Num.67 - 2012

 

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Il Giornale Italiano n.67 - Anno 2012

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PREMIO TIEPOLO 2012 Alberto Bombassei Borja Prado Eulate 67/2012 | GIORNALE ITALIANO DE ESPAÑA - GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET | D.L.: MA-884-2008

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CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA Y CAM vertice della presidenza di Endesa nel 2009, dopo che la principale compagnia elettrica italiana, Enel, ha acquisito il controllo definitivo dell’impresa, di cui possiede il 92% del capitale. Due anni prima era arrivato al consiglio di amministrazione della compagnia in qualità di membro indipendente. Endesa, fondata nel 1944, oltre ad essere impresa leader del settore elettrico spagnolo, è la prima multinazionale elettrica privata in America Latina. Con 40.000 megawatt di capacità installata e quasi 23.000 dipendenti in una dozzina di paesi, l’impresa ha registrato lo scorso anno ricavi per un valore di 32.386 milioni di euro ed un beneficio netto di 2.212 milioni di euro. Borja Prado è anche, dal 2007, presidente di Mediobanca Iberia y Latam, filiale della prima banca di investimenti italiana. In pochi anni Mediobanca si è convertita in una delle entità di riferimento in Spagna, intervenendo in importanti operazioni interne e internazionali. Oltre a ciò, Prado è membro del consiglio di amministrazione di Mediaset España dal 2004. Questa compagnia gestisce sette catene televisive, con Telecinco come canale di riferimento, realizza produzioni cinematografiche ed opera nell’ambito delle agenzie di notizie audiovisive. Il presidente di Endesa è anche membro del Gruppo Spagnolo della Commissione Trilaterale, organizzazione internazionale privata fondata nel 1973 con l’obiettivo di favorire una maggiore cooperazione tra Stati Uniti, Europa e Giappone. Prado si è laureato in giurisprudenza presso l’Università Autonoma di Madrid ed ha ampliato la sua formazione in Relazioni Internazionali e Commercio Estero presso l’Università di New York e la compagnia statunitense Philip Brothers. MADRID Alberto Bombassei e Borja Prado, presidenti di Brembo ed Endesa, ricevono il Premio Tiepolo 2012. Il sindaco di Madrid, Ana Botella (nella foto con i premiati), e il ministro dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano, Corrado Passera, hanno consegnato ad Alberto Bombassei questo riconoscimento, conferito dalla Camera di Commercio Italiana per la Spagna e la Camera di Commercio di Madrid. Borja Prado ha ricevuto il premio dal presidente della Comunità di Madrid, Ignacio González, e dal ministro dell’Industria, Energia e Turismo spagnolo, José Manuel Soria. L’Ambasciata d’Italia a Madrid ha accolto nella sua sede la cerimonia di consegna di questo prestigioso riconoscimento, giunto alla sua diciassettesima edizione. Hanno dato inizio alla cerimonia l’Ambasciatore d’Italia in Spagna, Leonardo Visconti di Modrone, ed il giornalista e membro della giuria del Premio Tiepolo, Josto Maffeo. Alberto Bombassei (Vicenza, 1940) ha fondato Brembo insieme al padre oltre cinquant’anni fa, nel 1961, è una figura fondamentale nella trasmissione dello sviluppo tecnologico del set- tore dell’automotive italiano e spagnolo. Trasmissione che si produce attraverso Brembo España, filiale della multinazionale italiana che presiede, Brembo è leader mondiale nella progettazione, sviluppo e produzione di sistemi frenanti e componentistica per automobili, moto e veicoli industriali, per il mercato del primo equipaggiamento, i ricambi e il racing. Commercializza i suoi prodotti in 70 paesi nel mondo, con sedi produttive in 13 paesi, tra cui l’Italia e la Spagna. Brembo possiede un impianto di produzione a La Muela (Zaragoza) dal 2003. Si costituì come Brembo España nel 1997, ma la presenza dell’azienda in Spagna è cominciata molto prima, negli anni ottanta, con l’accordo di acquisizione, insieme alla società statunitense Kelsey Hayes, dell’impresa pubblica di componentistica per auto Soler Almirall. Dall’evoluzione di questa società è nata Brembo Ibérica, a Barcellona, che ha successivamente acquisito, nel 1994, il 50% dell’azienda aragonese Auto Industrial Urpa. Brembo España conta oggi 280 dipendenti ed un fatturato di 40 milioni di euro all’anno. La società sviluppa importanti progetti di produzione per i modelli Iveco Daily, Mercedes Classe A e Mercedes Vito. L’attività dello stabilimento comprende anche la produzione di freni a disco per l’AfterMarket e ha permesso a Brembo di diventare impresa leader sul mercato iberico. Attualmente Brembo España promuove importanti progetti di collaborazione tra imprese, ed in Spagna presiede il Cluster de Automoción de Aragón, che riunisce imprese e organizzazioni regionali nell’ambito del settore, a cui trasmette il proprio know how, contribuendo in questo modo al loro sviluppo. Nella sua lunga esperienza professionale, Bombassei ha rivestito, tra le altre cariche, quella di presidente di Federmeccanica (2001-2004) e vicepresidente di Confindustria (maggio 2004-maggio 2012). Attualmente è anche membro del consiglio di amministrazione delle compagnie Fiat Industrial, Atlantia, Pirelli & C., Italcementi e NTV. Borja Prado Eulate (Madrid, 1956) è giunto al Premiati nelle 16 precedenti edizioni Nelle 16 edizioni precedenti del Premio Tiepolo sono stati premiati Antonio Vázquez (Iberia), Gilberto Benetton (Autogrill), Enrique Cerezo (Atlético de Madird), Massimo Moratti (Internazionale di Milano), César Allerta (Telefónica), Fulvio Conti (Enel), José Manuel Lara Bosch (Antena 3), Paolo Vasile (Tele 5), José Manuel Martínez (Grupo Mapfre), Antoine Bernheim (Generali), Jesús Salazar (Grupo SOS), Francesco Morelli (Istituto Europeo di Design), Rodrigo Rato (Fondo Monetario Internazionale), Mario Monti (Università Bocconi), Florentino Pérez (Real Madrid), Luca Cordero di Montezemolo (Ferrari), Alfonso Cortina (Repsol YPF), Vittorio Mincato (ENI), Gabriele Bugio (NH Hoteles), José Vilarasau (La Caixa), Pier Luigi Fabrizi (Monte dei Paschi di Siena), Marco Tronchetti (Pirelli), Rodolfo Martín Villa (Endesa), Luciano Benetton (Edizione Holding), Luis Alberto Salazar-Simpson (Auna), Giovanni Agnelli (Fiat), José Ángel Sánchez Asiaín (Fundación BBVA), Luis Ángel Rojo (Banco de España), Antonio Fazio (Banca d’Italia), José María Cuevas (CEOE), Giorgio Fossa (Confindustria), Isidoro Álvarez (El Corte Inglés) y Cesare Romiti (Fiat). 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MARA MADRID = 17º PREMIO TIEPOLO 2012 L’INGEGNERE ALBERTO BOMBASSEI, PRESIDENTE BREMBO ci stiamo avvicinando all’uscita dal tunnel della crisi. Sarà certamente un percorso lungo e complesso, fatto di una recessione crescente e di un debito pubblico di difficile gestione ma uno spiraglio di luce comincia a raggiungerci. E questa luce verso cui ci avviciniamo non è poi così diversa da quella che ci illuminava al suo ingresso. Ma come vi dicevo, a mio giudizio, questa idea che dalla crisi si possa e debba “uscire” tornando alla situazione precedente, o addirittura ad un’epoca precedente, credo sia da abbandonare. Intendiamoci, il lavoro fatto dal Professor Monti e dai Suoi Ministri è indispensabile e ho già avuto modo in moltissime occasioni di riconoscere la straordinaria importanza del contributo che stanno offrendo al nostro Paese. Non solo, credo vada sottolineata ancora la grande capacità di collaborare con i governi continentali alla costruzione della comune casa europea, e con la determinazione e la competenza che tutti conosciamo. L’incontro bilaterale di oggi non ha fatto che confermarlo. Ma quanto i nostri Governi stanno facendo è l’indispensabile e complessa gestione di un’emergenza dalla quale sapranno, speriamo il prima possibile, metterci in sicurezza. Ma mentre lavoriamo duramente per uscire dall’emergenza dobbiamo prendere definitivamente coscienza che questa crisi ci ha condotto all’ingresso di un nuovo paesaggio; non solo economico, ma anche sociale e culturale. E’ come se avessimo cambiato continente e fossimo entrati in un territorio sostanzialmente diverso da quello in cui eravamo abituati a muoverci; in un paesaggio di montagne e pianure e foreste e città che cominciamo solo oggi a decifrare, con dimensioni e altezze e colori diversi da quelli che avevamo imparato a misurare. Non è facile prenderne coscienza, soprattutto per chi non ha 30 o 40 anni, ma questa è la nuova realtà. Come affrontare tutto questo? Come rapportarsi a uno scenario così inedito e inaspettato? Io credo che in qualche misura solo chi agisce pensando sempre al nuovo, chi vive immaginando il futuro, e i prodotti che lo accompagneranno, possiede gli strumenti per trasformare in opportunità quello che è un cambio radicale nella vita di milioni di abitanti del nostro continente e del pianeta intero. Anche noi imprenditori non possiamo più permetterci di riproporre soluzioni già sperimentate in passato, anche se in quel momento avevano prodotto ottimi risultati. Dobbiamo tutti metterci in discussione e proporre nuove ricette per una nuova realtà. Il presente che questa crisi ci consegna è certamente un presente di nuovi vincoli, dovuti soprattutto alla dimensione planetaria della crisi e all’eterogeneità delle politiche che cercano di governarla. Ma è anche un presente colmo di nuove opportunità, che nascono proprio dal poter sfruttare risorse forse più limitate rispetto al passato in uno scenario però incomparabilmente più ampio di possibilità di scambi e di confronti. E’ possibile trasformare in opportunità di sviluppo i vincoli creati dalla crisi, a partire da un uso innovativo delle risorse date. Non possiamo e non vogliamo certo abbandonarci alla rassegnazione. E sono molte le ragioni per cui non ha senso e non vogliamo farlo. Quella che più mi convince è la presenza nella nostra cultura produttiva di un formidabile anticorpo ai tanti momenti di crisi che abbiamo attraversato; e questo anticorpo, che mi sembra accomuni Spagna e Italia, è il grande pragmatismo che sappiamo coniugare a una innata capacità di visione. E’ quel realismo nel fare i conti anche con risorse iniziali limitate e quella visione nell’ampliare le modalità e gli orizzonti dell’ utilizzo di queste risorse. Questo è uno degli elementi distintivi del modo di fare impresa che ho voluto in Brem- MADRID Buonasera a tutti. Buonasera al Sindaco di questa splendida città, Signora Ana Botella, all’Ambasciatore Visconti di Modrone che ci ospita, ai Ministri Passera e Soria, al Presidente della Comunità Autonoma di Madrid Ignazio Gonzales. E ancora buonasera a tutte le altre autorità presenti. Un saluto inoltre, ma anche un sincero grazie ad Arturo Fernandez Álvarez, Presidente della Camera di Madrid e a Marco Pizzi, Presidente della Camera di Commercio e Industria Italiana in Spagna che hanno segnalato il mio nome alla Giuria di questo ambito Premio. Devo confessare che quando sono stato avvertito dell’indicazione della Giuria del Premio Tiepolo, oltre a provare una profonda gratificazione per il prestigio del riconoscimento, la curiosità mi ha portato a scorrere l’elenco dei Premiati delle scorse edizioni. E non posso non ammettere che trovarmi affiancato a personaggi di tale qualità e valore mi ha fatto davvero piacere. Essere accostato a nomi come quelli di Gianni Agnelli, di Luciano Benetton o di Mario Monti, - per citare alcuni dei moltissimi grandi personaggi italiani e spagnoli che riporta quel qualificatissimo elenco – non può non sol- lecitare quel po’ di vanità da cui ognuno di noi è afflitto. Poi, leggendo la motivazione del riconoscimento, la vanità si è trasformata in orgoglio. Da sempre a Brembo è stata riconosciuta una fortissima vocazione ad innovare. E’ una cultura che fin dai primi passi della nostra storia aziendale ha fatto parte del nostro modo di fare impresa. E verificare che anche in Spagna questo aspetto ci qualifichi fino a vederci riconoscere un premio così prestigioso è davvero una splendida conferma. Brembo è in Spagna dall’inizio degli anni ’80 e da un decennio abbiamo qui uno dei nostri più importanti stabilimenti europei. La nostra relazione con questo splendido Paese è sempre stata forte e intensa: è un rapporto che si è sviluppato naturalmente come facili e naturali sono i rapporti tra spagnoli e italiani. Certo mai come in questo periodo i nostri due paesi hanno dovuto affrontare una crisi così profonda e per molti aspetti inedita. Con una disoccupazione che si attesta al 24% e soprattutto con una disoccupazione giovanile che supera il 50%, la Spagna è in una situazione forse anche più difficile della nostra, ma è certo che abbiamo moltissimi problemi in comune. La crisi è il presente che ci troviamo a condividere, e chi, come noi, ha ruoli di responsabilità, non può non riflettere sulla sua vera essenza. La mia convinzione, che mi sembra ancora in pochi -tra i politici e gli studiosi di economia- sembrano disposti ad accettare, è che nella geopolitica del mondo e nelle economie dei Paesi si è venuta a creare una condizione profondamente nuova, inedita. E credo sia importante persuaderci che questa nuova condizione delle nostre economie non sia passeggera ma sia, oltre che certamente difficile, anche permanente. Prevale ancora oggi l’idea che da questa crisi si debba e si possa, prima o poi, “uscire” in modo tradizionale, come da una delle crisi che il capitalismo ha affrontato nella sua storia. E quest’idea è sostenuta da un’immagine altrettanto diffusa. E’ l’immagine di un tunnel, invocata ancora e giustamente nei giorni scorsi dal nostro Presidente del Consiglio, quando di fronte alle domande sul futuro prossimo dell’economia italiana ha affermato che “Siamo finalmente capaci di vedere la luce alla fine del tunnel”. È un’immagine potente e rassicurante; ci dice che, in fondo, 67/2012 Pag. 3

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bo ed è anche l’approccio che ho provato a introdurre quando ho immaginato il Kilometro Rosso. Ed è lo stesso che ci viene riconosciuto con questo premio per il nostro lavoro in Spagna. Ma non voglio certo sembrarvi incline all’autocelebrazione e soprattutto non voglio abusare del vostro tempo. Concludo allora sintetizzando le considerazioni che ho voluto proporvi. Abbiamo tutti letto, ascoltato e giudicato i molti rimedi che vengono proposti per risolvere le emergenze che questi momenti così difficili ci stanno imponendo. Le opinioni sono molte e certamente diverse ma sono certo che troveremo presto una strada comune sia a livello nazionale che soprattutto europeo che ci accompagni verso la soluzione delle attuali difficoltà. Ho letto che nei giorni scorsi su El Pais il commissario europeo per l’industria Antonio Tajani esponeva il suo piano europeo per la reindustrializzazione. Nessuno più di me è convinto dell’importanza che il ritorno all’industria deve avere per accompagnare l’Europa fuori dalla crisi. Tornare al 20% del PIL continentale prodotto dall’industria manifatturiera è un obiettivo da raggiungere con determinazione e senza ritardi. Torno dagli Stati Uniti da pochi giorni. Dopo i disastri che ha prodotto sull’occupazione l’abbandono della manifattura, il tema della reindustrializzazione è estremamente sentito e fortemente promosso anche oltreoceano. Ma, ripeto, contemporaneamente al determinante lavoro che dobbiamo compiere per individuare le migliori ricette per uscire dalla fase acuta dei nostri mali, abbiamo il dovere di prendere coscienza che nulla sarà più come prima. Siamo già in un mondo diverso; migliore o peggiore dipenderà soltanto da noi, da quanta energia saremo in grado di dedicare al cambiamento e all’innovazione, da quanto saremo disposti a fare per creare nuove modalità di crescita e di sviluppo. Forse la crisi ci ha reso tutti un po’ più poveri. Cerchiamo di non dimenticarci però che disporre di minor risorse non significa automaticamente avere a disposizione minori opportunità, ricchezza, idee. Dobbiamo imparare in fretta ad abitare in questo nuovo territorio economico e sociale cogliendo le molte occasioni che si stanno già presentando per le nostre aziende e le nostre economie. E Spagna e Italia hanno sicuramente, e forse più di altri, la capacità e la cultura per cogliere al meglio le opportunità che questo nuovo mondo ci offre. Grazie ancora di cuore a tutti voi. CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA Y CAM BORJA PRADO EULATE, PRESIDENTE ENDESA MADRID Buenas noches, Buona sera, Voglio ringraziare l’ambasciatore per la sua cordiale ospitalità. E`sempre un piacere partecipare a questi eventi in questa splendida ambasciata, che rappresenta un paese a cui devo molto, perché per anni sono stato accolto con grande affetto sia professionalmente che personalmente. Quiero dar las gracias a la Cámara de Comercio de Madrid y a la de Italia en España por haberme concedido este Premio Tiépolo. Me siento agradecido y honrado, pero también abrumado. Me temo que, como decía Albert Camús, “lo difícil no es tener éxito; lo difícil es merecerlo”. Es cierto que desde hace décadas he tenido la oportunidad de desarrollar amplias relaciones y profundos lazos de todo tipo entre España e Italia; especialmente, en los últimos años he tenido la inmensa suerte de trabajar, en España, con empresas italianas tan importantes como Enel, Mediobanca o Mediaset; y, de distintas maneras, con otras muchas. Y es cierto que vivimos en un momento álgido en las relaciones entre nuestros dos países. Pero no sólo nos unen los problemas, nuestros desequilibrios macroeconómicos o las dificultades en los mercados financieros internacionales…; sobre todo, nos une el gran proyecto de una Europa más unida, más sólida y más solidaria; y nos une una cada vez más rica y productiva relación empresarial. En mi vida profesional estoy habituado a nadar entre la crudeza castellana y la sutileza florentina. Hoy estamos en Madrid… ¡Hoy toca hablar claro! Y con claridad quiero decir que es de justicia reconocer el empeño y el esfuerzo que los gobiernos españoles e italiano están haciendo tanto por su- perar la crisis económica y financiera como para potenciar las alianzas y relaciones empresariales entre nuestros dos países. Hay que apoyarles y hay que agradecerles que hayan acometido con valentía y decisión, la resolución de nuestros desequilibrios y las reformas estructurales que nos aseguren un futuro más próspero. Todos sabemos que la tarea de gobernar no es fácil; que, de hecho, otros gobiernos han preferido mirar para otro lado… Por eso quiero decir en público que me reconforta saber que en estos momentos, en este país y también en Italia, están al frente del Gobierno dos equipos con altísima cualificación profesional para esa difícil tarea y con la firme decisión política de recuperar el pulso de nuestra economías tan pronto como sea posible. Y dos pinceladas sobre Endesa y Enel, porque es lo que el Jurado ha querido premiar y porque representan a la perfección las excelentes relaciones empresariales entre españoles e italianos. Saben Ustedes que, hoy por hoy, la inversión de Enel en Endesa es la mayor que ha hecho una empresa italiana en España. Esa inversión supone una enorme confianza de España hacia Italia, porque nuestro país ha permitido el control italiano de una empresa estratégica en un sector estratégico; supone también una gran muestra de confianza de Italia con respecto a España, pues la apuesta de Enel asciende a muchos miles de millones de euros; pero por encima de todo, supone un proyecto común para convertir a ambas empresas en un jugador con aspiraciones serias en la Liga de Campeones de la energía eléctrica mundial. La integración de Enel y Endesa respeta la unicidad de cada empresa, aprovecha sinergias estratégicas y de costes, y propicia al Grupo una posición privilegiada en muchos mercados europeos y americanos. Nada de todo esto sería posible sin la confianza mutua demostrada por los dos países, sin una confluencia eficaz de recursos humanos y materiales, y sin renunciar a nacionalismos reduccionistas. A través de Endesa y de Enel, italianos y españoles, pero también chilenos, brasileños, peruanos, colombianos y argentinos estamos construyendo una empresa que integra nacionalidades, culturas e idiosincrasias muy diversas…, con el objetivo de prestar un servicio esencial de la máxima calidad allí donde estamos presentes; y hacerlo de manera que nuestros empleados desarrollen sus carreras profesionales en una empresa acogedora y los recursos invertidos obtengan una tasa de rentabilidad atractiva. Nuestra aproximación es constructiva; queremos contribuir al desarrollo económico, social y financiero de nuestros países y satisfacer necesidades profesionales y personales de miles de personas. Y por ese sentido constructivo, es un proyecto que merece ser apoyado desde las instancias públicas y puede servir de modelo a otras iniciativas empresariales. Enel y Endesa se han propuesto ser una empresa multicultural e internacional. Pues en el mundo actual, sólo nos cabe creer en empresas europeas de tamaño mundial, capaces de competir con cualquiera. Tal vez personalmente no merezca este Premio Tiepolo, pero en nombre de la empresa que presido quiero agradecer encarecidamente al Jurado y a las Cámaras de Comercio de Madrid y de Italia en España por lo que tiene de reconocimiento de nuestro ambicioso proyecto. ¡Muchas gracias! Pag. 4 67/2012

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MARA MADRID = 17º PREMIO TIEPOLO 2012 MARCO PIZZI, PRESIDENTE CAMERA COMMERCIO ITALIANA te e le attività dell’Agenzia per l’Internazionalizzazione, che sta assumendo la sua nuova identità sotto la guida di Riccardo Monti (che oggi ci accompagna). Come Camere Italiane all’Estero, siamo in perfetta sintonia con il progetto del Ministro, che esige, attraverso una costante coordinazione e cooperazione, una sempre maggiore efficienza ed operatività nella nostra attività di supporto alle imprese, per conformarci a ciò che il mondo del lavoro ci chiede oggigiorno: sommare sforzi e risorse in un’ottica di disciplina e razionalizzazione. In sintesi, ottenere di più spendendo di meno. Italia e Spagna condividono un’infinità di valori e interessi strategici e continuano ad essere partner commerciali di riferimento. L’Italia è il terzo partner commerciale della Spagna e, a sua volta, il paese iberico si consolida come il quarto partner dell’Italia. È chiaro che i dati di crescita dei paesi BRIC sono impressionanti e in questo momento di crisi risultano attrattivi come il canto delle sirene, ma bisogna sottolineare come anche nel 2012 le esportazioni italiane verso la Spagna rappresentano il totale delle esportazioni dell’Italia in India, Brasile e Cina, mentre le esportazioni spagnole in Italia sono pari alla somma dell’export della Spagna in tutta l’America Latina. Questi dati rispecchiano l’importanza dei mercati tradizionali e dovrebbero essere tenuti maggiormente in considerazione dagli organi di governo dei paesi europei nella fase di pianificazione di politiche e strategie a favore dell’internazionalizzazione e della promozione. La collaborazione tra partners consolidati come Spagna e Italia continua a contare su fattori competitivi importanti (la qualità della mano d’opera, le relazioni istituzionali, le infrastrutture, lo stato di diritto e la qualità della formazione delle nostre scuole e università) e le imprese sanno approfittare di queste opportunità: esempio di quanto affermato sono gli importanti investimenti nel settore dell’ automotive come quelli di Iveco di quest’anno e della Ford degli ultimi giorni. Tornando al Premio Tiepolo. Quest’anno la nostra Giuria ha voluto premiare due figure che con il loro lavoro, azioni concrete e risultati ottenuti, hanno dimostrato di credere nell’internazionalizzazione e nella collaborazione tra imprese di sistemi economici diversi. Questa sera celebriamo il successo di due gruppi protagonisti a livello internazionale, che con il loro dinamismo contribuiscono a ridare fiducia agli investitori, ai propri dipendenti e, in generale, a tutti i cittadini attenti all’evoluzione dei mercati. Grazie Alberto e Borja per il vostro esempio. Borja, dobbiamo ringraziarti per l’esempio che hai dato a tutti gli uomini d’affari e imprenditori spagnoli e italiani interessati a conoscere la collaborazione tra compagnie dei due paesi, intesa come una pura e semplice opportunità per crescere e unire forze, conoscenze, relazioni e virtù. Su Alberto Bombassei, mi si permetta una digressione con caratteri leggermente autobiografici: come alcuni di voi sanno, sono originario di Bergamo, una provincia del nord Italia dove le PMI sono il primo motore economico della zona e dove Brembo è una delle realtà imprenditoriali più importanti. Un’area di eccellenza in Italia dove si “respira” impresa. Molti sono gli esempi di imprenditori self-made, come Alberto Bombassei, che, credendo e scommettendo sulla ricerca e lo sviluppo come elementi fondamentali per la crescita economica e sociale, ha saputo portare Brembo a livelli inaspettati. Ma il bergamasco Bombassei non si è dato per soddisfatto. La sua scommessa andava più in là del risultato economico e oggi il progetto emozionante del Kilometro Rosso è visibile a tutti coloro che viaggiano da Milano a Bergamo: una fabbrica di idee, innovazione e opportunità unica in Italia e ammirata in tutta Europa. Bombassei ha esportato le sue idee e il suo modello anche a Saragozza, essendo uno degli artefici della creazione del cluster de Automoción di Aragona . Premiando Alberto Bombassei, premiamo virtualmente anche tutti quegli imprenditori che affrontano la crisi con impegno, spirito di sacrificio e totale dedizione alla loro missione imprenditoriale. Ai due premiati, ancora una volta, complimenti e grazie. Signore e signori, arrivederci all’anno prossimo. MADRID Buonasera. Signor Ambasciatore d’Italia, Signori Ministri, Signora Sindaco di Madrid, Signor Presidente della Comunità di Madrid, Signor Presidente della Camera di Commercio e Industria di Madrid, Autorità e Premiati. Signore e Signori: Un mio saluto e ringraziamento a tutti coloro che oggi hanno voluto partecipare a questa ormai rituale e consolidata cerimonia; Grazie anche ai membri della Giuria, per il loro fondamentale lavoro di selezione, e un sincero ringraziamento al signor Ambasciatore per l’ospitalità e sostegno che ci offre in questo evento; Grazie anche all’amico Arturo, che contribuisce con il suo consueto entusiasmo all’organizzazione dei Premi. Stiamo festeggiando la XVII edizione del premio Tiepolo. L’anno prossimo il Tiepolo compierà 18 anni e con la maggiore età conferma ancora una volta che questo riconoscimento è diventato un riferimento emblematico delle relazioni economiche (e non solo economiche) tra i nostri due paesi. E come non ricordare che nel 2005, su questo stesso palcoscenico, il riconoscimento è stato consegnato all’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Mario Monti. Come in precedenti edizioni del Tiepolo, voglio risaltare l’importanza della cooperazione e del dialogo tra imprese e istituzioni, due realtà che, - insieme - apportano sempre un valore aggiunto. La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna, che è stata fondata nel 1914 e a breve festeggerà il suo primo secolo di storia, è un esempio inequivocabile dell’importanza della cooperazione e del dialogo per superare qualunque tipo di crisi. La Camera Italiana fa parte di una rete internazionale che può contare su più di 75 sedi in 50 paesi. Un’organizzazione internazionale all’estero che stabilisce ogni anno più di 300.000 contatti e organizza missioni imprenditoriali, incontri B2B, partecipazioni a fiere e grandi eventi di promozione per le imprese e industrie italiane nel mondo. Un network capillare ed efficace che molti paesi prendono come riferimento, una potente rete di conoscenze e relazioni con le imprese e le istituzioni dei mercati dove operiamo. Sotto l’attenta gestione del Ministro Passera, il network delle Camere Italiane all’Estero è ulteriormente valorizzato poiché opera in modo “convergente” con le Camere in Italia, le Ambascia- 67/2012 Pag. 5

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ARTURO FERNÁNDEZ, PRESIDENTE CÁMARA MADRID Y CEIM Excelentísimo señor presidente de la Comunidad de Madrid, Ministro de Industria del Gobierno de España, Excelentísima señora alcaldesa de Madrid, embajador de Italia, señor presidente de la Cámara de Italia en España, autoridades, premiados de esta edición y de convocatorias anteriores, miembros del jurado de la décimo séptima edición del Premio Tiepolo. Señoras y señores: Me complace mucho hacer entrega, junto con el presidente de la Cámara de Comercio italiana, del Premios Tiepolo, creados hace ya diecisiete años con un doble objetivo: Reconocer el esfuerzo, la eficacia y el éxito de empresarios e instituciones españolas e italianas. Y hermanar en un espíritu compartido de aumentar los ya tradicionales lazos de amistad que unen a nuestros dos países. Como en ediciones anteriores, la decisión este año también ha sido complicada de tomar para el jurado. Al que felicito por su acertada decisión. La trayectoria de trabajo y buen hacer de los dos líderes empresariales que reconocemos este año es indiscutible: el presidente de Endesa, Borja Prado; y el presidente de Brembo, Alberto Bombassei. Ambos dirigen sus compañías con firmeza y con decidida vocación internacional, contribuyendo así a consolidar la marca España e Italia en todo el mundo. Y más importante aún, en momentos como los actuales, a potenciar la imagen de unidad empresarial de la Unión Europea en los mercados globales. Porque solo desde la unidad y la estabilidad podremos avanzar con paso firme por la tan necesaria senda de la integración. Pues bien, gracias a los principios de unión y estabilidad que la Unión Europea ha venido practicando desde sus ciernes, esta Unión de la que España e Italia forman parte constituye hoy la primera economía del mundo, con un PIB que suma más de 15 billones y medio de euros. Además, hay que subrayarlo, la Unión Europea es la segunda exportadora del mundo, sólo superada por China. De forma paralela, es la segunda importadora, tras Estados Unidos. Pero para conservar estas cifras en una coyuntura de crisis como la actual, hace falta la determinación y el compromiso de los lideres políticos que integran la Unión, para trabajar todos juntos por la integración europea y la unión bancaria y fiscal. Porque, señoras y señores, que empresas europeas en igualdad de solvencia paguen tipos de interés en función del país donde estén radicadas es una clara afrenta contra la competitividad. Y es por ese camino de integración y unión, al que llevo haciendo alusión desde el inicio de mi discurso, por donde han transitado sin vacilaciones a lo largo de su trayectoria empresarial los dos premiados que el jurado distingue hoy con el Premio Tiepolo 2012. Dos premiados que, en esta edición, recaen en sendas compañías fundamentales para la industria europea. Un sector, el industrial, que tanto la Cámara Italiana como la de Madrid creemos que necesita apoyo. Hoy más que nunca. Pero ahora es una ocasión para hablar de historias de éxito empresarial. Endesa, además de ser líder del sector eléctrico español, es la primera multinacional eléctrica privada de Latinoamérica. La brillante gestión de esta compañía y su relevancia en los mercados eléctricos de España, Portugal y América Latina le llevaron a ser una de las empresas más codiciadas en los albores del siglo XXI, hoy presidida por Borja Prado. Junto con sus responsabilidades como presidente de Endesa y de Mediobanca Iberia y Latam, Prado es consejero de Mediaset España desde el año 2004. Gracias, Borja, por tu decidida contribución a estrechar los lazos de unión entre la cultura industrial italiana y la española. Estamos aquí hoy también para rendir tributo a la figura de Alberto Bombassei, cuya relevancia es de sobra conocida en la potente industria automovilística italiana. Gracias, Alberto, por haber puesto todo tu empeño en que la transmisión del conocimiento y del desarrollo tecnológico fluyera y fuera una realidad entre los sectores de automoción italiano y español. Realidad que se personifica en Brembo España, la filial de la multinacional italiana que presides y cuyo rumbo diriges con mano firme. Quiero destacar que Alberto Bombassei lleva toda una vida ligado a la compañía, casi 50 años, ya que en 1964 comenzó su carrera en Brembo como responsable comercial. En España, Brembo tiene una planta de producción en La Muela (Zaragoza) desde 2003. Brembo España cuenta con 280 trabajadores e ingresa 40 millones de euros al año. ¡Enhorabuena, Alberto! Autoridades, Sres. Empresarios, Queridos amigos, Antes de finalizar quisiera hacer hoy y ahora un serio llamamiento sobre la situación de los empresarios en España. Comparto la preocupación de los gobiernos europeos por alcanzar el equilibrio presupuestario y luchar contra el déficit. CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA Y CAM MADRID Reconozco el esfuerzo y el proceso de reformas que para lograrlo están desarrollando los gobiernos de Italia y España, pero a la vez estoy plenamente de acuerdo con Guy Sorman cuando hace unos días en un artículo en prensa dijo, que el equilibrio presupuestario no es un objetivo, sino que debe ser una señal destinada a los mercados, y que el verdadero objetivo de la política económica, debe ser la vuelta a la recuperación y el crecimiento económico. Europa, y por supuesto España, necesita crecimiento para volver a crear empleo. Queridos amigos, ese crecimiento sólo tiene un protagonista indiscutible, la empresa privada. Es el empresario el que genera crecimiento innovando en su empresa, invirtiendo recursos en el lanzamiento de nuevos productos y servicios y abriendo éstos a nuevos mercados. Es el momento de escuchar a la economía real y no sólo a la financiera. Es el momento de atender las necesidades de los empresarios que lo estamos pasando verdaderamente mal. Hoy poder pagar la nómina a final de mes se está convirtiendo, por desgracia, en demasiadas ocasiones, en un verdadero milagro. Y ya va siendo hora de que los empresarios recibamos no sólo mensajes de apoyo, sino que nos encontremos al menos aliviados, ayudados en un entorno que no exagero cuando lo califico como el más complicado de la historia empresarial de nuestro país. Los empresarios estamos exhaustos. No pedimos subvenciones. Lo que pedimos es que podamos desarrollar nuestra tarea empresarial en el marco más fácil posible, y que si estamos en un periodo de dificultades, que no permite que se nos rebajen los impuestos como así necesitamos, que al menos no se suban, y que gobiernos y representantes empresariales nos sentemos para eli- minar trabas y procedimientos burocráticos, que no hacen sino incrementar costes y perjudicar por tanto la posible creación de empleo que los empresarios puedan llevar a cabo. Nuestra prioridad es y será siempre el apoyo a todos los empresarios en su tarea y más hoy en unos momentos de tanta dureza para todos. Y si a este complejo panorama económico, le añadimos la desazón que nos produce a los empresarios los inquietantes acontecimientos que están poniendo en cuestión la propia unidad de España, sólo podemos decir que nos encontramos en una situación límite. Desde aquí quiero hacer un llamamiento a la responsabilidad de todos; A exigir, como no puede ser de otra manera, el respeto a las leyes que nos hemos dado todos; Y a que se valoren correctamente las consecuencias para todos de las actitudes irresponsables de algunos. Sras. y Sres. Acabo mi intervención, NO sin felicitar una vez más a Borja Prado y Alberto Bombassei, tan justamente premiados en esta edición de los Premios Tiepolo, y reiterar mi propósito de que las ya excelentes relaciones entre la Cámara de Comercio madrileña y la Cámara de Comercio de Italia en España, continúen en el futuro como una muestra de las también excelentes relaciones entre nuestros dos países. Gracias también al presidente de la Comunidad y a la alcaldesa de la ciudad por haber aceptado entregar los galardones. Y, por supuesto, al Embajador por su generosidad y colaboración al habernos cedido -un año más- su casa para la celebración de esta insigne entrega del galardón. Muchas gracias a todos por vuestra asistencia en este día grande para la comunidad empresarial hispano-italiana. Muchas gracias y buenas tardes. Pag. 6 67/2012

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MARA MADRID = 17º PREMIO TIEPOLO 2012 L’ALCALDESA DE MADRID, ANA BOTELLA, AL PREMIO TIEPOLO ciudad de Madrid hace tiempo que asumimos como propio el reto de ser competitivos haciendo de nuestra ciudad un espacio más atractivo para vivir, visitar, trabajar o invertir. Porque en el mundo global en el que vivimos no sólo compiten las empresas. Los países – y las ciudades– también lo hacen. Son más competitivos los países que tienen una Administración eficaz y bien organizada. Son más competitivos quienes tienen una legislación más clara, más homogénea y más estable. Son más competitivos quienes facilitan la vida a los emprendedores para que se animen a instalar allí sus negocios. Y esto es lo que estamos intentando hacer en Madrid. Queremos que sea una de las ciudades de Europa en la que sea más fácil y atractivo abrir una nueva empresa. Queremos ser un imán para los emprendedores. Hemos puesto en marcha políticas a favor de los emprendedores que van más allá del ámbito empresarial. Se extienden a otras actividades que también favorecen el desarrollo económico, como por ejemplo el turismo. Y es que Italia es, para el turismo de la ciudad de Madrid, un potente mercado. Ya es el segundo país de origen (detrás de Estados Unidos) de los turistas extranjeros que visitan nuestra ciudad. Señoras y señores, ENDESA y BREMBO nos han mostrado el camino que debemos seguir para ser competitivos en la economía del siglo XXI. Su expansión internacional nos recuerda a los que ejercemos responsabilidades en las Administraciones Públicas nuestra obligación de crear las condiciones para que las mejores empresas del mundo encuentren su espacio en nuestras ciudades; y también para que las empresas de nuestros países tengan una mayor presencia en el exterior. En esa línea estamos trabajando. Las ciudades, como las empresas que ustedes dirigen, también aspiran a liderar sin fronteras. Vivimos en un mundo en el que no solo compiten las organizaciones globales. También lo hacen los ámbitos urbanos que les dan soporte. Ambas cosas están estrechamente ligadas: un lugar –una ciudad, una región– no puede ser bueno para vivir si no es bueno también para trabajar. Y las empresas no pueden crecer si su estructura no se asienta en un entorno favorable. En el Ayuntamiento de Madrid tenemos estas cuestiones muy presentes. Por eso somos una Administración que da prioridad a todo aquello que puede ayudar a las empresas. Lo hacemos siguiendo su ejemplo y porque estamos convencidos de que su éxito es el nuestro, el de los madrileños y el de todos los españoles. Muchas gracias por su contribución al progreso de nuestros países y enhorabuena. IL PRESIDENTE ARTURO FERNÁNDEZ CI HA RILASCIATO QUESTA DICHIARAZIONE El presidente de la Cámara de Madrid y CEIM destacó lo acertado de la decisión del jurado del Premio Tiepolo: “Como en ediciones anteriores, la decisión este año también ha sido complicada de tomar para el jurado, que integran destacados periodistas de una y otra nacionalidad, porque la idea era distinguir a una compañía española y otra italiana que estuvieran sabiendo confrontar la difícil coyuntura económica, procurando fortalecer su estrategia en el mercado global. Y, afortunadamente no son pocas las que están trabajando mucho y bien en este sentido”. Arturo Fernández afirmó de los presidentes de Endesa y Brembo que “ambos dirigen sus compañías con firmeza y con decidida vocación internacional, contribuyendo así a consolidar la marca España e Italia en todo el mundo”, al tiempo que subrayó la importancia, en momentos como los actuales, de su labor cotidiana para “potenciar la imagen de unidad empresarial de la Unión Europea en los mercados globales”. Fernández señaló que “gracias a los principios de unión y estabilidad que la Unión Europea ha venido practicando desde sus ciernes, esta Unión de la que España e Italia forman parte constituye hoy la primera economía del mundo”. El presidente de la Cámara de Comercio de Madrid y CEIM defendió que “sólo desde la unidad y la estabilidad podremos avanzar con paso firme por la tan necesaria senda de la integración europea y la unión bancaria y fiscal”. MADRID La entrega de los Premios Tiepolo constituye cada año una excelente ocasión para reconocer la labor de aquellas personas que han contribuido a fomentar el intercambio entre Italia y España en los ámbitos más diversos, económicos, culturales y sociales. En ámbitos como la banca, la energía, las telecomunicaciones, la industria o el turismo. Estos premios son un estímulo para continuar trabajando juntos, para fortalecer las relaciones entre dos países centrales en la Unión Europea. Dos países que compartimos una moneda común, el euro, y la voluntad de recuperar cuanto antes la senda de la prosperidad. Italia y España no son sólo dos países cercanos por su historia, su geografía y su cultura. Están unidos también por intensas relaciones sociales y económicas, a las que se suma la actividad de pujantes empresas multinacionales, que contribuyen al intercambio de experiencias y conocimientos en sectores económicamente avanzados. Las empresas premiadas hoy – Endesa y Brembo, presididas por Borja Prado y Alberto Bombassei– son más que una muestra de esa intensa relación que nos une. Son también un ejemplo de cuáles son las cualidades que mejor ayudan a superar la crisis. Porque la trayectoria de estas dos empresas está marcada por la innovación, el afán de superación y la efica- cia en la gestión. Además de ser empresas de referencia en sus respectivos sectores, han generado un gran beneficio para nuestros países. Endesa se fundó en España hace casi 68 años. En el año 2009, ENEL –que es la mayor compañía eléctrica de Italia y una de las principales empresas europeas de servicios básicos que cotiza en Bolsa–, adquirió el 92% de su capital social. Ahora bien, la central de compras de ENDESA y la gestión de la empresa se han mantenido en España. Hoy en día, ENDESA sigue cotizando en la Bolsa de Madrid; es la principal compañía eléctrica de España, y la empresa privada del sector eléctrico número uno en Latinoamérica. La empresa Brembo, mientras, celebró en 2011 su 50 aniversario. El 11 de enero de 1961, Emilio Bombassei e Italo Breda fundaron Officine Meccaniche di Sombreno, y esa empresa fue el “progenitor” del Brembo de hoy. Ya entonces estaba con ellos el actual presidente del grupo, Alberto Bombassei, entonces un joven de 20 años. Hoy Brembo es el líder indiscutible en el mercado de sistema de frenado para vehículos. Su estrategia para el crecimiento y la internacionalización ha sido un éxito: cuenta con 36 plantas en 15 países –una de ellas en España– y una plantilla de más de 6.000 empleados. Estas dos empresas son ejemplo de competitividad. Y en la 67/2012 Pag. 7

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CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA Y CAM IL PRESIDENTE MARCO PIZZI CI HA RILASCIATO QUESTA DICHIARAZIONE Quest’anno, la Giuria ha voluto premiare due imprese di successo che operano in settori chiave dell’economia italiana e spagnola. Brembo, presieduta da Alberto Bombassei, rappresenta l’eccellenza del settore manifatturiero italiano, che ancora oggi è il punto di forza dell’export del paese, con un trend di crescita medio del 15% degli ultimi due anni. Un settore che si alimenta delle sinergie tra imprese, istituzioni, enti formativi e di ricerca, facendo del sistema territoriale, della multisettorialità e della condivisione della conoscenza i veri fattori di competitività per le imprese nostrane. Esempio di quanto affermato è il Kilometro Rosso, il parco scientifico e tecnologico voluto dal presidente di Brembo, che costituisce una vera e propria fabbrica di idee e innovazione e un esempio di eccellenza nel settore tecnologico-industriale italiano. Imprenditori come Bombassei dimostrano che anche in Italia è possibile “fare sistema”, che è realizzabile un’azione concertata tra imprese, istituti di formazione e ricerca e istituzioni locali, volta a favorire l’occupazione e lo sviluppo economico e sociale nel territorio. Endesa, presieduta da Borja Prado, è espressione di un modello di gestione basato sull’innovazione, la competitività e l’internazionalizzazione, che ha contribuito alla crescita delle grandi imprese spagnole nei mercati terzi e, in particolare, in America Latina. Controllata dal 2009 da Enel, il gruppo rappresenta il maggiore esempio di progetto imprenditoriale condiviso tra Italia e Spagna, in un settore, quello energetico, di importanza strategica per entrambi i paesi. Ciò conferma le profonde relazioni economiche che uniscono questi due grandi mercati dell’Europa mediterranea, come testimoniato anche dai dati sul commercio estero. Il volume complessivo delle esportazioni italiane in Spagna è pari alla somma dell’export dell’Italia in Brasile, India e Cina. Viceversa, il valore delle esportazioni spagnole in Italia è pari alla somma dell’export della Spagna in tutta l’America Latina. Sono dati che dimostrano come Italia e Spagna siano legati indissolubilmente nel loro sviluppo economico. Dati forse non così sorprendenti per gli imprenditori che ancora oggi, nonostante il forte richiamo dei paesi BRIC, continuano a riporre la propria fiducia nei mercati tradizionali e consolidati. MADRID intervista di Giulio Rosi Presidente, la domanda di rito: cosa significa questo riconoscimento per lei, per la Brembo e per l’Italia? Brembo ha da sempre nel suo DNA l’innovazione di processo, tecnologica di materiali. Siamo riusciti, e ne sono davvero orgoglioso a trasferire questa cultura anche in Spagna. Credo che il Premio Tiepolo sia la migliore dimostrazione. Lo voglio condividere con tutta l’azienda: è la testimonianza della qualità del nostro lavoro. Certo essere affiancato a nomi come quelli di Gianni Agnelli, Luciano Benetton o di Mario Monti, - e dovrei citarne molti altri – un po’ di vanità personale la sollecita, lo devo confessare. Quali elementi uniscono la sua azienda alla Spagna? Brembo è in Spagna dall’inizio degli anni ’80 e da un decennio abbiamo qui uno dei nostri più importanti stabilimenti europei. La relazione con il questo splendido Paese è forte ed intensa, con è un rapporto che si è sviluppato quasi naturalmente come facili e naturali sono i rapporti tra spagnoli e italiani. In questo momento poi la complessa e inedita crisi che i due paesi stanno attraversando ci avvicina ancor di più. Siete già presenti in oltre 70 paesi, ci sono ancora mercati in fase di sviluppo che volete conquistare? Siamo molto attenti a cogliere ogni occasione che possa consentirci di presidiare al meglio ogni nuovo mercato. Continueremo ad allargare la nostra presenza anche nel prossimo futuro. L’internazionalizzazione è certamente uno dei fattori chiave che ha consentito alla nostra azienda di crescere anche in un periodo delicato come questo. Va tenuto conto che solo grazie alla nostra presenza in quei mercati che hanno tirato l’economia mondiale, parlo dei BRIC e anche di altri paesi in espansione, abbiamo potuto garantire la crescita che Brembo ha registrato anche negli ultimi anni di crisi dell’economia dell’Occidente. Che peso hanno le nuove tecnologie? Come ho detto, la ricerca, lo sviluppo dei prodotti, l’innovazione sono la chiave del nostro successo. Brembo è sinonimo nel mondo di eccellenza tecnologica. Non possiamo permetterci di non presidiare ogni possibile sviluppo che il futuro dei sistemi frenanti potrà prendere. Oggi molte delle tecnologie innovative guardano a far crescere la compatibilità ambientale dei nostri prodotti. Siamo convinti che questo aspetto sia fondamentale per il futuro e stiamo sperimentando soluzioni molto efficaci. Perché un buon prodotto industriale deve essere anche esteticamente presentabile? I freni non sono mai stati un componente che differenziasse un’automobile da un’altra. Noi abbiamo intuito che curare anche l’aspetto estetico poteva essere una carta vincente anche nel nostro mercato. La nostra “pinza rossa” è ormai un elemento qualificante anche per automobili che da sempre sono nei sogni degli appassionati di motori. Ferrari, Porsche, Maserati non nascondono i nostri impianti, anzi disegnano cerchi che li mettono ben in mostra. Pensi che di recente hanno sequestrato un container di coperchi in plastica per vestire di L’INGEGNERE ALBERTO BOMBASSEI rosso Brembo, qualsiasi pinza freno. Non più solo borse, abiti o prodotti alimentari ma anche la meccanica di qualità è contraffatta. È “paradossalmente” un piccolo segnale positivo per il nostro Paese. In che misura lo sport e l’effetto mediatico hanno contribuito al successo dei prodotti Brembo? Brembo può vantare un’indiscussa supremazia nel settore sportivo grazie agli oltre duecento campionati mondiali vinti fino ad oggi. La forza del nostro brand corre sui mercati e sui circuiti di Formula Uno di tutto il mondo con una bandiera che ha i colori della tecnologia e dell’innovazione. Quante risorse deve dedicare un’impresa alla Ricerca, Sviluppo e Innovazione? Da sempre investiamo circa il 5% del nostro fatturato in ricerca con il 10% della forza lavoro impegnato in quest’area. Credo che queste percentuali dimostrino quanto consideriamo essenziale questo aspetto. Ma non solo chi ha superato una certa dimensione deve impegnare risorse in ricerca e sviluppo; devono farlo anche le piccole imprese. E il parco scientifico del “Kilometro Rosso” che ho voluto fortemente a Bergamo ha l’obiettivo di rendere possibile la ricerca anche per aziende che farebbero fatica a finanziarla in autonomia. Quanto e come influisce la crisi economica e finanziaria sulle vostre attività? Nessuno può considerarsi immune da una crisi che ha colpito in maniera trasversale la nostra economia. Un contesto non favorevole, ma che non ci ha comunque impedito di proseguire nel nostro percorso di crescita e sviluppo. L’attenzione che abbiamo mostrato verso i mercati emergenti ci ha consentito di fronteggiare il calo della domanda sul mercato europeo. Quale strategia occorre oggi per mantenere la competitività sui mercati? Internazionalizzazione, innovazione e formazione affiancati dalla forte volontà di investire per fare impresa sono i fattori chiave per mantenere competitività in un mercato in continua evoluzione. Lo sviluppo dell’impresa non può prescindere dall’investimento nella ricerca e nella formazione. Un investimento grazie al quale è possibile andare sul mercato con prodotti di eccellenza che non devono temere le sfide dell’economia globale e che viaggiano in tutto il mondo trainati dalla forza di grandi marchi. Qual’ è la differenza principale fra un’azienda del 2000 e quella di 100 anni fa? Basta pensare a 20 anni fa, non a 100, per ritrovarsi in un mondo che in campo economico ha subito cambiamenti tali da non rendere improprio il termine rivoluzione. Una rivoluzione soprattutto nella geografia economica. Tornando a Brembo , 20 anni fa non avrei certo immaginato che il Sud America sarebbe stato in prospettiva un mercato tanto importante per noi. Per cavalcare con successo la globalizzazione le aziende hanno dovuto cambiare nel profondo cultura e approccio al mercato. Viviamo in un’epoca di rapida obsolescenza, come sarà l’industria del futuro? Forza, reputazione e credibilità garantite dall’eccellenza di prodotti sempre migliori e dal prestigio del marchio. Quale consiglio darebbe ad un giovane imprenditore? L’auspicio è quello che le nuove leve dell’imprenditoria possano conservare l’entusiasmo e la voglia di fare impresa che questo difficile periodo storico rischia di annichilire. Bisogna pensare alla crisi come ad un periodo fecondo: tutto cambia e le strade nuove sono più facili da individuare. Questa che attraversiamo è una crisi che sta cambiando radicalmente gli equilibri dei mercati. Ai giovani dico abituatevi a pensare sempre al nuovo: è un momento di grandi opportunità. Pag. 8 67/2012

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Ambasciata d’Italia - Calle Lagasca, n. 98 - 28006 MADRID - Tel. +34.91.4233300 - Fax. +34.91.5757776 - Centralino automatizzato consolare (dalla Spagna): 902.050.141 - Web: www.ambmadrid.esteri.it e-mail: archivio.ambmadrid@esteri.it - Il numero del cellulare di reperibilità del funzionario di turno, attivo per i soli casi d’emergenza durante le ore di chiusura è: 0034.619243135. AMBASCIATA Cancelleria Consolare a Madrid - Calle Agustìn de Bethencourt, n. 3 - 28003 Madrid. Tel: +34.91.2106910 - Fax: +34.91.5546669 - Centralino automatizzato consolare (dalla Spagna): 902.050.141 - Call Centre consolare (dalla Spagna, a pagamento): 807 505 883 Web: www.consmadrid.esteri.it - e-mail: info.madrid@ esteri.it - Il numero del cellulare di reperibilità del funzionario di turno, attivo per i soli casi d’emergenza durante i fine settimana (venerdi’ dalla chiusura del Consolato Generale sino alle 21; sabato e domenica dalle 9 alle 21) è: 0034.629842287. Consolato Generale d’Italia - Barcellona - Calle Mallorca, n. 270 - 08037 Barcellona - Tel. +34.93.4677305 - Fax: +34.93.4870002 - Centralino automatizzato consolare (dalla Spagna): 902.050.141 - Call Centre consolare (dalla Spagna, a pagamento): 807 505 883 - Web: www. consbarcellona.esteri.it - e-mail: segreteria.barcellona@ esteri.it - Il numero del cellulare di reperibilità del funzionario di turno, attivo per i soli casi d’emergenza durante i fine settimana (venerdi’ dalla chiusura del Consolato Generale sino alle 21; sabato e domenica dalle 9 alle 21) è: 0034.659790266. Uffici onorari dipendenti dalla Cancelleria Consolare in Madrid Consolato Bilbao - Circoscrizione: Alava, Vizcaya Indirizzo: Calle Ercilla, 14 - 48009 Bilbao - Telefono e Fax: 944.230.772 - e-mail: consitalbilbao@terra.es Vice Consolato a Burgos - Circoscrizione: Burgos, León, Palencia, Soria, Valladolid, Zamora - Indirizzo: Avenida de la Paz, 10 - 1º B - 09004 Burgos - Telefono: 947.270.723 - Fax: 947.268.634 - e-mail: consolatoitaliacburgos@gmail.com Consolato Ceuta - Circoscrizione: Ceuta, Melilla, Islas Chafarinas, Peñones de Alhucemas, Velez de la Gomera - Indirizzo: Calle Cervantes, 8 - 1ºC (Apartado n. 302) 51001 Ceuta - Telefono: 956.514.574 - Fax: 956.510.589 - e-mail: consuladoitaliaceuta@gmail.com Vice Consolato Granada - Circoscrizione: Almería, Granada, Ceuta - Ap.do de Correos n. 314 -18080 Granada - Email: info@consgranada.com Vice Consolato La Coruña - Circoscrizione: la città di La Coruña - C/ Juan Flores 129 5 izda 15005 La Coruña Telefono: 663787010 - 699990859 - Fax 981244533 e-mail: milanirepcons@yahoo.es Consolato Las Palmas De Gran Canaria - Circoscrizione: Fuerteventura, Gran Canaria, Lanzarote - Indirizzo: calle Reyes Catolicos n. 44 35001 Las Palmas de Gran Canaria - Telefono: 928.241.911 - Fax: 928.244.786 - e-mail: italiacanarias@msn.com Vice Consolato Malaga - Avenida de las Americas, 3-5D Tel. 952365593 Vice Consolato Oviedo - Circoscrizione: Il Principato delle Asturie - Indirizzo: Calle Cervantes, 11 - 7º C - 33004 Oviedo - Telefono: 985.965.974 - Fax: 985.238.845 e-mail: bhi@telecable.es Consolato Pamplona - Circoscrizione: La Rioja, Navarra - Indirizzo: Calle Taconera, 2 - 31001 Pamplona (Navarra) - Telefono: 948.222.822 - Fax: 948.223.716 e-mail: italcons@teleline.es Vice Consolato Santander - Circoscrizione: Cantabria - Indirizzo: Paseo de Pereda, 36 - 39004 Santander (Cantabria) - Telefono: 942.215.855 - Fax: 942.215.963 e-mail: viceconsantander@hotmail.com   Consolato Santa Cruz De Tenerife - Circoscrizione: Tenerife, Hierro, La Gomera, La Palma - Indirizzo: Calle Cruz Verde, 10 2ºA  - 38003 Santa Cruz de Tenerife Telefono: 922.299.768 - Fax: 922.241.040 - e-mail:  consitatf@gmail.com Consolato Siviglia - Circoscrizione: Badajoz, Cáceres, Cádiz, Córdoba, Huelva, Sevilla - Indirizzo: Calle Fabiola, 10 41004 Siviglia - Telefono: 954.228.576 - Fax: 954.228.549 - e-mail: consolato@italconsiviglia.com Vice Consolato Vigo - C/ Urzaiz, 83 6 B-C 36204 Vigo Telefono: call centre 807 505 883 - email: rodriguezgil@ rgabogados.com E CONSOLATI Uffici onorari dipendenti dal Consolato Generale in Barcellona: Consolato Onorario a Valencia - Circoscrizione: la provincia di Valencia - Indirizzo: c/ Felix Pizcueta, 6, 1C – 46004 Valencia - Tel. 0034 963217234 - Fax 0034 963217630 e-mail: italconval@italconval.com Vice Consolato Onorario ad Alicante - Circoscrizione: la provincia di Alicante - Indirizzo: Av.da Benito Pérez Galdós, 9-11 1º d.cha - 03004 Alicante - Telefono: 0034 965141133 - Fax: 0034 965141143 - e-mail: consalicante@ consalicante.es    Vice Consolato Onorario a Castellón de la Plana Circoscrizione: provincia di Castellón - Indirizzo: c/ Benarabe, 5 – bajos – 12005 Castellón - Telefono: 0034 964237466 - Fax 0034 964261295 - e-mail: viceconsolatocs@orange.es Vice Consolato Onorario a Girona - Circoscrizione: la provincia di Girona - Indirizzo: Gran Via de Jaume I, 40, 1º 2ªB - 17001 Girona - Tel. 0034 872 080973 - Fax 0034 872 080973 - E-mail: consitaliagirona@gmail.com Vice Consolato Onorario a Ibiza - Circoscrizione: Isole di Ibiza e Formentera - Indirizzo: C/ Diputado Jose’ Ribas, s/n – 07800 Ibiza - Tel. 0034 971199915 - Fax 0034 971191746 - e-mail: vcoibiza@molan2000.com Vice Consolato Onorario a Murcia - Circoscrizione: le provincie di Murcia e Cartagena - Indirizzo: Calle Traperìa, 1 – 30001 Murcia - Telefono: 0034 868955196 - Fax: 0034 968223256 - e-mail: marioivo@icamur.org Vice Consolato Onorario a Palma de Maiorca Circoscrizione: Isole di Maiorca e Minorca - Indirizzo: Carrettera de Porto Pi, 8, 6D - 07015 Palma di Maiorca  - Tel. 0034 971405668 - Fax: 0034 971405668 - e-mail: vconsolato@sennacheribbo.eu Vice Consolato Onorario a Saragozza - Circoscrizione: le province di Saragozza, Huesca e Teruel - Indirizzo: Calle San Miguel, 2 9-A - 50001 Saragozza - Tel. 0034 976228659 - Fax 0034 976223294 - e-mail: vicecons.zaragoza@ c2comunicacion.com Corrispondente Consolare a Formentera - Isola di Formentera - Tel: 0034 630655397 - e-mail: info@ paolettilawfirm.com Corrispondente Consolare Menorca - C. Malbuger, 8 Llumeçanes - Mahon - Telefono: 610215014 - 971365448 - ornell@vodafone.es SI RICORDA CHE SUL SITO WEB DELLA CANCELLERIA CONSOLARE DELL’AMBASCIATA D’ITALIA DI MADRID SI POSSONO TROVARE TUTTE LE INFORMAZIONI NECESSARIE PER GESTIRE LE PRATICHE CONSOLARI LA CANCELLERIA CONSOLARE DI MADRID INFORMA che il Ministero degli Affari Esteri, in un recente messaggio, ha sottolineato l’importanza dell’acquisizione degli indirizzi di posta elettronica degli utenti in vista dell’attivazione della piattaforma digitale di servizi consolari a distanza (SE.CO.LI.) e del sistema di voto elettronico per le prossime elezioni Comites. Evidentemente, onde poter realizzare con successo la digitalizzazione dei servizi e delle attività consolari, è fondamentale poter disporre del maggior numero possibile di indirizzi di posta elettronica dei cittadini italiani residenti all’estero. “Nello spirito di innovazione e semplificazione delle procedure del Ministero degli Affari Esteri e per offrire ai cittadini all’estero servizi sempre piú efficaci e tempestivi, si segnalano a tutti i connazionali provvisti di posta elettronica gli importanti vantaggi della comunicazione del proprio indirizzo e-mail all’Ufficio consolare di riferimento. In tal modo potranno ricevere per posta elettronica, all’indirizzo comunicato, informazioni di carattere generale relative ai servizi consolari ed alle innovazioni introdotte, e fruire, in prospettiva, di tutti i servizi che si renderanno prossimamente disponibili con l’avvio della piattaforma SE.CO.LI. (“Servizi Consolari On-Line”), anche in vista delle nuove modalitá informatiche di voto previste per le future elezioni Comites. Gli indirizzi di posta elettronica comunicati dai cittadini saranno utilizzati dagli Uffici diplomaticoconsolari nel rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali, per fini esclusivamente d’ufficio.” WWW.CONSMADRID.ESTERI.IT Direttore: Giulio Rosi | Capo Redattore: Paola Pacifici | Grafica e impaginazione: Mauro Piergentili, Maria Giulia Nuti Direzione e redazione | +34 952469403 / 647952382 / 670030227 - redaccion@ilgiornaleitaliano.net - www.ilgiornaleitaliano.net Pubblicità: +34 952469403 / +34 603764950 - publicidad@ilgiornaleitaliano.net | Impreso por Corporación de Medios de Andalucia, S.A. • D.L.: MA-884-2008 Pag. 10 67/2012

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I TEMI DELLA XVII CUMBRE HISPANO ITALIANA Il Capo del Governo spagnolo, Mariano Rajoy e il Presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, hanno presieduto la XVII Cumbre Bilateral per affrontare i problemi comuni che riguardano l’Unione Europea. È la quarta volta che entrambi i leader affrontano una riunione bilaterale e nei loro incontri anteriori hanno lasciato intendere che entrambi i paesi mantengono una relazione strategica che gli permetta di avere una voce unica a Bruxelles. Al vertice, svoltosi nel Palacio de la Moncloa, hanno assistito il Ministro degli Affari Europei Enzo Moavero, degli Esteri Giulio Terzi e per la Spagna José Manuel García-Margallo, dell’Interno Annamaria Cancellieri e per la Spagna Jorge Ferández Díaz, il Ministro dell’Industria Spagnolo José Manuel Soria, oltre al Secretario de Estado de Comercio spagnolo, Jaime García Legaz e il Ministro dello Sviluppo Economico italiano, Corrado Passera. L’economia è stata quindi l’asse (termine che non piace a Mario Monti) di questa cumbre bilateral, che ha permesso di fare un’analisi delle decisioni del Consiglio Europeo precedentemente svoltosi a Bruxelles, durante il quale tanto Rajoy quanto Monti furono appoggiati dal Presidente francese François Hollande e da altri consiglieri, quando esigerono con urgenza il compimento degli accordi stabiliti nella sessione precedente del Consiglio Europeo. Fra i temi più importanti figura l’unione bancaria per inviare messaggi di fiducia sui mercati. L’Italia e la Spagna, Rajoy e Monti, difronte alla proposta di Draghi di un Supercommissario, si sono trovati nuovamente d’accordo nel rifutare questo provvedimento. Monti ha dichiarato: «Proponendo sempre nuove prove di virtù fiscale si rischia di dare ai mercati, che sono un po’ sempliciotti», l’impressione che gli strumenti che già esistono «non funzionano». Monti e Rajoy hanno analizzato anche le prospettive e le conseguenze di una eventuale richiesta di aiuto finanziario all’Unione Europea. Fra gli altri temi esaminati dai due premier figurano la collaborazione in materia di immigrazione illegale, la posizione dei due paesi riguardo alla cosiddetta “primavera araba” e le aspettative della missione ONU nella zona del Sahel. Dopo la conferenza stampa, parlando con il Presidente Monti (foto), gli ho esposto questa situazione: “Presidente, ogni decisione, ogni avvenimento italiano, si ripercuote in modo ampliato, ed in alcune volte abbastanza negativo, per noi italiani che viviamo all’estero. È il pensiero che mi hanno pregato di trasmetterle i lettori del nostro giornale ed i soci dell’Associazione Italiana in Spagna di cui sono presidente.” mi ha risposto: “Lei e nostri italiani avete ragione, e ancora di più terremo presente questa sua informazione”. Salutandomi si è congratulato per il mio lavoro. Paola Pacifici MADRID 67/2012 Pag. 11

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XVII CUMBRE HISPANO ITALIANA PRESIDENTE MARIO MONTI Grazie, grazie, signor Presidente del governo spagnolo e caro amico, Mariano. Siamo felici di essere qui, a Madrid, in un giorno speciale per i nostri due paesi. A parte il vertice tra i due Governi, fra poco insieme verrà inaugurata anche la dodicesima edizione del Foro di Dialogo Italia-Spagna. Questa é la prova di quella che qualcuno ha definito come la straordinaria sinergia tra i nostri due paesi e che è stata autorevolmente testimoniata anche durante la recente visita di Stato del nostro Presidente Giorgio Napolitano. Il nostro incontro di oggi è stato qualcosa di più dei nostri frequenti incontri bilaterali diurni e notturni, poiché un buon lavoro in un Consiglio europeo richiede anche di lasciare da parte le ore di sonno. Ma devo dire che i temi trattati per lo più non sono tali da conciliare molto il sonno. Il nostro incontro di oggi, come ho detto, è stato qualcosa di più, perché siamo stati accompagnati da un certo numero di ministri su questioni critiche per entrambi i Governi. Per quanto riguarda l’Italia questi sono il ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata; il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri,; il Ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera; il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi. La sintesi di ciò che i ministri hanno discusso, assieme ai loro omologhi spagnoli, e che è stato sintetizzato nella sessione plenaria finale, dà un’idea della profondità delle relazioni bilaterali e della portata dei temi bilaterali; ma anche della visione comune esistente tra la Spagna e l’Italia, che riguarda gran parte dello scacchiere europeo e dello scenario globale. Il Summit di oggi è un’occasione importante per riaffermare il carattere strategico delle relazioni bilaterali tra Roma e Madrid. Basti dire che, nonostante l’attuale crisi, nel 2011 il commercio tra la Spagna e l’Italia era quasi ventimila milioni di euro. Siamo il terzo cliente e il quarto fornitore di Spagna, più di 500 aziende italiane hanno sede in Spagna e molti datori di lavoro, nonostante la crisi, credono che le opportunità offerte da questo mercato, anche tenendo conto del coraggioso programma di liberalizzazione messo in atto dal tuo Governo, Presidente, siano molto importanti. Pertanto, abbiamo anche parlato della situazione economica e dei bilanci della zona euro. Già lo ha detto il presidente Rajoy: i Consigli europei di giugno e ottobre hanno prodotto decisioni importanti e positive, che credo in Europa e nel mondo abbiano dato un segnale forte circa la determinazione dell’Unione europea di preservare la stabilità e l’integrità dell’euro. Forse può essere facile da altre parti del mondo criticare la lentezza delle decisioni europee, e anche noi le critichiamo perché ci piacerebbe che fossero più veloci, ma insieme stiamo costruendo qualcosa che prima d’ora non si era mai costruita nel mondo. Occorre volere sempre di più e lavorare per ottenere di più, però si deve anche essere consapevoli del miracolo che si realizza ogni giorno. L’accordo sul meccanismo di controllo è solo il primo passo verso l’integrazione finanziaria, che è essenziale per la prospera sopravvivenza dell’euro. Adesso abbiamo scadenze ben precise che vogliamo rispettare. Non sembrava facile poter stabilire delle scadenze così precise dopo l’ultimo Consiglio d’Europa, ma poi sono state decise. Vogliamo lavorare insieme per rafforzare l’unione economica e monetaria, “Toward a Genuine Economic and Monetary Union”, come recita il titolo del progetto di relazione presentato dal Presidente Van Rompuy, insieme con i presidenti Barroso, Draghi e Juncker. Il Consiglio europeo deve esprimersi periodicamente circa le linee guida di questo studio, i cui risultati dovrebbero essere presentati già a dicembre. Questo è importante perché, quando i mercati erano al loro maggiore momento di turbolenza – non è che ne siano già usciti, ma parlo di quando erano al massimo della turbolenza – gli esperti dicevano: la prima cosa per calmare questa turbolenza è rispondere alla seguente domanda degli operatori: “L’’euro, esisterà ancora fra cinque anni?”. Per rispondere a questa domanda degli operatori bisogna avere un quadro chiaro, per approfondire l’integrazione che funge da habitat comune per euro. Questo lavoro è stato fatto in fretta. Abbiamo anche parlato con il presidente Rajoy sul futuro bilancio pluriennale dell’Unione europea in vista del Consiglio europeo del 22 e 23 novembre. Italia e Spagna vogliono lavorare insieme per raggiungere un accordo che non è solo per il bene dei due paesi in particolare, ma anche a beneficio di tutta l’Europa. Siamo convinti che esistono degli interessi nazionali e personalmente sono convinto che, - nel caso di paesi come il nostri, ed ovviamente del paese il cui MADRID Governo ho l’onore di presiedere - gli interessi nazionali coincidono, in misura notevole, con l’interesse europeo; di un’Europa in cui i nostri paesi apportino il loro costruttivo contributo e di conseguenza la sentano come propria. Entrambi abbiamo espresso grande soddisfazione per l’assegnazione del Nobel per la Pace alla Unione Europea, che rappresenta anche - e vorrei che lo capiscano tutti, soprattutto i mezzi di comunicazione - una grande opportunità per sensibilizzare e spiegare ai cittadini europei, in particolare i più giovani, cosa significa Unione Europea, soprattutto in un momento in cui è anche attraversata da forti spinte disgregatrici. Abbiamo parlato anche di questioni internazionali riguardanti la Siria, la regione del Mali, la regione del Sahel e l’ultimo vertice di Malta 5 +5, ossia un incontro fra Spagna, Francia, Portogallo, Italia e Malta, con i cinque paesi della sponda sud: Libia Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania. Sono stati gli inizi di un dialogo orizzontale con questi paesi, meno frammentato e ostile che nel passato, dopo i rispettivi sviluppi politici, e forse saranno i germi di una integrazione fra questi paesi simile a quella che ha portato la pace e il benessere nella Unione Europea. Per concludere, signor Presidente, credo che i nostri due paesi abbiano vissuto e stiano attraversando - e non sono gli unici - momenti piuttosto difficili in questa adolescenza della costruzione europea nel suo cammino verso qualcosa di sempre più solido e soddisfaciente. Nel momento di difficoltà, se si lavora bene, è possibile aumentare l’amicizia, la collaborazione e la volontà di contribuire alla costruzione di questo edificio comune. E mi fa molto piacere che ciò avvenga nella forma spontanea con la quale lo facciamo. Pag. 12 67/2012

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XVII CUMBRE HISPANO ITALIANA PRESIDENTE MARIANO RAJOY peración económica y la creación de empleo de calidad a la mayor brevedad posible y recurriendo, a tal fin, a todos los medios necesarios. Los Gobiernos de España e Italia están volcados en esta ingente tarea, que requiere grandes dosis de ambición política e ineludibles sacrificios, a fin de acometer las reformas estructurales y el saneamiento de las cuentas públicas que permitirán a nuestras economías y sociedades retomar la senda del crecimiento, competitividad, empleo y bienestar. España e Italia no cejarán en este empeño. Estamos y vamos a continuar estando juntos, por lo que seguiremos cooperando a todos los niveles necesarios para garantizar las cotas de prosperidad que se merecen nuestras respectivas sociedades. Esta Cumbre es un capítulo más en la intensa cooperación hispano-italiana, que queda plasmada en la Declaración Conjunta que ambos Presidentes hemos adoptado, que resume los resultados de la Cumbre y los temas que han sido tratados en el marco de la misma, tanto en la reunión que he mantenido con el presidente Monti, como en las reuniones que han mantenido los distintos Ministros. Aunque los tienen recogidos en más detalle en el texto de la Declaración Conjunta, quisiera destacar las principales cuestiones que se han abordado en esta Cumbre. Respecto de la agenda europea, España e Italia están más unidas que nunca. Tenemos intereses comunes que defenderemos con determinación y de manera coordinada en el seno de la Unión Europea. Estos intereses pueden resumirse en dos. El primero es la puesta en marcha, con carácter urgente y prioritario, de la totalidad de instrumentos de los que dispone la Unión Europea para estimular la actividad económica, generar empleo y garantizar financiación adecuada para nuestro tejido empresarial, y, de manera muy particular, para las pequeñas y medianas empresas. El Pacto para el Crecimiento y el Empleo acordado durante el pasado Consejo Europeo de junio, con el expreso apoyo de Italia y de España, constituye el basamento sobre el que tenemos que trabajar para alcanzar esos objetivos. Segundo, debemos hacer de la necesidad virtud e impulsar la reforma de la Unión Económica y Monetaria para conseguir una Europa más fuerte, más unida, más solidaria y más próspera. Lo he dicho muchas veces y lo repito hoy aquí, con mi socio y amigo el presidente Monti: la superación de la crisis pasa por una profundización en el proceso de integración económica y política de Europa. Nuestro compromiso con el euro es inquebrantable y adoptaremos todas las medidas necesarias para garantizar su estabilidad y su irreversibilidad. Hemos subrayado, asimismo, el compromiso de España e Italia con la permanencia de Grecia en el euro y nos hemos congratulado del reciente avance hacia la consecución de un acuerdo satisfactorio sobre el programa griego de reformas presupuestarias y estructurales. En el Consejo Europeo de junio dimos un salto cualitativo en la construcción de la nueva Europa que está surgiendo a raíz de la crisis. Marcamos las pautas y el calendario para crear la unión bancaria, y aprobamos unas directrices básicas para la consecución de la unión fiscal, la unión económica y la unión política. En el Consejo Europeo de los pasados días 18 y 19 avanzamos también sobre las bases de lo acordado en junio y marcamos ya la senda del acuerdo que deberemos adoptar en diciembre sobre la “hoja de ruta” para el futuro de la unión económica y monetaria, para que se haga realidad una mayor integración bancaria, fiscal, económica y política. Señoras y señores, a pesar de las difíciles circunstancias que atravesamos, Europa no se detiene. Europa continúa avanzando y lo hace con una España e Italia unidas en pos de estos objetivos que acabo de exponerles. No quiero extender en exceso mi intervención. También hemos tratado temas bilaterales --luego, si ustedes quieren, puedo ampliar esta información-- en materia de Interior, en materia de industria, en materia de energía, en el ámbito económico, del turismo, de telecomunicaciones y también asuntos importantes en materia de política exterior. Hemos hablado de Mali, hemos hablado de Siria, hemos hablado de la reciente Cumbre del Diálogo 5+5, de lo que está pasando en Siria, en Líbano, etcétera; pero no voy a entrar en más detalles, salvo que ustedes me los pidan. Y le dejo ya, agradeciéndole, otra vez más, que nos haya acompañado aquí. Todo se ha desarrollado como siempre, tengo que decirlo, de una manera muy agradable. Y me gustaría volver a verlo aquí pronto, señor Presidente. MADRID Presidente.- Señoras y señores, muy buenas tardes y muchas gracias por su asistencia a esta convocatoria. Para mí supone un motivo de especial satisfacción el comparecer ante todos ustedes para informarles de los resultados de la que ya es la XVII Cumbre bilateral Hispano-Italiana y que hemos celebrado, como ustedes saben, hoy, día 29 de octubre, aquí, en Madrid. La última Cumbre tuvo lugar en Cerdeña el 10 de septiembre del año 2009 y esta vez correspondía organizarla a España. Han pasado tres años desde entonces y creo que la calidad e intensidad de nuestras relaciones bilaterales y nuestra visión común sobre el presente y el futuro de Europa nos obligan a hacer un esfuerzo para mantener la periodicidad anual de esta importante cita. Quisiera agradecer al presidente del Consejo de Ministros de la República Italiana, Mario Monti, su presencia hoy aquí, señal in- equívoca de la voluntad por parte del Gobierno italiano de continuar estrechando los lazos de cooperación con España. España e Italia son dos países socios y amigos, y eso lo evidencia la intensa agenda hispano-italiana de visitas y de encuentros bilaterales. Ésta es la cuarta vez que me reúno bilateralmente este año con el presidente del Consejo de Ministros de Italia, aparte de las múltiples ocasiones que hemos tenido ocasión de encontrarnos en reuniones bilaterales y del propio Consejo Europeo. Permítanme destacarles que existe una perfecta sintonía y un análisis de diagnóstico común de la situación por la que atraviesa la zona euro, así como de las medidas que deben adoptarse, tanto a nivel nacional, como de la zona euro y de la Unión Europea en su conjunto. Quisiera recalcar, una vez más, que nuestro principal objetivo común en estos momentos es la recu- 67/2012 Pag. 13

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Il Presidente del Consiglio italiano, Mario Monti e il Capo del Governo spagnolo, Mariano Rajoy, hanno inaugurato nella Casa America a Madrid la dodicesima edizione del Foro di Dialogo Spagna-Italia, organizzato per l’Italia dall’AREL, fondata da Beniamino Andreatta e per la Spagna dalla Fondazione CIDOB, guidate rispettivamente da Enrico Letta e Narcís Serra. Attivo a partire dal 1999, il Foro riunisce, in un incontro annuale che si svolge alternativamente nei due paesi, esponenti dei mondi politico, accademico, imprenditoriale e della società civile e rappresenta un’occasione di incontro tra la società italiana e spagnola in merito alle tematiche legate alla politica, all’economia, alla cultura. “Spagna e Italia nella crisi europea’’, è il tema della prima sessione dei lavori che, dopo gli interventi di apertura di Narcís Serra, presiden- MONTI E RAJOY INAUGURANO DEL XII FORO DE DIÁLOGO ESPAÑA-ITALIA te della sezione spagnola del foro ed Enrico Letta, presidente di quella italiana, è proseguita con le relazioni di Fulvio Conti, consigliere delegato dell’Enel, e di Josep Piquet, presidente di Vueling e del “Cercle d’economia”. Poi gli interventi del ministro per lo sviluppo, opere pubbliche e trasporti, Corrado Passera; del ministro spagnolo dell’industria, energia e turismo, Manuel Soria; del ministro per gli affari europei, Enzo Moavero; del segretario di Stato spagnolo per gli affari della UE, Iñigo Mendez de Vigo. Il dibattito è stato moderato da Alessandra Galloni de “The Wall Street Journal” e da Eric Juliana de “La Vanguardia”. “La costruzione di un’Europa politica”, tema della sessione plenaria, ha avuto come relatori Ana Palacio, consigliere di Stato ed ex ministro spagnolo per gli esteri; Josep Antoni Duran de Leida, presidente della Commissione affari esteri del Congresso dei deputati; l’ex ministro degli esteri Franco Frattini; il dibattito moderato da Gianni Riotta. Alla prima sessione dei lavori sul futuro dell’Unione economica e monetaria della UE sono intervenuti Emilio Ontiveros, presidente di “Analistas financieros internacionales”; Guillermo de la Dehesa, presidente del Centre for economic policy research; Paolo Guerrieri, cattedratico di economia dell’università “La Sapienza”; Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana; Mario Sarcinelli, direttore di Dexia Creditop Spa. Sul tema ‘’L’impresa come motore della riattivazione dell’economia’’ si è svolto un confronto fra gli imprenditori, al quale hanno partecipato Enrico Letta; il consigliere delegato e direttore generale di Eni, Paolo Scaroni; Javier Gomez Navarro, presidente di MBD “Gestion y Desarollo de Negocios”. La sessione plenaria è stata incentrata su “Recuperare la competitività’’ e presieduta dal presidente di Arel, Francesco Merloni. Interventi di Aldo Olcese, presidente di Fincorp Mediacion: del vicepresidente di Telefonica, Julio Linares; di Carlo dell’Aringa, cattedratico di Economia politica dell’università “La Cattolica” di Milano; di Giuseppe Bono, Consigliere delegato di Fincantieri. Le conclusioni sono state tracciate da Enrico Letta e Narcís Serra; da Antonio Leone, vicepresidente della Camera dei deputati e presidente della delegazione italiana del foro parlamentare italo-spagnolo; dalla sua omologa spagnola, Celia Villalobos, e dal segretario di Stato per la UE, Iñigo Mendez de Vigo. Le precedenti edizioni si sono svolte nel 1999 a Genova, nel 2000 a Barcellona, nel 2001 a Roma, nel 2003 a Valencia, nel 2004 a Milano, nel 2005 a Jaén-Granada, nel 2006 a Verona, nel 2007 a Toledo, nel 2008 a Pisa, nel 2009 a Madrid e nel 2010 a Roma. MADRID PRESIDENTE MARIANO RAJOY, INAUGURACIÓN DEL XII FORO DE DIÁLOGO ESPAÑA-ITALIA Señor presidente del Gobierno italiano, amigo Mario Monti; señores presidentes de las secciones españolas e italianas del Foro, don Narcís Serra y don Enrico Letta; queridos ministros de los Gobiernos español e italiano, señoras y señores, queridos amigos. Para mi es un honor inaugurar este decimosegundo ya Foro de Diálogo, conjuntamente con el presidente Monti; un Foro que desde hace algún tiempo organizan el CIDOB y AREL, y que durante estos años ha servido para intercambiar opiniones y debatir asuntos, sin duda alguna, de un enorme interés para nuestros países y también para el conjunto de Europa. En este sentido, este Foro es una importante contribución para dar respuesta a los desafíos a los que nos enfrentamos, tanto a nivel nacional, que son muchos, como a nivel europeo, que no son pocos. El programa de las dos jornadas del Foro aborda asuntos de plena actualidad como son el futuro de la Unión Europea y el de la Unión Económica y Monetaria, así como el papel que deben desempeñar las empresas como motor de la reactivación económica y de impulso de la competitividad. Estos temas, como el sentido común dice, son de vital importancia y se sitúan hoy, como debe ser, en el centro del debate político y económico europeo. Señoras y señores, nuestra historia en común nos demuestra que la Unión Europea nos ha hecho más fuertes y más capaces de superar las dificultades a lo largo de nuestra historia. Voy a repetir algo que me gusta decir y que procuro hacerlo habitualmente: en el año 1957 se firmó el Tratado de Roma. Antes ya existía la Comunidad Europea del Carbón y del Acero, antes ya se habían dado algunos pasos, pero en el año 1957 se firmó el Tratado de Roma y desde entonces han transcurrido 55 años. Baste comparar lo que ha ocurrido en Europa en estos últimos 55 años con lo que ocurrió en Europa en los 55 años anteriores a la firma del Tratado de Roma en 1957 para darnos cuenta de lo que estamos hablando. Como creo que la historia de la Unión Europea demuestra que la unión nos ha hecho a todos más fuertes y más capaces, por eso en situaciones de crisis los líderes europeos tenemos que hacer una apuesta decidida por la integración. Debemos hacerlo con reformas nacionales, que son necesarias, pero también, como es natural, con reformas europeas porque ambas, a la fin y a la postre, son caras de la misma moneda. En este sentido, España e Italia estamos trabajando para que así sea, convencidos de que en la unidad Europa saldrá adelante, lo hará fortalecida y nuestros países, también. Señoras y señores, no nos podemos engañar, entre otras cosas, porque no sirve para nada; pero esta es la crisis económica más profunda a la que la Unión Europea ha tenido que enfrentarse y es una crisis que nos está afectando de una manera muy especial. Nuestras economías se enfrentan a la falta de financiación, en mi opinión el problema más importante, al menos en el caso de la economía española, y, por tanto, de crecimiento económico. A pesar de ello, España e Italia son economías con grandes fortalezas y nuestras empresas son, sin duda, una de nuestras mayores fortalezas. Como ejemplo de esas fortalezas hemos visto como en este difícil contexto el dinamismo de nuestras empresas les ha hecho capaces de apostar por la internacionalización y así, por ejemplo, en los ocho primeros meses de este año las exportaciones españolas han aumentado un 4 por 100 y las italianas, un 4,5 por 100. España tiene hoy un saldo comercial en positivo con el conjunto de la zona euro, algo que no se había producido nunca en nuestra historia. Insisto, saldo comercial en positivo. Por tanto, nuestras empresas están haciendo las cosas bien y están haciendo sus deberes. Se han tenido que ajustar mucho, pero han sido capaces de salir fuera y dar la batalla por el crecimiento y el empleo. Y los Gobiernos, por nuestra parte, tenemos la obligación de hacer todo lo posible para reequilibrar la economía y para hacerla más flexible y más competitiva. Yo soy consciente de que el Gobierno italiano se enfrenta a parecidos desafíos y que está haciendo también unos enormes esfuerzos. En España ahora acabamos de debatir el Proyecto de Ley de Presupuestos Generales del Estado para el año 2013. Se trata de unas cuentas muy austeras, enormemente austeras, que profundizan en el proceso de saneamiento de la economía española y en el cumplimiento de los compromisos de consolidación fiscal adquiridos en Europa. Fíjense ustedes, señoras y señores, que en dos años, 2102 y 2013, el gasto de los Ministerios del Gobierno que yo presido se ha reducido en una media del 25,8 por 100. Teniendo en cuenta que el Capítulo 1 es un capítulo difícil de reducir, aunque se ha producido la congelación de los sueldos de todos, la bajada que se ha hecho es incluso aún mayor en dos años: el 25,8 por 100. Por tanto, tenemos que hacer esto, es nuestro compromiso con Europa, es fundamental para recuperar la confianza en los mercados y responde a un principio de puro sentido común, un valor si a ustedes les gusta, y es que nadie debe gastar lo que no tiene. No debe hacerlo una familia, no debe hacerlo una empresa y no es bueno que lo haga nadie, y nosotros el año pasado, 2011, gastamos --cuando digo “nosotros”, me refiero al conjunto de las Administraciones Públicas españolas-- noventa mil millones de euros más de lo que ingresamos, o sea, quince billones de las antiguas pesetas. Es evidente. y todo el mundo lo entiende, que, independientemente de nuestros problemas para financiarnos, de lo que diga la Unión Europea o de lo que se le pueda ocurrir a cualquiera, un país no puede vivir gastando en un año noventa mil millones más de lo que ingresa o, dicho de otra forma, y repito, quince billones de pesetas más. Por tanto, tenemos que seguir en esta línea, aunque sea duro, aunque sea difícil, aunque sea complicado y aunque, a veces, mucha gente no lo entienda. Ahora bien, no llega con esto. Hace pocas fechas nosotros aprobamos un nuevo y ambicioso paquete de reformas estructurales, y su puesta en marcha nos hará, sin duda, más fuertes y Pag. 14 67/2012

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MADRID más prósperos. Yo soy consciente de las dificultades que representa realizar todo este conjunto de tareas en el actual contexto de turbulencias en los mercados financieros y de dificultades en el acceso a la financiación, porque, créanme, no es fácil reducir, como tenemos que reducir este año, cerca de tres puntos el déficit público estando en recesión y con las dificultades que tenemos para financiarnos. Sin embargo, no hay otro camino y sólo estas reformas permitirán a la economía española competir y crecer. En este sentido, quiero subrayar que en este tremendo esfuerzo contamos con la inapreciable labor de nuestras empresas, aunque también sabemos que hemos tenido que tomar muchas decisiones que no les habrán generado, sin duda, mucho entusiasmo, pero que también había que tomar. Los efectos positivos de las reformas dirigidas a facilitar la capacidad competitiva de nuestras empresas en el exterior se van apreciando lentamente y en esta internacionalización el marco de la Unión Europea es imprescindible. Por ello, hay que seguir avanzado con decisión en el ámbito europeo, lo que pasa, sin duda, por una mayor integración y, así, nuestros dos Gobiernos están luchando para dotar a Europa de los instrumentos necesarios para volver a la sen- da del crecimiento y del empleo. Los dos últimos Consejos Europeos que se han celebrado, el de junio y el del mes de octubre, han supuesto un paso muy importante en la buena dirección. El Consejo Europeo de junio de este año fue, probablemente, el Consejo Europeo más importante que se celebró en muchos años en el ámbito de la Unión Europea. En este sentido, lo importante ahora es que los Estados miembros y las instituciones europeas impulsen el fortalecimiento del euro, mostrando su compromiso con la estabilidad de éste a través del rápido cumplimiento de los acuerdos alcanzados en el Consejo Europeo de junio y construyendo sobre la base de lo acordado en el de octubre. En mi opinión, es preciso establecer una “hoja de ruta” completa y precisa con medidas dirigidas a completar nuestra integración financiera, fiscal, económica y política. Señoras y señores, En el año 1996, y ustedes lo recordarán, España vivía una situación económica también muy difícil: el déficit público era del 6 o el 7 por 100; había una deuda pública elevada, teníamos una inflación muy alta, los tipos de interés… Se hizo un esfuerzo y se tomaron decisiones en España; pero había algo que, además, nos ayudaba, además de nuestras propias decisiones, que era el horizonte de un gran proyecto europeo que en aquel momento se llamaba euro y todo el mundo sabía que para entrar en el euro había que cumplir unos requisitos. En este momento estamos en una situación similar, si quieren, aunque haya muchas diferencias. El Gobierno está tomando decisiones, decisiones que son duras, que son difíciles y que son incómodas; pero es preciso también, como ocurrió entonces, que haya un gran objetivo europeo, una unión fiscal, una unión bancaria, una unión política y más unión económica, y que se fije un calendario, con claridad y con precisión, en el que se diga “vamos aquí, los plazos son éstos y los requisitos para entrar aquí son éstos”, porque eso supondrá dar un mensaje de irreversibilidad del euro como ninguno. Yo creo que, así, daremos una señal muy clara de compromiso con la moneda única, mejoraremos su diseño, porque es muy importante hacerlo, y garantizaremos que el euro seguirá siendo fuente de prosperidad y estabilidad. Señoras y señoras, permítanme acabar recordando que Italia y España, como decía el presidente Monti en la última parte de su intervención, se encuentran enormemente integradas en lo económico y lo comercial, y que nuestros mercados tienen una notable importancia recíproca. Recordaba el presidente Monti que España tuvo en Italia su cuarto proveedor mundial y también a su cuarto cliente tras hacer exportaciones… El hablaba de la comparación con Rusia y China, y nosotros exportamos a Italia más que toda América Latina junta. Yo creo que con esto ya explico muy bien las relaciones que tenemos ambos países. Italia, por posición inversora, es nuestro principal socio y un destinatario muy importante de nuestra inversión extranjera. Todo esto es fruto del esfuerzo y del trabajo de nuestros empresarios, que nosotros, los gobernantes, tenemos el deber de facilitar. Por ello, yo les animo a ustedes, empresarios, a intensificar estas relaciones para el beneficio común y les garantizo que nosotros trabajaremos en esa dirección. Lo haremos desde el convencimiento de que es a través del desarrollo del apoyo a la iniciativa privada como saldremos de la crisis. Es decir, los puestos de trabajo que España necesita, el crecimiento económico que todos queremos y aquello que va a ser lo que, de verdad, suponga un paso hacia adelante para recuperar la economía española lo tienen que hacer, fundamentalmente, ustedes que son quienes generan bienestar, riqueza y empleo. Muchísimas gracias. 67/2012 Pag. 15

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