Diventare grandi

 

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a.S. 2011-'12 - Scuola dell'Infanzia "L'Albero delle farfalle"

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DIVENTARE GRANDI Storie di nuove amicizie e nuove scoperte Scuola dell’infanzia Statale “L’albero delle farfalle” Sezione tre anni – anno scolastico 2011/2012 dddddddddddddddddddd dddddddddddddddddddd dddddddddddddddddddd dddddddddddddddddddd dddddddddddddddddddd dddddddddddddddddddd dddddddddddddddddddd dddddddddddddddddddd ddddddddddddddddddd

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• INDICE • AMBIENTAMENTO • ESPERIENZE PROGETTUALI • ESPERIENZE SPECIALI • AUTORI E PROTAGONISTI • BIBLIOGRAFIA

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Ambientamento: attese e trepidazioni di tutta la famiglia Per alcuni bambini e per i loro genitori l’inserimento alla scuola dell’infanzia rappresenta la prima occasione di ingresso nel mondo, il transito dal contesto affettivamente protetto della famiglia all’ambiente pubblico dell’istituzione. Anche per i bambini e le famiglie che hanno l’esperienza pregressa della frequenza del nido, l’ambientamento nella scuola dell’infanzia costituisce comunque un passaggio emotivamente connotato da aspetti di novità e di ambivalenza, che possono oscillare dalla trepidazione per l’approccio ad una realtà non familiare in cui lasciare il proprio bambino, alla positiva constatazione che il figlio “sta diventando grande” ed è in grado di affrontare delle nuove esperienze senza la presenza della mamma e del papà. L’ambientamento nella scuola dell’infanzia è un passaggio nel ciclo di vita dell’intera famiglia. Il bambino e la sua famiglia si devono inserire a scuola, entrambi devono essere disponibili a lasciar entrare all’interno della diade il nuovo sistema: la scuola, le nuove figure di riferimento.

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Lasciarsi per ritrovarsi Durante l’ambientamento abbiamo cercato di guidare genitori e bambino a non rappresentarsi la separazione come un processo che divide, ma piuttosto come un processo che riconnette: ci si allontana per un certo numero di ore al giorno, ma non per dividersi, ognuno ritorna alla relazione con delle esperienze nuove maturate nel frattempo, da condividere attraverso il racconto, il gioco, lo stare insieme. L’esperienza della separazione comporta il ritorno, la maturazione e l’arricchimento reciproco.

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Primi momenti per conoscersi: LA MERENDA INSIEME La magia delle bolle di sapone… Studiarsi un po’…. Un pomeriggio insieme per guardarsi, scoprirsi, riconoscersi e conoscersi, correre, giocare, ridere e …mangiare! Il cibo è “socializzante”…

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Primi giorni a scuola per … Stringere forte la mano della mamma Nascondersi tra le braccia della mamma Giocare a scuola … con il papà! Imparare a conoscere le “tate”, i nuovi spazi, i giochi …

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Giocare, fantasticare, scoprire …. “La fantasia è più importante della conoscenza” Albert Einstein

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La quotidianità, le autonomie, gli incarichi … E’attraverso l’interpretazione dei gesti e delle azioni ripetute, consolidate nelle routine di ogni giorno, che il bambino trova il suo posto nel mondo delle relazioni e apprende la cultura del gruppo a cui partecipa, le sue regole, i ruoli e le pratiche che strutturano quella realtà. “Io sono grande perché mangio da solo!” Filippo D. “L’amicizia è un’anima sola che vive in due corpi” Aristotele Le coccole nel momento del sonno …

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“Io oggi faccio il gioco dell’appello” Emma C. Sbucciare i mandarini in autonomia Sofia e Filippo L. camerieri!

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Diventare amici … Primi pensieri “di amicizia” “Riccardo, io ti voglio amico!” Emanuele Aurora Heinrich “Io abbraccio la Sofia perché mi vuole bene” “Io abbraccio Emanuele perché non viene la mia mamma” “Io abbraccio la mia mamma, i miei amici, quelli che mi salutano e a scuola abbraccio la Sofia” Arianna “Mi piace Valentino e io lo abbraccio” “Abbraccio Michael perché gli voglio bene!” Ranim Valentino uno dei sentimenti più belli da vivere perché dà ricchezza, emozioni, complicità. Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità; si può camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti centinaia di migliaia di chilometri” Susanna Tamaro “L’amicizia è

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I biscotti dell’amicizia … Cucinare è fare, manipolare, sentire, riflettere, raccontare, conoscere e capire; azioni e processi mentali che si mescolano con le emozioni, le fantasie e i ricordi. E’ questa l’alchimia giusta per cucinare insieme. Un’attività molto importante per la crescita personale e culturale di ognuno di noi, che richiede gli “ingredienti” giusti: • TEMPO per i profumi, gli assaggi, le ricette, i giochi sensoriali, le emozioni e i ricordi. • LENTEZZA per comprendere fino in fondo quello che si fa per raggiungere manualità fine. • METODO per organizzare le fasi. • DISPONIBILITA’ per lavorare in gruppo. Piccoli grandi cuochi

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Osservare, assaggiare, annusare, manipolare, riflettere, capire, fantasticare, ricordare ….....

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Esperienze progettuali “Progetto musica” Associazione “Lo schiaccianoci” La musica è un linguaggio universale, carico di emozioni e ricco di tradizioni culturali. Il bambino, interagendo con il paesaggio sonoro, sviluppa le proprie capacità cognitive e relazionali (Indicazioni per il curricolo 2007). La musica è cultura, relazione ed emozioni: è un linguaggio carico di codici e significati che preludono all’incontro con bambini di diverse età, di diverse culture, con diverse preferenze e motivazioni musicali. In particolare la vocalità è parte della nostra cultura fin dalla nascita: le mamme cantano ai loro figli filastrocche e ninnananne. Noi facciamo musica con il contatto “fisico” con gli strumenti e con la nostra vocalità in modo collaborativo con i pari (concetti pedagogici fondamentali). Attraverso una pratica attiva e creativa della musica a scuola si sviluppano le caratteristiche di comportamento sociale (tolleranza, senso di responsabilità, condivisione e scambio) mentre si valorizzano le identità di persone e di gruppo.

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La musica diviene allora un’esperienza umana che aiuta a sentirsi vicini agli esecutori (nella musica di insieme) e ai compositori. La musica è un linguaggio interdisciplinare che influenza la sfera delle emozioni, ma allo stesso tempo consente di ritrovare l’equilibrio tra ragione e sentimento, tra mente e cuore (“l’emozione – afferma Luigi Berlinguer – è un importante veicolo e traino per la conoscenza e la riflessione. Nella nostra scuola occorre un’iniezione di emotività. Va sollecitata l’intelligenza emotiva, che tutti hanno e che è in grado di moltiplicare il rendimento scolastico di tutti. La musica può fare il miracolo di rendere gioioso uno studio faticoso e severo, di coniugare attrattività e autodisciplina. E’ coralità, cioè elevata socializzazione all’insegna della responsabilità”). “La musica è l’armonia dell’anima” Alessandro Baricco “Mi piace cantare, mi sento tutto felice!” Nicola C.

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Progetto “Esperienze cromatiche” Il colore è un mezzo educativo di notevole importanza per chiunque si occupi di infanzia come genitore o come insegnante, perché permette di cogliere quel mondo sotterraneo fatto di emozioni che il bambino non riesce ad esprimere totalmente con la parola. Già nel primo anno di vita attraverso gli scarabocchi, il bambino manifesta i bisogni di tenerezza ed attenzione, la gioia ed anche le eventuali tensioni, assumendo le diverse modalità di comportamento e di atteggiamento nei confronti dell’ambiente sia familiare sia scolastico. Il linguaggio non verbale, correlato ai gesti automatici, possiede quindi un’importanza rilevante per la formazione educativa durante tutta la fase di crescita. Tecniche diverse: Pennarelli e grafiche libere

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