Num.35 - 2009

 

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Il Giornale Italiano Num. 35 - 2009

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“IL GIORNALE ITALIANO de España” PARLA DELLA SPAGNA AGLI ITALIANI, DEGLI ITALIANI IN SPAGNA E DELL’ITALIA PER GLI ITALIANI IN SPAGNA 35/2009 | GIORNALE NAZIONALE GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET 158 MILA ITALIANI IN SPAGNA!

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IL PRESIDENTE: “GLI ITALIANI IN SPAGNA CONTRIBUISCONO ALLO SVILUPPO DEL PAESE CHE LI ACCOGLIE ONORANDO L’IMMAGINE DEL LORO PAESE D’ORIGINE” “Credo - ribadisce Fini- che sarebbe un fatto positivo se il 2010 fosse l’anno delle riforme costituzionali. Il primo passo potrebbe essere il completamento del federalismo nel suo aspetto istituzionale, a partire dalla costituzione di una Camera delle Regioni o di un Senato delle autonomie. Come Presidente della Camera dei Deputati è mio impegno che la maggioranze ed il suo Governo possa trovare gli spazi per un dialogo costruttivo e sereno con l’opposizione. Le giovani generazioni, come ho scritto nel mio libro Generazioni F, come Futuro, non possono, ma invece debbono giocare la partita della costruzione di una nuova libertà, ora e subito”. che dovrebbero dialogare. Su questo, come Presidente della Camera dei Deputati, posso dire che il mio impegno è quello che la maggioranza ed il suo Governo, che ha vinto le elezioni ed ha il diritto (nonché il dovere) di governare, possa trovare gli spazi per un dialogo costruttivo e sereno con l’opposizione. Un dialogo il cui tenore potrà anche essere acceso o aspro, ma che dovrà portare ad un livello più alto la discussione politica, senza nemici da abbattere, ma con avversari con cui confrontarsi, tutti consapevoli che il pluralismo delle idee è esso stesso il sale della democrazia rappresentativa. Da più parti, ma con idee diverse, si parla di una riforma del Parlamento e dei suoi regolamenti, considerata la difficoltà e la lungaggine fino ad oggi richiesta per approvare una legge. Anche questa crede sia una riforma urgente per l’Italia? Non c’è dubbio che in Italia il bicameralismo perfetto, che ha avuto e saputo di Paola Pacifici svolgere la funzione storica per la quale è stato pensato dai padri Costituenti, risulti un sistema in buona parte da superare, anche per le ragioni da Lei evocate. Certamente, già la creazione di un ramo del Parlamento ad assetto federale, come accennavo prima, potrebbe cambiare lo scenario. Detto questo, non c’è dubbio che le riforme istituzionali – se vogliono funzionare e durare nel tempo – debbono essere concepite con la massima attenzione all’equilibrio tra poteri. Penso, in particolare, al rapporto tra Esecutivo e Legislativo. Occorre un Governo che governi e decida con rapidità. E allo stesso tempo, quanto più esso decide, tanto più forte deve essere il controllo del Parlamento. La sfida è allora quella di trovare questo nuovo equilibrio, capace di restituire efficienza al sistema permettendo alle Istituzioni della politica di essere in sintonia sempre più stretta con le esigenze di modernizzazione del Paese. Presidente, qual è il suo auspicio per la politica italiana all’inizio di un anno dal quale, credo, gli elettori si aspettano riforme importanti e segnali di novità dalle istituzioni che li rappresentano? Mi permetta in primo luogo di approfittare dello spazio che mi concede per rivolgere il mio saluto più sincero ai suoi lettori; italiani e figli di italiani che costruiscono la loro vita in Spagna valorizzando le loro capacità, il loro patrimonio morale e contribuendo allo sviluppo del Paese che li accoglie onorando l’immagine del loro Paese di origine. Detto questo, e per non eludere la sua domanda, non posso che ribadire quanto già da me recentemente auspicato: credo che sarebbe davvero un fatto positivo se il 2010 fosse l’anno delle riforme costituzionali ai sensi di quanto la stessa Costituzione prevede per la sua modifica. In Senato è incardinato un disegno di legge che può costituire una buona base di lavoro dalla quale partire e sulla quale confrontarsi. Il primo passo potrebbe, infatti, essere il completamento del federalismo nel suo aspetto “istituzionale”, a partire dalla costituzione di una Camera delle Regioni o di un Senato delle autonomie La percezione, però, è quella di una specie di contrapposizione o di muro contro muro tra le forze politiche Il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini riceve il Dalai Lama. 35/2009 Pag. 2

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Il Presidente Gianfranco Fini durante l’incontro con la Regina Rania Al Abdullah di Giordania nella Sala della Lupa a Montecitorio Come sarà il prossimo anno per l’economia? Crede che siano stati adeguatamente risolti i nodi, anche internazionali, che hanno determinato una crisi così forte? Il mio giudizio sulla crisi tiene conto di due fattori. Da una parte, abbiamo avuto la dimostrazione di quanto la fiducia sia importante. Se le banche, i risparmiatori e gli imprenditori risultano vittime collettivamente di un sentimento di sfiducia sono davvero guai seri. Indubbiamente in un sistema economico di libero mercato è un rischio che si corre e che può creare devastanti ondate di panico collettivo, ma è anche vero che l’irrazionalità è solo una parte del problema. Non dobbiamo dimenticare, nomica globale e dell’alto livello di conflittualità politica oggi esistente, non crede che il rischio maggiore sia quello di perdere l’entusiasmo dei giovani, con il loro fondamentale apporto “creativo” per la costruzione di società responsabili e moderne? Il rischio c’è, ha ragione. E’ un tema (che mi appassiona molto) davvero complesso, che purtroppo non può esaurirsi nello spazio di un’intervista. Quello che posso dirle è che le giovani generazioni, che in un mio recente libro ho voluto chiamare Generazione F, come Futuro, non possono ma, a mio avviso, debbono giocare la partita della costruzione di una nuova libertà, ora e subito. La crisi economica ha acuito il diffondersi della preoccupazione bale? Proprio la globalizzazione dei processi sociali ed economici è stata la conseguenza prima e più importante della fine della Guerra Fredda e della caduta del Muro di Berlino, di cui abbiamo appena festeggiato il ventennale. Ma, quando cadono le frontiere, c’è sempre il pericolo di un ritorno (più o meno strisciante) a protezionismi, egoismi e xenofobie. Noi dobbiamo saper proporre un modello nuovo di libertà. Dobbiamo convincere i giovani che la garanzia della sicurezza cammina di pari passo con la garanzia della libertà nella quale sono nati e cresciuti: sono beni che debbono essere difesi contro tutte le possibili aggressioni e contro tutti i possibili nemici. In buona sostanza, è necessario che Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, con Josè Maria Aznar nella Sala delle Conferenze, per presentare il rapporto di ricerca Europa. infatti, che il disastro è an che causa delle norme che dovevano regolare la finanza globale e che non sono state rispettate. Nel 2009, il G20 di Londra, di Pittsburgh e dell’Aquila hanno visto i governanti concordare sull’individuazione di nuove regole per rendere più efficace il controllo sulla finanza. I dati che arrivano, mi sembra, autorizzano ad un cauto ottimismo, che non è certo una cambiale in bianco, ma devono essere segnali che la politica deve sapere cogliere per governare il cambiamento. Proprio in considerazione degli effetti della crisi ecoper la precarietà del lavoro, per un futuro incerto, per la vita sempre più cara e questo ha finito inevitabilmente per alimentare un senso di diffusa insicurezza. La sfida che dobbiamo vincere oggi è passare da una società della “paura” ad una società del “rischio”. Tra i due termini esiste una fondamentale differenza. La società della “paura” è un mondo dove le novità sono avvertite come una minaccia e dove il cammino del progresso è più faticoso. La società del “rischio” è invece una società di uomini liberi che vogliono migliorare la loro vita. E’ colpa della società glola mia generazione, figlia dell’epoca delle ideologie, si convinca della necessità di concludere con la Generazione F un patto, che sappia interpretare le esigenze del mondo globale e in trasformazione. Un patto non solo connesso ad una riforma complessiva del Welfare, ma che si possa esprimere in tanti altri ambiti e fattori: a partire da un patto di cittadinanza che sappia legare la politica alla società e senza il quale non sarebbe possibile, almeno in Italia, promuovere la percezione di un comune destino tra gli appartenenti alla comunità nazionale. Il Presidente Gianfranco Fini presenta il libro "Il futuro della libertà" alla Rizzoli Editore. 35/2009 Pag. 3

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Il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, ha partecipato alla cerimonia di apertura della Campagna di Solidarietà di Telethon 2009. Il Presidente visita il centro di alcologia e patologie dell'ospedale San Martino di Genova. Gianfranco Fini nasce a Bologna il 3 gennaio del 1952. Ha tre figlie, Giuliana, Carolina e Martina. Laureato in psicologia, giornalista professionista, inizia il suo percorso politico nel Fronte della Gioventù, diventandone segretario nazionale nel 1978. E’ eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1983, ed è successivamente sempre riconfermato. E’ eletto parlamentare europeo nel 1989 e nel 1994. Nel 1987 Giorgio Almirante lo designa suo successore quale Segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale, incarico che mantiene fino al 1990 e che assume nuovamente un anno più tardi. Nel 1993 si candida a sindaco di Roma, arrivando al ballottaggio. Nel 1994 nasce l’alleanza con Silvio Berlusconi che in quell’anno vince le elezioni politiche. Nel 1995, con il Congresso di Fiuggi, nasce Alleanza Nazionale e Fini viene eletto Presidente del partito. Dal 2001 al 2006 è Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nel secondo e nel terzo Governo Berlusconi. Nel gennaio del 2002 è nominato rappresentante dell’Italia alla Convenzione europea per la redazione del progetto di Trattato Costituzionale. Dal novembre del 2004 al maggio del 2006 ricopre l’incarico di Ministro degli Affari Esteri. Tra le sue principali iniziative legislative giunte alla definitiva approvazione delle Camere si ricordano la legge n. 189 del 2002, finalizzata al contrasto dell’immigrazione clandestina (cosiddetta legge Bossi-Fini), e la legge n. 49 del 2006 recante la modifica al Testo unico sugli stupefacenti contenente, in particolare, l’abolizione della distinzione tra droghe leggere e pesanti (cosiddetta legge Fini-Giovanardi). Il 30 aprile del 2008 è eletto Presidente della Camera dei Deputati. Foto di ENRICO PARA 35/2009 Il Presidente incontra gli studenti della scuola elementare di Bivona. Gianranco Fini con le ragazze e i ragazzi dell'Associazione "Nessun luogo è lontano" alla Scuola Media Statale “Lodovico Pavoni” di Roma. Pag. 4

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PALAZZO MONTECITORIO DAL 7 LUGLIO 1893 LA CERIMONIA DEL “VENTAGLIO” propria invidia per quella soluzione. Nacque così la tradizione del regalo del ventaglio. La cerimonia si interruppe durante il periodo fascista e riprese poi nel secondo dopoguerra, estendendosi anche al Presidente del Senato e, dal 1993, al Presidente della Repubblica. Il primo Presidente della Repubblica a ricevere il ventaglio fu Oscar Luigi Scalfaro, in quanto, per breve tempo, dal 24 aprile al 25 maggio 1992, fu presidente della Camera dei Deputati, ed eletto poi Presidente della Repubblica il 28 maggio, senza poter quindi ricevere il tradizionale ventaglio di luglio. La cerimonia fu da allora estesa anche al Capo dello Stato. Artisti giornalisti come Gandolin, Paolo Lioy, Zanetti, Carlo Montani (la cui opera, consegnata nel 1912 a Giuseppe Marcora, fu molto apprezzata), Chierici, Marchetti, si sono prestati nella decorazione dell’omaggio. Negli anni, sono stati donati anche preziosi esemplari d’antiquariato, risalenti ai secoli scorsi. Nel 2006, i tre ventagli sono stati realizzati da studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, grazie ad un concorso promosso dall’ASP. Dal 2007 il bando è stato esteso a tutti gli studenti dei corsi di pittura e decorazione delle accademie, con premi in denaro per i vincitori. secolo, alcune migliaia di incisioni e stampe di varie epoche, numerosi reperti archeologici, beni artistici, come: orologi, mobili d’epoca, arazzi e busti. Il patrimonio artistico, di opere d’arte moderna e contemporanea, è stata acquisita in proprietà dalla Camera a partire dagli anni trenta. Una piccola parte del patrimonio artistico è inoltre rappresentata da donazioni fatte sia dagli artisti sia dagli eredi. Palazzo Montecitorio è la sede la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana. La sua storia inizia nella prima metà del 1600 quando Innocenzo X commissionò a Gian Lorenzo Bernini la realizzazione della residenza per la famiglia Ludovisi. È l’origine del nome del monte sul quale fu costruito il Palazzo. C’è chi ritiene che in epoca romana vi si svolgessero le assemblee elettorali (da cui “mons citatorius”) e chi invece derivi dallo scaricamento di materiali di risulta della bonifica del vicino Campo Marzio (“mons acceptorius”). Il Bernini, straordinario interprete del barocco romano, realizzò un edificio che si adattava alla morfologia del territorio. La facciata del palazzo, lievemente curva, segue l’andamento della collina Palazzo Montecitorio fu acquisito dallo Stato e ospitava la Camera dei Deputati. Una delle modifiche del palazzo fu l’edificazione dell’Aula dell’Assemblea che fu affidata a Paolo Comotto, che costruì nel cortile una sala semicircolare a gradinate su un’intelaiatura di ferro interamente ricoperta di legno, inaugurata il 27 novembre 1871. L’aula era inadeguata, dotata di una pessima acustica, freddissima d’inverno e troppo calda d’estate. Inoltre, a causa di copiose infiltrazioni d’acqua, fu dichiarata pericolante e chiusa nel 1900. Fu costruita una nuova aula provvisoria in via della Missione, e solo nel 1918 fu inaugurata la sede definitiva nel Palazzo Montecitorio. L’ampliamento del palazzo fu affidato all’architetto Ernesto Basile, esponente di pri- Il Presidente durante la cerimonia della consegna del “Ventaglio” da parte dell’autore Matteo Balducci, studente dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. Foto Enrico Para La cerimonia del ventaglio è il rito di consegna di un ventaglio decorato al Presidente della Repubblica Italiana e ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato, tradizionale omaggio da parte dell’Associazione Stampa Parlamentare (ASP), che si tiene annualmente tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto, presso Palazzo del Quirinale, Palazzo Montecitorio e Palazzo Madama, per la chiusura estiva dei lavori parlamentari. Il ventaglio viene consegnato dal presidente dell’ASP; alla cerimonia partecipano il Direttivo, gli iscritti all’associazione e varie personalità del giornalismo, nonché alte cariche del Governo Italiano ed esponenti del Parlamento. Insieme a Basile collaborarono anche altri artisti, tra i quali Leonardo Bistolfi e Domenico Trentacoste, autori dei gruppi marmorei e della facciata posteriore. Il pannello bronzeo dell’Aula, posto alle spalle della Presidenza del Consiglio è intitolato: “La glorificazione della dinastia sabauda”, è opera del torinese Davide Calandra ed è stato fuso a Pistoia. Le più importanti sale di rappresentanza: la Sala della Lupa, la Sala Aldo Moro e la Sala della Regina, si trovano al secondo piano, insieme agli uffici del Presidente e dei componenti dell’Ufficio di Presidenza e del Segretario Generale. Attraverso uno scalone monumentale, si accede al “corridoio dei busti”, lungo il quale sono esposti una trentina di busti in bronzo e marmo di illustri deputati ed esponenti della storia parlamentare italiana. La Sala della Lupa deve il suo nome alla presenza di una scultura in bronzo della lupa capitolina. Qui fu proclamato il risultato del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e si svolgono ancora oggi riunioni importanti. Alla sua sinistra si affaccia la Biblioteca del Presidente, dove si tengono le riunio- L’occasione è colta principalmente per fare un bilancio sull’anno di attività politica e parlamentare, per consegnare i premi giornalistici istituiti dall’ASP e per scambiarsi auguri di buone ferie. Il primo ventaglio fu consegnato il 7 luglio 1893 al Presidente della Camera Giuseppe Zanardelli; si trattava di un semplice ventaglio di carta sul quale erano apposte le firme di tutti i giornalisti della tribuna stampa. Dal 1871, infatti, l’Assemblea era ospitata nella provvisoria aula Comotto, molto calda d’estate e ghiacciata d’inverno. Nei primi giorni di luglio del 1893, molti giornalisti, per combattere l’afa, usarono dei ventagli. Zanardelli espresse con ironia la ni dell’Ufficio di Presidenza e degli altri organi della Camera. Sul lato destro è invece situata la Sala Aldo Moro (nella Foto). L’intitolazione della storica sala è avvenuta il 13 maggio 2008, alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini, quando ricorreva il trentesimo anniversario della scomparsa del politico. A Palazzo Montecitorio si trovano più di mille dipinti e sculture datati tra il XVI e XX artificiale e gli elementi di pietra appena sbozzata, dai quali fuoriescono foglie e rametti spezzati, simulano un edificio costruito nella viva roccia. Morto il Papa nel 1655, i lavori si interruppero per le difficoltà economiche dei Ludovisi. Innocenzo XII li riprese trent’anni dopo volendolo destinare come ospizio per i poveri decidendo in seguito di installarvi la Curia Pontificia. Dopo la morte di Bernini, il progetto passò a Carlo Fontana che lo modificò, lasciando la facciata convessa ma aggiungendo il campanile a vela. La Curia fu inaugurata nel 1696. Oltre ai tribunali pontifici, il palazzo fu anche sede del Governatorato di Roma e della direzione di polizia. Con l’Unità d’Italia, mo piano della stagione liberty italiana, che progettò un nuovo edificio alle spalle dell’originale. Basile mantenne solo la parte frontale del palazzo berniniano, riducendo il cortile, demolendo le ali e la parte posteriore. Innalzò, sulla piazza del Parlamento, il nuovo edificio caratterizzato con quattro torri angolari in mattoni rossi e travertino. All’interno di questo blocco collocò l’aula delle sedute, illuminata da uno straordinario lucernario a ventaglio in stile liberty dipinto da Giovanni Beltrami e preceduto da un fregio pittorico di Giulio Aristide Sartorio. A Basile si deve anche il grande salone detto “Transatlantico” (nella foto), lungo ed imponente, posto sul diametro dell’emiciclo. 35/2009 Pag. 5

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PALAZZO MONTECITORIO La responsabilità generale della Camera è affidata al Presidente che presiede anche: la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari, l’Ufficio di Presidenza e la Giunta per il Regolamento. I Deputati rappresenLa Biblioteca della Camera dei Deputati è stata fondata nel 1848 come struttura di supporto del Parlamento subalpino. Nel corso della sua storia, ha costantemente svolto una funzione di raccolta ed elaborazione della documentazione al servizio dell’attività parlamentare ed è progressivamente diventata una grande biblioteca, con circa un milione e trecentomila volumi, più di duemila periodici, oltre cento banche dati. La Biblioteca è specializzata nelle discipline giuridiche, storiche, economiche, della scienza politica, della storia delle istituzioni; cura le raccolte legislative e degli atti parlamentari italiani e di numerosi paesi stranieri. Sono inoltre presenti ampie collezioni di testi per diverse altre materie, volumi antichi e di pregio, pubblicazioni di enti pubblici e privati. Dal 1988 questo ricco patrimonio è stato messo a disposizione della cittadinanza, che può usufruire in maniera del tutto gratuita di servizi di documentazione e di aiuto alla ricerca. Collegata con istituzioni nazionali ed internazionali, e strettamente integrata con la Biblioteca del Senato dal 2007, nell’ambito del Polo bibliotecario parlamentare, la Biblioteca della Camera rappresenta oggi uno dei maggiori centri a livello nazionale per lo studio delle materie politiche e giuridiche. LA BIBLIOTECA Presidenti Camera Deputati I LEGISLATURA - Giovanni Gronchi - DC - 8 maggio 1948 - 24 DELLA CAMERA giugno 1953 - II LEGISLATURA - Giovanni Gronchi - DC - 25 tano i cittadini elettori, la parola “deputato” significa infatti “rappresentante”. Possono essere eletti Deputati i cittadini italiani che abbiano compiuto venticinque anni, mentre per i Senatori occorre l’età di quaranta anni. In Parlamento i Deputati si iscrivono ad un Gruppo parlamentare, ciascuno dei quali è composto da almeno 20 Deputati. L’Assemblea è il luogo centrale dell’attività dove si prendono decisioni, si approvano progetti di legge e si svolgono dibattiti. Le votazioni sono valide se è presente almeno la maggioranza dei componenti, ed avvengono nelle sedute del martedì, mercoledì e giovedì. Il lunedì e il venerdì le sedute sono dedicate alle discussioni o alle interrogazioni. Le 14 Commissioni parlamentari, specializzate per materia, svolgono un lavoro istruttorio. Accanto alle Commissioni permanenti c’è il Comitato per la legislazione incaricato di esprimere pareri alle Commissioni sulla migliore formulazione dei progetti di legge al loro esame. Le regole principali riguardanti l’organizzazione, il funzionamento e le garanzie di autonomia delle Camere sono stabilite direttamente dalla Costituzione. Tutte le altre norme sono riservate dalla stessa Costituzione a Regolamenti parlamentari che ciascuna Camera approva in piena autonomia e con una procedura speciale. Alla guida dell’Amministrazione della Camera è preposto il Segretario Generale. La Camera ha 1900 dipendenti, assunti per pubblico concorso, ed è articolata in 18 Servizi e in 7 Uffici della Segreteria Generale. Nel Palazzo esistono anche una banca, un ottico, un ufficio di consulenza fiscale, un ufficio postale, un ambulatorio medico, un sarto, un barbiere, tre agenzie di viaggio, tre self service, un ristorante e una “Buvette”, dove Deputati e giornalisti parlamentari possono rifocillarsi durante le lunghe sedute. C’è anche una importante Biblioteca o Libreria della Camera dove si possono consultare gli atti parlamentari, le pubblicazioni e i dossier di documentazione forniti dagli uffici della Camera. Famoso il “Transatlantico”, un immenso salone rettangolare, attiguo all’Aula Plenaria, progettato agli inizi del novecento dall’architetto Ernesto Basile. Viene considerato il centro informale della vita politica. Vi passeggiano o vi sostano i deputati ed i giornalisti negli intervalli delle sedute o durante le stesse. Il suo nome è dato dall’illuminazione a plafoniera del soffitto, caratteristica delle navi transoceaniche. È salone così grande da poterci passeggiare - per questo viene chiamato anche “Corridoio dei passi perduti”. Basile lo rese sontuoso: opere d’arte, pavimenti di marmo, affreschi, divanetti, e gigantesche vetrate. Ricorda molto il salone delle feste nel film Titanic e i saloni lussuosi e vastissimi presenti solo nelle grandi navi da crociera. Le maestose scalinate del Bernini conducono alle grandi sale di rappresentanza come: la Sala della Lupa, la Sala Aldo Moro e la Sala della Regina. La Camera dei deputati dal 1871 ha sede nel Palazzo di Montecitorio, poco dopo lo spostamento della Capitale dell’allora Regno d’Italia a Roma. Sedi precedenti della Camera furono Palazzo Carignano a Torino (1848-1865) e Palazzo Vecchio a Firenze (1865-1871). Dal 1939 al 1943, durante il regime fascista, la Camera dei Deputati fu soppressa e sostituita dalla Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Ma la “città parlamentare” comprende numerosi edifici adiacenti che accolgono uffici e servizi. È anche sede di mostre, concerti, convegni, conferenze e iniziative per avvicinare i cittadini e in particolare i giovani alle istituzioni parlamentari. Quotidianamente transitano nei Palazzi della Camera circa 5.000 persone, tra deputati, giornalisti, dipendenti, visitatori e studenti. I cittadini possono assistere ai lavori dell’Assemblea. L’andamento di ogni seduta dell’Aula e di ciascuna Commissione e i voti possono essere riscontrati nel resoconto stenografico, disponibile nel sito; le sedute sono trasmesse per televisione satellitare, via radio o via internet; altre informazioni sono disponibili nelle pagine di Televideo. Il sito internet della Camera si propone di favorire un accesso ancora più largo ed in tempo reale per il pubblico, consentendo ai cittadini di conoscere tutti gli atti parlamentari e le attività svolte da ciascun deputato. Si può partecipare alla manifestazione “Montecitorio a porte aperte”, iniziativa che risale al 1994 e da allora ha registrato 136 edizioni ed oltre 205.000 visitatori. La prossima avviene il 10 gennaio 2010. giugno 1953- 29 aprile 1955 - II mandato - viene eletto Presidente della Repubblica - Giovanni Leone - DC - 10 maggio 1955 - 11 giugno 1958 - III LEGISLATURA - Giovanni Leone - DC - 12 giugno 1958 - 15 maggio 1963 - II mandato - IV LEGISLATURA - Giovanni Leone - DC - 16 maggio 1963 - 21 giugno 1963 - III mandato - nominato Presidente del Consiglio dei Ministri - Brunetto Bucciarelli-Ducci - DC - 26 giugno 1963 - 4 giugno 1968 - V LEGISLATURA - Alessandro Pertini - PSI - 5 giugno 1968 - 24 maggio 1972 - VI LEGISLATURA - Alessandro Pertini - PSI - 25 maggio 1972 - 4 luglio 1976 - II mandato - VII LEGISLATURA - Pietro Ingrao - PCI - 5 luglio 1976 - 19 giugno 1979 - VIII LEGISLATURA - Leonilde Iotti - PCI - 20 giugno 1979 11 luglio 1983 - IX LEGISLATURA - Leonilde Iotti - PCI - 12 luglio 1983 - 1 luglio 1987 - II mandato - X LEGISLATURA - Leonilde Iotti PCI - 2 luglio 1987 - 22 aprile 1992 - III mandato - XI LEGISLATURA - Oscar Luigi Scalfaro - DC - 24 aprile 1992 - 25 maggio 1992 - viene eletto Presidente della Repubblica - Giorgio Napolitano - PDS - 3 giugno 1992 - 14 aprile 1994 - XII LEGISLATURA - Irene Pivetti Lega Nord - 16 aprile 1994 - 8 maggio 1996 - XIII LEGISLATURA - Luciano Violante - PDS - 10 maggio 1996 - 29 maggio 2001 - XIV LEGISLATURA - Pier Ferdinando Casini - UDC - 31 maggio 2001 - 27 aprile 2006 - XV LEGISLATURA - Fausto Bertinotti - PRC - 29 aprile 2006 - 29 aprile 2008 - XVI LEGISLATURA - Gianfranco Fini - PdL - 30 aprile 2008 - In carica Composizione dei Gruppi Parlamentari Gruppo Consistenza attuale ITALIA DEI VALORI 24 LEGA NORD PADANIA 60 PARTITO DEMOCRATICO 209 POPOLO DELLA LIBERTA' 270 UNIONE DI CENTRO 36 MISTO 31 REPUBBLICANI REGIONALISTI POPOLARI 3 LIBERAL DEMOCRATICI-MAIE 3 MINORANZE LINGUISTICHE 3 MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE-ALLEATI PER IL SUD 8 Deputati non iscritti ad alcuna componente 14 Totale 630 SACRESTIA E CENACOLO Il complesso di vicolo Valdina, a poche decine di metri da Palazzo Montecitorio ha una storia millenaria, è sorto, infatti in epoca paleocristiana nel cuore di Campo Marzio come piccolo convento di Monache Basiliane (da San Basilio) intorno all’oratorio di S. Gregorio Nazianzeno. Nel 1870, quando gran parte degli edifici degli ordini religiosi passarono al demanio dello Stato, il convento venne parzialmente adibito a deposito dell’Archivio di Stato. Negli anni Settanta fu acquisito dalla Camera dei Deputati, che con un radicale restauro, ha riportato alla luce affreschi di scuola bizantina e decori. La scelta di una sede fuori del palazzo Montecitorio, ha permesso di trasferire alcune funzioni in un’area prossima creando così la “città politica”. Il restauro ha comportato la sostituzione della copertura a terrazzo, la ricostruzione del tetto e delle sequenza delle celle. Il selciato rovinato dell’area scoperta è stato rimosso e sostituito con un prato che meglio si integra con la presenza dei due alberi di fico, la fontana ed il pozzo della cisterna, creando così l’immagine di un’oasi di silenzio. Ne risulta valorizzato il lungo corridoio ai bordi del chiostro, delimitato da una fuga di colonne ottagonali. In questa zona sono stati fedelmente ricostruiti in alto gli spazi per le luci e ripristinati i pavimenti. Particolare cura ha richiesto il restauro della sala del refettorio conventuale, caratterizzata dall’ampia volta con cappuccine e stucchi, con una serie di affreschi settecenteschi e, sullo sfondo, la pittura del Cenacolo di origine cinquecentesca. Il Cenacolo è destinato a spazio culturale, aperto a Convegni e iniziative anche esterne alla Camera, così come la sala dell’antica Sacrestia. Il restauro della Sacrestia - dove è stato ripristinato il solaio con travi di legno - ha portato alla luce una, seppur frammentaria, crocifissione trecentesca. Il piccolo edificio dedicato a S.Gregorio Nazianzeno occupa l’angolo nord-est del chiostro a pilastri ottagonali. Esso costituisce l’elemento più antico del monastero ed è stato il fulcro materiale e spirituale intorno al quale si è sviluppato l’intero complesso. Una tradizione non confermata vuole che in questo edificio sia stato sepolto il corpo di S.Gregorio Nazianzeno, qui portato da alcune Monache Basiliane fuggite da Costantinopoli intorno al 750. La bella torre campanaria che sovrasta la chiesa è stata realizzata probabilmente in due tempi nel XII secolo. Nella chiesa sono presenti alcuni affreschi bizantini di notevole pregio, tra questi il Redentore, un’immagine della Madonna, di S.Basilio e di S.Pietro. L’ultimo atto, col quale si è voluto restituire all’edificio il suo ruolo e la sua dignità, è consistito nella consacrazione del nuovo altare, per il quale è stato riutilizzato un bellissimo sarcofago romano. Nell’altare sono state deposte le reliquie dei Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, Patroni d’Italia, e Francesca Romana, Patrona di Roma. Oggi il complesso di vicolo Valdina, con accesso sia dal vicolo che da piazza in Campo Marzio, ospita soprattutto uffici. Le sale maggiori, quali il Cenacolo e la Sacrestia, sono utilizzate per le manifestazioni culturali. Pag. 6 35/2009

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LORENZO AMOR, PRESIDENTE NAZIONALE ATA “Sono 13 mila gli italiani iscritti alla “Asociación Trabajadores Autonomos”, un nucleo molto importante - dichiara il Presidente. La crisi ha portato un danno di oltre 400 imprese perdute, 2 milioni di disoccupati e più di 1 milione di famiglie sul lastrico, la situazione spagnola è la più complicata in Europa. La nostra economia è basata sulla domanda interna e su due settori produttivi: la costruzione e il turismo”. Si perdono 500 lavoratori autonomi al giorno. nelle costruzioni e cominciarono a crescere i disoccupati, la chiusura di imprese spagnole e una riduzione sensibile del turismo. Come si quantizza il danno da allora ad oggi? Un danno di oltre 400 mila di piccole imprese che sono andate perdute e oltre 2 milioni di disoccupati, una situazione di asfissia economica in tutto il tessuto imprenditoriale, oltre 1 milione di famiglie sul lastrico, quindi una situazione che in Spagna è più complicata rispetto al resto dell'Europa. E che ci vedrà uscirne con maggior ritardo. Soprattutto perché la nostra economia è basata principalmente sulla domanda interna e su due settori produttivi: la costruzione e il turismo. In questo momento ci sono più di un 1 milione e 300 mila case non vendute, un settore che per molti anni costituiva il 15% annuo del Prodotto Interno Lordo, ora non solo non si costruisce, ma non si vende il costruito, la Spagna è in testa all'aumento progressivo della disoccupazione. Continua a scendere il numero dei lavoratori autonomi, da venti mesi. È difficile pensare che la Spagna possa uscire dalla recessione fino a quando si continuano a distruggere imprese, perdere posti di lavoro e licenziare la gente. In questo momento si perdono 500 lavoratori autonomi al giorno parlando come differenza tra imprese che chiudono e quelle che aprono, registriamo una perdita netta di oltre 3500 aziende autome alla settimana. Quali in particolare i riflesi sull'ATA? In questo momento l'ATA, la più rappresentativa del settore, è formata da più di mezzo milione di iscritti, è composta da 525 organizzazioni, però gli autonomi prima della crisi erano 3 milioni e 400 mila. Riteniamo che in questo anno 2010 continuerà a ridursi il numero di autonomi e di imprese e scenderemo al di sotto dei 3 milioni in totale. Molti sono gli autonomi italiani, e rappresentano un nucleo importante, soprattutto nel settore della ristorazione, che è molto rilevante nel nostro Paese. Ovviamente la crisi ha investito anche loro. Una crisi generalizzata eccetto per i servizi sociali, l'insegnamento, la sanità, i veterinari, l'educazione, ma i principali settori hanno avuto perdite indipendentemente dalle nazionalità degli autonomi. Che prospettiva vedi, Presidente? A breve e medio termine è una prospettiva che dipende dall' attività dal Presidente del Governo, i dati macro economici possono dimostrare un piccolo recupero soprattutto in termini estemporanei con una modesta crescita del PIB, però il problema vero sta che 8 su 10 imprese hanno forti restrizioni del credito, un autonomo senza credito è come una macchina senza benzina, rimane bloccato. In questo momento la maggior parte degli imprenditori soffre il problema del credito e la morosità, tanto privata come pubblica è andata aumentando, con la crisi economica e finanziaria. Un altro problema è che gli autonomi continuano a pagare un contributo fisso anche se la loro attività è calata del 40%. Non si sono fatte le riforme strutturali, quello che si farà è benvenuto, ma è in ritardo. Aggiungo la incapacità di ricollocare i disoccupati della costruzione, che fa si che in Spagna si ritarderà molto nel recupero economico e soprattutto la creazione di posti di lavoro. La Spagna ha anche il problema del deficit e della spesa pubblica. Mi auguro di sbagliare in questa mia previsione, ma bisogna stare con i piedi per terra. Credo che in questo momento quello che manca alla nostra economia sia la fiducia, ma per averla non si possono seminare illusioni che poi non si realizzano. MADRID di Alessandra Selvelli di Giulio Rosi Quando avete avvertito i primi segnali della crisi? Nell'estate del 2007 abbiamo avuto un primo segnale, soprattutto nel settore della costruzione e in quello del turismo vedendo che la stagione non era stata come quella precedente, per la prima volta l'edilizia aveva difficoltà di vendite. I lavoratori autonomi (titolari di ditte individuali e professionisti) sono i primi ad accorgersi di una crisi e a subirne le conseguenze. Nel maggio del 2008 il commercio cominciò a cadere, si accentuarono le difficoltà Il primo gennaio la Spagna assume la presidenza dell’Unione Europea per la quarta volta nella sua storia, ma sarà la prima in cui non sarà il suo Premier ad esserne a capo, sarà una copresidenza. Con il Trattato di Lisbona, infatti, Madrid sperimenta il nuovo assetto istituzionale. Il Premier Josè Luis Zapatero cede la leadership al presidente dell’Ue, il belga Herman Van Rompuy. A lui l’onore e l’onere di presiedere consigli e incontri con la stampa ai quale potrà invitare Zapatero. Il Premier spagnolo farà gli onori di casa agli ospiti durante i vertici in Spagna. La presidenza spagnola - che gestirà i rapporti e l’agenda con il presidente stabile Van Rompuy e con l’Alto Rappresentante per la politica estera Catherine Ashton - dovrebbe essere quello di “facilitare” l’entrata in vigore del nuovo assetto. Inoltre la Spagna dovrà affrontare il coordinamento del prossimo “trio” di presidenze di turno dell’Ue. Madrid I 6 MESI DELLA SPAGNA lavorerà con il governo belga e quello ungherese, che saranno alla testa dell’Ue dopo il paese iberico. La presidenza spagnola inoltre affronterà le sfide economiche legate alla crisi, che in Spagna è particolarmente grave, cercando di fissare i nuovi obiettivi di crescita e occupazione attraverso la definizione di una nuova strategia europea per il 2020 che sostituirà quella di Lisbona. Altro tema importante a livello europeo, ma soprattutto per la Spagna, dato l’elevato numero di violenze e di delitti contro le donne che avvengono, è la lotta per l’uguaglianza tra uomo e donna. Per realizzare il programma, il Governo spagnolo si è dato, oltre ai canonici sei mesi di tempo, anche un budget di circa 86 milioni di euro, divisi tra il ministero degli interni, degli esteri e della presidenza. Oltre 300 sono gli incontri comunitari che si terranno a Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia, Toledo, Malaga e San Sebastián. Caja Madrid e la Comunidad de Madrid hanno firmato il rinnovo per il 2010 dell’Accordo Hipoteca Joven, grazie al quale più di 49.500 madrileni in età da 18 a 35 anni, durante gli ultimi quattro anni hanno ottenuto l’accesso alla loro prima casa con ottime condizioni finanziarie. La presidenta de la Comunidad de Madrid, Esperanza Aguirre, accompagnata dalla directora general de Juventud, Guadalupe Bragado e da Matías Amat, director general de Negocio de Caja Madrid, ha spiegato che la Hipoteca Joven è diventata il prodotto ipotecario di riferimento dei giovani della regione, in quanto permette l’accesso ai finanziamenti per la casa alle migliori condizioni finanziarie attualmente possibili. Ha poi ricordato che questo provvedimento fa parte della politica regionale a favore dei giovani, per la quale sono stati investiti oltre 754 milioni di euro. NOTIZIE Durante l’ultimo anno Caja Madrid ha incrementato del 31% il suo volume d’affari nel settore degli autonomi e dei liberi professionisti, superando i 18.600 milioni di euro alla fine dello scorso mese di ottobre. La crescita dei finanziamenti concessi a clienti è stata del 23% rispetto all’anno precedente, pari ad una media prossima a 28.000 euro per cliente. All’interno di questo segmento, particolare dinamizzazione è stata quella dei commercianti, con un attivo del 33,6% rispetto all’anno precedente. Sempre in questo settore si è registrato un aumento dei clienti del 15% rispetto all’esercizio precedente, raggiungendo circa il numero di 447.000. Buona anche l’evoluzione dei commercianti che è cresciuta del 23,6%, raggiungendo i 111.000, di cui il 25% sono autonomi. Il prodotto più venduto sono i prestiti ipotecari il cui volume è cresciuto del 29%, e i finanziamenti con avallo del 12%. Caja Madrid sottolinea la sua specializzazione nella gestione dei finanziamenti ad autonomi, commercianti e piccole medie imprese che hanno una fatturazione fino a 10 milioni di euro. Durante i primi nove mesi del 2009 Caja Madrid ha venduto 600 immobili a clienti privati, incassando oltre cento milioni di euro. La vendita è stata effettuata in gran parte attraverso la pagina web della banca, dalla quale si accede ad un catalogo di oltre 1.500 abitazioni distribuite su tutta la Spagna. Parte della vendita è stata effettuata anche mediante aste bandite periodicamente da RESER, una società a partecipazione di Caja Madrid, che ha offerto sconti superiori al 40% rispetto al loro valore di mercato. Per fornire informazioni sugli affitti e sulle vendite dei propri immobili, Caja Madrid ha attivato un call-center specializzato al quale si può accedere componendo il numero 901117788. Per informazioni dirette sulle aste pubbliche si può chiamare la RESER al numero 902 185 186. Pag. 8 35/2009

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MADRID di Alessandra Selvelli N O T I Z I E MADRID - L’utile netto di ENDESA nei primi nove mesi del 2009 ammonta a 3.048 milioni di euro. Questo risultato supera del 51% l’utile ottenuto nello stesso periodo dell’anno precedente, in quanto comprende anche il risultato del primo semestre del 2008 e l’utile corrispondente alle quote vendute ad E.On nel giugno dello stesso anno, che era di 4.872 milioni di euro netti. Mentre il risultato dei primi nove mesi del 2009 comprendono il ricavato netto della vendita delle quote di Acciona, per 1.001 milioni di euro. Pertanto il risultato netto dei primi nove mesi del 2009 è inferiore del 55,2% a quello dello stesso periodo precedente. Per quanto riguarda la vendita di energia elettrica, il calo è avvenuto fondamentalmente in Spagna, in relazione alla forte crisi economica finanziaria che attraversa il paese. Notizie GRUPPO FIAT RISULTATI FINANZIARI DI ENDESA FIAT: 17.554 VETTURE IMMATRICOLATE IN SPAGNA Nel 2009 in Spagna il marchio Fiat ha immatricolato 17.554 vetture. Alfa Romeo si è fermata a 4.128 unità, Lancia a 2.118 unità. Nello scorso anno ha visto un calo del 17,9% delle immatricolazioni a 952.772 vetture. Nel solo mese di dicembre il dato è salito del 25,1% a 90.553 unità. Nonostante il crollo del mercato auto spagnolo nel 2009, sembrano difendersi bene l’Alfa MiTo e la Lancia Delta tra i modelli più venduti del Gruppo Fiat in Spagna. Il Consiglio di Amministrazione di Fiat S.p.A. sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, ha approvato i risultati consolidati del Gruppo del terzo trimestre e dei primi nove mesi del 2009. I ricavi del Gruppo sono stati pari a 12 miliardi di euro, in calo del 15,9% rispetto al terzo trimestre 2008. Alcuni business, comunque, hanno registrato un rallentamento meno pronunciato rispetto a quello del primo semestre: Fiat Group Automobiles (FGA) ha realizzato un fatturato pari a 6,5 miliardi di euro (-1,4%), con 538.900 vetture e veicoli commerciali leggeri consegnati (+4,3% rispetto al terzo trimestre 2008). FGA ha continuato a migliorare la quota di mercato in Europa Occidentale (+0,4 punti percentuali all’8,3%) grazie ad un’ampia offerta di veicoli a basso impatto ambientale, che hanno contribuito a migliorare le quote nella maggior parte dei principali mercati. ANTOINE BURGUIÈRE RESPONSABILE ABARTH E MARKETING FIAT PER IL MERCATO SPAGNOLO Il francese Antoine Burguière, 33 anni, laureato in Marketing e già responsabile della Abarth e del prodotto di Fiat e Lancia in Francia, è stato nominato direttore della Abarth e del marketing della Fiat per il mercato spagnolo. Lavorando direttamente a fianco di Carlos Gomes, Consigliere Delegado, Burguière dirigerà l’attività di entrambe le marche, creando una rete specifica per Abarth. Per la Fiat sarà prioritario il nuovo lancio in Spagna della Punto Evo e della 500C. Prima di lavorare per la Fiat, Burguière era stato dirigente presso la Mitsubishi e la Audi. NOTIZIE MADRID EXCELENTE dalucía (78,8), Baleares (71,7) ed Extremadura (66,7). della regione, con oltre 16.000 imprese. Altre aziende premiate sono state El Corte Inglés - titolare della Marca Madrid Excelente – Hiberlux Iberia, ACNUR ed Enrique Martínez Piqueras, ex Presidente di UNICEM, al quale è andato il riconoscimento per il settore dell’associazionismo imprenditoriale. ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA Lo scrittore Erri de Luca e il traduttore letterario Carlos Gumpert - inaugurano nel 2010 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid - una serie di dialoghi col pubblico, intitolati“ Los miércoles literarios de Europa”. L’inizativa è promossa dalla Representación de la Comisión Europea en España y por el EUNIC ESPAÑA (asociación de los Institutos Culturales Nacionales de la Unión Europea) per celebrare la diversità culturale dell’Unione Europea e dare visibilità alla figura del traduttore. Per l’interazione dell’autore con il pubblico, nel Caffè Letterario ci sarà un interprete dalla lingua dell’autore allo spagnolo. Questo il calendario: Mercoledì 13 gennaio: Erri de Luca (Italia). Mercoledì 24 febbraio: Erich Hackil (Austria) Mercoledì 28 marzo: Ion Vianu (Rumania). Mercoledì 28 aprile: Jaroslaw Mikolajewski (Polonia). Mercoledì 26 maggio: Ilija Trojanow (Alemania). Mercoledì 9 giugno: Keri Hotakainen (Finlandia). Miércoles en el mes de junio (Péter Esteráis – Hungría). Secondo l’ultimo “Indicador de Competitividad Regional en España”elaborato da Deloitte en colaboración con el Centro de Predicción Económica (CEPREDE) de la Universidad Autónoma de Madrid , la Comunità di Madrid è in testa al ranking di competitività regionale in Spagna con un valore di 131,7 punti, ossia circa 32 punti al di sopra della media nazionale. Lo ha spiegato il Consejero de Economía y Hacienda, Antonio Beteta. Lo scorso anno, la media spagnola di 100 punti, venne superata dalla Comunità di Madrid (131,7), Navarra (128,5), País Vasco (125,2), Cataluña (115,9) e Aragón (101,8). In coda, An- Comunità Madrid la più Competitiva Il Palacio del Negralejo di Madrid ha accolto ancora una volta la consegna de Premios Empresariales UNICEM, istituiti dalla Consejería de Economía y Hacie nda de la Comunidad de Madrid, per riconoscere il lavoro di persone, istituzioni e organizzazioni. In questa edizione il Consejero de Economía y Hacienda de la Comunidad de Madrid, Antonio Beteta, ha ricevuto il premio speciale della Giuria per il progetto Madrid Plataforma Logística promosso dalla Comunità di Madrid attraverso l’Instituto Madrileño de Desarrollo IMADE, con l’obiettivo di trasformare Madrid nella maggiore piattaforma logistica del Sud Europa. La Presidenta de la Comunidad de Madrid, Esperanza Aguirre (nella foto), ha concluso la cerimonia della consegna dei premi, sottolineando che a Madrid si trovano i principali centri di attività economica Premi Imprenditoriali UNICEM In base al ranking annuale degli investimenti industriali e della ricerca elaborato dalla Commissione Europea, la Telefónica è l’impresa spagnola che più investe in Ricerca e Sviluppo. L’impresa di telecomunicazioni, che vanta il Marchio Madrid Excelente dal 2001, è diventata il punto di riferimento in questo settore (I+D = Investigacion y Desarollo) avendo investito 594 milioni di euro nel 2007. Delle 23 compagnie in Spagna che più investono in Ricerca e Sviluppo, undici sono ubicate nella Comunità di Madrid, il che conferma che Madrid è la Regione spagnola che crea più Innovazione. Unión FENOSA, in tredicesima posizione fra le imprese spagnole che più investono in I+D, reca anch’essa il Marchio di Qualità Madrid Excelente. Telefónica,al primo posto in I+D Pag. 10 35/2009

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ALESSANDRO GRAZIANI E LA SUA “RINASCITA” A MADRID MADRID di Alessandra Selvelli suggerimenti su come realizzarla. Ha influito su di te l'avere un nonno pittore? Certamente. Fatalmente dopo le tette di mia madre ho visto un quadro di mio nonno. Nella mia famiglia non c'erano solo i suoi quadri, ma anche molte altre opere d'arte di autori diversi, dal '400 al '600, era impossibile non venirne in qualche modo influenzati. Si dice che la originalità in assoluto non esista, nel senso che ognuno riceve più o meno degli input da varie direzioni. Quale può essere stato, sia pure con una trasposizione personale della pittura, che hai ricevuto fin da bambino? Quello che si vede dalle mie opere è che alcuni personaggi, icone del passato, come Gesù, il Buddha, Nefertiti ed altri, vengono, come dire, importati nell'oggi. Questo lo faccio con il tratto dello stilista, per esempio vestendo Nefertiti come una modella del 2010 viene percepita in questo modo e così Gesù diventa un uomo di oggi che gira in Harley Davidson. Vengono decontestualizzati dalla loro epoca e contestualizzati nell'attualità e in qualche maniera perfino riumanizzati. Come definisci il tuo stile? Non sono interessato a definirlo. Lo hanno chiamato in molti modi, onirico, pop, ma la cosa che mi interessa è che sono riuscito, a quanto dicono i critici, a costruire un linguaggio visivo assolutamente “Punarjanman” - in sanscrito, Rinascita - è il titolo della suggestiva mostra di Alessandro Graziani, organizzata all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid con il patrocinio dell’ Ambasciata d’Italia. Le sue opere esprimono un linguaggio visivo originale e dinamico, traboccante di felicità, che ricorda Rio de Janeiro, dove l’artista vive e lavora alternativamente con Napoli. Precedentemente la personale era stata presentata al Palazzo del Vignola di Todi, a Perugia e nell’incanto di Castel dell’Ovo di Napoli. Adesso andrà a Shangay. originale, sia pur miscelando vari aspetti della cultura, del passato e del presente, con qualche accenno a quella che secondo me sarà la cultura del futuro. Quale pittore del passato ti piace? Sono affezionato a due personaggi, come il Greco e naturalmente il Caravaggio, dico naturalmente perché il Caravaggio piace a tutti. Cosa ti rende allegro e cosa ti fa arrabbiare? La buona relazione con gli altri e l'arroganza fine a se stessa perché in qualche maniera riverbera anche la mia. Quale è stato l'apprezzamento che ti è piaciuto di più? Lo ricordo perfettamente perché mi è stato rivolto più volte: “Finalmente vediamo una mostra dalla quale usciamo con gioia”. Quanto costano le tue opere? Per il momento sono, “politicamente corrette” in termini di produzione, fatica e costi. Sono alla portata di tutti , credo, per il momento Pensi che rimarrai fedele a questo stile o pensi di cambiare? Ho molti progetti, solo che il mio lavoro, per come è stato articolato, è multitecnico quindi molto costoso. Mi evolverò in proporzione con quello che mi potrò permettere. Molti miei personaggi sono già stati costruiti per muoversi virtualmente, da un contesto all'altro, tutto questo e` molto costoso e per il momento non me lo posso permettere. Intervista Arrivando dal mondo della moda, cosa ti sei portato nell’attuale attività artistica? La capacità progettuale, di sintetizzare una serie di elementi nello specifico del mio lavoro multiculturale, multietnico e multireligioso e una capacità di sintesi tipica della moda. Adesso vivo in Brasile perché la parte particolarmente creativa la realizzo qui. È un paese stimolante sotto ogni punto di vista. Lavoro più che altro su progetti e attraverso delle metafore visive li trasformo in opere figurative. I temi preferiti sono una nuova attribuzione di valore attualizzato della religiosità, oppure altri temi della contemporaneità, il conflitto, il potere, la guerra, l'ecologia, tutti appartenenti alla modernità . Quanto c'è di te nei temi che tratti? Ciascun artista mette nelle opere qualche caratteristica autobiografica, poi, nella mia ricerca, faccio in modo che l'aspetto della comunicazione renda l'opera fruibile da chiunque. C'è comunque parecchio di autoreferenziale. Come nasce il Graziani artista? Il passaggio non è assolutamente identificabile, penso sia stato un processo naturale. Nel momento in cui nella moda il marketing condizionava troppo la creatività; mentre l'arte è un campo molto aperto. Il percorso dall'intuizione alla realizzazione di un opera non è tracciabile nitidamente. Normalmente il quadro lo vedo già finito, nel senso che mentre sto pensando ad un concetto, che può essere la vita, la morte e la felicità, in quel momento compare una immagine. Devo essere bravo e veloce a metterla in opera altrimenti svanisce. La vedo completa anche nei dettagli. Essendo nevroticamente perfezionista come tutti quelli che lavorano nella moda, la riproduco esattamente. Naturalmente comporta molto lavoro, per fare un opera ci impiego anche due mesi, per un opera particolare ci ho lavorato un anno e mezzo. Ti hanno definito un “manipolatore”, “abile miscelatore della contemporaneità”, ma c'è una ispirazione comune che ti ha fatto scegliere questa forma d'arte? Assolutamente si. Il tema fondamentale dei miei lavori è la felicità, che è una ricerca che fanno tutti gli uomini durante la loro vita. Detto questo, oltre ad analizzare la realtà , sia pure in termini metaforici, qualche volta mi permetto di dare dei 35/2009 Pag. 11

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