Universo-Nordico-18-2016

 

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Universo Nordico - Ski Cross Country

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personaggio del mese Virginia de martin topranin Nordico Universo Periodico mensile gennaio 2016 Euro 6,00 18 Sci di fondo Tour de ski Poste Italiane spa – Spedizione in abbonamento postale – 70% NO/Cuneo – Numero 9 Anno I campionati italiani Fiera di Primiero pra’ del moro tesero BIATHLON World Cup SALTO tourne’ 4 trampolini filo diretto con pierluigi costantin gabriella paruzzi Edizioni Tecniche via Cuneo 16a 12011 Borgo San Dalmazzo 18/2015

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Universo Nordico o i r a m m o s 7 Quattro chiacchiere con Gabriella Paruzzi e Pierluigi Costantin Ottimo Tour de ski per Virginia De Martin. (Lenzerheide) 16 Personaggi del mese Farfalla bianca, natura, libertà Virginia de Martin Topranin 24 Campionati italiani e Coppa Italia Fiera di Primiero, Prà del Moro, Falcade e Lago di Tesero 32 39 43 45 48 51 Tour de Ski Sundby e Johaug WC Biathlon Grande Dorothea! L’atleta dell’anno 2015 Francesco De Fabiani WC Salto e CN Prevc il grande Ski Classics Jizerska e Diagonela Scuola & Cartoon IN COPERTINA Scopriamo in queste pagine Virginia De Martin, protagonista al Tour de Ski. Il mese di gennaio ha visto Pellegrino e De Fabiani più che mai intenzionati a recitare un ruolo di primaria importanza nella Coppa del Mondo. Siamo stati a Lago di Tesero allo Ski Nordic festival e lo raccontiamo insieme alle altre gare nelle pagine della nostra rivista. N ordico Universo COLLABORATORI: Filippo Fulcheri, Matteo Sironi, Michele Merenda, Angioletta Mauro, Luca Femorali GRAFICA E IMPAGINAZIONE Flavio Becchis Edizioni Tecniche Sas Amministrazione e redazione via Cuneo 16/a 12011 Borgo San Dalmazzo (CN) 0171 268422 info@edizionitecniche.net - www.edizionitecniche.org Mensile di sport e cultura nordica DIRETTORE RESPONSABILE - Fabrizio Pepino REDAZIONE - Flavio Becchis - Gilberto Pellegrino Segreteria di redazione - flaviobecchis@alice.it 0039 346 8584988 - 0039 0171 387555

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Editoriale di Flavio Becchis “De Fabiani atleta dell’anno 2015 “ In vetta alla classifica delle varie discipline non vi sono grosse novità con Sundby, Johaug, Fourcarde, Soukalova, Prevc e Takanashi, ma l’Italia sta crescendo. La cura Pertile-Chenetti-Curtaz-Costantin sta dando i suoi frutti e si iniziano a raccogliere risultati importanti. Pellegrino è lo sprinter indiscusso nella tecnica di pattinaggio, De Fabiani è l’uomo distance su cui puntare, Virginia è venuta fuori con delle ottime prove in tecnica classica entrando nelle prime dieci posizioni. La novità di questo Tour de Ski è stato Giandomenico Salvadori giunto 27° nella classifica finale ma che pian piano si è avvicinato alle prime dieci posizioni. Nel biathlon l’Italia sta recitando sempre più una parte da protagonista con Dorothea Wierer che a Ruhpolding ha vinto la prova individuale e ha colto un bel podio nella pursuit. Sono state assegnate le prime medaglie ai campionati italiani con la conferma del duo Pellegrino-Noeckler e con Pellegrino che nella sprint di Prà del Moro arriva a tre successi ai Campionati italiani assoluti sprint. Roncari e Vuerich in campo femminile hanno vinto la team sprint e Gaia Vuerich vince per U N la seconda volta il campionato italiano sprint dopo il successo del 2013 a Valbondione. Lo Ski Nordic Festival della Val di Fiemme è stata una bella festa dello sci nordico in generale con gli atleti delle varie discipline che si sono incontrati e contesi i primi gradini del podio. Ed infine l’atleta dell’anno 2015 che viene assegnato a Francesco De Fabiani. Ad un certo punto erano rimasti in tre: De Fabiani, Pellegrino e Wierer, poi i voti dei tecnici, dei lettori e degli appassionati di sci nordico hanno decretato che l’atleta dell’anno 2015 di Universo Nordico doveva essere Francesco De Fabiani e lui ci ha subito ringraziati appena è stata pubblicata la notizia, con quella sua semplicità e serenità che lo contraddistingue: “Grazie a #Universonordico ed i suoi lettori per avermi scelto“. Francesco è un bell’esempio per tutti i giovani che praticano lo sci di fondo e lo sport in generale. Mai esuberante, spesso sorridente, non tante parole ma fatti. Da lui ci aspettiamo cose importanti e chissà forse fra qualche anno in cima al Cermis potrebbe essere proprio Francesco a regalarci il secondo podio italiano al maschile. Universo Nordico Periodico mensile Anno 1 - n. 9 Finito di stampare nel mese di febbraio 2016 presso Edizioni Tecniche - Borgo S. D. Iscrizione al Tribunale di Cuneo al n. 653 del 1/06/2015. Abbonamento annuale (12 numeri) Italia Euro 48,00 - Estero Euro 108,00 Copyright Edizioni Tecniche Sas Stampa: Edizioni Tecniche Sas www.edizionitecniche.org Diffusione e vendita per l’Italia Edizioni Tecniche Sas L’ufficio abbonamenti è attivo al 0171268422 con il seguente orario dal lun. al giov. 9,00 -12,30 / 14,30 - 18 (ven. 9-12) Ufficio Pubblicità: 0039 348 3007947 3 Editoriale 4 53 RUBRICHE Alimentazione e sport Autoscatto UN 3

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Universo Nordico Rubrica Alimentazione e Sport a cura di Michele Merenda dagli insegnamenti di Enrico Arcelli Come dimagrire Continuiamo con gli argomenti esposti nella conferenza tenuta a Limone Piemonte il 25 ottobre 2014 e trattati nel libro di Enrico Arcelli “Voglio correre“ edito da Sperling & Kupfer (2012). Eliminare i chili di troppo è uno dei problemi più comuni di molti atleti, in gran parte amatori, ma anche di alcuni agonisti, in particolare donne. Come precisa chiaramente il dottor Arcelli nel suo libro, il primo passo per diventare più snelli è prendere atto che dimagrire non è sinonimo di perdere peso, ma significa una cosa ben precisa: perdere grasso. La perdita di peso si verifica attraverso perdita di acqua mediante diuretici, purganti o lassativi, e soprattutto favorendo la sudorazione con saune o bagni turchi, oppure con la pratica di un’attività fisica in un ambiente caldo, magari con indumenti non traspiranti. Come eliminare il grasso L’unica strada da seguire se si vuole dimagrire, è quella di eliminare il grasso che si accumula negli adipociti, o cellule adipose, un tipo di cellula specializzata che si trova sotto la pelle o dentro l’addome. Questo grasso è formato da una gran quantità di trigliceridi, a loro volta costituiti da una molecola di glicerolo che lega a sé tre molecole di acidi grassi. È per questo motivo che il 4 UN trigliceride non può uscire dall’adipocita. Per farlo esso dovrà essere scisso in quattro molecole, anche perché non esistono fattori esterni, come massaggi, pomate o altre applicazioni, fatta eccezione per gli interventi chirurgici, che possano eliminarlo. Come si scindono allora i trigliceridi contenuti nelle cellule adipose? Attraverso la lipolisi, un particolare processo che si verifica per intervento di enzimi lipolitici, che vengono attivati dal movimento. Infatti quando ci si mette a correre, o ci si avvia a praticare uno sport di fondo, viene dato agli adipociti l’ “ordine” di attivare la lipolisi. In questo modo le molecole degli acidi grassi vengono liberate dalla cellula adiposa, entrano nel sangue e raggiungono infine le fibre muscolari dove vengono bruciate per produrre energia. Il nostro organismo consuma trigliceridi in maniera continua, anche quando riposiamo. La maggior parte viene eliminata con la corsa, anche se rimane abbastanza limitata fino a quando la velocità non è inferiore a quella della soglia aerobica. Avendo visto come si eliminano i trigliceridi dalle cellule adipose, vediamo ora brevemente in che modo questi si producono all’interno degli adipociti. Essi si costituiscono attraverso la lipogenesi, il processo inverso alla liposintesi. Ovviamente più la liposintesi è attiva e più si ingrassa. Uno dei principali motivi che fa sì che le molecole derivate dagli alimenti finiscano negli adipociti, convertendosi in tal modo in gras-

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Universo Nordico so, è l’alto livello di insulina nel sangue, causato dianamente circa 100 g di carboidrati, oltre a dall’assunzione di molti carboidrati. quelli consumanti con l’allenamento, per evitare Dimagrire senza perdere massa magra il rischio di neoglucogenesi, parola difficile che Quando si dimagrisce il principale problema di indica la produzione di molecole di glucosio atognuno, e in particolare di chi pratica sport, è traverso diverse reazioni. evitare che si verifichi un calo della massa magra, cioè i muscoli. Infatti se è insufficiente l’apporto di proteine che viene assunto mediante i cibi, la massa muscolare diminuisce e il corpo diventa flaccido. La crescita e la riduzione della massa muscolare dipendono dall’equilibrio fra la sintesi e la degradazione delle proteine costitutive, processi che avvengono contemporaneamente all’interno del muscolo in ogni istante della giornata. In un soggetto sedentario a digiuno da alcune ore prevale la degradazione, e dopo un pasto contenente proteine predomina la sintesi. Normalmente degradazione e sintesi sono equivalenti e la massa del muscolo non cambia. In un atleta che si allena invece, durante la seduta prevale la degradazione; successivamente predominerà la sintesi solo se vi è una sufficiente quantità di amminoacidi derivanti dalla gestione di alimenti proteici, vale a dire i “mattoni”, usando le parole di Arcelli, che servono a costruire le molecole proteiche del muscolo. Se l’apporto delle proteine non è sufficiente prevale la degradazione e di conseguenza diminuisce la massa muscolare. Mentre in coloro che hanno ricominciato dopo molto tempo a correre o a praticare uno sport di fondo, la massa del muscolo aumenta, dal momento che la sintesi tende a prevalere. Per evitare che la massa muscolare diminuisca la quantità di proteine consigliata per il sedentario o per chi fa pochi chilometri alla settimana è di 0,8 grammi per chilogrammo di peso corporeo, mentre equivale a circa 1,6 grammi per l’agonista che compie più di 20 km giornalmente. Generalmente le proteine necessarie vengono fornite all’organismo attraverso un’alimentazione varia ed equilibrata; solo l’atleta che percorre molti chilometri al giorno deve fare attenzione che l’apporto proteico sia adeguato. Anche se non si assume un corretto apporto di carboidrati la massa muscolare può diminuire. Per evitare ciò è consigliabile mangiare quoti- I nemici del dimagrimento Per ottenere il calo di peso che si desidera, si deve verificare un bilancio calorico negativo, vale a dire un apporto calorico inferiore alla spesa quotidiana. Se si seguono delle diete che riforniscono l’organismo di un numero inferiore di calorie rispetto a quelle che normalmente si assumono, bisogna fare attenzione a due importanti “nemici”: • il metabolismo basale, l’energia spesa dal corpo in condizione di riposo, che quando viene abbassato assumendo una certa quantità di calorie, invece di far perdere peso lo fa aumentare; • la fame, una delle cause principali che portano a sospendere le diete dimagranti, a seguito della quale è necessario scegliere cibi più sazianti, a parità delle calorie assunte. Tra le strategie alimentari che hanno il vantaggio di essere più sazianti si ricordano: • le diete con alimenti a bassa densità calorica, come la verdura, la frutta e gli alimenti integrali; • le diete con l’apporto di una buona quantità di proteine, che favoriscono a mantenere la massa magra; • gli alimenti a basso indice glicemico, che determinano un minore innalzamento della glicemia, a parità di contenuto di carboidrati. Come nasce la sazietà Fame e sazietà sono regolati da centri che si trovano nel diencefalo, una parte del nostro cervello. La loro percezione varia sensibilmente da individuo a individuo, anche a seguito di fattori psicologici. Si parla ad esempio di sazietà buccale, legata a quanto si mastica e si deglutisce, e di sazietà gastrica, dipendente dalla pienezza dello stomaco e dalla permanenza del cibo all’interno di esso. E si sa che anche la glicemia è importante, dal UN 5

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Universo Nordico momento che la fame aumenta quando questa scende al di sotto del valore basale oppure cala molto rapidamente. Per questo motivo i cibi che sono responsabili dell’innalzamento della glicemia tendono a far tornare in fretta l’appetito; si produce quindi l’ipoglicemia reattiva, cioè la diminuzione della glicemia come reazione ad un incremento, con aumento della sensazione di fame. Se ad esempio si consumano molti carboidrati, dopo poche ore l’appetito è pronto a tornare. Quindi è vero che tutti i cibi danno sazietà, ma tra un cibo e l’altro vi sono alcune lievi differenze. Al giorno d’oggi per definire la condizione della sazietà, che è in sostanza la completa soddisfazione dalla fame, vengono utilizzati due termini di derivazione anglofona: • satiety, che indica la sazietà acuta che si avverte quando si mangia; • satiation, che indica invece la sazietà cronica, cioè quella per cui l’appetito non torna se non a una determinata distanza da un pasto. Martina Bellini (Alpi Centrali) SUNGLASSES ..perché ogni punto di vista per noi è importante foto Newspower www.lucianobianchin.com - info@lucianobianchin.com -- 0423/951075 - 6 UN UN

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Universo Nordico Quattro chiacchiere con GABRIELLA PARUZZI “È giusto crescere in casa ma poi è bene puntare in alto, magari prima partecipare ad un mondiale di categoria ma bisogna prima o poi arivare a gareggiare in Coppa del Mondo“ Partiamo dalla “Rampa con i campioni“, il tuo Cermis, quest’anno anche tu hai fatto la terribile salita. È stata un’avventura più che un’esperienza, non ero assolutamente preparata per affrontare un impegno muscolare del genere, però era partita questa idea con il 10° compleanno del Tour de Ski, attraverso il comitato, di cui sono presidente “donne della Fis“ avevamo pensato questa idea di poter partecipare con le vecchie glorie a questa manifestazione. Purtroppo non sono state molte a partecipare, a parte le italiane. Mi sono sentita in dovere di gareggiare proprio perché era stata una bella idea ed era giusto onorare chi organizza questi tipi di eventi ed alla fine ce l’ho fatta. Grande rispetto per quella salita, ero già timorosa in partenza ed allora ho gestito bene la gara e alla fine la fatica non è stata come quella prevista. Non sono mai stata oltre la soglia e probabilmente quello mi ha aiutata ad arrivare in cima tranquilla. C’era un bel pubblico che ci incitava ed alla fine è andata bene e mi è piaciuto. Quando una persona finisce una gara e dice “il prossimo anno la rifarò!“ vuol dire che è rimasto un bel ricordo e questa è la cosa fondamentale. Parliamo di Virginia De Martin che ha fatto un ottimo Tour de ski. Era da un po’ che stava ricercando un buon risultato all’altezza delle sue aspettative. Ha azzeccato il periodo più difficile ed ha avuto i migliori risultati verso la fine del Tour de Ski dove pian piano è riuscita ad ingranare, ha trovato uno stato di forma che l’ha portata fino in cima al Cermis. Ero presente sia a Dobbiaco che in Val di Fiemme, si vedeva che stava bene e mi ha fatto piacere, perché un’atleta quando ricerca da tanto tempo un risultato e questo non arriva per tutta una serie di motivi diventa demotivante. Lei si è sbloccata e le auguro che da adesso in avanti questi risultati rientrino nelle sue corde. In classico sta andando forte e le auguro di migliorare ancora. Anche Gaia a Planica ha centrato la finale .. Anche lei ha dimostrato di aver raggiunto quella consapevolezza. Ho letto l’intervista di Universo Nordico su Baudin ed in effetti concordo che quando un atleta in una squadra va forte porta entusiasmo e qualcosa di positivo anche negli altri atleti. Quello che sta facendo Pellegrino in questo momento porta una nuova vampata di aria fresca nella nostra nazionale. Questo porta anche negli altri atleti una serenità diversa che poi li porta a fare risultato. Gaia ha centrato questa finale, ha dimostrato che c’è e che se insiste può anche centrare un podio e deve assoluUN 7

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Universo Nordico tamente credere nelle sue possibilità. Passiamo al settore maschile con un ottimo Pellegrino, bene anche De Fabiani ma stanno arrivando anche Salvadori e Muller. Salvadori già lo scorso anno ai Mondiali Under 23 aveva dimostrato di essere un atleta forte quindi i tecnici della Nazionale lo guardano con un occhio di riguardo, questo vale anche per Claudio Muller e speriamo presto valga anche per altri, auguro a loro di avere la possibilità di accedere presto alla Coppa del Mondo. Non è facile essere convocati ed azzeccare subito il risultato, ci vogliono un po’ di anni di esperienza, c’è molto rispetto verso i colleghi di altre nazioni ed arrivi con un po’ di timore. Quando sei stabile in una squadra di Coppa del Mondo il cammino forse è lungo ma necessario per poi far arrivare i risultati. Non tutti sono De Fabiani che giovanissimo ha centrato la sua prima vittoria in Coppa del Mondo. Questi atleti che stanno dimostrando un ottimo valore anche a livello internazionale mi auguro abbiano questa possibilità di far bene anche in Coppa del Mondo. Eri presente ai campionati italiani dei giovani in Val di Fiemme. Quali segnali hai colto? Diventa difficile capire quale è il nostro livello nazionale senza il contatto diretto con l’ambito internazionale. Devo dire che si sta alzando molto il livello in Italia. Vedo che spesso si alternano nelle vittorie i vari atleti, adesso sta andando molto bene Del Fabbro che è stato convocato per le Olimpiadi giovanili. Forse al momento non abbiamo il fuoriclasse ma abbiamo tanti atleti con i quali poter centrare qualche obiettivo, a volte è uno sprinter come Gabrielli, poi abbiamo chi va più forte in classico e chi nello skating. Abbiamo una molteplicità di valori che forse ci permetterà di andare forte anche in campo internazionale. È giusto crescere in casa ma poi è bene puntare in alto, magari prima partecipare ad un mondiale di categoria ma bisogna prima o poi arivare a gareggiare in Coppa del Mondo. Abbiamo buoni atleti, presto ci saranno i Mondiali che ci faranno capire il livello in campo internazionale. Abbiamo buoni tecnici e le carte in regola per migliorarci. 8 UN Sono sicura che verrà fuori qualcosa di buono quest’anno ai Mondiali. Il problema neve, una situazione difficile anche se alcune località sono riuscite ugualmente ad organizzare gare nonostante le grandi difficoltà. Cosa può fare la Fisi per dare delle risposte a questi problemi? Nell’ultimo consiglio abbiamo affrontato il problema per capire come essere di aiuto alle località, soprattutto quelle che hanno organizzato nonostante tutto l’evento in programma. Dobbiamo pensare quanto può costare un evento, parlo anche dello sci alpino, non solo dello sci di fondo. Pensiamo ad una discesa libera che viene fatta su una pista innevata naturalmente o doverla fare assolutamente con neve artificiale, sicuramente i costi sono molto diversi. La preoccupazione più grossa però è quella dell’appassionare i ragazzi allo sci in generale. Se hai la neve fuori casa, vai fuori con gli sci e ci giochi tutto il pomeriggio, se devo pensare a dove posso trovarla e devo fare un bel po’ di kilometri per trovarla diventa una fatica doppia anche nel reclutare giovani e ragazzi ad appassionarsi alle nostre discipline. La Fisi ha comunque la volontà di poter dare un piccolo contributo un fondo che si era pensato con i Presidenti dei vari Comitati Regionali, trovare un modo per poter essere vicini a quelle società che hanno creato eventi a livello internazionale nonostante le difficoltà del poco innevamento. Forestale e Carabinieri che cosa sta succedendo? Se mi dicessi tu qualcosa di nuovo sarei contenta. Al momento è ancora tutto in alto mare, dobbiamo aspettare ancora un po’ di tempo. Ora siamo concentrati a concludere questa stagione come forestali e difendiamo i nostri colori. Sul futuro aspettiamo informazioni dai nostri superiori e prenderemo atto per quanto riguarda le decisioni e cercheremo di riorganizzarci nel miglior modo possibile. L’auspicio è continuare a lavorare con questi ragazzi con i quali abbiamo investito anche al di fuori dell’arruolamento, infatti abbiamo tanti ragazzi nel nostro gruppo sportivo solo aggregati, noi gli diamo l’opportunità di allenarsi con i nostri tecnici che

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Universo Nordico sono tecnici di valore. Cerchiamo di collaborare anche con i Comitati in questo senso. Credo che ci siano anche i presupposti per passare nei Carabinieri, ma al momento è tutto fermo. Vuoi aggiungere qualcosa? Abbiamo quest’anno anche le Olimpiadi giovanili dove avremo due atleti coinvolti per lo sci di fondo: Chiara De Zolt Ponte e Luca Del Fabbro. È una bella opportunità che viene data a loro ed anche un importante stimolo ad impegnarsi nel cammino dello sci di fondo. n 1 Martina Bellini, n 4 Vittoria Zini e n 16 Alessia De Zolt Ponte n 3 Michele Peccoz, n 7 Cristian Moser, n 8 Davide Graz, n 2 Riccardo Bernardi, 5 Daniele Fauner e 12 Giona Barbacetto UN 9

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Abbonati ad UniversoNordico 12 numeri a soli 48,00 Euro scrivi a flaviobecchis@alice.it e ti daremo tutte le informazioni Ricordati che non uscirà in edicola. Cognome e nome .................................................................................................... via ....................................................................................................... n° ......................... Cap ....................... Città ........................................................... Prov. .............................. Tel./email ............................................................................................... Firma del titolare .................................................................. Pago tramite a) BONIFICO BANCARIO di cui allego fotocopia presso INTESA-SAN PAOLO - c/c intestato a EDIZIONI TECNICHE IBAN: IT40 U030 6946 0101 0000 0012 803 . Causale “Abbonamento Universo Nordico“ b) Versamento su Conto Corrente Postale 12347126 - intestato a EDIZIONI TECNICHE Autorizzo la EDIZIONI TECNICHE ad inserire i miei dati per l’invio di materiale informativo, pubblicitario o promozionale ed anche ai fini di informazione e promozione di prodotti e servizi di terza società. In ogni momento, a norma D. Lgs. 196/2003, potrò avere accesso ai miei dati per prenderne visione, chie derne la modifica o la cancellazione oppure oppormi al loro utilizzo scrivendo a: EDIZIONI TECNICHE, Via Cuneo 16/a - 12011 Borgo San Dalmazzo (CN) data .................................................... Firma ....................................................... L’ offerta è valida solo per l’Italia con scadenza 31/03/2016 10 UN

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Universo Nordico Quattro chiacchiere con PIERLUIGI COSTANTIN “in Italia c’è un bel gruppetto e ci sono delle atlete che nei prossimi anni potrebbero fare ottimi risultati” Pierluigi Costantin è nato in Germania e cresciuto come atleta in Valzoldana nel paese dei gelatieri. È entrato a far parte del gruppo sportivo delle Fiamme Oro di Moena. Ha fatto una lunga gavetta, ha partecipato al Mondiale in Val di Fiemme nel 2003 dove ha preso parte alla 30 km in tecnica classica, in un mondiale sfortunato per l’Italia in quanto gli atleti si sono ammalati quasi tutti. Ha vinto un titolo italiano a Demonte nella 10 km in tecnica classica. Partecipa poi alla Fis Marathon Cup con Faustino Bordiga, Gianantonio Zanetel e Marco Cattaneo negli ultimi sette anni di carriera con buoni piazzamenti in particolare nella Marcialonga nel 2003 dove giunse quarto. biathlon, sport che mi è sempre piaciuto ma che non sono mai riuscito a praticare, al tempo direttore tecnico era il valdostano Fabrizio Curtaz. È stata per me un’esperienza molto arricchente, sono stati due anni di cui ho un bel ricordo. Siamo riusciti in quegli anni a fare medaglia con Lukas Hofer a Chanty-Mansijsk nel 2011 nei Mondiali e ci siamo presi delle belle soddisfazioni anche con la staffetta maschile con la vittoria del 2012 ad Oberhof dove era da 18 anni che non succedeva. In quegli anni si sono messe le basi per i successi che stiamo vedendo in questi ultimi anni. Poi Marco Selle, un mio carissimo amico, mi ha fatto la proposta di lavorare con i giovani, con il gruppo junior e poi l’anno successivo con gli Under 23 e così sono ritornato allo La tua carriera da atleta è durata18 anni. sci di fondo. Sono poi passato alla squadra A di Sì, in Italia siamo stati in molti a correre per Coppa del Mondo come aiuto allenatore di Sepp diversi anni se pensiamo a De Zolt, Vanzetta ed Chenetti e quest’anno invece seguo il gruppo adesso ancora Giorgio Di Centa che sta dimo- femminile anche se la collaborazione con Chestrando che con lo sci di fondo si può andare netti e Paolo Riva è continua ed intensa. avanti per parecchi anni. Virginia De Martin ha fatto un ottimo Tour de E poi sei diventato allenatore. ski, Gaia Vuerich a Planica ha centrato la finale. Ho avuto la fortuna di diventare presto un tec- Abbiamo assistito ad un buon miglioramento. nico e ho lavorato per la Fisi, avevo nel frattem- Sono soddisfatto di quello che abbiamo visto. po fatto i corsi da maestro di sci, allenatore ed Sono convinto che qui in Italia c’è un bel grupistruttore. Mi è sempre piaciuto insegnare e ho petto e ci sono delle atlete che nei prossimi anni avuto la fortuna di diventare tecnico della squa- potrebbero fare ottimi risultati. Bisogna avere il dra B insieme a Carlo Zoller. Sono poi passato al tempo e la pazienza di lavorarci bene. PurtropUN 11

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Universo Nordico po in questi ultimi anni sono mancate una o due atlete forti per trainare le altre. Allenarsi insieme è importante soprattutto quando hai un’atleta forte che può aiutare le altre a crescere. Ora speriamo un po’ alla volta di scalare le classifiche e ritornare ai risultati fatti da Arianna Follis e Marianna Longa. Avremo la squadra divisa, le sprinter e gli sprinter saranno a Drammen. I distance partiranno per Oslo e Falun partendo alcuni giorni dopo, avremo la squadra divisa in due. Poi andremo a Lathi sperando di sprecare meno energie possibili poiché poi ci sarà il Tour de Ski del Canada che si preannuncia tosto. Speriamo di poter portare il maggior numero di atleti possibile poiché In campo femminile si è assistito ad uno strapote- là ci sarà una bella occasione per fare punti in re delle norvegesi, con alcune svedesi, finlandesi quanto le varie squadre non saranno ad orgaed americane ogni tanto in grado di contrastarle; nico completo. Anche noi porteremo una rapcome è possibile contrastare questo strapotere? presentanza, puntando su chi ha dimostrato di Sarebbe bello avere la soluzione. Non è facile, riuscire a classificarsi nei primi trenta ed avvicima da come era partita la stagione possiamo narsi il più possibile al gruppo rosso. dire che già adesso sono meno imbattibili. Nelle prime gare sia al femminile che al maschile Federico Pellegrino sta facendo una splendida spesso avevamo norvegesi nelle prime quattro stagione, ma anche Francesco De Fabiani ha fatposizioni con larghi distacchi. Sono partiti ve- to molto bene anche al Tour de Ski. Come vedi la ramente a tutta ma adesso sia nelle donne che squadra maschile? nei maschi sono meno extra-terrestri. Le ame- Probabilmente qualche giornalista norvegese ricane, qualche finlandese e svedese le hanno starà intervistando gli allenatori della loro squacontrastate, anche se sul podio finale del Tour de dra e gli starà chiedendo come è possibile batteSki hanno fatto ancora pieno bottino, possiamo re Federico Pellegrino (breve risata); già l’anno però sperare di riuscire a batterle. Al momento scorso l’ha dimostrato di essere tra i più forti ci riusciamo nel settore maschile, mentre nelle sprinter ma quest’anno in pattinaggio è imbattiragazze dobbiamo restare con i piedi per terra e bile, come si è visto fino ad ora. Siamo convinti sperare di scalare un po’ alla volta questa classi- che possa migliorare ancora in tecnica classica; fica. Virginia al Tour de Ski ha fatto ottime gare siamo fortunati ad avere un atleta con queste cae forse anche di più di quanto speravo all’ini- ratteristiche, anche altri atleti possono far bene zio; questo dimostra che a volte basta poco per e ci auguriamo possano entrare in quasi tutte mettere il naso anche fra le prime dieci. Bisogna le gare nei primi trenta. De Fabiani è un talencrederci e se Virginia ci è riuscita sono convinto to straordinario, è giovanissimo, è ai primi anni che possano arrivarci anche l’Agreiter, la Scar- da senior ed ha già fatto vedere ottime cose, ha doni, la Debertolis e la Stuerz. Speriamo di re- dato filo da torcere a gente come Sundby, Norcuperare quanto prima la Baudin che quest’anno thug e altri norvegesi e russi. Ora gli avversari ha avuto ancora grossi problemi: mi auguro che lo conoscono ma le prime gare lo guardavano siano riusciti a trovare la soluzione e che possa chiedendosi “cosa vuol fare questo?“. Per noi è riprendere al 100% per la prossima stagione. importante poter contare su di lui e sapere che ha ancora molti margini di miglioramento; speLa Coppa del Mondo si ferma e saremo a Bosco riamo in grandi cose nel prossimo futuro. Anche Chiesanuova per i campionati assoluti. lui è da stimolo per altri atleti che sono in squaLe ragazze saranno quasi tutte impegnate, ag- dra come ad esempio Noeckler. Didi ci auguriaguerrite, proveranno a vincere per avere la si- mo che possa far meglio poiché al momento non curezza di partecipare alle prove di Coppa del ha ancora espresso il suo vero valore; mi auguro Mondo. che al nord ed in Canada riesca a venir fuori e la stessa cosa vale per Clara. Roland quest’anno ha Come vi organizzerete per le trasferte scandinave avuto un po’ di problemi fisici, l’abbiamo visto in e poi per il Tour de Ski del Canada? crescita a Nove Mesto e ci auguriamo che anche 12 UN

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Universo Nordico lui riesca a far risultato. Eri presente in Val di Fiemme ed hai visto i giovani: come li vedi e come stanno lavorando i Comitati Regionali? C’è sicuramente molto da lavorare, ho visto un bel movimento con molti ragazzi impegnati. In Italia abbiamo l’esigenza che molto presto bisogna fare risultati altrimenti non si viene considerati dai corpi sportivi e questo non so se è un bene poiché a volte i Comitati puntano molto a fare dei risultati fin da subito. Credo che la federazione in futuro debba far lavorare molto di più gli sci club e i loro allenatori per insegnare ai ragazzi a sciare bene e non solo ad andare forte. Va fatto un buon lavoro sulla tecnica, in modo che quando arrivano alle squadre nazionali siano a posto e da quel momento si possa lavorare sull’allenamento, sull’alimentazione ed altre cose. Questo sarebbe l’ideale, così da non perdere del tempo per sistemarli a 20 anni tecnicamente. Mi sembra che la partecipazione sia buona, purtroppo nell’età dai 15 ai 18 anni se ne perdono sempre tanti, un po’ anche per motivi scolastici. Nella mia zona per andare a scuola a volte si fanno tanti sacrifici dovuti alla distanza; alcuni fanno circa 50 km per cui poi diventa difficile trovare il tempo per allenarsi. I ragazzini negli sci club ci sono, chi ha le capacità ed anche la passione poi in genere continua e a quel punto può aspirare ad entrare in un gruppo sportivo e poi nella nazionale. Anche i risultati di Pellegrino e De Fabiani possono diventare uno stimolo importante per questi ragazzini che sperano un domani di diventare come loro. Il biathlon sta facendo passi da gigante, è molto seguito sia dal pubblico che a livello mediatico. Cosa ha da insegnare allo sci di fondo? Il biathlon ha la fortuna di avere la parte del tiro al poligono che è sicuramente spettacolare, crea suspense e può condizionare nel bene e nel male una gara. Infatti fino all’ultimo poligono non si ha mai la certezza di aver vinto. Chi va a vedere una gara di biathlon, otto persone su dieci vuogliono avere un posto in tribuna dove si vedono sparare gli atleti e questa è sicuramente la marcia in più che ha il biathlon. C’è da dire che l’IBU sta dando una mano a tutte le nazioni più piccole, le aiuta economicamente. Se guardiamo la partecipazione ad una staffetta del biathlon vediamo un numero decisamente superiore di nazioni rispetto al fondo; ad Anterselva erano 25 le squadre alla partenza della prova maschile e 19 in quella femminile, mentre a Nove Mesto erano 19 le squadre maschili ma nel fondo abbiamo squadra A e squadra B. L’IBU aiuta moltissimo le piccole nazioni dal punto di vista economico spesando tecnici ed atleti e questo alla fine gli ritorna come una maggior partecipazione e di conseguenza rende più accattivante una competizione anche per gli sponsor. Forse questo la FIS dovrebbe anche farlo, avere due o tre nazioni fortissime non aiuta il movimento a crescere, anche perché nei trenta troviamo spesso cinque o sei nazioni invece di averne molte di più. Non so se questa sarà una soluzione ma la FIS nei prossimi anni dovrà sicuramente cambiare qualcosa. Bisogna anche dire che Anterselva, Ruhpolding e Oberhof sono i templi del biathlon: oltre alla gara c’è tutta un’organizzazione dietro. Ho tanti amici che ho invitato ad assistere alle gare di Anterselva, il clou è il momento della gara, pensiamo anche agli attuali risultati dei nostri atleti e poi ci sono molte manifestazioni di contorno compreso il tendone che non è da sottovalutare poiché si può fare un po’ di festa e divertirsi. Le località del fondo forse dovrebbero imparare qualcosa da queste organizzazioni. Tante, forse troppe sono le tappe in calendario nello sci di fondo: ogni weekend con una diversa località e questo obbliga le squadre ad arrivare all’ultimo momento il giovedì; sabato e domenica ci sono le gare e poi si ritorno a casa. Nel biathlon ci sono le nove tappe, alcune di queste sono fisse come Anterselva, Ruhpolding e Oberhof, le squadre rimangono nella località per quasi una settimana intera poiché fanno più gare che incominciano da giovedì ed a volte da mercoledì. A volte una serata è dedicata agli atleti che incontrano il pubblico, magari fanno una foto insieme, un autografo e questo è importante anche per la crescita del movimento stesso. Alla fine vediamo ad Anterselva oltre i 20 mila spettatori e questo aiuta lo sport a crescere e a farsi conoscere. UN 13

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