Giornalino gennaio 2016

 

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ACCADEMIA DELL’INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio interno della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (CS) GENNAIO 2016 3 Gennaio 2016 - Seconda Domenica dopo Natale, SS. Nome di Gesù E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi: e noi vedemmo la sua gloria In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. (Giovanni 1,1-14) Il prossimo 27 Marzo, Domenica di Pasqua 600° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA Riportiamo dal volume “S. Francesco di Paola” di P. Giuseppe Roberti (Curia Generalizia dell’ordine dei Minimi Roma) alcuni brani sulla nascita del nostro Patrono. << Suo Paese natio fu Paola, comune della provincia e diocesi di Cosenza, da cui dista quarantatre chilometri. Situata in cima al Tirreno, tra il capo Bonifati e il promontorio di Amantea, essa si distende vagamente sul pendio di un colle, al quale dalla marina, prima che fosse aperta la nuova strada, si accedeva per un ponte a più archi. Anticamente era dominata da un castello o fortilizio - ora diruto - costruito nei bassi tempi, e difesa da due torri, sorgenti sul litorale. (…) è certo tuttavia che fino al secolo XV, essa rimase una borgata di scarsa importanza. Risulta dalla storia che all’epoca sveva (sec. XIII) il casale di Paola o di S. Maria delle Fosse era un podere dei benedettini, e aveva sì poca importanza, che quando nel 1289 il re Giacomo di Aragona, dopo il vespro siciliano, si recò ad assalire le coste della Calabria, s’impadronì di Fuscaldo, ma non si diede cura di Paola, che non era se non un mucchio di case rurali. (…). Ma il titolo della sua miglior gloria essa lo deve al nostro Santo, a Francesco il taumaturgo. È per lui che il suo nome brilla cinto di una pia aureola nella storia, e sono sempre e sole le memorie gloriose di lui, vive e forti dopo cinque secoli, che si sentono aleggiare tuttora sopra le mura di Paola. I genitori di Francesco non erano illustri per nobiltà di natali, ma assai cospicui per candore di fede e integrità di costume. Suo padre, nativo di Paola, si chiamava Giacomo d’Alessio, figlio di Bartolo. Il soprannome di Martolilla, che gli viene attribuito comunemente (…) deriva dal fatto, che in quel tempo viveva a Paola, un altro Giacomo di cognome Alessio. A distinguerlo da costui, come si usa in quelle contrade, gli si aggiunse la forma diminutiva (Bartolillo) del nome paterno (Bartolo), la quale voce in seguito, deformandosi, divenne Martolilla. (…). Sua madre si chiamava Vienna, ed era nativa di Fuscaldo, villaggio posto nove chilometri a nord di Paola. Alcuni antichi scrittori (…) hanno preteso cambiare arbitrariamente l’appellativo locale (di Fuscaldo) in un cognome gentilizio (Fuscaldi), e l’hanno detta oriunda di Paola, contro tutte le asserzioni dei testimoni e di quasi tutti i biografi. Per non affastellare citazioni, basterà qui avvertire che dalla Bolla di canonizzazione, viene espressamente riconosciuto il paese Fuscaldo, come patria della nostra Vienna. (…). È storicamente indubitato che il nostro Santo nacque il giorno ventisette marzo 1416. Era di venerdì, e la tradizione aggiunge che la nascita avvenisse sull’alba. Questo giorno natalizio segna una data faustissima per la storia di Paola, e pare che lo stesso Santo l’abbia voluta autenticare con un atto memorando della sua singolarissima protezione. Ciò avvenne poco più di due secoli dopo, il 27 marzo del 1638. In quel giorno memorabile, in cui un orrendo terremoto scosse violentemente le Calabrie, riducendo in un ammasso di macerie due intere province, soltanto Paola venne risparmiata: la sola città di Francesco rimase incolume in mezzo a tanto sterminio. Si direbbe che, con questo atto di potentissimo patrocinio, egli abbia voluto manifestare a tutti, come quel giorno, che fu il primo della sua vita terrena, non doveva esser l’ultimo della sua terra natale! >> Nel 2007 celebrammo

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IL 5° CENTENARIO DELLA MORTE DI S. FRANCESCO Alla festa votiva agostana furono davvero numerose e solenni le celebrazioni: pellegrinaggi della statua nel capoluogo comunale, nelle frazioni rurali e nei rioni cittadellesi; intitolazione al santo patrono della passeggiata lungomare; inaugurazione del grande monumento bronzeo che durante il trasporto era stato benedetto dal papa in Vaticano (il 12 agosto sul lungomare: il vescovo Domenico Crusco, il nostro sindaco Antonio Goffredi e il sindaco di Paola dottor Roberto Perrotta; il mantello su cui S. Francesco attraversò lo stretto di Messina; uno sportello speciale delle Poste Italiane; la banda “S. Francesco di Paola” venuta dalla città del Santo; fuochi artificiali); riunioni e agapi; concerti musicali, tornei ludici e manifestazioni sportive; grande lotteria con macchina e altri ricchi premi in palio; volumetto “S. Francesco di Paola 2007” stampato a Cosenza, prefato dal vescovo mons. Crusco ed elaborato da don Giovanni Celìa, Pasquale Filippelli, Nadia Simonato, Ilaria Fiorillo, Salvatore Toto, Fidalma Filippelli, Alessia Antonucci, Cristina Filippelli, Marcello Filaci, Maria Rosaria Marra e Anna Mazzitelli. Testimonial della festa fu Alessandro Rosina, all’epoca calciatore di serie A del Torino e titolare della nazionale italiana Under 21. Questo il comitato organizzatore effettivo: presidente il parroco don Giovanni Celìa, cassiere Antonio Pugliano e - in or dine alfabetico dei cognomi - Alessia Antonucci, Dario Argirò, Giovanni Argirò, Alessio Bastone, Agata Carpinelli, Carmela Conza, Achille De Aloe, Elvira De Aloe, Rosetta De Aloe, Gaetano De Brasi, Aldo Ferrante, Antonio Ferraro, Carmelina Ferraro, Marcello Filaci, Pasquale Filippelli, Ilaria Fiorillo, Valentino Fiorillo, Anna Forestieri, Antonietta Guaglianone, Lina Iannella, Pedro Iovino, Patrizia Magurno, Maria Papa, Carmen Parejas, Emilia Patrizio, Walter Presta, Carmelina Quintiero, Francesca Quintiero, Marianna Quintiero, Alfredo Ruggiero, Anna Maria Sbarra, Nadia Simonato, Mario Spinelli, Rosetta Spinelli, Maria Vivona. pieffe VIVA SAN FRANCESCO DI PAOLA Patrono di Cittadella del Capo 2007, sul lungomare cittadellese LA STATUA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA Quando tu scendi a piedi al lungomare la statua da lontano già ti appare e se miri a ogni passo che tu fai essa cresce alla vista, e cresce assai, se dentro ben ascolti, anche nel cuore dove t’infonde pace e insinua amore; cari amici non so se pure a voi, ma a me la statua agli occhi cresce e poi, nel cuor essa crescendo a dismisura, vi fa nascere gioia immensa e pura; non so se pure voi allor che andate giù verso il mare il Santo lo pregate, io umilmente sì, sempre lo invoco: San Francesco, proteggi - non è poco il paese del quale figlio sono e del quale Tu sei Santo Patrono. Pasquale Filippelli Per il 6° centenario della nascita di San Francesco AD AGOSTO UNA GRANDE FESTA VOTIVA Auspichiamo che tutti i cittadellesi, residenti ed emigrati, s’impegnino affinché anche il 6° centenario francescano della nascita nel 2016, così come lo fu il 5° della morte nel 2007, venga celebrato con grande solennità durante il prossimo periodo votivo centrato sulla festa che secondo tradizione è fissata al 21 di agosto, terza domenica del mese. Partecipino all’evento gli enti e le associazioni territoriali. Vi partecipino soprattutto, con slancio di fede e devozione, i gruppi parrocchiali e la neo costituita associazione San Francesco di Paola. Viva il glorioso taumaturgo paolano! Viva il venerato patrono di Cittadella del Capo! l’elenco degli “Andati al Padre” dell’anno 2015. Ben numerosi, 27 per l’esattezza, i cittadellesi deceduti: nell’ordine, Roberto Iannella, Carmine Ferraro, Ida Rossano, Lucio Borrelli, Grazia Messori, Enrichetta Lanzetta, Antonio Ferrini, Cristina Lama, Giovanna Viapiana, Francesco Quintiero, Giulia Puzzo, Paolo Occhiuzzi, Achille De Aloe, Mario Argirò, Vincenzo Giunti, Lina Spinelli, Giuseppe Bianco, Maria Teresa Agnaletti, Maria Vivona, Franco Lanzetta, Lea De Gregorio, Vittorio Scavella, Maria Antonietta Borrelli, Aldo Rugiero, Enzo Pascale, Raffaele Magurno e Giuseppe Fici. In loro suffragio, alla presenza di molti parenti e altri fedeli, il canonico Celìa ha celebrato alle ore 17 del 30 dicembre una santa Messa nella chiesa madre. Comunità Viva ha anche riportato i nominativi dei 9 piccoli parrocchiani che si sono gioiosamente incontrati per la prima volta con Cristo nell’anno passato: Gabriele Antonio Argirò, Annalisa Barone, Luca De Aloe, Gioele Ferraro, Samuele Ferraro, Andrea Impieri, Francesco Midaglia, Marcella Oliviero e Filippo Ruggiero. Le prime comunioni hanno avuto luogo il 18 ottobre nella chiesa madre. Fra le altre cose il periodico ha ricordato la celebrazione di due anniversari di matrimonio: 25 ottobre 2015, 25° di Rosanna De Brasi e Carmine Portadibasso (nozze di argento); 6 dicembre 2015, 45° di Giuseppina Di Pietro e Vito Laino (nozze di zaffiro). I MERCATINI DI NATALE della Pro Loco, svoltisi sabato 19 dicembre e domenica 20 nella struttura di Baia del Capo messa a disposizione dall’impagabile compaesano Maurizio Antonucci, hanno avuto un buon successo grazie soprattutto agli ottimi prodotti venduti. Gli acquirenti avrebbero potuto e forse dovuto far girare più “grana”. SPLENDIDO BABBO NATALE Periodico parrocchiale di Cittadella del Capo COMUNITA’ VIVA Da undici anni il parroco don Giovanni Celìa pubblica, una volta a Pasqua ed un’altra a Natale, il pregevole periodico “Comunità Viva” ricco di immagini, prospetti e articoli. Il mese scorso ha comunicato La manifestazione si è svolta sul lungomare nel soleggiato pomeriggio del 23 dicembre a Cittadella del Capo. Assieme a decine di bambini e genitori erano presenti altri numerosi cittadini, a cominciare dai tantissimi membri dell’associazione “San Francesco di Paola” che ha avuto il merito di realizzare l’evento.

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Prima che arrivasse Babbo Natale sul rosso traino motorizzato del collaboratore scolastico Achille De Fino, il presidente dell’associazione dottor Nello Cretella ha presentato l’avvenimento. Uno scrosciante applauso ha quindi accolto il tanto atteso e amato visitatore, che era accompagnato dai bravissimi piccoli suonatori di organetto Valentino e Agostino Toto. Pacchetti, caramelle e buoni consigli sono stati offerti agli emozionati bambini, di cui Babbo Natale ha anche dato lettura delle letterine. Per la storia sveliamo l’identità del bravissimo interprete che ha deliziato tutti nel sereno e gratificante pomeriggio vissuto due giorni prima del santo Natale: Gaetano De Brasi, vicepresidente dell’associazione organizzatrice. Quel pomeriggio si è svolto su un lungomare finalmente affollato. Sul quale poi, al calar della sera, abbiamo visto risplendere le luminarie (stelle, alberi e altre luci) allestite con impegno e passione dalla benemerita associazione “San Francesco di Paola” della comunità parrocchiale cittadellese. p.f. HO RIVISSUTO quest’anno, con immutata emozione, il Babbo Natale che vissi 33 anni orsono. Promotore dell’evento fu all’epoca il Laboratorio TV di Nello Cretella, Luigi De Francesco, Pedro Iovino e Tonino Tramontano. L’interprete fu Tonino Mazzitelli; io fui il presentatore. Ecco cosa ho scritto - 2011 - nel mio libro “Fatti nostri” di quel fatto lontano. << La prima manifestazione di Babbo Natale (…) riscosse un eccezionale successo e venne apprezzata favorevolmente sia per il significato del messaggio (il benefattore “si donava”, cioè dava tutto se stesso agli altri senza nulla pretendere in cambio) sia per la finalità dell’iniziativa, che era di stanare la gente dalle case affinché, in una piazza recuperata alla classica funzione di agora, fruisse momenti di sana aggregazione, utile alla sua crescita umana e culturale >>. Pasquale Filippelli GRAZIE ALFREDO Il grande presepe costruito dal vicepresidente dell’associazione “Lampara Nova” Alfredo Ruggiero ha suscitato interesse e riscosso notevole successo. Le visite si sono susseguite dal 13 dicembre fino all’Epifania. Come risulta dal registro, gli ospiti sono stati numerosissimi. Abbiamo contato circa 500 firme. Alcuni visitatori hanno espresso valutazioni e pensierini. Uno specchio di vita e di significati COSI’ HA RISPOSTO IL PAESE AL NOSTRO PRESEPE VIVENTE (È questo il paese che amiamo) di Famiglia Fiorillo Valentino e De Brasi Fabrizio Giorno 29 Dicembre 2015, nella suggestiva ed antica scogliera su cui si erge il Palazzo del Capo, ha avuto luogo la manifestazione del presepe vivente a cura dell’Associazione Comitato festa San Francesco di Paola Cittadella del Capo. Quando ci si accosta a contemplare un presepe, non si può non essere invasi da sentimenti ed emozioni molteplici poiché, un presepe possiede di per sé, un’aurea di stupore e di meraviglia. Accostarsi ad un presepe, assistere ad una rappresentazione animata, risveglia in noi non tanto l’esperienza sensoriale della bellezza, l’ammirazione per la preziosità dei materiali usati o la gratitudine verso l’ingegno per colui che lo ha realizzato ma, prima di tutto ciò, lo stupore umano per la vita nascente accompagnato da un inquietante interrogativo che, vede coinvolta la nostra contemporaneità e la nostra dimen- sione interiore. Si può essere ancora oggi felice in questo tempo di crisi e di disumanizzazione dell’uomo? I presepi fissi nelle nostre case, intrisi di tradizioni e di nuove speranze, o quelli viventi come il nostro, raccolgono, quindi, sguardi carichi di ammirazione e di sorpresa ed invitano lo spettatore ad aprirsi a riflessioni intime e profonde; davvero non ci si stanca mai di osservare anche il più muto dei dettagli. Colpisce sempre la presenza e l’espressione del Bambino, simbolo eterno di purezza che, si rinnova sempre in un mondo che non la ri-conosce più. Il presepe diventa fin da subito invito della memoria, espressione della commozione, veicolo di meraviglia umana, verso un mistero difficile da comprendersi ovvero, Dio che sceglie di abbassarsi verso la vita dell’uomo scegliendone la fragilità per dimostrare così il Suo più alto gesto di amore. Ecco il senso della nostra rappresentazione animata: il silenzio nel racconto dei tanti mestieri della quotidianità, la mimica essenziale della Famiglia appena costituita, il significato suggerito della kenosis di Dio e la via dell’umiltà autentica. Ecco allora che proprio osservando il declinare dei gesti di una tradizione millenaria di mestieri, nascono subito le prime riflessioni ed è proprio questo che diventa valore, forse il significato più profondo del Natale stesso. “Sono anche io in grado di abbassarmi per accogliere l’Altro? Sono in grado di riconoscere l’Altro ed amarlo allo stesso modo in cui Dio lo fa con me? La messa in scena di alcuni pezzi di vita popolare, legati alla storia della nostra tradizione di arti e mestieri, diventa qualcosa di superiore ad una scenografia da allestire e da rappresentare. Diventa cioè insegnamento di umiltà e di amore, valori molto importanti da cui partire e da condividere in una comunità, valorizzando anche in questo senso luoghi storici del nostro territorio. Perché allora il Natale? Perché l’inaudito annuncio degli angeli? Non solo per il piacere di riscoprire angoli caratteristici del territorio comunale, come l’antica scaletta al di sotto del Palazzo del Capo, luogo percorso dagli Angeli fino ad arrivare davanti l’ingresso della capanna incastonata in ciò che resta dell’antica e naturale macchia mediterranea, ma per rendere testimonianza, specie alle nuove generazioni, dell’esempio che il presepe riveste. Esso suggerisce una via nuova della vita, non certo la strada spianata verso la facile felicità ma, un modo particolare di intendere la nostra esistenza, in qualunque età e stato ci si trovi. Diverse sono state le età dei nostri figuranti! Sono stati coinvolti bambini e persone anziane proprio per ricordare le diverse età della vita dell’Uomo, a partire da quella embrionale appena compiuta, fino alla vecchiaia, passando attraverso la fase della maturità della forza fisica. Il presepe è monito di rispetto e di comprensione della propria vita e di quella di tutti gli altri, specialmente di quella più debole ed indifesa. Ecco allora il senso di quella mangiatoia in cui è stato adagiata la più semplice ed umile delle creature: un bambino appena nato. Non solo essa è diventata il simbolo altissimo del primo riconoscimento di Gesù ma, è stata anche la vera culla di un bambino del nostro territorio, ormai adulto. L’arte di cui disponiamo ci ha aiutati a ricordare non solo un fatto del passato, ma anche un fatto dell’esistenza: Dio che rinasce nelle nostre vite attraverso l’immagine di un bambino indifeso. Dio che ha scelto la concretezza e non il mondo delle illusioni ed ha mo-

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strato ad ognuno di noi la via della salvezza. Dio che ha scelto il tempo per poterci insegnare come riconoscere il nostro niente, non come prodotto di scarto ma a trasformarlo in meraviglia. Ecco il superamento di una semplice emozione, spesso legata al momento ed alle circostanze, in una fonte di essenzialità e di meraviglia nei confronti di ciò che realmente conta nella vita. Ecco allora l’autentica fonte di commozione: non i sentimenti passeggeri che ci affascinano ma, l’amore vicino e costante di Dio per un bambino tremante di freddo. Non per una persona potente e dotta ma di un essere nudo adagiato sul fieno. Abbiamo voluto rappresentare la gente comune, quella che contribuisce con il silenzio del lavoro quotidiano, nella diversità della loro millenaria sapienza, al rinnovamento della vita stessa, alla crescita del paese, trasmettendo cultura e sapienza ai bambini. Abbiamo rappresentato gli angeli, che con la leggerezza del loro passo ci hanno ricordato la dimensione spirituale della vita, il giusto contrappeso fra le due sponde della vita di ognuno. Che cosa dire poi della presenza degli animali? La bellezza nel loro stare commuove allo stesso modo del volto del Bambino, poiché sono entrambi espressione suprema della gratuità dello stato di innocenza. Nell’essenzialità delle scene rappresentate, abbiamo voluto evocare, nell’assenza, anche la parte di quella umanità contraria, ovvero gli indifferenti alla nascita del Bambino, i curiosi che osservano con distacco lo svolgimento delle azioni: quelli che un giorno si vendicheranno e venderanno il Bambino per trenta denari e lo appenderanno alla croce. Uno specchio di vita e di significati, fra luci ed ombre, visioni e suggestioni, parole, gesti, suoni musicali di zampogne, lacrime ed espressioni di gioia e condivisione. Così come ha risposto il paese a questa semplice iniziativa. Tre momenti di collaborazione importante grazie all’impegno delle tre associazioni coinvolte, la disponibilità di tutti gli amici nel fornire il necessario per continuare e tutte le persone che hanno reso possibile ciò che hanno visto con la loro presenza e partecipazione. Si chiude così la prima edizione del presepe vivente riscontrando un esito soddisfacente, pur nella consapevolezza di perfezionare l’assetto organizzativo nella speranza di ripetere negli anni futuri la performance e soprattutto di mantenere lo stesso entusiasmo di adesso. È questo il paese che amiamo. Famiglia Fiorillo Valentino e De Brasi Fabrizio 26/12/2015: GRANDE TOMBOLATA Nella tarda serata di Santo Stefano il gruppo “Arcobaleno” ha realizzato una magnifica tombolata che ha fatto registrare la presenza di numerosi adulti, ragazzi e bambini. Nella sala polivalente comunale tutti si sono divertiti. Molti i premi assegnati. La manifestazione, ottimamente preparata, è stata diretta dal presidente Antonio Rossano con il particolare sostegno organizzativo di (in ordine alfabetico dei cognomi) Francesca Callà, Joerg Mayer, Vania Michelizzi, Francesco Perrotta, Maria Luisa Piccolo, Lorella Rossano, Genesio Spinelli, Nelida Toto e Sonia Verta. Eccellente la collaborazione dell’architetto Massimo Spinelli. PRESEPE VIVENTE Hanno promosso l’evento il presidente Nello Cretella, i dirigenti e molti altri membri dell’associazione cittadellese “San Francesco di Paola”. Ben allestita dagli organizzatori e ottimamente tenuta dagli interpreti, è stata ammirata da numerose persone la scena della natività svoltasi tra gli scogli sottostanti palazzo del Capo. Ecco il cast della manifestazione: Pierfrancesco Cairo, bambinello Gesù; Annachiara Cretella, Maria di Nazaret; Giacomo Zavaglia, Giu- seppe; Clara Cretella e Fabrizia Pititto, angeli; Eugenio Ruggiero, magio; Marco De Aloe, Giovanni Felice, Luigi Perrotta ed Enrico Pititto, centurione e soldati romani; Anna Bruno, Franca Cataldo, Giovanni Donato, Ilaria Fiorillo, Ilenia Portadibasso, Alida Sbarra e Angiolina Sbarra, pastori mestieranti; Michele Cairo, Fabrizio De Brasi, Marzia Fiorillo, Stefano Giovazzino, Giuseppina Liserre, Maria Rosaria Marra, Vincenzo Pascale, Elisa Perrone, Francesco Petrecca e Rosa Petrecca, pastori itineranti. Nel presepe c’erano inoltre: lo zampognaro Franco di Acquaformosa e i suonatori di organetto guidati dal maestro Biagio Liporace, con accanto i due piccoli Valentino e Agostino Toto che già si erano esibiti il 23 dicembre assieme a Babbo Natale; un piccolo ovile con una capra e un capretto messi a disposizione da Renato Ferrante; i signori Lospennato e Fasano, rispettivamente con ceste e saporite caldarroste; gli elfi Rossella Donato e Franco Sbarra con zucchero filato. D’intesa con gli organizzatori del presepe, i membri del gruppo “Arcobaleno” presieduti da Antonio Rossano e i soci di “Lampara Nova” del presidente Giuseppe Di Martino hanno provveduto per crespelle e frittura di calamari. La manifestazione è cominciata alle ore 18 del 29 dicembre. All’inizio il presepe è stato benedetto dal parroco di Cittadella can. don Giovanni Celìa. Bellissima la serata. Finalmente strapieno il lungomare. Molti gli ospiti venuti dai paesi vicini. Residenti e forestieri hanno sostato davanti alla capanna e poi hanno a lungo passeggiato sul lungomare “San Francesco di Paola”. Si è realizzata insomma una magnifica aggregazione. C’è stata una grande festa popolare. pieffe Decennale della morte di REMO IANNELLA Abbiamo seguito con viva commozione la messa vespertina di sabato 9 gennaio celebrata in memoria di Remo Iannella, scomparso all’età di 38 anni per incidente stradale a capodanno del 2006. Oltre che da compaesani e familiari, la matrice era affollata da tantissimi amici forestieri. Tutti abbiamo amato e stimato Remo durante la sua vita (“sempre gioioso, con sulle labbra un sorriso” ha detto il can. don Giovanni Celìa). Il parroco non ha mancato di ricordare anche Florindo, che del suo Remo fu padre accorto, sollecito e affettuoso. ____________________________________________ 3 DICEMBRE 2009 Al mattino partii per Roma dov’ero attesa dal chirurgo che mi avrebbe poi operata nel mese successivo. Mi accompagnò mio marito alla fermata del pullman di Bonifati lido. Ecco i versi che composi in quella occasione: Mi sporgo dal finestrino del pullman in partenza per Roma e vedo i tuoi occhi appannati, dopo che sei salito e subito ridisceso; un accenno di saluto con la mano e vado ignara al mio destino. Ancora nel cielo terso tra nuvole argentate la luna piena segue il mio stanco cammino. Anche il mare guarda la mia corsa stupito. Ti guardo ancora per un istante, non mi palpita il petto ché vado verso l’ignoto, già sono in un’altra nuova dimensione. Maria Rosaria Marra (poesia già riportata nel Giornalino di dicembre 2010)

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