Il Martino n.4 anno 1

 

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30 Marzo 2015 - n. 04 anno 1 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste 2€ LA NUOVA FRONTIERA DEL REALITY: ADAMO CERCA EVA Ana Raisa concorrente del dating più intrigante della televisione europea IL PARCO MARINO... CHE NON C’È di Maria Giulia Mecozzi POSTO DI POLIZIA E SICUREZZA di Ilenia Laurenzi Dotare Martinsicuro di un posto di polizia permanente a mio avviso, è molto difficile in quanto con la spending review si è avuta una capillare riduzione di apparati. Con il progetto dei tagli alle province, è seguito quello della riduzione di Questure e Prefetture: esiste il rischio concreto che queste si trasferiscano nel capoluogo di regione. Noi dobbiamo innanzitutto verificare che ciò’ non accada e poi, a seguire, bisogna che venga riorganizzato il territorio. Ha senso, oggi » continua, Pag. 3 La risposta di Massimo Vagnoni come oggi, avere un posto di polizia ad Atri e non sulla costa? Non è difficile capire che è oltremodo necessario fornire un paese come Martinsicuro di un presidio fisso , in modo particolare durante il periodo estivo, da maggio ad ottobre. Durante l’ultimo incontro con il sindaco, abbiamo concertato di fissare un incontro con il Ministro dell’interno on. Alfano, ma sinceramente non ho grandissime aspettative da questo punto di vista. Inoltre bisog.... » continua, Pag. 6-7 Abbiamo intervistato una dolce e coraggiosa donna di Alba Adriatica, Manuela, una madre di tre figli rispettivamente di 25, 20 e 14 anni. » continua, Pag. 10-11 MARTINSICURO TRA LEGGENDA E TRADIZIONE di Noris Cretone GIOCO DEL MARTINO.......12 COME VEDO LA CITTÀ......13 LA POESIA DI ALE...............13 MART. CALCIO............... 14-15 I racconti più inquietanti che abbiamo raccolto, hanno come protagoniste le streghe. Strega deriva dal latino Strix con significato di uccello notturno... » continua, Pag. 4-5 INDICE PREVENZIONE........................ 2 ADAMO CERCA EVA ............ 3 FRANE E DISSESTI................. 3 NUNZIO MARTINIANI.......... 4 LEGGENDA E TRADIZIONE .4-5 STRAGE DI PINI...................... 5 POSTO DI POLIZIA ........... 6-7 GLI INDIFFERENTI................. 8 PARCO MARINO............ 10-11 SAPEVI CHE ..........................12

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2 PREVENZIONE E PREVISIONE   Etciù! Salute di Redazione “Lombalgia” è il termine più corretto per indicare il mal di schiena, un disturbo tanto comune quanto fastidioso che riconosce numerosissime ed eterogenee cause d’origine. Il mal di schiena è una sofferenza che colpisce soggetti di ogni razza, età e rango sociale. Il dolore percepito può essere acuto o cronico, intermittente o continuo, invalidante o sopportabile, e può accentuarsi od attenuarsi eseguendo determinati movimenti. Sono dunque molteplici le sfumature che assume il mal di schiena: il dolore avvertito cambia da soggetto a soggetto in base alla causa che l’ha scatenato. fattore di rischio per il mal di schiena. •Eseguire sempre movimenti consoni all’entità del trauma subìto alla schiena. •Sistemarsi in posizione antalgica (corrisponde alla posizione in cui si è avvertito il trauma) è un buon rimedio per attenuare il mal di schiena dipendente dal colpo della strega. •Riposo assoluto per un periodo non superiore a 1248 ore (a partire dal momento in cui si è avvertito il colpo della strega). •Sottoporsi a manipolazioni e massaggi decontratturanti (eseguiti da personale esperto e qualificato). •Gli impacchi caldi sulla schiena possono temporaneamente alleviare il dolore. •Evitare quanto possibile i colpi di freddo e le correnti d’aria. •Capire le cause del dolore lombare per intervenire prontamente con un trattamento specifico. Cosa Fare •Ridurre i carichi che gravano sulla schiena. •Proteggere la schiena da traumi ed evitare movimenti bruschi. •Praticare regolarmente sport ed attività fisica. Per porre rimedio al mal di schiena si consiglia di puntare su esercizi di tonificazione ed allungamento, da associare ad una moderataattività aerobica. •Praticare con regolarità un’attività motoria finalizzata alla riduzione del peso corporeo e al miglioramento di tono ed elasticità muscolare. •Mantenere il proprio peso ideale. Ricordiamo infatti che anche l’obesità costituisce un Cosa Mangiare •Alimenti ricchi in calcio e fosforo, dato che incidono positivamente sulla salute del rachide •Cibi alcalinizzanti (soprattutto frutta e verdura ricca di magnesio) per prevenire il mal di schiena causato dall’artrosi •Brodi, trippe e bolliti (fonti di collagene) per migliorare il mal di schiena dipendente da artrosi •Alimenti ricchi di fitoestrogeni (es. soia): rimedio alimentare particolarmente indicato per le donne in menopausa affette da mal di schiena •Alimenti ricchi di Omega 3 e 6 (pesce, crostacei, tofu, mandorle, noci, olio di semi di lino). www.my-personaltrainer.it/ Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Noris Cretone, Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Marco Capriotti, Maurizio Lindner. SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 E mail info@ ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. TAVOLETTI GENTINO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Il costo di un arretrato è il doppio del prezzo di vendita. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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La nuova frontiera del Reality: Adamo cerca Eva APPROFONDIMENTI   3 Incontro con una concorrente del dating più intrigante della televisione europea di Marco Capriotti FRANE E DISSESTI di Marco Capriotti Carissimi lettori de “Il Martino”, anche in questo numero permettetemi un accenno ai dissesti naturali. Abbiamo visto tutti quello che sta accadendo a Ripe di Civitella del Tronto, ma anche in altre zone del teramano e del teatino. Strade interrotte, problemi per gli abitanti. La nostra Italia, fatta di poche città, ma di piccole realtà soffre; soffre a causa della mancanza, in molti casi, dei lavori di manutenzione. Lavori fatti, in alcuni casi, male o addirittura non fatti. Ma anche nei nostri paesi e nelle nostre realtà abbiamo problemi che magari ai più sono poco evidenti; nei prossimi numeri vogliamo parlare delle barriere architettoniche. Potete mettervi in contatto con noi, via posta elettronica o telefonando direttore alla nostra redazione, per raccontare o segnalare le vostre difficoltà. Non vogliamo fare i gabibbi o le iene di turno. Ma riteniamo giusto informare gli amministratori dei vostri disagi, anche nelle giornate di sole e non solo in quelle di pioggia. Speriamo inoltre di non aver problemi nella prossima estate con l’acqua. Sappiamo che i Sindaci delle città costiere si sono già mossi. Purtroppo l’acquedotto abruzzese è realmente al collasso. Secondo il Censis un terzo delle acque italiane sono perse. Anche in Abruzzo si perde parecchia acqua e durante il periodo estivo è un disastro per l’economia e per il turismo. Le tariffe italiane sono onestamente tra le più basse d’Europa, però spesso i servizi sono carenti. Restare senz’acqua è un grave problema sia nelle stagioni estive sia in inverno. Chiudo questo intervento con un “ Forza Gianni” siamo tutti con te!!! In foto Ana Raisa. na Raisa è una ragazza rumena, che da dieci anni vive in Spagna e che studia all’Università di Valencia; lavora d’estate in un ristorante sulla costa; incontra due produttori televisivi che la invitano a partecipare a una trasmissione e alla fine, dopo un weekend di riflessione, decide di partecipare. La trasmissione si chiama “Adan y Eva”; un uomo e una donna, completamente nudi su un’isola deserta in cerca dell’amore, con prove, nuovi personaggi e verità nascoste. La trasmissione è andata in onda su “Cuatro”, canale spagnolo del Gruppo Mediaset. Un dating reality in cui i partecipanti sono ripresi senza abiti e senza censure. Ana Raisa decide di partecipare. Ci dice che molti amici hanno appoggiato la sua scelta ed anche la mamma era contenta; al padre ha raccontato dello show, ma non ha detto della nudità; alla fine la madre lo ha informato e lui ha accettato. A Durante la trasmissione, Ana Raisa e il suo Adamo. dice che l’amore in quel contesto è difficile da trovare; quei concorrenti che lei ha incontrato hanno visto quell’occasione come un modo per fare un’esperienza originale che difficilmente avrebbero potuto fare. Ovviamente quando è stato trasmesso il programma in tv Facebook e Whatsapp hanno “collassato”. Ho impiegato giorni e giorni per rispondere a tutti (anche a noi del Martino). I giudizi sono stati molto positivi, a parte una pagina fatta da rumeni su facebook con mie foto con commenti non gentili. “Guardate questa ragazza rumena nuda ad Adan y Eva”. I commenti dei telespettatori spagnoli sono stati molto carini. Inoltre aggiunge: C’è stato il massimo rispetto nella produzione del programma; la sera prima mi sono anche divertita nel girare l’isola croata che ci ospitava. Ho alzato leggermente il gomito durante il primo giorno di registrazione, all’inizio, avevo un forte mal di testa!”. rata, quella di “Adan y Eva” no. Ana è diretta: “All’inizio pensavo: questo è il mio “suicidio sociale”, nuda davanti a tutta la Spagna. Ma poi ho visto il lato positivo, a qualcosa di originale da raccontare ai miei figli e ai miei nipoti. E’ una questione di chiusura mentale che ti porta a vedere nel nudo qualcosa di peccaminoso. La nudità, vista con una certa ottica, è naturale ed è una cosa pulita.” Alla domanda su un suo coinvolgimento nello show business è anche qui sincera, “Certo, una buona proposta non si rifiuta, ma al momento ho altre priorità (terminare gli studi accademici ndr)”. Ringraziando anche Carmen Diaz Ortega di Eyeworks España per la concessione delle immagini, ci viene naturale chiedere ad Ana Raisa se ha imparato qualcosa da questa esperienza televisiva molto originale. La sua risposta è un consiglio anche dà ai nostri lettori: “ Cercate di fare spesso quello che desiderate veramente o che siete portati a fare, non considerando il giudizio critico delle persone, vi posso assicurare, alla fine tirerete un sospiro e vi sentirete bene.” Chiediamo se è andata per Il nudo in tv scandalizza? La trovare l’amore o per fare “playa desnuda” della nostra un’esperienza tv. Sinceramente Isola dei Famosi era censu- © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 Voce cittadina   Martinsicuro tra leggenda e tradizione, un passato ricco di mistero! Cosa si nasconde tra le pieghe di un racconto fatto dalla nonna dinanzi al fuoco, in un gelido pomeriggio di metà inverno? Streghe, malocchio… il nostro passato, tra realtà e leggenda. di Ilenia Laurenzi di Noris Cretone Intervista a Nunzio Martiniani, artista locale. La pittura, si può dire, è nata assieme a me. Malgrado Immagine di repertorio. , nel corso della vita, abbia dispetto della fatto altro, negli ultimi tempi giovane età ho deciso di dedicarmi interacome comune mente all’arte. Nelle mie tele (Martinsicuro lo utilizzo colori acrilici e altri è da 1963), il materiali come sabbia, stucco, paese vanta origini pietre. antichissime come villaggio L’elemento ricorrente nelle dell’età del Bronzo e del Ferro mie opere sono i cuori, che e custodisce i resti di rappresentano essenzialmente Truentum Castrum l’amore, inteso in senso univer- Truentinum, città fondata dai sale, non solo quello tra esseri Liburni come testimonia Plinio umani, ma anche per la natura il Vecchio. A Martinsicuro e, soprattutto , per gli animali. sono passati grandi condottieri come Giulio Il cuore rappresenta un Cesare, Annibale, oltre al futuro migliore, fatto di rispetto mitico Federico II e Vittorio per tutti e per tutto: la realtà Emanuele. A attuale non mi piace assolutamente e non ho affatto fiducia nelle azioni degli uomini. Nei miei dipinti è come se la tela fosse una soglia al di là della quale mi piacerebbe ci fosse il mondo che vorrei. Mi piacerebbe che davanti ad un mio quadro l’osservatore fosse catapultato in un mondo fantastico, come vorrei che fosse in realtà. La natura, i cuori, la famiglia, il mare: questi gli elementi principali delle mie opere. © RIPRODUZIONE RISERVATA La tradizione vuole che vi siano diversi modi per fermare il potere delle streghe o degli stregoni. Il metodo più Un’antica leggenda sostiene comune è quello di porre una che, al tempo dei tempi le scopa dietro la porta , così fate o streghe (nel passato queste creature sovrannaturali entrambe erano conosciute resteranno per tutta la notte come creature malvagie e a contare le setole della Oltre ad aver nutrito libri di infernali), vivevano in una storia grazie a personaggi caverna alle pendici nord della scopa. Nel frattempo alla luce del giorno queste non illustri, Martinsicuro, come Majella, meglio nota come avranno più potere e così del resto molti centri della Val “la coda della montagna”. Un riprenderanno il loro aspetto Vibrata, ha alimentato anche brutto giorno, però, queste fervidi capitoli della tradizione magiche creature fecero irritare originale, cioè quello umano. Le streghe avevano il potere popolare, attraverso incantati un santo, forse San Martino, di trasformarsi in qualsiasi racconti di streghe, malefici, che le punì facendo franare cosa, sia esso animale o cosa riti magici. la montagne chiudendo, inanimata, come per esempio in così, per sempre l’ingresso soffio di vento. della caverna e le fate, per E’ noto che la tradizione non perire, furono costrette a popolare si nutre di leggende disperdersi per il mondo. La semplice realtà contadina legate a diverse credenze dei nostri nonni, escogitò derivanti da fatti che, agli occhi del volgo, sembrano di Da quel momento iniziarono a sicuramente i metodi ingegnosi natura imperscrutabile ma in vagare, trovando soddisfazione e pieni di fascino, per contrastare l’azione malvagia di realtà si legano a fenomeni solo quando prendevano di magari di carattere naturale. mira un villaggio di pescatori o persone che pur non essendo temute come le streghe, Così persone particolarmente di contadini. procuravano momenti di dotate di qualche qualità La stregoneria era molto grande difficoltà ai malcapitati. peculiare o che abbiano un sentita nella tradizione “Passare la mdia!”, chi di noi sapere superiore alla massa, abruzzese e queste pratiche vengono indicate come streghe o maghi, per questo molti hanno pagato, nel migliore dei casi, con l’isolamento dalla società, o nel peggiore, con la vita. I racconti più inquietanti che abbiamo raccolto, hanno come protagoniste le streghe. Strega deriva dal latino Strix con significato di uccello notturno, raffigurato come un pipistrello o un’arpia. non rappresentavano qualcosa di obsoleto, come verrebbe oggi da pensare all’uomo moderno che disdegna questi fatti. Nonostante queste pratiche fossero molto usate non esistono, comunque nella nostra regione, documenti relativi a processi per stregoneria.

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non è stato convinto dal rassicurante sguardo della nonna a sottoporsi a questo curioso rituale. Abbiamo chiesto alla signora Spinosi Luisa Maria di Martinsicuro di raccontarci i particolari di questo rito, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. “Quando qualche componente della famiglia si sentiva poco bene, soprattutto accusava forti emicranie, la donna più anziana della famiglia provvedeva a prendere un piatto pieno d’acqua. Accendeva una candela e recitando una formula che si poteva solo tramandare oralmente la notte di Natale, accarezzava delicatamente il capo della persona dolorante. Una volta conclusa la litania, che veniva recitata a bassa voce, si faceva cadere nel piatto qualche goccia di olio, se questo si spandeva mischiandosi all’acqua, la persona era stata colpita da una forte invidia che gli aveva cagionato il malore. Se invece l’olio formava delle gocce che si riflettevano sul fondo del piatto come a formare un occhio, la persona si sentiva male a causa del malocchio. L’olio a quel punto veniva “tagliato” con un coltello e l’acqua veniva sostituita con della nuova per tre volte, in genere al terzo passaggio l’olio restava in sospensione senza produrre strani effetti. Questo stava ad indicare che il maleficio era stato spezzato e la persona stranamente nel giro di qualche minuto tornava a stare bene.” Martinsicuro è una cittadina che lega la sua tradizione al mondo del mare e così esistono anche racconti di strane   credenze legate alla vita dei pescatori…ad esempio non uscivano mai in barca nella notte tra l’uno e il due di novembre altrimenti, a detta loro, “avrebbero pescato le ossa dei morti!”. Oppure il rito per placare il mare in burrasca che avrebbe messo a repentaglio la vita della ciurma ma soprattutto non avrebbe permesso loro di pescare. Consisteva nel far tagliare al mozzo di bordo, il più giovane dell’equipaggio con un coltello il vento, chiamato “sciaone”, recitando una formula magica. Dopo tale procedura il vento tendeva a placarsi, permettendo ai marinai di riprendere il cammino in tranquillità ma soprattutto di non tornare a terra a mani vuote. 5 Streghe, malocchio, malefici, strani riti…l’uomo da sempre ha cercato di spiegare ciò che la mente non sapeva o non poteva interpretare, attraverso il soprannaturale. La maggior parte dei nostri avi non avevano avuto la possibilità di istruirsi per dare un interpretazione razionale ai loro problemi. Così un bambino colto da deperimento, non aveva bisogno di vitamine ma di una fattucchiera che gli ponesse un pettine ed una spazzola sotto il cuscino della sua culla, per proteggerlo dalle streghe! Forse al loro posto avremmo agito anche noi così, o forse no…una cosa è certa, quando l’uomo non può oltrepassare e dominare certi limiti tenta di esorcizzarli, così la realtà si mescola alla leggenda, entrando nella tradizione e © RIPRODUZIONE RISERVATA nella storia di ognuno di noi. STRAGE DI PINI: SI POTEVA EVITARE? di Federica Bucci Foto di Matteo Bianchini, albero di pino caduto durante il maltempo. Il maltempo che ha colpito il centro Italia, tra gli altri ingenti danni ha causato anche una vera e propria strage di pini secolari che abbellivano i nostri viali da tempo immemore. caduti. si poteva evitare? Il sindaco di San Benedetto del Tronto, sollevando non poche polemiche, ha fatto tagliare molti pini che, a sentire la gente che si lamentava, potevano essere salvati. Altri sindaci hanno fatto la scelta opposta, tentando di salvare i pini. Alcuni agronomi hanno commentato la questione affermando che una maggiore cura degli alberi, come ad esempio una potatura adeguata, ridurrebbe di molto il rischio di questi incidenti. Un altro danno derivante dalla cattiva gestione del verde è la cosiddetta “capitozzatura”, cioè una potatura troppo estrema della chioma che determina una riduzione dell’apparato radicale, motivo per cui la stabilità della pianta risulta compromessa. Secondo loro poi sarebbe conveniente non piantare questi alberi in prossimità di scuole o edifici e delimitare le zone in cui si trovano gli alberi più vecchi. Insomma, il rischio può e deve essere controllato, ma occorre affidarsi a gente competente ed effettuare controlli più accurati e ripetuti nel corso dell’anno. Le strade hanno cambiato fisionomia. Spesso si stenta a riconoscerle pur avendole percorse decine e decine di volte, come nel caso di via Roma, Da San Benedetto del nel tratto tra Martinsicuro Tronto a Pescara, in quei e Villa Rosa dove se la giorni sui giornali sembrava sono vista davvero brutta di leggere dei veri e propri quegli ignari automobilisti bollettini di guerra dove i che transitavano da quelle caduti erano i pini (anche parti mentre la tempesta se, purtroppo, in altre zone infuriava; hanno veramente d’Italia ci sono stati dei morti corso il rischio di rimanere in carne ed ossa). schiacciati. 60 pini caduti a San Benedetto, 80 a Pescara, A questo punto la 20 a Giulianova e anche domanda che sorge Martinsicuro ha avuto i suoi spontanea è: tutto questo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6   POSTO DI POLIZIA E SICUREZZA La risposta di Massimo Vagnoni di Ilenia Laurenzi Dopo aver raccolto le considerazioni del Primo cittadino, Paolo Camaioni, sul problema “sicurezza” e sull’esigenza di dotare Martinsicuro di una presidio di polizia fisso, Il Martino ha ritenuto doveroso ascoltare anche un’altra campana, ponendo la stessa domanda, a chi siede sui banchi dell’opposizione e precisamente al consigliere di minoranza Massimo Vagnoni. “La nostra cittadina, soprattutto per la sua particolare posizione che la pone come “zona di confine” tra due regioni, è maggiormente esposta ai traffici rispetto ad altre zone anche se, è bene specificare che, a livello di attività criminosa, alla fine, è uguale ad altri paesi. La differenza sta nel fatto che, il crimine, a Martinsicuro fa “piu’ notizia”. Dotare Martinsicuro di un posto di polizia permanente a mio avviso, è molto difficile in quanto con la spending review si è avuta una capillare riduzione di apparati. Con il progetto dei tagli alle province, è seguito quello della riduzione di Questure e Prefetture: esiste il rischio concreto che queste si trasferiscano nel capoluogo di regione. Noi dobbiamo innanzitutto verificare che ciò’ non accada e poi, a seguire, bisogna che venga riorganizzato il territorio. Ha senso, oggi come oggi, avere un posto di polizia ad Atri e non sulla costa? Non è difficile capire che è oltremodo necessario fornire un paese come Martinsicuro di un presidio fisso , in modo particolare durante il periodo estivo, da maggio ad ottobre. Durante l’ultimo incontro con il sindaco, abbiamo concertato di fissare un incontro con il Ministro dell’interno on. Alfano, ma sinceramente non ho grandissime aspettative da questo punto di vista. Inoltre bisogna considerare che, effettivamente, le forze dell’ordine sono poche. In uno dei tanti dibattiti sul tema, si è parlato di integrare questo tipo di attività con la cosiddetta “vigilanza privata”, che ha ovviamente un costo e, a mio parere, questo è uno degli elementi da attivare con immediatezza in modo da rendere il territorio maggiormente presidiato. C’è la necessità di rendere i presidi più visibili in modo da arginare le ondate di furti che, nell’ultimo periodo, sono andate intensificandosi e che, secondo me, sono state generate anche dal fatto che diverse aree di Martinsicuro e Villa Rosa vengono percepite dai malviventi come più accessibili di altre proprio perché sguarnite di controllo. Dovremmo prendere spunto da un progetto attuato a Teramo tempo fa, “Luci sulla città”, in cui la tematica “sicurezza” veniva messa in primo piano, e percorrere questa direzione. L’invito sarebbe quello di trovare risorse ulteriori, che potrebbero venire anche e soprattutto dalla sinergia tra pubblico e privato, tra imprenditori interessati e Amministrazione, ognuno potrebbe fare la sua parte per vigilare sia l’attività imprenditoriale che i singoli cittadini. Secondo me, questa potrebbe essere una buona strategia. Chiaramente , sul piano politico, serve una presa di coscienza forte nel riorganizzare le forze dell’ordine e rafforzarle qui sulla costa a partire proprio dal comune di Martinsicuro. Alba Adriatica, ad esempio, è più strutturata , c’è più personale in caserma rispetto a Martinsicuro ed io credo che vada rafforzato il presidio tra Alba Adriatica e Martinsicuro. In ogni caso, ripeto, bisogna unire le forze, individuando forme di controllo Massimo Vagnoni, consiliere di minoranza.

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anche diverse da quelle classiche, coinvolgendo la vigilanza privata. In altri comuni sono state coinvolte altre associazioni, come l’Associazione volontari carabinieri, ma io non ritengo sia efficace, quanto l’unire le forze. Bisogna mettere in rete diversi tipi di interventi e, soprattutto, con continuità, per tutto l’anno e, ribadisco, non unicamente durante il periodo estivo. Vedere le forze dell’ordine in giro per paese, ha fatto registrare un efficace deterrente per quel che riguarda la microcriminalità che, assieme agli ambulanti, sono sicuramente i fenomeni più fastidiosi. Ovviamente, in paese, sussistono situazioni ben più gravi e, per presidiare il territorio, due persone che operano 3\4 ore al giorno, non sono sufficienti, oltre al fatto che a queste associazioni vanno dati i mezzi necessari. Il paese ha bisogno della creazione di presidi fissi, di stazionamenti in “luoghi caldi”. Nella zona Tronto e a Villa Rosa dovrebbero essere previsti spazi da destinare alle forze dell’ordine, creati presidi permanenti che facciano capire che quelle aree non sono state lasciate abbandonate a sé stesse. Per me, l’unica soluzione, è quella di coinvolgere il privato, in quanto in futuro i tagli aumenteranno.   anche e soprattutto perché vede un territorio poco presidiato, un “porto franco” in cui potersi muovere a proprio piacimento, certi di non essere ostacolati. 7 Al di là della segnalazione dei reati, i cittadini come possono proteggersi? Torno a rimarcare con forza che le persone non vogliono lasciarsi coinvolgere , e poi non possiamo pretendere che i cittadini prendano il posto delle forze dell’ordine! Bisogna restituire il paese ai suoi abitanti, riqualificare le zone degradate, i luoghi di aggregazione, i parchi giochi. Va fatto qualcosa di concreto per riportare il cittadino in piazza: non si può spezzare il paese in due, bisogna creare eventi, soprattutto estivi, fare rete con gli operatori per poter crescere. Quest’amministrazione, in questo senso, non sta facendo molto. E’ vero che il mio è un discorso di parte, però è anche vero che da parte dei commercianti, degli operatori turistici, non vedo molto coinvolgimento. Non riescono a fare rete tra loro. E’ vero, c’è la crisi, ma l’amministrazione dovrebbe essere più fattiva. La cultura crea indotto, si è visto, perché allora non investirci di più? Gli eventi culturali servono a far lavorare associazioni locali, “non possiamo pretendere che i cittadini prendano il posto delle forze dell’ordine!” Politicamente bisognerebbe fare un ragionamento con tutti i Comuni della vallata e con il Prefetto per riorganizzare ed incentivare le forze sulla costa. Nello stesso tempo l’Amministrazione deve investire sulla sicurezza somme anche ingenti perché, in questo momento, dal mio punto di vista, questo problema rappresenta la priorità. Bisogna investire sulle risorse. Inoltre alcune aree del paese sono da “riconquistare”, da strappare all’illegalità dilagante. Problemi come l’assalto alle poste dei mesi scorsi, non si risolvono con un tavolo di lavoro con il Prefetto. gli eventi dovrebbero servire a riempire gli “spazi vuoti”. Bisogna credere nel proprio paese e nelle sue risorse e investirci. Martinsicuro è un caso eccezionale e come tale va trattato, ma senza grossi clamori, rimboccandosi le maniche. Io non sono per i “tavoli sulla sicurezza” in prefettura, perché credo che essi servano a poco, se non a ricevere il sindaco e le sue lamentele, ma non sono sicuramente risolutivi. C’è bisogno di atti concreti, ma non solo da organi quali la prefettura, che ripeto, rischia anche di scomparire. Politicamente questa La proposta del sindaco, sul coinvolgimento dei cittadini nella situazione va gestita “dall’alto”, riorganizzando le forze dell’ordine, segnalazione dei crimini, per me non è fattibile, in quanto il citta- contestualmente l’amministrazione deve riorganizzare i propri dino ha paura. Chi amministra ha il dovere di cercare di tutelare i centri e spendere i soldi sulla sicurezza. cittadini, investendo sulla sicurezza e facendo accordi con società di vigilanza. Benché il problema della sicurezza sia un’esigenza maggiormente sentita sulla costa, sarebbe auspicabile coinvolgere l’Unione dei Comuni.Chi viene a delinquere nel nostro paese, lo fa © RIPRODUZIONE RISERVATA Immagine di repertorio.

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8   IL SILENZIO DEGLI INDIFFERENTI Europa. Associazioni che si rifanno ad un certo “terrorismo digitale”, che fa largo uso del web per la sua propaganda e per il reclutamento di adepti in tutta Europa, che pubblica video di macabre esecuzioni e che dichiara il suo odio contro l’Occidente. Eppure esiste anche un altro terrorismo islamico e fondamentalista. La sua cellula risiede in Africa e miete le sue vittime, principalmente, tra le giovani donne musulmane. Un “terrorismo silenzioso” che si cela dietro al gruppo jihadista di Boko Haram. Come dimenticare la strage del 14 Aprile dell’anno scorso consumatasi a Chibok nel nord della Nigeria? Come può essere cancellato il grido delle 276 liceali rapite e seviziate dai jihadisti di Boko Haram? Del resto a chi importa di Mary, una delle liceali rapite che insieme ad altre 56 ragazze è riuscita a scappare con la forza della disperazione al gruppo di miliziani? E mentre la sorte delle altre 219 donne, tuttora, rimane avvolta da una nube di mistero ecco che la donna occidentale festeggia l’8 Marzo, riempiendosi la bocca di frasi scartate da cioccolatini, odorando mimose e resuscitando il più rozzo dei femminismi secondo il quale la libertà risiederebbe nella gestione del proprio utero. Il tutto rigorosamente accompagnato dal bene placido di un uomo che, per tale ricorrenza, fa sfoggio di una falsa retorica niente male. E ancora. A chi importa se Martedì 24 Marzo 2015, sempre i miliziani di Boko Haram hanno commesso un altro dei loro crimini atroci, sequestrando 506 persone tra donne e bambini ed uccidendone 50? Probabilmente il trafiletto che uno solo dei nostri quotidiani nazionali ha dedicato alla vicenda, è rimasto invisibile all’occhio di un lettore sempre più frastornato e assopito da cronaca nera mista a gossip, corruzione dilagante, intercettazioni fantascientifiche e teatrini politici o che semplicemente rimane indifferente di fronte a quel “terrorismo silenzioso” che tanto non lo riguarda, non lo tocca, non lo minaccia; perché miete le sue vittime tra gli stessi musulmani. Bisognerebbe ammettere che, se tale terrorismo acquisisse risonanza, la base religiosa su cui poggia crollerebbe, facendo capire che essa è solo un pretesto dietro al quale si celano interessi politici ed economici. Inoltre, far luce su questo particolare danneggerebbe, non poco, le tante campagne elettorali dei partiti nazionalisti di tutta Europa che cavalcano e giocano sull’onda del terrore islamico. Dunque, meglio tacere. Meglio rimanere indifferenti. La solidarietà e l’attenzione mediatica riservata alle donne della strage di Boko Haram si limitò a qualche sterile #hashtag lanciato sui social network, scomparendo definitivamente pochi giorni dopo. Quando il leitmotiv che riesce ad accumulare più “like” diventa “Je suis Charlie”, perché questa volta è toccato a Noi essere stati colpiti ed affondati, ecco che il grido delle donne nigeriane si zittisce dietro l’indifferenza di un Occidente volontariamente cieco e sordo. E’ ora di finirla con questa solidarietà 2.0 che si trasmette solo attraverso #hashtag, cinguettii e like. Sarebbe invece importante aiutare queste ragazze promuovendo tra loro istruzione e cultura, perché è di questo che hanno fame e sete. Solo attraverso il filtro della conoscenza potranno assaporare la bellezza, prima invisibile, dietro una la nebbia fitta dell’ignoranza e della sottomissione. E non sarà certo, come contrariamente qualcuno pensa, scoprendo il loro capo da quel velo e donandogli una minigonna che le aiuteremo a diventare persone libere ed indipendenti ma soprattutto donne. di Maria Giulia Mecozzi Il giornalismo, come ogni altra forma di espressione, è nata per fare luce e dar voce ad eventi che accadono più o meno lontani dalle nostre realtà, attraverso quel potente strumento che è la parola. Solo grazie ad essa riusciamo a descrivere quel mondo che si fa storia, restituendo una realtà che altrimenti rimarrebbe celata nel silenzio del non detto. In questo senso, il Martino, pur rimanendo nel suo piccolo, a volte sente l’esigenza di espandersi gettando il suo sguardo critico al di là dei confini locali, per riflettere su un mondo globale e dar voce a realtà che, troppo spesso, rimangono nascoste dietro la nube opaca dell’indifferenza. Ed è proprio a quest’Occidente malato d’indifferenza e che tace di fronte al mix esplosivo di tre sostantivi quali strage, donne, terrorismo, che la parola deve mostrarsi. Al buon giornalismo spetta il compito di farne buon uso. Vi starete chiedendo che cosa esse abbiano in comune. Eppure risolvere il rebus sarebbe facile se solo l’Occidente accettasse di curarsi dalla malattia dell’indifferenza. Se parliamo di fondamentalismo islamico quali sono le immediate associazioni che vengono alla mente? Senza ombra di dubbio saranno: Is., Charlie Hebdo, Osama Bin Laden, 11 Settembre, Libia, Stati Uniti, © RIPRODUZIONE RISERVATA

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10   Il parco marino...che non c’è Sarebbe stata una bella storia da raccontare ai vostri bambini quella del “Parco marino”, della sua creazione e di quanto e perché sia importante salvaguardare il mare e la sua popolazione. Ma il parco marino non c’è e tanto meno avrebbe senso istituirne uno lungo la costa dell’Adriatico, dopo gli ultimi dati allarmanti diramati da Goletta Verde, secondo cui le acque che bagnano le nostre coste sarebbero segnalate come fortemente inquinate, con un livello di Enterococchi intestinali > 4000 UFC/100 ml e un livello di Escherichia Coli > 1000 UFC/100ml. A rivelarci, in un’intervista esclusiva, tutti i retroscena e i reali interessi che muovono i protagonisti di una saga che ormai dura da 8 anni, è il Presidente del Co. Ge. Vo. Abruzzo Giovanni Di Mattia, che tuona contro una politica che prima, sperperando denaro pubblico, si dichiara pronta a mummificare parti di territorio marino, negandola alla pesca delle vongole, perché considerata fortemente impattante, nonostante i dati provenienti dall’Istituto zooprofilattico smentiscano tale tesi e poi non fa nulla contro l’avvelenamento delle acque del nostro mare da parte degli scarichi abusivi delle fabbriche e dei depuratori mal funzionanti. Infine, ci svelerà tutti i retroscena riguardanti l’attuale dibattito sul Parco Marino del Cerrano e su una sua possibile riapertura alla pesca grazie all’impiego di un nuovo metodo progettato dal Co. Ge. Vo. e che verrà presentato in consiglio Regionale nelle prossime settimane. Signor Presidente Di Mattia, prima di considerare la parte storica, potrebbe chiarirci la definizione di che cos’è un parco marino e che differenza c’è con una AMP ovvero con un’area marina protetta? Mentre un parco marino è una zona di mare dotata di una sua valenza scientifica vera e propria ed, in quanto tale, non consente lo svolgersi di alcuna attività; una AMP (Area Marina protetta), essendo divisa in zone, consente lo svolgersi di alcune attività secondo le relative zone, tra cui la piccola pesca artigianale, attività subacquea, pesca sportiva. Solo nelle zone A, cioè quelle di massima restrizione, è vietata qualsiasi attività ed è esclusivamente riservata alla sola ricerca scientifica. Da chi nasce l’idea di fare un Parco marino proprio lungo la costa dell’Adriatico? L’idea di istituire il Parco Marino del Piceno nacque dall’allora Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Massimo Rossi. Un’idea che man mano si perse, perché negli anni molti comuni hanno ritirato la loro adesione date le molte proteste dei pescatori che, giustamente, facevano notare come l’istituzione di un Parco Marino, che si sarebbe dovuto estendere da Porto Sant’Elpidio fino ad Alba Adriatica e quindi in zone fortemente antropizzate, avrebbe significato la morte della pesca delle vongole e di un’intera e soprattutto sana economia. Stando alle sue dichiarazioni secondo Lei istituire un Parco Marino lungo le nostre coste non avrebbe senso alcuno. Potrebbe spiegarci le motivazioni? Stando alla definizione data precedentemente, lo scopo principale di un Parco Marino è la salvaguardia e protezione di una specie in via di estinzione. Dunque avrebbe senso farlo ove vi siano delle vere peculiarità ambientali e scientifiche. Non si può pensare di istituirne uno lungo coste sabbiose di Maria Giulia Mecozzi e fortemente antropizzate come sono quelle dell’Adriatico. Vorrei ricordare che lungo la nostra costa non vi è alcuna peculiarità scientifica, ovvero non vi alcuna bio-diversità e men che meno specie in via di estinzione. Noi del Co.Ge.Vo. Abruzzo non siamo contro l’istituzione di un Parco Marino. Tuttavia diciamo che farne uno lungo la costa dell’Adriatico è solo un modo per favorire sperpero di denaro pubblico senza in alcun modo rispettare lo scopo che una AMP dovrebbe giungere ad ottenere. E’ tempo che la politica metta fine all’idea fallimentare, quale è stata quella dell’istituire aree marine protette (zone A), e che si riappropri del potere di salvaguardia e valorizzazione necessaria, che nulla hanno a che fare con una tutela maniacale di una biodiversità esclusiva che non è tale e che semmai è compromessa, non da Noi pescatori, ma da altre attività dell’uomo come scarichi abusivi ed inquinamento dei fiumi. Prima di istituire un Parco Marino sarebbe bene che la politica investisse le risorse su una bonifica a monte dei fiumi e la costruzione di nuovi depuratori. E’ come se, in questi anni, si sia cercato di costruire una casa partendo dal tetto invece che dalle fondamenta. In Italia vi sono 27 Aree Marine Protette che andrebbero rafforzate gestendole al meglio senza necessità di farne altre solo per pura moda. Investire ingenti somme di denaro pubblico nella creazione di un Parco Marino in zone in cui non vi è alcuna rilevanza ambientale e stremate dall’inquinamento non ha alcun senso. Vorrei ricordare che la vongola è un bio-marcatore, è lei che ci indica lo stato di salute del mare. Se la vongola subisce una moria vuol dire che il mare è malato ed il livello di inquinamento delle acque è altissimo. Negli anni abbiamo subito tantissime morie, eppure nessuna politica ambientalista o meno si è preoccupata di risolvere il problema dell’avvelenamento delle acque. Fortunatamente, nella zona tra Martinsicuro e Francavilla, laddove gestisce la pesca il Co.Ge.Vo. Abruzzo le acque, almeno per ora, stanno abbastanza bene. Come il Co. Ge. Vo. Abruzzo, secondo la sua linea guida, ha gestito in questi anni la pesca nel massimo rispetto del mare? Il Co. Ge. Vo. si impegna ad attuare misure tecniche nel pieno rispetto dell’ambiente e del mare, in primo luogo rispettando due mesi di fermo biologico obbligatorio non retribuito, in un arco temporale che va da Aprile e Ottobre. Ma non solo. Oltre ai fermi tecnici obbligatori indetti dal Ministero dell’Ambiente, noi osserviamo ulteriori fermi tecnici volontari per dare tempo alla vongola di riprodursi, crescere e raggiungere una dimensione commerciale. Il consorzio si adopera, secondo le direttive ministeriali per una gestione oculata nel tempo attuando misure tecniche ben precise: ridurre le giornate di pesca, limitare il quantitativo pescabile, limitare le ore di pesca, osservare i fermi, turnazione delle aree per ripopolamento chiudendo una zona e aprendone un’altra. Tutto questo porta ad una gestione sostenibile ed eco-sostenibile. Veniamo alla questione spinosa riguardante il Parco Marino del Cerrano che, tornato da poco agli onori della cronaca grazie all’intervento dell’Assessore regionale all’ambiente, Dino Pepe, per la riapertura della pesca anche in quella zona, grazie anche al progetto che avete

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  assente una zona A e ciò, stando alla definizione fornita in precedenza, sta a significare che non vi è alcuna bio-diversità da proteggere. Non risultano affatto chiare le motivazioni della sua creazione con relativo impiego di risorse pubbliche. Risulta chiaro che proporre l’istituzione di un parco marino in siti ove nei quali non sono presenti sistemi o ecosistemi rari o minacciati e peculiarità ambientali non fa altro che sminuire e non far comprendere il ruolo che hanno queste aree marine protette. Torno a ribadire invece come in questi anni non si sia statospeso un solo euro per il progetto “Acque Pulite”. E’ stata fatta tutta una gestione a terra e non per il mare. Sagre, manifestazioni, sponsorizzazione di formaggi e vini. Niente di tutto ciò ha a che fare con un’area marina protetta. Un’ultima domanda. Potrebbe dirci qualcosa riguardo i nuovi metodi di pesca, così detti eco compatibili, che verrebbero utilizzati all’interno dell’Area Marina del Cerrano ed in cosa differiscono dalle tanto demonizzate turbosoffianti? Il Co. Ge. Vo. Abruzzo, assieme all’assessore regionale Dino Pepe ha cercato di trovare delle sinergie di collaborazione proponendo di salvaguardare comunque la comunità bentonica, attuando all’interno dell’area una pesca che va da 1-2 mesi all’anno (preferibilmente il periodo invernale). Dunque abbiamo chiesto di pescare all’interno della AMP del Cerrano con strumenti ecocompatibili escludendo l’uso dell’acqua. Infatti mentre le turbosoffianti prevedono l’uso di una pompa sotto la barca, che manda l’acqua all’interno della draga per ammorbidire il sedimento, soffiando acqua e che comunque ha solo un lieve impatto sul bentos (stando ai dati forniti dall’Istituto zooprofilattico), abbiamo proposto di pescare in questa zona con un sistema ancor meno impattante che prevede una draga senza l’uso della turbosoffiante, ritornando al sistema artigianale in uso cinquant’anni fa. Esso prevede una draga di dimensioni ridotte senza l’ausilio della pompa dell’acqua bensì con un letto vibrante che serve per la fuoriuscita di sabbia e vongole creando un minor impatto sulla comunità bentonica. Questa è l’unica strada percorribile soprattutto per liberare il campo dal pregiudizio che gli ambientalisti hanno intorno alle turbo soffianti. In molti suoi discorsi Lei ha sempre ribadito che, al di là di qualsiasi pensiero comune, in realtà i veri ambientalisti siete voi pescatori... Esattamente. Confermo e ribadisco tale pensiero. I primi ambientalisti siamo noi pescatori. Siamo noi i primi a voler difendere il territorio e l’ambiente e il mare tutelando le risorse. Non è vero che il pescatore è mosso solo dal bieco interesse mercantile perché, chi trascorre la maggior parte del tempo sul mare non è, e non può rimanere, insensibile all’idea della sua bellezza, anzi. La sua maggiore sfida consiste nel dare una dimensione umana alla sua attività, quella della pesca appunto. La tutela non si attua semplicemente mummificando l’ambiente ma armonizzando tra loro tutte le attività umane in maniera saggia ed ecocompatibile, senza pregiudizi antiscientifici e preclusioni ideologiche. La salvaguardia dell’ambiente potrà avvenire solo con la collaborazione di pescatori consapevoli che vivono il mare ogni giorno. 11 In foto, Di Mattia Giovanni presidente cogevo Abruzzo. presentato a Gennaio nel quale si introducono nuovi metodi di pesca, differenti dalle turbosoffianti e dunque a minor impatto ambientale. Potrebbe delinearci la posizione che la Co. Ge. Vo. ha assunto in merito? Come già detto Noi pescatori siamo i primi ad essere d’accordo con la creazione di Aree Marine protette, ma abbiamo chiesto di avere la possibilità di condividerle e gestirle insieme avanzando anche forme di autofinanziamento perché, e soprattutto, la loro gestione e mantenimento grava su risorse pubbliche. La politica locale, tramite l’istituzione di AMP, vende il territorio a fini turistici e con l’intento di affidarne la gestione a piccole cooperative. Ecco che essi si trasformano in vere e proprie mangiatoie di denaro pubblico, mettendo in ginocchio i lavoratori e tutta l’impresa della pesca. Dov’è la repressione per quanto riguarda gli sversamenti a mare? Stando ai dati di Goletta Verde abbiamo i fiumi e i torrenti più inquinati d’Italia, per non parlare delle discariche abusive. Se si vuole tutelare l’ambiente si dovrebbero prima mettere a regime queste cose e poi si potranno realizzare i parchi. Risulta evidente che la responsabilità ricade su tutte quelle amministrazioni pubbliche del territorio che non tengono in funzione i depuratori e non controllano gli scarichi a mare nel loro territorio. Amministrazioni che, da un lato sponsorizzano il parco e, dall’altro, danneggiano i pescatori con le loro omissioni buttando a mare acque inquinate per poi fregiarsi, appena giunge la bella stagione, di bandiere blu. Con questo voglio dire: è possibile avere un Parco Marino come quello del Cerrano, quando dalle ultime analisi di Goletta Verde risulta la zona più inquinata d’Italia? Tutto questo è un paradosso. Un’ipotetico avvocato del diavolo ora direbbe: nemmeno pescare in questa zona così altamente inquinata avrebbe senso. Come risponde a questa provocazione? Infatti il Co. Ge. Vo. non si batte per abolirla ed annullarla. L’area marina esiste ma chiediamo un modo per condividerla ed avere la possibilità di pescarci a turnazione qualche mese all’anno, specie nei mesi in cui non c’è il turismo. Abbiamo contestato l’area marina del Cerrano rispetto al modo in cui è stata istituita e cioè senza alcuna concertazione con i pescatori. Per di più gli studi conoscitivi, riguardo la zona, sono stati fatti in maniera dubbia. Il falso motivo per cui è stata istituita quell’area è stata: ripopolamento delle vongole in una zona in cui si supponeva che fossero in via di estinzione. Inoltre vorrei ricordare che nell’area marina del Cerrano è © RIPRODUZIONE RISERVATA

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12   CURIOSITÀ Redazione SAPEVI CHE Nei conventi, durante la lettura delle Sacre Scritture, quando ci si riferiva a San Giuseppe si diceva “Pater Putatibus”, abbreviato in P.P.. Ecco perché il più comune minutivo di Giuseppe è Peppe o Peppino. B M O V I M E N T I M O C A N N E L L A U O L L A D A M O E M N O L I O C N A V M L I M E M U M M E I E H T U T M F M B F G C S U T T E A R I A C G I T N I M A C A O L N E E E N O A V L N I G I L U I R C A E P E L I A R E E M A L F A N O A T Trova la soluzione cerchiando le lettere rimanenti che comporranno la parola identificativa dell’immagine sovrastante. _________ BOLLETTINI FRANE LOMBALGIA MOVIMENTI TRUENTUM © © RIPRODUZIONE RISERVATA ADAMO CANNELLA IMMEMORE MALOCCHIO MUMMIFICARE TUTELA ALFANO EVA LEGGENDA MAMMA PINI VESTE RIPRODUZIONE RISERVATA Maurizio Lindner © RIPRODUZIONE RISERVATA

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CULTURA - I NOSTRI TALENTI Alessandra Bucci embra quasi un gioco quello che ci propone Alessandra Bucci, insegnante di lettere presso la scuola secondaria di primo grado di Martinsicuro, un gioco di luci e ombre, di spensieratezza e consapevolezza, di sogni e di limiti, di presente e passato, di contrasti profondi che danno sapore alla vita, una vita che rifiuta le scialbe sfumature della monotonia quotidiana. Molte volte, per chi ama la poesia, un libro così argomentato e passionale offre una moltitudine di emozioni oltreché spunti per il modo di vedere le cose e specialmente di guardare la vita e i piaceri che essa offre. Un libro come “I sentieri dell’anima” di Alessandra Bucci diventa spesso materiale fondamentale per gli appassionati ma anche per chi della poesia non ne ha mai fatto un suo cavallo di battaglia. Alessandra Bucci è un’autrice con un gran futuro, perché le sue creazioni poetiche risultano sempre ricche di risvolti interiori che lasciano nel lettore una punta di piacevole soddisfazione nel seguirne le trame, dipinte di amore e di sensibilità. Un libro che si addentra letteralmente nei sentieri dell’anima, percorrendo singolarità di vita vissuta dentro le emozioni e con le emozioni. Il libro si presenta con una grafica d’impatto, semplice e introduttivo con il titolo che davvero dice tutto. Si può acquistare a Martinsicuro presso “L’angolo delle fate” in P.zza Cavour e a San Benedetto del Tronto presso “La Bibliofila” in via Ugo Bassi. Per ulteriori informazioni e per chi vuole continuare a seguire l’evoluzione spirituale e poetica di Alessandra Bucci può seguirla sulla sua pagina Ufficiale Facebook: Il mondo di Alessandra B. © RIPRODUZIONE RISERVATA   13 POESIA S Una veste nuova Al tramonto partirò, dissolverò nell’aria la mia vecchia veste ormai logora e stinta. Il vento la sfilaccerà e qualche brandello vedrai sulla collina, tra i rami del pesco, per ricordar al mondo il mio imminente ritorno. Busserò alla tua porta con una veste nuova di lucciole di boschi, scirocco di mare e odor di zagare e cannella, degna ancor di noi, del primitivo amor che gli animi incendiava.

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14   Martinsicuro L’ultimo incontro: San Salvo-Martinsicuro 2-1 sulla fascia destra. Va via a Piunti e mette al centro dove trova la gamba di De Cesaris che gonfia la propria porta. A questo punto il Martinsicuro, che prima si vede annullato una rete di Travaglini, in diagonale per fuorigioco dello stesso giocatore, al 37’ trova il pari al termine di una bella azione. Veccia taglia il campo lanciando sulla fascia destra Travaglini che dal fondo mette al centro dove colpisce di teta Rosa con la sfera che incoccia la parte interna della traversa e gonfia la rete. Nella ripresa la gara è equilibrata con i locali che trovano i tre punti nell’unica azione pericolosa. Punizione dai 35 metri con la sfera in area, il colpo di testa di Marinucci vede la splendita deviazione di Cinquegrana con la sfera che rimane in area ma Felice è il più lesto ed insacca. Il Martinsicuro cerca il pareggio ma non riesce ad impensierire Cattinari. Nell’ultimo dei quattro minuti di recupero il San Salvo sbaglia un penalty. Incomprensione tra Piemontese e Cinquegrana e sulla sfera si inserisce Antenucci steso da Cinquegrana. Per l’arbitro non ci sono dubbi ed indica il dischetto tirando fuori il cartellino rosso nei confronti del portiere ospite. Visti i tre cambi già effettuati dal Martinsicuro, la maglia da portiere viene indossata da Veccia mentre alla battuta va Antenucci con la sfera che scheggia la traversa e finisce fuori. Finisce così la gara. Il Martinsicuro domenica 29 farà visita ad un’altra grande del torneo, il Paterno. di RONDAS Il Martinsicuro gioca una buona gara ma esce sconfitto dal campo di Cupello contro il San Salvo impegnato nella corsa ai play off mentre i biancazzurri, a secco di vittorie da oltre due mesi, non riescono ad ottenere i punti che servirebbero per raggiungere la salvezza matematica. Due gli squalificati per parte: Quaranta e Di Pietro per la squadra di Gallicchio, Nepa e Carbone per quella di Vagnoni che deve rinunciare anche a Di Paolo, Emilii e Ricci. Partono bene i locali che si fanno vedere sin dal 3’ con un diagonale di Di Ruocco fuori di poco. Stessa situazione si ripete al 12’ quando va sul fondo e mette a centro area un invitante pallone per il tocco di Marinelli. A seguire la traiettoria Cinquegrana che devia in angolo. Al 19’ è ancora Di Ruocco al tiro dai 25 metri colpendo la traversa piena ma l’azione continua e Marinucci ha la palla buona a centro area ma la conclusione che si perde a lato. Il vantaggio dei locali arriva fortunoso al 22’ quando Marinelli L’angolo del Presidente di Marco Paolini © RIPRODUZIONE RISERVATA La squadra del Di Egidio: meritavamo il pari, oggi ho visto un grande spirito Zero punti raccolti ma in campo il Martinsicuro ha dato l’anima e il presidente Di Egidio ne è consapevole: “Oggi meritavamo sicuramente di più, in campo i ragazzi hanno dato tutto, grinta cuore e corsa, ma purtroppo è un periodo nel quale tutto ci va storto, spero passi già da domenica prossima a Paterno. E’ tornato finalmente al goal Rosa, ci servono le sue reti, e questo è una buona notizia in vista della corsa salvezza” © RIPRODUZIONE RISERVATA

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CALCIO di Ettore Accadia   15 L’ANGOLO DI ETTORE ACCADIA: Classifica Golden Boy Juniores D’Elitè L’ULTIMA SETTIMANA: MAGLIA BIANCOAZZURRA= LORIS DI GIORGIO MAGLIA NERA= TOMMOLINI LUCA GOLDEN BOY DEL MESE DI MARZO E’ : LORIS DI GIORGIO © RIPRODUZIONE RISERVATA Classifica al 28/03/2015 POS SQUADRA G. 1• Avezzano 28 2• Paterno 28 3• Francavilla 29 4• San Salvo 28 5• Renato Curi Angolana 28 6• Torrese 28 7• Cupello 28 8• Pineto 28 9• Vastese 29 10• Miglianico 29 11• Montorio 88 28 12• Martinsicuro 28 13• Capistrello 28 14• Acqua&Sapone 29 15• Alba Adriatica 28 16• Vasto Marina 28 17• Sulmona 28 PTI 61 60 58 49 48 43 40 40 40 39 36 32 30 30 26 19 12 Martinsicuro Calcio © RIPRODUZIONE RISERVATA

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