Num.61 - 2012

 

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Il Giornale Italiano Num. 61 - 2012

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61/2012 | GIORNALE NAZIONALE GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET | D.L.: MA-884-2008

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Il Premier Monti e il Consiglio dei Ministri hanno dichiarato “Roma Capitale”. Vogliamo creare un vero rapporto fra amministrazione e cittadinanza. Consegneremo 40 piani funzionanti di metropolitane prima della fine della consigliatura. Dal 2008 ad oggi il bilancio è stato gestito per la prima volta, da decenni, in maniera trasparente e corretta, senza accumulare debiti e senza polvere sotto il tappeto. Trasformare il litorale di Ostia in una grande integrazione verso il mare della nostra città. Un aspetto importante è migliorare la vita dei cittadini. Personalità di grande eccellenza per importanti istituzioni di Roma. nel primo piano di sviluppo, quindi mettere a posto quello di carattere generale e crearne uno nuovo, che la città non ha mai avuto. Una parte significativa di questo piano era in considerazione della nostra candidatura alle Olimpiadi che invece il Governo Monti ha cancellato. Però rimane in piedi la gran parte che riguarda il settore turistico con la possibilità di trasformare il litorale di Ostia in una grande integrazione verso il mare della nostra città ed il secondo polo turistico che insieme al litorale di Ostia unisce il centro fieristico e congressuale, il rifacimento dell’EUR in questa chiave, quindi una grande valorizzazione. Inoltre il Museo di Roma che sarà realizzato in via dei Cerchi, non è l’ennesimo museo ma una porta di accesso con tutta la conoscenza di Roma e della sua storia. I Parchi a tema, che sono il Parco di Cinecittà, sulla Romanità antica e il “Rainbow magic land” di Valmontone. Nei progetti c’è quello del grande sviluppo delle Università, che si devono integrare con le imprese, con la creazione di college, ed infine il grande progetto che è un acceleratore di particelle a livello internazionale, che sarà fatto a Tor Vergara, come quello del CERN di Ginevra. Inoltre, molto importante, l’aspetto della vita dei cittadini e migliorarla. Su questo versante c’è tutto il discorso delle metropolitane, non abbiamo fatto nuovi progetti, ce n’erano molti in cantiere, però abbiamo dovuti finanziare ed accelerare quelli in corso. Il prolungamento delle metropolitane esistenti, la costruzione della terza metropolitana C che arriverà nel 2014 fino al Colosseo, la nuova B1 che si inaugura il 2012. Faremo sviluppare le nostre metropolitane, sono fondamentali per superare il problema del grande traffico. Consegneremo 40 piani funzionanti prima della fine della consigliatura. Naturalmente anche l’aspetto della pulizia urbana e il decoro è un grande e serio problema. Abbiamo migliorato l’efficienza dell’AMA, aumentando la raccolta differenziata dei rifiuti passando dal 19 al 24%. Stiamo chiudendo la discarica Malagrotta, la più grande d’Europa, e quindi anche su questo versante facciamo un grande sforzo. Infine la manutenzione stradale, le piazze, sistemando l’arredo urbano, come Piazza Cavour, Piazza San Silvestro e naturalmente anche quelle di periferia e fare molta manutenzione per superare il problema delle buche e dei dissesti stradali. Riassumendo: un discorso strategico e legato alla realtà quotidiana dei cittadini su una base importantissima di una stabilità finanziaria. periferia. Per quanto riguarda la nostra vita quotidiana siamo sede di grande eventi sportivi: la Coppa dei Campioni, come lo scorso anno, i Mondiali di Nuoto, con grandi riscontri positivi, la Beatificazione di Giovanni Paolo II e poi l’immancabile Estate Romana. Il Festival del Cinema con il direttore artistico, di livello elevatissimo, come Marco Müller, già direttore della Mostra di Venezia, che verrà a Roma, rilanciando così il nostro festival in sinergia con l’estate romana. Verranno proiettati grandi film alla Basilica di Massenzio e la vocazione cinematografica di Roma verrà fortemente valorizzata. Sul versante della cultura, Riccardo Muti è diventato direttore onorario a vita del Teatro dell’Opera di Roma, Gabriele Lavia è il direttore artistico del teatro Argentina, il maestro Antonio Pappano è il direttore musicale di Santa Cecilia. Quindi personalità di grande eccellenza per importanti istituzioni di Roma. Paola Pacifici intervista di Sindaco, arrivando quattro anni fa quale era la situazione e qual è oggi quella del Comune di Roma? La situazione più grave era riguardante l’aspetto finanziario. Quello che abbiamo scoperto attraverso un’indagine della Ragioneria Generale dello Stato era un buco finanziario di 12 miliardi e 450 milioni di euro. Affrontammo questa situazione anche grazie all’aiuto dell’allora Governo Berlusconi attraverso una erogazione di 500 milioni di euro l’anno e 300 della Fiscalità Generale dello Stato e 200 con le tasse dei romani, il debito oggi si è ridotto a 9 miliardi e 450 milioni e quindi dal 2008 ad oggi il bilancio è stato gestito per la prima volta, da decenni, in maniera trasparente e corretta, senza accumulare debiti e senza polvere sotto il tappeto. Questo per l’aspetto finanziario. Gli altri aspetti sono, quello riguardante lo sviluppo della città. Operando una sostanziale correzione del Piano Regolatore Generale in cui erano previste case popolari, con 35 mila alloggi in fase di cantierizzazione mentre stiamo cercando di risolvere il problema delle periferie, in particolare il progetto più avanzato della demolizione e ricostruzione di Tor Bella Monica, il quartiere più degradato della periferia che verrà riedificato con criteri di una edilizia comunitaria, a dimensione umana con un disegno del grande architetto Léon Krier. Un’altro aspetto è quello di sviluppare progetti strategici della città che sono contenuti I grandi eventi? In questo settore, non essendoci purtroppo più la candidatura per le Olimpiadi abbiamo come massimo momento il Giubileo del 2025 e vogliamo far trovare una città che ha risolto il problema della mobilità e della sua funzionalità fra centro e Per le riforme legislative? La riforma di Roma Capitale, che il governo ha accettato. Fino a quando siamo arrivati noi Roma era amministrata come qualsiasi altro comune. Adesso con la leg- Il presidente Napolitano e il sindaco Alemanno inaugurano la mostra “Homo Sapiens - la grande storia della diversità umana” Pag. 2 61/2012

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ge che è stata fatta sul federalismo fiscale, da noi voluta, e i due decreti approvati, Roma acquisirà dei poteri speciali che permetteranno alla città di essere governata e di gestirla in maniera più efficace e più veloce avendo così la trasformazione dal vecchio comune di Roma in Roma Capitale, con una governanza più diretta, con maggiori poteri e maggior efficienza. tipologia del cittadino romano. Cosa chiede il cittadino? Tutti chiedono che la città funzioni, tutti amano Roma, la bellezza di Roma, ma molti dicono che la città funziona male ed è difficile viverci. Il primo problema è quello della mobilità, è cresciuta male per decine di anni. Noi vorremmo però, oltre a quello detto sopra sulle metropolitane, sulla pulizia e sul decoro, creare un vero rapporto fra amministrazione e cittadini, cioè di una vera cittadinanza attiva, dicendo al romano “si, noi dobbiamo dare delle risposte, ma tu ti devi impegnare di più, stare più attento sul versante del decoro, attuatilizzare di più una vera raccolta differenziata, usare di più il trasporto pubblico e meno le auto Sindaco, in Spagna c’è il federalismo fiscale, dove ogni sindaco non solo amministra ma deve anche attuare le sue promesse elettorali altrimenti non viene rieletto, non potendo quindi incolpare della mancata attuazione il governo centrale. Com’è la situazione dei comuni italiani? A Roma questo non si realizza, c’è una via di mezzo. È stata realizzata l’autonomia “solo” per quanto riguarda gli oneri. C’è una grossa vertenza in corso fra tutti i sindaci italiani, compreso quello di Roma, nei confronti del Governo, l’ANCI si incontra con il Governo per un chiarimento, sono state tolte tutte le tesorerie, comunali e regionali, per accentrarle in una unica presso la Banca d’Italia, quindi dal mio punto di vista è la maggiore deresponsabilizzazione. cittadino. Quando c’è stata la nevicata, quindi emergenza, io ho preso la pala esortando tutti a fare altrettanto. Questi sono messaggi che noi vogliamo trasferire per una maggiore attenzione e partecipazione anche da parte del cittadino. Altra cosa importante è dare maggiore spazio alla società civile, vogliamo applicare una tassazione a livello famigliare, aiutandole economicamente per la nascita di altri figli. Anche il piano case si va ad incanalare su questo discorso, stiamo cercando di valorizzare il lavoro del mondo associativo e delle imprese per applicare il principio di sussidiarietà, facendo in modo che anche per l’assistenza sociale ci sia il massimo coinvolgimento delle associazioni. In aprile lanceremo gli “Stati Generali del Sociale e della Famiglia”, in cui chiamere- dove c’è l’abusivismo da risanare, città rimaste molto indietro. Il nostro impegno è di unificarle e farle crescere insieme. Detto questo, sia in tema di sicurezza, sia di vivibilità e di qualità della vita quando hanno fatto le graduatorie internazionali Roma non stata mai troppo in giù, ha una buona posizione anche per la bellezza della città che abbiamo ereditato dai nostri padri. Nonostante la crisi economica internazionale, nel 2011 si è avuto un aumento dei flussi turistici. Battendo molti record in termini di affluenza, di arrivi e permanenza in città. disoccupati ed il 23% di disoccupazione, il 50% sono giovani, ogni giorno 7 mila persone perdono lavoro. Qual è la situazione in Italia, si potrà risolvere prima che in Spagna? La Spagna ha la fortuna di aver realizzato una svolta politica e dopo Zapatero ha un governo che secondo me è molto migliore. Lo conobbi quando ero Ministro dell’Agricoltura durante il cambio fra il governo Aznar e quello di Zapatero e vidi un cambio indubbiamente negativo, un notevole abbassamento a tutti i livelli. Sono certo che il nuovo governo di centro destra sia in grado di rilanciare la Spagna molto profondamente. Le due crisi, Spagna e Italia sono diverse. Noi abbiamo molta meno disoccupazione ed abbiamo dei fondamentali economici più forti, però abbiamo un debito pubblico elevato. La Spagna ha meno debito e meno spread con i titoli tedeschi, quindi noi siamo più forti economicamente però la Spagna lo è finanziariamente. Anche per noi ci vorranno due anni, il nostro obiettivo è quello di risolvere i problemi finanziari senza perdere la nostra forza economica. L’Italia, a differenza della Spagna, la svolta politica non l’ha realizzata avendo un governo tecnico, quindi una tregua in attesa delle elezioni fra un anno e due mesi e vedremo quale governo sarà. Roma a parte il turismo, gli eventi, può essere venduta anche come città imprenditoriale? Roma è già una grande città industriale molto importante. Le imprese sono nell’alta tecnologia e negli armamenti, però dovrebbe sviluppare il più possibile queste vocazioni. Le piccole e medie imprese purtroppo stanno soffrendo, come avviene in altri paesi, per la crisi. Ci porta per forza ad un aumento della pressione fiscale da un lato e una riduzione di possibilità di mercato dall’altro. Bisogna spingere tutta l’economia nazionale che per certi versi sta meglio che in altre realtà, perché qui c’è turismo e pubblico impiego. Il sindaco Alemanno e il presidente di Confcommercio Roma Giuseppe Roscioli hanno firmato il protocollo di intesa - Roma Capitale Contro l’Usura. Quali sono i grandi problemi, a parte quelli del traffico, e come è cambiata la private.” La nostra idea è sviluppare questo principio, una sorta di scambio, stiamo facendo di tutto per aumentare i comitati, le organizzazioni di volontariato civico che aiutino lo sviluppo della città e soprattutto responsabilizzare di più il mo tutte le organizzazioni e le amministrazioni per far nascere un nuovo progetto sociale della città ed aiutare tutti i cittadini. Così c’è un maggiore impegno dell’amministrazione ma anche una loro maggiore partecipazione. Come sa in Spagna ci sono circa 6 milioni di Roma si può considerare città “europea” o manca ancora qualcosa? Roma è, di gran lunga la città più grande d’Italia, il secondo comune italiano, Milano, è meno della metà di Roma. Non è una sola città, ma tante città che stanno insieme. Fra queste ce ne sono alcune molto europee, anzi molto avanzate, come la città universitaria, della cultura ed altre come la periferia, Il sindaco Alemanno ha presentato l'iniziativa "Pane a chi serve", un progetto volto a distribuire alle associazioni di volontariato i 200 quintali di pane che, a Roma e provincia, risultano ogni giorno invenduti. Il sindaco Alemanno durante l’intervista con Paola Pacifici, ricorda la precedente intervista su “Il Giornale Italiano” 61/2012 Pag. 3

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21 COMINCIÒ DAL PALATINO APRILE 2012 - 2765 ELEZIONI NELL’ANTICA ROMA All’epoca il cittadino romano era impegnato per molta parte del suo tempo nella attività politica. Circa la metà dei giorni dell’anno erano qualificati dal calendario romano come dies comitiales , giorni nei quali era possibile tenere comitia , ossia assemblee pubbliche, i comizi. Il cittadino partecipava alle assemblee per eleggere direttamente i responsabili della pubblica amministrazione: i ministri, ai prefetti, ai questori, ai giudici, ai procuratori, approvare le leggi, giudicare alcuni casi di rilevante importanza. Potevano partecipare alle assemblee i cittadini maschi di età superiore a 16 anni. Erano esclusi gli stranieri, anche se residenti, gli schiavi, le donne. Esistevano tre assemblee, la prima erano i comitia curiata, dove i cittadini partecipavano divisi in 30 curie, di diverse gentes, a loro volta raggruppamenti di famiglie; la seconda i comitia tributa , dove i cittadini partecipavano divisi in 35 tribù, su base territoriale; infine i comitia centuriata , dove i cittadini partecipavano in 193 centuriae, sulla base del censo e dell’età. All’interno di una circoscrizioni elettorale vigeva il principio una testa un voto, ossia “un voto a testa”. Una metà delle centuriae era di giovani dai 17 ai 46 anni e metà di anziani superiori ai 46 anni. I risultati delle votazioni erano a maggioranza su base circoscrizionale: ogni circoscrizione aveva un voto. Già da allora venne assicurata la segretezza del voto per evitare brogli elettorali. ANNI DI Roma e i suoi numerosi secoli di storia partono ufficialmente nel 753 a.C. sulle pendici del colle Palatino, in un momento in cui gli Etruschi e i coloni greci occupano aree vicine. La tradizione dà a Romolo allattato dalla Lupa con il gemello Remo, poi da lui assassinato - la paternità del villaggio, tracciato nel perimetro con un aratro. Nel 509 a.C., fino al 27 a.C. governano le supreme autorità repubblicane che, elette anno dopo anno dai cittadini, fondano le basi del diritto civile. Roma, da villaggio, diventa in pochi secoli capitale di un impero e, con le guerre puniche, la dominatrice incontrastata del mar Mediterraneo, detto “Mare nostrum”. L’espansione territoriale e della popolazione necessitano una ridefinizione della “res publica”, ovvero dello stato. Le soluzioni suggerite dai diversi uomini influenti arrivano, dopo l’assassinio di Cesare, 44 a.C., e il contrasto tra Marco Antonio alleato con Cleopatra da una parte e Ottaviano, nipote di Cesare, dall’altra, a un nuovo regime istituzionale: il principato. Il “princeps”, da “primum caput” o primo cittadino, fonda l’impero in un assetto unificato e pacificato che dura fino al III secolo d.C., “pax romana”. Durante questi secoli l’impero romano raggiunge il suo splendore. Con il III secolo d.C., Roma via via perde il ruolo centrale per la vastità e universalità del suo regno, finché Diocleziano separa in due parti l’impero ristrutturando profondamente economia, finanze, politica e burocrazia. Quest’opera garantisce a Roma un secolo di nuova prosperità e il Cristianesimo, autorizzato ufficialmente nel 313 d.C. da Costantino il Grande con l’editto di Milano, contribuisce a sostenere il regime. In quel periodo Roma contava circa 4 milioni di cittadini, schiavi esclusi e l’impero oltre 50 milioni di persone. Nel IV secolo il baricentro dell’impero si sposta verso oriente, dopo le successive invasioni in Italia di Barbari, Visigoti e Vandali, che arrivano a saccheggiare persino la città di Roma. Il VI secolo vede la scomparsa dell’impero romano, lasciando alla storia il merito di aver creato e unificato il cosiddetto “mondo civile”. SPQR, acronimo del latino Senatus Populusque Romanus, “Il Senato e il popolo romano”, rappresenta il potere della Repubblica romana: il Senato e il popolo, cioè le due classi dei patrizi e dei plebei dello Stato romano. Esistono due versioni ufficiali dell’acronimo S.P.Q.R., la prima è: “Senatus PopulusQue Romanus”, “il Senato ed il Popolo Romano”; la seconda versione è: “Senatus Populus Quiritium Romanus” , “il Senato e tutto il Popolo rRomano dei Quiriti”. Il Quirite è infatti il cittadino dell’antica Roma. S.P.Q.R. è utilizzato per sancire il volere dello stato romano e come “logo” della Repubblica di Roma. Una leggenda dice che la sigla sottolineava la potenza dei Sabini: “Sabinis Populis Quis Resistet”, “Chi potrà resistere alle genti sabine?”. I Romani, vinti i Sabini, avrebbero poi risposto mettendo in fila le stesse iniziali per affermare la propria autorità. I GLADIATORI ERANO MOLTO AMATI DAI ROMANI Il gladiatore era un lottatore della antica Roma. Il nome deriva dal gladio, una piccola spada corta usata nei combattimenti. L’addestramento era più duro di quello delle scuole militari. Durante l’era cristiana, a Roma la gladiatura divenne uno sport di alto livello. Le condizioni di vita per i gladiatori erano eccezionali, avevano le porte aperte alle serate mondane. Secondo la cultura popolare, i gladiatori si recavano sotto la tribuna dell’Imperatore e urlavano: “Ave Caesar, morituri te salutant”, Salve Cesare, coloro che si apprestano a morire ti salutano. Si ritiene che la frase sia stata pronunciata da un gruppo di condannati a morte che, tentando di ingraziarselo, la scandirono prima di combattere per l’imperatore Claudio. Per nulla intenerito, egli disse semplicemente “Continuate”. È da smentire la credenza secondo cui il gladiatore perdente fosse generalmente ucciso per giudizio della folla. È probabile che il pubblico esprimesse il suo gradimento, ma era raro che un gladiatore professionista fosse ucciso, perché il suo addestramento e mantenimento erano molto costosi. Sul famoso gesto del pollice verso dell’imperatore, le fonti sono scarse e discordanti. In realtà, in tutti i passi latini, il dubbio verte su quale sia il senso da dare all’espressione «verso pollice» o «converso pollice» o simili, se cioè pollice girato debba intendersi all’insù o all’ingiù. Sembra certo che il pollice in basso non significasse la morte per il gladiatore. Pag. 4 61/2012

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ROMA - LA SUA Augusto promise alle donne sposate, cioè matrone, la liberazione dalla tutela alla morte del padre, purché vi fossero almeno tre gravidanze. Le pettinature delle matrone erano monumentali e complesse, con decine di pettini, toupet spolverati di polvere d’oro e tinture anti canizie. Le romane si depilavano le ascelle e le gambe con un composto di pece greca, resina, cere e sostanze caustiche disciolte in olio. Oppure con le pinzette di ferro, oro e argento. Esistevano maschere di bellezza vegetali o fatte con corna di cervo, escrementi di alcione, placenta, sterco e urina dei vitelli. Si dice che Poppea si bagnasse nel latte d’asina, spesso mescolato col miele. Il fondo tinta, cerussa, era fatto di biacca e miele; e il lomentum di farina di fave e gesso cretese. Per tono dorato si usava polvere di zafferano profumato. Come fard si mescolava un po’ di terra rossa di Selina, proveniente da Selinunte (Sicilia), o la feccia del vino, il fucus (estratto di alga) o l’ocra rossa. Un effetto iridescente si otteneva con polvere di vetro. La fuliggine di carbone, mista a grasso d’oca o grasso vegetale, disegnava le sopracciglia, il contorno degli occhi e dei piccoli nei sulla guancia. Le palpebre si coloravano triturando malachite e azzurrite miste a polvere d’oro. I rossetti erano ricavati da estratti animali, vegetali e minerali, come cinabro, gesso rosso e minio. La serie dei profumi era lunghissima e, oltre ai dentifrici, le donne usavano anche delle pastiglie per profumare l’alito. GRANDE STORIA LA DONNA NELL’ANTICA ROMA CIBI E PASTI DEI ROMANI Abbondavano carne, pesce, legumi, uova, cereali e formaggi. Si faceva colazione “ientaculum”, con gli avanzi della sera (formaggio, olive, pane, miele), latte fresco e focaccette; a mezzogiorno, nell’intervallo del lavoro, si faceva un pranzetto “prandium” dai venditori ambulanti dopo il bagno alle terme. Cibi caldi d’inverno, freschi d’estate. Al tramonto del sole, si cenava abbondantemente con la famiglia con zuppa di legumi, latte, formaggi, frutta fresca e secca, lardo e poi arrivó il pane. Quando c’erano ospiti, la cena era un “convivium”, con antipasti “gustum”, piatti forti “caput cenae” e dessert “mensa secunda”. Non mancava il tartufo, il fois gras ideato da Plinio, le polpette di aragosta, le ostriche. La carne bovina era scarsissima per via dell’utilizzo delle bestie nel lavoro contadino. In compenso, la selvaggina, le rane e le lumache erano cibi sopraffini. Sempre presenti, le salse, come il “garum”, con pepe, chiodi di garofano, zafferano, senape, semi di finocchio e di anici, bacche di ginepro e alloro, pesce, olio, aceto e vino. Nei pranzi importanti i cuochi erano diretti da uno “archimagirus” e gli ospiti arrivavano in “vestis cenatoria”, dopo il bagno alle Terme. A fine cena, ci si puliva i denti con la “pinna”, che poteva essere d’argento. LE LORO DIVERSE CASE L’architettura romana derivava dalla tradizione etrusca e greca e nelle abitazioni private si esprimeva in due tipologie: la “domus”, casa di città, e la “villa”, casa rurale. Sempre a un solo piano, le case sono suddivise in tre zone: una dedicata alla memoria dei familiari e alla religione “atrium”, zona d’ingresso con un’apertura centrale sul tetto per far entrare la luce e la pioggia, raccolta in una vasca “impluvium”; una che riunisce le varie camere e sale, affrescata e decorata con stile; una a giardino con portico colonnato “peristilium” sul quale si affacciato altre stanze. Sul retro della dimora, le stanze degli schivi e gli appartamenti delle donne. Non si può pensare a grandi ambienti, tranne che per le case dei notabili. Il popolo era infatti solitamente ammassato Le donne ebbero un ruolo fondamentale nella società romana, rispetto a quelle dell’Antica Grecia dove erano considerate come schiave. Due le più conosciute: Cornelia, madre dei Gracchi come esempio di moralità, e Messalina, moglie dell’imperatore Claudio, come esempio di lussuria e sregolatezza. La donna romana, non nobile, era considerata un essere inferiore, con pochissimi diritti e totalmente sottomessa al padre, ai fratelli e al marito. Le uniche con privilegi sacrali erano le sei vergini Vestali, sorvegliavano il fuoco nel santuario di Vesta. La loro verginità purificava le colpe dei romani e richiamava la benevolenza divina sui maschi. L’uomo aveva tre nomi, mentre la donna ne aveva solo uno. Il padre si preoccupava di educare solo i figli maschi, per le femmine combinava solo un buon matrimonio già a 12 anni. Il marito e il suocero avevano diritto di vita o di morte quando la moglie era adultera o se aveva bevuto vino. Soltanto l’uomo poteva votare e farsi eleggere. Il dieci per cento delle donne moriva di parto, per questo si usavano pozioni contraccettive ed abortive con ruta, elleboro e artemisia, o tamponi imbevuti di aceto negli organi genitali. Per incentivare la natalità in soppalchi di botteghe “pergulae” o in condominii “insulae” a 4 o 5 piani di legno. Teli o pelli coprivano le finestre, riparate da imposte in legno che proteggevano da vento, pioggia, caldo e freddo, ma non lasciavano filtrare la luce. La casa era illuminata con lampade ad olio “lucernae” o candele, formate da cordicelle ricoperte di sostanze grasse fissate a candelabri detti lychni. Dalle acque del Tevere emerge l’Isola Tiberina, che secondo una leggenda popolare, sorge dall’accumulo delle riserve di grano dei tarquini, gettate nel fiume dai romani nel 509 a.C, dopo aver cacciato l’ultimo Re, Tarquinio il Superbo. È fatta a forma di “barca”, Sembra che durante una pestilenza i romani accorsero ad Esculapio, Dio della medicina, il cui santuario si trovava in Grecia, ad Epidauro. Livio ci tramanda che i Sacerdoti affidarono agli ambasciatori romani il serpente sacro, il quale, giunti a Roma per “barca”, scivolò nelle acque del Tevere raggiungendo l’isola. Da quel giorno fu consacrata con un tempio al culto terapeutico del Dio. Nel 1584 nacque l’ospedale Fatebenefratelli, o San Giovanni Calibitta dall’annessa chiesa della congregazione San Giovanni di Dio. STORIA DELL’ISOLA TIBERINA 61/2012 Pag. 5

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21 APRILE 2012 - 2765 ANNI DI ROMA - LA SUA GRANDE STORIA LE TERME DI CARACALLA OMICIDI POLITICI NELLA ROMA IMPERIALE Il più grandioso esempio di grandi terme imperiali fu costruito dall’imperatore Caracalla, Marco Aurelio Severo Antonino Bassiano, tra il 212 ed il 217 d.C., cui presero il nome, erano alimentate da un ramo speciale dell’acquedotto dell’Acqua Marcia attraverso due enormi cisterne da 80.000 litri. Aveva due biblioteche e molti giardini. Era accessibile da quattro porte che si aprivano sui vestiboli e sulle palestre. Dai primi si accedeva all’ apodyterium , ossia lo spogliatoio. A fianco c’erano tre ambienti pavimentati con uno stupendo mosaico bianco e nero che dava l’acceso a quattro sale riscaldate. La prima era il laconicum , cioè il bagno turco, la seconda era il caldarium , grande sala circolare di 34 metri, con al centro una vasca di acqua calda per inumidire l’aria. Poi si passava al tepidarium , composto da un ambiente tiepido con due vasche laterali. I romani terminavano il bagno con un tuffo nella natatio , una grande piscina all’aperto lunga 50 metri. I sotterranei erano un grande capolavoro dell’ingegneria romana, costituiti da una serie di ambienti nei quali pulsava la gigantesca distribuzione dei servizi e che costituivano una vera e propria rete stradale sotterranea. Gli ampi corridoi permettevano addirittura il passaggio di carri trainati da muli, utilizzati per il carico e lo scarico delle merci, come la biancheria usata, gettata direttamente dai piani superiori attraverso botole; vi erano sistemati anche i forni con gli appositi depositi di fascine e la fitta rete di condutture che guidavano l’acqua calda alle varie vasche e alle fontane. Il complesso era impreziosito da innumerevoli statue, dipinti e decorazioni architettoniche in gran parte arrivate fino a noi. Alle Idi di marzo del 44 a.C. nel corso di una seduta del Senato di Roma fu consumato l’assassinio di Giulio Cesare. A compiere questo efferato delitto furono proprio quegli stessi nemici a cui aveva concesso la clemenza, gli amici a cui aveva concesso onori, gloria e coloro che aveva nominato suoi eredi. Presero parte più di 60 persone capeggiate dagli ex-pompeiani Caio Cassio e Marco Bruto. Alla congiura, inoltre, aderirono anche alcuni cesariani, tra cui Decimo Bruto e Trebonio, uno dei più valorosi generali di Cesare. Gli furono inferte ben 23 pugnalate. Si narra che, in punto di morte, riconoscendo tra i volti dei suoi assassini quello di Marco Giunio Bruto. Cesare rivolgendosi a quest’ultimo abbia pronunciato la celebre frase: “Tu quoque, Brute, fili mi”. Ci troviamo a Roma nell’anno 129 a.C., Scipione Emiliano console romano - è immobile nel proprio letto. Non respira più. Si tratta di morte naturale o di omicidio commesso con il veleno? I medici non sono in grado di stabilirlo. Proprio nei giorni precedenti, Scipione Emiliano stava preparando un’importante orazione contro i suoi avversari politici. È li che vanno cercate le ragioni della sua morte. Quello di Scipione Emiliano non sarebbe il primo ne’ l’ultimo omicidio a scopo politico dell’antica Roma. Infatti Pompeo sarà assassinato in Egitto e Giulio Cesare cadrà sotto i colpi di Bruto. Con la fondazione dell’Impero le lotte per il po- tere assumeranno sempre più i toni della tragedia. E saranno lo sfondo per nuovi omicidi politici. Il giallo della morte di Scipione Emiliano non è stato mai risolto. Il funerale si svolse frettolosamente. Poi su di lui cadde il silenzio dei secoli. Tiberio Gracco è un tribuno della plebe e sua sorella Sempronia aveva sposato Scipione Emiliano. Scaduto il mandato di tribuno della plebe, Tiberio Gracco non gode più dell’inviolabilità ed è esposto a gravi rischi personali. È il 133 a. C. quando un gruppo di senatori lo aggredisce e lo uccide sul Campidoglio. Nel 123 a. C., dieci anni dopo la morte del fratello, Gaio Gracco assume il tribu- nato, ma presto è dichiarato nemico pubblico e con 3.000 seguaci si rifugia sull’Aventino. Le milizie consolari li assediano e i suoi muoiono in battaglia. Gaio, vista perduta ogni speranza di vittoria, si fa uccidere da uno schiavo. Con la morte di Gaio si chiude il capitolo della storia che vide protagonisti i fratelli Gracchi e Scipione Emiliano. Ma il mistero rimane. Fu la moglie Sempronia, sorella di Tiberio, ad uccidere Scipione per vendicare il fratello? O fu Cornelia, madre dei Gracchi, ad ordire la trama contro di lui? L’omicidio era purtroppo una prassi tragicamente frequente per risolvere le controversie politiche. ...E ADESSO “ROMA CAPITALE” Il termine Roma Capitale è l’oggetto di due decreti, grazie ai quali cambiano i poteri dell’amministrazione comunale. Tradotto per i cittadini: meno beghe burocratiche, tempi più veloci e servizi più efficienti. Il primo decreto, approvato nel 2010, ha permesso che il Comune di Roma diventasse un “ente territoriale con speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria”. Il consiglio comunale cambia nome, diventando l’assemblea capitolina. Il Sindaco ottiene il diritto di partecipare alle sedute del Consiglio dei Ministri quando si discutono questioni importanti su Roma Capitale. Adesso il premier Mario Monti e il Consiglio dei ministri hanno incoronato Roma Capitale, dando il via libera anche al secondo decreto. “Questa – dichiara il sindaco Alemanno – non è una vittoria contro questa o quella parte politica, ma la riaffermazione che anche in uno Stato a maggior contenuto federale è necessaria una Capitale forte, che possa svolgere le proprie funzioni in un clima di trasparenza”. Si tratta infatti di un atto legislativo che assegna più poteri a Roma, definendo con chiarezza le funzioni statali che passano dal Governo a Roma Capitale e prevedendo meccanismi economici di programmazione finanziaria che permettono di gestire con più trasparenza e risorse le sue funzioni. “In questo modo – ha spiegato Alemanno - non si scaricano più sulle spalle dei cittadini gli oneri del ruolo di Capitale che Roma riveste. Oggi Roma Capitale fa invece un passo avanti importante e lo fa in assoluta condivisione con gli altri enti territoriali” . 61/2012 Pag. 7

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L’AMBASCIATA TRA LE UOVA DI PASQUA L’Ambasciata italiana ha aperto i suoi meravigliosi giardini ai giovanissimi italiani e spagnoli per una caccia al tesoro di “uova pasquali” a beneficio della SIB. L’Ambasciatore e l’Ambasciatrice hanno accolto i numerosi bambini. Le uova offerte dalla Ferrero Iberica erano nascoste nei rigogliosi cespugli e fiori. La Sottosegretario all’Istruzione, Elena Ugolini, e l’on. Mario Mauro hanno partecipato a questa festa in Ambasciata. di Giulio Rosi MADRID sole generale a Barcellona dicendomi : “C’e un signore che vuol sapere dove mandare dei cartoni di uova”. Non erano solo quelli piccoli per la caccia al tesoro, ma anche più grandi con sorpresa da regalare ad ogni bambino all’uscita dell’ambasciata. L’idea di aprire l’ambasciata ai cittadini è una iniziativa che nessuno ha mai fatto? Non so se in passato si faceva. Io sostengo che innanzitutto l’ambasciata è la casa degli italiani, e non è casa mia e secondo che le varie istituzioni italiane, ci picchio il chiodo in continuazione, debbono collaborare fra di loro. La scuola, l’Istituto di Cultura, l’ICE, l’Enit, la Società Italiana di Beneficenza, la Camera di Commercio Italiana e naturalmente tutti gli italiani debbano sentirsi a casa, qui come in Consolato ed all’Istituto di Cultura. Debbono frequentarsi, debbono conoscersi aprirsi. Aggiungerei che, in quanto Capo della Missione Italiana, ha aggiunto un messaggio diplomatico per i numerosi spagnoli che sono presenti? Certo una apertura ad entrambi, penso che oggi siamo qui al 50%, come dicevo prima che come i bambini ricorderanno da grandi questo evento, anche gli spagnoli adulti apprezzeranno l’Italia come un paese ospitale, con le porte aperte, dove si mangia bene e si sta in allegria. I nostri programmi futuri sono per le celebrazioni della Festa della Repubblica del 2 giugno, cominceranno dalla Fiera del Libro con la presenza dell’Italia alla fine di maggio, poi l’iniziativa gastronomica, alla fiera “Gourmet Italiano” e l’11 di giugno la mostra di Raffaello. La Festa Nazionale la celebreremo in un giorno intermedio. L’Ambasciatore Visconti di Modrone, mentre i bambini giocavano alla caccia alle “uova” ci ha rilasciato questa intervista L’Ambasciatrice, che come sempre collabora fattivamente alle iniziative benefiche, ci ha parlato della festa per aiutare la SIB Signora Ambasciatrice, questa festa , questa idea, nella cornice adatta per accogliere anche i “nostri italiani minori”, come dimensioni, ma non come importanza. Come nasce? Quasi per caso. Pensavamo di organizzare un evento benefico per la SIB , la nostra Società Italiana di Beneficenza, e così venne l’idea di fare una “caccia alle uova di beneficenza” per bambini fino ai 12 anni. Come avete fatto per fare arrivare questa idea, che sappiamo accolta con grande esito, tanto che non si sono potuti accettare tantissimi bambini che volevano partecipare? Siamo stati i primi a stupirci di una adesione così massiccia, non avevamo mai pensato ad una festa come questa, è stato un esperimento. Un buon livello di comunicazione fra la SIB, l’Ambascaiata e la scuola. La scuola ci ha dato un grande aiuto con ragazzi volontari che hanno organizzato ed accompagnato le squadre dei bambini. Per le uova c’è stata una coincidenza. Fortunata. Quando siamo stati a Barcellona con mio marito, fra gli appuntamenti c’era una visita alla Ferrero Iberica. Con l’occasione mio marito ha chiesto se potevamo avere delle uova di cioccolato per questa festa e la Ferrero ci ha risposto con grandissima generosità. Fino a pochi anni fa , l’uovo di Pasqua non era conosciuto in Spagna, questo simbolo è anche un ulteriore messaggio di italianità? Mi sono infatti stupita che l’uovo di Pasqua che per noi è imprescindibile, qua non fosse conosciuto. Quindi è un’altra abitudine italiana che stiamo esportando con successo. Una festa così certamente i giovanissimi non la dimenticano più. Sicuramente . Per questi bambini, italiani e spagnoli, sarà un bellissimo e divertente ricordo e speriamo di riorganizzarla. Ambasciatore, è la prima volta che questa meravigliosa villa risuona delle voci allegre di tanti bambini. È uno spettacolo. Ma anche qualcosa in più, si tratta dei nuovi cittadini italiani in Spagna. Una festa di carattere nettamente italiana rivolta anche ai bambini spagnoli? Lei ha colto esattamente lo spirito di questa iniziativa. L’idea è nata prima di tutto dal desiderio di rivitalizzare la Società Italiana di Beneficenza che purtroppo non riceve più gli emolumenti governativi da quest’anno, per cui qualsiasi iniziativa rivolta a darle risorse è la benvenuta. Tra i vari eventi che abbiamo pensato mi è parso questo uno dei più significativi perché apriva, come lei ha detto, il giardino della Residenza non solo agli italiani della nostra generazione, ma anche a quelli che saranno gli italiani di domani. Credo, anche per ricordi personali, che quando un bambino vede una cosa un po’ straordinaria gli rimane nel ricordo per tutta la vita. Voglio sperare che questa festa sia speciale e che li avvicini anche alle istituzioni facendogli capire che siamo noi stessi. Naturalmente lo scopo pratico è quello di dare alla Società Italiana di Beneficenza un po’ di risorse economiche che vanno ad aiutare i nostri connazionali bisognosi. Voglio ringraziare i volontari che hanno partecipato aiutando e naturalmente la Ferrero Iberica che ci ha regalato le uova che doniamo. È stata una sponsorizzazione molto importante di cui gli sono veramente riconoscente. Durante la mia visita a Barcellona ho visitato la Ferrero, mi hanno domandato cosa potevano fare per me ed io ho colto la palla al balzo rispondendogli che avrei fatto una festa di beneficenza per Pasqua e per i bambini e quindi se mi facevano avere qualche ovetto lo avrei gradito. Dopo qualche giorno mi ha chiamato il nostro Con- DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE DELLA FERRERO IBERICA “Ferrero è lieta di aver potuto collaborare alla iniziativa benefica organizzata recentemente a Madrid ed ha risposto con entusiasmo all’invito dell’Ambasciatore d’Italia S.E. Leonardo Visconti di Modrone di potervi partecipare con i propri prodotti. Interpretiamo questi eventi come un’occasione di solidarietà ed un momento privilegiato per instaurare un rapporto di fiducia con i nostri consumatori. La lealtà verso i consumatori e la fiducia che essi ci accordano ogni giorno con i loro acquisti rappresentano infatti il nucleo forte della relazione duratura che ci unisce. Tali eventi inoltre sono in assoluta consonanza con uno dei nostri principi d’impresa, vale a dire un radicato inserimento nel territorio: partecipiamo allo sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità locali in cui le nostre aziende sono presenti attraverso le nostre organizzazioni ed il coinvolgimento volontario e personale dei nostri collaboratori. Ferrero è presente in Spagna direttamente da più di venti anni e da allora è fedele a tale visione in azioni di varia natura. Un motivo ulteriore di soddisfazione per la nostra azienda è stata la centralizzazione dell’occasione sui bambini ed il fornire loro un sano momento di svago. In coerenza con tale principio è la volontà dell’Azienda che siano i bambini, in particolare, a costituire il fulcro dell’attenzione dei progetti Ferrero sulle ‘Imprese sociali’, volti a contribuire al miglioramento delle condizioni di vita di alcune delle aree più povere del mondo, attraverso il supporto di progetti sociali a vantaggio, in particolare, della salute e dell’educazione dei bambini delle comunità locali. Sotto l’insegna “United Kinder of the World” le Imprese Sociali Ferrero trovano specificamente nella salute e nello sviluppo dei bimbi e dei ragazzi il fine ultimo delle loro attività.” E’ pertanto con grande orgoglio che ringraziamo per la opportunità che ci è stata data di poter rappresentare, grazie alla presenza dei nostri prodotti, la nostra volontà di contribuire ad un evento in cui si sono uniti valori di solidarietà fondamentali e allo stesso tempo di attenzione per i bambini. Mauro Russo Pag. 8 61/2012

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L’Onorevole Mario Mauro durante la visita all’Ambasciatore ha voluto essere presente anche alla “caccia al tesoro” Onorevole la sua visita all’ambasciatore e anche la sua presenza oggi in questa festa in Ambasciata, conferma i legami e gli interesse fra i due paesi. Una dichiarazione su quello che sta succedendo in Europa ed in Italia e sugli interventi anche drastici, ma necessari dei vari governi? La mia presenza a Madrid è come ruolo del capogruppo italiano del Partito Popolare Europeo nel Parlamento Europeo. Sono qui per sottolineare l’appoggio che la nostra famiglia politica offre al Governo Spagnolo che è impegnato nelle riforme necessarie per fronteggiare la crisi. È un problema che riguarda la Spagna, e ha l’Italia con molte analogie con un tentativo di far fronte comune rivela la nostra preoccupazione per il destino del progetto che chiamiamo “Europa Unita”. Negli ultimi anni, la mancanza di una leadership politica trascinante ha ritardato le risposte alla crisi. In questo momento è molto importante che chi si assume le responsabilità di governo lo faccia non solo cercando di risolvere i problemi in casa propria, ma cosciente che solo risolvendoli sul piano europeo si avranno risposte per tutti. La situazione spagnola è molto, molto deteriorata per colpa del governo precedente che ha lasciato il Paese in ginocchio. L’Italia è in condizioni migliori, se non altro nel settore della disoccupazione che in Spagna è di 5 milioni è mezzo di persone. Come vede la situazione italiana nei confronti della spagnola? La caratteristica dell’economia italiana è in molti settori e strutture di una grande solidità, è il secondo paese manifatturiero d’Europa, è un paese importante per la vita degli altri paesi. La Germania esporta in Italia per 58 miliardi di euro ed esporta in Cina per 50 miliardi di euro. Molte leggende metropolitane che vorrebbero la Germania interessata al decadere dell’Italia sono pura propaganda. Nel contempo il problema italiano è legata alla instabilità del nostro debito, molto grande per cui occorre una forte stabilità politica per poter dare la certezza agli investitori che questo debito sarà ripianato. Il tema spagnolo è completamente differente. È un paese che dal punto di vista del debito ha meno problemi, ma che ha una economia con delle fragilità evidenti in cui è richiesto completamente un processo di riforme economiche che era stato ben strutturato dai governi di Aznar e che questa seconda stagione di governi socialisti, per ragioni più di natura ideologica ha voluto contrapporsi. Non è stato così con Felipe Gonzales che invece ha consentito uno sviluppo armonioso dell’economia spagnola. In questo momento il governo di Rajoy viene concepito si come un governo dei Popolari, come è ovvio, ma anche come un governo che serve alla nazione. Il mio augurio ed auspicio è che anche chi si sente lontano, per motivi ideoligici, si senta invece vicino agli interessi della Spagna e dell’Europa. MADRID Le opportunità di una crisi Ci troviamo ad affrontare un momento di crisi, consapevoli tutti che la posta in gioco è la fisionomia della nostra stessa civiltà. Le radici dell’emergenza educativa sono da ricercarsi anche nelle difficoltà che incontrano gli adulti nel trasmettere valori e motivazioni ai giovani, con il rischio che la scuola risulti loro inutile nel realizzare le proprie aspettative. Pur tuttavia, un momento di crisi può rappresentare una grande occasione se la si affronta ponendosi le giuste domande, e può rivelarsi un’opportunità costruttiva per la società. Il cuore della scuola è l’educazione, è il rapporto che ogni giorno si instaura tra insegnanti e studenti: in classe si gioca quel passaggio di consegne, da una generazione all’altra, senza il quale non ci può essere futuro. Quotidianamente migliaia di insegnanti svolgono un compito essenziale, quello di aiutare i “piccoli” ad entrare nella realtà, cogliendone il valore, mettendo a frutto il patrimonio della nostra tradizione culturale, tecnica, scientifica. Educare è un condurre fuori da se stessi per introdurre alla realtà, verso una pienezza che fa crescere la persona. Tale processo si nutre dell’incontro di due libertà: quella dell’adulto e quella del giovane. Il ragazzo, per poter essere se stesso, ha bisogno di essere riconosciuto da adulti che possiedono le ragioni per cui vale la pena portare il peso della vita. Chi ha fatto esperienza di relazioni positive e di legami di fiducia sarà in grado di portare uno sguardo costruttivo sulla realtà, saprà trasmettere ai giovani il valore della vita, suscitando in essi la volontà di spenderla al servizio del bene. È necessario sviluppare contesti dove mettere a frutto talenti. La crescita del Paese ha sempre più bisogno di luoghi educativi, dove i giovani siano aiutati a crescere come persone, con capacità critiche e di iniziativa, aperte alla realtà e ai cambiamenti. Questo è il lavoro cruciale del docente, che deve essere considerato un professionista e non un burocrate, cominciando dalla modalità con cui avviene la sua formazione iniziale, la selezione e il reclutamento, fino alla possibilità di una progressione di carriera. La valutazione dei docenti ed il riconoscimento della loro professionalità, è una delle questioni più importanti e più difficili che abbiamo in campo da tempo. Un percorso di carriera può essere ipotizzato seriamente solo se ritorna prioritario il tema dell’aggiornamento, della riqualificazione professionale e della valorizzazione delle competenze dei docenti che costituiscono il perno della scuola. In tal senso è funzionale la nuova formazione iniziale che pone due condizioni essenziali: l’istituzione dell’anno di tirocinio formativo attivo, che prevede più di 400 ore svolte a scuola con un esame finale, e la distinzione netta tra abilitazione e reclutamento. In questo orizzonte il governo italiano si muove per realizzare obiettivi ambiziosi come la nuova modalità di reclutamento dei docenti, la concessione di maggiore autonomia alle scuole, il potenziamento del sistema nazionale di valutazione e una migliore organizzazione dell’istruzione tecnica e professionale superiore. A tal fine si intende potenziare l’integrazione delle risorse pubbliche e private per sostenere la collaborazione tra i sistemi di istruzione, formazione e lavoro, promuovendo il raccordo tra il mondo della scuola e il mondo delle imprese, della ricerca e dell’innovazione. Il nostro paese ha nel capitale umano la sua principale ricchezza, per questo senza formazione non è possibile pensare ad un futuro di sviluppo. Elena Ugolini IL PRESIDENTE DELLA SIB FRANCESCO PERNICIARO “Vestito da pirata” ha condotto la Festa in Ambasciata “Caccia alle Uova di Pasqua”. L’evento è stato organizzato a favore della Società Italiana di Beneficenza. “Un’iniziativa ben riuscita sotto tutti i punti di vista, che ci ha entusiasmato fin dal momento del concepimento. La grande affluenza di pubblico, 210 bambini più altrettanti accompagnatori adulti, ma soprattutto il buon feeling che si respirava in ogni momento dell’evento hanno permesso di far conoscere e avvicinare la Società di Beneficenza a un pubblico che, siamo sicuri, continuerà a seguirci anche nelle prossime iniziative. Il ringraziamento va al nostro Ambasciatore, non solo per averci messo a disposizione i magnifici giardini dell’ambasciata d’Italia, ma anche per aver avuto l’idea della “Caccia alle Uova di Pasqua”. Il merito è suo. E un grazie speciale da tutti noi va anche alla Contessa Anna di San Felice, moglie del nostro ambasciatore, per l’impegno e il supporto nel far sì che l’evento riuscisse perfettamente. Naturalmente grazie anche alla Ferrero Iberica, che con grande disponibilità ha contribuito al successo dell’evento, donando uova di Pasqua e altri prodotti per comporre un “goloso bottino”. L’appoggio che stiamo ricevendo dall’Ambasciata è per la SIB fondamentale. Un’alleanza istituzionale di grandissimo valore che stiamo cercando di costruire con tutte le altre istituzioni italiane sul territorio. L’ennesima dimostrazione di come, ancora una volta, unendo le forze si possono raggiungere grandi risultati.” 61/2012 Pag. 9

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“I SALONI DI MILANO” ALL’ISTITUTO DI CULTURA MADRID di Paola Lungarini L’Ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone ha inaugurato la il caffè letterario “I Saloni di Milano”, sottolineando l’importanza di avere uno locale anche culturale che mette in evidenza il nostro unico design italiano. Il suo apprezzamento è andato anche nel vedere rappresentata la “sua” città, Milano. L’arredo infatti riproduce infatti, con pannelli, i suoi importanti edifici come il Duomo, il Teatro la Scala, la Galleria Vittorio Emanuele, e la Fiera. Ha ringraziato Carlo Guglielmi presidente della di COSMIT, Salone Internazionale del Mobile di Milano, Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo che hanno collaborato fornendo gli innovativi arredi. PRESIDENTE COSMIT, CARLO GUGLIELMI: ARTE E DESIGN A MADRID Internazionale del Complemento d’Arredo. Inoltre dal 1998 il “Salone Satellite” per lanciare i giovani designer. Dal 2005 gestisce i Saloni World Wide Moscow . Quali sono oggi i mercati più allettanti? Nel mondo non c’è un mercato particolare, perché il prodotto italiano è dovunque di qualità ed innovativo. Il risultato, prima ancora dei sistemi industriali, deriva dalla nostra cultura. Questa in generale la concezione della nostra attività, peraltro condivisa dal presidente Snaidero. Per cui anche l’avvenimento di oggi si pone all’interno di questo processo. La nostra presenza qui é emblematica, vogliamo far capire sempre di più il legame fra il risultato finale del prodotto e la cultura del nostro Paese. Oggi i prodotti industriali sono prima di tutto espressione della nostra cultura, con questa filosofia riusciamo anche ad arrivare a tutte le parti del mondo con un prodotto fortemente innovativo, artistico e di grande qualità. Cosa vi aspettate da questa edizione del Salone del Mobile di Milano? Sicuramente un ulteriore aumento di successo. In questa 51ª edizione dei “Saloni” del Cosmit, che convertiranno la Fiera di Milano nella capitale internazionale dell’arredo, con le proposte di oltre 2.500 espositori. Vantiamo dei record con i 210 mila metri quadri di stand, con 330 mila visitatori in arrivo di cui il 60% dall’estero da oltre 100 paesi e con 6 mila giornalisti. È la Fiera Internazionale per antonomasia in Italia e la più grande del mondo nel nostro settore. Che significa per voi “I Saloni di Milano” a Madrid? Questo progetto è un importante riconoscimento della competenza che Cosmit ha consolidato attraverso l’organizzazione del Salone del Mobile in oltre 50 anni. La nostra missione come promotori della cultura del design e dell’eccellenza industriale dei fabbricanti italiani diventa ancora più importante quando si può promuovere in concreto, in una maniera innovatrice e in una capitale dell’arte e del design, come Madrid. La struttura, disegnata dall’architetto Piero Russi, riunisce il gusto, l’eccellenza italiana del design e ripropone i luoghi emblematici di Milano, in una sintesi fra storia e modernità. L'Ambasciatore Visconti di Modrone inaugura “I Saloni di Milano” con il Presidente Carlo Gugliemi e il Presidente Roberto Snaidero L'Ambasciatore con Carlo Guglielmi Presidente, come riassu- promuovere le esportazioni mere l’attività di Cosmit? É italiane di mobili e dei suoi l’ente fieristico milanese che complementi. Organizza nel 1961 ha dato vita al Sa- anche le biennali Euroluce, lone Internazionale del Mo- EuroCucina, SaloneUfficio, bile, avviato dall’intuizione il Salone Internazionale del di Federlegno-Arredo, per Bagno e l’annuale Salone Pag. 10 61/2012

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ROBERTO SNAIDERO: FEDERLEGNOARREDO La FederlegnoArredo ha 10 mila associati “dall’albero al prodotto finito”. Presidente, i mobili sono diventati qualcosa di più che un oggetto per sistemare le cose di casa. Quale è stata l’evoluzione del mobile ed in particolare per quelli prodotti dalla sua azienda? La situazione del mobile in Italia dà la sensazione di questa crescita proprio per la cultura che unisce l’imprenditore italiano alla propria terra. Perché ogni anno troviamo qualcosa di nuovo? Perché disegniamo prodotti con materiali, designer e idee nuove. Se facciamo un esame di tutti i cataloghi delle aziende di arredamento molti dei prodotti vengono a costruirli in Italia perché il nostro knowhow è superiore a tutti gli altri Paesi. Trasferiamo dal progetto al mercato. È la forza dell’industria italiana nel settore dell’arredamento. L’apertura dei mercati come ha influito sul vostro prodotto? Analizzando i dati del commercio internazionale il prodotto italiano è al numero uno del settore medio MADRID di Paola Lungarini CARMELO DI GENNARO, DIRETTORE ISTITUTO ITALIANO CULTURA L'Ambasciatore con il Presidente Snaidero alto mentre in quello basso dotto da proporre sui mercati. abbiamo altri concorrenti. È Il mobile di oggi, il più avanun mercato trainante dell’e- zato, in che cosa si differisce conomia italiana delle nostre dal tradizionale? Certamente aziende. Il fatturato globale per il design, per il tecniciin Italia, nel settore del le- smo insito nel mobile stesso gno-arredo, sono circa 33 mi- e tutte le aziende del settore liardi di euro della produzio- cercano di introdurre qualcone. Esportiamo il 30% pari a sa di diverso rispetto all’edi11 miliardi e mezzo. Siamo il zione della Fiera del Mobile di Milano dell’anno precenumero uno mondiale. Da dove proviene il legno? dente. La Spagna, nonostante Importiamo gran parte dalla che abbia subito una grossa ex Jugoslavia e dall’Africa, flessione a causa della crisi, scegliendo le fonti di materia è sempre un mercato interesprima in base al tipo di pro- sante. Direttore, il caffè “I Saloni di Milano” ? L’iter è iniziato con la disponibilità del COSMIT, del Comune di Milano e con l’allora sindaco Letizia Moratti, che avevano scelto l’Istituto Italiano di Madrid con un progetto pilota per impiantare questa nuova struttura visto che c’erano gli spazi per poterlo attuare, anche in vista dell’EXPO del 2015 dove Milano sarà protagonista di questo avvenimento internazionale e d’interesse per il Sistema Paese. Siamo riusciti ad approfittare questa felice congiuntura realizzando, anche grazie ai buoni uffici del mio predecessore che aveva già organizzato i diversi contatti con queste strutture, che io ho ripreso e portato a compimento per fare della nostra caffetteria un punto che rappresenta anche il design italiano a Madrid. L’arredamento del caffè è stato sponsorizzato da COSMIT attraverso 46 delle sue aziende, mentre l’illuminazione della biblioteca -media-teca si deve al contributo della Flos. Il COSMIT organizza il Salone del Mobile, uno degli avvenimenti più importanti a livello europeo. Questo arredamento, che riproduce i monumenti più significativi, dà certamente un nuovo aspetto al nostro Istituto nel senso che documenta un’Italia molto più dinamica, molto moderna, unendo idealmente lo spazio della biblioteca - media- teca che si è aperta al pubblico nell’orario pomeridiano ed il sabato mattina ed anche la parte della caffetteria perché entrambi rappresentano la sinergia tra cultura e impresa, tra innovazione e tradizione, che è una delle punte di diamante del nostro Paese. Ed è quanto il Ministero degli Esteri ci chiede di rappresentare all’estero. (s i n.) R ober to S na ide ro, P re s id e n te F e d e r l e g n o Ar r e d i ; l ’ Am b a s c i a to re L e o n a r d o Vi s c o n t i d i M o d r o n e ; C a rlo Guglielmi, P re s ide nte COS MI T; Ma r c o S a b e tta , Di r e tto r e G e n e r a l e C O S M I T; l ’ a r c h i t e t t o P i e r o R u s s i e i l D i r e t t or e dell’is tituto Italiano di C u l tu r a Ca r m e l o Di G e n n a r o , d u r a n te l ’ i n a u g u r a z i o n e d e “ I S a l o n i d i M i l a n o ” . 61/2012 Pag. 11

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UNA “CATA” ITALO-SPAGNOLA DA “TERE” A CHAMBERI La Negrini e Carlos Tristancho i protagonisti dell’inaugurazione della “charcuteria Tere” al mercato Chamberi Nicoletta Negrini ha presentato i suoi prodotti durante l’inaugurazione della “charcuteria” Tere al Mercato Chamberi di Madrid. Le abbiamo chiesto perché organizza queste “catas”, infatti questa è una delle tante.” Il mio desiderio - ha detto - non è solo quello di vendere i nostri prodotti italiani agli addetti ai lavori, ma anche Nicoletta Negrini con Bimba Bosè agli spagnoli, che conoscendoli e apprezzandoli, poi li compreranno. Uno dei miei continui messaggi è proprio che i prodotti italiani non solo sono buoni e di qualità, ma parlano della nostra cultura e delle mostre tradizioni. Pertanto - prosegue Nicoletta - anche il premio che assegno a Madrid Fusion agli spagnoli, non è solo un mero riconoscimento alla loro bravura e inventiva nell’abbinare i nostri prodotti ad una cucina italiana o spagnola, ma soprattutto gli regalo una esperienza unica: poter frequentare un corso in Italia, di come si fa, per esempio, la pasta, visitare le nostre aziende, vivere in diretta la nostra cultura gastronomica. Quindi, come vedi, la mia “missione” in Spagna non é solo vendere, ma è prima di tutto diffondere la cultura enogastronomica italiana. In questa giornata da TERE ho portato e loro li venderanno, alcuni prodotti base della produzione Negrini e in prima linea la Mortadella al Tartufo. È la grande novità che unisce la tradizionale mortadella con il gusto raffinato del tartufo. Ovviamente la Negrini ne è particolarmente orgogliosa. All’inaugurazione della “charcuteria gourmet delicatessen Tere” di José Ramón Martínez, al mercato Chamberi, di Madrid Carlos ha offerto cucinando con la figlia “chef” Jara i migliori pezzi di carne di maiale della zona Dehesa Pais de Quercus. Gli abbiamo chiesto: come si è evoluta la gastronomia? Ha subito una evoluzione in cui il cambiamento più importante, oltre accanto alla cucina elaborata, è il prodotto, perché si cerca l’autenticità e il cuoco oggi è una persona importante ed un protagonista ben preparato che segue e si aggiorna. Quando si compra un filetto devi sapere che non contenga anabolizzanti o altri prodotti dannosi perché la gastronomia è anche salute. Si comincia dal campo, allo stomaco passando per il palato. Non comanda sempre il lato economico ma la qualità ed è importante la divulgazione per farla conoscere come stiamo facendo oggi con i prodotti della Negrini e questa speciale carne di “cerdo iberico” che sto cucinando per gli invitati (vedi foto). La Dehesa è la ultima dispensa di un prodotto sano e saporito. Carlos ed Enrica nella Charcutería Tere MADRID di Paola Lungarini CARLOS TRISTANCHO E IL PAÍS DE QUERCUS A B C Alfonso e Carmen Abril ALFONSO ABRIL, responsabile delle relazioni pubbliche ed organizzatore dell’evento alla “charcuteria” Tere. “ I prodotti di alta qualità sono stati apprezzati dai nostri numerosi invitati ed anche dai passanti. Sono la migliore presentazione per la inaugurazione di questo negozio. Il prosciutto Julius, la mortadella al tartufo nero, i tortelloni ripieni di porchetta, il guanciale, lo spech, la coppa, la bresaola e la finocchiona, tutti prodotti della Negrini una marca conosciuta a livello nazionale. La squisita carne di “cerdo iberico” di Carlos e i prodotti di Nicoletta, che abbiamo assaggiato, sono la testimonianza di una eccellente integrazione di gusti sempre alla insegna della massima qualità. A. Nicoletta Negrini con il sociologo Lorenzo Díaz e l’attore Pepe Ruiz B. Nicoletta con Nora Putin C. La Negrini con Carlos e Jara Tristancho Pag. 12 61/2012

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L’Associazione Pugliesi in Spagna in collaborazione con il Club Iberia Cultural e la Scuola Statale Italiana organizza l’evento “ Il romanico: un nesso d’unione tra Puglia e Spagna”. L’evento si terrà il 19 aprile alle ore 20.00 presso la sala del Com.it.es, in calle Agustín de Betancourt 3, Madrid.  Durante la serata si analizzeranno i punti in comune esistenti nell’architettura romanica in Puglia e in Spagna: le facciate delle cattedrali, gli elementi scultorei, i mosaici e l’iconografia caratterizzata da simbolismi legata alle figure zoomorfe (uccelli araldici, leoni, serpenti, ma anche scimmie, etc.). Molti elementi caratteristici del romanico pugliese, derivano anche dalla cultura araba, cultura comune con la Spagna. Durante la serata si realizzerà un “viaggio” nelle cattedrali romaniche che coprirà tutte le province della Puglia: la chiesa di Santa Maria nell’Isola di San Nicola (Tremiti), le cattedrali di Troia e di Trani, la basilica di S. Nicola di Bari, le cattedrali di Bitonto, Ruvo, Altamura e Otranto e la basilica di Santa Caterina di Galatina. Alla fine della serata, come al solito ci sarà una degustazione di prodotti tipici pugliesi. MADRID di Paola Lungarini CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA COME SI MUOVE LO SPREAD Un’analisi di AllFunds Bank sul fenomeno al centro dell’attualità economica e le strategie di uscita dalla crisi implementate da Spagna e Italia IL NUOVO YEARBOOK 2012 L’ultima edizione dell’Annuario della CCIS comprende informazioni sull’attività camerale, sulle imprese associate, un focus sul mercato turistico e le principali novità in ambito normativo per le imprese nei mercati spagnolo e italiano CORSO DI SPAGNOLO COMMERCIALE La CCIS di Madrid organizza un corso multilivello di lingua spagnola commerciale e gli esami per il conseguimento dei certificati ufficiali CEC e DEC Evento dell’Associazione Pugliesi in Spagna APPUNTAMENTO CON XYLEXPO 2012 Che bella serata!!! Questa è stata la frase più ripetuta dai soci e simpatizzanti dell’Associazione Pugliesi in Spagna che sono accorsi numerosi all’evento organizzato presso il salone del Com.it.es. La serata è iniziata con la proiezione del film “Che bella giornata” interpretato dal comico pugliese Checco Zalone. L'esilarante comicità del protagonista e le bellissime immagini di alcuni paesaggi pugliesi hanno fatto da sfondo a due ore di risate da parte di tutti i presenti. Al termine della proiezione si è tenuta l’assemblea annuale dell’Associazione Pugliesi in Spagna e la consegna delle tessere che quest’anno sono dedicate all’olio e al pane, due delle eccellenze gastronomiche più importanti della Puglia. La serata si è conclusa con una degustazione di orecchiette e cime di rape preparata dal ristorante pugliese "due amici", vino ed altri prodotti tipici pugliesi. L’8 maggio a Milano aprirà i battenti l’edizione 2012 della maggior fiera internazionale dedicata alla lavorazione del legno e alle forniture per l’industria del mobile Programa 2012: 21-22 Abril - Visita al Aula Museo de las Abejas, ubicado en Poyales del Hoyo, en el valle del Tiétar y cerca de Arenas de San Pedro. Almuerzo y visita a las Cuevas del Águila en Ramacastañas a 9 Kms. de Arenas de San Pedro. 26-27 Mayo - Aranjuez, visita al Museo de las Falúas Reales. Almuerzo y visita al Mar de Ontígola, en la población de donde toma su nombre, cerca de Ocaña. 9-10 Junio - Salida por pueblos antiguos de Castilla y valle del Arlanza: Sto.Domingo de Silos, Cuna de Castilla, árboles fósiles, desfiladero de La Yecla. Visita a bodegas, almuerzo. 16-17 Junio - XIV CONCENTRACIÓN NACIONAL ALFA ROMEO (CNAR 2012) en el Circuito de Cartagena y visita a la Base de Submarinos y Arsenal. 23-24 Junio - 50º Aniversario del Alfa Giulia. Concentración en el Circuito de Monza el sábado 23 y a continuación el domingo 24 en las instalaciones de Balocco de Alfa Romeo. 7 Julio - Visita a la fábrica de Whisky DYC en Palazuelos de Eresma (Segovia) y almuerzo en el restaurante Casa Hilaria en Valsaín (Segovia). 8-9 Sept. - Salida Castellano Manchega. 29 Sept. - Concurso Internacional de Elegancia de Madrid. Oct. Nov. (aprox.)- XV Jornada Puertas abiertas - Circuito del Jarama. 10-11 Nov.- Ruta de la Arquitectura Negra- Comida de Matanza en Atienza. 15 Diciembre - Comida fin de año del Club y presentación del programa anual 2013. CLUB ALFA ROMEO ESPAÑA La fondazione intitolata alla cantante e attrice sarda Maria Carta ha istituito un premio annuale che intende riconoscere il valore umano e professionale di persone, enti e istituzioni. Quest'anno ricorre il decennale della manifestazione e il comitato scientifico della fondazione presieduto dal giornalista Giacomo Serreli ha deciso di assegnare il riconoscimento al Circolo ICHNUSA di Madrid per il costante impegno svolto nella direzione di valorizzare la lingua e la cultura della Sardegna. La cerimonia di consegna del premio si svolgerà a Siligo, paese natale di Maria Carta, nel mese di luglio. Per il quarantesimo anniversario del leggendario orologio Royal Oak, della Audemars Piguet, la Manufactura suiza Le Brassus ha allestito una esposizione con foto, musica e filmati di Sébastien Léon Agneessens, Quayola, Dan Holdsworth e 100 rari esemplari dell’orologio. UN PREMIO AL CIRCOLO ICHNUSA 61/2012 Pag. 13

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Depilazione Medica • Depilazione Medica con laser e luce pulsata (IPL): Fotodepilazione. Piattaforma laser Alessandrite, laser Nd-Yag, laser a semiconduttore Soprano. • Depilazione corpo e viso per donne e uomini. Medicina Estetica del Corpo • Perdere peso: Dieta. • Drenaggio Linfatico Manuale (DLM). • Grasso localizzato. • Pressoterapia, mesoterapia, Vacumterapia. • Smagliature. • Perdita di tono. Medicina Estetica del Viso • Cura della pelle. • Correzione delle rughe e perdite di tono. • Trattamento per macchie e cicatrici. • Rimodellazione delle labbra. • Micropigmentazione. • Collo e scollatura. Cirurgia Plastica ed Estetica • Chirurgia estetica Corpo: liposuzione, liposcultura, etc. • Chirurgia estetica Seno: Aumento, sollevamento, riduzione. • Chirurgia estetica CervicoFacciale: Rinoplastica, lifting, liposuzione, etc. Trattamenti Estetici • Trattamenti rassodanti. • Trattamenti antistress. • Trattamenti anticellulite. • Trattamenti esfolianti. • Massaggi.

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ALESSANDRO CASTRO: PRESIDENTE “CIRCOLO SIBARITAS BARCINO” Nell’assemblea svoltasi ai primi di Marzo, ad Alessandro Castro è stata rinnovata la carica di Presidente del Circulo Sibaritas Barcino, Circolo Internazionale, formato da soci che operano in diversi campi lavorativi e culturali, con un affinità comune dedicata al buon vivere e alla buona gastronomia. Durante la serata Alessandro Castro ha consegnato le pergamene di merito a personaggi che si sono distinti nell’anno 2011. Il riconoscimento è stato dato al Dott. Miguel Martinez, ricercatore nel campo della biologia sulla cura dell’AIDS e delle malattie virali, Direttore del Centro Ricerche dell’Ospedale Can Ruti di Barcelona, al compositore Prof. Pedro Puertolas, che proprio quest’anno ha visto rappresentata una sua opera al Teatro Liceu di Barcelona, al Sig.Manlio Giustiniani sommelier del A.I.S. di Roma che quest’anno, oltre ad aver editato delle pubblicazioni sul vino e la novellistica, si è distinto nella categoria Champagne Bollinger. La serata si è chiusa con una cena di gala, presso la Società Gastronomica Euskal Zaleak di Barcelona, dove il lavoro degli Chef Jordi e Carlos Martinez hanno ricevuto il meritato applauso. no con i miei progetti. L’appoggio che ho dato inizialmente aprendo a nuovi adepti ha permesso di accogliere anche grandi personaggi, come galleristi d’arte rumeni perché quando facciamo le nostre cene per il mondo uniamo anche visite culturali diventando così un circolo attivo. Il nuovo – vecchio presidente che programmi ha? Uno a settembre sarà legato alla festa di Barcellona, La Mercè, l’idea legata al cinema per i miei trascorsi accanto alla famiglia Alarcon che mi hanno fatto conoscere tanta gente e vogliamo dare un riconoscimento speciale ad un grande regista italiano che ha lavorato tanto in Spagna in occasione dell’anniversario della nascita. In questa occasione inviteremo due grandi personaggi cinematografici, uno americano ed una italiana che hanno lavorato con lui. L’altro avvenimento sarà prima di Natale assieme alla Accademia Italiana Gastronomia Storica ed altre confraternite come quelle spagnole del cava o del vino de Navarra, cercheremo di organizzare una giornata di tutte le confraternite gastronomiche che esistono e noi ci proponiamo di farla annuale a Barcellona. Adesso parliamo della gastronomia di “oggi” indubbiamente diversa e di quello che vuole la gente? L’evoluzione dal dopoguerra quando la gente ha “ricominciato a mangiare”, è caratterizzato dall’uso allora del cucchiaio che era sempre in tavola per minestra e zuppe. Poi il cucchiaio è sparito dalle tavole sia della case sia nei ristoranti. Adesso la gente sta ritornando al cucchiaio. La gastronomia è come una grande sinusoide con de picchi e dei punti di incontro dove la gente vuole mangiare bene. Abbiamo una linea di grandissimi cuochi che sta lavorando presentando dei prodotti elaborati in maniera diversa, che non sono la trattoria comune che non è percepibile dalla massa. Molti vanno, ma molti escono insoddisfatti, “non ho mangiato”, ma non è vero, ti danno tanto ma in piccole quantità e cucinate in maniera diversa e bene senza darti la stessa pesantezza che ti avrebbe dato normalmente. Abbiamo avuto, qua in Spagna, le ondate di moda di diverse cucine: la basca, la giapponese, ma ora c’è quella italiana. Ha preso lo scettro ed i prodotti italiani li troviamo anche nei ristoranti spagnoli. Attenzione però a non bruciare queste carte, giochiamocele bene, perché purtroppo c’è chi mantiene le regole e chi no. In linea generale al nostra immagine è buona, i nostri prodotti si vendono. Alcune aziende vinicole si lamentano che ne commerciano poco in Spagna, ma ne tantissimo in relazione a quelli spagnoli che non si vendono in Italia. Così come per i nostri prodotti che sono molto richiesti in Spagna ma queli spagnoli vanno in Italia con la marca bianca. Questo ritorno è per coprire la mancanza di quello che era una volta il “mangiare in casa”, cioè la cucina di casa portata al ristorante? Quando si andava al ristorante si mangiava ciò che normalmente non si faceva in casa. Oggi il ristorante è cosi diffuso che non c’è una grande differenza con quello che si cucina in casa. Oggi manca l’aggiunta di qualche buon secondo piatto in più. La nostra “fama” della pasta ci ha fatto dimenticare il discorso del pesce. In Italia, per esempio, è un secondo importante in tutte le sue forme, abbiamo 8 mila chilometri di coste. La pasta è un componente principale ma non è il piatto principale, eventualmente posso evitare di mangiare la pasta ma non un secondo pasto. Purtroppo si va incontro alle esigenze della clientela di quel paese e non seguendo la vera gastronomia italiana. A volte il ristoratore dovrebbe rischiare introducendo qualche buon piatto di pesce, se non BARCELLONA Manlio Giustiniani riceve la pergamena dal Presidente, del Circolo, Alessandro Castro intervista di Paola Pacifici Alessandro, di nuovo Presidente, raccontaci la storia del circolo? Il Circolo Sibaritas è internazionale di Gourmt che include cuochi, giornalisti, gastronomi, esperti e personaggi. Nacque tre anni fa con solo 10 persone ed ha lo scopo di diffondere la gastronomia ad alto livello. Sibaritismo puro. Barcino perché è il nome antico di Barcellona. Mi invitarono a far parte e subito siamo diventati una ventina. È un grande cenacolo con vari personaggi. Per non dare una immagine solo catalana, la sede è virtuale, ci riuniamo una volta al mese in diversi posti e non solo in Spagna. Assegniamo dei riconoscimenti, quest’anno sono stati quattro, uno allo scienziato Miguel Martinez, poi al compositore Pedro Puertolas e al sommelier Manlio Giustiniani. Attualmente siamo 50 e nel rinnovamento delle cariche, con mia grande sorpresa mi hanno rieletto presidente. Ma la tua attività è sempre in mezzo al “buon mangiare”? Si. Le mie attività sono nel settore enograstronomico e nei miei interventi presso le università, nello scrivere libri, nel partecipare a congressi si integra- rischi non guadagni, la gente poi apprezza. Adesso sei impegnato in questo nuovo concetto di ristorante, la “Trastienda” accanto al Mercato San Miguel, che novità? Abbiamo unito la cucina spagnola per eccellenza, il “guiso”, “el estofado” appoggiandolo alla cucina mediterranea. Il pesce viene cucinato in due maniere diverse, non solo alla “gallega” ma anche alla maniera mediterranea, l’insieme dei frutti secchi uniti, più le spezie, gli aromi, i capperi, le olive. È un discorso culturale in questo locale, i clienti sono vari e quindi adatti a tutti. Come consigliere della Casa degli Italiani di Barcellona cosa organizzi? Ogni venerdì facciamo una cena tematica, un incontro culturale legato alla gastronomia. A febbraio organizzammo una settimana sul Veneto “Terre Venete” concludendo un incontro gastronomico con Antonio Gioco, proprietario del famoso ristorante “I 12 Apostoli” di Verona. Un altro sul Gattopardo, legata alla cucina antica siciliana, uno sul Marsala, con i suoi produttori, ospiti a Barcellona, con una cucina siciliana moderna. Il ritorno gastronomico è presentare il nostro classico piatto di lenticchie o di ceci o di fagioli con una immagine attuale ma sempre di qualità. 61/2012 Pag. 15

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