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pe r rizioni c is le Aperte o scolastico l’ann 2017 2016/ Il 28 aprile, a Chianciano Terme, il nostro Giornalino riceverà il Premio Nazionale 2016 “Giornalista per un giorno”. Parteciperà all’evento una delegazione dell’Istituto. L’iniziativa che vede, ogni anno, la partecipazione di tantissime scuole italiane, è p r o m o s s a dall’Associazione Nazionale di Giornalismo Scolastico. CONGRATULAZIONI A TUTTI!! Ite Novas? FEBBRAIO 2016 Premio Nazionale 2016 “Giornalista per un Giorno” Ite Novas? Giornalino scolastico dell’Istituto Comprensivo “G.Caria” Macomer L’editoriale del Dirigente Scolastico "L'educazione è l'arma più con spazi di vivibilità per c tude a oven “O gi st’affidad . .” e e. a tie ra gentil e p u ust’o anar Mont La battaglia di Macomer fu uno scontro avvenuto nella piana di Tossilo nel 1478, tra il Regno di Sardegna e il Marchesato di Oristano. Si affrontarono, da una parte le truppe aragonesi, dall'altra i reggimenti sardi guidati dal Marchese Leonardo Alagon. Fu una battaglia molto dura, che terminò con la vittoria degli aragonesi, la distruzione dell'esercito sardo, la fuga e la successiva cattura di Alagon. Questa battaglia segnò il passaggio della Sardegna alla dominazione spagnola. potente che si può usare tutti gli attori, che garanper cambiare il mondo" tisca la giusta attenzione alle esigenze di alunni, (Nelson Mandela) genitori, insegnanti, amLA SCUOLA CHE VORREI ministrativi, ausiliari. Leggevo su un documento, Una scuola che agisca dei tanti che si trovano in secondo gli approcci rete, che ogni insegnante didattici più innovativi, dovrebbe avere in testa un’ che includa tutti, dove IDEA DI SCUOLA. Sono ogni alunno sia speciale, certo che è così. Probabil- dove i docenti si sentano mente anche gli studenti valorizzati e rispettati, hanno un’idea di scuola, i dove dallo scambio di genitori, che affidano ogni idee nascano nuove giorno i loro figli agli inse- competenze, dove si elabori un ”sapere” utile. gnanti, ne hanno una. Anche i dirigenti, da ex Una scuola che renda insegnanti, hanno una loro conto del suo operato idea di scuola, non sempre alla comunità, che sia collimante con quanto ambiente di studio per accade in quella che gover- tutti i docenti e per tutti nano, ma con il ruolo istitu- gli alunni, che generi zionale di guidare un rinno- competenze spendibili nel mondo. vamento costante. Io ho in testa il sogno di Nell’ IC “CARIA”, la mia scuola, abbiamo iniziato una SCUOLA . . . che sia in grado di garanti- l’anno scolastico con un re il successo scolastico a “Atto di indirizzo” con il tutti, che sia organizzata quale ho indicato il per- corso verso la scuola che vorrei: all’avanguardia, trasparente, efficiente, digitale. Tutto il personale docente ed ATA sta lavorando con forte impegno a “costruire” questa scuola, sta studiando, si sta formando, sta sperimentando. Sul nostro sito si trovano le tracce di questo lavoro ben avviato e, certamente, non concluso. Questa è la nostra BUONA SCUOLA, l’arma per far crescere cittadini che lavoreranno per cambiare il mondo, per renderlo migliore. Sergio Masia Dalla Redazione Per la scuola che vorrei mi serve... www.scuolavalore.indire.it www.indire.it/progetto/ avanguardie-educative laboratoriointerattivomanuale.com www.laricerca.loescher.it/ quaderni www.innovazioneonline.it/ didattica-innovativa/ www.imparadigitale.it/laclasse-scomposta-2/ AAA CERCASI SPONSOR Chi fosse interessato può contattare direttamente la scuola: Istituto Comprensivo n°1 “G.Caria” Macomer TEL. 0785/70058-59 FAX 0785/71451 e-mail: nuic872003@istruzione.it blog: macomercaria.blogspot.it Progetto editoriale e grafica: Adriana Fenu Monica Pintus

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Ite Novas? Pagina 2 Insieme … verso un mondo di pace Scuola Primaria Borore — Classi 5^A e 5^B Paris, 13 novembre 2015 6 attentati terroristici 129 morti 200 feriti Nel mese di novembre è stato avviato un percorso sulla legalità che ha coinvolto gli alunni delle classi quinte. Il percorso, scaturito dalla riflessione sugli avveni- menti di Parigi ha visto un momento di reading collettivo preceduto dalla visione di video. La lettura di testi di A. Cazzullo ha favorito il lavoro a classi aperte, con la realizzazio- ne di differenti attività tra cui la costruzione di un cartellone riassuntivo. Un presepe di pace Scuola Primaria Borore — Classi 5^A e 5^B A Natale, nella nostra classe, la fantasia ha giocato un grande ruolo, e così, quasi per magia, le bandiere del mondo sono diventate personaggi del presepe, su uno sfondo variopinto con i colori della pace. I colori hanno ispirato i versi e suscitato momenti L’attività è stata ideata e curata dall’insegnante Graziella NIOLA con la collaborazione del team delle classi quinte. “Non basta parlare di pace, uno ci deve credere e non basta crederci uno ci deve lavorare” E. Roosvelt Invito alla lettura di grande riflessione sulla cristianità, le culture differenti, i valori. In un momento storico dove la pace diventa un’esigenza fondamentale i bambini hanno dato un grande contributo per diffondere il messaggio. SARAH GARLAND Leyla nel mezzo “Leyla e i suoi genitori sono in pericolo. Devono abbandonare la loro casa e fuggire in un altro paese”

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Ite Novas? Pagina 3 “Trecento in bando — vinci uno scaffale pieno di libri” Scuola Primaria Santa Maria La delegazione della Scuola Primaria Santa Maria davanti alla Biblioteca S. Satta di Nuoro. “Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù, e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura”. P.P.Pasolini Sotto le foto del murale realizzato dal pittore Giulio Ledda. Con il progetto “Dal libro…. al murale” portato avanti nell’anno scolastico 2014/15, grazie alla collaborazione della Biblioteca Comunale di Macomer, alla competenza e disponibilità dell'artista Giulio LEDDA, nonché alla sensibilità delle signore Tiziana e Dina FERRARI, della ditta FERRARI, che attraverso la fornitura gratuita delle vernici hanno permesso la realizzazione del murale, la Scuola Primaria di Santa Maria ha partecipato al concorso “Trecento in bando – vinci uno scaffale pieno di libri”. Il concorso, promosso dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e finanziato dalla società Arcus, era riservato a tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado delle Province di Biella, Ravenna, Nuoro, Lecce, Siracusa e della Regione Umbria. La Commissione, presieduta dal critico letterario Arnaldo COLASANTI, professore della Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tor Vergata, volto ormai noto della trasmissione “Uno Mattina”, e composta da Flavia CRISTIANO, Carlo RUBINACCI, Maurizio CAMINITO, Stefania BUSSOLARI, Fiorella DE SIMONE e Marzia MIELE, dopo aver definito i criteri di valutazione dei progetti più interessanti ha deciso di attribuire i premi a 90 istituti distribuiti nelle province su nominate. Quattro le scuole primarie della Provincia di Nuoro premiate, a Nuoro, Siniscola, Irgoli, oltre la nostra scuola Primaria Santa Maria. L’undici dicembre scorso una rappresentanza della nostra scuola si è recata a Nuoro per ritirare il premio che consisteva in una piccola biblioteca, composta appunto da 300 libri che serviranno da supporto per le attività di promozione della lettura programmate all’interno della scuola vincitrice, degli abbonamenti annuali a riviste di settore (Andersen, Il Pepeverde, e LiBeR), il nuovo manifesto dei progetti In Vitro, Dai libri nascono idee, la Guida all'uso dello scaffale per bambini dai 6 ai 10 anni, la Guida allo scaffale per ragazzi dagli 11 ai 14 anni e due fondamentali strumenti per l'accesso al mondo digitale ossia un Tablet e un E-reader, contenenti applicazioni e libri digitali scelti da un gruppo di esperti di letteratura per bambini e ragazzi. E' stato inoltre assegnato un buono di Euro 500 (da spendere nelle librerie di nostra fiducia) per acquistare i libri necessari ad integrare la dotazione bibliografica della scuola. La premiazione si è svolta nell'auditorium della Biblioteca S. Satta, dove dopo i saluti istituzionali dell'Amministratore Straordinario della Provincia di Nuoro Sabina BULLITTA e i vari interventi tra i quali quelli di alcuni componenti della commissione giudicante, gli alunni rappresentanti la nostra scuola hanno avuto l'onore di essere chiamati per primi sul palco dove, con non poco imbarazzo davanti alla numerosa platea, si sono presentati e con orgoglio hanno ritirato il meritatissimo premio. Buona lettura a tutti noi!!!

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Ite Novas? Pagina 4 Progetto Accoglienza Scuola Infanzia Santa Maria — Sezione 4 anni Come sarebbe grigio il filo della nostra vita se non fosse intrecciato con l’amicizia e l’amore. La casina Durante i primi giorni di s c uola le mae s tr e dell’infanzia di Santa Maria hanno raccontato ai loro bimbi una bellissima fiaba popolare russa dal titolo “La casina”. La storia racconta di un’anfora che diventa rifugio per alcuni animali. Essi si accolgono gli uni con gli altri e si organizzano per condividerne lo s p a z i o . Ma, come accade nella vita, non manca il guastafeste che, senza ragione apparente, distrugge l’anfora ignorando perfino le conseguenze del suo atto. I bambini, in seguito, hanno realizzato i disegni di tutti i personaggi della fiaba con varie tecniche. “Casetta casettina chi abita questa casina?” Progetto Continuità — Festa delle castagne Scuola Infanzia e Primaria Santa Maria miglie alle attività della scuola. Filastrocca autunnale “Giro giro tondo l’autunno è in tutto il mondo! Ci son sulle montagne le noci e le castagne e poi sulla pianura c’è l’uva che matura. Sotto gli alberi giganti i funghetti sono tanti”. Quando le lezioni si fanno in cortile. . . Succede alla scuola dell’Infanzia e Primaria del rione Santa Maria, in occasione della Festa delle castagne. Momento di gioco e di incontro fra bambini, docenti e genitori. Occasione per valorizzare le tradizioni e la cultura e per promuovere la partecipazione attiva delle fa- Progetto Continuità — Carnevale Scuola Infanzia e Primaria Santa Maria Con il corpo “Sul vascello i pirati fino ai denti sono armati, ognuno ha la sua mansione per compiere la missione. Mani indietro, mani avanti dicono in coro tutti quanti. Piede su, piede giù ma il tesoro non c’è più. Sull’isola sono arrivati i temibili pirati ma c’è chi nella confusione sbaglia i passi della canzone”. In occasione del Carnevale, con questa canzone accompagnata da una simpatica coreografia, i bambini proseguono il percorso continuità, seguiti dalle insegnanti di classe e accompagnati alla pianola dall’ esperto di musica Maestro Gianni PUDDU.

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Ite Novas? Pagina 5 W il Carnevale Scuola Primaria Santa Maria Carnevale è da sempre per i bambini sinonimo di divertimento oltre che momento ideale per sperimentare il piacere di stare insieme agli altri in allegria. Travestirsi ed interpretare ruoli diversi soddisfa la loro esigenza di fantasticare e promuove lo sviluppo della creatività. Le insegnanti del plesso della scuola primaria di S. Maria, in occa- sione del giovedì grasso, hanno organizzato una festa in maschera per alunni e insegnanti, visto come un momento di condivisione e un’opportunità per conoscere meglio le usanze del territorio. I bambini, dopo aver assistito ad una semplice esibizione degli alunni della scuola dell’infanzia e della classe 1^, sono stati coinvolti in giochi e attività di gruppo nel corso della mattinata come la Tombola, il Karaoke, danze e canzoni tipiche, mentre maestra Federica realizzava spade, fiori ed animali con i palloncini. Gigione, pagliaccio pasticcione Primaria Santa Maria — Classe 3^ C’era una volta, nel Circo dei pasticci, il pagliaccio Gigione. Era molto giocherellone e durante gli spettacoli faceva il giocoliere per far divertire i bambini. Spesso succedeva che le palline che usava gli cadevano sulla testa e i bambini ridevano a crepapelle perché quella scena era molto buffa. Gigione invece si metteva le mani sui capelli per la disperazione. Dopo vari tentativi si rese conto che la giocoleria non faceva per lui e inventò un altro numero per i bambini. Decise di usare la bicicletta, ne trovò Un bambino dice al padre: "Papà, papà mi compri i coriandoli?" e il padre: "No!" e il bimbo: "Perché papà, perché?" e il padre: "Perché ogni volta che li compro li butti tutti!" una molto vecchia che non aveva il manubrio, provò a pedalare, ma cadde tantissime volte riempiendosi il corpo di lividi e graffi. Gli spettacoli per i bambini furono divertentissimi, ma Gigione non era contento e decise di cambiare mestiere. Lasciò il Circo dei pasticci per seguire le orme del padre che faceva il muratore. Il primo giorno di lavoro provò a costruire il muro di un giardino, con il cemento si incollò le mani, le portò alla testa per la disperazione e non riuscì più a toQual è la città preferita dai ragni? MOSCA!! gliersele perché il cemento si era indurito. Da quel giorno andò sempre in giro con le mani sui capelli e, quando gli chiedevano come mai fosse sempre così disperato, raccontava le storie dei suoi pasticci. Noi invece, da allora, usiamo la frase “METTERSI LE MANI SUI CAPELLI” quando vediamo qualcuno che combina dei guai. Per ridere un po’... Pierino dice alla maestra: “Maestra, tu non puoi punire qualcuno per qualcosa che non ha fatto, vero??” “Certamente no!” “Bene, allora...io non ho fatto i compiti!”

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Ite Novas? Pagina 6 Realtà o incubo —“Concorso scrittori di classe” Scuola Primaria Santa Maria — Classe 4^ La creatura mi insegue. È un misto tra Frankenstein e uno zombie. E in mano ha un coltellaccio da macellaio. “Tanto ti piglio!” ringhia. “Lo sai che ti piglio!” Io corro, ma è come stare sopra un tapis roulant, di quelli da palestra: corri, corri e non arrivi mai da nessuna parte. All’improvviso il mostro è sopra di me. Sta per uccidermi. Addio, mondo crudele! “Voi due! Che state combinando?”, la voce è quella della maestra Gianna. “Non si corre nel corridoio!” Il mostro, Gabriele TARDINI della V° B, si ferma. In mano non ha un coltello, ma un righello. Anch’io mi fermo, addosso alla maestra. “Mi avete capito?”, ammonisce lei col dito alzato. Per questa volta me la sono cavata. Ma la prossima? Gabriele mi perseguita e andare a scuola, ormai, è diventato un problema. Tutte le mattine esco di casa terrorizzato, so già che all’ingresso lui verrà da me e con atteggiamento minaccioso mi afferrerà per il collo, mi spingerà verso gli armadietti e mi costringerà a dargli i soldi per acquistare la merenda dal distributore automatico. Ma domani NO!!!! Frequento la IV, a scuola sono abbastanza bravo senza però essere “nerd” (secchione) e mi piace giocare ai videogiochi. Ho studiato geografia e poi ho finalmente trovato il tempo di giocare a Minecraft, a New Word sono sceso in miniera con il mio piccone e le torce, pur essendo stanco dalla lunga giornata scavo e scavo, riuscendo a trovare i miei preziosi diamanti e costruisco la mia armatura e la mia spada. Domani non le lascerò a casa!!! Mi sveglio alla solita ora, preparo il mio zaino senza dimenticarmi spada e armatura. La mamma arriva in camera mia stupita di vedermi già pronto e scendiamo insieme in cucina a fare colazione. Sono molto nervoso e non ho fame, ma la mamma insiste per farmi bere almeno una tazza di the; lo mando giù con nausea e disgusto! Esco di casa pronto ad affrontare il mostro! Per la prima volta nella storia arrivo a scuola in anticipo, così ho tutto il tempo di prepararmi: indosso l’armatura di diamante, bevo la pozione di rigenerazione e impugno la spada. Sono pronto e mi nascondo dietro gli armadietti, uscirò al momento opportuno. Eccolo!! Vedo arrivare il mostroGabriele TARDINI, è da solo e cammina con aria minacciosa, come fa tutti i giorni. Si ferma ed esclama: “Dov’è quel moccioso!” “Eccomi!” urlo con fierezza e lo affronto agitando la spada e avvicinandomi a lui sempre di più. Chiudo gli occhi con l’intenzione di colpirlo, ma quando li riapro il mostro mi guarda con aria divertita e non capisco perché, la mia spada e la mia armatura dovrebbero intimorirlo e spaventarlo! E invece? Mi guardo e mi rendo conto di avere in mano un righello e addosso il mio solito grembiule nero e lui è sempre lì che mi guarda!! Sono terrorizzato, capisco di non avere scampo, prendo coraggio e lo stordisco con un sacco di domande: “Perché lo fai? Cos’hai contro di me? Cosa ti ho mai fatto? Perché mi perseguiti? Perché mi rubi i soldi delle merendine? Perché non sei mai gentile? Perché sei così maleducato?” Gabriele mi guarda con gli occhi sgranati, sembra che stavolta sia lui ad avere paura di me e inizia a indietreggiare. “Se non hai i soldi posso comprare io la merenda per te!”, gli sussurro timidamente. Lui mi dice con voce calma: ”Volevo solo essere tuo amico ma non sapevo come fare”. Io rimango a bocca aperta, rifletto un po’ e riesco solo a dire: “Se volevi essere mio amico, dovevi solo dirmelo, anziché fare il prepotente picchiandomi e rubando i miei soldi!” “Adesso mi mette le mani addosso e per me sarà la fine” penso. Gabriele invece sembra tranquillo, scivola sul fianco degli armadietti fino a sedersi per terra, sembra stanchissimo come dopo un incontro di judo e inizia a raccontare. “Ero piccolo, i miei genitori andavano molto presto a lavorare e io stavo solo in casa con mio fratello maggiore. Lui mi picchiava se non facevo ciò che mi chiedeva. Anche io ho iniziato a essere come lui, credevo che così fosse giusto, che così andasse bene perché in quel modo tutti facevano quello che IO volevo!” Ascolto con gli occhi bassi e penso a come deve essere stato difficile per lui e capisco che se è così prepotente non è solo per colpa sua. “Senti Gabriele, io forse ho la soluzione al tuo problema!” gli dico in tono scherzoso, cercando di nascondere la paura, che ancora non mi ha abbandonato. Lui mi risponde con uno sguardo perplesso: “Che soluzione?! Niente potrà aiutarmi a diventare un bambino migliore e un tuo amico!” Non mi arrendo e continuo: “Conosci Minecraft?” Lui mi guarda sorpreso: “È un videogioco mi pare, ma non ci ho mai giocato”. “Bene” rispondo “che ne dici se domani a casa mia, dopo la scuola, ci giochiamo insieme? Ti farò vedere come combattere i cattivi, ma solo per finta!” Gabriele poggia per terra il grosso palmo della sua mano e si alza; io penso, ancora, che mi assesterà un bel pugno sul muso, invece mi sorride, finalmente, e mi dice: ”Grazie! Ora vado in aula. Ci vediamo all’uscita”. Riesco solo a balbettare qualcosa che neppure io capisco. La campanella annuncia l’inizio delle lezioni, i ragazzini mi passano davanti entrando nelle loro aule, mi sembra di essere qua da un secolo, invece sono passati solo dieci minuti da quando sono entrato a scuola con la mia armatura di diamante. Ops!! Volevo dire con il mio grembiule nero! Illustrazioni di R.Enna

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Ite Novas? Pagina 7 Salviamo le balene — Save the wales Scuola secondaria Borore — classe 2^D Noi, ragazzi della 2D Borore, con sdegno, denunciamo questo vergognoso malcostume e chiediamo a gran voce lo STOP a questo ignobile sport, gridando “SAVE THE WHALES”!!!! Dati ufficiosi dicono che ogni anno vengono sterminati oltre 3.000 cetacei. Come avviene la mattanza? Dove? Nelle Far Oer, arcipelago di 18 isole situate tra Islanda, Norvegia e Scozia, da secoli si pratica un massacro brutale e sanguinario chiamato Griendàdrap, uccisione in massa delle balene. Perchè? La mattanza di questi cetacei è una tradizione che risale a 1200 anni fa, quando questi mammiferi marini erano la principale fonte di sussistenza dei faroesi. europea, inclusa la Danimarca. Tuttavia, nelle Isole Far Oer, il massacro di cetacei continua indisturbato grazie all’ignobile benestare “delle forze di polizia danese, della Marina Militare e del governo danese" che permette tutto ciò. Le balene avvistate, vengono accerchiate da imbarcazioni che le disorientano e le indirizzano verso piccole baie, gremite di cittadini armati di coltelli, arpioni e uncini che danno inizio all’ignobile macello. Il massacro dei cetacei è proibito in tutta l'Unione deltà La cru i animali gl verso cinio o r è ti tà crudel ni della mi o gli u verso Se le conosci le ami! Dalla Redazione Ovidio È l’animale più grande al mondo. ll cuore di una balena è grande quanto un automobile e un uomo potrebbe nuotare nella sua aor- Durante l'anno migra dalle zone polari a quelle equatoriali alla ricerca di cibo. ta, l'arteria principale. Una balena azzurra può cibarsi di 40 milioni di crostacei, ovvero 4 tonnellate, in un solo giorno Per avere un'idea del suo peso si può pensare che essa pesa come 25 elefanti o 4 brontosauri, il dinosauro più pesante mai conosciuto. I richiami delle balene hanno un volume di 188 db, un jet in partenza ne produce 120 db.

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Ite Pagina 8 Animali in via di estinzione/1 Primaria via Roma — classe 5^ Gli scienziati moderni paragonano, non a torto, l'estinzione delle specie che sta avvenendo su scala mondiale, alla grande estinzione dei dinosauri di 65 milioni di anni fa: la grande differenza è che oggi il responsabile di questo fenomeno non è una catastrofe naturale, ma l'uomo stesso. In Sardegna: la martora Origine zoogeografica: introdotta in Sardegna in epoca preistorica. Habitat e ecologia: vive nei boschi maturi, soprattutto nei boschi di latifoglie. Si ciba di animali vertebrati e bacche. Fattori di minaccia: riduzione e antropizzazione degli habitat e incendi. In America: salmone rosso Viene spesso inscatolato e surgelato, ma è utilizzato anche per la produzione di salmone affumicato. I paesi che ne catturano le maggiori quantità sono Russia e Stati Uniti. In Australia: il pitone delle sabbie. È un rettile appartenente alla famiglia dei pitoni e vive nei deserti australiani. Utilizza la sua coda come un' esca, agitando la punta sottile per attirare la preda, mentre rimane immobile con il resto del corpo. In Europa: la lince, predatore dotato di sensi acutissimi, attiva prevalentemente di notte, può attaccare anche lupi e orsi. Si adatta perfettamente all'ambiente naturale le travature dei tetti, che sono un luogo prediletto per costruire i nidi e per dormire, ne incrementano la mortalità. I vecchi bunker militari sono stati trasformati in nuovi rifugi per lo svernamento. della Scandinavia e dell'Europa orientale. La sua pelliccia e la concorrenza alimentare con gli uomini sono stati la sua sfortuna. Per vivere ha bisogno di estese aree boschive e l'alta densità degli insediamenti umani ha limitato i suoi spostamenti. In Polonia ne vivono ancora circa 200 esemplari, per questo il WWF si impegna nella riproduzione della popolazione nei boschi della Masuria (Polonia), dove questi animali vivevano ancora 20 anni fa. LO SAI a chi si dice “Occhio di lince”? A chi ha una vista acuta e penetrante proprio come questo animale! Il pipistrello, uno dei piccoli mammiferi più minacciati, che all'inizio del XX secolo era ancora molto diffuso in Europa. Fattori di minaccia: la distruzione di luoghi adatti alla cova per via del disboscamento dei vecchi patrimoni arborei dove viveva; gli impregnanti per il legno, con i quali vengono trattate La cattiva reputazione è stata la sfortuna del lupo. Da sempre classificato come un animale imprevedibile, anche oggi gli uomini continuano a cacciarlo, nonostante sia una specie altamente protetta. Romania, Bulgaria e Spagna presentano le popolazioni di lupi più numerose. L’orso bruno preferisce le valli rocciose e di difficile accesso anche se un tempo era di casa ovunque ci fossero boschi. Grazie alla tutela di boschi e sentieri è presente di nuovo in Svezia, con circa 700 esemplari, in Romania con 4500 e in Slovacchia con 600 esemplari.

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Ite Pagina 9 Animali in via di estinzione/2 Invito alla lettura RICHARD ADAMS La collina dei conigli Primaria via Roma — classe 5^ ‘Un coraggioso gruppo di animaletti del bosco impegnati nella lotta per salvare la propria casa dalla distruzione. Un racconto potente, con un messaggio importante”. Gli elefanti sono protetti nelle savane dell’Africa Centrale e Occidentale, ma, secondo una nuova ricerca, il loro numero è ancora diminuito del 50%, o forse anche di più, negli ultimi 40 anni. Fattori di minaccia: conflitti civili e la caccia di frodo, calo delle precipitazioni e aumento della concorrenza con le altre specie per le risorse (terra e acqua), diventate sempre meno a causa dell’occupazione umana. Il panda è l' orso vegetariano che vive nelle foreste di bambù dell’Asia. Mangia tra gli 11 e i 22 chilogrammi di bambù al giorno. Fattori di minaccia: il riscaldamento globale (global warming) sta mettendo a rischio le foreste di bambù, di cui si ciba; ha poca energia per adattarsi ai cambiamenti climatici; il 99% del suo cibo è rappresentato dal bambù, dunque addio bambù, addio panda!! La Nasica una delle specie più grande di scimmia che popolano l’Asia. Ha un grande naso a proboscide che nel maschio può raggiungere anche i 10 centimetri di lunghezza mentre nelle femmine risulta più piccolo. vive generalmente in gruppi composti da un maschio adulto, alcune femmine e i cuccioli. Fattori di minaccia: occupa un habitat molto ristretto in prossimità dei bassopiani, delle paludi di mangrovie del Borneo. Per saperne di più. http://www.nationalgeographic.it/argomento/sapeva telo http://www.focus.it/ambiente/animali http://www.wwf.it/ http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/ Lista rossa IUCN - WWF: "Sono 266 le specie italiane che rischiano di sparire". Al top squali, razze, cetacei, uccelli palustri, pesci di fiume, tartarughe marine e fiori rarissimi. E perfino pipistrelli. WWF chiede al nuovo Governo il Piano Nazionale per la Biodiversità e leggi per proteggere fauna e flora. L'Italia rischia di veder scomparire ben 266 specie considerate dagli esperti internazionali sull'orlo dell'estinzione o già estinte come ad esempio l'avvoltoio monaco o il gobbo rugginoso, una bellissima anatra dal becco turchese. Stanno per uscire dall'area italiana molte specie marine, tra cui squali, mante, delfino comune, foca monaca, tartarughe marine, balenottera comune e decine di uccelli che frequentano i nostri laghi e stagni, tra cui anatre, limi- coli, poi pipistrelli, lucertole, tritoni e serpenti. Decine le specie di pesci considerati ormai quasi estinti, tra cui lo storione, il carpione del Garda, l'alborella appenninica. A sorpresa nella Lista rossa ci sono animali apparentemente più comuni come il ghiro, lo scoiattolo rosso.

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Ite Pagina 10 L’angolo della poesia/1 Classi 4^ e 5^ - Via Roma DI NUOVO A SCUOLA L’epifania è passata la scuola è ritornata Si riaccendono luci e riscaldamenti e tutti noi siamo contenti. Le maestre spiegano nuovi argomenti e noi ascoltiamo felici e contenti La scuola è bellissima e noi siamo felici che esista. (Veronica) NEVE La neve assomiglia alla pace si, la pace che scende come un angelo dal cielo, sceso a rappacificare il mondo a far smettere le guerre in Iran e Iraq. (Fabio) NEVE La neve è come un gioco che si scioglie al fuoco che ti copre col suo manto e i bambini si divertono tanto. (Davide) NUVOLE La nuvola è un pezzo di tela di angelo strappata da una tempesta e la pioggia non è altro che il dolore che prova ad essere scaraventata in aria. (Fabio) ALLA LUNA Cara luna splendi nel buio più immenso che non mi lascia dormire ma con la tua luce bianca faccio sogni d’oro. (Emmanuele) NOTTE La notte è quel bambino che entra nel letto e quando le coperte si chiudono sopra di lui c’è un alveare di stelle che brillano per sempre…. (Fabio) IL MARE E’ una distesa di acqua salata sembra una grande lacrima proveniente dall’alto caduta sul mondo per portare vita. (Fabio) L’INVERNO E’ PAROLE …CONFINANTI TORNATO Il coraggio è… Il freddo è tornato un arcobaleno che non finisce mai e il caldo ci ha È un leone che corre nella Savana ormai lasciato È una sfida da superare, Grandi fiocchi come scalare una montagna scendon dal cielo È vincere la paura ricopron la città con un gran velo. È come un mondo che non finisce mai L’allegria è ancora qua È come un sorriso che non ti rattrista e il freddo non ce la ruberà. È come un sentimento molto profondo e ce Le famiglie vanno allegramente l’ha tutto il mondo a casa di tutta la gente, ma se non stai attento….. grandetti e piccini te lo ruba il vento! giocano felicemente nei giardini La paura e’… È arrivato, è arrivato l’inverno! come un’ombra oscura che ti arriva nel (Elisa) sonno È come un mostro che ti viene a spaventa- INVERNO re L’autunno se n’è andato È nera come la notte e ti resta nel pensiero e l’inverno è ritornato È un’ombra immensa che ti pesa sulla co- e un po’ di malinconia scienza l’inverno porta via… È come stare in un bosco di notte La neve cade fiorita È come salire su un grattacielo bianca come una margherita. È infinita perché anche se la superi ritorna Il rosso del sole È come l’oscurità ma è qualcosa che prima il blu delle parole o poi finirà formano insieme un cuore d’amore. È come una corda che ti tiene stretto. (Chiara e Veronica) (Classe 4^) INVERNO L’AMICIZIA L’autunno se ne è andato La mia amica è come una corteccia intor- e l’inverno è ritornato. no all’albero La felicità è ancora qua Mi riscalda come il sole in una giornata e il freddo non ce la ruberà invernale I bambini più piccini Mi rinfresca come l’acqua in un caldo pogiocano nei giardini meriggio È qui, è qui…l’inverno è tornato La sua voce è vivace come il canto di un e il ciclo delle stagioni è ricominciato uccello (Federica) Lei è la mia amica e io sono la sua. (Consuelo)

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Ite Novas? Pagina 11 L’angolo della poesia/2 Primaria via Roma — classi 4^ e 5^ Mamma sei come un girasole che in un prato guarda il cielo. (Simone F.) La mamma è dolce come un fiore che al mattino ti sveglia con un sorriso. (Giulia) La mamma è come una luce che mi illumina che mi tiene al caldo quando fa freddo. (Mattia) La mia mamma è come un fiore che parla. (Stefano) Per me la mamma è bella come una nuvola sul mare. (Alessandra) Un fiore è la mia mamma sempre gentile e calma. (Paolo) La mia mamma per me è come una stella che brilla in cielo. (Veronica) La mamma è bella come un giglio ti accontenta sempre perché ti vuole bene ed è anche carismatica. (Giovanni Antonio) La mia mamma è come il mio angelo custode ... sta sempre vicino a me. (Marco) La mamma è una persona che ti consola allo stesso tempo si innamora ti porta via il rancore ed il cattivo umore. (Beatrice) La mia mamma è dolce come il miele con i suoi occhi lucidi lucidi ed i suoi capelli castani io le voglio molto bene. (Manuela) La mamma ha un cuore grande come il cosmo soprattutto nei momenti di dispiacere e tristezza (Amina) Mia mamma è come un angelo che sta sempre al mio fianco. (Gaia) La mia mamma è come un fiore che sboccia. (Simone P.) La mamma è una rosa che non perde mai colore ma cambia ad ogni stagione con i suoi dolci occhi può sciogliere un ghiacciolo. (Siham) La mamma è come un angelo caduto dal cielo che ti copre col suo velo da quando ero poppante fino a che sarò un gigante. (Davide P.) Riflessioni sull’inverno Caro diario, oggi ti vorrei descrivere l’inverno di quest’anno, insomma non è proprio un inverno con la neve, la pioggia, le nuvole e i temporali; ma sembra l’estate, perché c’è quasi sempre il sole. Quest’anno ha nevicato solo un giorno, che inoltre dopo tutto, si è subito sciolta, insomma non è un inverno, come quello dell’ anno scorso, che nevicava quasi ogni giorno. Però a me in generale piace tanto l’ inverno, perché c’è la neve e posso fare il pupazzo di neve, giocare con le mie amiche sulla neve oppure restare davanti al camino e leggere un bel libro. La cosa che non mi piace dell’inverno è che le giornate sono molto più corte rispetto all’estate. Anche se ha tutti questi difetti l’inverno, è la mia stagione preferita!!! Caro diario ti ho raccontato un po’ di cose su questo inverno pazzerello, ora devo lasciarti, perché mi sta chiamando la mia mamma. Ciao, ciao a presto ☺ LAURA È ARRIVATO L’INVERNO Anche quest’anno l’inverno è arrivato, se pure è un po’ in ritardo. Di solito l’inverno inizia prima di Natale ma quest’anno è iniziato ai primi di g e n n a i o . A me dell’inverno piacciono le nevicate anche se la neve quest’anno si fa un p o ’ d e s i d e r a r e . Le giornate invernali sono un po’ corte ma almeno non ci sono insetti che a me fanno un po’ paura. Nelle fredde giornate invernali mi piace scaldarmi davanti al fuoco del caminetto bevendo una bella tazza di cioccolata calda. Delle quattro stagioni l’inverno è la più malinconica, ma poi arriverà la primavera. VALENTINA Caro Inverno, innanzitutto non sei la mia stagione preferita. Ma non ti devi dispiacere per questo. Anche se non sei il mio preferito qualche tuo aspetto mi piace molto. Per esempio mi piace quando fai nevicare, perché esco a giocare a palle di neve e costruisco i pupazzi. Mi piace anche la tua frutta: mandarini, arance, kiwi. E mi piacciono anche i pomeriggi trascorsi in casa a leggere, a fare giochi di società. Soprattutto, di te, mi piace il Natale, perché parlo solo dei regali ma proprio dell'atmosfera natalizia. Poi c'è Carnevale con le sue maschere, i coriandoli e l’allegria. A volte, caro Inverno, non mi piaci proprio per niente, come quando piove per giorni e giorni. O quando fai soffiare quel gelido vento che toglie il fiato. E se da una parte quando stai per arrivare mi viene un po’ di malinconia perché le tue giornate sono corte e per i disagi che provochi, d’altra parte mi rendo conto che in effetti passi velocemente (solo ottantanove giorni). Infine, caro Inverno, ti posso dire che sei la mia seconda stagione preferita, vieni dopo l’estate. ANGELA Ierru s mporada ieddas te n e d n a u e c u, Carrig zu, tristu z e b , u rr , su pianu benit s’ie st tristu e s a rv a ’e d gia s. E senz àrene bru p ru s ta s Montana E sas fore

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Ite Pagina 12 L’angolo del brivido Classe 5^ - Via Roma RACCONTO GIALLO Era una notte buia e tempestosa, e le persone erano tutte a casa a dormire, tranne una. Era il famoso “ladro rapinatore” di soldi. Si aggirava nei parchi e lungo le vie della città, con un giubbotto nero e un cappello scuro. Appena si avvicinò a una banca, si guardò intorno per vedere che non ci fosse nessuno. Si avvicinò allo sportello del bancomat e da sotto il giubbotto, tirò fuori una borsa, un martello e gli attrezzi da rapina e iniziò a scassinare lo sportello del bancomat, e dopo alcuni tentativi riuscì ad aprirlo. Immaginatevi la sorpresa del rapinatore quando stava per prendere i soldi e… li trovò tutti macchiati d’inchiostro! Purtroppo per lui, il bancomat aveva un sistema di protezione. Appena tentò di allontanarsi, arrivarono i poliziotti che senza perdere tempo lo arrestarono. ANNA IL RISCATTO Mi chiamo Lorenzo, ho dieci anni e la mia storia ebbe inizio nel 2012: l’anno in cui andai in vacanza a Siviglia. Ogni giorno, quando andavo in giro per la città, sentivo sempre qualcuno che parlava di una certa sparizione di tori, ne parlavano davvero tutti ed erano molto preoccupati. Io volevo scoprire chi era il ladro, quindi feci tante domande in giro ed ebbi qualche risultato. Nella mia lista dei sospettati c’erano: -Il dottor Robert, perché era un veterinario e conosceva tutti i proprietari dei tori; -Ettore, perché da giovane aveva fatto il torero; -Carmen, perché aveva un negozio di mangimi per animali; Invito alla lettura AGATHA CHRISTIE Dieci piccoli indiani “Dieci persone estranee l’una all’altra sono invitate a soggiornare in una splendida villa su un’isola. Non c’è il padrone di casa ad aspettarle, trovano una poesia...” -Carlos, perché da giovane era un macellaio. Un giorno, mentre passeggiavo in campagna, incontrai un toro libero. Anche se avevo paura lo seguii e mi imbattei in un pascolo di tori abbastanza lontano dalla città. Io mi nascosi e capii subito: arrivarono insieme i due vecchietti Carlos ed Ettore. Decisi di farmi vedere e loro mi chiesero di non parlarne con nessuno perché volevano riscattarsi con i tori. Pensai di seguire il loro consiglio e di non raccontare niente. Diventò il nostro segreto. DAVIDE S. La casa fantasma Classe 5^ - Via Roma Lago artificiale in provincia di Oristano. Per la sua realizzazione furono impiegati 16.000 operai. Il 2 febbraio 1941 la diga fu attaccata, con dei siluri, da alcuni aerei decollati da una portaerei inglese. IL LAGO OMODEO Ieri 17/1/2016 sono andato a vedere una cosa molto particolare: la casa riemersa dal lago Omodeo. Tanti anni fa l’ingegnere Angelo Omodeo costruì una grande casa vicino al lago ma con la piena fu sommersa. La casa è in buono stato per essere stata tanti anni sotto l’acqua. Sono rimasto colpito dalle grosse radici di un albero secolare e dai rami che un tempo erano alberi da frutto. Ho scoperto che per costruire la diga ci sono voluti circa sedicimila uomini e che il lago ha preso il nome dell’ingegnere che ha costruito la diga. Mi sono divertito tantissimo. LUCA

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Ite Novas? Pagina 13 Giochi di ieri e di oggi Classi 5^ - Via Roma L’ESPERIENZA DI ANNA (11 anni nel 2016) Fin da piccola il mio papà mi ha portato sempre al mare e mi ha insegnato a nuotare. Quando sono diventata un po’ più grande mi ha comprato la maschera e le pinne e siamo andati a vedere i pesci sul fondo del mare. Da piccola usavo una biciletta con le ruote piccole per non perdere l’equilibrio ma all’età d 7 anni con la nuova bicicletta ho iniziato a seguire il mio papà con la sua bicicletta. Il monopattino è stato un altro gioco che mi ha regalato il mio papà e che abbiamo usato insieme. Quello di mio padre era molto grande e il mio era molto piccolo ma insieme correvamo veloci sulle piste ciclabili di Alghero. Da piccola il mio papà mi portava con lo zaino “porta bimbi” a fare piccole escursioni al mare ed in montagna. Quando sono cresciuta di più mi ha comprato gli scarponi e lo zaino da trekking e mi ha portato sui sentieri del Supramonte di Dorgali, Baunei e Oliena. Adesso che sono più grande il mio papà mi ha insegnato ad arrampicarmi sulle pareti rocciose e da poco anche a scendere sulle corde da alpinismo. Io con mio padre passo tantissimo tempo . . . sono fortunata!!! INTERVISTA ALLA SIGNORA ARIANNA MAMMA DI GIULIA (11 anni nel 1988) Arianna e il suo papà non giocavano molto insieme perché rientrava a casa molto tardi dal lavoro. Però qualche volta giocavano a carte insieme alla mamma e ai fratelli. Arianna frequentava la scuola anche al pomeriggio, ma il sabato restava a casa e aiutava la mamma, insieme alla sorella, nei lavori di casa. Quando la mamma lo permetteva tutti andavano a giocare per la strada e si divertivano tanto. INTERVISTA ALLA SIGNORA GESUINA NONNA DI DALILA (11 anni nel 1951) Mia nonna viveva in una casa dove non c’erano le comodità di oggi, ad esempio nella stanza principale non c’era il camino ma un focolare al centro della stanza. Lei si rivolgeva ai genitori dandogli del “voi” e parlavano di quello che succedeva in paese. Quando era più grande, mentre i fratelli andavano a lavorare, lei sbrigava le faccende domestiche: faceva le pulizie, lavava i panni, e preparava il pranzo o la cena. La ser a, soprattutto d’inverno, si andava a letto presto perché ci si svegliava all’alba. In quei tempi la giornata era molto impegnativa e solo a tavola c’era l’occasione per stare tutti insieme. Gesuina con il suo papà non poteva mai giocare perché tutti dovevano lavorare tanto, pochissime cose si potevano acquistare nei negozi e dovevano essere preparate casa come il pane, la paste, il formaggio e così via. Gli unici giochi si facevano con le sorelle o con le compagnette del vicinato per la strada. C ITA’ S O URI TOP TEN DEI GIOCHI PIÙ AMATI DAI BAMBINI NEL 2015 In base a recenti sondaggi questo è l'elenco dei giochi più venduti nell’anno 2015 tra i bambini e i ragazzini. 1°MINIONS. Un vero e proprio tormentone del 2015. 2° COSTRUZIONI. Tra le più vendute le costruzioni LEGO. 3° TABLET, SMARTPHONE. 4° MASHA E ORSO. Peluche, giochi, bambole, tutto legato al mondo di questo simpatico cartone animato russo. 5° PEPPA PIG. Peluche e giochi di Peppa Pig 6° VIDEOGIOCHI. I più venduti sono Star Wars, Lego Marvel's Avangers, Just dance 2015; e per gli over 14 toviamo: Watch dogs, Fifa 15, Call of duty, Minecraft e Gran turismo 6. 7° FROZEN. Frozen congela letteralmente la Barbie! 8° MONOPOLI. Gioco da tavolo sempre in voga. 9° GIOCHI DI GRUPPO. Giochi da fare in compagnia come "Occhio al fantasma", Twister e Archeogiocando. 10° LA PICCOLA CUCINA. La piccola cucina, la pasticceria, il supermercato e la gelateria, tutti riprodotti in piccolo per i più piccini. Se vuoi saperne di più http:// www.webalice.it /antvice/ GIOCATTOLI.html http:// cultura.biografieonl ine.it/storiadel-giocattolo/ IL FILM

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Ite Novas? Pagina 14 Italia — Moldavia, scambio culturale/1 Scuola secondaria via Ariosto La signora Patrizia, autrice dell’articolo, è la mamma di Chiara che, insieme ad un gruppo di compagni della scuola secondaria di via Ariosto, ha partecipato allo scambio culturale con le scuola della Moldavia, con cui il nostro Istituto è gemellato. Pubblichiamo volentieri la sua testimonianza che potrà servire da stimolo e incoraggiamento ai genitori dei ragazzi che partiranno e che ospiteranno i loro “gemelli”. Ho sempre pensato che non ci sia errore più grande che tenersi i figli sotto la propria gonna e che è un nostro preciso dovere di genitori favorire loro buone esperienze, che li aiutino a crescere nella giusta direzione, affinché possano diventare persone di valore, capaci di osservare il mondo con occhi diversi. Detto questo, si sa che “tra il dire e il fare” c’è sempre di mezzo qualcosa e, a tale proposito, nonostante la premessa, quando la Scuola ci ha informato che c’era la possibilità di realizzare un progetto formativo finalizzato a uno scambio culturale con la Moldavia, ho avuto qualche perplessità. Come genitore di una ragazzina di 13 anni appena compiuti, non ero pronta ad accoglierlo! La mia, all’inizio, è stata una voce discordante. Sono subito entrata in un “trip” mentale del tipo: “Chiara è troppo piccola! La Moldavia è troppo lontana! Troppo dispendioso e pericoloso in un periodo di attentati vari! E poi la famiglia ospitante sarà davvero una buona famiglia?” Per me questo viaggio rappresentava un vero salto nel buio! Ho pensato che la cosa più giusta fosse quella di tenere Chiara ancora sotto la mia gonna. NO! Non ero assolutamente pronta a farle fare questa esperienza! Questa è stata la mia reazione iniziale. Ma si sa che le idee e le posizioni prese possono cambiare e, infatti, grazie a una buona mediazione da parte del Dirigente Scolastico, che credeva fortemente in questa idea e ci ha fornito buone garanzie, il progetto è partito. Non vi nascondo che all’inizio ero abbastanza preoccupata e, più di una volta ho avuto momenti di cedimento e con me anche Chiara, ma tra la richiesta del passaporto e l’organizzazione del viaggio, siamo arrivati alla data di partenza. Ad accompagnarla due insegnanti delle loro classi: la professoresse Maria MASIA e Paola BATTELLI: insegnanti e mamme. Chiara era in buone mani! Questo mi ha molPatrizia Murgia to rassicurata e confortata. Tra genitori e scuola si è subito creata una buona intesa, grazie al gruppo formato su whatsapp è stato possibile seguire tutte le tappe del viaggio in tempo reale. Il Dirigente e le insegnanti sono stati veramente bravi nel coinvolgerci, c’è stata una buona collaborazione, abbiamo comunicato tra noi con messaggi e fotografie e questo mi ha fatto sentire parte integrante di questo viaggio, rafforCartina e stemma zando il significato e il valore della parola “scambio”. della Moldavia. Per Chiara è stata senza dubbio un’esperienza importante e significativa. Mi ha stupito la capacità di apertura e di Non vi pare che abbia adattamento verso il “nuovo”. Le sue sono state impres- la forma di uno stivasioni positive: ottima intesa con gli insegnanti e buona le, esattamente come integrazione nella famiglia ospitante. Nei suoi resoconti l’Italia? c’erano tutti: il babbo e la mamma di Laura, la nonna, la cugina, anche il cane! Una normale famiglia, quasi conosciuta! Anche la scuola moldava ha suscitato il suo interesse e la sua ammirazione. Una organizzazione scolastica molto diversa dalla nostra, sicuramente per la grande disciplina e per il modo diverso di fare lezione: lì sono gli alunni che si spostano di aula in aula, a seconda delle discipline, per seguire le lezioni. Chiara ha trovato semplice entrare in relazione con i ragazzi moldavi, nonostante la barriera linguistica, che non ha impedito di creare tra loro legami affettivi. Per quanto riguarda la lingua inglese, visto che in Moldavia gli studenti la parlano correntemente, il viaggio ha fatto la differenza, consentendo a Chiara di migliorarlo in maniera esponenziale. Al suo rientro, infatti, il suo commento è stato che se la permanenza in Moldavia si fosse protratta, il suo inglese sarebbe decisamente migliorato. Da questo viaggio è tornata più sicura di sé e sarà un’esperienza che l’aiuterà ad allargare i suoi confini mentali, ad avere più fiducia in sé e nelle sue possibilità. Come famiglia mi sono sentita molto coinvolta nell’ospitare Laura, la ragazza moldava, quando è venuta in Sardegna. Aprire le porte di casa ed accoglierla nel nostro nucleo familiare, non nascondo, non è stato così semplice, soprattutto all’inizio, vuoi per la diffidenza iniziale di Laura, vuoi per la barriera linguistica e per la poca familiarità con questo tipo di esperienza. Ma è anche vero: sono proprio le esperienze nuove e diverse che ci fanno fare il salto. Dal piccolo del nostro vissuto di tutti i giorni,oltre ad essere riuscita a creare un buon legame affettivo, Laura è stata capace di familiarizzare con le nostre abitudini, la nostra lingua e, quindi, ad integrarsi. C’è stato tra noi e lei uno scambio di grande affetto, manifestato con una lettera lasciataci. Sono sicura che, giunta in Moldavia, ha parlato della Sardegna, e di noi che l’abbiamo ospitata, con tanto affetto. Mi dispiace che il tempo atmosferico non sia stato buono e che abbia rovinato molte attività programmate dalla scuola. È stata un’esperienza che ha coinvolto tutta la famiglia perché a viaggiare assieme a Chiara sono stati anche i nostri pensieri e le nostre emozioni. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo viaggio.

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Ite Novas? Pagina 15 Italia — Moldavia, scambio culturale/2 Scuola secondaria via Ariosto Chiara, una delle alunne che ha partecipato al gemellaggio con le scuole moldave, ci racconta la sua esperienza. Dopo aver passato cinque giorni in Moldavia ospiti nelle famiglie di alcuni nostri coetanei, alunni del Liceau Teoretic I. Creanga di Chişinău, a fine Settembre è toccato a noi ospitare gli amici moldavi nelle nostre case e fargli conoscere il nostro paese e la nostra cultura. Il primo giorno, dopo essere andati ad accoglierli all’aeroporto (appena ci siamo visti ci siamo corsi incontro ed è scappata anche la lacrimuccia), abbiamo passato tutti insieme la giornata ad Alghero. Qui, gli abbiamo fatto visitare la città e poi non è mancata la visita grado il tempo si sia rovinato e abbia portato abbondanti piogge, noi e i compagni moldavi siamo usciti tutti insieme e abbiamo presentato loro i nostri amici, con cui hanno legato subito. Proprio a causa del brutto tempo sono saltati tutti i programmi fatti dalla Scuola, ma il divertimento non è mancato, quando trascorrevamo il tempo riuniti tutti insieme in al mare, con bagno incluso, grazie al bellissimo tempo e al meraviglioso sole. È stato bellissimo rivederci, poterci raccontare a vicenda le cose fatte durante le vacanze estive, i posti visitati e tutte le ultime cose belle successe. Nei giorni successivi, mal- casa. Il rapporto che si è instaurato a casa mia tra Laura (la mia “gemella” moldava) e i miei è stato molto bello, perché si è affezionata da subito a noi e per questo è stato semplice anche comunicare, malgrado a casa nessuno di noi sapesse parlare l’inglese correntemente. Anche gli strafalcioni per quel che riguarda la lingua avevano come conseguenza una risata e non occhiatacce, come ci aspettavamo, da parte di Laura che parlava l’inglese decisamente meglio di noi. È stato particolarmente bello l’ultimo giorno che abbiamo trascorso tutti insieme, dalla mattina a scuola, alla sera al liceo. In particolare la sera ci siamo divertite tantissimo: abbiamo ballato, riso, scherzato e mangiato. Questa dello scambio con la Moldavia è stata un’esperienza decisamente bella, che rivivrei molto volentieri per quanto riguarda l’aspetto scolastico, perché mi è servita per migliorare il mio inglese, ma anche per quanto riguarda le amicizie, perché ho conosciuto veramente tante persone, nonostante la mia timidezza. È stato bello anche riuscire a legare così in fretta, in così pochi giorni, con una persona mai vista prima e poi continuare ad avere un legame molto bello (con Laura ci sentiamo ancora), nonostante la distanza. Chiara Sorte 3^ B Le bandiere sono state realizzate dai piccoli alunni della Scuola dell’Infanzia di Santa Maria, in occasione della visita a Macomer della Delegazione moldava.

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