Num.60 - 2012

 

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Il Giornale Italiano Num. 60 - 2012

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60/2012 | GIORNALE NAZIONALE GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET | D.L.: MA-884-2008

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LUIGI GIAMPAOLINO, PRESIDENTE CORTE DEI CONTI Working Groups tematici e nelle riunioni plenarie. Presso l’ECA esse avvengono al livello operativo dei Liaison Officers (si terrà a Roma il meeting principale nei giorni 19-20 aprile prossimi e nel giorno 18 l’incontro dedicato ai Potential Candidates) ed a quello dei Presidenti delle Istituzioni (il prossimo Contact Committee è previsto a Lisbona il prossimo mese di ottobre). Vi sono inoltre Seminari particolari su temi di attualità come quello tenutosi a L’Aja il 18 gennaio scorso su “Public Audit Decifits” e quello di Copenhagen nei giorni 2-3 febbraio scorsi su “EU Audit in action” che ha riguardato come tema principale i Fondi strutturali in Agricoltura. Vi sono anche collaborazioni per attività di controllo congiunte, come nel caso della Task Force Eurosai su “Audit on Funds allocated to Disasters and Catastrophes” che si terrà a Wroclaw (Polonia) il 22 ed il 23 marzo prossimi, o per trattare temi di interesse comune come il Trattato ESM e la posizione delle Istituzioni quali External Auditor (il prossimo 14 marzo). Sono molteplici i settori di cooperazione che qui non si elencano per brevità. La Corte dei Conti nelle Regioni e nei Comuni come attività di Controllo, Giurisdizionali e di Procura: quali di questi settori ha maggiormente dei problemi e quanto oggi le tecnologie influiscono nel risolvere e controllare? Non si rinvengono situazioni che possano definirsi patologiche, sia per il controllo che per la giurisdizione in ambito centrale e territoriale, oltre al ricorrente problema della scarsità delle risorse, soprattutto umane, a disposizione. Certamente le tecnologie sono determinanti e sono continuamente implementati sistemi conoscitivi evoluti e data-base ai quali pervengono i dati, in particolare quelli degli Enti locali (esi- intervista di Paola Pacifici Presidente, un bilancio delle attività e delle iniziative svolte dalla CdC nel 2011? Il bilancio dell’attività svolta dalla Corte nel 2011 è senza dubbio positivo sia per quanto riguarda l’ambito della giurisdizione che per quello del controllo, come risulta dalla relazione sull’attività svolta nell’anno 2011 presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012. In particolare la Corte, nell’ambito delle attribuzioni ad essa spettanti, ha permeato delle sue funzioni ogni fase significativa dell’attività amministrativa; a monte con l’ampia gamma delle attività che costituiscono il “sistema dei controlli di garanzia” e a valle con l’attività giurisdizionale che si pone come momen- to di chiusura dello stesso sistema dei controlli. La crisi finanziaria italiana e mondiale ha reso necessarie delle nuove misure nella Contabilità dello Stato? Certamente la crisi finanziaria ha accelerato la consapevolezza nei Paesi dell’Unione europea di creare meccanismi più stringenti per il governo della finanza pubblica e tra questi, quello più rigoroso è conosciuto con la locuzione “pareggio di bilancio”, che costituisce l’oggetto di un disegno di legge costituzionale in corso di approvazione da parte del Parlamento nazionale. Si tratta di un principio e di un obiettivo, che sottende un cambiamento delle politiche pubbliche di un paese, specie quelle intese a garantire il c.d. Welfare State, il quale esige come corollario l’introduzione di parametri esterni, credi- bili e controllabili che garantiscano il rispetto degli equilibri di bilancio, escludendo che lo Stato, in via tendenziale, possa finanziare la spesa attraverso il ricorso al debito. È vero che le grandi crisi economiche, che sconvolgono gli equilibri dei Paesi costringendoli a dei rinnovamenti, alla fine portano anche dei cambiamenti positivi? E’ indubbio che la crisi economica in atto stia suscitando una rimeditazione complessiva degli assetti politici e sociali che si erano consolidati nelle realtà nazionali, il che prelude ad una vera e propria riformulazione del c.d. patto sociale; la qual cosa, nell’immediato, non può che comportare scelte dolorose specie per chi beneficiava di rendite di posizione, come stanno a dimostrare le evidenti resistenze alle iniziative di liberalizzazione dei mercati, la cui finalità, con l’accorta guida dello Stato, è anche quella della redistribuzione della ricchezza. Quali sono i rapporti più stretti con le Istituzioni straniere, ad esempio in relazione al controllo del Fondo europeo di sviluppo regionale, al concorso dell’attività di controllo su organismi internazionali e alla collaborazione con le Istituzioni internazionali di controllo presso l’ONU? La Corte dei conti intrattiene rapporti costanti con le altre Istituzioni Superiori di Controllo, sia sul piano bilaterale, sia su quello multilaterale: nel contesto del Comitato di contatto presso la Corte dei conti europea, in quello di EUROSAI ed, in ambito globale, nell’ambito di INTOSAI. La collaborazione è costante nei Pag. 2 60/2012

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ste un sistema informativo che raccoglie i dati inseriti in appositi questionari SiQuEL ed un sistema che raccoglie i dati finanziari SIRTEL. Il sistema conoscitivo CONOSCO investe tutte le analisi relative al sistema di bilancio dello Stato, mentre sul lato della Giurisdizione, possono citarsi la Banca dati delle decisioni, il Sistema delle Procure SISP ed, in via di implementazione, il Sistema dedicato al Processo Telematico. Come vengono garantite l’indipendenza e l’autonomia della Corte dei Conti? La Corte dei conti è una suprema magistratura dello Stato e, quindi, un organo di rilievo costituzionale posto in posizione di autonomia ed indipendenza rispetto al Governo e al Parlamento; un organo autonomo ed indipendente, dunque, da altri poteri dello Stato. E’ la stessa Costituzione all’art. 100 ad assicurare l’indipendenza della Corte e dei suoi componenti di fronte al Governo. L’autonomia e l’indipendenza della Corte dei conti viene garantita sia attraverso la procedura di nomina dei vertici istituzionali, sia attraverso particolari procedure di selezione per concorso pubblico e nomina dei magistrati contabili. Mezzi dell’indipendenza dell’Istituto e dei suoi componenti sono, tra gli altri, l’inamovibilità dei magistrati, la previsione del Consiglio di Presidenza, e l’autonomia finanziaria ed organizzativa. Il cambiamento del Governo, come ha influito sui rapporti istituzionali esistenti? Il cambiamento di Governo non influisce mai sui rapporti tra Corte e altri Poteri dello Stato in quanto le rispettive funzioni sono costituzionalmente definite e si basano su relazioni di tipo istituzionale. In che misura il controllo della corretta gestione delle risorse pubbliche influisce sugli equilibri finanziari complessivi della Nazione? Il controllo costituisce un momen- L’incontro del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, con il Presidente della Corte dei Conti Italiana, Luigi Giampaolino, in occasione dell’apertura dell’Anno Giudiziario 2012 to essenziale di chiusura dell’ordinamento giuridico circa l’effettività delle misure volte a realizzare gli equilibri finanziari complessivi della Nazione. Senza il controllo, con le conseguenze che da esso devono scaturire, anche le misure potenzialmente più rigorose, quale quella del pareggio di bilancio, rischiano di risultare del tutto improduttive di effetto. Tale è la preoccupazione manifestata dalla Corte circa l’attuale formulazione del disegno di legge per la introduzione in Costituzione del principio del pareggio poiché allo Stato non si rinvengono adeguate misure di “giustiziabilità” del principio medesimo. Il fatto che le funzioni svolte dalla CdC siano legate ad altri Poteri e Organi istituzionali, non incide sulla sua autonomia? Il fatto che la Corte sia qualificata dall’art. 100 della Costituzione come organo ausiliario e che quindi le funzioni da essa svolte siano in qualche modo anche “a servizio” di altre funzioni, non incide su natura e prerogative della stessa che è considerata come Organo neutrale, indipendente ed autonomo rispetto al Parlamento ed al Governo, e che svolge le proprie funzioni non solo nell’interesse degli organi “ausiliati”, ma anche dello Stato collettività. Il livello costituzionale di questa garanzia pone la Corte in una condizione del tutto originale: quella di un Organo che, da un lato, pone la sua funzione al servizio di altri Organi e Poteri dello Stato, ma, dall’altro lato, svolge questa funzione per diretta investitura costituzionale, al fine di assicurare o di agevolare il più corretto ed efficiente svolgimento delle funzioni di altri Organi. Quali responsabilità si debbono esigere dai Gestori pubblici? Ai gestori pubblici si deve chiedere di utilizzare le risorse che sono loro affidate per perseguire, con la maggiore efficacia ed efficienza possibile, il fine a cui tali risorse sono destinate. In altre parole, essi sono chiamati ad offrire ai cittadini il migliore servizio che sia ottenibile con le risorse disponibili. Al contempo, si deve esigere che la loro attività sia sempre improntata al rispetto della legalità ed alla trasparenza. Le responsabilità che si riconnettono alla violazione di tali precetti e le conseguenti sanzioni possono poi atteggiarsi in modo diverso a seconda che il gestore sia un’amministrazione pubblica oppure un soggetto privato incaricato di svolgere l’attività di gestione del pubblico servizio. Tuttavia, come la giurisprudenza ha ormai chiarito, anche se un soggetto ha natura privata, laddove gestisce fondi pubblici per il raggiungimento di finalità di interesse generale, allora deve assumere tutti quei vincoli che sono volti ad assicurare il buon andamento dell’attività affidata e la rispondenza di tale attività all’esigenze generali cui essa è preordinata. Qualora violasse tali obblighi con colpa grave o dolo, allora ne dovrà rispondere davanti al giudice contabile, proprio come il pubblico dipendente. Quali i correttivi a seguito dei rilievi di irregolarità gestionali pubbliche? Per rispondere a questa domanda, vorrei innanzitutto ricordare che il controllo sulla gestione si distingue da altre forme di controllo pure affidate alla Corte, perché non ha un effetto interdittivo o sanzionatorio, ma è di tipo collaborativo, in quanto finalizzato all’instaurarsi di meccanismi di autocorrezione all’interno della stessa amministrazione. A tale riguardo, merita rilevare che il contributo della Corte dei conti al miglioramento della gestione dell’amministrazione pubblica è stato evidenziato nella apposita analisi dedicata al tema delle misure effettivamente assunte dalle amministrazioni dello Stato, laddove nel corso delle indagini condotte nel 2010, la Corte avesse rilevato criticità o disfunzioni. Si è potuto 60/2012 Pag. 3

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Il Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, presiede la cerimonia d’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2012 così riscontrare concretamente che i rilievi della magistratura contabile hanno, con modalità e misure diverse, determinato l’avvio di meccanismi auto-correttivi delle irregolarità e delle inefficienze rilevate, nonché, in via più generale, l’attivazione o il potenziamento di monitoraggi su ampi settori di attività, che erano risultati sotto questo profilo carenti della dovuta attenzione da parte delle Amministrazioni competenti. Come si può migliorare il controllo delle risorse pubbliche? Le strade da seguire sono certamente molteplici, ma certamente il rafforzamento dell’accesso ai sistemi informativi ed una implementazione di “Cross-examinations” e di incrocio dei dati disponibili possono essere di grande ausilio al riguardo. Con quali strumenti si può ottenere un elevato livello di ottimizzazione delle risorse economiche di un Paese? In disparte il ricorso alle politiche intese a promuovere la crescita dell’economia di un Paese, quale ad esempio la realizzazione di opere pubbliche o l’introduzione delle c.d. liberalizzazioni, uno tra gli strumenti essenziali per ottenere un elevato livello di ottimizzazione delle risorse economiche di un Paese è costituito dai controlli circa il rispetto, da parte delle pubbliche amministrazioni che gestiscono il pubblico denaro, del canone costituzionale del buon andamento (art. 97 Cost.) e dunque del rispetto dei criteri dell’efficacia, eco- nomicità ed efficienza oltre che di quello della legalità; ma sappiamo che il controllo è una conquista difficile, che presuppone una cultura democratica matura, da noi non ancora sufficientemente sviluppata, considerato l’arco temporale relativamente breve di vita della nostra Repubblica. Ne costituisce evidente dimostrazione il difetto di attenzione a livello politico e sociale circa l’appuntamento istituzionale che dovrebbe fondare, attraverso un’attenta valutazione, il permanere della fiducia del Parlamento nei confronti del Governo; intendo fare riferimento al momento della “rendicontazione” delle risorse finanziarie pubbliche di cui ciascun Governo nazionale deve annualmente dare conto agli organi della sovranità dimostrando di averle gestite in modo corretto e pienamente responsabile. I maggiori problemi di comuni, regioni e provincie? Il primo problema è  certamente quello delle risorse. Alle regioni ed agli enti locali è stato richiesto un contenimento della spesa particolarmente impegnativo. Agli interventi sulla sanità (2,6 miliardi e 5,1 miliardi di minori spese rispettivamente nel 2013 e nel 2014) si sommano i risparmi di spesa collegati all’inasprimento del patto di stabilità interno. Le manovre approvate lo scorso anno nel complesso prevedono una riduzione della spesa nel 2014 di oltre 13 miliardi di euro. I vincoli imposti dal rispetto del patto di stabilità interno incidono sui tempi di esecuzione dei pagamenti, comportando oneri finanziari crescenti e difficoltà di definizione di progetti di investimento deliberati in precedenti esercizi e per i quali sono state assunti impegni di spesa. Forte è l’incidenza, poi, dell’incertezza sulla effettiva disponibilità di risorse. Il processo di definizione del nuovo sistema di finanziamento degli enti (previsto dai decreti di attuazione della legge 42/2009) è ancora in una fase di avvio ed è stato ripetutamente modificato. Ne conseguono incertezze sulla dimensione delle risorse e sulle modalità di funzionamento per i singoli enti. Quanto e come la crisi ha influito sulle loro gestioni e sui loro conti? In una fase di crisi come l’attuale è naturale che crescano le aree di sofferenza sociale. Si tratta delle aree su cui più diretto ed esteso è il ruolo delle amministrazioni territoriali attraverso gli interventi assistenziali e di sostegno alle famiglie. I vincoli posti sul fronte della spesa e le difficoltà di reperire risorse aggiuntive, (solo di recente è stato allentato il vincolo posto all’esercizio della leva fiscale propria), rendono il compito degli amministratori degli enti territoriali particolarmente difficile. Gli spazi di manovra devono essere trovati in un recupero di efficienze e in un processo di selezione della spesa. E’ ben noto che tali processi (la spending review) di cui si è spesso parlato anche a livello nazionale, richiedono tempi certamente non brevi, difficilmente conciliabili con la necessità di garantire livelli adeguati ai servizi essenziali, come sono in gran parte quelli affidati agli enti territoriali. La stringenza dei vincoli imposti ha spinto in alcuni casi a ricorrere a pratiche elusive (ricorso a società partecipate cui addossare parte della spesa) rinviando la individuazione delle misure di contenimento ed incidendo per questa via sugli equilibri di bilancio degli enti. Comportamenti su cui la Corte dei conti è chiamata ad una attenta attività di controllo attraverso le sue Sezioni regionali di controllo Quale peso assume il rispetto dei Bilanci pubblici fra gli altri elementi che concorrono ad un buon equilibrio economico? Nel caso dell’Italia, i riflessi negativi sulle prospettive economiche discendono soprattutto dalle tensioni connesse all’alto livello del debito pubblico, che supera di circa il 20 per cento il valore del prodotto interno lordo (Pil) e si colloca tra i più alti tra i paesi industrializzati. La più recente esperienza conferma, infatti, che la gravissima crisi finanziaria che l’Italia sta fronteggiando non dipende tanto da una cattiva gestione dei bilanci pubblici – che presentano situazioni più equilibrate di quelle della gran parte dei nostri partner – quanto dalle difficoltà di gestione dell’enorme stock di debito accumulato nel corso degli ultimi trent’anni. Solo nelle ultime settimane stiamo verificando un significativo allentamen- to delle tensioni sui tassi di interesse (sui tassi di collocamento dei nostri bonds), che avevano raggiunto livelli incompatibili con il mantenimento delle condizioni sia di solvibilità del sistema che di crescita economica Prospettive di sviluppo economico più solide e durature presuppongono, dunque, un recupero della fiducia dei mercati internazionali, già in atto ma destinata a rafforzarsi in presenza di un’azione convincente di abbattimento del debito e di ordinata gestione dei bilanci di tutte le amministrazioni pubbliche. Al Presidente del Tribunal de Cuentas, della Spagna, nella intervista rilasciata a Paola Pacifici sul mio giornale, è stata fatta questa domanda “In relazione con la attuale situazione finanziaria, tanto la Spagna come l’Italia, sono sottoposte ad una supervisione dell’Unione Europea. Non è una perdita delle sovranità nazionale?”. Qual è il suo parere? La Supervisione dell’Unione Europea, secondo il sistema conseguente al Six Pact ed all’Eurocompact, vale per tutti i Paesi dell’Unione, non si rinviene nella condivisione del sistema di sorveglianza europea una diminuzione della sovranità nazionale, anche per il ruolo che le Istituzioni superiori di controllo sono chiamate ad esercitare. Quali sono le differenze legislative e fiscali, se ci sono, rispetto agli altri Paesi europei? Non è possibile un’analisi puntuale delle molteplici differen- Pag. 4 60/2012

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ze sul piano legislativo e su quello eminentemente fiscale tra i vari Paesi, che peraltro sono naturali nell’ottica della sovranità e della specificità nazionale. Una maggiore omogeneizzazione è peraltro presente in materia di concorrenza e dell’Imposta sul valore aggiunto che è, appunto, un’imposta “europea”. C’è un Paese europeo che abbia un “sistema fiscale perfetto”? Il sistema tributario “perfetto” o “ideale”, in termini assoluti, non esiste. Il livello e la distribuzione del prelievo propri di ciascun paese riflettono, infatti, l’operare di una serie di variabili: la platea dei contribuenti, le fonti reddituali e patrimoniali, i consumi e gli stili di vita, il ruolo assegnato a determinati “valori” (la famiglia, i figli,…), il grado d’intervento dell’operatore pubblico nell’economia. E non è un caso se nei confronti internazionali si sottolinea l’esistenza di una correlazione fra sistema tributario e aree territoriali. Ciò detto, un possibile confronto potrebbe assumere come parametro di riferimento le classificazioni operate dalla letteratura economica circa la portata distorsiva di differenti forme di prelievo: elevato, e quindi nocivo ai fini della crescita, nel caso delle imposte gravanti sui fattori della produzione (redditi da lavoro e d’impresa); contenuto, nel caso delle imposte sul patrimonio e sui consumi e di quelle ambientali. E quindi, qual è il “sistema fiscale perfetto”? Applicando tale parametro, la realtà italiana si presenta fuori linea: tassa in maniera eccessiva il lavoro (42,6%, oltre nove punti in più della media EU17) e i redditi (e capitali) d’impresa (29,0%, oltre 11 punti in più rispetto all’area euro); grava in misura contenuta sui consumi (16,3%, oltre 4 punti in meno rispetto alla media UE) e sui patrimoni (con un prelievo decrescente nel corso dell’ultimo decennio). Alcuni correttivi, ancorché di entità limitata, verso una distribuzione “più virtuosa” sono stati introdotti con il decreto c.d. “salva Italia”. Non perfetto, ma più equilibrato, sempre alla luce del parametro fissato dalla letteratura economica, appare invece il sistema tributario tedesco che, nel corso dell’ultimo decennio, ha registrato un percorso virtuoso: riduzione del prelievo sul lavoro al di sotto del 39% e di quello sui redditi e capitali d’impresa (18,3%); aumento della tassazione sui consumi, che ormai è prossima al 20%. Quali i rapporti della CdC con il Tribunal de Cuentas? I rapporti della Corte dei conti con il Tribunal de Cuentas spagnolo sono ottimi e rinverditi nelle occasioni bilaterali e multilaterali di incontro. Presidente, una previsione per il 2012, sia come attività della CdC sia come situazione economica dell’Italia. Il 2012 non sarà, per l’economia italiana, un anno facile. Innanzitutto per la sfavorevole eredità del 2011. Nella seconda metà dello scorso anno il Pil ha infatti cominciato a flettere, a seguito della crisi di fiducia manifestatasi sui titoli di debito sovrano dell’Italia e di altri paesi europei. Proprio oggi l’ISTAT ha diffuso i dati di consuntivo relativi al 2011 che segnalano, per l’intero anno, una crescita del Pil di solo lo 0,4 per cento, un risultato molto inferiore alle stime di un anno fa (1,1 per cento del DEF 2011). Questo andamento negativo si estenderà quasi si- curamente al primo trimestre di quest’anno e, sia pur in forma più lieve, al secondo trimestre. Peserà anche, sul 2012, la forte dose di restrizione fiscale con cui è stato necessario fronteggiare lo squilibrio dei conti pubblici per recuperare la fiducia dei mercati. Evoluzioni più favorevoli sono comunque attese già per la seconda metà dell’anno, con saggi di crescita in progressivo recupero. Complessivamente, secondo le ultime previsioni della Commissione europea, il Pil italiano si ridurrebbe nella media del 2012 dell’ 1,3 per cento, ma il 2013 riceverebbe un’eredità più favorevole di quella che, quest’anno, abbiamo ricevuto dal 2012. Andamenti migliori, soprattutto nella prospettiva del 2013, potrebbero verificarsi qualora il superamento delle tensioni finanziarie, che di giorno in giorno diventa più evidente, inducesse le famiglie e le imprese a scelte di consumo e investimento meno prudenti di quelle che abbiamo osservato nel corso degli ultimi sei mesi. Anche se, va sottolineato, tali auspicabili miglioramenti manterrebbero una natura meramente congiunturale e non saranno di certo sufficienti a riavvicinare i saggi di crescita degli altri principali paesi europei. Per conseguire questo risultato dovremo, invece, aspettare che comincino a dispiegare i loro effetti le cosiddette riforme strutturali: quelle già adottate e le ulteriori che è auspicabile vengano proposte nei prossimi mesi. IL PRESIDENTE LUIGI GIAMPAOLINO È nato il 18 agosto 1938 a Pomigliano d’Arco. Coniugato con due figli, è entrato a far parte della magistratura della Corte nel 1968 proveniente dalla magistratura ordinaria dove ha svolto dal 1964 al 1968 le funzioni di Pretore e di Giudice di Tribunale di Paola (CS). E’ stato inoltre vincitore nel 1969 del concorso di sostituto avvocato dello Stato e destinato all’Avvocatura Distrettuale di Brescia. È Presidente di Sezione della Corte dei Conti dal 1999 e sino al 1 luglio 2010 ha ricoperto l’incarico di Presidente dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture di cui è stato Presidente dall’aprile 2007. Ha svolto le funzioni di Presidente della Sezione Giurisdizionale della Puglia e di Presidente della Sezione Giurisdizionale della Lombardia della Corte dei Conti. Nell’ambito della Magistratura contabile ha svolto le proprie funzioni: quale Consigliere delegato al controllo del Ministero del Tesoro; presso le Sezioni Riunite della Corte dei Conti; presso la I Sezione Centrale di Appello; presso la Prima Sezione Giurisdizionale per le materie di contabilità ed inoltre presso la Procura Generale. Il Presidente Giampaolino è stato, anche titolare delle funzioni di magistrato addetto al controllo dell’IRI; dell’ENAV; dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e della CONSIP. Insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica, il Presidente ha ricoperto numerosi e prestigiosi incarichi istituzionali: è stato Componente dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture dall’agosto 2004, nominato Presidente dall’aprile 2007; Capo di Gabinetto del Ministero delle Attività Produttive dal settembre 2002 all’agosto 2004; Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato ora Ministero delle Attività Produttive dal novembre 1998 al maggio 2002; Capo di Gabinetto del Ministero dei Lavori Pubblici dal 14 maggio 1996 al novembre dello stesso anno; Capo Ufficio Legislativo del Ministro dei Lavori Pubblici dal luglio 1992 al maggio 1994; Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministro del Commercio con l’Estero dall’aprile 1991 al luglio 1992; Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministro per il coordinamento per la protezione civile fino all’aprile 1991; Capo servizio coordinamento giuridico e legislativo del Ministro per il coordinamento delle Politiche Comunitarie, fino al maggio del 1981. E’ autore di numerose pubblicazioni in tema di controllo e giurisdizione della Corte dei conti, con particolare riferimento ai temi della responsabilità amministrativa dei funzionari e amministratori pubblici nonché di varie pubblicazioni in tema di lavori pubblici, pubblico impiego, diritto penale, contabilità di Stato. Pag. 5 Il Presidente Giampaolino con Paola Pacifici. Al termine dell’intervista le ha dedicato il libro che illustra le attività della Corte dei Conti. 60/2012

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La Corte dei Conti fu istituita agli albori dello Stato Unitario (legge 14 agosto 1862, n. 800), perché vigilasse sulle amministrazioni dello Stato, così da prevenire ed impedire sperperi e cattive gestioni. In questa funzione, la Corte dei Conti assunse la veste di una “magistratura”, essendo emersa - secondo la storica affermazione di Camillo Benso Conte di Cavour - la “assoluta necessità di concentrare il controllo preventivo e consuntivo in un magistrato inamovibile”. Questa scritta appare anche sulla base del monumento a Cavour che si trova nel cortile dell’edificio della Corte dei Conti. Le linee fondamentali del suo ordinamento sono state fissate nel testo unico approvato con regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214. Nel corso degli anni successivi all’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana sono intervenute profonde trasformazioni nell’organizzazione e nelle funzioni amministrative (moltiplicazione degli enti, creazione di autorità amministrative indipendenti, privatizzazione di funzioni e di imprese pubbliche), le quali hanno interessato anche gli assetti finanziari e di spesa (basti pensare all’introduzione della legge finanziaria e alle riforme del bilancio intervenute nel 1978, nel 1988 e, recentemente, con la legge n. 94 del 3 aprile 1997), incidendo fortemente sui compiti dell’Istituto. Ad esso è stato, ed è richiesto, quindi un grande sforzo di adeguamento ed ammodernamento - tutt’altro che concluso - per soddisfare la crescente “domanda” sia di controlli efficienti, sia di un puntuale esercizio della giurisdizione di responsabilità; ciò al fine di accrescere la trasparenza dell’amministrazione, di assicurare la corretta gestione delle pubbliche risorse, di elevare la qualità dei servizi che l’amministrazione rende ai cittadini. Sotto il profilo squisitamente giuridico, è importante ricordare che la Corte dei Conti, istituita con la Legge firmata da Vittorio Emanuele II e Quintino Sella, con la sede nella città capitale, aveva l’avanzatissimo dovere di riscontro di legittimità delle spese delle Amministrazioni dello Stato e conseguente visto e registrazione, nonché il giudizio in forma contenziosa e pubblica sui conti di chi maneggiava denaro pubblico. L’obbligo anche dei decreti reali di essere sottoposti al visto e alla registrazione della Corte dei Conti, avrebbe dimostrato l’eguaglianza di tutti davanti alle leggi di spesa. Sia il r.d. 13 agosto 1933 n. 1038 di approvazione del regolamento di procedura per i giudici innanzi alla Corte dei Conti, sia il r.d. 12 luglio 1934 n. 1214 di approvazione del testo unico delle sue leggi, mantennero i principi della legge istitutiva e furono inseriti nella Costituzione Repubblicana del 1948 che nel suo articolo 100 riconosce le funzioni di controllo di legittimità quale Organo Ausiliario del Governo con “garanzia” di indipendenza, e qualifica la Corte come Magistratura speciale superiore con funzioni giurisdizionali per la responsabilità contabile e le pensioni di Stato. La Corte Costituzionale, dal suo inizio nel 1956, con una costante e confermativa giurisprudenza, ha sempre riaffermato il principio che le sentenze in sede giurisdizionale della Corte dei Conti, al pari di quelle della Cassazione e del Consiglio di Stato, sono inappellabili, essendo di magistrature “supreme” ex art. 135 Costituzione, tranne il ricorso in Cassazione “per i soli motivi inerenti alla giurisdizione”. Le mazze della Giustizia appartengono alla Corte dei Conti, conservate nella sede centrale di Roma, vengono esposte su di un cuscino di velluto nella Sala delle Sezioni Riunite della Corte stessa durante importanti udienze. Le mazze lunghe di ottone dorate, cesellate nella parte superiore terminano con la corona reale. Nei tondi decorativi con tecnica a bassorilievo vi sono gli emblemi dell’alta magistratura e la sua storia. Nei medaglioni incorniciati da corolle di alloro appaiono gli scanni del tribunale e la bilancia della Giustizia, lo scudo crociato sabaudo, le bandiere delle regioni del regno, il leone uno dei simboli dell’arme dei Savoia, un guerriero a ricordare la dinastia in difesa dello Stato e un principe: Emanuele Filiberto che nell’ottobre del 1560 istituì una “Camera dei Conti” sovrana e indipendente che doveva trattare gli affari del ducato dei Savoia e risolvere questioni finanziarie. Già la monarchia sabauda aveva nel sec. XIV l’Ufficio degli Uditori dei Conti come del resto gli altri Stati tra cui il ducato Modenese, lo Stato Pontificio, il Regno di Napoli e all’estero la Prussia e l’Austria. LE MAZZE DELLA GIUSTIZIA IL FRANCOBOLLO COMMEMORATIVO IL PRIMO PRESIDENTE DELLA CORTE DEI CONTI Federico Colla , nato a Genova nel 1790. Dopo aver combattuto negli eserciti napoleonici, entrò nella burocrazia piemontese; dal 1824 segretario generale al Ministero della Guerra e Marina, dal 1838 Consigliere di Stato, fu nominato senatore il 3 aprile 1848 e inviato a Parma, Guastalla e Piacenza, quale Regio Commissario. Tornato a Torino, fu Ministro senza portafoglio nel gabinetto Alfieri (dal 15 agosto al 16 dicembre 1848). Nel maggio del 1855 fu relatore al senato del progetto di legge per la soppressione delle corporazioni religiose. Venne nominato Presidente della Corte dei Conti del Regno di Piemonte, carica che mantenne nel nuovo stato italiano, dall'11 settembre 1862 al 22 aprile 1865. Francobollo da 30 L. - Monumento a Cavour emesso in data 10 dicembre 1962 per il Centenario dell’ordinamento della Corte dei Conti. Caratteristiche del francobollo: Colore verde, Dentellatura 14¼×14, Tipo di dentellatura Pettine, Stampa Calcografia, Stampato da I.P.S. Officina carte valori, Fogli da 50, Dimensioni 24 × 40 (mm), Disegnatore V. Nicastro, Tiratura 7.946.354, Scadenza 31 dicembre 1963. Pag. 6 60/2012

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COMPITI E FUNZIONI DELLA CORTE DEI CONTI In ogni ordinamento democratico è previsto che un organo di rilievo costituzionale, posto in posizione di autonomia ed indipendenza rispetto al Governo e al Parlamento, vigili sulla corretta gestione delle risorse pubbliche, sul rispetto degli equilibri finanziari complessivi, sulla regolarità, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa. la Corte dei Conti siano in qualche modo “a servizio” di altre funzioni, non incide su natura e prerogative della Corte che è considerata come Organo neutrale, indipendente ed autonomo rispetto al Parlamento ed al Governo, e che svolge le proprie funzioni non solo nell’interesse degli organi “ausiliati” e della pubblica amministrazione, ma anche dello Stato collettività. funzioni legislative e di indirizzo e controllo politico sull’esecutivo, le camere elettive le principali e naturali destinatarie dei risultati dei controlli della Corte dei Conti. La progressiva espansione delle funzioni di controllo a scopo di referto agli organi elettivi, svolte della Corte dei Conti, ha maggiormente accentuato la cosiddetta funzione “ausiliaria” dell’Istituto nei confronti di Camera e Senato. Il personale della Corte dei Conti è costituito da magistrati e da impiegati amministrativi. I magistrati, distinguibili unicamente per le funzioni, sono: il Presidente, il Presidente aggiunto, il Procuratore Generale, il Procuratore Generale aggiunto, i Presidenti di Sezione, i Consiglieri, i primi Referendari ed i Referendari. Il personale amministrativo è composto da personale dirigente e da personale non dirigente. Per garantire l’autonomia ed indipendenza dell’Istituto, la legge 21 luglio 2000 n. 202 prevede che il Presidente della Corte dei Conti sia nominato tra i magistrati della stessa Corte che abbiano effettivamente esercitato, per almeno tre anni, funzioni di Presidente di sezione ovvero funzioni equivalenti presso organi costituzionali nazionali o istituzioni dell’Unione Europea. La procedura di nomina prevede l’emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Presidenza. Con decreto-legge 24 dicembre 2003 n. 354, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2004 n. 45 è stato istituito il posto di Presidente aggiunto. attraverso particolari procedure di selezione per concorso pubblico e nomina dei magistrati contabili. Mezzi dell’indipendenza dell’Istituto e dei suoi componenti sono, tra gli altri, l’inamovibilità dei magistrati, la previsione del Consiglio di Presidenza, l’autonomia finanziaria ed organizzativa della Corte dei conti. La Corte dei conti svolge funzioni di controllo (art. 100 Costituzione) e funzioni giurisdizionali nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge (art. 103 Costituzione). Accanto a queste, svolge anche funzioni amministrative (esempio: provvedimenti concernenti lo status economico e giuridico dei propri dipendenti) e consultive (pareri al Governo ed ai Ministri in ordine ad atti normativi e provvedimenti; pareri in materia di contabilità pubblica a richiesta di Regioni, Comuni, Province e Città metropolitane). La Corte dei Conti è un organo di rilievo costituzionale, autonomo ed indipendente da altri poteri dello Stato cui la Costituzione affida importanti funzioni di controllo (art. 100 Costituzione) e giurisdizionali (art. 103 Costituzione). La Corte dei Conti è definita dalla Costituzione “organo ausiliario” nel senso che coadiuva gli organi titolari di funzioni legislative, di controllo ed indirizzo politico, esecutive e di amministrazione attiva. Il fatto che le funzioni svolte dal- La Corte dei Conti è del tutto indipendente sia nei confronti del Governo che del Parlamento. Il rapporto con il Governo si manifesta, principalmente, nell’ambito delle funzioni di controllo sugli atti cosa che, però, non comporta alcuna interferenza fra i reciproci ambiti dei due organi, ciascuno indipendente e sovrano nella rispettiva sfera di attribuzione. Quanto al rapporto con il Parlamento, esso si è progressivamente consolidato rendendo, al fine dell’esercizio delle L’autonomia e l’indipendenza della Corte dei Conti viene garantita sia attraverso la procedura di nomina dei vertici istituzionali, sia LA CORTE DEI CONTI E I RAPPORTI INTERNAZIONALI L’Ufficio Affari Internazionali della Corte dei Conti svolge funzioni di supporto alle attività e alle relazioni internazionali della Corte e rappresenta il Presidente nelle riunioni internazionali qualora egli non possa partecipare. L’Ufficio è diretto da un consigliere nominato dal Presidente su designazione del Consiglio di Presidenza. Il consigliere svolge inoltre funzioni di Agente di collegamento della Corte nei rapporti con le altre Istituzioni Superiori di controllo - ISC - e con la Corte dei Conti europea. La Corte dei Conti europea, è l’istituzione dell’Unione europea preposta all’esame dei conti di tutte le entrate e le uscite dell’Unione e dei suoi vari organi, accertandone la sana gestione finanziaria; esamina tutte le entrate e le spese dell’Unione e dei suoi organi, controllandone la legittimità e la regolarità e accertandone la corretta gestione finanziaria; redige una dichiarazione di affidabilità sui conti (DAS), ma può in ogni momento pubblicare relazioni speciali su problemi specifici. È consultata sulle proposte di misure nell’ambito della lotta contro le frodi fiscali e le irregolarità finanziarie. Assiste il Parlamento europeo e il Consiglio nella funzione del controllo dell’esecuzione del bilancio dell’UE. Non ha poteri giurisdizionali, e i suoi pareri non sono vincolanti, ma questo nulla toglie all’importanza primaria del suo compito. I membri, uno per ciascuno Stato membro dell’Unione, sono nominati dal Consiglio tra le personalità che fanno o hanno fatto parte nei rispettivi Stati delle istituzioni di controllo esterno dei conti pubblici e che possiedono una qualifica per tale funzione. Le principali attività dell’Ufficio Affari Internazionali sono le seguenti: a) contesto internazionale: estende all’ambito internazionale i contributi della Corte dei Conti derivanti da relazioni inter-istituzionali con le altre ISC; rappresenta un punto di riferimento per le informazioni che riguardano le funzioni, la struttura e le attività della Corte; assicura e promuove la partecipazione e la collaborazione della Corte come membro delle Organizzazioni Internazionali, quali INTOSAI International Organization of the Supreme Audit Institutions - (www.intosai.org) - ed EUROSAI - European Organization of the Supreme Audit Institutions (www. eurosai.org); collabora con le organizzazioni regionali dell’INTOSAI, quali AFROSAI - African Organization of the Supreme Audit Institutions, ASOSAI - Asian Organization of the Supreme Audit Institutions, ARABOSAI - Arab Organization of the Supreme Audit Institutions, OLACEFS - Organization of Latin American and Caribbean of the Supreme Audit Institutions, CAROSAI - Caribbean Organization of the Supreme Audit Institutions, SPASAI - South Pacific Association of the Supreme Audit Institutions; partecipa a congressi, seminari, e riunioni organizzati dalle ISC o dalle Organizzazioni Internazionali; prepara relazioni, atti e documenti per i congressi, i seminari e le riunioni internazionali; distribuisce documentazione internazionale, questionari,e relazioni sui principi e sulle norme contabili e di controllo all’interno della Corte dei Conti; b) contesto europeo: assicura e promuove rapporti di collaborazione tra gli Agenti di collegamento delle ISC europee e collabora all’organizzazione della riunione annuale del Comitato di Contatto dei Presidenti delle ISC europee; collabora con la Corte dei Conti europea su materie relative al controllo dei fondi dell’U .E.; c) contesto delle Organizzazioni Internazionali: assicura i rapporti con le organizzazioni internazionali, quali NATO, Consiglio d’Europa, UEO, ONU, OCSE, FAO e PAM; prepara la documentazione necessaria per i contratti relativi al controllo esterno di queste organizzazioni; d) contesto internazionale della Corte dei Conti: rappresenta la Corte quale membro del Governing Board dell’EUROSAI; assicura la partecipazione della Corte alle sessioni di lavoro del Committee on accounting standards dell’INTOSAI; dà suggerimenti al suddetto Comitato su norme contabili relative al settore pubblico redatte dall’IFAC - International Federation of Accounts. 60/2012 Pag. 7

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IL PALAZZO DELLA CORTE DEI CONTI ◄ La sede centrale della Corte dei Conti a Roma è in Viale Mazzini 105 in un sobrio palazzo anni ‘60 nel quartiere romano di Prati. Uffici moderni ed informatizzati. Possiede una delle biblioteche giuridiche più importanti d’Italia, con oltre 130 mila volumi. ► Monumento a Camillo Benso Conte di Cavour, con la sua famosa frase scolpita nel piedistallo, nel cortile del Palazzo della Corte dei Conti ◄ Corridoio presidenziale con i busti dei Presidenti della Corte dei Conti che si sono susseguiti nel tempo Teca con gli estratti di atti e documenti storici della Corte dei Conti ▼ ◄ Vittorio Emanuele II con cartiglio recante la dicitura: “È istituita una Corte dei Conti. Essa si compone di un Presidente, di un Presidente di Sezione, di cinque Consiglieri, di sei Maestri Ragionieri, di un Segretario Generale, di un Vice Segretario Generale e di un personale dell’Ufficio. dat. Torino il 30 ottobre 1859” ▲“La Corte dei Conti a perenne ricordo dei suoi Eroi e Martiri” ◄ Calco dei bassorilievi che adornano l’Ara Pacis di Roma Pag. 8 60/2012

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GRABRIELE FINALDI: ANCHE QUESTA È UNA “GIOCONDA” Direttore Aggiunto e Responsabile del riordino e ampliamento della collezione del Museo del Prado. L’abbiamo intervistato per conoscere i dettagli e le “verità” sulla sorella del celebre quadro di Leonardo da Vinci. perché ci sono certi cambiamenti, certi ripensamenti nel disegno che corrispondono a cambi che si trovano nel quadro parigino. Non è quindi solo una copia fatta con il quadro del Louvre finito, ma si tratta di un quadro fatto pari passo con quello di Leonardo. È una copia molto antica, la più antica che si conosca, anzi fatta allo stesso tempo. Sapete chi ha dipinto questa “Gioconda”? Pensiamo ad un artista molto vicino a Leonardo perché la dipinge dal momento iniziale del disegno del quadro del Louvre. Questo artista sta lavorando quando il quadro non è ancora dipinto da Leonardo. Fra i leonardeschi che conosciamo, Giovanni Antonio Boltraffio, Marco D’Oggiono hanno uno stile facilmente riconoscibile che non si vede in questo quadro. Pensiamo, quindi, si possa trattare di uno dei due artisti che erano molto vicino personalmente a Leonardo, uno dei quali era Andrea Salaino o Francesco Melzi. Il problema è che non conosciamo bene le opere di questi due artisti e quindi difficilmente possiamo attribuirgli l’opera. Perché escludete che possa essere uno studio di Leonardo? Lo escludiamo perché lo stile ed il modo di fare di Leonardo li conosciamo abbastanza bene dai suoi quadri del Vaticano, di Milano, di Londra e di Parigi. Qui sembra un’altra mano. È un pittore che sta copiando dall’originale o dalle diverse fasi di quello di Leonardo ma non è del Maestro Leonardo. Quanto vale questa opera? Ha un prezzo, diciamo, commerciale? Capisco il senso della tua domanda. È interessante sapere quanto vale una opera d’arte. È un quadro che sta nel Prado fin dai suoi inizi e procede dalla collezione reale. Non andrà mai sul mercato e quindi parlare di un prezzo è assolutamente artificiale. Certamente oggi è un quadro più interessante di quanto fosse qualche mese fa quando non sapevamo tutte queste cose. Non è possibile dargli un valore economico. Trattandosi di un’opera che nasce in Italia, ispirata dal nostro più grande artista, andrà anche nel nostro Paese? Il quadro è interessante. Prima si pensava che il sopporto, cioè la tavola del quadro, fosse di quercia e non di noce e che quindi potesse essere una copia fiamminga, in quanto loro dipingevano su questo materiale. Ma, adesso che abbiamo identificato con sicurezza il legno, anche questo ci porta vicino a Leonardo in quanto le sue opere sono dipinte su questo sopporto. Comunque, per quanto riguarda l’Italia se sorgono delle possibilità saranno ben accette, ma per il momento non ci è stata nessuna richiesta e quindi per ora Parigi. Quando tornerà a Madrid continuerà a suscitare un crescente interesse. MADRID intervista di Giulio Rosi Parliamo della storia del quadro? È un quadro che da anni era in sala al Museo, ma non attraeva troppo l’attenzione. Era la “Gioconda del Prado”. Una Gioconda poco conosciuta. Il quadro è diverso da quello di Parigi, soprattutto perché presenta questo fondo nero intorno alla figura, che praticamente risulta completamente circondata da questa specie di tenda nera. Due anni fa il Museo del Louvre ci chiede di fare uno studio dell’opera perché la vuole per una mostra che si celebra a fine marzo nel museo parigino. Cominciammo a fare gli studi tecnici, radiografia e infrarossi, che ci permisero di vedere che il quadro era più interessante di quanto credevamo e che sotto a questo fondo nero sembra che ci siano resti o indizi che sono nello stesso paesaggio di quello del Louvre. Dopo aver fatto tutte le varie analisi, abbiamo eseguito delle piccole prove di pulitura scoprendo che il paesaggio è perfettamente conservato e che probabilmente era stato coperto, forse alla fine del ‘700, non per ragioni di danno, ma forse per una scelta estetica o per metterlo in rapporto con un altro quadro che aveva un fondo nero. Questa Gioconda era ben preservata. La pulitura ha rivelato un quadro completamente dipinto ed in buono stato di conservazione. È molto interessante. D’altra parte lo studio tecnico ha permesso di vedere oltre la pellicola pittorica gli strati sottostanti e soprattutto il disegno preparatorio sulla tavola, il quale mostra che è un quadro fatto allo stesso tempo dell’originale. Lo possiamo dire IL GIOCO DI SOMIGLIANZE E DIFFERENZE Nel “gioco delle somiglianze e delle differenze” tra l’una e l’altra Gioconda si sono cimentati esperti e curiosi. Secondo Miguel Falomir, capo del Departamento de Pintura Italiana del Renacimiento del Museo del Prado, l’elemento principale di differenziazione fra le due opere riguarda le sopracciglia: la Monna Lisa del Louvre non le ha, mentre l’altra sì. Inoltre, il viso della Gioconda madrilena è più allungato rispetto all’altro. I due dipinti, infine, mostrano evidentemente una differente cromìa: nella Gioconda di Leonardo predominano le terre, mentre in quella del Prado i colori sono più chiari e più vivaci. A questo proposito, però, va tenuto conto che il dipinto del Prado si trova in uno stato di conservazione migliore rispetto all’altro, tanto che la Monna Lisa madrilena dimostra molti meno anni rispetto all’originale parigina, che accusa maggiormente i segni del tempo. Ne consegue che la Gioconda del Prado risulti molto più “luminosa” rispetto all’altra. Ad ogni modo, i noti e straordinari effetti di chiaroscuro impressi da Leonardo non sono assolutamente replicabili e rendono ancora adesso, quel sorriso, così affascinante. Pittore, architetto, scienziato e scrittore, figlio naturale del notaio Ser Piero e di una giovane contadina, nasce il 15 Aprile 1452 a Vinci. A 17 anni è apprendista di Andrea del Verrocchio. A Firenze, dove rimane fino a trent’anni, Leonardo, disegna, dipinge e studia interessandosi a tutti i campi dello scibile umano. Nel 1482 Leonardo Da Vinci viene assunto alla corte di Ludovico il Moro fino al 1499. In quegli anni Leonardo esegue numerose pitture, tra cui il ritratto a Cecilia Galerani, “Dama con l’Ermellino”, la prima versione della “Vergine delle rocce” e la famosa “Ultima cena” in S. Maria delle Grazie. L’affresco, eseguito con una tecnica inventata da Leonardo, lo impegnò per tre anni, da 1495 al 1498. Nel 1513, Leonardo si trasferisce a Roma e poi nel Castello di Cloux del Re di Francia, Francesco I, come pittore, architetto e Ingegnere. Al Re vende la Gioconda, che aveva iniziato a Firenze ed al quale aveva lavorato saltuariamente fino al 1506, non considerandolo finito e che lo aveva accompagnato nei suoi pellegrinaggi. Leonardo da Vinci muore il 2 maggio 1519 nella residenza di Cloux, lascia tutti i suoi manoscritti, disegni e strumenti in eredità agli allievi Francesco Melzi e Andrea Salaino. LEONARDO DA VINCI 60/2012 Pag. 9

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Depilazione Medica • Depilazione Medica con laser e luce pulsata (IPL): Fotodepilazione. Piattaforma laser Alessandrite, laser Nd-Yag, laser a semiconduttore Soprano. • Depilazione corpo e viso per donne e uomini. Medicina Estetica del Corpo • Perdere peso: Dieta. • Drenaggio Linfatico Manuale (DLM). • Grasso localizzato. • Pressoterapia, mesoterapia, Vacumterapia. • Smagliature. • Perdita di tono. Medicina Estetica del Viso • Cura della pelle. • Correzione delle rughe e perdite di tono. • Trattamento per macchie e cicatrici. • Rimodellazione delle labbra. • Micropigmentazione. • Collo e scollatura. Cirurgia Plastica ed Estetica • Chirurgia estetica Corpo: liposuzione, liposcultura, etc. • Chirurgia estetica Seno: Aumento, sollevamento, riduzione. • Chirurgia estetica CervicoFacciale: Rinoplastica, lifting, liposuzione, etc. Trattamenti Estetici • Trattamenti rassodanti. • Trattamenti antistress. • Trattamenti anticellulite. • Trattamenti esfolianti. • Massaggi.

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È il Presidente del Consejo Graduados Sociales che rappresenta 25 mila “colegiados expertos en materia de Derecho de Trabajo”, titolo universitario che sottintende una conoscenza della normativa sul lavoro che, assieme alla esperienza professionale come consulenti dell’80% delle PYME spagnole, li abilita fra i più grandi conoscitori della situazione che attualmente vive la Spagna. Abbiamo chiesto al Presidente San Martín cosa pensa del Real Decreto sulla “reforma laboral” turale dell’economia e che anche i nostri atteggiamenti dovranno adattarsi alle nuove circostanze. Un cambiamento che senza dubbio colpirà ed influenzerà la nostra mentalità e perfino il nostro stile di vita. D’altra parte è ovvio che la soluzione non sarà solo la Reforma Laboral ma dovrà comprendere molte altre riforme, come ad esempio quella del sistema finanziario e fiscale. Riassumendo ritengo che questi provvedimenti, per fare un esempio semplice ma anche nello stesso tempo complicato, sono come “preparar la tierra, abonar, sembrar y si las condiciones meteorológicas así lo permiten, recoger para disfrutar de una buena cosecha”. C’è chi dice che la riforma è incostituzionale e dubitano della sua efficacia, ci sono alcune domande che a seconda di chi le formula hanno una base più politica che tecnica. Da questo ultimo punto di vista il tecnico è lei, in quanto professionista del settore. Quale è il provvedimento che provoca la maggiore litigiosità? Il problema più grande consiste nella interpretazione della Dispoción Transitoria V in relazione all’articolo 18.7 del Real Decreto e alle modifiche degli elementi essenziali del contratto. Questo provocherà una notevole litigiosità perché la interpretazione tecnica è molto complessa. Presidente crede che questa riforma porterà benefici alle Mutuas de Trabajo? Valuto molto positivamente la disposizione addizionale IV attraverso la quale si tenta di modificare il regime giuridico delle Mutuas de Accidentes de Trabajo. Inoltre spero che in termini brevi, le “altas medicas” per i casi di I.T. per malattie comuni siano di loro competenza. Sarebbe una buona notizia e collocherebbe questi enti nel posto che gli compete, valorizzando in giusta misura il lavoro che hanno svolto per moltissimi anni. Che messaggio invierebbe ai lavoratori che pensano che questa riforma vada contro tutti i diritti conquistati durante anni di rivendicazioni? Bisogna dargli un messaggio di tranquillità, il lavoratore non deve avere paura di questi provvedimenti perché la filosofia di ogni imprenditore sarà sempre quella di creare posti di lavoro, di creare ricchezza, pertanto questa riforma deve intendersi non come una retrocessione delle condizioni dei lavoratori, ma come un insieme di misure di carattere urgente che hanno come unico obiettivo l’adattamento ad una situazione in cui ci aspettiamo fiducia da parte degli investitori. Quindi un aiuto al settore imprenditoriale attraverso strumenti che gli facilitino questa ristrutturazione. È evidente che le regole del gioco sono cambiate e, come ho già detto, dovranno adattarcisi tanto gli imprenditori quanto i lavoratori ed i governi. Questi ultimi sono i primi a dover rivedere le politiche applicate fino ad oggi che hanno portato numerose “Comunidades Autónomas” e gli Ayuntamientos ad accumulare un debito illogico che dimostra una cattiva gestione. Quale misura ritiene che possa influire positivamente sulla categoria dei Graduados Sociales? Una in particolare ci sembra importante ed è l’eliminazione dell’autorizzazione amministrativa data previamente agli ERES. Credo che sia giusto che gli Expedientes de Regulación de Empleo, nel caso di impugnazione sia la Jurisdicción Social a risolverla. Prima era competente la Jurisdicción Contenciosa Administrativa. Questo passaggio beneficia i Graduadaos Sociales. Lo scorso 20 febbraio incontraste la Ministra de Empleo y Seguridad Social, Fátima Bañez e con la secretaria de Estado dello stesso ministerio, Engracia Hidalgo. Di che cosa parlaste? Di molte cose, fra cui come è logico anche della suddetta riforma, sottolineando che queste misure suppongono un capovolgimento nelle relazioni del lavoro, considerandole coraggiose e tristemente necessarie. Trasmisi alla Ministra che secondo me saranno buone per l’imprenditore, perché modificano dei punti che hanno inciso negativamente sul nostro mercato del lavoro. Quando la categoria del Graduados Sociales venne ricevuta dal Re, quale “inquietudes” vi ha trasmesso? Sua Majestad el Rey è molto preoccupato per la situazione che attraversa la Spagna, specialmente per i più bisognosi e per la classe media che si sta impoverendo. Ci ha chiesto la collaborazione, di tutti i “laboralistas de España” per migliorare il mercato del lavoro. Lo ringraziammo per averci ricevuto confermandogli che la società spagnola ha nei Graduados Sociales i più fermi ed disinteressati alleati. Gli comunicammo che stiamo cercando di includere un Graduado Social come membro del Consejo General del Poder Judicial in modo che la giustizia valorizzi il nostro contributo. Gli dicemmo anche che pretendiamo che la Ley Reguladora de la Jurisdicción Social nella prossima modifica legittimi il Graduado Social al firmare il Recurso de Casación. Infine gli esprimemmo la lealtà di una categoria che giorno dopo giorno lavora “por y para mejorar las Relaciones Laborales de este País”. JAVIER SAN MARTÍN, CONSEJO GENERAL GRADUADOS SOCIALES ESPAÑA MADRID Re Juan Carlos con il Presidente Javier San Martín Presidente, in tre parole come definisce questa riforma? Positiva, necesaria y bastante valiente. In che che cosa è differente questa riforma dalle altre? Mai avrei utlizzato queste mie parole per definire le altre “reformas laborales”. Il Real Decreto 3/2012 del 10 febbraio suppone un avanzamento molto importante, la soluzione adottata di rispettare il diritto acquisito di 40 giorni di retribuzione per ogni anno lavorato e 42 mensilità, riducendo dalla data di pubblicazione del decreto stesso a 33 giorni e massimo 24 mesi: una soluzione salomonica che ritengo indovinata e molto coerente. Inoltre, è importante il fatto che il Gobierno abbia visto come formula per la creazione di posti di lavoro la flessibilità della giornata lavorativa secondo l’orario richiesto dal lavoratore, senza la necessità di un precedente controllo amministrativo. Senza dubbio aiuterà la conservazione e la creazione dei posti di lavoro . Dal punto di vista sociologico, come ritiene che questo provvedimento influirà sui cittadini? La riforma contiene un messaggio politico molto chiaro, il Partito Popolare sostenuto per maggioranza assoluta nel Parlamento, dimostra una chiara intenzione di favorire e adeguare le Relaciones Laborales alla situazione che stiamo vivendo. I cittadini, gli imprenditori, i lavoratori, i pensionati ed i studenti debbono rendersi conto che siamo sommersi in un cambio strut- Il Presidente con la Ministra de Empleo, Fátima Bañez, Engracia Hidalgo, Secretaria de Estado de Empleo, e il Presidente del Colegio Oficial de Graduados Sociales de Lugo, Manuel Núñez Il Presidente con il Secretario Estado Justicia, Fernando Román, Luis Martin de Uña, Presidente del Colegio Oficial de Graduados Sociales de Zamora, Francisco Méndez Jara, Presidente del Colegio Oficial de Graduados Sociales de Alicante Il Presidente con il Secretario de Estado de la Seguridad Social, Tomas Burgos, il Director General de la Tesoreria General de la Seguridad Social, Francisco Gómez Ferreiro, Vicente Cardellach, Presidente del Colegio Oficial de Graduados Sociales de Barcelona 60/2012 Pag. 11

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AMBASCIATA ITALIANA MADRID di Paola Lungarini ASSOCIAZIONE PUGLIESI IN S PA G N A ITALIA, OSPITE ALLA FIERA DEL LIBRO DI MADRID 2012 L’Italia sarà il paese ospite d’onore alla 71ª edizione della Fiera del Libro di Madrid, che si svolgerà dal 25 maggio al 10 giugno 2012. L’Ambasciata d’Italia in Spagna e l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid prenderanno parte all’organizzazione del programma di incontri a livello istituzionale e culturale. Quest’anno la Spagna sarà inoltre l’ospite d’onore della Fiera del Libro di Torino. La presenza dell’Italia in qualità di Paese ospite all’edizione della Fiera del Libro di Madrid del 2012 rappresenterà un’occasione ideale per avvicinare il pubblico spagnolo alla cultura italiana classica e contemporanea, attraverso un percorso tra le opere e i temi più attuali. Claudio Magris, il grande scrittore e saggista italiano, inaugurerà le attività culturali della Fiera. Verrà anche dato spazio alle espressioni delle più recenti tendenze letterarie italiane, quali il nuovo romanzo epico, il collettivo Wu Ming, nonché ai maestri del giallo - ovvero il classico poliziesco italiano – ed alle poetesse che stanno contribuendo al rinnovamento del linguaggio poetico in Italia. Prevista la presenza dello scrittore ed editore Roberto Calasso, nonché di Erri De Luca, conosciuto come uno degli autori più originali della sua generazione. Nel corso della Fiera il pubblico spagnolo avrà l'opportunità di riscoprire autori del Novecento italiano quali Luigi Pirandello, Italo Calvino, Leonardo Sciascia e verrà inoltre celebrato il centenario della nascita di Elsa Morante. Nel padiglione per bambini e ragazzi ci sarà anche uno spazio dedicato alla produzione editoriale italiana, finalizzato alla divulgazione di autori e opere adatti ad un pubblico più giovane. Il programma letterario completo verrà presentato nel mese di aprile, insieme ai nomi degli altri scrittori italiani che confermeranno la loro presenza alla Fiera del Libro di Madrid. “La Puglia di Di Vittorio e delle eccellenze enogastronomiche a Madrid” sono state tema di due serate presso l’Istituto Italiano di Cultura nell’ambito del protocollo d’intesa stipulato fra la Regione Puglia - Servizio Internazionalizzazione -Ufficio Pugliesi nel mondo, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e l’Associazione Pugliesi in Spagna. La proiezione del film “Pane e Libertà” su Giuseppe di Vittorio, seguito poi da una tavola rotonda coordinata dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Carmelo di Gennaro, con il presidente dell’ IPSAIC Vito Antonio Leuzzi, l’Assessore al Welfare – Pugliesi nel Mondo, Elena Gentile e il presidente dell’Associazione Pugliesi in Spagna, Massimo Salerno. Il prof. Leuzzi ha risaltato la figura di Di Vittorio e della sua visione del lavoro come il mezzo per affraternare gli uomini e di unirli al di sopra di ogni frontiera e come uno strumento di libertà. L’Assessore Gentile ha ricordato l’attualità dell’insegnamento umano e sociale di Di Vittorio un pugliese, un uomo, un sindacalista, un politico autentico, che ha lasciato il segno. Un sindacalista non subordinato ai partiti ma capace di dialogare con loro in ragione della sua autonomia politica e culturale. In ambito enogastronomico, il laboratorio “Extra” oli di Puglia, ha fatto degustare differenti DOP. Celebri chef pugliesi hanno offerto pane di Altamura, pane di Orsara cotto in un forno a paglia del 1526 e materie prime spagnole, acciughe del cantabrico, peperoni del piquillo, con oli di Puglia. L’Assessore Gentile ha ricordato che il buon cibo rappresenta la testimonianza delle qualità del territorio e delle persone. La Puglia punta sull’internazionalizzazione dell’enogastronomia delle sue eccellenze. Una cucina molto tradizionale che subisce una metamorfosi interpretativa. L’industria che rappresenta il mezzogiorno è quella della trasformazione dei suoi prodotti, che non può essere delocalizzata e che pertanto rimane nel territorio. ECO NO MI S TAS www.italcamara-es.com GIORNATA SU NOVITÀ FISCALI E NORMATIVA SUL LAVORO IN SPAGNA - La CCIS, in collaborazione con la studio legale Baker & McKenzie, ha organizzato una giornata di analisi e approfondimento sulle novità legislative in materia fiscale e di lavoro in Spagna MEMBERSHIP CARD, ECCO LE NUOVE INFORMAZIONI - È disponibile nel sito della CCIS il Booklet 2012, contenente le modalità di sottoscrizione della tessera e le offerte e convenzioni con hotel, ristoranti, centri wellness e commerci in tutto il mondo FIERA DELLA GASTRONOMIA ITALIANA A MADRID - Per aziende, distributori e istituzioni italiane la possibilità di esporre e vendere i propri prodotti alla prima edizione di questo evento che la CCIS organizzerà dal 4 al 6 giugno 2012 Il Centro de Estudios Europa Hispánica e Paul Holberton publishing, ha presentato il libro “Isabel Clara Eugenia Soberanía femenina en las cortes de Madrid y Bruselas”, diretto da Cordula van Wyhe, per la collana “Los Austria” che presenta le principali figure politiche femminili del secolo XVII. CONSOLATO ITALIANO Il Presidente, Valentí Pich, con i Vicepresidenti, Juan Emilio Iranzo e Íñigo Ocáriz, e il Presidente del Registro de Economistas Forenses, Leopoldo Pons, hanno incontrato il Ministro de Economía, Luis de Guindos. Il Presidente Pich ha presentato “Reflexiones y propuestas sobre la información financiera de las fundaciones en España”, con il Presidente de Expertos en Contabilidad e Información Financiera, Oriol Amat, il Director ejecutivo de ECIF-CGCEE, Marcos Antón e il Director del REAF-CGCEE, Rubén Gimeno Il Registro de Economistas Asesores Fiscales del Consejo General de Colegios de Economistas de España, ha esaminato le norme delle Comunidades Autónomas per IRPF, per Sucesiones, per Donaciones y Transmisiones Patrimoniales e Actos Jurídicos Documentados. Per osservare le norme le Autonomias devono rispettare i loro bilanci di previsione. Valentí Pich Rosell ha firmato un accordo di collaborazione con Albert Lladó, Presidente di ISACA (Asociación Control Auditoria Sistemas de Información). Presenti, Carlos Puig de Travy, Presidente del Registro de Economistas Auditores, e Joaquim Altafaja Director de Asociados ISACA. Comunica che sul sito internet dell'Unione Europea - http://europa.eu/travel/doc/index_it.htm - e' riportato il seguente avviso: "Assicuratevi che i bambini che viaggiano con voi abbiano ciascuno la propria carta d'identità' o il proprio passaporto, oppure che siano iscritti sul vostro. Entro il 26 giugno 2012 tutti i bambini che viaggiano dovranno essere muniti del proprio passaporto". L'Associazione Onlus "Un Tempio per la Pace" promuove il "Premio letterario Firenze per le Culture di Pace, dedicato a Tiziano Terzani", presieduto da Angela Terzani, con il patrocinio della Regione Toscana, Provincia di Firenze e Comune di Firenze. È un premio per racconti, memorie, diari, lettere, testimonianze di esperienze di pace: ci sono tre sezioni, A) Editi; B) Inediti; C) una vita per la pace ( testimonianza di un'azione concreta di pace e di un progetto di pace nel mondo). La scadenza per la partecipazione è il 15 giugno 2012. Per informazioni: Associazione Un Tempio per la Pace , www.untempioperlapace.it 60/2012 Pag. 13

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SOCIETÀ ITALIANA DI BENEFICENZA Noi volontari della Società Italiana di Beneficenza, desideriamo e vogliamo comunicare a tutta la comunità italiana in Spagna e alle aziende italiane che abbiamo un “desiderio”. Desideriamo. Che tutti gli italiani si rendano conto che esiste una parte della nostra collettività che vive in difficoltà e che ha bisogno di aiuto. Desideriamo. Che tutti gli italiani comprendano che basta un aiuto per far sì che la gente possa ritrovare la forza e la speranza. Un aiuto, sia pur piccolo, può risolvere un grosso problema. Desideriamo. Che la coscienza sociale della nostra collettività possa essere più forte degli egoismi e della noncuranza facendoci trovare il tempo, nelle nostre vite frenetiche, di fermarci un attimo e di fare qualcosa per gli altri. Per questo dal 1891 esiste la Società Italiana di Beneficenza. La SIB collabora con la nostra Cancelleria Consolare a Madrid, su tutto il territorio spagnolo, per risolvere problemi quotidiani in ambito sociale, familiare, sanitario, per operazioni di rimpatrio dei connazionali. In questo nostro impegno siamo animati dall’autorevole appoggio che l’Ambasciata d’Italia, nelle persone di S.E. l’Ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone e la sua consorte, Anna Sanfelice di Monteforte, ci dimostra con la sua sensibilità e la vicinanza alla nostra attività. Vi invitiamo a sostenere la nostra attività aderendo alla campagna di associazione 2012: solo 50 € all’anno come socio ordinario o una donazione superiore volontaria come socio benefattore. Il momento economico non è dei più facili, ma a nome della SIB faccio appello al senso di responsabilità sociale e di solidarietà che ha sempre contraddistinto il popolo italiano. Quest’anno pensate ai nostri connazionali. Collaborate con la Società Italiana di Beneficenza. Il Presidente Francesco Perniciaro CARNEVALE 2012 AL CONSOLATO ITALIANO A MADRID 1 2 La SIB Oggi La crisi ha aumentato le richieste, non esiste un altro organismo di sostegno sociale che possa risolvere le necessità degli italiani. Operando su tutto il territorio spagnolo aumentano le richieste, la comunità italiana ha raggiunto i 158.000 cittadini. La SIB si finanzia con le quote dei soci e con le varie iniziative (vedi foto). Collabora con la Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia, valuta le richieste di assistenza che arrivano direttamente o attraverso lo stesso ufficio consolare. L’attività del personale specializzato (assistenti sociali) e l’impegno dei soci volontari permettono che molte persone ricevano un aiuto. La progressiva riduzione (ed attuale sospensione) dei finanziamenti pubblici impone un impegno fortissimo nella raccolta di fondi e finanziamenti privati. La SIB ha bisogno sempre di energie umane, con nuovi volontari. La SIB, non può permettersi, soprattutto in tempi di crisi, di ridurre il numero dei propri interventi solidali. Durante l’anno 2011 la SIB ha prestato aiuto a circa 120 famiglie ed ha erogato direttamente 116 aiuti in denaro, a diverso titolo, come dimostra il quadro sotto: Aiuti per pagamento fatture (di luce, acqua, gas) Aiuti generali (alimenti,vestiti,varie) Aiuti per affitti Assistenza ai detenuti Assistenza sanitaria (fisioterapia, medicine, protesi…) Aiuti scolastici 3 4 Viaggi di rimpatrio in Italia e Sudamerica Vitalizio Barone Aiuti italiani derubati TOTALE 2466,74€ 6.94% 9136€ 25.75% 9633,26€ 27.10% 1150€ 3.23% 1730€ 4.86% 499,30€ 1.40% 3793,85€ 10.67% 7099,34€ 19.97% 30,16€ 0.08% 35538,65€ 100% 4 4 4 c/Agustín de Betancourt, 3 - www.beneficenzaitaliana.es (0034) 91 5333106 - (0034) 91 5348423 - (0034) 690 065577 Società Italiana di Beneficenza 1. Il Presidente con il costume da samurai, con il Pirata del Caribe, l’Ambasciatore e consorte. 2. Il “pirata” Giovanni Aricò. 3. Le “ragazze pink”. 4. I premiati: Lo spaventapasseri del Mago di OZ (valigia Jesús del Pozo), Crudelia de Mon (valigia Jesús del Pozo), la coppia dei Pirati dei Caraibi (Decanter + 6 copas) e il trio originalità (Borse Caffe Noir)

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L’ASSOCIAZIONE HA REALIZZATO ACCORDI CON AVVOCATI E COMMERCIALISTI CHE SONO A DISPOSIZIONE DEGLI ITALIANI CHE NE FANNO RICHIESTA. WWW.ITALIANINSPAGNA.ORG L’ASSOCIAZIONE HA APERTO NELLA SUA PAGINA WEB UNA NUOVA SEZIONE DEDICATA AGLI ANNUNCI GRATUITI PER GLI ITALIANI IN SPAGNA, IN ITALIA E NEL MONDO. AMBASCIATA E CONSOLATI IN SPAGNA Ambasciata d’Italia - Calle Lagasca, n. 98 - 28006 MADRID - Tel. +34.91.4233300 - Fax. +34.91.5757776 - Centralino automatizzato consolare (dalla Spagna): 902.050.141 - Web: www.ambmadrid.esteri.it - e-mail: archivio.ambmadrid@esteri.it - Il numero del cellulare di reperibilità del funzionario di turno, attivo per i soli casi d’emergenza durante le ore di chiusura è: 0034.619243135. Cancelleria Consolare a Madrid - Calle Agustìn de Bethencourt, n. 3 - 28003 Madrid. Tel: +34.91.2106910 - Fax: +34.91.5546669 - Centralino automatizzato consolare (dalla Spagna): 902.050.141 - Call Centre consolare (dalla Spagna, a pagamento): 807 505 883 - Web: www.consmadrid.esteri.it - e-mail: info.madrid@esteri.it - Il numero del cellulare di reperibilità del funzionario di turno, attivo per i soli casi d’emergenza durante i fine settimana (venerdi’ dalla chiusura del Consolato Generale sino alle 21; sabato e domenica dalle 9 alle 21) è: 0034.629842287. Consolato Generale d’Italia - Barcellona - Calle Mallorca, n. 270 - 08037 Barcellona Tel. +34.93.4677305 - Fax: +34.93.4870002 - Centralino automatizzato consolare (dalla Spagna): 902.050.141 - Call Centre consolare (dalla Spagna, a pagamento): 807 505 883 - Web: www.consbarcellona.esteri.it - e-mail: segreteria.barcellona@esteri.it - Il numero del cellulare di reperibilità del funzionario di turno, attivo per i soli casi d’emergenza durante i fine settimana (venerdi’ dalla chiusura del Consolato Generale sino alle 21; sabato e domenica dalle 9 alle 21) è: 0034.659790266. Consolato Pamplona - Circoscrizione: La Rioja, Navarra - Indirizzo: Calle Taconera, 2 - 31001 Pamplona (Navarra) - Telefono: 948.222.822 - Fax: 948.223.716 - e-mail: italcons@teleline.es Vice Consolato Santander - Circoscrizione: Cantabria - Indirizzo: Paseo de Pereda, 36 - 39004 Santander (Cantabria) - Telefono: 942.215.855 - Fax: 942.215.963 e-mail: viceconsantander@hotmail.com   Consolato Santa Cruz De Tenerife - Circoscrizione: Tenerife, Hierro, La Gomera, La Palma - Indirizzo: Calle Cruz Verde, 10 2ºA - 38003 Santa Cruz de Tenerife - Telefono: 922.299.768 - Fax: 922.241.040 - e-mail:  consitatf@gmail.com Consolato Siviglia - Circoscrizione: Badajoz, Cáceres, Cádiz, Córdoba, Huelva, Sevilla Indirizzo: Calle Fabiola, 10 - 41004 Siviglia - Telefono: 954.228.576 - Fax: 954.228.549 - e-mail: consolato@italconsiviglia.com Vice Consolato Vigo - C/ Urzaiz, 83 6 B-C 36204 Vigo - Telefono: call centre 807 505 883 - email: rodriguezgil@rgabogados.com Consolato Bilbao - Circoscrizione: Alava, Vizcaya - Indirizzo: Calle Ercilla, 14 - 48009 Bilbao - Telefono e Fax: 944.230.772 - e-mail: consitalbilbao@terra.es Corrispondente Consolare a Burgos - Circoscrizione: Burgos, León, Palencia, Soria, Valladolid, Zamora - Indirizzo: Avenida de la Paz, 10 - 1º B - 09004 Burgos - Telefono: 947.270.723 - Fax: 947.268.634 - e-mail: consolatoitaliacburgos@gmail.com Consolato Ceuta - Circoscrizione: Ceuta, Melilla, Islas Chafarinas, Peñones de Alhucemas, Velez de la Gomera - Indirizzo: Calle Cervantes, 8 - 1ºC (Apartado n. 302) - 51001 Ceuta - Telefono: 956.514.574 - Fax: 956.510.589 - e-mail: consuladoitaliaceuta@gmail.com Vice Consolato Granada - Circoscrizione: Almería, Granada, Ceuta - Ap.do de Correos n. 314 -18080 Granada - Email: info@consgranada.com Vice Consolato La Coruña - Circoscrizione: la città di La Coruña - C/ Juan Flores 129 5 izda 15005 La Coruña - Telefono: 663787010 - 699990859 - Fax 981244533 - e-mail: milanirepcons@yahoo.es Consolato Las Palmas De Gran Canaria - Circoscrizione: Fuerteventura, Gran Canaria, Lanzarote - Indirizzo: calle Reyes Catolicos n. 44 35001 Las Palmas de Gran Canaria Telefono: 928.241.911 - Fax: 928.244.786 - e-mail: italiacanarias@msn.com Corrispondente Consolare a Malaga - In attesa di nomina Corrispondente Consolare Menorca - Telefono: 610215 - 971365448 - ornell@vodafone.es Vice Consolato Oviedo - Circoscrizione: Il Principato delle Asturie - Indirizzo: Calle Cervantes, 11 - 7º C - 33004 Oviedo - Telefono: 985.965.974 - Fax: 985.238.845 - e-mail: bhi@telecable.es Uffici onorari dipendenti dalla Cancelleria Consolare in Madrid Consolato Onorario a Valencia - Circoscrizione: la provincia di Valencia - Indirizzo: c/ Felix Pizcueta, 6, 1C – 46004 Valencia - Tel. 0034 963217234 - Fax 0034 963217630 - e-mail: italconval@italconval.com Vice Consolato Onorario ad Alicante - Circoscrizione: la provincia di Alicante - Indirizzo: Av.da Benito Pérez Galdós, 9-11 1º d.cha - 03004 Alicante - Telefono: 0034 965141133 Fax: 0034 965141143 - e-mail: consalicante@consalicante.es    Vice Consolato Onorario a Castellón de la Plana - Circoscrizione: provincia di Castellón - Indirizzo: c/ Benarabe, 5 – bajos – 12005 Castellón - Telefono: 0034 964237466 - Fax 0034 964261295 - e-mail: viceconsolatocs@orange.es Vice Consolato Onorario a Girona - Circoscrizione: la provincia di Girona - Indirizzo: Gran Via de Jaume I, 40, 1º 2ªB - 17001 Girona - Tel. 0034 872 080973 - Fax 0034 872 080973 - E-mail: consitaliagirona@gmail.com Vice Consolato Onorario a Ibiza - Circoscrizione: Isole di Ibiza e Formentera - Indirizzo: C/ Diputado Jose’ Ribas, s/n – 07800 Ibiza - Tel. 0034 971199915 - Fax 0034 971191746 - e-mail: vcoibiza@molan2000.com Vice Consolato Onorario a Murcia - Circoscrizione: le provincie di Murcia e Cartagena - Indirizzo: Calle Traperìa, 1 – 30001 Murcia - Telefono: 0034 868955196 - Fax: 0034 968223256 - e-mail: marioivo@icamur.org Vice Consolato Onorario a Palma de Maiorca - Circoscrizione: Isole di Maiorca e Minorca - Indirizzo: Carrettera de Porto Pi, 8, 6D - 07015 Palma di Maiorca  - Tel. 0034 971405668 - Fax: 0034 971405668 - e-mail: vconsolato@sennacheribbo.eu Vice Consolato Onorario a Saragozza - Circoscrizione: le province di Saragozza, Huesca e Teruel - Indirizzo: Calle San Miguel, 2 9-A - 50001 Saragozza - Tel. 0034 976228659 - Fax 0034 976223294 - e-mail: vicecons.zaragoza@c2comunicacion.com Corrispondente Consolare a Formentera - Isola di Formentera - Tel: 0034 630655397 e-mail: info@paolettilawfirm.com Corrispondente Consolare a Minorca - Isola di Minorca - Vacante Uffici onorari dipendenti dal Consolato Generale in Barcellona: Direttore: Giulio Rosi | Capo Redattore: Paola Pacifici | Grafica e impaginazione: Mauro Piergentili, Maria Giulia Nuti Il Giornale Italiano de España | Direzione e redazione | +34 647952382 / 670030227 - redaccion@ilgiornaleitaliano.net - www.ilgiornaleitaliano.net Pubblicità: +34 671974928 / 647952382 - sabatini@ilgiornaleitaliano.net | Impreso por Corporación de Medios de Andalucia, S.A. • D.L.: MA-884-2008 60/2012 Pag. 15

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