinea il ruolo delle Agenzie per il Lavoro come partner importanti nella gestione delle risorse umane delle aziende nelle fasi della ricerca, selezione, formazione e orientamento del personale. Ma la Riforma affronta soprattutto un tema centrale per le imprese e per il sistema economico in generale: la flexsecurity o Buona Flessibilità. Il contributo di Maria Raffaella Caprioglio, Presidente di Umana. A seguire il Parere dell’Avvocato Enzo Morrico sulla nuova stagione del lavoro dopo il Jobs Act. SICUREZZA SUL LAVORO> Da pag. 36 a 39 SERGIO SPILLER Dirigente della Femca Cisl, Sergio Spiller è laureato in Storia e ha cominciato il suo impegno nel Sindacato agli inizi degli anni ’80 nell’Ufficio Studi della CISL di Vicenza. Nel 1982 con la Filta Cisl, categoria che organizzava i lavoratori del TessileAbbigliamento, ha seguito la riorganizzazione del settore degli anni ’80 e ’90 avendo la responsabilità diretta delle aziende Marzotto, Lanerossi, Pal Zileri, Belfe. Alla fine degli anni ’90 è diventato Segretario Nazionale della Filta e dopo la nascita della Femca, per effetto della fusione fra la categoria dei tessili e dei chimici, ne è diventato Segretario Generale Aggiunto e Responsabile del Coordinamento dei Grandi Gruppi: Marzotto, Valentino, Benetton, Luxottica, Golden Lady, Zegna. Da settembre 2015, scaduto il mandato in categoria, collabora in Confederazione nel settore contrattuale. Il primo appuntamento dedicato alla formazione nel mondo del lavoro organizzato da Assosistema in collaborazione con l’Inail e il Cefme Ctp, Organismo paritetico per la formazione e la sicurezza in edilizia di Roma e provincia, si è svolto mercoledì 13 gennaio 2015 presso la sede dell’Acer, Associazione costruttori edili di Roma. Il workshop, intitolato “L’utilizzo dei Dpi e la marcatura CE”, ha registrato un grande successo ed avviato un ciclo di formazione che prevede altri appuntamenti durante l’anno. A seguire, un chiarimento sul Decreto del 2 dicembre 2002 “Valvole per bombole di aria per autorespiratori”, il quale prevedeva che, a partire da settembre 2015 le bombole in oggetto dovevano tutte presentare valvole in uscita con raccordo filettato conforme alla normativa tecnica UNI EN 144-2. Di conseguenza, tutti gli altri tipi di filettatura non dovevano più essere utilizzati. I convegni, le fiere, i workshop organizzati e partecipati da Assosistema e tutti gli eventi di interesse del settore. APPUNTAMENTI> A pag. 40 NUMERI> Da pag. 42 a 43 Sale da 33,2 a 47,8 punti l’indice sintetico realizzato dal Censis con l’Associazione Italiana delle Banche Estere. L’appeal del nostro Paese per gli investitori stranieri è maggiore che nel passato: lo dice il 72% di un panel formato da manager di multinazionali. Merito delle riforme (85%) e del’'Expo (59%). Bocciati burocrazia e fisco, che continuano ad essere i peggiori freni al recupero di credibilità. Per il 49% scoraggiano i ritardi nella digitalizzazione. SILVANO MEI MARCO GASTALDI Marco Gastaldi nel 2001 entra nel Consiglio di Amministrazione dell’Industria Tessile Gastaldi ed attualmente ricopre il ruolo di Amministratore Delegato. Gastaldi rappresenta la quinta generazione a guida della storica azienda che nasce a Milano nel 1893 come fabbrica di telerie per alberghi e nel corso degli anni ha seguito l’evoluzione del settore tessile passando dai telai a mano ai primi telai meccanici fino agli attuali telai elettronici, puntando sulle certificazioni Iso, sulla gestione dei costi di produzione e sugli impatti ambientali. In futuro, la Gastaldi ha l’obiettivo di rafforzare la propria posizione nel mercato della sanificazione del tessile in Italia e in Europa. Perito Industriale, SIlvano Mei è entrato in Servizi Italia nel novembre 2005, con la qualifica di dirigente d’azienda, ricopre inizialmente il ruolo di Responsabile della Gestione dei Servizi e attualmente quello di Direttore del Coordinamento Commerciale. Da settembre 2006 ad aprile 2010, per conto di Servizi Italia Spa, ricopre la carica di presidente del Consiglio di Amministrazione della Servizi Italia Medical Spa e dal 2008 al mese di settembre 2010, quello di presidente del Cda della società CIS. Da aprile 2000 a ottobre 2005, ha ricoperto il ruolo di direttore commerciale della Lidi Service Srl. Dal 1988 al 2000, Mei ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’ufficio gare d’appalto presso la Fleur Spa. NORMATIVA> A pag. 44 Gli atti normativi di interesse del settore pubblicati in Gazzetta Ufficiale nell’ultimo trimestre. EURONEWS> A pag. 46 Notizie sul settore dall’Europa: conferenze internazionali, progetti, iniziative, nuove soluzioni in lingua inglese. (6) (7)

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COVER PACCHETTO IMPRESE 2016, LA PAROLA AGLI OPERATORI Intervista a La Legge di Stabilità, recentemente approvata, ha introdotto l’obiettivo di favorire l’acquisto di nuovi macchinari da parte delle imprese. Che benefici può rappresentare per il nostro settore? Genesini: Il provvedimento introdotto dalla Legge di Stabilità è di importanza notevole per il settore. In tutti i nostri mercati di riferimento (sanità, turismo, sicurezza sul lavoro), infatti, siamo di fronte a fenomeni, anche contrastanti tra loro, caratterizzati da una forte contrazione della domanda, dalla richiesta del contenimento dei costi e allo stesso tempo del miglioramento del servizio. In questa situazione, le imprese per poter recuperare marginalità, devono poter investire sulla produttività, attraverso il MAURIZIO GENESINI miglioramento e l’efficientamento del proprio apparato tecnologico. La norma sostiene indubbiamente questo obiettivo. Le nostre aziende hanno bisogno di innovazione, di sviluppo tecnologico, di razionalizzazione dei processi e di incremento della produttività. C’è bisogno di capitalizzare e inveMARCO stire sull’organizzazione azienGASTALDI dale. Purtroppo l’innovazione e gli investimenti nel nostro Paese sono stati sempre penalizzati dal fortissimo schiacciamento dei margini di profitto, dall’aumento della tassazione e dalla eccessiva burocrazia e rigidità tipica italiana. Occorre considerare che un sistema CLEMENT produttivo più efficiente è un forte SILVAGGIO valore aggiunto per la collettività, in termini di miglioramento della qualità dei prodotti, dei servizi e dei processi produttivi e anche in termini di modernizzazione e riduzione dell’impatto economico, sociale e ambientale. Ben venga, quindi, l’adozione di politiche che vanno in questa direzione. Gastaldi: La misura è sicuramente un’iniziativa utile e un aiuto concreto per incentivare le aziende italiane ad investire in macchinari nuovi. E di questo c’è molto bisogno, se consideriamo i risultati dell’ultima indagine realizzata da Ucimu, Sistemi per produrre, l’Associazione dei costruttori italiani di macchine MAURIZIO GENESINI, MARCO GASTALDI, CLEMENT SILVAGGIO. Sono molte le novità per le imprese contenute nella Legge di Stabilità entrata in vigore il primo gennaio 2016. La misura fondamentale è rappresentata dal superammortamento al 140% sull’acquisto di nuovi macchinari: la deduzione è applicabile agli acquisti in beni strumentali effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. La misura è contenuta nel comma 91 dell’articolo unico della manovra, e riguarda imprese ed esercenti arti e professioni. L’agevolazione si può applicare anche alle spese per i mezzi di trasporto eventualmente utilizzati nell’esercizio dell’impresa o della professione. Questa misura, immediatamente attiva, è direttamente mirata ad incentivare le imprese a crescere ed investire per il futuro. Il percorso di alleggerimento della pressione fiscale sulle imprese continuerà nel 2017 anche attraverso la riduzione dell’aliquota d’imposta sui redditi delle società, IRES. Dal 1° gennaio 2017 quest’ultima viene ridotta dal 27,5 al 24%. Questo provvedimento, che fa seguito alla detassazione dal 2015 della componente del costo del lavoro assoggettata all’IRAP, mira a condurre il prelievo sui risultati di impresa verso i livelli medi europei. Sull’argomento e sulle opportunità che possono rappresentare per il settore della sanificazione e sterilizzazione del tessile, abbiamo chiesto il parere di Maurizio Genesini, Presidente di Assosistema, di Marco Gastaldi, Amministratore Delegato di Industria Tessile Gastaldi e di Clement Silvaggio, Director Business Region I del Gruppo Jensen. utensili, robot e automazione, con il contributo di Ministero dello Sviluppo Economico e ICE. Lo studio ha infatti evidenziato che il parco macchine utensili e sistemi di produzione installato nell’industria italiana risulta oggi molto più vecchio di quello di dieci anni fa. In particolare, nel 2014, l’età media dei macchinari di produzione presenti nelle imprese metalmeccaniche del Paese è risultata la più alta mai registrata da 40 anni a questa parte. Anche il grado di innovazione degli impianti è cresciuto con un tasso di sviluppo inferiore rispetto al passato. Per la prima volta, da oltre 20 anni, si è ridotta la quota di parco macchine installata nelle piccole imprese rispetto al totale. Silvaggio: Siamo stati già testimoni in passato di quale impatto positivo possono avere, in un settore come il nostro, tali misure fiscali. E’ successo, ad esempio, nel 2009 quando la Legge Tremonti, prevedendo benefici fiscali per l’acquisto di nuovi macchinari, ha portato i nostri clienti, soprattutto del settore sanitario, ad anticipare o addirittura a sbloccare investimenti importanti nei macchinari di produzione. Quell’anno per la Jensen, che solo poco prima, nel 2008, aveva aperto la sua sede in Italia, fu particolarmente fortunato, in quanto abbiamo quasi raddoppiato il nostro giro d’affari. La misura, inoltre, è stata occasione per investire in nuove tecnologie, specialmente nell’automazione del processo della biancheria piana, ma anche nel settore degli abiti di lavoro. Questa forte automazione ha poi consentito ai nostri clienti specializzati nella sanità pubblica di poter assorbire la notevole perdita di marginalità, che hanno vissuto nei successivi due anni, a causa del crollo storico dei loro prezzi di vendita dovuto agli effetti della Spending Review. Dunque, possiamo sostenere che questo tipo di leggi hanno avuto un impatto molto importante, non soltanto per noi fornitori, ma anche per i nostri clienti che hanno potuto mettere in atto un salto tecnologico e di qualità che noi stessi abbiamo potuto apprez- (8) (9)

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MAURIZIO GENESINI, MARCO GASTALDI, CLEMENT SILVAGGIO Intervista a zare. Occorre considerare che mai, in passato, abbiamo visto cosi tanti operatori stranieri venire in Italia per visitare queste industrie di sanificazione e sterilizzazione dei dispositivi tessili e medici. Da quando la nuova Legge di Stabilità è stata approvata, abbiamo notato un incremento notevole di progetti, soprattutto nel settore privato, e devo dire che il 2016 si presenta molto meglio dell’anno scorso, dal punto di vista degli investimenti in macchinari per le industrie che offrono servizi al settore alberghiero. Forse anche la buona stagione turistica 2015 in Italia non è estranea a questo fenomeno, ed è comunque una cosa apprezzabile quando più fattori si influenzano positivamente e reciprocamente: incentivi fiscali e turismo in crescita. Ci vorrebbe a questo punto un pò più di coinvolgimento e interesse da parte delle nostre banche per ritrovare la strada della crescita del settore. Il nostro settore ha una forte componente di tecnologia e innovazione. Quali altri strumenti di finanziamento e di contributo pubblico possono agevolare le imprese in questo senso? Genesini: nel condurre le loro politiche, i governi dovrebbero incentivare la ricerca di prodotto e di tecnologia, favorendo l’incontro e la collaborazione tra i fabbricanti di prodotti, i fornitori di servizi e gli enti di ricerca per studiare soluzioni tecniche di innovazione dei prodotti compatibili con le esigenze di sicurezza, confort ed economicità dei prodotti richiesti dai nostri mercati di riferimento. Altra questione su cui bisognerebbe intervenire è quella dell’energia. Nel nostro settore, ma non solo, direi nel nostro Paese, il costo dell’energia è di gran lunga superiore a quello degli altri paesi europei. La presenza del divario tra i prezzi energetici italiani, inclusi oneri e tassazione, e quelli dei maggiori competitor costituisce un chiaro svantaggio competitivo per le nostre imprese, ci vorrebbero interventi di incentivazione ad hoc in questo settore da parte dello Stato. Infine, il tema della sicurezza. Considerata la fase di crisi generale, le difficoltà economiche che vivono le imprese e la necessità di diffondere una cultura incentrata sulla sicurezza sul lavoro di cui l’Italia è ancora carente, sarebbe utile studiare forme di incentivazione per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Gastaldi: Le aziende del settore hanno investito molto nel corso degli anni nella ricerca e nell’inno- vazione tecnologica dei prodotti e dei servizi, consapevoli del fatto che senza queste componenti la crescita e la competitività delle stesse aziende sono messe a dura prova. Ma le imprese non possono fare tutto da sole. E del resto, un’iniziativa istituzionale di promuovere e finanziare la ricerca fine a se stessa non porterebbe nessun beneficio al sistema produttivo italiano. Credo piuttosto che, sull’esempio di Germania e Stati Uniti, sarebbe auspicabile anche in Italia incentivare i rapporti tra aziende e centri di ricerca con l’obiettivo di realizzare progetti di sviluppo mirati e concreti. Silvaggio: Grazie alla nostra esperienza internazionale, conosciamo le realtà di altri paesi europei dove la presenza di misure e di incentivi ha permesso alle industrie di sanificazione e di sterilizzazione di migliorare le condizioni di lavoro nelle proprie aziende. Un esempio è l’utilizzo dei cosiddetti “smistatori automatici”, come quelli che commercializziamo sotto il nome Viking, che rappresentano un investimento per l’azienda e una maggiore protezione dei lavoratori. L’innovazione consente di accrescere la competitività del sistema produttivo del nostro Paese. Come è evoluta negli anni la produzione nella sua azienda che vanta un’esperienza storica nel settore? Genesini: La nostra categoria, consapevole delle proprie capacità e potenzialità, negli ultimi 10 anni ha investito molto nel miglioramento continuo sul fronte dell’organizzazione del lavoro, della tecnologia, della ricerca e della qualità totale. Questo processo di miglioramento continuo ha consentito alle nostre aziende la realizzazione di risparmi del 30% nei consumi di gas ed energia elettrica e di oltre il 60% nel consumo di acqua. La Legge di Stabilità quindi ci sprona e invoglia a continuare su questa strada. Gastaldi: La Gastaldi nasce nel 1893 come fabbrica di telerie per il settore dell’hotellerie. Nel corso degli anni abbiamo seguito tutta l’evoluzione del settore tessile passando dai telai a mano ai primi telai meccanici fino agli attuali telai elettronici. Da sempre abbiamo puntato sulla verticalizzazione: è per questo che in continuità alla tessitura abbiamo sempre sviluppato anche il reparto di candeggi/tintoria, passando dalle vasche in granito dove veniva candeggiata la biancheria a mano agli attuali macchinari per il candeggio in continuo. Negli ultimi anni abbiamo puntato molto sulle certificazioni ISO, sulla gestione dei costi di produzione e sugli impatti ambientali. Inoltre abbiamo sviluppato un sistema integrato anche per la gestione della sicurezza sul lavoro. Per quanto riguarda i nostri valori aziendali, posso dire che ogni generazione ha legato la passione per questo lavoro alla voglia di innovare, guardando sempre avanti e con forte determinazione. Come credo per tutti i settori, l’innovazione di prodotto e di tecnologie è un aspetto fondamentale. In termini di prodotto la Gastaldi investe molto al fine di realizzare articoli sempre più performanti per le lavanderie industriali e di massimo confort per l’utilizzatore finale. Per quanto riguarda le tecnologie questo è il nostro punto cardine: nella produzione solo con investimenti in nuove tecnologie si può immaginare di continuare a produrre in Italia. In sostanza, ritengo che innovazione, miglioramento continuo e formazione del personale sono tre aspetti fondamentali per la competizione su scala globale di ogni azienda. Silvaggio: Il gruppo Jensen ha sempre puntato sull’innovazione per supportare la sua crescita, che ha trasformato l’azienda familiare, nata in Danimarca negli anni ’50, in un gruppo Internazionale, quotato in borsa, forte oggi di 5 aziende di produzione nel mondo e 20 filiali di vendita e servizi con un giro d’affari in crescita nel 2015 di più del 20%. Solo l’innovazione consente ai nostri clienti italiani, e in tutto il mondo, di conciliare crescita della loro attività, aumento della produttività, riduzione dell’utilizzo delle energie primarie e protezione massima della sicurezza degli operatori. Il fatto, per il nostro Gruppo, di essere presente in tutto il mondo, ci consente di trovare nuove idee, nuove tecnologie e farle conoscere agli altri Paesi. La presenza in Italia, per esempio, ci ha fatto fare un salto di qualità nel mondo della ristorazione, con lo sviluppo di macchine “piegatrici” per pezzi piccoli di tessili che prima si vendevano soltanto in Italia e che adesso proponiamo con grande successo in Francia, in Spagna e nel nord Europa. La prossima fiera Texcare 2016 di Francoforte, ad esempio, sarà un’occasione per il Gruppo Jensen di presentare ai clienti europei le nuove soluzioni provenienti dagli altri paesi del mondo, che rivoluzioneranno il mondo delle lavanderie industriali. DAL 27,5% AL 24% Altra importante misura inserita nella Legge di Stabilità è la riduzione dell’aliquota IRES dal 27,5% al 24%, in accordo con l'invito europeo di diventare più competitivi dal punto di vista fiscale. L’Italia rimane al top in UE con il complesso di tasse e costo del lavoro che pesano per il 64,8%, contro la media europea del 40,6%, secondo quanto emerge dal rapporto Paying taxes 2016 di Banca Mondiale e Pwc. Considerata la sua esperienza a livello internazionale, si sente di confermare tale situazione? Genesini: La misura della riduzione dell’aliquota IRES è un altro elemento positivo, non tanto visto in termini assoluti, in quanto, come sappiamo, il gap con gli altri Paesi è talmente elevato che questo è solo il primo passo per un’inversione di rotta. Non è infatti nel breve periodo che vedremo i risultati più significativi di questo intervento ma nel medio-lungo periodo. Ci dà comunque fiducia il fatto che il Governo ha dato un segnale, l’aver capito che le imprese devono essere alleggerite dal carico fiscale. Ovviamente siamo ancora all’inizio ma solo qualche anno fa una manovra simile sarebbe stata impensabile e nessuno avrebbe immaginato a tali forme di sostegno dell’imprenditoria. Gastaldi: Indubbiamente, la fiscalità italiana è un peso che blocca lo sviluppo di molte Pmi e certamente per le imprese italiane è difficile essere competitivi in un mercato globale nel quale anche i Paesi europei partono con oltre venti punti di vantaggio che corrispondono alla minore pressione subita dalle imprese europee in media. L’Italia riuscirebbe a fare notevoli passi in avanti se fosse nelle condizionidi operare in un sistema di imposte più vicino ad altre realtà europee e mi auguro che i provvedimenti e le riforme del Governo proseguano in futuro per colmare questo gap e migliorare l’interlocuzione tra pubblica amministrazione e imprese. Silvaggio: Pur vivendo e lavorando in Francia, sono di origine italiana e mi sento molto vicino a questo Paese. Valuto senza dubbio positivamente la misura della riduzione IRES contenuta nella norma pur riconoscendo al tempo stesso che il problema del carico fiscale delle imprese rimane ancora aperto. Mi auguro che questo primo passo si concretizzi in futuro in un completo processo di cambiamento per le imprese italiane, a vantaggio dello sviluppo e della competitività dell’Italia. ( 10 ) ( 11 )

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Assoc dalleiazioni DANIEL KRAUS, DIRETTORE POLITICHE INDUSTRIALI, EUROPA E INTERNAZIONALIZZAZIONE E VICE DIRETTORE GENERALE DI CONFINDUSTRIA L’INTERNAZIONALIZZAZIONE, STRATEGIA VINCENTE PER LE IMPRESE ITALIANE DANIEL KRAUS La legge di Stabilità per il 2016 ha stanziato 351 milioni di euro per promuovere il Made in Italy e favorire i finanziamenti per l’internazionalizzazione delle imprese che, oltre ad essere una risposta concreta alle difficoltà ancora persistenti nel mer- cato interno, può rappresentare altresì la strategia vincente per valorizzare ulteriormente non solo prodotti e servizi, ma anche le già apprezzate professionalità e competenze degli imprenditori italiani. L’internazionalizzazione si è rivelata la leva strategica che ha consentito alle imprese italiane di poter attutire l’impatto della crisi finanziaria che ha colpito pesantemente le maggiori economie mondiali. Negli ultimi anni il nostro export è cresciuto infatti ad un tasso medio di quasi il 2%, un livello che supera di tre volte quello della Francia e che è molto simile a quello della Germania. L’andamento delle nostre vendite all’estero è stato positivo anche nel 2014, quando le nostre esportazioni hanno raggiunto la cifra record di 398 miliardi di euro. Sempre nel 2014, il saldo attivo dell’industria manifatturiera ha sfiorato i 100 miliardi di euro. I dati più recenti del mese di novembre 2015 confermano il trend positivo evidenziando un aumento dell’export del 6,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Lo stanziamento della Legge di Stabilità rappresenta un’ulteriore stimolo alle misure adottate nel corso del 2015 che hanno consentito di avviare iniziative importanti per la promozione del Made in Italy nel mondo. È bene fare una distinzione rispetto ai 351 milioni di euro assegnati per il 2016: 50 milioni sono riservati al piano straordinario per la promozione del Made in Italy, 1 milione all’Associazione delle camere di commercio italiane all’estero e 300 milioni destinati all’attività di credito all’esportazione e di internazionalizzazione del sistema produttivo. In realtà per l’anno in corso ci sono ulteriori risorse per le attività promozionali, vale a dire i 50 milioni stanziati nel 2015 nell’ambito del Decreto Sblocca Italia, circa 18 milioni di fondi ordinari per il Made in Italy e uno stanziamento aggiuntivo di 10 milioni di Euro stanziati con il DL 185 del 2015 per il potenziamento del piano di attività del 2015. Questa precisazione ci fa capire che possiamo ragionare su circa 130 mi- lioni di euro che serviranno per finanziare le attività, i progetti e le iniziative per supportare le imprese nei mercati internazionali. L’attenzione crescente allo sviluppo delle imprese all’estero deriva dalla consapevolezza che, in un mondo dove a competere non sono solo le aziende ma i paesi, per crescere sui mercati, le imprese devono essere supportate da una visione di sistema. In questi ultimi anni stiamo attraversando una diversa fase della globalizzazione caratterizzata da una spinta minore all’integrazione tra paesi appartenenti a blocchi continentali diversi, che fa viaggiare meno i semilavorati e anche i prodotti finiti. Ciò ha determinato un cambiamento della strategia aziendale. Più che esportare conta sempre di più produrre nei mercati dove si vuole vendere. Internazionalizzazione è diventata la parola d’ordine nelle aziende per superare le barriere, che sono aumentate, intercettare i mutamenti della domanda, essere partner strategici nelle catene del valore che sono sempre meno global. Per essere presenti sui mercati, mantenere le proprie quote e individuare nuove opportunità, le imprese devono quindi essere supportate da un sistema che riesca ad indirizzare i fondi a disposizione verso quelle attività che possano, da un lato, sostenere le realtà che ancora non si sono affacciate sui mercati esteri, dall’altro individuare gli strumenti, anche finanziari e assicurativi, finalizzati a rendere competitiva l’offerta dei nostri prodotti ad un cliente estero e a sostenere la creazione di una presenza stabile nei paesi. L’impostazione del Piano Made in Italy 2015 ben risponde a queste esigenze prevedendo la ripartizione delle attività su diverse aree di intervento. POTENZIAMENTO DEGLI EVENTI FIERISTICI ITALIANI DI NATURA INTERNAZIONALE: il settore fieristico rimane uno degli assi portanti per il “trasporto” del business, in Italia, come all’estero. La partecipazione alle fiere è vitale per le piccole e medie imprese perché dà la possibilità di accedere facilmente ai mercati con un investimento contenuto. A fronte di una presenza troppo disarticolata di manifestazioni fieristiche nel nostro Paese, è importante puntare al potenziamento di quegli appuntamenti di fama internazionale che contribuiscono a salvaguardare il valore del Made in Italy. PIANO CON LA GDO NEI MERCATI MATURI IN CRESCITA: i mercati maturi presentano delle ottime opportunità per i beni di consumo di fascia medioalta prodotti in Italia. L’idea di avviare dei programmi di promozione e vendita del Made in Italy nelle grandi catene di distribuzione in paesi come gli Stai Uniti, il Canada e il Giappone, offre alle aziende che ancora non sono troppo conosciute su questi mercati una strategia di accesso molto efficace. Sono moltissime le aziende italiane che hanno partecipato alle prime selezioni con i buyers dei grandi magazzini Nordstrom per il mercato americano, e per i punti vendita Harvey Nichols nel mondo. RIFINANZIAMENTO DEI VOUCHER PER I TEMPORARY EXPORT MANAGER: si è già tradotto in un innalzamento della dotazione finanziaria riservata ai voucher per Temporary Export Manager, contributo a fondo perduto di 10 mila euro, per le PMI che inseriscono in azienda per almeno sei mesi questa figura specializzata, a seguito del boom di richieste di PMI interessate a fruire dell’agevolazione. Sulla piattaforma messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, nelle prime due ore dall’apertura della procedura, le domande inviate sono state 3.690 domande, con oltre 5.800 registrazioni. ROADSHOW PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE: pianificato dalla Cabina di regia per l'Italia internazionale, il Roadshow per l'internazionalizzazione mira a dare tutte le informazioni sugli strumenti a disposizione delle imprese che vogliono internazionalizzarsi attraverso l’organizzazione di incontri sul territorio. Nel 2015 ne sono stati organizzati già 27, l’impegno prosegue nei 18 incontri in programma per il 2016 con un focus sulle reti di impresa. MODERNIZZAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI DI SUPPORTO: il sistema di supporto finanziario e assicurativo necessita di un cambio di marcia. Lo stanziamento dei 300 milioni dedicato a supportare gli investimenti e i piani di sviluppo internazionale delle PMI attraverso prodotti specifici erogati da Simest/Cdp e Sace è certamente positivo. E’ prioritario, tuttavia, arrivare alla creazione di una vera e propria Export-Import Bank che possa offrire quei pacchetti finanziari e assicurativi necessari alle imprese che intendono operare sui mercati internazionali. Oltre alle attività e alle azioni che ho appena elencato, la strategia per valorizzare la presenza delle imprese italiane nel mondo deve guardare a quei paesi che presentano performance di crescita e dinamiche dei consumi positive, integrati nel sistema globale degli scambi e che dimostrano, quindi, di trainare lo sviluppo dell’economia e del commercio mondiale. Guardiamo con particolare attenzione agli Stati Uniti, l’Iran, la Corea del Sud, il Messico, l’Africa Sub Sahariana. Sul piano settoriale è indispensabile sostenere i settori a più elevato valore aggiunto e contenuto tecnologico, come il biomedicale, le energie rinnovabili, l’ambiente, la meccanica avanzata, e continuare a promuovere i comparti tradizionali del Made in Italy. ZIONALIZZAZIONE, STRATEGIA VINCENTE PER LE IMPRESE ITALIANE L’INTERNAZIONALIZZAZIONE, STRATEGIA SE (ITALIANE L’INTERNAZIONALIZZAZIONE, STRATEGIA VINCENTE PER LE IMPRESE ITALIANE L’INTERNAZIONA 12 ) ( 13 ) IA VINCENTE PER LE IMPRESE ITALIANE L’INTERNAZIONALIZZAZIONE, STRATEGIA VINCENTE PER LE IMPRESE I

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TTIP TRANSATLANTIC TRADE and INVESTMENT PARTNERSHIP 15luglio2016 Roma ore 9,30 Il Trattato Transatlantico di Liberalizzazione Commerciale (TTIP), tra Stati Uniti ed Europa oltre ad avere come obiettivo principale quello di abbassare le tariffe, punta a rimuovere le barriere costituite dalla regolamentazione delle attività esistenti sulle due sponde dell’Atlantico. L’obiettivo del TTIP è dar luogo ad un trattato di libero scambio tra Europa e Nord America che abolisca i dazi doganali e uniformi i regolamenti dei due continenti, in modo da non avere più alcuno ostacolo alla libera circolazione delle merci e alla libertà di investimento e di gestione dei servizi. Ciò significherebbe, quindi, abolire i dazi ma soprattutto uniformare i regolamenti Usa e UE in modo da costruire un unico grande mercato. Fra i settori interessati si parla di prodotti industriali, di appalti pubblici, di energia, di materie regolamentari, di misure sanitarie, di servizi, di sicurezza sul lavoro, di diritti di proprietà intellettuale, di sviluppo sostenibile, di piccole e medie imprese, di composizione delle controversie, e altro ancora. Seppure, il tutto sembrerebbe finalizzato ad incrementare la produzione e il PIL, è necessario comprendere bene l’effettivo effetto che sul mercato potrà produrre il TTIP: sviluppo dei mercati o aumento di concorrenza al ribasso?. Di tutto questo, Assosistema ne parlerà con autorevoli rappresentanti del mondo delle imprese, delle istituzioni, della ricerca, della normazione tecnica e delle Associazioni Europee e Internazionali interessate dalla materia. Per informazioni sul convegno contattare la segreteria eventi di Assosistema all’indirizzo mail: eventi@assosistema.it

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SANITÀ SILVANO MEI, NUOVO PRESIDENTE DELLA SEZIONE FDMS DI ASSOSISTEMA L’ASSEMBLEA DI ASSOSISTEMA DEL 19 NOVEMBRE 2015 HA RINNOVATO A ROMA GLI ORGANI DELLE SEZIONI MERCEOLOGICHE DELL’ASSOCIAZIONE PER IL BIENNIO 20152017. PER LA SEZIONE FABBRICAZIONE DISPOSITIVI MEDICI STERILI RIUTILIZZABILI DI ASSOSISTEMA È STATO ELETTO NUOVO PRESIDENTE SILVANO MEI CHE SUCCEDE A GIORGIO DI PIETRO. MEI È DIRETTORE DEL COORDINAMENTO COMMERCIALE DI SERVIZI ITALIA, AZIENDA OPERANTE NELL’EROGAZIONE DI SERVIZI DI NOLEGGIO, LAVAGGIO E STERILIZZAZIONE DI ARTICOLI TESSILI E STRUMENTARIO CHIRURGICO PER CONTO DI ENTI OSPEDALIERI E STRUTTURE SOCIO-ASSISTENZIALI. Presidente Mei, complimenti per la sua elezione. Quali sono gli obiettivi e le linee programmatiche del suo mandato? Ho accolto con grande motivazione la mia elezione alla Presidenza della Sezione Fabbricazione Dispositivi Medici Sterili Riutilizzabili di Assosistema, con l’obiettivo di dare una concreta continuità allo sviluppo del mercato dei Dispositivi Medici Sterili Riutilizzabili e al lavoro sin qui svolto dal mio predecessore Giorgio Di Pietro. Ritengo, infatti, che sia di fondamentale importanza proseguire la divulgazione, nei tempi e nei modi che verranno concordemente decisi in sede di Consiglio di Sezione, dei documenti relativi ai progetti realizzati nell’ultimo triennio. In particolare, daremo seguito al progetto dell’analisi dei costi di fabbricazione e di noleggio dello strumentario chirurgico commissionata da Assosistema ed elaborata dal Centro Ricerche Claudio Demattè della SDA Bocconi di Milano.La ricerca ha misurato i costi medi del servizio erogato dalle imprese di servizi che operano nel campo della gestione integrata dello strumentario chirurgico per l’attività di sala operatoria e ambulatoriale. Dalla ricerca, è emerso un significativo sostanziale equilibrio dei costi medi di settore, a seconda che si tratti di una attività di solo lavaggio, assemblaggio e sterilizzazione o di una attività più complessa, definita “Fabbricazione del dispositivo medico”, per la cui realizzazione concorrono più fattori quali la decontaminazione, il lavaggio, la lubrificazione, la manutenzione, l’assemblaggio, la sterilizzazione, la fornitura in noleggio dei beni e la loro gestione logistica, intendendosi con ciò il ritiro del dispositivo utilizzato e la restituzione del dispositivo sterilizzato alle sale operatorie ed ai reparti/ambulatori. Proseguiremo, inoltre, l’opera di diffusione dei documenti tecnici predisposti da Assosistema, quali il Bando tipo, il Disciplinare tipo ed il Capitolato Tecnico tipo, per la gestione integrata dello strumentario chirurgico. Il nostro obiettivo è divulgare il messaggio contenuto nei documenti tecnici predisposti dalla sezione, affinché venga recepito nella maniera più chiara possibile da tutti gli interlocutori potenzialmente interessati, siano essi pubblici o privati. Inoltre, al fine di completare l’analisi dei costi del settore, resto sempre convinto che sia di fondamentale importanza sviluppare, assieme alla Bocconi, un progetto specifico che preveda la rilevazione dei costi di settore, all’interno di una importante realtà Ospedaliera. Un altro importante argomento da approfondire è quello di qualificare meglio la funzione, il ruolo e le attività del supporto tecnico infermieristico all’interno della centrale di sterilizzazione, in ottemperanza al DPR 14 gennaio 1997, n. 37 che prevede per le strutture sanitarie : “la dotazione organica del personale addetto (al servizio di sterilizzazione) deve essere rapportata al volume delle attività e, comunque, si deve prevedere all'interno dell'équipe almeno un infermiere professionale”. Nello specifico, si deve chiarire quali politiche adottare nella gestione della centrale affidata a terzi dalla Stazione Appaltante, pur rimanendo all’interno della struttura sanitaria gestita dall’appaltatrice e cosa considerare con il termine “equipe” dato che lo stesso è un argomento soggetto a varie interpretazioni: serve un infermiere professionale per turno? o un infermiere professionale per centrale? o perché no, un infermiere professionale il cui perimetro di azione è un coordinamento di tipo territoriale, visto che le competenze degli operatori di centrale sono ormai consolidate in termini di conoscenza/formazione nel rispetto del quadro normativo del trattamento del prodotto/ processo e relative responsabilità anche in termini di tracciabilità del lotto sterile? Al fine di divulgare con cognizione di causa ad un mirata selezione di professionisti del settore l’importante documentazione messa a punto dalla Sezione FDMSR di Assosistema, ritengo utile promuovere, attraverso l’Associazione ed in collaborazione con le aziende che producono o che distribuiscono strumentario chirurgico sul territorio nazionale, un convegno che tratti tutti gli argomenti di interesse del settore. L’attività di sanificazione e sterilizzazione dei dispositivi medici riutilizzabili è caratterizzata da processi industriali altamente automatizzati e organizzativamente complessi. Negli ultimi anni, il diffondersi dell’esternalizzazione di tale servizio ha imposto un cambiamento relazionale fra aziende sanitarie e imprese, basato su un’organizzazione dell’attività più sostenibile e sulla gestione amministrativa più efficiente. A che punto è questo processo e quali prospettive intravede nel futuro? Le prime forme di esternalizzazione, avvenute tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni ’90, hanno avviato un importante cambiamento che ha interessato i processi, i prodotti ed ha permeato l’organizzazione e la cultura delle imprese stesse. L’uso efficiente delle tecnologie, la pratica della qualità totale, la compatibilità ambientale, la difesa della occupazione e la formazione del personale addetto, sono diventati obiettivi strategici su cui le imprese hanno fondato la propria crescita sostenibile ed equilibrata. La gestione esternalizzata dei processi produttivi ha bisogno, però, di un modello relazionale fra aziende sanitarie e imprese sempre più basato sul dialogo e sull’integrazione sinergica delle competenze, e caratterizzato dall’adozione di comportamenti organizzativi condivisi, validati e sostenibili socialmente. Modello che il sistema amministrativo pubblico stenta ancora a recepire nella sua generalità e che nell’attuale contesto sociale, aggravato dalla crisi economica finanziaria, ha generato dinamiche irrazionali di taglio confuso e indiscriminato dei costi. Siamo nel 2016, e nel Sistema Sanitario Nazionale, al pari dei processi di esternalizzazione già in atto nella Pubblica Amministrazione, l'outsourcing ha progressivamente acquisito una crescente impor- ( 16 ) ( 17 )

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Igiene, Salute & Sicurezza tanza per due ragioni: da un lato il decentramento della gestione sanitaria, dal livello centrale al livello regionale, dall'altro l'introduzione di una visione “manageriale” nell’ambito sanitario che richiama essenzialmente ad un’esigenza di ottimizzazione della spesa pubblica e sanitaria. Le continue misure di Spending Review, che influenzano in primis la riorganizzazione del Sistema Sanitario Nazionale si manifestano, tra l’altro, con la diminuzione dei posti letto ospedalieri, la riorganizzazione dei reparti ospedalieri ed una riduzione dei costi delle connesse prestazioni per l’acquisto di beni e servizi. Dunque, le società appartenenti al nostro settore che erogano principalmente i loro servizi alla sanità pubblica, opereranno nei prossimi periodi in un nuovo contesto di mercato che impatterà sull’andamento dei volumi di vendita e di produttività. In questa circostanza di mercato, saranno destinati ad imporsi solamente quelle società che in questi anni si sono strutturate dal punto di vista professionale, tecnologico, finanziario e produttivo per essere in grado di offrire servizi efficienti e di qualità a prezzi competitivi. Partendo dall’analisi dei bisogni delle aziende e degli effetti negativi che hanno avuto sul settore i vari interventi di Spending Review di questi ultimi tre anni, l’Associazione ha richiamato l’attenzione delle istituzioni e avviato un confronto con le stazioni appaltanti sul territorio nazionale. Intendete proseguire con queste stesse modalità o state studiando nuove strategie di comunicazione? Attraverso la partecipazione a tutte le iniziative sul tema (Workshop organizzati in collaborazione con la Sda Bocconi, Congresso Aios, Forum Risk Management in Sanità), l’Associazione ha puntualmente difeso le istanze delle imprese e presentato in concreto le proprie proposte per il mercato: i costi standard, il bando tipo, il disciplinare di gara e il capitolato tecnico su “Affidamento di forniture e servizi relativi alla gestione integrata dello strumentario chirurgico per attività di sala operatoria e ambulatoriale”, la nuova Direttiva Appalti pubblici. Continueremo ad insistere affinché le Stazioni Appaltanti avviino un confronto con la nostra Associazione onde evitare gli effetti dirompenti di una gara progettata male che inevitabilmente produce sprechi ed inefficienze e impone il taglio lineare come unica soluzione alla riduzione della spesa sanitaria. E’ necessario, infatti, conoscere bene cosa si sta acquistando e quali sono le conseguenze di una gara progettata a prescindere dall’analisi degli aspetti caratteristici della fornitura e del mercato. Soltanto con il confronto preventivo su razionalizzazione dei costi, recupero delle efficienze, garanzia del processo atteso e risparmio nell'approvvigionamento, è possibile pensare ad un sistema sanitario che possa proiettarsi verso un futuro sostenibile, centrato sulle esigenze dei pazienti e sull'inderoga- bilità della tutela collettiva della loro salute e della loro sicurezza. Sono inoltre convinto che l’esternalizzazione di servizi no core nell’attività sanitaria offra soluzioni ammissibili di ottimizzazione della spesa sanitaria, permettendo alle Aziende Ospedaliere di non occuparsi più di attività per loro “accessorie”, liberando in questo modo sia risorse economiche che professionali. Tradizionalmente le Aziende Ospedaliere includono nei servizi no core prestazioni come igiene e sanificazione, raccolta e smaltimento rifiuti, pasti e lavanderia, per le quali negli anni si è creato un mercato di operatori qualificati. Oggi a questi servizi se ne aggiungono altri che in passato erano gestiti prevalentemente internamente, tra i quali quelli relativi alla sterilizzazione dello strumentario chirurgico, sterilizzazione dei tessili di sala operatoria e set procedurali. Molteplici sono infatti per l’Azienda Ospedaliera i vantaggi derivanti dall’affidamento di un servizio no core come quello della sterilizzazione (strumentario chirurgico/ sterilizzazione dei tessili di sala operatoria) a fornitori qualificati: si è consolidato nel corso del 2015. Quali risultati ha prodotto? Insieme a 18 imprese che a diverso livello tematico operano nel settore, Assosistema ha intrapreso un percorso di sensibilizzazione all’utilizzo del Tessuto Tecnico Riutilizzabile in sala operatoria, partecipando alle manifestazioni: Congresso Aico di Verona ad ottobre 2014, Congresso AISO di Pesaro ad aprile 2015, EornaCongress di Roma a maggio 2015 e Congresso Anmdo a Parma a settembre 2015. In tutte queste occasioni, Assosistema e la filiera del TTR hanno registrato una grande partecipazione di operatori sanitari che hanno visitato lo stand dedicato al Tessuto Tecnico Riutilizzabile ponendo l’attenzione ai processi di sterilizzazione e alla flessibilità, esclusiva del settore, di andare incontro alle esigenze degli operatori attraverso la proposta di una notevole gamma di articoli tecnici. L’idea dello stand collettivo e l’organizzazione dei workshop hanno confermato ogni volta l’interesse del pubblico al tema e le potenzialità comunicative del messaggio che è stato veicolato. Il nostro obiettivo è sicuramente quello di continuare a diffondere la conoscenza del TTR, affinché si sviluppi sempre più la consapevolezza che lo sviluppo di questa tipologie di coperture, oltre a salvaguardare il livello occupazionale in questo difficile momento in cui si trova il mercato del lavoro in Italia, garantisce la qualità e la sicurezza dei prodotti che sono un bene di tutti: dalle imprese fornitrici, alle strutture ospedaliere fino all’intera collettività. VANTAGGI • ottimizzazione della spesa sanitaria e certezza dei costi; • eccellenza nella qualità del servizio offerto; • garanzia che il processo di sterilizzazione venga effettuato secondo le direttive imposte dalla normativa cogente in merito alla rintracciabilità dei Dispositivi Medici; • costi di periodica manutenzione impiantistica e strutturale della centrale di sterilizzazione sostenuti dalla società appaltatrice; • recupero delle risorse professionali operanti nelle centrali di sterilizzazione per la riallocazione in seno all’organizzazione dell’Azienda Ospedaliera stessa, visti i patti di stabilità. Quali iniziative la filiera del TTR sta organizzando per il 2016? Per il 2016 Assosistema e la filiera del TTR intendono sicuramente proseguire il percorso di sensibilizzazione all’utilizzo del Tessuto Tecnico Riutilizzabile in sala operatoria. A tal proposito, stiamo valutando la partecipazione a nuove iniziative congressuali e fieristiche, ampliando e implementando la comunicazione anche ad altri enti/istituzioni e associazioni con i quali instaurare sinergie e sviluppare progetti di studio e ricerca sull’utilizzo del TTR al fine di centrare almeno tre obiettivi che, come già in precedenza ribadito, più ci stanno a cuore: la sostenibilità ambientale, la salvaguardia occupazionale e la sicurezza dei prodotti offerti. Un futuro modello di buona esternalizzazione in questo settore, consentirebbe sicuramente alla PA di offrire all’utenza servizi di qualità e sostenibili non solo da un punto di vista ambientale ma anche economico e collettivo e soprattutto rispondenti agli obiettivi di economicità, efficienza ed efficacia a cui le Aziende sanitarie devono uniformare i propri principi e le proprie scelte. Il progetto di sensibilizzazione all’utilizzo del TTR, Tessuto Tecnico Riutilizzabile, intrapreso nel 2014, ( 18 ) ( 19 )

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AZIENDE DALLE GASTALDI PRESENTA IL TRATTAMENTO UP E IL TOVAGLIATO EASY. Il mondo delle imprese di sanificazione del tessile industriali si confronta con un mercato sempre più complesso, in cui idee e soluzioni tecniche innovative offerte dalle aziende tessili possono avere un impatto positivo, migliorando la qualità del lavoro e fornendo argomenti alternativi al prezzo nel difficile confronto con la concorrenza, sia quella con i colleghi sia quella, più radicale, con il tovagliato monouso. L’Industria Tessile Gastaldi negli ultimi anni ha progettato due articoli che vanno in questa direzione: il trattamento olio-repellente Up e il tovagliato leggero Easy. Naturalmente i comuni prodotti idrorepellenti con resine fluorocarboniche, che stendono sui capi una resina dall’aspetto “plastificato”, e che non permettono all’acqua e ai detergenti di penetrare nel tessuto, non erano adatti alle imprese di sanificazione del tessile; dunque la difficoltà è stata quella di reperire un prodotto chimico che garantisse una repellenza controllata. Up è il risultato di questa ricerca: acqua e detergenti vengono facilmente assorbiti dai capi, che allo stesso tempo non vengono intaccati in profondità dalle macchie di olio. Up non impedisce la formazione delle macchie, ma ne riduce la frequenza e soprattutto la penetrazione, facilitando così la rimozione. In parole povere, i tessuti si macchiano in superficie, rendendo necessario il lavaggio, ma gli spazi presenti fra le catene fluororate permettono un lavaggio subito efficace. Questo effetto conserva la massima efficacia nei primi 40 lavaggi, ma i test condotti dall’Industria Tessile Gastaldi sono incoraggianti circa la durata di questo speciale finissaggio. Dopo un anno di test condotti foto Walter Gumiero. all’interno di una impresa di sanificazione del tessile industriale, il trattamento viene ora offerto con condizioni economiche “di lancio” agli altri clienti per una valutazione ad ampio raggio. Senza la presunzione di aver trovato la formula magica per l’azzeramento delle macchie, la convinzione è quella di poter fornire alle imprese di sanificazione del tessile un supporto capace di facilitare e migliorare il lavoro di tutti i giorni. EASY, LA RISPOSTA ECOLOGICA AL MONOUSO A cinque anni dal lancio e dopo le prime incoraggianti stagioni di utilizzo nelle aziende, il tovagliato "EASY" dell'Industria Tessile Gastaldi si afferma come un' interessante alternativa agli articoli monouso, che stanno attaccando il mercato del noleggio tessile nella ristorazione con discutibili ricadute sull'impatto ambientale, oltre che con un innegabile peggioramento in fatto di confort e gradevolezza per l'utente finale e una altrettanto inconfutabile perdita economica per le imprese di sanificazione del tessile. La filosofia di un articolo come Easy è ben sintetizzata nello slogan utilizzato al momento del lancio: "Solida Leggerezza". Le caratteristiche principali infatti sono due: la leggerezza del tessuto e la sua robustezza. Se da un lato si tratta di un tessuto composto con un numero limitato di trame, UP, UN AIUTO ALLE IMPRESE DI SANIFICAZIONE DEL TESSILE NELLA GUERRA ALLE MACCHIE Da tempo la clientela chiedeva un tessuto che riducesse il problema delle macchie difficili da rimuovere, e dopo un periodo di ricerca la Gastaldi ha trovato quella che ritiene una valida proposta di soluzione. dall'altro la qualità del filato doppio ritorto e soprattutto gli accorgimenti tecnici specifici ideati per questo prodotto garantiscono une resistenza nel tempo addirittura sorprendente. La vera novità di Easy infatti sta nelle scelte che l'Industria Tessile Gastaldi ha fatto per non rinunciare all'affidabilità: la cimosa rinforzata grazie alla composizione in mischia intima cotone/poliestere, e una fascia, nella zona dell'orlo, in cui viene realizzato un aumento del numero di battute rispetto al resto del capo. Questo fa sì che ogni capo abbia un sostegno supplementare nelle due zone che sono sottoposte a maggior stress in lavorazione (orlo e cimosa) e soprattutto goda di un particolare sostegno nella cimosa, che abitualmente è il punto in cui si manifesta il deterioramento dovuto all'usura. La cimosa in mischia intima, già utilizzata da Gastaldi da anni negli articoli di tovagliato e di biancheria da bagno e da cucina, da questo punto di vista è una grande alleata per le imprese di sanificazione del tessile industriale, come ben sanno i clienti dell'azienda. Naturalmente questa solidità è un bonus che si somma al beneficio principale di Easy, quello della leggerezza, che comporta un risparmio in termini economici. Non solo al momento dell’acquisto, in quanto Easy può essere offerto a una quotazione più bassa rispetto al tovagliato tradizionale, ma anche – ed è l’aspetto più importante – in fase di produzione e trasporto. Il minor volume occupato dal singolo capo infatti permette sia un aumento in termini numerici del carico in lavacontinua, che una riduzione dello spazio occupato sui mezzi di trasporto. In termini di prodotti chimici, è stato calcolato un risparmio di circa il 20%, e lo stesso 20% riguarda il consumo di acqua e di vapore in lavatrice, mentre il consumo di vapore in essiccatoio può essere addirittura progressivamente azzerato per questo articolo, date le sue caratteristiche. Inoltre la resistenza delle macchie sui capi è minore rispetto ad articoli a trama più fitta e questo spesso evita la necessità di rilavaggi che abbassano la vita media del tovagliato a parità di utilizzi e noleggi. Anche per questo, l’esperienza nei cinque anni in relazione alla durata, è addirittura superiore alle attese e sorprendente anche per lo stesso produttore, che si aspettava un buon comportamento, ma non un esito che, in aziende che utilizzano Easy in grandi numeri, è paragonabile a tovagliati di maggior pregio. Questo non significa che Easy si candida a sostituire il tovagliato tradizionale, che conserva le sue qualità specifiche, ma che nelle mani delle imprese di sanificazione del tessile industriali risulta essere un argomento valido da opporre alla scelta del monouso. Lorenzo Mei ( 20 ) ( 21 )

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TURISMO ASSOSISTEMA: APPELLO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE PER LA CORRETTA GESTIONE CONTABILE E FISCALE DELLA BIANCHERIA LA SEZIONE TURISMO DI ASSOSISTEMA HA CHIESTO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE LA DEFINIZIONE DI UNA PERCENTUALE FISIOLOGICA PER QUEGLI AMMANCHI DI BIANCHERIA NON RINTRACCIABILI E NON DOCUMENTABILI, RICONDUCIBILI ALLA GESTIONE CARATTERISTICA DI UN’IMPRESA CHE FORNISCE SERVIZI DI SANIFICAZIONE DEI TESSILI ALLE STRUTTURE ALBERGHIERE E DELLA RISTORAZIONE. UN PROBLEMA RICORRENTE SOPRATTUTTO PER LE AZIENDE OPERANTI NEL TURISMO, INFATTI, È QUELLO DI COME GESTIRE IL CESPITE BIANCHERIA A LIVELLO CONTABILE E FISCALE, IN RELAZIONE AGLI UTILIZZI NON IDONEI ED AGLI AMMANCHI CHE NE DETERMINANO L’ESTROMISSIONE DAL CICLO PRODUTTIVO. A causa della fungibilità dei beni tessili e degli ingenti volumi processati, caratteristiche del ciclo produttivo del settore, non è comunque mai possibile conseguire la piena tracciabilità ed origine degli ammanchi di biancheria. LA PROPOSTA DI ASSOSISTEMA ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE L’Associazione ha sostenuto, quindi, presso l’Agenzia delle Entrate, che gli ammanchi di biancheria siano riconducibili ad accadimenti fortemente ricorrenti nel settore della sanificazione del tessile in considerazione della fungibilità dei beni stessi e delle elevate quantità processate. Si tratta, infatti, di un fenomeno fisiologico riconducibile alle caratteristiche operative e della normale dinamica gestionale conseguente agli eventi ordinari intimamente connessi all’attività svolta da tali imprese e che le stesse si trovano a gestire semplicemente in funzione della loro mission imprenditoriale. Ogniqualvolta si verifichi un ammanco di biancheria, pur trattandosi di un effetto non voluto ed estraneo ai piani dell’imprenditore, l’evento è pur sempre riconducibile all’attività d’impresa, se consideriamo che in mancanza della stessa non si sarebbe verificato. Si può citare, a sostegno di tale interpretazione, la circolare n. 31/E del 2 ottobre 2006 dell’Agenzia delle Entrate che, in relazione al fenomeno delle differenze inventariali riscontrabili presso le imprese operanti nella grande distribuzione, riconosce che gli ammanchi debbano essere analizzati secondo criteri di “buon senso” e di “plausibilità rispetto al contesto di origine” e introducendo il concetto di “differenze inventariali fisiologiche” dell’attività imprenditoriale. L’UTILIZZO DEL TESSILE RIUTILIZZABILE NEL SETTORE DEL TURISMO In occasione del convegno: “Aumenta l’uso della carta nel turismo e nella ristorazione: bene o male?”, che si è svolto a Firenze lo scorso 20 novembre 2015, organizzato dal Consorzio Lavanderie Toscane, Confesercenti e Assosistema, l’Associazione ha portato il proprio contributo sull’importanza dell’utilizzo del tessile riutilizzabile nel settore del turismo. “Le nostre imprese negli ultimi 10 anni hanno investito molto nel miglioramento continuo dei prodotti e dei servizi forniti ai propri utenti, con la ferma convinzione che il primo cambiamento che era necessario produrre riguardava i propri modelli mentali – ha spiegato Patrizia Ferri, Segretario Generale di Assosistema – A supporto di tale tesi, lo studio di Ambiente Italia, ha dimostrato che anche quando lo scenario è il peggiore per il prodotto tessile riutilizzabile, si ricava un profilo ambientale migliore di qualsiasi altro prodotto alternativo: -53% riscaldamento globale (gas a effetto serra), -30% impoverimento strato di ozono, -45% ossidazione fotochimica (smog), -28% acidificazione del terreno, -95% eutrofizzazione delle acque”. “L’ideale sarebbe ritrattare i dispositivi tessili a fine vita per ottenere nuovi prodotti – ha continuato Ferri - Oltre ai benefici ambientali ed economici che abbiamo evidenziato, politiche di sostegno alla realizzazione del progetto, consentirebbero di creare una vera e propria economia circolare basata su nuovi processi industriali, nuove occupazioni e nuove tecnologie. Qualsiasi organizzazione, infatti, che adotti una politica e una strategia sostenibili, monitorando e rispondendo alle attese economiche, ambientali e sociali, coglie in pieno l’obiettivo di conseguire un vantaggio competitivo e di massimizzare i ritorni di lungo periodo. Il vero vantaggio è, quindi, nell’impegno etico, inteso come valore intimamente incardinato in un processo produttivo che prospetta nuove leve competitive coerenti con uno sviluppo sostenibile per la collettività. A questo punto, dobbiamo solo capire se c’è vero interesse della politica a dare risposte concrete su questo fronte a tutti quei cittadini e a tutte quelle imprese che ritengono possibile conciliare crescita economica e salvaguardia dell’ambiente”. L’ATTIVITÀ DELLE IMPRESE DI SANIFICAZIONE E NOLEGGIO DEL TESSILE Le imprese che svolgono attività di sanificazione del tessile acquistano i dispositivi tessili mettendoli a disposizione della clientela (alberghi, strutture ricettive e della ristorazione) alla quale erogano servizi integrati che vanno dalla sanificazione alla logistica, attraverso la formula del noleggio. La biancheria è, dunque, lo strumento principale dell’attività di tali imprese. Il dispositivo tessile è un bene strumentale ammortizzabile fungibile e come tale viene trattato nel corso della sua vita utile, durante la quale subisce cali di peso naturali per la tipologia specifica del prodotto. In linea di massima, la fine naturale del ciclo di vita del cespite biancheria è costituito dal cosiddetto “pezzame” la cui cessione a peso costituisce l’ultimo passaggio economico tracciabile all’interno delle imprese. ( 22 )

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IL PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO Il recepimento della direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 sull’aggiudicazione dei contratti di concessione potrebbe costituire l’occasione per delineare un quadro normativo più chiaro, più razionale e più ampio. Stante l’importanza dello strumento e le finalità che con esso ci si propone, occorre attribuire alla materia una sezione dedicata, organica e ben definita. L’esigenza è quella di recuperare l’attuale frammentazione normativa e chiarire definitivamente i rapporti fra Ppp, Concessioni e PF superando così l’attuale sovrapposizione fra i vari istituti. Il processo regolatorio in corso negli ultimi 22 anni (dalla legge quadro n. 109/1994 al decreto legge n. 164/2014 di conversione del decretolegge 11 settembre 2014, n. 133, “Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle cattività produttive”) ha messo insieme diversi pezzi che hanno senza dubbio operato nell’intento di ampliare la portata dell’istituto - ma in modo non sufficientemente organizzato e integrale. Nel nostro ordinamento giuridico, infatti, il project financing si configura come una tecnica di finanziamento non inquadrabile in una categoria contrattuale tipica, bensì in una sommatoria di singoli contratti (contratti di fornitura, di appalto, di finanziamento, di garanzia, di società, di concessione di costruzione e gestione/di management) che ne costituiscono l’ossatura. Ciò, in quanto il legislatore ha - fino ad oggi prevalentemente concentrato la propria attenzione sul fronte della tutela dei promotori/investitori e sulla regolazione dei rapporti fra questi ultimi e la P.A. lasciando importanti vuoti legislativi sul fronte della regolazione dei rapporti fra i principali interlocutori della PA e gli altri partner coinvolti dal progetto. IN SOSTANZA RISULTA FORTEMENTE CARENTE LA VALORIZZAZIONE DEL "COLLEGAMENTO NEGOZIALE" FRA I RAPPORTI CONTRATTUALI CHE, A VARIO TITOLO, COESISTONO NELL’AMBITO DELL’OPERAZIONE DI FINANZIAMENTO. La realizzazione delle infrastrutture può avvenire o mediante la formula dell’appalto con risorse totalmente a carico dell’amministrazione, o mediante una delle formule di Ppp così come definite dall’art. 3, comma 15ter del D.lgs. 163/2006. Proprio al fine di individuare la formula più coerente da adottare, le amministrazioni pubbliche devono prioritariamente valutare se sia conveniente procedere ad una forma di partenariato con il privato oppure, diversamente, ricorrere ad un contratto di appalto più tradizionale. L’Amministrazione dovrà valutare le caratteristiche, le dimensioni dell’intervento e le risorse economiche disponibili. In particolare (cfr. ANAC Determinazione n. 10 del 23 settembre 2015 “Linee guida per l'affidamento delle concessioni di lavori pubblici e di servizi ai sensi dell’articolo 153 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163”), l’Amministrazione dovrà tener conto almeno dei seguenti aspetti: A Z N A LA FIN O T T E G O DI PR La Finanza di progetto (o project finance) è un istituto contrattuale attraverso cui il legislatore ha inteso disciplinare la realizzazione di opere pubbliche, ricorrendo al finanziamento da parte di soggetti diversi dalla Pubblica Amministrazione. L’obiettivo sta nella realizzazione di opere pubbliche senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione ponendo in campo soluzioni di rimedio alla scarsità di fondi pubblici e di recupero del gap infrastrutturale che divide l’Italia dagli altri Paesi industrializzati. Trattasi, quindi, di una operazione economicofinanziaria che dà luogo ad uno specifico investimento per la realizzazione di un’opera e/o la gestione di un servizio, su iniziativa di promotori (sponsor) privati o pubblici. Il finanziatore trae vantaggi dall’investimento attraverso il rimborso del prestito che avviene con l’utilizzo dei fondi derivanti dal flusso di cassa e gli utili dell’utilità economica stessa. Il finanziamento di un progetto deve essere quindi in grado di generare, nella fase di gestione, flussi di cassa sufficienti a rimborsare il debito contratto per la sua realizzazione e remunerare il capitale di rischio qualora il progetto si concretizzi nell’affidamento di una concessione che contempli l’utilizzo di risorse totalmente o parzialmente a carico di soggetti privati. Si tratta, quindi, di una modalità di finanzia24 ossier mento strutturato, utilizzata anche per alcune operazioni di Partenariato Pubblico Privato. L’istituto nei suoi aspetti procedurali è disciplinato dall’art. 153 del Codice degli Appalti (D.Lgs. 163/2006) che sarà sostituito a breve dal decreto di recepimento della nuova disciplina europea in materia di appalti pubblici e concessioni (2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE). Pur restando ferma la facoltà per il Governo di adottare entro il 18 aprile 2016 un unico decreto legislativo, occorre precisare che la legge 28 gennaio 2016, n. 11, al comma 1, delega il Governo ad adottare due decreti legislativi per conseguire, rispettivamente, le seguenti finalità: l'attuazione delle direttive 2014/23/UE, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, 2014/24/UE, sugli appalti pubblici, e 2014/25/UE, sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali. Il termine per l'adozione di tale decreto è fissato al 18 aprile 2016, corrispondente al termine fissato dalle direttive europee per il loro recepimento; il riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Il termine per l'adozione di tale decreto è fissato al 31 luglio 2016. la presenza di un quadro normativo e regolatorio compatibile con l’intervento; l’esistenza di rischi trasferibili al soggetto privato; la capacità organizzativa e la presenza del know how della pubblica amministrazione per intraprendere un’operazione di Ppp; la possibilità di praticare un sistema di pagamenti da legare a prefissati livelli quantitativi e qualitativi in sede di gestione; la tariffabilità dei servizi da erogare e la verifica del consenso della collettività a pagare tali servizi. Un tale controllo potrebbe fornire elementi direttamente utilizzabili nell’elaborazione del bando di gara in ordine, segnatamente, alle più consone modalità di scelta del partner privato. La verifica della praticabilità del Ppp va effettuata quando sono disponibili alcune informazioni sulle alternative per la realizzazione delle idee-progetto, ma in ogni caso prima della conclusione dello studio di fattibilità poiché, ad esempio, un esito non favorevole al Ppp potrebbe comportare anche la rinuncia alla procedura di messa in gara dello studio di fattibilità. TUTTO CIÒ PRESUPPONE CHE: a) le procedure di aggiudicazione siano regolate attraverso meccanismi concorrenziali e competitivi; b) i rischi connessi alla costruzione e gestione dell’opera siano chiaramente identificati, valutati e posti in capo al soggetto più in grado di farsene carico; c) la corretta quantificazione dei costi connessi ai rischi da allocare riduca le asimmetrie informative attribuendo maggiore consapevolezza all’amministrazione. L’amministrazione dovrebbe trovare conveniente effettuare un determinato progetto mediante uno schema di Ppp e non tramite un tradizionale schema di appalto solo quando il rendimento atteso per l’intera società (P.A., operatori economici e collettività) è positivo.

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Nelle due procedure Relativamente al punto di vista economico la peculiarità della Finanza di progetto è rappresentata dalla finanziabilità (self-liquidating) del progetto stesso che, abbiamo visto, deve consistere nella sua capacità a produrre un flusso di cassa, lungo tutto il suo ciclo di vita, sufficiente a coprire i costi operativi, remunerare i finanziatori e creare un congruo margine di profitto al promotore dell’operazione. previste dalle lettere a) e b) dell’art. 37quater l’affidamento nel sistema dell’appalto concorso si sdoppia in 2 fasi: la prima, assimilabile ad una licitazione privata e caratterizzata da rigidità del procedimento e delle determinazioni della Pubblica Amministrazione, si chiude con la valutazione delle offerte. La seconda fase, nei confronti dell’offerta prescelta, è invece contraddistinta da forme e soprattutto giudizi discrezionali; in tale seconda fase la stazione appaltante, in sostanza, esercita poteri discrezionali non comuni rispetto ad ogni altra gara, tanto che la stessa viene spesso assimilata ad una trattativa privata. --------------------------------------------------------Nella prima gara a licitazione privata si gioca, in sostanza, secondo le regole del promotore, poiché a base della gara è posto il progetto preliminare redatto dal promotore unitamente alla proposta di finanziamento. --------------------------------------------------------Nella seconda fase, l’aggiudicazione della concessione avviene invece mediante una procedura negoziata da svolgere fra il promotore ed i soggetti presentatori delle due migliori offerte nella gara. Nel caso in cui alla gara abbia partecipato un unico soggetto la procedura negoziata si svolge fra il promotore e questo unico soggetto. In questa fase la Stazione Appaltante gode di un’autonomia notevole. DA CUI: A concentrazione del finanziamento in un autonomo centro di riferimento giuridico e finanziario (società di progetto) a cui sono affidati i mezzi finanziari e il compito di realizzazione del progetto con separazione giuridica e finanziaria (ring fencing) del progetto dagli sponsor al fine di arginare ciò che nel gergo finanziario si definisce il c.d. “rischio contagio”. Sostanzialmente, la collocazione fuori bilancio del progetto di finanza da altre attività dei promotori o degli azionisti della società di progetto; la tutela dei finanziatori esterni dell’iniziativa attraverso garanzie indirette, basate su accordi tra le parti interessate al progetto, che trovano fondamento sugli stessi studi di fattibilità del progetto e quindi sui flussi di realizzo e sulle analisi del rischio condotte. B PER QUANTO CONCERNE, INVECE, IL SISTEMA DI SCELTA OGGI ADOTTATO SI PREVEDE UNA DOPPIA GARA: 1 una prima procedura rigida costituita dalla licitazione privata secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sul progetto preliminare presentato dal promotore; 2 una procedura negoziata, quindi più flessibile, tra il promotore ed i soggetti presentatori delle due migliori offerte per la scelta definitiva del concessionario. Da tale quadro, risulta sufficientemente evidente la debole e contraddittoria configurazione del mondo delle forniture e dei servizi nell’ambito del partenariato pubblico privato e della finanza di progetto. Infatti, se da una parte (nel rapporto diretto tra imprese e P.A) l’acquisizione di forniture e servizi di cui abbisogna la P.A. avviene nelle modalità, nei tempi e con i criteri previsti dal Decreto Legislativo n. 163/06 dall’altra (Ppp e PF) l’acquisizione delle medesime forniture e dei medesimi servizi rientra in un rapporto fra privati e pertanto al di fuori di qualsiasi procedura pubblica e quindi senza l’obbligo di possesso dei requisiti generali e tecnico-professionali che le imprese partecipanti a qualsiasi iniziativa pubblica devono dimostrare di possedere. Rispetto alle caratteristiche del PF e alla sua complessa intelaiatura contrattuale (Tullio, 2003), la normativa italiana in materia di costruzione e gestione si limita a disciplinare solo alcuni profili essenziali. Questa sua caratteristica lascia aperte molte opzioni alla PA (così come ai contraenti privati), da un lato consente di utilizzare strumenti il più possibile adeguati ai propri obiettivi e di trovare soluzioni innovative e dall’altro lasciando spazio a costruzioni spurie del PF che possono determinare una inadeguata allocazione dei rischi, una riduzione della concorrenza senza vantaggi effettivi di efficienza e costi complessivi maggiori per la collettività (Banca d’Italia 2008). Nell’interesse della PA e del mercato, la regolazione di tutti i rapporti intercorrenti nel Progetto dovrebbe avvenire a monte e su iniziativa della PA che, in funzione del Project Financing che intende realizzare, dovrebbe indicare fin da subito 26 27

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C O N F R O N T O e per categorie merceologiche quali dovranno essere i requisiti generali e tecnico professionali che le imprese che intendono aderire al PF devono possedere. Basterebbe, cioè, che i requisiti di cui agli artt. 38 e 39 del D.Lgs. 163/2006 fossero previsti anche per il PF. Ciò consentirebbe alla PA di fissare essa stessa i requisiti necessari (come avviene nell’affidamento degli appalti pubblici), attribuendo così ai servizi il giusto valore qualitativo considerato il loro impatto sull’utenza e, più in generale, sulla collettività. Considerato che la legge delega si sofferma esclusivamente sul principio di razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico-privato (PPP) nonché attraverso la predisposizione di studi di fattibilità (lett. ss e tt) - sulla riduzione dei relativi tempi procedurali, è plausibile che anche in questa occasione non sarà affrontata la materia in modo tale da generare uno sviluppo virtuoso della finanza di progetto. I T A L I A - R E G N O U N I T O LA FINANZA DI PROGETTO E IL PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO NEL REGNO UNITO Il Regno Unito è il paese all’avanguardia in Europa sui contratti di PPP. L’evoluzione legislativa e contrattuale del Regno Unito ha determinato una evoluzione del contratto da contratto d’opera a contratto di servizi. La tendenza verso la centralità del servizio è maturato a valle di un chiaro processo di trasformazione imprenditoriale che vede l’affacciarsi sul mercato di nuovi soggetti imprenditoriali di Global service. A seguito della Direttiva della Comunità Europea 2004/18/CE il PFI (Private Finance Initiative) del Regno Unito, diventa un PPP fortemente orientato al servizio e attuato per settori con regolamentazioni tecniche ad hoc (carceri, ospedali, scuole, strade, centri sportivi, ecc.). Il diritto comunitario inglese ha assecondato tale importante processo di cambiamento unificando in una sola direttiva le 3 direttive vigenti nel Codice europeo degli appalti recuperando l’esigenza di centralità del servizio. L’Inghilterra ha avviato il processo di privatizzazione delle imprese pubbliche nel 1980 introducendo, contestualmente, l’offerta di gara obbligatoria (CCT), con il preciso obiettivo di favorire l’efficientamento dell’amministrazione pubblica attraverso lo sviluppo della concorrenza. Da allora il Regno Unito ha continuato in questa politica di ottimizzazione dei costi per il settore pubblico e di disciplina negli appalti di infrastrutture pubbliche, diventando oggi un modello di riferimento internazionale. REGNO UNITO CONTRATTI STANDARD PER SETTORE E PER CAPITOLATI TECNICI CONTRATTI REDATTI DALLE AMMINISTRAZIONI ACCORDO DIRETTO TRA AMMINISTRAZIONI E BANCHE (LA CONSULENZA LA EFFETTUA UNA SOCIETÀ DI CONSULENZA) ACQUISIZIONE DELLE INFORMAZIONI DIRETTA CONTABILIZZAZIONE ON BALANCE-SHEET CON SCORPORO Fonte: ISTAT WORKING PAPERS N. 14/2011 ITALIA CONTRATTI PARTICOLARI CONTRATTI REDATTI DAI PRIVATI IL CONCESSIONARIO DEVE PROCURARSI IL FINANZIAMENTO E L’ASSEVERAZIONE BANCARIA ACQUISIZIONE DELLE INFORMAZIONI ATTRAVERSO INVIO CONTRATTO ALL’UTPF CONTABILIZZAZIONE ON OPPURE OFF BALANCE-SHEET Dopo il Regno Unito con 11 operazioni concluse e 4,3 miliardi di euro complessivi, i mercati più attivi in termini di numerosità delle transazioni sono la Germania con cinque operazioni, la Francia con quattro e la Grecia con tre. Relativamente alla distribuzione per settori, il comparto dei trasporti ha rappresentato l’85% del valore di mercato. In totale hanno raggiunto il financial closing (iniziative con- cluse con successo) 12 operazioni per un valore complessivo pari a 7,6 miliardi di euro, con un aumento del valore pari a +22% rispetto allo stesso periodo del 2013. Al secondo posto il comparto dell’education per un valore di 400 milioni di euro e 8 operazioni concluse, in netta diminuzione, quindi, rispetto alla leadership che aveva fatto registrare l’anno precedente (Fonte: UTFP 2014). CORSIDI FORMAZIONE Per informazioni e iscrizioni contattare Caterina Vaiuso I tel. 065903430 c.vaiuso@assosistema.it www.assosistema.it CALENDARIO CORSI primavera-estate 2016 2016 CORSO DI ORIENTAMENTO MANAGERIALE AL LEAN THINKING Roma, 15 marzo 2016 BILANCIO AZIENDALE Aprile 2016 CORSO DI INTRODUZIONE AL LEAN SIX SIGMA: YELLOW BELT Maggio 2016 in collaborazione con 28 29

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