professioneMontagna nr 135 gennaio febbraio 2016

 

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Bimestrale dedicato all'organizzzine e alla gestione di un centro di turismo della montagna

Popular Pages


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OSSERVATORIO LEGALE Comportamenti e responsabilità tra traffico stradale e sciistico p.68 professione MONTAGNA IMPIANTI A FUNE/IN COPERTINA LEITNER ROPEWAYS Alla conquista del Presena passando per il Paradiso p.1 Comunicazione/Stampa Srl Via Derta 8 22020 Cavallasca - Como Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 nr. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Anno XXIX° n° 135 Gennaio/Febbraio 2016 Foto Mauro Mariotti MOTORI SULLA NEVE Prinoth E' salpata la flotta della «missione pulizia» Kässbohrer 18 dicembre 2015: cronaca di una giornata speciale p.52-61 SPECIALE GESTIONE E SICUREZZA AREA SCIABILE p.20-50

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Festeggiamo 15 anni di DirectDrive. Un grazie ai nostri clienti in tutto il mondo che hanno scelto il DirectDrive. SA4 SA4 SA6 SA4 SA6 SA6 SA4 SA4 SA6 SA4 SA6 CD4 CD8C CD8C CD6C CD6C CD6C CD6 CD8C CD6C CD6C CD6C CD6C GD10 GD10 CD6C CD6C Ladurns Rojen Chatelaine – Nouva Wastenegg Sochers – Ciampinoi FIS Biok Floralpina Fraiten Rododendro Sonnenrast Sochers Kasereck Ochsalm Alp Dado Pasieka Resterhöhe Talexpress Zweitausender Hochalmbahn Scheibelbergbahn Treis Palas Walde Hochwurzen Wagstättbahn Lucky Priecno Rosswaldbahn Ladurns/ IT Belpiano/ IT Gressan/ IT Ladurns/ IT Val Gardena/ IT St. Moritz/ CH Alta Badia/ IT Siusi/ IT Belpiano/ IT San Martino/ IT Kitzbühel/ AT Val Gardena/ IT Kitzbühel/ AT Kitzbühel/ AT Laax/ CH Bialka Tatranska/ PL Kitzbühel/ AT Winterberg/ DE Kitzbühel/ AT Obertauern/ AT Reit im Winkl/ DE Laax/ CH Kitzbühel/ AT Schladming/ AT Kitzbühel/ AT Jasna/ SK Saalbach/ AT 1999 2001 2001 2002 2002 2002 2003 2004 2004 2005 2005 2006 2009 2010 2011 2011 2011 2011 2012 2012 2012 2012 2012 2013 2013 2013 2013 CD6C GD10 GD10 GD8 CD6C CD6C CD6C CD6C CD6C CD6 CD4 GD10 GD8 CD8C CD8 CD6C CD6C CD6C CD6C CD6C CD6C CD6 CD6 CD6 CD6 CD6 CD4C Zirmachbahn Golzentippbahn Yenimahalle I & II, III Borest Klockar Express Levi South Milchhäuslexpress Panoramabahn Rohace Express Tschein Ekspressheis Røldal La Siala – Sogn Martin Sinaia Brunn Poppenberg Hofmanky Joscht-Hirli Schernthannbahn Plan Popova Shapka Zeigerbahn Dundret Du Carreley La Fraina Romme Syd Todorka Kalcheralm Fulpmes/ AT Obertilliach/ AT Ankara/ TR Colfosco/ IT Vemdalen/ SE Levi/ FI Lenggries/ DE Obertauern/ AT Zuberec Rohace Spalen/ SK Nova Levante/ IT Røldal/ NO Laax/ CH Sinaia/ RO Kitzbühel/ AT Winterberg/ DE Cerna Hora/ CZ Zermatt/ CH Hopfgarten/ AT Spindlermühle/ CZ Skopie/ MK Feldberg/ DE Dundret/ SE Les Arcs/ FR Alta Badia/ IT Romme/ SE Bansko/ BG Racines/ IT 2013 2014 2014 2014 2014 2014 2014 2014 2014 2014 2014 2015 2015 2015 2015 2015 2015 2015 2015 2015 2015 2015 2015 2015 2015 2015 2015 www.leitner-ropeways.com

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LEITNER ROPEWAYS IMPIANTI A FUNE IN COPERTINA La nuova cabinovia a otto posti con stazione intermedia che «sorvola» il ghiacciaio lombardo/trentino fino ai 3000 metri della massima quota è diventata una sensazionale realtà alla portata di tutti. L’azienda di Vipiteno ha concluso con successo la ciclopica impresa che è costata tre anni di lavoro e, consegnandola alla committenza (Adamello Ski), la offre in realtà non soltanto al popolo degli sciatori ma a tutti gli amanti dell’ambiente. Si tratta infatti di una grande opera concepita e realizzata nel rispetto della montagna per rendere fruibili a tutti le più grandi meraviglie della natura. Con la nuova cabinovia scompaiono i vecchi impianti «sciistici» (seggiovia e sciovie) e tutti, anche i non sciatori, potranno arrivare lassù, a 3000 metri di quota, su quel grande balcone panoramico da cui si gode una vista mozzafiato su Pian di Neve, Lobbie, Mandrone, Adamello e Presanella Alla conquista del Presena passando per il Paradiso I n meno di mezz’ora (27 minuti per la precisione) da Pontedilegno ai 3000 metri del Passo Presena comodamente seduti in cabinovia: è diventato realtà un sorprendente, indimenticabile viaggio con cui si sorvola il ghiacciaio del Presena «oltre il Paradiso»! Infatti, grazie anche all’ultimo dei tre impianti a firma Leitner (la GD8 Passo Paradiso – Passo Presena) si è completata la risalita in vetta con il nuovo e modernissimo impianto realizzato dall’azienda di Vipiteno. Dalla stazione di monte dell’impianto bifune «Passo Tonale – Passo Paradiso» fino alla sommità del ghiacciaio, le nuove cabine Diamond da otto posti salgono in due tronchi percorrendo il dislivello di quasi 406 m in poco più di 5 minuti. La stazione intermedia è posizionata a 2.724 metri di quota in corrispondenza dell’ex rifugio Capanna Presena che verrà ricostruito per la stagione invernale 2016/2017. Posta in corrispondenza della partenza delle due vecchie sciovie ormai smantellate, si è potuto prevedere l’eliminazione della vecchia seggiovia biposto asservendo i tracciati da discesa ad un unico impianto cabinoviario ad ammorsamento automatico. La nuova struttura offrirà anche la disponibilità di otto camere dotate di servizi segue a pag 4 professioneMontagna n° 135 gennaio/febbraio 2016 Foto Mauro Mariotti 1

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Sommario 1 32 14 13 1 11 54 IMPIANTI A FUNE 16 l DOPPELMAYR Il nuovo Funifor Alba-Col dei Rossi «salto in alto» nel progresso della Val di Fassa l MOOSMAIR Specializzazione: lavori estremi in condizioni estreme LOCALITA' Madonna di Campiglio «I nostri numeri record? Una tappa verso il futuro» Intervista all'ing Sergio Collini Alla conquista del Presena passando per il Paradiso IN COPERTINA l LEITNER ROPEWAYS 11 l CAA POLIZIA MOENA Preparazione, competenza e dedizione a tutela degli sciatori di tutte le età l CONVEGNI «Sicuramente sulla neve» con l'impegno della conoscenza l ELISOCCORSO Sì, ma a certe condizioni l PROFESSIONI & PROFESSIONISTI Un ingegnere tra grandi progetti e sistemi antivalanga... col botto l NEVE E VALANGHE Inverno 2014/15 Poca neve naturale ma molte vittime da valanga di Mauro Valt Oltre i vent'anni, sul tappeto mobile di una storia fatta di impegno e passione SPECIALE GESTIONE E SICUREZZA AREA SCIABILE 20 CONVEGNI L'universo dello sci visto l SPORT INVERNALI E AMBIENTE 14 La «Carta di Cortina» un impegno per coniugare sviluppo e sostenibilità AZIENDALI 16 EVENTI TEAM SERVICE l con la lente del diritto DALLE AZIENDE l LISKI Forniture «for all» lavorando già per le Olimpiadi Invernali del 2018 36 l SPM Partner affidabile nel Grande Sci e fornitore ufficiale dei Mondiali 2017 37 l GEA Fantasia e tecnologia nella «dimensione bambino» 39 l MND Soluzioni innovative per versanti più solidi 44 l SUNKID Mega Comfort Star: il mini skilift regolabile a misura di bambni 46 l NEVEPLAST Evoluzione dei concept e nuovi colori per la neve sintetica famosa nel mondo 48 l F.A.R. 70 anni di successo nella rete del destino 22 36 2 professioneMontagna n° 135 gennaio/febbraio 2016 52 6

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48 24 39 MOTORI SULLA NEVE 52 PRINOTH E' salpata la flotta della «missione pulizia» l l ALPINA «I nostri primi vent'anni di lavoro, di sfide e di successi l KÄSSBOHRER GELÄNDEFAHRZEUG -18 dicembre 2015: cronaca di una giornata speciale -Pistenbully 400 ParkPro: «lo specialista» si presenta in Europa -SNOWsat alla conquista della Scandinavia -PistenBully è fornitore ufficiale dei Campionati mondiali di sci alpino FIS di St. Moritz 2017 INNEVAMENTO PROGRAMMATO 62 L'esordio felice di DEMACLENKO a S. Martino di Castrozza l l TECHNOALPIN Atassplus più che mai alla guida dell'innevamento tecnico OSSERVATORIO LEGALE 68 Comportamenti e responsabilità tra traffico stradale e traffico sciistico di Marco Del Zotto FIERE E CONVEGNI 70 Il convegno nazionale 2016 a Sommacampagna AMSI PROWINTER 2016 si arricchisce con Forum Alpitec 62 PASSION for SNOWMAKING www.technoalpin.com 44

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IMPIANTI A FUNE IN COPERTINA così da poter offrire agli appassionati un alloggio moderno e comodo proiettato verso le discese per lo sci fuori stagione. Un’ascesa senza barriere per sciatori e non, accessibile anche ad anziani e disabili La stazione di monte e l’intermedia sono inserite nei fabbricati mentre a valle i meccanismi sono protetti da una copertura di tipo alto lasciando invece l’area d’imbarco pertinenza di una struttura indipendente. Il Passo Presena senza barriere e a portata di tutti: le moderne cabine garantiscono infatti la spettacolare risalita anche ad anziani e disabili. La prossima estate, grazie all’implementazione del sistema a bersaglio, si potranno fermare nelle stazioni i veicoli impegnati da ipovedenti e disabili così da poterli agevolare nelle fasi d’imbarco e sbarco. Le innovazioni tecniche e le soluzioni architettoniche sono state studiate per inserirsi armoniosamente nel paesaggio. L’aver ripulito la lingua morenica dai vecchi sostegni e dalle stazioni dei precedenti impianti ripropone al visitatore il ghiacciaio nella sua originaria e primitiva bellezza. Minimizzazione dell’impatto sull’ambiente per una massimizzazione dello spettacolare risultato. Poter sorvolare in comodità e sicurezza l’incredibile distesa bianca di neve e ghiaccio per poi offrire all’occhio la vista mozzafiato che dall’Adamello spazia fino alla Presanella. Esperienza unica che stordisce chiunque, dal provetto sciatore al neofita villeggiante. Una grande sfida in alta quota vinta con impegno e professionalità La maestosità dell’intervento è data non solo dalle opere realizzate bensì anche dalla particolare progettazione e gestione della cantierizzazione delle stesse. Il meteo non sempre clemente ed il clima invernale praticamente durante tutto il periodo in cui è stato aperto il cantiere (ad eccezione dei due mesi di luglio ed agosto dello scorso anno), sono stati una grande sfida da affrontare. In considerazione della brevità dell’ «estate disponibile» (ricordiamo che siamo attorno ai 3.000 mt. di quota) le operazioni sono state minuziosamente razionalizzate e ripartite in un triennio. Si è iniziato con la stazione di valle, il magazzino ed i plinti di linea del primo tronco nell’autunno 2014 per poi prevedere l’ultimazione dell’opera in La «carta d'identità» Quota della stazione a valle: 2.586,60 mslm Quota della stazione intermedia: 2.724,00 mslm Quota della stazione a monte: 2.992,00 mslm Portata oraria: 1.500 p/h Numero dei sostegni di linea: 11; 6 di appoggio, 2 di ritenuta e 3 a doppio effetto Capienza dei veicoli: 8 persone sedute Velocità d’esercizio: 6,0 m/s Lunghezza inclinata: 2118,08 m Dislivello: 405,40 m grande con le finiture finali nel 2016. A completamento dell’offerta le opere accessorie prevedono a monte anche un locale di ristoro a soddisfare le esigenze di chi si troverà a godere dell’impareggiabile panorama. Un’impresa al dir quasi faraonica: l’assenza di strade d’accesso al Passo Paradiso ha richiesto l’installazione di una teleferica da ben 8 tonnellate per poter assolvere al trasporto a monte non solo dei materiali da costruzione bensì anche dei mezzi 4x4 per la movimentazione del personale operativo. Una strada ha garantito la comunicazione carrabile tra il Passo Paradiso e l’intermedia mentre una seconda teleferica da 4 tonnellate è stata realizzata per l’esercizio del cantiere fino a monte. Gru a torre in tutte le stazioni hanno dominato il sito a garantire una rapida e sicura movimentazione dei componenti dell’impianto durante la fase di montaggio. Con il suo sviluppo di più di due chilometri, la linea percorre un andamento regolare. Caratteristica particolare da evidenziare è la grande campata posta a monte della stazione intermedia. La soluzione è stata studiata per poter ancorare i sostegni direttamente su roccia. In questa sezione della linea, così da evitare la calata a terra nella zona più scoscesa in caso di fermo impianto, è stato previsto il soccorso con recupero tramite verricello o tramite calata trasversale sul ghiacciaio. Grazie all’instancabile e costante lavoro dei tecnici, la cabinovia è entrata in servizio per i primi cultori dello sci già a fine novembre scorso. www.leitner-ropeways.com/it/ Foto Mauro Mariotti Foto Mauro Mariotti 4 professioneMontagna n° 135 gennaio/febbraio 2016

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MOUNTAIN PLANET SALONE INTERNAZIONALE DELLO SVILUPPO IN MONTAGNA INTERNATIONAL MOUNTAIN DEVELOPMENT FAIR C on cept ion g raph i qu e : M elle Po ca, A lp ex p o • Créd i t p hoto : JP.NOISILLIER / nuts.fr 13 15 A P R IL 2 0 1 6 ALPEXPO • GRENOBLE • FRANCE W W W . M O U N TA I N - P L A N E T . C O M

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IMPIANTI A FUNE L Il nuovo Funifor Alba-Col dei Rossi, «salto in alto» nel progresso della Val di Fassa a Val di Fassa si è arricchita di un nuovo importante impianto di risalita di ultima generazione che svolgerà un rilevante ruolo strategico nel «traffico» non soltanto sciistico della vallata trentina inserita nel Superski Dolomiti. Il 18 dicembre, in perfetta coincidenza con l’avvio della stagione invernale, è infatti entrata in esercizio la funivia Funifor di Alba di Canazei, interamente progettata e costruita a Lana dalla Doppelmayr Italia. L’impianto collega la Val di Fassa con il circuito Sellaronda e la sua apertura è di grande importanza per il movimento sciistico e quindi per il turismo invernale non solo della vallata ma di tutto il più grande carosello sciistico del mondo. La realizzazione è motivo di orgoglio per la Doppelmayr Italia che ha sede a Lana ed è una delle aziende più importanti all’interno del prestigioso gruppo Doppelmayr/Garaventa, leader mondiale nella costruzione di impianti a fune. Tra le ultime opere di Doppelmayr Italia non va scordata la «Skyway Monte Bianco» inaugurata a giugno 2015, la nuova funivia valdostana che porta sulla Punta Helbronner del Monte Bianco e ha destato scalpore a livello internazionale per la sua ardita e spettacolare concezione. Con la stessa capacità produttiva maturata in una lunga storia di specializzazione nel settore è stata costruita la nuova funivia Funifor «AlbaCol dei Rossi» installata da Doleda Impianti Funiviari SpA grazie ad una partecipazione mista tra Trentino Sviluppo e la società SITC SpA. Il nuovo impianto è in grado di trasportare fino a 1.100 persone l’ora da Alba di Canazei sul Col dei Rossi, da dove gli sciatori possono immettersi nel circuito Sellaronda. Una nuova via di accesso al circuito del Sella Ronda Il nuovo impianto non è direttamente funzionale ad alcuna nuova pista, ma ha funzione nevralgica di collegamento per gli sciatori del Centro Valle, tra la skiarea CiampacBuffaure ed il rinomato carosello della Sellaronda. La realizzazione di un arroccamento diretto dall’abitato di Alba ridurrà il traffico stradale, La «carta d'identità» del nuovo Funifor Committente: Doleda Impianti Funiviari SpA Nome dell’impianto a fune: 100-FUF Alba-Col dei Rossi Località: Canazei, Trentino (ITA) Sistema: Funifor Lunghezza inclinata: 2.260 m Velocità di esercizio: 12,0 m/s Durata del viaggio: 5,0 min Capacità vettura: 100 persone Portata oraria: 1100 persone per direzione Tecnica funiviaria: Doppelmayr Italia Progettista funiviario: Dino Veronesi Architettura: arch. Johannes Niederstätter (Architects Willeit Niederstätter) Ingegneria strutturale: ing. Claudio Bertagnolli (Holzner Bertagnolli Engineering) 6 professioneMontagna n° 135 gennaio/febbraio 2016

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IMPIANTI A FUNE Il 18 dicembre, a pochi mesi dall’inaugurazione di un altro capolavoro tecnologico come la «Skyway» del Monte Bianco, è entrato in funzione il Funifor che collega la frazione a valle di Canazei con una zona strategica per il traffico sciistico nel carosello del Superski Dolomiti. Il nuovo impianto, capace di trasportare 1.100 persone l’ora da 1.450 a 2.380 metri di quota, è stato commissionato a Doleda Impianti Funiviari SpA grazie ad una partecipazione mista tra Trentino Sviluppo e la società SITC SpA. La sua entrata in funzione consentirà anche lo snellimento del traffico automobilistico e segna un ulteriore passo avanti nel potenziamento delle strutture di supporto al «sistema neve», comparto di primissimo piano dell’economia trentina incentiverà l’utilizzo del servizio skibus, alleggerendo le code agli attuali impianti di arroccamento, con conseguente miglioramento dei flussi sull’asse di valle. In particolare, dagli abitati di Pozza di Fassa e Vigo, sarà possibile accedere alle piste del circuito Sellaronda senza prendere mezzi di trasporto intermedi su strada. Non solo: il nuovo collegamento aprirà ancora di più la Val di Fassa alle altre valli del Sellaronda: le piste nere della Val di Fassa (Thöni, Vulcano e Ciampac) realizzate e ammodernate recentemente, sono finalmente raggiungibili sci ai piedi dalle valli Gardena, Badia e Arabba, andando così a rivitalizzare l’interesse per caroselli alternativi e altamente panoramici. Quest’impianto migliorerà la sciabilità dello Skitour Panorama, dando nuovo impulso al tour che dall’area dei passi Sella e Pordoi conduce lo sciatore al Catinaccio Rosengarten, a tutti gli effetti uno tra i tour più panoramici del comprensorio sciistico del Dolomiti Superski. Stazioni a valle e a monte realizzate a misura d’ambiente Oltre alle caratteristiche tecniche, la nuova funivia Funifor possiede altre peculiarità architettoniche e ingegneristiche che ne fanno un’opera tanto straordinaria quanto unica. Tra queste salta subito all’occhio la dimensione contenuta e bassa della stazione a monte, resa possibile grazie alla ridotta sospensione delle vetture. Gli otto metri di sporgenza della struttura in acciaio a monte, al pari dell’elegante forma arcuata della copertura della stazione a valle, si inseriscono armoniosamente nel paesaggio. La stazione a valle di Alba di Canazei si trova a quota 1.450 metri, la stazione a monte sul Col dei Rossi a quota 2.380 m.s.l.m. www.moosmair.com Maximum Performance.

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IMPIANTI A FUNE L’impegno di Trentino Sviluppo per il turismo invernale univie e seggiovie, assieF me a bacini di accumulo ed impianti per l’innevamen- to artificiale, sono «asset» strategici per un territorio di montagna a forte vocazione turistica come il Trentino. Per questo la Provincia autonoma di Trento, negli anni, ha investito molto nel settore. Oggi Trentino Sviluppo partecipa al capitale sociale di 16 società funiviarie che operano in 14 ambiti sciistici, contano oltre 25 milioni di passaggi l'anno, producono 50 milioni di euro di ricavi dando lavoro nella stagione invernale ad oltre 400 persone. Da un paio di mesi il Trentino si è dato una nuova strategia nel settore degli asset funiviari, distinguendo tra località «minori» e stazioni «di mercato», capaci cioè di reggere la concorrenza sul mercato dello sci invernale. Nel primo caso, dove la stazione opera prevalentemente a beneficio della comunità locale per diffondere la cultura dello sci e della montagna, Trentino Sviluppo sta procedendo all’acquisizione al patrimonio pubblico delle infrastrutture ritirandosi invece dalla parte gestionale. Per quanto riguarda invece gli investimenti strategici di contesto, com’è il caso dell’impianto Alba - Col dei Rossi che permette il collegamento di diverse aree sciabili migliorando notevolmente l'offerta turistica delle località coinvolte, la partecipazione azionaria di Trentino Sviluppo sarà riservata a sole condizioni di mercato. Così facendo riteniamo di dare il nostro migliore contributo affinché il «sistema neve» in Trentino possa svilupparsi in modo sostenibile, garantendo l’accesso al nostro meraviglioso patrimonio naturalistico e sportivo sia da parte dei tanti turisti che ogni anno dimostrano di apprezzalo, sia da parte delle famiglie e delle comunità locali che vivono quotidianamente la montagna. Fulvio Rigotti vicepresidente Trentino Sviluppo Spa La linea poggia su due sostegni, alti rispettivamente 27 e 48 metri. Il viaggio è reso ancora più confortevole da un carrello di ultima generazione, appositamente sviluppato da Doppelmayr Italia. Le due cabine hanno una capacità di 100 passeggeri ciascuna, si muovono su una coppia di funi portanti e sono indipendenti l’una dall’altra. Viaggiano ad una velocità di 12 metri al secondo (circa 45 km/h); la portata massima si attesta quindi sulle 1.100 persone per ora per direzione. La stazione a valle attira lo sguardo per la forma ardita del suo tetto, proteso ad arco verso la montagna sovrastante e appoggiato ad una serie di piloni scoperti. La pendenza naturale del terreno è stata sfruttata per garantire un accesso alla stazione privo di ogni barriera e per contenere al minimo l’altezza del fabbricato. La stazione a monte è capolavoro di essenzialità che le permette di La nuova funivia della Val di Fassa è caratterizzata da peculiarità architettoniche, ingegneristiche e tecnologiche che ne fanno un’opera unica. Degna di nota per le ridotte dimensioni la stazione di monte sul Col dei Rossi, situata a 2.380 metri di quota. integrarsi armoniosamente nel panorama naturale. La costruzione è caratterizzata da una piattaforma orizzontale per imbarco/sbarco su un unico livello, sospesa nel vuoto per circa 8 metri, che rappresenta una sorta di prolungamento artificiale della montagna. La tecnica funiviaria è a vista e la mancanza di un’ulteriore copertura permette alla stazione di inserirsi in maniera ottimale nel contesto paesaggistico. Il rispetto dell’ambiente e del paesaggio è stato uno dei fili conduttori nella realizzazione delle due stazioni di valle e monte. Per ridurre al minimo l’impatto ambientale la costruzione a valle è stata interrata e dotata di tetto verde; anche la stazione a monte, a quota 2.377 metri, è un gioiello di estetica funzionale: la parte anteriore è sospesa nel vuoto su piloni, gli elementi di tecnica funiviaria sono a vista e la zona passeggeri, completamente vetrata, regala ai viaggiatori una vista mozzafiato sulle Dolomiti e sulla Marmolada. n Il sistema Funifor gioiello di Doppelmayr Italia D l l l l grande scartamento tra le funi portanti, estrema stabilità al vento sospensione corta e di conseguenza stazioni basse e compatte azionamento indipendente delle due vetture che rende superfluo l’impianto di soccorso semplice manutenzione Il primo impianto con sistema Funifor è stato realizzato nel 1999 sullo Stelvio; oggi se ne contano nove, tra Italia e Austria. oppelmayr Italia Srl è un’impresa autonoma con sede a Lana che fabbrica impianti a fune per tutto l’arco alpino e non solo. La tecnologia funiviaria sviluppata a Lana viene utilizzata in tutto il mondo dalle aziende del gruppo Doppelmayr/Garaventa, la multinazionale con sede centrale nel Vorarlberg in Austria cui fa capo Doppelmayr Italia. Funifor è un sistema funiviario sviluppato e brevettato da Doppelmayr Italia. Le sue principali caratteristiche tecniche sono: 8 professioneMontagna n° 135 gennaio/febbraio 2016

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MOOSMAIR L Gettare calcestruzzo a tremila metri di quota? Costruire teleferiche di servizio su pendenze difficilissime? Per certi lavori fondamentali nella realizzazione degli impianti di risalita l’azienda di San Martino in Passiria non conosce rivali. Fondata nel 1993 da un giovane muratore con tanta voglia di lavorare e con tanta intelligenza nella testa, è cresciuta nel tempo fino ad affermarsi come la più affidabile tra le imprese capaci di garantire una vasta gamma di prestazioni indispensabili per installare funivie, seggiovie, sciovie, tutti quegli impianti che sono il motore del turismo invernale a Val Passiria, collocata a nord-est di Merano tra le Alpi della Ötztal e della Stubai, è famosa non soltanto perché gode di uno straordinario ambiente naturale, perché vi scorre quell’impetuoso e limpido torrente che le dà il nome, perché vi sono nati (tanto tempo fa) un grande patriota tirolese (Andreas Hofer) e (più recentemente…) un grande campione dello sci alpino (Werner Heel). Dal 1993 in poi la Val Passiria ha visto crescere e imporsi nel mondo dell’impiantistica di montagna un’azienda diventata sinonimo di assoluta affidabilità e di grande specializzazione. Quando c’è da realizzare opere civili in alta montagna, gettare plinti di sostegno ai piloni delle funivie, progettare, costruire, installare e mettere in esercizio teleferiche per il trasporto di materiali in alta quota, allora si chiama, sapendo di andare sul sicuro, la Moosmair s.r.l, Via dei Legnai 89, 39010 San Martino in Passiria. C’è anche il lavoro della Moosmair dentro la ciclopica impresa della Skyway del Monte Bianco e l’altrettanto grande opera del funifor Doleda Alba-Col dei Rossi in Val di Fassa, tanto per citare soltanto due degli interventi più recenti e importanti dell’azienda altoatesina che in oltre vent’anni di storia ha lasciato il segno delle sue straordinarie capacità operative in decine e Specializzazione: lavori estremi in condizioni estreme

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IMPIANTI A FUNE decine di interventi compiuti spesso in condizioni estreme, in situazioni orografiche e climatiche difficilissime. E c’è l’intraprendenza e le capacità di Andreas e Anton Moosmair e di Walter Auer all’origine di questa impresa che ha pochi rivali in Italia e nel mondo. Gettare cemento, armare, costruire muri più in alto rispetto al fondovalle o anche rispetto ai 600 metri di quota di San Martino, pensando alle necessità delle società degli impianti sciistici, ai lavori da compiere per installare funivie, seggiovie, sciovie destinate allo sviluppo del turismo invernale. L'azienda è diventata una struttura importante, concentrata in un nuovo capannone, per costruire «in casa» teleferiche e attrezzature speciali; il parco-macchine si è allargato sempre di più con mezzi destinati ad operare nelle situazioni più critiche. «Nel campo delle costruzioni, tutto quello che si fa in pianura noi possiamo farlo in alta montagna». Potrebbe essere questo, più o meno, uno slogan promozionale adatto per la ditta Moosmair s.r.l. di San Martino in Passiria. Prestazioni d’alta qualità in alta ed altissima quota Oggi la Moosmair offre un’ampia offerta che comprende la costruzione ed il nolo di teleferiche, l'approntamento di argani mobili, nonché lavori di movimento terra, opere civili e costruzioni in acciaio in luoghi di difficile accesso. La sua équipe di specialisti offre soluzioni «chiavi in mano» per tutti i lavori che richiedono sforzi estremi all'uomo e ai macchinari quali, per esempio, la costruzione di ponti. Dal punto di vista tecnico l’azienda è al passo con i tempi quando non li anticipa. Il suo nome è una garanzia per le prestazioni di altissimo livello, per l'assoluta affidabilità e la capacità di studiare, progettare e realizzare soluzioni sviluppate «ad hoc» sulle esigenze dei committenti. L’azienda offre infatti un'ampia gamma di servizi di consulenza, costruzione e produzione armonizzati tra loro: oltre all’installazione di teleferiche, montaggio e costruzione di funivie ed impianti di risalita, la costruzione di impianti idroelettrici, costruzione di ponti, posa in opera di sistemi per la protezione contro valanghe e acque vive. Per far fronte a questa vasta gamma di possibilità, la Moosmair si avvale di un «parco macchine» fornito di mezzi d’avanguardia: autocarri moderni a trazione integrale e camion con gru con allestimenti speciali di propria produzione; escavatori cingolati e ragni mobili di varie classi di peso; argani e gru mobili di varia potenza; macchine tensionatrici e bobinatori di propria progettazione e costruzioni; attrezzature ed equipaggiamento speciale. alla realizzazione della grande opera anche con la progettazione, fornitura, installazione ed esercizio di 4 teleferiche di servizio, nonché con opere edili e montaggi in linea delle due nuove funivie. Teleferica più alta delle Alpi sul «Piccolo Cervino» In primavera continueranno i lavori per la realizzazione della funivia tipo 3S «Trockener Steg - Piccolo Cervino». Fino all'inverno 2018/19, la Zermatt Bergbahnen AG lavorerà per realizzare la funivia più alta tipo 3S del mondo. Con questo nuovo impianto moderno munito di cabine nel design Pininfarina la salita sul Matterhorn Glacier Paradise (Piccolo Cervino) sarà significativamente più veloce e più comoda rispetto a prima. L'impianto emerge in aggiunta alla funivia esistente e aumenta la capacità di trasporto alla stazione a monte più alta d'Europa a 2000 ospiti all'ora. Moosmair partecipa con la progettazione, la fornitura, l'installazione e l'esercizio di una teleferica per trasporto materiali! Teleferica «Zugspitze» Moosmair è impegnata anche nella costruzione della funivia sulla Zugspitze, la montagna sul confine tra Austria e Ger- I lavori più recenti nei cantieri più importanti Skyway Monte Bianco C’è l’impegno e l’esperienza di Moosmair nella costruzione della nuova funivia sul Monte Bianco. Per l’azienda l’ «highlight» assoluto dell'anno 2015 è l'installazione del sostegno n. 1 nel 2° tronco del tratto funiviario, alto oltre 100 mt. È stata portata in luogo una gru edile alta 125 m con la quale il sostegno gigantesco è stato montato. Questo lavoro è stato un «must» nel rinnovo del complesso funiviario che collega Courmayeur con Punta Helbronner, ai piedi della vetta del Monte Bianco. Ma Moosmair ha partecipato mania, il nuovo impianto che, dopo più di 50 anni di servizio, sostituirà la gloriosa ma ormai antiquata funivia Eibsee. I lavori si concluderanno nel 2017 quando la funivia alla Zugspitze attualmente esistente verrà sostituita dalla moderna funivia con due cabine, ognuna avrà una capacità di 120 persone. La particolarità: invece dei precedenti due sostegni la nuova funivia avrà un sostegno solo con 127 metri di altezza e sarà quindi il più alto sostegno di una funivia del mondo. Moosmair partecipa con la fornitura, l'installazione e l'esercizio di una teleferica per trasporto materiali. Stubai 3S Eisgratbahn La messa in servizio della nuova funivia 3S «Eisgrat» è prevista per ottobre 2016. L'impianto è considerato come prima funivia 3S al mondo con stazione intermedia e trasmissione diretta. www.moosmair.com 10 professioneMontagna n° 135 gennaio/febbraio 2016

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LOCALITA' Madonna di Campiglio «I nostri numeri record? Una tappa verso il futuro» Parla l’ingegner Sergio Collini, presidente della società Funivie Campiglio Spa che ha chiuso la stagione 2014/15 con il miglior consuntivo economico - gestionale di una storia avviata nel 1947 e che guarda con coraggio alle sfide prospettate dai mutamenti climatici. Un piano pluriennale di forti investimenti su piste, impianti e innevamento programmato hanno collocato la «Perla delle Dolomiti di Brenta» nel Gotha internazionale delle stazioni invernali. Il fiore all’occhiello dello slalom di Coppa del Mondo sul Canalone Miramonti, la partnership con marchi di assoluta affidabilità come Kässbohrer, il lavoro di professionisti di altissima competenza sono alcuni degli altri ingredienti che consentono alla stazione trentina di guardare con fiducia al domani ll’alba del 16 dicembre dal cielo non è sceso un fiocco di neve naturale da molte settimane, mancano solo pochi giorni allo slalom della 3-Tre di Coppa del Mondo sul Canalone Miramonti e al periodo-clou delle feste di fine anno, quelle che possono incidere in maniera determinante sulle sorti economiche di una stagione sciistica. Ci sarebbe da far tremare i polsi. Ma, nonostante la minaccia di carestia, l’ingegner Sergio Collini, 67 anni, presidente della Società Funivie di Madonna di Campiglio dall’ottobre 2014, è tranquillo: «La pista per lo slalom della 3-Tre è pronta per il grande evento. È stata ulteriormente migliorata in collaborazione con il Comitato Organizzatore presieduto da Alessandro Conci e con i tecnici della Federazione Internazionale, allargata nella parte alta, perfezionata nel fondo con l’eliminazione di anacronistiche buche e contropendenze anche per agevolare il lavoro di preparazione del manto nevoso, resa ancora più selettiva con l’accentuazione di due cambi di pendenza. Per il resto del nostro comprensorio abbiamo già aperto il 70% delle nostre piste, circa 40 km sui 60 totali. e contiamo per Natale di fornire ai nostri ospiti la disponibilità del 100% delle piste coperte dall’inne- A vamento programmato, la “conditio sine qua non” per garantire l’operatività delle società impiantistiche e quindi dare continuità ad un comparto di importanza vitale per molte economie dei territori montani. Quest’anno, fino ad oggi, 16 dicembre, abbiamo già speso 400 mila Euro soltanto per il costo dell’energia elettrica ma abbiamo potuto sparare 400 mila metri cubi d’acqua per la produzione di 800 mila metri cubi di neve senza i quali non avremmo potuto aprire i nostri 20 impianti di risalita distribuiti nelle cinque zone del nostro skirama. Questo è stato possibile grazie ai 200 mila metri cubi d’acqua stoccati nel Lago Montagnoli, il bacino artificiale che abbiamo realizzato l’anno scorso con un investimento di 8 milioni di Euro e che ora ci garantisce autonomia assoluta nella disponibilità della risorsa idrica fondamentale per produrre innevamento programmato». La forza dei nervi distesi non è questione di camomilla ma di politiche di investimento, di capacità manageriali, di lungimiranza e coraggio che sono più che mai indispensabili oggi per chi vuole continuare ad operare nella montagna bianca animata dagli sport invernali dove la materia prima su cui gira la giostra (sua bizzosità la neve) non è più la scon- tata manna caduta dal cielo ma, sempre più spesso, una risorsa da conquistare a suon di tecnologie e milioni. Sergio Collini, ingegnere civile laureato nel 1972 al Politecnico di Milano, sposato con la signora Antonia, padre di Alessandro e Marta che lavorano con lui nell’impresa edile della famiglia, è di Pinzolo ed è figlio di quel Leone Collini che nel 1947, insieme a Gian Vittorio Fossati Bellani e ad altri pioneri, diede vita alla grande, gloriosa avventura della Società Funivie Campiglio installando il primo impianto (una seggiovia) allo Spinale. Presidente da poco più di un anno ma consigliere della società da venti, ha vissuto in prima persona l’escalation di impegni e di investimenti che si sono progressivamente resi necessari per contrastare le mutazioni indotte dai cambiamenti climatici e per arrivare a conseguire i risultati straordinari della stagione passata, quando Funivie Campiglio ha registrato i numeri record della propria storia con incassi pari circa 24 milioni di Euro (incremento dell’11.07% sulla stagione precedente), 9 milioni e mezzo di passaggi (+ 13,10%), oltre un milione di primi ingressi (+ 9.55%) per un utile di esercizio di 2.811.787 Euro, + 62,5% rispetto ai 1.732.500 Euro del 2013/14. Quali sono stati le ragioni del successo della stagione scorsa e che cosa hanno significato per voi i numeri record nella storia di Funivie Campiglio? Consideriamo quei risultati l’ulteriore tappa in un trend di sviluppo e di crescita che Funivie Campiglio persegue da sempre, fedele allo spirito originario che diede origine alla sua fondazione e ha consentito la creazione di una importante realtà economica. Negli ultimi 6/7 anni abbiamo investito circa 60 milioni di Euro con una media di 7/8 milioni l’anno per rinnovare e modernizzare il parco impianti di risalita, per potenziare il sistema di innevamento programmato sia nella sua estensione che nella qualità tecnologica, per creare la risorsa del lago Montagnoli, per rafforzare con nuovi mezzi la flotta dei battipista. Quest’anno nel pacchetto di investimenti da 3 milioni di Euro destinati a questa stagione vi è anche, appunto, l’acquisto di due avanzatissimi «gatti » della Kässbohrer, l’azienda tedesca con cui coltiviamo un rapporto storico di reciproca soddisfazione, sempre più consolidato in funzione della qualità tecnica, del rendimento che i loro mezzi ci garantiscono. Tra l’altro tutti i 18 battipista della nostra flotta sono dotati del sistema satellitare di gestione delle piste professioneMontagna n° 135 gennaio/febbraio 2016 11

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LOCALITA' SNOWsat V1 che consente l’ottimizzazione degli interventi in relazione allo stato di innevamento delle piste. E sappiamo che l’uso del gasolio che serve per farli operare è ottimizzato a sua volta seguendo le più avanzate normative sul consumo energetico ecocompatibile, secondo una filosofia della tutela ambientale che sposiamo da sempre. I «nostri» battipista Kässbohrer sono come dei preziosi orologi svizzeri, funzionano alla perfezione. Costano un po’ ma ne vale la pena… Altre novità per quest’anno? Oltre all’acquisto dei due nuovi Kässbohrer e ai lavori sulla pista della 3-Tre, abbiamo svolto interventi di manutenzione agli impianti e di miglioramento nella rete del sistema di innevamento in particolare sulla pista Boch allo Spinale e nella zona di Pradalago. Dopo i grossi investimenti già compiuti nel recente passato, l’offerta del nostro skirama, il suo stato di avanzamento e il livello di eccellenza raggiunto per quanto riguarda impianti, piste e infrastrutture non impongono a breve sostanziali modifiche. Si tratterà di operare qualche miglioramento dove sarà opportuno e lavori di manutenzione per conservare l’ottimale funzionamento dell’esistente. Ma un sogno nel cassetto per il futuro lo abbiamo ancora: l’ampliamento del dominio sciabile nella zona del Monte Serodoli, una sorta di «gemella» del Grosté, che porterebbe a 2600 la quota massima attrezzata e sciabile a Campiglio. La quota maggiore ci darebbe l’ulteriore garanzia di poter aprire gli impianti e far sciare gli appassionati tra fine novembre e inizi dicembre e quindi di poter continuare la nostra attività imprenditoriale sulla neve. Non le sembra che si stia andando sempre di più verso un destino di «riserve indiane», a quote sempre più alte, per un’attività sempre più esclusiva? È ottimista o pessimista per il futuro del turismo invernale legato allo sci? Non si tratta di essere ottimisti o pessimisti; si tratta di essere realisti. Dobbiamo stare a quello che dicono i climatologi partendo dal presupposto che noi vogliamo continuare la nostra attività per dare continuità operativa alla nostra impresa e perché crea una filiera di indotto importante per l’economia locale. Le temperature si stanno mediamente alzando ma questa non è da sola una buona ragione per fasciarsi la testa e gettare la spugna; questa è la condizione per cercare soluzioni adatte a contrastare la tendenza, per salvare la pratica dello sci che è una risorsa importante per tutti. Se la sfida è attrezzare aree a quote maggiori noi accettiamo la sfida. Già Campiglio è una stazione privilegiata perché si parte da una quota di 1500 metri. Mi risulta che in Austria già sono in campo misure che non autorizzano più l’apertura di nuove località al di sotto di 1600 metri. E noi, che pure possiamo vantare i dati confortanti di cui abbiamo parlato prima, non possiamo e non dobbiamo dormire sugli allori ma pensare al domani Funivie Campiglio SpA si avvale del lavoro di 70 dipendenti assunti a tempo indeterminato che diventano 180 durante l’inverno con i lavoratori stagionali. Si avvale anche dell’esperienza e della competenza di Francesco Bosco, il direttore generale entrato in carica a Madonna di Campiglio il 1° gennaio 2009 proveniente dall’esperienza pluriennale di PontedilegnoTonale dove aveva contribuito non poco a rianimare una località in declino fino a condurla alla splendida realtà di Adamello Ski. «Una persona di altissima professionalità – dice di lui il presidente Collini con una capacità commerciale fuori dall’ordinario, pari a quella di saper coltivare relazioni e contatti positivi nel rapporto con gli enti locali sui cui territori operiamo, con l’ATP e con le associazioni locali». Oltre all’attenta politica di contenimento dei costi gestionali e ad un’oculata razionalizzazione degli investimenti, è stata certamente una costante azione di promo-commercializzazione che consente a Campiglio di fare numeri tali da collocarla nel Gotha delle stazioni invernali. La «Perla delle Dolomiti di Brenta» vanta rapporti commerciali con 51 Paesi esteri che, durante l’inverno 2014/15, hanno garantito oltre il 41% delle presenze nelle varie strutture ricettive e ai tornelli degli impianti di risalita. Lì la mano di Bosco si è vista, abile com’è sempre stato nel «vendere il prodotto» sui mercati internazionali del turismo. E una mano deve averla data anche nello stabilire ottimi rapporti con il comune di Pinzolo (da cui Madonna di Campiglio dipende amministrativamente) che si è impegnato per appaltare lavori destinati al miglioramento dello stadio dello slalom di Coppa del Mondo con la risistemazione del parterre di arrivo, la costruzione di un nuovo fabbricato per i broadcuster e la logistica, il rifacimento dell’intero impianto di illuminazione del Canalone Miramonti che nell’edizione della 3-Tre del dicembre 2016 sarà ancora più potente e performante di quello che ha visto in azione i campioni del Grande Sci il 22 dicembre 2015. Una società degli impianti guidata da un presidente e da un consiglio di amministrazione che credono nella loro impresa per continuare nelle sfide della modernità l’opera iniziata dai padri fondatori senza mai sedersi sugli allori del profitto ma reinvestendo sempre nel futuro; un direttore generale che guida la gestione operativa con competenza e brillantezza: è il binomio che funziona nella scuderia vincente della Funivie Campiglio SpA. Non a caso il presidente Collini conclude, a proposito del direttore Bosco: «Gli abbiamo dato una Ferrari, ma è chiaro che lui la sa guidare» n

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IMPIANTI A FUNE Lara Gut, star ticinese del Grande Sci, è stata la madrina d’eccezione per l’impianto ultramoderno inaugurato il 18 dicembre nel comprensorio della prestigiosa stazione invernale svizzera ai piedi della parete nord del Cervino. Si tratta della seggiovia a sei posti «Joscht – Hirli» dotata del sistema ecologico DirectDrive che ha sostituito un vecchio skilift del 1963 garantendo ai passeggeri una risalita in assoluto comfort (grazie alle comode seggiole dotate di cupole di protezione blu) e soprattutto velocissima. Non ha caso è stata tenuta a battesimo da una fuoriclasse della discesa e del superG… A Zermatt una nuova seggiovia con il carattere di una campionessa me è un onore essere stata scelta come madrina del nuovo impianto di Zermatt. Sono molto felice e non vedo l’ora di cimentarmi in qualche discesa dopo essere risalita in quota con la seggiovia». Alla ventiquattrenne atleta di Comano, in piena attività e già vincitrice di numerose gare in Coppa del Mondo e di sette medagli eolimpiche e mondiali, è stata dedicata una seggiola dell’impianto dalla speciale configurazione: l’imbottitura è stata infatti completamente stampata con la foto di Lara Gut. Sostenibilità e comfort per nuove discese L’impianto verrà azionato da DirectDrive di Leitner ropeways, lo speciale sistema unico a livello mondiale e rispettoso dell’ambiente. Con una velocità di sei metri al secondo, la seggiovia si afferma tra le più veloci della Svizzera. Grazie alle comode seggiole verniciate a polvere e dotate di cupole di protezione blu, il tragitto si trasforma in un’esperienza davvero confortevole. I poggiasci e il dispositivo Kidstop consentono di trasportare in sicurezza anche i bambini. La capacità di trasporto è stata portata da 600 a 2.000 persone l’ora. Il nuovo itinerario prevede inoltre nuove stazioni: dalla stazione a monte, i passeggeri arrivano allo snodo del lago Schwarzsee che include discese in direzione di Stafelalp, come anche la ripida pista n. 54 che porta fino alla traversa Stafelalp-Furi. La stazione a valle può vantare una peculiarità: i passeggeri accedono alla seggiovia nella direzione di marcia, a 60 gradi rispetto alla carreggiata, senza barriere all’accesso. Una cooperazione di successo avviata nel segno della sostenibilità La nuova seggiovia rappresenta anche l’inizio di un’intensa collaborazione tra Leitner ropeways e Zermatt Bergbahnen: entro il 2018, l’azienda altoatesina realizzerà la funivia trifune più alta al mondo lungo il ghiacciaio Theodul fino al Cervino. «Con i nostri innovativi impianti ampliamo l’offerta della più importante azienda del settore in Svizzera. La seggiovia Joscht - Hirli e, a partire dal 2018, la nuova funivia trifune rappresentano il connubio perfetto tra comfort, design, sicurezza e sostenibilità», ha dichiarato Martin Leitner, amministratore delegato Leitner ropeways, in occasione dell’inaugurazione della nuova CD6C Joscht Hirli. www.leitner-ropeways.com LEITNER ROPEWAYS I l 18 dicembre Zermatt Bergbahnen ha festeggiato l’inaugurazione della nuova seggiovia 6 posti Joscht Hirli. L’innovativo impianto di Leitner ropeways, dotato del sistema ecologico DirectDrive, sostituisce lo skilift Hörnli risalente al 1963. Seggiole confortevoli con cupole di protezione e dispositivi di sicurezza per i passeggeri più giovani assicurano fin da subito un piacere dello sci ancora più intenso a ovest del lago Schwarzsee. Madrina del nuovo impianto è la sciatrice ticinese Lara Gut. In considerazione del ruolo che le è stato affidato, la fuoriclasse svizzera si è dimostrata entusiasta della nuova seggiovia Joscht - Hirli: «Per E' nata alla FAO «L'INTERNATIONAL MOUNTAIN MUSEUMS ALLIANCE» enerdì 11 dicembre, in occasione V della Giornata Internazionale della Montagne, è stata ufficializzata presso la ... in breve CD6C JOSCHT - HIRLI Lunghezza: 2.124 m Dislivello: 699 m Velocità: 6 m/sec Capacità: 2.000 p/h Numero di seggiole: 72 Numero di sostegni:17 sede della FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) di Roma la nascita del l'International Mountain Museums Alliance. Si tratta di una nuova associazione che riunisce cinque musei della montagna delle Alpi, dei Pirenei, delle Rocciose Canadesi e dei Tatra, con l'obiettivo di codificare e valorizzare una rete di collaborazioni già parzialmente in atto per legare le attività culturali delle montagne del mondo. Ne fanno parte il Museo Nazionale della Montagna della Sezione CAI di Torino (che sarà sede dell'Alleanza), il Musée Alpin di Chamonix (Francia), il Museum Tatrzańskie di Zakopane (Polonia), il Servei General d'Informació de Muntanya di Sabadell (Spagna) e il Whyte Museum of the Canadian Rockies di Banff (Alberta, Canada). Il Presidente generale del Club alpino italiano Umberto Martini, presente a Roma, ha sottolineato “l’importanza di riunirsi per valorizzare la montagna, condividendo sempre nuove esperienze. L'International Mountain Museums Alliance rappresenta il concretizzarsi un'idea nata a Torino nel 2013, il 23 ottobre, nel giorno del 150° anniversario del CAI. Aldo Audisio, direttore del Museo Nazionale della Montagna – a Roma con il presidente del Museo Osvaldo Marengo – ha ricordato che la nuova Alleanza dei musei di montagna, con i suoi cinque associati, rappresenta altrettanti Paesi, quattro catene montuose e 2 continenti ed è aperta a nuovi ingressi con l'obiettivo di costituire in futuro una rete mondiale. Ha inoltre illustrato la mostra ufficiale della Giornata Internazionale delle Montagne, “Bolivia. I luoghi della musica”, nata da un progetto dello stesso Museo,condotto in due missioni di ricerca del fotografo canadese Craig Richards. professioneMontagna n° 135 gennaio/febbraio 2016 13

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