Num.30 - 2009

 

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Il Giornale Italiano Num. 30 - 2009

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Carmen Sevilla Gli uomini importanti della mia vita mi dissero: “O me o il cinema”. S olo a Vic e n t e h o d e t t o d i s ì ! “IL GIORNALE ITALIANO de España” PARLA DELLA SPAGNA AGLI ITALIANI, DEGLI ITALIANI IN SPAGNA E DELL’ITALIA PER GLI ITALIANI IN SPAGNA 30/2009 | GIORNALE NAZIONALE GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET 158 MILA ITALIANI IN SPAGNA!

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MARÍA DEL CARMEN GARCÍA GALLISTEO, CARMEN SEVILLA, LA NOVIA D’ ESPAÑA Attrice, cantante, ballerina, presentatrice televisiva e conduttrice del famoso programma della TVE “Cine de Barrio”. “Se non avessi Cine de Barrio, me moriría , sono felice in televisione spagnola e li ringrazio”. 79 film con i più importanti attori. Ha portato in giro per il mondo il nome della sua Spagna. Si vanta giustamente dei suoi 79 anni aspettando di celebrare gli 80. È molto religiosa. Si definisce “ católica, apostólica y romana ” e la sua frase ricorrente è “ Gracias a Dios ”. Il suo amoroso ricordo è per il marito Vicente Patuel. stupendo spettacolo del Marques de Montemar con attori, attrici e ballerine. Questo mi portò alla fama, cantavo e ballavo. Fu allora che un giornalista di Valenza, mi disse “Carmencita” quando finisci di ballare ti do un indirizzo e vai a Madrid dove il grande cantante ed attore messicano, Jorge Negrete sta girando un film. Può essere che ti dia una piccola parte come ballerina. Ti lascio immaginare la mia gioia. Assieme a mia madre andai Allora Jorge esclamò: “Juanito, pero si puede ser mi hija!! Como lo voy hacer como tu quieres, ¿si es una niña?” La tua vita privata assomiglia ad un film? No, è più bella! Mi sono sposata nel 1960 con il compositore Augusto Alguerò, con il quale ho avuto il mio unico, meraviglioso figlio, Augusto. Dopo dodici anni mi sono separata. Poi conobbi il mio “queridísimo” marito Vicente Patuel. Era un famoso impresario cinematografico di Valenza e assieme a suo padre proprietario della metà delle sale cinematografiche della Gran Via di Madrid. Un giorno mi vide per la strada e disse: “Que chica más mona...”. Gli risposero: “Es la actríz Carmen Sevilla” e lui: “¡Pués, yo me casaria con ella!”. Ero molto giovane e mi innamorai di lui. Mi disse: “O me o il cinema”. Scelsi lui, lo sposai e lasciai il cinema. Poi andammo a vivere nella nostra fattoria, allevando pecore per 27 anni. In seguito Valerio Lazarov mi chiamò a TeleCinco negli anni ‘90. Mi propose di fare alcune puntate del Telecupón, gli risposi: “Ma se ho 60 anni?”, e lui: “Facciamolo per meno di un anno”. Accettai. Agli inizi Lazarov diceva: “Hay que quitarla porquè non sabe hablar”. Ma la trasmissione andò tanto bene che durò 7 anni. Mi offrì 300 mila pesetas, era una grande cifra, pensavo che fosse al mese invece era al giorno! In TeleCinco ho presentato numerose serate di gala, spettacoli e condotto programmi come: “360 Gradi alrededor de Carmen Sevilla”, “Se acabò la siesta”, “Date un respiro”, “Mañana seran estrellas”, “¿Se puede?” e “En directo con tigo”. Una volta a TeleCinco conobbi Berlusconi che mi disse: “Che bella, molto bella!” Che differenza c’è tra il cinema di ieri e quello di oggi? Non c’è paragone. Le coproduzioni permettevano di girare film importanti e con grandi attori in varie parti del mondo. Andavo in Italia, in Francia, in Germania, in Messico, in Argentina, Svezia e ad Hollywood. Il direttore Don Carmen ama tantissimo i suoi due nipoti, uno di 5 anni e l’altro di 7 mesi, che assieme al fratello, la cognata, il figlio, e la nuora sono la sua gioia. “Doy las gracias a Dios por la felicidad que me dan” intervista di Giulio Rosi Querida Carmen, come è nato il nome di Carmen Sevilla? Mi piaceva molto ballare, frequentavo una scuola di ballo a Madrid, “la directora” diceva “venga avanti la señorita Carmen Garcia” ed allora si facevano avanti 3-4 ragazze con lo stesso cognome. La direttrice diceva; “no, no, non voi, quella di Siviglia!”. Pertanto Estrellita Castro, che era la mia madrina d’arte, mi disse “ti chiamerai Carmelita Sevilla”, che poi è diventato Carmen Sevilla. Lo sai che sei ancora molto amata in Italia? Anch’io amo l’Italia. Da giovane, ho girato film con Vittorio De Sica, Blasetti e con tutte le attrici famose delle coproduzioni italo-spagnole che in quegli anni erano frequenti. Ho lavorato molto in Francia, Germania, Svezia, Argentina, Messico ed Hollywood per la Paramount. Parliamo di oggi? Sono felice. Il 16 di ottobre compirò 79 anni ed il prossimo anno ne avrò 80 (mi regala la sua inconfondibile e simpatica risata). Da alcuni anni conduco il programma nella TVE (Television Española) “Cine de Barrio”, con un indice di ascolto molto buono, si trasmettono tutti i film degli anni passati. A volte sono molto commoventi, perché si vedono attori ed attrice a me cari che non ci sono più. Provo tanto dolore, ma so che stanno in cielo, io ci credo perché sono molto religiosa, cattolica, apostolica e romana. Ringrazio Dio, anche se sono “viejecita pero soy muy fashion y voy muy arreglata como me enseñaron las actrices en Italia, en Francia y a Hollywood, a maquillarse, peinarse y vestirse”. Come è nata l’artista Carmen Sevilla? Io ero una ballerina. Mia madrina fu Estrellita Castro, “que en paz descanse”. Mio padre,Antonio García Padilla, era autore musicale e non voleva che io, essendo molto giovane, cominciassi a lavorare nello spettacolo. Ma Estrellita insisteva, dicendogli: “Padilla, deve lasciare che sua figlia balli nel mio spettacolo, perché è molto brava. “Mio padre le rispondeva: “Perdoname Estrellita, ma di questi tempi, per una niña... E lei rispose: “Ma cosa crede, che se una vuole essere puta può esserlo dovunque, su di un palcoscenico, dietro ad un bancone, però sicuramente non con me, nel mio spettacolo. “No, no, questo lo so” rispose mio padre e fu così che con mia madre andai a fare la ballerina nello spettacolo di Estrellita Castro “Rapsodia Española”. Poi presi parte allo Carmen con il suo amato Vicente. Per il suo amore lasciò il cinema. Hanno vissuto per 27 anni nella loro “Finca di Vallè” che era immensa, oltre 3000 ettari dedicati all’allevamento delle “ovejitas” e all’agricoltura. “La proprietà, dopo la morte di Vicente, fu venduta ad un facoltoso imprenditore di Malaga e di Cordoba, che io invito spesso a Marbella. Quando ci incontrammo mi disse che ero “muy guapa”, gli risposi: “è merito della Buchinger”. “Che cos’è?”. È una clinica - gli dico - dove ti danno poco da mangiare, ti fanno i massaggi, e fai ginnastica, insomma una meraviglia per vivere sani e belli”. a Madrid. Mi fecero il provino, andò bene. Il film era in bianco e nero, nel 1948 in Spagna non esisteva il colore. Avevo 18 anni. Da lì cominciò la mia lunga carriera cinematografica con 79 film. Ebbi la parte della protagonista assieme a Negrete. Pensa, proprio da protagonista! Fu un successo straordinario. Il film si chiamava “Jalisco canta en Sevilla”. Ti racconto un aneddoto. Durante la scena finale, Negrete mi doveva baciare, ma lo faceva in un modo troppo breve e molto discreto, provocando le proteste del regista che continuamente gridava “corten, corten!”. Noi non capivamo perché ci faceva ripetere la scena. Alla fine sbottò e disse che voleva un bacio più appassionato. Carmen con i suoi tanti e inseparabili “santini” (sul comodino della camera alla Buchinger). Conserva i suoi appunti quotidiani riuniti in pacchetti con sopra ognuno un santino e chiusi con un elastico. (Anche a me ha regalato il santino di San José Maria Rubio n.d.r.). Per la sua grande devozione ha donato alla Cattedrale di Marbella un antico e pregiato Crocefisso della sua “Finca Las Valles”. Pag. 2 30/2009

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con Frank Sinatra Siegel, di cui sono stata innamorata, fu lui che mi portò a Hollywood. Una persona deliziosa che mi insegnò molte cose. Voleva che mi fermassi in America per sei anni, ma dissi di no. Mi chiesero il perché. Risposi che vivevo con mio padre, mia madre e due fratelli piccoli. Se me ne vado, dissi, anche mia madre viene con me quindi rimarrebbero soli. Rimasi in Spagna ma andavo e venivo da Hollywood. Oggi il cinema spagnolo ha grandi attori e registi, ma c’è tanta televisione e quindi si va poco al cinema. Mi dispiace perché non hanno lo spazio che meritano. Come ti accoglie la gente per la strada? Benissimo. Con baci e abbracci, mi dicono che si ricordano sempre di me, che sono “giovane”. Mi chiedono: “Dammi una foto per mia moglie, Dammi un bacio per mia nonna”. Insomma mi sento amata e questo mi rende felice. Cosa piace mangiare a Carmen Sevilla? La pasta, la paella, o che altro? Ahy, mi vida! A me piace tutto, mangio di tutto e mi piace tutto. Chiaro, la “paella es muy rica y el pescaíto también”. Ti dico una cosa che non ho mai detto a nessuno, ma la voglio dire a te perché ti voglio bene: mentre già stavo lavorando nella televisione spagnola con “Cine de Barrio”, mi chiesero di andare a “¡Mira quien baila!”. Io esitavo perché ero impegnata nel mio programma e poi avevo più di 70 anni. Ma loro insistettero dicendo che, come “famosa ballerina”, dovevo per forza partecipare e non importava l’età. Allora accettai, dicendo che ci andavo anche per dimagrire. Durante le prove dello spettacolo, balla di qua balla di la, dovetti ricorrere alle cure del famoso dottore traumatologo Martí Lopez Amor di Madrid che mi disse: “Carmen o adelgazas o te opero”. Naturalmente risposi che sarei dimagrita (ride di gusto). E gli dissi: “Así que me voy a mi clinica Buchinger”. È il posto ideale per dimagrire, per rilassarsi, per curare il proprio corpo, insomma si sta proprio bene. C’è uno dei tuoi film che ti è particolarmente caro? Tutti. I film sono come i figli, vuoi bene a tutti. Ricordo “Europa di Notte” di Alessandro Blasetti, “Pane, amore e Andalusia”, di Vittorio De Sica e naturalmente “Jalisco canta en Sevilla”. Poi “Marco Antonio e Cleopatra”, girato ad Almeria, dove recitavo con Charlton Heston. Con la Paramount ho girato con i più grandi attori americani: Cary Grant, Gary Cooper, Yul Brynner e tanti altri. Che soddisfazione! Sono ricordi bellissimi, eravamo i veri protagonisti del cinema mondiale e portavamo con orgoglio per il mondo i nomi dei nostri Paesi. I giornali erano sempre pieni di nostre fotografie. Parlare quindi di un film in particolare mi è molto difficile, lo puoi ben capire. Erano film belli, di gente bella e con grandi registi. Che bella vita ho avuto: “Gracias a Dios”. con Charlton Heston con Jorge Negrete con Luis Mariano con Mario Moreno “Cantilflas” Pag. 3 30/2009

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con Raf Vallone con Gary Cooper con Sofia Loren Carmen Sevilla ha lavorato con i più grandi attori, fra cui Gary Cooper, Cary Grant, Yul Brinner e il “suo grande amore giovanile” Frank Sinatra. “C'incontrammo in Spagna per girare un film con Sofia Loren - ricorda Carmen - lui si innamorò molto di me e questo mi rendeva felice. A quei tempi, molte cose non si sapevano, non era come oggi, i giornalisti avevano un grande rispetto per noi attori, lo stesso che tu , Giulio, stai avendo adesso con me”. Dopo la pellicola con Negrete, Carmen andò in Italia con Luis Mariano per girare alcuni film. “Era un attore e cantante bravissimo, facevamo coppia sul set e nella vita, girai con lui ‘La Bella de Cádiz’, ‘Violetas Imperiales’ e ‘El Sueño de Andalucia’. Luis Mariano mi chiese di sposarlo, ma ero giovane e pensavo solo al lavoro. E così anche a lui dissi di no. Era una persona adorabile e un arti- con Gina Lollobrigida LA SUA FAMOSA BELLEZZA con Yul Brinner con Cary Grant con Vittorio De Sica sta eccezionale. Dopo Negrete, fu il secondo uomo che m’introdusse nel cinema. Quando morì corsi a Parigi per un estremo saluto”. Nei suoi amori giovanili c’è il torero messicano Carlos Arruza, con il quale girò un film. “Voleva sposarmi, ma mio padre mi disse di terminare prima il film”. Quando il torero le propose “o me o il cinema” Carmen scelse il cinema. Nella sua vita amorosa gli uomini più importanti affettivamente le dissero sempre “o me o il cinema”. Ma solo a Vicente disse di sì. Un altro suo amore è stato il famoso Mario Moreno “Cantilflas”, il bravo attore messicano detto il “Charlie Chaplin de Mexíco”. Quando Carmen si separò dal primo marito la voleva come moglie. Stava per sposare Vicente Patuel e il messicano lo volle conoscere per vedere se era veramente un “signore” come lei sosteneva. “C’incontrammo tutti e tre all'hotel Palace di Madrid. Soddisfatto Moreno mi diede il suo parere positivo. Prima di partire, Vicente gli regalò un prosciutto Jamon Serrano e lui, tranquillizzato per me, se ne ritornò in Messico”. con il torero Carlos Arruza con il regista Don Siegel Foto inedite regalate in esclusiva al nostro giornale dalla signora Carmen Sevilla Pag. 4 30/2009

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“MADE IN MAD”: LA CULTURA DI MADRID SBARCA A MILANO La presidentessa della Comunità di Madrid, Esperanza Aguirre, ha presentato il programma Made in Mad Milán, una iniziativa per la promozione della creatività artistica e della identità culturale della dinamica regione spagnola da lei presieduta, che si svolge dal 12 al 21 ottobre in numerosi spazi della capitale lombarda. “Dopo il successo di Made in Mad registrato a Barcellona e Berlino - ha spiegato Esperanza Aguirre – abbiamo ritenuto indispensabile organizzare una nuova edizione a Milano”. La dirigente politica ha ricordato che Madrid raccoglie il 25% di tutte le rappresentazioni teatrali della Spagna e concentra il 45% di MADRID MADRID di Alessandra Selvelli PRESENTATO IN AMBASCIATA IL MARCHIO “MADRID EXCELENTE” Più di 300 imprenditori italiani si sono riuniti all’Ambasciata Italiana di Madrid per assistere e partecipare alla presentazione della marca Madrid Excelente, la cui direttrice generale è l’italiana Alessandra Polacci. All’evento, presentato dalla dottoressa Alessandra Polacci, hanno partecipato il Presidente della Camera di Commercio Italiana in Spagna, Marco Pizzi e il Presidente di NH Hoteles, Gabriele Burgio. La Viceconsigliera dell’Economia, Commercio e Consumo della Comunità di Madrid, Eva Piera, assieme al Ministro Consigliere dell’Ambasciata d’Italia in Spagna, Giorgio Marrapodi, hanno tracciato le linee programmatiche di questo incontro, grazie al quale si sono allacciate delle collaborazioni fra la comunità imprenditoriale italiana e la regione di Madrid, per creare alleanze strategiche attraverso lo strumento di Madrid Excelente. Nel suo intervento, l’assessora Eva Piera si è dichiarata convinta che il successo di una impresa dipenda, in larga misura, da una gestione efficiente. “Per questo motivo - ha detto – il governo regionale ha creato la marca Madrid Excelente per fornire agli imprenditori uno supporto per migliorare i propri affari e conseguentemente la propria competitività sui mercati”. Madrid, infatti, è una comunità “disponibile per gli affari”, è sede di 4.000 imprese straniere ed è diventata una destinazione preferenziale per gli investitori stranieri, dai quali ha ricevuto nel 2008 l’83% di tutti gli investimenti diretti in Spagna, molto più avanti della seconda regione destinataria d’investimenti, che è la Catalogna. Il Ministro Consigliere dell’Ambasciata d’Italia in Spagna, Giorgio Marrapodi, si è detto convinto che la presentazione di Madrid Excelente sia un’ottima opportunità per “favorire un incontro fra le imprese” e che la marca di garanzia della Comunità di Madrid sia una occasione preziosa per stringere accordi commerciali bilaterali molto validi. La Direttora Alessandra Polacci ha illustrato agli imprenditori italiani il Modello di Gestione Madrid Excelente, il processo di concessione del marchio ed i requisiti che debbono possedere i candidati. Ma soprattutto ha messo l’accento sui principali vantaggi che comporta l’acquisizione di questo marchio di qualità, indicando ciò che lo distingue da altri titoli similari e precisando che le aziende che entrano a far parte del gruppo di eccellenza della Comunità di Madrid, diventano parte integrante di un importante foro per lo scambio di esperienze attraverso qualificati incontri di imprese ad alto livello, promozione di affari, formazione gratuita e attività di lobby. Il Presidente di NH Hoteles, Gabriele Burgio, nel suo intervento come autorevole rappresentante di una grande impresa, ha voluto trasmettere ai presenti la sua esperienza di possessore del marchio Madrid Excelente. “Si tratta – ha spiegato Burgio – di un valore aggiunto molto importante e l’aver ottenuto questo premio e conseguire il marchio è una cosa fantastica. La cosa più importante, però è mantenerlo. Da parte mia - ha concluso Burgio - faccio del tutto per motivare il mio gruppo e per continuare migliorando ed avanzando”. foto sin.: Gabriele Burgio, Giorgio Marrapodi, Eva Piera, Alessandra Polacci, Marco Pizzi tutti gli incassi nazionali. Rispetto agli audiovisivi, Esperanza Aguirre ha sottolineato che la sua regione è il primo produttore nazionale di questo settore, con addirittura il 70% della produzione totale. Ha poi ribadito l’importanza della promozione cinematografica, offrendo alla presidentessa de la Academia de las Artes y las Ciencias Cinematograficas, Álex de la Iglesia, la collaborazione del Governo Regionale. Il progetto nacque nel 2007, con lo scopo di diffondere la cultura madrilena fuori del suo ambito territoriale, con tre obiettivi principali: internazionalizzare la creatività madrilena, aprire nuovi mercati alle imprese culturali di Madrid, promuovere gli interessi culturali madrileni come un valore aggiunto al turismo. “Non dobbiamo dimenticare - ha detto Esperanza Aguirre - che il turismo rappresenta circa il 6% del Prodotto Interno Lordo regionale”. Esperanza Aguirre era accompagnata da molti personaggi della cultura, dello spettacolo, della moda e della gastronomia che prendono parte al Made in Mad Milán, fra i quali: il direttore del Teatro de la Abadía, José Luis Gómez, il direttore dell’Orchestra e Coro della Comunità di Madrid, José Raón Encinar, la disegnatrice di moda Agatha Ruiz de la Prada; gli attori Chete Lera, Ana Caleya, Fernando Cayo; la drammaturga Ana Zamora e la direttrice d’orchestra Alicia Lázaro; i registi cinematografici Luis Fernándes Reneo e Juan Gautier; gli artisti Juan Vallhonrat, Pierre Gonnord, Miren Doiz, Ricardo Cases e Ángel de la Rubia, e gli chef Mario Sandoval, Paco Roncero, Joaquín de Felipe, Carlo Cracco, Pietro Leeman e Andrea Berton. Fra le novità di questa edizione, figura uno scambio gastronomico fra le due città, con dei menù appositamente creati per l’occasione, con la presenza degli chef milanesi Carlo Cracco (Ristorante Cracco), Andrea Berton (Trussardi alla Scala) e Pietro Lerman (Ristorante Joya), nella cucine degli chef madrileni Paco Roncero (Restaurante La Terraza del Casino di Madrid), Mario Sandoval (Restaurante Teatro Real Madrid) e Joaquin de Felipe (Restaurante Europa Decó Hotel Urban). Successivamente gli chef spagnoli si recheranno per una settimana nelle cucine dei colleghi milanesi. Saranno presenti la scultrice Cristina Iglesias, con una mostra antologica «Il senso dello Spazio» nella Fondazione Arnaldo Pomodoro. Presso il Piccolo Teatro di Milano si festeggerà Carmen Maura e successivamente si rappresenteranno uno spettacolo di danza di Maria Pagés “Autorretrato”, una produzione del Teatro de la Abadia/Nao Amores, Auto de los Reyes Magos e lo spettacolare “La Vida es un sueño” della Compagnia Siglo de Oro della Comunità di Madrid. La musica arriverà a Milano con l’Orchestra e Coro della Comunità di Madrid, che si esibirà nel Conservatorio Superiore della Musica di Milano con un repertorio di musica da camera diretta dal maestro Encinar. L’Istituto Cervantes proietterà cortometraggi, fra i quali alcuni diretti da Chapero-Jackson, Mateo Gil e Luis Fernándes Reneo, ed esporrà i lavori dei fotografi Angel de la Rubia, Miren Doiz, Miguel Ángel Tomero e Ricardo Cases. La galleria FORMA e Carla Sozzani, e l’Assab One, ospiteranno la mostra fotografica di Pierre Gonnord, di Testigos, di Javier Vallhonrat, di Acaso e di Fabio Palean. Inoltre gli audiovisivi Los Angeles di Madrid, di Peter Wüthrich. Sempre nel Centro Internazionale di Fotografia FORMA, il gruppo dirigente di PhotoEspaña illustrerà le passate edizioni del festival e le linee di lavoro per quella del 2010. Per la moda si terrà un panorama delle collezioni primavera/estate 2010 di Cibeles Madrid Fashion Week e una sfilata delle creazioni della Tienda Agatha Ruiz de la Prada. Completa il programma una esposizione fotografica di Fernando Manso, 500 metri quadrati con 80 immagini lungo le principali vie del Centro di Milano, da Piazza del Duomo a San Babila, mentre Turismo Madrid dedicherà alcune giornate per illustrare alla stampa le novità in fatto di alberghi, infrastrutture, gastronomia e cultura presenti nella regione di Madrid. Nella foto: la Presidente Esperanza Aguirre con alcuni protagonisti della manifestazione Pag. 6 30/2009

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Notizie GRUPPO MADRID FIAT FIAT MIO, OVVERO: MI FACCIO LA MACCHINA CHE VOGLIO ECO:DRIVE, PER UNA GUIDA ECONOMICA E NON INQUINANTE Il sistema eco:Drive per la Fiat Qubo permette di effettuare una guida più economica ed ecologica, attraverso una diagnosi del modo di guidare per risparmiare il 15% di carburante e di emissione di CO2. Si tratta di un sistema che la Fiat mette a disposizione dei proprietari di Fiat Qubo che abbiano il Blue&Me, realizzato dalla Fiat e la Microsoft. Basta scaricare il programma inserendo il dispositivo nella presa USB, tutte le indicazioni sulle prestazioni del veicolo vengono registrate e successivamente possono essere lette nel proprio PC nel quale è installato il programma eco:Drive. L’utente otterrà così tutti i consigli per guidare risparmiando in combustibile e inquinamento. Attualmente oltre 50.000 persone hanno scaricato questo programma e più di 20.000 lo usano continuamente, ottenendo in Europa un risparmio superiore a 1.500 tonnellate di CO2 corrispondenti all’energia necessaria per illuminare le strade di Ginevra per 16 mesi. La casa automobilistica propone una nuova sfida per avvicinare ancora di più l’automobile ai suoi utilizzatori: la prima automobile con licenza Creative Commons, denominata Fiat Mio. Si tratta di un progetto partecipativo aperto a tutti attraverso il web, nel quale la Fiat vuole riunire tutte le idee possibili sul futuro dell’automobile, per creare un immenso blocco di genialità che sarà la materia prima per lo sviluppo del prossimo “concept car” della casa italiana. Tutte le nozioni che si generano con questa iniziativa possono, grazie alla licenza Creative Commons, essere utilizzate da chiunque senza limitazioni, dai semplici cittadini agli ingegneri, dai progettisti ai costruttori. Allo stesso tempo, ognuno può suggerire le proprie soluzioni in base alla propria esperienza, professione, fantasia e cultura. Con questa azione la Fiat diventa il primo costruttore della storia che invita la comunità virtuale a partecipare allo sviluppo globale di una nuova macchina. Il risultato di questa iniziativa, ossia il prototipo FCC III - terzo Concept Car di Fiat Brazil - verrà presentato al Salone Internazionale dell’Automobile di San Paolo del Brasile nell’ottobre del 2010. SENZA UN GUASTO ATTRAVERSO 20 NAZIONI L’equipaggio Fiat del Mongol Rallye, formato da due ingegneri e un avvocato, è rientrato felicemente alla base senza aver sofferto nemmeno una bucatura, dopo aver attraversato 20 nazioni e percorso oltre 17.000 chilometri dalla Spagna a Ullar Batar, capitale della Mongolia e ritorno. Senza GPS e senza assistenza logistica a bordo di una Fiat Panda di serie 4x4 1,2 8V Climbing da 60 CV a benzina. Il Mongol Rally è una delle prove più dure del mondo, conosciuta anche come la “Dakar dei poveri”. Si tratta di una iniziativa di The Institute of Adventure Research, un’associazione senza fini di lucro che unisce l’estrema avventura con i fini umanitari. 44.000 soci in 33 collegi NOTIZIE GLI ECONOMISTI SULLA PRESIDENZA SPAGNOLA DELLA UE CELEBRA I 30 ANNI DELLA SUA PRIMA MACCHINA A ETANOLO Nel 1970 la Fiat iniziò in Brasile la commercializzazione della 127, la prima vettura funzionante al 100% ad etanolo (E100). Il rapporto costo benefici di quel carburante fu notevole, poiché costava la metà della benzina. Con un motore da 1.300 centimetri cubi, la vettura era più potente e aveva meno emissioni, in notevole anticipo tecnologico per quei tempi. Tra il 1979 e il 1987, la fabbrica di Betim produsse e vendette 120.000 autovetture ed attualmente ha celebrato la produzione di 2.5 milioni di automobili. Circa il 99% dei motori Fiat fabbricati in Brasile appartengono alla gamma Flex, che permette di scegliere benzina o etanolo nelle proporzioni volute dal guidatore. Va ricordato che nell’esperienza ecologica della Fiat ci sono altre grande innovazioni, come l’invenzione dell’iniezione diretta e il “common rail” per vetture con il motore diesel. Di fronte alla crisi economica che ha colpito la Spagna, Valentín Pich e José Maria Casado, rispettivamente presidente e direttore delle Relazioni Internazionali del Consiglio Generale dei Collegi degli Economisti spagnoli, hanno presentato uno studio sui punti che deve affrontare la Spagna durante il suo semestre di presidenza dell’Unione Europea, che rappresenta una opportunità per superare le debolezze strutturali dell’economia spagnola. In Spagna, alla crisi globale, internazionale ed europea, si aggiunge quella immobiliare, dello squilibrio esterno, del turismo, della crescita economica, e del modello produttivo e lavorativo, evidenziato da una brutale distruzione dei posti di lavoro e dall’esaurimento dei tradizionali motori della crescita. Cercare di sostenere l’attività economica a forza di investimenti o di costi statali straordinari è un errore a medio termine, perché ben presto continuerà la distruzione dei posti di lavoro. L’unica strada è quella di affrontare con serietà e decisione il futuro dell’economia guardando lontano, impedendo cioè che le strategie a corto termine, come l’aumento delle tasse che riduce la crescita economica, abbiano serie conseguenze negative sul recupero economico a medio e lungo termine. Attualmente la Spagna continua a subire una retrocessione negli indicatori internazionali, perdendo posizioni come competitività economica, con una progressiva carenza di immagine che ostacola la sua crescita e fa perdere la fiducia dei mercati internazionali, rendendo sempre più difficile il recupero. Nell’indice di competitività globale, la Spagna perde quattro posizioni e si colloca al 33 posto dietro ad altri paesi europei, come Svizzera, Svezia, Danimarca, Finlandia, Germania, Olanda, Regno Unito, Norvegia, Francia, Austria, Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Islanda, Repubblica Ceka. Analizzando l’impatto dell’attuale recessione sulla competitività a lungo termine delle principali economie, solo l’Islanda uscirà in condizioni peggiori della Spagna. Fonti attendibili indicano che la disoccupazione spagnola ricomincerà a crescere in ottobre, mentre l’economia della “eurozona” si riprenderà, lasciando la Spagna come unico grande paese UE che per quello stesso periodo non uscirà dalla recessione. FIRMATO IMPORTANTE ACCORDO SPAGNA-PORTOGALLO Nella sede del Consejo General de Economistas di Madrid, Antonio Domínguez de Azevedo, presidente della Câmara dos Técnicos Oficiais de Contas de Portugal (80 mila economisti) e José Maria Casado, direttore Relaciones Internacionales del Consejo General de Colegios de Economistas de España, hanno firmato un accordo di collaborazione per affrontare insieme alcune normative, allo scopo di rinforzare in Europa il Comitè de Integración Latina EuropaAmérica, CILEA, che riunisce 28 organizzazioni di 14 Paesi americani e 5 europei, e il Proyecto de Ley Pyme Europea (Small Business Act). Presenti per la Câmara anche i dirigenti Filomena Moreira e Manuel Vieira , il consigliere Lopes Pereira e per il Consejo General de Colegios de Economistas, Roberto Pereira, presidente del Consello Galego de Colexios de Economistas e Jesús Motilla, Secretario Técnico del Consejo General de Economistas. 30/2009 Pag. 7

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C AB T A L O G N A ARCELLONA È ITALIANA L ’IDEA ONLINE PER RISPARMIARE SULLE BOLLETTE Per un gran numero di persone scegliere l’operatore telefonico o l’Internet provider più vantaggioso per le proprie tasche è un’impresa titanica. Bersagliati ogni giorno da decine di offerte spesso di difficile comprensione, i consumatori tendono ad accontentarsi del contratto già in essere, spesso stipulato anni prima, perdendo così la possibilità di risparmi anche importanti. Per venire incontro all’esigenza di chiarezza nel mondo dei servizi e prodotti di uso pubblico cosiddetti multiutility (telefonia fissa e mobile, Adsl, gas, elettricità, allarmi etc…) la scorsa primavera è nato MyBestOption.es, il primo portale spagnolo interamente dedicato alla comparazione delle tariffe dei vari operatori. Attraverso il sito, che da novembre sarà attivo anche in Italia, i consumatori possono comparare le offerte disponibili sul mercato e contrattare direttamente on line il servizio di loro interesse, risparmiando sicuramente tempo e molto spesso denaro. A parlarcene sono i due fondatori e presidenti del gruppo Totality, Daniele Viganò e Fabio Regolo, una compagnia che lo scorso anno ha generato un volume di affari di oltre 160 milioni di euro e conta oltre duemila persone tra collaboratori e dipendenti. Per saperne di più abbiamo incontrato Viganò, da dieci anni residente a Barcellona, sede operativa di MyBestOption. Quanto avete investito per creare questo portale? L’idea è nata un paio di anni fa, lo sviluppo della tecnologia è cominciato a metà del 2008 e in aprile del 2009 eravamo on line. E’ stato un percorso lungo e difficile perché il portale necessita di una tecnologia sofisticata e ha richiesto un investimento importante. Dietro al sito e alla sua estrema facilità di utilizzo c’è una squadra di ingegneri che lavora senza tregua e a cui va il nostro ringraziamento, che permette agli utenti di avere la comparazione di centinaia di offerte in meno di due secondi. Siamo molto soddisfatti. Che altri servizi offre MBO? Il portale aggiorna quotidianamente le tariffe e offre notizie e consigli sulle opportunità di risparmio in ogni genere di consumo familiare. A questo scopo abbiamo creato uno spazio ribattezzato Doctor Ahorro e una newsletter chiamata “Ahorro News” che arriva via email a tutti coloro che ne fanno richiesta e fornisce informazioni e suggerimenti per tagliare i costi in casa. In epoca di crisi è un servizio piuttosto sollecitato… C’è anche la possibilità di misurare la velocità della propria Adsl. Come funziona? E’ un servizio molto utile che gli utenti dimostrano di aver apprezzato anche grazie alla sua semplicità: basta entrare nella pagina web e con un solo click nello spazio apposito il misuratore rivela che tipo di velocità di Adsl avete in casa, sia in entrata che in uscita. Semplice e gratis. Ci tolga una curiosità: come guadagna MBO se tutto è gratis per gli utenti? Gli operatori che forniscono il servizio ai nostri nuovi clienti ci riconoscono una provvigione per ogni contratto attivato attraverso il nostro portale. Quante persone lavorano in MBO? Siamo una squadra composta da dieci persone, con una redazione di giornalisti che lavora incessantemente per offrire notizie interessanti, aggiornare le tariffe e promuovere inchieste on line per capire meglio le esigenze degli utenti. Ci sono novità in vista? Sì, in ottobre a grande richiesta dei nostri utenti, inizieremo a comparare il mercato dei cellulari. Qui in Spagna gli operatori sono numerosi e da poco a questi ultimi si sono aggiunti quelli virtuali, quelli cioè che non hanno rete propria. Si capisce come in un mercato così affollato il consumatore si senta totalmente disorientato. Le offerte sono troppe e non è facile sapere quale è la più adatta alla propria situazione. Il costo della bolletta del telefonino è sempre piuttosto alta, ma grazie a MyBestOption si può riuscire a parlare per più tempo e a pagare meno. Verso fine ottobre lanceremo anche il nostro settimo mercato, le crociere, una novità assoluta, un mercato in continua crescita. Come giudica l’utente Internet in Spagna? Molto preparato e attento, in continua crescita (oggi ci sono quasi dieci milioni di connessioni a Internet) e desideroso di avere il maggior numero di servizi in modo comodo e rapido. MyBestOption vuole essere un punto di riferimento per questi utenti. Quanto può realmente risparmiare una famiglia se consulta MBO? Una famiglia mediamente spende all’anno tra telefono, adsl, cellulare e servizi di casa circa 3.000 euro; comparando i prezzi nel nostro portale si può contrattare lo stesso servizio con una compagnia concorrente pagando molto meno e questo è stato il grande merito della liberalizzazione dei mercati. Siamo solo all’inizio, la competizione tra le compagnie porterà sicuramente ulteriori tagli dei costi e MyBestOption è lo strumento ideale per non perdersi le migliori opportunità. Visitandolo spesso i consumatori possono risparmiare anche 500 euro all’anno. I presidenti e i soci fondatori di MyBestOption, Daniele Viganò e Fabio Regolo Intervista di Linda Delfi Come è nata l’idea di un sito di comparazione di prezzi nel settore delle utilities? Oltre dieci anni di esperienza nel settore delle telecomunicazioni e dell’energia ci hanno permesso di capire che far incontrare la domanda e l’offerta in modo chiaro e trasparente era un’idea vantaggiosa per tutti, poiché spesso i consumatori si sentono confusi tra le mille tariffe disponibili, mentre le imprese che forniscono i servizi non sanno più cosa inventarsi per attirare nuovi clienti. Con MyBestOption il consumatore si limita a specificare il mercato a cui è interessato e all’interno di esso di che servizio o prodotto ha bisogno e in modo rapido e comprensibile ottiene le comparazioni. Nel portale sono presenti i prezzi di tutte le compagnie. Se uno dei servizi è di suo interesse, la persona può acquistarlo immediatamente attivandosi on-line. In questo modo i consumatori si rendono conto che spesso possono avere lo stesso tipo di servizio, per esempio di Adsl, con la stessa velocità ma pagando molto meno. Home Page del sito MyBest Option 30/2009 Pag. 8

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C A T diA LOGNA Maria Santini Comunitat Autònoma de Catalunya Capoluogo: Superficie: - Totale: - % Spagna: Popolazione: - Totale (2008): - % Spagna: - Densità: Suddivisioni: Presidente: Barcellona (6a posizione) 32.114 km² 6,3 % 2a posizione 7,354,411 hab 16 % 222,16 ab./km² Comuni e province José Montilla Seggi parlamentari: 46 congressisti 7 senatori Statuto di autonomia: Anno 2006 Il nome ufficiale è Generalitat de Catalunya, intendendosi per Generalitat il sistema autonomo di governo all’interno dello stato spagnolo, che non è sotto l’autorità diretta del governo centrale di Madrid. Nel 1975 alla morte di Franco la Catalogna ritornò ad essere una regione autonoma ed il leader nazionalista catalano Jordi Pujol venne eletto nel 1980 con le prime elezioni regionali. Le province sono: Barcellona, Girona, Lleida, Tarragona. Il suo nome deriva da numerosi castells eretti nel medioevo. Dal 1659 comprende la Catalunya del Nord, le Isole Baleari, Andorra, la Comunità Valenzana e la Frangia d’Aragona, e l’enclave spagnola di Llívia. Si parla il catalano. Tra le feste più note i correfocs, dove i “diavoli” giocano con il fuoco e con la gente, e i colles castelleres. Sono patrimonio dell’Umanità le Chiese romaniche della Vall de Boí, a Barcellona Parc Güell e Palau Güell, Casa Milà, Palau de la Música Catalana e Hospital de Sant Pau, Monestir de Poblet, in provincia di Tarragona. La Catalogna è, insieme a Lombardo-Veneto, Baden-Württemberg/ Bayern e Rhône-Alpes, uno dei quattro motori dell’Euro pa. La regione produce quasi 1/4 del reddito spagnolo, ha una sua forza di polizia chiamata Mossos d’Esquadra. Colles Castelleres Torri umane alte fino a nove piani, nascono nel 1700 dai Balli Valenzani che chiudevano le processioni. 60 squadre sono candidate come patrimonio immateriale dell’UNESCO. BARCELLONA, IL CAPOLUOGO DELLA CATALOGNA, È GEMELLATA CON MILANO E ALGHERO È una città di 1.615.908 abitanti, ma la sua regione urbana è di 4.928.852. Capoluogo della Catalogna, oltre che dell’omonima provincia e della comarca del Barcelonès. Secondo la leggenda, a fondare Barcino fu il cartaginese Amilcare Barca, padre di Annibale. I Romani organizzarono la città come un castrum (un campo militare fortificato) e la chiamarono Colonia Iulia Augusta Faventia Paterna Barcino. È gemellata con Milano ed Alghero. Nel 1888 e quella 1929 fu sede dell’Esposizione Internazionale. Nel 1992 ospitò i Giochi Olimpici estivi. Nel 2004 il Forum Universale delle Culture. È sede dell’Unione per il Mediterraneo. Barcellona è il secondo maggior centro industriale e finanziario della Spagna dopo Madrid, e importante porto commerciale e turistico d’Europa. Vi ha vissuto e lavorato il famoso architetto Antoni Gaudí, la chiesa della Sagrada Familia, che lasciò incompiuta e verrà ultimata intorno al 2020, e Casa Batlló sono fra le sue opere più importanti che attraggono ogni anno molti turisti da tutto il mondo, i quali passeggiano per la famosa “Rambla” e il Mercat de Sant Josep/La Boqueria. LLEIDA E LA SUA IMPONENTE “SEU VELLA” TARRAGONA, FU PROVINCIA ROMANA GIRONA DIFENDE LA SUA CULTURA Con i suoi 155.536 abitanti, è la seconda città, dopo Barcellona, della comunità autonoma della Catalogna. Antica provincia romana, è gemellata con le città italiane di Alghero e di Pompei. L’importante insieme archeologico della città di Tarragona è inserito tra i Patrimoni dell’UNESCO. Nel V secolo a.C. esisteva un centro della tribù dei Cessetani, ma le origini della città risalgono al 218 a.C. con Gneo Scipione. La via Heraclea la collegava ai Pirenei prenderà poi il nome di via Augusta. Nel 73 gli fu concessa la cittadinanza latina. Tarraco (Tarragona) fu dotata di un immenso foro provinciale, a cui si aggiunsero il circo e un anfiteatro (foto). Nel 713, con gli arabi, inizia la decadenza. Si riprenderà nel 1129 quando l’arcivescovo Oleguer Bonestruga cedette la città in vassallaggio a Roberto Burdet. La peste del 1348 segna una recessione demografica e un arresto dello sviluppo urbano. Nel novecento fu rinvenuta una necropoli paleocristiana con 2.000 sepolture. In castigliano, Lérida - di 126 mila abitanti nella comunità autonoma della Catalogna. Terzo capoluogo di provincia della Catalogna per popolazione. La sua attrazione turistica principale è la cattedrale in stile gotico, la Seu Vella (nella foto), la sua costruzione durò 75 anni, dal 1203 al 1278. Venne fondata col nome di Iltirta. Indíbil e Mardonio sono gli eroi che la difesero dai Cartaginesi e dai Romani. Nel 205 a.C. prese il nome di Ilerda. Nel 716 d.C. la città venne occupata dai musulmani e prese il nome di Larida. Nel 1149 fu conquistata da Ramon Berenguer IV e da Ermengol VI di Urgel. Nel 1300 venne fondata l’Università di Lleida, primo Ateneo del Regno di Aragona, attiva fino al 1707, quando Filippo V ne ordinò la chiusura e la distruzione del borgo universitario. La ferrovia giunse nella città nel 1860. Come tutte le città spagnole, anche Lerida vanta un passato di invasioni, di conquiste, di occupazioni, di guerre, ma anche di graduali affermazioni economiche. Con 87 mila abitanti, capoluogo della provincia omonima, profondamente legata alle tradizioni, è lo “zoccolo duro” della cultura catalana. Secondo la leggenda fu fondata da Gerione, gigante con tre teste, ma la storia la fa come sede delle prime popolazioni iberiche. Fondata dai romani per scopi militari, Pompeo eresse una piazzaforte chiamata Gerunda. L’evoluzione passa dai romani, ai carolingi, al periodo medievale, alle dominazioni arabe, ai cattolici, fino alle guerre napoleoniche. Lasciando edifici, monumenti e opere pubbliche di grande rilievo. La sua comunità ebraica, nel XIII secolo, rende la Scuola cabalistica importante. Il ghetto è uno dei meglio conservati d’Europa. Pittoresche case medievali penjades dai colori pastello si affacciano sul fiume Onyar, dove si trova il ponte Eiffel costruito da Gustave Eiffel nel 1877. La Cattedrale Santa Maria è la più grande dopo San Pietro; davanti alla Chiesa di San Feliu si trova la Lleona, una leonessa arrampicata su una colonna, simbolo di Girona. È gemellata con Reggio Emilia. Pag. 10 30/2009

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Mursia (Murcia), dal 1982, è diventata una delle comunità autonome della Spagna. È formata da una sola provincia, e Mursia è il capoluogo della provincia e della comunità. Le altre città sono Cartagena e Lorca. La comunità ha una superficie 11.313 chilometri quadrati ed ha una popolazione di 1,4 milioni di abitanti, dei quali un terzo abita nel capoluogo. Mursia è un importante produttore di frutta, ortaggi, e fiori per la Spagna ed il resto d’Europa, nonché della rinomata uva coltivata nei vasti vigneti sviluppati vicino alle città di Bullas, Yecla, e Jumilla. Murcia è una regione calda e arida, che per secoli si è avvalsa di una efficace irrigazione estensiva. L’acqua è fornita dal fiume Segura (Río Segura), che sfortunatamente è anche uno dei più inquinati d’Europa. Lo Spagnolo parlato a Mursia è ab- DAL 1982 È DIVENTATA REGIONE AUTONOMA bastanza differente da quello di altre aree della Spagna. Il “Murciano” infatti tende a eliminare molte consonanti della sillaba finale e ad enfatizzare il vocabolario regionale, molto del quale deriva da antiche parole aragonesi, arabe e catalane. Alcuni mursiani della campagna parlano un particolare dialetto, chiamato Panocho, che è praticamente incomprensibile per chi conosce solo il castigliano. MURSIA di Luca Gentiloni Parma Comunidad Autónoma de Región de Murcia Capoluogo: Superficie: - Totale: - % Spagna: Popolazione: - Totale (2008): - % Spagna: - Densità: Suddivisioni: Presidente: Seggi parlamentari: Statuto di autonomia: Murcia 11.313 km² 2,2 % 10a posizione 1.426.109 hab 3,8 % 126 ab./km² Comuni e 1 provincia Ramon Luis Valcárcel 10 congressisti 5 senatori Anno 1982 MURCIA LA 7ª CITTÀ SPAGNOLA ASDRUBALE FONDÒ CARTAGENA LO SCULTORE Capoluogo della comunità autonoma, ha 430.571 abitanti ed è la 7ª città spagnola. È un importante centro industriale e commerciale, ubicato nel vasto e fertile territorio irrigato dal fiume Segura. È sede vescovile e universitaria. Murcia ha tre università: l’Università di Murcia, fondata nel 1912; l’UPCT, Università politecnica di Cartagena e UCAM L’università Cattolica Sant’Antonio, per cui la sua popolazione è formata da molti giovani, fra cui quelli stranieri del Programma Erasmus. In epoca romana fu una delle province che formavano la “hispania tarraconensis”. Gli Arabi, sulle rovine dell’insediamento, fondarono Medina Mursija. La provincia, conosciuta come Todmir, secondo il cartografo arabo Idrisi, dell’XI secolo, comprendeva le città di Murcia, Orihuela, Cartagena, Lorca, Mula e Chinchilla. Dal 1224 fu capitale di un emirato indipendente, finché nel 1243 venne conquistata da Ferdinando III e annessa nel regno di Castiglia. Il patrimonio storico, architettonico e culturale di Murcia è ricco e diversificato. Comprende la Cattedrale di Santa Maria, edificata tra il 1394 e il 1467, uno dei migliori esempi del barocco andaluso, opera dell’architetto spagnolo Jaime Bort; la chiesa barocca di Santa Eulalia che contiene il Museo de la Muralla Árabe, dedicato agli scavi archeologici delle opere difensive musulmane e di una necropoli; la chiesa barocca di San Andrea con annessa la cappella del Gesú a pianta ellittica; la cattedrale di Murcia San Nicolas chiesa del 1736; il Museo Arqueológico; il Museo de Bellas Artes; La Merced, chiesa del 1560 rifatta nel 1713-27, faceva parte di un convento ora sede dell’Università; il Palacio Episcopal del 1757-60 con facciata rococò e patio churrigueresco; il Paseo del Malecón, lungo una diga costruita dai Romani a difesa dalle inondazioni. Nei dintorni della città, troviamo la Cresta del Gallo, vulcano spento con rocce di aspetto lunare attorno al cratere; il “Monasterio de la Fuensanta” del XVII secolo che contiene l’immagine della “Virgen de Fuensanta”, patrona di Murcia; il “Monasterio de los Jerónimos” fondato nel 1578 e rifatto nel ‘700. È gemellata con Lecce e con Santa Maria Capua Vetere. (nella foto Il Comune) cleziano, divenne capitale dell’omonima provincia romana. Dopo aver fatto parte dell’Impero Bizantino, venne conquistata dai visigoti, poi subì la dominazione araba fino alla riconquista avvenuta nel 1245. Tra i monumenti più importanti figurano la Muraglia Punica, il Teatro Romano, la Chiesa di Santa Maria, la Muraglia del Mare costruita da Carlo III di Spagna e il Municipio in stile modernista, terminato nel 1907. Da visitare il Museo archeologico municipale, il Museo Navale e il Museo di Archeologia Marittima (nella foto il sottomarino di Isaac Peral). È gemellata con Terni. Comune della comunità di Murcia. La sua economia si basa sull’industria chimica e siderurgica, sulle attività portuali militari, sui cantieri navali e sul turismo. Fondata dal generale cartaginese Asdrubale nell’anno 227 a.C. con il nome di Qart Hadash, con la conquista romana cambiò nome in Cartago Nova. Con Dio- Comune della Comunità autonoma di Murcia costituito da 24 centri abitati ma la popolazione si accentra nel capoluogo che è una cittadina di 50.000 abitanti, con case bianche di tipo andaluso inserite nel paesaggio aspro della Cordigliera Betica. La sua economia si basa essenzialmente sull’agricoltura, l’allevamento del bestiame bovino, suino e caprino, e sul commercio.Fu un passaggio obbligato per i popoli, dalla preistoria ai romani, ai bizantini, gli arabi ed a tutti quelli che si succedettero dopo. Ai popoli iberici succedettero i Romani; il periodo di dominazione romana fu di prosperità per la città che venne chiamata Eliocroca e fu una LORCA CON I SUOI 24 CENTRI mansio cioè una stazione militare fra Cartagena e Almería. Ogni passaggio ha lasciato importanti testimonianze di storia e di cultura: ville romane, castelli, musei, chiese, e palazzi. L’attaccamento alle tradizioni si manifesta con una lunga serie di feste, fiere e manifestazioni culturali. Circa tre secoli fa nacque a Capua Nicola Salzillo Gallo, modesto scultore che appena trentenne si trasferí a Murcia, dove sposò Isabel Alcaraz Gòmez ed ebbero sette figli: Francisco, Teresa, Francisca, Magdalena, Josè Antonio, Patricio ed Inès. Il primogenito Francisco diviene uno dei più importanti scultori del barocco spagnolo. Studia nel Collegio dei Gesuiti, diventa novizio francescano e segue l’arte paterna. Nel 1746 si sposa con la mursiana Juana Vallejos Martínez, dalla quale ha una figlia, María Fulgencio. Fu autore di una copiosa produzione di sculture religiose in legno, maggiormente distribuite tra le province di Murcia, Alicante, Albacete e Almería. Particolarmente famosa per la raffinata bellezza del volto e per la sublime espressione di rassegnato dolore,.è la statua della “Dolorosa”, portata in processione a Murcia durante la Semana Santa. . Il 2 marzo 1783 Francisco Salzillo muore e viene sepolto, in abiti francescani, presso il Convento dei Cappuccini in Murcia. Pag. 12 30/2009

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25 OTTOBRE 1979 STATUTO DI GUERNICA I Paesi Baschi sono una comunità autonoma della Spagna. Il loro capoluogo è Vitoria-Gasteiz. Sono suddivisi nelle province di Álava (in basco Araba), capitale Vitoria-Gasteiz; Biscaglia (Bizkaia), capitale Bilbao (Bilbo); Guipúzcoa (Gipuzkoa), capitale San Sebastián (Donostia). La struttura politica dei Paesi Baschi è stata definita nello Statuto di Guernica, approvato il 25 ottobre 1979.. Il territorio basco ha tre aree definite da due catene montuose parallele. La prima parte è il Bacino Atlantico, formata da varie valli con brevi fiumi che scorrono dalle montagne al Golfo di Biscaglia, come il Nervión, l’Urola o l’Oria. Tra le due catene di monti, è situata la seconda area formata essenzialmente da un altipiano chiamato Llanada Alavesa (pianure d’Álava) dov’è situata la capitale basca Vitoria-Gasteiz. La terza è quella della Valle dell’Ebro. Dalle montagne meridionali all’Ebro vi è infine una quarta zona chiamata Rioja Alavesa, che condivide le caratteristiche mediterranee delle altre zone lungo fiume spagnolo. Il clima è molto diverso rispetto alla zona atlantica, tanto che il territorio è sfruttato ampiamente a vigneti per la produzione del famoso vino Rioja. Le leggi vigenti stabiliscono che la Comunità Autonoma sia formata da una federazione delle tre province. Questa autonomia, simile a quella di cui gode la Navarra, fu restaurata dalla costituzione spagnola del 1978, la quale riconosce i “diritti storici” delle singole realtà geopolitiche e cerca un compromesso tra centralizzazione e il federalismo attraverso l’istituzione delle comunità autonome. Il tutto in aperto contrasto con il violento movimento separatista dell’ETA (Euskadi Ta Askatasuna, ossia Patria Basca e Libertà), che nonostante i dettami costituzionali che la rendono impossibile, persegue attraverso la lotta armata l’indipendenza politica dalla Spagna. PAESI BASCHI di Argentina Moscatelli Comunidad Autónoma del País Vasco Euskal Autonomia Erkidegoa Capoluogo: Superficie: - Totale: - % Spagna: Popolazione: - Totale (2008): - % Spagna: - Densità: Suddivisioni: Presidente: Seggi parlamentari: Vitoria-Gasteiz 14a posizione 7.234 km² 1,4 % 7a posizione 2.157.112 hab 4,9 % 298,19 ab./km² Comuni e province Patxi López 19 congressisti 15 senatori VITORIA-GASTEIZ, LA CAPITALE BILBAO CAPOLUOGO in alto sulla collina, quella moderna in basso che è in continuo sviluppo per l’industrializzazione recente, basata essenzialmente sulle piccole e medie imprese e sulla presenza di alcune società multinazionali. È sede episcopale sin dal 1861. In passato è stata anche una delle tappe del Camino de Santiago.La città, ricca di un imponente patrimonio storico e architettonico, ha un centro storico ben curato e mantenuto intatto, fra i migliori del nord della penisola iberica, per cui è stato dichiarato di interesse nazionale nel 1987. LO SCRITTORE Bernardo Atxaga è lo pseudonimo di Joseba Iraza, nato nel 1951 ad Asteasu, ed è considerato il più importante scrittore basco. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura è stato anche professore di basco, pubblicitario e autore radiofonico. Ha esordito con un racconto in un’antologia di scrittori baschi. E’ autore da allora di romanzi, poesie, numerosi racconti e di oltre duecento favole per bambini, tra cui vanno ricordate Ziutateaz (1976), Le poesie di Etiopia (1978), Bi anai (1984). Obabakoak (1998), il libro che lo ha reso famoso in tutto il mondo, e con il quale ha vinto numerosi premi tra cui quello al miglior libro spagnolo, è uscito nel 1998. A esso hanno fatto seguito, fra gli altri, El hombre solo (1994) e Esos Cielos (1996), ambedue tradotti e pubblicati in Italia. Scrive in basco e poi traduce i suoi libri in spagnolo. 230 mila abitanti, è la capitale della comunità autonoma dei Paesi Baschi e il capoluogo della provincia di Álava. Fu fondata nel 1181 dal Re di Navarra Sancho VI il Saggio con il nome di Nueva Vitoria accanto al villaggio di Gasteiz, fondato dai visigoti nel 581. Da poco dopo la fondazione della nuova città la denominazione ufficiale in castigliano fu VitoriaGasteiz. La città è divisa in due parti: quella antica È la città più grande e capoluogo della provincia di Biscaglia: in spagnolo Vizcaya, in basco Bizkaia. Importante porto marittimo e centro industriale, sorge sul fiume Nervión, e i suoi sobborghi arrivano fino al Golfo di Biscaglia. L’area urbana ha una popolazione di 935.000 abitanti, ponendola al quinto posto nelle città spagnole. Don Diego López V de Haro, signore di Biscaglia, nel 1300 fondò la città sulla riva destra del Nervión. Importante città a livello economico per l’industria dell’acciaio, dell’automazione e dell’energia. Diventata famosa nel mondo per l’importante ed originale Guggenheim Museum (foto) progettato da Frank O. Gehry. SAN SEBASTIAN E IL SUO FESTIVAL 181 mila abitanti, è il capoluogo della provincia di Guipúzcoa. Sorge sul mar Cantabrico a 20 chilometri dalla Francia. “La Playa de la Concha” e il suo elegante lungomare la rendono famosa come località turistica. Isabella II di Spagna la scelse per villeggiare. Nel 1174 il Re di Navarra Sancho il Saggio, concede a Donostia lo status di fuero, per avere LA DEA MARI E IL MARITO NELLA MITOLOGIA BASCA Le origini del popolo basco - primitivo e geloso delle sue tradizioni, introverso in quanto montanaro o portuale, relegato all’estremo nord della penisola iberica, titolare di una lingua arcaica semanticamente difficile - hanno favorito la proliferazione di miti che tutt’ora esistono. La mitologia è incentrata attorno sulla dea Mari, ed il suo consorte Sugaar. È considerata una religione ctonica, in quanto tutte le sue divinità si trovano o sulla terra o sotto di essa: il cielo è considerato solo un corridoio vuoto, attraverso il quale narrativa di Babele, come discendenti di Tubal, uno dei nipoti di Noè, e figlio di Jafet. Nel XIX secolo, lo scrittore Augustin Chaho creò il personaggio di Aitor come primo padre del popolo basco, facendolo risalire a Tubal. Chaho creò anche la figura di Leherensuge, una creatura semi-divina che protegge l’indipendenza del popolo basco. Il nome deriva per l’appunto da lehen (origine) e heren (fine). Il mito più importante è legato all’Albero di Guernica, ancora oggi simbolo della libertà basca. Considerato sacro, sindaci e governatori tutt’ora prestano giuramento sotto di esso. uno sbocco al mare. Questo momento viene considerato come nascita della città. Nota per il suo patrimonio storico. Si sviluppò grazie alla pesca e ai commerci marittimi. Il 20 gennaio, la Tamboreada, 5.000 bambini suonano tamburi di ogni forma. Il Festival del Cinema (Nella foto in basso i premiati del 57° Festival de San Sebastian 2009) l’ha resa famosa nel mondo. le divinità viaggiano. Creature simili alle streghe, chiamate sorginak, sono i loro servitori. Alcuni miti moderni nacquero nel XIX secolo, per il risvegliarsi del nazionalismo. Storici spagnoli hanno collocato gli Iberi ed i Baschi nella Pag. 14 30/2009

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Nel Casino di Marbella, alla presenza della Concejala Delegada de Cultura, Carmen Diaz, del direttore municipale di Nueva Andalucia, Baldomero León, del direttore del Casino di Marbella, Javier Burgués e della fotografa gaditana, Susana Barberá (nella foto), si è inaugurata l’esposizione “La Puerta de los Sueños”. Più di 50 immagini di Susana Barberá, suddivise per temi, documentano momenti di attualità vissuti in varie parti del mondo. La mostra resta aperta tutti i giorni dalle sette di sera fino all’11 novembre. Bryan Adamson fu il doppio vincitore della notte di venerdì 18 settembre al Friday Poker Fever del Casinò. Ha vinto 5.680 euro e el bounty, premio extra consistente in un pernottamento nella Suite del Hotel H10 Andalucía Plaza. Una doppia coppia di otto nove fu la combinazione che gli valse il primo premio. Ernesto Jiménez “Grischuk”, secondo, ha vinto 3.220 euro; Nickolai Hoff, il terzo, 1.995 euro. Presenti 76 giocatori per il Friday Poker Fever, che vede sempre più partecipanti e spettatori. Il Casino di Marbella ha sponsorizzato il primo bici-taxi della città. “El Trixi” è un veicolo ecologico che permette di trasportare due passeggeri, dispone di un motore ausiliario elettrico che alleggerisce la pedalata, svolgerà il suo servizio lungo il Paseo Maritimo, e durante il percorso il suo conducente spiegherà, ai turisti che trasporta, la storia, la cultura e la vita di Marbella. 30/2009 Pag. 15

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