Num.1 - 2008

 

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Il Giornale Italiano Num. 1 - 2008

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1/2008 Pag. 3 La “Caja de Ahorros y Monte de Rio Real: hotel, golf, Piedad” e i suoi 300 anni di storia accademia e wellness cui 700 milioni destinati ad affrontare un probabile incremento della morosità. Gli utili di 2.861 milioni di euro, pari ad un incremento del 177% rispetto al precedente esercizio, garantiscono una posizione forte per affrontare gli imprevisti. Miguel Blesa lo ha ribadito, parlando della possibilità di futuri movimenti e cambiamenti aziendali con riferimento al vantaggio ottenuto nel 2007. “Le crisi – ha spiegato il Presidente – offrono nuove opportunità a coloro che sono forti, pertanto andremo avanti con i nostri progetti di espansione fuori della Spagna”. Riferendosi al portafoglio industriale – al quale si ricorre vendendo azioni in caso di necessità o acquistandole per investire – l’alto dirigente ha precisato che Caja Madrid non intende affrontare nuovi investimenti, ma non prevede di disfarsi delle azioni di imprese in cui è presente. Il Presidente di Caja Madrid, Miguel Blesa, nella sua ultima conferenza stampa ha previsto quanto sarebbe accaduto quest’anno all’economia mondiale, tenendo presente il risultato straordinario conseguito da Caja Madrid e un probabile assestamento economico degli Stati Uniti. “L’economia mondiale nei paesi sviluppati subisce una decelerazione in aumento nei prossimi mesi che potrebbe moderare gli obiettivi dell’istituto durante quest’anno”. L’analisi negativa però indica soluzioni di grande esperienza finanziaria con segnali di cauta valutazione sul piano internazionale. Ottimismo corporativo e controllato pessimismo, accompagnano i risultati di Caja Madrid nel passato esercizio finanziario, dove ha incrementato gli utili del 39.7%, raggiungendo 1.443 milioni di euro. Come entrate straordinarie, ha ottenuto un plusvalore di 2.333 milioni di euro dalla vendita delle quote di partecipazione a Endesa, di La Cassa di risparmio e Monte di Pietà di Madrid, nota come Caja Madrid, fu fondata il 3 dicembre del 1702 come Monte di Pietà, dal sacerdote Francisco Piquer, sull’esempio dei monti di pietà italiani, per aiutare i poveri con prestiti gratuiti. Il Marchese di Pontejos, il 25 ottobre 1838 fondò per Reale Ordine, la Cassa di risparmio di Madrid che retribuiva i depositi. Durante la Rivoluzione del 1868, il 22 aprile di 1869 si costituisce il Monte di Pietà e Cassa di Risparmio di Madrid. Nel 1989 assorbe la Cassa di risparmio di Ceuta. Caja Madrid è il quarto gruppo finanziario spagnolo, con un volume di affari di 180.700 milioni nel 2005. Ha 12.800 impiegati, 1.900 uffici in Spagna, 3 succursali a Miami, Lisbona e Dublino, con 330 sportelli bancari presso gli uffici di Mapfre. Direttamente o tramite finanziaria, partecipa a Mapfre-Caja Madrid Holding, Realia, Indra, Iberia e NH Hoteles. Presso il Museo Thyssen Bormenisza e nella bellissima sede della Fondazione Caja Madrid, si è svolta una interessante mostra delle opere di Modigliani. Un segnale di affinità culturale con l’Italia apprezzato da oltre 400 mila visitatori. Per la prima volta si sono presentate opere dell’italiano in dialogo diretto con i grandi che lo influenzarono (Cézanne, Picasso e Brancusi) e con gli amici di Monteparnasse (Marc Chagall, Jacques Lipchitz, Chaïm Soutine, Moïse Kisling, Ossip Zadkine, Tsugouharu Foujita o Jules Pascin). Miguel Blesa presiede la Fondazione istituita nel 1991. La Fondazione partecipa a progetti di Conservazione del Patrimonio Storico Spagnolo, di Musica, Promozione e Diffusione Culturale; Borse di studio, Ricerca ed Università, Esposizioni e Progetti Straordinari. Amedeo Modigliani: Madame Zborowska 1918 - Collezione S.ra A.T. Kessler 1983 Fernando Sanchez, direttore commerciale, ci parla del complesso, mentre un uccellino svolazza intorno a noi dentro il bar dell’hotel. Rio Real di Marbella: un hotel-boutique a 5 stelle, con wellness e un meraviglioso campo da golf realizzato da Javier Arana, che giunge fino al mare. Una struttura degli anni ‘60 con rigogliosa vegetazione e un paradiso di tranquillità attraversato dal Rio Real. Ideatore il Marchese di Nerja. L’albergo, con solo 29 camere di gran lusso, è stato progettato dall’architetto Pasqua Ortega e arredato con mobili del 18º secolo. Nei corridoi gallerie fotografiche del “glamour” di Marbella; fra i personaggi il Re e la Regina di Spagna, Gina Lollobrigida, Brigitte Bardot ed il famoso torero “El Cordobes”. “Fra gli ospiti - dice Sanchez - la Contessa Romanones, che ama scrivere molte ore al giorno in questo silenzio. Sul tetto una piscina stile romano, un solarium con stupenda vista sul campo da golf: un paradiso!”. Poi ci sono i “pacchetti”. Per esempio il “Pacchetto romantico”: tre notti nella originale suite Eagle, con champagne, frutta e cioccolato, bagno rilassante con idromassaggio, acqua di mare e petali di fiori; cena romantica con speciale menù. Il wellness beauty center è arredato con gusto, nel ristorante gourmet lo chef Francisco Naranjo, mago della gastronomia locale ed internaziona- le. Alle riunioni di sommellier intervengono le migliori cantine andaluse e nelle cene tematiche si abbinano cibi e vini con i migliori sigari. Grande novità è “l’accademia del golf”, diretta da Sergio De Cespdes, con sistema di biomeccanica, e sensori sul corpo del giocatore che analizzano lo “swing” e la dinamica del golf. Le informazioni, in 3D, vengono registrate su disco consegnato al golfista. Consulente il campione Alfonso Piñero. “Abbiamo un gruppo di sei giovani talenti che gareggiano con il nome Rio Real. Il golf - sostiene Javier Sanchez - non deve essere elitario; con il Comune di Marbella realizzeremo una scuola pubblica di golf e con scuole private lo includeremo come attività scolastica. Aumentano le donne federate e sono il 40% degli iscritti. Un torneo si svolgerà dal 10 al 14 dicembre come finale del Lady Golf di Spagna. Nel 2009, con la Federazione Nazionale del Golf, faremo un torneo con handicap due e tre. Stiamo abbinando il golf al poker, usando i punti vinti al golf come fiches per il poker. Partecipiamo a fiere e tornei internazionali come il Bnopen di Monaco, la Rheingolf di Colonia. Siamo sponsor all’Eads di Parigi, dell’Aerbus e Ariane, che riunisce i suoi dirigenti in una gara”. Quando ci salutiamo, come per darci un arrivederci, ritorna di nuovo “l’uccellino del Rio Real”.

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Pag. 4 1/2008 Il Presidente di USP e l’Italia Una Stella per la solidarietà sociale e lavorativa di persone handicappate e l’integrazione di persone emarginate socialmente attraverso lo sport, la sensibilizzazione sociale, educazione e divulgazione, il volontariato, l’appoggio e la donazione di materiale sanitario, la docenza e la ricerca. Vantaggi della prima televisíone della salute via Internet. Come funziona? È un’iniziativa che ci gratifica notevolmente perchè è la prima web-TV della Spagna specializzata in salute. Oggigiorno essere presente in Internet non significa esclusivamente avere una pagina web, ma un canale che permette molteplici forme di comunicazione. Una di queste - credo con molto futuro - è il canale di televisione proprio per informare sulle attività e - nel nostro caso - anche su temi della salute. Per elaborarli seguiamo gli stessi criteri della nostra rivista ufficiale, “Latidos de USP”, che ha molto successo. Un centro di produzione elabora i temi che usciranno nella rivista, dandogli il formato di notizia-reportage televisivo. Vi invito a vederlo in www.latidos.tv. Che significa essere membro della “Associación de Marcas Renombradas Españolas”? Un importante passo avanti, un gran riconoscimento e la sicurezza di essere protetto in forma speciale nell’ambito del nostro marchio, soprattutto in un anno come questo in cui celebriamo il nostro decimo anniversario. Riempie di soddisfazione ed orgoglio tutti noi che iniziammo questo progetto 10 anni fa. Soltanto grandi marchi spagnoli riconosciuti internazionalmente possono essere membri dell’associazione. Inoltre USP Hospitales è la prima azienda del settore salute che entra a fare parte del “Foro dei Marchi Rinomati”, il che ci aiuterà a spingere ancora di più la nostra espansione internazionale. Con quali iniziative? Dopo avere sviluppato con successo il nostro modello aziendale in Spagna lo stiamo riproponendo in altri paesi. Iniziamo in Portogallo, stiamo sbarcando in Marocco e stiamo esaminando altri paesi, tra cui l’Italia. In proposito desidero aggiungere che mi piacerebbe molto trascorrere qualche giorno in un paese tanto speciale per me come è l’Italia dove, fra l’altro ha studiato mio figlio maggiore, laureandosi all’Università Bocconi di Milano. Paola Pacifici Foto: il Presidente Masfurrol con Carlo Albero Bonomi, presidente Fundacion Invest for Children Spagna: 12.l93 autonomi italiani Lorenzo Amor, Presidente della Federazione Nazionale di Associazioni di Lavoratori Autonomi ATA, assicura che lo Statuto del Lavoro Autonomo sollecitato dal suo settore e in fase di definizione, è un documento pioniere in Europa, perchè colloca gli autonomi nella posizione di tutto rispetto. “Infatti - sostiene Amor - si tratta di un documento più vicino ai lavoratori per quanto riguarda le coperture della Previdenza sociale e altri diritti, mettendo fine ad anni di discriminazione, solitudine, emarginazione e mancanza di protezione”. Lorenzo Amor illustra i lati di maggior interesse di questa forma di attività, che registra una importante presenza di italiani. Qual è il peso del lavoro autonomo in Spagna? El peso del trabajador autonomo en España è del 20% della popolazione attiva ed apporta il 18% del Prodotto Interno Lordo. Essi rappresentano il 90% del tessuto imprenditoriale della Spagna. La parte più considerevole del lavoro in Spagna è costituita da autonomi che occupano il 40% dei posti di lavoro, con un incremento annuo vertiginoso, superiore a quello degli altri Paesi dell’Unione Europea. Con la nuova legge essere autonomi in Spagna comporta lo stesso livello di protezione sociale di un lavoratore dipendente. In Spagna, un lavoratore autonomo su tre è donna; praticamente il 40% delle nuove attività autonome quest’anno riguarda le donne, che hanno trovato una forma per conciliare lavoro e famiglia. E a proposito dei giovani? Ai giovani posso dire soprattutto che, al giorno d’oggi, essere il capo di se stesso, avere una propria azienda è molto più redditizio, molto più protetto e molto più sicuro. Posso dirle che il 40% delle nuove imprese create in Spagna, sono state aperte da giovani com meno di 35. La cultura imprenditoriale sta conquistando la gioventù. Quali sono i settori con più iscritti? Un lavoratore autonomo su tre si dedica al commercio e il settore delle costruzioni ha subito una forte crescita. Delle 105.000 nuove aperture di attività autonome, il 50% spetta alle costruzioni. I settori emergenti riguardano l’educazione, il terziario e i servizi sociali, che spingono sempre più per formare delle attività autonome nuove ed efficaci. L’apertura in ambito europeo, fa aumentare gli autonomi provenienti dagli altri Paesi comunitari, fra i quali l’Italia. I lavoratori autonomi italiani in Spagna sono 12.193. Essi rappresentano il 6% fra tutti i lavoratori autonomi stranieri. Un numero destinato a crescere, giorno per giorno. Andrea Nardi Foto: Lorernzo Amor e Eduardo Zaplana Il Presidente di una delle più importanti reti internazionali di ospedali privati, Gabriel Masfurrol, è stato insignito dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana. In questa intervista in esclusiva, ci parla dell’USP in Spagna. Buongiorno Cavaliere, congratulazioni per l’onorificenza italiana O.S.S.I. Che cosa significa questo riconoscimento? E’ un gran onore e mi sento ancora più unito ad un paese al quale voglio bene come l’Italia. Quanti USP Hospitales avete in Spagna? Sono 36, 13 dei quali accolgono oltre un milione e mezzo di pazienti l’anno. Abbiamo 3.500 impiegati e 2.500 medici. Siamo presenti nelle grandi città: Madrid, Barcellona, Siviglia, Alicante, Palma di Maiorca, Marbella, Tenerife, conosciuti a livello nazionale ed internazionale in specializzazioni importanti come l’oncologia, la traumatologia, medicina dello sport, ginecologia ed ostetricia. L’anno scorso, inoltre, abbiamo avviato la nostra espansione internazionale in Portogallo e Marocco. Come si spiega il successo di USP Hospitales? È il frutto di un sogno, la passione, lo sforzo ed il talento di un gruppo di imprenditori che si è condiviso con le migliaia di persone che formano la compagnia e che permettono di avere un milione e mezzo di pazienti che ogni anno deposita la sua fiducia in noi. Quanto contano l’investimento tecnologico ed il miglioramento delle infrastrutture? Un ospedale ha bisogno di investimento intensivo, questo significa che deve investire in diversi ambiti: primo nella qualità alberghiera delle sue infrastrutture, poi nel miglioramento della tecnologia medica e, forse il più importante, investire in persone, che sono la base di una compagnia come la nostra. Che importanza riveste il Premio Favoriti nella Rete 2008 e Diario Medico? È importante. Se prima si diceva che se non stavi in televisione non esistevi, oggi si dice che se non sei in “rete” non esisti. Essere visibile, dare informazioni vere, agili, aggiornate e facili da capire. In USP Hospitales abbiamo fatto un’importante scommessa, e un importante sforzo in questa direzione. Realizziamo pagine web che offrano un’informazione sulla salute vera e seria. Il premio è un riconoscimento a questo sforzo. Che relazione c’è tra USP Fundación Alex e Fondazione Privata Samuel Eto’o e le altre? USP Fundación Alex, nasce due anni fa, dopo dieci anni di studio. Dalla sua creazione abbiamo promosso le iniziative che i professionisti e gli ospedali realizzavano a favore dell’infanzia, della salute e degli handicappati. Decidemmo di creare una fondazione che proteggesse queste iniziative e permettesse di realizzarne altre. Abbiamo progetti propri e collaboriamo con distinte fondazioni. Nell’ambito assistenziale, una di esse è quella della Fondazione Privata Samuel Eto’o, con la quale sviluppiamo il programma “Eto’o ed Alex, goal di speranza”, grazie al quale opereremo in USP Clinica Palmaplanas bambini provenienti dal Camerun che soffrono patologie difficilmente operabili nel loro paese di origine. Abbiamo anche accordi con la Fondazione Privata Leo Messi avendo rapporti con “USP Institut Universitari Dexeus” per bambini malati dell’Argentina” e con “Terra de Hombres” per operare in USP Clinica Sacro Cuore i bambini provenienti dall’Africa con cardiopatie congenite. Altri lavori sono l’integrazione

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1/2008 Pag. 5 Il motto della Sanyres: “Anni alla vita e la vita agli anni” nuovi programmi di intrattenimento per anziani di tutte le nazionalità, per sviluppare l’integrazione e rispondere pienamente alle loro necessità. Abbiamo intervistato in esclusiva Javier Romero, Direttore Generale della Sanyres. Quanto è importante il fattore umano? Il fattore umano costituisce il 95% del totale per il risultato di qualsiasi impresa. Soprattutto per noi che siamo una compagnia di servizi, nella quale le risorse umane rappresentano la parte vitale dell’azienda, perchè tutto si svolge in modo diretto e personale, con una notevole vicinanza fisica e una stretta relazione personale e continua fra i nostri addetti e i residenti. Abbiamo 1.500 dipendenti, cinque ogni dieci residenti per ogni Centro Sanyres. La maggior parte dei residenti sono donne, perchè hanno predisposizione genetica che permette loro di vivere più a lungo dell’uomo. Anche il personale per il 90% è costituito da donne. Quanti gli stranieri? Nei Centri di Marbella, Banalmadena e Malaga, sono un centinaio - fra tedeschi, inglesi e scandinavi - gli stranieri che hanno cominciato a scegliere la Costa del Sol come residenza da pensionati. Abbiamo anche gli italiani, ma vorremmo averne di più. A quanto ammonta il vostro investimento? Per i 17 Centri in funzione, più tre Centri che stiamo per inaugurare, parliamo di 60 mila euro di investimento per letto, per cui l’investimento totale si aggira sui 270 milioni di euro. Gli immobili li acquistiamo, siamo i proprietari del terreno su cui sono edificati e in qualche caso per l’uso del suolo ci serviamo di concessioni. Comunque gli edifici sono sempre nostri: il nostro investimento consiste nella costruzione dell’immobile e poi nella gestione del Centro. A partire da adesso, l’organico si amplierà perchè daremo inizio ad una prestazione di servizi di attenzione domiciliare di teleassistenza con un accordo con la Compagnia di Assicurazioni Mondial Assistance. Questo comporta un programma specifico per gli stranieri perchè il call-center di cui disporremo ha personale che parla diverse lingue. Qual’è il livello economico medio dei vostri residenti? Abitualmente il cliente si fa carico di una media dell’80% del costo del posto. Probabilmente con l’entrata in vigore della legge, il prossimo anno il cliente potrà assumersi solo un terzo di questo costo. Se intende chiedermi se il cliente è ricco, è difficile risponderle senza fare alcuni chiarimenti. Non siamo costosi considerando che il servizio ha un livello molto alto con un organico ampio e un’equipe di professionisti. Le caratteristiche dei nostri edifici sono orientate al confort fisico e morale dei residenti con spazi grandi, decorazioni e arredamenti di qualità, ubicazioni razionali e prestigiose che comportano elevati costi del terreno. La somma di tutti questi fattori determina il prezzo finale alto, ma non caro, delle nostre prestazioni. Giulio Rosi Foto: Angelese Muñoz e Javier Romero FUNDETEC: l’importanza delle tecnologie per le piccole e medie imprese Presso l’Hotel El Fuerte Myramar Spa di Marbella, si è svolto il Convegno dei Direttori delle Residenze Sanyres, leader in Spagna nella prestazione di servizi per anziani. L’importante evento è stato inaugurato dalla sindachessa di Marbella, Angeles Muñoz, assieme al Direttore Generale Javier Romero e alla Direttrice della Compagnia, Ana Belen Lara, che hanno aperto i lavori assieme alla Direttrice del Centro Margarethenhof, Edith Beyer. La compagnia “Sanyres” è una struttura di alto livello, dalle caratteristiche alberghiere, con eleganti appartamenti per persone anziane, assieme ad una serie di servizi assistenziali, sanitari e di intrattenimento; garantendo la completa indipendenza ed una elevata qualità di vita ai propri ospiti. Il suo motto è: sicurezza, autonomia e benessere, “aggiungendo anni alla vita e la vita agli anni”. A Marbella si stanno realizzando due La Fondazione per lo Sviluppo Infotecnológico di Imprese e Società, Fundetec, nasce nell’ottobre del 2004 tra l’Amministrazione Pubblica ed il settore privato per l’analisi, la divulgazione e la dinamizzazione dell’accesso alle Tecnologie dell’Informazione da parte di cittadini, imprese ed istituzioni.. È costituita da Entità Pubblica Imprenditoriale con la Società dell’Informazione (SETSI), e da privati: Corte Ingles, Inglese, HP, Intel, Microsoft, Telefónica, Caja Madrid, Panda Software e Sun Microsystems. Intervista al Direttore Generale, Alfonso Arbaiza. Perchè l’informatica nei piccoli sistemi? Senza le nuove tecnologie non si può concepire la competitività. Nel campo degli autonomi, del piccolo commercio e nella piccola impresa, è ancora più forte, perchè necessitano delle nuove tecnologie per aumentare la produttività e migliorare la competitività. Il segreto è trovare una effettiva utilità. Un esempio pratico? Se a un pittore edile domandiamo se è meglio comprarsi un furgoncino per spostarsi da cliente a cliente, oppure dotarsi di una nuova tecnologia, sicuramente ci risponderà un furgoncino. Se gli spieghiamo che esistono sistemi tecnologici che permettono di ottenere le giuste miscele di vernici esattamente sempre uguali nel tempo, allora sceglie le tecnologie al posto del furgoncino. Quali aiuti sono previsti? Ci sono aiuti del Ministero dell’Industria, delle Regioni e della Comunità Europea. Inoltre vengono svolti dei corsi di formazione. Quale settore ha risposto meglio? Ad ognuno bisogna fornire il sistema che meglio risolve i suoi problemi. Per esempio, un parrucchiere o un negozio di estetista accetteranno meglio una soluzione di mobil-marketing, basata sulla telefonia mobile, perchè dà la possibilità di inviare offerte via sms ai propri clienti. La stessa tecnologia, applicata ad un altro settore, probabilmente non avrebbe alcun effetto. Sono più aperti ad accettare le novità gli uomini o le donne? Se parliamo di donne attorno ai 55 anni, l’accettazione è superiore rispetto agli uomini. Che mi dice dei giovani? Per i giovani le nuove tecnologie sono un fatto genetico, naturale, istintivo. Per loro non si tratta solo di utili strumenti professionali, ma di una vera e propria forma di vita. (G.R.) Fabbricazione artigianale di pasta Basi di pizza per uso professionale Sapori & Qualità d’Italia, S.L. Pd. Torrellano Alto C/Río Júcar 29 03320 Torrellano Elche - Alicante - España Tel. 96 663 30 85 Fax 96 663 51 38

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Pag. 6 1/2008 FAES: ANALISI E STUDI SOCIALI La FAES è una fondazione privata per l’Analisi e gli Studi Sociali, senza scopo di lucro, che lavora nell’ambito delle idee e delle proposte politiche; è presieduta da José María Aznar. Un grande laboratorio di idee e programmi con la vocazione di nutrire il pensiero e l’azione politica del centro liberale e riformista. Promuove la riflessione ed il dibattito sui temi politici di una nazione libera e plurale come Spagna. FAES organizza seminari, conferenze, campus estivi e corsi di formazione. Pubblica libri, la rivista Quaderni di Pensiero Politico, Carte FAES, e libri della Fondazione e dell’editoriale Gota a Gota. Inoltre svolge attività di relazioni internazionali con altre fondazioni e Think Tanks dall’Europa, Stati Uniti ed Iberoamérica, come con pensatori ed accademici di tutto il mondo. FAES crede che l’Unione Europea unisce e rispetta le nazioni dell’Europa sulla base di alcuni valori comuni. FAES difende una Europa aperta e dinamica, centrata sul valore della libertà, che promuova la libertà, la democrazia, la prosperità e la sicurezza insieme ai suoi soci ed alleati atlantici. Ritiene anche che Iberoamérica è una parte sostanziale di Occidente e lavora per consolidarne i principi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti fondamentali e generarvi ricchezza per avanzare nella lotta alla povertà. FAES ritiene che il vincolo atlantico sia un elemento imprescindibile per la difesa della libertà, la democrazia ed il modo di vita occidentale. I lavori che sviluppa la fondazione considerano le differenti minacce alla democrazia nel mondo, come l’avanzamento del populismo rivoluzionario in Iberoamérica, i movimenti antiglobalizzazione che la sinistra promuove in Europa e negli Stati Uniti, e l’islamismo radicale che si appoggia sul terrorismo per attaccare l’Occidente. Il terrorismo minaccia le società aperte, ricatta e tenta di piegare i valori e principi delle democrazie liberali. Il terrorismo cerca a tutti i costi di distruggere i principi di convivenza in libertà. La Spagna ha una lunga e dolorosa esperienza di terrorismo. Con la convinzione morale che fare concessioni è quello che pretendono i terroristi per la perpetuazione del terrore e della sottomissione, FAES sviluppa un’intensa attività nel campo dello studio ed analisi di idee e strategie per difendere i valori di convivenza democratica di fronte al totalitarismo del terrore. Foto: José Maria Aznar, presidente della Faes Epopea dei Borbone di Francia e della Spagna fino ad oggi I Borbone, di origine francese, appartengono alla dinastia capetingia che ereditò il trono di Francia nel 1589 e governò per oltre due secoli. Il nome deriva dal feudo che Roberto di Clermont incamerò, sposando nel 1272 Beatrice, figlia di Giovanni di Borgogna. Il figlio di Roberto, Luigi I di Borbone, ottenne da Carlo IV nel 1327 il titolo ducale. Il nome rimase alla famiglia anche dopo la confisca del Borbonese fatta da Francesco I di Francia. Nel medioevo i Borbone si divisero in tre rami. Quello di Pietro I (1310-1356) si estinse quando la figlia di Pietro II di Borbone signore di Beaujeu, Susanna, ottenne da Luigi XII il diritto di succedere a tutti i beni dei genitori e sposò il cugino Carlo appartenente ai BorboneMontpensier. Il terzo ramo risale a un nipote di Roberto, Giovanni di La Marche il quale, in seguito al matrimonio con la sorella dell’ultimo conte di Vendôme, Bouchard VII, fondò il ramo dei Borbone-Vendôme, che salì al trono di Francia con Enrico IV nel 1589, iniziando la dinastia reale dei Borbone di Francia. Da allora questa famiglia divenne una delle protagoniste della storia d’Europa e generò importanti sovrani, fra cui Enrico IV e Luigi XIV. La famiglia sopravvive col ramo degli Orléans, nato con Filippo (1640-1701), secondogenito di Luigi XIII. I Borbone d’Orléans, dopo aver tenuto la reggenza di Francia (1715-1723) durante l’infanzia di Luigi XV, salirono al trono nel 1830 con Luigi Filippo. Con la morte di Enrico, conte di Chambord, il ramo degli Orléans è rimasto legittimo pretendente al trono di Francia. I più noti principi furono Luigi II di Borbone-Condé, detto il Gran Condé, e Luigi Enrico che fu primo ministro di Luigi XV. Il ramo dei Condé si estinse nel 1830 e quello dei Conti nel 1814. Altri rami della famiglia Borbone si stabilirono a partire dal XVIII secolo su troni stranieri. Il primo fu quello dei Borbone di Spagna. Capostipite Filippo V, nipote di Luigi XIV, il quale, nominato erede nel testamento di Carlo II, fu proclamato re di Spagna il 2 ottobre 1700; egli tuttavia fu riconosciuto dalle monarchie europee solo con i trattati di Utrecht e di Rastatt che ponevano fine alla cosiddetta guerra di successione spagnola (1701-1714). I sovrani di questa famiglia, il cui unico esponente ricco di personalità fu Carlo III (1759-1788, già sovrano fino al 1759 di Napoli e di Sicilia con il nome di Carlo di Borbone), attraversarono periodi burrascosi; due volte furono detronizzati (1808 e 1868), dovettero affrontare guerre civili (guerre carliste) e abbandonare la Spagna nel 1931 pur senza rinunziare ai propri diritti. Infatti i Borbone sono tornati sul trono con il figlio del pretendente Giovanni, Juan Carlos I, che designato nel 1969 come successore dal generale Francisco Franco, è diventato re di Spagna nel 1975. Mauro Piergentili Foto: Enrico IV Borbone - Navarra. Re Juan Carlos I Borbone e la Regina Sofia

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1/2008 Pag. 7 La Comunità Europea offre molte opportunità di studio e scambi culturali ai figli degli italiani Programmi della U.E. per studiare all’estero Per gli studenti che desiderano compiere una parte dei propri studi all’estero, diverse sono le possibilità. Per quanto riguarda l’Unione europea, due sono i nuovi programmi, che racchiudono tutti i precedenti: Socrates e Leonardo. Socrates finanzia lo scambio di insegnanti e studenti fra le scuole e le università europee. Gli studenti universitari, dal secondo anno in poi, possono frequentare corsi all’estero, con la possibilità, poi, di vedersi riconosciuti gli esami sostenuti. Il trasferimento può essere automatico, mediante l’applicazione dell’Ects (European Credit Transfer Scheme), oppure concordato prima della partenza con i singoli docenti. Per rendere possibile tutto questo, il programma dà diritto all’esonero dal pagamento delle tasse universitarie dell’ateneo ospite e a un contributo per le spese supplementari. E’ consigliabile iniziare a muoversi con un anno di anticipo. Il modo migliore per ottenere le informazioni necessarie, è quello di rivolgersi agli appositi uffici istituiti presso tutte le università. La modulistica necessaria, è disponibile sia presso i suddetti uffici, sia presso: • Agensia Nazionale Sócrates - Sra. Encarnación Herrero Herrero Ministero Educazione e Cultura - Paseo del Prado, 28 - 8º piano 28014 Madrid Tel: 91 506.56.85 - Fax: 91 506.56.89 E-mail: a.socrates@educ.mec.es - www.mec.es/sgci/socrates Agensia Nazionale Erasmus, Vicesegretariato Generale del Consiglio delle Università - Sra. Teresa Díez Iturrioz - Città Universitaria s/n 28040 Madrid - Tel: 91 453.98.42 - Fax: 91 453.98.85 E-mail: mariateresa.diez@cuniv.mec.es successo scolastico dei figli dei lavoratori migranti e delle priorità da assegnare a questi interventi formativi, in modo da raggiungere risultati significativi su un terreno di grande rilievo sociale, è sembrato più opportuno considerare quali destinatari non soltanto i giovani nell’età della scuola dell’obbligo, ma anche le loro famiglie. E’, infatti, evidente che l’inserimento ed il successo scolastico dei figli sono in diretto rapporto con il grado e le modalità d’integrazione culturale e sociale delle famiglie nel loro complesso, i livelli di scolarità dei genitori, i loro atteggiamenti ed aspettative rispetto all’istruzione ed alla formazione dei figli. Da qui scaturiscono naturalmente miglioramenti delle condizioni sociali nonché nuove opportunità professionali anche per le successive generazioni. Un altro aspetto importante è il raggiungimento della migliore integrazione degli Enti di formazione italiani operanti all’estero a favore dei lavoratori migranti e dei loro figli con i sistemi dell’istruzione e della formazione professionale dei Paesi ospitanti. A tal proposito è opportuno realizzare, come peraltro previsto dal Programma Operativo dell’Unione Europea, che le attività formative siano caratterizzate ed indirizzate a sperimentare approcci che possano aumentare l’efficacia delle azioni formative, in un contesto economico e sociale in mutamento. I criteri di innovatività previsti fanno riferimento all’uso di metodologie, di modalità d’erogazione, di tecnologie di natura innovativa, ovvero fanno riferimento a nuovi settori produttivi e a nuove tecnologie. Inoltre l’innovatività delle azioni può riguardare l’attivazione di collaborazioni e partnership transnazionali, allo scopo di promuovere la diffusione di modelli formativi di successo, originati e sperimentati in contesti diversi. I progetti di formazione possono essere presentati da Enti di formazione, da Istituzioni educative e associazioni culturali operanti in favore degli italiani emigranti nei Paesi dell’Unione Europea, da organismi e strutture di orientamento; è necessario però che gli stessi abbiano disponibilità di proprie sedi operative ovvero di collegamenti con strutture formative nei Paesi ove intendono realizzare le attività formative. Successivamente alla selezione dei progetti, l’esito viene tempestivamente comunicato al Ministero degli Affari Esteri, alle Ambasciate e agli uffici Consolari italiani interessati. Sarà poi compito dell’Ente vincitore promuovere attraverso strumenti di divulgazione e comunicazione le caratteristiche del progetto, le modalità di accesso per i partecipanti, i tempi di realizzazione (di solito la durata è annuale), le tipologie di intervento. I progetti vengono realizzati nei Paesi dell’Unione Europea indicati in fase di presentazione con molte opportunità di collegamenti culturali e partenariati italiani, in modo da consentire la fruizione delle attività di formazione anche agli italiani per i quali sarebbe difficile accedere nell’ambito dei sistemi di formazione locale. Luca Della Valle • Informazioni si possono inoltre ricevere per posta, richiedendole al numero verde attivato dalla Commissione europea (1678-76166), oppure consultando il sito Internet http://europa.eu.int/comm/education/socrates/erasmus/ home.html. Leonardo è, invece, il programma che l’Unione europea ha attivato sul fronte della formazione professionale. Fra i suoi obiettivi vi sono il rilancio della formazione professionale, la garanzia dell’accesso a quest’ultima, senza alcun tipo di discriminazione, per tutti i cittadini dell’Unione, nonché la promozione della cooperazione transnazionale in tali settori. Il programma, prevede il finanziamento di progetti volti al potenziamento della formazione e allo scambio di studenti e giovani lavoratori, che possono effettuare il tirocinio aziendale in paesi stranieri. La Comunità Europea offre diverse opportunità ai lavoratori italiani all’estero ed ai loro figli, non solo come normative internazionali, ma anche come previsto nella direttiva 76/CEE, il cui scopo è quello di facilitare l’adeguamento professionale degli italiani che si trovano nei Paesi comunitari. Questo vale tanto per le esigenze di riqualificazione e come sostegno del lavoro e della micro-imprenditorialità, quanto per stimolare l’integrazione dei nostri connazionali nei sistemi formativi dei Paesi esteri in cui vivono. I relativi finanziamenti - spiega Susanna D’Alessandro di GRTV - sono messi a disposizione dall’Unione Europea, insieme ad un cofinanziamento dello Stato italiano, che ne delinea gli obiettivi e definisce i criteri e le procedure per accedervi. Le azioni formative sono rivolte sia ai figli dei lavoratori migranti, sia ai migranti, giovani ed adulti, aventi l’esigenza di qualificare e riconvertire la propria professionalità, in relazione alle nuove esigenze del mercato del lavoro, nei diversi paesi dell’Unione Europea. Considerata la rilevanza del problema dell’inserimento e del Silhouette Lift: una grande novità in Chirurgia Plastica ed Estetica. Il “Silhouette Lift” è una tecnica chirurgica mini-invasiva per il ringiovanimento cervico-facciale. Questa tecnica si realizza mediante l’utilizzo di speciali fili chiamati Suture Silhouette, caratterizzate da particolari coni riassorbibili in acido poli-lattico, disegnate e realizzate da un bio ingegnere californiano e introdotte nel mondo della Chirurgia Plastica. La presenza di coni favorisce una forte e stabile trazione dei tessuti permettendo di conseguire un aspetto più giovane e rilassato, sollevando i tessuti del terzo medio del viso. Questa tecnica non può sostituire il lifting classico, ma rappresenta un procedimento chirurgico nuovo e minimamente invasivo in cui non residuano cicatrici visibili, indicato per pazienti con moderato rilassamento cutaneo. L’operazione si effettua in anestesia locale o con blanda sedazione e dura 45 minuti circa. Recentemente l’utilizzo di tali suture è stato esteso al lifting del sopracciglio, del collo e del gluteo. In particolare l’utilizzo delle Suture Silhouette per la gluteo-plastica rappresenta una valida alternativa ad altre tecniche come l’impianto di grasso o l’utilizzo di protesi. Il recupero post-operatorio è molto rapido, il dolore spesso assente e solitamente le complicanze rare. Non è solo il mondo dell’estetica che beneficia di questa innovativa sutura, ma anche il vasto campo della Chirurgia Ricostruttiva: sta riscuotendo un notevole interesse l’uso delle Suture Silhouette per la simmetrizzazione del viso nelle paralisi del nervo facciale. L’Università di Udine nel reparto di Chirurgia Plastica è stata la prima in Europa ad utilizzare questo sistema per le paralisi del viso, seguita poi da Padova, Siena e molti altri centri. All’estero ora anche il più grande ospedale di Parigi, Petie-Salpetriere, ha inserito questa metodica nelle procedure standard per il recupero di queste patologie. La Spagna e l’Italia sono stati i primi paesi dopo gli USA ad utilizzare e divulgare l’uso delle Suture Silhouette, in quanto il dr. Franco Perego di Monza ed il sottoscritto, dr. Roberto Pizzamiglio in Marbella, per anni abbiamo collaborato con il dr. Nicanor Isse di Newport Beach, California, che è il chirurgo che ha ottimizzato l’uso di queste suture in chirurgia estetica. Il ridotto traumatismo, la rapida guarigione dei pazienti e gli ottimi risultati ottenibili, fanno del Silhouette Lift il protagonista nelle innovazioni in Chirurgia Plastica ed Estetica. Dr. Roberto Pizzamiglio Molding Clinic – Marbella roberto@pizzamiglio.org

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Pag. 8 1/2008 Marbella, sempre più sicura, con 38 poliziotti di quartiere e squadre miste per questa estate Il Municipio ha istituito la Polizia di Quartiere che è già operativa con 38 agenti. La sindachessa, Ángeles Muñoz, ha dichiarato che la “polizia di prossimità” è la volontà del Comune per una forte politica di Sicurezza Cittadina, la cui delegata, Maria Francisca Caracuel, afferma che questa dotazione non sostituisce   quella già operante, ma si somma all’organico esistente. La sicurezza per l’estate viene garantita da squadre di agenti della Polizia Locale e Nazionale, con ispettori della “Via Pubblica”. Le misure sono state decise in una riunione fra la Sindaca, Angeles Muñoz, la Delegata per la Sicurezza, M. Francisca Caracuel, la Delegata alla Via Pubblica, Alicia Jiménez, il Commissario Capo della Polizia Nazionale, Francisco Arrebola e il rappresentante della Polizia locale. “Marbella è sicura – dichiara la Sindaca – ma dobbiamo continuare a migliorare, conciliando carattere turistico e leggi comunali”. M. Francisca Caracuel, ha evidenziato l’importanza della prevenzione dei delitti e delle infrazioni. Il Piano di Sicurezza Estivo include i controlli di alcolemia,che in estate aumentano specialmente in punti caldi come Porto Banús, Marbella e San Pedro. L’International Police Association “Servo per Amikeko” la novità più curiosa, legata in qualche modo alla figura dell’agente di quartiere, è rappresentata da un corso chiamato “El día canino”, organizzato assieme Comunità dei Municipi della Costa del Sol e alla scuola di addestramento dei cani Roy Fonte. Si tratta di un primo livello addestrativo in modo che un poliziotto abbia un fedele compagno a quattro zampe che, oltre a proteggere, aiuta materialmente ed emotivamente. La sua sola presenza stimola l’avvicinamento alla gente, rende più facile il contatto e funge da deterrente contro i malintenzionati, per Attualmente il presidente dell’IPA (International Police Association) di Marbella è Sebastián Suárez, della Polizia Locale. Subentra ad Antonio Gil Haro che è stato nominato Presidente Onorario. È la prima volta nella storia dell’IPA in Spagna che si crea questa qualifica. I Soci appartengono al Corpo della Polizia Nazionale, alla Guardia Civil, alle Forze Armate e alla Polizia Local. Inoltre ci sono soci speciali, per i loro meriti come collaboratori volontari, che rispecchiano il motto “ Servo per Amikeko” ossìa Servire per Amicizia. Secondo Sebastián Suárez una città cosmopolita come Marbella avrebbe bisogno di un alloggiamento per amici, colleghi e soci IPA di passaggio o in vacanza. Una specie di foresteria come già ce ne sono in altre città del mondo. “Pertanto - afferma Suárez - approfitto per lanciare un appello a un costruttore o ad un imprenditore che volesse darci in uso un edificio che noi potremmo gestire dandogli una grande pubblicità a livello mondiale”. Oltre alle attività sociali e culturali, l’IPA ha promosso un corso di specializzazione per la Polizia Locale sulle falsificazioni dei capi di abbigliamento firmati e degli accessori di marca, patrocinato dalle stesse case che vengono contraffatte, fra cui la Nike, la Burberry e la Disney. Inoltre ha varato un programma di formazione permanente legato alla professione di operatori della sicurezza, con corsi di tecnica di difesa personale e attualizzazione dei sistemi informatici. Ma cui stiamo facendo in modo che questa iniziativa diventi un servizio complementare di carattere professionale poliziale. Un animale è un valore aggiunto al rapporto già esistente fra cittadino e agente, perchè ha un ruolo presenziale, esecutivo e dissuasorio. Naturalmente l’IPA di Marbella mantiene molti contatti con le associazioni straniere, considerato che Marbella è la città più cosmopolita della Spagna. Recentemente ha ricevuto la visita di membri IPA dell’Ontario, in Canadà, di Filadelfia, Chicago, Romania, Estonia, Slovenia, Francia e altri. Per quanto riguarda l’Italia, l’ultima visita è stata quella di un socio di Palermo; l’anno prossimo verrà ricambiata la visita. L’amicizia, simbolicamente indicata nel motto dell’IPA, è fatta anche di questi gesti. Giulio Rosi International Police Association magazine Sopra da sinistra: - l’Alcaldesa Angeles Muñoz, la delegata alla sicurezza M. Francisca Caracuel e l’intendente Rafael Mora. - Riunione per il piano di sicurezza estate. A lato: Sebástian Suárez, presidente IPA Marbella

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1/2008 Pag. 9 Iberdrola: così è cambiato oggi il concetto d’impresa I 4000 Giovani imprenditori L’Associazione di Giovani Imprenditori dell’Andalusia AJE, fu costituita nel 1990 ed è multisettoriale. Possono esserne membri tutti gli impresari minori di 40 anni. L’Aje Andalusia persegue la difesa e promozione degli interessi economici e sociali, attraverso la trattativa collettiva lavorativa, la soluzione di conflitti di lavoro, il dialogo sociale, la partecipazione negli organismi pubblici. I suoi scopi sono: * Promuovere le vocazioni imprenditoriali. * Rappresentare, gestire e difendere gli interessi professionali dei suoi membri * Studiare, appoggiare e sviluppare progetti presentati per i suoi associati. * Servire da organo, unione e coordinazione tra i suoi membri e stimolare lo spirito di solidarietà * Rispondere alle necessità di formazione, informazione, assistenza, ricerca e perfezionamento dei suoi membri, studiare e divulgare i temi d’interesse per i soci. * Agire in appoggio e difesa dall’impresa spagnola ed andalusa, indipendentemente dell’amministrazione pubblica e di qualunque gruppo di pressione o partito politico. * Stimolare ed appoggiare il sistema di libera iniziativa e l’economia di mercato. * Cooperare con le differenti organizzazioni sociali per ottenere una crescita stabile ed un adeguato livello di qualità. Il Presidente dell’Aje Andalusa, Francisco Javier Navarro Bermudez, ha dichiarato: “Siamo nati 18 anni fa e rappresentiamo più di 4.000 giovani imprenditori. È arrivata l’ora di fare un salto qualitativo e quantitativo, per potenziare il nostro messaggio. Vogliamo arrivare a nuovi interlocutori e stringere con loro dei legami produttivi. Lavoriamo per la creazione e il miglioramento delle imprese, per ridurre la burocrazia, migliorare le comunicazioni, per essere presenti nei grandi organi di decisione dell’Andalusia, per la ricerca nelle nostre università, per ottenere migliori strumenti finanziari, nuove politiche che favoriscano l’iniziativa privata, migliorare i legami di solidarietà ed appoggio tra imprese e società, per l’internazionalizzazione delle imprese andaluse”. Foto: I vincitori del Premio Aje 2008, con il sindaco di Malaga, Francisco de la Torre Ignazio Galan Presidente di IBERDROLA, afferma che “nel secolo XXI la risorsa più scarsa è il talento, per cui è fondamentale in una impresa, in una società, in un paese, sapere gestire il capitale umano, attraverso la valorizzazione di quel patrimonio aziendale che si chiama talento”. Come è cambiato il concetto di impresa? “Il concetto di impresa è cambiato molto negli ultimi anni e, sebbene l’obiettivo ultimo sia la creazione di ricchezza, questo compito si deve fare di forma sostenuta e sostenibile: negozio e sostenibilità devono andare di pari passo”. Quale sarebbe il nuovo ruolo degli imprenditori? “Essi sono, senza dubbio, uno degli agenti socioeconomici più importanti e costituiscono la base del sistema produttivo, creando ricchezza, occupazione e benessere; dinamizzando e modernizzando il tessuto industriale; essendo un motore per l’innovazione ed elemento costruttivo di talento e conoscenza”. E quale sarebbe l’elemento trainante del futuro? “Se nel secolo XIX la risorsa più scarsa era il denaro e, per questo motivo, gli economisti erano i più apprezzati, e nel secolo XX fu la tecnologia, che favorì gli ingegneri, oggi, nel secolo XXI, la risorsa più scarsa è il talento”. Cosa dire dei mercati del mondo? “Questo è un gran momento per approfittare delle enormi possibilità che la globalizzazione ed i mercati ci offrono. Ma occorre essere coraggiosi, aperti, dinamici, senza paura del rischio e con una visione ottimistica di futuro il successo”. Un elogio alla globalizzazione? “La globalizzazione ha moltiplicato le possibilità di crescita ed espansione delle imprese e, contemporaneamente, ha portato ad intensificare i compromessi e le responsabilità di fronte ai collettivi più prossimi ed alle società dove sviluppano le attività. Prossimamente? “Come ho dichiarato in Texas, durante il XII Foro Spagnolo-Stati Uniti, entro il 2010 investiremo oltre 5.144 milioni di Euro in energie rinnovabili negli Stati Uniti. Questo investimento è previsto nel piano strategico della compagnia per il periodo 2008/2010. Oggi siamo leader dell’energia eolica mondiale, presenti in 22 paesi e con 1400 impiegati. Paola Pacifici . Andalucia Mondial del Golf: Volvo Master, Riders Cup, Coppa del Mondo. . Communication Golf organizza Tornei PRO AM e AMATEUR . Gli italiani amano la competizione, lo sport e la Spagna: la Costa del Sol è il luogo ideale . Communication Golf nella Costa del Sol si giuoca nei migliori campi da golf, si vive negli hotel più esclusivi e il sole più brillante fa vivere una vacanza indimenticabile . Sport, amicizia e....possibili investimenti! . Il golf è piacere, amicizia e comunicazione! Communication Golf and Travel s.l. Malaga - B92935568 Tel. +34 675451111 www.communicationgolf.com

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Pag. 10 1/2008 Le auto rubate svaniscono sulla rotta del crimine carburante. Altri furti vengono commessi davanti alle edicole dei giornali o presso gli uffici della Motorizzazione spagnola dove si effettuano le immatricolazioni e le revisioni periodiche. Una delle situazioni di rischio si verifica quando le automobili nuove giungono presso i concessionari per essere collocate nelle vetrine. Nel trambusto i ladri, che indossano tute simili a quelle degli addetti allo scarico, si mettono al volante e spariscono nel nulla. Anche nei gesti più semplicipuò nascondersi l’occasione per favorire i malviventi. Per esempio, il segnale emesso dal telecomando a raggi infrarossi per bloccare la vettura, può essere intercettato e clonato. Il veicolo viene pedinato ed alla prima occasione rubato, direttamente in garage o al parcheggio. Il modo migliore per difendersi è la prudenza, considerando che si tratta di professionisti. La struttura delle bande è formata da gruppi di una ventina di persone. Alcune scelgono le macchine, altre procurano chiavi ed antifurti, e altre ancora effettuano il furto. Una volta rubata la vettura, un falsario crea la documentazione che l’accompagnerà oltre frontiera, dove viene affidata ad un corriere che, a volte, si fa accompagnare da una donna e quanche bambino per simulare un insospettabile nucleo familiare. Il corriere guiderà l’automobile oltre confine consegnandola ad un trafficante locale che la colloca sul mercato clandestino. Più sono le persone implicate, maggiori sono i costi da ammortizzare. Anche il rischio ha una quotazione e il ricavato può raggiungere il 60% del prezzo di listino. Tradotto in soldi, il fenomeno delle auto rubate provoca ogni anno un danno economico di un centinaio di milioni di euro, gran parte a carico delle compagnie assicuratrici. Nei casi di furti commessi in altre nazioni, con il successivo passaggio della vettura per varie frontiere, sarà sempre più determinante il sistema Atlas, un’immensa banca dati gestita da FBI e Interpol, la quale permette l’identificazione del veicolo anche se è stato riverniciato, grazie al riscontro di alcuni dati che la mafia non è in grado di modificare. Il passaggio delle auto rubate attraverso varie frontiere complica il lavoro della polizia. È emblematico il caso dell’ automobile di un cittadino italiano, rubata a Londra, fatta transitare per Parigi ed esportata in Marocco passando dalla Spagna. In questo caso l’identificazione attraverso i documenti contraffatti risulta impossibile. Le cose stanno cambiando radicalmente con l’entrata in funzione del sistema satellitare “Galileo” che permette l’immediata localizzazione dei veicoli rubati. L’ultimo lembo meridionale della costa spagnola si chiama Costa del Sol. La chiamano anche “rotta del crimine”, perchè la variopinta promisquità di razze, di lingue e di situazioni favorisce le attività illecite. Quando si arriva ad Algeciras, Africa ed Europa sembrano toccarsi. In questo punto, considerato la “porta meridionale” verso l’Africa, il corto braccio di mare favorisce qualsiasi traffico. È qui che il 40% delle automobili rubate attendono il momento più propizio per entrare in Marocco, con l’aiuto della criminalità organizzata, e perdersi nei labirinti africani. Solo nella provincia di Malaga ogni anno vengono rubate più di settemila automobili. In tutta la Spagna il numero di auto ru- bate annualmente, secondo una stima di qualche tempo fa, superava le centomila unità. Circa la metà vengono recuperate dalla polizia prima che lascino la Spagna. Spesso le automobili rubate servono per finanziare altre attività criminali, come il traffico di hashish, la tratta delle bianche collegata alla prostituzione e perfino l’immigrazione clandestina. Il meccanismo è gestito da un gruppo formato da un capo e dei basisti che studiano le abitudini dei proprietari prima di fare il colpo. La disattenzione dei proprietari è complice dei delinquenti. Molti furti avvengono infatti presso i distributori di benzina, quando si abbandona la macchina con le chiavi inserite nel quadro per recarsi alla cassa a pagare il Il Made in Italy del caffè, fra aromi, storia e cultura in Italy in Italia e nel mondo. L’idea gli venne quando acquistò al mercato delle pulci la prima macchina da caffè, diventando così il più grande collezionista al mondo. Al Caffè Letterario della  Limonaia la giuria, con il sindaco di Spello, Sandro Vitali, ha premiato Vincenzo Comito, autore del racconto Dura lex sed lex , e Renato Bettinardi, per il cortometraggio Ti Ascolto. Il premio, messo in palio da Carlo Ruffinelli e Marina Berti, della Torrefazione Mokacika di Spello (Sponsor ufficiale di Caffèstival), comprendeva un viaggio ed una fornitura di pregiato caffè. Per il concorso “BaldanAutomobili ti guida nelle terre del Caffè”, è risultato vincitore il visitatore Danilo Paggi di Perugia, con un viaggio in Tunisia. Ugo Raffa Foto: A destra - il collezionista Maltoni e la prima macchina per caffè “La Pavoni”. Sopra - Modello chiamato “Lollobrigida” A Villa Fidelia di Spello, si è svolto Caffèstival, non solo esposizione e degustazione, ma anche occasioni culturali a partire da un comune denominatore: il caffè. L’evento comprendeva la mostra “Espresso made in Italy, storia, cultura, design, della macchina da caffè espresso” dalla Collezione Enrico Maltoni, che ha come obiettivo la divulgazione della cultura del caffè espresso made

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1/2008 Pag. 11 Sono in 43 mila gli italiani della “Casa” di Barcellona La CASA DEGLI ITALIANI, fondata nel 1866 con il nome “SOCIETÁ ITALIANA DI BENEFICIENZA E SCUOLE”, é una Associazione apolitica fra italiani, avente fini di solidarietá, di assistenza mutua e di conservazione delle radici culturalie linguistiche. É oggi la piú antica Associazione italiana all’estero in piena attivitá. L’Associazione, senza fini di lucro, opera con il pieno riconoscimento degli Stati Italiano e Spagnolo, ed ha sempre realizzato le sue finalitá grazie alla dedizione, a titolo completamente gratuito, dei Soci fra i quali i componenti del Consiglio di Amministrazione. Si finanzia attraverso le quote sociali, le donazioni dei benefattori ed altri introiti provenienti da iniziative varie. Le attività di beneficienza sono affidate al Comitato Assistenza, che aiuta i connazionali bisognosi sia moralmente sia economicamente. Nella sua bella e importante sede al centro di Barcellona, si organizzano periodicamente riunioni culturali e sociali, concerti, conferenze, mostre d’arte, per gustare la buona cucina italiana, oppure fare una partita a carte o al biliardo tra amici. Una moderna installazione con antenna parabolica permette di mantenersi informati sulle vicende nazionali, seguirle e viverle in buona compagnia. L’organizzazione di visite culturali e museistiche, di gite, di viaggi all’estero, permette di rinforzare amicizie fra i partecipanti e di farne delle “Fiestas y Ferias” in Spagna Marbella - Feria de San Bernabé dal 9 al 15 giugno 2008 La Feria di San Bernabé, a Marbella, quest’anno si svolge dal 9 al 15 giugno. Questo evento ricco di colore è una festosa combinazione di musica flamenca, sfilate di cavalieri e dame in abito gitano, balli tipici dell’Andalusia come la Sevillana, e musica popolare per i giovani. La gente locale allestisce delle casette dove le persone socializzano, mangiano piatti andalusi tipici come il formaggio stagionato, il pesce fritto e il prosciutto Serrano. Si festeggia fino all’alba. Tutti si stringono la mano in segno di amicizia e rispetto, con in mano un bicchiere di vino Jerez o birra. Si continua così per tutta la notte. Ma chi era San Bernabé? Secondo la leggenda Biblica, San Bernabé dette dei soldi agli Apostoli perchè li dessero ai poveri. Il suo nome originale era Giuseppe, ma il nome nuovo datogli dagli Apostoli è San Bernabé, che vuole dire “colui che incoraggia gli altri.” nuove.  Per mandato statutario la Casa degli Italiani, nell’ambito del suo programma di promozione della cultura, creò nel lontano 1894, con grande impegno, le Scuole Italiane in Barcellona. Attualmente le Scuole Italiane di Barcellona, che comprendono il ciclo completo dalla Materna al Liceo Scientifico, sono a carico dello Stato Italiano con professori di ruolo e pertanto parificate con l’ordinamento italiano e con quello spagnolo. La loro sede é negli edifici di proprietá della Casa. Istituisce sussidi e borse di studio per aiutare le famiglie in caso di difficoltá economiche. Altra importante attivitá é quella della “Commissione Giovani”, per svolgere attivitá diverse, in particolare quelle sportive, organizzando squadre a tutti i livelli di etá per i campionati ufficiali delle federazioni Catalane. La Casa degli Italiani collabora con l’Istituto Italiano di Cultura offrendo le sue strutture per le manifestazioni culturali. L’edificio della Casa degli Italiani, del 1928, è nel centro di Barcellona: Pasaje Méndez Vigo, 8 - BARCELLONA Telefono: +34.93.487.88.51 Regine e dame 2008 Infantiles Reina: Sandra Al-Hamwi Marti Damas: Esther Ferreira Lara Ana Sierra Parra Giovanna Peña Gutiérrez Sandra Fernández Sánchez Juveniles Reina: Carmen Mª Hernández Bernal Damas: Jessica Mena Sequeiro Ana Luna Corzo Lima Triana Guerrero Montoya Lidia Muñoz Duran

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Pag. 12 1/2008 A Marbella, Bruno e Giuseppina e i loro ristoranti, sono una istituzione che fa onore all’Italia. La qualità della loro cucina italiana, assieme al posto, sono le regole di Bruno per il successo. Una regola che Bruno e Giuseppina hanno applicato, aprendo i loro ristoranti in posti stupendi e di grande richiamo. Ed eccone i risultati: “Da Bruno pasta”, sull’Avenida Ricardo Soriano, dove puoi provare il “buffet del daesajuno”, poi “Da Bruno a Cabopino”, “Da Bruno sul mare”, “Da Bruno a San Pedro” e “Da Bruno a casa”. Mentre ceni puoi anche ascoltare della buona musica al pianoforte eseguita da un eccellente maestro. Anche le serate tematiche fanno parte dei loro programmi. Un’attenzione particolare Bruno la riserva ai piccolissimi con uno speciale menù. Famoso il suo libro “Almuerzo en familia”, il cui ricavato è a favore di una associazione benefica. I clienti dispongono della “carta Bruno”, per riservare, informarsi sulle serate organizzate nei ristoranti ed avere sconti. Bruno è impegnato anche come sponsor di serate culturali. Quest’anno, assieme al Comune di Marbella e all’assessorato al Turismo e Stranieri, ha patrocinato la Festa della Repubblica Italiana, promossa dall’Associazione Italiani in Spagna ed organizzata per la prima volta in Spagna a Marbella. Bruno ha voluto contribuire culturalmente con la presenza degli Sbandieratori di Gubbio (24 elementi in abito medievale con bandiere, tamburi e chiarine) e dei Campioni mondiali di Pizza acrobatica. L’assessore José Luis Hernández spiega i vantaggi fiscali e sociali per chi diventa residente a Marbella. Con lo slogan “l’empadronamiento è un premio per i residenti stranieri”, Hernández elenca i vantaggi che si ottengono iscrivendosi nelle liste comunali, precisando che l’aumento della popolazione incentiva gli investimenti pubblici nel municipio e il numero di poliziotti, centri di salute, scuole e mezzi di trasporto pubblico, perchè sono tutti in relazione con il numero dei residenti. Tra i vantaggi derivanti dall’“empadronamiento” spiccano quelli fiscali. Il primo riguarda il fatto che la residenza a Marbella non verrà piú considerata come seconda casa, ma come casa abituale, assieme allo sgravio delle relative tasse, dell’IRFP, delle imposte di successione e patrimoniali, così come l’esenzione del pagamento del plusvalore in caso di vendita della casa per reinvestire. Oltre ai vantaggi fiscali, si ha il diritto al voto, l’accesso alle scuole pubbliche, la possibilità di contrarre matrimonio, di comprarsi una macchina o rinnovare il passaporto in Spagna. La campagna – ribadisce Hernández - utilizza tutti i mezzi della pubblicità, come giornali, riviste, radio e televisioni locali, manifesti nelle fermate degli autobus e sui cestini dei rifiuti, interviste a personaggi stranieri, programmi sulle emittenti locali. L’informazione viene diffusa nella pagina web del Comune e attraverso le associazioni degli stranieri. L’iniziativa comprende manifestini, punti di informazione nei centri commerciali, a Puerto Banus e nel centro storico di Marbella e San Pedro de Alcantara, ed una campagna telefonica. Foto: L’assessore a turismo e stranieri di Marbella, José Luis Hernández MISS ITALIA NEL MONDO - MISS ITALIA SPAGNA - Le finaliste a Marbella Jessica Tamara Romina Roberta Lisa Nadillie Ines Ornella

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1/2008 Pag. 13 I PREMIATI Targhe di riconoscimento a italiani Toni Dalli Giuseppe Esposito - (Ristorante da Pino) Bruno Filippone - (Ristorante da Bruno) Sandro Morelli - (Ristorante Villa Tiberio) Dr. Roberto Pizzamiglio - (Chirurgo Molding Clinic) Carlo Civiero - (Gruppo C) Salvatore Piredda - (Licor Mediterraneo) Giuseppe Sebastiani - (Presidente Sbandieratori Gubbio) Paolino Bucca - (Campione Pizza Acrobatica) Cristiano Angelo - (Campione Pizza Acrobatica) Federica Loi - Giovane Italiana Dirigente in una Impresa Spagnola (Responsabile marketing Casino Marbella) Coro della Virgola - (Regione Abruzzo) Miss Italia Spagna 2008 Significati e storia dei bandieranti di Gubbio Il termine “bandiera” deriva dal tedesco banda e significa “striscia di panno” o “fascia”, e poi “manipolo di soldati”, dal quale provennero le voci bandus e bandum (insegna). Nasce dalla necessità di distinguere il reparto armato e serviva anche, con alti lanci, come richiamo per la raccolta delle truppe. Quando la bandiera era minacciata, si scagliava al di fuori della mischia affinché qualcuno la portasse in salvo. L’antico gioco della bandiera, praticato nel Medio Evo dagli alfieri delle corporazioni di arti e mestieri e del comune, trova continuità negli sbandieratori di Gubbio. Il primo documento, del 20 agosto 1380, dice che il pittore Petruccio Luca De Fabris ricevette 10 lire anconetane per la “farcitura d’una bandiera a colori da svolazzare”. Nel 1435 sedici bandiere furono commissionate al pittore Ottaviano Martino Nelli. Per la nascita del principino d’Urbino “Federico”, nel 1605, si esibisce nel palazzo Ducale per la Festa di Sant’Ubaldo una squadra di quattro giovani bandieranti. La Regione Abruzzo, rappresentata dai Consiglieri regionali dottor Donato Di Matteo (Presidente del CRAM) e avvocato Giuseppe Tagliente, apre la Festa della Repubblica con l’inno nazionale cantato dal celebre Coro della Virgola, diretto dal Maestro Pasquale Veleno dell’Orchestra Sinfonica di Pescara. Nel 2003 riceve il primo premio “F. Marcacci”. Nel 2004, al Festival Internazionale “Pietre che cantano” omaggio a Francesco Petrarca nel 7° centenario della nascita. Nel 2005 XXI Rassegna Internazionale di Corali Polifoniche a L’Aquila. Il repertorio a cappella comprende i “Gartenlieder” di Fanny Hansel Mendelssohn. Con l’orchestra risaltano la “Messe de Minuit” di M. A. Charpentier il "Magnificat" di F. Durante; l’ “Oratorio di Natale” di Saint Saens, il “Magnificat”, il “Credo” di A. Vivaldi, l’operaoratorio “Celestino V” di Antonello Neri. Nel 2007 partecipa con successo al “Cantiere Internazionale d’Arte” di Montepulciano. Nel 2008 esegue in prima nazionale lo “Stabat Mater” di Knut Nystedt per coro e violoncello solo. GRAZIE!!! Per la prima volta in Spagna, la Festa Nazionale della Repubblica Italiana si celebra a Marbella, presente il Deputato Nazionale per gli italiani in Europa, On. Aldo Di Biagio. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Italiani in Spagna con il Comune di Marbella-Dipartimento Turismo e Stranieri e il ristorante “da Bruno”, è in Piazza Africa con uno spettacolo. Il Coro della Virgola, inviato dalla Regione Abruzzo, apre la serata con l’inno di Mameli. Il Comune di Marbella ha dato tutto l’appoggio logistico necessario, dimostrando rispetto delle tradizioni dei suoi abitanti stranieri. Bruno Filippone, proprietario di ristoranti, quale attento uomo di cultura e di tradizioni italiane, ha voluto essere lo sponsor conviviale del Gruppo degli Sbandieratori di Gubbio e dei Campioni del Mondo di Pizza Acrobatica, offrendo anche un pranzo ufficiale a tutti i partecipanti e alle autorità italiane e spagnole. Salvatore Piredda, titolare della Licor Mediterraneo, offre il biglietto aereo alla Miss Italia Spagna per Venezia. Un grazie al Casinò di Marbella che ha festeggiato le ragazze con un delizioso e importante ricevimento. El Flamenco Paolino Bucca, siciliano di Capo d’Orlando, più volte campione mondiale di Pizza acrobatica “freestyle”. Da oltre 20 anni gira il mondo riscuotendo successi per le sue dinamiche acrobazie che promuovono in tutto il mondo la squisita ed inimitabile pizza italiana. Il mistero che circola attorno al nome flamenco non è di facile soluzione. Molti studiosi hanno cercato di spiegare in vari modi la costruzione del termine e il suo stesso conseguente significato. Ma il buio è rimasto. Mentre è stato possibile disegnare l’intero albero genealogico del ballo, non si sono sufficientemente chiariti i motivi per i quali, per descrivere una cultura musicale e coreica che è nata inequivocabilmente in Andalusia, è stato adottato un vocabolo controverso che vuol dire fiammingo. Alla festa della Repubblica Italiana è presente l’ “Academia Hermanas Maldonado”. Cristiano Angelo, campione di Pizza acrobatica. All’età di 27 anni comincia con il “freestyle”, con il quale trionfa in Italia, in Svizzera ed a New York. Nel ristorante Cow Boy di Contone, ha realizzato una pizza lunga 160 metri che è entrata nei Guinness. Il Casinò di Marbella, mèta del jetset mondiale, è il terzo della Spagna dopo Madrid e Barcellona. È frequentato da 125 nazionalità: dal Medio Oriente, Arabia Saudita, Kuwait, Nord Africa, Marocco, ai britannici, tedeschi, francesi, italiani e belgi. Gli spagnoli preferiscono la roulette, il black jack e il poker. Recentemente si è svolto un torneo di “Classic Poker”. Sempre più donne frequentano il Casinò - dice il Direttore Javier Burgués Hoyos - abbiamo uno dei migliori ristoranti della Costa: oltre al gioco, cultura e intrattenimento. Siamo stati contenti di offrire un ricevimento per le finaliste di Miss Italia Spagna, presenti l’Alcaldesa Angeles Muñoz, il Deputato italiano, Aldo Di Biagio, rappresentante degli Italiani in Europa; il Deputato provinciale Manolo Cardeña, l’Assessore al Turismo José Luis Hernández, la presidente dell’Associazione Italiani in Spagna, Paola Pacifici, promotrice dell’evento, e Nino Malizia, Coordinatore mondiale del concorso.

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1/2008 Pag. 15 “Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam” Intervista con il Priore Generale dei Templari di Spagna pratiche diaboliche, di idolatria verso la testa magica di Bafometto, di sodomia, di riti iniziatici che comportavano il bacio dell’ano del Maestro e lo sputo sul Crocefisso. Sottoposti a torture terrribili, fra cui l’immersione dei piedi nell’olio bollente, molti Cavalieri Templari confessarono ciò che volevano gli aguzzini, persino il Gran Maestro cedette. La bolla papale del 1312 sciolse l’Ordine senza prove, ma per legittima suspicione. Jacques de Molay, ebbe la possibilità di salvarsi, ma ritrattò la confessione venne condannato al rogo. Prima di morire, si rivolse al popolo rivendogli la verità. Predisse al re di Francia che entro l’anno anche lui sarebbe morto. Dopo 37 giorni il re morì, si dice per una caduta da cavallo. Tre mesi dopo muore anche Clemente V, ufficialmente per problemi intestinali, ma più probabilmente per avvelenamento. Poi morirono misteriosamente altri protagonisti dello sterminio dei Templari. I Templari si distribuiscono in Spagna, Inghilterra, Italia e Germania, continuando ad aumentare di numero. La Chiesa non li scomunica, ma si limita a separarli dal proprio organico. Prima di morire, in un documento rinvenuto dopo 700 anni nel Vaticano, Clemente V riconosce che il processo era stato una ignobile farsa ed assolve i Templari autorizzandoli in quanto frati a impartire i Sacramenti. Qual’è oggi il ruolo svolto dai Templari? Ovviamente non combattiamo come nell’antichità, ma siamo cavalieri obbedienti e leali ai nostri superiori. Non siamo una setta e celebriamo l’ investitura dei neofiti con un grano di sale, un pezzo di pane e un poco di vino come nel rituale cattolico. La nostra missione, soprattutto la mia, è di riunificare tutti gli Ordini della Spagna per essere riconosciuti dalVaticano. Cosa pensa dell’Opus Dei? Come prelatura dei Gesuiti è molto forte e potente. Il suo fondatore, Josemaria Escrivá de Balaguer, è salito agli onori dell’altare. Sono molto intelligenti, professionisti e di alto livello. Abbiamo buoni rapporti con tutta la Chiesa e con le sue legittime ramificazioni. E con la Massoneria? Si disse che i Templari e la Massoneria erano uniti. La Massoneria era composta dai muratori, per questo il loro simbolo erano la squadra e il compasso. La nostra simbologia è diversa. Abbiamo buone relazioni, però tutti sanno che la Massoneria non ha niente a che fare con la Chiesa., nel senso che i suoi adepiti non sono obbligati ad avere relazioni con la religione, ma non possono essere atei. Noi invece siamo dichiaratamente cattolici. Qual’è la cosa che non le piace della società di oggi? Posso risponderle con la frase di un papa: se non ho carità sono un tamburo vuoto, se non ho carità non sono nessuno. Come disse Gesù, si deve perdonare non sette volte, ma settanta volte sette. Di conseguenza quello che più mi addolora è la mancanza di carità. Un Cavaliere Templare deve avere questo sentimento vero nel cuore, altrimenti non è un Templare. Ammettete anche le donne nel vostro Ordine? Fino a qualche tempo fa era impensabile, ma attualmente accettiamo le dame perchè hanno poteri che spesso non hanno gli uomini. Sono brave nell’organizzazione, affidabili, precise, coscienzose. A volte avviene che in un Priorato una dama svolga le funzioni di tesoriere. Quando entrano nell’Ordine hanno il grado di “dueña”, cioè padrona, poi diventano sergente e infine Cavaliere (Sor). Una volta ammesse partecipano a tutti gli atti come gli altri membri. Secondo lei, chi è stato il Papa migliore? Secondo me Giovanni Paolo II è stato il miglior pontefice della storia, perchè si è aperto a tutte le religioni, ortodossa, ebrea, musulmana, protestante, anglicana e così via. Ha cercato di riunire, di dimenticare rancori, di creare fratellanza umana e universale. Un compito difficilissimo, ma come in tutte le cose difficili l’importante è cominciare e poi perseverare. Nulla è impossibile, se si vuole veramente. Giulio Rosi “Sono leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle loro case. Sono rudi cavalieri nel corso delle spedizioni militari ma simili a eremiti nelle chiese. Sono duri e feroci contro i nemici di Dio e prodighi di carità verso gli uomini pii e timorati di Cristo...e tutte le volte che i cavalieri erano chiamati alla battaglia, essi domandavano non quanti fossero i nemici, ma in che luogo si trovassero…” Jacques de Vitry Histoire des Croisades Don Manuel Pérez Quintanilla, Priore Generale dei Templari e Gran Cancelliere General dei Baroni di Trastámara, è la massima autorità in Spagna. In questa intervista in esclusiva risponde su temi di scottante attualità. Quando comincia la vostra storia? Nell’anno 1108, quando nove cavalieri molto ricchi e di classe nobile, decidono di andare a Gerusalemme per proteggere i pellegrini dai banditi. Erano l’equivalente dei frati, ma soprattutto erano un Ordine militare di Cavalleria con i voti di obbedienza, lealtà e la castità. Il loro “scopo segreto”, era di trovare antiche reliquie dai poteri immensi come l’Arca dell’Alleanza e il Santo Graal. Furono chiamati i “Poveri Cavalieri di Cristo” unendo la mansuetudine del monaco alla forza del guerriero. Quando si presentarono al Re di Gerusalemme Baldovino II, per controllare le strade di Gerusalemme, erano coperti da un semplice mantello bianco. Hugues de Payns, disse al re che non erano le vesti che facevano i buoni e coraggiosi cavalieri, ma il cuore. Con l’aumentare di numero si trasferìrono nella spianata del Tempio di Salomone prendendo il nome di “Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme”, ma erano conosciuti come “Templari”. Crearono la prima banca del mondo, per custodire beni depositati a Gerusalemme. Incontrando grandi difficoltà, dal punto di vista militare ed economico,Hugues de Payns tornò in Francia nel 1127 a cercare aiuti,viene nominato primo Gran Maestro e cominciano ad arrivare le donazioni Nei due secoli in Terra Santa, i Templari persero sette Gran Maestri in combattimento, cinque in seguito a ferite e uno nelle prigioni saracene. L’ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay, rese più forte l’Ordine nella Francia di Filippo IV il Bello, portando con sé il tesoro accumulato in Terra Santa. Erano ricchissimi e potenti, un vero Stato nello Stato e non soltanto in Francia, dove pare fossero ventimila. Tanta ricchezza scatenò l’invidia del Re di Francia Filippo IV il Bello che decretò la fine dell’Ordine. Il Re di Francia Filippo IV il Bello infatti, già scomunicato nel 1303 da Papa Bonifacio VIII, pensò che invece di restituire i capitali che gli erano stati prestati dai Cavalieri per condurre le varie guerre con Aragonesi, Inglesi e Fiamminghi, fosse più economico eliminare l’Ordine e impossessarsi dei suoi beni. Venne istruito un processofarsa per eresia che durerà ben sette anni - dal 1307 al 1314. Li si accusò di essersi dati a L’immensa rete delle “Gasolineras” distribuite lungo la Spagna, svolge un efficente servizio ininterrotto.

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