FAMIGLIA NOSTRA 172 GENNAIO-FEBBRAIO 2016

 

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GENNAIO-FEBBRAIO 2016

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RIVISTA DEI RELIGIOSI, DELLE RELIGIOSE E DELLA GENTE DELLA «SACRA FAMIGLIA» Rivista periodica anno 2015, Poste Italiane s.p.a. Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 2 DCB (filiale di Bergamo) anno 97 - numero 172 famiglia Santa Paola Elisabetta “madre di altri f igli” nostra 01 gennaio febbraio 2016 ...per una chiesa dal volto di mamma 1

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famiglianostra | Gennaio - Febbraio 2016 EDITORIALE PER UNA CHIESA DAL VOLTO DI MAMMA è tempo di grazia per la Chiesa N el mese di gennaio, insieme alla festa liturgica di vale più di tutto l’oro del mondo. Vogliatele bene assai”. Santa Paola Santa Paola Elisabetta abbiamo festeggiato anche ci ricorda la gioia e la responsabilità di ogni donna e ogni uomo: il 200° anniversario della sua nascita, avvenuta a quella di educare i figli alla vita e alla fede, facendosi testimoni della Soncino il 28 gennaio 1816. Ci si può legittimamente paternità e maternità di Dio. E ci insegna che, mentre educhiamo i chiedere: che senso ha festeggiare il compleanno di una nostri figli, siamo responsabili che dei tanti bambini che nel mondo persona vissuta due secoli fa? Come in ogni nostra fami- non hanno famiglia, amore e educazione e lo invocano da Dio e da glia conserviamo un dolce ricordo delle persone defunte noi. La frase che forse meglio di tutte riassume la vocazione di madre che ci hanno preceduto e ci hanno trasmesso la vita, così e di educatrice di S. Paola Elisabetta e il suo insegnamento per noi nella nostra Congregazione manteniamo vivo il ricordo è questa: “Guardate dunque impegno e alacrità che dovete avere. Si di questa mamma che, con l’aiuto dello Spirito Santo, ha tratta nientemeno di dare alle vostre Figlie / direi se non corro in NASCITA seguito Gesù in modo esemplare e ha fondato BICENTENARIO l’Istituto DELLA sproposito / una seconda creazione. Vedete l’importanza della vo1816 S. PAOLA ELISABETTA CERIOLI 2016 delle Suore e dei fratelli e padri della Sacra Famiglia. stra missione? Oh, possiate conoscerla e rilevarne tutta l’importanza, onde adempierla con generosità, con amore e con costanza.” Guardiamo con gratitudine la vita e l’opera Per lei educare significa far crescere inseparadi Santa Paola Elisabetta bilmente il corpo, la mente e lo spirito dei figli; è Celebrare questo anniversario significa in collaborare con l’atto creativo di Dio, che per amore primo luogo ringraziare Dio per il dono che esce da sé per far esistere la vita. Per fare ciò occorre con lei ha fatto alla Chiesa e al mondo, e conattingere ad una sorgente più alta dell’amore natucretamente alle tante chiese locali e luoghi del rale: “dovete, senza dimenticare il corpo, formare lo mondo dove il Carisma di Santa Paola è vivo spirito delle vostre Figlie sulle massime del Vangelo, e dà frutti di vita e di Vangelo. Ciò ci chiama il loro cuore, sul modello di quello di Gesù”. Per quea guardare da vicino come ha saputo seguire sto prende come modello ispiratore della sua mispienamente con Gesù. La sua vita è ordinaria BICENTENARIO DELLA NASCITA sione la Santa Famiglia di Nazaret: in Gesù, Maria e 1816 S. PAOLA ELISABETTA CERIOLI 2016 e straordinaria: ella ha saputo riconoscere la Giuseppe ella vede un esempio concreto di come non mano di Dio nella sua storia e compiere la si può essere pienamente padri e madri senza fede in sua volontà nelle diverse e non facili situazioni della vita, Dio, di come educare è collaborare al disegno di amore di Dio per accettando di perdersi per ritrovarsi, mettendo la sua vita ogni uomo e per ogni donna. al servizio dei bambini senza famiglia e senza educazione. Abbracciamo il futuro con speranza, guidati da S. Paola Elisabetta Viviamo con passione il presente, illuminati dalla testiCelebrare questo anniversario significa fare di Santa Paola Elisamonianza di Santa Paola Elisabetta betta una guida per il nostro cammino di donne e di uomini, di criCelebrare questo anniversario significa assumere l’im- stiani e consacrati, di genitori e educatori. Il cammino delle famiglie pegno di imitare Santa Paola Elisabetta. Nel momento e la missione delle Chiesa oggi sono il grande campo dove il seme più difficile della sua vita ella ha accolto la chiamata di del Carisma di Santa Paola Elisabetta oggi è seminato e può dare Gesù a prendere la sua croce e seguirlo: ha accettato di buoni frutti. Alla luce degli insegnamenti di Papa Francesco, possacrificare a Dio ciò che aveva di più caro, il suo figlio siamo vedere tre strade su cui questo Carisma può portare il Vangelo Carlo, morendo con lui; e Dio le ha fatto scoprire di es- nel cuore della gente. sere figlia amata da Lui. Rinata come figlia, ha scoperto la Santa Paola ha indicato l’esempio della famiglia di Nazaret come chiamata ad essere nuovamente madre, non con un nuovo modello per i cristiani che formano una famiglia e educano i figli matrimonio, ma accogliendo ed educando quei figlie e fi- dell’uomo. Papa Francesco alla vigilia del Sinodo per le famiglie diglie che non avevano una famiglia dove ricevere l’amore e ceva: “Entriamo anche noi nel mistero della Famiglia di Nazaret, l’educazione necessari per avere un futuro sereno. Quando nella sua vita nascosta, feriale e comune… Ripartiamo da riceveva in casa una nuova orfana la consegnava alle sorelle Nazaret per metterci alla scuola della famiglia, nella educatrici dicendo: “Questo è un deposito sì prezioso che disponibilità a riconoscerne sempre la dignità, la BICENTENARIO DELLA NASCITA 1816 S. PAOLA ELISABETTA CERIOLI 2016 200 200 200 di p. Sergio Grazioli 2

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...per una chiesa dal volto di mamma famiglia consistenza e il valore, nonostante le tante fatiche e contraddizioni che possono segnarla”. Santa Paola Elisabetta ha compreso che il momento e il modo privilegiato per comunicare l’amore di Dio (cioè il Vangelo) è la missione di educare i figli, con amorevolezza e responsabilità. Con il recente Sinodo per le famiglie la Chiesa ha ribadito che questo è una parte importante della sua missione. Così si esprimono i partecipanti al Sinodo: “Una delle sfide fondamentali, fra quelle che sono poste alle famiglie oggi, è sicuramente quella educativa, resa più impegnativa e complessa dalla realtà culturale attuale e dalla grande influenza dei media... Vi è unanime consenso nel ribadire che la prima scuola di educazione è la famiglia e che la comunità cristiana si pone a sostegno ed integrazione di questo insostituibile ruolo formativo”. Santa Paola Elisabetta ha ascoltato il grido dei piccoli senza famiglia e senza educazione, che non potevano avere un avvenire sereno e degno dei figli di Dio. La Chiesa oggi si sente chiamata a soccorrere questi ultimi, che sono i prediletti di Dio. Nelle sue catechesi sulla famiglia Papa Francesco ce lo ha ricordato con forza: “Ogni bambino emarginato, abbandonato, che vive per strada mendicando e con ogni genere di espedienti, senza scuola, senza cure mediche, è un grido che sale a Dio e che accusa il sistema che noi adulti abbiamo costruito… Anche nei Paesi cosiddetti ricchi tanti bambini vivono drammi che li segnano in modo pesante, a causa della crisi della famiglia, dei vuoti educativi e di condizioni di vita a volte disumane. In ogni caso sono infanzie violate nel corpo e nell’anima. Ma nessuno di questi bambini è dimenticato dal Padre che è nei cieli! Nessuna delle loro lacrime va perduta!... Anche in questa nostra epoca, come in passato, la Chiesa mette la sua maternità al servizio dei bambini e delle loro famiglie” (8 aprile 2015). “Un solo sorriso miracolosamente strappato alla disperazione di un bambino abbandonato, che ricomincia a vivere, ci spiega l’agire di Dio nel mondo più di mille trattati teologici. Un solo uomo e una sola donna, capaci di rischiare e di sacrificarsi per un figlio d’altri, e non solo per il proprio, ci spiegano cose dell’amore che molti scienziati non comprendono più. E dove ci sono questi affetti famigliari, nascono questi gesti dal cuore che sono più eloquenti delle parole” (2 settembre 2015). nostra Per una Chiesa dal volto di mamma C’è profonda sintonia tra ciò che Santa Paola Elisabetta è stata nel suo tempo (con le sue azioni) e ciò che la Chiesa oggi vuole essere (con le sue azioni). Durante il Convegno della Chiesa italiana a Firenze nel novembre scorso Papa Francesco ha detto: “Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà. L’umanesimo cristiano che siete chiamati a vivere afferma radicalmente la dignità di ogni persona come Figlio di Dio”. Ringraziamo Paola Elisabetta che ci ha mostrato con la sua vita questo volto della Chiesa; chiediamole che ci aiuti a vivere bene la nostra missione di battezzati e consacrati, di genitori e educatori, perché anche grazie al Carisma cerioliano la Chiesa manifesti sempre il suo volto di mamma, che educa all’amore e alla libertà i suoi figli, con una attenzione particolare per chi è piccolo e solo, e soffre per mancanza di amore e di educazione. 3

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famiglianostra | Gennaio - Febbraio 2016 GESU’ ANNUNCIA IL TEMPO DELLA MISERICORDIA Abbiamo scelto di ripercorrere il Vangelo seguendo il “racconto ordinato” che ce ne fa l’evangelista Luca e prestando attenzione a come ci parla della misericordia di Dio che Gesù rivela con la sua vita. Siamo partiti dal primo capitolo, che racconta degli angeli inviati a Zaccaria e a Maria, per annunciare la nascita di Giovanni e quella di Gesù. Quando questa giovane madre-vergine e quell’anziano, divenuto padre per miracolo, cantano la loro fede e il loro ringraziamento a Dio (con i cantici del magnificat e del benedictus), riconoscono nella loro storia la realizzazione del progetto della salvezza di Dio che ha al centro la misericordia verso il suo popolo. Dopo i fatti che hanno preceduto e accompagnato la nascita di Gesù (capitoli 1 e 2), Luca ci presenta il ministero di Giovanni battista che prepara il ministero del Messia. Nel terzo capitolo, dopo che Giovanni conclude la sua missione, entra in scienza Gesù adulto, che riceve il battesimo al Giordano ed è guidato dallo Spirito nel deserto (capitolo 4), dove affronta il potere del male. Ritornato in Galilea, Gesù comincia a percorrere le città e i villaggi insegnando (4,14-15). Qui si colloca la scena con cui Luca inaugura in modo ufficiale il ministero di Gesù (4,16-30), ambientata nella sinagoga del paese dove egli è cresciuto e ha vissuto per circa trent’anni: con Gesù comincia un “anno di grazia”, cioè il tempo della misericordia, secondo la parola dei profeti. All’inizio Luca ci fa discretamente percepire qualcosa dei lunghi anni vissuti da Gesù a Nazaret, il luogo dove egli “era stato allevato”, dove era cresciuto, come ogni figlio dell’uomo, amato e educato nella famiglia di Maria e Giuseppe. Il luogo della vita semplice e povera, delle cose sempre uguali e sempre nuove; dove Gesù, tra famiglia, lavoro, preghiera e amicizie si è fatto uomo adulto e ha imparato a riconoscere la voce di Dio, abituato come era a frequentare la sinagoga e ascoltare le Scritture. Quel sabato toccava a lui leggere e commentare la Parola di Dio. Era il capitolo 61 di Isaia, in cui il profeta si riconosce come consacrato da Dio e incaricato di una missione: annunciare una notizia buona ai poveri, portare la liberazione a chi è oppresso e privato della sua libertà, come quando i ciechi riacquistano la vista. In una parola: proclamare l’anno di grazia del Signore, cioè il tempo in cui Egli manifesta al popolo il suo volto favorevole. Chissà quante volte Gesù e i suoi compaesani avevano sentito proclamare quel brano di Isaia. Quel giorno fu diverso, perché dopo aver arrotolato la pergamena Gesù disse: oggi si è compiuta questa parola. Dichiara che in quel giorno, nella sinagoga di quel paesino di provincia, la parola del profeta diventa realtà. E al tempo stesso dichiara il senso della sua vita e missione: annunciare e iniziare il tempo in cui Dio fa grazia, cioè agisce con misericordia. 4

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(LUCA 4,16-30) di p. GianMarco Paris ...per una chiesa dal volto di mamma I nazaretani restano meravigliati, non tanto perché vedono con i loro occhi il servo di Dio annunciato da Isaia, ma perché non riescono a credere che quell’uomo cresciuto tra loro, figlio di Giuseppe, in tutto uguale a loro, sia il servo annunciato da Isaia. Prendendo per buone le sue parole, si aspettano che dimostri con dei segni quello che dice con le parole. Ma Gesù frustra le loro aspettative, usando un detto popolare per dire che un profeta non svolge la sua missione in favore della sua patria ma di coloro che sono lontani; e conferma questo con alcuni esempi della vita di Elia e Eliseo. A questo punto la meraviglia si trasforma in rabbia: i suoi lo respingono e cercano addirittura di ucciderlo; ma Gesù riesce a scappare dalle loro mani e inizia il suo cammino, per compiere quanto ha annunciato. Quest’ultima notizia, più che registrare un fatto storico o una reazione psicologica dei nazaretani, è il modo con cui Luca prefigura il destino finale del Messia di Nazaret. Il lettore è così informato della trama del racconto che sta per leggere. Gesù agisce come il consacrato di Dio (come la scena del battesimo ha mostrato e quella della trasfigurazione confermerà): nel suo cammino per la Galilea e poi verso Gerusalemme realizzerà la missione di liberare chi ha perso la sua libertà, materiale e spirituale; lo farà per tutti, non solo per i vicini. Egli porta e mostra la misericordia di Dio per i suoi figli (i suoi gesti e parole lo mostreranno con abbondanza). Ma perché è uno come tutti, perché non produce una liberazione sociale ma scuote le coscienze di chi è al centro della società religiosa e tratta come amici coloro che ne sono esclusi, non sarà riconosciuto come profeta e sarà messo a morte. E proprio questa sua fine, che non è l’ultima parola della storia, sarà la prova che è realmente il profeta atteso, che compie la missione di Dio. Questa scena del vangelo di Luca è importante perché, mentre presenta la missione di Gesù, annuncia anche quella della Chiesa, il nuovo Israele che nasce dal dono dello Spirito e di cui Luca racconta i primi passi nella seconda parte della sua storia, gli “atti degli apostoli”. Anch’essa, come il maestro, è chiamata a proclamare il tempo della misericordia di Dio, a renderla presente, meno con le parole che con la testimonianza di una vita rinata dal perdono e per questo capace di perdonare. Come per Gesù, anche la missione della Chiesa non è limitata ai vicini, ma si dirige a tutti. Come per Gesù, il segno che essa è fedele alla sua missione non è il successo è la popolarità, non è il numero e il potere, ma il rifiuto e la strada della croce. Non scelta come fine, ma accettata come l’unico inequivocabile segno della misericordia. 5

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famiglianostra | Gennaio - Febbraio 2016 MADRE DI ALTRI FIGLI p. Gianmario Monza In occasione dei 200 anni dalla nascita di madre Paola Elisabetta Cerioli, il centro educativo di Martinengo ha organizzato un momento davvero bello ed importante, per sottolineare la notevole attualità della persona e della missione di cura educativa, splendidamente portata avanti da Paola Elisabetta. La mattinata, che ha visto riuniti in palestra tutte le classi dell’infanzia, della primaria, della secondaria e di una folta presenza dei loro genitori, si è aperta con il saluto del dirigente scolastico padre Edoardo Rota, a cui sono seguiti gli interventi del presidente del consiglio di Istituto, dei rappresentanti del corpo docente (infanzia, primaria, secondaria), di due studenti in rappresentanza della primaria e della secondaria. E’ poi seguito un breve spettacolo, che ha messo in scena il momento della nascita della fondatrice, 16ª ed ultima figlia dei nobili conti Cerioli; tale spettacolo è stato preceduto e seguito da all’intervento del coro Nuove Armonie, che è un’espressione del nostro centro educativo, attraverso due brani, uno dei quali è stato scritto appositamente per i 200 anni della fondatrice, e si intitola: “Una donna che ha amato” (testo e musica di padre Gianmario Monza). L’intervento del nostro superiore generale, padre Gianmarco Paris, ha concluso la prima parte della mattinata; dopo la merenda, si è fatto ritorno in palestra per partecipare allo spettacolo teatrale del gruppo Jobel, dal titolo: “Madre di altri figli”; è stato davvero un piacevole e gradito ritorno, quello di Jobel. Esso ha un legame un po’ particolare con la nostra famiglia religiosa, in quanto a gennaio del 2000, qui a Martinengo, rappresentarono per la prima volta la vicenda della fondatrice, ma tale lavoro fu per loro una vera e propria rampa di lancio che li ha portati nei più importanti teatri italiani. In occasione della canonizzazione della fondatrice, maggio 2004, essi produssero una musical a lei dedicato: “Quando cantano le ali” (con alcune musiche di padre Gianmario Monza), musical che ancora recentemente il superiore generale ha definito: “di alto valore artistico”. Lo spettacolo proposto in questa circostanza, che ha riscosso un notevole interesse e gradimento presso il pubblico, peraltro sapientemente coinvolto in alcuni dialoghi, ha insistito molto sulla nuova maternità di Paola Elisabetta. Tale nuova maternità, ebbe il suo primo germoglio dalla frase che il figlio morente Carlo le rivolse: “mamma non piangere, il Signore ti darà altri figli”. Ma il concreto inizio di tale nuova maternità, si ebbe con l’accoglienza di una orfana nel mese di aprile 1855 nel suo palazzo: spalancando la porta del suo palazzo, in realtà lei aveva spalancato già il suo cuore. Questo momento, nello spettacolo, è stato espresso mirabilmente attraverso la ripetizione della formula biblica: “e fu luce”, una luce che è stata come una rinascita, una seconda creazione per Paola Elisabetta, la “folgorazione di un dettaglio”, una luce che la protagonista dello spettacolo così ha dipinto: “Dio nella sua grande misericordia mi rendeva nuovamente madre”, dopo aver constatato con uno stupore meravigliato da donna intimamente innamorata da Gesù: “ come Gesù si lasciò trovare da me”. Questo spettacolo ha coronato, in maniera davvero splendida, una bellissima mattinata, che ha lasciato in tutti noi un profondo incoraggiamento a proseguire con rinnovato amore, passione e dedizione la nostra azione di cura educativa. 6

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...per una chiesa dal volto di mamma BICENTENARIO DELLA NASCITA DI SANTA CERIOLI La Comunità religiosa Sacra Famiglia di Roma LA SACRA FAMIGLIA A ROMA IN FESTA PER IL È stato l’invito con il quale i religiosi della Comunità Sacra Famiglia hanno chiamato a raccolta la gente per fare festa attorno a Santa Paola Elisabetta Cerioli, nel bicentenario della sua nascita. È così che Centro sportivo Vigna Pia e Parrocchia Sacra Famiglia, come una grande famiglia, hanno condiviso eventi suggestivi: sabato 23 gennaio la festa con gli atleti del Vigna Pia e le loro famiglie; sabato 30 gennaio il concerto del coro Cantores in laetitia; sabato 6 febbraio la presentazione del nuovo libro Madre di altri figli; infine, domenica 7 febbraio lo spettacolo con Jobel Teatro sulla figura della Cerioli. È stata un’escalation di emozioni intense che hanno permesso di sentire e toccare la ricchezza umana e spirituale di madre Cerioli. In un tempo in cui spicca l’individualismo, è stato importante -per la nostra Comunità religiosa e per la gente- fare festa insieme attorno alla nostra Santa. Ciascuno di noi religiosi, nei modi più diversi, si è prodigato nel coinvolgere e invitare ragazzi, persone e famiglie. Nello spirito del proverbio africano “Se vuoi arrivare per primo cammina da solo; se vuoi arrivare lontano cammina insieme agli altri”, a guadagnarne è stato il sentirsi ‘più comunità’, quindi il ‘fare squadra’. Quando si è insieme a scendere in campo, vengono sprigionate più vita e bellezza. Questo lo vediamo anche nei nostri ragazzi che fanno sport. La pratica dello sport mentre regala momenti belli nella loro crescita, diviene al medesimo tempo espressione di vita, occasione di relazione, palestra di educazione e di costruzione di un domani promettente. Per rimanere in clima sportivo, nei campi da gioco c’è una linea di fondo. Ebbene, i Santi stimolano ad andare oltre e a correre fino a soddisfare la sete di infinito. La persona infatti, non è fatta per le cose finite, ma per sognare in grande e incontra- FESTEGGIA CON NOI! re l’infinito nella semplice ordinarietà. Fino a che questo non accade ogni persona cerca sempre altro. Santa Cerioli, rimasta sola, si è chiesta “Cosa vuole Dio da me?”. E cercando instancabilmente la volontà di Dio ha scoperto di essere chiamata ad essere nuovamente madre, anche di figli biologicamente non suoi, privi di affetto, di educazione, di avvenire. Paola Elisabetta insegna quindi ad affinare l’ascolto e lo sguardo, a mettersi in gioco, a scendere in campo mettendoci tutto l’amore di cui ciascuno è capace. Sono incoraggianti le sue parole “Chi opera per amore opera grandemente”. Attendiamo ora il viaggio con una rappresentanza della gente di Roma ai luoghi dove la Cerioli è vissuta. I giorni dal 22 al 24 aprile permetteranno ai visitatori di entrare più in profondità nel comprendere la grandezza di questa donna che, ancora oggi, continua a vivere nei religiosi e nelle persone che si ispirano al suo carisma per vivere di fede. 7

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famiglianostra | Gennaio - Febbraio 2016 L’AUGURIO DELLA COMUNITÀ EDUCANTE DI ORZINUOVI A SANTA PAOLA ELISABETTA La Comunità religiosa Sacra Famiglia di Orzionuovi (BS) Auguri cara Paola Elisabetta, nostra madre e fondatrice. Ci inviti alla festa del tuo compleanno un po’ speciale perché, da quando sei nata, il 28 gennaio 1816 a Soncino, un paese molto vicino a noi, a Orzinuovi, è passato molto tempo, ma la tua gente, i tuoi religiosi e le tue suore, soprattutto i bambini e le bambine orfane -che hai amato come tuoi figli- e i figli di oggi con le loro famiglie ti hanno fatto diventare la madre che sei e, attraverso le generazioni, ti hanno fatto arrivare fino a noi! La festa che noi come Comunità educante di Orzinuovi faremo attorno a te è fatta di preghiera, di racconti, di teatro e di arte. Tutto questo per capire come il tuo sogno di continua ancora oggi qui in Italia, come in Brasile e in Mozambico. Ricordarti per tutti noi significa oggi rinnovare la speranza e la fiducia nella vita. Un grande abbraccio fatto dai 600 bambini e ragazzi con i religiosi, gli Insegnanti, tutto il personale della nostra Scuola. 8

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...per una chiesa dal volto di mamma sacrafamiglia COMUNITÀ DI ORZINUOVI Una storia educativa che continua nel tempo Una festa di compleanno un po’ particolare quella vissuta dai religiosi e religiose della Congregazione della Sacra Famiglia; ricorre infatti in questi giorni il 200° anniversario di nascita di santa Paola Elisabetta Cerioli; nata a Soncino il 28 gennaio 1816 è diventata madre di tanti bambini e bambine bisognosi di affetto, di cure e di educazione. Il sogno della Fondatrice continua ancora oggi con i diversi centri educativi, le parrocchie e gli orfanati, in Italia e nel mondo, dove operano i religiosi e le religiose della Sacra Famiglia i quali, forti di un messaggio così grande dello loro madre Fondatrice, cercano di portare avanti il sogno di Santa Paola Elisabetta: “dare futuro a chi è senza avvenire”. I festeggiamenti sono iniziati sabato 16 gennaio nella chiesa della Santa Famiglia del Centro educativo e Scuola; era presente il vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari il quale ha invitato i ragazzi presenti con le loro famiglie a vivere concretamente gli insegnamenti lasciati da santa Paola Elisabetta, la quale si è fidata totalmente di Dio e a Lui ha consegnato la sua vita. L’invito per tutti coloro che operano nel campo educativo è quello di diventare sempre di più educatori misericordiosi, capaci cioè di dispensare ai più piccoli quei doni che possono venire solo da chi ama sinceramente: la tenerezza, l’amorevolezza e il perdono, doni questi che santa Paola Elisabetta ha messo in pratica prima nella sua vita di moglie e di madre e poi in quella di educatrice di tanti bambini e bambine orfani. Santa Messa con mons. Luciano, vescovo di Brescia nella Chiesa della santa Famiglia a Orzinuovi 9

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famiglianostra | Gennaio - Febbraio 2016 La compagnia teatrale JOBEL TEATRO 10

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famiglianostra | Gennaio - Febbraio 2016 sacrafamiglia COMUNITÀ DI ORZINUOVI Ascoltate la vostra santa: la sua vita è una buona parola Santa Messa con don Domenico Amidani, parroco di Orzinuovi, Chiesa San Bartolomeo Ogni anno, quando arriva la festa della nostra Fondatrice (il 23 gennaio) tutti i bambini e i ragazzi del Centro educativo e Scuola si riuniscono nella Chiesa parrocchiale di Orzinuovi per celebrare la memoria di santa Paola Elisabetta Cerioli insieme ai docenti e agli educatori. Quest’anno la celebrazione ha assunto un valore speciale: presieduta dal parroco della parrocchia don Domenico Amidani, simpatico prete e grande amico della nostra Congregazione, parlando della vita di santa Paola Elisabetta ha sottolineato l’importanza del farsi vicini agli altri, accogliendoli, amandoli e sostenendoli nelle loro necessità, soprattutto se piccoli e bisognosi di attenzioni. La celebrazione è stata animata da tutti i bambini e ragazzi con la partecipazione di un discreto numero di genitori e nonni; il pomeriggio della festa è trascorso con i giochi organizzati dagli educatori e l’estrazione della sottoscrizione finalizzata a raccogliere fondi per le nostre terre di missione, il Brasile e il Mozambico. Festeggiare la fondatrice con la Comunità di Villacampagna, prima casa della Congregazione maschile E’ stata uno gradita sorpresa l’invito alla nostra Comunità da parte del parroco don Diego di ricordare l’anniversario dei 200 anni di nascita della nostra fondatrice presso la Comunità parrocchiale di Villacampagna, paese della prima Comunità religiosa maschile, voluta della Fondatrice. P. Antonio nell’omelia ha ricordato che al paese della propria origine si ritorna sempre volentieri, e per un religioso della Sacra Famiglia, la Congregazione della Sacra Famiglia è la sua seconda famiglia, che ha avuto inizio proprio nella quotidianità di questo paese di Villacampagna. La celebrazione è stata vissuta insieme alla gente del Paese e alle sorelle della Sacra Famiglia di Soncino. 12

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...per una chiesa dal volto di mamma sacrafamiglia COMUNITÀ DI ORZINUOVI I giovani dell’Accademia di Belle arti di santa Giulia di Brescia presentano i bozzetti della futura statua della fondatrice Martedì 26 gennaio 2016, gli studenti della Scuola di Scultura dell’Accademia Santa Giulia, coordinati dal prof. Agostino Ghilardi, docente di Scultura, hanno presentato presso il Centro educativo S.P.E Cerioli di Orzinuovi i bozzetti per la realizzazione di una scultura della Santa in occasione del 200° anniversario di nascita della Fondatrice della Scuola, S. Paola Elisabetta Cerioli. L’Aula Magna, gremita prima ragazzi della Secondaria e poi dei bambini della Primaria, ha accolto con l’inno alla Fondatrice i giovani scultori guidati dal loro Maestro e ascoltato con grande attenzione la presentazione dei bozzetti. Il filo rosso che attraversava le presentazioni dei 10 bozzetti è stato quello della e della di santa Paola. I bozzetti sono stati collocati successivamente nell’atrio della scuola perché ogni studente (e anche i genitori o i docenti che lo desideravano) esprimessero le loro valutazioni. Il bozzetto che otteneva più voti sarebbe stato realizzato. La statua sarà realizzata dal maestro Agostino di Soncino con il concorso di tutti i giovani scultori entro il mese di maggio e sarà collocata nell’atrio della scuola, per essere accarezzata e per ricordare a tutti che c’è una mamma educatrice speciale che ci accompagna. L’opera fa parte di una serie di interventi e progetti previsti nell’accordo di collaborazione siglato lo scorso novembre fra Accademia SantaGiulia e Centro Educativo Cerioli di Orzinuovi. 13

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famiglianostra | Gennaio - Febbraio 2016 ELEVAZIONE MUSICALE p. Gianmario Monza Sabato 30 gennaio, nella splendida cornice quattrocentesca della nostra chiesa dell’Incoronata, a Martinengo, si è tenuta l’elevazione musicale: “Madre di altri figli”, per ricordare i 200 anni dalla nascita di santa madre Paola Elisabetta Cerioli (nata il 28 gennaio 1816). L’elevazione musicale ha visto l’alternarsi di brani corali egregiamente eseguiti dal coro, magistralmente diretto dal M° Cristina Belotti: Nuove armonie, coro che è una espressione molto bella del nostro centro educativo di Martinengo (che vede al suo interno la presenza di ragazzi, preadolescenti, adolescenti e giovani); ai brani del coro, hanno fatto da intelligente contrappunto, la lettura di alcuni testi di madre Cerioli, stupendamente commentati, attraverso la realizzazione di immagini in tempo reale, da parte di Andrea De Simone di: Sabbie luminose; sono stati anche eseguiti brani d’organo da parte di padre Gianmario Monza, il quale ha anche accompagnato alla tastiera il coro: Nuove armonie. La gente presente all’elevazione musicale ha sottolineato la bellezza della serata anche attraverso gli applausi, sia dopo l’esecuzione di un canto appositamente scritto per ricordare i 200 anni dalla nascita di madre Cerioli, dal titolo: Una donna che ha amato (testo e musica di padre Gianmario Monza), sia dopo l’esecuzione del celebre canto gospel: Oh happy day. Un grazie affettuoso e doveroso al superiore generale, padre Gianmarco Paris, che ci ha onorato della sua presenza, ed a padre Gianluca Rossi, superiore locale della comunità educante, all’interno della quale è nato, cresciuto e tuttora va sviluppandosi, il coro: Nuove armonie. Ci piace pensare che dal Paradiso, pure madre Cerioli avrà gioito con noi, lei che nella sua vita aveva imparato anche a suonare (il fortepiano) e cantare, fino a fare della sua vita un continuo cantare le misericordie del Signore Gesù (come lei stessa, in una lettera, scrisse a sua cognata). 14

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...per una chiesa dal volto di mamma I DUECENTO ANNI DI UNA SANTA MOLTO AMATA IN BRASILE p. Roberto Maver Il sentimento della gente “Sempre mi intriga il fatto dell’amore a prima vista tra la nostra Fondatrice e il popolo brasiliano”. Così iniziava una riflessione, diversi anni fa, il compianto padre Italo Fani parlando del grande interesse che santa Paola suscita nel cuore dei brasiliani. Sembra ci sia una specie di codice segreto, di linguaggio diretto tra la vicenda storica della santa di Soncino e questa gente di un paese così lontano. Padre Italo riconduceva questo legame a tre fattori: la stessa sofferenza, l’eroismo cristiano di Santa Paola e il valore dei vincoli familiari. La certezza è che celebrando in questi giorni i duecento anni della nascita della Santa Fondatrice, questo magico legame si è rinnovato. A tratti più devozionale e emotivo del rapporto che caratterizza il legame dei suoi conterranei, l’ammirazione per questa santa coinvolge tutti. Si percepisce la Santa molto vicina e, come sottolineava il Superiore generale nella sua lettera in occasione della ricorrenza, più viva. La grande umanità espressa da questa donna, la sua radicalità nel seguir la volontà del Padre nel momento del suo discernimento spirituale, la scelta dei più poveri invita i cristiani che frequentano le nostre parrocchie, le nostre scuole e le nostre attività, a porla come modello di vita. Santa Paola è la santa della famiglia, della prova, e, per i giovani, del coraggio della fede. Le celebrazioni Questa grande forza di attrazione della santa fondatrice ha trovato espressione nelle celebrazioni del bicentenario della nascita. Tutte le nostre parrocchie hanno solennizzato, con opportune celebrazioni, questa ricorrenza. C’è da ricordare che in questo periodo, in Brasile, è tempo di ferie e in modo particolare le nostre istituzioni educative sono chiuse. È per questo che, in alcune parrocchie, si è preferito programmare un periodo di iniziative in altri momenti dell’anno. Alcune hanno scelto maggio, dove si ricorda la data della canonizzazione, altre novembre, in occasione della fondazione dell’istituto maschile. L’apertura ufficiale del bicentenario è avvenuta nel santuario diocesano dedicato a santa Paola Elisabetta in Assai. Nel giorno liturgico della Fondatrice, il 23 di gennaio, alla sera, alla presenza di una grande numero di fedeli, una rappresentanza di padri e di seminaristi, hanno preso parte alla celebrazione presieduta dal superiore regionale padre Roberto Maver. Nell’omelia ha sottolineato come il mistero pasquale che ha caratterizzato il secondo battesimo di Santa Paola, sia la sorgente spirituale da cui ogni figlio cerioliano possa attingere luce per rafforzare il proprio cammino di fede. Citando il passo della lettera al Vescovo Mons. Speranza del 19 marzo 1857: “Avendomi il Signore, nella sua grande misericordia, privata dell’unico mio figlio…”, ha invitato tutti, religiosi e laici che vivono della sua spiritualità a compiere questo coraggioso salto nella fede. La serata si è conclusa con un semplice ma toccante teatro del gruppo giovanile della parrocchia sulla storia della Santa. Un’altra celebrazione solenne si è tenuta, otto giorni dopo, nella parrocchia di Itapevi. Anche in questa città, culla della nostra presenza in Brasile, la partecipazione è stata sorprendente. In questa occasione hanno rinnovato i voti religiosi di castità, povertà e obbedienza tre giovani seminaristi brasiliani: André, Ailton e Edivan. Alla fine abbiamo una grande certezza: la grazia di poter celebrare questo bicentenario rafforzerà ancora di più il legame tra Santa Paola e questa gente straordinaria del Brasile. Obrigado, Santa Paula. 15

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