Num.47 - 2010

 

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Il Giornale Italiano Num. 47 - 2010

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“IL GIORNALE ITALIANO de España” PARLA DELLA SPAGNA AGLI ITALIANI, DEGLI ITALIANI IN SPAGNA E DELL’ITALIA PER GLI ITALIANI IN SPAGNA 47/2010 | GIORNALE NAZIONALE GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET | D.L.: MA-884-2008 158 MILA ITALIANI IN SPAGNA!

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MARIANO RAJOY: IL PP IN SPAGNA E PER LA SPAGNA Il Presidente del Partido Popular, in questa intervista in esclusiva, traccia un quadro della situazione della Spagna - “I giovani sono un forte fattore di innovazione e di incessante ricerca per nuovi percorsi” - “Il Paese e gli spagnoli stanno attraversando momenti veramente difficili, ma li supereremo come avvenne durante la transizione che ci portò pacificamente alla democrazia” - “Il Governo del Partito Popolare aveva costruito un processo economico a livello internazionale che tutto il mondo definì «milagro español»”- “Ci troveremo ad affrontare notevoli difficoltà per riportare il Paese non solo al livello in cui lo lasciammo ma anche superiore” - “Abbiamo bisogno di sicurezza e di regole chiare” - “Con i miei figli ci piace moltissimo assistere alle partite di calcio” - “Amo i Beatles, i Rolling Stones” - “Mi arrabbio poco, dicono che sia uno dei miei difetti” - L’Italia «me encanta»” - “Il maggior difetto di Zapatero? Il mancato recupero economico della Spagna” - “Per l’Eta ritengo che el listón de exigencia da parte dello Stato e da parte del Governo non debba abbassarsi mai e puntare più sull’efficacia delle Forze dell’Ordine che sui negoziati” - “Il congelamento delle pensioni penalizza una categoria già debole” - “Primo obiettivo basico da raggiungere, la riduzione del deficit e del debito pubblico” - “I rincari di gennaio sono un ingiusto giro di vite” - “Invito gli italiani ad investire in Spagna” Intervista di Paola Pacifici Presidente, quando e perché scelse di dedicarsi alla politica? Avvenne in modo abbastanza naturale, spontaneamente, perché ai miei tempi, quando ero giovane, risultava molto difficile non essere presenti e sottrarsi senza partecipare all’ambiente di quella importante effervescenza politica che particolarmente si viveva in modo intenso in quegli anni in Spagna. Sicuramente la mia scelta fu determinata dal mio forte interesse per la “cosa pública” assieme a quelle circostanze sociali ben determinate che rappresentavano la situazione del momento per il mio Paese. Gli spagnoli e la politica? È abbastanza evidente che agli spagnoli interessa la politica, o meglio gli appassiona la politica nel senso del dibattito. Basta vedere, infatti, il notevole successo che hanno gli incontri politici in televisione ed in radio. Sicuramente e senza dubbio è un fatto positivo che i cittadini si avvicinino alla politica del loro paese e che la vivano in modo così presente e partecipativo. In un paese democratico è giusto che sia così. Presidente, i giovani e la politica? Per me valgono gli stessi principi che riguardano gli adulti. Anche se è vero che i nostri giovani dimostrano sempre un maggior interesse per i movimenti alternativi. Tanto nella politica come nella vita, in generale, sono sicuramente un forte fattore di innovazione e di incessante ricerca per nuovi percorsi. Pertanto la politica, in quanto politici, deve stare sempre attenta e dare spazio alle idee dei giovani, cogliendo soprat- tutto quegli elementi che permettono e contribuiscono ad attuare una riforma. Perché la Spagna è cambiata così tanto? La Spagna è cambiata si, ma in meglio. Anche se attualmente il Paese e gli spagnoli stanno attraversando momenti veramente difficili, ma sono certo che le situazioni critiche le supereremo come abbiamo fatto sempre e ne usciremo sicuramente più forti, più competitivi e con maggiore entusiasmi. Avvenne già in altre occasioni, come durante la transizione che alla fine ci portò pacificamente alla democrazia, lo facemmo anche quando entrammo in zona euro ed in altre occasioni. Era necessario dimostrare la nostra capacità di affrontare le situazioni difficili e risolvere i problemi che esse provocavano. La società spagnola, con i suoi cittadini e le sue istituzioni, ha dimostrato molte volte la sua volontà di rompere gli schemi, di lanciarsi verso il futuro ed ottenere così ogni volta dei risultati di notevole rilievo. La Spagna come è inserita nell’Europa di oggi? “Europa non es tal sin España” La Spagna rende forte l’Europa, ma nello stesso tempo l’Europa ha concorso nel realizzare la migliore Spagna della storia recente. Il ruolo del nostro Paese a livello comunitario ha collaborato e collabora in moltissime occasioni contribuendo in modo rilevante alla costruzione di un Europa sempre più presente, efficace ed importante nell’ambito delle relazioni internazionali. Per queste ragioni sono ottimista, anche se tutti abbiamo ancora un grande e significativo lavoro da svolgere per consolidare i risul- Il Presidente Rajoy nella Playa de Zarauz (Guipúzcoa) tati ottenuti, ottenerne degli altri, raggiungere nuovi obbiettivi affinché l’Unione Europea sia sempre più valorizzata e la Spagna sempre più protagonista nella vita europea ed internazionale. Considerando la grave e persistente crisi economica che sta vivendo la Spagna, quando crede che potrà uscirne? Negli anni precedenti il Governo spagnolo non ha fatto le ri- forme che erano necessarie e quindi si provocarono grandi squilibri. Il Governo del Partito Popolare, aveva generato e costruito un processo economico a livello internazionale, che venne definito dagli osservatori finanziari e politici di tutto il mondo come “milagros español”. Purtroppo il successivo Governo non solo non ha costruito a livello economico, ma anzi ha sprecato il patrimonio che gli abbiamo lasciato senza pensare di creare nuove fonti di benessere e contemporaneamente anche di sviluppo per il nostro Paese. Quando esplose la crisi finanziaria internazionale, trovò la Spagna che era già in una propria situazione di debolezza per la mancanza di riforme e per la pessima gestione governativa. A questa situazione disastrosa si aggiunsero anche i notevoli costi e gli sprechi non necessari da parte dell’attuale Governo. Adesso siamo costretti a pagare non solo le spese di questi tanti Il Presidente Mariano Rajoy durante un incontro con la gente a Pontevedra Pag. 2 47/2010

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Il Presidente Mariano Rajoy con la Presidente del Partido Popular de Cataluña, Alícia Sánchez-Camacho, durante una partita a domino e pesanti errori, ma anche a superare le difficoltà che troveremo per riportare il Paese non solo al livello in cui lo lasciammo ma anche superiore dando così alla Spagna ed agli spagnoli un paese degno di loro. Usciremo da questa pesante crisi quando saremo capaci di restituire la fiducia agli impresari e di conseguenza agli investitori, all’interno della Spagna e fuori delle nostre frontiere. Don Mariano, che significa “fare politica”? Per alcuni può sembrare che la politica sia basata esclusivamente sulla ricerca dello scontro fra le varie idee politiche. Per me invece ha tutt’altro significato, sono completamente contrario a quello. Sostengo che una delle cose principali sia quella di trovare gli opportuni accordi, di intendersi, di trovare le soluzioni adeguate dalle rispettive posizioni per costruire insieme una buona gestione pubblica, dare quindi un buon governo. Risolvendo nello stesso tempo i problemi dei cittadini. Io sono un forte e convinto sostenitore della “Transición democrática española” nella quale tutti rinunciarono a qualche cosa delle loro posizioni politiche per raggiungere un obbiettivo comune dando quindi alla Spagna un risultato che in totale è indubbiamente più importante e più valido dello scontro che è fine a se stesso e delle singole rinunce. Come deve essere un buon politico? Deve essere un politico serio, non deve frivolizzare, sottovalutare le situazioni difficili del suo mandato, pensare unicamente ai titoli del telegiornale e dei giornali del giorno successivo. La cosa veramente fondamentale è che il politico rigoroso deve avere un progetto chiaro e forte per il suo Paese e per i suoi connazionali. Pensare di stare al potere solo per poter comandare, senza migliorare la realtà, senza contribuire tangibilmente allo sviluppo ed al progresso, sono sicuro che questo non solo non è ammissibile ma non vale la pena ed in fondo non serve a niente, danneggia solo il Paese. Fare politica con la serietà e la coscienza che questa richiede è solo un dovere che abbiamo ogni giorno nei confronti della nostra comunità che si aspetta da noi un buon e serio comportamento politico. La politica è una delle attività più belle ed entusiasmanti che possa esercitare un uomo e una donna, la vita dei suoi cittadini è nelle sue mani, ogni giorno, così come il futuro dei giovani che con un buon esempio sapranno continuare il nostro lavoro ed il percorso che gli abbiamo tracciato. Il compenso di un politico è la stima della gente. Di che cosa hanno bisogno oggi gli spagnoli per far fronte alla quotidianità ed al futuro? Gli spagnoli e la Spagna hanno bisogno di sicurezza, di regole chiare, di un orizzonte e di un futuro sicuro e di stabilità. Occorre che un politico dica loro chiaramente: “Ci troviamo in una situazione difficile, in un momento critico, però possiamo e dobbiamo uscirne facendo questo, questo e quest’altra cosa, o legge o provvedimento”, insomma è doveroso, necessario e importante presentare un piano, un progetto, delle idee, attraverso le quali vogliamo e raggiungiamo gli obbiettivi in questo determinato termine di tempo. Così si parla ai cittadini. Gli spagnoli vogliono avere dati precisi, certezze e non avere più idee confuse, incostruttive, vogliono lasciarsi alle spalle, questo brutto, difficile e dannoso periodo di improvvisazioni e di insuccessi. E non chiedono che ogni giorno si cambi linea politica e provvedimenti che poi portano solo alla confusione e non alla soluzione dei problemi di fondo e quotidiani. La gente non capisce perché prima si pensa ad un piano e poi dopo pochi mesi non è più valido o addirittura si elimina. Allora si chiedono, era giusto? O è giusto adesso? La popolazione deve avere risposte serie e vedere comportamenti coerenti. Cosa ha detto al Papa quando lo incontrò a Santiago? Ero felice, gli ho trasmesso la mia grande emozione che stavo provando per trovarmi assieme a lui nella mia cara città natale che lo accoglieva con tutto il suo affetto. Indubbiamente per me quello fu un momento eccezionale. Non potrò mai dimenticarlo. Presidente, vorrei sospendere le domande politiche per conoscere qualcosa della vita privata. Quale sono i suoi passatempi? Con i miei figli, soprattutto con il maggiore ci piace moltissimo assistere alle partite di calcio. Amo camminare, leggo volentieri. Sono un collezionista di fotografie di famiglia, mi piace raccoglierle, metterle in ordine e osservarle per ricordare sempre con tanto piacere i luoghi, le circostanze ed i momenti in cui vennero fatte. Sono sensazioni bellissime e che tengono unita la famiglia con i suoi ricordi e sentimenti migliori. La musica che le piace? (Sorridendo), la musica dei miei tempi: i Beatles, i Rolling Stones. La musica della salsa mi mette tanta allegria. Cosa fa arrabbiare Mariano Rajoy? Sono sincero, in realtà mi arrabbio molto poco. Dicono che sia uno dei miei difetti. Conosce l’Italia? Se sì, quali città? L’Italia “me encanta”. Roma è una città meravigliosa, ricca di bellezze architettoniche, di grandi opere d’arte, di antichità, la sua storia e le sue bellezze paesaggistiche la rendono unica. Senza dubbio si può definire e considerare un ricco museo all’aria aperta. Conosco, perché l’ho visitata, anche la Sicilia e sono rimasto colpito dalle sue città e dalle sue bellezze. Che le piacerebbe fare, ma non può, per mancanza di tempo? Non è solo per mancanza di tempo ma quanto per una questione di “privacy”, comunque cerco sempre di fare qualcosa che mi piace. Molte volte può essere un problema più per la gente che mi accompagna che per me stesso. Signor Rajoy, anche in famiglia occorre un po’ di politica? La politica è necessario quasi in tutto. Anche in famiglia, bisogna a volte agire in modo fermo Mariano Rajoy assieme alla moglie Elvira ed ai suoi due figli, Mariano e Juan, mentre scelgono e comprano libri al Parque del Retiro di Madrid 47/2010 Pag. 3

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Mariano Rajoy con Javier Arenas, presidente del Partido Popular Andalucia Governo al Partido Popular, ottenendo così una immediata e spettacolare crescita del loro livello di vita. L’Andalusia è la regione più grande della Spagna, con un immenso potenziale economico, ma gli serve un governo efficace, serio, motivato che gli imprima la dinamica necessaria per trasformarsi in una regione protagonista e di primo piano. Andalusia ha tutto. Sono convinto che gli andalusi si sono ormai resi conto che il Partido Popular è quanto gli serve subito per fare un enorme ed importante passo avanti. Qual’è il peggior difetto del signor Zapatero? In questo momento il suo peggiore difetto è che sta ritardando il recupero economico della Spagna. Quando sarà Presidente cosa farà nei primi 100 giorni di governo? Faremo un piano coordinato, coerente, che comprenda tutte le riforme che servono e che vogliamo realizzare. Andranno dal taglio della spesa pubblica alla “unidad de mercado”, dalla politica energetica al miglioramento dell’educazione. Un grande e necessario lavoro che impegnerà a fondo il Governo fin dai primi cento giorni che dedicheremo a ridare la fiducia e la speranza agli spagnoli, i quali si trovano in questo momento con una grande ed impellente necessità di questi due vi- e deciso. La democrazia è anche questo. Ovviamente l’affetto famigliare richiede una politica famigliare. Quali sono i valori più importanti da insegnare ai bambini? L’indipendenza e la responsabilità, sono due indispensabili e fondamentali valori che vanno di pari passo. L’indipendenza è, in fondo, la libertà, cioè la capacità ed il coraggio di adottare liberamente le proprie decisioni. La responsabilità invece è essere sempre coerenti con le decisioni che si adottano in libertà. Questi sono i principi che mi dettero i miei genitori e che ritengo siano i migliori che possa insegnare e trasmettere ai miei figli. La libertà per prendere le loro decisioni, essendo poi responsabili delle stesse. Tutti gli altri valori della vita, o gran parte di essi, sono collegati e spesso consequenziali a questi due concetti. Quali sono i suoi luoghi preferiti per andare in vacanza? In estate vado nella mia Galizia, in inverno mi piace passare qualche giorno alle Canarie, poi cerco sempre di trovare qualche fine settimana per passarlo in Andalusia, in levante e a volte in qualche capitale europea. Di che cosa parla con i suoi amici più intimi? Di tutto e di niente: di sport, di libri, dell’educazione dei figli, della crisi e di come ci colpisce. Mi piace parlare con loro della vita in generale, come fanno tutti. Sono orgoglioso e mi vanto di avere e mantenere gli stessi amici della mia gioventù. Loro sono importanti per me, mi danno una visione della realtà quotidiana che molte volte non arriva negli ambienti politici. Sono il mio genuino, piacevole ed utile collegamento con la vita, con i problemi, i sentimenti e le esigenze di ogni giorno dei cittadini. Ritorniamo al Presidente del Partido Popular. Per la prima volta dopo 35 anni, avremo una Andalusia governata dal PP . Quante e quali cose si dovranno cambiare? Sarà una rivoluzione, in senso positivo. Basta vedere quello che è successo a Madrid, Valencia e Murcia. Sono comunità che ad un certo momento decisero di votare ed affidare il proprio Mariano Rajoy, Javier Arenas, il Segretario generale PP Andalucia Antonio Sanz e il Presidente del PP Malaga Elías Bendodo ad Antequera Mariano Rajoy incontra i giovani di Cáceres tali fattori, non solo per la ripresa economica, ma anche la normale vita sociale. Presidente: il Governo e l’Eta? La banda terrorista sta peggio che in altri momenti della sua storia, però c’è troppo rumore e le troppe informazioni non facilitano le cose. Personalmente ritengo che el listón de exigencia, da parte dello Stato e da parte del Governo non debba abbassarsi mai. Puntare più sull’efficacia delle Forze dell’Ordine che sui negoziati. La condizione che Batasuna, da sola, possa presentarsi alle elezioni è che prima di tutto Eta si dissolva. Purtroppo la credibilità del Governo in questo tema, come in tanti altri, non è delle migliori. Se qualcuno vuole giocare a ripetere gli Pag. 4 47/2010

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stessi errori del passato lo farà sotto la sua responsabilità. Signor Rajoy, cosa pensa del congelamento delle pensioni? Sono contrario a questo provvedimento, è solo un fatto d’immagine per i mercati. Penalizza una categoria già debole, ma non serve a recuperare quanto necessario per uscire dalla crisi. Nello stesso tempo in Spagna ci sono 3.800 imprese e fondazioni di carattere pubblico. Il loro costo è elevatissimo. E questo non è ammissibile. Per un efficace recupero economico, fra i vari provvedimenti da prendere subito e che si sarebbero già dovuti attuare da diverso tempo, occorre stabilire un tetto massimo delle spese per la Pubblica Amministrazione. Quali sono i problemi più urgenti da risolvere? Sono tanti, ma con quali priorità? Credo che in questo momento in Spagna, dove il problema fondamentale è la disoccupazione, quello che si deve fare è aiutare coloro che possono generare ricchezza e posti di lavoro. Le piccole e medie imprese, soprattutto, e i lavoratori autonomi, che sono stati maltrattati negli ultimi tempi. E poi ci sono altri tre temi fondamentali. Prima di tutto, obbiettivo basico da raggiungere, la riduzione del deficit e del debito pubblico. Poi si deve completare il processo di ristrutturazione delle Casse di Risparmio. Ma c’è anche un altro punto che ritengo urgente in Spagna ed è l’energia. Tutti devono fare qualche sacrificio, ma quello che non possiamo accettare è che l’unica forma di risolvere i problemi energetici della Spagna sia quella di aumentare le tariffe a spese solo del cittadino e delle nostre aziende. Questo porta come logica conseguenza ad una ulteriore riduzione dei posti di lavoro e ad un aggravamento della crisi economica. Da gennaio avremo rincari in settori vicini alla vita della gente. Questo in un anno in cui la crisi sarà ancora più pesante? Si tratta di provvedimenti che rappresentano un ingiusto giro di vite per la già difficile economia degli spagnoli. Con l’aumento del prezzo della luce, che è del 9,8 per cento; del gas naturale, che è del 3,9 per cento, dei biglietti ferroviari dell’Ave, del 2,3 per cento e dei treni locali, che è del 3,1 per cento, sommandoci anche il precedente aumento dell’Iva del 2 per cento, si conferma ancora una volta la “política disparada” ed inutile dell’attuale Governo. Negli ultimi anni il prezzo della energia elettrica è salito complessivamente del 40 per cento, l’aumento più alto dal 1983. E questo colpisce tutti, tanto la tasca della gente comune quanto la competitività delle imprese spagnole. Va tenuto presente che tutti questi incrementi non arrivano da soli, perché andranno ad aggiungersi ad altri tagli sociali, già previsti, che si effettueranno durante il 2011. Presidente un bilancio politico dell’anno che è terminato ed una previsione per questo che inizia? È stato un anno politicamente completamente perso, buttato via, giorni sprecati ai fini di un recupero economico che non è avvenuto. La mia speranza è che questa triste situazio- L’incontro di Mariano Rajoy e sua moglie Elvira Santiago de Compostela con il Santo Padre sin.: Il Presidente Mariano Rajoy, il Sindaco di Valencia Rita Barberá e il Presidente della Comunidad Valenciana Francisco Camps ne, questo indimenticabile anno, che ha visto una gestione pubblica disastrosa e priva di iniziative serie, non si ripeta con il 2011. Agli italiani che lavorano in Spagna, sono oltre 200 mila di cui il 95% formato da imprenditori, che consiglio darebbe per affrontare il nuovo anno e che messaggio augurale gli invia? Spagnoli e italiani ci capiamo perfettamente. Io li invito a restare qui, ad investire qui ed ad incoraggiare i loro connazionali a venire in Spagna, perché il nostro Paese, nonostante questa crisi che supereremo, continua ad essere una nazione meravigliosa per vivere e fare affari. Sono certo che non si pentiranno di aver scelto la Spagna e di aver creduto sulle sue possibilità. “Sólo me queda desear par 2011, salud y felicidad para todo el mundo, y en el contesto político que impere la responsabilidad y el acierto para que pronto podemos salir de la difícil situación en al que nos encontramos”. Mariano Rajoy Brey Nato il 27 marzo 1955 a Santiago de Compostela. Sposato con 2 figli. Laureato in Diritto all’università di Santiago de Compostela. Titolare del Registro de la Propiedad. • Presidente Nazionale del Partido Popular, eletto nel XV Congresso nel 2004 e riconfermato nel 2008. • Vicepresidente della Internacional Demócrata de Centro (IDC) dal gennaio 2006. • Vicepresidente della Unión Demócrata Internacional (IDU) dal giugno 2005. • Segretario Generale del Partido Popular dal settembre 2003 fino a ottobre 2004. • Vicesegretario Generale del Partido Popular (1990-2003). • Membro del Comité Ejecutivo Nacional del Partido Popular dal1989. • Deputato nelle legislature III, IV, V, VI, VII, VIII y IX. • Vicepresidente Primero del Gobierno, Ministro Portavoz y Ministro de la Presidencia (2002-2003). • Vicepresidente Primero del Gobierno y Ministro del Interior (2001-2002). • Ministro de Educación y Cultura (1999-2000). • Ministro de Administraciones Públicas (19961999). • Vicepresidente della Xunta de Galicia (1986-1987). • Presidente della Diputación de Pontevedra (19831986). • Direttore Generale Relaciones Institucionales de la Xunta de Galicia. • Parlamentario autonómico de Galicia nel 1981. Pag. 5 sin.: Esperanza Oña, Sindaco di Fuengirola, Francisco de La Torre, Sindaco di Malaga, Mariano Rajoy e Javier Arenas in Calle Larios a Malaga Mariano Rajoy con Ángel Muñoz Sindaco di Marbella 47/2010

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PREMIO ITALIANITÀ 2010 Intervista di Giulio Rosi I Premi Italianità sono alla settima edizione. Anche quest’anno confermano i pregi dell’operato italiano? Si, soprattutto la continuità produttiva degli italiani. Vengono dati a chi lavora in Spagna o in Italia che lavorano per la Spagna, come italianità esportata oppure a spagnoli che lavorano per l’Italia. Abbiamo premiato il Presidente di Fiat Iberica e Presidente e Amministratore Delegato di Iveco España Piero Bondesan, quale rappresentante della industria italiana, l’importatore di prodotti italiani di alta qualità Pietro Delfine, l’economista impegnato in una ONG a favore dei bambini della Cambogia Emilio Caprile Trucchi, il giornalista corrispondente per la Gazzetta dello Sport in Spagna Filippo Maria Ricci e il titolare della galleria Caylus, esperto di cultura che opera fra Italia e Spagna, Peter Glidewell. Ho ideato questo premio sette anni fa per riconosce e premiare l’impegno personale e professionale nel diffondere la cultura, il lavoro, lo sport e l’immagine dell’italianità e dell’Italia in Spagna. Sono stati consegnati durante la “Festa di Natale”, presso la Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia. Come Presidente del Comites hai svolto un notevole lavoro a favore della comunità italiana. Qual è attualmente la situazione del Comites? Si doveva cambiare la legge 286, d’accordo con l’opposizione, ma non avvenendo non ha permesso di cambiare la rappresentanza del Comitato Generale Italiani Estero a livello internazionale. Il Ministero Affari Esteri preferisce avere come interlocutore i Comites che sono le antenne sul territorio. I Comites stanno aspettando di andare alle elezioni. Una prima proroga è avvenuta un anno fa, poi una seconda di altri due anni, allungando il mandato ad 8 anni. Il Comites di Barcellona è tutto dimissionario, in attesa di una ratifica i consiglieri si sono dimessi con una lettera al Consolato Generale di Barcellona. Sono stanchi di questa situazione e vogliono andare alle elezioni con la nuova legge che avrebbe dato una nuova rappresentazione ai Comites che sono i rappresentanti della collettività con le istituzioni italiane e spagnole, con le quali in questo momento siamo poco rappresentativi. Oramai siamo alla seconda generazione di italiani in Spagna. Come imprenditore che valutazione politica puoi dare della situazione economica delle aziende italiane? Gli italiani hanno una capacità di sopravvivenza superiore allo spagnolo, senza discriminazione. Abbiamo una storia imprenditoriale più lunga degli spagnoli come esperienza. Ci permette di essere più creativi, cercare soluzioni. Gli italiani in Spagna si stanno comportando in modo eccezionale, non solo le grandi società, ma anche le piccole. Io sono un piccolo imprenditore e continuo ad avere uno sviluppo positivo, lavoro con grandi clienti, abbiamo una crescita solida permettendoci di proseguire in una situazione politica ed economica sfavorevole con i disastri creati da questo Governo, che ci lascerà ferite laceranti per molti anni. La Spagna dovrà impegnarsi molto per recuperare la stabilità. Nella ristorazione, tutti quelli che conosco, lavorano ma ci sarà qualche imprenditore che si troverà in difficoltà. Possiamo dire, comunque, che l’italiano ha una marcia in più come imprenditore. Quali settori aspirano entrare nel mercato spagnolo? In questo momento siamo in una fase di riflessione. Sono appena uscito da una riunione alla Camera di Commercio che dimostra come le imprese italiane generalmente stanno operando in modo positivo tanto che la Camera chiuderà quest’anno con un utile di circa 300 mila euro. Stiamo quindi parlando di una grande capacità di sviluppo da parte degli italiani, che denota la differenza dagli altri e che, nonostante la crisi, riusciamo a creare un tessuto di lavoro. Da imprenditore che consiglio daresti ad un giovane che vuole entrare nel mercato spagnolo? Gli direi che lo faccia. In questo momento la Spagna ha bisogno di costituire il proprio tessuto industriale. Nonostante le difficoltà chi ha un buon progetto d’impresa può contare su immediate sovvenzioni e finanziamenti che le banche offrono ai giovani imprenditori consentendogli così di avviare un’attività con la loro azienda permettendo così di aumentare posti di MADRID IL PRESIDENTE FURLAN: IL COMITES LAVORA PER LA ITALIANITÀ “I Comitati Italiani all’Estero stanno aspettando ancora una legge. Le piccole e grandi aziende italiane in Spagna si stanno comportando in modo eccezionale. Siamo in una situazione politica ed economica sfavorevole con i disastri creati da questo Governo, che ci lascerà ferite laceranti per molti anni.” lavoro. A queste mie parole positive e cogliendo l’occasione, attraverso il tuo giornale, aggiungo e invio i miei più fervidi auguri per le feste e soprattutto per un Anno Nuovo che sia “nuovo veramente” per gli imprenditori italiani grandi e piccoli che lavorano in Spagna e che portano sempre alto il nome dell’Italia. sin.: Almerino Furlan, Emilio Caprile Trucchi e l’Ambasciatore Visconti di Modrone sin.: Almerino Furlan, Piero Bondesan e l’Ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone sin.: Almerino Furlan, Peter Glidewell e l’Ambasciatore Visconti di Modrone sin.: Il Presidente Almerino Furlan, Gianluca Festino e il premiato Pietro Delfine sin.: Almerino Furlan, Filippo Maria Ricci e l’Ambasciatore Visconti di Modrone 47/2010 Pag. 7

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PREMIO ITALIANITÀ 2010 Presidente, con quale sentimento ha accolto il Premio Italianità? Sicuramente con gratitudine verso le autorità come riconoscimento del lavoro svolto dalla nostra impresa in Spagna negli ultimi quindici anni. Considerando la sua lunga esperienza in varie parti del mondo, qual è il suo parere circa le attuali difficoltà provocate dalla crisi? C’è stata una crisi profonda nei veicoli industriali per il mercato europeo, che è crollato di circa un 50% e nel mercato spagnolo di un 75%. Questo significa che rispetto agli anni 2007-2008 , nel 2009 si è ridotto ad una quarta parte, quindi può capire la tensione in cui si viene a creare in strutture industriali rigide e che in un breve termine di tempo difficilmente possono adattarsi a cali di mercato così bruschi. Ora mentre gli altri mercati europei cominciano a recuperare sia pure con un leggero trend di crescita, il mercato spagnolo non da sintomi di ripresa, siamo a livelli assolutamente più bassi. del 2007 -2009. Questo si avverte ancora di più nei veicoli commerciali, siamo ad un livello statico del 2009, con un leggero recupero sui veicoli pesanti, ma siamo ben lontani dalle cifre del 2008 e 2009. Questo implica che le nostre tre fabbriche che abbiamo in Spagna, con oltre 4 mila lavoratori, esportano l’80% della produzione, è chiaro che la diminuzione del peso specifico della Spagna sul totale delle nostre vendite, per la crisi che indubbiamente sta pesando sul mercato spagnolo, fa si che le nostre fabbriche si trovino in uno svantaggio competitivo rispetto alla altre fabbriche del nostro gruppo o della concorrenza che sono organizzate sui mercati che stanno recuperando, specialmente su quello della Germania. Noi Iveco, in Europa, siamo al secondo posto dopo l’Italia come casa produttrice di veicoli. Abbiamo fatto una scommessa di localizzare in Spagna una grossa parte della nostra attività industriale europea dagli inizi degli anni ‘90 quando il mercato spagnolo si integrava nella comunità europea. Per una serie di considerazioni molti degli attori dell’industria automobilistica si sono recati in Spagna. La Spagna, con la sua produzione di circa 2 milioni di veicoli all’anno è il secondo paese produttore di vetture automobilistiche in Europa a pari merito con la Francia. Le ragioni per cui venimmo in Spagna allora oggi stanno scemando a favore di altri paesi. Sulla riduzione di vendita di veicoli industriali pesa anche il blocco dell’edilizia? Certo, il crollo verticale dell’edilizia ha marcato la fine di uno sviluppo forse anomalo, influendo pesantemente sulla vendita di veicoli industriali. Ma non è soltanto quello, è anche la paralisi delle opere pubbliche dovute dalla fine dei finanziamenti che arrivavano dall’Europa, un insieme di fattori che negli anni passati ha contribuito all’aumento e allo sviluppo della edilizia e delle grandi opere, come le autostrade, agli aeroporti, al treno alta velocità, portan- MADRID PRESIDENTE PIERO BONDESAN: LA IVECO AL SECONDO POSTO IN EUROPA do un mercato crescente per le macchine operatrici del movimento terra e delle costruzioni. Ora questo meccanismo di sviluppo economico si è inceppato, oltre alla mancanza di aiuti europei alla Spagna si aggiunge l’indebitamento e non c’è più la disponibilità degli anni passati. In termine di attenzione fiscale si stanno cancellando una serie di opere che erano in corso di esecuzione o in fase progettuale. Piero Bondesan, è il Presidente di Fiat Iberica e Presidente e Amministratore Delegato di Iveco España. Laureato in Economia, dopo una prima esperienza nel Gruppo Finsider, nel 1973 inizia la sua carriera nel Gruppo Fiat, Direzione Pianificazione Finanziaria a Torino. Nel 1981 negli USA è Direttore Finanziario ed Amministrativo della società Fiat-Allis. Nel 1986 a Londra è Vicepresidente Finanziario ed Amministrativo di Iveco-Ford. Nel 1981 si trasferisce a Madrid come Direttore Generale della Iveco. Nel 1997 diventa Presidente e Amministratore Delegato di Iveco America Latina e si trasferisce in Brasile. Nel 2001 ritorna in Spagna come Presidente e Amministratore Delegato di Iveco España. Dal 2005 assume anche la posizione di Presidente di Fiat Iberica, con la responsabilità del Gruppo Fiat in Spagna e Portogallo. È Vicepresidente di Anfac (Asociación Nacional Española Fabricantes de Automóviles y Camiones), membro della CEOE (Confederación Española de Organizaciones Empresariales) e della Direzione della Camera di Commercio e Industria italiana in Spagna. È Gran Ufficiale della Repubblica Italiana. Con quale sentimento hai accolto il Premio Italianità come imprenditore? Sono molto soddisfatto. È un apprezzato ringraziamento per quello che cerco, con la mia azienda, di fare ogni giorno in questa nostra attività che dura ormai da dieci anni. Questo è un premio che voglio dedicare soprattutto a mio padre, emigrante in Brasile nel 1953. “Lui non mi ha insegnato niente, però mi ha dimostrato tutto”: amare l’Italia lontano dall’Italia, conoscere i valori dell’Italia lontano dall’Italia, apprezzare l’Italia lontano dall’Italia. Tutti i sentimenti che cerco di attuare, aggiungendo anche i miei, di passione che ho per l’Italia. Passione che trasmetto costantemente ai nostri amici italiani e non, naturalmente anche ai miei figli. Per questo premio ringrazio il Presidente del Comites e approfitto per ricordare il buon rapporto con il nostro console Giorgio Biscari che è tornato in Italia con un nuovo e prestigioso incarico. Un Premio Italianità all’impresa, come si svolge la tua attività? Siamo importatori e distributori di prodotti italiani per la Spagna. Selezioniamo personalmente e scrupolosamente i nostri fornitori che sono in Italia, scegliamo con attenzione le aziende che ci propongono i migliori prodotti e stiamo attenti ad un ottimo rapporto qualità-prezzo. La ristorazione italiana in Spagna, per fortuna, riesce a premiare le PIETRO DELFINE: DEDICO IL PREMIO A MIO PADRE, NON MI HA INSEGNATO NIENTE, MA MI HA DIMOSTRATO TUTTO buone aziende e i buoni ristoranti. Evidentemente siamo in un momento di grande difficoltà, di crisi sia per gli italiani e sia per gli spagnoli, la gente si preoccupa ogni giorno di più di come e dove spendere i propri soldi cercando ristoranti che pur dando la qualità non abbiano aumentato i prezzi, anzi hanno favorito con una loro politica di mantenimento una stabilità del numero della propria clientela. Le imprese e i ristoratori quindi vengono quindi “premiati” continuando così a lavorare e a mantenere i posti di lavoro. È indubbio che l’economia è basata in modo rilevante anche sulla piccola e media impresa. Quale posizione occupa l’importazione italiana rispetto alle altre nazioni? Per quanto mi riguarda, scelgo sempre il migliore dei prodotti italiani. Ogni anno vado in Italia, la percorro dal nord al sud, dall’Alto Adige a Catania, arrivando fino a Trapani. Questi viaggi mi servono per vedere, verificare e selezionare. Percorriamo oltre seimila chilometri in macchina per individuare e scegliere il meglio che il mercato italiano quell’anno o in quella stagione ci offre. Qui in Spagna, purtroppo, arriva di tutto; sia il prodotto di qualità sia quello che si vende esclusivamente perché è solo a basso costo. Da questo puoi dedurre che invece i nostri prodotti occupano un posto di meritato rilevo e apprezzamento perché indubbiamente uniscono l’ottima qualità al prezzo giusto. Quanto c’è di passionalità nella tua professione? Ti rispondo come dicono alcuni giocatori, quando affermano che hanno la fortuna di svolgere un lavoro che è anche la loro passione. Sono un grande ammi- ratore e cultore della gastronomia italiana, così come lo sono del Paese Italia. Questo sentimenti si uniscono alla piacevolezza del mio lavoro. Per fortuna. Quali sono i prodotti che tirano di più? I più conosciuti, richiesti ed apprezzati sono la pasta fresca e secca, poi i salumi, i prodotti da ricorrenza. I miei migliori clienti sono gli alberghi e ristoranti italiani e spagnoli, i paradores, gli Hilton, i Sofitel, Novotel. Abbiamo dei buoni ristoranti al massimo livello qui a Madrid e a Palma di Maiorca. La pasta è un fatto culturale (sorridendo!). Mi metto spesso in cucina assieme ai cuochi insegnandogli la genuinità dei prodotti italiani e anche come cucinarli. Pietro Delfine, nazionalità italiana e brasiliana, ha cominciato la sua vita lavorativa in Brasile, come impiegato amministrativo nel Banco Mercantil de Sao Paolo, diventando capo dipartimento con il compito di verificare le informazioni provenienti dalle varie succursali e autorizzare il pagamento dei fornitori. Successivamente è passato alla PRODESP , un’impresa specializzata nel trattamento informatico dei dati della Polizia Militare. Ha lavorato alla BMD di Matera e alla Illy Caffè Espresso. Poi nella Malharia Giangiuseppe Delfine – azienda a conduzione familiare nel tessile – è stato responsabile dell’ufficio acquisti materie prime, controllo di qualità e liquidazione dei prodotti esauriti. Alla Ditta Fiorenza Gerardo di Matera è stato formatore professionale nel settore della ristorazione. Attualmente con la sua azienda, Artesina Ibérica, è uno fra i maggiori importatori di prodotti gastronomici italiani a Madrid. Pag. 8 47/2010

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PREMIO ITALIANITÀ 2010 nità per lo sport, che cosa significa per te? Un riconoscimento importante, sono fuori dall’Italia da 10 anni, 6 a Londra e 4 qui a Madrid e quindi anche a livello temporale mi è piaciuto e lo ho gradito molto perché è arrivato al momento giusto, coronando questo periodo di lavoro, festeggio così un decennio lontano dall’Italia. Ad un esperto giornalista sportivo della Gazzetta dello Sport, che analizza anche i fenomeni sociali del settore, ti chiedo come è cambiata la tifoseria in Spagna? La Spagna secondo me ha una tifoseria interessante, competente gli stadi sono spesso abbastanza pieni, quando giocano le grandi squadre sono pienissimi, con le altre vanno abbastanza bene e non ci sono pericoli come a volte accade in Italia. La squadre cercano di offrire un buon spettacolo, gli stadi sono abbastanza comodi, è una realtà più famigliare, più di spettacolo. Nel caso poi delle due grandi squadre di Madrid e Barcellona che vengono allo stadio, cercano di trovare i biglietti e spesso ci riescono, godendosi uno spettacolo rinomato a livello mondiale. Spesso ci troviamo davanti ai dei calciatori che sono divi piuttosto che atleti. Secondo te in Spagna chi sono i veri campioni? In questo momento sono i calciatori del Barcellona e della Nazionale Spagnola che rappresentano bene alcuni valori, innanzitutto quello sportivo perché giocano molto bene e poi il valore umano, il legame con la propria terra perché gran parte dei giocatori del Barcellona sono cresciuti nel proprio club, ma anche tutti i 23 giocatori spagnoli che dopo rigine ha rivivere premi, festeggiamenti, dimostrando un legame forte con il territorio che da noi si è un po’ perso. Il campione rappresenta una serie di circostanze, di valori, di fattori umani e sociali che secondo me in Spagna sono trattati meglio che in altri paesi. Parliamo di quella spiacevole vicenda del doping di Marta Dominguez? Finora abbiamo parlato bene della Spagna, ma il problema del doping è il principale di questo Paese. Finora non si è fatto abbastanza nella lotta al doping e quanto è successo adesso con la operación Galvo, con l’arresto e l’imputazione a Marta Dominguez ha provocato uno shock per il paese però ha fatto vedere che a livello generali, come intenzioni, anche a livello governativo, non è stato fatto tutto quello che si poteva e doveva fare. Filippo Maria Ricci, laureato in Storia Contemporanea ha lavorato all’ufficio stampa del CTS (Centro Turistico Studentesco) avviando la professione giornalistica nel calcio africano, collaborando con Guerrin Sportivo, la Repubblica, l’Unità, il Giornale, il Manifesto. Ha raccolto le sue esperienze africane nel libro “Scusate il ritardo” secondo premio di letteratura sportiva Coni nel 2006. Nel 2000 a Londra è corrispondente per la Gazzetta dello Sport e la Repubblica, passando poi a Gazzetta e Corriere della Sera nel 2001. Segue il calcio italiano su Channel 4 e British Eurosport. Dal 2006 è corrispondente della Gazzetta dello Sport a Madrid, ospite fisso di importanti programmi televisivi calcistici e telecronista della Serie A su Canal Plus. In Italia è considerato il referente della Spagna sportiva.  MADRID FILIPPO MARIA RICCI: LUCI ED OMBRE DELLO SPORT IN SPAGNA EMILIO CAPRILE TRUCCHI: UN Hai avuto il Premio Italia- aver vinto il mondiale sono tornati nel loro pese d’o- PREMIO ALLA SOLIDARIETÀ Come ha ricevuto questo Premio Italianità per la solidarietà? È un riconoscimento che premia il lavoro che abbiamo svolto durante questi anni a beneficio dei bambini della Cambogia, non è solo per me ma per tutto il gruppo che in Spagna si impegna in questo settore. Il premio ci ha dato una spinta e un incoraggiamento per andare avanti. Sono la terza generazione di italiani in Spagna e mi onora un Premio Italianità. Cosa fa in pratica la vostra organizzazione? Appartengo ad una ONG di origine francese, chiamata “Pour un sourire d’enfant”, in Spagna si chiama “Por la sonrisa de un niño - España en Camboya”. La casa madre francese venne fondata 18 anni fa da una coppia di coniugi francesi che trovandosi come turisti in Cambogia si trovarono davanti una situazione drammatica di bambini, che razzolavano nelle discariche dei rifiuti per mantenere le famiglie. Tornati in Francia decidono di abbandonare tutto a livello personale e professionale, emigrano in Cambogia per fondare una organizzazione che permetta di togliere i bambini che vengono mandati dalla famiglia a lavorare giorno e notte nel “basurero”e con il tempo di lavoro possono comprare il riso per la famiglia. Sono bambini molto piccoli. Una volta accettati, attualmente abbiamo 7 mila bambini, hanno un trattamento personalizzato dal momento che il bambino entra fino a quando esce a 16 anni con una formazione che gli permette di accedere al mercato lavorativo. Tutto questo con grande difficoltà perché in Cambogia fino a poco tempo fa la situazione era drammatica, però poco a poco riusciamo ad ottenere dei risultai. Che ruolo svolge nella ONG? A livello personale, sette anni fa mia sorella Marisa che è la presidente dell’ONG, sette anni fa conobbe il matrimonio francese a Tolosa e vide come operavano, verificò che lo facevano in modo diretto, per cui si unì a loro, organizzò una sussidiaria in Spagna e nacque la Spagna -Cambogia. Assieme con mia moglie Marta Ortiz, che è avvocato, ed è segretaria ed io sono il tesoriere, mentre il vicepresidente si chiama Juan Uriairte. Dall’inizio quanti bambini avete aiutato? In questo momento abbiamo 7500 bambini che vanno a scuola di cui circa 3000 ospiti nelle strutture della ONG a Fontain, la capitale della Cambogia. Gli altri 4000 sono aiutati inviandoli alla scuola pubblica e seguono un programma educativo molto francese. Però i soldi che guadagnavano nella discarica non ci sono più? Questa è la chiave della nostra opera. Per ottenere che il bambino vada a scuola il venerdì gli diamo un quantitativo di riso pari a quello che avrebbero potuto compare lavorando nell’immondizia. Viene consegnata una borsa di riso al padre. Questa è l’unica maniera perché li lasciano andare a scuola. La nostra ONG è diventata il consumatore numero uno di riso in Cambogia. Emilio Caprile Trucchi è consigliere e direttore operativo della Società Triton Capital Gestión Patrimonial di cui è fondatore. Nel 2000 ha fondata la Likeinvest S.L., e ne è azionista e consulente immobiliare per la ristrutturazione e gestione nei settori commerciali nazionali ed internazionali. Il suo primo lavoro fu alla Arthur Andersen Chicago, oggi Accenture. Ha avuto incarichi direzionali pubblici e privati nei settori immobiliare ed finanziario. È laureato in Scienze Economiche ed imprenditoriali presso la Universidad Pontificia de Comillas - I.C.A.D.E. de Madrid y Excutive M.B.A. por el instituto de Empresa de Madrid. PETER GLIDEWELL: ITALIA E SPAGNA INSIEME NELLA CULTURA Con quale sentimento ha accolto questo Premio Italianità che sottolinea il suo impegno per la cultura che unisce la Spagna e l’Italia? Indubbiamente e sinceramente mi ha fatto molto piacere perché pur avendo lavorato molto e vissuto a Madrid, in realtà non avevo mai riflettuto sul mio ruolo all’interno della cultura spagnola come italiano, che pure c’è stato. A Madrid ho incontrato poche volte gli italiani perché la mia vita lavorativa e personale in Spagna l’ho vissuta forse più frequentando gli spagnoli. In Italia ho lavorato in diversi settori e quindi oggi mi fa molto piacere, e sono lusingato, di ricevere questa onorificenza promossa dal Comites. Penso che adesso potrò fare molte più cose per rafforzare le relazioni culturali fra Spagna e Italia. Quanto è importante il ruolo della cultura per l’apertura di rapporti che permettono di estendersi ad altri settori sociali ed economici? Certamente molto. Credo sia evidente per tutti che la cultura spagnola sia legata da sempre, fin dall’antica Roma ad oggi attraverso mille legami. Se Spagna e Italia lavorassero insieme, scambiandosi esperienze e affrontando congiuntamente, per esempio, il mondo dell’America Latina, in cui le due nazioni sono presenti in modo indipendenti, potrebbero fare molto di più. Secondo me avremmo dei risultati formidabili. La cultura conosce la crisi? Si, ma non tanto per motivi economici, che tutti conosciamo e ricordiamo in ogni momento, ma proprio per motivi di scarsità di contatti sistematici. Credo che, contrariamente all’opinione comune, la cultura possa addirittura avvantaggiarsi da una crisi economica, in fondo la cultura non costa, è la cosa che costa meno. Sicuramente puoi trascorrere uno splendido giorno leggere un buon libro. Per cui sono convinto che la cultura potrebbe funzionare benissimo se non addirittura anche in presenza di una crisi economica, a patto però che ci siano dialoghi e progetti comuni. La progettualità culturale, fra Italia e Spagna, non è mai stata molto incisiva e spero fortemente che questo possa migliorare. Peter Glidwell, assessore alla Cultura nel Comune di Salemi, collabora con il sindaco Vittorio Sgarbi nel “Padiglione Italia” che sarà presentato prossima Esposizione Internazionale d’Arte organizzata dalla Fondazione Biennale di Venezia 2011. È responsabile delle Relazioni internazionali della Fondazione Rossellini di Roma. Assieme a Enrique Gutiérrez de Calderón e Jose Antonio de Urbina, ha fondato la celebre galleria Caylus di Madrid, primario riferimento del mercato della pittura spagnola antica, di quella latino americana e dinamico fulcro della vita culturale, in collaborazione con le maggiori associazioni e fondazioni culturali spagnole, fra cui la Fundación de Amigos del Museo del Prado, la Fundación del Museo de Artes Decorativas de Madrid, la Asociación del Museo Nacional de Escultura de Valladolid e la Fundación de Arte Hispánico. 47/2010 Pag. 9

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IL PRESIDENTE MANUEL NUÑEZ: I GESTORI PUBBLICI AGISCANO CON MAGGIORE TRASPARENZA SENZA LA QUALE NON C’È CREDIBILITÀ Il Tribunal de Cuentas controlla la spesa e la gestione pubblica affinché i cittadini abbiano fiducia nelle istituzioni. Manuel Nuñez Pérez riassume le attività nazionali ed internazionali dell’organo di controllo dello Stato spagnolo. Ottimi i rapporti con la nostra Corte dei Conti. e uguale per tutti. All’Università di Puebla, in Messico, abbiamo partecipato ad un seminario, con 3000 persone, sulla “calidad de la fiscalización”; erano presenti gli Stati Uniti, il Giappone, il Messico, la Spagna e il Costa Rica. Durante i lavori emerse la necessità di intensificare le funzioni di controllo in modo che la gestione pubblica, i governi, agiscano con una maggiore trasparenza, senza la quale non c’è credibilità, né fiducia, né sicurezza giuridica e non ci saranno investimenti e progetti importanti per il futuro. Quali istituzioni hanno svolto un maggiore lavoro di verifica? L’intervento generale dell’amministrazione dello Stato che svolge il controllo interno, i tribunali di giustizia per quanto riguarda la gestione pubblica. Gli inviamo i nostri rapporti quando si riscontrano responsabilità contabili o penali. Sono insieme a noi quelli che vigilano sulla gestione pubblica. Questo tipo di controllo, non si deve pensare sia un lavoro di polizia, ma è preventivo, aiuta l’ente gestore, risponde alla costituzione ed è un elemento essenziale nella democrazia. In un momento di crisi tutto questo è ancora più necessario, colpisce maggiormente i comuni, che in Spagna sono 8.013. Molti di questi negli anni di “bonanza” e di “vacas gordas”, quando tutto funzionava bene e sembrava che fossimo incapaci di spendere tutta la ricchezza che si produceva, hanno avuto un “gran derroche”, realizzarono servizi pubblici come gli asili, le scuole eccetera, che non gli competevano, perché riguardavano altre istituzioni. Adesso i cittadini continuano ad esigerlo perché ora c’è il “gobierno del inmediato”, i soldi non provenivano da un finanziamento pubblico regolare e programmato, ma da entrate differenti, come il boom della costruzione, entrate enormi e con queste si potenziavano i servizi pubblici, si risolvevano problemi che non competevano. Ora non hanno mezzi, nascono problemi molto seri nella maggior parte dei comuni spagnoli. I rendiconti di questi municipi e l’analisi fiscale, rappresentano un elemento di priorità assolutamente necessaria per conoscere le necessità, vedere perché non si possono soddisfare e come si possono affrontare. Secondo i rapporti internazionali, c’è una nazione che ha molte irregolarità? “No puedo ser yo quien ponga notas a ninguno de mis colegas”. Comunque ritengo che, dal ranking dei paesi più colpiti dalla crisi si può dedurre perfettamente il livello maggiore di irregolarità. Se si riesamina la situazione, in questo momento,di ciascuno dei 27 paesi dell’Unione Europea si vede quali stanno “en la cola”, deducendo quindi un maggior numero di irregolarità e di responsabilità. Quanto sono importanti gli incontri internazionali? Uno dei più significativi in Europa è quello d’EUROSAI, formato dalle Istituzioni Superiori di Controllo delle Finanze Pubbliche degli Stati Europei e dalla Istituzione Superiore di Controllo delle Comunità Europee, sono 50 membri europei. Nacque in Spagna 20 anni fa con molta credibilità. Le nostre conclusioni sull’indipendenza dei tribunali, sulla trasparenza, si presenteranno all’ONU e al Tribunal de Cuentas Europeo. La “Fiscalización de la transparencia en la laboración MADRID Intervista di Paola Pacifici Presidente, riassumiamo gli avvenimenti dell’anno che si chiude, e dell’ attività del Tribunal de Cuentas in un anno segnato dalla crisi? È un momento indubbiamente difficile con una crisi che stiamo soffrendo tutti, molto dolorosa per la gran parte della società, tante le persone disoccupate e le famiglie che non hanno entrate e risorse, sono loro le vere vittime della crisi. Pertanto è stato un anno assai difficile, in cui il Tribunal de Cuentas ha dovuto analizzare con ancora maggiore attenzione le spese e le entrate. I risultati dei nostri resoconti non sono positivi. L’enorme deficit che abbiamo, l’indebitamento, l’eccesso di spese e lo spreco degli anni passati, in parte rappresentano la causa di una crisi che effettivamente è sistemica, mondiale, finanziaria, però è arrivata dentro una situazione economica e sociale per cui è necessario attuare con misure e riforme strutturali molto dure. Gli eventi più importanti realizzati dal Tribunal de Cuentas? In questo anno, una o due volte al mese, ho presentato in Parlamento più di quaranta rapporti di controllo fiscale, oltre ai Conti Generali dello Stato, le relazioni sugli Enti locali e le Comunità Autonome. Gli eventi importanti sono stati la presentazione del “Informe al Tribunal de Cuentas Europeo”, che come ogni anno abbiamo l’onore di essere quelli che presentiamo attraverso il consigliere spagnolo presso il Tribunal de Cuentas Europeo, è una relazione per tutta l’Europa nel Senato. Abbiamo avuto qui il Comité Directivo de Eurosai, l’associazione che riunisce tutti i “tribunali de cuentas d’Europa”, siccome quello della Spagna ne è il Secretario General, ha avuto il compito di organizzarlo con la presenza dei presidenti di tutta Europa. Si è giunti a conclusioni molto importanti per il controllo esterno dell’intero settore pubblico europeo. Poi in sud Africa, sono stato al “Congreso del Intosai”, l’associazione fra tutti i “tribunali de cuentas del mondo”, dopo l’ONU è il secondo maggior ente internazionale. Riunisce 185 nazioni, ne furono presenti 150. Tutti con la stessa preoccupazione, cioè le spese del settore pubblico, la gestione deve essere controllata in modo che i cittadini raggiungano una maggiore fiducia nelle proprie istituzioni, ma soprattutto che la gestione pubblica sia sempre più giusta Il Presidente Nuñez e il Presidente di EUROSAI Jaci Jzierski alla XXXVI Reunion Comité Directivo Organizacion Europea Entitades Fiscalizadoras Superiores Pag. 10 47/2010

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MADRID Il Presidente al Congreso de los Diputados nella Comisión Mixta per la presentazione delle relazioni CARMELO DI GENNARO: UN ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA ANCORA DI PIÙ PER I GIOVANI zione alle scuole. A Madrid c’è una prestigiosissima scuola italiana, molto stimata nella capitale, frequentata per il 60% da spagnoli ed il resto da italiani. Cerchiamo ad ogni evento di dare un contenuto pedagogico. Abbiamo fatto un accordo con una delle università madrilene, la Carlos III, inserendo la nostra attività nel “Pasaporte Cultural”, dove i loro studenti partecipano ad alcune attività e così gli viene messo un timbro su un passaporto culturale garantendogli dei crediti universitari. Quali difficoltà incontrate, cosa c’è nel back- stage? La difficoltà più grande è quella dei finanziamenti. Ci sono forti tagli per tutte le entità statali, quindi dobbiamo cercare altre fonti d’ingresso. Non è facile, anche le imprese sono in difficoltà. Però il lato positivo è che tutti vogliono collaborare. Istituzioni prestigiose che prima potevano fare una programmazione senza confrontarsi con noi oggi vogliono invece essere almeno presenti. Una istituzione prestigiosa come la nostra che non può competere come budget con le grandi istituzioni madrilene, però viene ascoltata su progetti comuni perché sanno che collaborando si tagliano i costi. Si traccia un programma e ognuno ha una sua ricetta. Seguendo l’eccellente lavoro del mio predecessore dottor Di Lella, ho cercato di dare un idea dell’Italia come un paese moderno, pur con i problemi, le contraddizioni e le difficoltà. Un Paese estremamente vivo, dinamico, che ha molte cose da dire e non si culla solo sugli allori del passato, avendo l’onore e l’onere di più del 50% delle bellezze artistiche mondiali. È anche un paese ricco di propositività e che guarda al futuro. Il prossimo anno gli eventi avranno questa impostazione. Spero che gli sforzi miei e dei miei collaboratori vengano coronati, non solo dal successo, ma anche da quel pizzico di fortuna che a volte cambia il destino degli uomini, che migliorino le cose a livello economico guardando al futuro con più serenità. Per i nostri lettori italiani? Che tutti possano avere un futuro più prospero e meno complicato, ai nostri italiani, ma anche agli spagnoli, che soffrono una crisi molto dura a cui non erano abituati, provenendo da 35 anni di crescita ininterrotta. de los presupuestos” è fondamentale, per ottenere “la estabilidad presupuestaria”. Naturalmente dal vostro lavoro nascono anche nuove leggi o modifiche alle stesse? Certamente, nei nostri rapporti ci sono proposte e raccomandazioni, che quasi sempre fanno riferimento ai quei punti dell’ordinamento politico delle leggi che lasciano libere zone che sono di impunità che bisogna correggere. Molta gente approfitta di situazioni non chiare e ambigue nelle quali si rifugia per commettere irregolarità. Suggeriamo riforme su quegli ordinamenti che hanno avuto maggiore deficienze. In Spagna abbiamo ottenuto la modifica della “Ley de financiación de partidos políticos”, la “Ley de subvenciones”, la “modificación del alcance de la Cuenta General del Estado” e altre modifiche che nascono dalla presentazione dei nostri controlli. Presidente, i vostri rapporti con la nostra “Corte dei Conti” in Italia? La nostra relazione con i colleghi italiani è al massimo. Lavoreremo ancora più in stretto contatto anche per un accordo con il Tribunal de Cuentas di Tunisi. Ci hanno chiesto un aiuto, assieme agli italiani, per analizzare la loro situazione e migliorarla, studiando come rendere più efficiente il sistema di fiscalizzazione e quello giurisdizionale. Esistono infatti pochi “tribunales de cuentas” che oltre alla funzione fiscale abbiano anche quella di tribunale in senso stretto. Italia e Spagna lo hanno e anche Tunisi lo vorrebbe. Con la vostra “Corte dei Conti” abbiamo poche differenze strutturali, così come con quasi tutti i paesi latini. È talmente importante avere questa doppia funzione, “fiscali- zadora y jurisdiccional” che altri paesi la stanno adottando. Come vede il 2011, il futuro della Spagna e il lavoro del Tribunal de Cuentas? (Sorridendo mi dice): il nostro lavoro continuerà come sempre. Invece di analizzare gestioni positive, dovremo analizzare gestioni che non sono positive ma che vogliono alleviare gli effetti negativi della crisi piuttosto che analizzare le situazioni ottimistiche degli anni passati. Il 2011 sarà ancora un anno molto difficile. Non si correggeranno le cifre della disoccupazione, e quindi non si possono alleggerire le misure strutturali, le riforme di austerità e la riduzione delle spese che hanno colpito maggiormente gli impiegati e i pensionati, che sono la colonna della società e coloro che subiscono la situazione. Queste riforme debbono proseguire, purtroppo, e perfino potenziarsi nel 2011. Bisogna pianificare dei provvedimenti strutturali che riguardino il lavoro, la finanza, in modo che le imprese non abbiano soltanto una sicurezza giuridica, ma anche più mezzi economici. Sono le piccole e medie imprese quelle che producono realmente il progresso, che alleggeriscono la disoccupazione. È qui dove devono essere indirizzate le misure. Tutti dobbiamo mettere la nostra parte per uscire da questa situazione. Mi dispiace essere così negativo. La situazione si deve accettare con coraggio senza dimenticare che la speranza è l’unica cosa che si non si deve perdere. Sono sicuro che usciremo dalla crisi. Certamente non in questo anno. Il 2011 sarà ancora un anno di sacrifici ed austerità. (il Presidente mi saluta sorridendo): “Como siempre es muy grato hablar contigo, Paola”. Una panoramica sui programmi dell’Istituto? Per quanto riguarda l’anno prossimo, con i miei collaboratori, ho già strutturato la programmazione che avrà un asse principale che impegna tutti gli istituti, cioè i 150 anni dell’Unità d’Italia, con una serie di attività celebrative. A gennaio avremo la mostra “Antica Cartografia d’Italia - dal Mito all’Unità”, dove si vede come dal 1400 al 1800 cambia visivamente l’immagine dell’Italia in una specie di geografia influenzata dagli avvenimenti politici, dai cataclismi anche guerreschi che si sono verificati negli anni. A maggio avremo poi un concerto del Teatro Regio di Torino con tutte le masse artistiche: coro e direttore di orchestra per il Requiem di Giuseppe Verdi. In seguito Giovanna Marini in concerto “Italia quanto sei lunga” sulla cultura popolare delle nostre regioni. Due progetti cinematografici: Rassegna Italiana, una serie di film storici, dal Gattopardo di Visconti a temi più contemporanei e una serie di proiezioni dell’istituto sempre legate all’Unità d’Italia con uno sguardo più attuale sul nostro Paese. Quali sono i temi più graditi dalla gente? Il cinema logicamente riscuote un grandissimo successo. La terza edizione del Festival del Cinema Italiano di Madrid è stato un grande avvenimento. In Spagna c’è molta sensibilità per il cinema italiano, che fortunatamente da un lato e sfortunatamente dall’altro è ancora molto orientata verso il grande cinema degli anni ’60-’70, con quei registi amatissimi come Fellini, Rossellini, De Sica, Antonioni e Pasolini che sono ancora molto visti, ma c’è un quasi disconoscimento del cinema più attuale, salvo alcune luminose eccezioni. Quindi fatichiamo a far capire che l’Italia non ha solamente una grande cinematografia storica, ma anche una attuale. Poi la storia, nonostante che noi italiani siamo inclini a pensare, per nostra mentalità provinciale, che il Risorgimento sia stato un avvenimento tutto italiano, parlando con gli storici spagnoli ci siamo resi conto che hanno una visione opposta e che considerano il Risorgimento un grande movimento europeo che dibatte alcune idee centrali del pensiero moderno, come democrazia, rappresentatività e che sia da considerarsi più europeo e non solo italiano. Chi sono i maggiori fruitori di questi eventi? Stiamo cercando di cambiare il nostro tipo di pubblico, è abbastanza avanti con l’età, mentre mi piacerebbe, senza dimenticare quello attuale, aprire le proposte anche ad un pubblico più giovane. Per questo nel Festival del Cinema, per la prima volta, abbiamo dedicato una rappresenta- Carmelo Di Gennaro , per oltre 15 anni ha scritto programmi musicali per la RAI TV. I suoi documentari han no vinto molti premi. Ha collaborato con la Radio della Svizzera Italiana. È stato critico musicale de“Il Sole 24 ore”. Ha pubblicato molti saggi su riviste musicali e libri: Glenn Gould, L’immaginazione al pianoforte (LIM, 1999), Storia della musica (con L. Pestalozza, R. Favaro, G.N. Spanu y P. Prato, WB Music, 1999) e La Sca la nell’età di Verdi (con A. Torno, Il Polifilo 2001). Ha scritto i saggi: Per Giacomo Manzoni (con L. Pestalozza, LIM 2002) e la nuova edizione de Il teatro alla moda di Benedetto Marcello (Il Polifilo 2006). Dal 2005 al 2010 è stato Vice-Director Artístico y Director del Departamento de Actividades Pedagógicas y Paralelas del Teatro Real de Madrid . Da settembre è il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid. 47/2010 Pag. 11

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La nostra visione é quella di essere un punto strategico per tutte le imprese, italiane e spagnole, che sono seriamente intenzionate a crescere e mantenersi nei mercati corrispondenti con estensione all’ America Latina. I nostri clienti sono imprese che nei mercati corrispondenti desiderano entrare e mantenere commercialmente la loro posizione di mercato e desiderano essere informati sulle condizioni congiunturali-economiche locali. La nostra missione consiste nell´essere specialisti nel portare a termine relazioni commerciali internazionali, al punto che i clienti ci considerino la colonna portante di una buona conclusione ed ampliazione dei propi affari. Essere al servizio del cliente monitorando i Mercati, migliorando constantemente il nostro servizio in modo che sia sempre sinonimo di qualità, serietà e professionalità sarà sempre il nostro scopo. Il nostro credo essendo un´impresa di Servizi è rappresentato da: serietà, Professionalità, implicazione, attitudine positiva ai vari progetti e considerazione che, per qualsiasi ituazione, purché sia beneficiosa per Italpyme ed i suoi clienti, c´è una soluzione. I NOSTRI SERVIZI SONO: • apertura di scambi commerciali aziendali, cercare Patners, Distributori, Agenti, Clienti. • Agenzia di rappresentanza ed ufficio operativo commerciale. • Supporto nello sviluppo strategico e operativo del Brand. Alle tre linee principali di business, ITALPYME OFFRE: • Uno Spazio web a supporto dei nostri clienti. • Finanziamenti ed agevolazioni commerciali rivolte alle aziende. • Fiere ed esposizioni commerciali. Un Ponte Strategico tra Italia e Spagna con estensione all’America Latina I PILASTRI DELL’ITALPYME: • Italian Woman in the World • Mondoimpresa • Asociazion de Ferias españolas • Fundación Vicente Ferrer • Istat.it • Instituto Nacional de Estadística • Retecamere • Barcelona és moda • Cambra de Comerç de Barcelona Entra in www.italpyme.come potrai vedere gli eventi da noi organizzati. Eventi & Impresa, Il nostro format che include l’organizzazione di eventi sia come definizione e realizzazione del “core Business” sia come attivitá integrante la strategía di Marketing decisa dai nostri clienti e diretta a dar visibilità e potenziare i propri marchi. Pasaje Salvador Riera, nr. 15 08027 – Barcelona Tl. +34 933520658 SPAGNA Galleria Asquini nr.1 33170 – Pordenone Tl.: +39 043420808 ITALIA www.italpyme.com www.internationalbusinesspoint.com

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C AB T A L O G N A ARCELLONA di Maria Santini LA CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA PRESENTA “POSITANO A BARCELLONA” Consorzio Positano Life Style; Dott. Paolo Piciocchi, Professore associato dell’Università degli studi di Salerno; i quali hanno invitato gli ospiti presenti a scoprire le bellezze di una destinazione ancora poco conosciuta dal pubblico spagnolo. Gli sponsor patrocinatori che hanno contribuito alla realizzazione di questa celebrazione sono: Italian Motor Village (Presenting Sponsor), Banca Mediolanum, INTERTRADE - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Salerno, Bufete Escura, J. BREVETTI Isern e Marchi, CALCAGNO SL, Lufthansa Italia, Ermenegildo Zegna, Marí & Associats Avvocati, Generali Seguros e Pirelli. La festa è stata animata dall’attesissima Lotteria di Regali, con l’estrazione di un centinaio di premi delle migliori marche e prodotti Made in Italy, offerti dalle imprese collaboratrici. LA RIFORMA DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI È entrata in vigore il 16 Dicembre il riassetto del Ministero degli Esteri che sarà uno strumento più agile, efficiente e in sintonia con i cambiamenti avvenuti sulla scena mondiale. “Ne risulta una Farnesina - ha detto il Segretario Generale Giampiero Massolo - rafforzata nel suo dinamismo, nella capacità di porsi come punto di riferimento delle diverse articolazioni del Sistema Italia, le Istituzioni e il mondo dell’economia, e imperniata, nel suo funzionamento interno, su criteri di responsabilità e merito”. Le Direzioni Generali passano da 13 a 8 e coincidono con le priorità della politica estera italiana. Esse sono: DG per gli Affari Politici e di sicurezza DG per la mondializzazione e le questioni globali DG per l’Unione Europea DG per la Promozione del Sisma Paese. Con l’obiettivo di favorire le sinergie delle imprese italiane all’estero, la politica culturale e il soft-power nazionale. DG per la Cooperazione allo Sviluppo DG per gli Italiani all’Estero e le politiche migratorie DG per le risorse e l’innovazione DG per l’Amministrazione, l’informatica e le comunicazioni Gli Ambasciatori si trasformano in veri e propri “manager”. Saranno chiamati ad autogestire i bilanci delle rispettive sedi, ad attivare i canali locali di sostegno della promozione del “Made in Italy” e supporteranno attivamente le iniziative imprenditoriali delle piccole e medie imprese. Si è svolto il tradizionale Cocktail di Natale della Camera di Commercio Italiana di Barcellona. L’evento, giunto ormai alla 12ª edizione, ha accolto oltre 300 partecipanti, confermandosi come l’appuntamento sociale di riferimento per la comunità impresariale italiana e spagnola. Alla serata hanno partecipato i soci della CCI Barcellona, le istituzioni locali, i rappresentanti del Consolato Generale d’Italia, dell’Istituto Italiano di Cultura e della Casa degli Italiani. Quest’anno, grazie alla collaborazione tra la CCI Barcellona e Intertrade (Agencia Speciale della CCIAA Salerno), il Cocktail di Natale ha ospitato una speciale “Vetrina del Made in Italy”, con la presentazione del territorio, della gastronomia e dello splendido artigianato di Positano, la perla del litorale campano. Durante il discorso di benvenuto agli ospiti, il Presidente della CCI Barcellona Antonio Escala Sisquellas (nella foto) ha sottolineato la bellezza di Positano e la squisita ospitalità dei suoi abitanti, e ha ringraziato la delegazione dei rappresentanti istituzionali invitati nella persona del Dott. Vincenzo Galiano, Vice Presidente Intertrade; Dott. Roberto Esposito, rappresentante del COSA SONO I COMITES I COMITES (Comitati Italiani all’Estero) sono istituzioni che promuovono, in collaborazione, oltre che con le Autorità consolari anche con le Regioni e le autonomie locali nonché con Enti e Associazioni operanti nella circoscrizione consolare, nell’interesse della collettività italiana, tutte quelle iniziative che sono ritenute opportune in materia di vita sociale e culturale, di assistenza sociale e scolastica, di formazione professionale, nel settore ricreativo e nel tempo libero. La Casa degli Italiani ha concluso un 2010 molto positivo, organizzando come ogni anno la Festa del Panettone. La Festa, cui ha fatto seguito la tradizionale Pesca Benefica (foto sotto), è stata un’occasione per raccogliere fondi per le opere di assistenza benefica della Casa a favore dei nostri connazionali più svantaggiati. Si è svolta la recita dei bambini della Scuola Primaria Italiana, con canti natalizi composti da Maria Luisa Giua, che fu Maestra per tanti anni all’istituto di Sarrià. A seguire la Pesca Benefica con regali offerti dalle aziende collaboratrici. Durante la festa il Presidente della Casa Giuseppe Meli, il Console Federico Ciattaglia, l’Amministratore della Casa Franco Gay, il Dirigente Scolastico Cristino Cabria e Susanna Lozano di Lufthansa (foto sopra), hanno consegnato i premi in denaro ai tre migliori studenti di ogni classe dalla Prima alla Terza dell’anno scolastico 2009/2010. Il Presidente Meli ha ringraziato i numerosi presenti, ha ricordato che il 2010 è stato un anno importante per la Casa e che il 2011 lo sarà ancora di più, data la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia che vedranno la Casa in prima linea nelle celebrazioni. COMO, DAL 17 AL 18 GENNAIO, UN INCONTRO CON BUYERS TEDESCHI FRANCESI E SPAGNOLI La Camera di Commercio di Como, con le Camere di Commercio Italiane di Barcellona, Francoforte e Lione, organizza delle riunioni d’affari in collaborazione con la sua Azienda Speciale Sviluppo Impresa, le Associazioni di categoria ed i Consorzi export fra aziende tessili della Provincia lombarda e buyers tedeschi, francesi e spagnoli del settore moda, tessile e accessori. Lo scopo è quello di rafforzare la presenza dell’industria delle moda italiana nei mercati esteri. L’iniziativa, che si pone l’obiettivo di incrementare la presenza, sui mercati di riferimento, dei prodotti e delle lavorazioni italiane del settore moda, costituisce sicuramente un’ottima opportunità per le nostre aziende che potranno incontrare dei validi interlocutori e cogliere quindi l’occasione per entrare in uno o più mercati tra quelli indicati o rafforzare la loro presenza. Per maggiori informazioni contattare per e-mail: lombardiapoint.como@co.camcom.it o Bertrando Di Renzo, Resp. Comercial CCIB bertrandodirenzo@camaraitaliana.com A RIMINI FIERA, DAL 22 AL 26 GENNAIO, SIGEP 2011 Rimini Fiera organizzerà la 32a edizione di SIGEP, Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria e Panificazione artigianale. Sono attesi 100 mila operatori professionali. Previsto l´arrivo di oltre 17mila visitatori stranieri da cento paesi dei cinque continenti. Nei 14 padiglioni su 90mila mq - con 730 imprese, protagoniste con prodotti, tecnologie e arredamenti di sette settori: gelateria, pasticceria, panificazione, cioccolato, caffè, confezionamento e pasta artigianale. Per la gelateria il SIGEP GELATO D´ORO, per i migliori gelatieri italiani. Il vincitore capitanerà la squadra azzurra nella 5a Coppa del Mondo della Gelateria. Per la pasticceria il CAMPIONATO MONDIALE JUNIORES, con dieci squadre di pasticceri under 23 provenienti da Brasile, Francia, Marocco, Messico, Singapore, Stati Uniti, Sudafrica, Corea del Sud, Svizzera e Italia. Inoltre il CAMPIONATO ITALIANO DI CIOCCOLATERIA con i concorrenti che si sfideranno in prove di abilità, tra cui la Mistery Box´, un dessert segreto da realizzare con ingredienti sconosciuti ai concorrenti fino all´ultimo minuto. Il Campione Italiano di Cioccolateria 2011 sarà rappresentante per l´Italia alla finale mondiale del World Chocolate Masters di Parigi nell’ottobre 2011. 47/2010 Pag. 13

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IL SINDACO FRANCISCO DE LA TORRE: UN ANNO IMPORTANTE PER LA CITTÀ, MALAGA DEVE ESSERE AUTONOMA PER SUE NECESSITÀ casa di Pedro de Mena che è stupenda. Proseguono i lavori del Museo Thyssen che aprirà a primavera, si è aperto il Museo di Coches Antiguos e continuano i lavori nel resto del complesso della Tabacalera. Tutto questo dimostra la nostra volontà di incrementare il turismo culturale assieme a quello congressuale ed a quello delle navi da crociera. Malaga è la città spagnola che maggiormente è cresciuta nel turismo culturale. Anche noi mantenere la città pulita. La città funziona nonostante i pesanti tagli di bilancio da parte del Governo. Malaga, il suo nuovo aeroporto e la metro? Aena ha avuto l’appoggio del comune di Malaga per la qualificazione urbanistica del terreno per facilitarne l’acquisizione, investendo soldi per espropriare terreni, per pulire fiumi deviandoli, per facilitare la costruzione della seconda pista, abbiamo cerSi è tenuta in Italia la XV Asamblea General de Comité Permanente para el Partenariado Euromediterráneo de los Poderes Regionales y Locales? A Palermo, in una villa stupenda, abbiamo avuto l’assemblea per l’organizzazione, che è estremamente impegnativa. Il Foro Euro-Árabe de Ciudades è previsto il 25 e 26 di febbraio a Malaga. Parteciperanno le più importanti città arabe ed europee dividono fra le rimanenti fasi come il consiglio d’Europa. Durante l’assemblea ho avuto il piacere di essere stato nominato vice presidente in rappresentanza della Federación de Municipios Españoles. Da punto di vista politico che cosa è mancato al Paese e a Malaga? È stata fatta una politica non adatta per uscire dalla crisi, abbiamo bisogno di misure politiche più efficace e sicura per uscire dalla crisi. Stiamo raccogliendo i risultati negativi di una pessima politica educativa che, secondo il rapporto PISA, ci colloca all’ultimo posto in Europa e l’Andalusia in coda alla Spagna. Questa situazione si riflette e influisce negativamente sulla competitività della Spagna e sulla capacità del paese di dare posti di lavoro in un momento in cui le prospettive non sono buone per nessuno. Alla fine sopravvivono, o hanno maggiori possibilità, coloro che sono più preparati dal punto di vista educativo e formativo. Questa è la verità. Il Pae-se non si è adeguato e l’Andalusia ancora meno, questo ci mette in una posizione di inferiorità lavorativa in confronto agli altri paesi emergenti. Da un lato c’è stato un enorme ritardo del Governo nell’ammettere la crisi e poi di agire di conseguenza, dall’altro il fatto di essere meno competitivi sul piano della formazione, indubbiamente “pasa factura”. Dal punto di vista “municipalista” se si fosse fatta una “política decentralizadora de las autonomías” sarem- ANDALUSIA intervista di Paola Pacifici Sindaco, questo anno com’è andato? In un anno di crisi molto forte, quindi con minori finanziamenti da parte dello Stato, considerando che aveva previsto delle cifre maggiori che poi non ha rispettato, noi continuiamo a funzionare con normalità, offrendo gli stessi servizi con maggiore qualità, paghiamo regolarmente i fornitori, ovviamente il personale, ci mancherebbe! Tutto questo con enorme rispetto per i cittadini di Malaga per quanto riguarda le tasse che non abbiamo aumentato nel 2010 così come per il 2011. Cerchiamo di far respirare l’economia dei miei concittadini. È stato un anno in cui abbiamo fatto molto per l’occupazione ed il sociale, incrementando i fondi a loro destinati, incentivando l’IMFE (Instituto Municipal de Formación y Empleo) e il Promalaga per la creazione di imprese. Sono stati creati più di 1000 posti di lavoro, mentre a livello nazionale cresce la disoccupazione. Il bilancio di questi ultimi nove anni è di circa 10 mila posti di lavoro. È una cifra molto importante. La “Red incubadora” è aumentata in modo sostanziale. L’offerta culturale è stata potenziata ristrutturando il teatro Echegaray e il cinema Albeniz con un notevole investimento così da poter completare una proposta teatrale assieme al Cervantes. Ampliata la linea museale con il Museo “Rabillo de Toro”, la riabilitazione della Il Sindaco riceve dalla Regina il “Premio Europa” per il recupero del patrimonio architettonico riferito alla Ciminiera Industriale detta “La Monica” gli impianti sportivi sono aumentati, con alcune piscine, campi di calcio, tre grandi parcheggi uno dei quali con 900 posti, 39 parcheggi per i residenti. È stato l’anno in cui abbiamo sostenuto con molta forza la nostra “politica de vivienda” consegnando 1000 case, rispondenti al concetto di sostenibilità, e continuiamo con questa politica in materia di edilizia. Malaga ha più parchi, più giardini e più zone per i bambini. Nel campo del trasporto pubblico, l’impresa municipale Malaga Transporte, ha incrementato in modo notevole il numero dei passeggeri, tutti gli automezzi sono adattati alle esigenze degli handicappati. Le pensiline delle fermate sono tecnologicamente modernizzate. L’impresa Imasa ha fatto un buon lavoro come impresa di pulizia, però poi sta in tutti cato soluzioni con l’offerta di terreno alle famiglie alle quali veniva espropriata la casa e anche per le imprese di noleggio auto che stavano nei paraggi. Il metro, è un infrastruttura che avanza lentamente come avviene in tutte le regioni spagnole. Anche qui abbiamo contribuito in mille modi affinché i lavori procedano bene e con il minimo disturbo per i cittadini. Finalmente approvato il “Plan General de Ordinación Urbanística”? Il Plan è documento molto importante per la vita di un comune. Molto lavorato, molta dedizione e molta lealtà istituzionale affinché questo progetto diventasse una realtà. Doveva essere approvato nel 2009 da parte della Junta de Andalucía, ma sorprendentemente venne sospesa l’approvazione. con gli stessi problemi, cioè la governabilità, l’autonomia locale, la qualità dei servizi municipali, la cultura , il patrimonio, il turismo, i problemi economici dei comuni e la crisi attuale. Cureremo la parte dei relatori e del moderatore, mentre gli altri si Riunione del Club Malaga Valley e-27 con i presidenti delle più importanti società informatiche europee Pag. 14 47/2010

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ANDALUSIA di Paola Lungarini MANUEL DIAZ: APPROVATO IL PIANO URBANISTICO ANCHE PER 70 MILA CASE Il Sindaco Francisco de La Torre durante il SIMED dove si sono presentati i maggiori progetti della città mo più capaci di provvedere e risolvere molti problemi. La politica della casa, soprattutto della costruzione, la politica di impianti sportivi e dei centri culturali, la politica sociale, dell’uguaglianza, della gioventù, sono tutte di competenza municipale, “claramente municipales”. È assurdo ed inutile mantenere una grande struttura a livello regionale, autonómico, ed affrontare una farraginosa, pesante, complicata e costosa organizzazione burocratica pesante. La Junta ha i soldi e quindi decide le iniziative, i programmi e le necessità che vogliono. Per Malaga e per il comune sarebbe importante avere una autonomia per cui saremmo noi a decidere un programma secondo le nostre necessità. Loro non hanno fatto niente, si sono presi le nostre competenze ed il nostri soldi. Questa è la conclusione. Questo vale per tutte le regioni autonome, soprattutto per l’Andalusia, che è la regione spagnola più grande, e per Malaga, che ha la capacità di essere autonoma. Anche senza avere competenze e soldi, che ci spetterebbero, svolgiamo un’attiva politica per il cittadino, pagando con i nostri fondi. Il cittadino ci chiede nuove strutture e infrastrutture. Colgo l’occasione di questa mia intervista sul tuo giornale per porgere gli auguri ai miei concittadini italiani affinché possano avere un anno “gordo de trabajo”. Auguri!!! (ci dice in italiano) L’Assessore all’Urbanistica, Manuel Diaz, illustra il plastico della città di Malaga Parliamo del Plan General de Ordenación Urbana? Finalmente, negli scorsi giorni, ha avuto l’approvazione definitiva ed entrerà in vigore in gennaio. L’importanza di questo piano è notevole, nasce con una grande e nuova aspettativa, con un programma di fiducia, di sicurezza giuridica e soprattutto con la certezza che crea grandi opportunità per nuovi investimenti nella città. Questo significa anche e soprattutto che genera nuovi posti di lavoro in un momento di così grande disoccupazione e sfiducia. Il Plan comprende la costruzione di oltre 70 mila case, di cui il 30% sono “viviendas protegidas”, permettendo così a molti cittadini di comprarne una ad prezzo molto accessibile. Anche dal punto di vista produttivo, imprenditoriale e commerciale, il Plan sviluppa quattro milioni di metri quadri, il che rende possibile non solo la creazione di posti di lavoro durante la costruzione, ma anche il loro successivo e necessario funzionamento e mantenimento. Dal punto di vista della modernità, dell’avanguardia, si creeranno nuove centralità urbanistiche la cui principale caratteristica è la crescita in altezza, cioè avremo dei moderni e bellissimi grattacieli, nelle zone di Repsol, della Térmica e Martinicos. Il Plan aumenta notevolmente e favorevolmente anche il rapporto della zona verde per ogni abitante, in realtà quasi lo raddoppia superando così la media europea. Ciò migliora indubbiamente la qualità della nostra vita tanto per chi ci vive quanto per il turista che visita la nostra città. Vengono inoltre pianificate altre strutture importanti, come il “bulevar” sopra alla ferrovia che verrà sotterrata, si costruirà così una grande arteria che collega la “ronda” al centro della città, migliorando sicuramente ed in modo effettivo la circolazione ed il traffico. Nel progetto del Plan abbiamo anche la ricollocazione della famosa Plaza de la Merced al suo uso originario, tornando ad essere un epicentro culturale, sociale, commerciale e luogo di incontro per i cittadini. I lavori cominceranno a metà gennaio, e pur mantenendo l’attuale fisionomia, evocandone i ricordi storici, gli si darà un’immagine nuova, con una circolazione semi pedonale che andrà da calle Vittoria a Casa Picasso. Questa operazione, assieme alle altre rimodellazioni del centro storico, va ad aumentare e a potenziare il turismo culturale di Malaga. Bilancio di quest’anno e previsioni del nuovo anno? Del 2010 vanno ricordati i grandi investimenti, nonostante le previsioni negative, dimostrando che Malaga, nonostante la crisi, è un città dinamica che cresce. Da sottolineare le migliorie dei quartieri e le strutture culturali che si sono aperte come il Museo Automovilístico. I prossimi saranno i Musei: di Art-Natura, Royal Collections, della Piedra Preciosa e quello Interactivo del la Música; dimostrazioni della vitalità del comune e della capacità di creare posti di lavoro in un momento di crisi. Per il 2011 si presenta un panorama nuovo grazie al PGOU, si terminerà la struttura della Tabacalera, due piscine coperte, la ristrutturazione Plaza de la Merced, la costruzione del bulevar. Certo che ora avendo le strutture basilari i cittadini vogliono di più. I soldi li ricaveremo attraverso accordi di concessioni urbanistiche. La Junta de Andalucía dovrebbe costruire le case popolari, questo non avviene e noi quest’anno investiremo 50 milioni di euro. Alla fine il cittadino a chi si rivolge se non al suo comune? Così come abbiamo realizzato 5 biblioteche di quartiere ed anche 22 campi di calcio. Il 30% delle nostre spese sono per soddisfare le richieste di strutture e di servizi che spetterebbero alla Junta. “Congreso de Mentes Brillantes - El Ser Creativo” Il Sindaco all’inaugurazione del Museo Revello de Toro 47/2010 Pag. 15

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