Embed or link this publication

Popular Pages


p. 1

“Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo” Malala Ite Novas? Giornalino scolastico dell’Istituto Comprensivo “G. Caria” Numero 2 GIUGNO 2015 L’editoriale del Dirigente Scolastico “Si devono pur sopportare dei bruchi se si vogliono vedere le farfalle... Dicono siano così belle!” Antoine de Saint-Exupéry Il piccolo Principe Siamo una comunità in “viaggio”, un’evoluzione che ci porta a scoprire cose nuove, che formano il nostro carattere ed il nostro modo di essere, un percorso che ci chiede di confrontarci con gli altri e con noi stessi, con le nostre capacità, con la realtà che viviaIl poeta Melchiorre Murenu nacque a Macomer il 3 marzo 1803. Di modeste origini ebbe una vita segnata dalle sventure. “Da-e pizzinn' 'e tres annos, pro mia crudel'azzotta, unu infettu de pigotta sa vista mi nd'hat leadu”. Questi versi raccontano che, all’età di tre anni, diventò completamente cieco a causa del vaiolo. Per la modesta condizione sociale e per la sua cecità Melchiorre restò analfabeta, ma si istruì frequentando le Messe e ascoltando i predicatori. Gli studiosi, che ne hanno ricostruito la vita, gli attribuiscono, infatti, una grande memoria che gli permise di acquisire conoscenza degli eventi storici e sociali. Melchiorre si guadagnò la vita girando per i paesi della Sardegna ed esibendosi nelle gare di poesia improvvisata (poesia a bolu), molto diffusa nell'Isola. Morì a Macomer nel 1854. mo. Sono tanti i “viaggi” per diventare farfalle: viaggiano scolari e studenti, alla ricerca della bellezza del sapere; viaggiano gli insegnanti,nella speranza di saper guidare le giovani anime per allargare le loro menti ed i loro cuori, viaggiano i genitori, fra mille preoccupazioni, nell’accompagnare il cammino di crescita dei figli. Anche quest’anno, nel nostro itinerario di ri- cerca e di crescita,stiamo per giungere alla conclusione della tappa. Tra novità e conferme, abbiamo cercato di essere sempre attivi nel cammino, di essere in progress, di seguire un’evoluzione che ci aiuti a diventar “farfalle”. Indistintamente, a tutti va il mio grazie ed il mio arrivederci. Sergio Masia Dalla Redazione “Ite Novas?” all’inizio è stato un “sogno”, poi un’idea, infine un progetto che sarebbe rimasto in un cassetto; invece eccolo qui, è diventato realtà! GRAZIE A TUTTI VOI che, con il vostro contributo, ne avete permesso la realizzazione. Speriamo di ritrovarci ancora insieme il prossimo anno, per continuare questo viaggio. Invito alla lettura Io sono Malala di Malala Yousafzai “Un viaggio straordinario da una remota valle del Pakistan fino all’Assemblea delle Nazioni Unite” Melchiorre Murenu “Poesia Sarda” liberamente scaricabile da: http:// www.sardegnadigit allibrary.it/ index.php? xsl=626&s=17&v= AAA CERCASI SPONSOR Chi fosse interessato può contattare direttamente la scuola: Istituto Comprensivo n°1 “G.Caria” TEL. 0785/70058-59 FAX 0785/71451 e-mail: nuic872003@istruzione.it Progetto editoriale e grafica: Monica Pintus Sergio Carrus

[close]

p. 2

Ite Novas? Pagina 2 L’inverno è arrivato e i L’inverno Sezione 3 anni Infanzia S. Maria bambini lo scoprono con l’aiuto di 5 amici speciali: i sensi. Ne fanno esperienza osservando, toccando, assaggiando, odorando gli agrumi attraverso la preparazione della spremuta La prima nevicata li affascina e la illustrano stampando il pupazzo di neve con le patate, mentre con l’impronta della mano hanno rappresentato l’albero in inverno. È il modo più semplice, ma efficace per vivere e ricordare questa stagione. Invito alla le ttura L'inverno L'inverno a me non piace, l'inverno è una noia immensa e quando sei in camera si sente solo il: DRIN! DRIN! DRIN! del telefono... Cosa darei, in una giornata d'inverno, per uscire a giocare con gli amici! LUCA (Classe 4^ Primaria via Roma) di Ro ber Un lib t Sab uda ro per ch pop- up ia l’inve ma rno Età di lettur a: 3 —4 a nni Mag dell’in ia verno Vitamina C! Sezione 5 anni Infanzia S. Maria

[close]

p. 3

Numero 2 Pagina 3 Con questi pensieri gli alunni salutano il ritorno della bella stagione. “Fortuna che sei tornata, Primavera! Ti voglio bene anche se fai degli scherzi: hai fatto ammalare me, la mamma e mia sorella. Ma anche se sei un po’ monella e fai gli scherzi con il tempo mi piaci lo stesso” Gianluca Il sole splende nel cielo e sembra una faccia che mi osserva; il cielo è limpido e ci sono poche nuvole; gli animali come le farfalle, i cani, i gatti, iniziano a rincorrersi … la Primavera è proprio colorata e allegra! Bentornata Classe 4^ nell'aria si diffondono l' odore dell' erba e il profumo dei fiori. I prati sono talmente estesi che sembrano formare dei coloratissimi tappeti a volte bianchi, a volte gialli, altre volte rosa. Alzando gli occhi al cielo ecco, come per magia, volare una rondinella che sino ad ieri non c'era: adesso inizierà a costruire i nidi per i suoi piccolini. In Primavera le giornate sono più lunghe e il sole splende nel cielo quindi si possono fare lunghe passeggiate e ci si può trattenere a giocare per strada sino a tardi. La Primavera per me è bella anche perché arriva la Pasqua con la Resurrezione di Gesù e con tutti i suggestivi riti della Settimana Santa e anche, solo un po' però, per le uova di cioccolata con le fantastiche sorprese. La Primavera, secondo me, è la stagione più bella proprio per questo risveglio di colori, profumi e vita: bentornata Primavera!!” primavera!/1 Primaria Via Roma Giorgia “Io adoro la Primavera perché trasmette felicità ed armonia; la Primavera è una stagione speciale perché sbocciano i fiori e spesso, dopo la pioggia, appare l'arcobaleno. Quando penso alla Primavera, nei brutti momenti, immagino un prato fiorito ed io mi sento meglio! Mi piace ascoltare gli uccellini e se vado sull'altalena sogno di essere una farfallina che svolazza nel cielo e può guardare la terra da lassù. In Primavera mi piace cogliere i fiori come le margherite, le rose e le violette e quando annuso i mazzolini che ho formato mi arriva una fragranza bellissima che mi fa quasi svenire. La Primavera fa sorridere il mondo, anche dove c'è sofferenza la allevia e aiuta a pensare positivo perché è la stagione più bella che ci sia. Io ti voglio accogliere Primavera con uno spirito di coraggio e tanta felicità: bentornata Primavera!!” Pare un mondo tutto nuovo! I fiori sbocciano tutti contenti e sono molto numerosi, ad esempio le viole ai piedi degli alberi, le rose vicino alle case, un po' dappertutto. Possiamo dire che, anche quest'anno, la Primavera è qua!!! Quindi urliamo tutti insieme "Bentornata Primavera!” Laura “Caro diario...ti ricordi il primo giorno di Primavera? Era bellissimo! Quel giorno mi ero svegliata molto presto perché volevo affacciarmi alla finestra e veder sorgere il sole, osservare il cielo azzurro e ascoltare il cinguettio degli uccelli. Sì, la Primavera è finalmente arrivata, con tutti gli alberi in fiore e i prati verdi che sopra hanno indossato un manto bianco che sembra quasi neve , invece sono sbocciate le margherite. Con l'arrivo della Primavera si vede più gente per strada, i bambini si rincorrono sui prati e dondolano sulle altalene. Carissimo Diario, è proprio vero: io adoro la Primavera!” Ma non è tutto rose e fiori! La primavera araba (= RINASCITA) Federica “Finalmente dopo tanti mesi freddi e piovosi è arrivata la Primavera, una delle stagioni che io preferisco perché i prati sono pieni di fiori colorati, gli alberi fioriscono, gli uccellini cantano allegramente, gli insetti cominciano a farsi sentire e, visto che le giornate si allungano e il clima è più mite, possiamo uscire a giocare con gli amici. Il parco si anima di bambini che si divertono con il pallone, le biciclette e i gessi colorati, mentre le mamme chiacchierano tra loro. E' come un'esplosione di urla, risate e allegria! Elisa “Il 21 marzo è arrivata la Primavera! Non ne potevamo più dell'inverno: è stato lungo, ma almeno è caduta la neve! Intorno al 19 marzo ho iniziato a vedere i primi segni di questa stagione : l'erba è soffice, soffice come un cuscino verde chiaro, gli alberi sembrano urlare" Bentornata Primavera!", come lo urlano i bambini, che giocano felici e contenti sui prati, nei giardini, nei parchi, per le strade e sulle piazze mentre i genitori si rilassano e vanno a passeggio. È un termine che indica una serie di scontri e sommosse, iniziati tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 in Siria, Libia, Egitto, Tunisia e altri stati orientali, per protestare contro l’assenza di libertà, la violazione dei diritti umani e l’estrema povertà. Iniziative del te rritorio Dalila “La Primavera arriva il 21 di marzo, dopo tre mesi di freddo, pioggia e vento; durerà tre mesi e terminerà il 21 giugno. In questa stagione molti alberi, come il mandorlo e il pesco, si riempiono di bellissimi fiori sfumati di bianco e rosa chiaro. I prati prendono colore;

[close]

p. 4

Numero 2 Pagina 4 Piccoli poeti crescono Classe 4^ Bentornata Primavera di MARCO Primavera gioiosa e bella nel tuo cielo brilla una stella. La mattina splende il sole si rallegra il mio cuore. In giardino spunta un fiore con i petali bicolore. Se non farai la bizzarra canterò con la chitarra Che bella primavera di VERONICA Ecco che arriva la Primavera spunta anche una pera, le castagne vanno via tutte piene di allegria. Ecco arriva una scia piena, piena di allergia Ecco anche la compagnia dei fiori un'armonia! Che bella la Primavera con la sua dolcissima atmosfera! Primaria Via Roma Il Mondo ti vede di DAVIDE Il Mondo gira in tondo come fosse un vagabondo, esso ha tutti gli animali e con loro sempre gioca, proprio tutti uguali non sono: cane, gatto, lupo e oca fanno: bau, miao, uuu e qua qua tanti versi in libertà! Pensa il Mondo " In tutti i paesi delle mie terre non si dovrebbero combattere le guerre” Che bella la primavera! di ANDREA La primavera di GIULIA Il sole saluta la nuvola, i fiori giocano con il prato, la mela è come una rosa, le montagne ritornano verdi, i conigli si arrampicano. Ogni giorno mi sveglio e saluto il mondo lì fuori! Tu brilli più di una stella da quanto sei bella! Tu sei come il sole che porta il buonumore. La poesia Tu sei come la luna di ANGELA che mi porta fortuna. La poesia è come una lampada sempre Tu sei come un cielo blu e io ti amo di più. accesa, Tu sei come l'argento sprigiona luce e sentimenti, che si sparge nel vento. la poesia è simile a una filastrocca ma le filastrocche non fanno sognare! Tu sei una gemma che brilla. Tu sei un fiore colorato. Le poesie sono come gufi saggi: Brilli come l'arcobaleno danno consigli... e mi piaci così come sei. le poesie sussurrano a chi le sa ascoltare. La Pasqua di CHIARA La Pasqua ride là dietro ed è allegra come lo zio Pietro! L'uovo di Pasqua è un grande pallone ovale, come la Pasqua del coniglio pasquale. A Pasqua si consuma la colomba più veloce di una bomba! Purtroppo adesso la mia Pasqua è finita, ma comunque mi sono divertita. Il mare di ELEONORA Il mare celeste e brillante mi fa sentire agile e scattante Il suono delle onde è rilassante Il mio paesaggio preferito è il mare!! Che bella la Primavera con la sua magica atmosfera! Ci sono le api che fanno il miele e sopra gli alberi ci son le mele; c'è un bambino che mangia la pera e una nonna dalle api prende la cera. La Primavera è piena di fiori e i gatti giocano con i cuori, nei fiumi crescono i giunchi e nei prati spuntano i funghi. Ci son gli uccelli, come la pernice, che canta tutto il giorno felice! Per la zia di ALENA La mia cagnolina Macchia di VALENTINA La mia cagnetta di nome Macchia prende il sole sulla cuccia che è una pacchia! Ulula al suono delle campane, abbaia ai gatti e alle persone estranee. Se qualcuno al cortile si affaccia... con i denti gli ringhia in faccia! Bentornata Primavera di MATTEO Bentornata Primavera con la tua colorata atmosfera, il sole ti circonda e pare una grande perla rotonda. Oh mia Primavera! Mi piace il profumo dei tuoi fiori e l'allegria dei tuoi colori.

[close]

p. 5

Numero 2 Pagina 5 Cara scuola ti scrivo Classe 3^ Primaria Via Roma Macomer, 8 maggio Cara Scuola di via Roma, da quando siamo in questa scuola (quella di via Ariosto n.d.r.) sentiamo molto la tua mancanza e abbiamo deciso di scriverti una lettera. Sono tanti mesi ormai che ci siamo trasferiti e non vediamo l’ora di ritornare da te. La scuola di via Ariosto è bella, ma non quanto te; ci siamo abituati ma tu sei sempre la nostra preferita! Qui è difficile salire tutte la scale che ci sembrano 100.000! Non possiamo andare nel tuo bel giardino a raccogliere le castagne, correre liberi e giocare. Quando entriamo o usciamo in via Ariosto siamo tutti stretti stretti e questo ci sfianca; ci mancano anche la segreteria e la sala stampa. La nostra aula è molto grande, ma al centro ci sono: un pilastro che ci dà fastidio e un piano che ingombra. Ci manca tanto la nostra lavagna LIM, qui le lavagne si usano con il gesso, ecco perché le maestre starnutiscono e tossiscono… Dobbiamo riconoscere però che qui ci hanno accolto benissimo e finalmente siamo tutti sullo stesso piano, così ci conosciamo meglio e le maestre possono bere il caffè alla ricreazione. Siamo fortunati anche perché quando piove possiamo andare in palestra senza bagnarci e usare tanti strumenti; è facile sentire le maestre che si sgolano nelle classi vicine e noi ci divertiamo molto. Adesso ti salutiamo cara Scuola, speriamo di rivederci a settembre. Con tutto il nostro affetto, gli alunni della 3^ di va Roma (ora in via Ariosto)

[close]

p. 6

Numero 2 Pagina 6 Dalla cenere al sapone Classe 2^ Primaria Santa Maria Volete saper come fare in casa un ottimo sapone? Noi l’abbiamo imparato nel viaggio di istruzione che abbiamo fatto con i nostri maestri a Badde Salighes. Ecco la ricetta! Ingredienti - 2,5 litri d’acqua - 500g di cenere - 375 ml di olio di oliva - 25 gr di amido - qualche goccia di olio essenziale per dare la profumazione preferita. Preparate la lisciva, mettendo l’acqua e la cenere in una pentola: mescolate bene e fate cuocere il composto per due ore a fuoco lento. Trascorso questo tempo, stendete un panno bianco sopra un secchio e versatevi la lisciva: in questo modo la filtrerete e sarà pulita e senza impurità. In una nuova pentola versate l’olio e portatelo a una temperatura di circa 30°. Lasciate nel secchio circa mezzo litro di lisciva e aggiungete l’amido, versate poi lentamente il resto del composto nell’olio. Mescolate bene, aggiungete anche la lisciva con l’amido e continuate a mescolare. Se volete avere un sapone profumato, aggiungete delle gocce della vostra essenza preferita. Versate il composto in apposite formine e lasciate riposare per almeno due settimane.

[close]

p. 7

Numero 2 Pagina 7 Progetto Continuità Infanzia – Primaria Classe 1^ Primaria Santa Maria “Il Re Diesis ha perso la sua corona. In un viaggio fra musica e magia i bambini dovranno ritrovarla” Una curiosità … All'interno dell'Orto Botanico si trovano vestigia del periodo preromano e romano, fra queste: il pozzo romano, detto libarium , dove bevevano gli attori che si esibivano nel vicino anfiteatro; la grotta Gennari; una cisterna romana ed un tratto dell'acquedotto romano che, da Villamassargia, portava l'acqua a Cagliari.

[close]

p. 8

Numero 2 Pagina 8 Un viaggio per conoscere la pietra sonora Classi 3^ Primaria Santa Maria e Via Roma . Il 12 maggio, ore 8:30, si parte in pullman per San Sperate. Ci accompagnano le maestre Tonina, Maddalena, Monica, Marcella e Franca. La giornata prevede una caccia al tesoro per scoprire alcuni dei 400 murales che rendono San Sperate un coloratissimo paese. Chissà quale sarà il tesoro!!! In pullman ci prepariamo ad Roberto E. affrontare un viaggio di circa due ore; fra Nintendo, macchine fotografiche, tablet, tante chiacchiere e una breve pausa per fare merenda, ci sembra che sia durato un attimo. Nel paese ci accolgono tre simpatiche ragazze, si presentano e ci presentiamo! Inizia l’avventura a San Sperate. Ci dividiamo in tre gruppi, scegliamo i nostri nomi: I celesti (come il cielo), Le pietre sonore (in onore al paese che ci ospita), Le lampadine rosse (che si accenderanno nella nostra mente). Il capitano di ogni squadra ci consegna la prima prova della caccia al tesoro: sono i pezzi di un puzzle da ricostruire che rappresentano un murales del paese, bisogna seguire una mappa e trovarlo in fretta per poter proseguire nella gara! Le nostre accompagnatrici, tappa dopo tappa, ci hanno spiegato il significato di alcune pitture che abbelliscono i muri delle case e i motivi per cui molti pittori del paese le hanno realizzate: per esprimere emozioni, per raccontare fatti del passato, per protestare contro le ingiustizie del mondo. Per tutti noi è stato interessante e divertente, ma anche faticoso perché abbiamo camminato tanto sotto il sole! Però ne è valsa la pena, perché siamo arrivati, stanchi ma contenti, al tesoro: LA PIETRA SONORA. Davanti a un bellissimo parco, fatto di grosse pietre e alberi di arance ci aspetta Maria. Ha capito che siamo molto curiosi e ci mostra subito una cosa meravigliosa: la pietra elastica, un grosso masso con tagli verticali che, se vengono toccati, si muovono come un elastico e un oggetto morbido. Rimaniamo a bocca aperta: ma le pietre non erano durissime?? Maria è la figlia dello scultore Pinuccio Sciola che ha realizzato questo “giardino sonoro” dove le pietre, che tutti noi crediamo mute, suonano e vibrano se accarezzate, dolcemente, con altre piccole pietre. Pinuccio ci racconta la sua vita, risponde alle nostre domande, ci spiega che ha realizzato le pietre che suonano tagliandole con delle ventole molto potenti e ci fa sentire un vero e proprio concerto! Tutti lo ascoltiamo in silenzio, “la musica delle pietre” ci ha emozionato e meravigliato. Si è fatto tardi e le emozioni non ci impediscono di sentire la fame: è ora di pranzo. Mangiamo tutti con grande appetito e ci riposiamo un po’ prima di partire per tornare a Macomer. Le maestre ci credono stanchissimi, ma purtroppo per loro, molti di noi hanno ancora delle energie per cantare e chiacchierare durante tutto il viaggio. Siamo felici di aver fatto questa gita, stupiti e ancora entusiasti per aver visto e ascoltato le pietre sonore! Arrivati a Macomer salutiamo i nostri simpatici compagni di via Roma, con cui abbiamo trascorso questa fantastica giornata e, accompagnati dai nostri genitori torniamo a casa, pronti per raccontare tutto ciò che abbiamo visto. Alla prossima gita!!! Alcuni murales Pinuccio Sciola suona per noi!

[close]

p. 9

Numero 2 Pagina 9 Un viaggio con gli artisti “camminatori” Classe 2^ Primaria Santa Maria Il 4 marzo, siamo andati in treno al Museo Man di Nuoro, per vedere la mostra “Canto di Strada”. Gli artisti sono Hamish Fulton e Michael Hopfner, due camminatori che non hanno creato sculture, quadri o altri oggetti, ma ci hanno mostrato la loro idea di cammino. Di Fulton abbiamo osservato una parete dove c’erano le nuvole e le montagne, che rappresentano il suo cammino in Sardegna, che è iniziato a Cala Gonone, ha attraversato le montagne del Gennargentu ed è finito a Porto Frailis. Nel suo cammino Fulton avrebbe voluto avere le ali, per non calpestare la terra e tutto ciò che c’era sotto i suoi piedi. Il suo viaggio è durato quattordici giorni e lui ha portato con sé la tenda e le provviste per sopravvivere. Anche l’altro artista Michael Hopfner ha fatto lo stesso percorso e ci ha lasciato tante bellissime fotografie del suo cammino, dove si vedevano: le strade, le montagne, le campagne e il mare della Sardegna. Abbiamo capito che le persone camminano per molti motivi; questi artisti camminavano per ammirare la natura, altri artisti del Museo hanno creato opere dove gli uomini camminavano per trovare l’acqua nel deserto, alcuni per spostare il gregge, altri camminavano in processione, altri ancora camminavano per spostarsi da una città all’altra perché non esistevano le auto, le bici o i motorini. Durante il laboratorio abbiamo rappresentato la nostra idea di cammino e anche un posto dove ci sarebbe piaciuto camminare. Su un foglio abbiamo disegnato il nostro piede sinistro (perché, secondo gli antichi Egizi, è quello più vicino al cuore). Sotto il piede abbiamo disegnato quello su cui volevamo camminare, dentro la sagoma del piede quello che vedevamo tutto intorno durante il cammino che abbiamo immaginato. È stato divertente anche se era complicato immaginare ciò che avevamo sotto i piedi camminando, perché pensavamo solo a quello che c’era di fronte a noi. Io cammino. Sotto i miei piedi la neve bianca davanti a me alberi e nuvole. Sotto i miei piedi l’erba, davanti a me il giardino. Sotto i miei piedi la terra, davanti a me le montagne. Sotto i miei piedi fango e pietre, davanti a me un po’ di sole. Classe 2^ Primaria Santa Maria

[close]

p. 10

Numero 2 Pagina 10 Sa chida de su sardu/1 Classi 3^ Primaria via Roma, Santa Maria e Borore Durante la settimana antecedente a "Sa die de sa Sardigna", che si celebra il 28 aprile, le classi terze della scuola primaria di tutto l'Istituto hanno portato avanti il laboratorio intitolato "Sa chida 'e su sardu". Il progetto ha visto gli alunni impegnati a sviluppare in Limba, con il meteodo CLIL, le attività programmate, in lingua italiana, dai docenti all'inizio dell'anno scolastico: sas partes ( le frazioni ), sa zenìa (la famiglia), sa domo e sa mobilia ( la casa e i mobili ), s'ambiente e s'omine, s'abba e s'aria (l'uomo e l'ambiente: l'acqua e l'aria ), sos colores de beranu (i colori della primavera), la canzone " Murinedda", " Su contu de sa pudda Mandronedda ", " Babbu nostru e Ave Maria ". Nei plessi di Santa Maria e Borore sono state le insegnanti di classe, abbastanza esperte, a proporre le attività in lingua sarda, mentre nella classe terze del plesso di via Roma le docenti sono state affiancate per diverse ore dalle colleghe Tonina Ladu e Monica Pintus che hanno messo a disposizione, gratuitamente, il loro tempo in aggiunta al loro orario settimanale, ricevendo come unica ricompensa la gioia e l’allegria dei bambini. Tutti hanno mostrato interesse per la " novità " ed hanno compreso che la lingua sarda non è solo la lingua del ricordo, delle radici e del folclore, ma può diventare lingua del presente attraverso la quale conoscere meglio la realtà che li circonda. GRAZIE MAESTRE! Marcella Castori e i bambini della classe terza di via Roma S’Arbure Naschet che s’omine e che issu matessi podet dare appozzue alimentu. Su primu, dae sa naschida a sa morte affrontada tribulias e trumentu, su secundu lottada cun su entu po poder creschere e fruttos dare. A s’omine po lu fagher campare s’ossizenu li dada che alimentu, fruttos gustosos, reparu in sa calura e in s’igerru sa linna sigura. Cun sas raighinas,mantenet sa terra, fozas e frores li faghent corona, cando est su tempus de s’annada ona de frores profumados est ornadu. Sos puzzones chi Deus at criadu cantan in coro a boghe leada parene nande a donzi persona chi una vida noa est cominzada. Classe 3 B Scuola Primaria Borore Invito alla lettura Sas peleas de Pinòchiu A cura di Albino Pau Ed. Condaghes Invito alla lettura Su sardu gioghende e istudiande M.Teresa Pinna Catte Ed. Condaghes

[close]

p. 11

Numero 2 Pagina 11 Sa chida de su sardu/2 Classe 3^ A Primaria Borore Giocande, ridende, ischerzande imparamoso a connoschere chie semoso e dae inue semoso bennidoso.

[close]

p. 12

Numero 2 Pagina 12 Sa chida de su sardu/3 De sa Mastra Tonina Ladu In sa programmazione de Istoria, pro sa “Sa chida de su sardu” de sas classes terzas, de sas iscolas de Borore, de via Roma e de Santa Maria in Macumele, sunt istaos tocaos custos puntos. -Sa zenia, sas raighinas nostras. -Connoschere sa zenia. -Comprendere chi sas raighinas nostras si fundant in su Tempus passadu. -Osservare e confrontare sa zente de oje (nois) cun cussa de sos tempos passados (sos Mannos Nostros). Su tribagliu fattu in Istoria est su chi at dau sensu a tottus sos argumentos fattos in sardu, peri in tottus sas ateras materias. Pro sas mastras bostras su sardu no est sa limba de una chida, est sa limba de cada die, est sa limba “materna”, sa limba de su coro, de s’anima e comente si usat narrere oje, est sa limba de sas intragnas. Isas sun cuntentas meda de comente azes tribagliau (pro bos premiare dian cherrere a bos cumbidare a sa esta de Nostra Signora de Gonare!...E tantu ja non bos piaghede a girare! O nono?) E tando … cales si siant sas partenzias, cales si siant sos ritardos, cales si siant sas destinatziones de sa vida, pro viazzare tranquillos ammentadebos semper de cussa cantilena imparada in sardu: “Chie so? Deo so…”. Gasi pos torrata a sa mente chi cada omine chi est in sa Terra appartenit a un’erenzia, a una zenia, a una rempula. Ritratto di mia madre Costantino Nivola dere chi in su mundu no ses solu, chi no ses bennidu dae su nudda, chi no ses in su mundu ca b’at locu! Iffattu tuo bat semper atera zente, sa zente tua, dae ube tue dependes; tue, sa familia tua e tottu sos parentes. Bi cheret tempus, bi cheret su tempus a connoschere sas cosas, abellu abellu. Non timas nudda! E tando, cando as a esser mannu, omine o emina chi sias, as a comprendere chi non b’at bentu perunu chi podet pinnicare sas raighinas tuas. A sos pitzinnos e a sas pitzinnas de oje, omines e eminas de cras L’albero della vita — Gustav Klimt Ammentadi pitzinnu! Si ti faghes unu giricheddu in sas biddas de sas mastras tuas, est suzzettu chi ti dimandent su numene e su sambenadu. Su sambenadu? Eja, puru su sambenadu! Ca lis importat meda!- as a narrere tue. Zertu, est importante ca su sambenadu est su caminu, sa direzione de su sambene tuo. Pessadila bene! In custos locos su sambene no est abba! Podes intendere puru: Cuius es? e tue li depes narrere su numene de mama tua, podes rispondere solu chin su numene e sambenadu de mama tua. Ti podene dimandare, galu, de cales sese? A chie appartenis? E tue depes rispondere cun su sambenadu tuo (al plurale) chi ispiegat sa rempula tua, o cun su paranumene de sa familia tua. Dae cue che pesant sa zenia. -Ma custa zente est propriu curiosa! -Nono, no est curiosidade ebbia!Pruite ti cherent fachere compren-

[close]

p. 13

Numero 2 Pagina 13 In compagnia dei giganti Classe 4^ Primaria Santa Maria 13 maggio, noi bambini della classe IV di S.Maria, abbiamo partecipato a un viaggio di istruzione per tutta la giornata. Meta del nostro viaggio sono stati il Museo Civico di Cabras, i resti dell'antica città di Tharros, la torre di S.Giovanni situata nella penisola del Sinis e la chiesa paleocristiana tra le più antiche della Sardegna. Le nostre aspettative per questo viaggio erano tante, sia per l'interesse che avevamo per la visita ai famosi "giganti" di Monte Prama, sia per l'opportunità di trascorrere una giornata diversa e all'aria aperta. È stato un viaggio non privo di emozioni...in quanto l'autista dell'autobus ha sbagliato percorso per ben due volte, procurandoci un certo ritardo sulla tabella di marcia... Alle 9:45, tuttavia, siamo arrivati al museo dove ad attenderci c'era, Marisa, la nostra guida! Il Museo di Cabras è una struttura semplice, ma ricca di reperti archeologici ritrovati nella penisola del Sinis e risalenti al Neolitico e all'Età del Rame. Il periodo pre nuragico e nuragico è documentato dai materiali come vasi, statuine femminili, punte di frecce in ossidiana, accette e lisciatoi, collane recuperati con lo scavo del villaggio di " Cuccuru is Arrius". Il L'età storica è, invece, ben rappresentata da reperti provenienti dall'antica città di Tharros, fondata dai Fenici su un preesistente villaggio nuragico. In questa area del museo abbiamo potuto osservare la ricostruzione del Tophet, ossia il santuario fenicio- punico, da cui provengono numerose urne cinerarie, nelle quali sono deposti resti umani o di animali, Stele di arenaria e anche reperti dell'età romana come lucerne, lingotti di piombo e vasi per trasportare le merci. Infine siamo entrati in un "tunnel del tempo" che, attraverso delle immagini, mostrava gli scavi effettuati a Monte Prama dopo la scoperta del sito. Quest'ala del museo ospita sei statue dei "Giganti ", pugilatori e arcieri, fine- mente restaurati, alti più o meno due metri, con occhi perfettamente circolari e scudi e guanti decorati. Terminata la visita al museo abbiamo raggiunto il borgo di S.Giovanni dove, ad attenderci, c'era un simpatico trenino turistico che ci ha condotto a Tharros, facendoci ammirare la bellezza del contesto naturale della penisola del Sinis e della torre spagnola di S.Giovanni che sovrasta la collina. Finito il giro turistico ci siamo incamminati verso le meraviglie della città di Tharros dove abbiamo potuto osservare i resti archeologici di strade, magazzini, cisterne, due grandi edifici termali, un acquedotto chiamato " il castello delle acque", il tempio delle semi colonne doriche e l'area sacra. Conclusa la visita abbiamo raggiunto il ristorante, dall'incantevole vista sul mare, dove abbiamo consumato il no- Al pomeriggio abbiamo visitato la chiesa paleocristiana di S.Giovanni. La prima cosa che ha catturato la nostra attenzione è stata la struttura stranamente bassa e la forma tondeggiante dei tetti. L'interno è incantevole e ricco di fascino nella sua semplicità . È interamente costruita in blocchi di pietra arenaria presumibilmente provenienti dalle mura dell'antico abitato punico di Tharros. Giunta la sera, dopo un breve momento di ristorazione a Torregrande, siamo ripartiti alla volta di Macomer. Questo viaggio di istruzione è stato bellissimo, abbiamo vissuto per un giorno un modo di "fare scuola" alternativo, visitando ciò che avevamo studiato attraverso i libri e le spiegazioni delle nostre insegnanti. In conclusione possiamo affermare che non ci aspettavamo una giornata così ricca, sicuramente al di là delle nostre aspettative. Grazie maestre!

[close]

p. 14

Numero 2 Pagina 14 Viaggio di istruzione—Trieste e Slovenia Classe 3^ Secondaria Borore E ora vi iamo raccont ndata... com’è a Nel mese di febbraio le prof. ci hanno proposto di fare una vacanza-studio a Malta: una settimana di full-immersion per migliorare la conoscenza dell’inglese. La proposta sembrava allettante, perciò accettammo ENTUSIASTI, nonostante si dovesse affrontare una spesa considerevole. Dopo un po’ di tempo, purtroppo o per fortuna, non si sa, le prof. Hanno ritirato quella proposta e ce ne hanno presentato un’altra: il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia. Inizialmente eravamo un po’ delusi, col tempo, però, ci siamo abituati al cambiamento e, finalmente, dopo varie richieste di documenti, fogli da firmare e tanta, ma tanta indecisione è arrivato il grande giorno. Inoltre abbiamo pensato che il Friuli fosse un posto più sicuro rispetto a Malta… Secondo noi, di questi tempi, viaggiare vicino alle coste africane non è molto prudente. Parlavamo continuamente del viaggio, dell’albergo, delle camere, del numero dei letti e di tutto ciò che dovevamo portarci dietro. Insomma … un vero supplizio! Alcuni di noi avevano un piccolo problema: la valigia non doveva superare i 10 kg.! Come fare? Era impossibile rientrare in quel peso! Noi ragazze, più vanitose, dovevamo portarci dietro tante cose: pantaloni e felpe per tre giorni, il beauty case, una borsettina per i trucchi, lo shampoo e il bagnoschiuma da 100 ml e … le pantofole. Però prova e riprova, siamo riusciti a farci stare tutto! Dopo aver completato la procedura d’imbarco ci siamo sistemati nei posti assegnati. Qualcuno, purtroppo, si è ritrovato degli estranei come compagni di viaggio! Perciò, per evitare di rispondere alle loro domande (chi siete, dove andate ecc …), ha pensato bene di far finta di dormire! Sull’aereo mi trovavo rigorosamente vicino al finestrino per non perdermi lo splendido spettacolo che si poteva ammirare sotto di noi; accanto a me c’erano Lorenzo e Sara. Lorenzo faceva l’esperto viaggiatore e mi spiegava tutte le fasi che avrebbe compiuto l’aereo prima di decollare, -dunque …prima fa il giro della pista per prepararsi al decollo, ed in quel momento inizia la fase di rullaggio, poi si alza in volo, infine si stabilizza, dopo un’ora atterra, se tutto va bene! Alcuni compagni non erano mai saliti su un aereo, infatti, spesso chiedevano spiegazioni ai docenti sul perché di quelle strane vibrazioni, però dopo un po’ si sono abituati all’idea e non ci hanno più fatto caso. Io, nel frattempo, stavo “sclerando” perché durante il volo mi facevano male le orecchie. Finalmente dopo un po’ l’aereo è atterrato e noi siamo scesi sani e salvi! … l’avventura non finisce qui! Sul sito della scuola potrete leggere come prosegue e finisce il nostro viaggio!!

[close]

p. 15

Numero 2 Pagina 15 Storie di amicizia Classe 2^C Secondaria Borore di tempo, abbiamo vissuto momenti fantastici come quando mi diceva “ti voglio bene” o mi abbracciava e Parlarne è difficile perché l’amicizia io mi emozionavo perché finalmenè tante cose. E’ litigare e ridere inte avevo visto il mio desiderio realizsieme l’attimo dopo, è cadere e rialzarsi. zarsi subito perché c’è qualcuno che Ora siamo di nuovo a chilometri e ti aiuta, è guardare sempre avanti e chilometri di distanza e questo mi fregarsene dei pensieri degli altri, fa star male, ma credo sia meglio perché sai che c’è già chi ti ama per vivere distanti che non esserci mai quello che sei. conosciute, perché lei sa rendermi Penso che per una ragazza la cosa felice. più bella sia avere un migliore amico So già che prima o poi perderò i maschio; secondo me è come permiei amici, ma un futuro senza la mettere a qualcuno di entrare nel mia migliore amica non riesco ad proprio mondo, come se, tra tante immaginarlo. insicurezze, si abbia un’ unica certezza. Clizia Una cosa che per me è sbagliata, è dare per scontato il fatto che i compagni di classe siano nostri amici. E’ sbagliato per diversi motivi. Per esempio perché il fatto che ci si conosca da tempo non vuol dire conoscersi a fondo, perché non sai cosa si nasconda dietro un sorriso. Tra tutte le persone che conosco, credo che i miei amici, quelli veri, si contino sulle dita di una mano. Tra questi pochi amici una è la mia migliore amica, ma non la solita amica con cui si parla e ogni tanto si esce. Lei è speciale, la persona più imporInvito alla tante, il punto di riferimento. Nonolettura stante sia un’amicizia perfetta e lei un’amica perfetta, l’unico modo per sentirci è per telefono perché abitiaMark Twain mo distanti 759 chilometri. Quello che più odio è proprio la diLe avventure di stanza che mi divide dalla persona Huckleberry che conta di più per me. Finn E’ una cosa davvero brutta voler abbracciare qualcuno che ti rende felice, e non poterlo fare perché ci sono Baldini e chilometri e chilometri a dividerci. A Castoldi volte la voglia di vederla è talmente forte che l’unica cosa che vorrei fare è prendere il primo volo e andare da lei, per vederla magari anche soli cinque minuti, giusto per vedere il suo sorriso che rende felice anche me. Quest’estate ci siamo incontrate e abbiamo passato insieme un sacco L’amicizia… proverbio dovrebbe essere cambiato in: ”Chi trova un vero amico trova un tesoro” perché delle persone che si fingono amiche, tu ti fidi, ma poi rimani fregato. Invece se trovi un vero amico ti senti soddisfatto. Con gli amici veri c’è un legame diverso dalle altre persone, perché gli amici veri ti difendono e ti proteggono; certo anche tu devi aiutarli, difenderli, farli sorridere nei momenti tristi. Quindi sono e non sono d’accordo con questa frase, però se il proverbio specificasse, allora sì che mi starebbe bene. L’ amicizia è importante perché senza di essa non potremmo vivere bene. Noi abbiamo un sesto senso, l’istinto. Negli animali è molto più sviluppato, in noi homo sapiens sapiens un po’ meno, però lo abbiamo ugualmente e ci aiuta molto. Con l’istinto noi capiamo anche se un amico è vero oppure no. Se un amico è vero: ci ascolta, si fa ascoltare, ci consiglia. Se un amico non è vero: si fa ascoltare, ma non ascolta, si vanta, prende in giro, con lui non si sta bene e si ha il timore di dire qualsiasi cosa. Antonio A. Il

[close]

Comments

no comments yet