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vision direttore responsabile giuseppe d onchia mensile di attualità curiosità arte cultura spettacolo e tendenze numero 46 anno v maggio 2011 2,50 migliora la tua vita con copia omaggio costruzioni impianti industriali giuseppe casciana responsabile tecnico casciana acque
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mensile di attualità curiosità cultura spettacolo e tendenze registrazione tribunale di gela n° 1/05 del 20/12/2005 società editrice pubblivision s.n.c via dolomiti,4 gela direttore responsabile giuseppe d onchia direzione e redazione via dolomiti 4 93012 gela cl italia coordinamento giornalistico a cura della pubblivision edizioni ufficio marketing e comunicazione gaetano tascone concessionaria esclusiva per la pubblicita pubblivision s.n.c agenzia di pubblicità via dolomiti 4 tel fax 0933 919333 93012 gela cl italia ufficio commerciale gaetano tascone testi nuccio mulè liliana blanco franco città giovanni manna andrea cassisi simone lombardo james maddiona flavio centamore rosario smecca rocco morello epifanio battaglia daniela pellegrino totò sauna roberta dainotto fabrizio internullo rocco vacca rosa sauna luciano vullo marco trainito aurelio giudice andrea smecca enzo emmanuello rosa battaglia carmelo scicolone miriam virgadaula jerry italia rosario cauchi francesco pira cristina siracusa filippo guzzardi domenico russello marco di dio gaetano trainito elisa aliotta greta smecca maria antonucci graphic designer rocco savatta stampa gescom spa distribuzione pubblivision s.n.c fotografia pubblivision simone lombardo posta elettronica per le vostre segnalazioni vision@pvweb.it direttore@vision-online.it sito web www.vision-online.it numero chiuso il 10 maggio 2011 ci scusiamo anticipatamente per eventuali errori di testo ufficio pubblicità tel 0933 919333 pubblivision@pvweb.it
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06 vision l afghanistan al confine tra la morte e la vita di daniela pellegrino l sole alto nel cielo gli occhi ancora umidi dal ricordo e tante parole che sgorgano come fiume in piena sono frasi delicate e intense ricche di momenti che neppure l eternità potrà cancellare sebbene facciano male sebbene la mente desideri rimuoverli dalle immagini del passato ogni tuo passo ogni tuo gesto anche il più piccolo rivive di ciò che è stato si alimenta dell esperienza che ti ha fatto divenire uomo dell esistenza che hai assaporato e che ti ha donato il coraggio e la forza che mai avevi avuto mai fino a quel giorno prima di partire prima di posare piede su una terra dal manto dorato violentata dalla cattiveria umana dalla malignità dalla brutale crudeltà lì dove la vita ha un peso che non tutti sono in grado di portare sulle spalle lì dove le nuvole non fanno ombra e la luna non basta a illuminare l oscurità e il buio celato di paura proprio lì dove regna ciò che uccide ogni speranza la guerra i si fa amara al palato di chi la pronuncia assordante all udito di chi l ascolta macchia indelebile per chi la vive ti segna e si trascina con te fino al tuo ultimo giorno sulla terra sarà un volto senza nome stavolta un corpo dall identità nascosta per il rispetto del suo racconto proprio come l intervistato ci ha chiesto a voi l afghanistan perché la scelta di entrare nell esercito come vpf1 volontario in ferma prefissata per un anno e stata una scelta determinata da diversi motivi ho sempre desiderato diventare carabiniere e l esperienza nell esercito mi sarebbe tornata utile per fare in seguito il concorso e indossare la divisa blu con le strisce rosse in più sono sempre stato affascinato dal mondo militare sono sempre stato un tipo combattivo e non mi sono mai fermato davanti a nulla sentivo nell animo che faceva per me
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07 vision la notizia di partire per l afghanistan cosa vuol dire per le persone care prima di partire l esercito ci ha formati psicologicamente e anche tecnicamente saremmo partiti per una missione di pace al fine di portare i nostri aiuti umanitari all estero amare un soldato è quasi una responsabilità ho dovuto preparare per bene la mia famiglia il mio migliore amico e quella che era al tempo la mia ex ragazza sarei partito perché lo volevo ero preparato a livello operativo sarebbe stata un esperienza che mi avrebbe formato per il futuro la mia famiglia è sempre stata pronta a sostenermi a lasciare che facessi ciò che l istinto e il cuore mi inducevano a fare anche se la posta in gioco sarebbe stata più alta di qualsiasi altro gesto avessi mai compiuto ovvia la preoccupazione tanta la paura ho avuto anche l appoggio del mio migliore amico è stata una vera forza per me che forse non sapevo ancora bene a cosa stavo andando incontro ciò che mi ha sempre fatto andare avanti è stata la certezza la convinzione interiore che sì sarei partito e sarei anche tornato ce l avrei fatta lo sapevo come inizia tutto il viaggio verso l afghanistan inizia già non appena chiudi i bagagli e in quel momento che capisci che non è uno scherzo che è la tua realtà chiudi l ultimo zaino alle prime ore del mattino e ti prepari a una meta che conosci solo da ciò che l addestramento ti ha suggerito suona così la sveglia ti fai la barba come qualsiasi altro giorno ti vesti e vai a caricare gli zaini sui mezzi di trasporto via così verso l aeroporto e sali su un normale aereo civile che ti condurrà ad abu dhabi capisci poi di non essere più in italia e vieni imprigionato in uno spiazzale con tanti militari chiuso da mura alte e filo spinato puoi chiamare i tuoi cari sentire le voci della tua famiglia e avvisarli di essere arrivato è il solo mezzo per sentirti ancora a casa mangi dei tramezzini bevi una bibita e ti addormenti su una brandina col naso verso il cielo e lasci che questo ti riempi l animo di tutte quelle stelle mai viste prima all alba del giorno seguente carichi tutto e parti verso una terra dai segni singolari l aereo atterra e scendi di corsa col fucile in mano giubbotto antiproiettili ed elmetto il tempo di guardarti attorno per capire appena di essere giunto in un posto che fa parte del tuo globo ma non ti appartiene lì inizia tutto le prime settimane in afghanistan la prima settimana vieni istruito su tutto ciò che ti tornerà utile per vivere lì ti spiegano come comportarti con la popolazione ti informano sulle loro abitudini sui loro costumi ti insegnano a riconoscere i vari tipi di ied vale a dire ordigni esplosivi improvvisati vieni trasferito nella tua area di controllo e qui inizi ad attuare ciò che fino a quel momento hai solo studiato cominci con operazioni di ricognizione servono per avere un primo contatto con la gente per informarli della nostra presenza e vedere come procedere per aiutare chi ha bisogno con cibo coperte e aiuti medici da parte dei nostri ufficiali sanitari cosa l ha colpita particolarmente della vita in afghanistan il modo in cui vengono trattati donne e bambini vengono sfruttati e soprattutto sono sottomessi al volere e alle decisioni dell uomo del maschio un esperienza sicuramente pesante dove trovava la forza di affrontare ogni nuovo giorno nella mia famiglia e negli amici che non ho mai sentito lontani anche se distanti e in me stesso avevo costruito una piccola panchina con una rete di hesco bastion e una tavola di compensato data dagli amici degli usa era proprio su quella panca che potevo concedere del tempo a me stesso mi rifugiavo tra i pensieri confondendomi nel mio passato nel mio presente e nel mio futuro incerto tornavo così in tenda e mi abbandonavo alla musica per non sentire i rumori degli aerei e della guerra cercavo di cancellare dalla mente tutte le immagini che mi avevano accompagnato lungo ogni singolo giorno e nella musica trovavo il conforto a un sonno ormai frustrato quale il ricordo più brutto questo è un po il ricordo più brutto ma anche il più bello perché è stato proprio allora che ho capito che sarei tornato a casa che avrei rivisto tutti era il 3 febbraio ed eravamo usciti dalla nostra bolla di sicurezza capitai forse per caso nel secondo mezzo della colonna diversamente da quanto si era deciso il giorno precedente quando avevo saputo che sarei dovuto salire sul primo mezzo proprio questo infatti fu vittima di un attentato ied ci furono cinque feriti quella volta ma per fortuna nessun morto e mai stato colpito preferisco non rispondere voglio tenere per me i ricordi più profondi e intimi di questo mio scorcio di vita cosa le ha insegnato l afghanistan il rispetto della vita in primis e sempre troppo sottile il confine tra la morte e l esistenza è tutto troppo importante e spesso non ce ne rendiamo conto forse lo dimentichiamo e ciò finché non abbiamo assaporato il rischio dell eterno abbandono una volta tornato in italia qual è stata una delle prime cose che ha fatto un tatuaggio che io stesso ho disegnato e un arcangelo inginocchiato col volto chinato e i capelli che gli avvolgono il viso in segno di sottomissione e il soldato di dio al quale al rientro dalla sua missione viene cancellata la memoria così che non viva più di ricordi quasi il tentativo di annullare tutto ciò che ho visto in quei sei mesi di missione dopo ciò che ha vissuto cosa si sentirebbe di dire a quanti partono per la sua stessa esperienza e una domanda molto difficile questa puoi avere come me la fortuna di tornare sano e salvo a casa e avere così ancora fiato per parlarne e raccontarne ogni giorno che passa ma potresti anche non avere questa stessa fortuna e lasciare che siano soltanto gli altri a raccontare di te al mondo e dura è una scelta pesante io scelsi di rischiare al tempo di mettere a repentaglio la mia vita e sacrificare il dolore di quanti mi hanno sempre amato se tornassi indietro lo rifarei
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08 vision dotta un bambino azerbaigiano nella tua città è il progetto creato dall associazione no profit burattino ad opera di carmelo nucera con lo scopo di promuovere l ospitalità dei bambini poveri dell azerbaijan presso le famiglie siciliane interessate all iniziativa l azerbaijan è una ex-repubblica sovietica dell asia transcaucasica affacciata sul mar caspio un economia ed una politica ancora emergenti un paese che porta i segni dei conflitti degli anni novanta la povertà è piuttosto diffusa molti tra cui bambini seriamente malati non possono accedere alle cure mediche tra l altro scarse e costose la dottoressa arzu gitaliyeva head of legal department del ministero del lavoro e della protezione sociale della repubblica dell azerbaijan in visita in sicilia ha incontrato il presidente della provincia di ragusa dottor franco antoci e il responsabile dell assistenza medica agli stranieri dell asp di ragusa dottor fortunato miceli foto a destra per porre le basi del progetto l associazione burattino si è preposta l obbiettivo di far adottare un bambino povero dell azerbaijan ad ogni città siciliana i bambini soggiorneranno in sicilia per un periodo di quindici giorni o anche più a seconda della disponibilità delle famiglie interessate tale periodo aiuterà senz altro a migliorare le condizioni psico-fisiche del bambino dando un opportunità di crescita e di arricchimento culturale non solo anche alle famiglie che vorranno aderire al progetto il sostegno potrà essere prolungato anche oltre il tempo del soggiorno in sicilia con la donazione di una carta personalizzata al bambino per l invio diretto di denaro oppure di giocattoli vestiti e materiale scolastico in modo da poter seguire e accompagnare la sua crescita con beni di prima necessità e con l affetto e l amore di una vera famiglia a inoltre per questa estate l associazione burattino conta di far giungere in sicilia alcuni bambini malati che hanno bisogno di cure delicate e particolari non reperibili nel paese d origine esmer ha sette anni è una bambina dolcissima che all età di un anno ha perso un occhio a causa di un tumore ed ha bisogno di un trapianto aygun ha dieci anni ed una paralisi celebrale e non può permettersi una terapia riabilitativa nel suo paese i fratellini sara e rafael hanno perso tutto e vivono al di sotto della soglia di povertà perché la madre da sola non può garantire loro un vero sostentamento questi e altri bambini vivono in condizioni davvero precarie la loro gioia di vivere e la loro forza d animo è grande ma hanno bisogno del nostro sostegno e del nostro amore per informazioni sul progetto contattare il sito www.burattino.org oppure telefonare al numero 0952939187.
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mediterranei di luciano vullo pensieri 09 vision orse ci sfuggono i tempi in cui ci è toccato di vivere scrivo forse e vorrei dire con certezza se non corressi il rischio di essere giudicato arrogante abbiamo prosciutti davanti agli occhi non pagliuzze o travi che hanno dato fastidio e abbiamo fatto del tutto per togliercele ora invece prosciutti belli grossi untuosi non è facile toglierceli scivolano alla presa e bunga bunga diciamo pure che piacciono capita di giudicare rancorosi quanti non ce l hanno e vorrebbero la realtà sfugge una volta i filosofi dicevano del velo che ci impediva di vedere maya la realtà in sé ed era un dramma dell anima ora non c è più problema ci fermiamo ai prosciutti alla pancia o giù di lì perché il resto non conta anzi non c è resto ci suggerisce qualche saggio tutto fiction tutto fiction anche i cadaveri che vengono trovati nel cimiteromediterraneo tutto fiction anche i bambini che continuano a nascere e pure a morire di fame roba da tg per qualche minuto stop and go on anzi niente stop go on cammina e goditi i prosciutti untuosi se ce li hai e arrangiati procurateli datti da fare in qualche modo ci sfuggono i tempi nostri mi viene il dubbio che non si può continuare a vivere con questi untuosi prosciutti davanti agli occhi ci costringono alla solitudine non conforta se la viviamo come solitudine di massa ché sempre solitudine è da quando abbiamo imparato a stare in posizione eretta abbiamo cercato l altro almeno un cane e ci siamo addomesticati noi umani preumani inumani e canidi f addomesticati per un cammino lungo millenni la casa la famiglia la chiesa sine ecclesia nulla salus lo stato per garantirci la salute la sicurezza sine cura che meraviglia se tra un prosciutto e l altro riusciamo a intravvedere quello che è avvenuto nel mediterraneo sul quale siamo cresciuti che ci ha allevato noi siciliani che stiamo proprio nel mezzo del mare di mezzo ne abbiamo visto che vita da quest isola a volte viene la nostalgia guardando tra un prosciutto e l altro quando l occhio riesce a liberarsi dall unto l unto di grasso che non è l unto dal signore ben altra storia la passione la morte e la resurrezione tutta mediterranea da gerusalemme a roma senza escludere quel che venne da eleusi e si fermò anche a gela nel racconto nella liturgia nella vita quotidiana che fu vita di comunità nel bene e nel male di sguardi e di parole di condivisione di pane e di lutti i nostri tempi nulla ecclesia nulla salus nulla cura non direi uno sforzo in più certo per liberarci da questi fastidiosissimi prosciutti per fare filtrare luce e mettere gli occhi nelle condizioni di vedere di conoscere che una lunga storia è all epilogo una nuova se ne preannuncia sarei presuntuoso se l affermassi però un po di coraggio quanto meno per risparmiare al mare nostrum tanti lutti e offrire ai bambini speranze se non proprio certezze di vita la salute non può stare fuori dalla comunità quale comunità questo è il problema richiede pensiero certo fatica forse la rinuncia a qualche prosciutto vero o immaginario forse ne vale la pena ex dirigente scolastico
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10 vision don antonio sciortino in questo paese se esprimi un opinione contraria al governo sei un nemico da abbattere di jerry italia viviamo in un tempo strano un tempo nel quale un governo che ha di fatto ricevuto un´ampia investitura popolare sta instaurando una sorta di dittatura soft-core che mette seriamente a rischio il rapporto tra democrazia rappresentativa e democrazia di opinione nella sostanza dei fatti invocando l´estesa legittimazione popolare come scudo all attività del governo si inficia pesantemente la possibilità di chiunque la pensi diversamente di esprimere opinioni e critiche chi si assume la responsabilità di criticare legittimamente l attività governativa è sempre più spesso soggetto ad attacchi frontali e a campagne denigratorie mediatiche in una situazione del genere diventa legittimo chiedersi se non sia in atto un ritorno all´autoritarismo ad un regime che calpesta l etica e la morale diffusa da cui sarà difficile liberarsi e in un periodo nel quale c è il massimo disprezzo per i valori etici e morali fa specie il silenzio assordante della chiesa istituzionale viene naturale chiedersi allora quale debba essere il ruolo dei cattolici in politica in che modo sia possibile ritornare al concetto di alta politica che fu dei grandi politici cattolici da sturzo a moro e come sia possibile uscire da questo addormentamento delle coscienze che sta lentamente spegnendo il futuro di questo paese ne abbiamo parlato con don antonio sciortino direttore di famiglia cristiana in questo momento una delle poche voci fuori dal coro un settimanale che non teme di far sentire la sua autorevole voce denunciando i mali della politica italiana mi sintetizza in poche parole il suo concetto di politica la politica è servizio servizio al paese servizio al bene comune e soprattutto è un arte nobile io ho della politica quella concezione che fu già di paolo vi cioè che la politica è la più alta forma di servizio e di carità che si possa dare ai cittadini in vista del bene comune e invece come definirebbe la politica odierna una degenerazione del reale concetto di politica perché è priva di riferimenti etici e senza riferimenti etici la politica diventa spartizione di affari di interessi personali quando non diventa vero e proprio malaffare i cattolici in politica necessari irrilevanti trasversali isolati quale di queste parole secondo lei indica lo stato della situazione dei cattolici italiani assolutamente necessari c è la tendenza diffusa ad estromettere i cattolici dalla politica quasi che la gestione del paese fosse cosa che riguarda esclusivamente gli altri e non i cattolici oggi è più che necessario il ruolo dei cattolici che storicamente hanno notevolmente influito nella creazione della costituzione di questo paese se proprio però dobbiamo denunciare qualcosa è il fatto che i cattolici oggi abbiano abdicato al loro ruolo in politica bisogna rinnovare e rafforzare l impegno cattolico ripartendo ad esempio dalle scuole di formazione politica ad oggi i politici cattolici sono sicuramente poco incisivi nella creazione delle leggi
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11 vision a quali principi deve fare riferimento un cattolico che voglia impegnarsi in politica qual è a suo parere la parola chiave che li sintetizza tutti l impegno cattolico deve nascere dai principi dettati del vangelo che mettono al centro la dignità della persona l uguaglianza di tutti gli esseri umani principi e valori che devono dare una più forte connotazione etica alla politica guardando le foto in bianco e nero dei politici cattolici che hanno governato l italia da de gasperi a moro e guardando le foto a colori dei governanti di oggi cattolici sedicenti o meno ha nostalgia del passato devo dire che i governanti di oggi fanno rimpiangere enormemente figure altissime come de gasperi o moro i politici cattolici di oggi mirano di più al pragmatismo all utilitarismo spesso anche in contraddizione con i principi evangelici i cattolici in politica oggi sono al traino di chi governa non ispirano più le leggi e non riescono ad incidere in alcun modo nella attività amministrativa del paese sono praticamente schiavi delle logiche di partito famiglia cristiana è da molti considerato un vero è proprio giornale d opposizione cosa vi spinge a perseguire questa linea apparentemente scomoda per un settimanale di ispirazione cristiana e che problemi vi ha creato con le gerarchie ecclesiastiche a me non piacciono le etichette in questo paese ormai se esprimi un opinione contraria al governo vieni subito tacciato di essere comunista o catto-comunista un nemico da abbattere È capitato persino all arcivescovo di milano che per aver difeso il diritto inalienabile alla preghiera per tutti i cittadini di qualsiasi culto venne tacciato dagli esponenti leghisti come l imam di kabul i nostri principi ispiratori sono quelli dettati dal vangelo dalla dottrina sociale della chiesa e basandoci su questi principi alziamo la voce quando riteniamo necessario quando vengono violati i diritti elementari degli esseri umani quando si calpestano i valori etici e morali quando ci si discosta dai principi evangelici siamo tanto eversivi quanto può essere eversivo il messaggio del vangelo perché secondo lei la chiesa nella sua rappresentazione più elevata e ufficiale il vaticano così come si esprime con nettezza sui diritti civili le unioni di fatto il fine vita e l aborto non ha mai detto una sola parola chiara e definitiva sul concetto di etica pubblica che il berlusconismo ha incarnato e incarna tuttora la chiesa talvolta ha balbettato e non ha alzato la voce con chiarezza con nettezza come dovrebbe fare quando sono in ballo valori forti molti si sono chiesti quale sia il prezzo del silenzio della chiesa io penso che oggi ci sia più bisogno di profezia c è la necessità che la profezia prevalga sulla diplomazia su certi valori la chiesa non può assolutamente permettersi di essere ricattata da nessuno perché ha il dovere di annunciare la verità e la verità non può avere un prezzo caso ruby leggi ad personam attacchi violenti alla costituzione e politica contro l immigrazione fino alla richiesta di abolizione del reato di apologia del fascismo le prove tecniche di regime sembrano essere arrivate al termine dobbiamo aspettarci il peggio che indicazioni si sente di dare per uscire da questo nuovo regime l opinione pubblica deve svegliarsi dalla narcosi in cui è precipitata in questo paese siamo stati anestetizzati e siamo diventati vittime inconsapevoli di un pensiero unico calato dall alto frutto soprattutto di un azione massiccia dei mass-media concentrati nelle mani di un unico soggetto stanno manipolando le menti ed addormentando le coscienze attraverso la proposta di uno stile di vita che è lontanissimo dai principi di ispirazione cristiana la democrazia scricchiola in questo paese quando si attacca la costituzione quando non si riconosce all opposizione il diritto di esprimere una posizione alternativa quando si vogliono sottomettere poteri come la magistratura che invece dovrebbero essere di garanzia quando si annienta l opinione pubblica il rischio di regime è molto elevato bisogna svegliarsi prima che sia troppo tardi oltre vent anni di berlusconismo come hanno modificato le coscienze degli italiani i vescovi hanno parlato di modifiche antropologiche e io mi sento di confermare questa visione oggi gran parte dei nostri giovani non aspira più ad una realizzazione professionale ma mira più ad apparire abbiamo creato una società dell apparire ad ogni costo che si è totalmente svuotata di qualsiasi valore ed etico questa è una vera e propria devastazione delle menti a cui bisogna immediatamente apporre un argine che paese è oggi l italia in cui viviamo e come pensa che sarà nell immediato futuro bisogna programmare l italia e bisogna farlo partendo da due punti fondamentali i giovani ed i migranti senza la valorizzazione dei giovani non può esistere un futuro e bisogna considerare la presenza di migranti nel nostro paese non più come una minaccia ma come una risorsa non solo dal punto di vista economico ma anche da quello demografico questa potrebbe essere la strada giusta per far rinascere questo nostro paese
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12 vision succede a perugia un giorno al festival internazionale di giornalismo di rosa battaglia si è svolta lo scorso mese la v edizione del festival internazionale del giornalismo di perugia realizzato con il contributo della regione umbria e inaugurato da roberto saviano cinque giorni tra keynote speech incontri-dibattito tavole rotonde interviste presentazioni di libri workshop proiezioni di documentari concorsi premiazioni e mostre una manifestazione esplosiva a ingresso libero e aperta a tutti con giornalisti e aspiranti tali provenienti da tutto il mondo oltre 140 eventi e più di 300 giornalisti ed esperti della comunicazione si sono ritrovati nel capoluogo umbro per discutere di giornalismo di attualità e di problemi dell informazione in modo informale senza troppi riflettori ma con tante notizie e approfondimenti di ogni tipo un modo interessante per parlare di giornalismo con gli addetti del settore confrontandosi su tematiche vastissime dalla cronaca a wikileaks alla dura carriera delle redazioni ai più blasonati temi dei new media e del giornalismo in rete arriviamo al festival in un atmosfera quasi surreale sono numerosissimi infatti i panel e gli appuntamenti che si svolgono nei teatri e nelle antiche sale dei palazzi storici del centro medievale della cittadina umbra dove si respira un aria davvero frizzante e assolutamente internazionale tuttavia è il locale a farla come sempre da padrone e il pomeriggio inizia con la calabria e la ndrangheta con la persecuzione dei giornalisti calabresi di calabria ora che per raccontare le difficoltà della loro terra ricevono minacce quasi ogni giorno la libertà di informazione calabrese si trova oggi in uno stato di assoluta emergenza 20 giornalisti minacciati dall inizio dell anno 35 nell ultimo biennio circa 8 costretti ad avvalersi della scorta nei propri spostamenti perché il vero giornalismo è quello che scava nel locale per dare eco nazionale ai problemi che logorano una regione così come quello che racconta luca telese de il fatto quotidiano nel suo strepitoso monologo come non si diventa giornalisti dove ricorda la straordinaria giornalista catanese mariagrazia cutuli eroina del precariato morta in afghanistan durante l inchiesta sul gas nervino una realtà difficile quella di chi si accinge al mestiere praticantati che rappresentano un miraggio contratti a termine ordini regionali che sembrano essere una casta e scuole di giornalismo che costano più del guadagno medio di un giornalista nei primi dieci anni della sua carriera il mio contratto era sempre a termine scadevamo tutti come yogurt ricorda telese e questo il monologo di luca che la sera lo incontriamo per caso al ristorante è anche questa la magia del festival colpito dai complimenti che gli porgiamo ci chiede da bravo giornalista cosa vi ha colpito di più del mio intervento come non citare il toccante ricordo della cutuli al corriere della sera c era una ragazza di trent anni bellissima affascinante in gamba con due palle cosi spesso portava gli stivali veniva da catania e fermava gli orologi per la sua bellezza e bravura lei è rimasta laddove tutti tornavano ma in questa edizione per noi siciliani il festival va ricordato soprattutto per una notizia che ci riguarda in prima linea peppino impastato giovanni spampinato mauro rostagno cosimo cristina i loro nomi mancavano dal muro della memoria del newseum di washington dove sono incisi i nomi di persone che nel mondo dell informazione hanno perso la vita da giovanissimi facendo il proprio lavoro alla ricerca di notizie scomode grazie al contributo di un giovane giornalista che collabora con l ong ossigeno per l informazione il freelance andrea gerli questi nomi siciliani faranno parte del muro dedicato alla memoria di grandi colleghi.
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14 vision il giornalismo in rosa daniela vinci un episodio mi ha profondamente scossa e non nascondo di avere redatto i miei articoli con le lacrime agli occhi in quei casi ti senti impotente narrare tragedie umane di tale entità non lascia per niente indifferenti
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15 vision di andrea smecca arissimi assidui e affezionati lettori di vision siamo arrivati al capolinea del nostro viaggio nel mondo del giornalismo al femminile alla fine della nostra rubrica troviamo ma non per ordine di importanza daniela vinci redattrice de la sicilia che ci ha concesso una ricca e dettagliata intervista sulla sua attività sul territorio gelese non voglio rubare q uindi prezioso spazio dilungandomi in parole ma catapultiamoci subito nel suo meraviglioso mondo come e dove inizia la tua passione per il giornalismo tutto è cominciato per gioco questo gioco pian piano è diventato la mia vita ed anche la mia passione era l estate del 93 quando per occupare il tempo in una città come la nostra sempre avara di diversivi decisi di accostarmi ad un emittente televisiva locale video golfo era un mondo nuovo per me ma l idea di raccontare giornalmente la storia della mia città cominciò a solleticare la mia mente ed anche un pò il mio cuore subito fui catapultata nel mondo dell etere come speaker del tg fu un esperienza strabiliante giorno dopo giorno il mio interesse non fu solo per la semplice lettura del tg ma cominciai a partecipare alla preparazione delle notizie da leggere e qui cupido colpì il mio cuore pochi mesi dopo accadde qualcosa di inaspettato attraverso una telefonata fui convocata nella sede locale del quotidiano la sicilia per un colloquio pensai allo scherzo di qualche amico burlone riagganciai e seppur con incredulità andai all appuntamento e scoprii che era tutto vero mi ritrovai a fronteggiare una situazione più grande di me mi faceva tremare l idea di scrivere una notizia contando le righe ma avendo sempre chiaro che quella notizia da me redatta doveva colpire il lettore attraverso un linguaggio specifico molto tecnico ma accessibile a tutti da quel maggio del 1994 la sede locale del quotidiano la sicilia è diventato il luogo in cui racconto una parte della vita e della storia della nostra città dal 96 mi occupo di cronaca nera e giudiziaria occupandoti di cronaca giudiziaria come fai a ricordare tutte le date dei processi e a fare riferimenti con l attualità questione di memoria o hai una tua bibbia personale beh direi che la mia mente non è infallibile ma felicemente allenata penso comunque che sia la memoria che la bibbia vadano di pari passo l una ti aiuta e l altra non ti tradisce ovviamente oggi dopo diversi anni di pratica posso dire che la mia mente è così elastica grazie ai continui stimoli che ricevo quotidianamente ed alle tante strategie che col tempo ho acquisito e vero che sei una delle poche per non dire l unica che segue i processi in tribunale la tua presenza in quelle circostanze è motivo di fastidi per chi sale sul banco degli imputati oddio non mi sono mai guardata attorno quindi presumo di essere effettivamente l unica che segue i processi che riguardano fatti che vedono imputati anche in altre parti d italia i nostri concittadini penso che a qualcuno possa avere dato fastidio la mia presenza durante la celebrazione di alcuni processi ma non penso che sia un mio problema il giornalista ha il dovere di narrare in modo obiettivo ed impersonale i fatti daniela tu hai vissuto purtroppo i tragici anni della guerra di mafia che ricordi hai di quel periodo con quale stato d animo viveva un giornalista che come te raccontava quella realtà gelese vorrei precisare che gli anni della guerra di mafia non li ho vissuti da giornalista di quegli anni bui della nostra storia cittadina ho raccontato invece i processi che si sono celebrati contro gli autori di quella stagione di piombo ho vissuto invece il clima di terrore che ha colpito gela tra la primavera e l estate del 99 c ricordo che quando nell aprile di quell anno terribile si aprì la prima maglia di quella faida interna che interessò le due frange di cosa nostra a gela e poi sfociata a luglio in quattro morti ammazzati in 36 ore mi trovavo in spagna mi avvertirono telefonicamente di quello che stava succedendo e quando alcuni giorni dopo rientrai a gela trovai una città cupa capii che non tirava una buona aria e che quei primi tentativi di omicidio avrebbero sconvolto per l ennesima volta la vita di gela macchiandola di sangue furono mesi terribili anche per noi giornalisti catapultati giorno dopo giorno in prima fila a raccontare storie di mafia e di sangue che distruggevano l immagine di gela catapultata nei tabloid di tutto il mondo non come meta turistica ma città di mafia e di orrore anche per chi come me fa parte della carta stampata ha raccontato con dolore quella brutta pagina della nostra storia cittadina hai vissuto esperienze negative in quegli anni se sì ce ne racconti qualcuna hai avuto paura ovviamente esperienze negative nel raccontare il sangue che veniva versato nella mia città ne ho vissute parlare di persone che vengono uccise e di famiglie che vengono distrutte dal dolore non ti fa vivere certamente delle belle esperienze un pò di paura era legittima ma quello che provavo realmente era angoscia dietro ad una notizia scritta su un foglio c è sempre una persona tu quando scrivi fatti di cronaca scrivi di getto o ponderi bene il contenuto ti sono mai venuti scrupoli o ripensamenti per qualcosa che hai scritto vero è che dietro ad una notizia c è una persona ma è anche vero che dietro quella persona c è un anima che vive di emozioni trattandosi di cronaca è chiaro che prima di redigere un articolo devo ponderare bene i contenuti anche perchè l effetto mediatico di un fatto potrebbe sconvolgere la vita e la serenità di chi incappa in vicissitudini giudiziarie attenendomi in maniera scrupolosa ai fatti non posso nè sentirmi in colpa e neanche responsabile di determinati atteggiamenti c è stato un evento recente che ti ha segnato particolarmente e che ti ha provato per l efferatezza per un senso di angoscia e impotenza o che ha colpito semplicemente il tuo essere donna si ricordo quella tragica mattinata di aprile dello scorso anno quando in redazione come un fulmine a ciel sereno giunse la notizia che una giovane donna aveva ucciso annegandoli i suoi due bambini raccontare una tragedia del genere come giornalista e come donna non è stato per niente semplice mi ha profondamente scossa e non nascondo di avere redatto i miei articoli con le lacrime agli occhi in quei casi ti senti impotente narrare tragedie umane di tale entità non lascia per niente indifferenti anzi segna dentro lasciandoti un segno indelebile nel cuore qual è il collega giornalista con il quale hai un profondo rapporto di amicizia o che comunque ti ha aiutato nella tua attività non riesco a fare una top ten sul collega più simpatico con cui andare d accordo mantengo rapporti cordiali con tutti o quasi ma è chiaro che ho un rapporto speciale con le colleghe maria concetta goldini e laura mendola con le quali condivido le mie giornate siamo diventati una piccola famiglia se non fossi diventata giornalista cosa saresti oggi un insegnante ed oggi aggiungerei sicuramente precaria in attesa di una vera e grande riforma della scuola statale italiana ma alla fine la passione l amore per il giornalismo hanno trionfato a proposito vado a sbirciare dentro i miei cassetti per vedere cosa ancora non ho realizzato oddio mi accorgo che ho realizzato molto una cosa ancora che non ho realizzato ed è una delle tante che voi di vision mi avete chiesto non oso togliere a nessuno di voi il piacere di sbirciare nei miei cassetti e scoprire quale sia il mio sogno che ancora non si è completamente realizzato visitare quella parte di mondo a me ancora sconosciuta con i suoi misteri e le sue tradizioni vivo intensamente il mio presente e non progetto il mio futuro
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