Artinsieme numero infinito

 

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anno 0 n° cara amica o caro amico se vuoi ringraziarci per il servizio culturale che svolgiamo in questo luogo virtuale artinsieme ­ la rivista che viene come viene artinsieme movimento accademico artistico/culturale di arte educativa scuola di pensiero apolitica e apartitica si ispira a costituzione italiana dichiarazione onu diritti umani convenzione onu diritti dell infanzia dichiarazione onu ambiente umano è per l arte e la scienza la cultura la liberta la pace la giustizia la fratellanza l amore la verità il rispetto la solidarietà l amicizia l umiltà la civiltà la democrazia la natura e l ambiente il futuro i bambini la vita ed ogni cosa che rientra nel campo del bene parole trasversali di tutti e di un tutto e non di una parte parole che non hanno un colore ma hanno il colore della luce la promozione sociale alla cultura del valore di tali parole nel loro significato etimologico e nella loro manifestazione ed espressione non ha scientificamente per logica in maniera assoluta alcuna posizione politica o partitica rientrando nel campo formativo della persona umana fai una libera donazione alla onlus water for life troverai come all interno aiutaci ad aiutare la vita partecipa al progetto arte per la vita di artinsieme la cultura in arte al servizio della solidarietà la rivista e interattiva se online cliccando sulle immagini si aprirà una nuova finestra dove potrete guardare le foto o i quadri o le sculture in definizione migliore oppure vedere i video cortometraggi videoarte ecc o ascoltare gli audio musica conferenze ecc trasmessi in tecnologia streaming on-demand potrete se volete rilasciare un vostro libero commento ad un articolo o semplicemente intervenire nel forum della rivista http artinsieme.forumattivo.com come tutti i forum bisognerà prima registrarsi le e-mail ciò che è in blu scuro e determinate finestre sono interattivi precisazioni importanti questo file .pdf è ad uso interno ed è una raccolta amatoriale di interventi articoli poesie racconti storie immagini di dipinti e di sculture fotografie links di vario tipo ecc liberamente inviati via email da autori amici che amano la cultura e l arte e che hanno voglia di farsi leggere o di far conoscere ad altri il proprio impegno in questa raccolta che per comodità chiamiamo rivista per non confondere gli interventi degli autori con le patate non vi è dunque un editore o un direttore e si è tutti democraticamente sullo stesso piano non vi è editore o direttore perché non vi è alcuna strategia editoriale e perché non vi è alcun fine di lucro questa raccolta non è periodica e tratta di tutto ciò di cui capiterà trattare chi interviene lo fa spontaneamente in libertà e assumendosene la piena responsabilità senza che il sottoscritto od altri autori collaboratori possano ritenersi responsabili per interventi di terzi tale file non è libero di essere scaricato in rete ma viene inviato gratuitamente solo ai collaboratori e a chi ne fa richiesta all indirizzo web www.artinsieme.it/rivista.htm si capisce che trattasi di un idea artistica e si spera non venga fraintesa e scambiata per stampa clandestina grazie per l attenzione fabrizio fiordiponti p.s per maggiori informazioni sullo spirito di questa iniziativa chiamatemi al 335.8406552 a questo numero collaborano in ordine alfabetico gaspare adamo milazzo andreani jò badamo roberto barzi lorena benatti giuseppe bianco ivan bono claudio bontempi domenico botta reno bromuro vincenzo campobasso gabriella cappelletti marco cappelletti luigi franco carena paolina carli giuseppe sebastiano devoti laura di francesco daniel dominique piero donato raffaele ferrario cristina finazzi fabrizio fiordiponti roberta fiordiponti antonio fiori antonio galasso gilberto gavioli eleonora ruffo giordani gian paolo grattarola mario guarna raffaele ibba enrico mario lazzarin giuseppe lentini cosimo lorè luca maggio giovanni malatesta demo martelli vincenzo mastropirro silvio minieri giuseppe nacci pietro pancamo massimo pasqualone gabriele pici gianmaria riannetti patrizia rigoni osvaldo sanguigni salvatore armando santoro gianriccardo scheri aniello scotto emilia sensale fabio sguazzin daniela terrile con la collaborazione di in ord alfab arte nuova ­ associazione culturale associazione nazionale pratiche filosofiche azteca produzioni ­ associazione culturale blog eleonora ruffo giordani cenacolo theastrum circolo culturale luzi club del libro edizioni fara edizioni il foglio clandestino enfant boudislassu a.s.b.l festarte ­ associazione culturale istituto europeo filosofia pratica e antropologia filosofica sos bullismo ­ associazione culturale struttura nuova ­ associazione culturale unione astrofili bresciani water for life onlus whipart onlus progetto grafico copertina dagly ­ dagly@libero.it per info fabriziofiordiponti@artinsieme.it internet www.artinsieme.it eventuali errori omissioni o quanto altro sono in buona fede

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anno 0 n° artinsieme ­ la rivista che viene come viene e maggio e come cadessero è come tuffassero è come ridessero rondini di cui posso prendere le misure nella tela fontana finestra di questa cucina di sud appesa ad un patio lombardo-africano radici una paulonia instellata di lillà un ippocastano che fa rumore di casa d allora accenti di nero folgoranti fulgidi spicchi di ali accese tracce acute di archi e segmenti cadono si tuffano ridono parlano invece è canto i poeti hanno cantato questo il canto il canto ora ho un calabrone in telaio ma che fa si pettina taglia il fondo un gabbiano sazio un corvo spezza il girotondo d un soffio l intreccio sospeso la luce trilli segni cadute volteggi il canto torna come prima il calabrone ronza al vetro si guarda allo specchio una rondine vicina singhiozza urta il disegno all angolo barcolla devia e riprende ha il tuffo l intenzione della direzione ai tetti lo sparpagliarsi al dovere delle uova la chiamata ai cerchi ordinati sopra geometrie di ignoti volumi nulla sono per questi viventi volanti che cercano festa dentro e oltre il cielo che segnano tempo fuori e dentro matite e maltollerano spigoli e cornici proprio come me patrizia rigoni 2

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anno 0 n° artinsieme ­ la rivista che viene come viene sommario rivista patrizia rigoni ­ e maggio

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anno 0 anno 0 n°n° ­ associazione artinsieme la rivista che viene come viene artinsieme ­ ­ la rivista che viene come viene ed ancora spazio ai lettori discuti con un click forum di discussione attivo relativo alla rivista e ai suoi contenuti la prima volta bisognerà registrarsi come per tutti i forum proponi un tuo articolo da inserire nella rivista relativo ad una tematica di tuo interesse per informazioni scrivi a rivista@artinsieme.it vai al forum clikkando qui si vede http video.yahoo.com/watch/1928800 clikkando qui si ascolta http www.artinsieme.it/ilpresente-finaleprimo.html possibile accedere solo se online possibile accedere solo se online fuori dal mito in tecnologia streaming in questo numero trasmesso in tecnologia streaming il presente da la danza del tempo musica e testo fabrizio fiordiponti voce recitante luciano bertoli canto maria ventura violoncello daniela savoldi percussioni beppe gioacchini chitarra classica fabrizio fiordiponti di aniello scotto clikka qui e scarica dito contro rubrica di contestazione democratica in questo numero cosimo lorè punta il dito contro la lezione del cavallo file .ppt proposto da cosimo lorè la malasanita possibile solo se online 4

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anno 0 n° water for life onlus artinsieme ­ la rivista che viene come viene presentazione l associazione acqua per la vita water for life wfl è stata fondata da elio sommavilla nel 1987 con l obiettivo di preparare i giovani geologi somali a trovare delle soluzioni ai gravi e drammatici problemi della somalia la scarsità di acqua da bere e l alta salinità causa prima dell alta mortalità infantile dal 1987 al 1991 viene realizzata dagli stessi geologi somali una serie di ricerche idrogeologiche in tutto il paese con scavo di pozzi nelle città nei villaggi e in punti d incontro dei nomadi nel 91 di fronte alla tragedia della fame e all arresto dell attività agricola a causa della guerra civile l associazione estende l attività al settore dell irrigazione nelle regioni del medio e basso shabeelle per permettere ai contadini di produrre il cibo per la propria sopravvivenza contemporaneamente si prende cura delle vittime della guerra e della fame aiutando migliaia di orfani a sopravvivere a crescere e a costruirsi un futuro agli orfani ed ai ragazzi poveri dei villaggi l associazione dedica attualmente la maggiore parte delle sue energie con l intento di renderli autosufficienti e metterli in grado di diventare protagonisti nel processo di ricostruzione del loro paese elio sommavilla è geologo docente presso l università di ferrara e di mogadiscio attualmente in pensione da quasi 30 anni ha messo a disposizione le sue competenze tecniche e dedicato tutte le sue energie per realizzare il grande sogno di ridare dignità e speranza ad una popolazione oppressa dalle tragiche conseguenze del sottosviluppo e negli ultimi 14 anni di una guerra civile ancora in atto profondo conoscitore e rispettoso della realtà somala ha studiato e introdotto una nuova tipologia edilizia ecologica non utilizza il legno ben inserita in abitati di capanne con fondazioni adatte a terreni espansivi l ha utilizzata anche nei nuovi edifici scolastici in costruzione nei villaggi suo è anche il modello di banco scolastico monoposto adatto alle esigenze del metodo didattico attivo ha messo a punto un sistema meccanizzato di sollevamento dell acqua dei pozzi a largo diametro di facile costruzione e gestione che consente la protezione dall inquinamento esterno attualmente si sta occupando di perforazione di pozzi mediante tecniche semplici ed economiche e di energia solare per l emungimento dell acqua e per l illuminazione iniziando dalle scuole dei villaggi nei quali l elettricità non esiste ancora ha in cantiere anche un progetto per il montaggio di pannelli fotovoltaici da affidare assieme a parecchie altre iniziative agli orfani del 92 filosofia di intervento aiutare per non avere piÙ bisogno di aiuto non il pesce e nemmeno la lenza ma solo quanto occorre per costruirsela progetto arte per la vita di artinsieme con water for life per la raccolta di donazioni cioè non un centesimo perduto a monte in uffici impiegati esperti e espatriati le spese di gestione sono dell ordine dello 0,6 il risparmio calcolabile in base agli standard di varie organizzazioni copre gli stipendi dei 350 operatori locali ciascuno con una media di più di 10 familiari a carico i quali dopo un periodo di lavoro fatto assieme a pochi volontari italiani gestiscono i programmi senza gli handicap incontrati dagli espatriati per problemi di lingua e cultura e con maggior senso di responsabilità e gratificazione coinvolgendo le comunità un effetto a catena che non scompare con i progetti donate alla water for life ognuno per quello che puo potrete dirvi almeno io l ho fatto causale donazione progetto arte per la vita di artinsieme 5

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anno 0 n° artinsieme ­ la rivista che viene come viene acqua per la vita ­ wfl è una onlus pertanto i contributi in denaro o in natura a favore della nostra associazione sono detraibili fiscalmente in ragione del 10 del reddito annuo dichiarato a questo scopo i versamenti devono essere erogati per mezzo di bonifico bancario o postale oppure con assegno bancario circolare o carta di credito il codice fiscale di wfl è 96050200227 per i versamenti usare i codici iban sotto indicati cassa rurale di trento it 94 o 08304 01801 000000015606 banca intesa san paolo it 61 z 03069 01814 067846870219 unicredit it 89 n 02008 01820 000075235504 causale donazione progetto arte per la vita di artinsieme preghiamo di chiedere espressamente alla banca di annotare l indirizzo completo di chi versa per devolvere il 5 x mille a favore della nostra associazione basta inserire il codice fiscale di acqua per la vita 96050200227 nell apposita casella del modello 730-1bis e sotto apporre la propria firma acqua per la vita ­ wfl onlus 38100 trento ­ c.p 307 tel +39 3480686148 +39 0461922117 e-mail giulianobortolotti@alice.it nairobi p.o.box 25695 tel fax +25420-4180682 e-mail wfl@africaonline.co.ke internet www.waterforlife.it ringraziamo coloro i quali hanno gentilmente donato alla water for life onlus nella speranza che questa iniziativa possa coinvolgere sempre più persone water for life non è una onlus come tutte le altre ha spese di gestione intorno allo 0,6 se donate 10 euro siete sicuri che questi soldi serviranno praticamente quasi tutti alla causa non andranno a finanziare campagne pubblicitarie e/o a mantenere la struttura stessa associativa di molte fra le associazioni che operano nel sociale soprattutto quelle più conosciute tali onlus sono divenute strutturalmente così pesanti e complesse da aver bisogno esse stesse di solidarietà per potersi mantenere e quello che si può va alla causa ff 6

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anno 0 n° editoriale di fabrizio fiordiponti artinsieme ­ la rivista che viene come viene una ragione per non essere atei compito arduo esattamente come arduo sarebbe il compito se il tema di tale disquisizione fosse una ragione per essere credenti come provare logicamente a dimostrare per mezzo della scienza la fede in dio o nell aldilà oppure invertendo l ordine dell interrogativo come provare logicamente a dimostrare l esattezza o l erroneità di una teoria scientifica per mezzo della fede la domanda nasce spontanea la posizione di credente è una posizione scientifica o religiosa né l una né l altra cosa infatti si può credere senza essere religiosi pur conservando un approccio rigorosamente scientifico alla vita la scienza non può dimostrare la non esistenza di dio esattamente come la religione non può dimostrarne l esistenza in cosa crede la scienza tutto ciò che è ragionevolmente e logicamente dimostrabile attraverso un metodo sperimentale che dello scientifico si appella è scienza la scienza crede anche in dio no dio si accetta per fede anche se vi sono scienziati che credono la fede è tensione verso l assoluto verso l infinito verso il principio primo verso l aldilà tutte parole dal valore indefinito e che rappresentano concetti approssimativamente pensati dall uomo genericamente e confusamente relazionati mai dimostrati siamo in pratica nel campo del mistero campo che può essere definito anche come il campo del non sapere campo infinitamente vasto ossia infinito il mistero è una campo di non sapere purtroppo infinito ancora tutto ciò che la scienza non può sperimentalmente dimostrare non è in grado di legiferare lo prova tuttavia a teorizzare attraverso dimostrazioni e verità scientifica una teoria no lo è una legge si fino a prova contraria esiste per la scienza il mistero ebbene si il mistero è agli occhi degli scienziati stessi la metafora della sconfitta dell intelletto umano per quanto la scienza si sforzi a comprendere essa deve fare i conti con i limiti della ragione stessa limiti storicamente evidenti e che sembrano quasi direttamente proporzionali alle conoscenze acquisite dall uomo conoscenze contingenti ad un tempo ben preciso della vita dell uomo lungo il corso della sua evoluzione spiego meglio forse la scienza di oggi è più avanti ed è in grado di fornire maggiore risposte rispetto alla scienza del passato un si è una risposta probabilmente corretta e che darebbero tutti coloro i quali ragionano senza considerare il fattore tempo e la sua relatività per me la risposta corretta è un no secondo il seguente mio modo di pensare il punto importante è la relatività dei problemi d e ll uo mo nel tempo d elle so lu zioni o deg li interrogativi agli stessi e il graduale divenire della complessità individuale e sociale nonché della complessità dello scibile umano lungo il corso dell evoluzione quanto più la specie umana avanza in qualità di intelletto lungo la linea del tempo evolutiva tanto più gli interrogativi aumentano interrogativi ai quali la scienza ha il compito di dare risposte interrogativi che sono ovunque ed in ogni campo del sapere il gap tra ciò che non si sa e ciò che si sa in relazione a ciò che si sa di non sapere che è infinito pare mantenersi storicamente sempre lo stesso indipendentemente dal tempo e dal divenire dello stesso facendo un paragone calcistico la differenza reti rimane sempre costante ed è sempre in negativo i goal fatti dalla scienza nell evoluzionismo sono sempre comunque e sempre molto inferiori rispetto ai goal subiti che sono gli interrogativi che in virtù della stessa evoluzione e quindi di una migliore capacità di comprensione l uomo incessantemente si pone mentre è in ricerca di risposte di che cosa purtroppo è qui che casca l asino di ogni cosa che vada oltre di ogni cosa che vada verso l infinito ma l infinito in ogni campo del sapere è incercabile tanto più si tenta di portarsi verso di esso tanto più esso si allontana altrimenti che infinito sarebbe l infinito è matematicamente non solo filosoficamente incercabile la storia ci insegna che quanto più l uomo si spinge nella ricerca studia scopre e fornisce risposte tanto più altre domande sorgono altri studi si richiedono altri interrogativi imperano altri finanziamenti monetari corposi abbisognano se solo si pensasse prima a risolvere i problemi di chi sta peggio al mondo l infinito assume nel tempo un valore impensabilmente più grande rispetto alla capacità stessa dell uomo di poterlo pensare mentre la scienza si affanna a cercare trovando lungo il suo percorso sicuramente soddisfazioni per le scoperte ma altrettante frustrazioni per la evidente incapacità storica di spiegare e tanto meno di dimostrare ciò che è contingentemente inspiegabile e indimostrabile il fedele crede a prescindere da dimostrazioni laddove la scienza è incapace di vedere tutto qui molto semplice la scienza non sarà mai in grado di spiegare l infinito semplicemente perché se fosse in grado di spiegarlo allora significherebbe che ne avrebbe la conoscenza e se lo conoscesse conseguentemente non avrebbe più nulla da sapere non vi sarebbe più nulla da cercare non vi sarebbe più evoluzione e dunque non esisterebbe più uomo ma un qualcosa d altro n e l la mia p i c co l a me n te l o g ic a f a cc iofat ic a a relativizzare il concetto di infinito per alcuni matematici l universo è infinito all interno di un sistema di universi a loro volta infiniti ossia esiste un infinito relativo per lo meno ad un concetto che nella definizione precedente sarebbe ad esempio il nostro universo un infinito relativo al nostro 7

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anno 0 n° universo un infinito altro relativo ad un altro universo e così via fino ad arrivare ad un infinito universo di universi relativo a infiniti universi ma si può finire qui no e evidente altrimenti che infinito sarebbe se vogliamo continuare a circolarizzare il nostro pensiero possiamo farlo ma credo non ne usciremmo più fuori spesso in matematica capita questo quando si vuole dimostrare qualcosa la ricerca di un dato y rimanda ad un altro dato x precedentemente ricercato in funzione di y da ricercare come in una partita di ping-pong la palla passa da un dato all altro e non se ne viene più fuori comunque per questa definizione sarebbe come pensare ad un sistema complesso di universi fatto come di bolle in una schiuma dove ogni bolla è infinita ma interna a questo sistema di sistemi complesso proprio sono limitato non capisco se ciascuna bolla è infinita potrebbe occupare virtualmente il posto di tutta la schiuma e coincidere con essa così come essendo infinita potrebbe inglobare anche tutta la schiuma stessa che senso ha allora dire che è interna che senso ha spiegare l infinito in questo modo ma che senso ha spiegare proprio l infinito che senso ha parlare di infinito di infiniti se nel concetto di infinito vi è già tutto vi è già ogni cosa vi è il mistero e la nostra stessa incapacità di comprensione di un qualcosa che non capiremo mai l infinito è incercabile altrimenti che infinito sarebbe il concetto stesso di infinito è indefinibile incercabile inarrivabile incomprensibile inspiegabile l infinito è un mistero punto la percentuale di non sapere in possesso della scienza sarà sempre direttamente proporzionale a quella di sapere per intenderci sapendo sempre di più quello che non sapremo sarà sempre di più il miracolo si pone nel campo del non sapere ciascuno è libero di crederci o meno ma che la scienza laica non ne contesti il concetto a prescindere un determinato fenomeno quale ad esempio le stigmate di padre pio che la scienza non riesce a spiegare adesso in un punto preciso del tempo di quella fatidica linea evolutiva relativa alla qualità del nostro intelletto di specie vivente contemporaneamente viene definito miracolo dal fedele ossia un mistero per intercessione divina ciò a mio parere non esclude né che la scienza possa spiegarselo in futuro né che in futuro continui a presentarsi come mistero oggi chi può dirlo secondo me né un credente né un laico per un credente alcuni misteri sono miracoli e per un laico tutti i misteri anche quelli ritenuti miracoli hanno una spiegazione logica in prospettiva futura questo per me non esclude comunque che i miracoli possano avere una spiegazione logica se il creatore agisse secondo logica come si ritiene faccia anche i miracoli assumerebbero un valore logico anche se incomprensibile un laico non può escludere l esistenza di un creatore cioè una specie con logica superiore definizione per gli atei vedendola in questo modo il miracolo è solo una contingenza temporale di ignoranza indipendentemente dai punti di vista d altronde se la fede di un credente è credere in artinsieme ­ la rivista che viene come viene un creatore la fede di un non-credente è quella di non credere in un creatore sempre di fede si tratta non si possono dimostrare entrambe le cose ciascuno è tuttavia libero di avere la fede che vuole per concludere una domanda agli atei dareste la vita ad un figlio per poi togliergliela no è la risposta di un comune uomo sano ne faccio un altra accettereste di nascere per poi morire e non ricordarsi mai di essere stati sarebbe come sposarsi oggi per divorziarsi domani per poi dimenticarsi per sempre di aver fatto l una e l altra cosa ma che senso ha se un ateo crede che il proprio io non conservi memoria nel tempo allora coscientemente mi chiedo che senso avrebbe vivere per far emergere in vita proprio questo io che non conserverebbe memoria dell essere stato se faccio l attore di un film mi piacerebbe poi vedere il film nel quale ho recitato se non riesco a vedere il film ho la consapevolezza di avere recitato in un film che verrà visto da altri se tuttavia del mio io non conservo memoria nel tempo non avrò mai la consapevolezza di aver recitato in quel film né di averlo visto né che tale film sia stato visto da altri la mia consapevolezza morirà con me tanto vale risparmiarsi la fatica e rifiutarsi di girare il film pur essendo chiamato a fare l attore fabrizio fiordiponti 8

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anno 0 n° intervento a cura di roberto barzi whipart onlus artinsieme ­ la rivista che viene come viene le droghe e la creativita artistica l universo è infinito ma è l uomo con il suo sguardo che lo restringe o lo allarga la differenza tra gli uomini è qui ci sono approcci idee comportamenti che restringono il campo visuale altri che lo allargano albert hofmann padre dell lsd lo stupefacente quale mezzo per sciogliere i freni inibitori e liberare la creatività dai lacci del razionale È forse per questo che nell intero campo artistico la cultura della droga ha avuto molti profeti tanti teorici e parecchi praticanti come il drammaturgo poeta scrittore nonché critico d arte e pittore antonin artaud che incluse la propria esperienza con la droga all interno di un uso rituale d iniziazione all occulto o lo scrittore william burroughs che a partire dal secondo dopoguerra negli usa coi suoi romanzi contribuì alla nascita della prassi attuale del consumo di droghe alla fine dell ottocento la droga più diffusa che costituiva un alone di dannazione seppur allettante per ogni artista era l assenzio spesso utilizzato fino all abuso e per il quale si contarono parecchi decessi soprattutto in francia È la droga dei bohemiens a basso prezzo di agevole reperibilità era un po lo status simbol dell artista romantico e sottovalutato dalla società eterodosso ed oppositivo verso i valori della borghesia è la droga di degas e di manet che dipinsero importanti quadri consacrati proprio ai bevitori d assenzio come faranno poi toulouse lautrec van gogh picasso e gauguin È la droga di moda che si trasforma in una vera e propria piaga sociale e non solo limitata all ambiente dell arte fino al momento in cui nel 1915 il suo uso fu proibito per legge all interno del mondo artistico l esperienza della droga ha avuto molti adepti si spengono per causa sua amedeo modigliani già logorato dall alcol e dalla tisi ed altri artisti della scuola di parigi in italia nel primo ventennio del secolo scorso ne fecero consumo arnaldo ginna ravenna 1890 roma 1982 e julius evola roma 1898 1974 ci si riferisce a giulio evola che dichiarò di assumere sostanze allucinogene nella propria biografia il cammino del cinabro milano scheiwiller 1972 e ad arnaldo ginna che pur non affermandolo apertamente aggiungeva alla firma di alcune sue opere con a vale a dire sotto il probabile influsso dell aschisch o più comunemente haschisch ne fece uso verso la fine della sua esperienza umanistica anche henri michaux namur belgio 1899 parigi 1984 poeta letterato e pittore fra surrealismo ed informale maestro della scrittura automatica le droghe ci annoiano col loro paradiso ci diano piuttosto un po di conoscenza noi non siamo un secolo da paradisi tratto da connaissance par les gouffres ma che cosa sarebbe l ideale artistico senza la conoscenza del cosiddetto invito al viaggio l arte poetica la pittura e la scultura sono presumibilmente quelle forme virtuali in cui si realizza questa evasione non fine a se stessa ma lo strumento per realizzare quello stato di coscienza peculiare essenziale all ispirazione nel quale i sensi si ampliano e le visioni giungono michaux che fu anche un esoterista professò la sua arte grazie ai mezzi di cui dispose viaggi disegni ideogrammi e per ciò che più interessa con la mescalina alla ricerca permanente di un senso di straniamento con cui poter coltivare con ironia la propria produzione letterario-pittorica e la discrepanza col reale quotidiano circolavano ovviamente allucinogeni tra gli artisti della beat generation i quali s identificarono in droga alcol sesso e musica jazz che consentirono loro episodi di lucidità mentale conformi fra l altro ai dettami del buddismo zen e ancora fra gli aderenti all espressionismo astratto fra i ribelli dell america anni sessanta pervasa dalla filosofia hippy dei figli dei fiori ma anche da quella della marijuana e della lsd tra gli aderenti all arte psichedelica che non ebbero nessun tipo d esitazione nell ammetterne l uso o in tempi più recenti nell entourage della factory di andy warol pittsburgh pennsylvania 1928 new york 1987 in cui morirono per droga jean michel basquiat brooklyn 1960 new york 1988 ed il poeta frank o hara baltimora 1926 new york 1966 uno dei primi sostenitori di jackson pollock nonché curatore artistico del museum of modern art compagno di larry rivers new york 19232002 un pittore-scultore che dimostrò grande eclettismo anche in altri campi artistici in particolare in quello musicale diventando un apprezzato sassofonista damien hirst bristol 1965 uno tra i più trasgressivi maestri contemporanei si è descritto senza ritegni rivelando fra l altro della sua familiarità con droghe e alcol in manuale per giovani artisti-l arte raccontata da damien hirst pubblicato a londra nel 2001 tradotto e distribuito in italia nel marzo 2004 da postmedia books secondo il progetto originario la pubblicazione scritta a due mani con gordon burn doveva essere intitolata what you lose in the sandwiches confessando precisamente che ho trascorso i due anni più belli della mia vita a drogarmi e a bere e in effetti l artista anglosassone ha da 9

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anno 0 n° sempre avuto un dialogo serrato con la vita con l arte ma in particolare con l alcol e le droghe forse perché da bambino fu traumatizzato dall assunzione di un farmaco che rischiò di farlo morire bisogna però precisare che nella sua maniera di fare arte hirst sa far convergere la vita e la morte ma il suo non è un banale né tanto meno macabro sensazionalismo anche se è famosa la fotografia di lui allora sedicenne all obitorio di leeds che si burla di un teschio per il britannico era ed è solo una maniera di esaltare la vita sono ossessionato dalla morte però io credo che sia una celebrazione della vita nel suo libro damien hirst descrive le proprie serate degli anni novanta a base di droghe e alcol concentrandosi soprattutto sul lasso temporale in cui lo stupefacente diminuisce il suo effetto e non resta altro che il dolore un dolore purificatorio però sentire tutte quelle brutte cose e sentire che non sono vere poiché causate solamente dall assunzione della droga l artefice può quindi rappresentare al meglio nell ambiente artistico internazionale il rapporto tra arte e droghe lo ha rivelato nelle sue opere e ha avuto una notevole importanza nella propria vita individuando tuttavia gli effetti negativi degli stupefacenti sulla sua attività multimediale non essendo questo il luogo in cui fare del moralismo si può ritenere che la droga nel campo dell arte funzioni conformemente ad alcune forme di malattia mentale come la schizofrenia consentendo tramite il rilassamento dei freni inibitori di effettuare legami e connessioni tra pensieri anche lontani tra loro accentuandone la capacità creativa e visionaria del soggetto creando il pensiero allusivo da intendere quale capacità di far confluire in un unico concetto contenuti discosti per ogni individuo normale sconfiggendo tramite questa strada le inconciliabilità rilevabili dal pensiero razionale anche se le analisi scientifiche basate sul rapporto fra l uso di stupefacenti e la creatività hanno dimostrato che la droga non aumenta la creatività artistica in maniera aspecifica vale a dire di tutti i soggetti e in tutte le condizioni ambientali e psicodinamiche come ha scritto luigi pulvirenti in droga e creatività artistica del 1999 tuttavia vi furono e sicuramente esistono ancor oggi dei casi in cui in determinati individui divenne innegabile la capacità di imbattersi più velocemente nelle soluzioni creative sotto l influsso di droghe soprattutto grazie all lsd e alla cocaina che intensificarono il loro estro certo la creatività implica un indubbio grado di lucidità dell ego perciò se gli stupefacenti portano ad una sua regressione l artista deve essere in grado di poterla controllare ne emerge che l uso odierno di sostanze allucinogene si riallaccia al bisogno adolescenziale di iniziazione all esistenza o di rinnovamento vitale che venendo meno diventa patologico e conduce alla autodistruzione come poter concludere questo breve saggio se non chiedendosi se un vero artista abbia davvero bisogno di influssi alternativi alla sua innegabile creatività la risposta non può essere che nelle sue opere roberto barzi artinsieme ­ la rivista che viene come viene acqua per la vita ­ wfl è una onlus pertanto i contributi in denaro o in natura a favore della nostra associazione sono detraibili fiscalmente in ragione del 10 del reddito annuo dichiarato a questo scopo i versamenti devono essere erogati per mezzo di bonifico bancario o postale oppure con assegno bancario circolare o carta di credito il codice fiscale di wfl è 96050200227 per i versamenti usare i codici iban sotto indicati cassa rurale di trento it 94 o 08304 01801 000000015606 banca intesa san paolo it 61 z 03069 01814 067846870219 unicredit it 89 n 02008 01820 000075235504 causale donazione progetto arte per la vita di artinsieme preghiamo di chiedere espressamente alla banca di annotare l indirizzo completo di chi versa per devolvere il 5 x mille a favore della nostra associazione basta inserire il codice fiscale di acqua per la vita 96050200227 nell apposita casella del modello 730-1bis e sotto apporre la propria firma acqua per la vita ­ wfl onlus 38100 trento ­ c.p 307 tel +39 3480686148 +39 0461922117 e-mail giulianobortolotti@alice.it nairobi p.o.box 25695 tel fax +25420-4180682 e-mail wfl@africaonline.co.ke internet www.waterforlife.it 10

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anno 0 n° intervento a cura di gianmaria riannetti artinsieme ­ la rivista che viene come viene gli uragani di cui si compone il cervello non entro lascio entrare gli spiriti immortali alle porte ci sono due cavalli e un punto equidistante fra il cavallo bianco e il cavallo bianco come tra me e me stesso ho una testa reale ho una testa irreale ho duecento teste ho una testa vuota dove metto i pensieri cattivi la testa è immobile su un comodino di cemento io sono il ponte tra me e me stesso ho cento gambe cento cervelli un solo chiodo che non arrugginisce mai invisibile e pesante non sono una farfalla ho una scatola cranica un cranio ho occhi rossi pesanti mangio il pane il pane nella stanza della mia mente ho cibo colorato non sono il destino il destino non si trova in una scatola ho una casa dormo in una scatola con i bambini buoni e i bambini cattivi io io io mi sciolgo di nuovo mi decompongo di nuovo piano piano scendo dal mio pianeta e vengo nel tuo pianeta ma tu non ci sei più salgo su una scala una scala infinita di vetri rotti ti cerco ti cerco con le mani intatte con i piedi intatti morsi io vengo a cercarti ma tu non ci sei più cado dalla mia scala infinita e non muoio nemmeno senza te non posso neppure morire mi dico non dico vivere ma neppure morire io vorrei morire con semplicità cadendo dalle mie tre nuvole ma tu non ci sei più vado in quel posto che nessuno conosce e ti cerco io io io mi ricompongo atomo bianco atomo verde mi ricompongo non piango non ti penso non cado più lingua che non parla io provo a dimenticare bevo mangio prego non parlo più io mi faccio crescere la barba i capelli gli occhi chiusi non vedono e non possono più vedere tu non ci sei il mare è scomparso il mondo è scomparso nessuno esiste il sole è scomparso l uomo è scomparso io sono solo senza testa senza occhi mi cerco ti cerco sotto terra non c è più acqua entro in me sommozzatore e non mi trovo non ci sei più e non ci sono più la casa è un albero la casa non esiste c è una casa nera nella stanza nera la casa leggera la casa nello spazio la mia casa se fosse un albero la mia casa verde se fosse la mia casa non esiste se risalgo il fiume c è una casa io sono il fiume brucio la casa vado al bosco uso la sostanza dei pesci rossi scheletro appendo alle stelle bisogna prepararsi preparo il mio rifugio non per terra non sull acqua preparo il mio nido lo preparo bene nascosto in modo che io possa sempre ritrovarlo e che niente possa distruggerlo io tento di uccidere il mio grande nemico io tento di uccidere il mio piccolo nemico il mio grande nemico e il mio piccolo nemico vivono dentro di me uno ha una stanza senza finestre l altro solo una piccola finestra il mio grande nemico non dorme mai non sente il tempo sente solo lo spazio mi dice vai di lì il mio piccolo nemico dorme poco ha un letto di chiodi colorati che mi infila negli occhi per non farmi vedere neppure dove vado solo quando volo tra una nuvola e una nuvola i miei nemici non hanno potere devo essere coraggioso devo essere coraggioso precipitare nel mio segreto progetto un grande volo dal più alto dei cornicioni devo avere coraggio io voglio solo volare non mi seguire non ci sono più io no chiudo gli occhi strega bianca non mi dire nulla non voglio sapere nulla gianmaria riannetti 11

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anno 0 n° intervento a cura di giuseppe s devoti artinsieme ­ la rivista che viene come viene pan il tutto che attira e terrorizza studio di antropologia primordiale dedicato all amico piero donato amante di mitologia il dio pan era una divinità di forma caprina conosciuto come figlio di un dio e una ninfa il nome deriva ha due etimologie pascolare e tutto accezioni che lo legano alla foresta e all abisso profondo del cosmo dal suo nome deriva il termine panico reazione scatenata sempre secondo la mitologia dall immagine del dio e dalle urla terrificanti che emetteva quando era disturbato alcuni racconti mitologici descrivono pan che fugge per la paura da lui stesso provocata la sua genealogia è controversa la più accreditata è quell omerica in cui sono indicati quali genitori ermes e la ninfa delle querce driope esistono altre etimologie di questa figura quella di esplicita connotazione sessuale che gli ascrive il nome di pieno di desiderio nel significato sensuale della parola oppure quella di seth-aries in cui seth va inteso come essere ed iros aries o meglio ur-jos come attivo che portano a sat-ur-jos che stava ad indicare il fuoco primordiale essenza del tutto quando si prende in esame un mito non si deve aver la pretesa di risalire alle possibili origini storiche o culturali che possono averlo generato il mito non è mai materia prima ma un prodotto derivato un artifizio esplicativo di ciò che non può essere logicamente reso comprensibile il mito non nasce vero per divenire falso col tempo ma nasce falso nel tentativo di mettere ordine a concetti prelogici esso parte quasi sempre da interpretazioni errate di fatti reali culturalmente inspiegabili per questa genesi la mitologia rappresenta la parte fondante delle civiltà giacché spiega ciò che per carenza culturale non può essere spiegato il mito nelle culture pre filosofiche ha assolto la funzione di personificare rendendoli comprensibili concetti ideali della spiritualità umana il mito inoltre spesso diviene una struttura a sostegno dei meccanismi sociali del potere pan era un dio terrestre amante delle selve dei prati delle montagne il suo ambiente naturale era quello del bosco in cui si spostava mentre suonava e danzava assieme alle ninfe era rapido nella corsa ed imbattibile nel salto pigro nell ora meridiana proteggeva greggi armenti e culture gli erano sacre le cime dei monti rappresentato in atto di vagare per contrade solitarie fuggiva gli uomini pur proteggendo le loro cose rappresentando il senso profondo della vita manteneva un ordine costante che favoriva lo sviluppo pur identificandosi con l illimitato creava limiti dio dei confini preservava la proprietà dal caos era venerato da pastori e contadini perché la sua natura ermafroditica favoriva la fertilità dunque dio agreste legato alla terra ed alla luna rappresentava l aspetto maschile della dea madre questa connotazione totalitaria in quanto bisessuale nasceva dal mito che lo indicava seduttore di selene con la quale si univa in un tutt uno le sue cacce e le danze con le ninfe simboleggiavano la coscienza che immersa nella natura possedeva gli elementi inconsci della personalità dando loro un armonioso ordine spirituale che nelle varie zone del corpo realizzava le forme dell esperienza erotica la mitologia parla di questo dio e del suo rapporto con le ninfe che insidiava continuamente queste si salvavano con la metamorfosi anche se spesso non disdegnavano le sue attenzioni se l annientarsi nel tutto spaventa la paura del cambiamento è vissuta dall umanità con irresistibile attrazione eco generò con lui junge per poi innamorarsi di narciso e struggersi per lui fino a diventare solo una voce eufeme nutrice delle muse generò con pan il figlio croto inventore degli applausi trasformato nella costellazione del sagittario da zeus paralizzava le ninfe trasformandole in oggetti inanimati come per pitis che diventò un pino siringa una canna infatti nel tutto si dissolve ogni individualità la coscienza ingloba le forme fluttuanti e sparse dando loro una struttura e un significato superiore nel mito la più importante delle ninfe fu siringa questa per sfuggire alle attenzioni del dio si tramutò in un cespo di canne palustri afferrandola pan si trovò tra le braccia un fascio di canne che emetteva suoni quando il fiato del dio lo colpiva questo racconto mitizza l invenzione dello strumento musicale che porta il nome di flauto di pan o siringa come satiro simboleggiava la sessualità solitaria ed era rappresentato nell atto di danzare suonando un flauto di canna egli era la forza vitale della sessualità che si ripiega su se stessa e germogliando diviene creativa ed armonica come le note musicali che rappresentano il fluire della vita quando è costruita e spiritualizzata il flauto al cui ritmo danzavano le ninfe singolo bicanne o in forma di siringa esprime il moltiplicarsi della forza soprattutto nel simbolo numerologico delle sette canne dello strumento in relazione esoterica con i sette centri assunti per individuare la distribuzione dell energia vitale sul corpo umano ciò sottolinea l azione armonizzatrice del tutto divino sul caos primordiale razionalizzato ed ordinato dal mito il materiale dei flauti la canna riporta poi l attenzione sulla natura vitale biologica dell azione armonizzatrice dello spirito sul corpo che in tutte le cosmogonie in modo più o meno larvato discende dalla vibrazione prodotta dal soffio dello spirito divino perennemente allegro legato in modo viscerale alla materialità ed ai piaceri della carne è l unico dio di cui si racconta la morte mito di tamo pan era la realtà trascendente che provocava ansia ma anche desiderio eccitazione sensuale ed estasi lirica armonia creatrice della sintesi misteriosa tra anima e corpo james hillman lo definisce dio della masturbazione 12

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anno 0 n° inventore della sessualità non procreativa per la sua forte connotazione sessuale amava sia donne sia uomini e se non riusciva a possedere l oggetto della sua passione si abbandonava a pratiche oscene e onanistiche per questi motivi come accade per il dio celtico cernunnos una corrente di pensiero lo vede ripreso dalla chiesa cristiana come iconografica di satana per i cristiani che scindono la parte carnale che sprofonda nella bestialità dalla parte spirituale che porta all assoluto diviene il prototipo del diavolo forza oscura e malvagia che attraverso il sesso non procreativo indirizza al peccato se nella letteratura classica la natura ermafroditica e feconda del dio era sottolineata dal doppio fallo simbolo di virilità materiale e spirituale quest iconologia nell era cristiana sta all origine del carattere diabolico rappresentato dal satiro o dal capro egli era colui che divide separa contrariamente a dio che riunisce concilia e avvicina i rapporti di questo dio con le ninfe fanno nascere nel medioevo i racconti dei sabba tra diavoli e streghe pan è identificabile con la globalità dell universo il mito omerico vuole che la ninfa driope sia fuggita terrorizzata dall aspetto deforme del figlio avuto da ermes mentre il dio lo raccolse portandolo sull olimpo per divertire gli dei un altra fonte lo vuole figlio di penelope e di tutti i pretendenti con cui avrebbe avuto rapporti in attesa del marito altre vogliono che da un amorazzo tra zeus e la ninfa callisto venissero alla luce pan e arcade dal contatto della coscienza umana con l energia vitale posta sotto il segno della luna entità femminile fluida ed impersonale rappresentata dalla ninfa driope o liquido vitale nasce il desiderio che è appunto impersonato da pan la nascita stessa privandolo della madre che fugge perché gli elementi fluidi ed inconsci della personalità sono annientati dalla coscienza che li ingloba lo pone nella sfera maschile mentre la sua funzione mitologica è quella di rappresentare una realtà duplice era infatti l androgino dio della contraddizione riunendo in sé la coscienza e saggezza dell essenza maschile rappresentate dal vecchio e l incoscienza l ingenuità la naturalità naturante femminile rappresentate dal bambino egli dunque esprimeva il lato animale e divino della creazione la sintesi degli opposti il padre ermes messaggero degli dei impersona la coscienza umana lo riconosce e lo fa suo lo avvolge in pelli di lepre simbolo dell ermafrodito e siccome la coscienza umana per evolversi tende verso l alto lo porta sull empireo in terra dove aleggiava come presenza silenziosa e potente paurosa sensuale evocava desideri pulsione maschile ma anche sottile melodiosa e irresistibile attrazione e disponibilità pulsione femminile la rappresentazione di questa divinità è una sequela di simboli esoterici a cominciare dalla testa che munita di corna orecchie a punta barba ispida e viso ferino di capro mostra l unione tra spirito e materia nel suo aspetto primordiale metà animale e metà uomo è colmo di un allegria indiavolata ma anche di una precoce saggezza le due corna rappresentano una santità diversa materiale immersa nella terra generata dalla materia come era ascritta agli antichi demiurghi dell era del sogno la loro posizione simmetrica sulla fronte sede artinsieme ­ la rivista che viene come viene ideale della volontà esprime il senso fisico d incarnare lo spirito del proprio essere dal loro numero due o dia nasce l aggettivo diabolico la forma che nei miti ancestrali paleolitici era ramificata allegoria iniziatica del cervo simbolizza la frammentazione che dall unico si moltiplica mantenendosi però sempre come singolarità il carattere creativo e fecondatore è poi riproposto nella sua evidenza fallica la barba esprime saggezza ma il resto della fisionomia dice come la sua sia la saggezza che rivela la relatività dell esistere la coesistenza in questa figura mitologica di fanciullo-vecchio-vecchiofanciullo esprime il concetto agnostico del so di non sapere che corrisponde alla presa di coscienza che il sapere umano è inutile giacché mutevole tutto muta perché ogni goccia di sapere si trasforma nell acquisizione di nuovo sapere saggezza è quindi prendere coscienza che il sapere è vano perché in continua trasformazione la coscienza di ciò non da disperazione provoca solo riso e danza pan è il dio che ride danzando da un piede all altro nella leggerezza del fanciullo che sa come tutto sia solo un gioco è il dio della gioia che ritorna ad ogni passo di danza tra gli appellativi che lo distinguevano vi sono quelli di conisalo colui che agita la polvere e ticone colui che percuote essi nascono dal fatto che nella danza batteva il terreno a simboleggiare l intervento sulla realtà materiale che si formalizza attraverso la spiritualità insita nel tutto il simbolo del continuo alternarsi tra fine e principio allegoria della continuità dell infinito sempre eguale eppur diversa anello di möbius cerchio ripiegato ad otto metafora dell eterno ritorno immagine stessa dell eternità diffusa nell universo e dell inarrestabile movimento rappresentato nel dio che danzava eternamente nel cosmo di cui era l unico abitante e il tutto che si dirama come le corna del cervo unico e multiplo perché frammentato in una molteplicità illimitata di che riflettono all infinito la sua immagine proiettata sul mondo in cui convergono e coesistono gli aspetti positivi negativi sublimi ed abietti dell umanità tutto in questa figura gli occhi ferini ma pieni di una saggezza nascosta il viso bestiale ed umano consolidando tale aspetto destando repulsione unita ad uno strano fascino sensuale il petto villoso la schiena le braccia erano umane ma le gambe e i piedi animali talvolta come ermes con cui era confuso era rappresentato in forma di erma pilastrino verticale con scolpite soltanto testa e fallo eretto espressioni della fecondazione cosciente che egli esplicava sulla realtà il pilastro stesso quadrato perché stabile è il simbolo della stabilità spirituale segno d immortalità da cui l appellativo di ortane eretto questa connotazione e consolidata dalla presenza della coda simbolo del doppio pene a significare le profondità arcaiche ed animali dell inconscio in cui la coscienza pesca le sue origini naturali la parte ferina della figura terminava in un paio di zoccoli da capro a conferma del legame bestiale con la materialità concreta mentre il torso umano che si protrae verso l alto rappresentava la tendenza della coscienza verso l ideale astratto la parte inferiore del corpo animale attingeva forza dalla materia mentre quella superiore luminosa idealizzava 13

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anno 0 n° artinsieme ­ la rivista che viene come viene la realtà riunendo concreto ed astratto nella natura ibrida della testa la corona di sempreverdi attorno al capo rappresentava l eternità della vita di cui egli era il simbolo il colore rosso delle corna e del vello sottolineava il carattere maschile ed attivo che si serviva del femminino demonico per le azioni emozionali la natura demonica del dio paurosa ma non necessariamente malvagia testimoniava il carattere animale non umano dei suoi impulsi che però erano pieni di una saggezza profonda suscettibile di trasformazione spirituale rappresentato spesso in atto di cacciare od amoreggiare con le varie entità dei boschi era talvolta sdoppiato in forme maschio-femminili immagini di comodo per noi umani incapaci di concepire in un unico essere la sintesi dei due sessi la sua forma più simile al diavolo dei tarocchi in cui la figura bisessuale rappresentava il lato solitario del dio che come unica realtà poteva solamente unirsi con se stesso o con un immagine di sé proiettata sulla faccia esterna del mondo questo aspetto della mitologia esprimeva la coscienza dell uomo che sì auto-feconda in una forma ermafrodita di difficile accettazione ma inalienabile nella percezione interiore di un dualismo che si maschera in uno stato protettivo d andròginìa interna egli rappresentava anche il tentativo della mitologia classica di far convergere il concetto di divinità in un unicum di cui i singoli dei raffigurano solo aspetti della complessità divina venerato come satiro sileno priapo fauno silvano ed esternamente alla mitologia classica con altri nomi rappresenta fuori dall area delle religioni monoteiste l universalità divina la sessuofobia rappresenta nel mito la causa della scomparsa di pan dal mondo antico si narra che una voce si diffuse nell antichità ii grande pan è morto scomparso lui scomparve l olimpo il mito dice che fu il suo grido di terrore ad annunciare ai marinai egei il tramonto degli dei per plutarco la forza vitale si era ritirata dall uomo togliendogli quella possibilità di percezione sottile della realtà che aveva scomparsa questa scomparvero anche le vecchie mitologie e con queste le forme di coscienza spirituale propiziate da queste realtà la coscienza di pan rappresentava nella mitologia classica il bisogno ideale di riconoscere in se e riunire natura naturante e spiritualità necessità da cui parte nell uomo la ricerca delle proprie origini in tal senso pan come veste esterna del principio era rappresentato in atto di colui che guarda scruta spia da dietro una siepe o un albero personificazione della coscienza trascendente che è sempre presente in ogni atto segno della spiritualità identificabile con la consapevolezza in forma simbolica pan alchemicamente rappresentava la materia primordiale la natura gode nel dominare se stessa come l unità domina il tutto il tutto rappresentato dal cerchio in cui il centro puntato è l uno ossia il sole delle religioni arcaiche in questa simbologia s identifica pan la cui ora sacra è mezzogiorno apogeo dell astro in cui la sua luce di uno splendore totale androgino è feconda creativa portatrice di vita e desiderio sulla terra tutto cresce nella luce del sole senza di lui non vi è vita per la spiritualità antica rappresentava il volto stesso di dio giuseppe sebastiano devoti acqua per la vita ­ wfl è una onlus pertanto i contributi in denaro o in natura a favore della nostra associazione sono detraibili fiscalmente in ragione del 10 del reddito annuo dichiarato a questo scopo i versamenti devono essere erogati per mezzo di bonifico bancario o postale oppure con assegno bancario circolare o carta di credito il codice fiscale di wfl è 96050200227 per i versamenti usare i codici iban sotto indicati cassa rurale di trento it 94 o 08304 01801 000000015606 banca intesa san paolo it 61 z 03069 01814 067846870219 unicredit it 89 n 02008 01820 000075235504 causale donazione progetto arte per la vita di artinsieme preghiamo di chiedere espressamente alla banca di annotare l indirizzo completo di chi versa per devolvere il 5 x mille a favore della nostra associazione basta inserire il codice fiscale di acqua per la vita 96050200227 nell apposita casella del modello 730-1bis e sotto apporre la propria firma acqua per la vita ­ wfl onlus 38100 trento ­ c.p 307 tel +39 3480686148 +39 0461922117 e-mail giulianobortolotti@alice.it nairobi p.o.box 25695 tel fax +25420-4180682 e-mail wfl@africaonline.co.ke internet www.waterforlife.it 14

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