Num.11 - 2008

 

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Il Giornale Italiano Num. 11 - 2008

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“Usted es Visitante Ilustre” Il Sindaco di Saragozza al Ministro Scajola: 11/2008 Settimanale Gratuito www.ilgiornaleitaliano.net

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Pag. 2 ITALIA - EXPO 2008 capacità di costruire e non disperdere questo bene prezioso. Abbiamo visto in questo bellissimo padiglione Italia la storia della nostra antichità medievale e romana, in cui già si spostava l’acqua da località a località. Ci sono immagini bellissime degli acquedotti realizzati in Spagna fino all’odierna Turchia e quasi all’Egitto. Le do un dato poco conosciuto: sull’alimentazione in Europa si spreca il 30% dei prodotti e ci sono paesi dove si muore di fame. Anche per l’acqua dobbiamo passare ad una fase di grande educazione sullo spreco. Perchè utilizzare dell’acqua potabile per lavare le macchine, per gli sciacquoni dei bagni o per lavare i pavimenti? Il merito di questa Expo di Saragozza è anche quello di concentrare l’attenzione degli uomini sui problemi dell’acqua e far meditare come utilizzare al meglio questo bene prezioso. Non dovremmo cominciare dall’educazione dei giovani? Circa l’educazione, in Italia siamo partiti da qualcosa di importante, cioè riportare un concetto di fondo: i nostri ragazzi, che sono il nostro futuro, devono ricevere nelle scuole una educazione che significhi comportamento, cultura, ossia essere dei buoni cittadini. Abbiamo reinserito il voto di condotta, perchè se non si è un buon cittadino non si può convivere con gli altri, e poi l’educazione civica. Nell’educazione civica c’è anche l’utilizzo giusto di ciò che ci viene dato. No quindi allo spreco sui piatti che ci servono a tavola, di cui buttiamo il 30% nella spazzatura, no allo spreco dell’acqua, no alle luci accese in tutte le stanze, ma solo dove ci serve. Le energie del futuro? Esistono nel mondo 500 centrali nucleari in funzione. Andando a valutare gli incidenti, i rischi e quanto è successo nel nucleare, in confronto a tutte le altre centrali energetiche esistenti, dalla idroelettrica, al carbone, al gas e al 11/2008 SCAJOLA: NON SOLO LE GRANDI, ANCHE 500 IMPRESE MEDIO PICCOLE petrolio, le statistiche dimostrano che la produzione di energia nucleare è la più sicura. Ritornando al nostro paese, cosa prevede per la situazione Alitalia? Finalmente, dopo quindici anni di sofferenza, l’Italia avrà una Compagnia di Bandiera che nasce sul pulito, gestita in maniera manageriale secondo i tempi di oggi. Aumenterà le sue rotte al di là degli oceani e competerà con le grandi compagnie mondiali. Una Compagnia degna dell’Italia di oggi e del futuro. Giulio Rosi Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha presieduto a Saragozza la giornata in onore dell’Italia svoltasi presso la Expo 2008. Nel corso di una solenne cerimonia nel Municipio della città aragonese, il sindaco di Saragozza, Juan Alberto Belloch, lo ha insignito del titolo onorifico di “Visitante Ilustre”. A Saragozza lo abbiamo intervistato su alcuni punti di vitale importanza per il progresso e lo sviluppo economico del nostro paese. Signor Ministro, qual è l’importanza di questo incontro con la Spagna? La collaborazione economica fra Italia e Spagna è molto positiva con dati particolarmente significativi. Nel 2007 c’è stato un interscambio di 40 miliardi di euro fra Spagna e Italia, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. In Spagna operano imprese italiane molto importanti, esempio l’Enel, che nei mesi scorsi ha concluso un importante accordo con Endesa e che fa quindi essere l’Italia il paese straniero che nel 2007 ha maggiormente investito in Spagna. In Spagna non operano soltanto aziende italiane di grande importanza, come anche l’Eni, la Fiat e la Pirelli, che è stata la prima fabbrica italiana venuta ad investire in questo paese, ma operano anche più di 500 imprese medie e piccole. Sono maggiormente presenti a Madrid, Siviglia, Valenza e la Catalogna. Qui, in Aragona, ci sono imprese italiane in crescita. Tanto è vero che c’è un volo diretto fra Bergamo e Saragozza. Poi una linea di trasporto merci e persone che va molto bene fra Barcellona e Genova, Barcellona e Napoli. La nostra presenza è prestigiosa, dalle telecomunicazioni, con Mediaset, il Gruppo Rcs e De Agostini; dall’abbigliamento, con Zegna, alle commesse pubbliche militari significative, svolte da Finmeccanica e Oto Melara. E da parte spagnola? Mi piace ricordare che anche gli spagnoli hanno investito nel nostro paese cifre considerevoli ed oggi sono i quinti investitori in Italia: penso a Telefonica, al sistema assicurativo e al comparto alimentare. I reciproci investimenti hanno un percorso in crescita, anche perchè i flussi turistici sono in crescita. Credo che l’Expo di Saragozza si inserisca pienamente e nel momento giusto nello sviluppo dei rapporti economici bilaterali. Poi c’è un altro aspetto importante, il collegamento, quasi il testimone, che passa fra Saragozza e Milano Expo Universale del 2015. La Expo di Saragozza è sul tema dell’Acqua, elemento essenziale del progresso dei popoli, l’Expo di Milano è sul tema dell’Alimentazione e dell’Energia. Un collegamento molto forte, tanto è vero che sono già stati chiusi accordi per realizzare sinergie attraverso le esperienze maturate. Qualcuno pensa che le esposizioni siano costose. Lei che ne dice? A chi ritiene che i costi delle Expo monotematiche e universali siano elevati, rispondo che è vero che il mondo di internet rende la conoscenza molto facile nel rapporto fra gli uomini sparsi nel mondo, ma credo che le esposizioni abbiano sempre una loro enorme validità. Il rapporto via internet, che è fondamentale per la crescita delll’Umanità, troppo spesso è personale. La conoscenza, però, passa anche attraverso il rapporto fisico, lo stare insieme, il guardarsi, il parlarsi, il conoscersi. Quindi credo che il sucesso di questa Expo sarà utile per la collaborazione di pace fra i popoli e che questo percorso lo vedranno i figli dei nostri figli. Quale deve essere il ruolo dell’informazione? Considerando che l’acqua è fondamentale per il progresso umano, l’informazione e l’educazione sono fondamentali per l’utilizzo corretto di questa risorsa, implicando ogni mezzo, come l’ingegneria, l’architettura e la Nato a Imperia il 15 gennaio 1948, l’onorevole Claudio Scajola è sposato con Maria Teresa Verda, docente di storia dell'arte, ed hanno due figli Pier Carlo e Lucia. Laureato in Giurisprudenza all'Università di Genova. Dirigente INPDAP e deputato da quattro legislature, è stato eletto nel 2008 nella Circoscrizione X (Liguria) per il Popolo della Libertà; nel 2006 sia nella Circoscrizione Liguria che in quella Puglia nelle liste di Forza Italia; nel 2001 nel Collegio Liguria 2 ed altresì in Liguria, nelle Marche e in Puglia come capolista di Forza Italia nel proporzionale; nel 1996 sempre nel collegio Liguria 2 nella lista del Polo per le Libertà. Dall’8 maggio 2008 è Ministro dello Sviluppo Economico nel governo Berlusconi IV. Dal 2006 al marzo 2008 è stato Presidente del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato. Nel III governo Berlusconi, è stato Ministro delle Attività Produttive. Nel II governo Berlusconi, ha ricoperto gli incarichi prima di Ministro dell'Interno (dall'11 giugno 2001), poi di Ministro per l'Attuazione del programma di Governo (dal 31 luglio 2003). Dal 1998 al 2001 gli è stato affidato il Coordinamento Nazionale di Forza Italia. Dal 1996 al 1998 è stato il responsabile nazionale dell'organizzazione di Forza Italia. E’ stato per due volte sindaco della città di Imperia: nel 1982-83 e nel 1990-95.

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11/2008 ITALIANI A SARAGOZZA ambientali? Ritengo sia centrale nella riappropriazione del Mediterraneo, nella idea europea di continente in sviluppo. Credo che con Saragozza, ma in genere con la Spagna, con la Francia e con gli altri paesi europei e che ora aderiscono alla unione per il Mediterraneo lanciata dal Presidente di turno, possiamo fare insieme un tratto di strada. Bisogna evitare che i traffici, gli investimenti e la ricchezza riguardino solo i paesi del nord e che quelli del sud siano solo quelli dove ci si diverte, dove si mangia bene, e dove c'è il turismo. È la politica che può invertire questa situazione, o meglio riequilibrarla. Mi pare che il sindaco di Saragozza lo stia già facendo splendidamente, Genova lo ha fatto negli anni '92-98, perchè ha superato la grande crisi industriale. Modernizzando il suo porto, scoprendo attraverso la sua expo dedicata a Cristoforo Colombo, molte delle sue vocazioni. Quindi sono città che si stanno muovendo nella globalizzazzione in cerca di una entità più forte, senza dimenticare il proprio passato, ma guardando al futuro facendo progetti insieme. Il tema dell'acqua è di portata mondiale pur interessando la sponda sud del Mediterraneo, i paesi dell'Africa, la propaggine asiatica, che è problema di grande importanza. Quale è il compito del nostro Paese? Noi abbiamo tecnologie, fantasia e cultura e possibilità di trovare soluzioni. Saragozza può essere da ora in avanti il capofila per l'impatto che ha avuto questa expo per l'uso sostenibile dell'acqua. In Europa i progetti si fanno con delle partnership, vorrei che Genova fosse partner con Saragozza di questi progetti. Nel 2015, con Genova e Milano che sono vicine, visto che Genova è il porto di Milano, la mia città sarà presente all'Expo. Pag. 3 LA SINDACO DI GENOVA MARTA VINCENZI: MICHELE CARRUBA: “L’OBESITÀ È DOPO SARAGOZZA ANCHE A MILANO 2015 SINTOMO DELLA NONCULTURA” tiva alimentazione. Quelli che hanno sofferto la fame nei paesi emergenti, quando migliorano le condizioni economiche, hanno un rischio maggiore di obesità. Alle prime possibilità economiche eccedono. Questo vale per le nazioni neo ricche, ma anche per le famiglie neo ricche. L'obesità nasce dalla noncultura. Bisogna occuparsi nello stesso tempo di chi ha problemi di eccesso e di difetto. Come si concilia la qualità con la necessità di una sempre maggiore produzione? Puntando di più sulla qualità che sulla quantità. L'eccesso ci porta alle malattie. La qualità invece va perseguita di più, il cibo buono nutre non solo togliendo la fame, ma ci nutre culturalmente e ci soddisfa. Naturalmente va bilanciato con il prezzo. Noi scenziati avevamo proposto dei premi o delle penalizzazioni di tipo fiscale per chi produce cibo buono o un cibo dannoso sulla salute. Dovremmo favorire il consumo di frutta e verdura riducendo il consumo di grasso e di zuccheri. Discutere questo problema a Milano sarà una occasione per unire gli scienziati, coloro che si occupano della salute e della economia, arrivando a delle conclusioni attraverso un approccio integrato. Questo è il vero spirito dell'Expo. Parliamo di Milano Ristorazione? È una azienda comunale per il 99% e produce 100 mila pasti al giorno per le scuole milanesi, per le comunità degli anziani, per i poveri di prima accoglienza. Si occupa del sociale, senza scopi di lucro. La presenza a Saragozza è per rappresentare un ponte fra l'Expo 2008 e Milano 2015. Vogliamo portare in tutto il mondo il valore della dieta mediterranea, che coniuga il gusto con la salute. Deve essere riconosciuto come bene dell'umanità, far capire che il gusto e la salute non sono antitetici. Si può mangiare bene senza avvelenarsi. Come siete stati presenti all'Expo? Abbiamo gestito sei chioschi di selfservice e fast-food. Siamo l'unica azienda italiana che ha partecipato ad una gara internazionale e siamo gli unici non spagnoli ad essere presenti come ristorazione. glioni stranieri presenti hanno fatto sì che l’Expo diventasse una piattaforma di manifestazioni culturali, associative e di intrattenimento unica nel suo genere, tanto da diventare per gli spagnoli “una meta per le sole attrazioni ideate”. Attrazioni che sono servite a riempire le giornate dei circa 30.000 visitatori al giorno e che sono state uno strumento ideale di comunicazione per i temi centrali dell’EXPO e che lasceranno nella memoria collettiva degli abitanti dell’Aragona e dell’intera Spagna un ricordo indelebile di profondo spirito di collaborazione tra le Istituzioni e la società civile Aragonese. Attilio Lombardi Vice presidente del Milan Expo Committee Marta Vincenzi è il Sindaco di Genova. L'abbiamo intervistata a Saragozza, durante la cerimonia in onore del Ministro Scajola e delle autorità italiane, organizzata dal Sindaco della città spagnola. Il ruolo di Genova nelle tematiche Il Professor Michele Carruba, presidente di “Milano Ristorazione”, direttore del Centro Studio e Ricerca sull'Obesità all'Università di Milano, era presente il giorno “de honor” dell'Italia e ci ha rilasciato questa intervista. Su quali punti si baserà l'Expo di Milano 2015? Milano non sarà solo una manifestazione fieristica, ma soprattutto un momento di discussione culturale, scientifica e politica per contribuire, come ha fatto Kyoto con l'ambiente, al problema universale della nutrizione. Nutrire il pianeta significa agire a 360 gradi con basi scientifiche, bisogna organizzare politicamente la situazione e agire sull'agricoltura che è legata all'ambiente. Il tema di Milano va dall'ambiente all'agricoltura, dall'economia, alla nostra tradizione mediterranea e all'impatto della alimentazione sulla salute. La metà della popolazione muore per mancanza di cibo e l'altra metà per eccesso di cibo. La comunità scientifica internazionale, la Millenium Commission, ha dichiarato che la parte del mondo che muore di stenti ha un impatto emotivo sulla popolazione, mentre la parte, forse maggiore, che muore di eccessi non ha un impatto altrettanto emotivo, ma costa molto di più alla società perchè ha un notevole impatto economico. Solo in Italia spendiamo 22,8 miliardi di euro all'anno per combattere o per curare le malattie legate alla catun loro riutilizzo dopo l’EXPO come, ad esempio, il Padiglione dell’ARAGONA che diventerà la sede del Consiglio Regionale a Saragozza. Padiglione dell’ARAGONA La viabilità interna ed esterna dell’Expo, il nuovo corso d’acqua che sorge dalla famosa Torre dell’Acqua, le piste ciclabili, i nuovi giardini pubblici e le numerose fontane che resteranno per sempre nel patrimonio della città, rinnovandola e rendendola, grazie ad essi, una città di nuova attrazione e concezione turistica, a cui si uniscono concettualmente le storiche chiese ed i monumenti millenari alle futuristiche strutture create per l’expo 2008. Cosi come gli eventi organizzati dal Comitato Expo di Saragozza, dal padiglione EL FARO e dagli stessi padi- FABIO CASCIOTTI: LA TECNOLOGIA UNISCE OGGI ITALIA E ARAGONA Fabio Casciotti, direttore dell'ICE di Madrid da noi intervistato all'Expo di Saragozza L'ICE e Saragozza perchè? Nel 2007, assieme all'Ambasciata d'Italia abbiamo iniziato una collaborazione con la Regione di Aragona, Aragon exterior e Instituto Tecnologico de Aragon, abbiamo prima fatto uno studio della realtà aragonese nel settore automobilistico. Considerando le potenzialità italiane nella componentistica, abbiamo identificato alcune zone del territorio italiano specializzate in questo settore effettuando una ricerca, Aragon exterior nella sua regione e noi in Italia, soprattutto nelle zone di Frosinone e di Vicenza, per reperire le aziende da includere nel progetto. Non è un progetto commerciale, ma di collaborazione industriale e tecnologica. Si tratta di un primo nucleo imprenditoriale che, assieme alle corrispondenti imprese spagnole aragonesi, dovrà competere sul piano internazionale. Per quali prodotti? Qualunque componente per automobile, dal carburatore in poi. I primi contatti avvennero per i prodotti più avanzati, come i materiali pressofusi per alcune tecniche di lavorazione della plastica, dove la tecnologia è di punta e quindi richiede che aziende piccole e medie debbano mettersi insieme per conseguire i migliori risultati a condizioni competitive. Riflessioni a seguito del viaggio a SARAGOZZA 2008 mazione degli eventi e la raccolta di 1000 volontari solo per la gestione del Padiglione nei 3 mesi di esposizione internazionale. Un progetto sicuramente riuscito che ha fatto diventare “il faro” il simbolo ed il centro di incontri delle varie organizzazioni della società civile non solo spagnole ma di molti Paesi partecipanti. Inoltre “il faro” è stato tra i pochi padiglioni a trasmettere, e comunicare con chiarezza, i contenuti riguardanti il tema dell’Expo di Saragozza, occupandosi in modo particolare del risparmio dell’acqua nel pianeta. Un’idea sicuramente da sviluppare anche a Milano ed in Italia in vista dell’Expo del 2015 e, tenendo presente solo i 3 anni di lavoro che hanno impiegato gli ideatori del “faro”, noi del MEC, di Milano Bella da Vivere e di altre associazioni e/o ONG italiane, dovremmo costituire fin da subito un comitato di coordinamento di soggetti provenienti dalla società civile milanese e lombarda, di un progetto ancora più ambizioso e strumentale al tema dell’alimentazione, seguendo con occhio critico e costruttivo, a 360°, la progettazione e la realizzazione del nostro EXPO. Un movimento “nuovo in Italia”, un FORUM delle associazioni che vada a sviluppare i temi legati alla società civile e che possa continuare anche dopo l’Expo 2015, operando come soggetto unico nella programmazione di una molteplicità di eventi, conferenze e nuovi progetti da sviluppare anche sotto forma di Fondazione. L’altro aspetto che mi ha entusiasmato è quello dello sviluppo e la realizzazione del Sito Expo e la sistemazione urbanistica della città che ha dell’incredibile visti i soli 2 anni impiegati per la realizzazione delle costruzioni anche infrastrutturali e permanenti. Si è ridisegnata la città integrando molto bene il sito Expo alla stessa come se fosse progettata così da sempre. La nuova stazione ferroviaria – la più grande del continente – il ponte del 3° millennio, la cabinovia che unisce la stazione ferroviaria al sito expo, i padiglioni più significativi che troveranno, in parte, L’Expo di Saragozza ci ha affascinato per numerosi aspetti, ma in modo particolare per come è stato trattato il tema dell’Acqua dalla società civile spagnola riunitasi nel padiglione “El Faro”, Padiglione delle ONG e delle Associazioni No profit spagnole. Un esempio di aggregazione di associazioni, comitati ed ONG che hanno rinunciato alla loro rispettiva “immagine pubblica” per poter partecipare ad un evento unico ed irripetibile per la loro città, per la loro provincia e regione d’Aragona. Il Comitato Expo di Saragozza ha contribuito in maniera significante a questo progetto della società civile contribuendo con ben 5 milioni di euro alla realizzazione del Padiglione El Faro così come per la program-

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Pag. 4 ITALIANI A SARAGOZZA vato in qualche modo? Ha il vantaggio di essere completamente sterile. Se si aggiunge il nitrato di argento la conservazione può arrivare anche a due anni. Le reti idriche dei paesi più sviluppati, immagazzinano i sacchi di acqua per distribuirli in caso di emergenza. Da che livello di sporcizia dell'acqua si ottiene quella potabile? Da qualsiasi tipo, può essere acqua reflua, o grigia. Ma più frequentemente acqua salmastra, di fiume, marina, di lago o di stagno. Perché viene fatto un rapido esame dell'acqua e lo stesso container può contenere vari sistemi di depurazione. Ogni ora vengono riempiti 600 sacchi da 5 litri, che corrispondono al fabbisogno giornaliero di 5000 persone e la macchina può lavorare 24 ore su 24. Il costo è minimo, ogni sacco costa 7 centesimi, non esiste altra confezione che costi così poco. Viene dotato di tracolla, rubinetto e la sua capienza va da 1 a 20 litri. Stiamo avendo un grande successo e Saragozza, nel padiglione Italia, dove esponiamo il nostro AQUABAG. 11/2008 A Q UN ITALIANO COSTRUISCE IN UABAG: POTABILIZZA TUTTE LE ACQUE SPAGNA E VENDE NEL MONDO tamente italiana. Asturia vi serve come porto, ma poi a chi vendete? Circa l’80% di quanto produciamo va nel Medio Oriente, che è la culla del petrolio. Ma esportiamo anche verso Stati Uniti e Cina. Perchè non ha scelto un porto italiano? Perchè i porti italiani sono carissimi dal punto di vista dell’investimento, anche perchè si è obbligati ad acquistare o prendere in gestione un’area gigantesca, al posto di una piccola come serve a noi. Si parla molto di crisi, lei come la vive? Il nostro settore si trova in forte espansione e c’è una forte domanda dei nostri prodotti, soprattutto da parte della Cina e dell’India. La mia azienda è piena fino all’estate dell’anno prossimo. Il trucco è diversificare, come si fa con gli investimenti finanziari. Come sarà prodotta l’energia del futuro? Credo che si vada verso la microgenerazione, con piccoli centri di produzione elettrica, dimensionati per i propri fabbisogni, al posto delle grosse centrali, con tutti i problemi degli ambientalisti, dei grandi investimenti e del trasporto di gas. Guglielmo Martelli (PresidenteAquabag), il Commissario Governativo del Senegal e Francesca Taino Intervista a Francesca Taino, responsabile delle relazioni esterne di Aquabag. Si occupa della divulgazione del progetto alla Protezione Civile e agli Enti pubblici per risolvere le situazioni di emergenza legate all'acqua. Quali sono le applicazioni del vostro sistema? All'Expo presentiamo una unità mobile che comprende la depurazione e l'insaccamento dell'acqua, impiegabili nei casi di inondazioni, terremoti e siccità. Dispone di un generatore di energia elettrica che si trasporta in container nelle zone colpite, ha una pompa che aspira l'acqua che poi si depura. È il prodotto di una azienda che fa trattamento idrico assieme alla Tam di Bologna che fa packaging. Con lo stesso sistema si possono insaccare succhi di frutta e acqua potabile per sostituire il gallone tipico delle torrette con il sacco, per erogare acqua calda o fredda. Il sacco è reciclbile, meno ingombrante e più economico. L'Acquabag deve essere conser- Dario Romito è il titolare di una impresa italiana che in Asturia ha istallato una fabbrica di tubi speciali per impianti di produzione di energia e di derivati dal petrolio. Lo abbiamo incontrato a Saragozza. Perchè una fabbrica in Spagna? La nostra fabbrica in Italia, vicino Varese, è lontana dal mare e mio padre diceva spesso che avevamo bisogno di un porto. Pertanto agli inizi del 2000 abbiamo costituito una società con la Regione dell’Asturia, che ha messo il 30% del capitale, e noi il 70%, per un investimento totale di 10 milioni di euro. Poi abbiamo ricomprato le azioni e adesso la società è comple- Salvatore Damiano, direttore del padiglione Italia. Allora, direttore questi tre mesi dell'Italia presente a Saragozza? Non è stato un enorme impegno perchè questa è una Expo non paragonabile a quelle di Shangai o di Milano che saranno più impegnative. In ogni caso è stata una Expo difficile, perchè gli spagnoli sono bravi, competitivi, quindi abbiamo dovuto studiare bene come applicarci sul territorio per ottenere un buon padiglione. Sono soddisfatto, perchè i contenuti del padiglione italiano sono straordinari, nessun altro paese ha messo insieme tante cose. Non è facile per altre nazioni esprimere ciò che noi possiamo esprimere grazie al nostro potente background. Molti non hanno rispettato il tema, mentre noi gli siamo stati fedeli in ogni aspetto. Senza dubbio una prova generale per Milano 2015, ma su scala ridotta, dalla quale si può imparare qualcosa. Ugo Trojano, capo ufficio stampa del padiglione Italia. Come è stato il riscontro sulla stampa? La stampa è stata particolarmente collaborativa promovendo in maniera determinante la nostra presenza. Una grande attenzione dei giornalisti sia della radio, della televisione e dei quotidiani, che spesso si è trasformata in amicizia. Un bilancio molto buono, con una media di due, tre articoli al giorno sulle principali testate, come l'Heraldo di Aragon, il Periodico de Aragon. La Venere Esquilina ha suscitato molta curiosità dando lustro al padiglione, così come l'offerta culturale e degli spettacoli hanno attratto tanto il pubblico quanto la stampa complimentandosi con noi. Siamo stati fra i pochi ad aver presentato un evento a settimana. Grandi successi dell'Opera Italiana, i Cameristi della Scala, Dolcenera al pianoforte, Danilo Rei grande pianista jazz, i concerti del martedi di pianoforte classico, tenuti da giovani musicisti di livello internazionale.Uno dei protagonisti è stato il famoso pianoforte Fazioli, concepito per questa occasione.Chiudiamo con Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana de i Solisti Veneti che si sono esibiti oggi durante le celebrazioni della festa di “onore dell'Italia”, immancabile successo della Fanfara dei Bersaglieri che ha sottolineato la nostra giornata celebrativa con l'inno nazionale, scatenando l'entusiasmo del pubblico internazionale che si assiepava attorno al nostro padiglione, che ha superanto il milione di visitatori. Ci vediamo a Milano per la Esposizione Universale del 2015, che durerà sei mesi, mentre questa è internazionale e ha avuto la durata di tre mesi. PRESENZE IMPRENDITORIALI ITALIANE Dr. Marco Silvio Pizzi, General Manager Intesa Sanpaolo Spagna, Presidente CCI - Intesa Sanpaolo è il gruppo bancario nato dalla fusione di Banca Intesa e Sanpaolo IMI. Leader in Italia grazie ad una fitta rete distributiva, ha una forte presenza internazionale focalizzata nell'Europa centro-orientale e nel bacino del Mediterraneo. Intende porsi come benchmark nella creazione di valore nel settore bancario europeo. Il processo di integrazione inizia il 26 agosto 2006 e viene ratificato il 1° dicembre dello stesso anno. Dr. Piero Bondesan, Presidente Amministratore di Iveco Pegaso Iveco/ Pegaso, multinazionale, nata in 1975, è uno dei maggiori progettisti e costruttori di veicoli industriali del mondo. In Spagna commercializza un'ampia gamma di prodotti: veicoli leggeri come Daily, veicoli medi come l'Eurocargo e veicoli pesanti da strada e da cava della gamma Stralis e Trakker. Al prodotto si aggiunge un servizio esclusivo che va dalla diagnosi al mantenimento ordinario e programmato, fino ai servizi finanziari. Dr. Andrea Brentan, Vice Presidente Endesa - Endesa è la maggiore impresa elettrica della Spagna, importante nell'arco europeo mediterraneo, specialmente in Italia. Inoltre è una presenza crescente sul mercato spagnolo del gas naturale e gode di un importante livello di sviluppo nel campo delle energie. All'inizio di ottobre del 2007, l’italiana Enel, assieme al partner iberico Aziona, ha positivamente concluso un'Offerta Pubblica congiunta sull'intero capitale di Endesa. Dr. Marco Busolli, Direttore Generale Oto Melara Iberica - Oto Melara Iberica S.A.U. nasce il 27 Novembre 2003 come impresa controllata nella sua totalità dalla OTO Melara S.p.A. di La Spezia, Società del Gruppo Finmeccanica. Ha come principale obiettivo arrivare ad essere un centro di eccellenza per l'industria della Difesa. Il Consiglio di Amministrazione di OTO MELARA Iberica S.A.U, in accordo con le direttive adottate dalla OTO MELARA S.p.A, ha approvato l'adozione di un Codice Etico della compagnia. Dr. Antonello Iona - Managing Director Agip España - Agip España è un marchio commerciale del gruppo italiano Eni S.p.A, una delle compagnie petrolifere leader nel mondo. Opera nel mercato spagnolo fin dalla sua costituzione, avvenuta il 24 Ottobre del 1967. Usa risorse umane altamente qualificate e si dedica alla vendita all’ingrosso e al dettaglio di carburanti e combustibili, così come alla produzione e al marketing di lubrificanti. In Spagna, è presente con più di 300 stazioni di servizi e di negozi. Dr. Fernando Moraga Sánchez - Direttore Sielte Iberica - Sielte S.p.A. è ufficialmente nel settore delle telecomunicazioni in Spagna. Attraverso la recente acquisizione della spagnola Grupo STC, ha raggiunto l'obiettivo di rafforzare la sua presenza nel mercato spagnolo. Fondata nel 1925 dal gruppo svedese Ericsson è oggi una realtà importante nel mondo delle telecomunicazioni, con un fatturato di circa 270 milioni di euro, 21 centri operativi e società partecipate in diversi paesi. Dr. Riccardo Papineschi, Direttore Saras Energia - Saras Energía S.A. nasce nell'anno 2001 dalla fusione di Continentale Oil e Saroil, due operatrici petrolifere arrivate in Spagna nei primi anni ‘90. È il quinto operatore del paese, con vendite già consolidate che sfiorano i mille milioni di euro. La nuova compagnia ha come obbettivo quello di crescere nel mercato nazionale spagnolo, prestando speciale attenzione ai mercati regionali. Dispone di una squadra di professionisti con vasta esperienza nel settore. I dirigenti delle imprese italiane sono stati ricevuti dal Sindaco di Saragozza

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11/2008 1 IL GIORNALE ITALIANO de ESPAÑA È STATO PRESENTE A SARAGOZZA E DISTRIBUITO A TUTTI I VISITATORI IN EDIZIONE SPECIALE 2 3 Pag. 5 Al Señor Cardenal Renato Raffaele Martino, Representante de la Santa Sede para el día de la Santa Sede en la Exposición Internacional de Zaragoza Me es grato enviar un mensaje de fe y esperanza a cuantos visitan en estos días la Expo de Zaragoza 2008, dedicada a los complejos temas relacionados con el valor que tiene el agua para la vida del hombre y el mantenimiento del equilibrio entre los diversos elementos de nuestro mundo. La Santa Sede ha querido estar convenientemente presente en la Expo con un pabellón preparado conjuntamente con la Archidiócesis de Zaragoza, a la cual agradezco su generoso compromiso para promover adecuadas iniciativas culturales que acerquen al visitante al inconmensurable patrimonio de espiritualidad, arte y sabiduría social que se inspira en el agua y que han sido custodiados por la Iglesia católica. Hemos de tomar conciencia de que, lamentablemente, el agua - bien esencial e indispensable que el Señor ha dado al hombre para mantener y desarrollar la vida- es considerada hoy, a causa del acoso y la presión de múltiples factores sociales y económicos, como un bien que debe ser especialmente protegido mediante claras políticas nacionales e internacionales y utilizado según criterios sensatos de solidaridad y responsabilidad. El uso del agua - que es valorado como un derecho universal e inalienable- está relacionado con las necesidades crecientes y perentorias de las personas que viven en la pobreza, teniendo en cuenta que "el acceso limitado al agua potable repercute sobre le bienestar de un número enorme de personas y es, con frecuencia, causa de enfermedades, sufrimientos, conflictos, pobreza e incluso de muerte" (Consejo Pontificio "Justicia y Paz", Compendio de la doctrina social de la Iglesia, n.484). Respecto al derecho del agua se debe subrayar también que se trata de un derecho que tiene su fundamento en la dignidad de la persona humana; desde esta perspectiva se han de examinar atentamente las posturas de aquellos que consideran y tratan el agua únicamente como un bien económico. Su uso debe ser racional y solidario, fruto de una equilibrada sinergia entre el sector público y privado. El que hoy en día se considere el agua un bien predominantemente material, no debe hacer olvidar los significados religiosos que la humanidad creyente, y sobre todo el cristianismo, ha desarrollado a partir de ella, dándole un gran valor como un precioso bien inmaterial, que enriquece siempre la vida del hombre en esta tierra. ¿Cómo no recordar en esta circunstancia el sugestivo mensaje que nos llega de las Sagradas Escrituras, tratando el agua como símbolo de purificación (cf. Sal 50,4; Jn 13,8) y de vida (cf. Jn 3,5; Ga 3,27).? La plena recuperación de esta dimensión espiritual es garantía de un adecuado planteamiento de los problemas éticos, políticos y económicos que afectan a la compleja gestión del agua por parte de tantos sujetos interesados, tanto en el ámbito nacional como internacional. Con los mejores deseos de que la Expo de Zaragoza suscite, en todos los que la visiten, apropiadas reflexiones y favorezca en las autoridades competentes las decisiones oportunas a favor de un bien tan esencial para la vida del ser humano sobre la tierra, envío a todos, como prenda de abundantes dones celestiales, la Bendición Apostólica. Vaticano, 10 de julio de 2008 4 Benedicto XVI 5 6 L’ambasciatore d’Italia a Madrid, Pasquale Terracciano con la consorte, nel giorno “de honor” dell’Italia. Ci ha rilasciato questa dichiarazione: “È stato un successo, tutti hanno avuto la possibilità di mostrare il meglio delle capacità italiane, della nostra cultura con i Solisti Veneti e gli altri artisti. Abbiamo avuto un incontro con i più significativi imprenditori italiani in Spagna, i quali hanno avuto anche un momento di confronto con gli operatori economici dell’area di Saragozza e di Aragona. Mi sembra la conferma di una vitalità economica e creativa del nostro Paese. Un punto di partenza per la grande sfida dell’EXPO di Milano del 2015. I rapporti con la Spagna sono tradizionalmente intensi e ramificati, ma adesso negli ultimi anni con queste iniziative siamo in grado di dare sempre più una direzione strategica, un impulso più costruttivo per sfruttare fino in fondo tutte le potenzialità imprenditoriali ed economiche ancora non sfruttate.” 9 7 8 10 11 12 13 1) Padiglione Italia 2) Visita della Regina Sofia 3) Ambasciatore Terracciano e consorte 4) Lettera del Papa in occasione del “Dia de honor” della Santa Sede 5) Il sindaco di Saragozza, Belloch, con Giulio Rosi, Direttore del Giornale Italiano de Espana 6) Il padiglione della Santa Sede 7) Ambasciatore Moreno e Ministro Scajola con consorti, onorevole Scotti, Emilio Fernandez Comissario Expo 2008 e Salvatore Damiano direttore del padiglione Italia 8) Tribuna dell’acqua 9) La fanfara dei Bersaglieri che hanno suonato l’Inno d’Italia nel giorno “de honor”. Qui durante la tradizionale corsa applauditi da tutto il pubblico dell’Expo 10) Renzo Arbore legge il “Giornale Italiano de Espana” nello stand Italia 11) Renzo Arbore con la sua famosissima Orchestra Italiana ha celebrato con un entusiasmante spettacolo la giornata “de honor” italiana 12) Visione panoramica dell’Expo, dove trionfa l’acqua 13) Grande successo dei Solisti Veneti durante le nostre celebrazioni invitati dall’Ambasciata Italiana di Madrid 14) Fluvi (la mascotte), l’Ambasciatore Moreno consegnano il premio di un viaggio in Italia al milionesimo visitatore nel padiglione italiano. 14

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Pag. 8 11/2008 “Il Giornale Italiano de España” distribuito in Spagna e nella Costa del Sol lo trovi a: ALMUÑECAR MALAGA Ristorante Italiano Pizzeria Il Subaqueo P. Velilla 49 ed Sofia Il Caffè di Roma C/ A.Ponce de León,3 - Plaza Mayor Asociación Empresarios de Hosteleria C/Marín García 9-4º Restaurante Adolfo Paseo Pablo Picasso, 12 Grupo Guarnieri BMW e Mini Av. de Velázquez, 468 Café Centrál Plaza Constitución, 11 La Bodeguilla del Centrál Pasaje de Chinitas, 1 Restaurante Marisqueria Jacinto Av. Obisco H. Oria, 7 Papeleria Iberia Av. Ramón y Cajal, 2 Hotel Las Palmeras C/ Martinez Catena,4 Pizzeria La Campesina Av. Jesús Santo Rein,9 Clinica Veterinaria Andalucia C/ Ruiz Vertedor, 3 Space Call C/ Capitán, 3 Foto Rámos C/ Jacinto Benavente, 1 Peluquería Sabrina Av. Jesús Santos Rein, 9 Ristorante Portofino Paseo Maritimo,29 Bar Cafè Kuik Paseo Maritimo Pizzería El Corte Paseo Maritimo,27 Agencia de Viajes Maxy Paseo maritimo,26 Heladeria Verdú Paseo Maritimo,25 Pizzería Tricolore Paseo Maritimo,18 Gala Boutique Paseo Maritimo,17 Pub Bocaccio Paseo Maritimo,15 Mia Concetta Pizzería Paseo Maritimo,13 La Grotta - Pizzeria Ristorante Paseo Maritimo,12 Dolce Vita Ristorante Italiano Paseo Maritimo,10 Papeleria Elena Frente al Ayuntamiento Hostal Italia C/ de la Cruz,1 Loteria y Apuestas de Estado Paseo Jesús Santo Rein Pizzeria Ristorante O Mammamia C/ de la Cruz, 23 Ristorante Adriatico Paseo Maritimo Planofax Paseo Jesús Santo Rein Edicola Euterpe Plaza Constitucion La Tahona Av. Jesús Santo Rein Solbank Avda.Clemente Diaz, 4 Peluqueria Nadeem C/ Palangrero, 20 Joyeria Vasco C/ Ramon y Cajal, 2 Pizzeria Pueblo Paseo Maritimo, 45 Mundo Personalizados 2 C/ España, 31 Cafè Temperley C/ Marbella, 13 Heladeria Gelatissimo Paseo Maritimo - Edif. EL YATE Hotel Florida C/ Dct. G. Ginachero Libreria Teseo Av. J. G. Juanito 15 Casa de la Cultura Av. J. G. Juanito Pizzeria Mamma Rosa Paseo Marítimo Heladeria “La Valenciana” Av.Duque de Ahumada- Edif.Eden Rock Churreria Chocolateria Ramon Paseo Marítimo Cafetería Carte d’Or Av. Puerta del Mar – Edif.Manila, 6 Bar Rocco Paseo Marítimo, 8 Artigiana Gelati Paseo Marítimo Edif. Hapimag Heladerias La Jijonenca Paseo Marítimo 7/8 Boutique L.Roberto Terrazas Puerto Deportivo Heladeria Fiúl Av. Duque de Ahumada,16 Kiosco Arte Terrazas Puerto Deportivo Boutique L.Roberto Edf. Eden Rock - Paseo Marítimo Casa Pablo C/ Ramon Gómez de la Serna,2 Cañas y Tapas C/ Ramón Gómez de la Serna, 4 Cervecería Simón C/ Pablo Casals,1 El Abuelo Melquiades C/ Pablo Casals,1 Luigi’s Lucky Leprechaun Av. Arias Maldonado s/n Vitamina Lounge – “Da Ciccio” C/ Peral, 15 - Casco Antiguo - Marbella USP - Hospitales Av. S. Ochoa,22 Ristorante da Pino Av. Gregorio Marañón Ristorante da Bruno sul Mare Paseo Maritimo Bar Ristorante Catering Italian Kitchen Av. R. Soriano, 45 Restaurante La Axarquia Av. Duque de Ahumada Bar La Pergola Zumos naturales- Frutas tropicales Playa de la Fontanilla - Av. Duque de Ahumada Restaurante & Bar Blue Palm Paseo Maritimo,7 Kiosco de Prensa Parque Alameda Restaurante El Platanero Paseo Maritimo, 1 Churreria - Zumos Naturales Plaza Africa Areté Restaurante C/ Mediterráneo, 1 - Paseo maritimo Ristorante Italiano La Gioconda Paseo Maritimo, 16 Ristorante Italiano I Mascalzoni Paseo Maritimo, 10-11 Restaurante “La Red” Playa La Fontanilla- Paseo Maritimo Restaurante Italiano “Zafferano” C/ Gloria 11- Casco Antiguo Farina C/ P. Francisco Echamendi, 2- Casco Antiguo TORREMOLINOS Ayuntamiento de Torremolinos Plaza Blas Infante, 1 Pizzorante Italiano El Panaro Av. Benyamina, 10 Ristorante Pizza Mare Paseo Marítimo s/n (Fte. H. Melia) Restaurante Roma Av. P. del Mallorca, 5 Cafeteria Snack Bar Luca Av. P. del Mallorca, s/n Guanteria Costa del Sol San Miguel, 2 MIJAS PUERTO BANUS Ayuntamiento de Mijas Plaza de Ayuntamiento Restaurante - Asador Caretera de Fuengirola - Mijas km. 4 Pasta Factory Restaurante Made in Sardinia Centro Comercial Cristamar CALA DE MIJAS MARBELLA SAN PEDRO ALCANTARA Tenencia de Alcaldia Heladeria Carte d’Or C/ Dependiente, 6 Vitania Residencial Boulevard La Cala - Calasol B Loc. 15 Oficina de Turismo Glorieta de la Fontanilla -Paseo Maritimo Rio Real Golf Urbanización Río Real S/N Pity Boutique Borse- Articoli di pelle C/ Pedraza, 12 - Casco Antiguo Restaurante Villa Tiberio Carretera 340, Km 178,5 Ristorante Oasis Toni Dalli Carretera de Cádiz, Km 176 Pizza Factory Av. da Fontanilla Restaurante La Barca Paseo Marítimo Restaurante Sol d’Europa Paseo Marítimo Restaurante El Bodegón Paseo Marítimo BENALMADENA Ayuntamiento de Benalmadena Av. Juan Luis Peralta s/n Restaurante Mar de Alboran Av. Alay, 5 - Puerto Marina Restaurante El Parador - Pizzeria Av. Juan Luis Peralta, 47 Restaurante El Parador II Ctra. de Cadiz Km. 217,5 Benalmadena Costa ESTEPONA FUENGIROLA Oficina Turismo Av. Jesús Santo Rein Club de Padel “Los Boliches” Paseo Maritimo, 92 – Edif..Ronda III Papeleria Marfil C/ San Pancracio s/n Bar Gelateria “Il Colosseo” Av. España Heladeria Italiana Tadini Av. España, 102 - C/ Real, 73 Pizzeria da Marco C/ Real, 2 Pizzeria Di Più C/ Mallorca Centro Pilates & Care Av. España, 28 Chiringuito Rossi Av. España - Playa La Rada Ristorante Italiano Pizzeria Soleluna Av. España 22

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11/2008 Pag. 9 Dalla Costa del Sol dove vivono 12 mila italiani Che fine farà l'ippodromo di Mijas costato 30 milioni di euro? Angel Nozal, presidente e portavoce del Partito Popolare di Mijas, ci ha rilasciato questa intervista sulla situazione dell’ippodromo di Mijas. Che cosa sta succedendo con l’ippodromo? Il comune di Mijas non sa come far rendere questa struttura, è in crisi, non ha una mentalità imprenditoriale. Quando fecero sparire dalla scena il creatore dell’ippodromo, ossia il sindaco socialista Antonio Maldonado, l’ippodromo cadde in mano ad un gruppo di persone del Comune, che non erano impresarie, le quali bandirono uno strano concorso aggiudicando l’ippodromo alla Carrera Entertainment per la ridicola cifra di 90mila euro all’anno: cifra irrisoria per una struttura che comprende locali, ristoranti, hotel e una pista di atletica. L’amministratore era Frank Mani, uomo di origine russa. Lo stesso Maldonado denunciò alla procura le anomalie di questa concessione per verificare eventuali irregolarità. Il Partito Popolare convocò tre consigli per chiedere la rescissione del contratto perchè il concessionario non rispettava le regole, non organizzava le 25 corse previste, non versava i ricavati delle scommesse, non pagava i contributi sociali e ce ne occorgemmo solo quando furono pignorati beni per 600 mila euro per non pagare i dipendenti. Il Comune, che è proprietario per l’87% dell’ippodromo, attraverso la propria impresa Recursos Turisticos ha pagato il debito assieme all’Unicaja. Questo avvenne nel 2003-2004. Da allora si sono accumulati debiti, perdite e si fermò il progetto iniziale che attraverso l’ippodromo doveva generare economia turistica non solo a Mijas, ma in tutta la Costa del Sol, anche come ristorazione, utilizzo della pista di atletica e altri grandi eventi equestri tipici dell’Andalucia, come la Doma Vaquera e Clasica, sfilate di carrozze, gare di dressing. Solo a Mijas esistono tremila cavalli andalusi, un patrimonio che attiva il mondo equestre, veterinari, stallieri, cavalieri, allevatori e sellai. È un’industria enorme andata perduta per l’evidente incompetenza di questi signori super pagati. Un assessore socialista guadagna in media 80 mila euro all’anno, quindi tutto il resto per lui è lo stesso. Un signore che nella vita normale guadagnerebbe mille euro al mese, guadagna 4 o 5 volte di più. Per questo stiamo così. Se perderemo il “diritto di scommessa” l’ippodromo diventerà inservibile. Con i soli ingressi non si riesce a pagare nemmeno la luce. Sono le scommesse interne ed esterne, assieme agli sponsor, che permettono la sopravvivenza. Esistono molti box che una volta erano occupati continuamente ed ora i cavalli sono pochi perchè non si è seguito un criterio di qualità. La mia intenzione, come si decise in Consiglio comunale, è di bandire un concorso al quale sono interessatissime varie società inglesi e irlandesi. Ne parlammo nel mese di gennaio. Siamo arrivati alla fine dell’estate e non sono stati ancora capaci di scrivere le regole del concorso. Io non voglio che si chiuda l’ippodromo che costò ai cittadini di Mijas più di 30 milioni di euro e farò il possibile perchè si bandisca il concorso. Con la vendita dei terreni edificabili, che fanno parte dell’ippodromo avremmo dovuto ammortizzare i 30 milioni di investimento, mentre in realtà ne è stato ammortizzato solo uno. Questo mi fa pensare che questi signori sono degli incompetenti. Inoltre, caso incredibile, il Comune ha riaffittato dal concessionario la pista di atletica per 90mila euro all’anno. La stessa cifra che il concessionario gli deve per l’affitto di tutta la struttura. Lo scorso dicembre, il sindaco, durante il Consiglio comunale, mi offrì la nomina di consigliere (senza retribuzione) nel comitato di controllo dell’ippodromo, questo perchè avesse trasparenza. Fino ad oggi la promessa non è stata mantenuta. Intervista a Pedro Fernández García, vice Sindaco di Mijas (terzo da sin.). Quale è il futuro dell’ippodromo? Come lei sa veniamo da un periodo di problemi economici con la Carrera Entertainment, che gestiva l’ippodromo in questi ultimi anni. Aveva un debito importante con Hacienda e Seguridad social, però lo abbiamo saldato e il Comune ha assunto il debito attraverso Recursos Andalucia, un’azienda municipale con una partecipazione di Unicaja, rilevando l’organizzazione delle corse durante questa estate. L’intenzione della Giunta Municipale è quella di bandire una gara nei prossimi mesi, affinché varie società possano parteciparvi e farsi carico di questa struttura, ossia dell’attività ippica e delle altre attività complementari. Non è sufficientemente utilizzato, si dovrebbe aprire l’ippodromo alle giornate delle corse durante tutto l’anno, con ogni altro tipo di attività concernente il posto. Quindi previsioni ottimistiche? Riteniamo di si, sperando di trovare un’impresa interessata, considerando il grande potenziale del posto, sia economicamente sia come luogo di divertimento. Sappiamo già che alcune imprese sono interessate, ma tutto dipende dal tipo di bando che faremo e che stiamo studiando. Vorremmo che l’impresa che si assumerà questa gestione avesse un potenziale adeguato e sappia sfruttare bene questa struttura. È di interesse anche per la popolazione di Mijas e della Costa del Sol. Soprattutto sotto l’aspetto internazionale del mondo ippico, senza trascurare, come le ho detto, gli altri aspetti. Potrebbe diventare una valida alternativa di divertimento che va oltre i confini municipali. Anzi credo che si possano già fare le scommesse internazionali, anche se manca il regolamento della Giunta de Andalucia. Si deve avere una normativa che disciplini questo settore affinché l’ippodromo possa avere dei benefici, non solo con le corse, ma anche con il resto. Gli ippodromi di San Sebastian, di Dos Hermanas e della Zarzuela, sono in perdita con le corse. Noi attualmente sopravviviamo grazie a sovvenzioni da parte del Governo. L’ippodromo di Mijas L’Ippodromo ha due piste di sabbia, di 1.700 e 1600 metri di lunghezza rispettivamente, e larghe 25 metri ognuna. Attualmente ha 320 box per cavalli da corsa. Ha una piazza di 30.000 metri quadri davanti alle piste, ideale per grandi eventi, fiere, esibizioni, concerti e grandi cerimonie. Gradinate per 1.500 persone, con tutti i servizi adatti ad un ippodromo moderno. Dispone di due piste per salto, lezioni di equitazione per bambini, adulti e di equinoterapia per bambini handicappati. Una superficie totale di 15.400 metri quadrati, 110x140 metri. Per l’attività sportiva, nel centro dell’anello ippico, e in comunicazione con un tunnel di sessanta metri, si trova una pista di atletica, un campo di calcio, una gradinata per 800 persone ed una palestra. L’Ippodromo Costa del Sol offre al visitatore due ristoranti, con capacità di 300 persone il ristorante “Fhar Lap” e di 350 persone il ristorante “Il Cavallo”. L’ippodromo dispone di un sala Vip, con spettacolare vista sulle piste di corse, alla grande piazza ed al mare. Ha un parcheggio per 2000 posti. Mar Rodriguez Pedial, direttore dell’ippodromo di Mijas, ci ha rilasciato questa dichiarazione. Che tipo di pubblico avete? Durante l’inverno è più internazionale, in estate metà e metà. Sembra che la notte piaccia di più ai nostri connazionali e locali, che si stanno, come si vede questa notte, sempre più abituando a venire all’ippodromo. Cominciammo nel 2000, era una attività nuova che nel tempo si è consolidata grazie all’impegno del Comune, degli Enti locali, dell’allora Ministero dell’Agricoltura, della Lotteria, della Televisione Spagnola e quella locale, che sta facendo un lavoro eccellente, e i mezzi di comunicazione in generale. Creare una industria economica come questa, che attualmente ha 25 dipendenti, richiede tempo e noi ci stiamo impegnando in questo senso. Ma attualmente le cose non vanno bene, c’è il rischio di chiusura? La situazione è un po’ comune in tutti gli ippodromi di Spagna, e per cercare di salvare la struttura dobbiamo bandire una gara affinché una società privata, nazionale o internazionale, possa farsene carico per rilanciarla. Perché l’8 agosto segna la chiusura delle corse? C’è un calendario nazionale che riguarda i quattro ippodromi di Spagna, ci dividiamo l’anno in base al calendario delle “Lotterie e scommesse dello Stato”, che specifica le corse che vengono sovvenzionate. Considerando la quantità di cavalli esistenti in Spagna, con il visto della “Associazione Incremento Razze Equine”, non si possono assegnare più corse in quanto non possiamo raggiungere i requisiti richiesti tanto dal Ministero quanto dalle Lotterie, come un numero minimo di partecipanti e il numero minimo di corse. È un cane che si morde la coda, se il settore non si sviluppa non avremo più corse e senza le corse non abbiamo sviluppo. Le previsioni sono di migliorare poco a poco e noi ci stiamo lavorando.

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I H C N 11/2008 TA IES Pag. 11 Abbiamo intervistato Olide Zingale, inventore del Palm Control System In questi ultimi tempi, si parla molto del “Picudo rojo”; perchè ora? Questo insetto, è arrivato in Spagna verso il 1994 con delle palme provienti dall’Egitto senza controlli fitosanitari, subendo una evoluzione per la mancanza di nemici naturali. Nei paesi di origine esistono insetti o organismi che lo mangiano. La natura si regola da sola. Ma qui questi organismi non ci sono, per cui il Punteruolo Rosso può svilupparsi tranquillamente e rapidamente. Agli inizi l’insetto attaccava solo le piante dattilifere dei paesi asiatici, poi si è spostato in Africa e adesso anche nelle zone mediterranee, dove attacca prima di tutto le palme “canariensi”, per passare alla “dattilifere” e infine alle “washingtonia”. Non si potrebbero importare anche i suoi nemici naturali? Se ne è parlato molto, anche con Michel Ferry, direttore della Estación Fenix di Elche, che studia scientificamente questo argomento, ma non è così semplice né facile, perchè ci si può trovare con due problemi invece di uno, ossia con due infestazioni differenti. Tu cosa proporresti? Penso che il modo migliore per combattere l’insetto sia quello di prevenire la sua infestazione. Al punto in cui siamo la piaga non si può più eliminare, però si può contenere in due modi: primo, attraverso un monitoraggio diretto sulla palma, servendosi eventualmente di scale o di gru per osservare da vicino e attentamente l’apice germinale da dove inizia la malattia; secondo, polverizzando la pianta periodicamente con l’insetticida. Tieni presente che quando i sintomi si evidenziano e l’apice germinale che rigenera la pianta è distrutto, ormai è troppo tardi. In genere, prima che si manifesti l’infestazione, possono passare anche due o tre stagioni. Dopo di che, con l’arrivo dei primi sintomi, non si può fare più niente, la palma è perduta e magari può contagiare anche le altre. Anche se in alcuni casi, sebbene l’infestazione sia iniziata, agendo tempestivamente con irrorazioni e iniezioni si sono ottenuti alcuni risultati. Comunque, ripeto, secondo me la prevenzione rimane sempre la soluzione migliore in tutti i sensi. Di quale danno economico parlia- mo? Il danno può essere ingente. Per esempio, una “canariense”, che è fra le più costose in quanto più lenta nella crescita, puo valere anche 40 mila euro. Se consideriamo che le palme potenzialmente minacciate nell’area mediterranea sono centinaia di migliaia, parliamo di danni per milioni di euro. Per questa ragione si tratta di un problema molto sentito e seguito da tutti gli esperti, tecnici, ricercatori, amministratori pubblici ed anche privati cittadini che hanno a che fare con le palme. Il problema viene affrontato anche dalla Comunità Europea? Purtroppo no. Comunque Italia e Spagna si stanno muovendo bene per conto loro. Recentemente a Sanremo si è svolta la Vª Biennale Europea sulla Palma, presso il Centro Studi e Ricerche sulle Palme; il tema era quello della minaccia dei nuovi predatori, che non sono solo il Punteruolo Rosso. Ai lavori c’erano i maggiori esperti internazionali della materia e si sono esaminati tutti gli aspetti del problema. Ogni esperto segue i propri metodi cercando di arrivare a dei risultati di comune interesse. In Italia questo avviene in special modo presso il Centro di Sanremo. Parliamo del tuo sistema? Il sistema che ho ideato e brevettato è semplice e di facile installazione, consente un sensibile risparmio economico e nello stesso tempo permette al liquido insetticida di raggiungere direttamente la parte più sensibile della pianta per proteggerla da eventuali attacchi del Picudo-rojo. Lo può usare chiunque, anche un privato nel proprio giardino. Una volta collocato l’apparecchio, attraverso un tubo di gomma la polverizzazione si effettua dal basso, con una pompa manuale, senza bisogno di salire sulla palma con scale o gru. Oltre ad evitare il disagio di salire e il pericolo di cadere dalla pianta, il mio sistema elimina i costi del noleggio di questi mezzi e del personale che deve usarli. Inoltre dosa perfettamente l’insetticida, lo indirizza solo alla zona infestata, evitando sprechi e dispersione di prodotto inquinante nell’ambiente. È stato provato e con quali risultati? Le dimostrazioni effettuate hanno dato ottimi risultati. In una normale aspersione occorrevano circa 50 litri di insetticida per palma, col mio sistema ne bastano 15. La frequenza del trattamento in una palma sana può essere mensile. Il prezzo totale comprende 130 euro per l’apparecchio, più 40 per l’installazione, ma si ammortizza in appena sei mesi. Praticamente ogni aspersione costa circa 4 euro. Una volta installato dura per sempre. Un paio di volte all’anno, a causa della crescita delle foglie, basta solo ritoccarne la posizione. Si possono comandare più apparati con una stessa pompa. Ho presentato il progetto a diversi enti, fra i quali il Comune di Fuengirola, quello di Valencia - che ha le palme più antiche d’Europa - e quello di Marbella, dove ho eseguito la dimostrazione della cura di una palma. Sono in contatto con una azienda agricola di Terracina che potrebbe rappresentare il sistema in Italia, e con il Centro Studi e Ricerche di Sanremo per fare delle dimostrazioni. L’interesse è notevole, perchè le palme sono un patrimonio comune da salvaguardare, prima che sia troppo tardi. Esistono altri sistemi? Per esempio c’è quello del monitoraggio, che però comporta il taglio delle foglie per vedere se la palma è infestata o no. Ma questo significa l’eliminazione di molte foglie danneggiando l’estetica, anche se poi la palma risulta integra. Poi bisogna trattarla biologicamente. Ritengo che la cosa migliore, più facile, economica e sicura, sia trattarla da subito per ridurre i costi e la fatica. Soprattutto considerando che il monitoraggio e il taglio devono essere eseguiti da esperti per evitare danni alla palma. SANREMO: UN TESORO DI 10MILA PALME decreto in cui prevede delle sanzioni e sopratutto vieta la movimentazione di palme non garantite a livello fitosanitario, provenienti da paesi stranieri, indicando tempi di conservazione nei vivai, garanzie e certificati di origine; ma purtroppo, anche il mese scorso, abbiamo scoperto in Italia delle palme arrivate con certificati in regola, che invece erano infestate dal punteruolo rosso. La Comunità fa quello che può, poi ogni singolo stato si comporta come crede. Quale è lo stadio infettivo in cui si può ancora intervenire? È lo stadio iniziale, in cui sono ancora possibili i trattamenti, ma i prodotti chimici da utilizzare richiedono cautela perchè sono inquinanti. La cosa migliore è isolare queste piante, fare monitoraggi con trappole per localizzare le zone preferite dall’insetto; ritengo che la soluzione sia ancora l’abbattimento delle piante infestate per evitare che il contagio raggiunga dimensioni irreversibili. Per ora la situazione da noi non è grave e l’obiettivo è contenere l’infestazione facendo terra bruciata, in senso letterale, intorno alla pianta infetta. Abbiamo informato la popolazione con manifesti, riunioni e conferenze, per cui chi vede un segnale ci chiama e verifichiamo se si tratta del famigerato insetto o no. L’ultima palma l’abbiamo abbattuta a febbraio. Riteniamo che sia la strada giusta, perché su un patrimonio di 10 mila palme presenti in città, sarebbe impossibile fare un trattamento chimico. Sarebbe pericolosissimo spargere tanto insetticida. BARI: CONTRO IL RINCOFORO Francesco Porcelli, professore di Entomologia Generale alla Facoltà di Agraria di Bari Cos’è emerso dai vostri lavori? Questa seconda tavola rotonda, organizzata come la precedente dall’Istituto Agronomico Mediteraneo IAM, ha portato nuovi elementi sotto il profilo preventivo e curativo. Inizialmente si parlava di metologie diverse, ma successivamente, in seguito ad esperimenti fatti proprio presso lo IAM, si è avuta una convergenza sul metodo della endoterapia. Perchè questa scelta? Il vantaggio dell’endoterapia contro il rincoforo, su palme in ambito urbano e periurbano, è quello di confinare l’insetticida lontano dal contatto con le persone. Il problema dei costi diventa secondario, rispetto a quello della salute pubblica. Sarà una terapia risolutiva? In base alla biologia e al comportamento di questo insettino, si deve pensare ad un trattamento preventivo, perchè la palma si rigenera lentamente, quindi una volta infestata non può essere recuperata completamente. Per contrastare eccessi e irregolarità da parte di ditte private, soprattutto a danno dei privati, stiamo cercando di definire una tecnica di trattamento a costi controllati, che dovrebbero aggirarsi sui 40 euro per il primo trattamento e 20 per i successivi. Claudio Littardi, presidente del Centro Studi e Ricerche per le palme di Sanremo. La situazione delle palme sanremesi? Nel recente convegno svoltosi a Sanremo, alla presenza degli esperti e ricercatori europei più importanti del settore, si è cercato di inquadrare il problema in tutti i suoi aspetti, ed è emersa anche una dichiarazione dei diritti della palma. Consideriamo che si tratta di un patrimonio soprattutto in termini economici, particolarmente presente, per quanto ci riguarda, nella riviera ligure e francese, che rischia di essere distrutto se non si interviene in maniera adeguata ed in tempo. La palma è un importante componente del nostro paesaggio. Il primo danno è stato per l’immagine, non si può pensare ad una riviera o a una costa spagnola senza le caratteristiche palme, snaturando il logico panorama. Il danno ecologico c’è, anche se potrebbe essere compensato con altri tipi di pianta, ma purtroppo si presentano sempre nuovi parassiti provenienti da altri continenti Cosa fa la Comunità Europea? Diciamo che si è mossa attraverso un MILIARDI IN GIOCO: TUTTI I PAESI MEDITERRANEI EUROPEI LOTTANO tati: salvare un patrimonio economicamente importante, e evitare che il contagio si estenda. Con questa tecnica otteniamo lo scopo. Purtroppo le autorità fitosanitarie, ad eccezione di quelle italiane che hanno accettato il principio di salvare anzichè sacrificare, stanno ritardando l’applicazione del sistema. In Spagna, per esempio, una pianta infestata viene abbattuta. Alcuni Comuni spagnoli, come Almeria e Marbella, seguono l’esempio dell’Italia, anche perchè non esistono normative nazionali. Purtroppo accade che quando un privato avverte le autorità di una sospetta infestazione di una sua palma, queste gliela tagliano. La seconda volta il privato non avverte più, favorendo il contagio. Grazie al nostro processo sa che la salverà. In che consiste il vostro sistema? L’insetto aggredisce la base delle foglie e tarda dagli 8 mesi ad 1 anno per arrivare al tronco. A questo punto la palma va eliminata. Eliminando le foglie tempestivamente la palma si salva, e si recupera. È una tecnica che comporta un’esperienza da parte di chi deve effettuare il taglio. La maggior parte delle palme eliminate in Francia, Italia e Spagna potevano essere salvate. Abbiamo intervistato Michel Ferry, direttore scentifico della Estacion Phoenix di Elche, per la ricerca sulla Palma dattilifera e l’agricoltura da oasi. La città dispone di 200 mila palme, Patrimonio UNESCO dell’Umanità. Di ritorno dalla Francia, quali le novità? In Francia sta succedendo quello che è successo in tutti i paesi mediterranei europei, hanno scoperto palme infestate vicino a Tolone e nella Costa azzurra, a Nizza. La preoccupazione dei Comuni è forte, e noi abbiamo consigliato di agire con molta rapidità per evitare la propagazione della infestazione. Con quale sistema? Attraverso un sistema che abbiamo messo a punto in Spagna e dimostrato l’anno scorso a Sanremo: al posto di abbattere una palma la si può curare. Lo stiamo facendo in Sicilia con due risul-

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Pag. 12 11/2008 I MOTORI PER TERRA, ACQUA E ARIA LA NAVE VESPUCCI E I SUOI ALLIEVI CONTINUANO A PORTARE L’ITALIA NEL MONDO dal risalto che ne dà la stampa informandone la gente. Comunque si tratta sempre di migliaia di persone. Capitano di Corvetta Gianguido Manganaro, Comandante degli Allievi Ufficiali. Quanti allievi a bordo? Gli allievi sono 97, suddivisi in tre squadre miste, in quanto abbiamo anche 16 ragazze, che si alternano nei servizi di bordo con turni formati da 4 ore di guardia e otto ore di riposo, che in realtà vengono dedicate ad attività didattiche, conferenze, studio della navigazione e a come si porta avanti una nave. La vita a bordo è abbastanza dura, perché riescono a dormire non più di sei ore per notte. D’altronde questo è il battesimo del mare per molti di loro, un viaggio iniziatico. In maggioranza non hanno mai navigato. Il fatto di avere delle allieve, quali modifiche ha comportato nella struttura della nave? Le donne hanno un locale per dormire riservato, ma tutte le altre attività vengono svolte nei locali comuni e sono assolutamente simili fra uomini e donne. Noi preferiamo parlare di militari, senza fare riferimento al sesso. Nessuna differenza in attività, incarichi e impegni di lavoro. Quindi salgono a bordo degli individui ed esce un gruppo omogeneo? Assolutamente si. Gli allievi in Accademia hanno già un processo di unificazione. Quando arrivano sono delle individualità e durante questo percorso diventano un Corso, con una forte integrazione che riteniamo essenziale per il prosieguo della loro carriera. I rapporti e le relazioni che si sviluppano sul Vespucci saranno funzionali ad un migliore rendimento collaborativo sulle navi grigie. Siete soddisfatti del materiale umano degli arruolamenti? Le domande per l’Accademia sono circa 2.700 all’anno. La selezione è molto severa e difficile, anche perchè i posti disponibili stabiliti per legge sono circa 130. Comunque siamo soddisfatti del materiale umano che ci perviene, anche perché poi partiamo praticamente da zero, sia con l’istruzione didattica, sia come formazione militare. Un esiguo margine di rinunciatari si evidenzia agli inizi del periodo accademico. SCHEDA AMERIGO VESPUCCI Descrizione Generale Tipo: Veliero - Cantiere: Castellammare di Stabia - Varo: 22 febbraio 1931 - Proprietà: Regia Marina fino al ‘46, Marina Militare dal ‘46 Caratteristiche Generali Dislocamento: 4.150 t - Stazza Lorda: 3.410,36 t - Lunghezza: fuori tutto (bompresso compreso), 100,5 m, pr/pp: 82,38 m - Larghezza: 15,50 m - Pescaggio: 7 m - Velocità: 10 nodi - Autonomia: 5.450 mn (propulsione elettrica) - Equipaggio: 16 ufficiali, 70 sottufficiali e circa 200 marinai + allievi. Motto: “Non chi comincia ma quel che persevera” Il Comandante del Vespucci, Bonora, a destra e il Comandante degli Allievi, Manganaro Intervista al Capitano di Vascello Maurizio Bonora, Comandante della Nave Vespucci. Nel corso della tradizionale campagna estiva la nave scuola Amerigo Vespucci ha toccato il porto di Malaga. La “crociera” rappresenta un periodo significativo per la formazione professionale dei futuri comandanti, a conclusione del primo anno di studi accademici. Un “battesimo” del mare, che aggiunge al bagaglio conoscitivo di ciascuno, i principi dell’arte marinaresca. Perché ha scelto la Marina Militare? Non è facile rispondere a questa domanda, visto che si tratta di una scelta che risale ormai a quasi trent’anni fa. Indubbiamente è stata la scelta di una vita diversa, sicuramente impegnativa, ma segnata dal fascino del mare. Un desiderio di mettermi alla prova con me stesso. Al culmine di una carriera densa di soddisfazioni, che significa oggi per lei il comando della Vespucci? La Vespucci per me è un vero sogno. Sono sorpreso che la Marina abbia affidato a me la Vespucci, ne sento pienamente la responsabilità, visti anche i nomi dei comandanti che mi hanno preceduto, primo fra tutti l’Ammiraglio Staulino. la Vespucci è un imprinting  per tutti gli ufficiali di Marina. Tutti vengono formati sulla Vespucci, con questa nave c’è un legame particolare, questo si sente e si vive in ogni momento della giornata. Qual è stato il momento più emozionante della sua carriera? I momenti forti sono tanti. Credo che i più significativi, i più toccanti, i più emozionanti, siano i giorni in cui si assume il comando di una nave. Rispetto a una ventina di anni fa, che differenza c’è nelle tecnologie e nel tipo di messaggio che si dà in giro per il mondo? Credo che le responsabilità siano esattamente le stesse. La Vespucci forma ufficiali di Marina dal 1931 e questo sostanzialmente è rimasto lo stesso. I locali sono più o meno gli stessi. Ma soprattutto è rimasta la stessa nave. Qui tutto viene manovrato a mano, il timone è manuale ed è lo stesso del 1931, come tutte le attrezzature veliche e di coperta. Tutto questo, oltre che come gratificazione emozionale, in che modo è utile alla formazione degli ufficiali, visto che poi si troveranno a comandare delle unità grigie dove prevalgono automazione e nuove tecnologie? Tutto questo ha una utilità fondamentale, che è quella di mettere l’allievo del primo anno, che probabilmente non ha mai navigato, a diretto contatto con gli elementi del contesto in cui andrà ad operare una volta al comando di una nave. Quindi il mare, il vento, le condizioni atmosferiche, tutte cose sulle quali poi non potrà più tornare. Dovrà occuparsi d’altro. Diciamo qualcosa di questa campagna? Per gli allievi è iniziata il 4 luglio a Rouen, in Francia, e terminerà alla fine di settembre. La nave è partita dall’Italia alla fine di maggio e rientrerà a La Spezia nella prima decade di novembre. Come è stata l’accoglienza all’estero? È sempre favolosa, ma dipende molto dalla ubicazione della nave all’interno dei porti, più o meno facilmente raggiungibile e Si chiamano “iShoes” e sono delle soprascarpe facili da indossare nel momento del bisogno, come se fossero dei pattini a rotelle ad alimentazione elettrica. L’inquinamento è nullo, e l’ingombro è ridotto. Divertenti, ma anche utili per chi lavora in un grande ufficio o in un vasto magazzino. Il prezzo varia dai 276,62€ ai 354,94€, come un paio di scarpe griffate.

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11/2008 I MOTORI PER TERRA, ACQUA E ARIA Pag. 13 Il Predator, l’aereo senza pilota della General Atomics mente indicata come MQ-1 Predator B. L'RQ-1 è un sistema che oltre al velivolo, include una stazione di controllo a terra (GCS). Il velivolo è pilotabile da remoto anche oltre la linea dell'orizzonte, grazie ad un sistema data link satellitare. L'RQ-1 Predator è nato come ricognitore teleguidato, in grado di eseguire ricognizioni di lunga durata senza mettere in pericolo la vita di un equipaggio. È dotato di dispositivi per l'osservazione molto avanzati, incluso un sensore per gli infrarossi ed un radar ad apertura sintetica (SAR - sintetic aperture radar) in grado di effettuare scansioni molto dettagliate degli obiettivi. Il velivolo si distingue da un'ampia apertura alare, impennaggi a V rovesciata ed elica spingente. È manovrato dalla stazione a terra, da un pilota ed un osservatore. Attualmente lo utilizzano: United States Air Force, Central Intelligence Agency, Royal Air Force e Aeronautica Militare Italiana SCHEDA TECNICA Descrizione Ruolo: ricognizione (ed attacco nelle versioni predisposte) Equipaggio: nessuno (pilota + osservatore a terra) Primo volo: aprile 1995 Entrata in servizio: estate 1995 Costruttore: General Atomics Dimensioni Lunghezza: 8,22 m Apertura alare: 14,8 m Altezza: 1,82 m / 2,1 m Superficie alare: 11,5 mq Peso A vuoto: 512 kg Massimo al decollo: 952 kg / 1.020 kg Capacità di carico: 204 kg di sensori (versione RQ-1A) Propulsione Motore: Rotax 912 (o 914) a 4 cilindri Potenza: 100 hp / 115 hp Prestazioni Velocità massima: 217 km/h Autonomia: 24 h di stazionamento a 926 km dalla base di partenza Tangenza: 7.800 m Armamento Missili: 2 AGM-114 Hellfire o 2 FIM-92 Stinger solo nelle versioni predisposte Sensori: sensori elettrottici, scanner IR, radar ad apertura sintetica (SAR) L'RQ-1 Predator è un aereo teleguidato (o UAV - unmanned aerial vehicle) prodotto dalla General Atomics ed entrato per la prima volta in linea nel 1995 nella United States Air Force. Il Predator rientra nella categoria dei MALE (medium altitude, long endurance - media quota, lunga autonomia), ed è considerato l'erede dello GNAT. Spesso ci si riferisce al velivolo come MQ-1 Predator, in quanto è stato successivamente dotato della possibilità di impiegare 2 missili AGM-114 Hellfire, passando dal solo impiego come velivolo da ricognizione (la R sta per reconnaissance) a quello di attacco (la M sta per multirole). L'introduzione dell'armamento (e il cambio denominazione da R a M) è a partire dalla versione MQ-1B Predator. Da esso è derivata la versione MQ-9 Reaper, inizial- Neo Electra vende gas pulito a Coca Cola e sponsorizza il campione di Spagna di produzione di CO2 nei Pirenei Catalani e in Aragona, più 2 in costruzione in Aragona e nelle Canarie. Chi compra la vostra elettricità? Sono le industrie con cui siamo collegati, ma a volte la vendiamo anche alla rete nazionale, ma non ai privati. I nostri impianti di produzione elettrica funzionano a energia rinnovabile e gas naturale. Attualmente puntiamo sulla evoluzione dell’energia in modo da essere un’industria competitiva e produttrice di energia pulita, conciliando la nostra coscienza come essere umani con le necessità imprenditoriali. Il nucleare comporterebbe per noi un livello di investimenti non accettabile ed inoltre richiederebbe dei complessi accordi politici. Con il problema della mancanza di elettricità presente in molti paesi europei, Spagna compresa, e considerando che una nazione si sviluppa bene se dispone di energia, quale è il futuro e quali le leggi europee che possono aiutarvi o ostacolarvi? Come società produttrice ci adattiamo alle leggi esistenti. La cosa certa è che la nostra società consuma energia per produrne altra. Occorre quindi ottimizzare il rendimento nel passaggio tra le due fasi, come facciamo riciclando il CO2 prodotto dalla combustione del petrolio, usando l’energia eolica e l’energia solare. Perché l’energia è così cara, è solo un fatto commerciale o di costi reali? Una buona parte delle ragioni è nei rapporti fra i paesi occidentali e quelli produttori di petrolio, che in un anno e mezzo è aumentato del 100% e ultimamente del 40%. Una parte di questi aumenti viene assorbita dal Governo per evitare che ricada sul cittadino. In Spagna abbiamo molti concorrenti importanti, come Endesa, Gas Natural, Iberdrola, per cui dobbiamo sempre cercare fonti energetiche che ci permetta di essere competitivi. Quale sarà il futuro? Certamente fra 150 anni l’energia non sarà quella attuale di gas e petrolio e nel frattempo si va verso una ottimizzazione dei consumi. Per esempio se cambiassimo tutte le lampadine con quelle a basso consumo, come ha detto il Capo del Governo, si otterrebbe subito un risparmio pari alla produzione di 2 centrali nucleari. Inoltre usando automobili elettriche, incentivando le energie rinnovabili, razionalizzando l’uso degli elettrodomestici. Vorrei concludere dicendo che la nostra impresa rispetta l’ambiente, valorizza gli aspetti umani sponsorizzando alcuni sport, come stiamo facendo con il Campione di Spagna di tiro al piattello, Miguel Cortes. Abbiamo anche una produzione di caviale a Val d’Aran nei Pirenei, dove il Re va a sciare. Attraverso la Fondazione Neo Electra abbiamo realizzato un impianto per la potabilizzazione dell’acqua e in Aragona stiamo restaurando un mulino, il tutto per sottolineare la nostra coscienza di essere una industria che, oltre a fare il proprio lavoro, pensa anche all’ambiente. MIGUEL CORTÉS, CAMPIONE DI SPAGNA DEL TIRO AL PIATTELLO grazie alla formazione sportiva ricevuta dalla caccia. Quando hai iniziato l’agonismo? Sei anni fa, affezionandomi subito alla competizione. Gli ottimi risultati ottenuti hanno aumentato sempre di più la mia passione sportiva. Cosa fa un Campione fra una gara e l’altra? Cerca di avere una vita tranquilla, si dedica alla famiglia, si allena per migliorare le sue capacità sportive. Inoltre deve avere uno sponsor che gli tolga le preoccupazioni economiche, altrimenti perde la serenità e la concentrazione necessarie per vincere. Io ho avuto la fortuna di trovarlo in Neo Electra e farò di tutto per continuare a dargli le soddisfazioni che si merita. Intervista all’ingegner Jean Cristophe Chalot, Presidente della Neo Electra Che cosa è la Neo Electra? È una società franco-spagnola per la produzione della elettricità, fondata nel 2003 da me e con capitale americano Arclight Capital, Fondi Privati di Investimento, con l’intenzione di creare un piccolo gruppo energetico. In Spagna abbiamo impianti in Aragona, Catalogna, in Andalusia e in costruzione vicino a Madrid. Siamo una piccola compagnia e, a livello commerciale, collegati a Leche Pascual attraverso la società NeoPas. Il proposito è di progredire insieme, rispettando molto l’ambiente, siamo l’unica compagnia in Europa che ricicla l’anidride carbonica all’uscita delle ciminiere riducendone l’emissione. Il gas così riciclato è pulito e lo vendiamo a imprese internazionali per la gassificazione delle bevande come la Coca Cola e la Vicky Catalan. E per le aziende che ricaricano gli estintori. Quanti impianti avete? Tra Francia e Spagna 52, di cui 11 sono in Spagna, due impianti È Campione Nazionale di Spagna e Vice Campione del Mondo a Squadre nella specialità del “Foso Universal”, ossia il Tiro al Piattello. La Squadra Andalusa, di cui fanno parte anche Francisco Javier Sánchez Mateo e Manuel Polvillo, è stata proclamata Campione Nazionale per il terzo anno consecutivo. Nella sua carriera, Miguel Cortés ha collezionato tutti i titoli, fra cui la Coppa del Re e la Coppa del Presidente. Quest’anno, per la seconda volta consecutiva, ha rappresentato la Spagna nei Campionati d’Europa e del Mondo. Lo abbiamo intervistato al termine del Campionato. Come si diventa Campioni? Tutto è iniziato con la passione per la caccia, che ho ereditato da mio padre. Il primo colpo l’ho tirato a cinque anni. Mio padre mi chiese se volevo tirarne un altro e risposi di sì. Fra i miei giocattoli c’era sempre un fuciletto. La caccia mi ha conquistato e gli ho dedicato tutto il mio tempo libero. Quando finiva la stagione, per non lasciare il fucile facevo del tiro al piattello, ottenendo ottimi risultati

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Pag. 14 11/2008 MALAGA, VINO E CIBO: EMOZIONI D’ITALIA SI CHIAMA "WINE & FOOD EMOTIONS OF ITALY" e si svolgerà il 26 e 27 settembre nelle sale espositive dell’Hotel Silken Puerta Malaga. La Dott.ssa Raffaella Resca, Consigliere Esecutivo del Com.It.Es di Madrid ed organizzatrice dell'evento, si propone come obbiettivo di mantenere ed arricchire l'immagine del "Made in Italy" nella Costa del Sol. Ci ha dichiarato: "Intendono creare un vincolo solido ed affettivo fra la città di Malaga e le regioni italiane, con il fine di presentare i nuovi e vari prodotti del mercato. Si tratta quindi di promuovere, con una formula innovatrice ed attraente, questo settore ricco di tradizioni ed esperienze, affidandoci alla naturalità e alla autenticità della produzione vinicola italiana, unica in tutto il mondo! La priorità è diffondere i prodotti italiani, educando il mercato internazionale alla ricerca del vero prodotto italiano che si distacca per la sua ricchezza ed elaborazione. Questo incontro enogastronomico di Malaga si potrebbe tradurre in un invito a scoprire il "Made in Italy", i sapori autentici della nostra generosa terra, il lavoro secolare di tante famiglie che hanno dedicato la loro vita e le loro coltivazioni alla produzione dei migliori vini. In queste due giornate dove, in diverse maniere, sono presenti quasi tutte le regioni italiane, si potranno degustare i prodotti più prelibati ed autentici di queste regioni e si offriranno costantemente ai visitatori delle specialità preparate dai qualificati chef italiani. In questo evento potremo incontrare tanto il gran numero di italiani residenti, come l’elevato numero di ditte che operano in vari servizi attinenti alla ristorazione. WINE & FOOD EMOTIONS OF ITALY si propone di creare un canale diretto fra le ditte che operano nel settore gastronomico ed il consumatore, cioè un passo strategico per sviluppare ancora di più le corrette discipline del mercato, certificando i marchi italiani di garanzia ed una offerta di alternative e possibilità che offre un mercato internazionale come quello di Malaga. Come si può vedere nel pro- gramma, alunni delle Scuole di Hosteleria di Benalmadena e di Benahavis prepareranno alcune specialità, rafforzando ancora una volta la simpatia e la collaborazione che esiste fra Italia e Spagna. WINE & FOOD EMOTIONS OF ITALY è patrocinato dal Com.It.Es, dal Consolato Generale di Madrid e dall'Ambasciata Italiana.

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11/2008 Pag. 15 IL MONDO DELL’ECONOMIA SPAGNOLA Autostrade, si abbassa il rendimento delle concessioni Le Società aggiudicatarie della prima fase del piano “rinnovamento autostrade” in un anno hanno visto abbassarsi il rendimento delle concessioni, fino al punto di pensare alla risoluzione dei contratti. Il caso più vistoso sono i contratti di concessione di 20 anni per la conservazione delle autostrade di prima generazione. Fomento optò per questa soluzione per modernizzare più di 2.000 chilometri di autostrade che si trovavano in un deplorevole stato di conservazione. Questo modello fu pioniere, tanto in termini di investimento (qualcosa più di 6.000 milioni di euro) come di finanziamento, poiché supponeva l’entrata del capitale privato nella conservazione di infrastrutture. “Se non si arriva ad un accordo - ha detto il presidente di una delle società interessate - finiremo nei tribunali”. UGT: il governo deve agire subito Secondo il sindacato UGT, la Catalogna soffrirà un’ondata di licenziamenti il prossimo autunno. Il segretario, Camil Ros, ha chiesto che si agisca politicamente per combatterla avvisando che il rientro dalle ferie sarà molto duro. UGT ha fatto questo annuncio nella presentazione della relazione sulla contrattazione nel mercato lavorativo catalano corrispondente al primo semestre dell’anno, in cui si sono firmati 1,31 milioni di contratti in Catalogna. Il che significa una caduta del 7 percento, rispetto all’anno precedente, ossia quasi 100.000 contratti di meno. Secondo Ros la situazione si aggraverà perché la mancata contrattazione nella costruzione ha contagiato altri settori, specialmente nell’industria. La situazione sarà molto dura per le piccole imprese, ma arriverà anche all’industria dell’automobile. Secondo Camil Ros il Governo deve agire subito, far dare liquidità alle imprese e mantenere l’impiego, come fanno con le banche e casse di risparmio. Si sta distruggendo l’occupazione e neanche la contrattazione temporanea del turismo ha potuto compensare la caduta di impiego. La Banca Mondiale La Banca Mondiale (BM) è la principale organizzazione internazionale per il sostegno allo sviluppo e la riduzione della povertà. Fu istituita nel 1945, col nome di Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo assieme al Fondo Monetario Internazionale. La BM concede in minima parte assistenza sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto. Per lo più elargisce crediti ai Governi dei Paesi membri a favore di progetti sui quali vi sia una garanzia del Governo. La BM incentiva comunque i Governi a collaborare con la società civile ed il privato. Le Organizzazioni non governative partecipano a circa la metà dei progetti finanziati dalla Banca Mondiale. Unicaja apre a Casablanca e il Groupe Banques Populaires apre a Madrid Unicaja e Banque Centrale Populaire (BCP), appartenente al primo gruppo bancario del Marocco, Groupe Banques Populaires, hanno firmato un'alleanza per offrire attenzione finanziaria a privati ed imprese spagnole con interessi in Marocco e viceversa. L'accordo firmato dal presidente di Unicaja, Braulio Medel e dal presidente del BCP, Mohamed Benchaaboun, permetterà a Unicaja di aprire un ufficio a Casablanca nella sede centrale di BCP, e alla banca marocchina un ufficio a Madrid. La Banca Santander acquista Alliance & Leicester Il 10 ottobre, la Banca Santander concluderà l'acquisto della banca Alliance & Leicester per circa 1.575 milioni di euro. L’operazione dovrà essere approvata dagli azionisti britannici. La Banca Santander consegnerà 100 azioni ad ogni azionista di Alliance per un totale di sette milioni di titoli. Aumentano proteste per il “Phishing” del 1000% La Banca di Spagna registra un "forte aumento" dei reclami per operazioni fraudolente realizzate attraverso la banca elettronica, note come "phishing". Le proteste dei clienti per questo fenomeno sono aumentate del 1.000% nel 2007 rispetto all'esercizio antecedente. Chiunque effettui operazioni bancarie attraverso il PC deve rifiutare immediatamente senza aprirlo qualsiasi messaggio che chieda dati personali, numeri di conto e parole chiave. La Banca di Spagna, attraverso il governatore Miguel Fernández Ordóñez, ha reso noto che il processo di turbolenze finanziarie originatesi un anno fa per le ipoteche “subprime” statunitensi sta facendosi "intenso, costoso e prolungato", asciugando la liquidità in numerosi segmenti finanziari. Tale situazione dei mercati finanziari internazionali è lontana da una normalizzazione piena, anzi interagisce con le prospettive macroeconomiche che si sono deteriorate con differente intensità tra paesi. Favorire ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica Il Partito Popolare ha chiesto al Governo la creazione di un calendario di misure fiscali e finanziarie che favoriscano Ricerca, Sviluppo ed Innovazione Tecnologica, finanziata con fondi pubblici e privati. Per quest'ultimo il PP ha rilevato la grave situazione fiscale e finanziaria delle Piccole e Medie Imprese, chiedendo "soluzioni stabili" per le grandi sfide imprenditoriali, attraverso il bonifico tecnologico. I popolari hanno anche proposto la creazione di un modello di copertura di rischi per le imprese di capitale. Il Presidente del BCE vigila i prezzi Il presidente della Banca Centrale Europea (BCE), JeanClaude Trichet, davanti al Parlamento Europeo ha confermato che continuerà a vigilare con attenzione l'evoluzione dei prezzi nello zona euro. Ha ammesso che l'inflazione si manterrà per un po' sopra al 2 percento, aggiungendo che negli ultimi mesi si sono intensificati i rischi al rialzo per la crescita dei prezzi. Comunque si è mostrato fiducioso su una stabilità degli stessi a medio termine. La Spagna investe in Paesi ad alto rischio La Spagna si gioca politicamente più di 568 milioni di euro in dieci paesi instabili dell'America latina ed Africa, che hanno un alto livello di rischio-paese. Sono: Algeria, Argentina, Bolivia, Cuba, Mauritania, Nicaragua, Paraguay, Senegal, Venezuela ed Egitto. Questo - secondo CESCE assicuratrice del credito - è l'investimento lordo spagnolo dichiarato dalla Segreteria di Stato del Commercio. Charles Bean: “crisi globale non sappiamo quando finirà” Charles Bean, vice governatore della Banca dell’Inghilterra, ha reso noto che la situazione di crisi economica globale probabilmente continuerà nel tempo. Le turbolenze del mercato che cominciarono un anno fa si sono estese all’economia globale, minacciando di portare il mondo industrializzato verso la recessione, mentre gli aumenti del costo del petrolio e degli alimenti hanno fatto salire l’inflazione, riducendo lo spazio di manovra delle banche centrali. L’anno passato si sperava che la crisi fosse solo finanziaria e che, con un po’ di fortuna, sarebbe finita per Natale. Invece è proseguita per un anno, si è estesa all’economia gobale e non sappiamo quando finirà. Mappa delle Banche Aumentano i debiti degli istituti di credito La morosità dei crediti concessi da banche, casse di risparmio e cooperative di credito a privati ed imprese è salita in giugno al 1,61 percento, il tasso più alto dall'agosto 1999, quando era dell'1,65 percento, secondo quanto confermato dal Banco de España. Dal luglio del passato anno non ha mai smesso di aumentare.

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