Il Martino cartaceo n.15 anno 1

 

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quindicinale di informazione, approfondimenti e interviste

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31 Agosto 2015 - n. 15 anno 1 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste QUARTIERE TRONTO: QUAL È LA 2€ SITUAZIONE? LE VIE DEL DISAGIO di Federica Bucci “Abbandonare l’illusione di trovare indicazioni, mappe, segnaletica esistenziale, » continua, Pag. 7 avvertimenti e dritte, perché ogni cammino è unico e personale, un flusso temporale irreversibile... » continua, Pag. 3 di Ilenia Laurenzi La Commissione Pari opportunità è stata istituita al fine di combattere le discriminazioni, sessiste e di altro genere, di cui ancora oggi, nel terzo millennio, le donne continuano ad essere vittime nell’ambito lavorativo e in quello sociale. Inoltre, la recrudescenza della violenza di genere degli ultimi tempi, ha fatto sì che si rendessero necessarie norme ed azioni atte a contenere e combattere questo fenomeno in triste crescita. COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ: QUANTA STRADA ANCORA DA FARE... Lo scorso 30 luglio è stata nominata la nuova Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo: 10 donne che “hanno competenze in materia di differenza di genere e in vari campi del sapere, dall’amministrativo alla cultura e che, come previsto nei criteri, sono rappresentative delle diverse aree territoriali”, prendendo a prestito le parole della vicepresidente Barbara Ferretti. Noi del Martino abbiamo raccolto la voce di due... » continua, Pag. 10-11 PERICOLI DELLA MONTAGNA di Maria Giulia Mecozzi Mare o montagna? E’ sempre questo il problema di chi decide fare una vacanza. C’è chi, la stagione estiva, preferisce trascorrerla a piedi nudi sulla sabbia e chi, invece, armato di zaino, scarponcini e buone gambe... » continua, Pag. 4-5 INDICE PREVENZIONE........................ 2 LE VIE DEL DISAGIO ............ 3 SRVIZIO AI LETTORI............. 3 PERICOLI MONTAGNA.... 4-5 PREMIO JOHN FANTE.......... 6 QUARTIERE TRONTO........... 7 NOVITÀ EXPO........................ .8 PARI OPPORTUNITÀ.... 10-11 LA ROSA BLU........................12 LA POESIA DI ALE...............13 MART. CALCIO............... 14-15

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2 PREVENZIONE E PREVISIONE   Etciù! Salute di Redazione terra per almeno 10-15 minuti. Se puoi, tira su i piedi. Reidratati. Bevi molti liquidi, specialmente se il tuo corpo ha perso acqua perché hai sudato o ti trovi in un ambiente caldo. La temperatura può essere una causa dello svenimento. Mangia qualcosa di salato. I cibi salati alzano la pressione, per questo i dottori consigliano a chi ha avuto uno svenimento di assumere cibi o bevande salate (come i cracker, le olive, o le bevande per sportivi) Se sei a rischio di pressione alta, parla con il tuo medico prima di aumentare la tua dose giornaliera di sale. Muoviti lentamente. Prenditi un giorno di vacanza. Non saltare in piedi e non fare cose stancanti fino a che non ti senti a posto al 100%. Mangia quello che puoi, bevi molti liquidi e riposati. Se i sintomi continuano, chiama il 118. Uno svenimento dovrebbe durare pochi secondi, al massimo un minuto. Se resti svenuto più a lungo, devi essere portato in ospedale. CONSIGLIO: SE TROVI un pavimento freddo, come quello di un bagno o di una cucina, togliti la maglietta e stai disteso con la schiena nuda. Il caldo potrebbe essere la causa dello svenimento. Uno svenimento può fare molta paura, specialmente se non sai cosa ti succede né come comportarti. Ecco come agire per te (o per qualcun altro) se ti capiterà in futuro. Fai attenzione ai sintomi: vedi buio, ti gira la testa e percepisci suoni come ovattati. Stenditi. Il pericolo dello svenimenti è nella caduta, metti i piedi su un cuscino, in modo che siano più in alto del cuore. Questo riporta il flusso del sangue al cuore e quindi al cervello. Se ti è possibile, avverti qualcuno che stai per perdere conoscenza. A volte svenire può essere pericoloso, meglio cercare aiuto prima di andare sotto. Se stai per svenire e sei in piedi, ma non c’è nessuno che ti possa sorreggere, avvicinati a un muro. Scivolare lungo un muro è molto meglio che cadere di faccia. Se sei su una scalinata, avvicinati al corrimano interno, quello più vicino al muro per capirci. Aggrappati al corrimano e segui la sua direzione. Quando cadrai, ti sposterai di poco. Quando è passato Se sei solo, fai un bel respiro. Controlla se hai delle ferite, ma non ti alzare subito. Stai a Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Marco Capriotti. SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 E mail info@ ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. TAVOLETTI GENTINO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il costo di un arretrato è il doppio del prezzo di vendita. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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UN VIAGGIO NEL MONDO DELLA GIOVANE AUTRICE MARIA GIULIA MECOZZI di Federica Bucci SERVIZIO AI LETTORI di Marco Capriotti Cari lettori del Martino,   3 “Abbandonare l’illusione di trovare indicazioni, mappe, segnaletica esistenziale, avvertimenti e dritte, perché ogni cammino è unico e personale, un flusso temporale irreversibile e indeterminato.”: queste sono le “istruzioni per l’uso” sapientemente forniteci da Salvatore Agresta nella prefazione dell’opera prima di Maria Giulia Mecozzi, la raccolta di poesie “Le vie del disagio”. Istruzioni che ci anticipano quelle che saranno le emozioni, le sensazioni che ci inonderanno allorquando ci saremo immersi nella lettura. L’autrice, classe 1989, ha conseguito una laurea in filosofia presso l’Università di Macerata, con specializzazione in Filosofia della scienza ed Epistemologia. La sua passione per la scrittura si manifesta intorno ai 16 anni, quando comincia a sentire il bisogno di mettere nero su bianco l’enorme quantità di pensieri che le affollano la testa. I fogli manoscritti che nel corso degli anni si sono accumulati sulla sua scrivania, quest’anno finalmente hanno visto la stampa attraverso la casa editrice “Il Martino” e le sono valsi la vittoria alla prima edizione del “Palazzina Azzurra Poetry Slam 2015” organizzata dal Murazzi Poetry Slam di Torino. L’opera, divisa in tre sezioni (La trappola, Il limbo, La fuga), è una raccolta di 41 poesie che raccontano quello che fin qui è stato il cammino di Maria Giulia lungo queste vie, le vie del disa- giorno dopo giorno i nostri amici turisti lasciano i nostri lidi per ritornare nelle città del nord Italia o in direzione Roma. La nostra Martinsicuro e le nostre località costiere e di vacanze si preparano al lungo periodo invernale. Diciamo che ci sono ancora un po’ di giorni di sole, di bel tempo, di svago, ma come ben sappiamo è tempo gio appunto, dal periodo adolescenziale fino alla maturità, senza di tirar fuori a breve grembiuli tralasciare i momenti più difficili del suo percorso, ai quali lei, per i più piccoli e libri per i più generosamente e senza remora alcuna, ci lascia accedere attra- grandi. verso poesie toccanti come le 11 appartenenti alla prima sezione (La trappola), la più struggente e la più intimista. Ancora pochi giorni e spariranVengono trattati anche temi di scottante attualità -specie nella no gli ombrelloni. I problemi reseconda parte- come nella splendida “I figli di Ulisse”, poesia che stano, in primis quello dell’actrasuda umanità e volontà di far comprendere al “popolo gregge qua. Rotture su rotture, anche che si lascia anestetizzare da parole ricche d’odio e che ripudia negli ultimi giorni. E’ giusto (per schifo e per paura) i figli di Ulisse”, che l’unica razza è quella sempre ricordarlo. umana; da rilevare anche lo splendido inno alla propria generazione, Elogio al risveglio, vista finalmente in maniera positiva e In questo numero troverete non con il solito disfattismo che va tanto di moda. ancora spazio per Expo 2015. Troverete molta cronaca locaCome si dovrebbe sempre fare con i libri di poesie, ho deciso di le, come la trovate sul nostro non leggerlo seguendo l’ordine in cui i componimenti sono stati sito internet www.ilmartino.it; pubblicati, ma aprendolo ogni volta casualmente e leggendo la il team del Cartaceo e il team poesia che mi trovavo sotto gli occhi, riuscendo poco a poco a dell’Online sono sempre a voricostruire il cammino formato da queste vie del disagio, nel quale stra disposizione. Accettiamo tutti noi possiamo ritrovarci, ognuno in una maniera diversa, a le vostre segnalazioni, ma vi seconda della propria sensibilità e delle proprie esperienze. ricordiamo che non siamo noi Maria Giulia riesce infatti a raccontare con le sue parole -di ragazperiodici le sedi ufficiali delle za prima, di donna ora- non solo il suo mondo ma anche il mondo denunce. che la circonda in ogni sua sfumatura, permettendo al lettore di far sua la poesia, perché, come diceva il grande Massimo Troisi nel film “Il postino”, la poesia non è di chi la scrive, ma di chi la legge. Potete contattarci sempre Concludo citando la poesia che conclude l’opera, che rappresenta all’indirizzo info@ilmartino.it ; a mio parere una summa di questa raccolta: il componimento ricordiamo che abbiamo un nos’intitola “Disagio”, e in esso l’autrice descrive ciò che per lei stro archivio consultabile e che rappresenta questa parola densa di significato, una condizione il materiale che ci viene consein cui molti di noi spesso si trovano ma che non sempre si riesce gnato potrà essere utilizzato per le nostre attività giornalistia descrivere a parole. che e non restituito. E Maria Giulia lo fa per noi, concludendo la poesia –e il libro- con quattro versi che ci fanno riflettere e sembrano leggerci dentro: Vi ricordo anche che a breve avrete notizie su Martinsicuro “Cos’è il disagio se non nel Cuore. Dopo questo spazio Un non voler afferrare quella consapevolezza dedicato alle informazioni di Che potrebbe gestirlo, aggirarlo, servizio, vi auguro una buona sconfiggerlo.” lettura. Invito perciò tutti, avidi lettori di poesie o chi si avvicina per la prima volta a questo genere, alla lettura dell’opera prima di quest’autrice, che dimostra una sensibilità e una perspicacia nel capire il mondo che ci circonda veramente fuori dal comune. © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

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4   LA BELLEZZA DELLA MONTAGNA: di Maria Giulia Mecozzi rica residua e l’utilizzo di tipi ad alta capacità. E’ preferibile non avventurarsi da soli”. Eppure sono molti che, essendo troppo sicuri di sé e sprezzanti del pericolo commettono imprudenze senza in alcun modo pensare alla propria vita. Un modo, ci dice De Luca, per evitare l’avventatezza ci sarebbe: “Bisognerebbe far pagare per intero al cittadino le operazioni di salvataggio in montagna perché la comunità non può e non deve più farsi carico delle leggerezze degli irresponsabili. Infatti, le operazioni di soccorso alpino, oltre ad impegnare mezzi e decine di uomini, mettendone a rischio la vita, in Italia sono un costo imputato per intero alla collettività perché gestito dal Servizio Sanitario Nazionale. Mare o montagna? E’ sempre questo il problema di chi decide fare una vacanza. C’è chi, la stagione estiva, preferisce trascorrerla a piedi nudi sulla sabbia e chi, invece, armato di zaino, scarponcini e buone gambe, decide di trascorrerla tra le vette spettacolari delle montagne abruzzesi e non. Certamente entrambi i luoghi, nonostante la loro sconvolgente bellezza, nascondono insidie e pericoli: l’annegamento in mare, per chi si occupa di cronaca giornalistica estiva, è quasi all’ordine del giorno. Tuttavia, la nostra testata, molto spesso ha riportato di incidenti accaduti in montagna, qualche volta a lieto fine ma anche, ahimè, tragicamente. Tuttavia, la stagione che porta gli appassionati del mare a riversarsi sulle spiagge sta per concludersi; mentre non si conclude quella montana, che soprattutto d’inverno richiama l’attenzione di turisti ed appassionati di sci, escursionismo ed alpinismo. Per saperne di più e prevenire al meglio le insidie a cui siamo esposti quando decidiamo di salire in alta quota, abbiamo chiesto il parere di un esperto: il maestro di sci e accompagnatore di media montagna di Pietracamela (Te), Paolo De Luca. Anche De Luca ci conferma quanto precedentemente affermato a proposito degli incidenti in montagna: “E’ un fenomeno in crescita perché è aumentato il numero di coloro che desiderano praticare escursioni ed arrampicate sia in inverno che in estate, affascinati dalle alte quote e da paesaggi spettacolari e l’esperienza dimostra che spesso la difficoltà deriva da una sopravvaluta- zione delle proprie capacità e da una scarsa valutazione del percorso che si vuole intraprendere e dei relativi rischi”. Dunque, in montagna, essere più attenti e rispettare le norme di sicurezza non sempre basta per cui, rispetto alle precauzioni da adottare per evitare un incidente, il maestro afferma che: “Preliminare a qualsiasi attività in montagna, è la consultazione dei bollettini meteo, tenendo tra l’altro presente che in montagna le condizioni del tempo possono cambiare in pochi minuti, come ad esempio accade sulla catena montuosa del Gran Sasso d’Italia data la sua particolare vicinanza ai due mari. Come già accennato, fondamentale è scegliere l’itinerario in base alla propria preparazione fisica e tecnica. La persona soccorsa, quindi, non paga nulla. Per riflettere, basti pensare che un minuto di volo di un elicottero medicalizzato può arrivare a costare anche 200 euro; cifre inferiori, ma di tutto rispetto, per le operazioni di soccorso con elicottero non medicalizzato o a piedi. In Austria ed in Slovenia, che dal confine italiano distano pochi chilometri in linea d’aria, il costo del soccorso è a Abbigliamento ed equipaggiamento devono totale carico del cittadino in essere adeguati alla difficoltà e alla durata emergenza. In questo modo si dell’escursione. Nello zaino (con Air Bag) cerca di responsabilizzare colonon deve mai mancare l’occorrente per le ro che decidono di avventurarsi situazioni di emergenza: telo termico, lampa- in montagna senza una prelimida frontale, Kit di primo soccorso, telefonino nare valutazione del percorso e cellulare – Gps nel quale si può scaricare delle proprie capacità. E’ solo l’App “GeoResQ” (è un nuovo servizio di in questo modo che gli incidenti geolocalizzazione e d’inoltro delle richieste potranno diminuire e tante vite di soccorso che tiene traccia del percorumane potranno essere risparso comunicandolo a chi volesse seguirci miate; il tutto accompagnato, da casa e per inoltrare tempestivamente ovviamente, da un risparmio di la richiesta di aiuto alla centrale operativa soldi pubblici che potrebbero attiva 24 ore su 24), casco, pala, sonda, essere investiti nell’acquisto Artva (apparecchio di ricerca dei travolti in di nuove apparecchiature valanga), utile per il corretto funzionamen- elettromedicali da destinare to degli strumenti elettronici è il controllo agli ospedali”. E ancora: “Mi periodico delle batterie per verificare la ca- sembra logico che i costi di

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MA QUANTI PERICOLI? soccorso alpino siano addebitati a chi ne beneficia. Andare in montagna è una scelta che comporta un margine di rischio; chi poi imprudentemente si mette in condizione di pericolo deve accettarne le conseguenze, anche economiche”. Comunque, ci informa che già delle regioni come Trentino Alto Adige, Val d’Aosta e Veneto, hanno deciso di porre fine completa degli interventi di soccorso alpino facendo pagare al cittadino in emergenza una sorta di ticket per ogni chiamata. Mentre in Abruzzo, le attività di soccorso sono ancora completamente gratuite. Tuttavia, “si sta lavorando – dice De Luca - per redigere una bozza di Legge (dopo l’abrogazione della L.R. n.1 del 2011) per poi portarla all’attenzione del Consiglio Regionale”. In tal proposito, De Luca ci racconta un episodio curioso ma allo stesso tempo sconcertante, accadutogli durante un’escursione. “In una bella giornata di sole, ero con un mio amico medico sulla cresta Ovest, sulla cima più elevata del massiccio montuoso del Gran Sasso d’Italia, la vetta occidentale del Corno Grande, quando, in un punto molto esposto e difficile, abbiamo incontrato una coppia. Lei in evidente difficoltà, con una decadenza fisica significativa piangeva e per la paura non voleva più andare avanti né tornare indietro. Ci siamo subito fermati per prestare aiuto immediato. Il signore che era con lei ci disse: “Grazie, non abbiamo bisogno di nulla; tra poco, se la mia compagna non riprende a salire, chiamerò l’elicottero per farla venire a prendere e farla portare al piazzale dove abbiamo l’auto parcheggiata. Tanto è tutto gratis e approfittiamo per fare un bel giro e vedere il Gran Sasso dall’alto”. Un episodio che chiaramente dimostra non solo la scarsa preparazione di chi avventura in montagna ma anche e soprattutto il poco valore etico nel considerare il lavoro del Soccorso Alpino e la spesa che ricade comunque su tutta la comunità.   5 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6   FESTIVAL LETTERARIO “IL DIO DI MIO PADRE” X EDIZIONE PREMIO JOHN FANTE, PROCLAMATI I VINCITORI DOMENICA 23 AGOSTO di Noris Cretone tere ‘torricellano’ che, come in altre opere, diventa l’iconizzazione della sua discendenza. La decima edizione si è svolta in tre momenti, tre giorni dal 21 al 23 agosto nei quali illustri ospiti, come la figlia dello scrittore Victoria Cohen Fante, Eugenio Finardi, si sono succeduti, incantati dai suggestivi scorci dell’Abruzzo meridionale che si possono ammirare dal caratteristico centro di Torricella Peligna. Ad aggiudicarsi il Premio “John Fante Opera prima” è stato Enrico “Passando tra interminabili file di bancarelle che dispensavano Ianniello con “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” (Ed.Feltrinelli), piaceri da dieci centesimi agli avidi clienti, tra marinai e ragazze in del quale riportiamo un breve estratto: costume da bagno, tra vecchi, giovani, attempati e infermi, Bandini, pur avendo pietà delle loro modeste aspirazioni ammirava il “Tu, ti devi volere bene a te. Se respiri e non ti ami, non serve loro coraggio…non per niente amava uomini e bestie dello stesso a niente, se mangi e non ti ami, che mangi a fare? Quando amore e sapeva in cuor suo ciò che essi sapevano in cuor loro. eri guaglione, e soffrivi perché ti sfottevano per gli occhi strabici, Il loro posto al sole non era nulla più che un pugno di polvere… che campavi a fare, senza volerti bene? E qua arriviamo dopotutto siamo qui solo per poco, poi saremo altrove, svaniti a quella che, per come la penso io, è la più alta forma d’amore come un sogno dimenticato.” per gli altri: la solitudine.” Queste le parole pronunciate da Arturo Bandini, protagonista del romanzo capolavoro di John Fante “Chiedi alla polvere”. Il protagonista è in realtà il suo alter ego al quale lo scrittore dona tutto il suo superomismo d’annunziano rendendolo cinico, pieno di sé, irriverente ma con una profonda ironia tragicomica. Considerato oggi uno degli scrittori americani più importanti della sua generazione, alla stregua di Hemingway, Faulkner e Steinbeck, John Fante è secondo Bukowsky il narratore più maledetto d’America. La scrittura scarna e lineare, l’uso dello slang urbano, l’autobiografismo esasperato, la reinterpretazione del disagio etnico e sociale delle classi subalterne, l’introspezione dei suoi personaggi simultaneamente eroi e antieroi ne fanno un autore inclassificabile. Spesso visto come capostipite degli scrittori italoamericani, padre del romanzo losangelino, John Fante è un indiscusso maestro per molti scrittori e artisti contemporanei. Il festival letterario “Il Dio di mio padre” è una manifestazione culturale di livello internazionale dedicata allo scrittore italoamericano John Fante che si tiene ogni estate a Torricella Peligna (Abruzzo), il paese d’origine di suo padre Nick. Nick e Torricella Peligna hanno esercitato una notevole influenza sull’immaginario dello scrittore, tanto da ritrovarli tematizzati in diversi suoi romanzi e racconti, in cui le origini abruzzesi ricoprono un posto di rilievo. Il nome del festival, rappresenta un esplicito riferimento ad uno degli scritti più emozionanti e ironici di Fante, “Il Dio di mio padre”, un racconto in cui è preponderante la figura del padre dal caratPremiata dalla giuria popolare per la categoria degli inediti anche una scrittrice teramana, Anacleta Camaioni di Giulianova. Uno degli obiettivi della manifestazione è quello di “valorizzare la cultura dei giovani”. John Fante ha fatto del suo disagio, del suo essere un povero emigrante, un’arma per conquistare una posizione sociale da lui ambita ma allo stesso tempo provocatoriamente schernita. Dovrebbe essere, pertanto, letto e letteralmente digerito dalle nostre nuove generazioni che spesso rivolgono la loro attenzione verso modelli che, solo apparentemente sembrano voler andare controcorrente ma che spesso non sanno cosa significhi uscire “fuori dagli schemi”…John Fante sapeva, come D’Annunzio, rompere e oltrepassare gli schemi dell’anima, lasciando dietro di se’ solo un semplice, cinico ma autentico ritratto di una magnifica avventura chiamata VITA. Laura Aprati, giornalista e autrice tv nonché responsabile dell’ufficio stampa del festival, ci conduce nel cuore della manifestazione, ispirata alla figura carismatica e controversa del grande scrittore John Fante, ironico intellettuale italoamericano di origini abruzzesi ma come d’Annunzio eccentrico e grande seduttore…un viaggio da percorrere attraverso un oceano di emozioni come quello che separa la nostra regione dal nuovo continente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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QUARTIERE TRONTO: QUAL È LA SITUAZIONE? 7   di Ilenia Laurenzi “Eppur, qualcosa, si muove…” Potremmo intitolare così quest’ennesima chiacchierata con Mimmo Iurlaro, presidente del quartiere Tronto, una zona spesso definita “difficile” o, nei migliori dei casi, “problematica”. Gli eventi criminosi degli ultimi mesi, una sparatoria davanti ad un bar affollato in un’ora, in cui, abitualmente la gente è in giro e che ha lasciato un morto sul selciato, morti per overdose, devastazioni di attività commerciali ad opera di teppisti , fanno si che l’accezione “problematico”, il quartiere Tronto, la meriti tutta. Ma, come scrivevamo poc’anzi, qualcosa inizia a muoversi, i progetti messi in campo dal comitato di quartiere, piano piano, si vanno realizzando e cresce sempre di più una nuova coscienza civica, dettata dal bisogno e dall’esigenza di sicurezza, da parte di ogni cittadino. “Mai abbassare la guardia sulla sicurezza!” ci dice Mimmo Iurlaro, presidente di quartiere, durante il nostro ultimo incontro. “Stiamo pensando di installare una serie di telecamere di videosorveglianza dislocate in punti particolarmente sensibili della zona. Il progetto esiste, se ne è già ampiamente discusso, ed è all’interno del programma “Martinrete”, bisogna semplicemente attivarlo e, sono certo, a breve vedremo la sua realizzazione. E’ vero, il nostro territorio negli ultimi tempi è stato scenario di attività criminose, balzando negativamente, agli onori della cronaca locale, ma mi sento di dire che la situazione, attualmente, è sotto controllo”. Mesi fa ci incontrammo per parlare della realizzazione di uno sgambatoio per cani progettato per questo quartiere… “Purtroppo dobbiamo segnalare, a proposito, un’insufficiente cura del verde. Alcune piante, messe da poco, sono secche, non c’è né cura, né attenzione per l’ambiente. Di contro, però, stiamo ristrutturando la casetta di legno incendiata lo scorso inverno dai vandali. Abbiamo sostituito la porta, dotandola di una serratura, stiamo sistemando il prato e apportato interventi manutentivi alla struttura e allo spazio in cui è posta”. Ecco, ci parli di questo progetto….. “Il nostro intento è quello di riqualificare questa struttura. Questo progetto, forse, potrebbe sembrare un po’ ambizioso, ma non è di certo impossibile: vorremmo, infatti, realizzare un centro aggregativo per giovani, all’interno della quale si possano svolgere attività musicali , artistiche, ricreative. Inoltre, il comune ci ha donato alcuni giochi per bambini, che sistemeremo a breve in prossimità della struttura e questo contribuisce non poco all’intento di riqualificazione del posto. Tra le attività in programma per il quartiere, da mettere in campo prima della fine della stagione estiva, voglio sottolinearne due in particolare: una piccola sagra del pesce locale con intrattenimento musicale e una manifestazione che abbiamo chiamato “Vinn a pruvà”, un festival multietnico in cui verranno proposti i piatti tipici delle varie etnie presenti nel quartiere. Questo è un progetto a cui teniamo particolarmente, una manifestazione volta alla conoscenza di culture diverse, attraverso il cibo e, di conseguenza, all’integrazione con culture distanti dalla nostra ma che non possiamo ignorare perché penetrate nel territorio. Che le problematiche ci siano, e siano molte, è innegabile, ma nel territorio è presente anche un forte bisogno e la voglia di uscire dal clichè “Tronto = disagio”, perché c’è tanto altro, al di là delle innegabili situazioni di devianza. La cosa che mi preme sottolineare è la serena convivenza che tuttora è presente tra gli abitanti del quartiere. In zona vivono etnie diverse, molti extracomunitari, ma anche italiani provenienti da altre zone geografiche , eppure l’integrazione è stata pacifica e serena e le iniziative che stiamo mettendo in opera, lo dimostrano. Tra l’altro, non dimentichiamo che all’interno del nostro direttivo, è presente una rappresentanza straniera, portavoce delle istanze degli immigrati che vi abitano. Mi sento inoltre, di fare un plauso alla partecipazione, da parte degli abitanti di quartiere, alle iniziative e alle manifestazioni che vengono messe in campo. Vorrei cogliere l’occasione per segnalare il problema dell’immondizia lasciata per strada: spesso rimane lì per giorni, a scapito del decoro e della civiltà del nostro territorio. Una maggiore attività, in questo senso, sarebbe auspicabile, oltre alla pulizia del “cavatò”, una situazione in precedenza già segnalata, ma che ancora non beneficia di risultati evidenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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8   EXPO: VIAGGIO TRA MITI E LEGGENDE di Marco Capriotti La mia visita a Milano per Expo 2015, pur breve, mi ha dato la possibilità di controllare direttamente alcune situazioni. stabilimenti al mare. Se si va al supermercato si trova a 35 centesimi la bottiglia. Poi ci sono molte case dell’acqua, che verranno poi messe al termine della esposizione nella città di Milano, dove l’acqua fresca e pura è gratis. Il caffè si troLa prima, la più evidente, è che va a un euro. Certamente in alcuni all’Expo non ci va nessuno. I dati padiglioni i prezzi sono molto alti, diffusi dalla società Expo in questi ma per una pizza e una bevanda giorni parlano chiaro. La società si possono spendere circa 5 euro. ha comunicato gli accessi regiPersonalmente con 10 euro ho prestrati dai sistemi di lettura digitale so un primo, una macedonia e una delle entrate: 112.828 il 17 agobottiglia d’acqua. Se poi uno vuole sto; 114.627 il 18; 130.152 il 19; mangiare il sushi a 3 euro, ha sba153.249 il 20 agosto; 134.386 il gliato location. E’ una esposizione, 21 agosto; 124.872 il 22 agosto e non è la sagra del pesce di Termoli. 85.888 il 23 agosto, giornata che è stata penalizzata dalla pioggia. I mezzi pubblici funzionano. Me La durata media delle presenze all’interno del sito è di nove ore. Bisogna dire che alcuni padiglioni come quello italiano e quello giapponese avevano tempi di attesa molto lunghi con interminabili file, che variavano dalle 2 alle 3 ore. Altri padiglioni erano invece più accessibili. Io ho visitato il padiglione zero alle cinque del pomeriggio senza alcuna coda. Cercate di fare quindi un percorso alternativo e non perdetevi i “paesi aridi”. La seconda riguarda il costo del cibo e delle bevande. Fortunatamente, avendo amici che lavorano all’interno della struttura, ho avuto le giuste dritte. Iniziamo dall’acqua; la “mezzo litro”mediamente costa un euro, come nei nostri lo hanno confermato le persone che sono presenti nel sito. Ho potuto controllare anche personalmente sia con la metropolitana, sia con il treno nella tratta Expo-Magenta- Novara. I taxi hanno una tariffa un po’ alta; Expo è fuori Milano e la tariffa è maggiorata. All’interno della città un’alternativa, di notte, è il noleggio con il car sharing. Con l’occasione volevo ringraziare Anna, Antonello e Fabio per la disponibilità durante la visita al Padiglione dell’Unione Europea da dove ho potuto ammirare l’Albero della Vita e Silvia Silvestri, autrice dell’articolo di Expo e Rosa Blu, che a causa di un errore di grafica mi è stato attribuito. L’Expo si chiuderà il 31 ottobre 2015.

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10 COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ:   di Ilenia Laurenzi La Commissione Pari opportunità è stata istituita al fine di combattere le discriminazioni, sessiste e di altro genere, di cui ancora oggi, nel terzo millennio, le donne continuano ad essere vittime nell’ambito lavorativo e in quello sociale. Inoltre, la recrudescenza della violenza di genere degli ultimi tempi, ha fatto sì che si rendessero necessarie norme ed azioni atte a contenere e combattere questo fenomeno in triste crescita. Lo scorso 30 luglio è stata nominata la nuova Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo: 10 donne che “hanno competenze in materia di differenza di genere e in vari campi del sapere, dall’amministrativo alla cultura e che, come previsto nei criteri, sono rappresentative delle diverse aree territoriali”, prendendo a prestito le parole della vicepresidente Barbara Ferretti. Noi del Martino abbiamo raccolto la voce di due componenti della Commissione, Ilenia Ceci e Marilena Andreani, vicepresidente del CPO di Giulianova, per conoscere e capire l’importanza di questo organo istituzionale. Ilenia, quanto è necessaria, oggi, l’istituzione di un CPO? “Tantissimo. Le forme di discriminazione nei confronti delle donne, nel terzo millennio, sono varie- gate. La Commissione per le Pari opportunità nasce con l’intento di combattere tutte le discriminazioni. La violenza sulle donne non è, purtroppo, l’unica forma da cui le donne vanno difese. Pensiamo ad esempio allo squilibrio degli stipendi, all’inquadramento contrattuale diverso. Benchè sia ampiamente diffusa una falsa sensazione di parità, la realtà è ben diversa: si ha quasi l’impressione che alle donne vengano fatte delle “concessioni”, ma questo non è aver raggiunto i medesimi diritti dell’uomo. Se solo pensassimo che, addirittura, il linguaggio comune presenta forme discriminatorie nei confronti delle donne, capiremmo quanta strada ancora ci sarebbe da fare! Mi piacerebbe che il nuovo programma del CPO insistesse maggiormente sull’educazione, in special modo all’interno delle scuole: bisogna che passi il messaggio secondo il quale non esiste prerogativa del maschio e della femmina . Altro punto caldo è insistere sull’indipendenza economica, attraverso corsi di formazione, laboratori dove alle donne si insegni a rendersi autonome dal potere economico maschile, imporre dei tempi per tutelare la donna e le sue esigenze. L’utilità di un CPO non è esclusivamente finalizzata alla violenza domestica o di genere, ma è fondamentale riuscire ad insegnare alle donne come educare i figli maschi. La missione della Commissione Pari Opportunità è proprio creare le pari opportunità, piuttosto che intercedere laddove c’è una cattiva gestione della questione di genere. Ovviamente per far si’ che questi organi funzionino a dovere, sono necessari i fondi da destinare alle varie iniziative e noi siamo semplicemente delle volontarie. Abbiamo bisogno di materiale da destinare alle scuole, di supporti per attuare campagne di informazione, ma i fondi scarseggiano. Una CPO costituita come quella attuale non riesce a raggiungere gli obiettivi

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QUANTA STRADA ANCORA DA FARE… 11   che si è prefissa. La parità la raggiungi anche parificando il matrimonio alle unioni civili ecco perché penso che andrebbe riformato l’intero diritto di famiglia. Bisogna creare i presupposti perché non si arrivi alle violenze di genere, creare le condizioni perché le donne possano fare scelte non condizionate da aspetti economici: finanziare aiuti concreti, come la creazione di asili nidi o un sistema di babysitteraggio gestito magari proprio dai comuni, che vada incontro alle esigenze reali delle donne che lavorano. Oggi le donne sono deboli per un’infinità di motivi: tutto quello che si è ottenuto in termini di diritti è storia recente. I retaggi sono ancora troppo duri da essere estirpati e non è detto che tutto quello che, fino ad ora si è ottenuto, non possa essere revocato. Non bisogna mai dare per scontato che gli obiettivi raggiunti finora resteranno tali per sempre. Bisogna tenere la guardia alta, sempre, in quanto l’involuzione è dietro l’angolo. Abbiamo l’esempio dell’Afghanistan: dallo stato liberale ed emancipato degli anni 70 si è tramutato in un regime che nega i diritti primari e basilari alle donne. Questa cosa dovrebbe farci riflettere: tornare indietro, è un attimo. Ecco perché, secondo me, sensibilizzare è la strada giusta da seguire. E’ necessario predisporre le condizioni necessarie affinché non si crei disparità. Vorrei, a tal proposito, citare una filosofa contemporanea, Luce Irigaray la quale, sottolinea quanto sia difficile parlare di integrazione fra culture diverse, figurarsi tra generi, quello maschile e quello femminile. Altro tipo di problema è quello del linguaggio e della discriminazione linguistica. Le parole discriminatorie, di cui spesso sono vittime le donne, non hanno un corrispettivo maschile, e credo non sia superfluo occuparsene. L’uso di un certo tipo di linguaggio è indice di retaggio discriminatorio tuttora presente in quelle società cosiddette evolute. La CPO, per poter funzionare, ha bisogno dei fondi necessari, ma anche di spazio e giusta comunicazione. E’ necessaria l’incentivazione, presso altri comuni, perché non bisogna dimenticare che la parità è ancora lontana da raggiungere. Far parte di una commissione di questo tipo, per me, significa dare il MEGLIO ma, soprattutto, essere consapevoli che per questo genere di passaggi culturali ci vuole del tempo. Non basta una generazione, se ancora non si riescono a bypassare retaggi culturali tanto forti e radicati.” Abruzzi. Abbiamo avuto un’ottima risposta da parte dei ragazzi. L’anno passato , inoltre, abbiamo invitato il P.M Reitano che ha tenuto una conferenza sul bullismo e la docente universitaria Francesca Ricci , della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Teramo, che ha trattato la tematica delle pari opportunità alla Crocetti di Roseto. Questo concorso ha ottenuto l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica, e questo per noi è stata una grande soddisfazione. Dalla prossima edizione ci avvarremo anche del patrocinio dell’Università di Teramo. La CPO di Giulianova è stata l’unica commissione comunale, all’interno del territorio regionale, ad indire un concorso con un coinvolgimento delle scuole del territorio così massivo. E questo, per noi, è motivo di grande orgoglio. Con Roseto la collaborazione si è attivata proprio grazie a questo concorso. Purtroppo il nostro attuale disagio è rappresentato dalla mancanza di fondi che, finora, abbiamo cercato di ovviare attraverso l’organizzazione di una cena di autofinanziamento, con lotteria abbinata. L’incasso realizzato lo abbiamo destinato per sostenere le iniziative che si porteranno avanti. Grazie a queste iniziative, il messaggio di cui il CPO è portatore è arrivato ai cittadini, e il loro coinvolgimento è stata la risposta. Giulianova ha la fortuna di avere ben sette consigliere comunali, tra maggioranza e opposizione, che fanno parte del CPO: il vice sindaco Nausica Cameli, e le consigliere Giada Pigliacelli, Valentina Di Giulio, Adalberta Chiodi, Federica Vasanella, Margherita Trifoni, Laura Ciafardoni, Silvia Di Gregorio e Catia Verdecchiae, per la prima volta, all’interno del consiglio comunale, abbiamo la vicepresidente del CPO. C’è comunque ancora tanto da fare. Attualmente le Commissioni Pari Opportunità sono presenti solo in cinque comuni della provincia di Teramo: Giulianova, Colonnella, Martinsicuro, Roseto e Alba Adriatica e questo dato è abbastanza scoraggiante, se si pensa che i comuni, sul territorio provinciale, sono 47. Purtroppo molti sindaci sono insensibili alla tematica. Nell’ultima commissione pari opportunità provinciale, Anna Pompili, consigliera di parità, ha più volte sollecitato i sindaci della provincia Teramo ad istituire CPO nelle proprie amministrazioni, purtroppo senza aggiungere risultati significativi. E questo è un disvalore. Io iniziai ad occuparmi di Pari Opportunità vent’anni fa ma devo registrare, con un pizzico di delusione in quanto, da allora, la situazione non è cambiata di molto. Certo, di parole ne sono state spese tante, ma in sostanza, pochi fatti. Anche Il comune di Giulianova è uno dei pochi enti territoriali ad avere a livello provinciale la situazione non è molto differente: sono stata presidente della scorsa CPO e la mancanza di fondi non una Commissione Pari opportunità. Marilena Andreani, preci ha permesso di realizzare quanto avremmo voluto. Spesso sidente CPO giuliese, quanto è utile un’istituzione di questo grazie alle iniziative a costo zero, riusciamo se non altro ad avegenere all’interno di un comune? re visibilità. La cena di autofinanziamento di cui parlavo prima , ad esempio, ci ha permesso di sostenere il Centro antiviolenza “Il CPO di Giulianova , attraverso la creazione di eventi ad hoc, della provincia. E iniziative di questo genere producono risultati sta tentando di educare ad una forma di cultura diversa. Corsi notevoli. Durante il dibattito scaturito dall’incontro avente come di informazione, dibattiti e la creazione di un concorso da detematica “Usciamo dal silenzio”, promosso dall’assessorato pari stinare agli istituti scolastici del territorio, sono state le attività opportunità del comune di Giulianova, tre donne presenti tra il messe in campo dalla commissione giuliese. E’ stato infatti, pubblico hanno chiesto aiuto al centro antiviolenza “La Fenice”. indetto un concorso, in passato in cui, proprio partendo dalle Questo a dimostrazione che, se i convegni vengono fatti con criscuole, si è provato a proporre una forma di pensiero differente terio, inevitabilmente, producono risultati. Dobbiamo insistere in da offrire alle generazione più giovani. questo senso, attraverso l’organizzazione di incontri, campagne di comunicazione, corsi di formazione. “ “Non si è soli , usciamo dal silenzio. Violenza: un’idea per prevenirla”, questo il titolo del concorso che, dalle scuole di Giulianova, la CPO ha esteso anche agli istituti di Roseto degli

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12 ANFFAS MARTINSICURO INAUGURA “LA ROSA BLU”. UN PROGETTO DI LIBERTÀ, AMORE E TENEREZZA   di Maria Giulia Mecozzi colori scelti per la nostra vela, sono i colori della pace. Anffas infatti, ha sempre camminato e agito in pace perseguendo sempre la giustizia, senza cui non sarebbe possibile alcuna condizione di pace”. “La Rosa Blu” si prepara ad aprire nuovi scenari non solo al mondo della disabilità ma al mondo civile tutto. Questa struttura permetterà infatti di superare quelle barriere che non consentono a chi è affetto da disabilità di entrare a far parte del mondo del lavoro. Infatti, ad offrire servizi a tutti i clienti, saranno gli stessi ragazzi dell’Anffas Onlus Martinsicuro, seguiti ovviamente passo per passo da un tutor. Saranno loro a preparare caffè, cappuccini e pietanze. Saranno loro i veri gestori e protagonisti della struttura. La loro discesa in campo e il loro saper fare, farà dello Chalet “La Rosa Blu” qualcosa di veramente speciale ed unico, rompendo definitivamente quelle barriere che ancora li separano dalla società del pregiudizio. “Proprio per questo – dice la Professoressa Corsi - le barriere possono e devono essere vinte da tutti; non solo da noi familiari di persone con disabilità e volontari. Ognuno si può adoperare per abbatterle nel loro lavoro quotidiano. Solo così, solo se questo si realizzerà nella vita di tutti i giorni, saremo veramente civili e veramente liberi”. Dunque, un intervento, quello del Presidente Corsi che ha intagliato la prima parola che rimarrà incisa nel ricordo di questa giornata: “libertà”. Una libertà, quella ricercata dall’Anffas che, come ci ricorda nel suo discorso il Sindaco di Martinsicuro Paolo Camaioni, è stata e sarà sempre affiancata dalla ‘dolcezza’. “Quell’estrema dolcezza – dice Camaioni - con la quale il Presidente Danila Corsi, ha sempre seguito il mondo della © RIPRODUZIONE RISERVATA disabilità e con la quale oggi ci sta regalando questa struttura che si mette a disposizione non solo del mondo della disabilità, ma anche dell’intera Città. Un’attività che in sé ha il pregio di integrare manodopera per accompagnare il mondo diversamente abile verso la realizzazione della propria personalità attraverso il lavoro”. L’ultimo sostantivo che rimarrà scolpito ed indelebile nella memoria di chi ha partecipato all’evento arriva dal discorso breve ma intenso e carico di emozioni, dell’Assessore regionale al Demanio Dino Pepe, il quale parla di ‘amore’. “Amore e passione che contraddistinguono da sempre l’impegno del Presidente Corsi in questo tipo di iniziative”. Parole quelle dell’Assessore Pepe che portano con sé l’eco del ringraziamento di tutta la Regione Abruzzo, visto che con l’avverarsi di questo sogno che oggi porta il nome di “La Rosa Blu”, si è realizzato qualcosa di unico non solo in territorio regionale ma in tutta Italia. L’estate 2015 per la nostra Città di Martinsicuro passerà alla storia. Ma non per il caldo torrido o le polemiche suscitate da emergenza idrica, divieti di balneazione, scarsa pulizia delle spiagge, Bau beach si o Bau beach no. Questo 2015, e precisamente il 19 Agosto, verrà ricordato per l’inaugurazione e la realizzazione definitiva di quel grande sogno per cui l’Associazione Anffas di Martinsicuro, capitanata dal suo Presidente Danila Corsi, ha combattuto 15 lunghissimi anni: il nuovo e unico stabilimento balneare “La Rosa Blu”. Diciamo unico sia perché, come già affermato in un precedente articolo, non si tratta dell’ennesimo Chalet all’ultimo grido sul litorale Martinsicurese, sia perché, solo chi ha avuto il privilegio di calpestare quella piattaforma in legno può percepire che lì, oltre a sorgere una solida struttura, pulsa il cuore di tutti quelli che sono, ormai da anni, impegnati nell’Anffas Onlus Martinsicuro e si sono battuti per la realizzazione di questo grande sogno. Come Piergiorgio, uno dei ragazzi dell’Associazione che ha avuto l’onere del simbolico taglio del nastro e che, accogliendo e salutando calorosamente i tantissimi presenti all’occasione, ad ognuno non smetteva di ripetere “è fatta”. Si, Piergiorgio ha proprio ragione; finalmente dopo 15 lunghi anni questo grande sogno si è avverato. All’appello, quel pomeriggio non mancava davvero nessuno. Dalle autorità religiose, militari e politiche come l’Assessore regionale al demanio Dino Pepe e l’Assessore alle politiche sociali Marinella Sclocco. Alla giunta Comunale di Martinsicuro si sono aggiunti anche i Consiglieri di opposizione Giuseppe Capriotti, Elisa Foglia, Massimo Vagnoni e gli ex Sindaci di Martinsicuro Ignazio Caputi, Sandro de Santis, Abramo Micozzi e Nilde Maloni; tutti uniti per esprimere la loro vicinanza all’Anffas e festeggiare questo loro grande traguardo. Il simbolo che da oggi in poi campeggerà sull’insegna della struttura sarà una vela e a spiegarci il perché è lo stesso Presidente Corsi, durante il suo intervento di apertura: “La vela è simbolo del lavoro nobile di Martinsicuro, da sempre dedito alla marineria. La vela è simbolo di libertà. Una libertà che appartiene e deve appartenere a tutti, sia a chi ha problemi, sia a chi non li ha. La vela è anche resistenza. Quella resistenza a tutte le difficoltà che abbiamo dovuto superare in questi 15 anni”. E continua: “Inoltre i

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CULTURA - I NOSTRI TALENTI Alessandra Bucci embra quasi un gioco quello che ci propone Alessandra Bucci, insegnante di lettere presso la scuola secondaria di primo grado di Martinsicuro, un gioco di luci e ombre, di spensieratezza e consapevolezza, di sogni e di limiti, di presente e passato, di contrasti profondi che danno sapore alla vita, una vita che rifiuta le scialbe sfumature della monotonia quotidiana. Molte volte, per chi ama la poesia, un libro così argomentato e passionale offre una moltitudine di emozioni oltreché spunti per il modo di vedere le cose e specialmente di guardare la vita e i piaceri che essa offre. Un libro come “I sentieri dell’anima” di Alessandra Bucci diventa spesso materiale fondamentale per gli appassionati ma anche per chi della poesia non ne ha mai fatto un suo cavallo di battaglia. Alessandra Bucci è un’autrice con un gran futuro, perché le sue creazioni poetiche risultano sempre ricche di risvolti interiori che lasciano nel lettore una punta di piacevole soddisfazione nel seguirne le trame, dipinte di amore e di sensibilità. Un libro che si addentra letteralmente nei sentieri dell’anima, percorrendo singolarità di vita vissuta dentro le emozioni e con le emozioni. Il libro si presenta con una grafica d’impatto, semplice e introduttivo con il titolo che davvero dice tutto. Si può acquistare a Martinsicuro presso “L’angolo delle fate” in P.zza Cavour e a San Benedetto del Tronto presso “La Bibliofila” in via Ugo Bassi. Per ulteriori informazioni e per chi vuole continuare a seguire l’evoluzione spirituale e poetica di Alessandra Bucci può seguirla sulla sua pagina Ufficiale Facebook: Il mondo di Alessandra B.   13 POESIA S Aria, ho bisogno di aria. Maschere sorridenti affollano il mio palco ma sotto le parrucche pulci seicentesche emanano odori purulenti e il bacio di rito disgusta i miei sensi. Aria, ho bisogno di aria. Toglietevi le maschere mostrate il vostro viso, solo chi combatte con sincerità e passione, col cuore e con orgoglio risana anima e carne, può profumare il mondo. Aria, ho bisogno di aria. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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14   Martinsicuro CALCIO

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ALCUNI DEI LEONI DELLA NOSTRA SQUADRA   15

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