Canzoni per il lupo

 

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di Silvia Battistella

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p. 1

V questa mattina resto qui davanti allo specchio a contemplare le macerie i crateri delle mine il buco di quella che mi ha fatto esplodere bambina un braccio sopra un albero, un occhio tra le nuvole la pancia aperta da cui liquami fetidi non hanno smesso di spurgare mai questa mattina non ci riesco a cucire con ago e filo la pelle far su tutto dentro che non si veda e fingere di essere solo un po’ ingrassata non miagolare non guaire tu leccami la mano stai fermo, se puoi lasciami stare qui stamattina posso solo respirare 17

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VI ti ho preso da un ospizio da un ricovero per chi non è di nessuno perché nessuno lo vuole è un posto per gente che non ha padri o madri gente con gli occhi sbarrati, sempre sempre in cerca di arraffare qualcosa per arrivare a domani mattina ti ho preso da un posto dove ti avevano dimenticato come un guanto sul sedile del treno un giornale o un pensiero inconcluso stavi lì, lì in mezzo ad altri cento ugualmente invisibili, inutili con gli occhi larghi ad aspettare e pensare che eri lì per me chissà da quanto se non sono arrivata prima scusa 18

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DEDICATA Ecco le parole per te che soffi e gratti fastidio sotto le unghie e deglutire della voce già al tempo dei -Cos'hai da dire adesso... Non rispondi, eh?sferzanti, a testa bassa bordone familiare, basso tuba continuo appena percettibile, mia costante Afasia da giugulare implosa ad ogni parola che ti descrive e taglia e tu zitto come sempre zitto e fermo fermo immagine scadente, fuori fuoco mansueto -al vedersi-addomesticato ogni tuo sguardo ti scaglia da te stesso ma dentro precipitare nella botola senza tempo con l'anima a premere il bottone ogni centootto minuti inutilmente in attesa di respirare, espiare il danno di non aver saputo ancora, mai ringhiare e svellere quegli sguardi impotenti potenti su di me, accartocciata alla ricerca del bicchiere di Charlie dove perdersi nel torbido del fondo 19

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o dell'acqua di Ray -neve sciolta di A.M., salvificala stessa rincorsa in ogni luogo annusata come un rabdomante, per berla disfarla mescolarla con la mia quella densa e pesante delle canzoni mute dei sussulti in gola da trattenere quella della vergogna per la traccia liquida che mi connette al mondo che nessuno intuisce che io stessa non so filo di bava sottile link alchemico che mi scaraventa - per un attimo in un posto il posto mio, goccia incosciente e felice pronta ad evaporare, e basta 20

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“I passanti mi ignorano. Non vedono che sono un lupo sperduto nella città. Temo la folla e, con le narici frementi di disgusto, mi scosto goffamente dalla gente che mi incrocia. Odio la pelle umana e il suo odore di morte.”*

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L'APPESO Ciò che non vedi che nascondo dietro la schiena quello è il segreto mi brucia nelle mani e irradia kundalini di onde e lampi scuri sto in equilibrio sul dolore, ma non ti far ingannare: ho addomesticato il rantolo e la gogna ho fatto casa di queste spine dure i capelli lambiscono la terra e il palpito in gola sa tacere, all'occorrenza. Vedi? Sono un sogno simmetrico e ti guardo da sotto in su, e neanche te ne accorgi Cosa importa da che parte stia la nuvola o l'aratro; l'a dietro la schiena, non visto serbo il groviglio di nodi che -saldomi sostiene nella stasi questa è la malattia, questo il mio dono e il mio coraggio 23

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VII Qualcuno un giorno mi ha messo al mondo mi ha messo lì e poi se n'è andato e così anch'io ho imparato e canto tutti i giorni questo canto che cantiamo tutti in silenzio 24

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VIII passeggi sulla mia fronte come un'ossessione ti fai grumo pensiero ostinato cattiva abitudine fuori l'aria muove le prime erbe i gatti si annusano il freddo ci rinfranca rimane l'inverno nelle parole rapprese semi sfatti che non gemmano mai 25

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IX vieni qui non aver paura sto ferma, sto ferma mi avvicino solo se tu vuoi non tremare non temere lasciami avvicinare dimmi chi sei, chi c'è dietro quelle pupille chiare fammi sentire il tuo battito il tuo fiato riconoscimi, sono quella sono te 26

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X come un cane che corre a riportar l'osso al padrone scodinzolo felice in attesa del premio ancora trovo spalle, curve nello specchio a sezionare il proprio volto le rughe, il dolore non un angolo, uno sbrego un piccolo posto per il riflesso di un altro non un ciglio, un orecchio un pezzo di gomito -basterebbeun fiato, qualche cosa e stringo forte il bastone, mugolando eccitata attenta che non cada e ti resto davanti ancora e ancora in attesa di uno sguardo che neanche stavolta arriva 27

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XI si cammina in mezzo alla gente si attraversa un prato o un marciapiede si costeggia un corso d'acqua si salta una pozzanghera un verso una lattina si percorre un sentiero un crinale, una stagione o un'assenza si scivola su un bordo fangoso su un'illusione o una merda di cane si trascinano le gambe lungo un vialetto una scala mobile una corsia d'ospedale una serata conclusa si salgono scale si scendono compromessi si sollevano sguardi e pesi si abbassano braccia e cerniere si tendono muscoli e mani si ritirano pacchi ed offerte 28

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p. 13

si ascoltano poeti e rumori si guardano nuvole e reality si assaggiano vini e segreti e tutto, tutto sta così, distrattamente accartocciato a margine tra noi e la superficie del mondo 29

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XII tocca non temere: è superficie lunare sinfonia di grotte umide dove silenziosa la goccia cade e cade plasmando un buco, una dolina: dura solo un attimo poi l'acqua se la riprende ma un'altra ancora cade e scava un'onda minuscola, giusta per un pensiero fugace o il brandello di un sogno impigliato nel risveglio e subito si disfa anche quella ma nuova goccia cade e ci riprova testarda sognatrice ci prova e ci riprova a costruirmi una tana dentro questa luna dura 30

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XIII sei soddisfatto adesso? Sono all'angolo, sotto il divano muta mi lecco dove mi hai ferita aspetto che ricresca il pezzo di me che hai scorticato cerco pensieri adeguati che come bende raccolgano il fluire di questo male stava nascosto dentro, dici tu hai solo morso un po' per farlo uscire lo so, non è colpa tua e ora stiamo così da una parte all'altra della stanza a lanciarci sguardi bassi guardinghi aspettando tutte le parole che poi - all'improvviso arrivano, e che solo insieme sappiamo partorire 31

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