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Scuola dell’infanzia statale “L’albero delle farfalle” Montecavolo Con-tatti naturali: il mio amico albero Sezione quattro anni – anno scolastico 2009/2010

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• INDICE • PREMESSA • ESPERIENZE PROGETTUALI • ARTISTI IN NATURA • AUTORI E PROTAGONISTI • BIBLIOGRAFIA

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EDUCAZIONE AMBIENTALE: Portare l’educazione ambientale nella scuola è un modo diverso per condurre i bambini ad apprendere i fenomeni naturali che li circondano. La società odierna presenta ai bambini ritmi di vita frenetici, si devono impegnare le giornate con molteplici attività. Quando ci si ferma si sta davanti al televisore ad osservare immagini in continuo scorrimento, che non permettono di pensare con la propria testa, di elaborare autonomamente concetti di causa ed effetto, di poter ipotizzare con calma ciò che potrà avvenire. I bambini si trovano raramente nel silenzio e, spesso, quando viene loro richiesto di riflettere da soli, faticano a concentrarsi e a rimanere in silenzio. Solo il silenzio, però, permette di “ascoltare” il rumore della natura, dal ruscello che scorre allo stormir delle foglie, al dialogo degli uccelli che costruiscono il nido, al ramo che si stacca dall’albero perché ha completato la sua funzione. L’Educazione Ambientale è un modo per guidare i bambini a osservare la natura e il suo equilibrio e a scoprire che il tempo della Natura non è il tempo dell’Uomo moderno. La natura offre un modello: non è possibile vedere subito gli effetti delle azioni che si compiono. Per osservare i cambiamenti occorre molto tempo, ci vuole pazienza, saper attendere: la preparazione del terreno, la semina, la germinazione, la nascita della piantina, lo sbocciare del fiore e la maturazione del frutto comportano momenti di osservazione, riflessione, confronto, attesa.

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ALLA SCOPERTA DEGLI ALBERI: Avete mai sognato di abitare in una casa sopra l’albero? Cosimo, giovane adolescente, personaggio del racconto (Il barone rampante) di Italo Calvino, ci restò fino alla fine dei suoi giorni. Dopo un banale litigio con il padre smise di stare con i piedi per terra e salì sugli alberi del giardino per non scendere più. Forse non sarà una soluzione comoda ma che visioni da lassù! L’albero è un rifugio, è custode di antiche storie, ci fa respirare, è dimora di animali, ha il cielo a portata di mano e le radici aggrappate al cuore della terra. Gli artisti di ogni epoca l’hanno dipinto, scolpito, inciso, i poeti l’hanno cantato. Per Garcia Lorca gli alberi sono “frecce cadute dall’azzurro”, la loro musica viene “dall’anima degli uccelli, / dagli occhi di Dio, / da una perfetta passione”. Sappiamo che c’è una simpatia istintiva dei più piccoli verso la natura; infatti basta osservare i loro disegni per vedere quanto sono popolati da fiori, alberi, e cieli splendenti. Questo amore istintivo che il bambino nutre per la natura ci è stato guida per proporre come esperienza didattica: “LA SCOPERTA E CONOSCENZA DELL’ALBERO, inteso come elemento di vita – che serve alla vita dell’uomo”. La natura si presenta e si svolge secondo un ordine, una gradualità, una sistematicità del tutto aderenti alla psicologia dell’infanzia. E’ il primo serbatoio da cui attingere i criteri per decifrare e scoprire il mondo quotidiano.

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Crediamo che occorra proporre un modello didattico del “naturale”. Coscienti dell’importanza dell’aiutare il bambino a guardare la realtà che lo circonda con occhi attenti, Per scoprire le meraviglie in essa racchiuse, consapevoli che dai tre ai sei anni le ricerche che si intendono fare vanno focalizzate su obiettivi ben definiti e per quanto possibile concreti è nostro impegno promuovere molteplici attività progettuali fatte di ricerca, osservazione, esplorazione, analisi. Per Maria Montessori la natura è cultura, è scienza, è conoscenza: “Il bambino compie le sue meravigliose conquiste a cominciare dalla conoscenza dell’ambiente…ha un potere di sensibilità così intenso che le cose che lo circondano risvegliano in lui un interesse ed un entusiasmo che sembrano penetrare la sua stessa vita”. Abbiamo cercato di proporre una “scuola problematica”, che stimoli l’attività proponendo quesiti, creando le capacità operative di risoluzioni, suggerendo possibili vie di esperienze aperte e dinamiche, ma lasciando ai bambini la gioia della scoperta ed il gusto del fare da sé. Poiché i bambini sono per natura particolarmente inclini all’attività fantastica abbiamo proposto una didattica in sintonia con le esigenze di fantasia, immaginazione e gioco. “La fantasia ci può dare la chiave per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”. Gianni Rodari

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GITA A MAROLA Esplorazione del bosco e raccolta di castagne Siamo andati a Marola a raccogliere le castagne. (Giulia M.) Abbiamo giocato in mezzo agli alberi con i rami e scivolavamo giù dalla montagna. (Filippo F.) Il bosco era pieno di alberi grandi, le foglie attaccate ai rami erano verde scuro, quelle in terra erano marroncine secche. Gli alberi li ho guardati bene ed erano tutti diversi. (Margherita)

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C’erano tante cose sotto agli alberi: ricci, noci, ghiande, funghi. Le castagne che ho preso poi le mangerò, ma non c’era neanche una castagna grossa! (Alessio) I ricci sono quelli che hanno dentro le castagne. (Federico) I ricci pungono perché hanno le spine. (Luca) I ricci pungono perché hanno dentro le castagne e così non si possono aprire. (Nermine) Così i ricci proteggono le castagne e noi non le mangiamo. (Lorenzo) La cosa che mi è piaciuta di più della gita sono state le castagne che ho mangiato crude, è stato difficile aprirle ma poi con le dita ho tolto la buccia, erano un po’ amare. (Giada G.) Io ho chiesto alla mia mamma se mi fa le castagne fritte e mi ha detto che me le fa. (Alessandro)

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giochi esplorazioni scoperte magie

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Osservazione e rappresentazione grafica del materiale naturale raccolto nel bosco

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Giada B. Andrea G. Andrea P. “Sviluppare la competenza significa imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e l’esercizio del confronto; descrivere narrando e rappresentando fatti significativi, sviluppare l’attitudine a fare domande, riflettere, negoziare i significati” (Dalle “INDICAZIONI PER ILCURRICOLO”)

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Marola era un paese pieno di alberi, tanti alberi insieme fanno un bosco. (Valentina) Il bosco è una cosa da giocare. (Marisela) Il bosco è un posto dove si può andare a giocare a palla, a nascondersi e si può fare anche un pic-nic. (Alessio) Il bosco è un posto dove ci sono tante castagne e tanti frutti. (Federico) Ci sono tante foglie. (Davide) Nel bosco c’è un po’ buio perché gli alberi sono vicini e fanno un buco piccolo per la luce e quindi non entra il sole. (Alessio) Nel bosco si può andare a raccogliere i funghi. (Amalia) Nel bosco ci sono anche i mirtilli. (Margherita) Il bosco è dove ci sono tanti animali, alberi e fiumi. (Roberto B.) Ci sono tante tane. (Alessandro) Ci sono tanti scoiattoli perché loro vivono nell’albero e anche i caprioli e i cervi. (Lorenzo) Negli alberi vecchi gli animali fanno le loro case, sui rami fanno i buchi e fanno il nido i gufi. (Roberto B.) Sui rami ci possono vivere gli uccelli perché si costruiscono una tana di foglie e di fieno. (Alessio) Si chiama nido! (Amalia)

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Intervista ai bambini: QUALI ALBERI CONOSCETE? Io conosco il pino è alto, non ha le foglie,ha delle specie di spine ma non appuntite. (Roberto B.) Io conosco l’albero del parco, che è grande, con tutte le ciliegie. (Davide) Io a casa ho l’albero dei cachi, con le foglie verdi e piccole. (Margherita) Io ho visto un albero alto vicino alla mia casa. (Ilias) L’albero che conosco si chiama “velice” (Ginepro) e quando io ero piccolo sono andato con il mio nonno nel bosco e mi ha fatto venire tanto prurito! (Roberto C.) L’albero delle mele che ho nel giardino è alto e le foglie sono verdi. (Marcello) Io conosco l’albero dei kiwi, era alto e un po’ vecchio e lo abbiamo tagliato. (Valentina) Io conosco la palma di Panama, le foglie sono giganti! (Andrea G.) Emma Andrea P. Amalia Lorenzo L’albero delle arance è un po’ basso e le foglie sono verdi. (Giulia M.)

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Le stagioni e i cambiamenti degli alberi L’AUTUNNO L’albero in autunno ha poche foglie. (Amalia) L’albero in autunno è poco vestito e ha le foglie rosse come il sangue. (Alessio) Le foglie sono un po’ gialle. (Valentina) Sono anche arancioni e un po’ verdi. (Giulia P.) Verdi come il prato, ma le foglie sono cadute dall’albero e vanno per terra nel terreno. (Amalia) Ma cascano anche le foglie marroni. (Valentina) Rappresentiamo gli alberi utilizzando una scheda di campitura Osserviamo gli alberi del nostro parco in una piovosa giornata autunnale

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Andrea P. …le foglie cadono, fanno come un tappeto… Alessandro …mi piacciono tanto i colori degli alberi dell’autunno! Valentina

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