Num.14 - 2008

 

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Il Giornale Italiano Num. 14 - 2008

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Ai 20 anni del Ferrari Club España presentata la “CALIFORNIA” Il Presidente Ignacio Bao: “Collaboriamo con le ONG” 14/2008 Settimanale Gratuito www.ilgiornaleitaliano.net

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Pag. 2 I futuri progetti illustrati dal Presidente tere il record ufficiale del circuito di Jarama. Quale è la tipologia del proprietario di una Ferrari? È cambiata. Negli ultimi anni è cambiata abbastanza, lo sviluppo del settore edilizio ha aperto un mercato più ampio contribuendo alla crescita delle vendite. Normalmente in Spagna si immatricolavano ogni anno 60-65 macchine. L’anno passato se ne sono immatricolate 136, un record. Questo anno saranno 85-90, per poi tornare alla media iniziale. Nel club ci sono proprietari di ogni genere. Con questa presidenza si avrà un prima e un dopo. Noi vogliamo che la Casa sia relazionata con un modello di vita che non è solo essere proprietario della macchina, ma anche un modo di stare e di vivere nella società. Vogliamo concentrare tutta la forza della questo momento sulla mia scrivania puoi vedere la lettera che sto scrivendo a Sua Maestà affinché riceva il nostro Club il più presto possibile, considerando anche la relazione che mia moglie ed io abbiamo con alcuni membri della Casa Reale. In questo momento stiamo facendo qualcosa che non è mai successo, cioè un avvicinamento della Ferrari alla Famiglia Reale. Aspettiamo quindi una tua foto di questo avvenimento. Certamente. Il club deve avere una connessione fra i proprietari e la società, con i più bisognosi, per poterli aiutare. Fino ad oggi non è avvenuto, ma questi sono i progetti del futuri del Club Ferrari Spagna e della mia presidenza. I giovani e la Ferrari? Negli ultimi 6 anni l’età media dei proprietari si aggirava sui 50 anni. Attualmente si è abbassata a 38-40 anni. Ci sono una Ferrari guidata da un giovane di 18 anni. La Casa fece le sue indagini per sapere come era potuto accadere che un diciottenne potesse condurre una Ferrari a quella velocità e di conseguenza senza preparazione. Si seppe che la macchina era stata comprata da un concessionario parallelo, perché un concessionario autorizzato assieme alla vendita avrebbe fornito la consulenza necessaria. Il corso di guida è anche un insegnamento di vita e attenzione alle leggi, senza accelerate e sgommate lungo le strade. Per questo affittiamo ogni anno 4 circuiti dove gli appassionati si possono divertire e godere delle loro magnifiche macchine. I programmi del Ferrari Club España? Come ti ho detto ci sarà un cambiamento radicale con vari tipi di programma. Un programma mensile, dei programmi in collaborazione con i concessionari e ciascuno di loro parteciperà con proprie iniziative. Per esempio con Carlos de Salamanca cercheremo di realizzare a Marbella una festa Ferrari ad alto livello nel periodo estivo. Un programma di racing in 3 o 4 circuiti per i soci che vogliono correre. Infine dei programmi di “ life-style” per potenziare le relazioni del Club con la società, che avranno un fine di collaborazione e di sostegno sociale. Essendo presidente di una compagnia così mondialmente importante, incontri spesso dei proprietari di Ferrari? Assolutamente si. Uno dei motivi per cui ho accettato la carica di Presidente del Club Ferrari è che avevo molti amici proprietari di Ferrari che non riuscivano a godersi la macchina quindi la vendevano. Pensai quindi che da Presidente potevo aiutarli correndo nei circuiti o partecipando ad eventi riservati ai proprietari. Giulio Rosi Il Ferrari Club España celebra i suoi 20 anni 14/2008 presidente della Signium International, la più importante compagnia del mondo di “Headhunters”, (cacciatori di teste) la quale si occupa di ricerca di personale ad alto livello. La sede principale è a Chicago ed è presente in 24 Paesi, fra cui Brasile, Columbia, Messico, Panama, Stati Uniti, Asia ed Europa. Ignacio Bao è l’unico spagnolo che presiede una compagnia come questa, fra le 50 più importanti del mondo. Tutte le altre sono presiedute da nordamericani. La sede europea è a Madrid. Come è nata la tua passione per la Ferrari? È nata con me. Per tutta la vita, fin da piccolo, ho sempre sentito una grande passione per questa macchina e l'ho tenuta nel cuore e nella mente. Quando ho potuto, ho collezionato piccoli modelli Ferrari, ho seguito le gare di Formula Uno. Fino a quando la vita mi ha dato la possibilità di guadagnare abbastanza per comprarmi una Ferrari. E questo è stato meraviglioso. Che cosa ti piace di più in una Ferrari? Credo che Ferrari è più di una macchina, è uno stile di vita. Riunisce una serie di passioni, per l’automobilismo, per le cose fatte bene, passione per l’Italia e per un modo di intendere la vita. È un insieme di tutto questo e fa sì che si senta la necessità di far parte di questa Casa e di possedere una macchina. Pilotare un Ferrari è una esperienza unica che genera altre sensazioni che ti fanno entrare nel mondo Ferrari senza volerne più uscire. Una macchina così potente e di alte prestazioni come e dove la si può apprezzare? Esistono 39 modelli di Ferrari adatti alle varie necessità e occasioni. Ad esempio Scaglietti, una vettura magnifica per lunghi percorsi con la famiglia; il 430, molto divertente, nato per i circuiti; il 599, ambivalente, sia nei circuiti sia nei lunghi percorsi anche se solo per due persone. Nelle grandi città, evidentemente, non è più come anni fa quando le Ferrari soffrivano perché non avevano caratteristiche adatte. Oggi, si può andare perfettamente in una grande città senza alcun pro- Intervista al Presidente Ignacio Bao. Ignacio Bao, blema di meccanica. La macchina risponde perfettamente, perché si tratta sempre di macchine ideate, progettate e costruite per esprimere il massimo delle possibilità. Noi proprietari siamo coscienti dei limiti imposti dalla legge, e grazie al Club Ferrari abbiamo a disposizione circuiti per godere in pieno di queste vetture. Quante Ferrari fanno parte del Club? Storicamente, nei 20 anni di vita del Club, secondo un calcolo approssimato si sono vendute circa 1500 macchine. Di queste, fra incidenti, trasferimenti all’estero ed altri motivi, ne sono rimaste 1000, ma i proprietari sono di meno perché alcuni posseggono anche 5 macchine. Pertanto i proprietari sono circa 600 e di questi nel club sono 350. Ci sono anche delle donne? Sì. Anzi, uno dei maggiori collezionisti della Spagna è proprio una donna, ha 9 Ferrari e vive in Valenza. Quante Ferrari hanno partecipato al “20 Anniversario” qui a Madrid? Nel Parque del Retiro sono state esposte 100 Ferrari provenienti dall’Italia, che raccontano la storia della Casa sia come macchine prodotte sia da competizione. Un evento unico perché questi autentici capolavori non vengono mai fatti uscire dalla loro sede di Maranello. Questa è la seconda volta che escono dal Museo, la prima fu per una esposizione a New York. Per la partecipazione dei proprietari abbiamo dovuto ridurre il numero delle vettuere a 50 per ragioni di spazio. Quale il tema dominante di questo avvenimento? Il “20 Anniversario” del nostro Club coincide con uno sforzo Ferrari anche in Spagna, ricostruendo un recinto di Formula Uno identico a quello delle competizioni con all’interno la Ferrari che l’anno passato ha vinto il Campionato del Mondo. A questo si aggiunge la presentazione ufficiale in Spagna dell’unico “CALIFORNIA” finora costruito, dopo il Salone di Parigi e poi a Miami. Tieni presente che nelle altre nazioni, compresa l’Italia, questa macchina non si è ancora vista. Marc Gene, il pilota collaudatore della Ferrari tenterà di bat- Casa Ferrari e del Club in avvenimenti di “charity”, collaborazioni con ONG per poter restituire alla società parte dei vantaggi che abbiamo nell’essere proprietari di Ferrari. Lo scopo è quello di aiutare i più bisognosi a superare la situazione difficile che stiamo vivendo. Il Re di Spagna è mai salito ufficialmente su una Ferrari? In anche proprietari ventenni, ma sono ancora pochi. La Casa è fortemente impegnata affinché i proprietari, prima di prendere la macchina ed andare in strada, si rendano conto di che tipo di vettura guideranno. Pertanto li invita a partecipare ai corsi per una guida sicura e consapevole. Non è facile pilotare una Ferrari. L’anno scorso a Marbella ci fu un incidente molto grave con

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14/2008 Il Ferrari Club España celebra i suoi 20 anni Pag. 3 FRANCESCO BALLI IN EUROPA L’AMBASCIATA A MADRID APRE PER LA INIMITABILE “ROSSA” LE PORTE ALLA NUOVA FERRARI priata, così come lo è la 612 Scaglietti perché, a differenza del resto della gamma Ferrari, sono due vetture che, avendo uno spazio posteriore comodo, permettono di trasportare quattro persone. Quali sono le caratteristiche che ne fanno un prodotto nuovo e sempre più allettante? È una Ferrari al cento per cento, ma anche estremamente innovativa con alcune caratteristiche originali, una su tutte il tetto rigido ripiegabile in alluminio che, badi bene, ha un tempo di apertura e chiusura di appena 14 secondi, un cambio a doppia frizione, una prima di Casa Ferrari che permette cambiate fulminee, ma anche confortevoli per un utilizzo non estremo della vettura. Però è anche una vettura rispettosa dell’ambiente perché è la prima Ferrari ad avere un sistema ad iniezione diretta che permette un abbassamento importante delle emissioni di CO2, unitamente al contenimento del peso. Ferrari sta lavorando molto in questa direzione. Come è il mercato spagnolo? È un mercato dove esiste una grandissima passione. E’ stato presidiato e seguito in questi anni dai nostri responsabili di mercato e si attesta e supera le 100 vetture vendute all’anno e sicuramente nel medio periodo ci saprà dare delle grandi soddisfazioni. Anche perché abbiamo una rete commerciale, nei punti nevralgici del Paese, che sicuramente ci darà ottimi risultati. Uno dei luoghi dove maggiormente si nota la presenza della Ferrari è il sud della Spagna, data la internazionalità e lo status dei residenti. Lei che ne pensa? Certamente, perché i clienti non sono solo spagnoli ma anche stranieri che trascorrono gran parte dell’anno in Spagna, provenienti da importanti mercati europei, come l’Inghilterra, la Germania e l’Italia, che possiedono ed utilizzano una vettura Ferrari anche in Spagna. Ancora una volta, quindi, si conferma l’importanza di essere presenti sul territorio con una rete forte, capace di assistere i nostri clienti appassionati come sta avvenendo. Intervista all’Ambasciatore Pasquale Terracciano Ambasciatore, cosa scaturirà da questa presentazione in ambasciata del nuovo modello Ferrari? La conferma di una immagine di una Italia capace di innovare, di riproporre la sua creatività in una chiave che al tempo stesso è classica, innovativa. Questa è l’immagine vincente che l’Italia ha in Spagna, è l’immagine che noi cerchiamo di confermare sperando che questa serata di presentazione a Madrid dell’ultimo modello Ferrari “CALIFORNIA”, una vettura innovativa che unisce il carattere del gran turismo con quello sportivo, sia un tassello in questo percorso che noi cerchiamo di promuovere per divulgare e difendere una immagine di una Italia che mantiene la sua creatività pur nel rispetto di una ispirazione a valori estetici classici e tradizionali. Questa sera abbiamo presentato un prodotto di punta che amplifica qualcosa che viene al traino. Quindi non solo Ferrari, ma tutto quello che rappresenta l’Italia. È vero? Certo, con eventi di questo genere, facendo conoscere un prodotto di punta noi sosteniamo il marchio Italia, perché ovviamente Ferrari è parte della cultura italiana. Attraverso la divulgazione della cultura, di cui Ferrari è parte integrante, credo che noi difendiamo l’immagine dell’intero Paese e del suo sistema produttivo al completo. Questo giova particolarmente in questo momento di crisi, è un momento di rallentamento dell’economia dappertutto, però noi sappiamo che a volte il segmento di lusso, come quello della Ferrari, non subisce una stasi, anzi si verifica una accelerazione. Quindi credo che questa sera possa essere un segnale benaugurante per la ripresa economica tanto in Italia come in Spagna. Intervista al dottor Francesco Balli, direttore generale della Ferrari per la zona ovest e sud d’Europa, alla presentazione del modello “CALIFORNIA” avvenuta in Ambasciata durante i festeggiamenti per il ventennale del Ferrari Club España. Con la presentazione di questo nuovo modello è immaginabile un ulteriore successo. Quale sono le prospettive per il mercato Ferrari? È una vettura straordinaria, appena lanciata all’ultimo Salone dell’Auto di Parigi. Ci sta regalando grandi soddisfazioni ed abbiamo una lista di attesa che arriva fino al 2010 come previsione di consegna. Una vettura straordinaria, le cui consegne inizieranno ai primi del 2009 e sicuramente confermerà il successo di Ferrari non solo in Europa ma anche in tutto il mondo. Chi è il cliente tipo di questo modello? Indicativamente un professionista o un imprenditore, età media sui 45 o 50 anni e spesso ha anche una famiglia ed ama passare il tempo con essa. Quindi questa è la vettura più appro- Ignacio Bao, presidente del Ferrari Club España (a sin.), con il deputato del PP, Miguel Arias Cañete, ex ministro dell’Agricoltura e Giulio Rosi, direttore de Il Giornale Italiano de España, in occasione della presentazione del “California” presso l’Ambasciata d’Italia a Madrid. Da sinistra Louis Colmache, Francesco Balli, Ignacio Bao, Marc Gene e l’Ambasciatore Italiano a Madrid, Pasquale Terracciano MARC GENE, DALLA FORMULA UNO AI COLLAUDI DEL “CAVALLINO” Marc Gene, pilota di F1 della Scuderia Ferrari, attualmente è il collaudatore della Casa. Da pilota a collaudatore, ti mancano le gare? Continuo a fare delle gare di endurance, di lunga durata, ma sono fortunato di stare in Ferrari perché tutti i piloti vorrebbero lavorare con questa squadra e pilotare queste macchine. Quale è la novità tecnologica più importante per la guida della macchina? L’introduzione e poi l’eliminazione del traction control che impediva di pattinare in accelerazione, collegando l’aderenza degli pneumatici al controllo del motore. Ci si abitua ad averlo e non averlo, ma quando si prova la macchina senza si nota il cambiamento. Le novità della “CALIFORNIA”? Senza dubbio il cambio, veloce a doppia frizione. Non ho mai guidato una macchina che permetta dei cambi di marcia così rapidi e che anche in automatico sia gradevole da pilotare. Ci vuole una preparazione specifica per guidarla? Senza andare forte, la “CALIFORNIA” la può guidare chiunque, ma è sempre una Ferrari, una macchina impegnativa. Però se uno si limita a passeggiare è la Ferrari che si può guidare con più facilità. Come si rilassa un collaudatore? Mi piace fare sport, trekking, passeggiare in montagna e leggere dovendo passare tanto tempo negli aeroporti. Ora sto leggendo un libro sulla spedizione in Antartide.

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Pag. 4 ITALIA - ITALIA - ITALIA 14/2008 Abbiamo intervistato Angela Barusi, che rappresenta il Corsorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano in Spagna e Portogallo Quale iniziativa state svolgendo a Malaga? Abbiamo presentato il nostro Consorzio assieme a quello per la Tutela del Provolone Valpadana. Entrambi i prodotti sono in crescita esponenziale in questo paese, ma con grosse lacune di conoscenza e di valorizzazione. Questa è una zona ad alta concentrazione turistica e alberghiera, quindi ci sembrava giusto offrire un corso agli alunni del CioMijas ed ai professionisti della ristorazione. Negli ultimi anni abbiamo riscontrato che la conoscenza dei formaggi con denominazione di origine è scarsissima. Ci ritroviamo con questa fama che ci precede e una incultura profonda del prodotto, soprattutto da parte del professionista. Per il corretto impiego non è infatti possibile prescindere dal tipo di stagionatura. Quanto vi dedicate alla promozione estera? È un lavoro titanico, lento e gli chef sono talmente tanti che facciamo fatica ad arrivare dappertutto. Il Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano è solo uno e per tutto il mondo. In Spagna collaboriamo con vari congressi del settore, cominciando dai famosi “Madrid Fusion” e “Lo Mejor de la Gastronomia”. Quest’anno, per il sesto anno consecutivo, Parmigiano Reggiano ha ricevuto il premio “A la mejor labor en pro del queso”; svolgiamo costantemente corsi di formazione e seminari in tutta Spagna, tenendo sempre presente che il nostro compito principale è la tutela legale del prodotto, alla quale dedichiamo il 60% del budget, che proviene esclusivamente dalla quota che ogni produttore versa al Consorzio. Esiste un modo per colpire i contraffattori? Dalla causa Parmesan, abbiamo aggiunto le basi legali per difendere il nome e la traduzione del nome in tutti i paesi d’Europa. La legislazione aveva lasciato un vuoto in cui si infilavano i falsificatori e gli imitatori. L’unica opzione che ci rimane è far causa a chi usa o malversa il nostro nome. Un lavoro enorme e costoso. I punti deboli sono migliaia. Il punto forte è uno solo: pretendere il prodotto con la Denominazione d’Origine. Intervista al direttore del Consorzio di Tutela del Provolone Valpadana, Vittorio Emanuele Pisani Perché la scelta dell’Andalusia per presentare questo prodotto? Perché il mercato spagnolo rappresenta, per un prodotto come il nostro, un importante riferimento. Negli ultimi anni l’esportazione di Provolone Valpadana è sensibilmente aumentata in concomitanza con l’abitudine prettamente spagnola di consumare pasta filata sulla piastra. Conseguentemente, essendo un formaggio di origine protetta, di chiara origine italiana, adatto a questa cottura, i nostri produttori si sono lanciati in questa importante nazione europea e stiamo sviluppando un intenso lavoro. Abbiamo cominciato da Barcellona e Madrid; adesso, come vede, siamo all’estremo sud della Spagna. Si presta ad essere ingrediente oltre che prodotto primario? Infatti, la caratterizzazione è diversificata. Abbiamo il Provolone Valpadana dolce, preferito in cucina come ingrediente e il Provolone Valpadana piccante, che è un prodotto molto più stagionato con una caratterizzazione molto forte, dal sapore marcato, che si accompagna preferibilmente con una cucina di alta gamma, quindi con una ristorazione particolare. Quale accoglienza avete avuto in questo incontro con gli allievi e i professionisti della ristorazione? Conoscevano il prodotto o è stata una sorpresa? Per sentito dire lo conoscevano, perché la provoletta è conosciuta in tutta la Spagna. È evidente che ne hanno apprezzato le caratteristiche di utilizzo in cucina in maniera diversa rispetto a quella abitualmente conosciuta. Gli alunni delle scuole sono molto incuriositi, sia dalla tipologia, sia dalle diverse forme che caratterizzano il Provolone Valpadana, che parte da un chilo fino a oltre 100 chili. Prospettive di mercato? La Spagna è già un mercato importante e noi ci auguriamo di intensificarlo e di arrivare almeno ai 15 mila quintali di prodotto esportato. PARMIGIANO, OTTO SECOLI DI QUALITÀ DAL 1487 SI PARLA DEL PROVOLONE Il Provolone Valpadana deriva certamente dalla famiglia delle paste filate meridionali; questi formaggi hanno origini molto antiche e già all’inizio del Rinascimento prendono vita e notorietà con denominazioni quali prove, provole o provature. Il termine “Provolone” compare solo alla fine del secolo scorso e per la prima volta è menzionato nel Vocabolario di Agricoltura del Canevazzi (1871); è, infatti, a seguito dei trasferimenti al nord, in Padania, della produzione casearia, avvenuti nella seconda metà dell’Ottocento, che si possono preparare paste filate di grandi dimensioni. La zona tipica di produzione abbraccia le province di Cremona, Brescia, Bergamo, Mantova, Milano, Lodi, Piacenza, Verona, Vicenza, Rovigo, Padova spingendosi fino alla provincia di Trento. Il Provolone Valpadana viene da Il Parmigiano Reggiano è oggi esattamente com’era ben otto secoli fa, con lo stesso aspetto e la stessa straordinaria fragranza, fatto allo stesso modo, con i medesimi rituali e un legame imprescindibile con la sua zona di origine. Nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova alla destra del fiume Po, avviene sia la produzione del latte sia la trasformazione in formaggio. Il Parmigiano Reggiano mette d’accordo gastronomi e medici, poeti e letterati, virtuosi e gourmet della mensa e tecnici della nutrizione. È nutrientissimo, di sapore pieno e stuzzicante, delizia come condimento e come formaggio da tavola, il dietologo lo raccomanda anche nell’alimentazione dei bambini, delle gestanti, dei convalescenti e degli anziani. Una vera concentrazione di proteine, vitamine, calcio e fosforo, perché un chilo di formaggio si ottiene da ben sedici litri del pregiatissimo latte della zona tipica. Luigi Carnacina, maestro della “grande cucina” di fama internazionale, ha scritto: “Il Parmigiano Reggiano, per conto mio, è il formaggio completo, il formaggio re. Infatti, anche come formaggio da tavola, ha una fragranza, un suo aroma, che soddisfa tanto il delicato quanto il forte mangiatore. Ed è sempre il formaggio che soddisfa il competente e il poeta della tavola”. latte crudo innestato con fermenti lattici termofili, ad elevato potere acidificante, per ottenere una progressiva acidificazione del latte e della cagliata. L’impiego di un coagulante “forte” di origine naturale, determina il gusto; si usa caglio di vitello per il Provolone Valpadana dolce e caglio di capretto o di agnello per il piccante. Sta all’abilità dell’uomo modellare le diverse forme, che successivamente verranno legate con corde ed appese per la stagionatura con l’aria e l’umidità attentamente controllate. Il formaggio Provolone Valpadana è fabbricato, stagionato e commercializzato sotto la vigilanza ed il controllo del Consorzio Tutela Provolone costituitosi nel 1975, che agisce per incarico del Ministero delle Risorse agricole, alimentari e forestali. Al Consorzio spetta il merito di aver conseguito la qualifica DOP nel 1996.

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Pag. 6 14/2008 LA SOCIETÀ ITALIANA DI BENEFICENZA DI MADRID AIUTA OGNI ANNO 200 ITALIANI ti ho già detto. Però abbiamo molte coppie di anziani, che purtroppo non hanno maturato il diritto alla pensione in Spagna; la pensione del loro paese è irrisoria, per cui arrivano ad una età in cui non trovano più lavoro e quindi sono senza soldi. Mediamente quante persone aiutate in un anno e a volte sono le stesse? No, lo scopo della SIB non è quello di dare una pensione, ma trovare la soluzione al problema, per cui l’aiuto può durare una settimana, un mese, tre mesi ma deve avere una soluzione. Perché, a parte il fatciamo in modo di coinvolgere altri centri e altre associazioni che magari hanno più mezzi o più disponibilità. Grandi difficoltà non ne vedo, ci vuole molta comprensione perché molto spesso sono persone stanche, sfiduciate, depresse. La tua soddisfazione più grande? La soddisfazione è continua. Per esempio, come diciamo in Spagna, “cariñosamente” ci sono due vecchietti, da noi precedentemente assistiti, ma che ora vivono con la loro famiglia ed hanno risolto i loro problemi, che mi chiamano regolarmente solo per fare due chiacchiere. Questo è molto gratificante, più del grazie e più di altre cose. Il fatto che questi “nonni” mi chiamino pur non avendo più bisogno di niente è una grande soddisfazione, una vera ricompensa. I programmi della SIB? Non da molto sono la presidente e credo che in queste cose non bisogna pensare di essere o di diventare qualcuno. Bisogna lavorare con costanza, sempre con semplicità e cercando di fare il più possibile. Per cui grandi programmi non ce ne sono, nel senso che, continuando così visto che normalmente sono più di 200 le famiglie all’anno che aiutiamo - e non sono poche - bisogna continuare così. Se poi ci sarà la possibilità di allargarci, meglio per tutti. Certamente sarebbe utile avere più persone specializzate in vari settori. Comunque la società è formata da volontari e non abbiamo la presunzione di diventare una grande società, speriamo di continuare in questo modo e di riuscire ad aiutare coloro che vengono a cercare aiuto e che quest’anno sono leggermente aumentati. Avete casi di donne maltrattate? Sì, non moltissime, ma come sai c’è sempre una certa ritrosia a parlare di questi argomenti. A volte si intuiscono situazioni difficili non solo sul piano fisico ma anche psicologico. Parliamo del “Mercatino di Natale” che è una idea stupenda? Viene fatto una volta all’anno, ed è la nostra entrata principale. È molto im- Intervista alla Presidente Luigia Costa Pizzi (la prima in basso da destra, con il gruppo di volontari durante il Mercatino di Natale). Che cosa è la SIB? E’ una società fondata dagli italiani nel 1870 per aiutare gli immigrati in Spagna con problemi economici, di inserimento sul territorio e con le varie problematiche che accompagnano l’immigrazione. Nel corso degli anni si è sviluppata assumendo contorni diversi. In questo momento i nostri assistiti sono quasi tutti sudamericani con passaporto italiano, quindi italiani, che arrivano in Spagna pensando di trovare una alternativa migliore del loro paese, invece si scontrano con una realtà diversa e noi li aiutiamo, in tanti modi, non solo economici. Quali per esempio? La SIB è formata da volontari, l’unica persona stipendiata al nostro interno è una assistente sociale, perché riteniamo giusto che ci siano persone competenti, che svolgano il lavoro e sappiano cosa fare professionalmente. E’ una assistente sociale collegata con le altre delle varie zone di Madrid e con loro lavora per trovare una casa, per risolvere problemi fisici, per facilitare un ricovero in ospedale, insomma una serie di problematiche non solo legate al fattore economico. Operate su tutto il territorio nazionale? Sì, anche se è difficile perché non è semplice coprire un territorio così vasto come la Spagna. Però se abbiamo comunicazioni provenienti da altre regioni spagnole ci muoviamo ugualmente. Secondo te oggi cosa significa fare beneficenza? Credo che il significato non sia cambiato, aiutare le persone. Nella società di beneficenza vedo che una delle costanti nelle persone che hanno problemi è la mancanza di un appoggio, di una famiglia, insomma di qualcuno che possa aiutarle a risolvere i loro problemi. Noi non abbiamo la presunzione di sostituire la famiglia, logicamente, però cerchiamo di dare anche un appoggio morale e psicologico, farle sentire accolte come degli esseri umani quali sono, di far sentire loro che hanno qualcuno come amico. Come è cambiato il tipo di povero e di povertà, rispetto a quando la necessità primaria era essenzialmen- pegnativo sotto il profilo organizzativo, però è una soddisfazione perché ogni anno vediamo aumentare il numero dei visitatori. Tutti sono molto soddisfatti: gli espositori che vendono i loro prodotti riservando il 30% del ricavato alla Società Italiana di Beneficenza, le volontarie e i volontari, insomma tutti siamo contenti di questa iniziativa che per noi è fondamentale. Si vendono principalmente prodotti italiani anche se, ultimamente, per i prodotti non alimentari abbiamo aperto anche agli spagnoli; gli espositori possono essere negozianti o grossisti. Poi abbiamo il banco della SIB che vende tutte le cose regalate dalle imprese italiane, che sono sempre molto generose; il bar-ristorante è gestito gratuitamente da ragazzi volontari spagnoli e italo-spagnoli che sono bravissimi. Per la cucina ci siamo accaparrati da due anni due cuochi meravigliosi, il general manager dell’Ariete e l’avvocato Maurizio Di Ubaldo, che ringrazio tantissimo per il lavoro stupendo che fanno. Il mercatino si svolge nel Consolato e dura tre giorni. Anche quest’anno, come l’anno scorso, siamo molto soddisfatti. Per l’anno prossimo abbiamo in programma dei tornei di burraco e canasta al posto del bridge che è alquanto complicato, facendo una cosa più popolare. Il Mercatino di Natale è anche un modo per aiutare i nostri assistiti, 5 dei quali quest’anno hanno collaborato. E’ un modo per inserirli con noi. Grazie, e alla prossima vostra iniziativa. Paola Pacifici te il pane? Fra Caritas, Unicef ed altre istituzioni benefiche, il pane lo trovano. Il problema è sicuramente la casa, che è uno dei più grandi problemi. I prezzi a Madrid e comunque in tutta la Spagna sono molto alti per cui, per una persona che arriva senza niente, riuscire a trovare una casa e permettersi gli affitti che ci sono è veramente una cosa disperata. Ma esiste una lunga serie di problematiche legate alla salute, all’inserimento dei figli nella scuola, alla ricerca di un lavoro, a tante cose che non hanno a che vedere solo con l’aspetto economico. È cambiata proprio la tipologia del bisogno, il problema principale è quella dell'appoggio. Attualmente sono più gli italiani o gli italiani acquisiti? Per il 99% quelli acquisiti. Si rivolgono a noi famiglie giovani, appena arrivate, che cercano, appunto, una sistemazione abitativa, un lavoro insomma, come to che non abbiamo le possibilità di seguire per sempre una situazione, lo scopo è quello di risolvere i problemi degli assistiti - come pagare i testi scolastici, cercare centri di assistenza medica particolari, come quelli di assistenza mentale - che non sanno dove andare. Noi siamo collegati con questi centri e li possiamo aiutare a trovare l’assistenza che altrimenti non saprebbero dove cercare. I casi sono tanti. Quali sono le difficoltà che incontri quando devi aiutare qualcuno, se ci sono? Direi che grandi difficoltà non ce ne sono. Certo, se uno avesse di più potrebbe fare molto di più. Però non si possono fare nemmeno dei voli pindarici e dobbiamo stare con i piedi per terra cercando di risolvere i casi al meglio. Tutti hanno voglia di aiutare, basta cercare le persone giuste e cercare nel posto giusto. Dove non riusciamo ad arrivare noi, fac- SOCIETA’ ITALIANA DI BENEFICENZA MADRID soc.ita.ben@terra.es 915333106 SE HAI BISOGNO CHIAMA

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Pag. 8 Quando l’Italia ama la Spagna: da venticinque anni un Club Taurino a Milano sedevano e cominciavano a mangiare. A quel punto liberavano un toro. L’ultimo che si alzava resistendo alla paura si portava a casa tutto. Poi con le bolle papali e il cambiamento dei costumi queste cose sono finite. Per la Francia è diverso, data la vicinanza con la Spagna e Napoleone III che aveva sposato Eugenia de Urquijo, (è con lei che nasce la vera origine taurina spagnola). Il marito l’aveva alloggiata nel palazzo reale d’estate di Biarritz e lei aveva nostalgia delle corride. Per accontentarla, verso il 1860, Napoleone III fece costruire una “plaza de toros” in legno a Bajonne e portò dei tori e dei toreri per celebrare una corrida. Da allora ebbe un gran successo, si propogò alle zone pirenaiche e provenzali arrivando fino ad oggi. Cosa dire del torero italiano Mazzantini? Era figlio di un ingegnere italiano che venne nel 1800 in Spagna per costruire la ferrovia basca. Fu il primo a stabilire gli onorari dei toreri e introdusse il “sorteo”, cioè il sorteggio dei tori. Prima, chi stabiliva l’ordine dell’uscita dei tori era il “ganadero”, che cercava di compiacere il torero più importante facendo in modo che gli capitasse il toro migliore, per cui sistemava l’uscita dei tori in modo che i migliori fossero sempre il secondo e il quinto. Infatti tutti i toreri importanti vogliono avere uno “por delante” e uno “por detras”, cioè occupare il posto centrale nel cartello, non essere né il primo né l’ultimo. Da qui nasce il vecchio detto taurino “no hai quinto malo” perché quando il toro lo sceglieva il ganadero lo metteva sempre al quinto posto. Mazzantini ha democratizzato questa procedura e da allora non è più cambiata. Fu un personaggio straordinario, amante di Sarah Bernhardt, aveva amici scrittori e tra i membri della famiglia reale, fu vice sindaco a Madrid, Governatore Civile di Avila e Guadalajara. Tu saresti per una corrida senza l’uccisione del toro? La corrida ha senso soltanto perché è una testimonianza della presenza della morte. È nata come un riro incentrato su questa presenza che è sicura per uno dei due protagonisti. Nel momento in cui noi togliamo la morte dalla corrida, non c’è più corrida. La possiamo chiamare “balletto con toro”, “spettacolo di esibizione, di abilità e coraggio”, ma non sarà più una corrida. Se il torero non ha modo di uccidere il suo avversario, non si vede perché egli stesso dovrebbe rischiare di essere ucciso o ferito come gli impone l’etica della tauromachia. I giovani sentono la cultura dei tori? Mi sembra meno dei loro padri. Assolutamente, oltre tutto hanno molte più distrazioni. La corrida è una eredità culturale che si sta abbastanza diluendo. La realtà socio culturale spagnola è cambiata molto negli ultimi 30 anni. In ogni caso, la corrida rimane il secondo spettacolo di massa dopo il calcio. Quest’anno è il secondo anno che si superano i 1000 “festejos” e francamente non LE TRADIZIONI SPAGNOLE IN ITALIA 14/2008 (sin.) Il presidente Gaetano Fortini consegna il premio al torero Salvador Vega insieme al professor Alfonso Carlos Saiz Valdivielso dell'università di Deusto (Bilbao) vedo crisi del settore. Programmi futuri del Club? In giugno siamo stati a Madrid consegnando il “Premio emocion” a Jose Tomas, che abbiamo invitato a Milano. Il premio viene deciso nelle ferie ma poi si ritira a Milano, perché consiste nell’invito per una fine settimana a Milano e in una scultura in bronzo opera di un nostro socio, Silvano Porcinai. Poi una visita alle ganaderias de Salamanca. A questo si aggiungono le iniziative estemporanee dei nostri soci. Ti chiederai perché un italiano possa appassionarsi a questo rito. La corrida è come l’opera, difficilmente ti lascia indifferente. Se ti prende ti dà subito una grande emozione e non ti lascia più. Paola Pacifici Intervista all’avvocato Gaetano Fortini Presidente del Club Taurino di Milano Il club Taurino di Milano, quando, perché e da chi nasce? Il Club è nato nel 1983, per iniziativa di alcuni appassionati di Milano che si erano conosciuti da ragazzi vivevano nello stesso quartiere e che, ritrovandosi da adulti, avevano scoperto di essere tutti appassionati di tauromachia. Questi primi 7 soci hanno costituito il Club Taurino di Milano che compie adesso 25 anni. I soci sono 90 e quelli di quota sono tutti italiani, di tutte le parti d’Italia: Napoli, Bologna, Genova, Catania, Rocca di Papa, Spoleto e così via. Quelli d’onore sono in maggioranza spagnoli, come il giornalista Juan Miguel Nuñez, Juan Posada, Gian Luigi Penna - che vive a Madrid ed è stato segretario della “Associacion de abonados de la venta” -; Alfonso Carlos Saiz Valdivieso, un grande amico bilbaino, esperto di opera, membro della Reale Accademia delle Belle Arti di San Fernando, professore emerito dell’università di Deusto e poi tutti coloro che nel corso degli anni hanno ricevuto il “Premio a la Emocion”. È la nota più saliente delle attività del club. Il quale svolge attività interne con delle serate di vario genere, quando invitiamo personaggi del mondo taurino, ma ci vediamo anche all’estero, in particolare per le due iniziative istituzionali che ogni anno vengono ripetute. Una per “ganaderias” che dura un fine settimana. L’anno scorso siamo stati in Estremadura a Badajoz, quest’anno nel Campocharro a Salamanca. Servono a far conoscere a chi non lo ha mai visto l’ambiente in cui vive il toro bravo, un tentadero de vacas, ossia dove si selezionano le vacche da riproduzione, che normalmente sono in rapporto di 50 a 1 con il toro da monta. I pochi di noi che sono anche “aficionados practicos” e quindi hanno una certa dimestichezza, sia pure molto modesta, con la “muleta” e con il “capote”, a volte si mettono davanti a qualche vacca. Passiamo il tempo unendo anche il turismo alla passione dato che sono zone molto belle. La seconda attività che svolgiamo è il “Premio a la Emocion” istituito nel 1991 ed ha due caratteristiche: è itinerante, cioè si assegna annualmente in città diverse in occasione di una feria, e viene dato al fatto emotivamente più rilevante verificatosi durante la feria a cui partecipiamo. Qualcuno di voi ha mai fatto una corrida? (Ride). Per carità, al massimo ho provato a mettermi davanti ad una “vaquilla”. Però c’è un socio che molti anni fa è stato “novillero”. Enrico Carbone, una vita da romanzo, che ha vissuto in Spagna agli inizi degli anni ‘60 ed ha provato a diventare torero. Non ha preso “l’alternativa”, ma da novillero ha fatto una trentina di “novilladas” con “caballos” vestendo “el traje de luz”. Quindi non ci sono toreri italiani? A Valencia c’è un giovane calabrese il cui padre ha una pizzeria. Si chiama Luca Ruffo ed è un allievo della Scuola Taurina. Inoltre c’è stata una “novillera italiana” che si chiama Eva Bianchini, in arte Florencia, che attualmente si è ritirata. Perché in Italia non c’è la tradizione taurina, come per esempio al sud della Francia? In Italia gli spettacoli con i tori sono scomparsi dal XVII secolo. Fino ad allora era una tradizione europea dare feste circensi con fiere e quindi con tori. A Firenze, a Siena, a Roma, a Venezia partecipavano quasi sempre dei tori nelle feste in piazza con un tipo di spettacolo che non aveva niente a che vedere con la corrida formale di oggi. Combattevano per 8 ore contro altri animali, per esempio contro i leoni ed è curioso che quasi sempre il toro vinceva sul leone. Oppure erano qualcosa che somigliava al “lanzamiento” che si faceva in Spagna, buttando giù un toro o due che poi venivano uccisi da dei cavalieri con giavellotti. Poi c’erano cose che si facevano a Siena, si imbandiva in piazza una tavola piena di ogni ben di Dio (allora la gente mangiava poco), poi i ragazzi più coraggiosi si (sin.) Silvano Porcinai, autore dei bronzi a carattere taurino che vengono donati ai vincitori del premio, il presidente Fortini, il torero Cesar Rincon vincitore del “Premio a la Emocion 2003”, l'avvocato Elio Ernesto Garberi presidente del CTM dalla fondazione al 2003 (sin.) Silvano Porcinai, il famoso torero Victoriano Valencia, il torero Enrique Ponce “Premio à la emocion 2007”, il Presidente Gaetano Fortini e Roberto Bruno. Luis Mazzantini, il primo torero di origine italiana, amante di Sarah Bernhardt e amico dei membri della Casa Reale Eva Bianchini, la prima “torera” italiana, durante una “novillada” in Spagna

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DISTRIBUTORE UFFICIALE IN SPAGNA DI Acqua NATURIZZATA®. Cosa vuol dire? In pratica avere sempre a disposizione acqua incolore, inodore e insapore, ovvero senza impurità e batteriologicamente sicura. Ecco la tecnica brevettata da Sidea: la normale acqua proveniente dalla rete idrica entra nel NATURIZZATORE® e passa attraverso dei filtri a struttura composita dove subisce il primo trattamento in cui vengono eliminati sapori indesiderati, le impurità presenti nelle tubature e le sostanze chimiche che possono essere presenti. Da qui, l’acqua passa attraverso un sistema di disinfezione che abbatte definitivamente la carica batterica dell’acqua. Il sistema è un brevetto www.sideaitalia.com, denominato NANODISINFETTORE®. Questo brevetto rappresenta quanto di più avanzato esistente oggi sul mercato mondiale in grado di assicurare risultati ritenuti fino a ieri impossibili. Negli impianti di spillatura acqua della serie NATURIZZATORI®, l’acqua dopo essere passata attraverso il sistema di disinfezione si divide in tre diversi percorsi ed esce pronta per essere servita sul tavolo in eleganti bottiglie come: · NATURIZZATA a temperatura ambiente · NATURIZZATA fredda · NATURIZZATA fredda gassata L’acqua NATURIZZATA® ha quindi caratteristiche tali, per gusto e sicurezza batteriologica, da non poter essere paragonata a nessuna altra acqua ottenuta con apparecchiature diverse. IL SISTEMA SIDEA E' L' UNICO CHE POSSIEDE I CERTIFICATI: ISO 9001, ISO 14001, E IL CERTIFICATO EMAS BEVIACQUA - Polg. Ind. La Marina Nave n. 24 - C/ Catral - Finestrat (Alicante) - 966812571 BEVIACQUA CENTRO - delegazione di Madrid - Paseo Vergara, 9 - 28850 Torrelodones - 918590553 - 609268274 BRUMARI S.L. - delegazione di Malaga - C/ Remedios Tomas - bloque 2 - 3° D - Portal 11 - 29200 Antequera - 669636933

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Marbella - Marbella - Marbella - Marbella - Marbella - Marbella - Marbella CARDEÑA, SEGRETARIO DEL PP MARBELLA AL MELIOR VASARI sono le attività del centro. “Noi affittiamo spazi e servizi per imprese, avvocati, professionisti e costruttori immobiliari. Ogni mese organizziamo una colazione di lavoro invitando varie personalità. Oggi, per esempio, abbiamo avuto Manolo Cardeña, segretario del Partito Popolare di Marbella. Precedentemente abbiamo ospitato il rappresentante del Cade, della Junta de Andalucia,che sovvenziona attività legate alle nuove tecnologie. Prima ancora abbiamo avuto conferenze sull’urbanismo che è il motore di Marbella e un incontro con i tecnici urbanistici con il comune di Marbella”. Come professionisti avete notato il cambiamento dovuto alla nuova gestione di Angeles Muñoz? “ Effetivamente si respira un’ altra aria sia politica, urbanistico e tecnico. È stata una tappa difficile perché ha dovuto negoziare il PGOU in una condizione molto complicata. Le cose principali sono state fatte, il piano è esposto al pubblico e speriamo che in primavera sarà pronto. Marbella è stata la prima ad entrare in crisi, sarà la prima ad uscirne.” Presso il centro Melior Vasari, il segretario del Partito Popolare di Marbella, Manolo Cardeña, ha tenuto una conferenza sul lavoro svolto dalla nuova amministrazione, e sugli avvenimenti politici riguardanti la città. Gli abbiamo chiesto: Qual è l’attuale situazioni politica ed amministrativa di Marbella? Ci ha dichiarato: “Il nome di Marbella è molto importante a livello nazionale ed internazionale. In questo anno e mezzo di gestione Angeles Muñoz ed il suo gruppo hanno lavorato moltissimo per recuperare la normalità istituzionale e ridare la fiducia agli investitori e tutelando anche coloro che si sono trovati senza colpa in situazioni urbanistiche difficili. C´è una crisi generale che si riflette molto sul settore urbanistico, ma contiamo con la prossima approvazione del PGOU per la quale stiamo lavorando.” A Miguel Gomez Molina ( a sin.) presidente del CIT di Marbella, abbiamo chiesto come è cambiata la situazione rispetto a 2 anni fa. “È cambiata in meglio, anche se viviamo una crisi internazionale che influisce sulle attività di Marbella. Le prospettive sono molto buone, Porto Banus continua a crescere con l’apertura di firme di lusso che vogliono essere presenti a Marbella. Sicuramente ,con l’approvazione del PGOU, avremo l’impulso necessario per un rilancio totale della nostra economia che da Marbella si estenderà a tutta la Spagna come fu al principio Con un quadro giuridico stabile ritornerà anche la fiducia degli in- vestitori, che si stabiliranno nella nostra città. È giusto guadagnare a Marbella, ma in modo lecito”. I programmi del CIT? “Come entità indipendente e libera di esprimersi, stiamo lavorando assieme al Comune affinché la Giunta de Andalucia approvi il piano per il mese di aprile. Stiamo lavorando assieme a Malaga per coordinare lo sviluppo imprenditoriale pubblico e privato. Abbiamo assegnato il IX Premio Empresarial del Año a Bruno Filippone, proprietario di ristoranti, e Candido Fernández Ledo presidente della Fondazione Banùs”. A Placido Alejandre, (a ds.) titolare del Centro Melior Vasari, abbiamo chiesto quali LA STORIA DI MARBELLA ESPOSTA AL MIRAFLORES La sindachessa di Marbella, Ángeles Muñoz, ha inaugurato il corso 20082009 dell'Accademia della Polizia Locale, alla presenza della delegata alla Sicurezza Cittadina, Mª Francisca Caracuel e del presidente del Tribunale Provinciale di Malaga, Francisco Javier Arroyo. La sindachessa ha sottolineato l'importanza dell’Accademia e il livello dei docenti. La vice sindachessa, Mª Francisca Caracuel, ha annunciato 50 corsi ripartiti in più di 3.500 ore e l'avviamento di un programma di formazione on-line, promosso dall’assessorato Nuove Tecnologie guidato da Felix Romero. Javier Arroyo ha parlato della cooperazione poliziale e giudiziaria nell'Unione Europea. Inaugurazione Anno Accademico Scuola Polizia Locale Cucina Russa al Casinò Il Centro Culturale Cortijo Miraflores di Marbella, accoglie la collezione "Un sguardo al passato", formata da 22 documenti provenienti dall'Archivio Municipale di Marbella e dall'Archivio Storico Provinciale di Malaga, che riflettono le attività municipali e di altre amministrazioni nella Marbella del secolo XIX. La dimostrazione è stata inaugurata dalla Vice Sindachessa Mª Francisca Caracuel, accompagnata dall'Assessora alla Cultura, Carmen Díaz; dall'Assessore e Portavoce Municipale, Félix Romero, e dal Delegato provinciale alla Cultura della Giunta dell'Andalusia, Francisco López. Fra i presenti, l'archivista municipale di Marbella, Francisco di Asís López e la direttrice dell'Archivio Storico Provinciale di Malaga, Esther Cruces. L'esposizione riflette le difficoltà che incontrò il sistema liberale per impiantarsi in Spagna durante il secolo XIX, attraverso continue riforme che penalizzarono soprattutto i municipi. Marbella, impoverita dall'occupazione francese, riflette emblematicamente le vicissitudini che attraversarono tutte le località spagnole. La sindachessa di Marbella, Ángeles Muñoz - nella foto con il presidente della Giunta Andalusia, Manuel Chaves, e il sindaco di Malaga, Francisco de la Torre - ha presenziato l’inaugurazione del World Travel Market, WTM, la Fiera del Turismo di Londra , alla scopo di evidenziare il recupero della normalità giuridica ed istituzionale nella località e consolidare la presenza turistica di Marbella nel mercato britannico. Quella britannica rappresenta una delle Comunità più numerose e tradizionalmente presenti di Marbella. Marbella alla Fiera del Turismo di Londra Il Casino di Marbella continua ad essere un polo di attrazione. Alla Direttrice del Marketing, Montse San Francisco, abbiamo chiesto: Cosa avete in programma? “Grande successo sta ricuotendo la Cucina Russa, accompagnata da un’esposizione di pittori, musiche e temi popolari russi con un violino e un flauto, che accompagnano in vivo le specialità gastronomiche realizzate dal nostro chef”. E come proposta spagnola? “Per la prima volta il Circuito Spagnolo del Poker viene sulla Costa del Sol, per un Campionato che prevede 150 giocatori al giorno e un monte premi di 150 mila euro”. E per concludere l’anno? “Stiamo lavorando su grandi menù di gruppo per le imprese e per Natale prepareremo uno spettacolare albero, invitando la popolazione di Marbella a brindare con noi. Lavoriamo sempre affinchè tutti trovino un motivo culturale o sociale, per passare un notte divertente nel Casino di Marbella”.

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14/2008 Pag. 11 Dalla Costa del Sol dove vivono 12 mila italiani Mijas - Mijas Fuengirola - Fuengirola Benalmadena - Benalmadena Il Comune di Benalmadena ha reso noto che presso la delegazione di Arroyo de la Miel verrà istituito un Centro di informazione sulle sovvenzioni previste per la riabilitazione di abitazioni. Non si tratta solamente - spiega la Vice Sindachessa, Elena Benítez - di informare le linee di sovvenzioni aperte dalle varie amministrazioni, ma anche di assistere gli interessati nella gestione della fase burocratica, intervenendo a livello politico ove necessario. Benitez ha sottolineato che la riabilitazione di abitazioni garantisce sicurezza e comodità abitativa agli edifici e ne migliora lestetica, cosa importante per una località turistica come Benalmadena. Il Centro di informazione ed assistenza per la riabilitazione starà ubicato nella Casa della Cultura. Attualmente la Giunta dell'Andalusia ha aperto sovvenzioni i cui beneficiari potranno essere le comunità di proprietari o associazioni di vicini legalmente costituite, nelle quali almeno il 50 per cento dei soci abbiano entrate annuali non superiori a 2,5 volte l'Indicatore Pubblico del Reddito. Il Partito Popolare esige un intervento serio in merito al "picudo rojo” invece di obbligare i cittadini a pagare tra 165 e 500 euro affinché si ritirino le palme infestate dall’insetto. La consigliera popolare Carmen Márquez ha ricordato che un anno fa il suo partito presentò una proposta che il sindaco respinse, assicurando che si stava lavorando. “Invece - ha precisato Márquez - siamo ancora senza normativa”. Carmen Márquez - nella foto - ha denunciato in conferenza stampa la passività e la mancanza di sensibilità verso il medioambiente di questa Giunta municipale , spiegando che le palme infette sono già sono già più di un migliaio. Per tre giorni Fuengirola ha accolto un prestigioso congresso, valido per il currículum universitario, intitolato "Un viaggio di andata e ritorno. Lo Stretto di Gibilterra nella storia". Si è svolto presso la Casa della Cultura, con esperti di fama internazionale di storia e cartografia, fra cui il Condirettore degli scavi di Atapuerca, Premio Principe delle Asturie di Ricerca Scientifica e Tecnica 1997, Juan Carlos Díez. L’assessore alla Cultura, Rodrigo Romero, accompagnato dall'archeologo Juan Antonio Martín, ha spiegato che si è trattato di un viaggio nel tempo per conoscere buona parte di storia e delle influenze culturali assimilate dalla Spagna attraverso il legame da sempre esistito tra Africa ed Europa. Il consigliere comunale responsabile dell'area di Servizi Sociali del Municipio di Fuengirola, Francisco José Martín, Cadice - Cadice - Cadice della Giunta dell'Andalusia e ha accusato il PSOE locale di anteporre gli interessi del suo partito a quello dei cittadini. Secondo l’assessore, fin’ora 89 cittadini sono deceduti senza ricevere risposta né aiuto da parte del Governo Andaluso. Martín ha spiegato che, benché sia previsto un massimo di 6 mesi per dare risposta ai solleciti delle persone in merito alla Legge di Dipendenza, si ignorano continuamente i termini stabiliti per legge. ha denunciato la negligenza, il disinteresse ed il ritardo nell'applicazione della Legge di Dipendenza da parte L'assessora municipale per l'Uguaglianza della Donna del Comune di Cadice, Ana Mestre, ha svolto una interessante conferenza sul tema della Donna e dei suoi diritti, attivando un vivo dibattito con le numerose partecipanti. La conferenza, che apre una serie di incontri e di iniziative riguardanti tutti gli aspetti famigliari, economici e lavorativi del mondo femminile, si è tenuta presso la sede dell'Associazione degli Abitanti di Puente Bahía. INVES TIGAZIONI CONSULTORIA DE SEGURIDAD • Informazioni: proteggi la tua azienda • Controllo Dirigenti, Commerciali, Spionaggio, Frode, Fuga d’informazioni • Progetti per la prevenzione rischi e la protezione di persone e beni • Litigation Support, servizi di supporto nei contenziosi giudiziari • Assistenza alle società straniere ed ai suoi rappresentanti in Italia e Spagna D I L N O G H SPAGNA: Edif. Bic Euronova - P. Tecnológico de Andalucía - Avda. J. L. Peñalver, 21 - 29590 Málaga - Móvil +34 639413898 - Tel. +34 951010500 - Fax: +34 951010527 ITALIA: Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 5 - 10098 Rivoli (TO) - Tel +39 0119533906 - Fax +39 0119516237 - Cell. +39 3270866691 www.sigurconsult.com - info@sigurconsult.com

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Pag. 12 14/2008 "Il Giornale Italiano de España" distribuito in Spagna e nella Costa del Sol lo trovi a: MALAGA Asociación Empresarios de Hosteleria C/Marín García 9-4º Restaurante Adolfo Paseo Pablo Picasso, 12 Grupo Guarnieri BMW e Mini Av. de Velázquez, 468 Café Centrál Plaza Constitución, 11 La Bodeguilla del Centrál Pasaje de Chinitas, 1 Restaurante Marisqueria Jacinto Av. Obisco H. Oria, 7 Papeleria Marfil C/ San Pancracio s/n Papeleria Iberia Av. Ramón y Cajal, 2 Hotel Las Palmeras C/ Martinez Catena,4 Pizzeria La Campesina Av. Jesús Santo Rein,9 Clinica Veterinaria Andalucia C/ Ruiz Vertedor, 3 Space Call C/ Capitán, 3 Foto Rámos C/ Jacinto Benavente, 1 Peluquería Sabrina Av. Jesús Santos Rein, 9 Ristorante Portofino Paseo Maritimo,29 Bar Cafè Kuik Paseo Maritimo Pizzería El Corte Paseo Maritimo,27 Agencia de Viajes Maxy Paseo maritimo,26 Heladeria Verdú Paseo Maritimo,25 Pizzería Tricolore Paseo Maritimo,18 Pub Bocaccio Paseo Maritimo,15 Mia Concetta Pizzería Paseo Maritimo,13 La Grotta - Pizzeria Ristorante Paseo Maritimo,12 Dolce Vita Ristorante Italiano Paseo Maritimo,10 Papeleria Elena Frente al Ayuntamiento Hostal Italia C/ de la Cruz,1 Loteria y Apuestas de Estado Paseo Jesús Santo Rein Pizzeria Ristorante O Mammamia C/ de la Cruz, 23 Ristorante Adriatico Paseo Maritimo Planofax Paseo Jesús Santo Rein La Tahona Av. Jesús Santo Rein Solbank Avda.Clemente Diaz, 4 Joyeria Vasco C/ Ramon y Cajal, 2 Pizzeria Pueblo Paseo Maritimo, 45 Mundo Personalizados 2 C/ España, 31 Cafè Temperley C/ Marbella, 13 Heladeria Gelatissimo Paseo Maritimo - Edif. EL YATE Hotel Florida C/ Dct. G. Ginachero Libreria Teseo Av. J. G. Juanito 15 Casa de la Cultura Av. J. G. Juanito Restaurante La Barca Paseo Marítimo Restaurante Sol d’Europa Paseo Marítimo Restaurante El Bodegón Paseo Marítimo Pizzeria Mamma Rosa Paseo Marítimo Heladeria "La Valenciana" Av.Duque de Ahumada- Edif.Eden Rock Churreria Chocolateria Ramon Paseo Marítimo Cafetería Carte d’Or Av. Puerta del Mar – Edif.Manila, 6 Bar Rocco Paseo Marítimo, 8 Artigiana Gelati Paseo Marítimo Edif. Hapimag Heladerias La Jijonenca Paseo Marítimo 7/8 Boutique L.Roberto Terrazas Puerto Deportivo Heladeria Fiúl Av. Duque de Ahumada,16 Kiosco Arte Terrazas Puerto Deportivo Boutique L.Roberto Edf. Eden Rock - Paseo Marítimo Casa Pablo C/ Ramon Gómez de la Serna,2 Cañas y Tapas C/ Ramón Gómez de la Serna, 4 Cervecería Simón C/ Pablo Casals,1 El Abuelo Melquiades C/ Pablo Casals,1 Luigi’s Lucky Leprechaun Av. Arias Maldonado s/n Vitamina Lounge – "Da Ciccio" C/ Peral, 15 - Casco Antiguo - Marbella USP - Hospitales Av. S. Ochoa,22 Ristorante da Pino Av. Gregorio Marañón Ristorante da Bruno sul Mare Paseo Maritimo Bar Ristorante Catering Italian Kitchen Av. R. Soriano, 45 Restaurante La Axarquia Av. Duque de Ahumada Bar La Pergola Playa Fontanilla - Av. D. de Ahumada Restaurante & Bar Blue Palm Paseo Maritimo,7 Kiosco de Prensa Parque Alameda Restaurante El Platanero Paseo Maritimo, 1 Churreria - Zumos Naturales Plaza Africa Areté Restaurante C/ Mediterráneo, 1 - Paseo maritimo Ristorante Italiano La Gioconda Paseo Maritimo, 16 Ristorante Italiano I Mascalzoni Paseo Maritimo, 10-11 Restaurante "La Red" Playa La Fontanilla- Paseo Maritimo Restaurante Italiano "Zafferano" C/ Gloria 11- Casco Antiguo Negozio di Borse Farina C/ P. Francisco Echamendi, 2- Casco Antiguo Boutique Maristella C/ Nueva 12- Casco Antiguo MIJAS TORREMOLINOS Ayuntamiento de Mijas Plaza de Ayuntamiento Restaurante - Asador Caretera de Fuengirola - Mijas km. 4 Ayuntamiento de Torremolinos Plaza Blas Infante, 1 Pizzorante Italiano El Panaro Av. Benyamina, 10 Ristorante Pizza Mare Paseo Marítimo s/n (Fte. H. Melia) Restaurante Roma Av. P. del Mallorca, 5 Cafeteria Snack Bar Luca Av. P. del Mallorca, s/n Guanteria Costa del Sol San Miguel, 2 CALA DE MIJAS Ristorante La Luna Cala de Mijas Vitania Residencial Boulevard La Cala - Calasol B Loc. 15 PUERTO BANUS Pasta Factory Restaurante Made in Sardinia Centro Comercial Cristamar SAN PEDRO ALCANTARA Tenencia de Alcaldia Heladeria Carte d’Or C/ Dependiente, 6 ESTEPONA BENALMADENA Ayuntamiento de Benalmadena Av. Juan Luis Peralta s/n Restaurante Mar de Alboran Av. Alay, 5 - Puerto Marina Restaurante El Parador - Pizzeria Av. Juan Luis Peralta, 47 Restaurante El Parador II Ctra. de Cadiz Km. 217,5 Benalmadena Costa MARBELLA FUENGIROLA Oficina Turismo Av. Jesús Santo Rein Oficina de Turismo Glorieta de la Fontanilla -Paseo Maritimo Rio Real Golf Urbanización Río Real S/N Pity Boutique Borse- Articoli di pelle C/ Pedraza, 12 - Casco Antiguo Restaurante Villa Tiberio Carretera 340, Km 178,5 Ristorante Oasis Toni Dalli Carretera de Cádiz, Km 176 Bar Gelateria "Il Colosseo" Av. España Cafeteria Cappuccino Imperiale Av. España, 100 Pizzeria da Marco C/ Real, 2 Pizzeria Di Più C/ Mallorca Centro Pilates & Care Av. España, 28 Trattoria Il Pomodoro C/ Real, 78 Ristorante Italiano Pizzeria Soleluna Av. España 22

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14/2008 Pag. 13 Dalla Costa del Sol dove vivono 12 mila italiani Malaga - Malaga - Malaga - Malaga - Malaga - Malaga - Malaga - Malaga Quattro enti della provincia di Malaga hanno firmato un accordo di collaborazione, per potenziare le relazioni imprenditoriali e turistiche tra Malaga, gli Emirati Arabi e il Medio Oriente. Essi sono: Patronato Provinciale di Turismo Costa del Sol, i municipi di Malaga e Marbella e la Camera di Commercio, i quali stabiliranno un ufficio di rappresentanza per attivare un piano di azione congiunto. Alla firma – nella foto – erano presenti il presidente del Patronato di Turismo Costa del Sol, Salvador Pendon; il presidente della Camera di Commercio, Jerónimo Pérez Casero; la sindaco di Marbella, Ángeles Muñoz; il sindaco di Malaga, Francisco de la Torre; Ghassan Aridi, dell'impresa Marta Consulting, ed il responsabile del Dipartimento di Turismo del Governo del Dubai. Il Palazzo dei Congressi di Malaga ha accolto la Fiera "Nuovi tempi, nuove idee", inaugurata da Francisco della Torre, sindaco di Malaga e Daniel Rodríguez, presidente di AJE (Associazione Giovani Imprenditori) di Malaga. Un evento per il quale sono stati scelte 70 imprese con un obiettivo principale: rappresentare l'innovazione e l'eterogeneità del mercato giovane malagueño. Si tratta di un evento pioniere, poiché Malaga è l'unica provincia di Spagna che accoglie una fiera di queste caratteristiche, che è stata organizzata da AJE e Comune di Málaga, con patrocinio dell'Istituto Municipale di Formazione ed Impiego, Promálaga e l'Area di Gioventù del Municipio di Malaga, la collaborazione di Unicaja, Mapfre, la Camera di Commercio, Industria e Navigazione di Malaga, Diario Meridionale, Catena Essere ed ESESA e l'apoggio della Confederazione di Impresari, CEM, e l'Università di Malaga. Malaga è la provincia andalusa con maggiore numero di donne lavoratrici autonome . L'assessora municipale María Gámez, ha partecipato ad Antequera al numeroso “Incontro Provinciale di Impresarie e Imprenditrici” dell’Andalucia. María Gámez ha affermato che fra le difficoltà la principale barriera che incontra una lavoratrice autonoma è “la mancanza di visibilità.” La delegata municipale ha reso noto che attualmente Malaga è la provincia dell’Andalucia con il maggior numero di donne impresarie autonome, 33.000 nel suo totale. Questa cifra - secondo la Gámez - è un dato molto incoraggiante e significa che nella provincia c'è un alto potenziale affinché la donna imprenditrice si possa incorporare nel piccolo e medio commercio, sia come lavoratrice autonoma sia come titolare di una piccola impresa. Per contro la mancanza di una certa visibilità la mette in una condizione svantaggiata e minoritaria rispetto agli imprenditori uomini. Con una produzione di un milione di chili di formaggio all'anno, Malaga è la provincia andalusa con più fattorie artigianali di latte di Capra Malagueña, con 19 delle 37 che esistono nella provincia. Di esse, sei si trovano nella regione di Antequera. L'Associazione Spagnola di Allevatori della Capra Malagueña sta chiedendo l'ottenimento di una marca di qualità del formaggio artigianale, come si è fatto col caprone da latte, con la prospettiva di creare un'impresa che commercializzi entrambi i prodotti a livello internazionale ed una pagina web per acquistarli on line. Inoltre. L'associazione di allevatori sta vagliando anche la possibilità di aprire negozi propri nella provincia, il primo dei quali quali ad Antequera.Le capre producono molto latte, ma il 90 per cento viene venduto alla Castiglia per mescolarlo con latte di vacca. Per il segretario dell'associazione, Juan Manuel Micheo, la commercializzazione del formaggio artigianale non trova i canali adeguati per giungere al consumatore.

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Pag. 14 14/2008 Dalla Costa del Sol dove vivono 12 mila italiani A TORREMOLINOS PER LA NONA EDIZIONE DELLA FIERA DEL VINO regione anfitriona, saranno presenti riunendo, fra le altre, le seguenti zone: D.O. Ribera del Duero, Utiel-Requena, Vini della Terra Sierra di Jaen, del Nord di Granada e della Castiglia e Leone, Ribera del Guadiana, Rioja, La Mancia e Vini della Terra della Castiglia, la D.O. Alicante e Penedés. Quest’anno, sotto la direzione tecnica del malaghegno Antonio Jesús Gutiérrez, “Nariz de Oro” 2007, la competizione scommette sull’avvicinamento della cultura e l’industria vitivinícola all’industria alberghiera, alla ristorazione ed al pubblico. Assieme a Gutiérrez partecipano il catalano David Seijas, sumilller del ristorante “El Bulli” e “Nariz de Oro 2006” e Maximiliano Bao (Valencia), sommelier del ristorante Kailuze e “Nariz de Oro” 2005. I tre rappresentano la giuria professionale per la consegna delle Medaglie di Oro dei “Premi Palazzo 2008” ai migliori vini. Tra le novità una “cata ciega” e la valutazione dei vini a concorso in presenza del pubblico. Per la prima volta si realizzeranno “Corsi di Iniziazione all’Assaggio”, a cura di sommelier professionali,. Il programma comprende un Concorso di “Sumillería”, organizzato per i giovani alunni delle scuole dell’industria alberghiera della provincia di Malaga; e la collaborazione dei ristoranti di alto livello gastronomico della Costa del Sol con la proposta di alcuni “menù degustazione” a prezzi speciali per gli espositori. La Fiera è stata inaugurata dal Sindaco di Torremolinos, Pedro Fernández Montes. Torremolinos - Torremolinos - Torremolinos - Torremolinos - Torremolinos La 9ª Fiera Del Vino E D.O. Accoglie la Semifinale del Concorso Nazionale “Premio SUMILLER Rioja 2008” Professionisti sommelier dei settori alberghieri e della ristorazione in Andalusia ed Estremadura partecipano alle semifinali dell’II Concorso Nazionale “Premio Sumiller Rioja 2008”. La competizione, un’iniziativa del Consiglio Regolatore D.O.Ca. Rioja insieme all’Unione Spagnola di Assaggiatori ed il Gruppo Peñín, si celebra nella cornice della 9ª Fiera del Vino e della Denominazione di Origine, organizzate dal Palazzo dei Congressi del Municipio di Torremolinos. Una trentina di regioni produttrici di vino spagnole ed anche internazionali, si danno appuntamento nella Fiera del Vino e della D.O. Malaga-Sierra di Malaga che agisce Il sommelier Antonio Jesús Gutiérrez Bianco, che lavora nell’impresa Trujal Vinos y Especialidades de Malaga, è stato il vincitore del concorso Nariz de Oro 2007, qualificandosi come Migliore Sommelier della Spagna. Al secondo posto si è classificato Raúl González Baena (Ristorante Mesana dell’Hotel Guadalpin di Marbella), al terzo posto Meritxell Falgueras (El Celler di Gelida, Barcellona) LA STORIA DELLA FREGONA Sempre in ginocchio. La posizione non poteva essere più umiliante e meno estetica. A “quattro zampe”, col posteriore alto, fregando il suolo a mano con un panno e retrocedendo all’indietro come si avanzava nel lavoro manuale; trascinando il secchio con acqua e varecchina. Nel bar del “Tubo” di Saragozza Enrique Falcon con l’amico Enrique Miquel Romero, ufficiale meteorologo di Aviazione, commentavano il progetto di Falcon di fabbricare elementi per la manutenzione degli aeroplani. “Non ti complicare la vita fabbricando per l’aviazione: molti problemi un solo cliente. Inventa qualcosa affinchè le donne lavino in piedi - disse Romero, indicando una donna che lavava il pavimento in ginocchio - venderai molto”. Le prime fregone si chiamavano “apparati lavasuelos” e tre anni dopo, la ditta concorrente “ Mery” li chiamò “fregasuelos”. Enrique Falcón nel brevettare l’idea nel 1957, alternava “lavasuelos” con “fregona”, parola che significava donna della pulizia in cucina. L’opinione pubblica diede ragione a Falcon e la Reale Accademia Spagnola ammise dopo il 1974 la definizione di fregona per gli attrezzi per lavare in piedi il suolo. Prima di finire il bicchiere di vino, Falcon aveva preso già la decisione di fabbricare in Spagna la fregona pensando alle donne. Nacque la Rodex.

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14/2008 Pag. 15 IL CALCIO DI TUTTO IL MONDO - IL CALCIO DI TUTTO IL MONDO NIGERIA, “SUPER AQUILE” CAMERUN, “LEONI INDOMABILI” I giocatori della Nazionale di calcio camerunense sono chiamati “Leoni Indomabili”. E’ la squadra di calcio che rappresenta il Camerun. Ha vinto 4 volte la Coppa d'Africa, un oro olimpico (nel 2000) e ha partecipato a cinque Mondiali (è un primato tra le Nazionali affiliate alla Confédération Africaine de Football). La squadra ha esordito in campo internazionale nel 1960 contro la Somalia, vincendo per ben 9-2. Questo risultato è anche la maggior vittoria ottenuta dalla squadra. Il primo Mondiale giocato dal Camerun fu quello di Spagna 1982. Nel girone d’eliminazione ebbe un buon risultato con ben tre pareggi (fra cui quello con l'Italia) che la eliminarono ma che le consenti di diventare la prima squadra africana a non perdere neppure una gara ai Mondiali. Per 8 anni restò l'unica squadra mai sconfitta nella sua storia ai Mondiali. Ai Mondiali di Italia del 1990 il Camerun con grande sorpresa sconfisse l'Argentina che deteneva il titolo nella partita inaugurale vincendo il girone davanti a Romania, Argentina e URSS. Agli ottavi eliminò la Colombia, mentre ai quarti di finale fu sconfitta solo ai tempi supplementari dall'Inghilterra per 3-2, dopo che era passata in vantaggio per 2-1. Nel 1994, nei Mondiali, gioca contro il Brasile, la Svezia e la Russia venendo eliminata al primo turno, lo stesso avverrà nei due mondiali successivi, del '98 in Francia, dove viene eliminata assieme all'Austria da Italia e Cile e del 2002 in Asia, sconfitta insieme all'Arabia Saudita da Germania e l’Eire. Viene penalizzata durante le qualificazioni per il Mondiale di Germania 2006 impedendole di qualificarsi per i Mondiali. Fatale un errore su rigore all'ultima partita di Pierre Wome. Durante la Coppa delle Nazioni Africane 2008 il Camerun di Otto Pfister arriva alla finale, dove però è sconfitto per 1-0 dall'Egitto. Nella finale della Confederations Cup 2003 batte il Brasile Campione del mondo nella fase a gironi e la Colombia nella semifinale dove avvenne la disgrazia per la morte del camerunense Marc-Vivien Foé, i “Leoni” furono sconfitti soltanto dalla Francia Campione d'Europa, che vinse con un golden gol di Thierry Henry nei tempi supplementari. La Nigeria è rappresentata dalla “Nazionale di calcio Nigeriana”. è una delle nazionali africane più forti, vanta la conquista di due edizioni di Coppa d'Africa (1980 e 1994), un oro olimpico (nel 1996) e un argento (nel 2008). Nel 1980 conquistò per la prima volta la Coppa delle Nazioni Africane battendo l'Angola per 3-0 grazie ai due tiri in porta di Odegbami e il gol di Lawat. I suoi giocatori sono chiamati “Super Aquile”. Nel 1994 ha conquistato, dopo una combattuta partita con lo Zambia conclusasi con una vittoria per 2-1 grazie ad una doppietta di Amunike, per la seconda volta la Coppa d’Africa. La Nigeria vinse alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996, l’oro olimpico. Sconfisse il Messico nei quarti, prima il Brasile per 4-3 dopo i supplementari e poi l'Argentina per 3-2. La Nazionale Nigeriana partecipò ai Mondiali americani del 1994, battè per 3-0 la Bulgaria, perse con l'Argentina, vinse con i greci per 2-0 conquistando agli ottavi di finale come prima classificata del proprio girone. Roberto Baggio però con due gol cambiò il risultato sul per 2-1 in favore dell'Italia. Le Aquile durante il campionato del mondo del 1998 furono sconfitte e uscirono dagli ottavi, contro la Danimarca, e nel 2002 vennero eliminate da Inghilterra e Svezia. Nei Mondiali di Germania 2006 non si qualificò, ma raggiunse il terzo posto nella Coppa d'Africa 2006 e nella Coppa d'Africa 2008 è stata eliminata ai quarti di finale. SCHEDA TECNICA NIGERIA SCHEDA TECNICA CAMERUN Federazione: Codice FIFA: Soprannome: Selezionatore: Record presenze: Capocannoniere: Nigeria Football Association (NFA) NGA Super Eagles (Super Aquile) James Peters Mudashiru Lawal (86) Rashidi Yekini (37) Federazione: Codice FIFA: Soprannome: Selezionatore: Record presenze: Capocannoniere: Fédération Camerounaise de Football CMR Leoni Indomabili Otto Pfister Rigobert Song (112) Patrick Mboma (33) Esordio internazionale Camerun 9 - 2 Somalia Migliore vittoria Camerun 9 - 2 Somalia Peggiore sconfitta Russia 6 - 1 Camerun Esordio internazionale 8 ottobre 1949 (Nigeria 2-0 Sierra Leone) Migliore vittoria 28 novembre 1959 (Nigeria 10-1 Dahomey) Peggiore sconfitta 1° giugno 1955 (Ghana 7-0 Nigeria) Partecipazioni: Miglior risultato: Partecipazioni: Miglior risultato: Campionato del mondo 3 (Prima nel 1994) Ottavi di finale, 1994 e 1998 Coppa d'Africa 15 (Prima nel 1963) Vincitore, 1980 e 1994 Partecipazioni: Miglior risultato: Partecipazioni: Miglior risultato: Campionato del mondo 5 (Prima nel 1982) Quarti di finale, 1990 Coppa d'Africa 15 (Prima nel 1970) Vincitori, 1984, 1988, 2000, 2002

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